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Da luglio buste paga un po' più pesanti: scatta il taglio del cuneo fiscale deciso con la Legge di bilancio 2020

Dal 1° luglio scatta l'agevolazione del taglio del costo del lavoro prevista dalla legge di stabilità 2020 e di cui abbiamo, a suo tempo, dato notizia.

Per effetto del D.L. 5/2/2020, n. 3,  coordinato con la l. di conversione 2/04/2020, n. 21, recante “Misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente”, da luglio 2020   scenderanno gli oneri fiscali a carico del lavoratore: e secondo le simulazioni di Assolombarda sulla retribuzione lorda annua OCSE per il 2019, il cuneo si ridurrà dal 48 al 46,7%.

Il taglio renderà un po' più ricche (fino a 100 euro al mese) le buste paga di circa 16 milioni di lavoratori dipendenti privati e pubblici, con redditi fino a 40mila euro.

Va specificato che per “reddito” si intende il reddito complessivo dell’interessato, al netto di quello derivante dall’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e relative pertinenze.

Saranno interessati circa 4,3 milioni di persone in più rispetto agli 11,7 milioni che già percepiscono gli 80 euro introdotti dal governo Renzi.

Il decreto ministeriale attuativo ne ha previsto la realizzazione pratica in due modi, applicabili a seconda della fascia di reddito:

  • un aumento del vecchio Bonus Renzi per la vecchia platea di beneficiari   
  • una nuova detrazione fiscale per la fascia più alta

Vediamo in dettaglio le due modalità:

  1. CONTRIBUTO INTEGRATIVO (nuovo bonus Renzi) FINO A 28 MILA EURO 

Per il calcolo del contributo integrativo (nuovo bonus Renzi) per i redditi fino 28mila euro si prende a riferimento la retribuzione lorda, comprensiva di eventuali straordinari   e al netto delle trattenute previdenziali pari al 9,19% e dell’IRPEF.  Da luglio 2020 il bonus viene aggiornato da 80 a 100 euro mensili

  1. DETRAZIONE DI IMPOSTA PER I REDDITI A PARTIRE DA 28MILA EURO

Viene istituita una specifica detrazione di imposta per reddito da lavoro dipendente secondo queste modalità: 

  • per i lavoratori che percepiscono redditi di importo lordo compreso tra 28.000 euro e 35.000 euro    il calcolo è il seguente: 480 + [120 x (35.000 – reddito) / 7.000].
  • per i lavoratori che percepiscono redditi di importo lordo compreso tra i 35.000 euro ed i 40.000 euro, la formula da applicare è la seguente 480 x [(40.000 – reddito) / 5.000].

Il sostituto d’imposta che gestisce questi benefici fiscali ha l’obbligo di  verificare l’effettiva spettanza del beneficio in sede di conguaglio, dovendo provvedere al relativo recupero se risulta non spettante; se superiore a 60 euro potrà essere conguagliato in 4 (o più probabilmente 8)  tranches, a partire dal primo mese di spettanza. Il credito maturato dai sostituti di imposta sarà recuperato tramite compensazione.

Nella tabella che segue, a fronte di alcuni scaglioni di retribuzione annuale  (soggetti senza carichi di famiglia - contributi  previdenziali 9,19% - non sono considerate le addizionali IRPEF)   sono evidenziati i nuovi  benefici fiscali in arrivo  e il relativo risparmio mensile (ovvero soldi in più) in busta paga :

Retribuzione lorda annua

Netto
in busta

Vecchio bonus Renzi

(per 6 mesi)

Nuovo trattamento    Integrativo 2020

(per 6 mesi)

Nuova detrazione fiscale per lavoro dipendente 2020 (6 mesi)

vantaggio mensile rispetto al 2019 in euro

     12.000

11.220,18

480

            600

+20

     24.000

18.847,78

480

            600

+ 20

     30.000

22.099,53

-

            600

+100

     35.500

25.019,14

-

-

527,36

+87,84

     38.543

26.584,88

479,91

+79,98

     43.000

28.559,12

91,36

+15,22

Con questa misura, secondo uno studio di Assolombarda sui dati OCSE del 2019   l’Italia inizia a ridurre il cuneo fiscale ovvero la differenza tra costo del lavoro e netto in busta paga, problema atavico della nostra economia, risalendo di qualche posizione rispetto agli altri paesi europei.   

Ciò, oltre a garantire maggiore liquidità nelle tasche dei lavoratori aiuterà ad evitare che i posti di lavoro vengano delocalizzati verso paesi esteri dove il costo del lavoro è meno pressante per gli imprenditori. 

Nel nostro paese, dai dati OCSE, il cuneo fiscale pesa per circa il 48% del costo del lavoro totale. In pratica il costo lordo all'impresa di circa 42mila euro, si traduce in circa 22mila euro di retribuzione netta per il dipendente, con i restanti 20mila euro che vanno a pagare gli oneri fiscali e previdenziali.

Contrariamente a quanto comunemente si pensa, tuttavia, in Europa non siamo i peggiori: se prendiamo il netto di 22.000 euro sopra citato, la Germania guida la classifica con un costo del lavoro lordo di oltre 62mila euro. Seguono il Belgio con 63.010 euro l’anno, l’Austria con 62.069 euro e la Francia con 50mila euro.   

Negli altri paesi europei invece l'impatto del fisco e dei costi contributivi e assicurativi sul lavoro dipendente è decisamente minore, per non parlare dei Paesi della nuova Europa dove la differenza tra salario netto e costo del lavoro è praticamente irrisoria e ciò fa prevedere che si porrà, per questi paesi, un problema pensionistico non indifferente.

Nel mondo fanno peggio di noi gli Stati uniti e il Giappone.

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