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FILT-FIT-UILTRASPORTI proclamano lo sciopero generale del trasporto a sostegno di una piattaforma per "rimettere in movimento il Paese"

Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno riunito i propri Esecutivi nazionali ed hanno varato il documento "RIMETTIAMO IN MOVIMENTO IL PAESE", dal cui titolo si può facilmente intuire il contenuto.

Si tratta, come recita il Comunicato stampa diffusso al termine della riunione, di un atto indirizzato essenzialmente al Governo, a cui viene imputata l’assenza di una politica strategica dei trasporti e il mancato coinvolgimento del sindacato nella scelte di programmazione.

In particolare il sindacato lamenta la carenza di una politica organica sulle infrastrutture, l’assenza di regole che impediscano la concorrenza al ribasso tra le imprese e il dumping contrattuale e l’aumento degli infortuni specialmente nella logistica e nell’autotrasporto.

Più specificamente, per quanto riguarda il trasporto delle merci, il sindacato sottolinea il rischio di creazione di oligopoli a seguito delle grandi alleanze navali in atto nel settore dei containers e sollecita il Governo a prendere posizione in sede europea allorché sarà votata la proroga delle disposizioni che hanno consentito la creazione di tali alleanze.

L'obiettivo - affermano FILT-FIT-UILTRASPORTI - è quello di aprire un confronto, punto per punto, su infrastrutture, politica dei trasporti e regole ed arrivare alla sottoscrizione di un Patto per i Trasporti che parta dall’aggiornamento del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica e che tenga conto delle esigenze di mobilità di persone e merci.

Per sostenere la loro iniziativa i sindacati del comparto hanno proclamato uno sciopero nazionale dei lavoratori dei trasporti per il 24 luglio prossimo (26 luglio limitatamente al trasporto aereo).

Lo sciopero, che avrà durata e articolazioni differenti a seconda dei vari comparti, sarà di 4 ore per il settore del trasporto merci e della logistica e si svolgerà secondo modalità stabilite a livello locale.

Questo - affermano i Sindacati - non è uno sciopero contro i due partiti al Governo, ma è uno sciopero politico contro l’immobilismo di questo Governo. Senza trasporti moderni ed efficienti, con tutti i lavoratori tutelati dai Ccnl, questo Paese non potrà ripartire.

In particolare, per il settore dell'autotrasporto e della distribuzione urbana, nella piattaforma sin dacale si leggono frasi particolarmente impegnative:

"Dobbiamo infine, riservare una particolare attenzione al mondo dell'autotrasporto e della distribuzione urbana delle merci.
Si tratta di un settore strategico che da anni è attraversato da gravi problematiche che stentano a trovare soluzione e che incidono negativamente sulle condizioni di vita e di lavoro del personale viaggiante. Questo anche per il dumping sociale prodotto dal cabotaggio effettuato da personale ed imprese di paesi terzi.
Servono regole per garantire una equità sociale nel settore e pari condizioni economiche e normative per le attività svolte nel nostro Paese, a prescindere dalla nazione di origine dell'impresa di autotrasporto. Occorre inoltre garantire maggiori controlli e sanzioni severe nonché adeguati percorsi formativi ripristinando il rispetto delle normative e la piena applicazione contrattuale, combattendo ogni forma di dumping e di concorrenza sleale.
Un sistema di autotrasporto che si basi sul rispetto delle regole e dei diritti si traduce in maggiore sicurezza nella circolazione per tutti i cittadini e in sviluppo equilibrato del settore, mediante una concorrenza basata sulla qualità dei servizi.
Infine, alla luce delle discussioni in sede europea su regolamenti relativi alla normativa dell'autotrasporto, e relativi tentativi di modifica in pejus, risulta necessario un forte impegno in sede europea anche del Governo italiano, al pari del lavoro fatto dal sindacato europeo dei lavoratori, onde evitare il peggioramento delle condizioni di lavoro, di vita e di sicurezza del personale viaggiante".

Difficile non essere d'accordo su queste affermazioni.
Siamo tuttavia convinti che, in attesa che l'orizzonte politico generale volga al bello, le parti sociali abbiano comunque da fare la propria parte per assicurare al settore la flessibilità, la produttività, la legalità e la ssicurezza di cui hanno bisogno tanto i lavoratori quanto le imprese.
In questo quadro il mancato superamento di questioni che, per improvvide scelte determinatesi nel recente passato, rende ancor oggi disagevole l'individuare un comune terreno di confronto per il futuro, sembra essere, a nostro parere, la decisiva questione su cui le Organizzazioni sindacali del settore dovrebbero dimostrare concretamente di voler fare dei passi in avanti.

Ultima modifica il Lunedì, 01 Luglio 2019 10:37

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