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Min.Lavoro: il Report con i dati del 1° semestre 2021 sul distacco transnazionale conferma che l'autotrasporto è tra i più colpiti da quello che, troppo spesso, andrebbe chiamato dumping trasnazionale

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato, in data 10 agosto 2021, il Report relativo al distacco transnazionale, con i dati dal 1° gennaio al 30 giugno 2021 che potrete leggere i allegato alla presente news.

L’Osservatorio istituito presso il Ministero (ai sensi dell’art. 6 del D.lgs. 17 luglio 2016 n.136), che ha “compiti di monitoraggio sul distacco dei lavoratori finalizzato a garantire una migliore diffusione tra imprese e lavoratori delle informazioni sulle condizioni di lavoro e di occupazione” ha redatto il Report, che dispone anche delle tabelle sul fenomeno del distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi.

I dati pubblicati dall'Osservatorio confermano come il fenomeno del distacco riguardi in modo prioritario il nostro settore e che sono moltissimi i lavoratori stranieri utilizzati - atTraverso tale strumento - dalle imprese italiane dell'autotrasporto.

Ma ancor più rilevante è il dato dei distacchi di autisti, da parte di imprese estere, in particolare polacche e lituane, per il loro impiego in operazioni di cabotaggio in Italia. 

Si tratta di una conferma, ove ce ne fosse la necessità, di quanto il trasporto merci su strada in Italia sia un terreno di conquista e ormai quasi di mnopolio per imprese che - grazie alle condizioni di minor costo legate alle speifiche normative fiscali e previdenziali vigenti in quei Paesi - possono proporsi a tariffe e condizioni di assoluto favore ai committenti nostrani,

E di come la battaglia per incrementare le vendite franco destino da parte dei nostri esportatori debba essere una questione strategica che tantoil Governo che le grandi Confederazioni dell'imprenditoria italiana, hanno il dovere di tenere in conto non foss'altro che per motivi legati alla tutela della nostra autonomia e dello stesso tanto decantato "made in Italy".

Per l'autotrasporto italiano, infne, la battaglia per distinguere, tra i distacchia, quelli che fanno quotidianamente strame delle regole minime in materia di sicurezza stradale e del lavoro e di rispetto della normativa sociale comunitaria, rappresenta, alla luce del Report, una battaglia fondamentale. Anche ai fini della difesa delle condizioni tariffarie minime per assicurare la sopravvivenza delle stesse imprese di autotrasporto italiane

Il distacco transnazionale, come è noto,  si configura nell’ambito di una prestazione di servizi nei casi in cui l’impresa con sede in un altro Stato membro dell’Unione Europea o in uno Stato ExtraUE distacca in Italia uno o più lavoratori in favore di un’altra impresa, anche  se  quest’ultima  appartenga  allo  stesso  gruppo,  o  in  favore di una propria  filiale/unità  produttiva o di un altro destinatario.

COS'E' IL DISTACCO TRASNAZIONALE

Rientra nelle ipotesi di distacco transnazionale anche l’invio in missione di lavoratori effettuato da agenzie di somministrazione di lavoro con sede in un altro Stato membro presso un’impresa utilizzatrice avente sede o unità produttiva in Italia.

Per tutta la durata del distacco, il rapporto di lavoro deve continuare a intercorrere tra il lavoratore distaccato e l’impresa straniera distaccante.

La prestazione lavorativa svolta in Italia deve necessariamente avere durata limitata ed essere espletata nell’interesse e per conto dell’impresa distaccante, sulla quale continuano   a gravare i tipici  obblighi  del  datore di lavoro, ossia la responsabilità in materia di assunzione, la gestione del rapporto, i connessi adempimenti retributivi e previdenziali, nonché il potere disciplinare e di licenziamento.

La disciplina in materia di distacco transnazionale in ambito comunitario è contenuta nel D.lgs. n.136/2016, in vigore dal 22 luglio 2016, emanato in attuazione della Direttiva 2014/67/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014, che ha abrogato il D.lgs. n.72/2000 di attuazione della Direttiva 96/71/CE recependone le relative disposizioni.

La nuova Direttiva UE 2018/957 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 giugno 2018 interviene ampliando le garanzie già esistenti in tema di condizioni di lavoro, salute e sicurezza. La Direttiva è stata recepita nel nostro ordinamento con il Decreto Legislativo n. 122 del 2020.

La normativa in vigore in tema di distacco transnazionale pone l’obbligo per l’impresa straniera che distacca lavoratori in Italia di:

-      comunicare il distacco al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali entro le ore ventiquattro del giorno antecedente l’inizio del distacco;

-      comunicare tutte le successive modificazioni entro cinque giorni.

Ciò allo scopo di eliminare una delle principali criticità della normativa previgente rappresentata dall’impossibilità di tracciare le aziende e i lavoratori distaccati in Italia.

Dal Report si evidenzia:

DISTACCHI NEL 1° SEMESTRE 2021

Distacchi

  • · 20.077 sono il numero di distacchi, la stragrande maggioranza dei quali (quasi il 90%) proviene da paesi dell’Unione Europea.
  • · I Paesi dell’Unione che distaccano di più sono la Romania, con più di 8 mila distacchi e dalla Germania, con più di 3 mila distacchi.
  • · Il 38,8% dei distacchi ha una durata che si esaurisce nei 30 giorni (pari a 7.794).
  • · il 98% dei distacchi comunicati (pari a 19.672) riguarda la fascia fino a 5 lavoratori a distacco.

Aziende

  • · Le Aziende distaccanti dell’Unione Europea, in totale 1.290, hanno sede legale per la maggior parte in Germania (480, pari a quasi il 40%), Romania (199, pari al 15%) e Austria (133, pari al 10%) , mentre quelle provenienti da Paesi terzi, in totale 192, hanno sede legale per la maggior parte in Svizzera (50, pari a quasi il 30%) e nel Regno Unito (42, pari al 22%).
  • · Circa il 50% delle aziende distaccanti operano nelle attività manifatturiere.
  • · Le Aziende Distaccatarie sono pari a 2.222 delle quali la maggioranza appartenenti al settore manifatturiero (886), a seguire da quello del trasporto e magazzinaggio (465) e delle costruzioni (309).
  • · Le aziende distaccatarie sono dislocate principalmente in Lombardia (25,6%), seguita da Veneto (16,6%) e dal Friuli-Venezia Giulia (12,6%).

Lavoratori

  • · 13.480 i lavoratori complessivi distaccati in Italia, di cui oltre il 90% di sesso maschile.
  • · Il 53% di questi lavoratori hanno un’età compresa tra i 24 e i 44 anni.
  • · Poco più del 40% ha nazionalità rumena.
  • · Riguardo alle mansioni, nel 24% dei casi è inserita la mansione di autista e nel 2% di saldatore; nel 32% dei casi manca del tutto. Il restante 42% contiene svariate tipologie di mansioni.
  • · Ripetitività dei distacchi: quasi la metà dei lavoratori distaccati (5.411) sono coinvolti in più distacchi; per questi si ha un tempo medio intercorso fra la fine di un distacco e l’inizio del successivo pari a 3 giorni. Per 5.411 lavoratori si hanno almeno due o più distacchi con il medesimo soggetto distaccatario.

 Somministrazione

  • · 3.880 distacchi riguardano il lavoro in somministrazione.
  • · Le aziende interessate sono 98 per un totale di 2.545 lavoratori coinvolti.
  • · La stragrande maggioranza di lavoratori e aziende (85) provengono dall’Unione europea.
  • · I lavoratori provenienti da Paesi ExtraUE sono pari a 62 distaccati da 13 aziende.
  • · Poco più del 70% dei lavoratori vengono somministrati nel settore del trasporto e magazzinaggio

Cabotaggio

  • · 71.366 sono i distacchi riferibili al trasporto su strada per un totale di 33.819 lavoratori coinvolti.
  • · La maggioranza delle aziende ha sede legale in Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia.

 

DISTACCHI DAL 2016 AL 2021

Il Report fornisce anche i dati complessivi del fenomeno a partire  dal 27 dicembre 2016 - momento dell’entrata in vigore dell’obbligo di comunicazione preventiva fino al 30 giugno 2021

Distacchi

  • · 153.210 sono il numero di distacchi, la stragrande maggioranza dei quali (quasi il 90%) proviene da paesi dell’Unione Europea.
  • · I Paesi dell’Unione che distaccano di più sono la Romania, con più di 63 mila distacchi e dalla Germania, con più di 25 mila distacchi.
  • · Dei 19.606 distacchi provenienti da paesi ExtraUE, la maggior parte appartiene alla Svizzera e alla Regno Unito, rispettivamente con 7.223 (pari ad oltre il 35%) e 4.504 distacchi (pari al 23%).

Aziende

  • · Le Aziende distaccanti dell’Unione Europea (in totale 4.708) provengono per la maggior parte da Germania (1.578, pari al 33,5%) Romania (570, pari al 12,1%) e Austria (445, pari al 9,5%), mentre quelle provenienti da Paesi terzi, in totale pari a 1.411, provengono per la maggior parte da Regno Unito (443, pari al 31,4%) e Stati Uniti (254, pari a poco più del 15%).

Lavoratori

  • · 71.847 i lavoratori complessivi distaccati in Italia, di cui oltre il 90% rappresentano uomini.
  • · Più del 58% di questi lavoratori hanno un’età compresa tra i 24 e i 44 anni.
  • · Più del 30% ha nazionalità rumena.

Somministrazione

  • · 37.482 distacchi riguardano il lavoro in somministrazione, che interessano 637 aziende e 13.633 lavoratori, con una stragrande maggioranza di lavoratori e aziende dell’Unione Europea: i lavoratori provenienti da Paesi ExtraUE sono pari a 899 distaccati da 97 aziende.

Cabotaggio

  • · 300.316 distacchi, principalmente da aziende provenienti da Lituania, Polonia, Slovacchia, Romania e Slovenia,
  • · la stragrande maggioranza riguarda riguardano il trasporto su strada che coinvolge 69.166 lavoratori.

Distacco all’estero

  • · 24.268 lavoratori sono coinvolti in distacchi dall’Italia verso l’estero. Il dato si evince dai 63.210 distacchi comunicati attraverso il sistema delle COB.
Ultima modifica il Venerdì, 20 Agosto 2021 17:08

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