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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

27 giugno 2020

(G.U. n. 162 del 29.6.2020)

Differimento termini riguardanti gli adempimenti dei contribuenti relativi a imposte e contributi, ai sensi dell'articolo 1, comma 5, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, recante "Norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni" e, in particolare, l'art. 12, comma 5, il quale prevede che, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, tenendo conto delle esigenze generali dei contribuenti, dei sostituti e dei responsabili d'imposta o delle esigenze organizzative dell'amministrazione, possono essere modificati i termini riguardanti gli adempimenti dei contribuenti relativi a imposte e contributi dovuti in base allo stesso decreto;

Visti gli articoli 17 e 18 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, riguardanti le modalità e i termini di versamento;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, recante "Istituzione dell'imposta sul valore aggiunto";

Visto il testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;

Visto il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni recante Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'IRPEF e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta nonché riordino della disciplina dei tributi locali;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, con il quale è stato emanato il regolamento recante le modalità per la presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi, all'imposta regionale sulle attività produttive e all'imposta sul valore aggiunto;

Vista la legge 27 luglio 2000, n. 212, recante "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente";

Visto l'art. 17, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, recante disposizioni relative alla razionalizzazione dei termini di versamento;

Visto l'art. 3-quater del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, riguardante i termini per gli adempimenti fiscali;

Visto il decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, che all'art. 7, comma 2, lettera l), prevede che gli adempimenti ed i versamenti previsti da disposizioni relative a materie amministrate da articolazioni del Ministero dell'economia e delle finanze, comprese le agenzie fiscali, ancorché previsti in via esclusivamente telematica, ovvero che devono essere effettuati nei confronti delle medesime articolazioni o presso i relativi uffici, i cui termini scadono di sabato o di giorno festivo, sono prorogati al primo giorno lavorativo successivo;

Visto l'art. 9-bis, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con la legge 21 giugno 2017, n. 96, con cui sono istituiti gli indici sintetici di affidabilità fiscale per gli esercenti attività di impresa, arti o professioni;

Visto l'art. 1, comma 931, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, che ha disposto che gli indici sintetici di affidabilità fiscale, previsti dall'art. 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, si applicano a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2018;

Visto il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 24 dicembre 2019, recante "Approvazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale relativi ad attività economiche dei comparti dell'agricoltura, delle manifatture, dei servizi, del commercio e delle attività professionali e di approvazione delle territorialità specifiche";

Visto il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 28 febbraio 2020, recante "Approvazione di modifiche agli indici sintetici di affidabilità fiscale, applicabili al periodo d'imposta 2019";

Visti i provvedimenti del direttore dell'Agenzia delle entrate con i quali sono stati approvati i modelli di dichiarazione, con le relative istruzioni, che devono essere presentati nell'anno 2020, per il periodo di imposta 2019, ai fini delle imposte sui redditi, dell'imposta regionale sulle attività produttive e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini della applicazione ed elaborazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale;

Considerate le esigenze generali rappresentate dagli intermediari e dai contribuenti in relazione agli adempimenti fiscali da eseguire e il perdurare dello stato nazionale di emergenza epidemiologica per la diffusione del virus Covid-19;

Su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze;

Decreta:

Art. 1

Differimento per l'anno 2020 dei termini di effettuazione dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni fiscali

1. I soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell'economia e delle finanze, tenuti entro il 30 giugno 2020 ai versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto correlata agli ulteriori componenti positivi dichiarati per migliorare il profilo di affidabilità, nonché dalle dichiarazioni dell'imposta regionale sulle attività produttive, ove non sussistano le condizioni per l'applicazione dell'art. 24 del decreto-legge n. 34 del 19 maggio 2020, effettuano i predetti versamenti:

a) entro il 20 luglio 2020 senza maggiorazione;

b) dal 21 luglio al 20 agosto 2020, maggiorando le somme da versare dello 0, 40 per cento a titolo di interesse corrispettivo.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano, oltre che ai soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale o che presentano cause di esclusione o di inapplicabilità dagli stessi, compresi quelli che adottano il regime di cui all'art. 27, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, nonché quelli che applicano il regime forfetario di cui all'art. 1, commi da 54 a 89 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, aventi i requisiti indicati nel medesimo comma 1.

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 27 giugno 2020

Il Presidente del Consiglio dei ministri: CONTE

Il Ministro dell'economia e delle finanze: GUALTIERI

Registrato alla Corte dei conti il 28 giugno 2020

Ufficio di controllo sugli atti della Presidenza del Consiglio, del Ministero della giustizia e del Ministero degli affari esteri, reg.ne n. 1484

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AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI

 

Prot.: 201731/RU

 Roma, 24 giugno 2020

 A: ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA

OGGETTO: Decreto Legislativo n. 504/95. Art. 24-ter. Punto 4-bis della Tabella A. Benefici sul gasolio per uso autotrazione utilizzato nel settore del trasporto. Rimborso sui quantitativi di prodotto consumati nel secondo trimestre dell’anno 2020.

Con riferimento all’agevolazione in oggetto, si fa presente che, per quanto attiene ai consumi di gasolio effettuati tra il 1° aprile ed il 30 giugno dell’anno in corso, la dichiarazione di rimborso necessaria alla fruizione del beneficio fiscale previsto dall’art. 24-ter del D.Lgs. n.504/95 può essere presentata dal 1° al 31 luglio 2020.

I Disponibilità del software ed Ufficio competente alla ricezione

 Sul sito Internet di questa Agenzia, all’indirizzo www.adm.gov.it (Dogane – In un click – Accise – Benefici per il gasolio da autotrazione – Benefici gasolio autotrazione 2° trimestre 2020) è disponibile il software aggiornato per la compilazione e la stampa della dichiarazione relativa al secondo trimestre 2020.

Per i soggetti che non si avvalgono del Servizio Telematico Doganale – E.D.I., per le cui modalità di utilizzo si rinvia al paragrafo V, si rammenta che il contenuto della dichiarazione presentata in forma cartacea e resa ai sensi degli artt. 47 e 48 del D.P.R. n. 445/2000 deve essere riprodotto su supporto informatico (CD-rom, DVD, pen drive USB) da consegnare unitamente alla medesima dichiarazione. Le dichiarazioni presentate prive del supporto informatico che ne riproduce il contenuto nel formato reso disponibile da questa Agenzia dovranno essere regolarizzate.

Come precisato con la Circolare n. 125/D, del 20.06.2000, sono competenti alla ricezione delle dichiarazioni:

  1. per le imprese nazionali: l’Ufficio delle Dogane territorialmente competente rispetto alla sede operativa dell’impresa o, nel caso di più sedi operative, quello competente rispetto alla sede legale dell’impresa o alla principale tra le sedi operative;
  2. per le imprese comunitarie obbligate alla presentazione della dichiarazione dei redditi in Italia: l’Ufficio delle Dogane territorialmente competente rispetto alla sede di rappresentanza dell’impresa; al fine di facilitare l’individuazione dell’Ufficio delle Dogane territorialmente competente alla ricezione della dichiarazione si rinvia all’elenco pubblicato al seguente link.
  3. per le imprese comunitarie non obbligate alla presentazione della dichiarazione dei redditi in Italia, ciascun esercente comunitario identifica l’Ufficio delle dogane cui spedire la dichiarazione di rimborso in base allo Stato Membro di appartenenza, secondo la tabella allegata.
  4. Importo rimborsabile Tenuto conto del consolidamento del beneficio fiscale di cui trattasi nel Testo Unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative ad opera dell’art. 4-ter, comma 1, lett. f), del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito con Legge 1° dicembre 2016, n. 225, si evidenzia che la misura del beneficio riconoscibile, in attuazione dell’art. 24-ter, comma 1, del D.Lgs. n. 504/95 e del punto 4-bis dell’allegata Tabella A, è pari a euro 214,18 per mille litri di prodotto, in relazione ai consumi effettuati tra il 1° aprile ed il 30 giugno 2020.

III Aventi diritto, modalità di fruizione del rimborso e documentazione giustificativa dei consumi

 Per quanto attiene all’individuazione dei soggetti che possono usufruire dell’agevolazione in questione, si conferma che il beneficio sopra descritto spetta per:

  1. l’attività di trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate, esercitata da:
  2. a) persone fisiche o giuridiche iscritte nell’albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi; b) persone fisiche o giuridiche munite della licenza di esercizio dell’autotrasporto di cose in conto proprio e iscritte nell’elenco appositamente istituito;
  3. c) imprese stabilite in altri Stati membri dell’Unione europea, in possesso dei requisiti previsti dalla disciplina dell’Unione europea per l’esercizio della professione di trasportatore di merci su strada.
  4. l’attività di trasporto persone svolta da:
  5. a) enti pubblici o imprese pubbliche locali esercenti l’attività di trasporto di cui al Decreto Legislativo 19 novembre 1997, n. 422, ed alle relative leggi regionali di attuazione;
  6. b) imprese esercenti autoservizi interregionali di competenza statale di cui al Decreto Legislativo 21 novembre 2005, n. 285;
  7. c) imprese esercenti autoservizi di competenza regionale e locale di cui al citato Decreto Legislativo n. 422 del 1997;
  8. d) imprese esercenti autoservizi regolari in ambito comunitario di cui al Regolamento (CE) n. 1073/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009. 3. l’attività di trasporto persone effettuata da enti pubblici o imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico.

Per la fruizione del rimborso dell’importo indicato al paragrafo II, i soggetti di cui ai punti 1, 2 e 3 indicano nella dichiarazione presentata all’Ufficio delle dogane se intendono utilizzarlo mediante compensazione o richiedere la restituzione in denaro, secondo le modalità stabilite con il regolamento emanato con D.P.R. 9 giugno 2000, n. 277.

Per il godimento dell’agevolazione con il Modello F24 deve essere utilizzato il CODICE TRIBUTO 6740, per il cui utilizzo si rinvia a quanto comunicato con la nota RU-57015 del 14.05.2015.

Si evidenzia, inoltre, che, a norma del comma 2 dell’art. 61 del D.L. n. 1/2012, rispetto ai crediti riconosciuti con riferimento ai consumi effettuati a decorrere dal 2012 non operano le limitazioni previste dall’art. 1, comma 53, della Legge n. 244/2007. Tali crediti potranno, quindi, essere compensati anche ove l’importo complessivo annuo dei crediti d’imposta derivanti dal riconoscimento di agevolazioni concesse alle imprese, da indicare nel “QUADRO RU” del modello di dichiarazione dei redditi, superi il limite di € 250.000, indicato dall’art. 1, comma 53, sopra richiamato.

Per l’accreditamento su conto corrente in altro Stato dell’U.M.E. è richiesta l’indicazione dei codici BIC (Bank identification code) e IBAN (International bank address number).

Quanto alla documentazione utile a giustificare gli avvenuti consumi, gli esercenti l’attività di trasporto sopra indicati sono tenuti a comprovare gli acquisti del gasolio per autotrazione mediante le relative fatture. Ciò anche alla luce di quanto disposto dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205[5], che all’art. 1, comma 926, lett. b), ha abrogato il regolamento di cui al D.P.R. 10 novembre 1997, n. 444, concernente la semplificazione delle annotazioni da apporre sulla documentazione relativa agli acquisti di carburante per autotrazione (istituzione della c.d. “scheda carburante”). Si richiama, in proposito, la nota n. 64837/RU del 07.06.2018 dell’allora Direzione centrale Legislazione e procedure accise e altre imposte indirette relativa alla confermata obbligatorietà, per la fruizione del rimborso, dell’indicazione nella fattura elettronica della targa del veicolo rifornito da impianti di distribuzione stradale di carburanti.

  1. Fattispecie escluse dall’agevolazione

La Legge 28.12.2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016), ha ristretto ancor più all’art. 1, comma 645, il campo di applicazione dell’agevolazione in esame escludendone a decorrere dal 1° gennaio 2016 il gasolio per autotrazione consumato dai veicoli di categoria euro 2 o inferiore. Tale iniziativa ha così assorbito la precedente esclusione introdotta dall’art. 1, comma 233, della Legge 23.12.2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), con effetto dal 1° gennaio 2015, per i consumi di gasolio dei veicoli di categoria euro 0 o inferiore.

A tal fine, nella dichiarazione trimestrale di rimborso, l’esercente attesta (con la valenza assegnata alle dichiarazioni sostitutive dal D.P.R. n. 445/2000) puntualmente l’insussistenza della descritta condizione che impedisce il riconoscimento del credito d’imposta dichiarando che il gasolio consumato per cui si chiede il beneficio non è stato impiegato per il rifornimento di veicoli di categoria euro 2 o inferiore.

Al riguardo, ribadito che sono classificabili come appartenenti alle categorie euro 0 o inferiore i veicoli la cui carta di circolazione non riporta alcun riferimento alla normativa comunitaria dell’Unione Europea, per l’individuazione delle nuove categorie escluse euro 1 ed euro 2 si rinvia alla disciplina comunitaria di settore richiamandone, a titolo meramente esemplificativo, rispettivamente la direttiva 91/542/CEE del Consiglio del 1° ottobre 1991 (euro 1) e la direttiva 96/1/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22.01.1996 nonché la predetta direttiva 91/542/CEE, per i valori limite di emissioni fissati nella riga B (euro 2).

Tanto precisato, appare utile ribadire che non sono ammessi all’agevolazione i consumi di gasolio per autotrazione impiegati da:

- veicoli di categoria euro 2 o inferiore, in relazione ai soggetti di cui ai punti 1 e 2 del paragrafo III;

- veicoli di massa massima complessiva inferiore a 7,5 tonnellate, in relazione ai soggetti di cui al punto 1 del paragrafo III.

  1. Invio telematico delle dichiarazioni

Si rammenta che gli utenti interessati possono trasmettere le proprie dichiarazioni anche per mezzo del Servizio Telematico Doganale – E.D.I. A tal riguardo, si richiamano di seguito le modalità tecniche ed operative finalizzate all’utilizzo del Servizio suddetto:

- gli utenti interessati devono richiedere all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, qualora non ne siano già in possesso, l’abilitazione all’utilizzo del Servizio Telematico Doganale – E.D.I.;

- le istruzioni per la richiesta dell’abilitazione, nonché le modalità tecniche ed operative di trasmissione dei dati per il tramite del Servizio Telematico Doganale, sono disponibili sul sito di questa Agenzia, all’indirizzo www.adm.gov.it, nella specifica sezione ad esso relativa.

Per la predisposizione dei file, relativi alle dichiarazioni, da inviare a mezzo del Servizio Telematico Doganale, è possibile:

- utilizzare il software, corredato dalle relative istruzioni (manuale utente), presente sul sito di questa Agenzia nella sezione “Accise - Benefici per il gasolio da autotrazione - Benefici gasolio autotrazione 2° trimestre 2020”;

oppure:

- fare riferimento al “tracciato record”, pubblicato sul sito di questa Agenzia nella sezione “Accise - Benefici per il gasolio da autotrazione - Benefici gasolio autotrazione 2° trimestre 2020- Software gasolio autotrazione 2° trimestre 2020”, per predisporre autonomamente i file da inviare.

  1. Termini di utilizzo del credito maturato nel precedente trimestre

Si rammenta che, per effetto delle modifiche introdotte dall’art. 61 del D.L. n. 1/2012 sopra menzionato, i crediti sorti con riferimento ai consumi relativi al primo trimestre dell’anno 2020 potranno essere utilizzati in compensazione entro il 31 dicembre 2021. Da tale data decorre il termine, previsto dall’art. 4, comma 3, del D.P.R. n. 277/2000, per la presentazione dell’istanza di rimborso in denaro delle eccedenze non utilizzate in compensazione, la quale dovrà, quindi, essere presentata entro il 30 giugno 2022.

VII. Modifiche apportate alle modalità di compilazione

L’art. 8 (“Disposizioni in materia di accisa sul gasolio commerciale”) del D.L. n. 124/2019, recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili”, ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2020, un limite quantitativo fissato in un litro di gasolio, consumato da ciascuno dei veicoli che possono beneficiare dell’agevolazione in esame, per ogni chilometro percorso.

A fini di riscontro delle condizioni fissate per poter fruire dell’aliquota ridotta di accisa, sono state apportate modifiche al Quadro A-1 della dichiarazione prevista dal comma 4 dell’art. 24- ter del D.Lgs. n. 504/95, per la cui modalità di compilazione obbligatoria si rinvia alle prescrizioni di dettaglio fornite con la direttiva n. 74668/RU del 12 marzo 2020 di questa Direzione centrale.

Relativamente alle modalità di compilazione della dichiarazione trimestrale ed in particolare del Quadro A-1 della medesima, appare utile ribadire che:

- La colonna “MEZZO SPECIALE” è riservata ai semirimorchi o rimorchi destinati a trasporti specifici dotati di attrezzature permanentemente installate, alimentate da motori e serbatoi autonomi. Non vanno indicati pertanto i mezzi (trattori, motrici) dotati di unico serbatoio adibito sia all’alimentazione del motore di trazione che delle attrezzature ausiliari complementari alla funzione di trasporto, già riportati unitariamente come autoveicoli.

- Nella colonna “KM PERCORSI (h MEZZO SPECIALE), l’esercente dovrà attenersi rigorosamente all’inserimento dei chilometri effettivamente percorsi da ciascun veicolo o, per ciò che concerne i mezzi speciali, delle ore di funzionamento dell’attrezzatura permanentemente installata, nel trimestre di consumo. Non sono ammessi dati di altra natura.

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Conclusivamente, si ricorda che, ai sensi dell’art. 76 del Decreto del Presidente della Repubblica 28.12.2000, n. 445, recante “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa”, chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal testo unico predetto è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia.

Allorché il dichiarante venga ammesso alla fruizione dei benefici per il settore dell’autotrasporto sulla base di dichiarazioni rivelatesi poi non veritiere si rende applicabile la disposizione di cui all’art. 75 del predetto D.P.R. n. 445/2000, con decadenza dai benefici eventualmente conseguenti.

Viceversa, qualora i dati integrino irregolarità non costituenti falsità, l’esercente è tenuto a regolarizzare a pena di improcedibilità dell’iter di riconoscimento del credito ai sensi dell’art. 71, comma 3, del D.P.R. n. 445/2000.

IL DIRETTORE CENTRALE ad interim

IL DIRETTORE GENERALE

Marcello Minenna

 

ALLEGATI:1

 

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Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Comitato Centrale per l’Albo nazionale delle persone

fisiche e giuridiche che esercitano l’autotrasporto di

cose per conto di terzi

 

DELIBERAZIONE N. 3/2020 del 9 giugno 2020

Disposizioni relative alla rideterminazione delle risorse finanziarie disponibili per la

riduzione compensata dei pedaggi autostradali per transiti effettuati nell’anno 2019

 

IL PRESIDENTE DEL COMITATO

VISTA la legge 6 giugno 1974, n. 298 recante “Istituzione dell’albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, disciplina degli autotrasporti di cose e istituzione di un sistema di tariffe a forcella per i trasporti di merci su strada”;

VISTO il decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 284 recante “Riordino della Consulta generale per l’autotrasporto e del Comitato Centrale per l’Albo nazionale degli autotrasportatori” ed, in particolare, l’art. 12;

VISTO il d.P.R. 10 luglio 2009, n. 123 recante “Regolamento di riorganizzazione e funzionamento della Consulta generale per l’autotrasporto e per la logistica e del Comitato Centrale per l’Albo nazionale degli autotrasportatori”;

VISTO il d.P.R. 9 luglio 2010, n. 134 recante “Regolamento contabile del Comitato Centrale per l’Albo nazionale degli autotrasportatori”;

VISTO il d.P.C.M. 11 febbraio 2014, n. 72 recante “Regolamento di organizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti” ed, in particolare, l’art. 6, comma 10;

VISTO il D.P.C.M. 30 ottobre 2017, registrato presso la Corte dei Conti in data 14 novembre 2017 al Registro 1 Foglio 4512, con il quale è stato conferito alla dott.ssa Maria Teresa Di Matteol’incarico di livello dirigenziale generale di Presidente del Comitato Centrale per l’Albo nazionale degli autotrasportatori;

VISTO il decreto ministeriale 8 maggio 2018, n. 243 con il quale, per la durata di un triennio, è stata ricostituita la composizione del Comitato Centrale;

VISTA la Direttiva del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sugli indirizzi generali per l’attività amministrativa e la gestione n. 27 del 15 gennaio 2020, registrata alla Corte dei conti in data 1° febbraio 2020 al n. 250, con la quale sono state, tra l’altro, assegnate al Capo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale, le risorse iscritte per l’anno 2020 nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Centro di responsabilità n. 3;

VISTO il Decreto dirigenziale RD1 del 27 gennaio 2020, con il quale il Capo del Dipartimento dei trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale ha assegnato al Presidente del Comitato Centrale per l’Albo nazionale degli autotrasportatori le risorse finanziarie, per l’esercizio finanziario 2020, relativamente ai capitoli 1294, 1323 e 1330, iscritte nello stato di previsione della spesa del Ministero, nonché i maggiori stanziamenti che risultassero assegnati a seguito di provvedimenti amministrativi e/o normativi posti in essere nel corso dell’anno 2020;

VISTO il decreto legge 28 dicembre 1998, n. 451, convertito con legge 26 febbraio 1999, n. 40, ed in particolare l’art. 2, comma 3, che assegna al Comitato Centrale per l’Albo degli autotrasportatori risorse da utilizzare per la protezione ambientale e per la sicurezza della circolazione, anche con riferimento all’utilizzo delle infrastrutture;

VISTO l’art. 45 della legge 23 dicembre 1999 n. 488, che, a decorrere dall’anno 2000, rende strutturali le misure previste dalle disposizioni normative testé citate;

VISTO il capitolo di spesa 1330 dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti denominato “Somme assegnate al Comitato Centrale per l’Albo degli autotrasportatori” sul quale sono iscritte le risorse finanziarie, di volta in volta definite dalle leggi di revisione della spesa pubblica in termini di modifiche, integrazioni e/o riduzioni dell’iniziale stanziamento;

VISTO il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 30 dicembre 2019 “Ripartizione in capitoli delle unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e per il triennio 2020-2022”, che prevede l’iscrizione di euro 148.541.587 per ciascuno degli anni 2020 e 2021 sul capitolo 1330 dello stato di previsione della spesa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

VISTA la direttiva del Ministro n. 148 del 7 aprile 2020, registrata dall’Ufficio centrale del bilancio presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al n. 1150 in data 10 aprile 2020 e dalla Corte dei conti in data 19 aprile 2020 al n. 1633, con la quale, tra l’altro, è stato disposto che il Comitato utilizzi le risorse finanziarie iscritte sul capitolo 1330 per l’anno 2020 per la copertura delle riduzioni compensate dei pedaggi autostradali, pagati per i transiti effettuati nell’anno 2019 dalle imprese con sede nell’Unione europea che effettuano autotrasporto di cose, delle relative spese di procedura nonché del contenzioso pregresso, per un importo pari a euro 146.041.587;

VISTO il decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”, nonché i successivi provvedimenti d’urgenza volti a fronteggiare l’emergenza collegata alla diffusione del virus Covid-19, garantendo la salute dei cittadini ed al contempo sostenendo il sistema produttivo e salvaguardando la forza lavoro;

CONSIDERATO che, nell’attuale contesto emergenziale, il settore dell’autotrasporto merci, se da un lato continua ad assicurare il rifornimento costante dei beni di prima necessità, svolgendo in tal modo un primario servizio di assistenza alla collettività, dall’altro sta fortemente risentendo della chiusura delle attività produttive su tutto il territorio nazionale che determina una forte contrazione dei volumi di fatturato, tale da porre a rischio non solo la sopravvivenza del settore, ma anche la stessa attività di rifornimento dei beni di primaria necessità;

RAVVISATA, pertanto, l’opportunità di porre in essere ogni utile iniziativa che muova nella direzione di assicurare sostegno produttivo ed economico alle imprese di autotrasporto merci iscritte all’Albo nazionale degli autotrasportatori;

RITENUTO che la sollecita conclusione delle procedure e conseguente erogazione del rimborso dei costi sostenuti dalle citate imprese per i pedaggi autostradali relativi ai transiti effettuati nell’anno 2019, di cui alla citata Direttiva ministeriale, possa contribuire a raggiungere la finalità sopra indicata così immettendo nel settore parte della liquidità necessaria a fronteggiare le difficoltà del momento;

VISTA la delibera n. 1 del 10 aprile 2020, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 100 del 16 aprile 2020, con la quale è stato dato avvio alla procedura per il conseguimento della riduzione compensata dei costi sostenuti per i pedaggi autostradali nell’anno 2019 disponendo l’apertura della fase 1 – prenotazione della domanda dal 20 al 27 aprile 2020;

CONSIDERATO, altresì, che con la predetta direttiva è stato disposto che il Comitato provveda alla rideterminazione definitiva dell’importo da destinare alla riduzione compensata 2019 sulla base delle risorse finanziarie a tale scopo effettivamente disponibili all’atto dell’assunzione dell’impegno di spesa;

VISTA la delibera n. 2 del 24 aprile 2020 con la quale sono state, tra l’altro, destinate le risorse disponibili sul capitolo 1330 dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l’annualità 2020 nella misura di euro 146.041.587 alle finalità indicate nella direttiva del Ministro n. 148 del 7 aprile 2020, applicando i criteri di attuazione e di ripartizione ivi parimenti indicati;

VISTO l’art. 210, comma 1 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 in base al quale, al fine dia ssicurare adeguato sostegno alle imprese di settore nell’ambito del contesto emergenziale,l’autorizzazione di spesa di cui all’art. 2, comma 3 del decreto legge 28 dicembre 1998, n. 451, convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 1999, n. 40 è incrementata di 20 milioni di euro per l’anno 2020;

CONSIDERATO che con la citata direttiva n. 148 del 7 aprile 2020 è stata determinata la somma di euro 2.500.000 da destinare alla realizzazione di interventi volti a favorire il miglioramento della sicurezza della circolazione e dei controlli sui mezzi pesanti, ivi compresi studi promossi da organismi internazionali relativi al trasporto di merci su strada, stabilendo, altresì, che la parte residua di tali fondi, eventualmente non utilizzata a tale scopo, possa essere destinata alla copertura delle riduzioni compensate dei pedaggi autostradali anno 2019;

RILEVATO che la parte di risorse non utilizzate per la realizzazione degli interventi ai fini dell’incremento della sicurezza della circolazione e dei controlli sui mezzi pesanti, ivi compresi studi promossi da organismi internazionali relativi al trasporto di merci su strada, così come determinata dalla citata direttiva n. 148 del 7 aprile 2020, ammonta ad euro 814.235 e che in relazione alle ulteriori risorse di cui all’art. 210, comma 1 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 non risultano individuate ulteriori necessità di fondi da destinare alla realizzazione dei predetti interventi;

CONSIDERATO che l’importo per la definizione dell’eventuale contenzioso connesso alla procedura di erogazione delle riduzioni relative all’anno 2019 ed agli anni pregressi sarà determinato secondo le disposizioni normative in materia di impegni pluriennali ad esigibilità con successiva delibera del Comitato centrale;

CONSIDERATO che la convenzione tra Comitato centrale/Telepass SpA/Autostrade per l’Italia SpA relativa all’esecuzione del servizio per l’elaborazione, la determinazione dei fatturati e il relativo pagamento della riduzione compensata dei pedaggi 2019 è stata perfezionata e che il costo definito risulta essere pari a euro 119.562,54 IVA compresa e che comunque il pagamento delle prestazioni della convenzione in parola avverrà nel corso del 2020;

TUTTO ciò premesso e considerato

D E L I B E R A

Art. 1 La disponibilità definitiva dei fondi di cui all’art. 45 della Legge 23 dicembre 1999, n. 488 e successive modifiche ed integrazioni, da utilizzare per il pagamento delle riduzioni compensate dei pedaggi autostradali relative all’anno 2019, in favore delle imprese italiane e comunitarie di autotrasporto di cose è definitivamente determinata in euro 166.565.491,73 al netto delle spese di procedura e contenzioso pregresso di cui alle premesse.

Art. 2 La presente delibera, assunta per motivi d’urgenza, è sottoposta a ratifica da parte del Comitato centrale nella prima seduta utile.

 

IL PRESIDENTEDEL COMITATO

Dr.ssa Maria Teresa DI MATTEO

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Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Comitato Centrale per l’Albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l’autotrasporto di cose per conto di terzi

DELIBERAZIONE N. 4/2020 del 12 giugno 2020

Disposizioni relative all’aggiornamento delle percentuali di riduzione compensata dei pedaggi autostradali per transiti effettuati nell’anno 2019 in attuazione dell’art. 10 della deliberazione del Comitato Centrale n. 2/2020 del 24 Aprile 2020.

IL PRESIDENTE DEL COMITATO

VISTA la legge 6 giugno 1974, n. 298 recante “Istituzione dell’albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, disciplina degli autotrasporti di cose e istituzione di un sistema di tariffe a forcella per i trasporti di merci su strada”;

VISTO il decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 284 recante “Riordino della Consulta generale per l’autotrasporto e del Comitato Centrale per l’Albo nazionale degli autotrasportatori” ed, in particolare, l’art. 12;

VISTO il d.P.R. 10 luglio 2009, n. 123 recante “Regolamento di riorganizzazione e funzionamento della Consulta generale per l’autotrasporto e per la logistica e del Comitato Centrale per l’Albo nazionale degli autotrasportatori”;

VISTO il d.P.R. 9 luglio 2010, n. 134 recante “Regolamento contabile del Comitato Centrale per l’Albo nazionale degli autotrasportatori”;

VISTO il d.P.C.M. 11 febbraio 2014, n. 72 recante “Regolamento di organizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti” ed, in particolare, l’art. 6, comma 10;

VISTO il D.P.C.M. 30 ottobre 2017, registrato presso la Corte dei Conti in data 14 novembre 2017 al Registro 1 Foglio 4512, con il quale è stato conferito alla dott.ssa Maria Teresa Di Matteo l’incarico di livello dirigenziale generale di Presidente del Comitato Centrale per l’Albo nazionale degli autotrasportatori;

 VISTO il decreto ministeriale 8 maggio 2018, n. 243 con il quale, per la durata di un triennio, è stata ricostituita la composizione del Comitato Centrale;

VISTA la Direttiva del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sugli indirizzi generali per l’attività amministrativa e la gestione n. 27 del 15 gennaio 2020, registrata alla Corte dei conti in data 1° febbraio 2020 aln. 250, con la quale sono state, tra l’altro, assegnate al Capo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale, le risorse iscritte per l’anno 2020 nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Centro di responsabilità n. 3;

VISTO il Decreto dirigenziale RD1 del 27 gennaio 2020, con il quale il Capo del Dipartimento dei trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale ha assegnato al Presidente del Comitato Centrale per l’Albo nazionale degli autotrasportatori le risorse finanziarie, per l’esercizio finanziario 2020, relativamente ai capitoli 1294, 1323 e 1330, iscritte nello stato di previsione della spesa del Ministero, nonché i maggiori stanziamenti che risultassero assegnati a seguito di provvedimenti amministrativi e/o normativi posti in essere nel corso dell’anno 2020;

VISTO il decreto legge 28 dicembre 1998, n. 451, convertito con legge 26 febbraio 1999, n. 40, ed in particolare l’art. 2, comma 3, che assegna al Comitato Centrale per l’Albo degli autotrasportatori risorse da utilizzare per la protezione ambientale e per la sicurezza della circolazione, anche con riferimento all’utilizzo delle infrastrutture;

VISTO l’art. 45 della legge 23 dicembre 1999 n. 488, che, a decorrere dall’anno 2000, rende strutturali le misure previste dalle disposizioni normative testé citate;

VISTO il capitolo di spesa 1330 dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti denominato “Somme assegnate al Comitato Centrale per l’Albo degli autotrasportatori” sul quale sono iscritte le risorse finanziarie, di volta in volta definite dalle leggi di revisione della spesa pubblica in termini di modifiche, integrazioni e/o riduzioni dell’iniziale stanziamento;

VISTO il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 30 dicembre 2019 “Ripartizione in capitoli delle unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e per il triennio 2020-2022”, che prevede l’iscrizione di euro 148.541.587,00 per ciascuno degli anni 2020 e 2021 sul capitolo 1330 dello stato di previsione della spesa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

VISTA la direttiva del Ministro n. 148 del 7 aprile 2020, registrata dall’Ufficio centrale del bilancio presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al n. 1150 in data 10 aprile 2020 e dalla Corte dei conti in data 19 aprile 2020 al n. 1633, con la quale, tra l’altro, è stato disposto che il Comitato utilizzi le risorse finanziarie iscritte sul capitolo 1330 per l’anno 2020 per la copertura delle riduzioni compensate dei pedaggi autostradali, pagati per i transiti effettuati nell’anno 2019 dalle imprese con sede nell’Unione europea che effettuano autotrasporto di cose, delle relative spese di procedura nonché del contenzioso pregresso, per un importo pari ad euro 146.041.587,00;

VISTO il decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”, nonché i successivi provvedimenti d’urgenza volti a fronteggiare l’emergenza collegata alla diffusione del virus Covid-19, garantendo la salute dei cittadini ed al contempo sostenendo il sistema produttivo e salvaguardando la forza lavoro;

CONSIDERATO che, nell’attuale contesto emergenziale, il settore dell’autotrasporto merci, se da un lato continua ad assicurare il rifornimento costante dei beni di prima necessità, svolgendo in tal modo un primario servizio di assistenza alla collettività, dall’altro sta fortemente risentendo della chiusura delle attività produttive su tutto il territorio nazionale che determina una forte contrazione dei volumi di fatturato, tale da porre a rischio non solo la sopravvivenza del settore, ma anche la stessa attività di rifornimento dei beni di primaria necessità;

RAVVISATA, pertanto, l’opportunità di porre in essere ogni utile iniziativa che muova nella direzione di assicurare sostegno produttivo ed economico alle imprese di autotrasporto merci iscritte all’Albo nazionale degli autotrasportatori;

RITENUTO che la sollecita conclusione delle procedure e conseguente erogazione del rimborso dei costi sostenuti dalle citate imprese per i pedaggi autostradali relativi ai transiti effettuati nell’anno 2019, di cui alla citata Direttiva ministeriale, possa contribuire a raggiungere la finalità sopra indicata così immettendo nel settore parte della liquidità necessaria a fronteggiare le difficoltà del momento;

VISTA la delibera n. 1 del 10 aprile 2020, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 100 del 16 aprile 2020, con la quale è stato dato avvio alla procedura per il conseguimento della riduzione compensata dei costi sostenuti per i pedaggi autostradali nell’anno 2019 disponendo l’apertura della fase 1 – prenotazione della domanda dal 20 al 27 aprile 2020;

CONSIDERATO altresì, che con la predetta direttiva è stato disposto che il Comitato provveda alla rideterminazione definitiva dell’importo da destinare alla riduzione compensata 2019 sulla base delle risorse finanziarie a tale scopo effettivamente disponibili all’atto dell’assunzione dell’impegno di spesa;

VISTA la delibera n. 2 del 24 aprile 2020 con la quale sono state, tra l’altro, destinate le risorse disponibili sul capitolo 1330 dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l’annualità 2020 nella misura di euro 146.041.587,00 alle finalità indicate nella direttiva del Ministro n. 148 del 7 aprile 2020, applicando i criteri di attuazione e di ripartizione ivi parimenti indicati;

VISTO l’art. 210, comma 1 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 in base al quale, al fine di assicurare adeguato sostegno alle imprese di settore nell’ambito del contesto emergenziale, l’autorizzazione di spesa di cui all’art. 2, comma 3 del decreto legge 28 dicembre 1998, n. 451, convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 1999, n. 40 è incrementata di 20 milioni di euro per l’anno 2020;

CONSIDERATO che con la citata direttiva n. 148 del 7 aprile 2020 è stata determinata la somma di euro 2.500.000,00 da destinare alla realizzazione di interventi volti a favorire miglioramento della sicurezza della circolazione e dei controlli sui mezzi pesanti, ivi compresi studi promossi da organismi internazionali relativi al trasporto di merci su strada, stabilendo, altresì, che la parte residua di tali fondi, eventualmente non utilizzata a tale scopo, possa essere destinata alla copertura delle riduzioni compensate dei pedaggi autostradali anno 2019;

RILEVATO che la parte di risorse non utilizzate per la realizzazione degli interventi ai fini dell’incremento della sicurezza della circolazione e dei controlli sui mezzi pesanti, ivi compresi studi promossi da organismi internazionali relativi al trasporto di merci su strada, così come determinata dalla citata direttiva n. 148 del 7 aprile 2020, ammonta ad euro 814.235,00 e che in relazione alle ulteriori risorse di cui all’art. 210, comma 1 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 non risultano individuate ulteriori necessità di fondi da destinare alla realizzazione dei predetti interventi;

CONSIDERATO che l’importo per la definizione dell’eventuale contenzioso connesso alla procedura di erogazione delle riduzioni relative all’anno 2019 ed agli anni pregressi sarà determinato secondo le disposizioni normative in materia di impegni pluriennali ad esigibilità con successiva delibera del Comitato centrale;

TENUTO CONTO che non risultano ammesse alla riduzione dei pedaggi autostradali 2019 imprese che abbiano utilizzato tratte autostradali gestite da concessionarie diverse da Telepass Spa/Autostrade per l’Italia SpA;

CONSIDERATO che la convenzione tra Comitato centrale/Telepass SpA/Autostrade per l’Italia SpA relativa all’esecuzione del servizio per l’elaborazione, la determinazione dei fatturati e il relativo pagamento della riduzione compensata dei pedaggi 2019 è stata perfezionata e che il costo definito risulta essere pari a euro 119.562,54,00 IVA compresa e che comunque il pagamento delle prestazioni della convenzione in parola avverrà nel corso del 2020;

CONSIDERATO che le Società concessionarie delle tratte autostradali interessate hanno provveduto alla verifica dei dati, in particolare all’accertamento dei codici di fatturazione ed alla conseguente elaborazione dei transiti effettuati nell’anno 2019 da parte degli aventi titolo, quantificandone i relativi volumi di fatturato;

VISTA la delibera n.3/2020 del 9 giugno 2020, con la quale è stata aggiornata la disponibilità definitiva dei fondi da utilizzare per il pagamento delle riduzioni compensate dei pedaggi autostradali relative all’anno 2019, a favore delle imprese italiane e comunitarie di autotrasporto di cose in euro 166.565.491,73;

VISTO il prospetto riepilogativo trasmesso da Telepass SpA/Autostrade per l’Italia SpA dal quale è emerso che per soddisfare le richieste ammesse, in riferimento a tutti i pedaggi complessivamente gestiti da dette Società, sarebbe stata necessaria una disponibilità di fondi pari a euro 215.737.980,56;

TENUTO CONTO delle disponibilità finanziarie e in base alle percentuali di riduzione secondo i diversi scaglioni di fatturato globale annuo e la classe ecologica del veicolo, come previsto al punto 7 della delibera n. 2/2020 del 24 aprile 2020 il coefficiente di riduzione da applicare alle originarie percentuali di riduzione risulta essere determinato in 22,7927 punti percentuali, cioè che la nuova percentuale è il 77,2073% di quella originaria;

TUTTO ciò premesso e considerato

D E L I B E R A

Art. 1 di aggiornare e rideterminare le percentuali di riduzione indicate al punto 7 della delibera n. 2/2020 del 24 aprile 2020, secondo la seguente tabella:

FATTURATO (in €)

CLASSE VEICOLO

Percentuale di riduzione Teorica

Percentuale di riduzione definitiva

200.000 – 400.000

Euro V o superiore o con alimentazione alternativa

5%

 

3,8604 %

200.000 – 400.000

Euro IV

1%

0,7721 %

200.000 – 400.000

Euro III

0,5%

0,3860%

 

 

 

 

400.001 – 1.200.000

Euro V o superiore o con alimentazione alternativa  

7%

 

5,4045 %

400.001 – 1.200.000

Euro IV

3%

2,3162 %

400.001 – 1.200.000

Euro III

1%

0,7721 %

 

 

 

 

1.200.001 – 2.500.000

Euro V o superiore o con alimentazione alternativa  

9%

 

6,9487 %

1.200.001 – 2.500.000

Euro IV

5%

3,8604 %

1.200.001 – 2.500.000

Euro III

2%

1,5441 %

 

 

 

 

2.500.001 – 5.000.000

Euro V o superiore o con alimentazione alternativa  

11%

 

8,4928 %

2.500.001 – 5.000.000

Euro IV

7%

5,4045 %

2.500.001 – 5.000.000

Euro III

3%

2,3162 %

 

 

 

 

Oltre 5.000.000

Euro V o superiore o con alimentazione alternativa  

13%

 

10,037 %

Oltre 5.000.000

Euro IV

8%

6,1766 %

Oltre 5.000.000

Euro III

4%

3,0883 %

 

Art. 2 di approvare le riduzioni da erogare ai soggetti di cui all’elenco allegato, che costituisce parte integrante della presente delibera, per gli importi calcolati applicando ai volumi di fatturato, indicati per ciascun avente titolo, le percentuali rideterminate per le diverse classi di fatturato e classe ecologica dei veicoli, nella misura di cui al precedente art. 1;

Art. 3 di approvare gli elenchi delle imprese non ammesse al beneficio delle riduzioni compensate dei pedaggi autostradali 2019 in quanto non aventi titolo;

Art. 4 di autorizzare l’impiego della somma complessiva di euro 166.565.491,73 sul capitolo 1330 dello Stato di previsione della spesa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a favore di Telepass S.p.A. che provvede al pagamento degli importi spettanti alle imprese aventi diritto.

Art. 5 La presente delibera, assunta per motivi d’urgenza, è sottoposta a ratifica da parte del Comitato centrale nella prima seduta utile.

IL PRESIDENTEDEL COMITATO

Dr.ssa Maria Teresa DI MATTEO

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