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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DELIBERA 18 ottobre 2017

Misura delle quote dovute dalle imprese di autotrasporto, per  l'anno 2018

(Delibera n. 7/2017). (17A07324)

(GU n.254 del 30-10-2017)

 

IL PRESIDENTE DEL COMITATO CENTRALE

per l'Albo nazionale delle persone fisiche

e giuridiche che esercitano l'autotrasporto

di cose per conto di terzi

 

Vista la legge 6 giugno 1974, n. 298 recante «Istituzione dell'albo nazionale  degli  autotrasportatori  di  cose  per  conto  di  terzi, disciplina degli autotrasporti di cose e istituzione di un sistema di tariffe a forcella per i trasporti di merci su strada»;

Visto il decreto legislativo 21 novembre  2005,  n.  284 recante «Riordino della Consulta generale per l'autotrasporto e del  Comitato centrale  per  l'albo  nazionale  degli  autotrasportatori»  ed,   in

particolare, l'art. 9, comma 2 lett. d) in base al quale il Comitato centrale  provvede  a  determinare  la  misura  delle  quote   dovute annualmente dalle imprese di autotrasporto;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 luglio 2009, n. 123 recante «Regolamento di riorganizzazione  e  funzionamento  della Consulta generale per  l'autotrasporto  e  per  la  logistica  e  del Comitato centrale per l'albo nazionale degli autotrasportatori»;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010,  n. 134 recante «Regolamento contabile del Comitato centrale  per  l'albo nazionale degli autotrasportatori»;

Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  11 febbraio 2014, n.  72 recante «Regolamento  di  organizzazione  del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti» ed,  in  particolare,

l'art. 6, comma 10;

Visto il decreto ministeriale 9 aprile 2014, n. 140 con il quale é stato costituito, per la durata di un triennio, il Comitato centrale per l'albo nazionale degli autotrasportatori;

Vista la legge del 27 febbraio 2017, n.  19 di conversione del decreto legge 30 dicembre 2016, n. 244 recante «Proroga e definizione di termini», con la quale all'art. 9-duodecies é stato prorogato  di

un anno il termine di durata in carica dei componenti  del  Comitato centrale per l'albo nazionale degli autotrasportatori;

Visto il decreto del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  7 novembre 2014, registrato alla Corte dei conti il 9 dicembre 2014, al reg. 1, foglio 4487, con il quale é stato  conferito  alla  dott.ssa Maria  Teresa  Di   Matteo   l'incarico   dirigenziale   di   livello dirigenziale generale di direzione del Comitato centrale  per  l'albo nazionale degli autotrasportatori;

Considerato, pertanto, che:

occorre stabilire la misura delle quote dovute dalle  imprese  di autotrasporto al fine di provvedere per l'anno 2018 alle spese per il funzionamento del Comitato centrale e per l'integrale adempimento  di tutte le competenze  e  funzioni  attribuite  anche  dalle  leggi  di stabilità 2014 e 2015;

la  misura  delle  suddette  quote  deve  essere  determinata  in relazione al numero, al tipo ed alla portata dei veicoli posseduti;

il numero dei veicoli destinati al trasporto di cose per conto di terzi, comprensivo  di   trattori   e   rimorchi,   attualmente   in circolazione sul territorio nazionale, risulta pari a 584.266;

Ritenuto:

di dover confermare, per l'anno 2018, l'importo delle quote nella misura stabilita per l'anno 2017;

di dover proseguire, anche per l'anno 2018, ad utilizzare, per la riscossione delle  quote,  il  sistema   telematico  attivabile  nella apposita     funzione     informatica,     presente     sul      sito www.alboautotrasporto.it, che consente il  pagamento  online  tramite carta  di  credito  Visa,  Mastercard,  carta  prepagata  PostePay  o PostePay  Impresa  ovvero  conto  corrente  BancoPosta  online,   per l'importo visualizzabile sul sito stesso, da accreditarsi  sul  conto n. 34171009, intestato al Comitato centrale e seguendo le  istruzioni reperibili nel predetto sito;

Vista la conforme deliberazione assunta nella seduta del 16 ottobre 2017;

Delibera:

Art. 1

  1. Entro il 31  dicembre  2017,  le  imprese  iscritte  all'Albo nazionale degli autotrasportatori, alla data del  31  dicembre  2017, debbono corrispondere,  per  l'annualità  2018,  la  quota  prevista dall'art. 9, comma 2 lett. d) del  decreto  legislativo  21  novembre 2005, n. 284 nella misura determinata ai sensi del successivo art. 2.
  2. Il versamento della quota deve  essere  effettuato  unicamente attraverso  il  sistema  di  pagamento  telematico  operativo   nella apposita funzione  presente  sul  sito  www.alboautotrasporto.it  del Ministero delle infrastrutture  e  dei  trasporti  tramite  carta  di credito  Visa,  Mastercard,  carta  prepagata  PostePay  o   PostePay Impresa,  conto  corrente   BancoPosta   on   line,   per   l'importo visualizzabile sul sito stesso  e  seguendo  le  istruzioni  in  esso reperibili.
  3. Qualora il versamento non venga effettuato entro il termine di cui al primo  comma,  l'iscrizione  all'Albo  sarà  sospesa  con  la procedura prevista dall'art. 19, punto 3, della legge 6 giugno  1974, n. 298.

 

Art. 2

 La quota da versare per l'anno 2018 é stabilita nelle seguenti misure:

1.1 Quota fissa di iscrizione dovuta da tutte le imprese comunque iscritte all'Albo: € 30,00.

1.2 Ulteriore quota (in aggiunta a quella  di  cui  al  precedente punto 1.1) dovuta  da  ogni  impresa  in  relazione  alla  dimensione numerica del proprio parco veicolare,  qualunque  sia  la  massa  dei veicoli con cui esercitano l'attività di autotrasporto:

A
Imprese iscritte all'Albo con un numero di veicoli da 2 a 5
 5,16
B  
Imprese iscritte all'Albo con un numero di veicoli da 6 a 10         
10,33
C  
Imprese iscritte all'Albo con un numero di veicoli da 11 a 50        
25,82
D
Imprese iscritte all'Albo con un numero di veicoli da 51 a 100       
103,29
E
Imprese iscritte all'Albo con un numero di veicoli da 101 a 200      
258,23
F
Imprese iscritte all'Albo con un numero di veicoli superiore a 200     
516,46

 

1.3 Ulteriore quota (in aggiunta a quelle  di  cui  ai  precedenti punti 1.1 e 1.2)  dovuta  dall'Impresa  per  ogni  veicolo  di  massa complessiva superiore  a  6.000  chilogrammi  di  cui  la  stessa  è titolare:

A  
Per ogni veicolo, dotato di capacità di carico, con con massa complessiva da 6.001 a 11.500 chilogrammi, nonche' per ogni trattore con peso rimorchiabile da 6.001 a 11.500 chilogrammi
 
5,16
B
Per ogni veicolo, dotato di capacità di carico, con  massa  complessiva da 11.501 a 26.000 chilogrammi, nonché per ogni trattore con peso rimorchiabile da 11.501 a 26.000 chilogrammi
7,75
C  
Per ogni veicolo, dotato di capacità di carico, con massa complessiva oltre i 26.000 chilogrammi, nonché per ogni trattore con peso rimorchiabile oltre 26.000 chilogrammi               
10,33

 

Art. 3

 

  1. La prova dell'avvenuto pagamento della quota relativa all'anno 2018 deve  essere  conservata  dalle  imprese,  anche  al  fine   di consentire i controlli esperibili da parte del Comitato centrale  e/o delle competenti strutture periferiche.

 

La presente delibera é pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  della Repubblica italiana ed entra in vigore il giorno 31 ottobre 2017.

 

Roma, 18 ottobre 2017

 

Il presidente: Di Matteo

 

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Prot. n. 09/ALBO/CN                     

9 OTTOBRE 2017

 

Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare

ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI

 

Deliberazione del 9 ottobre 2017.

Cessione temporanea di veicoli tra imprese comunitarie che esercitano la professione di trasportatore su strada iscritte all'Albo nazionale gestori ambientali per l'esercizio dei trasporti transfrontalieri dei rifiuti.

Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e, in particolare, l'articolo 194, comma 3, come modificato dall'articolo 17 del decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205, il quale ha disposto l'obbligo d'iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali, in proseguo denominato Albo, per le imprese che effettuano il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti sul territorio italiano;

Visto il decreto 3 giugno 2014, n. 120, del Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti recante il regolamento per la definizione delle attribuzioni e delle modalità di organizzazione dell'Albo nazionale gestori ambientali e, in particolare, l'articolo  8, comma 1, lettera f), che ha istituito la categoria 6, relativa alle imprese che effettuano il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti, nonché gli articoli 9, 10, 11 e 15, comma 4;

Visto, altresì, l'articolo 8, comma 3, dcl predetto decreto 3 giugno 2014, n. 120, il quale dispone che, fatte salve le norme che disciplinano il trasporto internazionale di merci, le iscrizioni nelle categorie 1, 4 e 5 consentono l'esercizio delle attività di cui alla categoria  6 se lo svolgimento di quest'ultima attività non comporta variazioni della categoria, della classe e della tipologia dei rifiuti per le quali l'impresa è iscritta; Visto il Regolamento (CE) n. 1071/2009, del Palamento  europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009 e, in particolare, l'articolo 5, lettera b), il quale prevede che l'impresa di autotrasporto debba disporre di uno o più veicoli posseduti a titolo di proprietà o altro titolo, tra i quali, ad esempio, il contratto di vendita a rate, il contratto di noleggio o il contratto di leasing non escludendo, dunque, altre forme di disponibilità; Vista la propria deliberazione n. 3 del 13 luglio 2016, recante criteri, requisiti e modalità per l'iscrizione all'Albo nella categoria 6 delle imprese che effettuano il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti sul territorio italiano;

Vista, altresì, la propria deliberazione n. 4 del 13 luglio 2016, recante la modulistica relativa alle variazioni dell'iscrizione all'Albo nella categoria 6;

Considerato che, ai sensi dcl citato Regolamento (CE)  n.1071/2009, tra le forme di disponibilità dei veicoli possono ritenersi ricomprese, nell'ambito del trasporto internazionale dei rifiuti, la cessione temporanea di veicoli tra imprese;

Considerata, altresì, la necessità di garantire la tracciabilità dei veicoli, con l'immediata identificazione dell'impresa che temporanea mente li utilizza;

Ritenuto, pertanto, di dover stabilire le condizioni e le procedure in grado di consentire variazioni temporanee della dotazione di veicoli e di conciliare le necessità operative delle imprese con l'esigenza di crifica pun rualc del titolo di disponibilità di ciascun veicolo in capo all'impresa utilizzatrice.

 

DELIBERA

Articolo 1

(Condizioni)

 

1) Nell'ambito dei trasporti transfrontalieri di rifiuti l'utilizzo temporaneo dei veicoli è consentito secondo la procedura prevista dalla presente deliberazione se sussistono tutte le seguenti condizioni:

  1. entrambe le imprese,  cedente  ed  utilizzatrice  del  veicolo,  sono  stabilite  in  uno  Stato  membro dell'Unione Europea, sono iscritte all'Albo nella categoria 6 o hanno richiesto l'aggiornamento della propria iscrizione ai sensi dell'articolo 5, comma 1, della deliberazione 3 dcl 13 luglio 2016, e successive modifiche e integrazioni, ovvero siano iscritte all'Albo nelle categorie 1, 4 o 5 e svolgono, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, del DM 120/2014, l'esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti nel rispetto delle norme che disciplinano il trasporto internazionale di merci e, in particolare, delle previsioni di cui al Regolamento (CE) n. 1072/2009 e degli accordi internazionali vigenti;
  2. il veicolo temporanea mente ceduto non è oggetto di ulteriori procedimenti d'iscrizione o di variazione dell'iscrizione non conclusi riguardanti l'impresa cedente;
  3. l'impresa cedente non è sospesa dall'Albo al momento della presenta zione della domanda di variazione di cui al successivo articolo 2, comma 1.
  4. Il veicolo temporanea mente ceduto può trasportare i rifiuti identificati con i codici dell'EER autorizzati contemporaneamente in entrambe le iscrizioni dell'impresa cedente e dell'impresa utiliz
  5. L'impresa iscritta nelle categorie 1, 4 o 5 che svolge l'esercizio delle attività di cui alla categoria 6, può utilizzare il veicolo ceduto ai sensi della presente deliberazione esclusivamente nell'ambito dci trasporti transfrontalieri di rifiuti. A tal fine nel provvedimento d'iscrizione è riportata l'indicazione della targa del veicolo con accanto la seguente annotazione: "veicolo utilizzabile esclusivamente per i trasporti effettuati nell'ambito delle spedizioni dei rifiuti all'interno della Comunità di cui al regolamento (CE) 1013/2006 dcl 14 giugno 2006".
  6. Nei casi in cui la cessione di veicoli comporti per l'impresa cedente la perdita dei requisiti minimi di idoneità tecnica relativi alla dotazione dci veicoli, la Sezione regionale o provinciale competente provvede all'apertura dcl procedimento disciplinare di cancellazione dall'Albo a carico della stessa ai sensi dell'articolo 21, comma 1, del Decreto 3 giugno 2014, n. 120.

 

Articolo 2

(Procedura di variazione)

  1. L'impresa utilizzatrice presenta, in modalità telematica, alla Sezione regionale o provinciale competente domanda di variazione dell'iscrizione per l'esclusivo incremento della dotazione dei veicoli nel rispetto delle condizioni di cui all'articolo 1 allegando la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà e il contratto riportati, rispettivamente, negli allegati "A" e "C".
  2. La Sezione regionale o provinciale rilascia ricevuta di accettazione della domanda di variazione e della dichiarazione dell'atto di notorietà di cui al comma 1 utilizzando il modello allegato sotto la lettera "B".
  3. I veicoli oggetto della variazione sono inseriti nell'iscrizione dell'in1presa utilizzatrice con decorrenza dalla data di accettazione di cui al comma 2 per tutta la durata dcl contratto di cessione dei veicoli stessi e contestualmente sono esclusi dalla disponibilità dell'impresa
  4. La Sezione regionale o provinciale emette il provvedimento di variazione dell'iscrizione dell'impresa
  5.  Copia della ricevuta di accettazione dell'atto di notorietà di cui allegato "B" e copia del contratto di cui all'allegato "C" sono tenuti a bordo dei veicoli dell'impresa utilizzatrice.
  6. Alla scadenza del contratto di cessione temporanea il veicolo rientra automaticamente nella disponibilità dell'impresa cedente ed è escluso dall'iscrizione dell'impresa utiliz

 

Articolo 3

(modifiche e integrazioni alle deliberazioni 13luglio 2016, n. 3 e n. 4)

  1. Nel modello di domanda di iscrizione di cui all'allegato A alla deliberazione 13 luglio 2016, n. 3, dopo la lettera g) è aggiunta la seguente "g-bis) i veicoli di cui sopra sono nella piena ed esclusiva disponibilità dell'impresa ai sensi del Regolamento (CE) n. 1071/ 2009 del Parlamento europeo e dcl Consiglio del 21 ottobre 2009".
  2. Nella Sezione A dcl modello di domanda di iscrizione di cui al comma precedente, dopo le parole "qualora il veicolo non sia di proprietà dell'impresa" sono aggiunte le seguenti "non comunitaria che chiede l'iscrizione all'Albo".
  3. Nel modello di domanda di variazione dell'iscrizione di cui all'allegato .A alla deliberazione 13 luglio 2016, 4, alla nota 1 dopo le parole "comodato senza conducente" sono aggiunte le seguenti "o altra forma di disponibilità ai sensi del Regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009".

 

IL SEGRETARIO                                                                                                                               IL PRESIDENTE

 

Ing. Pierluigi Altomare                                                                                                                Dott. Eugenio Onori

 

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INL - ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO

Prot. 255/2017/RIS del 17ottobre 2017

Oggetto: art. 1, comma 1175, L. n. 296/2006 – attività di vigilanza – recupero “benefici normativi e contributivi” – indicazioni operative.

Con riferimento alla circolare n. 3 del 18 luglio 2017 inerente l’oggetto si ritiene opportuno fornire alcune indicazioni operative, condivise con l’INPS e con l’INAIL, in risposta a specifiche richieste pervenute dagli Uffici territoriali.

Com’è noto, la circolare è intervenuta sulla portata applicativa dell’art. 1, comma 1175, della L. n. 296/2006

È stato chiarito che i benefici normativi e contributivi sono subordinati al possesso del DURC, la cui assenza, all’esito dell’invito a regolarizzare emesso dagli Istituti ai sensi dell’art. 4 del D.M. 30 gennaio 2015, determina la perdita definitiva dei benefici normativi e contributivi goduti e oggetto di verifica ai sensi del citato art. 1, comma 1175. Il permanere della situazione di irregolarità impedisce quindi la fruizione dei medesimi benefici per l’intera compagine aziendale fino all’intervenuta attestazione di regolarità con il DURC on line.

Il meccanismo dell’invito a regolarizzare, attesa la portata generale del citato art. 4, che prescinde dalle modalità di accertamento delle omissioni contributive, opera evidentemente anche nell’ipotesi in cui le stesse omissioni siano accertate in sede ispettiva in relazione ad uno o più lavoratori.

In altri termini, una volta accertata in sede ispettiva una omissione contributiva, la stessa, costituendo una delle cause di irregolarità al pari delle eventuali altre irregolarità già accertate nei confronti del datore di lavoro[1] , impedisce il rilascio del DURC on line ove, a seguito della notifica dell’invito a regolarizzare ai sensi dell’art. 4 del D.M. 30 gennaio 2015 a cura dell’Istituto titolare del credito accertato, per la medesima omissione, unitamente alle altre cause che hanno determinato l’irregolarità, non risulti intervenuto, prima della definizione dell’esito della verifica di regolarità, il pagamento delle somme richieste ovvero la sistemazione delle omissioni contestate.

A tal fine, quindi, il personale ispettivo provvederà a comunicare agli Istituti gli esiti degli accertamenti effettuati dando atto nel verbale degli effetti sopra descritti.

Per altro verso, va tuttavia evidenziato che le violazioni rilevate in sede ispettiva – anche quando abbiano effetti sull’imponibile previdenziale – rappresentano un mancato rispetto degli “altri obblighi di legge” (art. 1, comma 1175, L. n. 296/2006). Pertanto, fermo restando quanto sopra e come chiarito con la circolare n. 3/2017, tali violazioni comportano il recupero dei benefici fruiti limitatamente al lavoratore cui le stesse violazioni si riferiscono e per tutto il periodo in cui si siano protratte, pur a fronte di successive regolarizzazioni. Il versamento della contribuzione addebitata per il lavoratore a seguito dell’ispezione inciderà positivamente solo sul successivo rilascio del DURC.

Resta fermo, come chiarito con la citata circolare, che le violazioni degli “altri obblighi di legge” non rilevano solo qualora la regolarizzazione delle stesse avvenga “prima dell’avvio di qualsiasi accertamento ispettivo”.

Va in ultimo ribadito che il procedimento di regolarizzazione di cui al citato art. 4 non può trovare applicazione nel caso di accertamento delle specifiche violazioni di cui all’allegato A del D.M. 30 gennaio 2015 che, come noto, costituiscono cause ostative al rilascio del Documento per il periodo di tempo indicato nel medesimo allegato, laddove siano accertate con provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi. Al riguardo si richiama l’attenzione degli Ispettorati territoriali sulla necessità di comunicare agli Istituti l’adozione di ordinanze ingiunzione – evidentemente non impugnate – ovvero di sentenze definitive riferibili agli illeciti indicati nel citato allegato A del D.M. 30 gennaio 2015, affinché possano procedere alla sospensione del DURC per i periodi indicati.

IL CAPO DELL’ISPETTORATO

Paolo Pennesi

 

[1] Es. omessa presentazione della denuncia Uniemens o delle denunce retributive per l’autoliquidazione annuale dei premi assicurativi, omesso versamento alle scadenze legali dei contributi mensili e/o periodici e/o dei premi assicurativi scaduti entro la fine del secondo mese antecedente a quello in cui la richiesta di Durc è effettuata, compensazioni illecite, ecc.

 

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INL ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO

 

Vigilanza straordinaria nel settore della logistica: operazione “Warehouse”

Questa Direzione centrale, nell’ambito della propria funzione di programmazione e coordinamento delle attività ispettive mirate alla prevenzione e alla promozione dell’osservanza delle norme di legislazione sociale e del lavoro, ritiene opportuno incentivare azioni di vigilanza straordinaria volte al contrasto delle irregolarità lavoristiche nel settore della logistica, con l’obiettivo principale di verificare la regolarità dei rapporti di lavoro del personale impiegato nell’attività di movimentazione e stoccaggio delle merci, con particolare attenzione al contrasto dell’indebito utilizzo dell’istituto cooperativistico.

Si intende pertanto promuovere, dal 9 ottobre al 31 dicembre 2017. specifiche iniziative di vigilanza che, sulla base di accordi operanti nell’ambito di ciascun territorio, possano coinvolgere l’Arma dei Carabinieri e che si svolgeranno anche in applicazione dei protocolli nazionali tuttora vigenti.

Tenuto conto del settore interessato dalla vigilanza, gli uffici verificheranno l’opportunità di programmare l’attività ispettiva in relazione agli incrementi di attività legati alla eventuale stagionalità delle attività industriali e della conseguente movimentazione delle merci, pianificando una media di 4 accessi mensili e, ove opportuno, coinvolgendo anche le unità ispettive appartenenti ad Uffici territoriali limitrofi del medesimo ambito interregionale.

In considerazione del fatto che le aziende di logistica sono organizzate spesso in forma di società cooperativa, concepita per una funzione sociale ed il perseguimento dello scopo mutualistico, e che la stessa può essere utilizzata come mero schema formale a fini elusivi, s’invitano codesti Uffici ad evidenziare tutti quegli aspetti utili a comprovare l’abuso di tale forma giuridica e dei suoi scopi ed a segnalare le potenziali cooperative spurie al Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Vigilanza sugli Enti, il Sistema Cooperativo e le Gestioni Commissariali, Divisione V – Vigilanza sul sistema cooperativo. Attività ispettiva e di revisione. Viale Boston, 25 – 00144 Roma, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

La corretta statistica dei risultati della campagna di vigilanza richiede la sua “referenziazione” (c.d. “taggatura”), in sede di programmazione sul gestionale SGIL, mediante la consueta procedura che consente la classificazione ed il monitoraggio dei relativi risultati, mediante l’estrazione dei dati tramite ASIL.

All’atto della programmazione sul gestionale SGIL dell’attività degli ispettori, il responsabile è tenuto a selezionare la campagna di vigilanza straordinaria identificata con la seguente tipologia di programmazione:

“Operazione Warehouse”

Al gruppo Info – Vigilanza che legge per opportuna conoscenza, è rimessa la creazione dell’apposta voce di programmazione sul sistema gestionale nella sezione “Vigilanze Straordinarie” di SGIL, per il periodo della campagna straordinaria dal 9 ottobre 2017 al 31 dicembre 2017, termine della stessa.

È importante specificare che saranno imputate alla presente campagna ispettiva solo le pratiche relative ad accessi programmati ed effettuati unicamente nel periodo compreso tra le due date sopra citate, superato il quale l’applicativo informatico non consentirà più tale imputazione (salvo quanto precisato più avanti in relazione al recupero a posteriori dei dati).

E’ altresì opportuno procedere alla consuntivazione dell’attività ispettiva nel termine più breve possibile dalla chiusura del suddetto periodo di riferimento, in quanto la procedura di classificazione consentirà al sistema ASIL di rendere automaticamente, in sede di consuntivazione, i risultati complessivi dell’attività di vigilanza straordinaria in esame.

A tale scopo, è essenziale che gli ispettori inseriscano, all’atto della creazione dell’anagrafica della pratica, tutti gli elementi caratterizzanti i soggetti ispezionati, quali l’anagrafica degli stessi e i dati relativi alla prima attività ispettiva. Per quanto attiene, invece, ai risultati in termini di violazioni contestate, si ricorda che sarà necessario procedere alla conferma degli atti di contestazione degli illeciti ovvero della comunicazione di definizione degli accertamenti.

Questa Direzione, decorsa la data di chiusura della campagna straordinaria in oggetto, procederà alla verifica delle statistiche relative ai risultati della vigilanza effettuata, segnalando agli Uffici interessati eventuali casi, rilevabili da ASIL, di incongruità nei dati ovvero di pratiche aperte e non ancora definite, per sollecitarne la chiusura.

Tutte le pratiche create sull’applicativo SGIL con tale modalità saranno computate ai fini statistici come relative alla presente campagna. Si raccomanda, pertanto, la massima attenzione e tempestività in fase di programmazione e la completezza nell’inserimento dei dati relativi al primo accesso, per consentire alla Scrivente di rendicontare in tempo reale l’attività svolta dagli Uffici territoriali evitando, ove possibile, ulteriori adempimenti a carico degli stessi.

Possibilità di recupero a posteriori dei dati relativi alla campagna straordinaria

Come già indicato nei manuali SGIL (capitolo «Programmazione e consuntivazione delle campagne di vigilanza straordinaria»), il sistema permette anche di associare ad una specifica campagna straordinaria le pratiche originariamente non imputate, in programmazione, alla vigilanza in questione. Si ricorda che l’associazione potrà essere effettuata fino a quando non sarà elaborato all’interno della pratica un qualsiasi atto o provvedimento, indipendentemente dal fatto che lo stesso sia confermato o meno, e comunque non oltre il termine assegnato alla campagna straordinaria.

Per rendere nuovamente disponibile la funzione di associazione sarà perciò necessario annullare il provvedimento prima del decorso del detto termine. Infatti, l’associazione ex post sarà possibile solo se la pratica si riferisce al periodo di validità della campagna straordinaria così come determinato da questa Direzione Centrale.

Anche se la campagna termina alla fine del mese di dicembre 2017, a scopo precauzionale si è ritenuto di consentire fino al 10 gennaio 2018 il recupero delle pratiche relative ad accessi ispettivi già effettuati nel periodo stabilito per la campagna (9 ottobre – 31 dicembre 2017). Scaduto tale termine, non sarà più possibile associare alla campagna straordinaria le pratiche non correttamente imputate o create successivamente.

Per tutti gli ulteriori dettagli tecnici relativi alle modalità di programmazione e consuntivazione si rimanda ai manuali SGIL, capitolo “Programmazione e consuntivazione delle campagne di vigilanza straordinaria”.

Questa Direzione centrale si riserva di fornire successive indicazioni di dettaglio, fornendo eventuali ulteriori chiarimenti operativi ove ciò si rendesse necessario.

IL DIRIGENTE

Dott. Antonio ALLEGRINI

Firmato digitalmente da ALLEGRINI ANTONIO

C- IT

O - ISPETIORATO NAZIONALE DEL LAVOR0/97900660586

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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE,

GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE

Direzione generale per la motorizzazione

Divisione 5

 

Prot. n. 21066/8.3

Roma, 9 ottobre 2017

 

OGGETTO: Qualificazioni CQC scadute da oltre due anni.

Il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 20 settembre 2013 prevede, all'articolo 13, comma 11, che il rinnovo della qualificazione CQC scaduta da oltre due anni è subordinata alla frequenza di un corso di formazione periodica e allo svolgimento, con esito positivo, delle prove d'esame all'art. 11, comma 1, del medesimo decreto.

Tanto premesso, si comunica agli uffici in indirizzo che, poiché l'articolo 13, comma 11, rimanda esclusivamente all'articolo 11, comma 1 (e non anche ai commi successivi) del citato D.M. 20 settembre 2013 , l'esame necessario per rinnovare una qualificazione CQC scaduta da oltre due anni ricomprende sia la prova relativa parte "comune" che alla parte "specialistica". Di conseguenza, a titolo di esempio, un conducente titolare sia della qualificazione CQC per il trasporto di persone scaduta da oltre due anni, che della qualificazione CQC per il trasporto di cose in corso di validità, dovrà, in ogni caso, sostenere la prova d'esame sia relativa alla parte comune che alla parte specialistica.

Si ricorda, inoltre, che l'articolo 13, comma 2, del citato decreto, stabilisce che il titolare di qualificazione CQC valida sia per il trasporto di persone che per il trasporto di cose, che frequenta un corso di formazione periodica, per rinnovare l'abilitazione ad una delle predette tipologie di trasporto, è esentato dall'obbligo di frequenza del corso di formazione periodica per l'altra tipologia. Resta comunque fermo l'obbligo di sottoporsi alle prove d'esame, nel caso in cui una delle due tipologie di abilitazione (o anche entrambe) sia scaduta da oltre due anni.

 

f.to IL DIRETTORE GENERALE

dott. ing. Sergio Dondolini

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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 10 ottobre 2017 

Riapertura  dei  termini  per  la  presentazione  delle  istanze  per

l'ammissione all'incentivo «Ferrobonus». (17A06971)

(GU n.238 del 11-10-2017)

 

IL DIRETTORE GENERALE

per il trasporto stradale e per l'intermodalità

 

Visto il regolamento interministeriale (MIT-MEF) 14 luglio 2017, n. 125 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie generale n. 190  del 16  agosto  2017) recante l'individuazione dei beneficiari, la commisurazione  degli  aiuti,  le modalità  e  le procedure per l'attuazione degli interventi di cui all'art. 1, commi 648 e 649 (Ferrobonus), della legge 28 dicembre 2015 n. 208;

Visto in particolare l'art. 9, comma 2 a norma del quale l'apertura dei termini per la presentazione delle domande di accesso ai contributi viene definita dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con provvedimento del direttore generale per il trasporto stradale e per l'intermodalità da adottarsi entro  quindici giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del decreto interministeriale n. 125/2017;

Visto altresì l'art. 9 comma 4 del medesimo decreto interministeriale n.  125/2017 a norma del quale le  istanze di ammissione ai benefici devono pervenire al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti entro e  non oltre quarantacinque giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del decreto dirigenziale di cui al precedente punto;

Considerato che il suddetto regolamento interministeriale (MIT-MEF) è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale n. 190 del 16 agosto 2017 e pertanto è entrato in vigore al termine del periodo della vacatio legis;

Considerato inoltre che il decreto del direttore generale del Trasporto stradale e dell'intermodalità n. 89 del 17 agosto 2017 è stato pubblicato nel sito WEB dell'Amministrazione in data 17  agosto 2017;

Considerato, pertanto, che i termini per la presentazione delle istanze decorrevano dal 17 agosto 2017  (data di pubblicazione del decreto attuativo nel sito web del  Ministero) fino a tutto il 2 ottobre 2017, cioè quarantacinque giorni dopo l'adozione del decreto dirigenziale;

Vista la richiesta formulata dall'Associazione di categoria A.N.I.T.A. di riapertura dei termini per la  presentazione delle istanze con nota del 9 ottobre 2017;

Ritenuto che sia la mancata pubblicazione del decreto dirigenziale n.89 nella Gazzetta Ufficiale e sia soprattutto l'impossibilità di determinare univocamente la data della sua effettiva pubblicazione nel sito  internet dell'Amministrazione costituiscano circostanze suscettibili di ingenerare confusione nei soggetti  interessati alla misura quanto all'individuazione dell'effettivo termine finale entro il quale era possibile trasmettere le istanze di ammissione al beneficio;

Ritenuto pertanto opportuno, alla luce delle considerazioni che precedono, di dover riaprire i termini assegnando un ulteriore lasso temporale per la presentazione delle domande che renda complessivamente commensurabile il tempo a disposizione che sarebbe stato disponibile nell'ipotesi dell'adozione del decreto dirigenziale di  attuazione alla  scadenza del termine ultimo di 15 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del decreto interministeriale con quello derivante dalla somma dei tempi dati dalla scadenza fissata al 2 ottobre e di quelli derivanti dalla stessa riapertura dei termini;

 

                              Dispone:

 1. I termini per la presentazione delle istanze di ammissione ai benefici finanziari di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze del 14 luglio 2017, n.125 (Ferrobonus), sono riaperti per un periodo di undici giorni con decorrenza dalla data di adozione del presente atto e pertanto fino a tutto il giorno 20 ottobre 2017. Rimangono invariate le modalità di trasmissione delle istanze.

 

2. La riapertura dei termini di cui al comma precedente non determina lo scorrimento degli altri termini previsti dal regolamento interministeriale (MIT-MEF) 14 luglio 2017, n. 125.

Il presente provvedimento è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nel sito internet  dell'Amministrazione nella sezione Trasporti - trasporto merci - contributi ed incentivi per l'intermodalità.

 

 Roma, 10 ottobre 2017

 

                                       Il direttore generale: Parente

 

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MINISTERO DELL'INTERNO

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

Direzione Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria,

delle Comunicazioni e per i reparti Speciali della Polizia di Stato

 

Prot. n. 300/A/6806/17/111/44

Roma, 12 settembre 2017

 

OGGETTO: Interscambio dei dati identificativi dei veicoli immatricolati nei Paesi UE, in base alla Direttiva 2011/82/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, sostituita dalla Direttiva (UE) 2015/413 dell'11 marzo 2015, recepita con il Decreto Legislativo 4 marzo 2014, n. 37.

 

Premessa

Uno dei più importanti fattori della politica di miglioramento dei livelli di sicurezza stradale è ritenuto, da parte delle Istituzioni dell'UE, l'uniforme applicazione delle sanzioni per le infrazioni gravi alla disciplina della circolazione stradale commesse nel territorio dei Paesi membri.

Spesso, tuttavia, l'effettiva applicazione delle sanzioni incontra serie difficoltà se le violazioni sono state accertate da remoto ed in uno Stato membro diverso da quello d'immatricolazione del veicolo.

Al fine di agevolare l'applicazione transfrontaliera di tali sanzioni, in particolare quelle connesse ad incidenti stradali gravi, è stata emanata la Direttiva 2011/82/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, e realizzato un sistema di scambio di informazioni[I], definito Cross Border, per alcune specifiche infrazioni, che consente allo Stato membro in cui è stata commessa l'infrazione di conoscere i dati identificativi degli intestatari dei veicoli immatricolati negli altri Paesi UE.

La citata Direttiva 2011/82/UE, poi integralmente sostituita dalla Direttiva (UE) 2015/413[II], è stata recepita nell'ordinamento italiano con il Decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 37, pubblicato nella G.U. n. 67 del 21 marzo 2014, in vigore dal 22 marzo 2014.

 

1. Ambito di applicabilità

Non a tutte le violazioni della disciplina della circolazione stradale sono applicabili le citate norme e la procedura che si andrà a descrivere, bensì ad un ristretto numero di comportamenti, valutati particolarmente pericolosi per la sicurezza della circolazione stradale.

Si applicano, infatti, alle infrazioni in materia di eccesso di velocità, di mancato uso della cintura di sicurezza e del casco protettivo, di passaggio ad un semaforo proiettante luce rossa, di guida in stato di ebbrezza o sotto l'influenza di sostanze stupefacenti, di circolazione su una corsia vietata, di indebito uso di telefono cellulare o di altri dispositivi di comunicazione durante la guida.

Tali comportamenti assumono natura diversa (civile, amministrativa o penale) e sono differentemente definiti dalle legislazioni dei vari Stati membri, ragione per cui appaiono necessarie alcune precisazioni.

Per eccesso di velocità deve intendersi non solo il superamento dei limiti previsti dall'art. 142 C.d.S., ma anche la velocità non prudenziale regolamentata dall'art. 141 C.d.S., articolo quest'ultimo, peraltro, contestato sovente a seguito di incidente stradale.

Il mancato uso della cintura di sicurezza si riferisce sia all'uso delle cinture di sicurezza, da parte di conducenti e passeggeri, sia dei sistemi di ritenuta per bambini (art. 172 C.d.S.); include il non utilizzo di tali dispositivi ed ogni altro comportamento che ne alteri od ostacoli il normale funzionamento, oltre all'omissione del controllo circa l'efficienza degli stessi.

Per mancato arresto davanti a un semaforo rosso deve intendersi non solo l'ipotesi in cui il conducente prosegua la marcia nonostante il semaforo proietti luce rossa, ovvero gialla ed abbia la possibilità di arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza[III], ma anche ogni altra violazione dell'obbligo di arresto imposto dalla segnaletica, dagli agenti preposti alla regolazione del traffico o da coloro cui spetta l'espletamento dei servizi di polizia stradale. Sono, pertanto, da includere in tali fattispecie, ad esempio, l'inosservanza della segnalazione manuale o con apposito distintivo che imponga di fermarsi [IV], l'attraversamento del passaggio a livello nei casi vietati[V], il non rispetto del segnale di stop[VI], ecc.

La guida in stato di ebbrezza comprende ogni condotta di guida in stato di alterazione dovuta ad assunzione di alcol, quindi, sia la violazione dell'art. 186 che dell'art. 186-bis C.d.S., nelle varie fattispecie amministrative e penali. Ovviamente, per queste ultime, in ragione del principio di personalità della responsabilità penale e del fatto che il conducente è in genere identificato all'atto dell'accertamento, si può accedere al sistema di interscambio in esame per qualsiasi esigenza di identificazione del proprietario e del veicolo connessa al relativo procedimento penale o amministrativo.

La guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti include la guida in stato di alterazione psico-fisica dovuta all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, che integri la violazione dell'art. 187 C.d.S. Valgono le stesse considerazioni appena fatte a proposito della guida in stato di ebbrezza.

Il mancato uso del casco protettivo, da parte di conducenti e passeggeri, riguarda sia la violazione dell'obbligo di indossarlo che ogni altra modalità impropria di utilizzo. In sostanza, ogni infrazione riconducibile all'art. 171 C.d.S., fatta eccezione per quelle relative all'importazione, produzione e commercializzazione di caschi non omologati.

La circolazione su una corsia vietata abbraccia una serie di fattispecie previste dal Codice della Strada relative all'uso indebito delle corsie, quali, ad esempio, la percorrenza vietata di una corsia di scorrimento o d'emergenza [VII], di una corsia preferenziale per il trasporto pubblico o di una corsia provvisoriamente chiusa per motivi di traffico od altro[VIII].

 Per uso indebito di telefono cellulare o di altri dispositivi di comunicazione durante la guida, infine, si intende qualsiasi violazione dell'art. 173, comma 2, C.d.S.

 

2. Procedura di scambio delle informazioni

Centrali nel sistema sono i Punti di contatto nazionale, cioè l'autorità designata da ciascun Stato membro per lo scambio dei dati di immatricolazione dei veicoli: per l'Italia, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione, gli Affari Generali ed il Personale - Direzione Generale per la Motorizzazione.

I Punti di contatto nazionale garantiscono, reciprocamente, la consultazione automatizzata dei dati di immatricolazione dei veicoli e degli intestatari contenuti nei propri archivi nazionali, mediante l'utilizzo del numero completo della targa.

 

Non interessa in questa sede esaminare la procedura di consultazione da parte degli altri Stati membri.

Per consentire agli organi di polizia stradale di cui all'art. 12 C.d.S. di accedere al sistema ed effettuare l'accertamento automatizzato di cui si è detto, la Direzione Generale per la Motorizzazione ha reso disponibile sul proprio portale www.ilportaledellautomobilista.it  apposita applicazione informatica, il cui accesso è consentito, a titolo gratuito, a tutte le forze di polizia, sia a quelle già accreditate sul portale per i procedimenti relativi alla patente a punti, sia a quelle autorizzate alla consultazione dei dati sui veicoli immatricolati in Italia. Per gli Uffici della Specialità l'accesso è possibile tramite la rete intranet dal portale S.I.P.S. della Polizia Stradale alla voce "Banche dati esterne".

Gli elementi identificativi devono essere inseriti e forniti conformemente all'Allegato I del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 37, sia da parte di chi interroga il sistema che del Punto di contatto nazionale che fornisce la risposta. Si tratta di elementi facoltativi e obbligatori: per i primi nessuna obiezione potrà essere mossa al Punto di contatto dello Stato consultato, qualora tali elementi non venissero forniti[IX], mentre quelli obbligatori sono forniti sempre, purché siano disponibili nel registro o archivio nazionale del Paese interpellato.

 

3. Lettera di informazione sull'infrazione,notificazione del verbale, pagamento e riscossione dei proventi delle sanzioni

La Direttiva (UE) 2015/413 ha introdotto un obbligo di informazione sulle conseguenze giuridiche dell'infrazione, a carico dello Stato in cui questa è stata accertata e a favore dell'intestatario del veicolo o della persona altrimenti ritenuta di averla commessa. Tale procedura non sostituisce ma si abbina a quella di notificazione a persona residente all'estero, ai sensi dell'art. 201, comma 1, C.d.S.

Nulla, invece, la Direttiva introduce a proposito delle modalità di pagamento e riscossione dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie, soprattutto sulla fase di riscossione coattiva, rispetto alle quali permangono tutte le difficoltà e criticità finora registrate.

 

3.1 Lettera d'informazione sull'infrazione

 La lettera in esame, redatta secondo il modello riportato come Allegato II al decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 37, nella lingua (o nelle lingue ufficiali) dello Stato d'immatricolazione del veicolo con il quale è stata commessa l'infrazione, include ogni informazione utile quale, in particolare, la tipologia di violazione tra quelle definite al paragrafo 2, il luogo, la data e l'ora della stessa, l'articolo del Codice della Strada, la sanzione principale ed accessoria, nonché, ove opportuno, i dati del dispositivo eventualmente utilizzato per rilevare l'infrazione.

 La lettera, indirizzata all'intestatario del veicolo, sarà inserita nel plico contenente il verbale di accertamento e contestazione, anch'esso tradotto nella lingua (o nelle lingue ufficiali) dello Stato d'immatricolazione del veicolo, da notificare allo stesso soggetto secondo le indicazioni di cui si dirà di seguito.

 

La lettera in esame consta anche di un modulo di risposta con il quale l'intestatario del veicolo può:

  • confermare di aver commesso l'infrazione rilevata, perfezionando in tal modo, unitamente all'atto di avvenuta consegna da parte dell'ufficio postale, la notifica del verbale;
  • disconoscerla illustrandone i motivi, senza che ciò, tuttavia, costituisca ricorso al verbale, i cui rimedi giurisdizionali e amministrativi continueranno ad essere quelli di cui agli articoli 203 e 204-bis C.d.S., da attivare, eventualmente, separatamente;
  • indicare le generalità e i dati della patente dell'effettivo conducente. In quest'ultima ipotesi, qualora gli elementi forniti siano sufficienti, lettera e verbale saranno inviati con raccomandata internazionale all'autore dell'infrazione e, perfezionatasi la notifica senza particolari contestazioni, verrà inoltrata segnalazione al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ai sensi dell'art. 6-ter del decreto legge 27 giugno 2003, n. 151[X]e al Prefetto del luogo della commessa violazione per il provvedimento di inibizione alla guida sul territorio nazionale, ex artt.135  e 136-ter C.d.S., per le violazioni per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida.

 La lettera di informazione e il modulo di risposta che, come già detto, devono essere redatti e inviati nella lingua dello Stato d'immatricolazione del veicolo con il quale è stata commessa l'infrazione, possono essere scaricati, gratuitamente, nelle 24 lingue ufficiali dell'UE, dal sito EUR-Lex (http://data.europa.eu/eli/dir/2015/413/oj).

 

3.2 La notificazione

La procedura di notifica del verbale all'estero ha da sempre costituito un'attività di estrema complessità. In ambito U.E., un'appropriata interpretazione delle norme vigenti consente, tuttavia, di ridurre tale complessità.

L'art. 201 C.d.S. prevede che, per i residenti all'estero, la notifica deve essere effettuata entro trecentosessanta giorni dall'accertamento. Lo stesso articolo stabilisce che alla notificazione si provvede a mezzo degli organi indicati nell'art. 12 C.d.S., dei messi comunali o di un funzionario dell'amministrazione che ha accertato la violazione con le modalità previste dal codice di procedura civile, ovvero a mezzo della posta, secondo le norme sulle notificazioni a mezzo del servizio postale.

Dal combinato disposto degli articoli 14 e 16 del Regolamento (CE) n. 1393/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 novembre 2007 si ricava, inoltre, che ciascuno Stato membro ha facoltà di notificare o comunicare atti giudiziari ed extragiudiziali alle persone residenti in un altro Stato membro direttamente tramite i servizi postali, mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno o mezzo equivalente.

Il plico contenente la suddetta lettera di informazione sull'infrazione e il verbale può, pertanto, essere notificato all'intestatario del veicolo e al conducente mediante Raccomandata internazionale con avviso di ricevimento, che fornisce prova dell'avvenuta consegna con data e firma del ricevente. Non sono applicabili le regole sulla compiuta giacenza.

 

3.3 La riscossione coattiva dei proventi delle sanzioni

Le norme comunitarie e convenzionali internazionali non consentono, ad oggi, di attivare efficaci strumenti di riscossione coattiva all'estero, mediante i quali incassare le somme dovute a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria qualora il trasgressore o l'obbligato in solido, residenti in altri Paesi, non abbiano provveduto al loro pagamento.

La soluzione, in un prossimo futuro, almeno in ambito comunitario, potrà essere rappresentata dal Decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 37, attuativo della Decisione-quadro del Consiglio n. 2005/214/GAI del 24 febbraio 2005, sull'applicazione tra gli Stati membri dell'Unione europea del principio del reciproco riconoscimento alle sanzioni pecuniarie.

Il predetto decreto legislativo prevede, infatti, che una decisione definitiva [XI], che applica una sanzione pecuniaria ad una persona fisica che risiede o dimora, ovvero, se persona giuridica, ha la propria sede legale nel territorio di uno dei Paesi UE, o in esso dispone di beni o di un reddito, sia trasmessa all'Autorità competente[XII] di tale Stato per darvi esecuzione.

 Le sanzioni pecuniarie cui si fa riferimento riguardano non solo quelle conseguenti ai provvedimenti penali di condanna, bensì varie altre tra cui, parrebbe, le sanzioni amministrative per violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale.

 Data la complessità dell'iter procedimentale introdotto dal predetto decreto legislativo, che coinvolge in primo luogo il Ministero della Giustizia e gli uffici giudiziari, nonché la dimensione quantitativa dei provvedimenti che potrebbero essere oggetto di esecuzione, sono stati avviati contatti con il citato dicastero per una valutazione congiunta del provvedimento, allo scopo di definire le modalità di trattazione dei provvedimenti definitivi, il cui esito si fa riserva di tradurre in apposite, ulteriori direttive.

 

* * *

 

Le Prefetture - Uffici Territoriali del Governo sono pregate di voler estendere il contenuto della presente ai Corpi o servizi di Polizia Municipale e Provinciale.

 

IL DIRETTORE CENTRALE

Sgalla

 

 

Allegati alla circolare 12.9.2017 prot. n. 300/A/6806/17/111/44

 

dir. 2015/413/UE dell'11 marzo 2015 (G.U.U.E. n. L 68 del 13.3.2015)

intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale

 

DLG 4 marzo 2014 n. 37 (G.U. n. 67 del 21.3.2014)

Attuazione della direttiva 2011/82/UE intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale

 

 

[I] A tal fine si è sfruttata la piattaforma informatica del sistema europeo d'informazione sui veicoli e le patenti di guida (Eucaris), che è obbligatoria per gli Stati membri a norma delle decisioni di Prüm per quanto riguarda i dati di immatricolazione dei veicoli.

[II] La direttiva 2011/82/UE del Parlamento europeo e del Consiglio era stata adottata sulla base dell'articolo 87, paragrafo 2, T.F.U.E. (Trattato sul funzionamento dell'Unione europea). La Corte di giustizia europea, con sentenza del 6 maggio 2014, nella causa C-43/12, ha annullato la predetta Direttiva in quanto non poteva essere adottata sulla base dell'articolo 87, paragrafo 2, T.F.U.E., disponendo, comunque, il mantenimento degli effetti della stessa fino all'entrata in vigore della nuova direttiva (la Direttiva UE 2015/413) basata, validamente, sull'articolo 91, paragrafo 1, lettera c), T.F.U.E.

[III] Art. 146 in relazione art. 41 C.d.S.

[IV] Art. 146 in relazione art. 43 C.d.S. e art. 192 C.d.S.

[V] Art. 147 C.d.S.

[VI] Art. 145 C.d.S.

[VII] Cfr. artt.143 e 176 C.d.S.

[VIII] Cfr. artt. 6 e 7 C.d.S.

[IX] Si tratta di elementi (sesso, luogo di nascita, ecc.) non necessari per la validità giuridica del verbale.

[X] Convertito, con modificazioni, nella legge 1° agosto 2003, n. 214.

[XI] Cfr. art. 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 37.

[XII] Ai sensi dell'art. 3 del citato decreto legislativo e per le finalità dello stesso, in Italia, le Autorità competenti sono il Ministero della giustizia e l'Autorità giudiziaria, secondo le attribuzioni in esso individuate

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DIRETTIVA (UE) 2015/413 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

dell'11 marzo 2015

intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale

(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 91, paragrafo 1, lettera c),

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (1),

previa consultazione del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria (2),

considerando quanto segue:

(1)

Il miglioramento della sicurezza stradale è un obiettivo primario della politica dei trasporti dell'Unione. L'Unione attua una politica tesa a migliorare la sicurezza stradale con l'obiettivo di ridurre il numero delle vittime, dei feriti e dei danni materiali. Un elemento importante di tale politica è l'applicazione coerente delle sanzioni per le infrazioni commesse nell'Unione che mettono in grave pericolo la sicurezza stradale.

 

(2)

Tuttavia, vista la mancanza di procedure adeguate e nonostante le possibilità esistenti nell'ambito della decisione 2008/615/GAI del Consiglio (3) e della decisione 2008/616/GAI del Consiglio (4) (in seguito «le decisioni di Prüm»), spesso le sanzioni pecuniarie previste per determinati tipi di infrazioni stradali non sono applicate se le infrazioni sono commesse con un veicolo immatricolato in uno Stato membro diverso dallo Stato membro in cui l'infrazione è stata commessa. La presente direttiva mira ad assicurare che anche in tali casi sia garantita l'efficacia delle indagini relative alle infrazioni in materia di sicurezza stradale.

 

(3)

Nella comunicazione del 20 luglio 2010 dal titolo «Verso uno spazio europeo della sicurezza stradale: orientamenti 2011-2020 per la sicurezza stradale», la Commissione ha sottolineato che l'applicazione della normativa stradale si conferma un elemento chiave per la creazione di condizioni favorevoli alla riduzione sostanziale del numero di morti e feriti. Nelle sue conclusioni del 2 dicembre 2010 in materia di sicurezza stradale, il Consiglio ha chiesto di esaminare la necessità di un maggior rigore nell'applicazione del codice della strada da parte degli Stati membri e, se del caso, a livello di Unione. Esso ha invitato la Commissione a esaminare le possibilità di armonizzare i codici della strada a livello dell'Unione, ove opportuno, e di adottare ulteriori misure volte ad agevolare l'applicazione transfrontaliera delle sanzioni per le infrazioni stradali, in particolare quelle connesse a incidenti stradali gravi.

 

(4)

Il 19 marzo 2008 la Commissione ha adottato una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio intesa ad agevolare l'applicazione transfrontaliera della normativa in materia di sicurezza stradale, sulla base dell'articolo 71, paragrafo 1, lettera c), inerente ai trasporti del trattato che istituisce la Comunità europea [ora articolo 91 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE)]. La direttiva 2011/82/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (5) è stata tuttavia adottata sulla base dell'articolo 87, paragrafo 2, TFUE. La sentenza della Corte di giustizia del 6 maggio 2014 nella causa C-43/12 (6) ha annullato la direttiva 2011/82/UE, in quanto essa non poteva essere validamente adottata sulla base dell'articolo 87, paragrafo 2, TFUE. La sentenza ha disposto il mantenimento degli effetti della direttiva 2011/82/UE fino all'entrata in vigore di una nuova direttiva basata sull'articolo 91, paragrafo 1, lettera c), TFUE entro un periodo di tempo ragionevole — che non deve superare 12 mesi dalla data di pronuncia della sentenza. È opportuno pertanto adottare una nuova direttiva sulla base di detto articolo.

 

(5)

È opportuno incoraggiare una maggiore convergenza delle misure di controllo tra gli Stati membri e, a tale proposito, la Commissione dovrebbe valutare la necessità di definire norme comuni per le apparecchiature automatiche di controllo per la sicurezza stradale.

 

(6)

È opportuno sensibilizzare i cittadini dell'Unione in merito alle normative in materia di sicurezza stradale in vigore nei vari Stati membri e in merito all'attuazione della presente direttiva, in particolare attraverso appropriate misure volte a garantire la diffusione di informazioni sufficienti sulle conseguenze del mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza stradale quando si viaggia in un Stato membro diverso dallo Stato membro d'immatricolazione.

 

(7)

Per migliorare la sicurezza stradale in tutta l'Unione e assicurare pari condizioni di trattamento ai conducenti, in particolare ai trasgressori residenti e non residenti, è opportuno che l'applicazione delle sanzioni sia facilitata indipendentemente dallo Stato membro di immatricolazione del veicolo. A tal fine, si dovrebbe utilizzare un sistema di scambio transfrontaliero di informazioni per talune specifiche infrazioni in materia di sicurezza stradale, a prescindere dalla loro natura civile o penale ai sensi del diritto dello Stato membro interessato, che consenta allo Stato membro in cui è stata commessa l'infrazione di accedere ai dati di immatricolazione dei veicoli dello Stato membro d'immatricolazione.

 

(8)

Uno scambio transfrontaliero più efficace dei dati di immatricolazione dei veicoli, che semplifichi l'identificazione delle persone sospettate di aver commesso un'infrazione in materia di sicurezza stradale, potrebbe accrescere l'effetto deterrente e indurre alla prudenza il conducente di un veicolo immatricolato in uno Stato membro diverso dallo Stato membro dell'infrazione, permettendo di ridurre in tal modo il numero di vittime dovute agli incidenti stradali.

 

(9)

Le infrazioni in materia di sicurezza stradale contemplate dalla presente direttiva non sono soggette a un trattamento uniforme negli Stati membri. Alcuni Stati membri le qualificano, nel diritto nazionale, come illeciti «amministrativi», mentre altri come illeciti «penali». La presente direttiva dovrebbe applicarsi indipendentemente dalla qualifica di tali infrazioni ai sensi del diritto nazionale.

 

(10)

Gli Stati membri dovrebbero concedersi reciprocamente il diritto di accesso ai rispettivi dati di immatricolazione dei veicoli per migliorare lo scambio di informazioni e per rendere più rapide le procedure in vigore. A tal fine, nella presente direttiva dovrebbero essere incluse, per quanto possibile, le disposizioni relative alle specifiche tecniche e alla disponibilità dello scambio automatizzato di dati contenute nelle decisioni di Prüm.

 

(11)

La decisione 2008/616/GAI specifica le caratteristiche di sicurezza delle applicazioni software esistenti e i relativi requisiti tecnici per lo scambio dei dati di immatricolazione dei veicoli. Fatta salva l'applicabilità generale della suddetta decisione, tali caratteristiche di sicurezza e requisiti tecnici dovrebbero, per motivi di efficienza regolamentare e pratica, essere utilizzati ai fini della presente direttiva.

 

(12)

Le applicazioni informatiche esistenti dovrebbero costituire la base per lo scambio di dati a norma della presente direttiva e agevolare nel contempo la presentazione di relazioni alla Commissione da parte degli Stati membri. Tali applicazioni dovrebbero permettere lo scambio rapido, sicuro e riservato di particolari dati di immatricolazione dei veicoli tra gli Stati membri. È opportuno sfruttare l'applicazione informatica del sistema europeo d'informazione sui veicoli e le patenti di guida (Eucaris), che è obbligatoria per gli Stati membri a norma delle decisioni di Prüm per quanto riguarda i dati di immatricolazione dei veicoli. La Commissione dovrebbe valutare e redigere una relazione sul funzionamento delle applicazioni informatiche utilizzate ai fini della presente direttiva.

 

(13)

L'ambito d'applicazione di tali applicazioni informatiche dovrebbe essere limitato ai processi usati nello scambio di informazioni tra i punti di contatto nazionali negli Stati membri. Le procedure e i processi automatizzati nei quali le informazioni sono destinate a essere utilizzate esulano dall'ambito di tali applicazioni.

 

(14)

La strategia di gestione delle informazioni per la sicurezza interna dell'UE mira a trovare le soluzioni più semplici, più facilmente reperibili e vantaggiose in termini di costi per lo scambio di informazioni.

 

(15)

Gli Stati membri dovrebbero poter contattare il proprietario, l'intestatario del veicolo o la persona altrimenti identificata sospettata di aver commesso infrazioni in materia di sicurezza stradale per informare la persona interessata delle procedure applicabili e delle conseguenze giuridiche secondo il diritto dello Stato membro dell'infrazione. In tale contesto, gli Stati membri dovrebbero prevedere di inviare le informazioni relative alle infrazioni in materia di sicurezza stradale nella lingua dei documenti d'immatricolazione o nella lingua con maggiore probabilità compresa dalla persona interessata, onde assicurare che la persona in questione capisca chiaramente le informazioni a essa comunicate. Gli Stati membri dovrebbero applicare le procedure appropriate, atte a garantire che sia informato soltanto il diretto interessato e non terzi. A tal fine, gli Stati membri dovrebbero utilizzare modalità di dettaglio analoghe a quelle adottate quando indagano su siffatte infrazioni, ivi compresi strumenti quali il plico raccomandato, se del caso. Tale persona potrà in tal modo reagire adeguatamente alla lettera d'informazione, in particolare chiedendo ulteriori informazioni, pagando la multa o esercitando i propri diritti della difesa, specialmente in caso di errore nell'identificazione. Ulteriori procedure sono contemplate dagli strumenti giuridici vigenti, fra cui gli strumenti di mutua assistenza e di reciproco riconoscimento, ad esempio la decisione quadro 2005/214/GAI del Consiglio (7).

 

(16)

Gli Stati membri dovrebbero fornire traduzioni equivalenti in relazione alla lettera d'informazione inviata dallo Stato membro dell'infrazione, come previsto dalla direttiva 2010/64/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (8).

 

(17)

Al fine di perseguire una politica di sicurezza stradale volta a un livello elevato di protezione per tutti gli utenti della strada nell'Unione e tenendo conto dell'estrema diversità delle situazioni all'interno di quest'ultima, gli Stati membri dovrebbero adoperarsi, fatte salve politiche e normative più restrittive, per assicurare una maggiore convergenza dei codici della strada e della loro applicazione tra gli Stati membri. Nel quadro della sua relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'applicazione della presente direttiva, la Commissione dovrebbe esaminare la necessità di definire norme comuni al fine di stabilire metodi, prassi e standard minimi comparabili a livello di Unione, tenendo conto della cooperazione internazionale e degli accordi esistenti in materia di sicurezza stradale, in particolare della Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale dell'8 novembre 1968.

 

(18)

Nella relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'applicazione della presente direttiva da parte degli Stati membri la Commissione dovrebbe esaminare l'esigenza di criteri comuni per le procedure di follow-up applicate dagli Stati Membri in caso di mancato pagamento di una pena pecuniaria, conformemente alla legislazione e alle procedure degli Stati membri. In tale relazione la Commissione dovrebbe affrontare questioni quali le procedure tra le autorità competenti degli Stati membri per la trasmissione della decisione finale di irrogare una sanzione e/o una pena pecuniaria, nonché il riconoscimento e l'applicazione della decisione finale.

 

(19)

Nel preparare la revisione della presente direttiva, è opportuno che la Commissione consulti tutti i pertinenti soggetti interessati, quali le autorità o gli organismi competenti per l'applicazione della normativa in materia di circolazione stradale, le associazioni delle vittime e altre organizzazioni non governative operanti nel settore della sicurezza stradale.

 

(20)

Una più stretta cooperazione tra le autorità incaricate dell'applicazione della legge dovrebbe andare di pari passo con il rispetto dei diritti fondamentali, in particolare il diritto al rispetto della riservatezza e alla protezione dei dati personali, garantito da disposizioni speciali relative alla protezione dei dati. Tali disposizioni dovrebbero tenere conto in particolare della natura specifica dell'accesso online transfrontaliero a banche dati. Occorre che le applicazioni informatiche da sviluppare consentano che lo scambio di informazioni avvenga in condizioni di sicurezza e garantiscano la riservatezza dei dati trasmessi. I dati raccolti a norma della presente direttiva non dovrebbero essere utilizzati per scopi diversi da quelli previsti dalla presente direttiva. Gli Stati membri dovrebbero rispettare gli obblighi relativi alle condizioni di utilizzo e di conservazione temporanea dei dati.

 

(21)

Il trattamento dei dati personali previsto dalla presente direttiva è appropriato per raggiungere i legittimi obiettivi da essa perseguiti in materia di sicurezza stradale, vale a dire garantire un elevato livello di protezione a tutti gli utenti della strada nell'Unione agevolando lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale e l'applicazione delle sanzioni e non va al di là di quanto è appropriato e necessario per raggiungere tali obiettivi.

 

(22)

I dati relativi all'identificazione di un trasgressore sono dati personali. La direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (9) dovrebbe applicarsi alle attività di trattamento svolte in applicazione della presente direttiva. Fatti salvi i requisiti procedurali previsti per le opposizioni e i ricorsi giurisdizionali degli Stati membri interessati, il soggetto interessato dovrebbe essere informato di conseguenza, al momento della notifica dell'infrazione, del diritto di accesso e del diritto di rettifica e di cancellazione dei dati personali, nonché del periodo massimo previsto per legge per la conservazione dei dati. In tale ambito, il soggetto interessato dovrebbe altresì avere il diritto di ottenere la rettifica dei dati personali inesatti o la cancellazione immediata dei dati registrati indebitamente.

 

(23)

Nell'ambito delle decisioni di Prüm, il trattamento dei dati di immatricolazione dei veicoli contenenti dati personali è soggetto alle disposizioni specifiche sulla protezione dei dati di cui alla decisione 2008/615/GAI. A tal fine, gli Stati membri hanno la possibilità di applicare tali disposizioni specifiche ai dati personali che sono trattati anche ai fini della presente direttiva, purché garantiscano che il trattamento dei dati relativi all'insieme delle infrazioni disciplinate dalla presente direttiva rispetti le disposizioni nazionali di attuazione della direttiva 95/46/CE.

 

(24)

I paesi terzi dovrebbero poter partecipare allo scambio di dati di immatricolazione dei veicoli, a condizione che abbiano concluso un accordo con l'Unione a tal fine. Tale accordo dovrebbe comprendere le necessarie disposizioni sulla protezione dei dati.

 

(25)

La presente direttiva difende i diritti e i principi fondamentali riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, compresi il rispetto della vita privata e familiare, la protezione dei dati di carattere personale, il diritto a un giudice imparziale, la presunzione di innocenza e i diritti della difesa.

 

(26)

Al fine di conseguire l'obiettivo dello scambio di informazioni tra gli Stati membri attraverso mezzi interoperabili, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 TFUE, allo scopo di tenere conto delle pertinenti modifiche delle decisioni di Prüm o allorché previsto dagli atti giuridici dell'Unione direttamente attinenti all'aggiornamento dell'allegato I. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione segua la sua prassi abituale e svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell'elaborazione degli atti delegati la Commissione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.

 

(27)

La Commissione dovrebbe analizzare l'applicazione della presente direttiva nell'ottica di individuare ulteriori misure efficaci ed efficienti volte a migliorare la sicurezza stradale. Fatti salvi gli obblighi in materia di recepimento della presente direttiva, la Danimarca, l'Irlanda e il Regno Unito dovrebbero inoltre, se del caso, collaborare con la Commissione nello svolgimento di tale attività per assicurare relazioni tempestive e complete in materia.

 

(28)

Poiché, qualora l'infrazione sia commessa con un veicolo immatricolato in uno Stato membro diverso dallo Stato membro in cui essa è stata commessa, l'obiettivo della presente direttiva, vale a dire assicurare un elevato livello di protezione a tutti gli utenti della strada nell'Unione agevolando lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo della portata e degli effetti dell'azione in questione, può piuttosto essere conseguito meglio a livello dell'Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

 

(29)

Dato che la Danimarca, l'Irlanda e il Regno Unito non erano soggetti alla direttiva 2011/82/UE e non dovevano quindi recepirla, è opportuno concedere a tali Stati membri un periodo di tempo supplementare sufficiente per farlo.

 

(30)

Il garante europeo della protezione dei dati è stato consultato a norma dell'articolo 28, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio (10) e ha espresso un parere il 3 ottobre 2014,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

Obiettivo

La presente direttiva mira ad assicurare un elevato livello di protezione a tutti gli utenti della strada nell'Unione agevolando lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale e l'applicazione di sanzioni, qualora tali infrazioni siano commesse con un veicolo immatricolato in uno Stato membro diverso dallo Stato membro in cui è stata commessa l'infrazione.

Articolo 2

Ambito di applicazione

La direttiva si applica alle seguenti infrazioni in materia di sicurezza stradale:

a)

eccesso di velocità;

 

b)

mancato uso della cintura di sicurezza;

 

c)

mancato arresto davanti a un semaforo rosso;

 

d)

guida in stato di ebbrezza;

 

e)

guida sotto l'influsso di sostanze stupefacenti;

 

f)

mancato uso del casco protettivo;

 

g)

circolazione su una corsia vietata;

 

h)

uso illecito di telefono cellulare o di altri dispositivi di comunicazione durante la guida

Articolo 3

Definizioni

Ai fini della presente direttiva si intende per:

a)

«veicolo», ogni veicolo azionato da un motore, compresi i motocicli, che è destinato normalmente al trasporto su strada di persone o di merci;

 

b)

«Stato membro dell'infrazione», lo Stato membro in cui l'infrazione è stata commessa;

 

c)

«Stato membro d'immatricolazione», lo Stato membro in cui è immatricolato il veicolo con cui l'infrazione è stata commessa;

 

d)

«eccesso di velocità», il superamento dei limiti di velocità in vigore nello Stato membro dell'infrazione per il tipo di strada o il tipo di veicolo in questione;

 

e)

«mancato uso della cintura di sicurezza», il mancato rispetto dell'obbligo di indossare la cintura di sicurezza o un dispositivo di ritenuta per bambini a norma della direttiva 91/671/CEE del Consiglio (11) e del diritto dello Stato membro dell'infrazione;

 

f)

«mancato arresto davanti a un semaforo rosso», il transito con semaforo rosso o con qualsiasi altro segnale pertinente di arresto, come definito nella legislazione dello Stato membro dell'infrazione;

 

g)

«guida in stato di ebbrezza», la guida in stato di alterazione dovuta all'alcol, come definita nella legislazione dello Stato membro dell'infrazione;

 

h)

«guida sotto l'influsso di sostanze stupefacenti», la guida in stato di alterazione per uso di sostanze stupefacenti o di altre sostanze con effetto analogo, come definita nella legislazione dello Stato membro dell'infrazione;

 

i)

«mancato uso del casco protettivo», il mancato rispetto dell'obbligo di indossare il casco protettivo, come definito nella legislazione dello Stato membro dell'infrazione;

 

j)

«circolazione su una corsia vietata», l'uso illecito di una corsia della strada, quale una corsia di emergenza, una corsia preferenziale per il trasporto pubblico o una corsia provvisoriamente chiusa per motivi di congestione o di lavori stradali, come definito nella legislazione dello Stato membro dell'infrazione;

 

k)

«uso illecito di telefono cellulare o di altri dispositivi di comunicazione durante la guida», l'uso illecito di telefono cellulare o di altri dispositivi di comunicazione durante la guida, come definito nel diritto dello Stato membro dell'infrazione;

 

l)

«punto di contatto nazionale», un'autorità competente designata per lo scambio dei dati di immatricolazione dei veicoli;

 

m)

«ricerca automatizzata», la procedura di accesso online per la consultazione delle banche dati di uno, più di uno o tutti gli Stati membri o i paesi partecipanti;

 

n)

«intestatario del veicolo», la persona a cui nome è immatricolato il veicolo, come definita nella legislazione dello Stato membro di immatricolazione.

Articolo 4

Procedura per lo scambio di informazioni fra Stati membri

  1. Per le indagini relative alle infrazioni in materia di sicurezza stradale di cui all'articolo 2, lo Stato membro autorizza i punti di contatto nazionali degli altri Stati membri di cui al paragrafo 2 del presente articolo ad accedere ai seguenti dati nazionali di immatricolazione dei veicoli con la facoltà di procedere a ricerche automatizzate sui:

a)

dati relativi ai veicoli; e

 

b)

dati relativi ai proprietari o agli intestatari del veicolo.

Gli elementi dei dati di cui alle lettere a) e b) che sono necessari per procedere a una ricerca rispettano l'allegato I.

  1. Ai fini dello scambio dei dati di cui al paragrafo 1, ogni Stato membro designa un punto di contatto nazionale. Le competenze dei punti di contatto nazionali sono disciplinate dal diritto applicabile dello Stato membro interessato.
  2. Nel condurre una ricerca in forma di richiesta presentata il punto di contatto nazionale dello Stato membro dell'infrazione utilizza un numero completo di immatricolazione.

Tali ricerche sono effettuate nel rispetto delle procedure descritte nel capo 3 dell'allegato della decisione 2008/616/GAI, a eccezione del punto 1 del capo 3 dell'allegato della decisione 2008/616/GAI, per il quale si applica l'allegato I della presente direttiva.

Lo Stato membro dell'infrazione utilizza, a norma della presente direttiva, i dati ottenuti per stabilire la responsabilità personale per le infrazioni in materia di sicurezza stradale di cui all'articolo 2 della presente direttiva.

  1. Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie per assicurare che lo scambio di informazioni sia effettuato con mezzi elettronici interoperabili, senza scambio di dati provenienti da altre banche dati non utilizzati ai fini della presente direttiva. Gli Stati membri assicurano che tale scambio di informazioni avvenga in modo sicuro ed efficiente sotto il profilo dei costi. Gli Stati membri garantiscono la sicurezza e la protezione dei dati trasmessi, utilizzando per quanto possibile applicazioni informatiche esistenti, come quella indicata all'articolo 15 della decisione 2008/616/GAI e versioni modificate di tali applicazioni informatiche, conformemente all'allegato I della presente direttiva e al capo 3, punti 2 e 3, dell'allegato della decisione 2008/616/GAI. Le versioni modificate delle applicazioni informatiche prevedono tanto la modalità di scambio on-line in tempo reale quanto la modalità di scambio per gruppo, la quale consente lo scambio di richieste o risposte multiple in un unico messaggio.
  2. Ciascuno Stato membro si fa carico delle spese da esso sostenute per la gestione, l'utilizzo e la manutenzione delle applicazioni informatiche di cui al paragrafo 4.

Articolo 5

Lettera d'informazione sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale

  1. Lo Stato membro dell'infrazione decide se avviare o meno procedimenti di follow-up relativamente alle infrazioni in materia di sicurezza stradale elencate all'articolo 2.

Qualora lo Stato membro dell'infrazione decida di avviare siffatti procedimenti, esso ne informa di conseguenza, ai sensi del diritto nazionale, il proprietario, l'intestatario del veicolo o la persona altrimenti identificata sospettata di aver commesso l'infrazione in materia di sicurezza stradale.

Tali informazioni comprendono, conformemente al diritto nazionale, le conseguenze giuridiche dell'infrazione nel territorio dello Stato membro dell'infrazione a norma del diritto di tale Stato membro.

  1. Quando invia la lettera d'informazione al proprietario, all'intestatario del veicolo o alla persona altrimenti identificata sospettata di aver commesso l'infrazione in materia di sicurezza stradale, lo Stato membro dell'infrazione include, conformemente al proprio diritto, ogni informazione pertinente, in particolare la natura dell'infrazione in materia di sicurezza stradale, il luogo, la data e l'ora dell'infrazione, il titolo della normativa nazionale violata e la sanzione e, ove opportuno, i dati riguardanti il dispositivo usato per rilevare l'infrazione. A tal fine, lo Stato membro dell'infrazione può utilizzare il modello riportato nell'allegato II.
  2. Lo Stato membro dell'infrazione che decida di avviare procedimenti di follow-up relativamente alle infrazioni in materia di sicurezza stradale elencate all'articolo 2 invia, al fine di assicurare il rispetto dei diritti fondamentali, la lettera d'informazione nella lingua del documento d'immatricolazione del veicolo, se disponibile, o in una delle lingue ufficiali dello Stato membro di immatricolazione.

Articolo 6

Relazione degli Stati membri alla Commissione

Ciascuno Stato membro trasmette alla Commissione una relazione esaustiva entro il 6 maggio 2016 e in seguito ogni due anni.

La relazione esaustiva indica il numero di consultazioni automatizzate effettuate dallo Stato membro dell'infrazione destinate al punto nazionale di contatto dello Stato membro di immatricolazione a seguito delle infrazioni commesse nel suo territorio, unitamente al tipo di infrazioni per cui sono state inviate le richieste e al numero di richieste fallite.

La relazione esaustiva include altresì una descrizione della situazione a livello nazionale per quanto riguarda il seguito dato alle infrazioni in materia di sicurezza stradale, in base alla percentuale di tali infrazioni cui hanno fatto seguito lettere d'informazione.

Articolo 7

Protezione dei dati

  1. Le disposizioni in materia di protezione dei dati stabilite dalla direttiva 95/46/CE si applicano ai dati personali trattati nell'ambito della presente direttiva.
  2. In particolare, ciascuno Stato membro garantisce che i dati personali trattati ai sensi della presente direttiva siano rettificati entro un periodo di tempo adeguato se inesatti o cancellati o bloccati allorché non più necessari, conformemente agli articoli 6 e 12 della direttiva 95/46/CE, e garantisce che sia stabilito un termine per la conservazione dei dati, conformemente all'articolo 6 di detta direttiva.

Gli Stati membri garantiscono che tutti i dati personali trattati a norma della presente direttiva siano utilizzati unicamente ai fini dell'obiettivo stabilito all'articolo 1 della presente direttiva e che i soggetti interessati godano di diritti d'informazione, di accesso, di rettifica, cancellazione e blocco, di compensazione e di ricorso giurisdizionale identici a quelli previsti dal diritto nazionale in attuazione delle pertinenti disposizioni della direttiva 95/46/CE.

  1. Qualunque soggetto interessato ha il diritto di ottenere informazioni in merito a quali dati personali registrati nello Stato membro d'immatricolazione sono stati trasmessi allo Stato membro dell'infrazione, tra cui la data della richiesta e l'autorità competente dello Stato membro dell'infrazione.

Articolo 8

Informazioni destinate agli utenti della strada nell'Unione

  1. La Commissione mette a disposizione sul proprio sito web una sintesi in tutte le lingue ufficiali delle istituzioni dell'Unione delle norme vigenti negli Stati membri che rientrano nell'ambito d'applicazione della presente direttiva. Gli Stati membri forniscono alla Commissione informazioni su tali norme.
  2. Gli Stati membri forniscono agli utenti della strada le necessarie informazioni sulle norme vigenti sul loro territorio e sulle misure di attuazione della presente direttiva in collaborazione con, tra gli altri organismi, enti addetti alla sicurezza stradale, organizzazioni non governative operanti nel settore della sicurezza stradale e club automobilistici.

Articolo 9

Atti delegati

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 10 che aggiornino l'allegato I alla luce del progresso tecnico, allo scopo di tener conto delle pertinenti modifiche delle decisioni di Prüm o allorché ciò sia previsto da atti giuridici dell'Unione direttamente attinenti all'aggiornamento dell'allegato I.

Articolo 10

Esercizio della delega

  1. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.
  2. Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 9 è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal 13 marzo 2015. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.
  3. La delega di potere di cui all'articolo 9 può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europeao da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
  4. È di particolare importanza che la Commissione segua la sua prassi abituale e consulti esperti, compresi quelli degli Stati membri, prima di adottare tali atti delegati. Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.
  5. L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 9 entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

Articolo 11

Revisione della direttiva

Fatto salvo il disposto dell'articolo 12, paragrafo 1, secondo comma, la Commissione presenta, entro il 7 novembre 2016, al Parlamento europeo e al Consiglio, una relazione sull'applicazione della presente direttiva da parte degli Stati membri. Nella relazione la Commissione si concentra in particolare e, se del caso, formula proposte volte a contemplare i seguenti aspetti:

una valutazione dell'eventuale necessità di aggiungere all'ambito di applicazione della presente direttiva altre infrazioni in materia di sicurezza stradale,

 

una valutazione dell'efficacia della presente direttiva sulla riduzione del numero di vittime della strada nell'Unione,

 

una valutazione della necessità di definire norme comuni per le apparecchiature e per le procedure automatiche di controllo. In tale contesto, la Commissione è invitata a elaborare a livello di Unione orientamenti in materia di sicurezza stradale nel quadro della politica comune dei trasporti, al fine di garantire una maggiore convergenza dell'applicazione della normativa stradale da parte degli Stati membri attraverso metodi e prassi comparabili. Tali orientamenti possono contemplare almeno le infrazioni elencate nell'articolo 2, lettere da a) a d),

 

una valutazione della necessità di rafforzare l'applicazione delle sanzioni relative alle infrazioni in materia di sicurezza stradale e proporre criteri comuni riguardo alle procedure di follow-up in caso di mancato pagamento di una pena pecuniaria, nel quadro di tutte le politiche dell'Unione in materia, tra cui la politica comune dei trasporti,

 

la possibilità di armonizzare i codici della strada, ove opportuno,

 

una valutazione delle applicazioni informatiche di cui all'articolo 4, paragrafo 4, al fine di garantire una corretta attuazione della presente direttiva nonché uno scambio efficiente, rapido, sicuro e riservato di particolari dati di immatricolazione dei veicoli.

Articolo 12

Recepimento

  1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 6 maggio 2015. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.

In deroga al primo comma, il Regno di Danimarca, l'Irlanda e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord possono posporre il termine di cui al primo comma fino al 6 maggio 2017.

  1. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 13

Entrata in vigore

La presente direttiva entra in vigore il quarto giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 14

Destinatari

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Strasburgo, l'11 marzo 2015

Per il Parlamento europeo

Il presidente

 SCHULZ

Per il Consiglio

Il presidente

KALNIŅA-LUKAŠEVICA

(1)  GU C 12 del 15.1.2015, pag. 115.

(2)  Posizione del Parlamento europeo dell'11 febbraio 2015 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del 2 marzo 2015.

(3)  Decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera (GU L 210 del 6.8.2008, pag. 1).

(4)  Decisione 2008/616/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, relativa all'attuazione della decisione 2008/615/GAI sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera (GU L 210 del 6.8.2008, pag. 12).

(5)  Direttiva 2011/82/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale (GU L 288 del 5.11.2011, pag. 1).

(6)  Sentenza nella causa Commissione/Parlamento e Consiglio, C-43/12, UE:C:2014:298.

(7)  Decisione quadro 2005/214/GAI del Consiglio, del 24 febbraio 2005, relativa all'applicazione del principio del reciproco riconoscimento alle sanzioni pecuniarie (GU L 76 del 22.3.2005, pag. 16).

(8)  Direttiva 2010/64/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, sul diritto all'interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali (GU L 280 del 26.10.2010, pag. 1).

(9)  Direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati (GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31).

(10)  Regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1).

(11)  Direttiva 91/671/CEE del Consiglio, del 16 dicembre 1991, relativa all'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini nei veicoli (GU L 373 del 31.12.1991, pag. 26).

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ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO

Direzione Centrale Vigilanza

Affari legali e Contenzioso

 

INL_DCVIG.REGISTRO UFFICIALE.USCITA.0008376.25-09-2017

 

Agli Ispettorati interregionali e territoriali del lavoro

e, p.c. all'INPS

Direzione centrale entrate e recupero crediti

 

Oggetto: art. 2, comma 1 bis, del D.L. n. 463/1983 (conv. da L. n. 638/1983) – nota di chiarimento a seguito della sentenza della Corte di Cassazione Sez. Pen. n. 39882 del 2017 del 29.08 - 04.09 del 2017.

 

Con nota del 03.05.2016 prot. n. 9099, questa Direzione centrale, a seguito di un incontro tecnico con i rappresentanti dell’INPS e d’intesa con l’Ufficio legislativo, ha fornito chiarimenti circa l’individuazione del parametro annuo da cui, per effetto della modifica introdotta dal D.Lgs. n. 8/2016 , consegue la rilevanza penale dell’illecito di omesso versamento delle ritenute previdenziali ex art. 2, comma 1 bis, del D.L. n. 463/1983.

Com’è noto, infatti, l’illecito assume rilevanza penale solo laddove i versamenti omessi siano superiori all’importo annuo di euro 10.000. In proposito, la Corte di Cassazione con sentenza n. 39882/2017, ha chiarito che “la consumazione del reato appare coincidere, secondo una triplice diversa alternativa, o con il superamento, a partire dal mese di gennaio, dell’importo di euro 10.000 ove allo stesso non faccia più seguito alcuna ulteriore omissione, o con l’ulteriore o le ulteriori omissioni successive sempre riferite al medesimo anno, ovvero, definitivamente e comunque, laddove anche il versamento del mese di dicembre sia omesso, con la data del 16 gennaio dell’anno successivo”.

Ne consegue che il personale ispettivo dovrà verificare l’eventuale omissione del versamento delle ritenute secondo il criterio della competenza contributiva cioè facendo riferimento al periodo intercorrente dalla scadenza del primo versamento dell’anno contributivo dovuto relativo al mese di gennaio (16 febbraio) sino alla scadenza dell’ultimo, relativo al mese di dicembre (16 gennaio dell’anno successivo).

Devono pertanto ritenersi superate, le indicazioni fornite sul punto con la citata nota.

IL DIRETTORE CENTRALE

(Dott. Danilo PAPA)

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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 

DECRETO MINISTERIALE

20 settembre 2017, n. 434

 

(Integrazione dell'articolo 6, comma 1, del decreto ministeriale 439 del 13/12/2016, relativo alle condizioni e modalità di rilascio delle autorizzazioni prefettizie per la circolazione in deroga ai divieti domenicali e prefettizi dei mezzi pesanti - ndr).

 

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

 

Visto l'articolo 6, comma 1, del nuovo codice della strada, approvato con decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni;

Viste le relative disposizioni attuative contenute nell'articolo 7 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e successive modificazioni, che disciplina le limitazioni alla circolazione sulle strade fuori dai centri abitati in particolari giorni e per particolari veicoli;

Visto il decreto ministeriale n. 439 in data 13 dicembre 2016, recante la direttiva e relativo calendario per le limitazioni alla circolazione stradale fuori dai centri abitati per i veicoli adibiti al trasporto di cose, aventi massa superiore a 7,5 tonnellate, emesso in applicazione dei richiamati articolo 6 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 ed articolo 7 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495;

Considerato che avverso l'articolo 1, l'articolo 3 comma 2 e l'articolo 4, comma 1, lett. c), del predetto decreto, è stato proposto ricorso per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, da parte del Codacons;

Vista l'ordinanza n. 2427 del 18 maggio 2017 con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha richiesto elementi istruttori per la trattazione dell'istanza cautelare;

Vista la successiva ordinanza n. 3164 del 22 giugno 2017, con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha sospeso l'efficacia dei suddetti articoli, ai fini del riesame da parte dell'Amministrazione delle parti oggetto di impugnazione, nei limiti di cui in motivazione;

Vista la nota prot. n. 4964 del 4 agosto 2017 con la quale la Direzione Generale per la sicurezza stradale ha fornito chiarimenti istruttori a seguito dell'istanza per le modalità di esecuzione e contestuale diffida ad adempiere ex articolo 112 del Codice del processo amministrativo formulata dal soggetto ricorrente, al fine di avviare le attività di riesame in ottemperanza al provvedimento cautelare;

Vista l'ordinanza n. 4462 del 31 agosto 2017, con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, a riscontro dell'istanza inoltrata dal soggetto ricorrente ed a seguito dei chiarimenti formulati dall'Amministrazione ha evidenziato in ultima analisi la sola necessità di fornire agli organi periferici, nel caso specifico ai prefetti, criteri puntuali in tema di rilascio di deroghe ai divieti di circolazione dei mezzi pesanti valevoli su tutto il territorio nazionale, assegnando il termine del 30 settembre 2017 per ottemperare a tale prescrizione;

Ritenuto a tal fine necessario procedere all'integrazione dell'articolo 6, comma 1, del decreto ministeriale n. 439 del 13 dicembre 2016, fornendo le disposizioni circa le condizioni e modalità di esercizio del potere di deroga prefettizio, ferma restando la piena efficacia di quanto già disposto dalle restanti clausole del decreto medesimo;

 

Decreta:

Art. 1

 

All'articolo 6 del D.M. n. 439 del 13 dicembre 2016 dopo il comma 2 è previsto ed inserito il seguente comma:

 

"2-bis. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, le prefetture-uffici territoriali del Governo, nell'ambito dei relativi procedimenti istruttori dovranno, altresì, verificare che l'esigenza di circolazione in deroga alle previste limitazioni, prospettata dai richiedenti risponda ad effettive esigenze di vita delle comunità sia nazionale che locali in quanto:

 

- è funzionale a soddisfare nell'immediato i fabbisogni di primaria importanza delle comunità alle quali sono destinate le merci trasportate ovvero è finalizzata allo svolgimento di attività pubbliche o di pubblico interesse o di utilità sociale;

 

- è indifferibile per gli usi di cui sopra, poiché è collegata a termini essenziali ovvero ad una impossibilità di svolgimento del trasporto nei giorni non protetti dai divieti;

 

- non sussistano particolari situazioni di rischio connesse alle specifiche modalità del trasporto, alle caratteristiche dell'itinerario da percorrere nonché alla tipologia di traffico con cui va ad interferire.

 

Dette circostanze dovranno essere espressamente e adeguatamente evidenziate nelle motivazioni dei relativi provvedimenti autorizzatori."

 

Il presente decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 

Roma, 20 settembre 2017

 Il Ministro: DELRIO

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