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FRANCIA: divieto di riposo in cabina anche per i conducenti di veicoli leggeri fino a 3,5 ton

L'Amministrazione francese ha informato, con una indirizzata alla Commissione  ed alle Amministrazioni dei Paesi membri della U.E., la decisione del Paese transalpino di assoggettare all'obbligo di far trascorrere ai conducenti di veicoli leggeri, ovvero i furgono fino a 3,5 tonnellate,  il proprio riposo giornaliero ( e ancor più quello settimanale) al di fuori del veicolo, in strutture che siano, come si esprime la nota, compatibili con la dignità umana e rispettose della loro salute.

Di tale decisione francese avevamo già dato notizia al momento della emanazione del decreto.

La Francia informa anche delle sanzoni che potranno essere irrogate al datore di lavoro che non fornisca al conducente gli elementi di prova atti a dimostrare che il proprio dipendente abbia effettivamente trascorso il riposo fuori dal furgone, sanzioni che possono giungere sino alla confisca del veicolo.

Presentiamo, di seguito, una nostra traduzione della nota francese e, in allegato, la nota originale giunta al nostro Ministero delle Ingfrastrutture e dei Trasporti.

 

 

Parigi, 9 settembre 2020

NOTA DELLE AUTORITÀ FRANCESI

Oggetto: Informazioni alla Commissione e agli Stati membri sulle disposizioni relative al divieto di effettuare riposi giornalieri e settimanali nei veicoli commerciali leggeri (VCL)

Le autorità francesi hanno adottato nuove disposizioni che sanzionano il fatto, per un datore di lavoro, di far svolgere ai propri dipendenti conducenti di veicoli commerciali leggeri (LCV) il riposo giornaliero e settimanale nel veicolo.

Il datore di lavoro deve fornire ai suoi collaboratori salariati condizioni di alloggio fuori dal veicolo, compatibili con la dignità umana e rispettose della loro salute.

In applicazione della legge del 24 dicembre 2019[i], sul suolo francese, il datore di lavoro deve ora fornire al dipendente, conducente di un veicolo non superiore a 3,5 tonnellate di peso lordo, condizioni di alloggio, all'esterno del veicolo, compatibili con la dignità umana e condizioni igieniche che rispettino la loro salute.

Il datore di lavoro è soggetto a tale obbligo quando il dipendente conducente di un veicolo commerciale leggero effettua un'operazione di trasporto stradale sufficientemente lontano dalla sede operativa dell'azienda da non poter rientrarvi a fine giornata, lavorare o tornare a casa.

Questo obbligo si applica anche alle società stabilite in Francia o in uno Stato membro dell'Unione europea.

Di conseguenza, è ora vietato al conducente di effettuare il proprio riposo giornaliero o settimanale all'interno del veicolo commerciale, sia nella cuccetta a cupola (overcab) situata sopra l'abitacolo, nella parte posteriore del veicolo, nell'abitacolo o in un altro punto del veicolo.

Questi riposi devono essere presi all'esterno del veicolo, in condizioni compatibili con la dignità umana, il che richiede un livello minimo di comfort e l'accesso a servizi igienici in buone condizioni. Ad esempio, è vietato riposare in una tenda vicino al veicolo o in un sacco a pelo vicino al veicolo.

Si tratta di un obbligo di risultato: nel caso in cui un conducente spendesse la somma di denaro affidatagli dal suo datore di lavoro per scopi diversi da quelli legati all'alloggio per il riposo, gli agenti responsabili il controllo potrebbe in ogni caso contestare l'infrazione. Inoltre, il datore di lavoro non può sottrarsi alla sua responsabilità invocando la libera scelta del lavoratore nel determinare il luogo in cui prendere il proprio riposo giornaliero o settimanale. Dovrà garantire, se necessario attraverso azioni preventive e di controllo, che i suoi dipendenti prendano il loro riposo in condizioni conformi alla normativa.

Il datore di lavoro deve porre il conducente nelle condizioni di provare con qualsiasi mezzo che i periodi di riposo giornaliero o settimanale, presi nell'ambito di questa operazione di trasporto, siano stati conformi alle condizioni sopra esposte. Gli addetti ai controlli sono pertanto autorizzati a chiedere al conducente, durante un controllo, di fornire elementi o documenti atti a provare che il riposo è stato goduto al di fuori del veicolo e in buone condizioni. La prova può essere fornita con qualsiasi mezzo, ad esempio fornendo una fattura, pagata dall'azienda, per un hotel o per la sosta in un'area di sosta per camion.

Il fatto che un datore di lavoro non offra condizioni di alloggio dignitose al conducente costituisce una violazione della legislazione sociale francese applicabile al trasporto su strada.

Il codice dei trasporti sanziona la violazione di tale obbligo mediante una violazione di quinta classe[ii], vale a dire con una multa di massimo 1.500 euro, importo che può essere aumentato a 3.000 euro in caso di recidiva. L'autorità giudiziaria competente può decidere sanzioni alternative: sospensione temporanea della patente di guida, fermo temporaneo del veicolo utilizzato per commettere il reato, se il condannato è il proprietario, o confisca dello stesso[iii].

Il reato si determina quando il dipendente si riposa nel veicolo di peso inferiore a 3,5 tonnellate, o non è in grado di giustificare il riposo al di fuori del veicolo, alle condizioni sopra menzionate. In caso di controllo, se è accertato che il conducente si trova in un periodo di riposo giornaliero o settimanale, la sua semplice presenza a bordo del veicolo costituisce una prova sufficiente per dimostrare che non si sta riposando fuori dal veicolo. Quando il datore di lavoro non è in grado di fornire la prova del proprio domicilio o della sede operativa in Francia, il veicolo utilizzato per commettere il reato può essere trattenuto fino al pagamento di una cauzione[iv]. Pertanto, per autorizzare il veicolo a ripartire potrebbe essere richiesto il pagamento di una cauzione di 750 euro per ogni violazione contestata.

Il datore di lavoro con sede al di fuori del territorio francese dovrà quindi mettere il suo dipendente in condizione di pagare la cauzione, altrimenti il veicolo potrà essere trattenuto.

Il fatto di organizzare il lavoro dei predetti conducenti senza assicurarsi che possano beneficiare di condizioni di alloggio all'esterno del veicolo compatibili con la dignità umana e condizioni igieniche rispettose della loro salute, costituisce inoltre un reato punibile con un anno di reclusione e una multa di 30.000 euro[v] 5.

Il reato può in particolare essere constatato nel caso di reiterazione del suddetto reato, dal quale risulti che il datore di lavoro organizzi il lavoro dei propri autisti dipendenti senza garantire loro condizioni di alloggio dignitose.

Le autorità francesi, preoccupate per la corretta applicazione della normativa, intendono lasciare tempo sufficiente per informare i destinatari.

Di conseguenza, gli addetti preposti al controllo del rispetto della normativa del lavoro specifica per il trasporto stradale saranno incaricati di privilegiare, come primo passo, un approccio informativo ed educativo ai conducenti e ai loro datori di lavoro.

***

Le autorità francesi restano a disposizione della Commissione e degli Stati membri per ulteriori informazioni.

[i]       Articolo 102 della Legge n. 1428 del 24 dicembre 2019 sull'orientamento alla mobilità, che istituisce un articolo L. 3313-4 nel Codice dei Trasporti

[ii]       Articolo R. 3315-11 del codice dei trasporti

[iii]      Articolo 131-14 del codice penale.

[iv]      Articolo L. 121-4 del codice della strada

[v]       Articolo L. 3315-4-1 del codice dei trasporti.

Ultima modifica il Mercoledì, 30 Settembre 2020 10:32

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