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L’INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro), con nota n.1148 del 5 febbraio scorso, è tornato ad occuparsi delle maggiorazioni delle sanzioni previste in materia di lavoro e legislazione sociale previste dalla Legge di Bilancio 2019.

Ispettorato Nazionale del Lavoro

Direzione centrale vigilanza, affari legali e contenziso

                                                       

Oggetto: art. 1, comma 445, lett. e), L. n. 145/2018 – maggiorazioni sanzioni. Nota integrativa alla circolare n.2/2019.

Con la circolare n. 2 del 14 gennaio 2019, sono state fornite indicazioni in merito all’applicazione delle maggiorazioni degli importi sanzionatori delle violazioni introdotte con l’art. 1, comma 445, della L. n. 145 del 2018 (c.d. Legge di bilancio 2019).

Ad integrazione della predetta circolare, si ritiene necessario fornire alcuni chiarimenti circa la portata applicativa della lett. e) dell’art. 1, comma 445, che testualmente recita: “le maggiorazioni sono raddoppiate ove, nei tre anni precedenti, il datore di lavoro sia stato destinatario di sanzioni amministrative o penali per i medesimi illeciti”, introducendo un’ipotesi di “recidiva”.

Come già evidenziato nella circolare citata, la finalità della norma è da rinvenire nella esigenza di reprimere le condotte lesive della dignità dei lavoratori, con particolare riferimento ai fenomeni del lavoro sommerso, dell’interposizione, del distacco transnazionale, nonché alle infrazioni in materia di orario di lavoro, riposo settimanale e/o giornaliero e di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

A tal fine, il legislatore, non solo ha previsto la maggiorazione del 10 e del 20% degli importi dovuti a titolo di sanzione, ma ha altresì introdotto il raddoppio di tali percentuali, laddove il datore di lavoro, nei tre anni precedenti, sia stato destinatario di sanzioni amministrative o penali per i medesimi illeciti.

La disposizione, quindi, sanziona la reiterazione dei “medesimi illeciti”, cioè l’ulteriore violazione dello stesso precetto già trasgredito nel precedente triennio.

Con riferimento al soggetto destinatario delle maggiorazioni raddoppiate, il legislatore ha utilizzato l’espressione “datore di lavorodestinatario di sanzioni amministrative o penali…”.

In tal caso, ai fini della verifica sulla sussistenza della “recidiva”, il destinatario delle sanzioni va individuato nel soggetto che, nell’ambito della medesima impresa, ha rivestito la qualità di:

  • “trasgressore” in caso di violazioni amministrative;
  • “datore di lavoro” in caso di violazioni punite dal d.lgs. n. 81/2008 (nel quale è infatti contenuta una nozione di “datore di lavoro”).

Ai fini della recidiva occorrerà far riferimento agli illeciti definitivamente accertati, secondo quanto chiarito dalla giurisprudenza in riferimento all’art. 8 bis della L. 689/1981. La disposizione in esame non  reca infatti formule di deroga al principio generale, a differenza di quella utilizzata – ad esempio – all’art. 8, co. 2 lett. b), della L. n. 199/2016 che ricomprende esplicitamente tutte le sanzioni amministrative “ancorché non definitive”.

La definitività dell’illecito, come noto, consegue:

  • allo spirare del termine per impugnare l’ordinanza-ingiunzione ex art. 18 L. n. 689/1981;
  • nella ipotesi in cui sia pagata la sanzione ingiunta;
  • al passaggio in giudicato della sentenza emessa a seguito di impugnazione della medesima

Ciò stante, ai fini dell’applicazione dell’aumento in questione, il significato da attribuire all’espressione “essere destinatario delle medesime sanzioni nel triennio precedente” va inteso nel senso di essere stato destinatario di provvedimenti divenuti definitivi nel triennio precedente alla commissione del nuovo illecito per il quale va effettuato il calcolo della sanzione.

Sono da considerarsi ostative all’applicazione dell’aumento per la prevista recidiva, in ogni caso, le ipotesi di estinzione degli illeciti amministrativi contestati, qualora sia intervenuto il pagamento in misura ridotta ex art. 16 della L. n. 689/1981, ai sensi di quanto disposto espressamente dal comma 4 dell’art. 8 bis, cui va equiparato il pagamento ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. n. 124/2004. Allo stesso modo non può riconoscersi rilevanza agli illeciti per i quali il contravventore abbia adempiuto alla prescrizione effettuando i relativi pagamenti ai sensi degli artt. 20 e 21 del d.lgs. n. 758/1994 e dell’art. 15 del d.lgs. n. 124/2004.

Va infine chiarito che gli illeciti pregressi rilevanti ai fini dell’applicazione delle maggiorazioni di cui trattasi non debbono essere stati commessi dopo l’entrata in vigore della nuova disposizione atteso che, come ha chiarito la giurisprudenza per casi analoghi – ad es. in materia di recidiva per il reato di cui all’art. 186 C.d.S. – si tratta di “una condizione che assolutamente non è stabilita dalla norma che si limita a prevedere una sanzione più gravosa per chi si trova nella situazione oggettiva di aver già  commesso analoga violazione….ritenendo evidentemente tale situazione indice di maggiore pericolosità e meritevole di una sanzione maggiore” (Cass. Sez. IV Penale, 7 febbraio – 5 aprile 2013, n. 15913).

IL DIRETTORE CENTRALE

Dott. Danilo Papa

 

 

 

 

 

 

La Direzione Generale per il trasporto stradale e per l’intermodalità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con nota n.19732 del 31 gennaio scorso, ha fornito alcune precisazione riguardanti la documentazione che gli organi di Polizia, in caso di controlli su strada, possono richiedere ai vettori extracomunitari che siano entrati in Italia tramite il servizio dell’autostrada viaggiante, avvalendosi di una autorizzazione specifica e contingentata per lo Stato estero in cui possiede lo stabilimento l’impresa di autotrasporto che usufruisce di tale servizio.

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE,

GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE

Direzione generale per il trasporto stradale e per l'intermodalità

Divisione 5

 

Prot. n. 19732

Roma, 31 gennaio 2019

 

OGGETTO: Attività di controllo sul trasporto internazionale extracomunitario di merci. Autorizzazioni Bilaterali per "autostrada viaggiante". Precisazione sulle limitazioni.

Come noto, questa Amministrazione rilascia, per ciascun anno e per molti paesi extracomunitari le autorizzazioni bilaterali per l'autotrasporto internazionale di cui all'oggetto, nelle quali - nell'apposito riquadro destinato ad accogliere le limitazioni è riportata la seguente dicitura: "VALIDA PER AUTOSTRADA VIAGGIANTE CON OBBLIGO DI DISCESA DAL TRENO E DI RISALITA SUL TRENO SUL TERRITORIO ITALIANO PER IL VETTORE ... (omissis) .... ACCOMPAGNATA DA DOCUMENTAZIONE CHE COMPROVI L'INTERO PERCORSO FERROVIARIO".

Si tratta, in sostanza, di autorizzazioni destinate a favorire lo sviluppo dell'intermodalità, alleggerendo il traffico su gomma e tutelando la sicurezza della circolazione stradale.

Nell'ultimo periodo il trasporto intermodale treno-gomma si è andato sviluppando ed evolvendo, soprattutto con riferimento ai sistemi di prenotazione (oramai informatizzati), di composizione ed organizzazione dei convogli ferroviari. Invero, è prassi oramai diffusa che il viaggio su ferrovia sia organizzato quando il gestore del servizio ha verificato - tramite il sistema di prenotazione - di avere un numero sufficiente di veicoli da caricare sul treno, la cui partenza viene decisa con poco preavviso rispetto a quanto avveniva in passato. Ne consegue che la conferma della prenotazione avviene a breve termine con riguardo alla data effettiva di partenza del treno.

In relazione alle considerazioni che precedono e con riferimento alle autorizzazioni bilaterali di cui all'oggetto, si ritiene che al momento dell'inizio della circolazione su strada nel territorio italiano e fino al termine della prima fase del viaggio (consegna della merce nel caso di ingresso a carico, ovvero carico della merce nell'ipotesi di ingresso a vuoto) il vettore extracomunitario è tenuto ad esibire la documentazione che provi soltanto l'ingresso tramite il treno in territorio italiano.

Il medesimo vettore è, invece, tenuto all'esibizione anche dei documenti comprovanti l'uscita con il treno - fornendo, dunque, la prova dell'intero percorso ferroviario - solo dopo aver consegnato (o preso in carico) la merce ed una volta intrapreso il viaggio di ritorno.

Si coglie l'occasione per ribadire che la dimostrazione del rispetto della limitazione relativa al percorso ferroviario può essere fornita tramite l'esibizione sia del vero e proprio biglietto ferroviario, sia di documenti idonei a dimostrare l'avvenuta prenotazione; in entrambi i casi la documentazione deve riportare anche la targa del veicolo (o le targhe in caso di complesso veicolare).

Si prega di voler assicurare la più ampia diffusione della presente e, per il Servizio di Polizia Stradale, di provvedere anche alla diramazione della presente alle altre Forze di Polizia ed alle Prefetture, affinché ne sia curata l'inoltro alle Polizie Locali.

 

IL DIRETTORE GENERALE

dott. Vincenzo Cinelli

Ministero dello Sviluppo Economico

DIREZIONE GENERALE PER GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE

 

IL DIRETTORE GENERALE

VISTO l’articolo 2 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e successive modificazioni e integrazioni, che prevede, al comma 1, l’accesso delle micro, piccole e medie imprese a finanziamenti e ai contributi a tasso agevolato per gli investimenti, anche mediante operazioni di leasing finanziario, in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché per gli investimenti in hardware, software ed in tecnologie digitali;

VISTO l’articolo 8 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, che prevede, al comma 1, che i contributi di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto-legge n. 69 del 2013 possono essere riconosciuti alle piccole e medie imprese che abbiano ottenuto il finanziamento, compreso il leasing finanziario, non necessariamente a valere sul plafond di provvista costituito presso la gestione separata di Cassa depositi e prestiti S.p.a.;

VISTO il decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 25 gennaio 2016;

VISTO l’articolo 1, commi da 52 a 57, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017);

VISTO l’articolo 1, commi da 40 a 42, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018);

VISTA la circolare n. 14036 del 15 febbraio 2017, del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero dello sviluppo economico, recante termini e modalità di presentazione delle domande per la concessione e l’erogazione del contributo di cui all’articolo 6 del predetto decreto interministeriale 25 gennaio 2016;

VISTA la convenzione stipulata tra il Ministero dello sviluppo economico (di seguito Ministero), sentito il Ministero dell’economia e delle finanze, l’Associazione bancaria italiana  (di seguito ABI) e Cassa depositi e prestiti (di seguito CDP) S.p.a. in data 14 febbraio 2014 riguardante l’erogazione dei finanziamenti relativi alla misura “Beni Strumentali-Nuova Sabatini” da parte degli Istituti Aderenti, la regolazione dell’adesione degli Istituti stessi e dei rapporti tra le parti sopra citate (Ministero, CDP e Banche aderenti) da ultimo modificata con l’Addendum del 26 ottobre 2018;

VISTA la legge 7 agosto 1990, n. 241, che detta norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi;

VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, recante disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese;

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 2013, n. 158, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 19 del 24 gennaio 2014 recante “Regolamento di organizzazione del Ministero dello sviluppo economico”;

VISTA la legge 27 dicembre 2017, n. 205, di approvazione del bilancio di previsione della spesa del Ministero per l’anno finanziario 2018 e per il triennio 2018-2020;

VISTO il decreto 28 dicembre 2017 del Ministero dell’economia e delle finanze di ripartizione in capitoli delle unità di voto parlamentare per l'anno finanziario 2018 e per il triennio 2018-2020;

VISTO il decreto 9 gennaio 2018 con il quale il Ministero dello sviluppo economico ha proceduto all’assegnazione delle disponibilità di bilancio di previsione per l’anno finanziario 2018, tra gli altri, al titolare della Direzione generale per gli incentivi alle imprese;

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 7 febbraio 2014, registrato alla Corte dei Conti in data 27 febbraio 2014, registro n. 1-860, con il quale il Dr. Carlo Sappino è stato nominato Direttore generale della Direzione generale per gli incentivi alle imprese del Ministero;

TENUTO CONTO che a partire dal 1 marzo 2017 le imprese possono presentare, secondo le disposizioni di cui alla circolare del 15 febbraio 2017, le domande di accesso per usufruire del contributo maggiorato previsto per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti di cui all’articolo 1, comma 55, della legge 11 dicembre 2016,232, alle banche/intermediari finanziari aderenti alla convenzione del 14 febbraio 2014 tra il Ministero, ABI e CDP, così come modificata dall’addendum del 26 ottobre 2018;

CONSIDERATE le richieste di prenotazione trasmesse dalle banche/intermediari finanziari con riferimento al mese di dicembre 2018, per un numero totale di domande presentate dalle imprese pari a 3.190 e un importo complessivo di finanziamenti pari a euro 670.821.925,72, di cui euro 427.923.925,79 relativi a investimenti ordinari e euro 242.897.999,93 relativi a investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti;

TENUTO CONTO degli stanziamenti previsti per le domande di accesso ai contributi presentate ai sensi dell’articolo 2, comma 4, del citato decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 e successive modificazioni e integrazioni;

VISTO, in particolare, l’articolo 8, comma 3, del decreto interministeriale 25 gennaio 2016 che prevede che, nel caso in cui le risorse residue complessivamente disponibili non consentano l’integrale accoglimento di una richiesta di prenotazione, la stessa è disposta in misura parziale fino a concorrenza delle residue disponibilità;

CONSIDERATO che il fabbisogno finanziario relativo alla richiesta di prenotazione di contributo presentata alle ore 00:34:28 del 1° dicembre 2018 da ICCREA BANCAIMPRESA SPA, identificata con il codice 18NS120100325119, eccede l’ammontare delle risorse finanziarie residue disponibili;

VISTO il decreto del Direttore generale degli incentivi alle imprese n. 25148 del 3  dicembre 2018 con il quale è disposta, ai sensi del punto 11 della circolare n. 14036 del 15 febbraio 2017, la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto-legge n. 69 del 2013 e successive modificazioni e integrazioni, a partire dal 4 dicembre 2018;

VISTO l’articolo 1, comma 200, della legge di bilancio 2019, n. 145 del 30 dicembre 2018, che integra le risorse di cui all’articolo 1, comma 40, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, per 48 milioni di euro per l’anno 2019, 96 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023 e per 48 milioni di euro per l’anno 2024 e proroga il termine per la concessione dei finanziamenti di cui all’articolo 1, comma 52, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, fino alla data dell’avvenuto esaurimento delle risorse disponibili,

 

DECRETA:

Articolo Unico

(Riapertura dei termini per la presentazione delle domande di agevolazione)

1. A partire dal 7 febbraio 2019 è disposta la riapertura dello sportello per la presentazione da parte delle imprese delle domande di accesso ai contributi di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 e successive modificazioni e integrazioni, alle banche o agli intermediari finanziari.

2. Le domande di cui al comma 1 possono essere oggetto di richieste di prenotazione presentate dalle banche o dagli intermediari finanziari a partire dal mese di marzo 2019.

3. Le domande di agevolazione delle imprese presentate alle banche o agli intermediari finanziari a partire dal 4 dicembre 2018, data di chiusura dello sportello disposta dal decreto direttoriale 3 dicembre 2018, e sino al 6 febbraio 2019, giorno antecedente la data di riapertura dello sportello di cui al comma 1 sono considerate irricevibili.

 

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 

IL DIRETTORE GENERALE

Carlo Sappino

 

 

DIV.VI/CO

Documento sottoscritto con firma digitale ai sensi del D. Lgs. n. 82 del 7 Marzo 2005 e successive modifiche.

Ministero dello Sviluppo Economico

DIREZIONE GENERALE PER GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE

IL DIRETTORE GENERALE

VISTO l’articolo 2 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e successive modificazioni e integrazioni, che prevede, al comma 1, l’accesso delle micro, piccole e medie imprese a finanziamenti e ai contributi a tasso agevolato per gli investimenti, anche mediante operazioni di leasing finanziario, in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché per gli investimenti in hardware, software ed in tecnologie digitali;

VISTO l’articolo 8 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, che prevede, al comma 1, che i contributi di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto-legge n. 69 del 2013 possono essere riconosciuti alle piccole e medie imprese che abbiano ottenuto il finanziamento, compreso il leasing finanziario, non necessariamente a valere sul plafond di provvista costituito presso la gestione separata di Cassa depositi e prestiti S.p.a.;

VISTO il decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 25 gennaio 2016;

VISTO l’articolo 1, commi da 52 a 57, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017);

VISTO l’articolo 1, commi da 40 a 42, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018);

VISTA la circolare n. 14036 del 15 febbraio 2017, del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero dello sviluppo economico, recante termini e modalità di presentazione delle domande per la concessione e l’erogazione del contributo di cui all’articolo 6 del predetto decreto interministeriale 25 gennaio 2016;

VISTA la convenzione stipulata tra il Ministero dello sviluppo economico (di seguito Ministero), sentito il Ministero dell’economia e delle finanze, l’Associazione bancaria italiana (di seguito ABI) e Cassa depositi e prestiti (di seguito CDP) S.p.a. in data 14 febbraio 2014 riguardante l’erogazione dei finanziamenti relativi alla misura “Beni Strumentali-Nuova Sabatini” da parte degli Istituti Aderenti, la regolazione dell’adesione degli Istituti stessi e dei rapporti tra le parti sopra citate (Ministero, CDP e Banche aderenti) da ultimo modificata con l’Addendum del 26 ottobre 2018;

VISTA la legge 7 agosto 1990, n. 241, che detta norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi;

VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, recante disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese;

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 2013, n. 158, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 19 del 24 gennaio 2014 recante “Regolamento di organizzazione del Ministero dello sviluppo economico”;

VISTA la legge 27 dicembre 2017, n. 205, di approvazione del bilancio di previsione della spesa del Ministero per l’anno finanziario 2018 e per il triennio 2018- 2020;

VISTO il decreto 28 dicembre 2017 del Ministero dell’economia e delle finanze di ripartizione in capitoli delle unità di voto parlamentare per l'anno finanziario 2018 e per il triennio 2018-2020;

VISTO il decreto 9 gennaio 2018 con il quale il Ministero dello sviluppo economico ha proceduto all’assegnazione delle disponibilità di bilancio di previsione per l’anno finanziario 2018, tra gli altri, al titolare della Direzione generale per gli incentivi alle imprese;

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 7 febbraio 2014, registrato alla Corte dei Conti in data 27 febbraio 2014, registro n. 1-860, con il quale il Dr. Carlo Sappino è stato nominato Direttore generale della Direzione generale per gli incentivi alle imprese del Ministero;

TENUTO CONTO che a partire dal 1 marzo 2017 le imprese possono presentare, secondo le disposizioni di cui alla circolare del 15 febbraio 2017, le domande di accesso per usufruire del contributo maggiorato previsto per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti di cui all’articolo 1, comma 55, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, alle banche/intermediari finanziari aderenti alla convenzione del 14 febbraio 2014 tra il Ministero, ABI e CDP, così come modificata dall’addendum del 26 ottobre 2018;

CONSIDERATE le richieste di prenotazione trasmesse dalle banche/intermediari finanziari con riferimento al mese di dicembre 2018, per un numero totale di domande presentate dalle imprese pari a 3.190 e un importo complessivo di finanziamenti pari a euro 670.821.925,72, di cui euro 427.923.925,79 relativi a investimenti ordinari e euro 242.897.999,93 relativi a investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti;

TENUTO CONTO degli stanziamenti previsti per le domande di accesso ai contributi presentate ai sensi dell’articolo 2, comma 4, del citato decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 e successive modificazioni e integrazioni;

VISTO, in particolare, l’articolo 8, comma 3, del decreto interministeriale 25 gennaio 2016 che prevede che, nel caso in cui le risorse residue complessivamente disponibili non consentano l’integrale accoglimento di una richiesta di prenotazione, la stessa è disposta in misura parziale fino a concorrenza delle residue disponibilità;

CONSIDERATO che il fabbisogno finanziario relativo alla richiesta di prenotazione di contributo presentata alle ore 00:34:28 del 1° dicembre 2018 da ICCREA BANCAIMPRESA SPA, identificata con il codice 18NS120100325119, eccede l’ammontare delle risorse finanziarie residue disponibili;

VISTO il decreto del Direttore generale degli incentivi alle imprese n. 25148 del 3 dicembre 2018 con il quale è disposta, ai sensi del punto 11 della circolare n. 14036 del 15 febbraio 2017, la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto-legge n. 69 del 2013 e successive modificazioni e integrazioni, a partire dal 4 dicembre 2018;

VISTO il decreto del Direttore generale degli incentivi alle imprese del 19 dicembre 2018 che riporta in allegato gli elenchi delle prenotazioni accolte e di quelle non accolte in ragione del predetto esaurimento delle risorse disponibili;

CONSIDERATO l’articolo 1, comma 2, del decreto direttoriale 3 dicembre 2018, che prevede che, qualora nei sessanta giorni successivi alla data di chiusura dello sportello si liberino ulteriori risorse derivanti dalla rideterminazione degli importi di finanziamento ad opera delle banche o degli istituti finanziari ai sensi dell’articolo 8 comma 5 del decreto interministeriale 25 gennaio 2016, ovvero da eventuali rinunce, dette risorse possano essere utilizzate esclusivamente per soddisfare la richiesta di prenotazione disposta in modo parziale e successivamente, nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione, le richieste pervenute nel mese di chiusura dello sportello e prive di copertura finanziaria;

CONSIDERATO l’articolo 1, comma 3, del suddetto decreto direttoriale 3 dicembre 2018, secondo il quale le richieste di prenotazione del contributo, pervenute nel mese di chiusura dello sportello e non soddisfatte, acquisiscono priorità di prenotazione rispetto alla eventuale riapertura dello sportello;

VISTO l’articolo 1, comma 200, della legge di bilancio 2019, n 145 del 30 dicembre 2018, che integra le risorse di cui all’articolo 1, comma 40, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, per 48 milioni di euro per l’anno 2019, 96 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023 e per 48 milioni di euro per l’anno 2024 e proroga il termine per la concessione dei finanziamenti di cui all’articolo 1, comma 52, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, fino alla data dell’avvenuto esaurimento delle risorse disponibili,

 

DECRETA:

Art. 1.

(Accoglimento delle prenotazioni non soddisfatte anche parzialmente per esaurimento delle risorse)

1. Le richieste di prenotazione di cui all’articolo 2 del decreto direttoriale 19 dicembre 2018 di cui in premessa, elencate nell’allegato 2 al citato decreto, non accolte, anche in misura parziale, per esaurimento delle risorse disponibili, sono soddisfatte, nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione delle stesse, a valere sulle risorse finanziarie di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto direttoriale 3 dicembre 2018, nonché delle risorse aggiuntive stanziate ai sensi dell’articolo 1, comma 200, della legge 30 dicembre 2018 145.

2. L’elenco delle richieste di prenotazione di cui al comma 1, come modificato ai sensi del presente articolo, è riportato in allegato al presente decreto

 

Art. 2.

(Richieste di prenotazione riferite a domande di agevolazione presentate dalle imprese in data antecedente al 4 dicembre 2018)

1. Le domande di agevolazione presentate dalle imprese alle banche o agli intermediari finanziari in data antecedente al 4 dicembre 2018, data di chiusura dello sportello disposta dal decreto direttoriale 3 dicembre 2018, non incluse in una richiesta di prenotazione delle risorse inviata dalle medesime banche o dagli intermediari finanziari al Ministero dello sviluppo economico, possono essere oggetto di apposite richieste di

2. Le richieste di prenotazione relative alle domande di agevolazione di cui al comma 1 possono essere trasmesse al Ministero dello sviluppo economico, con le ordinarie modalità, a partire dal 1° febbraio 2019

 

IL DIRETTORE GENERALE

Carlo Sappino

DIV.VI/CO

 

Documento sottoscritto con firma digitale ai sensi del D. Lgs. n. 82 del 7 Marzo 2005 e successive modifiche.

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), con i decreti n.1337 e n.1338 del 28 gennaio scorso, ha predisposto la riapertura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi alla Nuova Sabatini da parte delle imprese interessate, così come previsto dalla Legge di Bilancio 2019.

In una nota, la Direzione Generale per la Sicurezza Stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha sottolineato che la deroga permanente ai divieti di circolazione, prevista per il trasporto di carburanti, sia liquidi che gassosi, riguarda non solamente i veicoli isolati (autocisterne) ma anche i “complessi veicolari, quali autoarticolati ed autotreni”.

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 

DECRETO MINISTERIALE

24 dicembre 2018

(GU n. 25 del 30.1.2019)

Attuazione degli interventi di cui all'articolo 5, comma 3, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, in conseguenza dell'evento del crollo di un tratto del viadotto Polcevera.

 

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

 

Vista la legge 6 giugno 1974, n. 298, recante: "Istituzione dell'albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, disciplina degli autotrasporti di cose e istituzione di un sistema di tariffe a forcella per i trasporti di merci su strada";

Visto il decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, recante: "Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze";

Visto, in particolare, l'art. 5, comma 3, del decreto-legge n. 109 del 2018, che autorizza la spesa di 20 milioni di euro per l'anno 2018, al fine di "... consentire il ristoro delle maggiori spese affrontate dagli autotrasportatori in conseguenza dell'evento consistenti nella forzata percorrenza di tratti autostradali e stradali aggiuntivi rispetto ai normali percorsi e nelle difficoltà logistiche dipendenti dall'ingresso e dall'uscita delle aree urbane e portuali ...";

Considerato che il medesimo art. 5, comma 3, secondo periodo, del menzionato decreto-legge n. 109 del 2018, stabilisce che "Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Commissario delegato, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definiti le tipologie di spesa ammesse a ristoro, nonché i criteri e le modalità per l'erogazione a favore degli autotrasportatori delle risorse di cui al periodo precedente, nei limiti delle disponibilità";

Considerato che dalla stima delle sole missioni che coinvolgono il nodo portuale è possibile individuare un numero di circa 500.000 unità e che dunque è ragionevole ipotizzare un numero complessivo almeno di un milione di viaggi per i quali ammettere il ristoro, per la frazione dell'anno 2018 cui è riferita la misura in parola, con la conseguente individuazione di un rimborso teorico pari a 20 euro a viaggio, oggettivamente inferiore ai maggiori oneri sopportati dagli autotrasportatori;

Valutato pertanto opportuno, al fine di semplificare le procedure di rimborso, di individuare quale parametro per la misura dell'indennizzo quello derivante dalla suddivisione delle risorse complessivamente stanziate per il numero totale delle missioni di viaggio per le quali le imprese di trasporto potranno richiedere il ristoro dei maggiori oneri;

Vista l'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile 20 agosto 2018, n. 539, recante: "Primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza dell'emergenza determinatasi a seguito del crollo di un tratto del viadotto Polcevera dell'autostrada A10, nel Comune di Genova, noto come ponte Morandi, avvenuto nella mattinata del 14 agosto 2018", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 22 agosto 2018, n. 194, con la quale è stato nominato il Commissario delegato per fronteggiare l'emergenza derivante dall'evento in argomento;

Sentite la associazioni di categoria dell'autotrasporto;

Vista la nota n. 21015 del 17 dicembre 2018 indirizzata al Commissario delegato;

Vista la nota n. 350480 del 20 dicembre 2018 con la quale il Commissario delegato ha espresso la condivisione sul provvedimento in parola;

 

Decreta:

Art. 1

Ambito di applicazione e finalità dell'intervento

 

1. Al fine di consentire il ristoro delle maggiori spese affrontate dagli autotrasportatori, derivanti dalla forzata percorrenza di tratti autostradali e stradali aggiuntivi in conseguenza dell'evento del crollo di un tratto del viadotto Polcevera, il presente decreto definisce le tipologie di spesa ammesse a ristoro, nonché i criteri e le modalità per l'erogazione a favore degli autotrasportatori, delle risorse autorizzate dall'art. 5, comma 3, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130.

Art. 2

Risorse disponibili

1. Le risorse finanziarie disponibili per il ristoro delle maggiori spese di cui all'art. 1, ammontano ad euro 20 milioni.

2. Al relativo onere si provvede ai sensi dell'art. 45 del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130.

 

Art. 3

Soggetti beneficiari

1. Possono beneficiare del ristoro, di cui al presente decreto, le imprese iscritte all'albo dell'autotrasporto che esercitano la loro attività per conto di terzi, ai sensi dell'art. 40, della legge 6 giugno 1974, n. 298.

 

Art. 4

Spese ammissibili e modalità di presentazione delle domande 

1. Le tipologie di spese ammesse a ristoro riguardano:

  1. a) le missioni di viaggio con origine e/o destinazione il Comune ed il Porto di Genova che dimostrino l'attraversamento del nodo urbano e per le quali il ristoro deriva dagli svantaggi derivanti dai percorsi aggiuntivi stradali e autostradali, ovvero dalle difficoltà logistiche dipendenti dall' attraversamento delle aree urbane e portuali di Genova;
  2. b) le missioni di viaggio compiute nel territorio nazionale che abbiano comportato per effetto del crollo del ponte Morandi la forzata percorrenza di tratti autostradali e/o stradali aggiuntivi.

2. Le domande di ristoro sono presentate per ogni singola missione di viaggio dalle imprese di cui al precedente art. 3 all'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale.

 

3. Alle domande è allegata la seguente documentazione:

  1. la documentazione di viaggio, attestante l'origine della missione e la destinazione;
  2. la documentazione relativa all'effettivo espletamento della missione stessa;
  3. autocertificazione ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti la veridicità della documentazione presenta;
  4. per il ristoro delle spese di cui al precedente comma 1, lettera b) l'indicazione del tratto stradale e/o autostradale aggiuntivo percorso in relazione alla missione di viaggio svolta, nonché idoneo attestato di transito autostradale.

4. Sono in ogni caso oggetto di ristoro esclusivamente le missioni di viaggio che abbiano effettivamente comportato il trasporto di merce, ivi comprese le attività di riposizionamento dei container.

5. Nell'ipotesi di missioni di viaggi aventi destinazione il Comune di Genova che abbiano comportato un numero di consegne superiori a cinque, alla missione di viaggio per le finalità di cui al successivo art. 6, comma 2, è attribuito un coefficiente moltiplicativo pari a 1, 5.

6. In ogni caso giornalmente non può essere riconosciuto, ai fini del ristoro dei maggiori oneri sostenuti, un numero superiore a cinque missioni di viaggio per ciascun automezzo, ivi incluse le maggiorazioni derivanti dall'applicazione del precedente comma 5.

 

Art. 5

Soggetto attuatore

1. L'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale assume il ruolo di soggetto attuatore del Commissario delegato e svolge le istruttorie finalizzate alla definizione dell'ammissibilità delle domande, per il ristoro delle maggiori spese affrontate dagli autotrasportatori.

2. L'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale, sentita la struttura del Commissario delegato, pubblica sul proprio sito internet uno specifico avviso contenente l'indicazione dei tempi e delle modalità di presentazione delle domande e trasmette alla struttura del Commissario delegato l'elenco delle domande ritenute ammissibili.

 

Art. 6

Modalità di erogazione delle risorse

1. I fondi, di cui all'art. 5, comma 3, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, per l'importo pari ad euro 20 milioni, sono trasferiti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti direttamente sulla contabilità speciale del Commissario delegato di cui all'ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile 20 agosto 2018, n. 539.

2. Il Commissario delegato, di cui all'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile 20 agosto 2018, n. 539, provvede all'erogazione delle risorse a ciascuna impresa ammessa a ristoro, all'esito dell'istruttoria svolta dall'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale, nella misura unitaria pari all'ammontare dello stanziamento suddiviso per il numero di missioni.

 

Roma, 24 dicembre 2018

Il Ministro: Toninelli

 

Registrato alla Corte dei conti il 15 gennaio 2019

Ufficio di controllo sugli atti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e

del Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare, n. 1-119

 

L’INPS ha emanato la circolare n. 6 del 25 gennaio 2019, con la quale comunica, relativamente all’annualità 2019, i valori del minimale di retribuzione giornaliera, del massimale annuo della base contributiva e pensionabile, del limite per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi, nonché gli altri valori per il calcolo delle contribuzioni dovute in materia di previdenza e assistenza sociale per la generalità dei lavoratori dipendenti iscritti alle gestioni private e pubbliche.

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