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Dopo il DPCM sulle Zone Rosse, cresce il disagio per i trasportatori: situazione intollerabile

By di Claudio Donati Novembre 06, 2020 644

Continuiamo ad assistere al divario tra le affermazioni del Governo di grande apprezzamento per l’Autotrasporto ed alcuni suoi atti che vanno nel senso opposto.

L’ultimo dpcm, che suddivide il territorio nazionale in tre aree (gialla, arancione e rossa), sulla base del diverso grado di rischio pandemico, va esattamente in tale direzione. Esso, infatti, aggrava ulteriormente la situazione, già precedentemente stigmatizzata dalle Associazioni dell’Autotrasporto, che vede, al di fuori delle aree di servizio autostradali, l’impossibilità per i trasportatori di rifocillarsi o di utilizzare i servizi igienici, a causa della chiusura totale di tutti i bar o punti ristoro sul territorio italiano, a partire dalle ore 18. Il nuovo dpcm introduce ora un’ulteriore aggravante, in quanto, nelle zone rosse (Lombardia, Calabria, Valle d’Aosta), a causa della chiusura h24 di detti esercizi, l’impossibilità di utilizzo è totale.

Se non altro, per rispetto della dignità delle persone, tanto più in una situazione come questa, è evidente che il Governo dovrebbe rivedere questa decisione, predisponendo soluzioni che, senza costare un euro, possano consentire ai nostri operatori di lavorare in condizioni di decenza.

Per dare un’idea del paradosso in cui ci troviamo, basterebbe immaginare cosa succederebbe se i nostri Parlamentari dovessero lavorare, alla Camera e al Senato, senza poter utilizzare, 24 ore su 24, la “bouvette” e i bagni del Parlamento.

Torniamo a sollevare la questione, chiedendo al Presidente Conte e alla nostra Ministra Paola De Micheli di adoperarsi per una soluzione rapida ed accettabile, disponibili anche ad avanzare, eventualmente, qualche proposta, guardando anche alle misure messe in campo da altri Paesi europei (vedi Germania). Quel che è certo è che, francamente, questa situazione risulta intollerabile, ed esposta a rischi di esasperazione tra gli operatori che quotidianamente vivono tale disagio.

Claudio Donati

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