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MINISTERO DELL'AMBIENTE E

DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI

Il Comitato Nazionale

 

Prot. n. 8

Roma, 7 luglio 2020

 

OGGETTO: Notifica provvedimenti di sospensione e di cancellazione per mancato versamento dei diritti d'iscrizione.

Come è noto, l'articolo 113, comma 1, lettera d), del D.L. 18/2020, ha prorogato al 30 giugno 2020 il termine di versamento dei diritti annuali d'iscrizione all'Albo.

Pertanto, per l'anno in corso, le Sezioni regionali, in deroga alle disposizioni di cui alle circolari del 4 maggio 2018, n. 144 e del 4 settembre 2018, n. 149, osservano la seguente tempistica.

a) Decorso il termine del 30 giugno provvedono a deliberare le sospensioni per mancato versamento del diritto d'iscrizione entro il 31 luglio con decorrenza 15 settembre e notificano a mezzo PEC all'interessato il relativo provvedimento. Nei casi di mancata notifica a causa dell'indirizzo PEC inesistente, non valido o non funzionante, provvedono mediante la pubblicazione sul sito web dell'Albo il 1° settembre, riportando, per ciascuna impresa, il numero d'iscrizione all'Albo, la denominazione, la ragione sociale, il codice fiscale e gli estremi del provvedimento di sospensione o di cancellazione. In tali casi, la pubblicazione tiene luogo della notifica ai sensi dell'art. 21 bis della Legge 241/90 il quale dispone che: "Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, l'amministrazione provvede mediante forme di pubblicità idonee di volta in volta stabilite dall'amministrazione medesima".

b) nel caso in cui le imprese permangano per più di dodici mesi nelle condizioni di cui all'articolo 24, comma 7 del D.M. 120/2014, le Sezioni regionali e provinciali provvedono a deliberare la cancellazione dall'Albo ai sensi dell'art. 20, comma 1, lettera f) del D.M. 120/2014entro il 31 luglio e notificano, a mezzo PEC, al soggetto interessato il relativo provvedimento con decorrenza 15 settembre. Nei casi di mancata notifica del provvedimento di cancellazione a causa di un indirizzo PEC inesistente, non valido o non funzionante, le Sezioni regionali, come già disposto alla lettera a), provvedono mediante pubblicazione sul sito web dell'Albo il 1° settembre.

 

IL PRESIDENTE

dott. Eugenio Onori

 

IL SEGRETARIO

ing. Pierluigi Altomare

 

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MINISTERO DELL'INTERNO

DIPARTIMENTO DI PUBBLICA SICUREZZA

Direzione Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria,

delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato

Prot. n. 300/A/4780/20/111/20/03

Roma, 7 luglio 2020,

OGGETTO: Calcolo della durata minima del riposo giornaliero. Corretto uso selettore delle attività di cui all'art. 34, paragrafo 5, lettera b), Regolamento (UE) n. 165/2014.

È pervenuta a questa Direzione una richiesta di chiarimenti sulle questioni relative a quanto in oggetto indicato, per le quali si ritiene opportuno fornire le seguenti indicazioni operative per meglio orientare l'attività di controllo.

Per quanto riguarda il calcolo della durata minima del riposo giornaliero, l'art. 6 del Regolamento 561/2006 stabilisce che il periodo di guida giornaliero non deve essere superiore a 9 ore, ovvero a 10 ore per non più di due volte a settimana.

La Decisione di esecuzione della Commissione europea del 7 giugno 2011, relativa al calcolo del periodo di guida giornaliero conformemente al Reg. 561/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, ha raccomandato che, per il calcolo del periodo di guida giornaliero, occorre considerare come disgiunti due periodi di guida quando sono separati da un periodo di riposo di almeno 7 ore.

L'art. 8, paragrafo 2 del Reg. 561/2006, prevede che i conducenti devono effettuare un periodo di riposo giornaliero nell'arco di 24 ore dal termine del precedente periodo di riposo settimanale o giornaliero. L'art. 4, lettera g) del Reg. 561/2006, stabilisce che il riposo giornaliero può essere regolare o ridotto. Il primo deve essere di almeno 11 ore che, tuttavia può essere frazionato in due periodi, il primo dei quali deve essere di almeno 3 ore senza interruzione e il secondo di almeno 9 ore senza interruzione [1].

Per quanto concerne il corretto uso del selettore delle attività di cui all'art. 34, paragrafo 5, lettera b) del Regolamento (UE) n. 165/2014, nell'ipotesi di micro interruzioni di pochi minuti dell'attività si rammenta che l'art. 4, lettere g) e h) del Reg. 561/2006 definisce il riposo giornaliero e il riposo settimanale come il tempo del quale il, conducente può disporre liberamente.

L'art. 7 del Reg. 561/2006 dispone che il conducente, dopo un periodo di guida di 4 ore e 30 minuti, deve osservare un'interruzione di almeno 45 minuti e che tale interruzione può essere frazionata in due periodi di cui uno di almeno 15 minuti seguito da un'altra di almeno 30 minuti.

L'art. 4, lettera d) del Reg. 561/2006 definisce anche l'interruzione come il periodo in cui il conducente non può guidare o svolgere altre mansioni e che serve unicamente per il suoi riposo.

L'art. 34, paragrafo 5, lettera b), punto iv), del Reg. 165/2014 prevede che il conducente deve azionare il dispositivo di commutazione del tachigrafo; sotto il simbolo del "lettino" per registrare il tempo relativo alle interruzioni di cui all'art. 7, Reg. 561/2006 e ai periodi di riposo di cui all'art. 4, lettere g) e h), dello stesso Reg. 561/2006.

Alla luce di quanto precede nelle ipotesi in cui il conducente interrompa la guida per ragioni diverse dall'interruzione o dal riposo, è tenuto ad azionare il dispositivo di commutazione del tachigrafo sul simbolo:

Nell'ipotesi di "micro interruzioni" della guida di pochi minuti, queste non possono essere considerate agli effetti di legge "interruzioni" che, come detto, devono essere di almeno 45 minuti, ne tantomeno "periodi di riposo" giornaliero o settimanale (durante i quali il conducente può disporre liberamente del suo tempo).

Tuttavia, se il conducente impiega il suo tempo per il soddisfacimento di esigenze personali disponendone, quindi, liberamente, le micro interruzioni non possono essere considerate neanche come tempi di disponibilità.

In tali casi, qualora il conducente abbia commutato il dispositivo del tachigrafo sul simbolo del "lettino" per registrare le suindicate. "micro interruzioni", non potrà essere sanzionato solo presumendo che nei periodi in questione era in disponibilità e non poteva disporre liberamente del suo tempo. Naturalmente i periodi in questione non saranno calcolati nel computo dell'orario di lavoro di cui all'art. 3 della Direttiva 2012/15/CE.

 

* * *

 

Le Prefetture - Uffici Territoriali del Governo sono pregate di voler estendere il contenuto della presente ai Corpi o Servizi di Polizia Locale.

 

IL DIRETTORE CENTRALE

Forgione

 

[1] A titolo esemplificativo, se un conducente svolgesse la propria attività nell'arco di 24 ore (dalle ore 7:00 del giorno 1 alle ore 05:00 del giorno 2), eseguendo un periodo di guida complessivo di 4 ore (2 ore dalle 7:00 alle 9:00 e 2 ore dalle 16:00 alle 18:00), ed un riposo regolare frazionato in due periodi dei quali, il primo di 7 ore dalle 9:00 alle 16:00 (superiore alle 3 ore minime stabilite dall'art. 4, lettera g, del Reg. 561/2006), ed il secondo di 11 ore dalle 18:00 del giorno 1 alle 05:00 del giorno 2 (superiore alle 9 ore minime stabilite dall'art. 4, lettera g, del Reg. 561/2006), sarebbe in regola con le norme richiamate.

 

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MINISTERO DELL'INTERNO

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

Direzione centrale per la polizia stradale, ferroviaria,

delle comunicazioni e per i reparti speciali della polizia di Stato

 

 

Prot. n. 300/A/4684/20/127/9

Roma, 3 luglio 2020

 

OGGETTO: Contestazione differita delle violazioni di cui agli artt. 80 e 193 del Codice della Strada.

 

Continuano a pervenire a questa Direzione richieste di chiarimenti sull'interpretazione delle norme che regolano la contestazione immediata delle violazioni di cui agli artt. 80 e 193 al Codice della Strada (di seguito CdS), accertate con l'utilizzo di strumenti e dispositivi di rilevamento, dalle quali emerge un'ampia disomogeneità di comportamento a livello territoriale.

Con la presente circolare, si intende fornire un indirizzo interpretativo uniforme per gli organi di polizia stradale, per meglio orientare l'attività di controllo.

 

1.Premessa

Preliminarmente appare utile rammentare che l'art. 200 CdS sancisce il principio generale che prevede l'obbligo di contestazione immediata in tutti i casi in cui è materialmente possibile compierla nel rispetto delle condizioni di sicurezza per la circolazione e per l'operatore di polizia stradale che vi provvede. Esistono delle eccezioni per le quali la contestazione differita delle violazioni in parola è ammessa ex lege nei casi previsti dall'art. 201, comma 1-bis), lettere g-bis) e g-ter) CdS e, per il solo art. 193, anche da altre norme specifiche.

 Occorre, perciò, analizzare in modo distinto il complesso di norme richiamate che regolano la materia e che, purtroppo, non in tutte le circostanze, appaiono ben coordinate tra loro.

 

2.Accertamento delle violazioni ai sensi dell'art.201, comma 1-bis), lettera g-bis) CdS

L'art. 201, comma 1-bis) lett. g-bis), del CdS, oltre che di altre violazioni del CdS, disciplina l'accertamento con contestazione differita delle violazioni di cui agli artt. 80 e 193, per mezzo di appositi dispositivi o apparecchiature di rilevamento.

Tali apparecchiature, per essere utilizzate per il rilevamento da remoto delle violazioni di cui agli artt. 80 e 193 CdS con contestazione differita, devono essere gestite direttamente dagli organi di polizia stradale e devono aver ottenuto l'omologazione o l'approvazione specifica per il rilevamento delle violazioni sopra richiamate da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti [1].

La norma prevede, inoltre, che fuori dai centri abitati questi dispositivi possono essere utilizzati solo sui tratti di strada individuati dai Prefetti, con decreto, tenendo conto del tasso di incidentalità e delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico.

Quando ricorrono le condizioni sopraindicate, non è necessaria la presenza di un operatore di polizia (che può operare da remoto) e il dispositivo, se specificamente approvato per tale scopo, può operare anche in modo completamente automatico.

In mancanza dell'omologazione o approvazione è, invece, necessaria la presenza e il diretto controllo di un operatore di polizia e il dispositivo costituisce semplicemente un supporto documentale che non rende applicabile la deroga alle regole generali previste dall'art. 201, comma 1-bis), lett. g-bis) CdS relative alla contestazione differita. In tali casi, perciò, si dovrà procedere, in ogni caso, con la contestazione immediata salvo che, secondo le regole generali dettate dall'art. 201 CdS, questa non sia possibile per oggettivi motivi contingenti che dovranno essere adeguatamente motivati e circostanziati nel verbale di contestazione.

Occorre precisare, perciò, che nei casi indicati di impossibilità della contestazione immediata, l'utilizzo del dispositivo non omologato o approvato serve solo per segnalare la presenza di un veicolo che potrebbe non essere in regola con la revisione o con l'assicurazione. In tale situazione, perciò, l'apparecchio non accerta la violazione e costituisce un semplice "supporto" per la documentazione della violazione che è stata accertata direttamente dall'operatore di polizia stradale presente. Egli, infatti, deve attestare che il transito del veicolo e l'effettiva circolazione dello stesso sulla strada, è avvenuto in sua presenza, anche se attraverso il supporto strumentale dell'apparecchio.

In tale contesto, quando ricorre una situazione di fatto che ha reso impossibile la contestazione immediata - le cui motivazioni devono essere dettagliatamente descritte nel verbale - l'organo di polizia stradale potrà attivarsi per la contestazione differita. In particolare:

  • per la violazione prevista dall'art. 80, l'organo di polizia stradale dovrà dare atto di avere esperito un accertamento successivo, attraverso la banca dati del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di cui all'art. 226 CdS, e in caso sia confermata la mancanza della revisione, procedere con la contestazione della violazione prevista, redigendo il verbale nel quale saranno indicati i motivi della mancata contestazione immediata e che sarà successivamente notificato al soggetto obbligato in solido ai sensi dell'art. 196 CdS. In tali casi non occorre attivare la procedura dell'invito ai sensi dell'art. 180, comma 8 CdS, in quanto non espressamente prevista e in quanto la banca dati del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti può essere considerata strumento attendibile per tale scopo [2]. Naturalmente, chi riceve il verbale di contestazione, può dimostrare, con ogni mezzo, di aver effettuato la revisione;
  • anche per la contestazione della violazione prevista dall'art. 193 CdS, si dovrà esperire preliminarmente un riscontro della mancanza di copertura assicurativa attraverso la banca dati del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e quindi, procedere alla contestazione dell'illecito in parola attraverso la notifica del verbale all'obbligato in solido ai sensi dell'art. 196CdS. Anche in questo caso, essendo stata la circolazione del veicolo, accertata direttamente dall'operatore di polizia, si ritiene non sia necessario attivare la procedura dell'invito ad esibire il certificato di assicurazione ai sensi dell'art. 180, comma 8 CdS, perché tale procedura, preliminare alla contestazione e notificazione di un verbale di accertamento, è espressamente prevista dall'art. 193, comma 4-quater CdS solo nei casi in cui il transito del veicolo senza assicurazione sia stato accertato attraverso l'utilizzo dei dispositivi di cui alle lettere e), f), e g) dell'art. 201, comma 1-bis CdS, tra i quali non ricadono i dispositivi in parola [3].

3.Accertamento delle violazioni ai sensi dell'art.201, comma l-bis), lett. g-ter) CdS

L'art. 201, comma 1-bis), lett. g-ter) CdS, prevede l'accertamento della violazione di cui all'art. 193 CdS, attraverso appositi dispositivi o apparecchiature di rilevamento, effettuato mediante il confronto dei dati rilevati riguardo il luogo, il tempo e l'identificazione dei veicoli con quelli risultanti dall'elenco dei veicoli a motore che non risultano coperti dall'assicurazione obbligatoria, di cui all'articolo 31, comma 2, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Tali dispositivi devono essere gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale.

Questa previsione rappresenta una fattispecie autonoma rispetto a quella prevista dal comma 3, dell'art. 31 decreto legge 24 gennaio 2012, convertito dalla legge n. 27/2012, che prevede una modalità di accertamento della violazione ex art. 193 CdS che consente la contestazione differita, di cui si dirà più avanti.

Anche nei casi indicati dall'art. 201 comma 1-bis), lett. g-ter) CdS, presupposto per la contestazione differita è l'utilizzo di un dispositivo che abbia ottenuto l'omologazione o l'approvazione specifica per il rilevamento delle violazioni dell'art. 193 CdS da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti [4] e, pertanto, vale quanto già indicato nel paragrafo 2.

4.Altre disposizioni per l'accertamento della violazione di cui all'art.193 CdS

L'accertamento della violazione dell'art. 193 CdS, oltre che nelle ipotesi sopra descritte, è previsto anche da altre norme che costituiscono altrettante modalità di accertamento della violazione, alternative a quelle sopraindicate, che di seguito si descrivono.

 

4.1 Accertamento della violazione ai sensi del decreto legge 24 gennaio 2012, convertito dalla legge n. 27/2012

L'art. 31, comma 3 decreto legge 24 gennaio 2012, convertito dalla legge n. 27/2012, ha previsto che la violazione dell'art. 193 CdS possa essere rilevata attraverso l'utilizzo di diverse apparecchiature o dispositivi già utilizzati per altri accertamenti.

Tale previsione al momento non è attuabile in quanto, è subordinata dall'approvazione di un regolamento attuativo, previsto dallo stesso art. 31, comma 3, che a oggi non risulta ancora emanato.

 

4.2 Accertamento della violazione ai sensi dell'art. 193, comma 4-quater) CdS.

I commi 4-quater) e seguenti dell'art. 193 del CdS prevedono la possibilità di accertare la violazione della mancanza di assicurazione attraverso i dispositivi di cui all'art. 201, comma 1-bis) lettere e), f) e g) del CdS. Per l'accertamento della violazione di cui trattasi, non è richiesta una specifica approvazione delle apparecchiature per tale impiego. Infatti, è sufficiente l'approvazione per la funzione di accertamento che, ordinariamente, queste apparecchiature possono svolgere ai sensi dell'art. 201 CdS [5].

Tuttavia, quando sono utilizzate le apparecchiature di cui all'art. 193, commi 4-quater) e seguenti del CdS, l'accertamento della mancanza della copertura assicurativa non può essere svolto in modo massivo nei confronti di tutti i veicoli che transitano dove è collocato il dispositivo, ma soltanto nei confronti di quelli che il dispositivo ha registrato perché in violazione della norma per la quale il dispositivo stesso è stato omologato o approvato. Ad esempio, se il dispositivo è omologato per la rilevazione degli accessi non autorizzati nelle ZTL, l'accertamento sulla copertura assicurativa potrà essere svolto soltanto nei confronti dei veicoli che hanno violato l'art. 7 del CdS. Partendo da questo presupposto, la successiva verifica sulla copertura assicurativa diviene legittima atteso che la circolazione dei veicoli è stata accertata attraverso un sistema di rilevamento pienamente legittimo. Infatti, la documentazione fotografica o video dei dispositivi costituisce atto di accertamento della circolazione del veicolo e consente di provare che, al momento del rilevamento, un determinato veicolo, munito di targa d'immatricolazione, stava circolando sulla strada [6].

Per espressa previsione dell'art. 193, comma 4-quater CdS, i dispositivi utilizzati per la contestazione della violazione dell'obbligo di copertura assicurativa, devono essere gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale, e devono essere omologati ovvero approvati per il funzionamento completamente automatico, cioè da remoto, anche senza la presenza dell'organo di polizia. Nel rispetto delle condizioni descritte, è sempre ammessa la contestazione differita della violazione dell'art. 193 CdS.

L'accertamento della violazione presuppone il raffronto dei dati ottenuti dalle compagnie assicurative, e tuttavia, in ossequio a quanto previsto dal comma 4-quater), dell'art. 193 CdS, il proprietario o altro soggetto obbligato in solido dovrà essere invitato a produrre il certificato di assicurazione ai sensi dell'art. 180, comma 8 CdS. Qualora egli non produca la documentazione assicurativa nel termine indicato, secondo quanto previsto dall'ultimo periodo dell'art. 180, comma 8 CdS, si contesterà direttamente la violazione dell'art. 193 CdS per mancanza della copertura assicurativa, sulla base dell'accertamento da remoto realizzato in precedenza.

Le spese postali per inviare l'invito ai sensi dell'art. 180, comma 8 CdS, si ritiene debbano essere sostenute dall'amministrazione da cui dipende l'organo accertatore, salvo fosse accertato che, effettivamente, al momento dell'accertamento del transito del veicolo davanti ai dispositivi di controllo remoto, il veicolo non era coperto da assicurazione.

 

* * * * *

 Tutte le indicazioni fornite da questa Direzione che sono incompatibili con i contenuti della presente circolare cessano di avere effetto.

 

 Le Prefetture - Uffici Territoriali del Governo sono pregate di voler estendere il contenuto della presente ai Corpi o Servizi di Polizia Locale.

 

IL DIRETTORE

Forgione

 

_____

 

[1]Al momento non risultano rilasciate omologazioni o approvazione per il rilevamento specifico delle violazioni indicate nell'art. 201, comma 1-bis) lett. g-bis) CdS, come precisato nella nota n. 0003146 del 27.04.2020 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, allegata alla presente per pronto riferimento.

 

[2]Resta impregiudicata la possibilità che l'interessato, una volta ricevuto il verbale di contestazione, attraverso l'esibizione della carta di circolazione, dimostri che il veicolo al momento del transito registrato dal dispositivo era in regola con le revisione periodica. In questo caso potrà attivarsi la procedura per l'archiviazione del verbale di contestazione.

 

[3]Anche in questo caso, come per la contestazione dell'art. 80 CdS, resta impregiudicata la possibilità che l'interessato, una volta ricevuto il verbale di contestazione, attraverso l'esibizione del certificato di assicurazione, dimostri che il veicolo al momento del transito registrato dal dispositivo era in regola con la copertura assicurativa. In questo caso potrà attivarsi la procedura per l'archiviazione del verbale di contestazione.

 

[4]Al momento non risultano rilasciate omologazioni o approvazione per il rilevamento specifico delle violazioni indicate nell'art. 201, comma 1-bis) lett. g-ter) CdS, come precisato nella nota n. 0003146 del 27.04.2020 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, allegata alla presente per pronto riferimento.

 

[5]A titolo esemplificativo, le apparecchiature utilizzate per la rilevazione degli accessi non autorizzati alle zone a traffico limitato (ZTL).

 

[6]Art. 193, comma 4-quinquies CdS.

 

 

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