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divieti di circolazioneCon decreto in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stabilito il calendario dei divieti di circolazione, per il prossimo anno 2018 (consultabile anche sul nostro sito), per i veicoli adibiti al trasporto di cose, di massa complessiva a pieno carico superiore alle  7,5 tonnellate.

Pubblicato in News

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 

DECRETO MINISTERIALE

19 dicembre 2017, prot. n. 571 

(G.U. 303 del 22.12.2017)

Direttive e calendario per le limitazioni alla circolazione stradale fuori dai centri abitati per l'anno 2018.

 

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

 

Visto l'articolo 6, comma 1, del nuovo codice della strada, approvato con decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni;

Viste le relative disposizioni attuative contenute nell'articolo 7  del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e successive modificazioni, che disciplina le limitazioni alla circolazione sulle strade fuori dai centri abitati in particolari giorni e per particolari veicoli;

Considerato che, al fine di garantire in via prioritaria migliori condizioni di sicurezza nella circolazione stradale, nei periodi di maggiore intensità della stessa, si rende necessario limitare la circolazione, fuori dai centri abitati, dei veicoli e dei complessi di veicoli per il trasporto di cose, aventi massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 t;

Considerato che, per le stesse motivazioni, si rende necessario limitare la circolazione dei veicoli eccezionali e di quelli adibiti a trasporti eccezionali nonché dei veicoli che trasportano merci pericolose ai sensi dell'articolo 168, commi 1 e 4, del nuovo codice della strada;

Vista la nota della Direzione generale per la sicurezza stradale n. 7674 del 6 dicembre 2017.

 

Decreta:

Art. 1

1. È vietata la circolazione, fuori dai centri abitati, ai veicoli ed ai complessi di veicoli, per il trasporto di cose, di massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 t, nei giorni festivi e negli altri particolari giorni dell'anno 2018 di seguito elencati:

  1. tutte le domeniche dei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, ottobre, novembre e dicembre, dalle ore 09,00 alle ore 22,00;
  2. tutte le domeniche dei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, dalle ore 07,00 alle ore 22,00;
  3. dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del 1° gennaio;
  4. dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del 6 gennaio;
  5. dalle ore 14,00 alle ore 22,00 del 30 marzo;
  6. dalle ore 09,00 alle ore 16,00 del 31 marzo;
  7. dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del 2 aprile;
  8. dalle ore 09,00 alle ore 14,00 del 3 aprile;
  9. dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del 25 aprile;
  10. dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del 1° maggio;
  11. dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 2 giugno;
  12. dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 30 giugno;
  13. dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 7 luglio;
  14. dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 14 luglio;
  15. dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 21 luglio;
  16. dalle ore 16,00 alle ore 22,00 del 27 luglio;
  17. dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 28 luglio;
  18. dalle ore 14,00 alle ore 22,00 del 3 agosto;
  19. dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 4 agosto;
  20. dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 11 agosto;
  21. dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 15 agosto;
  22. dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 18 agosto;
  23. dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 25 agosto;
  24. dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del 1° novembre;
  25. dalle ore 09,00 alle ore 22,00 dell'8 dicembre;
  26. dalle ore 09,00 alle ore 14,00 del 22 dicembre;
  27. dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del 25 dicembre;
  28. dalle ore 09,00 alle ore 22,00 del 26 dicembre.

2. Per i complessi di veicoli costituiti da un trattore ed un semirimorchio, nel caso in cui circoli su strada il solo trattore, il limite di massa di cui al comma precedente deve essere riferito unicamente al trattore medesimo; la massa del trattore, nel caso in cui quest'ultimo non sia atto al carico, coincide con la tara dello stesso, come risultante dalla carta di circolazione. Tale limitazione non si applica se il trattore circola isolato e sia stato precedentemente sganciato dal semirimorchio in sede di riconsegna per la prosecuzione del trasporto della merce attraverso il sistema intermodale, purché munito di idonea documentazione attestante l'avvenuta riconsegna.

Art. 2

1. Per i veicoli provenienti dall'estero e dalla Sardegna, muniti di idonea documentazione attestante l'origine del viaggio e di destinazione del carico, l'orario di inizio del divieto è posticipato di ore quattro. Limitatamente ai veicoli provenienti dall'estero con un solo conducente è consentito, qualora il periodo di riposo giornaliero, come previsto dalle norme del regolamento CE n. 165/2014 e successive modifiche, cada in coincidenza del posticipo di cui al presente comma, di usufruire, con decorrenza dal termine del periodo di riposo, di un posticipo di ore quattro.

2. Per i veicoli diretti all'estero, muniti di idonea documentazione attestante la destinazione del carico, l'orario di termine del divieto è anticipato di ore due; per i veicoli diretti in Sardegna muniti di idonea documentazione attestante la destinazione del viaggio, l'orario di termine del divieto è anticipato di ore quattro.

3. Tale anticipazione è estesa a ore quattro anche per i veicoli diretti agli interporti di rilevanza nazionale o comunque collocati in posizione strategica ai fini dei collegamenti attraverso i valichi alpini (Bologna, Padova, Verona Q. Europa, Torino-Orbassano, Rivalta Scrivia, Trento, Novara, Domodossola e Parma Fontevivo), ai terminal intermodali di Busto Arsizio, Milano Rogoredo e Milano smistamento, e che trasportano merci destinate all'estero. La stessa anticipazione si applica anche nel caso di veicoli che trasportano unità di carico vuote (container, cassa mobile, semirimorchio) destinate tramite gli stessi interporti, terminal intermodali ed aeroporti, all'estero, nonché ai complessi veicolari scarichi, che siano diretti agli interporti e ai terminals intermodali per essere caricati sul treno. Detti veicoli devono essere muniti di idonea documentazione (ordine di spedizione) attestante la destinazione delle merci o delle unità di carico.

4. Per i veicoli che circolano in Sardegna, provenienti dalla rimanente parte del territorio nazionale, purché muniti di idonea documentazione attestante l'origine del viaggio, l'orario di inizio del divieto è posticipato di ore quattro. Per i complessi di veicoli costituiti da un trattore ed un semirimorchio, la deroga applicabile al semirimorchio si intende estesa al trattore stradale anche quando quest'ultimo non sia proveniente dalla rimanente parte del territorio nazionale. Al fine di favorire l'intermodalità del trasporto, la stessa deroga è accordata ai veicoli ed ai complessi di veicoli che circolano in Sicilia, provenienti dalla rimanente parte del territorio nazionale che si avvalgono di traghettamento, ad eccezione di quello proveniente dalla Calabria attraverso i porti di Reggio Calabria e Villa San Giovanni, purché muniti di idonea documentazione attestante l'origine del viaggio.

5. Per i veicoli che circolano in Sardegna, diretti ai porti dell'isola per imbarcarsi sui traghetti diretti verso la rimanente parte del territorio nazionale, per i veicoli che circolano in Sicilia, diretti verso la rimanente parte del territorio nazionale che si avvalgono di traghettamento, ad eccezione di quelli diretti alla Calabria attraverso i porti di Reggio Calabria e Villa San Giovanni, e per i veicoli impiegati in trasporti combinati strada-mare, diretti ai porti per utilizzare le tratte marittime di cui all'articolo 1 del decreto del Ministro dei trasporti 31 gennaio 2007, e successive modifiche ed integrazioni, che rientrano nel campo di applicazione del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 15 febbraio 2001(trasporto combinato), purché muniti di idonea documentazione attestante la destinazione del viaggio e di lettera di prenotazione (prenotazione) o titolo di viaggio (biglietto) per l'imbarco, il divieto di cui all'articolo 1 non trova applicazione.

6. Salvo quanto disposto dai commi 4 e 5, per tenere conto delle difficoltà connesse con le operazioni di traghettamento da e per la Calabria attraverso i porti di Reggio Calabria e Villa San Giovanni, per i veicoli provenienti o diretti in Sicilia, purché muniti di idonea documentazione attestante l'origine e la destinazione del viaggio, l'orario di inizio del divieto è posticipato di ore due e l'orario di termine del divieto è anticipato di ore due."

7. Ai fini dell'applicazione dei precedenti commi, i veicoli provenienti dagli Stati esteri, Repubblica di San Marino e Città del Vaticano, o diretti negli stessi, sono assimilati ai veicoli provenienti o diretti all'interno del territorio nazionale.

8. Le disposizioni riportate nei precedenti commi si applicano anche per i veicoli eccezionali e per i trasporti in condizione di eccezionalità, salvo diverse prescrizioni eventualmente imposte nelle autorizzazioni rilasciate ai sensi dell'articolo 10, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni.

Art. 3

1. Il divieto di cui all'articolo 1 non trova applicazione per i veicoli e per i complessi di veicoli, di seguito elencati, anche se circolano scarichi:

  1. adibiti a pubblico servizio per interventi urgenti e di emergenza, o che trasportano materiali ed attrezzature a tal fine occorrenti (Vigili del fuoco, Protezione civile, società di erogazione di servizi pubblici essenziali - gas, luce, acqua - con documentazione a bordo da esibire in occasione di controlli di polizia, anche in momenti successivi secondo le indicazioni fornite dagli stessi organi di controllo, etc.);
  2. militari o con targa CRI (Croce rossa italiana), per comprovate necessità di servizio, e delle forze di polizia;
  3. utilizzati dagli enti proprietari o concessionari di strade per motivi urgenti di servizio;
  4. delle amministrazioni comunali contrassegnati con la dicitura "Servizio nettezza urbana" nonché quelli che, per conto delle amministrazioni comunali, effettuano il servizio "smaltimento rifiuti", purché muniti di apposita documentazione rilasciata dall'amministrazione comunale;
  5. appartenenti al Dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico o alle Poste Italiane S.p.a., purché contrassegnati con l'emblema "PT'' o con l'emblema "Poste Italiane", nonché quelli di supporto, purché muniti di apposita documentazione rilasciata dall'amministrazione delle poste e telecomunicazioni, anche estera, nonché quelli in possesso, ai sensi del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, di licenze e autorizzazioni rilasciate dal medesimo Dipartimento, se effettuano, durante i giorni di divieto, trasporti legati esclusivamente ai servizi postali;
  6. del servizio radiotelevisivo, esclusivamente per urgenti e comprovate ragioni di servizio;
  7. adibiti al trasporto di carburanti o combustibili, liquidi o gassosi, destinati alla distribuzione e consumo sia pubblico che privato;
  8. adibiti al trasporto esclusivamente di animali destinati a gareggiare in manifestazioni agonistiche autorizzate, da effettuarsi od effettuate nelle quarantotto ore;
  9. adibiti esclusivamente al servizio di ristoro a bordo degli aeromobili o che trasportano motori e parti di ricambio di aeromobili, o al trasporto di merci da e per gli aeroporti nazionali ed internazionali purché muniti di idonea documentazione attestante il carico o scarico delle medesime merci;
  10. adibiti al trasporto di forniture di viveri o di altri servizi indispensabili destinati alla marina mercantile, purché muniti di idonea documentazione;
  11. adibiti esclusivamente al trasporto di:
  1. giornali, quotidiani e periodici; 
  2. prodotti per uso medico;
  3. latte, escluso quello a lunga conservazione, o di liquidi alimentari, purché, in quest'ultimo caso, gli stessi trasportino latte o siano diretti al caricamento dello stesso. Detti veicoli devono essere muniti di cartelli indicatori di colore verde delle dimensioni di 0,50 m di base e 0,40 m di altezza, con impressa in nero la lettera "d" minuscola di altezza pari a 0,20 m, fissati in modo ben visibile su ciascuna delle fiancate e sul retro;

n) classificati macchine agricole ai sensi dell'articolo 57 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, adibite al trasporto di cose, che circolano su strade non comprese nella rete stradale di interesse nazionale di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 461;

o) costituiti da autocisterne adibite al trasporto di acqua per uso domestico, ed autocisterne adibite al trasporto di alimenti per animali da allevamento;

p) adibiti allo spurgo di pozzi neri o condotti fognari;

q) per il trasporto esclusivo di derrate alimentari deperibili che devono essere trasportate in regime ATP;

r) per il trasporto esclusivo di prodotti alimentari deteriorabili che non richiedono il trasporto in regime ATP, quali frutta e ortaggi freschi, e per il trasporto di fiori recisi, semi vitali non ancora germogliati, pulcini destinati all'allevamento, uova da cova con specifica attestazione all'interno del documento di trasporto o equipollente, animali vivi destinati alla macellazione o provenienti dall'estero, nonché i sottoprodotti derivanti dalla macellazione di animali. Detti veicoli devono essere muniti di cartelli indicatori di colore verde delle dimensioni di 0,50 m di base e 0,40 di altezza, con impressa in nero la lettera "d" minuscola di altezza pari a 0,20 m fissati in modo ben visibile su ciascuna delle fiancate e sul retro."

2. Il divieto di cui all'articolo 1 non trova applicazione altresì:

  1. per i veicoli prenotati per ottemperare all'obbligo di revisione, limitatamente alle giornate di sabato, purché il veicolo sia munito del foglio di prenotazione e solo per il percorso più breve tra la sede dell'impresa intestataria del veicolo e il luogo di svolgimento delle operazioni di revisione, escludendo dal percorso tratti autostradali;
  2. per i veicoli che compiono percorso per il rientro alle sedi dell'impresa intestataria degli stessi, principale o secondarie, da documentare con l'esibizione di un aggiornato certificato di iscrizione alla Camera di commercio, industria ed artigianato, purché tali veicoli non si trovino ad una distanza superiore a 50 km dalle medesime sedi a decorrere dall'orario di inizio del divieto e non percorrano tratti autostradali;
  3. per i trattori isolati per il solo percorso per il rientro presso la sede dell'impresa intestataria del veicolo, limitatamente ai trattori impiegati per il trasporto combinato di cui all'articolo 2, comma 3.

3. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 2, comma 3, il divieto di cui all'articolo 1 non trova applicazione per i veicoli ed i complessi dei veicoli carichi impiegati in trasporti combinati strada-rotaia (combinato ferroviario) o strada-mare (combinato marittimo) che rientrino nella definizione e nell'ambito applicativo dell'articolo 1 del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 15 febbraio 2001, purché muniti di idonea documentazione CMR o equipollente attestante la destinazione o la provenienza del carico e di prenotazione o titolo di viaggio (biglietto) per l'imbarco. La parte del tragitto iniziale o terminale effettuata su strada e consentita ai sensi del presente comma non può in nessun caso superare i 150 km in linea d'aria dal porto o dalla stazione ferroviaria di imbarco o di sbarco.

Art. 4

1.Dal divieto di cui all'articolo 1 sono esclusi, purché muniti di autorizzazione prefettizia:

  1. i veicoli adibiti al trasporto di prodotti diversi da quelli di cui all'articolo 3, lettera r), che, per la loro intrinseca natura o per fattori climatici e stagionali, sono soggetti ad un rapido deperimento e che pertanto necessitano di un tempestivo trasferimento dai luoghi di produzione a quelli di deposito o vendita, nonché i veicoli ed i complessi di veicoli adibiti al trasporto di prodotti destinati all'alimentazione degli animali;
  2. i veicoli ed i complessi di veicoli, classificati macchine agricole, destinati al trasporto di cose, che circolano su strade comprese nella rete stradale di interesse nazionale di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 461;
  3. i veicoli adibiti al trasporto di cose, per casi di assoluta e comprovata necessità ed urgenza, ivi compresi quelli impiegati per esigenze legate a cicli continui di produzione industriale, a condizione che tali esigenze siano riferibili a situazioni eccezionali debitamente documentate, temporalmente limitate e quantitativamente definite.

2. I veicoli di cui ai punti a) e c) del comma 1 autorizzati alla circolazione in deroga, devono altresì essere muniti di cartelli indicatori di colore verde, delle dimensioni di 0,50 m di base e 0,40 m di altezza, con impressa in nero la lettera "a" minuscola di altezza pari a 0,20 m, fissati in modo ben visibile su ciascuna delle fiancate e sul retro.

Art. 5

1. Per i veicoli di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a), le richieste di autorizzazione a circolare in deroga devono essere inoltrate, almeno dieci giorni prima della data in cui si chiede di poter circolare, di norma alla prefettura-ufficio territoriale del Governo della provincia di partenza, che, accertata la reale rispondenza di quanto richiesto ai requisiti di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a), ove non sussistano motivazioni contrarie, rilascia il provvedimento autorizzativo sul quale sarà indicato:

  1. l'arco temporale di validità, non superiore a sei mesi;
  2. la targa del veicolo autorizzato alla circolazione; possono essere indicate le targhe di più veicoli se connessi alla stessa necessità;
  3. le località di partenza e di arrivo, nonché i percorsi consentiti in base alle situazioni di traffico. Se l'autorizzazione investe solo l'ambito di una provincia può essere indicata l'area territoriale ove è consentita la circolazione, specificando le eventuali strade sulle quali permanga il divieto;
  4. il prodotto o i prodotti per il trasporto dei quali è consentita la circolazione;
  5. la specifica che il provvedimento autorizzativo è valido solo per il trasporto dei prodotti indicati nella richiesta e che sul veicolo devono essere fissati cartelli indicatori con le caratteristiche e modalità già specificate all'articolo 4, comma 2.

2. Per i veicoli e complessi di veicoli di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), le richieste di autorizzazione a circolare in deroga devono essere inoltrate, almeno dieci giorni prima della data in cui si chiede di poter circolare, alla prefettura-ufficio territoriale del Governo della provincia interessata che rilascia il provvedimento autorizzativo sul quale sarà indicato:

  1. l'arco temporale di validità, corrispondente alla durata della campagna di produzione agricola che in casi particolari può essere esteso all'intero anno solare;
  2. le targhe dei veicoli singoli o che costituiscono complessi di veicoli, con l'indicazione delle diverse tipologie di attrezzature di tipo portato o semi-portato, autorizzati a circolare;
  3. l'area territoriale ove è consentita la circolazione specificando le eventuali strade sulle quali permanga il divieto.

3. Per le autorizzazioni di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a), nel caso in cui sia comprovata la continuità dell'esigenza di effettuare, da parte dello stesso soggetto, più viaggi in regime di deroga e la costanza della tipologia dei prodotti trasportati, è ammessa la facoltà, da parte della prefettura-ufficio territoriale del Governo, di rinnovare, anche più di una volta ed in ogni caso non oltre il termine dell'anno solare, l'autorizzazione concessa, mediante l'apposizione di un visto di convalida, a seguito di richiesta inoltrata da parte del soggetto interessato.

 

Art. 6

1. Per i veicoli di cui all' articolo 4, comma 1, lettera c), le richieste di autorizzazione a circolare in deroga devono essere inoltrate, in tempo utile, di norma alla prefettura-ufficio territoriale del Governo della provincia di partenza, che, valutate le necessità e le urgenze prospettate, in relazione alle condizioni locali e generali della circolazione, può rilasciare il provvedimento autorizzativo sul quale sarà indicato:

  1. il giorno o i giorni di validità; l'estensione a più giorni è ammessa solo in relazione alla lunghezza del percorso da effettuare, o alla tipologia di trasporto da autorizzare;
  2. la targa del veicolo autorizzato; l'estensione a più targhe è ammessa in relazione alla necessità di suddividere il trasporto in più parti;
  3. le località di partenza e di arrivo, nonché il percorso consentito in base alle situazioni di traffico;
  4. il prodotto oggetto del trasporto;
  5. la specifica che il provvedimento autorizzativo è valido solo per il trasporto di quanto richiesto e che sul veicolo devono essere fissati cartelli indicatori, con le caratteristiche e le modalità già specificate all'articolo 4, comma 2.

2. Per le autorizzazioni di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), relative ai veicoli da impiegarsi per esigenze legate a cicli continui di produzione, la prefettura-ufficio territoriale del Governo competente, dovrà esaminare e valutare l'indispensabilità della richiesta, sulla base di specifica documentazione che comprovi la necessità, da parte dell'azienda di produzione, per motivi contingenti, di effettuare la lavorazione a ciclo continuo anche nei giorni festivi. Per le medesime autorizzazioni, e per quelle relative ai veicoli utilizzati per lo svolgimento di fiere e mercati ed ai veicoli adibiti al trasporto di attrezzature per spettacoli, nel caso in cui sussista, da parte dello stesso soggetto, l'esigenza di effettuare più viaggi in regime di deroga per la stessa tipologia dei prodotti trasportati, le prefetture-uffici territoriali del Governo, ove non sussistono motivazioni contrarie, rilasciano un'unica autorizzazione di validità temporale non superiore a quattro mesi, sulla quale possono essere diversificate, per ogni giornata in cui è ammessa la circolazione in deroga, la targa dei veicoli autorizzati, il percorso consentito, le eventuali prescrizioni. Nel caso di veicoli da impiegarsi per esigenze legate a cicli continui di produzione e di veicoli adibiti al trasporto di attrezzature per spettacoli dal vivo, l'autorizzazione può essere rilasciata anche dalla prefettura-ufficio territoriale del Governo nel cui territorio di competenza ha sede lo stabilimento di produzione o dove si svolge lo spettacolo, previo benestare della prefettura - ufficio territoriale del Governo - nel cui territorio di competenza ha inizio il viaggio.

3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, le prefetture-uffici territoriali del Governo, nell'ambito dei relativi procedimenti istruttori dovranno, altresì, verificare che l'esigenza di circolazione in deroga alle previste limitazioni, prospettata dai richiedenti risponda ad effettive esigenze di vita delle comunità sia nazionale che locali in quanto:

  • è funzionale a soddisfare nell'immediato i fabbisogni di primaria importanza delle comunità alle quali sono destinate le merci trasportate ovvero è finalizzata allo svolgimento di attività pubbliche o di pubblico interesse o di utilità sociale;
  • è indifferibile per gli usi di cui sopra, poiché è collegata a termini essenziali ovvero ad una impossibilità di svolgimento del trasporto nei giorni non protetti dai divieti;
  • non sussistano particolari situazioni di rischio connesse alle specifiche modalità del trasporto, alle caratteristiche dell'itinerario da percorrere nonché alla tipologia di traffico con cui va ad interferire.

 4. Dette circostanze dovranno essere espressamente e adeguatamente evidenziate nelle motivazioni dei relativi provvedimenti autorizzatori.

 

Art. 7

1. L'autorizzazione alla circolazione in deroga, di cui all'articolo 4, può essere rilasciata anche dalla prefettura-ufficio territoriale del Governo nel cui territorio di competenza ha sede l'impresa che esegue il trasporto o che è comunque interessata all'esecuzione del medesimo. In tal caso la prefettura-ufficio territoriale del Governo nel cui territorio di competenza ha inizio il viaggio che viene effettuato in regime di deroga deve fornire il proprio preventivo benestare.

2. Per i veicoli provenienti dall'estero, la domanda di autorizzazione alla circolazione può essere presentata alla prefettura-ufficio territoriale del Governo della provincia di confine, dove ha inizio il viaggio in territorio italiano, anche dal committente o dal destinatario delle merci o da una agenzia di servizi a ciò delegata dagli interessati. In tali casi, per la concessione delle autorizzazioni i signori prefetti dovranno tenere conto, in particolare, oltre che dei comprovati motivi di urgenza e indifferibilità del trasporto, anche della distanza della località di arrivo, del tipo di percorso e della situazione dei servizi presso le località di confine.

3. Analogamente, per i veicoli provenienti o diretti in Sicilia, i signori prefetti dovranno tener conto, nel rilascio delle autorizzazioni di cui all'articolo 4, comma 1, lettere a) e c), anche delle difficoltà derivanti dalla specifica posizione geografica della Sicilia e in particolare dei tempi necessari per le operazioni di traghettamento.

4. Durante i periodi di divieto i prefetti nel cui territorio ricadano posti di confine potranno autorizzare, in via permanente, i veicoli provenienti dall'estero a raggiungere aree attrezzate per la sosta o autoporti, siti in prossimità della frontiera.

 

Art. 8

1. Il calendario di cui all'articolo 1 non si applica per i veicoli eccezionali e per i complessi di veicoli eccezionali:

  1. a)adibiti a pubblico servizio per interventi urgenti e di emergenza, o che trasportano materiali ed attrezzi a tal fine occorrenti (Vigili del fuoco, Protezione civile, etc.);
  2. b)militari, per comprovate necessità di servizio, e delle forze di polizia;
  3. c)utilizzati dagli enti proprietari o concessionari di strade per motivi urgenti di servizio;
  4. d)delle amministrazioni comunali contrassegnati con la dicitura "Servizio Nettezza Urbana" nonché quelli che per conto delle amministrazioni comunali effettuano il servizio "smaltimento rifiuti" purché muniti di apposita documentazione rilasciata dall'amministrazione comunale;
  5. e)appartenenti al Dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico o alle Poste Italiane S.p.a., purché contrassegnati con l'emblema "PT'' o con l'emblema "Poste Italiane", nonché quelli di supporto, purché muniti di apposita documentazione rilasciata dall'amministrazione delle poste e telecomunicazioni, anche estera; nonché quelli in possesso, ai sensi del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, di licenze e autorizzazioni rilasciate dal medesimo Dipartimento, se effettuano, durante i giorni di divieto, trasporti legati esclusivamente ai servizi postali;
  6. f)del servizio radiotelevisivo, esclusivamente per urgenti e comprovate ragioni di servizio;
  7. g)adibiti al trasporto di carburanti o combustibili liquidi o gassosi destinati alla distribuzione e consumo;
  8. h)macchine agricole, eccezionali ai sensi dell'articolo 104, comma 8, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, che circolano su strade non comprese nella rete stradale di interesse nazionale di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 461.

 

Art. 9

1. Il trasporto delle merci pericolose comprese nella classe 1 della classifica di cui all'articolo 168, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, è vietato comunque, indipendentemente dalla massa complessiva massima del veicolo, oltreché nei giorni di calendario indicati all'articolo 1, dal 26 maggio al 9 settembre compresi, dalle ore 08.00 di ogni sabato alle ore 24.00 della domenica successiva.

2. Per tali trasporti non sono ammesse autorizzazioni prefettizie alla circolazione ad eccezione del trasporto di fuochi artificiali rientranti nella IV e V categoria, previste nell'allegato A al regolamento per l'esecuzione del testo unico 18 giugno 1931, n. 773, delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, a condizione che lo stesso avvenga nel rispetto di tutte le normative vigenti, lungo gli itinerari e nei periodi temporali richiesti, previa verifica di compatibilità con le esigenze della sicurezza della circolazione stradale.

3. In deroga al divieto di cui al comma 1 possono altresì essere rilasciate autorizzazioni prefettizie per motivi di necessità ed urgenza, per la realizzazione di opere di interesse nazionale per le quali siano previsti tempi di esecuzione estremamente contenuti in modo tale da rendere indispensabile, sulla base di specifica documentazione rilasciata dal soggetto appaltante, la lavorazione a ciclo continuo anche nei giorni festivi. Dette autorizzazioni potranno essere rilasciate limitatamente a tratti stradali interessati da modesti volumi di traffico e di estensione limitata ai comuni limitrofi al cantiere interessato, ed in assenza di situazioni che possano costituire potenziale pericolo in dipendenza della circolazione dei veicoli. Nelle stesse autorizzazioni saranno indicati gli itinerari, gli orari e le modalità che gli stessi prefetti riterranno necessari ed opportuni nel rispetto delle esigenze di massima sicurezza del trasporto e della circolazione stradale. Dovranno essere in ogni caso esclusi i giorni nei quali si ritiene prevedibile la massima affluenza di traffico veicolare turistico nella zona interessata dalla deroga.

4. Il divieto di circolazione per le merci pericolose di cui al comma 1 non trova applicazione, per comprovate necessità di servizio, per i veicoli e per i complessi di veicoli di seguito elencati, anche se circolano scarichi:

  1. militari e delle Forze di Polizia;
  2. militari appartenenti a Forze Armate straniere e civili da queste commissionati, per esercitazioni, operazioni o assistenza militare in base ad accordi internazionali, purché muniti di apposito credito di movimento rilasciato dal comando militare competente;
  3. civili commissionati dalle Forze Armate muniti del documento di accompagnamento di cui al decreto ministeriale 2 settembre 1977 integrato con decreto ministeriale 24 maggio 1978, rilasciato dal comando militare competente.

5. Di ogni trasporto deve essere data informazione alla prefettura-ufficio territoriale del Governo nel cui territorio di competenza ha inizio il viaggio o l'ingresso in territorio nazionale.

 

Art. 10

1. Le autorizzazioni prefettizie alla circolazione sono estendibili: ai veicoli che circolano scarichi, unicamente nel caso in cui tale circostanza si verifichi nell'ambito di un ciclo lavorativo che comprenda la fase del trasporto e che deve ripetersi nel corso della stessa giornata lavorativa.

 

Art. 11

1. Le prefetture-uffici territoriali del Governo attueranno, ai sensi dell'articolo 6, comma 1, del nuovo codice della strada, approvato con decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, le direttive contenute nel presente decreto e provvederanno a darne conoscenza alle amministrazioni regionali, provinciali e comunali, nonché ad ogni altro ente od associazione interessati.

2. Ai fini statistici e per lo studio del fenomeno, le prefetture-uffici territoriali del Governo comunicano, con cadenza semestrale, ai Ministeri dell'interno e delle infrastrutture e dei trasporti, i provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 4 del presente decreto.

3. In conformità a quanto concordato nel protocollo d'intesa siglato tra Governo e Associazioni di categoria in data 28 novembre 2013, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore delle disposizioni del presente decreto, sarà verificata, la possibilità di apportare modifiche e integrazioni finalizzate a contemperare i livelli di sicurezza della circolazione con misure atte a favorire un incremento di competitività dell'autotrasporto.

 

 

Roma, 19 dicembre 2017

Il Ministro: DELRIO

 

Pubblicato in Divieti di circolazione

Roma, 29 dicembre 2017

Autotrasporto ed elezioni

La fine dell’anno coincide, stavolta, con la fine della legislatura. Il 2018 inizia con una campagna elettorale che si preannuncia agguerrita. Sull’esito delle elezioni, nessuno è in grado di fare previsioni: certa è solo una grande incertezza.

Stando all’aria che tira, mai come in questa occasione, sarebbe utile che l’Autotrasporto italiano facesse il salto di qualità necessario, facendo sentire la propria voce – una sola voce -, non fosse altro che per evitare di finire, o nel serbatoio di voti a cui in genere viene relegato o, peggio, nel tritacarne della demagogia pseudo-ambientalista, che potrebbe essere uno dei temi  da agitare per acchiappare voti. L’autotrasporto, sotto questo aspetto, potrebbe rappresentare il nemico ideale su cui scaricare il veleno della demagogia.

Ovviamente, c’è un motivo assai più serio che imporrebbe la strada dell’unità del settore nel prossimo frangente elettorale, ed è l’opportunità, rappresentata dalle elezioni, di presentare l’Autotrasporto come un  soggetto imprenditoriale che rivendica un ruolo e un’attenzione diversa, nell’interesse non solo delle proprie imprese, ma del Paese intero; il quale non può permettersi un sistema di mobilità delle merci più moderno ed efficiente, a scapito dei trasportatori. Anzi, è proprio a partire dal loro coinvolgimento nelle scelte di fondo del Paese, che va costruito il nuovo modello di logistica e mobilità delle merci.  Ma se non lo diciamo noi, pensate che qualcuno lo farà in nostra vece?

Vista la ristrettezza dei tempi (si dovrebbe votare entro marzo), chiederemo immediatamente ad UNATRAS di pronunciarsi sulla praticabilità di questa ipotesi.

Di proposito, non torno sui contenuti di un’eventuale piattaforma rivendicativa (i nostri quattro punti sono chiari da tempo: costi di riferimento, contratto di trasporto obbligatoriamente nella forma scritta, tempi di pagamento, lotta alle irregolarità nel settore per contrastare la concorrenza sleale, sia dei vettori esteri che nazionali), perché questi dovrebbero essere definiti in UNATRAS. Solo un’avvertenza: richieste poche, ma chiare.

 

Le insidie della Finanziaria 2018

Per quanto riguarda l’anno appena terminato, la legge di stabilità 2018, approvata il 23 dicembre scorso, non contiene grandi novità. Ma i tentativi di assestare qualche colpo al nostro settore, fortunatamente sventati anche per il presidio attento, assicurato in queste settimane dal mondo associativo, non sono mancati.

Si è provato a sottrarre risorse - 50 milioni - destinate all’autotrasporto, spostandole verso altre oscure destinazioni (tipo un fantomatico trasporto “fluviale”). Qui non si sa se sia prevalsa l’incompetenza o la malafede, sull’esigenza di pagare qualche “marchetta” in previsione elettorale.

Assai più preoccupante è stato il tentativo di un grande operatore logistico dell’e-commerce di far approvare la completa liberalizzazione per le attività di trasporto effettuate con veicoli di massa fino ad 1,5 tonnellate. Tentativo fallito, per ora, al quale, va notato, hanno dato sostegno, attraverso un apposito  emendamento, in maniera del tutto trasversale, deputati di maggioranza e di opposizione.

Si tratta di campanelli di allarme, che devono farci capire quello che ci aspetta, se vogliamo difendere davvero questo settore e le sue imprese. Vanno considerati come appunti per l’agenda dei prossimi mesi: tutti sotto il segno del liberismo più sfrenato, che trova sempre nuovi paladini pronti a sposarne i dettami, a condizione che riguardino soltanto gli altri.

 

Uno sguardo sulla fase  alle nostre spalle

Il 2017 ci ha detto anche che il valore dell’autotrasporto è aumentato: più camion e più chilometri percorsi, ma sono aumentati di più i vettori stranieri, dell’est, ovviamente (dati ISTAT e  ANAS). Il fisco ci dice, inoltre, che il prezzo del trasporto è leggermente aumentato nel corso dell’anno, come conseguenza logica di una certa ripresa economica, che si è tradotta anche in un aumento della merce da trasportare.

La stessa fonte ci dice che sono appena 57mila le imprese di trasporto che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nel 2016, a cui va aggiunto qualche migliaio di imprese con fatturato superiore ai 5 milioni di euro. Comunque, in totale, siamo poco oltre le 60mila imprese di autotrasporto attive. Qualcosa di sideralmente distante dal dato dell’Albo che considera ancora in circa 90mila le imprese attive. Un tema, quello dell’effettivo contingente di imprese presenti in Italia, che meriterebbe maggiore chiarezza, non solo a fini statistici.

E poi c’è il capitolo delle imprese dell’Est di proprietà italiana (o estero-vestite, come si usa dire). Non si hanno dati. Forse non c’è neppure interesse a cercare di capire la consistenza di questo fenomeno. C’è, anzi, un misterioso imbarazzo a parlarne, mentre invece è necessario indagare, perché sempre più spesso ci vengono segnalate situazioni di camion stranieri, in mano a Italiani, che operano indisturbati sui piazzali di carico. Sempre di cabotaggio si tratta? O, magari è un modo di fare concorrenza sleale, da parte di questi signori, nei confronti dei trasportatori italiani con sede in Italia.

Tornando al tema della crescita, anche l’osservazione quotidiana diretta sembra confermare un certo trend in tal senso. Le nostre imprese, quelle che ce l’hanno fatta a resistere, con grande fatica, stanno cercando il loro equilibrio, nelle nuove condizioni di mercato, che sono completamente diverse, e assai più difficili, rispetto a quelle del periodo pre-crisi.

 

Il confronto a cui ci chiama la nuova fase economica

L’instabilità e l’incertezza conseguenti contraddistinguono la fase attuale, con la conseguenza abbastanza logica di freno agli investimenti sull’innovazione. Su questi aspetti occorre lavorare per ridurne la portata. Molto passa da quella linea che abbiamo definito nel nostro recente Congresso come la “capacità di fare sistema” da parte dei nostri imprenditori, nelle forme e modi che si renderanno, nelle varie e concrete situazioni,  praticabili.

Abbiamo, oggi, un elemento a nostro favore, costituito dall’incremento della  richiesta di trasporto che il mercato esprime adesso. Dobbiamo sapere che non sarà sempre così e prepararci ai prossimi cambiamenti ma, nel frattempo, dobbiamo organizzarci per capitalizzare gli effetti che la congiuntura economica, in questo momento, ci offre.

Direi che mai come in questa fase, occorre l’ottimismo della ragione.

Buon anno a tutti

Claudio Donati

Pubblicato in Editoriale

gironaL'Associazione delle imprese di autotrasporto francese UNOSTRA e la spagnola FENADISMER, membri fondatori dell'UETR, l'Associazione Europea delle PMI dell'autotrasporto cui partecipa anche ASSOTIR, ci informano che, a seguito dell’approvazione da parte del Governo Regionale di Guipúzcoa - San Sébastian, sarà introdotto un nuovo pedaggio per i camion di più di 3,5 ton che dovranno transitare per la strada nazionale N-1, che collega la frontiera francese con il resto della Spagna nella Regione Basca (frontiera d'Hendaye - Irún).

La misura entrerà in vigore nel gennaio 2018.

Per dimostrare in modo fermo la contrarietà di tutto il settore del trasporto professionale a questo nuovo balzello la FENADISMER, unitamente alle altre Associazioni del Trasporto stradale spagnolo hanno indetto un fermo nella Regione di  GUIPUZCOA:

dalle 0h00 di martedì 2 gennaio 2018 alle 24.00 di venerdì 5 gennaio 2018

E’ possibile che i manifestanti possano ostacolare il transito dei veicoli che dovranno attraversare la frontiera con la France nella Regione di Hendaye-Irun.

Per ulteriori informazioni ci si potrà rivolgere all’UNOSTRA – 8 rue Bernard Buffet 75017 PARIS - Tél : +33 1.44.29.04.29 –Mobile : 06 13 78 11 24 - Fax : +33 1.44 29 04 01 – Siret : 77568020000075 - Email : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Agenzia delle Dogane e dei MonopoliL’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con la Nota 145245/RU del 20 dicembre 2017 - che alleghiamo - informa che, a partire dal 1 gennaio 2018 e fino al 31 dello stesso mese si possono presentare le istanze di rimborso delle accise sul gasolio relative ai consumi effettuati nel quarto trimestre 2017 (1 ottobre – 31 dicembre).

L'importo rimborsabile per il quarto trimestre del 2017 è di 214,18 euro per mille litri di gasolio per i consumi fatti dal 1 ottobre al 31 dicembre 2017 in attuazione dell’art. 24-ter, comma 1, del Decreto Legislativo n. 504/95 e del Punto 4-bis dell’allegata Tabella A.

Pubblicato in News

ApprendistatoIl Ministero del Lavoro, rispondendo ad uno specifico Interpello, ha chiarito come non sia necessario procedere alla fornitura di una formazione di base e trasversale, prevista per le assunzioni in apprendistato di lavoratori con più di 29 anni beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale se l’apprendista abbia già acquisito le nozioni di base in altre precedenti esperienze lavorative.

Nella sua risposta il Ministero del Lavoro si rifa alle Linee Guida approvate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in data 20 febbraio 2014 per la disciplina del contratto di apprendistato professionalizzante.

Pubblicato in News

 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Interpello n. 5 / 2017

m_lps.32. REGISTRO UFFICIALE.USCITA.0020750.30-11-2017

Al Consiglio Nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro

ROMA

Oggetto:          Istanza di interpello ai sensi dell’articolo 9 del d.lgs. n. 124/2004. Erogazione della formazione di base e trasversale nell’ipotesi di assunzione in apprendistato professionalizzante in deroga ai limiti di età, ai sensi dell’articolo 47, comma 4, del d.lgs. n. 81/2015.

 

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro ha presentato istanza di interpello al fine di conoscere il parere di questa Direzione Generale in ordine alla corretta interpretazione dell’articolo 47, comma 4, del d.lgs. n. 81/2015. concernente le ipotesi di assunzione in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, dei lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale.

In particolare, l’istante chiede se l’obbligo di erogazione della formazione di base e trasversale, sancito dall’articolo 44, comma 3, del decreto legislativo innanzi citato sia ascrivibile al datore di lavoro anche laddove quest’ultimo proceda all’assunzione di soggetti di età maggiore di 29 anni che, a seguito di pregresse esperienze lavorative, abbiano già avuto modo di acquisire la suddetta formazione, ovvero nelle ipotesi di assunzione di lavoratori che abbiano già seguito percorsi formativi nell’ambito di un precedente contratto di apprendistato professionalizzante.

Al riguardo, acquisito il parere dell’Ispettorato nazionale del lavoro, della Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e della formazione e dell’Ufficio legislativo di questo Ministero, si rappresenta quanto segue.

In via preliminare, va ricordato che l’articolo 44, comma 3, del d.lgs. n. 81/2015 stabilisce, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di formazione, che “La formazione di tipo professionalizzante, svolta sotto la responsabilità del datore di lavoro, è integrata, nei limiti delle risorse annualmente disponibili, dalla offerta formativa pubblica, interna o esterna alla azienda, finalizzata alla acquisizione di competenze di base e trasversali per un monte complessivo non superiore a centoventi ore per la durata del triennio […]”.

In proposito, le Linee Guida per la disciplina del contratto di apprendistato professionalizzante (adottate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in data 20 febbraio 2014) hanno specificato che la formazione di base e trasversale deve indicativamente avere come oggetto una serie di competenze di carattere “generale” che prescindono dalla specificità delle mansioni svolte. In particolare, le Linee Guida richiamano, indicativamente, nozioni riguardanti l’adozione di comportamenti sicuri, l’organizzazione e la qualità aziendale, la capacità relazionale e comunicazionale, le competenze digitali, sociali e civiche, nonché alcuni elementi di base della professione.

Si può, pertanto, ritenere che tale formazione, proprio in ragione dei suoi contenuti, risulti ultronea per quei soggetti che abbiano già acquisito le citate nozioni di base in ragione di pregresse esperienze lavorative.

Tale soluzione appare coerente con le finalità perseguite dallo stesso comma 3 dell’articolo 44 citato, il quale richiede che la regolamentazione dell’offerta formativa pubblica debba tenere conto del titolo di studio e delle competenze dell'apprendista.

Va, peraltro, considerato che l’articolo 47, comma 4, descrive una fattispecie di apprendistato professionalizzante del tutto peculiare, caratterizzata dalla finalità primaria, tipica delle misure di politica attiva, di assicurare il reinserimento di soggetti momentaneamente estromessi dal mercato del lavoro, a prescindere dalla loro età anagrafica. In considerazione di tale aspetto, questo Ministero, con risposta ad interpello n. 21/2012, ha già avuto modo di evidenziare che la possibilità di assunzione tramite apprendistato dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità (possibilità adesso estesa anche ai beneficiari del trattamento di disoccupazione) costituisca una disciplina speciale.

Analogamente si deve ritenere ultronea l’erogazione di tale formazione nell’ambito di un nuovo contratto di apprendistato professionalizzante, nel caso in cui l’apprendista sia in possesso di attestazione formale dell’acquisizione delle competenze di base e trasversali, in conformità ai contenuti sanciti dalle citate Linee Guida e dalla normativa regionale di riferimento, anche in virtù di un precedente contratto di apprendistato.

 

Il Direttore Generale

Romolo de Camillis

Documento firmato digitalmente ai sensi degli articoli 20 e 21 del d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82.

Pubblicato in LEGGI E NORME

CortegiustiziaUELa Corte di Giustizia Europea, con una sentenza del 20 dicembre 2017 (scaricabile in allegato), ha ribadito quanto già previsto dal Regolamento europeo 561/2006 sui tempi di guida e di riposo, vale a dire l’impossibilità da parte degli autisti dei mezzi pesanti di effettuare il riposo settimanale regolare in cabina.

L’unica eccezione, secondo quanto previsto dal Regolamento in questione, è rappresentata dal periodo di riposo settimanale ridotto che, invece, può essere effettuato a bordo del mezzo purché lo stesso sia dotato delle opportune attrezzature per il riposo dei conducenti e si trovi in sosta.

Pubblicato in News

anagninaL’Anagnina Service S.r.l., Autoscuola e Società di consulenza automobilistica facente parte del SISTEMA ASSOTIR organizza corsi di formazione per il conseguimento della CQC (Carta di Qualificazione del Conducente) sia per il trasporto merci che per il trasporto persone.

Il corso, svolto presso la nostra sede in Via Cinquefrondi n. 61/a – Roma (RM) – 00173, inizierà a partire dal prossimo martedì 23 gennaio 2018.

Pubblicato in Servizi

 

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI

Deliberazione 28 novembre 2017.

Calendario delle verifiche per i responsabili tecnici relative all'anno 2018. Modifiche allegato "B" alla deliberazione n. 7 del 30 maggio 2017

 

Prot.  n.  10/ALBO/CN                                                                                   

28 novembre 2017

IL COMITATO NAZIONALE

DELL' ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI

Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e, in particolare, l'articolo 212;

Visto il decreto dcl Ministro  dell'ambiente e della  tutela  del territorio  e del mare,  di concerto con il Ministro dello  sviluppo  economico  e il Ministro  delle infrastrutture  e dei trasporti  3 giugno  2014, n. 120, recante  il Regolamento  per la  definizione  delle attribuzioni  e delle modalità  di organizzazione dell'Albo   nazionale  dei  gestori  ambientali,  dei  requisiti  tecnici  e  finanziari  delle  imprese  e  dci responsabili tecnici, dei termini e delle modalità di iscrizione e dci relativi diritti annuali;

Visti, in particolare, gli articoli 12 e 13 del decreto 3 giugno 2014, n. 120, riguardanti i compiti, le responsabilità, i requisiti e la formazione del responsabile tecnico;

Visto, altresì, l'articolo 13 dcl decreto 3 giugno 2014, n. 120, il quale prevede che l'idoneità del responsabile tecnico sia attestata mediante una verifica iniziale della preparazione dcl soggetto e, con cadenza quinquennale, mediante verifiche volte a garantire il necessario aggiornamento e che il Comitato nazionale definisca le materie, i contenuti, i criteri e le modalità di svolgimento di tali verifiche;

Vista la propria deliberazione n. 6 del 30 maggio 2017, relativa ai requisiti del responsabile tecnico, alle materie e ai contenuti delle verifiche;

Vista la propria deliberazione n. 7 del 30 maggio 2017, recante criteri e modalità di svolgimento delle verifiche, la quale riporta, tra l'altro, le sedi e le date di svolgimento delle verifiche individuate in sede di prima applicazione fino al 14 febbraio 2018;

Ritenuto, pertanto, necessario deliberare in ordine alle sedi e alle date di svolgimento delle verifiche che, successivamente alla data del 14 febbraio 2018, saranno effettuate nel corso dell'anno 2018;

DELIBERA

Articolo 1

(Calendario delle verifiche per l'anno 2018)

1. Le verifiche iniziali per i responsabili tecnici relative all'anno 2018 si svolgono nelle sedi e nelle date riportate nell'allegato “A”.

2. Il calendario     di     cui     all'allegato     "A"     è     pubblicato     sul     sito     web     dell'Albo http://www.albogestoriambientali.it,  nell'area dedicata ai  responsabili   tecnici.  Eventuali variazioni intervenute successivamente alla data  di  emanazione  della  presente  deliberazione  sono pubblicate esclusivamente sullo stesso sito web.

Articolo 2

(Modifiche alla deliberazione n. 7 del 30 maggio 2017)

1. L'allegato ''B" alla deliberazione n. 7 de30 maggio  2017 è sostituito  dall'allegato  "B" alla presente deliberazione.

 

 

Il Segretario

 

IL PRESIDENTE

 

Ing. Pierluigi Altomare

 

dott. Eugenio Onori

 

 

 

 

ALLEGATO "A"

(Articolo 1)

 

Calendario delle verifiche per responsabili tecnici per l'anno 2018

  

Sezione regionale

sede delle verifiche

Data di

svolgimento

CALABRIA 21 febbraio

LOMBARDIA

7 marzo

LIGURIA

14 marzo

TOSCANA

21 marzo

BASILICATA

28 marzo

SICILIA

4 aprile

LAZIO

11 aprile

MARCHE

18 aprile

SARDEGNA

24 aprile

ABRUZZO

3 maggio

PIEMONTE

9 maggio

BOLZANO

16 maggio

VENETO

23 maggio

BOLOGNA

30 maggio

CATANZARO

5 giugno

PUGLIA

13 giugno

UMBRIA

20 giugno

CAMPANIA

27 giugno

FRIULI V. GIULIA

4 luglio

VALLE D'AOSTA

11 luglio

TRENTO

25 luglio

LOMBARDIA

27 luglio

SICILIA

12 settembre

SARDEGNA

18 settembre

LAZIO

26 settembre

CAMPANIA

3 ottobre

LOMBARDIA

10 ottobre

MOUSE

17 ottobre

LIGURIA

24 ottobre

BOLZANO

31 ottobre

EMILIA ROMAGNA

6 novembre

PIEMONTE

14 novembre

PUGLIA

21 novembre

LOMBARDIA

28 novembre

VENETO

5 dicembre

TOSCANA

12 dicembre

 

ALLEGATO "B"

(Articolo 3)

MODALITA' DI SVOLGIMENTO  DELLE VERIFICHE

Adempimenti preliminari della commissione esaminatrice

La commissione esaminatrice predispone preventivamente il materiale di esame per ciascun iscritto alla verifica, diverso per ciascun modulo specialistico scelto.

Al fine di garantire la necessaria segretezza, i quiz oggetto delle verifiche sono contenuti in buste sigillate e firmate esteriormente sui lembi di chiusura dai componenti della commissione.

In ogni caso devono essere predisposte ulteriori cinque buste per garantire la casualità nell'assegnazione dei quiz.

 Modalità di svolgimento delle verifiche

Il candidato che è stato ammesso alla verifica si presenta nel luogo e all'ora comunicati munito di valido documento di identità e appone la propria firma sul foglio presenze. A pena di esclusione dalla verifica il candidato, successivamente all'accesso in sala, non potrà uscire se non al termine della verifica tessa.

Al candidato viene consegnata:

  1. una busta piccola contenente un foglio con i suoi dati anagrafici;
  2. una busta grande aperta e vuota;
  3. una busta sigillata e firmata contenente i quiz della prova,
  4. un foglio sul quale riportare le risposte corrette;
  5. tre identici adesivi con i codici a barre.

A pena di esclusione dalla verifica, il candida to non deve aprire la busta sigillata e siglata contenente i quiz della prova fino all'inizio della verifica stessa.

Prima dell'inizio della verifica, il candidato:

  • firma il foglio su cui sono riportati i propri dati anagrafici;
  • applica un primo codice a barre sul foglio contenente i dati anagrafici da inserire nella busta piccola senza sigillarla (durante la prova il personale di sorveglianza potrà controllare l'identità del candidato);
  • applica un secondo codice a barre sul foglio sul quale saranno riportate le risposte della prova.

Una volta completate le procedure di riconoscimento, e verificato l'accesso dei candidati nella sala, il Presidente della commissione esaminatrice comunica l'inizio della verifica.

Il candidato, solo in questo momento, apre la busta sigillata contenente i quiz, controlla che il fascicolo sia composto di quiz numerati dal numero 1 al numero 80, e successivamente appone il terzo codice a barre sull'apposito spazio.

La prova dura centoventi minuti, durante i quali è fatto divieto di alzarsi dal proprio posto, se non per consegnare l'elaborato.

In particolare, a pena di nullità della verifica:

  • Durante la verifica non è permesso ai candidati di comunicare tra loro verbalmente o per iscritto, ovvero di mettersi in relazione con altri, salvo che con i membri della commissione esaminatrice.
  • Le risposte devono essere riportate esclusivamente sul foglio consegnato al candidato, utilizzando penna nera o blu e contrassegnando la casella con la scelta, di norma, mediante una
  • Non è possibile apporre correzioni alle risposte date; in presenza di eventuali correzioni la risposta viene considerata ome
  • I candidati non possono portare con sé carta da scrivere, appunti, manoscritti, libri o pubblicazioni di qualunque spec È fatto divieto di utilizzare qualsiasi strumento tecnologico, quali cellulari, smartphone, smartwatch, tablet, etc. i quali devono essere spenti. Laddove siano contravvenute dette disposizioni, il candidato è espulso dalla sala e dichiarata nulla la verifica.
  • Il candidato che contravviene alle suddette disposizioni, o che comunque abbia copiato in tutto o in parte lo svolgimento del quiz, verrà espulso dalla sala e dichiarata nulla la sua prova.
  • La commissione   esaminatrice   cura   l'osservanza   delle   presenti   disposizioni   e   adotta provvedimenti conseguenti.

Al termine della verifica, a pena di nullità della stessa, il candidato inserisce nella busta grande:

  • la busca piccola sigillata contente i dati anagrafici;
  • la busta che conteneva i quiz;
  • il testo dei quiz;
  • il foglio delle risposte

La busta grande una volta sigillata è consegnata alla commissione esaminatrice.

I componenti della commissione esaminatrice provvedono ad apporre trasversalmente sulla busta, in modo che vi resti compreso il lembo della chiusura e la restante parte della busta stessa, la propria firma e l'indicazione della data della consegna.

Successivamente alla conclusione della prova, la commissione procede alla correzione dei quiz.

 

 

 

 

 

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