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I.N.L.

Ispettorato Nazionale del Lavoro

Direzione centrale coordinamento giuridico

Ufficio I Affari giuridici e legislativi

Agli Ispettorati interregionali e territoriali del lavoro

Alla Direzione tutela, sicurezza e vigilanza del lavoro

Al Comando Carabinieri per la tutela del lavoro

e p.c.

Al Ministero del lavoro e delle politiche sociali

Direzione generale dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali

All’INPS

Direzione centrale entrate

All’INAIL

Direzione centrale rapporto assicurativo

Alla Provincia autonoma di Trento

Alla Provincia autonoma di Bolzano

All’Assessorato del lavoro Regione Sicilia

INL_DCGIURIDICA.REGISTRO UFFICIALE.U.0000468.21-07-2020

Oggetto: disposizioni della L. n. 77/2020 di conversione del D.L. n. 34/2020.

In data 17 luglio è stata pubblicata in G.U. la L. n. 77/2020 di conversione del D.L. n. 34/2020, recante “Misure urgente in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19". Con la presente nota, facendo seguito alla nota prot. n. 160 del 3 giugno u.s., si forniscono indicazioni relative ad alcune modifiche introdotte con la predetta legge, d’interesse per l’attività dell’Ispettorato nazional del lavoro.

art. 1, comma 2, L. n. 77/2020 abrogazione del D.L. n. 52/2020

La disposizione abroga il D.L. n. 52/2020, “assorbendo” al suo interno le disposizioni in materia di trattamento di integrazione salariale, di proroga di termini in materia di reddito di emergenza e di emersione di rapporti di lavoro, ferma restando la validità degli atti e dei provvedimenti adottati, degli effetti prodottisi e dei i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto legge.

In particolare, in materia di ammortizzatori sociali disciplinati dagli artt. da 19 a 22 del D.L. n. 18/2020, si confermano le modifiche introdotte agli artt. da 68 a 71 del D.L. n. 34/2020 ora convertito. In proposito si fa rinvio alla circolare INPS n. 84 del 10 luglio u.s.

In relazione alle modifiche apportate al D.L. n. 34/2020 si evidenziano i seguenti articoli già presenti o di nuova introduzione nel testo dello stesso decreto-legge.

art. 43 bis (Contratto di rete con causale di solidarietà)

Tale disposizione ha aggiunto allart. 3 del D.L. n. 5/2009 (conv. da L. n. 33/2009), i commi dal 4 sexies al 4 octies che disciplinano la possibilità di stipulare un contratto di rete per favorire il mantenimento dei livelli occupazionali delle imprese appartenenti alle filiere che si sono trovate in particolare difficoltà eco- nomica a causa dello stato di crisi o di emergenza dichiarati con provvedimento delle autorità competenti.

Pertanto, le imprese che stipulano il contratto di rete per lo svolgimento di prestazioni lavorative presso le partecipanti potranno ricorrere agli istituti del distacco e della codatorialità, ai sensi dell’art. 30, comma 4 ter, del D.Lgs. n. 276/2003, per perseguire le seguenti finalità:

  • impiego di lavoratori delle imprese partecipanti alla rete che sono a rischio di perdita del posto di lavoro;
  • inserimento di persone che hanno perso il posto di lavoro per chiusura di attività o per crisi di impresa;
  • assunzione di figure professionali necessarie a rilanciare le attività produttive nella fase di uscita dalla crisi.

La normativa introdotta deroga, inoltre, alle disposizioni generali in ordine all’obbligo di pubblicità previsto dal comma 4 quater (obbligo di iscrizione del contratto di rete nel registro delle imprese ove hanno sede le imprese contraenti). Tale obbligo viene assolto mediante sottoscrizione del contratto, in deroga alle modalità previste dal comma 4 ter del citato art. 3, ai sensi dell’art. 24 del CAD, “con l'assistenza di organizzazioni di rappresentanza dei datori di lavoro rappresentative a livello nazionale presenti nel Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro ai sensi della legge 30 dicembre 1986, n. 936, che siano espressione di interessi generali di una pluralità di categorie e di territori”.

Con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, sono definite le modalità di comunicazione, a cura dell’impresa referente, necessarie per dare attuazione alla codatorialità.

Per ogni altro aspetto di disciplina trova applicazione quanto già previsto dall’art. 3 del D.L. n. 5/2009.

art. 67 bis (Inserimento al lavoro dei care leavers)

La disposizione prevede che la quota di riserva di cui all’art. 18, comma 2, della L. n. 68/1999 – ossia la quota attribuita in favore di orfani, coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio ecc. – è attribuita anche in favore di coloro che, al compimento della maggiore età, vivono fuori della famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria.

art. 80 (Modifiche all'articolo 46 in materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo)

In sede di conversione dell’art. 80 – che ha modificato l’art. 46 del D.L. n. 18/2020 (conv. da L. n. 27/2020, cfr. in proposito nota INL n. 160 del 3 giugno u.s.) – è stato aggiunto un ulteriore comma 1 bis.

In particolare, il citato comma stabilisce che, fino al 17 agosto 2020 e con riferimento alla procedura prevista dall’art. 47, comma 2, L. n. 428/1990 in materia di trasferimenti di azienda o di parte di essa ai sensi dell’art. 2112 c.c. in cui siano occupati più di 15 dipendenti, laddove non sia raggiunto un accordo in sede sindacale, la durata della relativa procedura non può essere inferiore a 45 giorni (il comma 2 dell’art. 47 citato prevede invece che “la consultazione si intende esaurita qualora, decorsi dieci giorni dal suo inizio, non sia stato raggiunto un accordo”).

art. 80 bis (Interpretazione autentica del comma 3 dell’articolo 38 del decreto legislativo 15 giugno2015, n. 81)

L’art. 80 bis, introdotto dalla legge di conversione, ha ad oggetto l’interpretazione autentica del comma 3 dell’art. 38 del D.lgs. n. 81/2015.

Come noto, nelle ipotesi di somministrazione irregolare previste dal medesimo art. 38, comma 2, la costituzione del rapporto di lavoro in capo al soggetto che utilizza la prestazione lavorativa comporta che “tutti i pagamenti effettuati dal somministratore, a titolo retributivo o di contribuzione previdenziale, val- gono a liberare il soggetto che ne ha effettivamente utilizzato la prestazione dal debito corrispondente fino a concorrenza della somma effettivamente pagata” (comma 3 primo periodo).

Inoltre, “tutti gli atti compiuti o ricevuti dal somministratore nella costituzione o nella gestione del rapporto, per il periodo durante il quale la somministrazione ha avuto luogo, si intendono come compiuti o ricevuti dal soggetto che ha effettivamente utilizzato la prestazione” (comma 3 secondo periodo).

L’art. 80 bis interviene proprio su tale ultima disposizione stabilendo che la stessa “si interpreta nel senso che tra gli atti di costituzione e di gestione del rapporto di lavoro non è compreso il licenziamento. Ne consegue che non può ritenersi compiuto né imputato in capo all’utilizzatore l’eventuale licenziamento effettuato dal somministratore; pertanto, ove lo stesso sia intervenuto, non produrrà effetti nei confronti del lavoratore il cui rapporto di lavoro è costituito con l’utilizzatore.

art. 81 (Modifiche all’art. 103 in materia di sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza)

In sede di conversione, è stato soppresso il comma dell’art. 81 del D.L. n. 34/2020 che aveva introdotto una eccezione per il DURC alla regola generale dell’art. 103, comma 2, del D.L. n. 18/2020 (conv. da L. n.27/2020) ai sensi del quale “tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, compresi i termini di inizio e di ultimazione dei lavori di cui all'articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di ces- sazione dello stato di emergenza”.

Pertanto, anche i documenti unici di regolarità contributiva (DURC) in scadenza nel predetto periodo rientrano nella disciplina generale dettata dal citato art. 103.

art. 93 (Disposizioni in materia di proroga o rinnovo di contratti a termine e di proroga di contratti di apprendistato)

In sede di conversione è stato inserito il comma 1 bis all’art. 93 del D.L. n. 34/2020 (cfr. INL nota. prot. n. 160/2020), secondo cui “il termine dei contratti di lavoro degli apprendisti di cui agli articoli 43 e 45 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, e dei contratti di lavoro a tempo determinato, anche in regime di somministrazione, è prorogato di una durata pari al periodo di sospensione dell’attività lavorativa, prestata in forza dei medesimi contratti, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19".

Il regime di proroga automatica previsto dalla disposizione riguarda i contratti di apprendistato di cui agli artt. 43 e 45 del D.lgs. n. 81/2015 con esclusione pertanto dell’apprendistato professionalizzante, non- ché i contratti a termine anche in regime di somministrazione.

Sulla disposizione si fa riserva di fornire ulteriori indicazioni d’intesa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali anche in ragione delle ricadute che determina in particolare sulla restante disciplina in materia di contratti a tempo determinato.

art. 103 (Emersione di rapporti di lavoro)

In sede di conversione il termine di scadenza per la presentazione dell’istanza di emersione è stato

differito dal 15 luglio al 15 agosto.

art. 203 (Trattamento economico minimo per il personale del trasporto aereo)

In sede di conversione del D.L. n. 34/2020 non è stato modificato il contenuto dell’art. 203 che impone ai “vettori aerei e le imprese che operano e impiegano personale sul territorio italiano” e che sono assoggettate a concessioni, autorizzazioni o certificazioni previste dalla normativa di settore, l’applicazione di “trattamenti retributivi comunque non inferiori a quelli minimi stabiliti dal Contratto Collettivo Nazionale del settore stipulato dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale”, al personale con base di servizio (determinata ai sensi della normativa eurounitaria) in Italia.

Il comma 2 della disposizione generalizza poi il rispetto dei minimi retributivi dettati dai CCNL c.d. leader nei confronti del “personale dipendente di terzi ed utilizzato per lo svolgimento delle proprie attività dai vettori aerei e dalle imprese di cui al medesimo comma 1”.

Il rispetto dell’obbligo è presidiato da una serie di sanzioni: in primo luogo, quella della “revoca delle concessioni, autorizzazioni e certificazioni ad essi rilasciate dall’autorità amministrativa italiana” in mancanza della comunicazione all’ENAC relativa alla ottemperanza ai citati agli obblighi (art. 203, comma 3).

Inoltre, si prevede che le domande dirette ad ottenere il rilascio delle concessioni, autorizzazioni o certifica- zioni in questione devono recare, a pena di improcedibilità, la comunicazione all'ENAC dell'impegno a ga- rantire al personale i predetti trattamenti economici (art. 203, comma 4).

Per gli operatori muniti di “concessioni, autorizzazioni e certificazioni non rilasciate dall'autorità amministrativa italiana” per i quali non può trovare applicazione la sanzione della revoca del titolo abilitativo, è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa da 5.000 euro a 15.000 euro da parte dell’ENAC (art. 203, comma 5).

Sempre a tal fine, si richiama anche l’art. 198 del D.L. n. 34/2020 che impone agli operatori nazionali il rispetto di “trattamenti retributivi, comunque, non inferiori a quelli minimi stabiliti dal Contratto Collettivo Nazionale del settore stipulato dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale” per ammetterli ai finanziamenti del fondo previsto per indennizzare i danni subiti dal settore aereo in seguito all’emergenza Covid-19. L’applicazione di tale ultima disposizione è comunque subordinata all'autorizzazione della Commissione europea ai sensi dell'art. 108, paragrafo 3, del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea e all’adozione di un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei tra- sporti, volto a disciplinarne l’applicazione anche in relazione alle modalità di recupero dei contributi riconosciuti ai vettori che non abbiano osservato tale prescrizione.

art. 221 (Modifica all’articolo 83 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020 n 27 e disposizioni in materia di processo civile e penale)

L’art. 221 aveva già apportato una modifica all’art. 83 del D.L. n. 18/2020 (come conv. da L. n. 27/2020) - in relazione al quale si fa rinvio alla nota n. 2465 del 7 aprile u.s. - stabilendo che “per il periodo compreso tra il 9 marzo 2020 e l’11 maggio 2020 si considera sospeso il decorso del termine di cui all’articolo 124 del codice penale”, ossia il termine per proporre querela. Ora all’art. 221 sono stati inseriti i commi dal 3 al 10 riguardanti l’organizzazione e la gestione delle udienze fino al 31 ottobre. Di seguito si riportano, in sintesi, i passaggi di maggiore interesse:

  • negli uffici che hanno la disponibilità del servizio di deposito telematico, anche gli atti e i documenti introduttivi del giudizio (art. 16 bis, comma 1 bis, del D.L. n. 179/2012 conv. da L. n. 221/2012), sono depositati esclusivamente con le “modalità telematiche” previste dal comma 1 del medesimo articolo;
  • il giudice può disporre che le udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti siano sostituite dal deposito telematico di note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni. Il giudice comunica alle parti almeno trenta giorni prima della data fissata per l’udienza che la stessa è sostituita dallo scambio di note scritte e assegna alle parti un termine fino a cinque giorni prima della predetta data per il deposito delle note scritte. Ciascuna delle parti può presentare istanza di tratta- zione orale entro cinque giorni dalla comunicazione del provvedimento. Il giudice provvede entro i successivi cinque giorni. Se nessuna delle parti effettua il deposito telematico di note scritte, il giudice provvede ai sensi del primo comma dell’art. 181 c.p.c. che disciplina la “mancata comparizione delle parti”;
  • la partecipazione alle udienze civili di una o più parti o di uno o più difensori può avvenire, su istanza dell’interessato, mediante collegamenti audiovisivi a distanza, individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia. La parte può parteci- pare all’udienza solo dalla medesima postazione da cui si collega il difensore. Lo svolgimento dell’udienza deve in ogni caso avvenire con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipa- zione. L’istanza di partecipazione mediante collegamento a distanza è depositata almeno quindici giorni prima della data fissata per lo svolgimento dell’udienza. Il giudice dispone la comunicazione alle parti dell’istanza, dell’ora e delle modalità del collegamento almeno cinque giorni prima dell’udienza. All’udienza il giudice dà atto delle modalità con cui accerta l’identità dei soggetti partecipanti a distanza e, ove si tratta delle parti, la loro libera volontà. Di questa e di tutte le ulteriori operazioni è dato atto nel processo verbale;
  • il giudice, con il consenso preventivo delle parti, può disporre che l’udienza civile che non richieda la presenza di soggetti diversi dai difensori, dalle parti e dagli ausiliari del giudice, anche se finalizzata all’assunzione di informazioni presso la pubblica amministrazione, si svolga mediante collegamenti audiovisivi a distanza individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia. L’udienza è tenuta con la presenza del giudice nell’ufficio giudiziario e con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione delle parti. Prima dell’udienza il giudice dispone la comunicazione ai procuratori delle parti e al pubblico ministero, se è prevista la sua partecipazione, del giorno, dell’ora e delle modalità del collegamento. All’udienza il giudice dà atto a verbale delle modalità con cui accerta l’identità dei soggetti partecipanti e, ove si tratta delle parti, la loro libera volontà. Di tutte le ulteriori operazioni è dato atto nel processo verbale;
  • in luogo dell’udienza fissata per il giuramento del consulente tecnico d’ufficio ai sensi dell’art. 193 c.p.c., il giudice può disporre che il consulente, prima di procedere all’inizio delle operazioni peritali, presti giuramento con dichiarazione sottoscritta con firma digitale da depositare nel fascicolo telematico.

In considerazione del più esteso utilizzo dei servizi del processo civile telematico anche per la tratta- zione delle udienze mediante scambio di note scritte, si segnala l’importanza della partecipazione dei responsabili di processo alla giornata formativa del 10 settembre p.v.

IL DIRETTORE CENTRALE

Danilo PAPA

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LEGGE 22 maggio 2017, n. 81

Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato. (17G00096)

(GU n.135 del 13-6-2017)

Vigente al: 14-6-2017

Capo I

TUTELA DEL LAVORO AUTONOMO

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1

Ambito di applicazione

1.Le disposizioni del presente capo si applicano ai rapporti di lavoro autonomo di cui al titolo III del libro quinto del codice civile, ivi inclusi i rapporti di lavoro autonomo che hanno una disciplina particolare ai sensi dell'articolo 2222 del codice civile.

2.Sono esclusi dall'ambito di applicazione del presente capo gli imprenditori, ivi compresi i piccoli imprenditori di cui all'articolo 2083 del codice civile.

Art. 2

Tutela del lavoratore autonomo nelle transazioni commerciali

1.Le disposizioni del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, si applicano, in quanto compatibili,   anche   alle   transazioni commerciali tra lavoratori autonomi e imprese, tra   lavoratori autonomi e amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e   successive modificazioni, o tra lavoratori autonomi, fatta salva l'applicazione di disposizioni più favorevoli.

Art. 3

Clausole e condotte abusive

1.Si considerano abusive e prive di effetto le clausole che attribuiscono   al   committente   la   facoltà   di   modificare unilateralmente le condizioni del contratto o, nel caso di contratto avente ad oggetto una prestazione continuativa, di recedere da esso senza congruo preavviso nonché le clausole mediante le quali le parti concordano termini di pagamento superiori a sessanta giorni dalla data del ricevimento da parte del committente della fattura o della richiesta di pagamento.

2.Si considera abusivo il rifiuto del committente di stipulare il contratto in forma scritta.

3.Nelle ipotesi di cui ai commi 1 e 2 il lavoratore autonomo ha diritto al risarcimento dei danni, anche promuovendo un tentativo di conciliazione mediante gli organismi abilitati.

4.Ai rapporti contrattuali di cui al presente capo si applica, in quanto compatibile, l'articolo 9 della legge 18 giugno 1998, n. 192, in materia di abuso di dipendenza economica.

Art. 4

Apporti originali e invenzioni del lavoratore

1.Salvo il caso in cui l'attività inventiva sia prevista come oggetto del contratto di lavoro e a tale scopo compensata, i diritti di utilizzazione economica relativi ad apporti originali e   a invenzioni realizzati nell'esecuzione del contratto stesso spettano al lavoratore autonomo, secondo le disposizioni di cui alla legge 22 aprile 1941, n. 633, e al codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30.

Art. 5

Delega al Governo in materia di atti pubblici rimessi alle professioni organizzate in ordini o collegi

1.Al fine di semplificare l'attività delle amministrazioni pubbliche e di ridurne i tempi di produzione, il Governo é delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi in materia di rimessione di atti pubblici alle professioni organizzate in ordini o collegi, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) individuazione degli atti delle amministrazioni pubbliche che possono essere rimessi anche alle professioni organizzate in ordini o collegi in relazione al carattere di terzietà di queste;

b) individuazione di misure che garantiscano il rispetto della disciplina in materia di tutela dei dati personali nella gestione degli atti rimessi ai professionisti iscritti a ordini o collegi;

c) individuazione delle circostanze che possano determinare condizioni di conflitto di interessi nell'esercizio delle funzioni rimesse ai professionisti ai sensi della lettera a).

2.Dall'attuazione dei decreti legislativi di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni competenti provvedono ai   relativi adempimenti mediante le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

Art. 6

Deleghe al Governo in materia di sicurezza e protezione sociale dei  professionisti iscritti a ordini o collegi e di ampliamento delle  prestazioni di maternità e di malattia riconosciute ai lavoratori  autonomi iscritti alla Gestione separata

1.Al fine di rafforzare le prestazioni di sicurezza e di protezione sociale dei professionisti iscritti agli ordini o ai collegi, il Governo é delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi nel rispetto del seguente principio e criterio direttivo:

abilitazione degli enti di previdenza di diritto privato, anche in forma associata, ove autorizzati dagli organi di vigilanza, ad attivare, oltre a prestazioni complementari di tipo previdenziale e socio-sanitario, anche altre prestazioni sociali, finanziate da apposita contribuzione, con particolare riferimento agli iscritti che abbiano subito una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla propria volontà o che siano stati colpiti da gravi patologie.

2.Al fine di incrementare le prestazioni legate al versamento della contribuzione aggiuntiva per gli iscritti alla   Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali, il Governo é delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) riduzione dei requisiti di accesso alle prestazioni di maternità, incrementando il numero di mesi precedenti al periodo indennizzabile entro cui   individuare   le   tre   mensilità   di contribuzione dovuta, nonché introduzione di minimali e massimali per le medesime prestazioni;

b) modifica dei requisiti dell'indennità di malattia di cui all'articolo 1, comma 788, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e all'articolo 24, comma 26, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, incrementando la platea dei beneficiari anche comprendendovi soggetti che abbiano superato il limite del 70 per cento del massimale di cui all'articolo 2, comma 18, della legge 8 agosto 1995, n. 335, ed eventualmente   prevedendo   l'esclusione   della   corresponsione dell'indennità per i soli eventi di durata inferiore a tre giorni;

c) previsione di un aumento dell'aliquota aggiuntiva di cui all'articolo 59, comma 16, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, in una misura possibilmente non superiore a 0,5 punti percentuali e comunque tale da assicurare il rispetto di quanto stabilito al primo periodo del comma 3 del presente articolo.

3.Dall'attuazione dei decreti legislativi di cui ai commi 1 e 2 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni competenti provvedono ai   relativi adempimenti mediante le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

Art. 7

Stabilizzazione ed estensione dell'indennità di disoccupazione per i  lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa DIS-COLL

1.All'articolo 15 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:

«15-bis. A decorrere dal 1º luglio 2017 la DIS-COLL é riconosciuta ai soggetti di cui al comma 1 nonché agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio in relazione agli eventi   di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla stessa data. Con riguardo alla DIS-COLL riconosciuta per gli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º luglio 2017 non si applica la disposizione di cui al comma 2, lettera c), e i riferimenti all'anno solare contenuti nel presente articolo sono da intendersi riferiti all'anno civile. A decorrere dal 1º luglio 2017, per i collaboratori, gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio che hanno diritto di   percepire   la   DIS-COLL,   nonché   per   gli amministratori e i sindaci di cui al comma 1, é dovuta un'aliquota contributiva pari allo 0,51 per cento.

15-ter. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 15-bis, valutati in 14,4 milioni di euro per l'anno 2017, 39 milioni di euro per l'anno 2018, 39,6 milioni di euro per l'anno 2019, 40,2 milioni di euro per l'anno 2020, 40,8 milioni di euro per l'anno 2021, 41,4 milioni di euro per l'anno 2022, 42 milioni di euro per l'anno 2023, 42,7 milioni di euro per l'anno 2024, 43,3 milioni di euro per l'anno 2025 e 44 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026, si provvede, tenuto conto degli effetti fiscali indotti, mediante l'utilizzo   delle   maggiori   entrate   derivanti   dall'incremento dell'aliquota contributiva disposto ai sensi del terzo periodo del comma 15-bis.

15-quater. L'INPS trasmette tempestivamente al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze i dati relativi all'andamento delle entrate contributive e del costo della prestazione di cui al comma 15-bis ai   fini dell'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 17, commi da 12 a 13, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni».

Art. 8

Disposizioni fiscali e sociali

1.All'articolo 54, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il secondo periodo é sostituito dai seguenti:

«I limiti di cui al periodo precedente non si applicano alle spese relative a prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande sostenute   dall'esercente   arte   o   professione   per l'esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente. Tutte le spese relative all'esecuzione di un incarico conferito e sostenute direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista».

2.Le disposizioni di cui all'articolo 54, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dal comma 1 del presente articolo nonché dall'articolo 9, comma 1, si applicano a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2017.

3.Alle minori entrate derivanti dal comma 1, valutate in 3 milioni di euro per l'anno 2018 e in 1,8 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019, si provvede ai sensi dell'articolo 25, comma 3.

4.A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, le lavoratrici ed i lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, tenuti al versamento della contribuzione maggiorata di cui all'articolo 59, comma 16, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, hanno diritto ad un trattamento economico per congedo parentale per un periodo massimo pari a sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino. I trattamenti economici per congedo parentale, ancorché fruiti in altra gestione o cassa di previdenza, non   possono complessivamente superare tra entrambi i   genitori   il   limite complessivo di sei mesi.

5.Salvo quanto previsto al comma 6, il trattamento economico di cui al comma 4 é corrisposto a condizione che risultino accreditate almeno tre mensilità della predetta contribuzione maggiorata nei dodici mesi precedenti   l'inizio   del   periodo   indennizzabile.

L'indennità é calcolata, per ciascuna giornata   del   periodo indennizzabile, in misura pari al 30 per cento del reddito di lavoro relativo   alla   predetta   contribuzione,   calcolato   ai   sensi dell'articolo 4 del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 4 aprile 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 12 giugno 2002.

6.Il trattamento economico per i periodi di congedo parentale fruiti entro il primo anno di vita del bambino é corrisposto, a prescindere dal requisito contributivo di cui al comma 5, anche alle lavoratrici ed ai lavoratori di cui al comma 4 che abbiano titolo all'indennità di maternità o paternità. In tale caso, l'indennità é calcolata in misura pari al 30 per cento del reddito preso a riferimento per la corresponsione dell'indennità di maternità o paternità.

7.Le disposizioni di cui ai commi 4, 5 e 6 si applicano anche nei casi di adozione o affidamento preadottivo.

8,All'articolo 1, comma 788, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il settimo e l'ottavo periodo sono soppressi.

9.Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi da 4 a 8, valutati in 5,26 milioni di euro per l'anno 2017, 5,11 milioni di euro per l'anno 2018, 5 milioni di euro per l'anno 2019, 5,14 milioni di euro per l'anno 2020, 5,24 milioni di euro per l'anno 2021, 5,34 milioni di euro per l'anno 2022, 5,45 milioni di euro per l'anno 2023, 5,57 milioni di euro per l'anno 2024 e 5,68 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025, si provvede ai sensi dell'articolo 25, comma 3.

10.Per gli iscritti alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, i periodi di malattia, certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche, o di gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti o che comunque comportino una inabilità lavorativa temporanea del 100 per cento, sono equiparati alla degenza ospedaliera.

11.Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 10, valutati in 0,36 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2017, si provvede ai sensi dell'articolo 25, comma 3.

Art. 9

Deducibilità delle spese di formazione e accesso alla formazione permanente

1.All'articolo 54, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, le parole: «; le spese di partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, incluse quelle di viaggio e soggiorno sono deducibili nella misura del 50 per cento del loro ammontare» sono sostituite dalle seguenti: «. Sono integralmente deducibili, entro il limite annuo di 10.000 euro, le spese per l'iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi, comprese quelle di viaggio e soggiorno. Sono integralmente deducibili, entro il limite annuo di 5.000 euro, le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all'auto-imprenditorialità, mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro, erogati dagli organismi accreditati ai sensi della disciplina vigente.   Sono   altresì integralmente deducibili gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà».

2.Alle minori entrate derivanti dall'attuazione del comma 1, valutate in 40,2 milioni di euro per l'anno 2018 e in 23,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019, si provvede ai   sensi dell'articolo 25, comma 3.

Art. 10

Accesso alle informazioni sul mercato e servizi personalizzati di orientamento, riqualificazione e ricollocazione

1.I centri per l'impiego e gli organismi autorizzati alle attività di intermediazione in materia di lavoro ai sensi della disciplina vigente si dotano, in ogni sede aperta al pubblico, di uno sportello dedicato al lavoro autonomo, anche stipulando convenzioni non onerose con gli ordini e i collegi professionali   e   le associazioni costituite ai sensi degli articoli 4, comma 1, e 5 della legge 14 gennaio 2013, n. 4,   nonché   con   le   associazioni comparativamente più rappresentative sul piano   nazionale   dei lavoratori autonomi iscritti e non iscritti ad albi professionali.

2.L'elenco dei soggetti convenzionati di cui al comma 1 è pubblicato dall'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL) nel proprio sito internet. Le modalità di trasmissione all'ANPAL delle   convenzioni   e   degli   statuti   dei   soggetti convenzionati sono determinate con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

3.Lo sportello dedicato di cui al comma 1 raccoglie le domande e le offerte di lavoro autonomo, fornisce le relative informazioni ai professionisti ed alle imprese che ne facciano richiesta, fornisce informazioni relative alle procedure per l'avvio di   attività autonome e per le eventuali trasformazioni e per l'accesso a commesse ed appalti pubblici, nonché relative alle opportunità di credito e alle agevolazioni pubbliche nazionali e locali.

4.Nello svolgimento delle attività di cui al comma 3, i centri per l'impiego, al fine di fornire informazioni e supporto ai lavoratori autonomi con disabilità, si avvalgono dei servizi per il collocamento mirato delle persone con disabilità di cui all'articolo 6 della legge 12 marzo 1999, n. 68.

5.Agli adempimenti di cui al presente articolo si provvede senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

Art. 11

Delega al Governo in materia di semplificazione della normativa sulla salute e sicurezza degli studi professionali

1.Il Governo é delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o   più   decreti legislativi per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori applicabili agli studi professionali, nel rispetto dei seguenti principi   e   criteri direttivi:

a) individuazione di specifiche misure   di   prevenzione   e protezione idonee a garantire la tutela della salute e della sicurezza delle persone che svolgono attività lavorativa negli studi professionali, con o senza retribuzione e anche al fine di apprendere un'arte, un mestiere o una professione;

b) determinazione di misure tecniche ed amministrative   di prevenzione compatibili con le   caratteristiche   gestionali   ed organizzative degli studi professionali;

c) semplificazione degli adempimenti meramente formali in materia di salute e sicurezza negli studi professionali, anche per mezzo di forme di unificazione documentale;

d)   riformulazione   e     razionalizzazione    dell'apparato sanzionatorio, amministrativo e penale, per la violazione delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro negli studi professionali, avuto riguardo ai poteri del soggetto contravventore e alla natura sostanziale o formale della violazione.

2.Dall'attuazione dei decreti legislativi di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni competenti provvedono ai   relativi adempimenti mediante le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

Art. 12

Informazioni e accesso agli appalti pubblici e ai bandi per l'assegnazione di incarichi e appalti privati

1.Le amministrazioni pubbliche promuovono, in qualità di stazioni appaltanti, la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici per la prestazione di servizi o ai bandi per l'assegnazione di incarichi personali di consulenza o ricerca, in particolare favorendo il loro accesso alle informazioni relative alle gare pubbliche, anche attraverso gli sportelli di cui all'articolo 10, comma 1, e la loro partecipazione alle procedure di aggiudicazione.

2.Ai fini dell'accesso ai piani operativi regionali e nazionali a valere sui fondi strutturali europei, i soggetti di cui al presente capo sono equiparati alle piccole e medie imprese. All'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, il comma 821 é abrogato.

3.Al fine di consentire la partecipazione ai bandi e concorrere all'assegnazione di incarichi e appalti privati, é riconosciuta ai soggetti che svolgono attività professionale, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, la possibilità:

a) di costituire reti di esercenti la professione e consentire agli stessi di partecipare alle reti di imprese, in forma di reti miste, di cui all'articolo 3, commi 4-ter   e   seguenti,   del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, con accesso alle relative provvidenze in materia;

b) di costituire consorzi stabili professionali;

c) di costituire associazioni temporanee professionali, secondo la disciplina prevista dall'articolo 48 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, in quanto compatibile.

4.Agli adempimenti di cui al comma 1 si provvede senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

Art. 13

Indennità di maternità

1.All'articolo 64, comma 2, del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e successive modificazioni, al primo periodo, dopo le parole: «lavoro dipendente» sono aggiunte le seguenti: «, a prescindere, per quanto concerne l'indennità di maternità spettante per i due   mesi antecedenti la data del parto e per i tre mesi successivi, dalla effettiva astensione dall'attività lavorativa».

2.Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1, valutati in 10,7 milioni di euro per l'anno 2017, 11,1 milioni di euro per l'anno 2018, 11,3 milioni di euro per l'anno 2019, 11,4 milioni di euro per l'anno 2020, 11,9 milioni di euro per l'anno 2021, 12 milioni di euro per l'anno 2022, 12,3 milioni di euro per l'anno 2023, 12,4 milioni di euro per l'anno 2024 e 12,6 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025, si provvede

Art. 14

Tutela della gravidanza, malattia e infortunio

1.La gravidanza, la malattia e l'infortunio dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente non comportano l'estinzione del rapporto di lavoro, la cui esecuzione, su richiesta del lavoratore, rimane sospesa, senza diritto al corrispettivo, per   un   periodo   non   superiore   a centocinquanta giorni per anno solare, fatto salvo il venir meno dell'interesse del committente.

2..In caso di maternità, previo consenso del committente, è prevista la possibilità di sostituzione delle lavoratrici autonome, già riconosciuta dall'articolo 4, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, da parte di altri lavoratori autonomi di fiducia delle lavoratrici stesse, in possesso dei necessari requisiti professionali, nonché dei soci, anche attraverso il riconoscimento di   forme   di   compresenza   della lavoratrice e del suo sostituto.

3.In caso di malattia o infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento dell'attività lavorativa per oltre sessanta giorni, il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi è sospeso per l'intera durata della malattia o dell'infortunio fino ad un massimo di due anni, decorsi i quali il lavoratore é tenuto a versare i contributi e i premi maturati durante il periodo di sospensione in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione.

4.Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 3, valutati in 70.000 euro per l'anno 2017, si provvede ai sensi dell'articolo 25, comma 3.

Art. 15

Modifiche al codice di procedura civile

1.Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 409, numero 3), dopo le parole: «anche se non a carattere   subordinato»   sono   aggiunte   le   seguenti:   «.   La collaborazione si intende coordinata quando, nel rispetto delle modalità di coordinamento stabilite di comune accordo dalle parti, il collaboratore organizza autonomamente l'attività lavorativa»;

b) all'articolo 634, secondo comma, dopo le parole:   «che esercitano un'attività commerciale» sono inserite le seguenti: «e da lavoratori autonomi».

Art. 16

Procedura di adozione dei decreti legislativi di cui agli articoli 5, 6 e 11

1.Gli schemi dei decreti legislativi di cui all'articolo 5 sono adottati su proposta del Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con i Ministri competenti, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997,   n.   281,   ai   sensi dell'articolo 9, comma 2, lettera b),   del   medesimo   decreto legislativo n. 281 del 1997. Gli schemi dei decreti legislativi di cui agli articoli 6 e 11 sono adottati su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri competenti, sentita, per quanto riguarda i decreti legislativi di cui all'articolo 11, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al primo e al secondo periodo, a seguito di deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, sono trasmessi, corredati di relazione tecnica che dia conto della loro neutralità finanziaria, alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perché su di essi siano espressi, entro trenta giorni dalla data di trasmissione, i pareri delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari. Decorso tale termine, i decreti possono essere adottati anche in mancanza dei pareri.

2.Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel rispetto dei principi e criteri direttivi stabiliti dagli articoli 5, 6 e 11, il Governo può adottare, con le medesime procedure di cui al comma 1 del presente articolo, disposizioni integrative e correttive dei decreti medesimi, tenuto conto delle evidenze attuative nel frattempo emerse.

3.Qualora il termine per l'espressione dei pareri parlamentari previsti dal comma 1 scada nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini di delega previsti dagli articoli 5, comma 1, 6, commi 1 e 2, o 11, comma 1, o dal comma 2 del presente articolo, ovvero successivamente, questi ultimi sono prorogati di tre mesi.

Art. 17

Tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo

1.Al fine di coordinare e di monitorare gli interventi in materia di lavoro autonomo, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali é istituito un tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo, composto da rappresentanti designati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nonché dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro e dalle associazioni di settore comparativamente più rappresentative a livello nazionale, con il compito di formulare proposte e indirizzi operativi in materia di politiche del lavoro autonomo con particolare riferimento a:

a) modelli previdenziali;

b) modelli di welfare;

c) formazione professionale.

2.Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le attività previste dal presente articolo sono svolte dalle amministrazioni interessate nell'ambito   delle   risorse   umane,   finanziarie   e strumentali già disponibili a legislazione vigente. Ai componenti del tavolo di cui al comma 1 non spetta alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso di spese o emolumento, comunque denominato.

Capo II

LAVORO AGILE

Art. 18

Lavoro agile

1.Le disposizioni del presente capo, allo scopo di incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, promuovono il lavoro agile quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa. La prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all'interno di locali aziendali e in parte all'esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata   massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

2.Il datore di lavoro é responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell'attività lavorativa.

3.Le disposizioni del presente capo si applicano, in quanto compatibili, anche nei rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, secondo le direttive emanate anche ai sensi dell'articolo 14 della legge 7 agosto 2015, n. 124, e fatta salva l'applicazione delle diverse disposizioni specificamente adottate per tali rapporti.

4.Gli incentivi di carattere fiscale e contributivo eventualmente riconosciuti in relazione agli incrementi di produttività   ed efficienza del lavoro subordinato sono applicabili anche quando l'attività lavorativa sia prestata in modalità di lavoro agile.

5.Agli adempimenti di cui al presente articolo si provvede senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

Art. 19

Forma e recesso

1.L'accordo relativo alla modalità di lavoro agile é stipulato per iscritto ai fini della regolarità amministrativa e della prova, e disciplina l'esecuzione della prestazione   lavorativa   svolta all'esterno dei locali aziendali, anche con riguardo alle forme di esercizio del potere direttivo del datore di lavoro ed agli strumenti utilizzati dal lavoratore. L'accordo individua altresì i tempi di riposo del lavoratore nonché le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro.

2.L'accordo di cui al comma 1 può essere a termine o a tempo indeterminato; in tale ultimo caso, il recesso può avvenire con un preavviso non inferiore a trenta giorni. Nel caso di lavoratori disabili ai sensi dell'articolo 1 della legge 12 marzo 1999, n. 68, il termine di preavviso del recesso da parte del datore di lavoro non può essere inferiore a novanta giorni, al fine di consentire un'adeguata riorganizzazione dei percorsi di lavoro rispetto alle esigenze di vita e di cura del lavoratore. In presenza di un giustificato motivo, ciascuno dei contraenti può recedere prima della scadenza del termine nel caso di accordo a tempo determinato, o senza preavviso nel caso di accordo a tempo indeterminato.

Art. 20

Trattamento, diritto all'apprendimento continuo e certificazione delle competenze del lavoratore

1.Il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi di cui all'articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all'interno dell'azienda.

2.Al lavoratore impiegato in forme di lavoro agile ai sensi del presente capo può essere riconosciuto, nell'ambito dell'accordo di cui all'articolo 19, il diritto all'apprendimento permanente, in modalità formali, non formali o informali, e alla   periodica certificazione delle relative competenze.

Art. 21

Potere di controllo e disciplinare

1.L'accordo relativo alla modalità di lavoro agile disciplina l'esercizio del potere di controllo del datore di lavoro sulla prestazione resa dal lavoratore all'esterno dei locali aziendali nel rispetto di quanto disposto dall'articolo 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni.

2.L'accordo di cui al comma 1 individua le condotte, connesse all'esecuzione della prestazione lavorativa all'esterno dei locali aziendali, che danno luogo all'applicazione di sanzioni disciplinari.

Art. 22

Sicurezza sul lavoro

1.Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile e a tal fine consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un'informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro.

2.Il lavoratore é tenuto a cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all'esecuzione della prestazione all'esterno dei locali aziendali.

Art. 23

Assicurazione obbligatoria per gli infortuni e le malattie professionali

1.L'accordo per lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile e le sue modificazioni sono oggetto delle comunicazioni di cui all'articolo 9-bis del decreto-legge 1º ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni.

2.Il lavoratore ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all'esterno dei locali aziendali.

3.Il lavoratore ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro occorsi durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all'esterno dei locali aziendali, nei limiti e alle condizioni di cui al terzo comma dell'articolo 2 del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro   gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni, quando la scelta del luogo della prestazione sia dettata da esigenze connesse alla prestazione stessa o   dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza.

Art. 24

Aliquote   contributive   applicate   agli   assistenti   domiciliari all'infanzia, qualificati o accreditati presso   la   provincia  autonoma di Bolzano

1.L'articolo 1, comma 793, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, é abrogato a decorrere dal 1º settembre 2017.

Capo III

DISPOSIZIONI FINALI

Art. 25

Disposizioni finanziarie

1.L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 204, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, é incrementata di 4,5 milioni di euro per l'anno 2017, di 1,9 milioni di euro per l'anno 2018 e di 4,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019.

2.Il Fondo sociale per occupazione e formazione,   di   cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, é incrementato di 35 milioni di euro per l'anno 2017.

3.Alle minori entrate e agli oneri derivanti dagli articoli 8, 9, 13 e 14, nonché dai commi 1 e 2   del   presente   articolo, complessivamente pari a 55,89 milioni di euro per l'anno 2017, 61,67 milioni di euro per l'anno 2018, 46,46 milioni di euro per l'anno 2019, 46,7 milioni di euro per l'anno 2020, 47,3 milioni di euro per l'anno 2021, 47,5 milioni di euro per l'anno 2022, 47,91 milioni di euro per l'anno 2023, 48,13 milioni di euro per l'anno 2024 e 48,44 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025, si provvede:

a) quanto a 46,21 milioni di euro per l'anno 2017, 43,61 milioni di euro per l'anno 2018, 41,96 milioni di euro per l'anno 2019, 42,20 milioni di euro per l'anno 2020, 42,80 milioni di euro per l'anno 2021, 43 milioni di euro per l'anno 2022, 43,41 milioni di euro per l'anno 2023, 43,63 milioni di euro per l'anno 2024 e 43,94 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 204, della legge 28 dicembre 2015, n. 208;

b) quanto a 0,18 milioni di euro per l'anno 2017, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di   spesa   di   cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;

c) quanto a 5 milioni di euro per l'anno 2017, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per   l'anno   2017,   allo   scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali;

d) quanto a 16,16 milioni di euro per l'anno 2018, mediante il versamento all'entrata   del   bilancio   dello   Stato   da   parte dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, in deroga a quanto previsto dall'articolo 5 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, di una quota pari a 16,16 milioni di euro per l'anno 2018 delle entrate derivanti dall'aumento contributivo di cui all'articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, con esclusione delle somme destinate al finanziamento dei fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua di cui all'articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni;

e) quanto a 4,5 milioni di euro per l'anno 2017, 1,9 milioni di euro per l'anno 2018 e 4,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 107, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

4.Nel caso in cui siano in procinto di verificarsi nuovi o maggiori oneri rispetto alle previsioni di spesa indicate agli articoli 8, commi 9 e 11, 13, comma 2, e 14, comma 4, della presente legge, si applicano le procedure per la compensazione degli effetti finanziari previste dall'articolo 17, commi da 12 a 13, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, utilizzando prioritariamente le risorse accantonate e rese indisponibili, ai sensi del comma 5 del presente articolo, a valere sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 204, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. A tal fine, il Ministro dell'economia e delle finanze, anche avvalendosi del sistema   permanente   di   monitoraggio   e valutazione istituito ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92, con le risorse umane, strumentali   e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, provvede al monitoraggio degli oneri derivanti dagli articoli 8, commi da 4 a 10, 13, comma 1, e 14, comma 3, della presente legge.

5.In relazione a quanto previsto dal comma 4 del presente articolo,   é   accantonato   e   reso indisponibile   a   valere sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 204, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, un importo complessivo pari al 50 per cento degli oneri indicati agli articoli 8, commi 9 e 11, 13, comma 2, e 14, comma 4, della presente legge, fino all'esito   del monitoraggio previsto dal secondo periodo del citato comma 4 del presente articolo. Le somme accantonate e non utilizzate all'esito del monitoraggio sono conservate nel conto dei residui per essere destinate al Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

6.Il Ministro dell'economia e delle finanze é autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 26

Entrata in vigore

1.La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. É fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 22 maggio 2017

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del Consiglio dei ministri

Poletti, Ministro del lavoro e delle politiche sociali

Visto, il Guardasigilli: Orlando

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Messaggio n. 2902

OGGETTO:     Congedo per emergenza Covid-19 in favore dei lavoratori dipendenti del settore privato, dei lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e dei lavoratori autonomi. Estensione al 31 agosto 2020 del periodo di fruibilità della prestazione (legge 17 luglio 2020, n. 77). Estensione del periodo di fruizione

La legge 17 luglio 2020, n. 77 - di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. Decreto Rilancio), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 180 del 18 luglio 2020 - ha esteso il periodo di fruizione del congedo COVID-19, di cui all’articolo 23 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, individuando un arco temporale che decorre dal 5 marzo 2020 fino al 31 agosto 2020, sempre per un massimo di 30 giorni.

La citata legge n. 77/2020 ha introdotto, inoltre, la possibilità di fruire di tale congedo anche in modalità oraria a far tempo dal 19 luglio 2020, data di entrata in vigore della medesima legge di conversione.

Con il presente messaggio si comunica che l’applicazione disponibile sul sito internet dell’Istituto per presentare la domanda di congedo COVID-19 in modalità giornaliera è stata aggiornata, per consentire la richiesta di periodi fino alla data del 31 agosto 2020.

Saranno successivamente fornite le indicazioni per la presentazione della domanda di congedo COVID-19 in modalità oraria. A tal proposito si specifica che la domanda potrà riguardare anche periodi di astensione antecedenti alla data di presentazione della stessa, ma comunque decorrenti dal 19 luglio 2020.

Il Direttore Generale

Gabriella Di Michele

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INPS

Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali

Direzione Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione

 

Roma, 17-07-2020

 

Messaggio n. 2856

 

OGGETTO: Decreto-legge n. 18/2020. Articolo 22-quater, comma 1. Richiesta di ulteriori settimane di CIG in deroga per aziende plurilocalizzate. Modalità di presentazione delle domande per trattamento di cassa integrazione in deroga

Con il decreto interministeriale 20 giugno 2020, n. 9, pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali in data 2 luglio 2020, sono state stabilite le modalità di attuazione dell’articolo 22-quater del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, secondo cui i trattamenti di cassa integrazione guadagni (CIG) in deroga, per i periodi successivi alle prime 9 settimane, sono autorizzati dall’INPS, su domanda dei datori di lavoro.

In particolare, l’articolo 1, comma 1, del citato decreto interministeriale ha disciplinato la presentazione delle istanze relative ai trattamenti di cassa integrazione in deroga riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa decorrenti dal 23 febbraio al 31 agosto 2020.

Nello specifico, ai fini dell’erogazione dei trattamenti di cassa integrazione in deroga di cui al citato articolo 22-quater del decreto-legge n. 18/2020, per i datori di lavoro con unità produttive situate in 5 o più Regioni o Province autonome, per i quali era stato il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ad autorizzare, con specifici decreti, le prime settimane di CIG in deroga, il citato decreto interministeriale ha previsto che la presentazione delle istanze per la richiesta di trattamenti riferiti a periodi successivi avvenga direttamente all’Istituto.

Ad integrazione di quanto disposto dal messaggio n. 2489/2020, a cui si rimanda per quanto attiene ai termini di presentazione delle domande e a quant’altro disciplinato per la CIG in deroga, si precisa che anche le aziende che hanno ricevuto la prima autorizzazione per il periodo richiesto (22/13/9 settimane, come più avanti precisato in dettaglio) con decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e che intendono richiedere una proroga della prestazione di cassa integrazione in deroga, devono inviare la domanda di proroga dell’integrazione salariale direttamente all’INPS, con le modalità fornite con il presente messaggio.

Conseguentemente, i datori di lavoro che siano stati autorizzati per l’intero periodo spettante – 22 settimane per le aziende con unità produttive site nei comuni di cui all’articolo 22, comma 8-bis, del decreto-legge n. 18/2020 (c.d. zone rosse); 13 settimane per le aziende con unità produttive ubicate nelle regioni di cui all’articolo 22, comma 8-quater, del decreto-legge n. 18/2020 (c.d. regioni gialle); 9 settimane per le aziende del restante territorio nazionale - possono presentare domanda all’Istituto per un ulteriore periodo di 5 settimane, decorrenti dal 23 febbraio al 31 agosto 2020, e, una volta integralmente fruite le citate 5 settimane, per eventuali ulteriori 4 settimane per periodi fino al 31 ottobre 2020.

I datori di lavoro ai quali siano stati autorizzati periodi inferiori a quelli sopra evidenziati (22/13/9 settimane) devono presentare istanza per il completamento delle settimane spettanti al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, preliminarmente alla richiesta all’Istituto delle ulteriori 5 ed eventuali successive 4 settimane.

In ragione quindi della recente attribuzione all’INPS della domanda relativa alla CIG in deroga per le aziende plurilocalizzate (2 luglio 2020), la procedura informatica per la presentazione delle domande sarà resa disponibile dal 24 luglio 2020 con la pubblicazione di uno specifico messaggio in cui si forniranno le istruzioni tecniche per la presentazione delle domande.

In considerazione dei nuovi e più stringenti termini previsti dal decreto-legge n. 52/2020 per la presentazione delle domande, in ragione dei tempi tecnici di realizzazione delle procedure di gestione da parte dell’Istituto, in fase di prima applicazione, le aziende, con riferimento ai periodi i cui termini di trasmissione fossero già scaduti, potranno utilmente inviare le relative istanze entro e non oltre 15 giorni dalla data di rilascio della procedura.

Per quanto attiene alla tipologia di pagamento, per le aziende in commento è prevista anche la possibilità di anticipare la prestazione e recuperarne l’ammontare con il sistema del conguaglio contributivo. Si ricorda, che nel caso di richiesta di pagamento diretto con anticipo, l’INPS autorizza le domande e dispone l’anticipazione di pagamento del trattamento, nella misura del 40% delle ore autorizzate nell’intero periodo, entro 15 giorni dal ricevimento delle domande stesse, per le cui specifiche, nonché per i termini di pagamento dell’anticipo o per il saldo del pagamento dell’integrazione salariale, si rinvia alle indicazioni fornite al paragrafo 4 del citato messaggio n. 2489/2020, nonché alla circolare n. 78/2020.

Con successiva comunicazione verranno inoltre fornite le indicazioni relative al flusso di gestione dell’autorizzazione della prestazione.

Il Direttore Generale

Gabriella Di Michele

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Testo del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (in Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 128 del 19 maggio 2020, SO n. 21/L),

coordinato con la legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77, recante:

«Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19».

(20A03914)

(GU n.180 del 18-7-2020 - Suppl. Ordinario n. 25)

Vigente al: 18-7-2020

Titolo I

SALUTE E SICUREZZA

Avvertenza:

   Il testo coordinato qui pubblicato é stato redatto dal Ministero

della giustizia ai sensi dell'articolo 11, comma 1, del testo unico

delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione

dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni

ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre

1985, n. 1092, nonché dell'art. 10, commi 2 e 3, del medesimo testo

unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni

del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge

di conversione, che di quelle modificate o richiamate nel decreto,

trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l'efficacia

degli atti legislativi qui riportati.

   Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate

con caratteri corsivi.

   A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400

(Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza

del Consiglio dei ministri), le modifiche apportate dalla legge di

conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua

pubblicazione.

   Nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 29 luglio

2020 si procederà alla   ripubblicazione   del   presente   testo

coordinato, corredato delle relative note.

                               Art. 1

     Disposizioni urgenti in materia di assistenza territoriale

  1. Per l'anno 2020, al fine di rafforzare l'offerta sanitaria e

sociosanitaria territoriale, necessaria a fronteggiare l'emergenza

epidemiologica conseguente alla diffusione del virus SARS-CoV-2

soprattutto in una fase di progressivo allentamento delle misure di

distanziamento sociale, con l'obiettivo di implementare e rafforzare

un solido sistema di accertamento diagnostico, monitoraggio   e

sorveglianza della circolazione di SARS-CoV-2, dei casi confermati e

dei loro contatti al fine di intercettare tempestivamente eventuali

focolai di trasmissione del virus, oltre ad assicurare una presa in

carico precoce dei pazienti contagiati, dei pazienti in isolamento

domiciliare obbligatorio, dimessi o paucisintomatici non ricoverati e

dei pazienti in isolamento fiduciario, le regioni e le province

autonome adottano piani di potenziamento e riorganizzazione della

rete assistenziale. I piani di assistenza territoriale contengono

specifiche misure di identificazione e gestione dei contatti, di

organizzazione dell'attività di sorveglianza attiva effettuata a

cura dei Dipartimenti di Prevenzione in collaborazione con i medici

di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici   di

continuità assistenziale nonché con le   Unità   speciali   di

continuità assistenziale, indirizzate a un monitoraggio costante e a

un tracciamento precoce dei casi e dei contatti, al fine della

relativa identificazione, dell'isolamento e del trattamento.   I

predetti piani sono recepiti nei programmi operativi richiamati

dall'articolo 18, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 e

sono monitorati congiuntamente a fini esclusivamente conoscitivi dal

Ministero della salute e dal Ministero dell'economia e delle finanze

in sede di monitoraggio dei citati programmi operativi. Le regioni e

le province autonome organizzano inoltre le attività di sorveglianza

attiva e di monitoraggio presso le residenze sanitarie assistite e le

altre strutture residenziali, anche garantendo la collaborazione e la

consulenza di medici specialisti in relazione alle esigenze di salute

delle persone assistite, con le risorse umane   strumentali   e

finanziarie disponibili a legislazione vigente.

1-bis. Ai fini di cui al comma 1, le regioni e le province autonome

costituiscono le reti dei laboratori di microbiologia per la diagnosi

di infezione da SARS-CoV-2, individuandoli tra i laboratori dotati di

idonei requisiti   infrastrutturali   e   di   adeguate   competenze

specialistiche del personale addetto, a copertura dei fabbisogni di

prestazioni generati dall'emergenza epidemiologica. A tale scopo, le

regioni e le province autonome, sulla base delle indicazioni tecniche

fornite dal Ministero della salute, identificano un laboratorio

pubblico di riferimento regionale che opera in collegamento con

l'Istituto superiore di sanità e individua, con compiti   di

coordinamento a livello regionale, ai fini dell'accreditamento, i

laboratori pubblici e privati operanti nel territorio di riferimento,

in possesso dei requisiti prescritti.

1-ter. I laboratori di microbiologia individuati dal laboratorio

pubblico di riferimento regionale ai sensi del comma 1-bis hanno

l'obbligo di trasmettere i referti positivi dei test molecolari per

infezione   da   SARS-CoV-2   al   dipartimento   di   prevenzione

territorialmente competente. Le regioni e le province autonome,

ricevuti i dati relativi ai casi positivi in tal modo riscontrati, li

trasmettono all'Istituto   superiore   di   sanità,   mediante   la

piattaforma istituita ai fini della sorveglianza integrata del

COVID-19, ai sensi dell'articolo 1 dell'ordinanza del capo del

Dipartimento della protezione civile 27 febbraio2020, n. 640. Per la

comunicazione dei dati di cui al presente comma sono adottate

adeguate misure tecniche e organizzative idonee a tutelare la

riservatezza dei dati stessi.

1-quater. L'Istituto superiore di sanità, le regioni e le province

autonome provvedono agli adempimenti di cui ai commi 1-bis e 1-ter

con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a

legislazione vigente.

  1. Qualora, per le esigenze di cui al comma 1, occorra disporre

temporaneamente di beni immobili per far fronte ad improrogabili

esigenze connesse alla gestione dell'isolamento   delle   persone

contagiate   da   SARS-CoV-2,   fermo   restando   quanto   previsto

dall'articolo 6, comma 7, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, le

regioni e le province autonome possono stipulare contratti di

locazione di strutture alberghiere ovvero di altri immobili aventi

analoghe caratteristiche di idoneità, con effetti fino al 31dicembre

  1. Le aziende sanitarie, tramite i distretti, provvedono ad

implementare le attività di assistenza domiciliare integrata o

equivalenti, per i pazienti in isolamento anche ospitati presso le

strutture individuate ai sensi del comma 2, garantendo adeguato

supporto sanitario per il monitoraggio e l'assistenza dei pazienti,

nonché il supporto per le attività logistiche di ristorazione e di

erogazione dei servizi essenziali, con effetti fino al 31 dicembre

  1. Le regioni e le province autonome, per garantire il massimo

livello di assistenza compatibile con le esigenze di sanità pubblica

e di sicurezza delle cure in favore dei soggetti   contagiati

identificati attraverso le attività di monitoraggio del rischio

sanitario, nonché di tutte le persone fragili la cui condizione

risulta aggravata dall'emergenza in corso, qualora non lo abbiano

già fatto, incrementano e indirizzano le azioni terapeutiche e

assistenziali a livello domiciliare, sia   con   l'obiettivo   di

assicurare le accresciute attività di monitoraggio e assistenza

connesse all'emergenza epidemiologica, sia per rafforzare i servizi

di assistenza domiciliare integrata per i pazienti in isolamento

domiciliare o sottoposti a quarantena nonché per i soggetti affetti

da malattie croniche, disabili, con disturbi mentali, con dipendenze

patologiche, non autosufficienti, con bisogni di cure palliative, di

terapia del dolore, e in generale per le situazioni di fragilità

tutelate ai sensi del Capo IV del decreto del Presidente del

Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017 «Definizione e aggiornamento

dei livelli essenziali di assistenza, di cui all'articolo 1, comma 7,

del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502», pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 65 del 18.03.2017 - S.O. n.

  1. A tal fine, nel rispetto dell'autonomia regionale in materia di

organizzazione dei servizi domiciliari, le regioni e le province

autonome sono autorizzate ad incrementare la spesa del personale nei

limiti indicati al comma 10.

4-bis. Al fine di realizzare gli obiettivi di cui ai commi 3 e 4,

il Ministero della salute, sulla base di un atto di intesa in sede di

Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le

province   autonome   di   Trento   e   di   Bolzano,   coordina   la

sperimentazione, per il biennio   2020-2021,   di   strutture   di

prossimità per la promozione della salute e per la prevenzione,

nonché per la presa in carico e la riabilitazione delle categorie di

persone più fragili, ispirate al principio della piena integrazione

socio-sanitaria, con il coinvolgimento delle istituzioni presenti nel

territorio, del volontariato locale e degli enti del Terzo settore

senza scopo di lucro. I progetti proposti devono prevedere modalità

di intervento che riducano le scelte di istituzionalizzazione,

favoriscano la domiciliarità e consentano la valutazione   dei

risultati ottenuti, anche attraverso il   ricorso   a   strumenti

innovativi quale il budget di salute individuale e di comunità.

  1. Al fine di rafforzare   i   servizi   infermieristici,   con

l'introduzione altresì dell'infermiere di famiglia o di comunità,

per potenziare la presa in carico sul territorio dei soggetti

infettati da SARS-CoV-2 identificati come affetti da COVID-19, anche

coadiuvando le Unità speciali di continuità assistenziale e i

servizi offerti dalle cure primarie, nonché di tutti i soggetti di

cui al comma 4, le aziende e gli enti del Servizio sanitario

nazionale, in deroga all'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo

2001, n.165, possono, in relazione   ai   modelli   organizzativi

regionali, utilizzare   forme   di   lavoro   autonomo,   anche   di

collaborazione coordinata e continuativa, con decorrenza dal 15

maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, con infermieri che non si

trovino in costanza di rapporto di lavoro subordinato con strutture

sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private accreditate, in

numero non superiore a otto unità infermieristiche ogni 50.000

abitanti. Per le attività assistenziali svolte é riconosciuto agli

infermieri un compenso lordo di 30 euro ad ora, inclusivo degli oneri

riflessi, per un monte ore settimanale massimo di 35 ore. Per le

medesime finalità, a decorrere dal 1° gennaio 2021, le aziende e gli

enti del Servizio Sanitario Nazionale,   possono   procedere   al

reclutamento di infermieri in numero non superiore ad 8 unità ogni

50.000 abitanti, attraverso assunzioni a tempo indeterminato e

comunque nei limiti di cui al comma 10.

  1. Al fine di garantire una più ampia funzionalità delle Unità

speciali di continuità assistenziale di cui all'articolo 4-bis del

decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni,

dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, é autorizzata per l'anno 2020

l'ulteriore spesa di 61 milioni di euro a valere sul finanziamento

sanitario corrente stabilito per l'anno 2020. Per la funzionalità

delle Unità speciali di continuità assistenziale di cui al periodo

precedente é consentito anche ai medici specialisti ambulatoriali

convenzionati interni di far parte delle stesse. In considerazione

del ruolo attribuito alle predette Unità speciali di continuità

assistenziale, ogni   Unità   é   tenuta   a   redigere   apposita

rendicontazione trimestrale dell'attività all'ente sanitario di

competenza che la trasmette alla regione di appartenenza.   Il

Ministero della salute e il Ministero dell'economia e delle finanze,

in sede di monitoraggio dei Piani di cui al comma 1, possono

richiedere le relative relazioni.

  1. Ai fini della valutazione multidimensionale dei bisogni dei

pazienti e dell'integrazione con i servizi sociali e socio sanitari

territoriali, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale a

supporto delle Unità speciali di continuità assistenziale di cui

all'articolo 4-bis del decreto legge 17 marzo 2020, n.18, convertito,

con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, possono

conferire, in deroga all'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo

2001, n. 165, con decorrenza dal 15 maggio 2020 e fino al 31 dicembre

2020, incarichi di lavoro autonomo,   anche   di   collaborazione

coordinata e continuativa, a professionisti del profilo di assistente

sociale, regolarmente iscritti all'albo professionale, in numero non

superiore ad un assistente sociale ogni due Unità per un monte ore

settimanale massimo di 24 ore. Per le   attività   svolte   é

riconosciuto agli assistenti sociali un compenso lordo orario di 30

euro, inclusivo degli oneri riflessi.

7-bis. Nel rispetto dei limiti della spesa per il personale degli

enti del Servizio sanitario nazionale di cui all'articolo 11 del

decreto-legge 30 aprile 2019, n. 35, convertito, con modificazioni,

dalla legge 25 giugno 2019, n. 60, e ai fini di una corretta gestione

delle implicazioni psicologiche e dei   bisogni   delle   persone

conseguenti alla pandemia di COVID-19, le aziende e gli enti del

Servizio sanitario nazionale a supporto delle unità speciali di

continuità assistenziale di cui all'articolo 4-bis del decreto-legge

17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24

aprile 2020, n. 27, possono conferire, in deroga all'articolo 7 del

decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, fino al 31 dicembre 2021,

incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e

continuativa, a soggetti appartenenti alla categoria professionale

degli psicologi di cui alla legge 18 febbraio 1989, n.   56,

regolarmente iscritti al relativo albo professionale, in numero non

superiore a uno psicologo per due unità e per un monte ore

settimanale massimo di ventiquattro ore.

  1. Per garantire il coordinamento delle attività sanitarie e

sociosanitarie territoriali, così come implementate nei   piani

regionali,   le   regioni   e   le   province   autonome   provvedono

all'attivazione di centrali operative regionali, che svolgano le

funzioni in raccordo con tutti i servizi e con il sistema di

emergenza-urgenza, anche mediante strumenti   informativi   e   di

telemedicina.

  1. Per la presa in carico precoce dei pazienti affetti da COVID-19

e per garantire il massimo livello di assistenza ai pazienti fragili,

la cui condizione risulta aggravata dall'emergenza in corso, il fondo

di cui all'articolo 46 dell'Accordo collettivo nazionale 23 marzo

2005 e successive modificazioni e integrazioni per la disciplina dei

rapporti con i medici di medicina generale é complessivamente

incrementato nell'anno 2020 dell'importo di 10 milioni di euro per la

retribuzione dell'indennità di personale infermieristico di cui

all'articolo 59, comma 1, lettera b), del medesimo Accordo collettivo

nazionale. A tal fine é autorizzata l'ulteriore spesa di 10 milioni

di euro a valere sul finanziamento sanitario corrente stabilito per

l'anno 2020.

  1. Le regioni e le province autonome sono autorizzate, anche in

deroga ai vincoli   previsti   dalla   legislazione   vigente,   ad

incrementare la spesa di personale, per l'anno 2020 per l'attuazione

dei commi 4, 5, 6, 7 e 8 e a decorrere dal 2021 per l'attuazione dei

commi 4, 5 e 8 fino agli importi indicati nella tabella di cui

all'allegato B annesso al presente decreto, a valere sulle risorse di

cui al comma 11.

  1. Per l'attuazione dei commi 2, 3, 4, 4-bis e 8 é autorizzata,

per l'anno 2020, la spesa di 838.737.983 euro, di cui 25 milioni di

euro per la sperimentazione di cui al comma 4-bis. Per l'attuazione

dei commi 5, 6 e 7 é autorizzata, per l'anno 2020, rispettivamente

la spesa di 332.640.000 euro, 61.000.000 euro e di 14.256.000 euro,

per un totale di 407.896.000 euro. Per l'attuazione del comma 9 é

autorizzata, per l'anno 2020, la spesa di 10.000.000 euro. A tal fine

é conseguentemente incrementato, per l'anno 2020, il livello del

finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale   standard   cui

concorre lo Stato per un importo complessivo di 1.256.633.983 euro.

Al finanziamento di cui al presente articolo accedono tutte le

regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in deroga alle

disposizioni legislative che stabiliscono per le autonomie speciali

il concorso regionale e provinciale al finanziamento sanitario

corrente, sulla base delle quote di accesso al fabbisogno sanitario

indistinto corrente rilevate per l'anno 2020 per un importo pari a

1.184.362.779 euro, per dare attuazione a quanto previsto nei commi

da 1 a 7 e 9 del presente articolo e sulla base delle necessità

legate alla distribuzione delle centrali operative   a   livello

regionale per un importo pari a 72.271.204 euro, ai sensi di quanto

previsto dal comma 8 del presente articolo.   La   ripartizione

complessiva delle somme di cui al presente articolo   pari   a

1.256.633.983 euro é riportata nella tabella di cui all'allegato A

annesso al presente decreto. Per le finalità di cui al comma 5, a

decorrere dall'anno 2021, all'onere complessivo di 480.000.000 euro

si provvede a valere sul livello del finanziamento del fabbisogno

sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per l'anno di

riferimento. Le regioni e le province autonome e gli enti dei

rispettivi servizi sanitari regionali provvedono alla rendicontazione

delle spese sostenute nell'apposito centro di costo «COV-20», di cui

all'articolo 18 del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18, convertito,

con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27. Per le

finalità di cui ai commi 4, 4-bis e 8, a decorrere dall'anno 2021,

all'onere complessivo di 766.466.017 euro, di cui 25 milioni di euro

per l'anno 2021 per la sperimentazione di cui al comma 4-bis, si

provvede a valere sul livello del finanziamento del fabbisogno

sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per l'anno di

riferimento. Al termine del periodo di sperimentazione di cui al

comma 4-bis, le regioni e le province autonome provvedono   a

trasmettere ai Ministeri della salute e dell'economia e delle finanze

una relazione illustrativa delle attività messe in atto e dei

risultati raggiunti. Agli oneri derivanti dal presente comma pari a

1.256.633.983 euro per l'anno   2020,   si   provvede   ai   sensi

dell'articolo 265.

                             Art. 1 bis

                     Borse di studio per medici

  1. Al fine di attivare ulteriori borse di studio per i medici che

partecipano ai corsi di formazione specifica in medicina generale, di

cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, nonché di

concorrere al finanziamento delle spese di organizzazione dei corsi

di formazione specifica di medicina generale, a decorrere dall'anno

2021 sono accantonati 20 milioni di euro annui a valere sulle

disponibilità finanziarie   ordinarie   destinate   al   fabbisogno

sanitario standard nazionale al quale concorre lo Stato, fermo

restando il livello di finanziamento fissato a legislazione vigente.

                            Art. 1 ter

Linee guida per la gestione dell'emergenza epidemiologica presso le

strutture per anziani, persone con disabilità e altri soggetti in

                     condizione di fragilità

  

  1. Entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della

legge   di   conversione   del   presente   decreto,   il   Comitato

tecnico-scientifico di cui all'ordinanza del Capo del dipartimento

della protezionecivile n. 630 del 3 febbraio 2020, pubblicata nella

Gazzetta Ufficiale n.32 dell'8 febbraio 2020, adotta linee guida per

la prevenzione, il monitoraggio e la   gestione   dell'emergenza

epidemiologica da COVID-19 presso le residenze sanitarie assistite e

le altre strutture pubbliche e private, accreditate, convenzionate e

non convenzionate, comunque denominate dalle normative regionali, che

durante l'emergenza erogano prestazioni di carattere sanitario,

socio-sanitario, riabilitativo, socio-educativo, socio-occupazionale

o socio-assistenziale per anziani, persone con disabilità, minori,

persone affette da tossicodipendenza o altri soggetti in condizione

di fragilità.

  1. Le linee guida di cui al comma 1 sono adottate nel rispetto dei

seguenti principi:

  1. a) garantire la sicurezza e il benessere psico-fisico delle persone

ospitate o ricoverate presso le strutture di cui al comma 1;

  1. b) garantire la sicurezza di tutto il personale, sanitario e non

sanitario, impiegato presso le strutture di cui al comma 1, anche

attraverso la fornitura di dispositivi medici e dispositivi di

protezione individuale idonei a prevenire il rischio di contagio;

  1. c) prevedere protocolli specifici per la tempestiva diagnosi dei

contagi e per l'attuazione delle conseguenti misure di contenimento;

  1. d) disciplinare le misure di igiene fondamentali alle quali il

personale in servizio é obbligato ad attenersi;

  1. e) prevedere protocolli specifici per la sanificazione periodica

degli ambienti.

  1. Le strutture di cui al comma 1 sono equiparate ai presidi

ospedalieri ai fini dell'accesso, con massima priorità,   alle

forniture dei dispositivi di protezione individuale e di ogni altro

dispositivo o strumento utile alla gestione e al contenimento

dell'emergenza epidemiologica da COVID-19.

  1. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi

o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

                               Art. 2

Riordino della rete ospedaliera in relazione all'emergenza   da

                             COVID-19

  1. Le regioni e le province autonome, al fine di rafforzare

strutturalmente   il   Servizio   sanitario   nazionale   in   ambito

ospedaliero, tramite apposito piano di riorganizzazione volto a

fronteggiare adeguatamente le emergenze pandemiche, come quella da

COVID-19 in corso, garantiscono l'incremento di attività in regime

di ricovero in Terapia Intensiva e in aree di assistenza ad alta

intensità di cure, rendendo strutturale la risposta all'aumento

significativo della domanda di assistenza   in   relazione   alle

successive fasi di gestione della situazione epidemiologica correlata

al virus Sars-CoV-2, ai suoi esiti e a eventuali accrescimenti

improvvisi della curva pandemica. I piani di riorganizzazione di cui

al presente comma, come approvati dal Ministero della salute con il

procedimento stabilito al comma 8, sono recepiti nei programmi

operativi di cui all'articolo 18, comma 1, del decreto legge 17 marzo

2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020,

  1. 27 e sono monitorati congiuntamente, a fini esclusivamente

conoscitivi, dal Ministero della salute e dal Ministero dell'economia

e delle finanze in sede di monitoraggio dei citati programmi

operativi. Ai fini del presente comma e nel rispetto dei principi di

separazione e sicurezza dei percorsi, é resa, altresì, strutturale

sul territorio nazionale la dotazione di almeno 3.500 posti letto di

terapia intensiva. Per ciascuna regione e provincia autonoma, tale

incremento strutturale determina una dotazione pari a 0,14 posti

letto per mille abitanti.

  1. Le   regioni   e   le   province   autonome   programmano   una

riqualificazione di 4.225 posti letto di area semi-intensiva, con

relativa   dotazione   impiantistica   idonea   a   supportare   le

apparecchiature di ausilio alla ventilazione, mediante adeguamento e

ristrutturazione di unità di area medica, prevedendo che tali

postazioni siano fruibili sia in regime ordinario, sia in regime di

trattamento infettivologico ad alta intensità di cure. In relazione

all'andamento della curva pandemica, per almeno il 50 per cento dei

posti letto di cui al presente comma, si prevede la possibilità di

immediata conversione in posti letto di terapia intensiva, mediante

integrazione   delle   singole   postazioni   con   la   necessaria

strumentazione di ventilazione e monitoraggio. Al funzionamento dei

predetti posti letto, a decorrere dal 2021, si provvede con le

risorse umane programmate a legislazione vigente.

  1. Allo scopo di fronteggiare l'emergenza pandemica, e comunque

fino al 31 dicembre 2020, si rendono disponibili, per un periodo

massimo di 4 mesi dalla data di attivazione, 300 posti letto di

terapia intensiva, suddivisi in 4 strutture movimentabili, ciascuna

delle quali dotata di 75 posti letto, da allocare   in   aree

attrezzabili preventivamente individuate da parte di ciascuna regione

e provincia autonoma.

  1. Le regioni e le province autonome, che abbiano individuato

unità assistenziali in regime di ricovero per pazienti affetti dal

COVID-19, nell'ambito delle strutture ospedaliere, provvedono a

consolidare la separazione dei percorsi rendendola strutturale e

assicurano la ristrutturazione dei reparti di pronto soccorso con

l'individuazione di distinte aree di permanenza per i pazienti

sospetti di COVID-19 o potenzialmente contagiosi, in attesa di

diagnosi.

  1. Le regioni e le province autonome sono autorizzate ad aumentare

il numero dei mezzi di trasporto dedicati ai trasferimenti secondari

per i pazienti COVID-19, per le dimissioni protette e per i trasporti

interospedalieri per pazienti non   affetti   da   COVID-19.   Per

l'operatività di tali mezzi di trasporto, le regioni e le province

autonome   possono   assumere   personale   dipendente   medico,

infermieristico e operatore tecnico, con decorrenza 15 maggio 2020.

Il limite di spesa regionale per l'attuazione delle misure di cui al

presente comma per l'anno 2020 é riportato nella colonna 3 della

tabella di riparto di cui all'Allegato C annesso al presente decreto.

5-bis. Al fine di garantire l'erogazione dei livelli essenziali di

assistenza, gli enti e le aziende del Servizio sanitario nazionale,

anche in deroga alle procedure di mobilità di cui all'articolo 30,

comma 2-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché a

ogni altra procedura per l'assorbimento del personale in esubero,

possono avviare, con le modalità e nei limiti di cui all'articolo 11

del   decreto-legge   30   aprile   2019,   n.35,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 25 giugno 2019, n.60, procedure selettive

per l'assunzione di personale a tempo indeterminato per le categorie

A, B, BS e C, valorizzando le esperienze professionali maturate nello

svolgimento anche di prestazioni di lavoro flessibile di   cui

all'articolo 30 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81.

  1. Al decreto-legge 17 marzo 2020,   n.18,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.27, sono apportate le

seguenti modifiche:

  1. a) all'articolo 1, comma 1, le   parole:   «destinate   alla

remunerazione delle prestazioni di lavoro straordinario del personale

sanitario dipendente delle aziende e degli enti del   Servizio

sanitario nazionale» sono sostituite dalle seguenti: «da destinare

prioritariamente alla remunerazione delle prestazioni correlate alle

particolari condizioni di lavoro del personale dipendente delle

aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale»; dopo le

parole «del personale del comparto sanità» sono inserite   le

seguenti: «nonché, per la restante parte, i   relativi   fondi

incentivanti»; dopo le parole: «in deroga all'articolo 23, comma 2

del decreto legislativo 25 maggio 2017, n.75» sono inserite le

seguenti: «e ai vincoli previsti dalla legislazione vigente in

materia di spesa di personale»;

  1. b) all'articolo 1, comma 2, infine, sono aggiunte le seguenti le

parole: «Tali importi possono essere incrementati, fino al doppio

degli stessi, dalle regioni e dalle province autonome, con proprie

risorse disponibili a legislazione vigente, a condizione che sia

salvaguardato l'equilibrio economico del sistema sanitario della

regione e della provincia autonoma, per la remunerazione delle

prestazioni di cui al comma 1, compresa l'erogazione delle indennità

previste dall'articolo 86, comma 6, del   contratto   collettivo

nazionale   di   lavoro   relativo   al   personale   del   comparto

sanità-Triennio 2016-2018, pubblicato nel supplemento ordinario alla

Gazzetta Ufficiale n.233 del 6 ottobre 2018. A valere sulle risorse

di cui al presente comma destinate a   incrementare   i   fondi

incentivanti, le regioni e le province autonome possono riconoscere

al personale di cui al comma 1 un premio, commisurato al servizio

effettivamente prestato nel corso dello stato di emergenza deliberato

dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020, di importo non

superiore a 2.000 euro al lordo dei contributi previdenziali e

assistenziali e degli oneri fiscali a carico del dipendente e

comunque per una spesa complessiva, al lordo dei contributi e degli

oneri a carico dell'amministrazione, non superiore all'ammontare

delle   predette   risorse   destinate   a   incrementare   i   fondi

incentivanti».

6-bis. Allo scopo di   concorrere   alla   remunerazione   delle

prestazioni correlate alle particolari condizioni di lavoro del

personale delle centrali uniche di risposta del Numero unico europeo

dell'emergenza regionale 112 direttamente impiegato nelle attività

di contrasto   dell'emergenza   epidemiologica   da   COVID-19,   é

autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2020, che

costituisce limite massimo di spesa. All'attuazione del presente

comma si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei

ministri, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in

vigore della legge di conversione del presente decreto, su proposta

del Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza

permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province

autonome di Trento e di Bolzano. Agli oneri derivanti dal presente

comma, pari a 2 milioni di euro per l'anno 2020,si provvede mediante

corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200,

della legge 23 dicembre 2014, n.190, come rifinanziato dall'articolo

265, comma 5, del presente decreto.

  1. Per le finalità di cui ai commi 1 e 5, terzo periodo, del

presente articolo e per le finalità di cui all'articolo 2-bis, commi

1, lettera a)e 5, e all'articolo 2-ter del decreto legge 17 marzo

2020, n.18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile

2020, n.27, le Regioni e le province autonome sono autorizzate ad

incrementare la spesa di personale, per l'anno 2020, anche in deroga

ai vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia, nel limite

massimo di 240.975.000 euro, da ripartirsi, per il medesimo anno

2020, a livello regionale come indicato nelle colonne 3 e 5 della

tabella di cui all'allegato C annesso al presente decreto. All'onere

di 240.975.000 euro si provvede a   valere   sul   livello   del

finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard ui concorre

lo Stato per l'anno 2020. Nei piani di cui al comma 1, le regioni e

le province autonome indicano le unità di personale aggiuntive

rispetto alle vigenti dotazioni organiche da assumere o già assunte,

ai sensi degli articoli 2-bis e 2-ter del decreto legge 17 marzo

2020, n.18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020,

n.27. Per le finalità di cui ai commi 1 e 5, secondo periodo, del

presente articolo, a decorrere dal 1° gennaio 2021, le Regioni e le

province autonome sono autorizzate ad incrementare la spesa di

personale nel limite massimo di 347.060.000 euro, anche in deroga ai

vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia di spesa di

personale, da ripartirsi, a decorrere dall'anno 2021, a livello

regionale come indicato nelle colonne 6 e 7 della tabella di cui

all'allegato C annesso al presente decreto.

  1. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto,

le regioni e le province autonome presentano il piano di cui al comma

1, comprensivo di tutte le misure di cui ai commi successivi, al

Ministero della salute, che provvede ad approvarlo entro trenta

giorni dalla ricezione. É ammessa per una sola volta la richiesta di

chiarimenti o integrazioni da parte del Ministero, cui la regione o

la provincia autonoma dà riscontro entro i successivi dieci giorni,

durante i quali il termine di approvazione é sospeso. Decorso il

termine di cui al primo periodo, senza l'adozione di un provvedimento

negativo espresso da parte del Ministero, il piano si intende

approvato. Nel caso di mancata presentazione del piano da parte della

regione o della provincia autonoma oppure nel caso di adozione di un

provvedimento negativo espresso da parte del Ministero, il piano é

adottato dal Ministero della salute nel successivo termine di trenta

giorni, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,

le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

  1. Per l'attuazione dei commi 1, 2, 3, 4 e 5, primo periodo, del

presente articolo, per l'anno 2020 é   autorizzata   la   spesa

complessiva di 1.467.491.667 euro, di cui 1.413.145.000 euro in

relazione a quanto previsto dai commi 1, 2, 4 e 5, primo periodo, e

54.346.667 euro in relazione a quanto previsto dal comma 3. A tal

fine é istituito per l'anno 2020 apposito capitolo nello stato di

previsione del Ministero della salute per l'importo di 1.467.491.667

euro. Per far fronte ai successivi oneri di manutenzione delle

attrezzature per posto letto, dei reparti di pronto soccorso e dei

mezzi di trasporto, a decorrere dall'anno 2021 all'onere complessivo

di 25.025.250 euro si provvede a valere sul livello del finanziamento

del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per

l'anno di riferimento. Il Ministro dell'economia e delle finanze é

autorizzato ad apportare, con propri   decreti,   le   occorrenti

variazioni di bilancio.

  1. Per l'attuazione dei commi 5, terzo periodo, e 7, nonché al

fine di integrare le risorse per le finalità di cui al comma 6,

lettera a), per l'anno 2020 é autorizzata la spesa complessiva di

430.975.000 euro, di cui 190.000.000 euro per il comma 6, lettera a),

e 240.975.000 euro per i commi 5 terzo periodo, e 7. A tale fine, é

corrispondentemente incrementato per pari importo, per l'anno 2020,

il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale

standard cui concorre lo Stato. Al finanziamento di cui al presente

comma accedono tutte le regioni e le province autonome di Trento e di

Bolzano, in deroga alle disposizioni legislative che stabiliscono per

le autonomie speciali il concorso regionale e provinciale   al

finanziamento sanitario corrente, sulla base delle quote di accesso

al fabbisogno sanitario indistinto corrente rilevate per l'anno 2020

e per gli importi indicati nell'Allegato C annesso al presente

decreto. Le regioni e le province autonome e gli enti dei rispettivi

servizi sanitari regionali provvedono alla rendicontazione delle

spese sostenute nell'anno 2020 nell'apposito centro   di   costo

«COV-20», di cui all'articolo 18 del decreto-legge 17 marzo 2020, n.

18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.27.

A decorrere dall'anno 2021, all'onere pari a 347.060.000 euro,

relativo alla spesa per il personale aggiuntivo di cui al comma 7 del

presente articolo, si provvede a valere sul livello del finanziamento

del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per

l'anno di riferimento. Il Ministro dell'economia e delle finanze é

autorizzato ad apportare, con propri   decreti,   le   occorrenti

variazioni di bilancio.

  1. A seguito dell'approvazione da parte del Ministero della salute

di ciascun piano di riorganizzazione di cui al comma 1, considerata

l'urgenza, gli importi di cui al comma 9 relativi all'anno 2020, pari

a complessivi 1.467.491.667 euro, sono trasferiti alla contabilità

speciale intestata al Commissario straordinario per l'attuazione e il

coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e il

contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19, e si compongono di

1.413.145.000 euro, da ripartire a livello regionale secondo la

Tabella di cui all'Allegato D annesso al presente decreto, e di

54.346.667 euro per le strutture movimentabili di cui al comma 3. Il

Commissario Straordinario   procederà,   nell'ambito   dei  poteri

conferitigli dall'articolo 122 del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.27, a

dare attuazione ai piani, garantendo la massima tempestività e

l'omogeneità territoriale, in raccordo con ciascuna regione e

provincia autonoma.

  1. Per l'attuazione del piano di cui al comma 1, il Commissario di

cui al comma 11 può delegare l'esercizio dei poteri a lui attribuiti

ai sensi e per gli effetti dell'articolo 122 del decreto-legge 17

marzo 2020, n.18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24

aprile 2020, n. 27, di seguito citato anche come «decreto-legge 17

marzo 2020, n.18», a ciascun Presidente di regione o di provincia

autonoma che agisce conseguentemente in qualità di commissario

delegato. L'incarico di commissario delegato per l'attuazione del

piano di cui al comma 1 é svolto a titolo gratuito, nel rispetto

delle direttive impartite e delle   tempistiche   stabilite   dal

Commissario straordinario.

  1. Le opere edilizie strettamente necessarie a perseguire le

finalità di cui al presente articolo possono essere eseguite in

deroga alle disposizioni di cui al decreto del Presidente della

Repubblica 6 giugno 2001,n. 380, delle leggi regionali, dei piani

regolatori e dei regolamenti edilizi locali, nonché, sino al termine

dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in

data 31 gennaio 2020 e delle successive eventuali proroghe, agli

obblighi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 1°

agosto 2011, n.151. Il rispetto dei requisiti minimi antincendio si

intende assolto con l'osservanza delle disposizioni del decreto

legislativo 9 aprile 2008, n.81. I lavori possono essere iniziati

contestualmente alla presentazione della istanza o della denunzia di

inizio di attività presso il comune competente.

13-bis. Ai fini del monitoraggio di cui all'articolo 1, comma

626,della legge 27 dicembre 2019, n.160, anche con riferimento alle

opere necessarie a perseguire le finalità di cui al presente

articolo   realizzate   mediante   il   ricorso   al   partenariato

pubblico-privato, il Ministero dell'economia e delle finanze -

Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato é autorizzato ad

avvalersi, ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo

30 marzo 2001, n.165, nel limite complessivo di spesa di 100.000 euro

per l'anno 2020 e di 200.000 euro annui a decorrere dall'anno 2021,

di esperti individuati all'esito di una selezione   comparativa

effettuata mediante avviso pubblico tra persone di   comprovata

esperienza ed elevata professionalità da destinare al potenziamento

dell'attività e delle strutture del citato Dipartimento della

Ragioneria generale dello Stato. Al relativo onere, pari a 100.000

euro per l'anno 2020 e a 200.000 euro annui a decorrere dall'anno

2021,   si   provvede   mediante   corrispondente   riduzione   dello

stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini

del bilancio triennale 2020-2022, nell'ambito del programma «Fondi di

riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato

di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno

2020, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo

al medesimo Ministero.

  1. La proprietà delle opere realizzate dal Commissario é delle

aziende del Servizio sanitario nazionale presso le quali sono

realizzate. Qualora la regione abbia già provveduto in tutto o in

parte alla realizzazione delle opere anteriormente al presente

decreto-legge il Commissario é autorizzato a finanziarle a valere

sulle risorse di cui al presente articolo e nei limiti delle stesse»

  1. Agli oneri derivanti dai commi 9 e 10 pari a 1.898.466.667 euro

per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                               Art. 3

Modifica all'articolo 2-ter del decreto legge 17 marzo 2020 n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020 n. 27

  1. All'articolo 2-ter del decreto legge 17 marzo 2020, n.18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, il

comma 5 é sostituito dal seguente:

«5. Gli incarichi di cui al presente articolo possono essere

conferiti per la durata di sei mesi anche ai medici specializzandi

iscritti regolarmente all'ultimo e al penultimo anno di corso della

scuola di specializzazione. Tali incarichi sono prorogabili, previa

definizione dell'accordo di cui al settimo periodo dell'articolo 1,

comma 548-bis, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e in ragione del

perdurare dello stato di emergenza, sino al 31 dicembre 2020. Nei

casi di cui al precedente periodo, l'accordo tiene conto delle

eventuali e particolari esigenze di recupero, all'interno della

ordinaria durata legale del corso di studio, delle   attività

formative teoriche e assistenziali necessarie al raggiungimento degli

obiettivi formativi previsti. Il periodo di attività svolto dai

medici specializzandi esclusivamente durante lo stato di emergenza é

riconosciuto ai fini del ciclo di studi che conduce al conseguimento

del diploma di specializzazione. I medici specializzandi restano

iscritti alla scuola di specializzazione universitaria e continuano a

percepire il trattamento economico previsto dal   contratto   di

formazione specialistica, integrato dagli emolumenti corrisposti in

proporzione all'attività lavorativa svolta.».

                             Art. 3 bis

Modifiche ai commi 547, 548 e 548-bis dell'articolo 1 della legge 30

dicembre 2018, n. 145, in materia di assunzione di medici, medici

veterinari, odontoiatri, biologi, chimici, farmacisti, fisici e

                     psicologi specializzandi

  1. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n.145, sono

apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 547, le parole: «i medici e i medici veterinari»sono

sostituite dalle seguenti: «i medici, i medici veterinari, gli

odontoiatri, i biologi, i chimici, i farmacisti, i fisici e gli

psicologi»;

  1. b) al comma 548, le parole: «dei medici e dei medici veterinari di

cui» sono sostituite dalle seguenti: «dei medici, dei   medici

veterinari, degli odontoiatri, dei biologi, dei   chimici,   dei

farmacisti,dei fisici e degli psicologi di cui» e le parole: «della

graduatoria dei medici e dei medici veterinari già specialisti alla

data» sono sostituite dalle seguenti: «della pertinente graduatoria

dei medesimi professionisti già specialisti alla data»;

  1. c) al comma 548-bis:

1) le parole: «di formazione medica specialistica»,   ovunque

ricorrono,   sono   sostituite   dalle   seguenti:   «di   formazione

specialistica»;

2) al secondo periodo, dopo le parole: «fatti salvi» sono inserite

le seguenti: «, per i medici specializzandi,»;

3) al quarto periodo, le parole: «I medici e i medici veterinari»

sono sostituite dalle seguenti: «I medici, i medici veterinari,gli

odontoiatri, i biologi, i chimici, i farmacisti, i fisici e gli

psicologi»e le parole: «del personale della dirigenza medica e

veterinaria» sono sostituite dalle seguenti: «del personale della

dirigenza medica, veterinaria e sanitaria»;

4) al decimo periodo, dopo la parola: «specializzandi» é inserita

la seguente: «medici» e dopo le parole: «trattamento economico

previsto" sono inserite le seguenti: "per i predetti specializzandi

medici".

                               Art. 4

         Misure urgenti per l'avvio di specifiche funzioni

               assistenziali per l'emergenza COVID-19

  1. Per   far   fronte   all'emergenza   epidemiologica   COVID-19,

limitatamente al periodo dello stato di emergenza di cui alla

delibera del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, anche in deroga

al limite di spesa di cui all'articolo 45, comma 1-ter, del decreto-

legge 26 ottobre 2019,n. 124 convertito, con modificazioni, dalla

legge 19 dicembre 2019, n. 157, e in deroga all'articolo 8-sexies,

comma 1-bis, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, le

regioni, ivi comprese quelle sottoposte a piano di rientro, e le

province autonome di Trento e Bolzano possono riconoscere alle

strutture inserite nei piani adottati in attuazione dell'articolo 3,

comma 1, lettera b), del decreto- legge 17 marzo 2020, n. 18, la

remunerazione di una specifica funzione assistenziale per i maggiori

costi correlati all'allestimento dei reparti e   alla   gestione

dell'emergenza COVID 19 secondo le disposizioni dei predetti piani e

un incremento tariffario per le attività rese a pazienti affetti da

COVID-19. Il riconoscimento avviene in sede di rinegoziazione per

l'anno 2020 degli accordi e dei contratti di cui all'articolo

8-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, per le

finalità emergenziali previste dai predetti piani.

  1. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il

Ministro dell'economia e delle finanze, previa Intesa con   la

Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le

province autonome di Trento e Bolzano, sono stabilite le modalità di

determinazione della specifica funzione assistenziale e l'incremento

tariffario di cui al comma 1 in modo da garantire la compatibilità

con il finanziamento per il Servizio sanitario nazionale per l'anno

2020 e con le risorse previste per l'attuazione dell'articolo 3,

comma 6, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18.

  1. La specifica funzione assistenziale per i maggiori costi

correlati all'allestimento dei reparti e alla gestione dell'emergenza

COVID-19 e l'incremento tariffario per le attività rese a pazienti

affetti da COVID-19, come individuati nel decreto di cui al comma 2,

sono riconosciuti, limitatamente al periodo dello stato di emergenza

di cui alla delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020,

anche agli enti del Servizio sanitario nazionale di cui all'articolo

19, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.

118, compatibilmente con il fabbisogno sanitario riconosciuto per

l'anno 2020. Con il decreto di cui al comma 2, la specifica funzione

assistenziale é determinata   con   riferimento   alle   attività

effettivamente svolte e ai costi effettivamente sostenuti dalle

strutture inserite nei piani adottati in attuazione dell'articolo 3,

comma 1, lettera b), del decreto-legge   17   marzo   2020,   n.

18,convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

e della circolare della Direzione generale della programmazione

sanitaria del Ministero della salute n. 2627 del 1°marzo 2020,

nonché sostenuti dagli enti del Servizio sanitario nazionale di cui

all'articolo 19,comma 2, lettera c), del decreto legislativo 23

giugno 2011, n. 118, relativi: a)all'allestimento e ai costi di

attesa di posti letto di ricovero ospedaliero per acuti per pazienti

affetti da COVID-19 nelle discipline medico-internistiche e di

terapia intensiva istituiti su indicazione della regione ai sensi del

piano di cui al citato articolo 3,comma 1, lettera b),   del

decreto-legge n.18 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla

legge n. 27 del 2020; b) all'allestimento e ai costi di attesa di

reparti di pronto soccorso dedicati alla gestione dei casi accertati

di COVID-19 e dei casi sospetti di COVID-19, istituiti su indicazione

della regione. Con il medesimo decreto di cui al   comma   2,

l'incremento tariffario di cui al comma 1 é determinato con

riferimento ai maggiori oneri correlati ai ricoveri ospedalieri di

pazienti affetti da patologie da SARS-CoV-2,   sostenuti   dalle

strutture e dagli enti di cui al periodo precedente, valutati sulla

base delle informazioni desunte dal sistema informativo sanitario del

Ministero della salute e dalle informazioni rese disponibili dalle

regioni, anche in relazione alla loro congruità.

  1. Nella vigenza dell'accordo rinegoziato ai sensi del comma 1, gli

enti del servizio sanitario nazionale corrispondono agli erogatori

privati, a titolo di acconto e salvo conguaglio a seguito di apposita

rendicontazione da parte degli erogatori privati, un corrispettivo,

su base mensile, per le prestazioni rese ai sensi del presente

articolo, fino ad un massimo del 90 per cento dei dodicesimi

corrisposti o comunque dovuti per l'anno 2020.

  1. Nelle more dell'adozione del decreto di cui al comma 2, le

regioni e le province autonome di Trento e   Bolzano   possono

riconoscere alle strutture private accreditate destinatarie   di

apposito budget per l'anno 2020, le quali sospendano le attività

ordinarie anche in conseguenza dell'applicazione   delle   misure

previste dall'articolo 5-sexies, comma 1,del decreto- legge 17 marzo

2020, n. 18, la remunerazione a titolo di acconto, su base mensile, e

salvo conguaglio a seguito di apposita rendicontazione da parte degli

erogatori privati, fino a un massimo del 90 per cento del volume di

attività riconosciuto nell'ambito degli accordi e dei contratti di

cui all'articolo 8-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre

1992, n. 502 stipulati per il 2020.

  1. L'articolo 32 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, é

abrogato.

                             Art. 4 bis

Modifiche al decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, in materia di

superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni e nel

                   Servizio sanitario nazionale

  1. All'articolo 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n.

75,sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 2, lettera b), le parole: «alla data del 31 dicembre

2017» sono sostituite dalle seguenti: «alla data del 31 dicembre

2020»;

  1. b) al comma 11-bis, l'ultimo periodo é soppresso.

                               Art. 5

     Incremento delle borse di studio dei medici specializzandi

  1. Al fine di aumentare il numero dei contratti di formazione

specialistica dei medici di cui all'articolo 37   del   decreto

legislativo 17 agosto 1999, n. 368, é autorizzata l'ulteriore spesa

di 105 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e di 109,2

milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024. A tale

fine, é corrispondentemente incrementato, per i medesimi anni, il

livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard

cui concorre lo Stato. Agli oneri derivanti dal presente comma si

provvede ai sensi dell'articolo 265.

1-bis. Al fine di aumentare il numero dei contratti di formazione

specialistica dei medici, di cui all'articolo 37 del   decreto

legislativo 17 agosto 1999, n. 368, é autorizzata l'ulteriore spesa

di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023 e di 26

milioni di euro per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026. A tale

fine é corrispondentemente incrementato, per i medesimi anni, il

livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard

cui concorre lo Stato. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari

a 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023 e a 26

milioni di euro per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026, si

provvede mediante corrispondente riduzione del   Fondo   di   cui

all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come

rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del presente decreto.

                             Art. 5 bis

     Disposizioni in materia di formazione continua in medicina

  1. I crediti formativi del triennio 2020-2022, da acquisire, ai

sensi dell'articolo 16-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992,

  1. 502, e dell'articolo 2, commi da 357 a 360, della legge 24

dicembre 2007, n. 244, attraverso l'attività di formazione continua

in medicina, si intendono già maturati in ragione di un terzo per

tutti i professionisti sanitari di cui alla legge 11 gennaio 2018, n.

3, che hanno continuato a svolgere la propria attività professionale

nel periodo dell'emergenza derivante dal COVID-19.

                             Art. 5 ter

Istituzione della scuola di specializzazione in medicina e cure

                             palliative

  1. A decorrere dall'anno accademico 2021/2022, é istituita la

scuola di specializzazione in medicina e cure palliative, cui possono

accedere i laureati in medicina e chirurgia.

  1. Con decreto del Ministro dell'università e della ricerca, di

concerto con il Ministro della salute, da adottare entro novanta

giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del

presente decreto, sono disciplinati i profili specialistici, gli

obiettivi formativi e i relativi percorsi didattici funzionali al

conseguimento delle necessarie conoscenze culturali e   abilità

professionali della scuola di specializzazione di cui al comma 1.

  1. Con il decreto di cui al comma 2 é altresì introdotto il corso

di cure palliative pediatriche nell'ambito dei corsi obbligatori

delle scuole di specializzazione in pediatria.

  1. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo,

valutato in 1,8 milioni di euro per l'anno 2021, in 3,6 milioni di

euro per l'anno 2022, in 5,4 milioni di euro per l'anno 2023 e in 7,2

milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2024, si provvede

mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1,

comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n.190, come rifinanziato

dall'articolo 265, comma 5, del presente decreto.

                               Art. 6

Deroghe alle riduzioni di spesa per la gestione del   settore

informatico in ragione dell'emergenza da COVID-19

  1. In considerazione delle funzioni che é chiamato ad assolvere

per la gestione dello stato di emergenza di cui alla delibera del

Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 e dell'individuazione

quale soggetto attuatore ai sensi dell'articolo 1 dell'ordinanza del

Capo del Dipartimento della protezione civile 3 febbraio 2020, n.

630, al Ministero della salute non si applicano, per l'anno 2020, le

riduzioni di spesa di cui all'articolo 1, commi 610 e 611, della

legge 27 dicembre 2019, n. 160.

                               Art. 7

Metodologie predittive dell'evoluzione del fabbisogno di salute della

                             popolazione

  1. Il Ministero della salute, nell'ambito dei compiti di cui

all'articolo 47-ter del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e,

in particolare, delle funzioni relative a indirizzi generali e di

coordinamento in materia   di   prevenzione,   diagnosi,   cura   e

riabilitazione delle malattie, nonché di programmazione tecnico

sanitaria di   rilievo   nazionale   e   indirizzo,   coordinamento,

monitoraggio dell'attività tecnico   sanitaria   regionale,   può

trattare, ai sensi dell'articolo 2-sexies, comma 2, lettera v), del

decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e nel rispetto del

Regolamento UE 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27

aprile 2016, dati personali, anche relativi alla salute degli

assistiti, raccolti nei sistemi informativi del Servizio sanitario

nazionale, per lo sviluppo di metodologie predittive dell'evoluzione

del fabbisogno di salute della popolazione, secondo le modalità di

cui al decreto del Ministro della salute 7 dicembre2016, n. 262.

  1. Con regolamento adottato con decreto del Ministro della salute,

previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, sono

individuati i dati personali, anche   inerenti   alle   categorie

particolari di dati di cui all'articolo 9 del Regolamento UE

2016/679, che possono essere trattati, le operazioni eseguibili, le

modalità di acquisizione dei dati dai sistemi informativi dei

soggetti che li detengono e le misure appropriate e specifiche per

tutelare i diritti degli   interessati,   nonché   i   tempi   di

conservazione dei dati trattati.

                               Art. 8

Proroga validità delle ricette limitative dei farmaci classificati

                             in fascia A

  1. Limitatamente al periodo emergenziale, per i pazienti già in

trattamento con medicinali classificati in fascia A soggetti a

prescrizione medica limitativa ripetibile e non ripetibile (RRL e

RNRL), di cui agli articoli 91 e 93 del decreto legislativo 24 aprile

2006, n. 219, non sottoposti a Piano Terapeutico o Registro di

monitoraggio AIFA, nei casi in cui sia prevista dalla regione o dalla

provincia autonoma competente una modalità di erogazione attraverso

la distribuzione per conto (DPC), su cui si indirizza per un uso il

più possibile esteso, la validità della ricetta é prorogata per

una durata massima di ulteriori 30 giorni dalla data di scadenza.

  1. Per i pazienti già in trattamento con i medicinali di cui al

comma 1, con ricetta scaduta e non utilizzata, la validità é

prorogata per una durata di 60 giorni dalla data di scadenza.

  1. Per le nuove prescrizioni da parte del centro ospedaliero o

dello specialista dei medicinali di cui al comma 1, a partire dalla

data di entrata in vigore del presente decreto, la validità della

ricetta é estesa a una durata massima di 60 giorni per un numero

massimo di 6 pezzi per ricetta, necessari a coprire l'intervallo

temporale di 60 giorni e tenuto conto del fabbisogno individuale,

fatte salve le disposizioni più favorevoli già previste, tra cui

quelle per le patologie croniche e per le malattie rare, di cui

all'articolo 26 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito,

con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.

  1. La proroga automatica della ricetta di cui al presente articolo

non si applica nei casi in cui il paziente presenta un peggioramento

della patologia di base o un'intolleranza o nel caso in cui il

trattamento con medicinali di cui al comma 1 preveda il monitoraggio

di parametri ai fini della prescrizione; in tali casi il paziente

deve rivolgersi al centro ospedaliero o allo   specialista   di

riferimento, secondo le indicazioni fornite dalle singole regioni e

dalle province autonome.

  1. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, si applicano anche

ai medicinali classificati in fascia A, soggetti a prescrizione

medica limitativa ripetibile e non ripetibile (RRL e RNRL), non

sottoposti a Piano Terapeutico o Registro di monitoraggio AIFA e

distribuiti tramite gli esercizi farmaceutici convenzionati.

5-bis. A decorrere dal 1° ottobre 2020, le regioni e le province

autonome di Trento e di Bolzano possono provvedere a distribuire,

nell'ambito dei limiti della spesa farmaceutica programmata, con la

modalità di cui all'articolo 8, comma 1,   lettera   a),   del

decreto-legge 18   settembre   2001,   n.   347,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, i medicinali

ordinariamente distribuiti con le modalità di cui alle lettere b) e

  1. c) del citato comma 1 dell'articolo 8, secondo condizioni, modalità

di remunerazione e criteri stabiliti, senza nuovi o maggiori oneri a

carico del Servizio sanitario nazionale, con decreto del Ministro

della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle

finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in

vigore della legge di conversione del presente decreto, previa intesa

in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le

regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentiti le

organizzazioni maggiormente rappresentative delle farmacie e gli

ordini professionali.

5-ter. Ai fini delle disposizioni di cui all'articolo 27-bis, comma

1, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n.40, entro trenta giorni

dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del

presente decreto, l'Agenzia italiana del farmaco, con   propria

determina, individua l'elenco dei medicinali di cui al comma 1,

inclusi quelli soggetti a registro di monitoraggio, per cui ritenga

che le funzioni di appropriatezza e controllo dei profili di

sicurezza possano essere svolte attraverso Piani terapeutici.

                               Art. 9

                     Proroga piani terapeutici

  1. I piani terapeutici che includono la fornitura di ausili,

dispositivi monouso e altri dispositivi protesici, di cui al decreto

del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, per

incontinenza, stomie e alimentazione speciale, laringectomizzati, per

la prevenzione e trattamento delle lesioni cutanee, per patologie

respiratorie   e   altri   prodotti   correlati   a   qualsivoglia

ospedalizzazione a domicilio, in scadenza durante lo stato di

emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio

2020, sono prorogati per ulteriori 90 giorni. Le Regioni adottano

procedure accelerate ai fini delle prime autorizzazioni dei nuovi

piani terapeutici.

                               Art. 10

Modifiche al decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27

  1. Al decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito,   con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020 n. 27, sono apportate le

seguenti modificazioni:

  1. a) all'articolo 22-bis, comma 1, le parole: «di medici, personale

infermieristico e sono sostituite dalle seguenti: «degli esercenti le

professioni sanitarie, degli esercenti la professione di assistente

sociale e degli»; la rubrica é   sostituita   dalla   seguente:

«Iniziativa di solidarietà in favore dei famigliari degli esercenti

le professioni sanitarie, degli esercenti   la   professione   di

assistente sociale e operatori socio-sanitari.»;

  1. b) all'articolo 47, comma 1, primo periodo, dopo le parole: «e

socio-sanitario» sono aggiunte   le   seguenti:   «e   nei   Centri

riabilitativi ambulatoriali del Servizio sanitario nazionale».

  1. All'articolo 16, comma 1, della legge 19 agosto 2016, n. 166, la

lettera d-bis), introdotta dall'articolo 71-bis, comma 1, lettera a),

del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18, convertito, con modificazioni,

dalla legge 24 aprile 2020 n.27, é sostituita dalla seguente:

   d-ter) dei prodotti tessili e di abbigliamento, dei mobili e dei

complementi di arredo, dei giocattoli, dei materiali per l'edilizia

inclusi i materiali per la pavimentazione, degli elettrodomestici ad

uso civile ed industriale, nonché dei televisori, personal computer,

tablet, e-reader e altri dispositivi per la lettura in formato

elettronico, non   più   commercializzati   o   non   idonei   alla

commercializzazione per imperfezioni, alterazioni,danni o vizi che

non ne modificano l'idoneità all'utilizzo o per altri motivi

similari;».

                               Art. 11

   Misure urgenti in materia di Fascicolo sanitario elettronico

  1. All'articolo 12 del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179,

convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,

sono apportate le seguenti modifiche:

  1. a) al comma 1, dopo le parole: «l'assistito» sono inserite le

seguenti: «, riferiti anche alle prestazioni erogate al di fuori del

Servizio sanitario nazionale»;

  1. b) al comma 2, ultimo periodo, dopo le parole: «comma 7», sono

aggiunte le seguenti: «ovvero tramite il Portale nazionale di cui al

comma 15-ter»;

  1. c) il comma 3 é sostituito dal seguente: «3. Il FSE é

alimentato con i dati degli eventi clinici presenti e trascorsi di

cui al comma 1 in maniera continuativa e tempestiva, senza ulteriori

oneri per la finanza pubblica, dai soggetti e dagli esercenti le

professioni sanitarie che prendono   in   cura   l'assistito   sia

nell'ambito del Servizio sanitario   nazionale   e   dei   servizi

socio-sanitari regionali sia al di fuori degli stessi, nonché, su

iniziativa dell'assistito, con i dati medici in possesso dello

stesso. Il sistema del FSE aggiorna contestualmente anche l'indice di

cui al comma 15-ter.»;

  1. d) il comma 3-bis é abrogato;
  2. e) al comma 4, dopo la parola «regionali», sono inserite le

seguenti: «e da tutti gli esercenti le professioni sanitarie» e, dopo

le parole «l'assistito», sono aggiunte le seguenti: «secondo le

modalità di accesso da parte di ciascuno dei predetti soggetti e da

parte degli esercenti le professioni sanitarie, nonché nel rispetto

delle misure di sicurezza definite ai sensi del comma 7»;

  1. f) al comma 15-ter, numero 3), sono apportate le seguenti

modificazioni:

     1) dopo le parole: «per la trasmissione telematica», sono

inserite le seguenti: «, la codifica e la firma remota»;

     2) le parole: «alimentazione e consultazione» sono sostituite

con le seguenti: «alimentazione, consultazione e conservazione, di

cui all'articolo 44 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82»;

  1. g) al comma 15-ter, dopo il numero 4), sono aggiunti i seguenti:

     «4-bis) l'istituzione dell'Anagrafe Nazionale dei consensi e

relative revoche, da associarsi agli assistiti risultanti nell'ANA,

comprensiva delle informazioni relative   all'eventuale   soggetto

delegato dall'assistito secondo la normativa vigente in materia e nel

rispetto delle modalità e delle misure di sicurezza stabilite,

previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, dal

decreto di cui al numero 3) del presente comma;

     4-ter) la realizzazione dell'Indice Nazionale dei documenti dei

FSE, da associarsi agli assistiti risultanti nell'ANA, al fine di

assicurare in interoperabilità le funzioni del FSE, secondo le

modalità e le misure di sicurezza stabilite, previo parere del

Garante per la protezione dei dati personali, dal decreto di cui al

numero 3) del presente comma;

     4-quater) la realizzazione del Portale Nazionale FSE, secondo

le modalità e le misure di sicurezza stabilite, previo parere del

Garante per la protezione dei dati personali, dal decreto di cui al

numero 3) del presente comma, anche attraverso l'interconnessione con

i corrispondenti portali delle regioni e province autonome, per

consentire, tramite le funzioni dell'Indice Nazionale, l'accesso on

line al FSE da parte dell'assistito e degli operatori sanitari

autorizzati, secondo modalità determinate ai sensi del comma 7. Tale

accesso é fornito in modalità aggregata, secondo quanto disposto

dalla Determinazione n. 80 del 2018 dell'Agenzia per l'Italia

Digitale. »;

  1. h) al comma 15-septies, dopo le parole: «di farmaceutica» sono

inserite le seguenti: «, comprensivi dei relativi piani terapeutici,»

e dopo le parole: «specialistica a carico del Servizio sanitario

nazionale,» sono aggiunte le seguenti: «nonché le ricette e le

prestazioni erogate non a carico del SSN,» e, dopo la parola

«integrativa», sono aggiunte le seguenti: «, nonché i dati di cui

all'articolo 3 del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175,

comprensivi dei dati relativi alla prestazione erogata e al relativo

referto, secondo le modalità stabilite, previo parere del Garante

per la protezione dei dati personali, dal decreto di cui al numero 3)

del comma 15-ter, che individuerà le misure tecniche e organizzative

necessarie a garantire la sicurezza del trattamento e i diritti e le

libertà degli interessati,»;

  1. i) dopo il comma 15-septies, sono aggiunti i seguenti commi:

     « 15-octies. Le specifiche tecniche dei documenti del FSE e del

dossier farmaceutico, definiti con i decreti attuativi del comma 7,

sono pubblicate sul portale nazionale FSE, previo parere del Garante

per la protezione dei dati personali.

     15-novies. Ai fini dell'alimentazione dei FSE   attraverso

l'infrastruttura nazionale di cui al comma 15-ter, previo parere del

Garante per la protezione dei dati personali, con il decreto di cui

al numero 3) del comma 15-ter, sono stabilite le modalità tecniche

con le quali:

  1. a) il Sistema Informativo Trapianti del Ministero della

salute di cui alla legge 1° aprile 1999, n. 91, rende disponibile ai

FSE i dati relativi al consenso o al diniego alla donazione degli

organi e tessuti;

  1. b) le Anagrafi vaccinali regionali rendono disponibili ai FSE

i dati relativi alla situazione vaccinale;

  1. c) il Centro Unico di prenotazione di ciascuna regione e

provincia autonoma rende disponibili ai FSE i dati relativi alle

prenotazioni.».

                             Art. 11 bis

       Misure urgenti in materia di sperimentazioni cliniche

  1. Al fine di promuovere in Italia le sperimentazioni cliniche

essenziali per fare fronte all'emergenza epidemiologica da COVID-19 e

ad eventuali altre emergenze epidemiologiche future, al comma 4

dell'articolo 6 del decreto legislativo 14 maggio 2019, n. 52, le

parole: «,l'assenza, rispetto allo studio proposto, d'interessi

finanziari propri, del coniuge o del convivente o di parente entro il

secondo grado, nel capitale dell'azienda farmaceutica titolare del

farmaco oggetto di studio, nonché l'assenza di   rapporti   di

dipendenza, consulenza o collaborazione, a qualsiasi titolo, con il

promotore» sono sostituite dalle seguenti: «gli interessi finanziari

propri, del coniuge o del convivente o di parente entro il secondo

grado rispetto allo studio proposto, nonché   i   rapporti   di

dipendenza, consulenza o collaborazione, a qualsiasi titolo, con il

promotore, in qualunque fase dello studio vengano a costituirsi. Il

comitato etico valuta tale dichiarazione nonché l'assenza, nel

capitale dell'azienda farmaceutica titolare del farmaco oggetto di

studi, di partecipazioni azionarie dello sperimentatore, del coniuge

o del convivente, a tutela dell'indipendenza e dell'imparzialità

della sperimentazione clinica, anche in momenti successivi all'inizio

dello studio qualora intervengano nuovi conflitti di interessi».

                               Art. 12

Accelerazione dell'acquisizione delle informazioni relative alle

                       nascite e ai decessi

  1. Ai fini dell'accelerazione dell'acquisizione delle informazioni

relative alle nascite e ai decessi di cui all'articolo 62, comma 6,

lettera c), del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante

Codice dell'amministrazione digitale, le strutture sanitarie, i

medici, i medici necroscopi o altri sanitari delegati, inviano al

Sistema Tessera Sanitaria del Ministero dell'economia e delle finanze

i dati:

  1. a) dell'avviso di decesso di cui all'articolo 72, comma 3, del

decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396;

  1. b) del certificato necroscopico di cui all'articolo 74, comma 2,

del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396;

  1. c) della denuncia della causa di morte di cui all'articolo 1 del

regolamento di polizia mortuaria di cui al decreto del Presidente

della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285;

  1. d) dell'attestazione di nascita di cui all'articolo 30, comma 1,

del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396;

  1. e) della dichiarazione di nascita di cui all'articolo 30, comma

2,del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n.

  1. La trasmissione dei dati di cui al comma 1 esonera i soggetti

interessati all'ulteriore invio ai Comuni di ulteriore attestazione

cartacea.

  1. Il Sistema Tessera Sanitaria rende immediatamente disponibili,

senza registrarli, i dati di cui al comma 1:

  1. a) all'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), per

le finalità di cui all'articolo 62, comma 6, lettera c) del decreto

legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante Codice dell'amministrazione

digitale;

  1. b) tramite Posta elettronica certificata (PEC), ai Comuni non

ancora collegati alla ANPR;

  1. c) all'ISTAT.
  2. Con uno o più decreti del Ministero dell'economia e delle

finanze, di concerto con il Ministero della salute e con il Ministero

dell'interno, previo parere del Garante per la protezione dei dati

personali, sono definiti i dati di cui al presente articolo e le

relative modalità tecniche di trasmissione.

  1. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi

o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni

interessate provvedono allo svolgimento delle attività del presente

articolo con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili

a legislazione vigente.

                               Art. 13

Rilevazioni   statistiche   dell'ISTAT   connesse   all'emergenza

epidemiologica da COVID-19

  1. In considerazione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e

della necessità e urgenza di disporre di statistiche ufficiali

tempestive, affidabili e complete sul sistema economico e produttivo

nazionale e sui fenomeni sociali, epidemiologici e ambientali,

nonché ai fini di ricerche di mercato, sociali e di opinione, anche

a supporto degli interventi di contrasto all'emergenza sanitaria e di

quelli finalizzati alla gestione della fase di ripresa, ai sensi

dell'articolo 9, paragrafo 2, lettera g), e dell'articolo 89 del

Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del

27 aprile 2016, nonché dell'articolo 2-sexies, comma 2, lettera

cc)del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, l'Istituto

nazionale di statistica (ISTAT), in qualità di titolare   del

trattamento, anche in contitolarità con altri soggetti che fanno

parte o partecipano al Sistema statistico nazionale, che verranno

indicati nelle direttive di cui al comma 2, é autorizzato, fino al

termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera   del

Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 e per i dodici mesi

successivi, a trattare dati   personali,   anche   inerenti   alle

particolari categorie di dati e relativi a condanne penali e reati,

di cui agli articoli 9 e 10 del Regolamento (UE) 2016/679, nel

rispetto delle misure e delle garanzie individuate nelle direttive di

cui al comma 2, per effettuare rilevazioni, anche longitudinali,

elaborazioni e analisi statistiche anche presso gli interessati sul

territorio nazionale, volte alla comprensione della   situazione

economica, sociale ed epidemiologica italiana.

  1. I trattamenti di cui al comma 1, riferiti ai dati personali di

cui agli articoli 9 e 10 del Regolamento (UE) 2016/679, sono

individuati in una o più specifiche direttive del presidente

dell'ISTAT, adottate previo parere del Garante per la protezione dei

dati personali, e sono svolti nel rispetto   delle   pertinenti

disposizioni del decreto legislativo n.196 del 2003 e delle Regole

deontologiche per trattamenti a fini statistici o di   ricerca

scientifica effettuati nell'ambito del Sistema statistico nazionale,

di cui all'allegato A4 al medesimo decreto legislativo, nonché del

decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322.

  1. Nelle direttive di cui al comma 2 sono indicati gli specifici

scopi perseguiti, i tipi di dati, le operazioni eseguibili e le

misure e le garanzie adottate per tutelare i diritti fondamentali e

le libertà degli interessati, le fonti amministrative utilizzate,

anche mediante tecniche di integrazione, ei tempi di conservazione.

  1. L'ISTAT fornisce agli interessati le informazioni di cui agli

articoli 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 anche in forma

sintetica. Le informazioni agli interessati sono pubblicate in

maniera completa e facilmente consultabili sul sito istituzionale

dell'ISTAT.

  1. I dati trattati nell'ambito delle indagini statistiche di cui al

presente articolo, privi   di   ogni   riferimento   che   permetta

l'identificazione diretta delle unità statistiche, possono essere

comunicati, per finalità scientifiche, nonché ai fini di ricerche

di mercato, sociali e di opinione, ai soggetti di cui al comma 1

dell'articolo 5-ter del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, nei

limiti e secondo le modalità ivi previste, nonché ai soggetti che

fanno parte o partecipano al Sistema statistico nazionale secondo

quanto previsto dalle pertinenti disposizioni del decreto legislativo

n.196 del 2003 e delle Regole deontologiche per trattamenti a fini

statistici o di ricerca scientifica effettuati nell'ambito del

Sistema statistico nazionale, di cui all'allegato A4 del medesimo

decreto legislativo, nonché del decreto legislativo 6 settembre

1989, n. 322, in deroga alle previsioni della legge 11 gennaio 2018,

n.5. La diffusione dei dati trattati nell'ambito delle indagini

statistiche di cui al presente articolo é autorizzata solo in forma

anonima e aggregata.

  1. L'ISTAT fa fronte alle attività di cui al presente articolo con

le risorse umane,   finanziarie   e   strumentali   disponibili   a

legislazione vigente.

                               Art. 14

Rifinanziamento Fondo emergenze nazionali e proroga dei termini

previsti per la scadenza di stati di emergenza e contabilità

speciali

  1. In conseguenza del perdurare delle straordinarie esigenze

connesse allo stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei

Ministri in data 31 gennaio 2020, per l'anno 2020, il fondo di cui

all'articolo 44, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, é

incrementato di 1.500 milioni di euro per l'anno 2020, di cui 1.000

milioni di euro da destinare agli interventi di competenza del

commissario straordinario di cui all'articolo 122 del decreto-legge

17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24

aprile 2020, n. 27, e da trasferire sull'apposita contabilità

speciale ad esso intestata.

  1. In relazione alle effettive esigenze di   spesa   connesse

all'evolversi del contesto emergenziale di cui al presente articolo,

le risorse di cui al comma 1, a seguito di apposito monitoraggio

effettuato dai soggetti interessati,   comunicato   al   Ministero

dell'economia e delle finanze, possono essere rimodulate con decreto

del Ragioniere generale dello Stato, su richiesta congiunta del Capo

della protezione civile e del Commissario straordinario di cui

all'articolo 122 del decreto-legge n.18 del 2020. La rimodulazione

può disporsi, previa autorizzazione del Ministero dell'economia e

delle finanze, anche mediante girofondi tra la contabilità speciale

di cui al comma 1 e quella del bilancio autonomo della Presidenza del

Consiglio dei ministri - Dipartimento della Protezione civile.

  1. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede ai   sensi

dell'articolo 265.

  1. I termini di scadenza degli stati di emergenza, diversi da

quello dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri 31 gennaio

2020 per il COVID-19, già dichiarati ai sensi dell'articolo 24 del

decreto legislativo 2 gennaio 2018, n.1 e delle contabilità speciali

di cui all'articolo 27 del medesimo decreto legislativo n. 1 del

2018, in scadenza entro il 31 luglio 2020 e non più prorogabili ai

sensi della vigente normativa, sono prorogati per ulteriori sei mesi.

Alle attività connesse alle proroghe di cui al presente comma si

provvede nell'ambito delle risorse già stanziate a legislazione

vigente per i relativi stati di emergenza e conseguentemente dal

presente comma non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza

pubblica.

                               Art. 15

Incremento risorse del Fondo nazionale per il servizio civile e

disposizioni in materia di volontariato di protezione civile

  1. Al fine   di   garantire   adeguate   risorse   da   destinare

all'assistenza delle persone più vulnerabili e alla ricostruzione

del tessuto sociale deteriorato dall'emergenza epidemiologica da

COVID-19, il Fondo nazionale per il servizio civile, di   cui

all'articolo 19 della legge 8 luglio 1998, n. 230, é incrementato di

21 milioni di euro per l'anno 2020.

  1. Alla copertura degli oneri derivanti dal precedente comma, si

provvede ai sensi dell'articolo 265.

  1. Per le attività di volontariato svolte in mesi per i quali sia

percepita l'indennità di cui all'articolo 84, comma 1 o agli

articoli 27, 28, 29 e 30 del decreto- legge 17 marzo 2020, n. 18

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, le

disposizioni di cui all'articolo 39, comma 5 del decreto legislativo

2 gennaio 2018, n.1, non si applicano ai volontari lavoratori

autonomi che, in ottemperanza alle misure adottate allo scopo di

contrastare la diffusione del virus Covid-19,dichiarano di non aver

svolto attività lavorativa e percepiscono le suddette indennità.

                               Art. 16

                 Misure straordinarie di accoglienza

  1. I posti disponibili nelle strutture del Sistema di protezione di

cui all'articolo 1-sexies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416,

convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39,

per un termine non superiore ai sei mesi successivi alla cessazione

dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei

Ministri del 31 gennaio 2020, possono essere   utilizzati   per

l'accoglienza dei richiedenti protezione   internazionale,   fermo

restando quanto previsto dal decreto legislativo 18 agosto 2015, n.

142, e successive modificazioni, in materia   di   servizi   per

l'accoglienza. All'attuazione del presente comma, si provvede senza

nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica con le risorse

disponibili a legislazione vigente sui pertinenti capitoli dello

stato di previsione del Ministero dell'interno.

                             Art. 16 bis

Estensione dei benefici di cui all'articolo 1, comma 2, della legge

23 novembre 1998, n. 407, ai medici, agli operatori sanitari, agli

infermieri, agli operatori socio-sanitari e agli altri lavoratori

nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie vittime del contagio da

                             COVID-19

  1. L'applicazione delle disposizioni dell'articolo 1, comma 2,

della legge 23 novembre 1998, n. 407, é estesa ai medici, agli

operatori sanitari, agli infermieri, ai farmacisti, agli operatori

socio-sanitari nonché ai lavoratori delle strutture sanitarie e

socio-sanitarie impegnati nelle azioni di contenimento e gestione

dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 che durante lo stato di

emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020

abbiano contratto, in conseguenza   dell'attività   di   servizio

prestata, una patologia alla quale sia conseguita la morte o

un'invalidità permanente per effetto, diretto o come concausa, del

contagio da COVID-19.

                               Art. 17

Modifiche all'articolo 6, comma 10, del decreto-legge 17 marzo 2020,

  1. 18
  2. All'articolo 6, comma 10, del decreto-legge 17 marzo 2020, n.

18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

dopo le parole «del presente articolo» sono inserite le seguenti «e

per l'acquisizione a diverso titolo, ad esclusione della proprietà,

da parte del Dipartimento della protezione civile, del Commissario di

cui all'articolo 122 e dei soggetti attuatori nominati ai sensi

dell'Ordinanza del Capo dipartimento della protezione civile n. 630

del 2020 di strutture per ospitarvi le persone in sorveglianza

sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare».

                             Art. 17 bis

Proroga della sospensione dell'esecuzione degli sfratti di immobili

                 ad uso abitativo e non abitativo

  1. Al comma 6 dell'articolo 103 del decreto-legge 17 marzo 2020, n.

18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

le parole: «1° settembre 2020» sono sostituite dalle seguenti: «31

dicembre 2020».

                               Art. 18

                     Utilizzo delle donazioni

  1. All'articolo 99, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

sono apportate le seguenti modifiche:

   «a) dopo il comma 2, é aggiunto il seguente:

     « 2-bis. Il Dipartimento della protezione civile può destinare

somme derivanti dalla raccolta delle donazioni liberali acquisite nei

conti correnti bancari di cui all'articolo 99, del decreto- legge 17

marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24

aprile 2020, n. 27, al fine di provvedere al pagamento delle spese

connesse alle acquisizioni di farmaci, delle apparecchiature e dei

dispositivi medici e di protezione individuale, previste dal comma 1,

dell'articolo 122 del medesimo decreto-legge n. 18 del 2020, da parte

del Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento

delle   misure   occorrenti   per   il   contenimento   e   contrasto

dell'emergenza epidemiologica COVID-19, in relazione allo stato di

emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio

  1. » b)al comma 3, dopo le parole «aziende, agenzie,» sono

inseritele seguenti: «regioni e province autonome e loro enti,

società e fondazioni,»

  1. c) al comma 5, dopo le parole «per la quale é» é aggiunta la

seguente: «anche».

  1. Restano valide le destinazioni e le utilizzazioni già disposte

ai fini suddetti effettuate a decorrere dalla data di apertura dei

citati conti correnti.

                             Art. 18 bis

Rifinanziamento del Fondo di cui all'articolo 14 della legge 7 luglio

                           2016, n. 122

  

  1. In considerazione delle esigenze straordinarie e   urgenti

derivanti dalla diffusione del COVID-19, delle norme di contenimento

e della riduzione dei servizi a essa collegate, il Fondo di cui

all'articolo 14 della legge 7 luglio 2016, n. 122, é incrementato di

3 milioni di euro per l'anno 2020. Per l'anno 2020, nell'ambito delle

risorse stanziate ai sensi del primo periodo e nei limiti delle

stesse, deve essere assicurato un maggiore ristoro alle vittime dei

reati di violenza sessuale e di omicidio commesso contro il coniuge,

anche legalmente separato, contro l'altra parte dell'unione civile o

contro la persona stabilmente convivente con il colpevole o ad esso

legata da relazione affettiva, anche ove cessata.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 3 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione

del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre

2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del

presente decreto.

                              Art. 19

       Funzionamento e potenziamento della Sanità militare

  1. Per le finalità di cui all'articolo 7, del decreto- legge 17

marzo 2020, n.18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24

aprile 2020,n.27, e nel rispetto di quanto ivi previsto in materia di

modalità, di requisiti, di procedure e di trattamento giuridico ed

economico, per l'anno 2020 é autorizzato l'arruolamento eccezionale,

a domanda, di personale della Marina militare, dell'Aeronautica

militare e dell'Arma dei carabinieri in servizio temporaneo, con una

ferma eccezionale della durata di un anno, nelle misure di seguito

stabilite per ciascuna categoria e Forza armata:

  1. a) 70 ufficiali medici con il grado di tenente o   grado

corrispondente, di cui 30 della Marina militare, 30 dell'Aeronautica

militare e 10 dell'Arma dei carabinieri;

  1. b) 100 sottufficiali infermieri con il grado di maresciallo, di

cui 50 della Marina militare e 50 dell'Aeronautica militare.

  1. Le domande di partecipazione sono presentate entro quindici

giorni dalla data di pubblicazione delle procedure di arruolamento da

parte della Direzione generale del personale militare sul portale

on-line del sito internet del Ministero della difesa www.difesa.it e

gli arruolamenti sono perfezionati entro i successivi 20 giorni.

  1. I periodi di servizio prestato ai sensi del presente articolo

nonché quelli prestati ai sensi dell'articolo 7, comma 1, del citato

decreto-legge n.18 del 2020, costituiscono titolo di merito da

valutare nelle procedure concorsuali per il reclutamento di personale

militare in servizio permanente appartenente ai medesimi ruoli delle

Forze armate.

3-bis. I medici arruolati ai sensi del presente articolo nonché

quelli arruolati ai sensi dell'articolo 7 del decreto-legge 17 marzo

2020, n.18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile

2020, n.27, qualora iscritti all'ultimo o al penultimo anno di corso

di una scuola universitaria di specializzazione in medicina e

chirurgia, restano iscritti alla scuola   con   sospensione   del

trattamento economico   previsto   dal   contratto   di   formazione

specialistica. Il periodo di attività, svolto esclusivamente durante

lo stato di emergenza, é riconosciuto ai fini del ciclo di studi che

conduce al conseguimento del diploma di   specializzazione.   Le

università, ferma restando la durata legale del corso, assicurano il

recupero delle attività formative,   tecniche   e   assistenziali

necessarie al raggiungimento degli obiettivi formativi previsti.

3-ter. In ragione dell'eccezionalità e della limitata durata della

ferma di cui al comma 1, agli ufficiali medici arruolati in servizio

temporaneo nell'Arma dei carabinieri non   sono   attribuite   le

qualifiche di ufficiale di polizia giudiziaria e di ufficiale di

pubblica sicurezza.

  1. Per l'attuazione del comma 1 é autorizzata la spesa di euro

4.682.845 per l'anno 2020 e euro 3.962.407 per l'anno 2021

  1. Allo scopo di sostenere le attività e l'ulteriore potenziamento

dei servizi sanitari militari di cui all'articolo 9, del decreto-

legge 17 marzo 2020, n.18, convertito, con modificazioni, dalla legge

24 aprile 2020,n.27, é autorizzata la spesa di euro 84.132.000 per

l'anno 2020.

  1. Agli oneri derivanti dai commi 4 e 5, pari a 88.814.845 euro per

l'anno 2020 e 3.241.969 euro per l'anno 2021, si provvede, quanto a

88.814.845 euro per l'anno 2020, ai sensi dell'articolo 265 e, quanto

a 3.962.407 euro per l'anno 2021, mediante corrispondente riduzione

dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai

fini del bilancio triennale 2020-2022, nell'ambito del programma

«Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire»

dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze

per l'anno 2020, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento

relativo al Ministero della difesa.

                               Art. 20

Misure per la funzionalità delle Forze armate - personale sanitario

e delle sale operative

  1. Ai fini dello svolgimento, da parte del personale medico e

paramedico e delle sale operative delle Forze armate, dei maggiori

compiti connessi con il contrasto e il contenimento della diffusione

del virus COVID-19, fino alla data di cessazione dello stato di

emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020,

é autorizzata, per l'anno 2020, l'ulteriore spesa complessiva di

euro 1.000.000 per il pagamento delle prestazioni   di   lavoro

straordinario.

  1. Alla copertura degli oneri di cui al presente articolo si

provvede ai sensi dell'articolo 265.

                               Art. 21

Prolungamento della ferma dei volontari in ferma prefissata e

reclutamento straordinario di infermieri militari in servizio

permanente

  1. Al decreto legislativo 15 marzo 2010, n.66, sono apportate le

seguenti modificazioni:

  1. a) dopo l'articolo 2204-bis, é inserito il seguente:

     « Art. 2204-ter (Prolungamento della ferma dei volontari in

ferma prefissata). - 1. I volontari in ferma prefissata di un anno,

che negli anni 2020, 2021 e 2022 terminano il periodo di rafferma

ovvero di prolungamento della ferma, di cui agli articoli 954, comma

1, e 2204, comma 1, possono essere ammessi, nei limiti delle

consistenze organiche previste a legislazione vigente, su proposta

della Forza armata di appartenenza e   previo   consenso   degli

interessati, al prolungamento della ferma per un periodo massimo di

sei mesi, eventualmente rinnovabile solo per una volta.

  1. I volontari al termine del secondo periodo di rafferma

biennale, di cui all'articolo 954, comma 2, che negli anni 2020, 2021

e 2022 partecipano alle procedure per il transito in servizio

permanente, possono essere ammessi, nei limiti delle consistenze

organiche previste a legislazione vigente e previo consenso degli

interessati, al prolungamento   della   rafferma   per  il   tempo

strettamente necessario al completamento dell'iter concorsuale. ».

  1. b) dopo l'articolo 2197-ter é inserito il seguente:

     « Art. 2197-ter.1 (Reclutamento straordinario per il ruolo dei

marescialli). - 1. In deroga a quanto previsto dagli articoli 682 e

760 e nell'ambito delle consistenze del personale di ciascuna Forza

armata, come determinate per l'anno 2020 ai sensi dell'articolo 2207,

é autorizzato, per il solo anno 2020, il reclutamento, a nomina

diretta con il grado di maresciallo o grado corrispondente, mediante

concorso per titoli, di n. 60 marescialli in servizio permanente, di

cui n. 30 dell'Esercito italiano, n. 15 della Marina militare e n. 15

dell'Aeronautica militare.

  1. Il concorso di cui al comma 1 é riservato al personale in

servizio appartenente ai ruoli dei sergenti e dei volontari in

servizio permanente, anche in deroga ai vigenti limiti di età, in

possesso dei seguenti requisiti:

  1. a) laurea per la professione sanitaria infermieristica e

relativa abilitazione professionale;

  1. b) non   aver   riportato   nell'ultimo   biennio   sanzioni

disciplinari più gravi della consegna.

  1. Le modalità di svolgimento del concorso, compresi la

tipologia e i criteri di valutazione dei titoli di merito ai fini

della formazione della graduatoria, sono stabiliti dal bando di

concorso.».

                               Art. 22

Misure per la funzionalità delle Forze armate - Operazione «Strade

                              sicure»

  1. Al fine di garantire e sostenere la prosecuzione, da parte delle

Forze armate, dello svolgimento dei maggiori compiti connessi al

contenimento della diffusione del COVID-19 fino alla data   di

cessazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei

ministri il 31 gennaio 2020, si dispone che:

  1. a) l'incremento delle 253 unità di personale di cui all'articolo

74,comma 01, del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18, convertito, con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.27, é ulteriormente

prorogato fino al 31 luglio 2020;

  1. b) l'intero contingente di cui all'articolo 74-ter, comma 1, del

decreto-legge 17 marzo 2020, n.18, convertito, con modificazioni,

dalla legge 24 aprile 2020, n.27, é integrato di ulteriori 500

unità dalla data di effettivo impiego fino al 31 luglio 2020.

  1. Allo scopo di soddisfare le esigenze di cui al comma 1, é

autorizzata per l'anno 2020 l'ulteriore spesa complessiva di euro

9.404.210, di cui euro 5.154.191 per il pagamento delle prestazioni

di lavoro straordinario ed euro 4.250.019 per gli altri oneri

connessi all'impiego del personale.

  1. Alla copertura degli oneri di cui al presente articolo si

provvede ai sensi dell'articolo 265.

                               Art. 23

Ulteriori misure per la funzionalità del Ministero dell'interno,

delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco

  1. Al fine di adeguare le risorse necessarie al mantenimento, fino

al 30 giugno 2020, del dispositivo di contenimento della diffusione

del COVID-19, predisposto sulla base delle esigenze segnalate dai

prefetti territorialmente competenti, é autorizzata, per l'anno

2020, l'ulteriore spesa di euro 13.045.765 per il pagamento delle

prestazioni di lavoro straordinario effettuate dalle Forze   di

polizia, nonché di euro   111.329.528   per   la   corresponsione

dell'indennità di ordine pubblico.

  1. In considerazione del livello di esposizione al rischio di

contagio da COVID-19, connesso allo   svolgimento   dei   compiti

istituzionali delle Forze di polizia, al fine di far fronte, fino al

31 luglio 2020, alle accresciute esigenze di sanificazione e di

disinfezione straordinaria degli uffici, degli ambienti e dei mezzi

in uso alle medesime Forze, nonché di assicurare   l'adeguato

rifornimento   dei   dispositivi   di   protezione   individuale   e

dell'equipaggiamento   operativo   e  sanitario   d'emergenza,   é

autorizzata, per l'anno 2020, l'ulteriore spesa di euro 37.600.640.

  1. Al fine di garantire, fino al 31 luglio 2020, lo svolgimento dei

compiti demandati al Corpo nazionale dei vigili del fuoco in

relazione all'emergenza epidemiologica da COVID-19 e la sicurezza del

personale impiegato, é autorizzata, per l'anno 2020, la spesa

complessiva di euro 1.391.200, di cui euro 693.120 per il pagamento

delle prestazioni di lavoro straordinario ed euro 698.080 per

attrezzature e materiali dei nuclei specialistici per il contrasto

del rischio biologico, per incrementare i dispositivi di protezione

individuali del personale operativo e i dispositivi di protezione

collettivi e individuali del personale nelle sedi di servizio.

  1. Al fine di assicurare, fino al 31 luglio 2020, lo svolgimento

dei   compiti   demandati   al   Ministero   dell'interno,   anche

nell'articolazione territoriale delle Prefetture-U.t.G., in relazione

all'emergenza epidemiologica da COVID-19, é autorizzata, per l'anno

2020, l'ulteriore spesa di euro 4.516.312, di cui euro 838.612 per il

pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario, euro 750.000 per

spese sanitarie, di pulizia e per l'acquisto di dispositivi di

protezione individuale, euro 2.511.700 per acquisti di prodotti e

licenze   informatiche,   ed   euro   416.000   per   materiale   per

videoconferenze e altri materiali.

  1. Alla copertura degli oneri di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, pari a

euro167.883.445 per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo

  1. L'autorizzazione di cui al comma 301, dell'articolo 1, della

legge 27 dicembre 2017, n.205, relativa all'invio, da parte del

Ministero dell'interno, di personale appartenente alla carriera

prefettizia presso organismi internazionali ed europei, é prorogata

per gli anni 2021-2023, per un importo di spesa massima di 500 mila

euro per ciascun anno dello stesso triennio 2021-2023. Al relativo

onere   si   provvede   mediante   corrispondente   riduzione   dello

stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini

del bilancio triennale 2020-2022, nell'ambito del programma «Fondi di

riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato

di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno

2020, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo

al Ministero dell'interno.

  1. Il Ministero dell'interno é autorizzato, nel limite di euro

220.000 annui, per il biennio 2020-2021, a sottoscrivere un'apposita

polizza   assicurativa   in   favore   del   personale   appartenente

all'Amministrazione civile dell'interno, per il rimborso delle spese

mediche e sanitarie, non coperte dall'INAIL, sostenute dai propri

dipendenti a seguito della contrazione del virus Covid-19.

  1. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 7, pari a euro

220.000 annui, per ciascuno degli anni 2020 e 2021, si provvede

mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 23,

comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, iscritto nello stato

di previsione del Ministero dell'interno.

Titolo II

SOSTEGNO ALLE IMPRESE E ALL'ECONOMIA

Capo I

Misure di sostegno

                               Art. 24

           Disposizioni in materia di versamento dell'IRAP

  1. Non é dovuto il versamento del saldo dell'imposta regionale

sulle attività produttive relativa al periodo di imposta in corso al

31 dicembre 2019, fermo restando il versamento dell'acconto dovuto

per il medesimo periodo di imposta. Non é altresì dovuto il

versamento della prima rata dell'acconto dell'imposta regionale sulle

attività produttive relativa al periodo di imposta successivo a

quello in corso al 31 dicembre 2019, nella   misura   prevista

dall'articolo 17, comma 3, del decreto del   Presidente   della

Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, ovvero dall'articolo 58 del

decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni,

dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157; l'importo di tale versamento é

comunque escluso dal calcolo dell'imposta da versare a saldo per lo

stesso periodo d'imposta.

  1. Il comma 1 si applica esclusivamente ai soggetti, diversi da

quelli che determinano il valore della produzione netta secondo gli

articoli 7 e 10-bis del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,

nonché dai soggetti di cui all'articolo 162-bis del testo unico

delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della

Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, con ricavi di cui all'articolo

85, comma 1, lettere a) e b), dello stesso testo unico delle imposte

sui redditi, o compensi di cui all'articolo 54, comma 1, del medesimo

testo unico non superiori a 250 milioni di euro nel periodo d'imposta

precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del

presente decreto-legge.

  1. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto

dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della

Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final «Quadro

temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia

nell'attuale emergenza del COVID-19», e successive modifiche.

  1. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle

finanze é istituito un fondo con una dotazione di 448 milioni di

euro finalizzato a ristorare alle Regioni e alle Province autonome le

minori entrate derivanti dal presente articolo   non   destinate

originariamente a finanziare il fondo sanitario nazionale. Al riparto

del fondo di cui al periodo precedente tra Regioni e Province

autonome si provvede con decreto del Ministro dell'economia e delle

finanze, da adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in

vigore del presente decreto-legge previa intesa in sede di Conferenza

Permanente per i rapporti tra lo Staro, le Regioni e le Province

Autonome di Trento e Bolzano.

  1. Agli oneri di cui al presente articolo, valutati in 3.952

milioni di euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo

                               Art. 25

                     Contributo a fondo perduto

  1. Al fine di sostenere i soggetti   colpiti   dall'emergenza

epidemiologica «Covid-19», é riconosciuto un contributo a fondo

perduto a favore dei soggetti esercenti attività d'impresa e di

lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, di cui

al testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del

Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, di seguito

testo unico delle imposte sui redditi.

  1. Il contributo a fondo perduto di cui al comma 1 non spetta, in

ogni caso, ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data di

presentazione dell'istanza di cui al comma 8, agli enti pubblici di

cui all'articolo 74, ai soggetti di cui all'articolo 162-bis del

testo unico delle imposte sui redditi e ai contribuenti che hanno

diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27,

e 38 del decreto- legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, nonché ai

lavoratori dipendenti e ai professionisti iscritti agli enti di

diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai   decreti

legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103.

  1. Il contributo spetta esclusivamente ai titolari di reddito

agrario di cui all'articolo 32 del citato testo unico delle imposte

sui redditi, nonché ai soggetti con ricavi di cui all'articolo 85,

comma 1, lettere a) e b),del medesimo testo unico delle imposte sui

redditi, o compensi di cui all'articolo 54, comma 1, del medesimo

testo unico delle imposte sui redditi non superiori a 5 milioni di

euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di

entrata in vigore del presente decreto.

  1. Il contributo a fondo perduto spetta a   condizione   che

l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020

sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei

corrispettivi del mese di aprile 2019. Al fine di determinare

correttamente i predetti importi, si fa riferimento alla data di

effettuazione dell'operazione di cessione di beni o di prestazione

dei servizi. Il predetto contributo spetta anche in assenza dei

requisiti di cui al presente comma ai soggetti che hanno iniziato

l'attività a partire dal 1° gennaio 2019 nonché ai soggetti che, a

far data dall'insorgenza dell'evento calamitoso, hanno il domicilio

fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai

predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla

data di dichiarazione dello stato di emergenza COVID-19.

  1. L'ammontare del contributo a fondo perduto é determinato

applicando una percentuale alla differenza tra l'ammontare del

fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l'ammontare

del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 come segue:

  1. a) venti per cento per i soggetti con ricavi o compensi indicati

al comma 3 non superiori a quattrocentomila euro nel periodo

d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore

del presente decreto;

  1. b) quindici per cento per i soggetti con ricavi o compensi

indicati al comma 3 superiori a quattrocentomila euro e fino a un

milione di euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso

alla data di entrata in vigore del presente decreto;

  1. c) dieci per cento per i soggetti con ricavi o compensi indicati

al comma 3 superiori a un milione di euro e fino a cinque milioni di

euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di

entrata in vigore del presente decreto.

  1. L'ammontare del contributo a fondo perduto é riconosciuto,

comunque, ai soggetti di cui al comma 1, beneficiari del contributo

ai sensi dei commi 3 e 4, per un importo non inferiore a mille euro

per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle

persone fisiche.

  1. Il contributo di cui al presente articolo non concorre alla

formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non

rileva altresì ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109,

comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, e non concorre

alla formazione del valore della produzione netta, di cui al decreto

legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

  1. Al fine di ottenere il contributo a fondo perduto, i soggetti

interessati presentano, esclusivamente in via telematica, una istanza

all'Agenzia delle entrate con l'indicazione della sussistenza dei

requisiti definiti dai precedenti commi. L'istanza può essere

presentata, per conto del soggetto interessato, anche   da   un

intermediario di cui all'articolo 3, comma 3, del decreto del

Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322 delegato al

servizio del cassetto fiscale dell'Agenzia delle entrate o ai servizi

per la fatturazione elettronica. L'istanza deve essere presentata

entro sessanta giorni dalla data di avvio della procedura telematica

per la presentazione della stessa, come definita con il provvedimento

del direttore dell'Agenzia delle entrate, di cui al comma 10.

  1. L'istanza di cui al comma 8 contiene anche l'autocertificazione

che i soggetti richiedenti, nonché i soggetti di cui all'articolo

85, commi 1 e 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159,

non si trovano nelle condizioni ostative di cui all'articolo 67 del

medesimo decreto legislativo n. 159 del 2011. Per la prevenzione dei

tentativi di infiltrazioni criminali, con   protocollo   d'intesa

sottoscritto   tra   il   Ministero   dell'interno,   il   Ministero

dell'economia e delle finanze e l'Agenzia delle entrate   sono

disciplinati i controlli di cui al libro II del decreto legislativo

  1. 159 del 2011 anche attraverso procedure semplificate ferma

restando, ai fini dell'erogazione del contributo di cui al presente

articolo, l'applicabilità dell'art. 92 commi 3 e seguenti del citato

decreto legislativo n. 159 del 2011, in considerazione dell'urgenza

connessa alla situazione emergenziale. Qualora dai riscontri di cui

al periodo precedente emerga la sussistenza di cause ostative,

l'Agenzia delle entrate procede alle attività di recupero del

contributo ai sensi del successivo comma 12. Colui che ha rilasciato

l'autocertificazione di regolarità antimafia é punito con la

reclusione da due anni a sei anni. In caso di avvenuta erogazione del

contributo, si applica l'articolo 322-ter del   codice   penale.

L'Agenzia delle entrate e il Corpo della Guardia di finanza stipulano

apposito protocollo volto a regolare la trasmissione, con procedure

informatizzate, dei dati e delle informazioni di cui al comma 8,

nonché di quelli relativi ai contributi erogati, per le autonome

attività di polizia economico-finanziaria di cui   al   decreto

legislativo n. 68 del 2001.

  1. Le modalità di presentazione dell'istanza, il suo contenuto

informativo, i termini di presentazione della stessa e ogni altro

elemento necessario all'attuazione delle disposizioni del presente

articolo sono definiti con provvedimento del direttore dell'Agenzia

delle entrate.

  1. Sulla base delle informazioni contenute nell'istanza di cui al

comma 8, il contributo a fondo perduto é corrisposto dall'Agenzia

delle entrate mediante accreditamento diretto in conto corrente

bancario o postale intestato al soggetto beneficiario. I fondi con

cui elargire i contributi sono accreditati sulla   contabilità

speciale intestata all'Agenzia delle entrate n. 1778 «Fondi di

Bilancio». L'Agenzia delle entrate provvede al monitoraggio delle

domande presentate ai sensi del comma 8 e dell'ammontare complessivo

dei contributi a fondo perduto richiesti e ne dà comunicazione con

cadenza settimanale al Dipartimento della Ragioneria generale dello

Stato.

  1. Per le successive attività di controllo dei dati dichiarati si

applicano gli articoli 31 e seguenti del decreto del Presidente della

Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Qualora il contributo sia in

tutto o in parte non spettante, anche a seguito del mancato

superamento della verifica antimafia, l'Agenzia   delle   entrate

recupera il contributo non spettante, irrogando le sanzioni in misura

corrispondente a quelle previste dall'articolo 13, comma 5, del

decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e applicando gli

interessi dovuti ai sensi dell'articolo 20 del decreto del Presidente

della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, in base alle disposizioni

di cui all'articolo 1, commi da 421 a 423, della legge 30 dicembre

2004, n. 311. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 27,

comma 16, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con

modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, nonché, per quanto

compatibili, anche quelle di cui all'articolo 28 del decreto-legge 31

maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30

luglio 2010, n. 122. Per le controversie relative all'atto di

recupero si applicano le   disposizioni   previste   dal   decreto

legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.

  1. Qualora   successivamente   all'erogazione   del   contributo,

l'attività d'impresa o di lavoro autonomo cessi o le società e gli

altri enti percettori cessino l'attività, il soggetto firmatario

dell'istanza inviata in via telematica all'Agenzia delle entrate ai

sensi del comma 8 é tenuto a conservare tutti gli elementi

giustificativi del contributo spettante e a esibirli a richiesta agli

organi istruttori dell'amministrazione finanziaria. In questi casi,

l'eventuale atto di recupero di cui al comma 12 é emanato nei

confronti del soggetto firmatario dell'istanza.

  1. Nei casi di percezione del contributo in tutto o in parte non

spettante si applica l'articolo 316-ter del codice penale.

  1. Agli oneri di cui al presente articolo, valutati in 6.192

milioni di euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo

                             Art. 25 bis

     Contributi per i settori ricreativo e dell'intrattenimento

  1. Al fine di mitigare la crisi economica derivante dall'emergenza

epidemiologica da COVID-19, alle imprese operanti nei   settori

ricreativo e dell'intrattenimento, nonché dell'organizzazione di

feste e cerimonie, sono erogati contributi a fondo perduto nel limite

di spesa complessivo di 5 milioni di euro per l'anno 2020.

  1. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da

adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della

legge di conversione del presente decreto, di concerto con il

Ministro dello sviluppo economico, sono stabiliti i criteri e le

modalità di applicazione del presente articolo anche al fine di

assicurare il rispetto del limite di spesa di cui al comma 1,

privilegiando le imprese che presentano una riduzione del proprio

fatturato su base mensile pari almeno al 50 per cento rispetto a

quello del 2019.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 5 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione

del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre

2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del

presente decreto.

  1. L'efficacia delle disposizioni del presente   articolo   é

subordinata, ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato

sul funzionamento dell'Unione europea, all'autorizzazione   della

Commissione europea.

                               Art. 26

   Rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni

  1. Le misure previste dal presente articolo si applicano, in

conformità a tutti i criteri e le condizioni ivi previsti, agli

aumenti di capitale delle società per   azioni,   società   in

accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, anche

semplificata, società cooperative, - società europee di cui al

regolamento (CE) n. 2157/2001 e società cooperative europee di cui

al regolamento (CE) n. 1435/2003, aventi sede legale in Italia,

escluse quelle di cui all'articolo 162-bis del testo unico delle

imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della

Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e quelle che esercitano attività

assicurative, qualora la società regolarmente costituita e iscritta

nel registro delle imprese, soddisfi le seguenti condizioni:

  1. a) presenti un ammontare di ricavi di cui all'articolo 85, comma

1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi

approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre

1986, n. 917 relativo al periodo d'imposta 2019, superiore a cinque

milioni di euro, ovvero dieci milioni di euro nel caso della misura

prevista al comma 12, e fino a cinquanta milioni di euro; nel caso in

cui la società appartenga ad un gruppo, si fa riferimento al valore

dei citati ricavi su base consolidata, al più elevato grado di

consolidamento, non tenendo conto dei ricavi conseguiti all'interno

del gruppo;

  1. b) abbia subito, a causa dell'emergenza epidemiologica   da

COVID-19 nei mesi di marzo e aprile 2020, una riduzione complessiva

dell'ammontare dei ricavi di cui all'articolo 85, comma 1, lettere a)

e b), del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto

del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, rispetto

allo stesso periodo dell'anno precedente in misura non inferiore al

33%; nel caso in cui la società appartenga ad un gruppo, si fa

riferimento al valore dei citati ricavi su base consolidata, al più

elevato grado di consolidamento, non tenendo conto dei ricavi

conseguiti all'interno del gruppo;

  1. c) abbia deliberato ed eseguito dopo l'entrata in vigore del

presente decreto-legge ed entro il 31 dicembre 2020 un aumento di

capitale a pagamento e integralmente versato; per l'accesso alla

misura prevista dal comma 12 l'aumento di capitale non é inferiore a

250.000 euro.

  1. Ai fini delle misure previste ai commi 8 e 12 la società

soddisfa altresì le seguenti condizioni:

  1. a) alla data del 31 dicembre 2019 non rientrava nella categoria

delle imprese in difficoltà ai sensi del regolamento (UE) n.

651/2014, del regolamento (UE) n. 702/2014 del 25 giugno 2014 e del

regolamento (UE) n. 1388/2014 del 16 dicembre 2014;

  1. b) si trova in situazione di regolarità contributiva e fiscale;
  2. c) si trova in regola con le disposizioni vigenti in materia di

normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione

degli infortuni e della salvaguardia dell'ambiente;

  1. d) non rientra tra le società   che   hanno   ricevuto   e,

successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli

aiuti ritenuti illegali o incompatibili dalla Commissione europea;

  1. e) non si trova nelle condizioni ostative di cui all'articolo 67

del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159;

  1. f) nei confronti degli amministratori, dei soci e del titolare

effettivo non é intervenuta condanna definitiva, negli ultimi cinque

anni, per reati commessi in violazione delle norme per la repressione

dell'evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto

nei casi in cui sia stata applicata la pena accessoria di cui

all'articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 10 marzo 2000, n.

74;

  1. g) solo nel caso di accesso alla misura di cui al comma 12, il

numero di occupati é inferiore a 250 persone.

2-bis. I benefici di cui al comma 2 si applicano anche alle aziende

in concordato preventivo di continuità con omologa già emessa che

si trovano in situazione di regolarità contributiva e fiscale

all'interno di piani di rientro e rateizzazione già esistenti alla

data di entrata in vigore del presente decreto.

  1. L'efficacia delle misure previste dal presente articolo é

subordinata, ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato

sul funzionamento dell'Unione europea, all'autorizzazione   della

Commissione europea.

  1. Ai soggetti che effettuano conferimenti in denaro, in una o più

società, in esecuzione dell'aumento del capitale sociale di cui al

comma 1, lettera c), spetta un credito d'imposta pari al 20 per

cento.

  1. L'investimento massimo del conferimento in denaro sul quale

calcolare il credito d'imposta non può eccedere euro 2.000.000. La

partecipazione riveniente dal conferimento deve essere posseduta fino

al 31 dicembre 2023. La distribuzione di riserve, di qualsiasi tipo,

prima di tale data da parte della società oggetto del conferimento

in denaro comporta la decadenza dal beneficio e l'obbligo del

contribuente di restituire l'ammontare detratto, unitamente agli

interessi legali. L'agevolazione spetta all'investitore che ha una

certificazione della società conferitaria che attesti di non aver

superato il limite dell'importo complessivo agevolabile di cui al

comma 20 ovvero, se superato, l'importo per il quale spetta il

credito d'imposta. Non possono beneficiare del credito d'imposta le

società che controllano direttamente o indirettamente la società

conferitaria, sono sottoposte a comune controllo o sono collegate con

la stessa ovvero sono da questa controllate.

  1. I commi 4 e 5 si applicano anche agli investimenti effettuati in

stabili organizzazioni in Italia di imprese con sede in Stati membri

dell'Unione europea o in Paesi appartenenti allo Spazio economico

europeo, nel rispetto di quanto previsto al comma 1. I commi 4 e 5 si

applicano altresì quando l'investimento avviene attraverso quote o

azioni di organismi di investimento collettivo   del   risparmio

residenti nel territorio dello Stato, ai sensi dell'articolo 73 del

testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del

Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,o in Stati

membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo

spazio economico europeo, che investono in misura superiore al 50%

nel capitale sociale delle imprese di cui al presente articolo.

  1. Il credito d'imposta di cui al comma 4 é utilizzabile nella

dichiarazione dei redditi relativa   al   periodo   d'imposta   di

effettuazione dell'investimento e in quelle successive fino a quando

non se ne conclude l'utilizzo nonché, a partire dal decimo giorno

successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al

periodo di effettuazione dell'investimento, anche in compensazione,

ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.

  1. Non si applicano i limiti di cui all'articolo 1, comma 53, della

legge 24 dicembre 2007, n. 244, e di cui all'articolo 34 della legge

23 dicembre 2000, n. 388. Il credito d'imposta non concorre alla

formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore

della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività

produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61

e 109, comma 5, del testo unico di cui al decreto del Presidente

della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

  1. Alle società di cui al comma 1, che soddisfano le condizioni di

cui al comma 2, é riconosciuto, a seguito dell'approvazione del

bilancio per l'esercizio 2020, un credito d'imposta pari al 50% delle

perdite eccedenti il 10 per cento del patrimonio netto, al lordo

delle perdite stesse, fino a concorrenza del   30   per   cento

dell'aumento di capitale di cui al comma 1, lettera c), e comunque

nei limiti previsti dal comma 20. La distribuzione di qualsiasi tipo

di riserve prima del 1° gennaio 2024 da parte della società ne

comporta la decadenza dal beneficio e l'obbligo di restituire

l'importo, unitamente agli interessi legali.

  1. Il credito d'imposta di cui al comma 8 é utilizzabile in

compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9

luglio 1997, n. 241, a partire dal decimo giorno successivo a quello

di presentazione della dichiarazione relativa   al   periodo   di

effettuazione dell'investimento. Non si applicano i limiti di cui

all'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e di

cui all'articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Il credito

d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle

imposte sui redditi e del valore della   produzione   ai   fini

dell'imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai

fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo

unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre

1986, n. 917.

  1. Per la fruizione dei crediti di imposta previsti dal presente

articolo é autorizzata la spesa nel limite complessivo massimo di 2

miliardi di euro per l'anno 2021. A tal fine, nello stato di

previsione del Ministero dell'economia e delle finanze é istituito,

per il medesimo anno, un apposito Fondo.

  1. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da

adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del

presente decreto-legge, sono stabiliti i criteri e le modalità di

applicazione e di fruizione del credito d'imposta anche al fine di

assicurare il rispetto del limite di spesa di cui al precedente comma

  1. Ai   fini   del   sostegno   e   rilancio   del   sistema

economico-produttivo italiano, é istituito il fondo denominato

«Fondo Patrimonio PMI» (di seguito anche il «Fondo»), finalizzato a

sottoscrivere entro il 31 dicembre 2020, entro i limiti della

dotazione del Fondo, obbligazioni o titoli di debito di nuova

emissione, con le caratteristiche indicate ai commi 14 e 16 (di

seguito «gli strumenti finanziari»), emessi dalle società di cui al

comma 1, che soddisfano le condizioni di cui al comma 2, per un

ammontare massimo pari al minore importo tra tre volte l'ammontare

dell'aumento di capitale di cui al comma 1, lettera c), e il 12,5 per

cento dell'ammontare dei ricavi di cui al comma 1, lettera a).

Qualora la società sia beneficiaria di finanziamenti assistiti da

garanzia pubblica in attuazione di un regime di aiuto ai sensi del

paragrafo 3.2 della Comunicazione della Commissione europea recante

un «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno

dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19», ovvero di aiuti

sotto forma di tassi d'interesse agevolati in attuazione di un regime

di aiuto ai sensi del paragrafo 3.3 della stessa Comunicazione, la

somma   degli   importi   garantiti,   dei   prestiti   agevolati   e

dell'ammontare degli strumenti finanziari sottoscritti non può

superare il maggiore valore tra: il 25 per cento dell'ammontare dei

ricavi di cui al comma 1, lettera a); il doppio dei costi del

personale della società relativi al 2019, come risultanti dal

bilancio ovvero da dati certificati se l'impresa non ha approvato il

bilancio; il fabbisogno di liquidità della società per i diciotto

mesi successivi alla concessione della misura di aiuto,   come

risultante da una autocertificazione del rappresentante legale. Gli

strumenti finanziari possono essere emessi in deroga ai limiti di cui

all'articolo 2412, primo comma, del codice civile.

  1. La gestione del Fondo é affidata all'Agenzia nazionale per

l'attrazione degli   investimenti   e   lo   sviluppo   di   impresa

Spa-Invitalia, o a società da questa interamente controllata (di

seguito anche «il Gestore»)

  1. Gli Strumenti Finanziari sono rimborsati decorsi sei anni dalla

sottoscrizione. La società emittente può rimborsare i titoli in via

anticipata decorsi tre anni dalla sottoscrizione. Gli Strumenti

Finanziari sono immediatamente rimborsati in caso di informazione

antimafia interdittiva. Nel caso in cui la società emittente sia

assoggettata a fallimento o altra procedura concorsuale, i crediti

del Fondo per il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi

sono soddisfatti dopo i crediti chirografari e prima di quelli

previsti dall'articolo 2467 del codice civile.

  1. La società emittente assume l'impegno di:
  2. a) non deliberare o effettuare, dalla data dell'istanza e fino

all'integrale rimborso degli strumenti finanziari, distribuzioni di

riserve e acquisti di azioni proprie o quote e di non procedere al

rimborso di finanziamenti dei soci;

  1. b) destinare il finanziamento a sostenere costi di personale,

investimenti o capitale circolante   impiegati   in   stabilimenti

produttivi e attività imprenditoriali che siano localizzati in

Italia;

  1. c) fornire al Gestore un rendiconto periodico, con i contenuti,

la cadenza e le modalità da quest'ultimo indicati, al fine di

consentire la verifica degli impegni assunti ai sensi del presente

comma e definiti ai sensi del decreto di cui al comma 16.

  1. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di

concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sono definite

caratteristiche, condizioni e modalità del finanziamento e degli

Strumenti Finanziari. Gli interessi maturano con periodicità annuale

e sono corrisposti in unica soluzione alla data di rimborso. Nel

decreto sono altresì indicati gli obiettivi al cui conseguimento

può essere accordata una riduzione del valore di rimborso degli

strumenti finanziari.

  1. L'istanza é trasmessa al Gestore secondo il modello uniforme

da questo reso disponibile sul proprio sito Internet, corredata della

documentazione ivi indicata. Il Gestore può prevedere ai fini della

verifica della sussistenza dei requisiti di cui ai commi 1 e 2 la

presentazione di dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà ai

sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28

dicembre 2000, n. 445. Qualora il rilascio dell'informativa antimafia

non sia immediatamente conseguente alla consultazione della banca

dati unica prevista dall'articolo 96 del decreto legislativo 6

settembre 2011, n. 159, ferma restando la richiesta di informativa

antimafia da parte del Gestore, le istanze di accesso agli interventi

del Fondo sono integrate da una dichiarazione sostitutiva dell'atto

di notorietà ai sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente

della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, con la quale il legale

rappresentante attesta, sotto la propria responsabilità, di non

trovarsi nelle condizioni ostative di cui all'articolo 67 del decreto

legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Il Gestore, tenuto conto dello

stato di emergenza sanitaria, può procedere alla attuazione di

quanto previsto dal presente articolo anche prima dei termini

previsti dal decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Il Gestore

procede, secondo l'ordine cronologico di presentazione delle istanze.

  1. Il Gestore, verificata la sussistenza dei requisiti di cui ai

commi 1 e 2, l'esecuzione dell'aumento di capitale di cui al comma 1,

lettera c), la conformità della deliberazione di emissione degli

Strumenti Finanziari a quanto previsto dal presente articolo e al

decreto di cui al comma 16,e l'assunzione degli impegni di cui al

comma 15, procede, entro i limiti della dotazione del Fondo, alla

sottoscrizione degli stessi e al versamento del relativo apporto

nell'anno 2020.

  1. Il Fondo ha una dotazione iniziale pari a 4 miliardi di euro

per l'anno 2020. Per la gestione del Fondo é autorizzata l'apertura

di apposita contabilità speciale. Il Gestore é autorizzato a

trattenere dalle disponibilità del Fondo un importo massimo per

operazione pari, nell'anno 2020, allo 0,4 per cento del valore

nominale degli Strumenti Finanziari sottoscritti e, negli anni

successivi e fino all'esaurimento delle procedure di recupero dei

crediti vantati verso le società emittenti, allo 0,2 per cento del

valore nominale degli Strumenti Finanziari non rimborsati, con oneri

valutati in 9,6 milioni di euro per l'anno 2020, in 4,8 milioni di

euro annui per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e in 3,8 milioni

di euro annui a decorrere dall'anno 2024.

19-bis. In considerazione delle peculiarità normative   delle

imprese a carattere mutualistico e senza fine di speculazione privata

e della loro funzione sociale, il Gestore può avvalersi, mediante

utilizzo delle risorse di cui al secondo periodo del comma 19, delle

società finanziarie partecipate e vigilate dal Ministero dello

sviluppo economico costituite per il perseguimento di una specifica

missione di interesse pubblico ai sensi dell'articolo 17, commi 2 e

4, della legge 27 febbraio 1985, n. 49, le quali assolvono,

limitatamente alle società cooperative, le funzioni attribuite al

soggetto gestore ai sensi del presente articolo,   secondo   le

condizioni e con le modalità definite con decreto del Ministero

dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dello

sviluppo economico.

  1. I benefici previsti ai commi 4 e 8 sono cumulabili tra loro e

con eventuali altre misure di aiuto, da qualunque soggetto erogate,

di cui la società ha beneficiato ai sensi del paragrafo 3.1 della

Comunicazione della Commissione europea recante un «Quadro temporaneo

per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale

emergenza del COVID-19». L'importo complessivo lordo delle suddette

misure di aiuto non eccede per ciascuna società di cui al comma 1

l'ammontare di 800.000 euro, ovvero 120.000 euro per le imprese

operanti nel settore della pesca e dell'acquacoltura o 100.000 euro

per le imprese operanti nel settore della produzione primaria di

prodotti agricoli. Non si tiene conto di eventuali misure di cui la

società abbia beneficiato ai sensi del regolamento della Commissione

  1. 1407/2013, del regolamento (UE) della Commissione n. 1408/2013 e

del regolamento (UE) della Commissione n. 717/2014 ovvero ai sensi

del regolamento (UE) n. 651/2014, del regolamento (UE) n. 702/2014

del 25 giugno 2014 e del regolamento (UE) n. 1388/2014 del 16

dicembre 2014. Ai fini della verifica del rispetto dei suddetti

limiti la società ottiene dai soggetti indicati ai commi 4 e 6

secondo periodo, l'attestazione della misura dell'incentivo di cui si

é usufruito. La società presenta una dichiarazione sostitutiva

dell'atto di notorietà ai sensi dell'articolo 47 del decreto del

Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, con la quale il

legale rappresentante attesta, sotto la propria responsabilità, che

le misure previste ai commi 4 e 8, sommate con le misure di aiuto, da

qualunque soggetto erogate, di cui la società ha beneficiato, ai

sensi del paragrafo 3.1 della Comunicazione della Commissione europea

recante un «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a

sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19», non

superano i limiti suddetti. Con il medesimo atto   il   legale

rappresentante dichiara, altresì, di essere consapevole che l'aiuto

eccedente detti limiti é da ritenersi percepito indebitamente e

oggetto di recupero ai sensi della disciplina dell'Unione europea.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede ai sensi

dell'articolo 265.

                             Art. 26 bis

         Fondo per la prevenzione del fenomeno dell'usura

  1. Per l'esercizio finanziario 2020, al Fondo per la prevenzione

del fenomeno dell'usura, di cui all'articolo 15 della legge 7 marzo

1996, n. 108, sono destinati 10 milioni di euro per interventi a

favore di soggetti esposti al rischio di usura.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 10 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione

del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre

2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del

presente decreto.

                             Art. 26 ter

     Misure di sostegno finanziario alle piccole e medie imprese

  1. Le misure di sostegno finanziario di cui all'articolo 56 del

decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni,

dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, si   applicano   anche   ai

finanziamenti contratti ai sensi dell'articolo 11, commi 7 e 7-bis,

del decreto-legge 10 ottobre 2012, n.   174,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, dell'articolo 1,

comma 367, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, dell'articolo 6,

commi 2 e 3, del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con

modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, e dell'articolo 11,

commi da 3 a 13, del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito,

con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45. Gli oneri per

interessi ed eventuali oneri accessori derivanti dall'attuazione del

presente comma restano a carico dell'impresa richiedente.

                               Art. 27

                       Patrimonio destinato

  1. Al fine di attuare interventi e operazioni di sostegno e

rilancio del sistema economico-produttivo italiano in conseguenza

dell'emergenza epidemiologica   da   «Covid-19»,   CDP   S.p.A.   é

autorizzata a costituire   un   patrimonio   destinato   denominato

«Patrimonio Rilancio», (di seguito il «Patrimonio Destinato») a cui

sono apportati beni e rapporti giuridici dal Ministero dell'economia

e delle finanze. Il Patrimonio Destinato può essere articolato in

comparti. Il Patrimonio Destinato e ciascuno dei suoi comparti sono

rispettivamente composti dai beni e dai rapporti giuridici attivi e

passivi ad essi apportati, nonché dai beni e dai rapporti giuridici

di tempo in tempo generati o comunque rivenienti dalla gestione delle

loro rispettive risorse, ivi inclusi i mezzi finanziari e le

passività rivenienti dalle   operazioni   di   finanziamento.   Il

Patrimonio Destinato, o ciascuno dei suoi comparti, é autonomo e

separato, a tutti gli effetti, dal patrimonio di CDP S.p.A. e dagli

altri patrimoni separati costituiti dalla stessa. Il Patrimonio

Destinato e ciascuno dei suoi comparti rispondono esclusivamente

delle obbligazioni dai medesimi assunte, nei limiti dei beni e

rapporti giuridici agli stessi apportati,   ovvero   generati   o

rivenienti dalla gestione. Sul Patrimonio Destinato non sono ammesse

azioni dei creditori di CDP S.p.A. o nell'interesse degli stessi e,

allo stesso modo, sul patrimonio di CDP S.p.A. non sono ammesse

azioni dei creditori del Patrimonio Destinato o nell'interesse degli

stessi. Le disposizioni del presente articolo non attribuiscono alle

imprese diritti o interessi legittimi rispetto all'intervento del

Patrimonio Destinato in loro favore.

  1. Gli apporti del Ministero dell'economia e delle finanze sono

effettuati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.

Gli apporti sono esenti dall'imposta di registro, dall'imposta di

bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale e da ogni altra imposta

indiretta, nonché da ogni altro tributo o diritto. In caso di beni e

rapporti giuridici diversi dai titoli di Stato, i relativi valori di

apporto e di iscrizione nella contabilità del Patrimonio Destinato

sono determinati sulla scorta della relazione giurata di stima

prodotta da uno o più soggetti   di   adeguata   esperienza   e

qualificazione professionale. A fronte di tali apporti, sono emessi

da CDP, a valere sul Patrimonio Destinato e in favore del Ministero

dell'economia e delle finanze, strumenti finanziari di partecipazione

prevedendo che la loro remunerazione sia condizionata all'andamento

economico del Patrimonio Destinato. Può essere restituita   al

Ministero dell'economia e delle finanze, con delibera del consiglio

di amministrazione di CDP S.p.A., su richiesta del   Ministero

dell'economia e delle finanze, la quota degli apporti che risulti

eventualmente eccedente, sulla base dei criteri di valutazione della

congruità del patrimonio previsti dal decreto di cui al comma 5,

rispetto alle finalità di realizzazione dell'affare per cui é

costituito il Patrimonio Destinato come risultante   dal   piano

economico-finanziario del Patrimonio Destinato, tempo per tempo

aggiornato. Le modalità della restituzione sono stabilite nel

decreto di cui al comma 5. I beni e i rapporti giuridici apportati

sono intestati a CDP per conto del Patrimonio Destinato e sono

gestiti da CDP a valere su di esso in conformità al presente

articolo, al decreto di cui al comma 5 e al Regolamento del

Patrimonio Destinato.

  1. Il Patrimonio Destinato é costituito   con   deliberazione

dell'assemblea di CDP S.p.A. che, su proposta del consiglio di

amministrazione, identifica, anche in blocco, i beni e i rapporti

giuridici compresi nel Patrimonio Destinato. Con   la   medesima

deliberazione il revisore legale di CDP S.p.A. é incaricato della

revisione dei conti del Patrimonio Destinato. La deliberazione é

depositata e iscritta ai sensi dell'articolo 2436 del codice civile.

Non si applica l'articolo 2447-quater, comma 2, del codice civile.

Per ogni successiva determinazione, ivi incluse la modifica del

Patrimonio Destinato, la costituzione di comparti e la relativa

allocazione di beni e rapporti giuridici, nonché quelle concernenti

l'apporto di ulteriori beni e rapporti giuridici da parte del

Ministero dell'economia e delle finanze o di altri soggetti pubblici

si procede con deliberazione del consiglio di amministrazione di CDP

S.p.A. Per la gestione del comparto riguardante i beni e i rapporti

giuridici relativi agli interventi   a   favore   delle   società

cooperative, CDP S.p.A. adotta modalità coerenti con la funzione

sociale delle società cooperative, a carattere mutualistico e senza

fine di speculazione privata. Ai fini della gestione del Patrimonio

Destinato, il consiglio di amministrazione di CDP S.p.A. é integrato

dai membri indicati dall'articolo 7, comma 1, lettere c), d) ed f),

della legge 13 maggio 1983, n. 197. Il consiglio di amministrazione

di CDP S.p.A. definisce un sistema organizzativo e gestionale

improntato alla massima efficienza e rapidità di intervento del

Patrimonio Destinato, anche in relazione all'assetto operativo e

gestionale e al modello dei poteri delegati. Il valore del Patrimonio

Destinato, o di ciascuno dei comparti, può essere superiore al dieci

per cento del patrimonio netto di CDP S.p.A. Di esso non si tiene

conto in caso di costituzione di altri patrimoni destinati da parte

di CDP S.p.A.

  1. Le risorse del Patrimonio Destinato sono impiegate per il

sostegno e il rilancio del sistema economico produttivo italiano,

secondo le priorità definite, in relazione ai settori, alle filiere

e agli obiettivi di politica industriale, nel Piano nazionale di

riforma di cui all'articolo 10, comma 5, della legge 31 dicembre

2009, n. 196, in apposito capitolo dedicato alla programmazione

economica. Il Patrimonio Destinato opera nelle forme   e   alle

condizioni previste dal quadro normativo dell'Unione Europea sugli

aiuti di Stato adottato per fronteggiare l'emergenza epidemiologica

da «Covid-19» ovvero a condizioni di mercato. Gli interventi del

Patrimonio Destinato hanno ad oggetto società per azioni, anche con

azioni quotate in mercati regolamentati, comprese quelle costituite

in forma cooperativa, che:

  1. a) hanno sede legale in Italia;
  2. b) non operano nel settore bancario, finanziario o assicurativo;
  3. c) presentano un fatturato annuo superiore a euro cinquanta

milioni.

  1. I requisiti di accesso, le condizioni, criteri e modalità degli

interventi del Patrimonio Destinato sono definiti con decreto del

Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro dello

Sviluppo Economico. Lo schema di decreto é trasmesso al Senato della

Repubblica e alla Camera dei deputati per l'espressione del parere

delle competenti Commissioni parlamentari, che si pronunciano nel

termine di quattordici giorni, decorso il quale il decreto può

essere comunque adottato. Qualora necessario, gli interventi del

Patrimonio Destinato   sono   subordinati   all'approvazione   della

Commissione europea ai sensi dell'articolo 108 del Trattato sul

funzionamento dell'Unione europea. In via preferenziale il Patrimonio

Destinato effettua i propri interventi mediante sottoscrizione di

prestiti obbligazionari convertibili, la partecipazione ad aumenti di

capitale, l'acquisto di azioni quotate sul mercato secondario in caso

di operazioni strategiche. Nella individuazione degli interventi, il

decreto tiene in considerazione   l'incidenza   dell'impresa   con

riferimento allo sviluppo tecnologico, alle infrastrutture critiche e

strategiche, alle filiere produttive strategiche, alla sostenibilità

ambientale e alle altre finalità di cui al comma 86 dell'articolo 1

della legge 27 dicembre 2019, n. 160, alla rete logistica e dei

rifornimenti, ai livelli occupazionali e del mercato del lavoro.

Possono essere effettuati interventi relativi a operazioni   di

ristrutturazione di società che, nonostante temporanei squilibri

patrimoniali o finanziari,   siano   caratterizzate   da   adeguate

prospettive di redditività.

  1. CDP S.p.A. adotta il regolamento del Patrimonio Destinato nel

rispetto dei criteri di cui al presente articolo e di quanto previsto

dal decreto di cui al comma 5. L'efficacia del Regolamento é

sospensivamente   condizionata   all'approvazione   del   Ministro

dell'economia e delle finanze. Il Regolamento disciplina,   tra

l'altro, le procedure e attività istruttorie e le operazioni

funzionali al reperimento della provvista. La remunerazione di CDP

S.p.A. a valere sul Patrimonio Destinato é pari ai costi sostenuti

da CDP S.p.A. per la gestione del Patrimonio Destinato. Per il

Patrimonio Destinato, che non contribuisce al risultato di CDP

S.p.A., é redatto annualmente un rendiconto separato predisposto

secondo i principi contabili internazionali IFRS e allegato al

bilancio di esercizio di CDP S.p.A. I beni e i rapporti giuridici

acquisiti per effetto degli impieghi del Patrimonio Destinato sono

intestati a CDP S.p.A. per conto del Patrimonio Destinato e sono

gestiti da CDP S.p.A. in conformità al presente articolo e al

regolamento del Patrimonio Destinato.

  1. Per il finanziamento delle attività del Patrimonio Destinato o

di singoli comparti é consentita, anche in deroga all'articolo 2412

del codice civile, l'emissione, a valere sul Patrimonio Destinato o

su singoli comparti, di titoli obbligazionari o altri strumenti

finanziari di debito. A tali emissioni non si applicano gli articoli

da 2415 a 2420 del codice civile e, per ciascuna emissione, può

essere nominato un rappresentante comune dei portatori dei titoli, il

quale ne cura gli interessi e, in loro rappresentanza esclusiva,

esercita i poteri stabiliti in sede di nomina e approva   le

modificazioni delle condizioni dell'operazione. Delle obbligazioni

derivanti dalle operazioni di finanziamento risponde unicamente il

Patrimonio Destinato. Non si applicano il divieto di raccolta del

risparmio tra il pubblico previsto dall'articolo 11, comma 2, del

decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e la relativa

regolamentazione di attuazione, né i limiti quantitativi alla

raccolta previsti dalla normativa vigente.

  1. Sulle obbligazioni del Patrimonio Destinato, in caso   di

incapienza del Patrimonio medesimo, é concessa la garanzia di ultima

istanza dello Stato. Con il decreto del Ministro dell'economia e

delle finanze di cui al comma 5 sono stabiliti criteri, condizioni e

modalità di operatività della garanzia dello Stato. La garanzia

dello Stato é allegata allo stato di previsione del Ministero

dell'economia e delle finanze, di cui all'articolo 31 della legge 31

dicembre 2009, n. 196. Può essere altresì concessa con decreto del

Ministro dell'economia e delle finanze che ne determina criteri,

condizioni e modalità, la garanzia dello Stato a favore dei

portatori dei titoli emessi ai sensi del comma 7 nel limite massimo

di euro 20 miliardi.

  1. Le operazioni di impiego e di investimento effettuate da CDP a

valere sul Patrimonio Destinato e tutti   gli   atti   ad   esse

funzionalmente collegati non attivano eventuali clausole contrattuali

e/o statutarie di cambio di controllo o previsioni equipollenti che

dovessero altrimenti operare.

  1. Il decreto di cui al comma 5 può prevedere ai fini della

verifica della sussistenza dei requisiti di accesso la presentazione

di dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà ai   sensi

dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28

dicembre 2000, n. 445. Qualora   il   rilascio   dell'informativa

antimafia, ove richiesta, non sia immediatamente conseguente alla

consultazione della banca dati unica prevista dall'articolo 96 del

decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, le istanze di accesso

agli interventi del Fondo sono integrate da una dichiarazione

sostitutiva dell'atto di notorietà ai sensi dell'articolo 47 del

decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, con

la quale il legale rappresentante attesta, sotto   la   propria

responsabilità, di non trovarsi nelle condizioni ostative di cui

all'articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. CDP

può procedere alla attuazione di quanto previsto dal presente

articolo anche prima dei termini previsti dal decreto legislativo 6

settembre 2011, n. 159. Il rilascio della informazione antimafia

interdittiva comporta la risoluzione del contratto di finanziamento

ovvero il recesso per tutte le azioni sottoscritte o acquistate, alle

condizioni stabilite, anche in deroga agli articoli 2437 e seguenti

del codice civile, nel decreto di cui al comma 5.

  1. Al fine di assicurare l'efficacia e la rapidità d'intervento e

di rafforzare i presidi di legalità, CDP S.p.A. può stipulare

protocolli di collaborazione e di scambio di informazioni con

istituzioni e amministrazioni pubbliche, ivi incluse le autorità di

controllo, regolazione e vigilanza e con l'autorità giudiziaria.

  1. In relazione alla gestione del Patrimonio Destinato, CDP S.p.A.

e i suoi esponenti aziendali operano con la dovuta diligenza

professionale. Le operazioni di impiego effettuate nonché   le

garanzie concesse e gli atti e i pagamenti effettuati in esecuzione

di tali operazioni o mediante impiego delle risorse finanziarie

provenienti da tali operazioni, a valere sul Patrimonio Destinato,

purché realizzati in conformità al relativo Regolamento, non sono

soggetti all'azione revocatoria di cui all'articolo 67 del regio

decreto 16 marzo 1942, n. 267, e di cui all'articolo 166 del decreto

legislativo 12 gennaio 2019, n. 14.

  1. I redditi e il valore della produzione del Patrimonio Destinato

e dei suoi comparti sono esenti da imposte. Il Patrimonio Destinato e

i suoi comparti non sono soggetti a ritenute e a imposte sostitutive

delle imposte sui redditi sui proventi a qualsiasi titolo percepiti.

Tutti gli atti, contratti, trasferimenti, prestazioni e formalità

relativi alle operazioni, sotto qualsiasi forma, effettuate dal

Patrimonio Destinato e dai suoi comparti, alla loro esecuzione,

modificazione ed estinzione, alle garanzie anche reali di qualunque

tipo da chiunque e in qualsiasi momento prestate, sono escluse

dall'imposta sul valore aggiunto, dall'imposta sulle transazioni

finanziarie, dall'imposta di registro, dall'imposta di bollo, dalle

imposte ipotecaria e catastale e da ogni altra imposta indiretta,

nonché ogni altro tributo o diritto. Gli interessi e gli altri

proventi dei titoli emessi dal Patrimonio Destinato e dai suoi

comparti sono soggetti al regime dell'imposta sostitutiva delle

imposte sui redditi di cui al d.lgs. 1° aprile 1996, n. 239 e d.lgs.

21 novembre 1997, n. 461, nella misura applicabile ai titoli di cui

all'articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 29

settembre 1973, n. 601.

  1. Il Patrimonio Destinato cessa decorsi dodici anni dalla

costituzione. La durata del Patrimonio Destinato può essere estesa o

anticipata con delibera del consiglio di amministrazione di CDP

S.p.A., su richiesta del Ministero dell'economia e delle finanze,

previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia.

L'eventuale cessazione anticipata, in tutto o con riferimento a

singoli comparti, ha luogo sulla base   dell'ultimo   rendiconto

approvato e della gestione medio tempore intercorsa fino alla data di

cessazione. Alla cessazione del Patrimonio Destinato ovvero di

singoli comparti, é approvato dal Consiglio di Amministrazione di

CDP S.p.A. un rendiconto finale che, accompagnato da una relazione

del Collegio Sindacale e del soggetto incaricato della revisione

legale, é depositato presso l'Ufficio del Registro delle Imprese. La

liquidazione del Patrimonio Destinato ovvero di singoli comparti e il

trasferimento al Ministero dell'economia e delle finanze degli

eventuali residui della gestione avvengono secondo le modalità

individuate nel Regolamento del Patrimonio Destinato. I trasferimenti

di cui al presente comma sono esenti dall'imposta di registro,

dall'imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale e da ogni

altra imposta indiretta, nonché da ogni altro tributo o diritto.

  1. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze possono

essere integrati e modificati termini e condizioni contenuti nel

presente articolo al fine di tenere conto della disciplina europea in

materia di aiuti di Stato tempo per tempo applicabile.

  1. Ai fini dell'espletamento delle attività connesse al presente

articolo, il Ministero dell'economia e delle finanze può affidare,

con apposito disciplinare, un incarico di studio,   consulenza,

valutazione e assistenza nel limite massimo complessivo di euro

100.000 per l'anno 2020.

  1. Ai fini degli apporti di cui al comma 2, é autorizzata per

l'anno 2020 l'assegnazione a CDP di titoli di Stato, nel limite

massimo di 44 miliardi di euro, appositamente emessi. Detti titoli

non concorrono a formare il limite delle emissioni nette per l'anno

2020 stabilito dalla legge di bilancio e dalle successive modifiche.

Ai fini della registrazione contabile dell'operazione, a fronte del

controvalore dei titoli di Stato assegnati, il corrispondente importo

é iscritto su apposito capitolo dello stato di previsione del

Ministero dell'economia e delle finanze ed é regolato mediante

pagamento commutabile in quietanza di entrata sul pertinente capitolo

dello stato di previsione dell'entrata relativo all'accensione di

prestiti. Ai maggiori oneri derivanti dal presente articolo si

provvede ai sensi dell'articolo 265.

  1. É autorizzata l'apertura di apposito conto corrente di

tesoreria centrale fruttifero su cui confluiscono le disponibilità

liquide del Patrimonio destinato. La remunerazione del conto, da

allineare al costo delle emissioni di titoli di Stato nel periodo di

riferimento, e le caratteristiche del suo   funzionamento   sono

disciplinate in dettaglio nel decreto di cui al comma 5.

18-bis. Il Ministro dell'economia e delle finanze, entro il 31

gennaio di ciascun anno, trasmette alle Camere una relazione sugli

effetti prodotti e sui risultati conseguiti dall'applicazione delle

disposizioni del presente articolo e sul programma degli interventi e

delle operazioni   di   sostegno   e   di   rilancio   del   sistema

economico-produttivo che si intende attuare.

18-ter. Al conto corrente di cui al comma 18 possono affluire anche

le disponibilità liquide dei contribuenti che intendano investire i

loro risparmi a sostegno della crescita   dell'economia   reale,

rafforzando la   capitalizzazione   popolare   delle   imprese.   Le

disponibilità liquide del Patrimonio Destinato così costituite sono

gestite dalla CDP S.p.A. assicurando il massimo coinvolgimento anche

delle società di gestione del risparmio italiane per evitare ogni

possibile effetto di spiazzamento del settore del private capital.

Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da adottare

entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di

conversione del presente decreto, sono stabiliti termini e modalità

di attuazione del presente comma.

18-quater. In ragione di quanto previsto al   comma   18-ter,

all'articolo 1, comma 2-bis, della legge 13 gennaio 1994, n. 43, le

parole: «diverse dalle banche» sono soppresse.

                               Art. 28

Credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non

                   abitativo e affitto d'azienda

  1. Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure

di prevenzione e contenimento connesse all'emergenza epidemiologica

da COVID-19, ai soggetti esercenti attività d'impresa, arte o

professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro

nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di

entrata in vigore del presente decreto, spetta un credito d'imposta

nella misura del 60 per cento dell'ammontare mensile del canone di

locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non

abitativo destinati allo svolgimento dell'attività industriale,

commerciale, artigianale, agricola, di   interesse   turistico   o

all'esercizio abituale e professionale dell'attività di lavoro

autonomo.

  1. Il credito d'imposta di cui al comma 1, in caso di contratti di

servizi a prestazioni complesse o di affitto d'azienda, comprensivi

di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento

dell'attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di

interesse turistico o all'esercizio   abituale   e   professionale

dell'attività di lavoro autonomo, spetta nella misura del 30 per

cento dei relativi canoni.

  1. Il credito di imposta di cui ai commi 1 e 2 spetta alle

strutture alberghiere e agrituristiche, alle agenzie di viaggio e

turismo e ai tour operator indipendentemente dal volume di ricavi e

compensi registrato nel periodo d'imposta precedente.

3-bis. Alle imprese esercenti attività di commercio al dettaglio,

con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro nel periodo

d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore

del presente decreto, il credito d'imposta di cui ai commi 1 e 2

spetta, rispettivamente, nelle misure del 20 per cento e del 10 per

cento.

  1. Il credito d'imposta di cui al comma 1 spetta anche agli enti

non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti

religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al   canone   di

locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non

abitativo destinati allo svolgimento dell'attività istituzionale.

  1. Il credito d'imposta di cui ai commi 1, 2, 3, 3-bis e 4 é

commisurato all'importo versato nel periodo d'imposta 2020 con

riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio e per le

strutture turistico ricettive con attività solo stagionale con

riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio e giugno. Ai

soggetti locatari esercenti attività economica, il credito d'imposta

spetta a condizione che abbiano subito una diminuzione del fatturato

o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il cinquanta

per cento rispetto allo stesso mese del periodo d'imposta precedente.

Il credito d'imposta spetta anche in assenza dei requisiti di cui al

periodo precedente ai soggetti che hanno iniziato l'attività a

partire dal 1° gennaio 2019 nonché ai soggetti che, a far data

dall'insorgenza dell'evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o

la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti

eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di

dichiarazione dello stato di emergenza da COVID-19.

5-bis. In caso di locazione, il conduttore può cedere il credito

d'imposta al locatore, previa sua accettazione, in luogo   del

pagamento della corrispondente parte del canone.

  1. Il credito d'imposta di cui ai commi precedenti é utilizzabile

nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di

sostenimento della spesa ovvero   in   compensazione,   ai   sensi

dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,

successivamente all'avvenuto pagamento dei canoni.   Il   credito

d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle

imposte sui redditi e del valore della   produzione   ai   fini

dell'imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai

fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo

unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente

della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, salvo quanto previsto al

comma 5-bis del presente articolo.

  1. Al credito d'imposta di cui al presente articolo non si

applicano i limiti di cui all'articolo 1, comma 53, della legge 24

dicembre 2007, n. 244, e di cui all'articolo 34 della legge 23

dicembre 2000, n. 388.

  1. Il credito d'imposta di cui al presente articolo non é

cumulabile con il credito d'imposta di cui all'articolo 65 del

decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni,

dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, in relazione alle medesime spese

sostenute.

  1. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto

dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della

Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final «Quadro

temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia

nell'attuale emergenza del COVID-19», e successive modifiche.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, valutati in 1.499

milioni di euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo

                             Art. 28 bis

Disposizioni in materia di concessioni per il servizio di ristoro

                   tramite distributori automatici

  1. In caso di contratti di appalto e di concessione che prevedono

la corresponsione di un canone a favore dell'appaltante o del

concedente e che hanno come oggetto il servizio di somministrazione

di alimenti e bevande mediante distributori automatici presso gli

istituti scolastici di ogni ordine e grado, le università e gli

uffici e le amministrazioni pubblici, qualora i relativi dati

trasmessi all'Agenzia delle entrate ai sensi dell'articolo 2, comma

2, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, e dei relativi

decreti, disposizioni e provvedimenti attuativi, mostrino un calo del

fatturato conseguito dal concessionario   per   i   singoli   mesi

interessati dall'emergenza epidemiologica da COVID-19 superiore al 33

per cento, le amministrazioni concedenti attivano la procedura di

revisione del piano economico finanziario prevista dall'articolo 165,

comma 6, del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto

legislativo 18 aprile 2016, n. 50, al fine di rideterminare, senza

nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e per il solo periodo

interessato dalla citata emergenza, le condizioni di equilibrio

economico delle singole concessioni.

                               Art. 29

           Incremento fondo per il sostegno alle locazioni

  1. Al fine di mitigare gli effetti economici derivanti dalla

diffusione del contagio da COVID-19, il Fondo nazionale per il

sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione di cui all'articolo

11 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, é incrementato di ulteriori

160 milioni di euro per l'anno 2020.

1-bis. Una quota dell'incremento di 160 milioni di euro di cui al

comma 1, pari a 20 milioni di euro, é destinata alle locazioni di

immobili abitativi degli studenti fuori sede con un indice della

situazione economica equivalente non superiore a 15.000 euro, tramite

rimborso, nel limite complessivo di 20 milioni di euro per l'anno

2020 che costituisce tetto di spesa, del canone dei contratti di

locazione stipulati da studenti residenti in luogo diverso rispetto a

quello dove é ubicato l'immobile locato, per tutto il periodo dello

stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31

gennaio 2020. Con decreto del Ministro dell'università e della

ricerca, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze, da

adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della

legge di conversione del presente decreto, sono disciplinate le

modalità attuative del presente comma, prevedendo l'incumulabilità

con altre forme di sostegno al diritto allo studio, anche al fine del

rispetto del limite di spesa di 20 milioni di euro per l'anno 2020.

  1. L'erogazione delle risorse di cui al comma 1 viene effettuata

nei termini, nonché secondo le modalità e i coefficienti indicati

dall'articolo 65, commi 2-ter e 2-quater, del decreto-legge 17 marzo

2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile

2020, n. 27.

  1. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1 si provvede ai

sensi dell'articolo 265.

                               Art. 30

           Riduzione degli oneri delle bollette elettriche

  1. Per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020, l'Autorità di

regolazione per energia reti e ambiente dispone,   con   propri

provvedimenti, la riduzione della spesa sostenuta dalle utenze

elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici,

con riferimento alle voci della bolletta identificate come «trasporto

e gestione del contatore» e «oneri generali di sistema», nel limite

massimo delle risorse di cui al comma 3, che costituiscono tetto di

spesa.

  1. Per le finalità e nei limiti fissati dal comma 1, l'Autorità

ridetermina, senza aggravi tariffari per le utenze interessate e in

via transitoria e nel rispetto del tetto di spesa di cui al comma 1,

le tariffe di distribuzione e di misura dell'energia elettrica

nonché le componenti a copertura degli oneri generali di sistema, da

applicare tra il 1° maggio e il 31 luglio 2020, in modo che:

  1. a) sia previsto un risparmio, parametrato al valore vigente nel

primo trimestre dell'anno, delle   componenti   tariffarie   fisse

applicate per punto di prelievo;

  1. b) per le sole utenze con potenza disponibile superiore a 3,3 kW,

la spesa effettiva relativa alle due voci di cui al comma 1 non

superi quella che, in vigenza delle tariffe applicate nel primo

trimestre dell'anno, si otterrebbe assumendo un volume di energia

prelevata pari a quello effettivamente registrato e un livello di

potenza impegnata fissato convenzionalmente pari a 3 kW.

  1. Per l'attuazione del presente articolo é autorizzata la spesa

di 600 milioni di euro per l'anno 2020. Ai relativi oneri si provvede

ai sensi dell'articolo 265. Il Ministero dell'economia e finanze é

autorizzato a versare detto importo sul Conto emergenza COVID-19

istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali nella

misura del cinquanta per cento entro novanta giorni dalla data di

entrata in vigore del presente decreto e, per il restante cinquanta

per cento, entro il 30 novembre 2020. L'Autorità assicura, con

propri provvedimenti, l'utilizzo di tali risorse a compensazione

della riduzione delle tariffe di distribuzione e misura di cui ai

commi 1 e 2 e degli oneri generali di sistema.

                            Art. 30 bis

Fondo per la compensazione dei pagamenti effettuati con carte di

                         credito o di debito

  1. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle

finanze é istituito un fondo, con una dotazione di 10 milioni di

euro per l'anno 2021, per la parziale compensazione, nei limiti dello

stanziamento di cui al presente comma, che costituisce limite massimo

di spesa, dei costi sostenuti dagli esercenti attività commerciali

per le commissioni dovute per il pagamento delle   transazioni

effettuato con carte di credito o di debito a decorrere dalla data di

entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e

fino al 31 dicembre 2020.

  1. Il Ministro dell'economia e delle finanze, con proprio decreto,

disciplina l'utilizzo del fondo di cui al comma 1 in relazione al

volume di affari degli esercenti in misura proporzionale al volume di

affari generato dai pagamenti con carte di credito o di debito, e

tenendo conto del limite massimo di spesa di cui al medesimo comma 1.

  1. Gli esercenti, tramite le rispettive associazioni di categoria,

sottoscrivono protocolli volontari per definire con equità   e

trasparenza il costo massimo delle commissioni.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 10 milioni di

euro per l'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione

del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre

2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del

presente decreto.

                               Art. 31

                       Rifinanziamento fondi

  1. Il fondo di cui all'articolo 1, comma 14, del decreto-legge 8

aprile 2020, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 5

giugno 2020, n. 40, di seguito citato anche come «decreto-legge 8

aprile 2020, n. 23», é incrementato di 30.000 milioni di euro per

l'anno 2020, di cui 1.700 milioni di euro destinati alla sezione

speciale istituita dall'articolo 35, comma 5.

  1. Il Fondo di garanzia di cui all'articolo 2, comma 100, lettera

a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, é incrementato di 3.950

milioni di euro per l'anno 2020. Al fine di garantire una maggior

efficienza nella gestione delle risorse del Fondo, adeguando le sue

disponibilità al profilo temporale delle perdite attese, possono

essere assunti impegni a carico del medesimo Fondo anche a fronte di

autorizzazioni di spesa pluriennali del bilancio dello Stato, in base

alla valutazione della probabilità di escussione delle garanzie,

articolata per annualità, effettuata dagli organi di gestione dello

stesso Fondo.

  1. Sono assegnati all'ISMEA ulteriori 250 milioni di euro per

l'anno 2020. Le predette risorse sono versate sul conto corrente di

tesoreria centrale di cui all'articolo 13 del citato decreto-legge 8

aprile 2020, n. 23, per essere utilizzate in base al fabbisogno

finanziario derivante dalla gestione delle garanzie.

3-bis. Al fine di sostenere il settore agricolo e agroalimentare,

anche attraverso l'erogazione di contributi a fondo perduto alle

imprese, la dotazione finanziaria del Fondo per la competitività

delle filiere agricole di cui all'articolo 1, comma 507, della legge

27 dicembre 2019, n. 160, é incrementata di 5 milioni di euro per

l'anno 2020.

  1. Al Fondo di garanzia per la prima casa, di cui all'articolo 1,

comma 48, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono

assegnati 100 milioni di euro nell'anno 2020.

4-bis. Per le finalità di cui all'articolo 14, comma 1, del

decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con modificazioni,

dalla legge 5 giugno 2020, n. 40, l'apposito comparto del Fondo di

cui all'articolo 90, comma 12, della legge 27 dicembre 2002, n. 289,

é incrementatodi 30 milioni di euro per l'anno 2020. Al relativo

onere si provvede mediante versamento all'entrata del bilancio dello

Stato, per il corrispondente importo, delle somme di cui all'articolo

56, comma 6, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, giacenti nel conto

corrente di tesoreria intestato al fondo di cui all'articolo 2, comma

100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, da riassegnare

al pertinente capitolo di spesa.

  1. Agli oneri derivanti dai commi 1, 2, 3, 3-bis e 4 del presente

articolo si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                            Art. 31 bis

                               Confidi

  1. Il comma 6 dell'articolo 112 del testo unico delle leggi in

materia bancaria e creditizia, di cui al decreto   legislativo

1°settembre 1993, n. 385, é sostituito dal seguente:

«6. Fermo restando l'esercizio prevalente   dell'attività   di

garanzia, i confidi iscritti nell'albo possono concedere altre forme

di finanziamento sotto qualsiasi forma, ai sensi dell'articolo 106,

comma 1».

                               Art. 32

Disposizioni in materia di Garanzia cartolarizzazione sofferenze -

                               GACS

  1. In relazione alle operazioni di cartolarizzazione per le quali

sia stata concessa o sarà richiesta la concessione della garanzia

dello Stato ai sensi del decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 2016, n. 49, il

Ministero dell'economia e delle finanze, su istanza documentata della

società cessionaria, previa istruttoria della società di cui

all'articolo 13, comma 1, del citato decreto-legge n. 18 del 2016, é

autorizzato ad acconsentire alle modifiche del regolamento dei titoli

o dei   contratti   dell'operazione,   concordate   tra   le   parti

dell'operazione, che prevedano la sospensione per una o più date di

pagamento dei meccanismi di subordinazione e di differimento dei

pagamenti dovuti ai soggetti incaricati della riscossione dei crediti

ceduti, condizionati ad obiettivi di performance, purché tali date

di pagamento cadano tra la data di entrata in vigore del presente

decreto ed il 31 luglio 2021, le modifiche non comportino un

peggioramento del rating dei Titoli senior   e   la   temporanea

sospensione sia motivata dal rallentamento dei recuperi causato delle

misure   normative   introdotte   per   fronteggiare   l'emergenza

epidemiologica COVID-19.

  1. La società di cui all'articolo 13, comma 1, del citato

decreto-legge n. 18 del 2016, provvede alle attività di cui al

presente articolo a valere sulle risorse disponibili a legislazione

vigente.

                               Art. 33

Sottoscrizione e comunicazioni di contratti finanziari e assicurativi

in modo semplificato nonché disposizioni in materia di distribuzione

                     di prodotti assicurativi

  1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 4 del decreto-legge

8 aprile 2020, n. 23, per i contratti bancari, ai fini dell'articolo

23 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e delle

disposizioni di attuazione degli articoli 95 e 98-quater del medesimo

decreto legislativo n. 58 del 1998, fatte salve le previsioni sulle

tecniche di conclusione dei contratti mediante strumenti informativi

o telematici, i contratti conclusi nel periodo compreso tra la data

di entrata in vigore del presente decreto ed il termine dello stato

di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio

2020 soddisfano il requisito e hanno l'efficacia di cui all'articolo

20, comma 1-bis, primo periodo, del decreto legislativo 7 marzo 2005,

  1. 82, anche se il cliente esprime il proprio consenso mediante

comunicazione inviata dal proprio indirizzo di posta elettronica non

certificata o con altro strumento idoneo,   a   condizione   che

l'espressione del consenso sia accompagnata da copia di un documento

di riconoscimento in corso di validità del contraente, faccia

riferimento ad un contratto identificabile in modo certo e sia

conservata insieme al contratto medesimo con modalità tali da

garantirne la sicurezza, l'integrità e l'immodificabilità. Il

requisito della consegna   di   copia   del   contratto   e   della

documentazione informativa obbligatoria é soddisfatto anche mediante

la messa a disposizione del cliente di copia del testo del contratto

e della documentazione informativa obbligatoria su supporto durevole;

l'intermediario consegna al cliente copia del contratto e della

documentazione informativa obbligatoria alla prima occasione utile

successiva al termine dello stato di emergenza. Fino al termine dello

stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31

gennaio 2020, il cliente può usare il medesimo strumento impiegato

per esprimere il consenso al contratto anche per esercitare i diritti

previsti dalla legge o dal contratto stesso.

  1. La disciplina di cui al comma 1 si applica, altresì, ai fini

dell'articolo 165 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e

dell'articolo 1888 del codice civile.

2-bis. Nell'ambito delle misure di cui al presente articolo volte a

semplificare gli adempimenti concernenti i contratti finanziari e

assicurativi e in considerazione dello stato di emergenza nel

territorio nazionale relativo   al   rischio   sanitario   connesso

all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili,

dichiarato con la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio

2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1° febbraio 2020,

gli articoli 4-sexies,   4-septies,   4-decies,   193-quinquies   e

194-septies del testo unico delle disposizioni in materia   di

intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo   24

febbraio 1998, n. 58, nella formulazione vigente il giorno precedente

alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 25 novembre

2019, n. 165, e le disposizioni regolamentari   emanate   dalla

Commissione nazionale per le società e la borsa ai sensi del

menzionato articolo 4-sexies, comma 5, continuano ad applicarsi fino

alla data del 31 dicembre 2020.

                            Art. 33 bis

Disposizioni in materia di assicurazione per la produzione, il

             deposito e la vendita di fuochi artificiali

  1. Su richiesta dell'assicurato i termini di validità   dei

contratti di assicurazione obbligatoria dei titolari di licenza per

la produzione,il deposito o la vendita di fuochi artificiali di cui

agli articoli 47 e 55 del testo unico delle leggi di pubblica

sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, nonché di

quelli di   assicurazione   obbligatoria   a   copertura   della

responsabilità civile verso terzi per l'attività pirotecnica, in

scadenza dal 1° marzo 2020 al 30 settembre 2020, sono prorogati per

un periodo di tre mesi senza oneri per l'assicurato. La proroga del

contratto ai sensi del presente comma é aggiuntiva e non sostitutiva

di   analoghe   facoltà   contrattualmente   previste   in   favore

dell'assicurato, che restano esercitabili.

                               Art. 34

         Disposizioni in materia di Buoni fruttiferi postali

  1. Al fine di assicurare maggiori risorse per il sostegno al

finanziamento per la realizzazione degli investimenti a supporto

dell'economia del Paese nonché prevedere l'adozione di procedure

semplificate in linea con le misure di prevenzione della diffusione

del virus Covid-19 di cui alla normativa vigente in materia, i

contratti relativi al servizio di collocamento dei buoni fruttiferi

postali dematerializzati, a decorrere dalla data di entrata in vigore

del presente decreto e fino al termine del periodo di emergenza

deliberato dal Consiglio dei Ministri in data 31 gennaio 2020,

possono essere stipulati anche mediante telefonia vocale in deroga

all'articolo 2, comma 3 del decreto del Presidente della Repubblica

14 marzo 2001, n. 144, previo accertamento con le medesime modalità

della identità del sottoscrittore, purché   il   consenso   del

sottoscrittore   reso   telefonicamente   sia   attestato   mediante

registrazione vocale, con modalità tali da garantirne la sicurezza,

l'integrità e l'immodificabilità, custodita dal proponente. Prima

che il sottoscrittore sia vincolato dal contratto di collocamento

concluso telefonicamente gli dovranno essere fornite le informazioni

previste dalla normativa vigente in materia di commercializzazione a

distanza di servizi finanziari ai consumatori di cui al decreto

legislativo 6 settembre 2005, n. 206, ivi comprese le informazioni

relative all'esercizio del diritto di recesso. Successivamente alla

conclusione del contratto relativo al servizio di collocamento viene

in ogni caso trasmessa senza ritardo al sottoscrittore copia cartacea

del contratto relativo al servizio di collocamento, comprensivo delle

condizioni generali di contratto. Il cliente può usare il medesimo

strumento impiegato per esprimere il consenso al contratto anche per

esercitare il diritto di recesso, nel rispetto dei termini previsti

dal   citato   decreto   legislativo   n.   206   del   2005,   sulla

commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori.

Il termine per il diritto di recesso decorre dalla ricezione della

copia cartacea, a seguito di trasmissione o spedizione per posta. Per

l'esercizio degli altri diritti previsti dalla legge o dal contratto

stesso, il sottoscrittore può usare il medesimo strumento impiegato

per la conclusione del contratto fino al termine del periodo di

emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio

  1. Resta salva l'applicazione, in quanto compatibili,   delle

previsioni del citato decreto legislativo n. 206 del 2005, in materia

di commercializzazione a distanza   di   servizi   finanziari   ai

consumatori, ivi incluso l'articolo 67-quaterdecies sul pagamento dei

servizi finanziari offerti a distanza.

  1. I buoni fruttiferi postali il cui termine di prescrizione cade

nel periodo di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in

data 31 gennaio 2020 sono esigibili dai sottoscrittori o dagli aventi

causa entro due mesi successivi al termine del predetto stato di

emergenza.

                               Art. 35

Garanzia SACE in favore delle assicurazioni sui crediti commerciali

  1. Al fine di preservare la continuità degli scambi commerciali

tra aziende e di garantire che i servizi di assicurazione del credito

commerciale continuino ad essere disponibili per le imprese colpite

dagli effetti economici dell'epidemia COVID-19, SACE S.p.A. concede

in favore delle imprese di assicurazione dei crediti commerciali a

breve termine autorizzate all'esercizio del ramo credito che abbiano

aderito mediante apposita convenzione approvata con il decreto di cui

al comma 3, una garanzia pari al 90 per cento degli indennizzi

generati dalle esposizioni relative a crediti commerciali maturati

dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31

dicembre 2020 ed entro il limite massimo di 2000 milioni di euro; la

garanzia é prestata in conformità alla normativa europea in tema di

aiuti di Stato e nel rispetto dei criteri e delle condizioni previste

dai commi seguenti.

  1. Sulle obbligazioni di SACE S.p.A. derivanti dalle garanzie

disciplinate dal comma 1, é accordata di diritto la garanzia dello

Stato a prima richiesta e senza regresso, la cui operatività sarà

registrata da SACE S.p.A. con gestione separata. La garanzia dello

Stato é esplicita, incondizionata, irrevocabile. SACE S.p.A. svolge

anche per conto del Ministero dell'economia e delle finanze le

attività relative all'escussione della garanzia e al recupero dei

crediti, che può altresì delegare alle imprese di assicurazione del

ramo credito. SACE   S.p.A.   opera   con   la   dovuta   diligenza

professionale. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze

possono essere impartiti a SACE S.p.A. indirizzi sulla gestione

dell'attività di rilascio delle garanzie e sulla verifica, al fine

dell'escussione della garanzia dello Stato, del rispetto dei suddetti

indirizzi e dei criteri e condizioni previsti dal presente articolo.

  1. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da

emanare entro trenta giorni dall'entrata in vigore del presente

decreto, sono stabilite ulteriori modalità attuative e operative, ed

eventuali elementi e requisiti integrativi, per l'esecuzione delle

operazioni di cui al presente articolo.

  1. L'efficacia della garanzia é subordinata all'approvazione della

Commissione Europea ai sensi dell'articolo 108 del Trattato sul

Funzionamento dell'Unione europea.

  1. Per le finalità di cui al presente articolo é istituita

nell'ambito del Fondo di cui all'articolo 1, comma   14,   del

decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 una sezione speciale, con autonoma

evidenza contabile a copertura delle garanzie relative alle imprese

di assicurazione del ramo credito con una dotazione stabilita ai

sensi dell'articolo 31, comma 1, alimentata, altresì, con le risorse

finanziarie versate dalle compagnie di assicurazione a titolo di

remunerazione della garanzia al netto dei costi di gestione sostenuti

da SACE S.p.A. per le attività svolte ai sensi del presente articolo

e risultanti dalla contabilità di SACE S.p.A., salvo conguaglio

all'esito dell'approvazione del bilancio.

                               Art. 36

Partecipazione al Fondo di Garanzia paneuropeo della Banca Europea

per gli Investimenti e allo strumento di sostegno temporaneo per

attenuare il rischio di disoccupazione nello stato di emergenza

                              (SURE)

  1. Il Ministero dell'economia e delle finanze é autorizzato a

stipulare con la Banca europea per gli Investimenti gli accordi

necessari a consentire la partecipazione italiana al Fondo di

Garanzia paneuropeo, costituito dal Gruppo Banca Europea per gli

Investimenti per il sostegno agli Stati membri nel fronteggiare la

crisi derivante dalla pandemia COVID-19. In attuazione dei predetti

accordi il Ministro dell'economia e delle finanze é autorizzato a

concedere la garanzia dello Stato, incondizionata e   a   prima

richiesta, a favore della Banca Europea per gli investimenti. Il

Ministero dell'economia e delle finanze é altresì autorizzato a

stipulare l'accordo con la Commissione europea concernente   le

modalità di pagamento della controgaranzia che gli Stati membri

possono prestare quale contributo dello strumento europeo di sostegno

temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di

emergenza (SURE) a seguito dell'epidemia di COVID-19 e a rilasciare

la relativa garanzia dello Stato.

  1. Per le finalità di cui al comma 1, é istituito un fondo nello

stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze con

una dotazione di 1.000 milioni di euro per l'anno 2020. Annualmente,

con la legge di bilancio, sulla base dell'evoluzione delle misure di

cui al comma 1, possono essere stanziate ulteriori risorse a presidio

delle garanzie dello Stato o per il rimborso delle linee di

liquidità concesse dalla Banca europea degli investimenti in caso di

escussione ai sensi degli accordi stipulati nell'ambito del Fondo di

garanzia paneuropeo di cui al comma 1. Per la gestione del fondo di

cui al presente comma é autorizzata l'apertura di un apposito conto

corrente di tesoreria centrale.

  1. Agli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 1.000 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                               Art. 37

Partecipazione dell'Italia all'International Finance Facility for

                           Immunization

  1. É autorizzata l'estensione della partecipazione dell'Italia

all'International Finance Facility for Immunization (IFFIm), prevista

dall'articolo 1, comma 99, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, con

un contributo globale di euro 150 milioni, da erogare con versamenti

annuali fino al 2030, valutati in euro 30 milioni a decorrere

dall'anno 2026. É, inoltre, autorizzato il versamento aggiuntivo

all'IFFIm per l'anno 2020 di euro 5 milioni, per il finanziamento

della Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI).

  1. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede, quanto a 30

milioni di euro annui dal 2026 al 2030, mediante corrispondente

riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica,

di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004,

  1. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004,
  2. 307, e, quanto a 5 milioni di euro per l'anno 2020, mediante

corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di

parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020-2022,

nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della

missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero

dell'economia e delle finanze per   l'anno   2020,   allo   scopo

parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al   Ministero

dell'economia e delle finanze.

                               Art. 38

         Rafforzamento del sistema delle start-up innovative

  1. Per il rafforzamento, sull'intero territorio nazionale, degli

interventi in favore dellestart-up innovative, alla misura di cui al

decreto del Ministro dello sviluppo economico 24 settembre 2014,

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 264

del 13 novembre 2014, sono destinate risorse aggiuntive pari a euro

100 milioni per l'anno 2020, destinate al rifinanziamento delle

agevolazioni concesse nella forma del finanziamento agevolato.

  1. Per sostenere le   start   up   innovative,   come   definite

dall'articolo 25, comma 2, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,

convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,

anche attraverso nuove azioni volte a facilitare l'incontro tra le

stesse imprese e gli ecosistemi per l'innovazione, per l'anno 2020

sono destinati 10 milioni di euro per la concessione alle start up

innovative di agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto

finalizzate all'acquisizione di servizi prestati da   parte   di

incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri

soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese

innovative. Le predette agevolazioni sono concesse ai sensi del

regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre

2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato

sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis», alle

condizioni e con le modalità e i termini definiti con decreto del

Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro sessanta giorni

dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

2-bis. Al fine di promuovere il sistema delle start-up italiane e,

più in generale, le potenzialità   del   settore   dell'impresa

innovativa nell'affrontare l'emergenza derivante dal COV1D-19 e la

fase di rilancio, il decreto di cui al comma 2 destina fino al 5 per

cento delle risorse di cui al medesimo comma 2 al finanziamento di

iniziative:

  1. a) di comunicazione sul sistema italiano delle start-up, con

specifica attenzione alle iniziative avviate al fine di fronteggiare

l'emergenza derivante dal COVID-19 e a quelle finanziate con le

risorse di cui al comma 2;

  1. b) di promozione e valorizzazione delle attività delle imprese

innovative, delle start-up e del sistema di cui al comma 2, anche al

fine di promuovere il raccordo tra imprese innovative e imprese

tradizionali;

  1. c) di informazioni relative alle iniziative condotte in questo

settore in attuazione di quanto stabilito ai sensi del comma 2.

  1. Per le medesime finalità di cui al comma 1, al Fondo di

sostegno al venture capital, istituito ai sensi dell'articolo 1,

comma 209, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, sono assegnate

risorse aggiuntive pari a 200 milioni di euro per l'anno 2020

finalizzate a sostenere investimenti nel capitale, anche tramite la

sottoscrizione di strumenti   finanziari   partecipativi,   nonché

mediante l'erogazione di finanziamenti agevolati, la sottoscrizione

di obbligazioni convertibili, o altri strumenti finanziari di debito

che prevedano la possibilità del rimborso dell'apporto effettuato, a

beneficio esclusivo delle start-up innovative di cui all'articolo 25

del citato decreto-legge n. 179 del 2012 e delle PMI innovative di

cui all'articolo 4 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n.   3,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33. Con

decreto del Ministro dello Sviluppo economico, da adottarsi entro 60

giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono

individuate le modalità di attuazione delle agevolazioni previste

dal presente comma, ivi compreso il rapporto di co-investimento tra

le risorse di cui al presente comma e le risorse di investitori

regolamentati o qualificati. La misura massima dei finanziamenti

agevolati di cui al presente comma che ciascuna start-up innovativa e

piccola e media impresa innovativa può ottenere é pari a quattro

volte l'importo complessivo delle risorse raccolte dalla stessa, con

il limite massimo di 1 milione di euro per singolo investimento.

  1. Al fine di incentivare le attività di ricerca e sviluppo per

fronteggiare l'emergenza derivante dalla diffusione del Covid-19,

all'articolo 1, comma 200, lettera c), della legge 27 dicembre 2019,

  1. 160, dopo le parole: «università e istituti di ricerca» sono

aggiunte le seguenti: «nonché con start-up innovative, di cui

all'articolo 25 del decreto-legge 18 ottobre   2012,   n.   179,

convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221».

  1. Il termine di permanenza nella sezione speciale del registro

delle imprese delle start-up innovative di cui all'articolo 25 del

citato decreto-legge n. 179 del 2012, é prorogato di 12 mesi.

Eventuali termini previsti a pena di decadenza dall'accesso a

incentivi pubblici e per la revoca dei medesimi sono prorogati di 12

mesi. Ai fini del presente comma, la proroga della permanenza nella

sezione speciale del registro delle imprese non rileva ai fini della

fruizione delle agevolazioni fiscali e contributive previste dalla

legislazione vigente.

  1. Ai fini del rilascio delle garanzie del Fondo   di   cui

all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996,

  1. 662, in favore delle   start-up   innovative   come   definite

dall'articolo 25, comma 2, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,

convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,

e delle PMI innovative previste dell'articolo 4 del decreto-legge 24

gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24

marzo 2015, n. 33, é riservata una quota pari a 200 milioni di euro

a valere sulle risorse già assegnate al Fondo, alla quale le

predette imprese accedono sulla base delle modalità, tempo per tempo

vigenti,   ivi   incluse   le   disposizioni   applicabili   previste

dall'articolo 13 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23.

  1. Al decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con

modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, dopo l'articolo

29 é inserito il seguente:

   «Art. 29-bis (Incentivi in regime "de minimis"all'investimento in

start-up innovative). - 1. A decorrere dalla data di entrata in

vigore della presente disposizione, in alternativa a quanto previsto

dall'articolo 29, dall'imposta lorda sul reddito delle persone

fisiche si detrae un importo pari al 50 per cento della somma

investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più

start-up innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi

di   investimento   collettivo   del   risparmio   che   investano

prevalentemente in start-up innovative.

  1. La detrazione di cui al comma 1 si applica alle sole start-up

innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese

al momento dell'investimento. La detrazione é concessa ai sensi del

Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione europea del 18

dicembre 2013 sugli aiuti de minimis.

  1. L'investimento massimo detraibile non può eccedere, in ciascun

periodo d'imposta, l'importo di euro 100.000 e deve essere mantenuto

per almeno tre anni;   l'eventuale   cessione,   anche   parziale,

dell'investi-mento prima del decorso di tale termine, comporta la

decadenza dal beneficio e l'obbligo per il contribuente di restituire

l'importo detratto, unitamente agli interessi legali. ».

  1. All'articolo 4 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015 n. 33, dopo

il comma 9-bis, é inserito il seguente:

   « 9-ter. A decorrere dalla data di entrata in vigore della

presente disposizione, dall'imposta lorda sul reddito delle persone

fisiche si detrae un importo pari al cinquanta per cento della somma

investita dal contri-buente nel capitale sociale di una o più PMI

innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi di

investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente

in PMI innovative; la detrazione si applica alle sole PMI innovative

iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese al momento

dell'investimento ed é concessa ai sensi del Regolamento (UE) n.

1407/2013 della Commissione europea del 18 dicembre 2013 sugli aiuti

de minimis. L'investimento massimo detraibile non può eccedere, in

ciascun periodo d'imposta, l'importo di euro 300.000 e deve essere

mantenuto per almeno tre anni; l'eventuale cessione, anche parziale,

dell'investimento prima del decorso di tale termine, comporta la

decadenza dal beneficio e l'obbligo per il contribuente di restituire

l'importo detratto, unitamente agli interessi legali. La detrazione

di cui al presente comma spetta prioritariamente rispetto alla

detrazione di cui all'articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012,

  1. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,
  2. 221, e fino all'ammontare di investimento di cui al periodo

precedente. Sulla parte di investimento che eccede il limite di cui

al secondo periodo, é fruibile esclusivamente la detrazione di cui

al citato articolo 29 del decreto-legge n. 179 del 2012 nei limiti

del regolamento (UE) n. 1407/ 2013 della Commissione, del 18 dicembre

2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato

sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti "de minimis" ».

  1. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto

con il Ministro dell'economia e delle finanze, entro sessanta giorni

dalla data di entrata in vigore del presente articolo,   sono

individuate le modalità di attuazione delle agevolazioni previste

dai commi 7 e 8.

  1. All'articolo 26-bis, comma 1, lettera b),   del   decreto

legislativo 25 luglio 1998, n. 286, le parole «di almeno euro

1.000.000 in strumenti rappresentativi del capitale di una società

costituita e operante in Italia mantenuto per almeno due anni ovvero

di almeno euro 500.000», sono sostituite dalle seguenti: «di almeno

euro 500.000 in strumenti rappresentativi del capitale di una

società costituita e operante in Italia mantenuto per almeno due

anni ovvero di almeno euro 250.000».

  1. Le agevolazioni di cui al decreto del Ministro dello sviluppo

economico 24 settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.

264 del 13 novembre 2014, in favore delle start up innovative

localizzate nel territorio del cratere sismico aquilano sono altresì

riconosciute alle start up innovative localizzate nel territorio dei

comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017, specificati

negli allegati 1, 2 e 2-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n.

189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n.

229, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente.

  1. Al   fine   di   sostenere   lo   sviluppo   dell'industria

dell'intrattenimento digitale a livello nazionale, é istituito

presso il Ministero dello sviluppo   economico   il   fondo   per

l'intrattenimento digitale denominato «First Playable Fund», con

dotazione iniziale di 4 milioni di euro per l'anno 2020.

  1. Il Fondo di cui al comma 12 é finalizzato a sostenere le fasi

di concezione e pre-produzione dei videogiochi, necessarie alla

realizzazione di prototipi, tramite l'erogazione di contributi a

fondo perduto, riconosciuti nella misura del 50 per cento delle spese

ammissibili, e per un importo da 10.000 euro a 200.000 euro per

singolo prototipo.

  1. I contributi erogati a valere sul Fondo di cui al comma 12

vengono assegnati dietro presentazione di una domanda da parte delle

imprese che abbiano i requisiti di ammissione di cui al successivo

comma 16. I contributi potranno essere utilizzati esclusivamente al

fine della realizzazione di prototipi. A tal fine si considerano come

spese ammissibili:

  1. a) prestazioni lavorative svolte dal personale dell'impresa nelle

attività di realizzazione di prototipi;

  1. b)   prestazioni   professionali   commissionate   a   liberi

professionisti o ad altre imprese finalizzate alla realizzazione di

prototipi;

  1. c)   attrezzature   tecniche   (hardware)   acquistate   per   la

realizzazione dei prototipi;

  1. d) licenze di software acquistate per la realizzazione dei

prototipi.

  1. In tutti i casi, il videogioco deve essere destinato alla

distribuzione commerciale.

  1. Sono ammesse ai contributi di cui al comma 13, le imprese che:

   a)abbiano sede legale nello Spazio Economico Europeo;

  1. b) siano soggette a tassazione in Italia per effetto della loro

residenza fiscale, ovvero per la presenza di una sede operativa in

Italia, cui sia riconducibile il prototipo di cui al comma 13;

  1. c) abbiano capitale sociale minimo interamente versato e un

patrimonio netto non inferiori a diecimila euro, sia nel caso di

imprese costituite sotto forma di società di capitali, sia nel caso

di imprese individuali di produzione ovvero costituite sotto forma di

società di persone;

  1. d) siano in possesso di classificazione ATECO 58.2 o 62.
  2. L'impresa beneficiaria é tenuta a realizzare il prototipo di

videogioco entro il termine di   18   mesi   dal   riconoscimento

dell'ammissibilità della domanda di cui al comma 14 da parte del

Ministero dello sviluppo economico.

  1. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare

entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente

decreto, sono definite: le modalità di presentazione delle domande;

i criteri per la selezione delle stesse; le spese ammissibili; le

modalità di erogazione del contributo; le modalità di verifica,

controllo e rendicontazione delle spese; le cause di decadenza e

revoca.

  1. Alla copertura degli oneri di cui al presente articolo, pari a

314 milioni di euro per l'anno 2020, e delle minori entrate valutate

in 72,55 milioni di euro per l'anno 2021 e in 41,5 milioni di euro

annui a decorrere dall'anno 2022, si provvede ai sensi dell'articolo

                            Art. 38 bis

Misure di sostegno all'industria del tessile, della moda e degli

                             accessori

  1. Al fine di sostenere l'industria del tessile, della moda e degli

accessori a livello nazionale, con particolare riguardo alle start-up

che investono nel design e nella creazione, nonché allo scopo di

promuovere i giovani talenti del settore del tessile, della moda e

degli accessori che valorizzano prodotti made in Italy di alto

contenuto artistico e creativo, é   prevista   l'erogazione   di

contributi a fondo perduto riconosciuti nella misura massima del 50

per cento delle spese ammissibili, nel limite di 5 milioni di euro

per l'anno 2020. A tale fine é autorizzata la spesa di 5 milioni di

euro per l'anno 2020.

  1. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare

entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di

conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità di

attuazione del comma 1, con particolare riguardo alle modalità di

presentazione delle domande di erogazione dei contributi, ai criteri

per la selezione delle stesse, alle spese ammissibili, alle modalità

di erogazione dei contributi, alle modalità di verifica,   di

controllo e di rendicontazione delle spese nonché alle cause di

decadenza e di revoca dei medesimi contributi.

  1. L'efficacia delle misure previste dal presente articolo é

subordinata, ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato

sul funzionamento dell'Unione europea, all'autorizzazione   della

Commissione europea.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 5 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione

del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre

2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del

presente decreto.

                             Art. 38 ter

           Promozione del sistema delle società benefit

  1. Per sostenere   il   rafforzamento,   nell'intero   territorio

nazionale, del sistema delle società benefit, di cui all'articolo 1,

commi 376 e seguenti, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, é

riconosciuto un contributo sotto forma di credito d'imposta nella

misura del 50 per cento dei costi di costituzione o trasformazione in

società benefit, sostenuti a decorrere dalla data di entrata in

vigore della legge di conversione del presente decreto al 31 dicembre

  1. Il credito d'imposta é riconosciuto fino all'esaurimento

dell'importo massimo di 7 milioni di euro, che costituisce limite di

spesa.

  1. Il credito d'imposta é riconosciuto nel rispetto   delle

condizioni e dei limiti di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 della

Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli

articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea

agli aiuti «de minimis», al regolamento (UE) n. 1408/2013 della

Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli

articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea

agli aiuti «de minimis» nel settore agricolo, e al regolamento (UE)

  1. 717/2014 della Commissione, del 27 giugno   2014,   relativo

all'applicazione degli articoli 107 e 108   del   Trattato   sul

funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis» nel settore

della pesca   e   dell'acquacoltura.   Il   credito   d'imposta   é

utilizzabile, esclusivamente in compensazione, ai sensi dell'articolo

17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, per l'anno 2021.

  1. Per la promozione delle società benefit nel   territorio

nazionale, nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo

economico é istituito un fondo con una dotazione di 3 milioni di

euro per l'anno 2020. Con decreto del Ministro dello sviluppo

economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,

da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore

della legge di conversione del presente decreto, sono definiti le

modalità e i criteri di attuazione del presente articolo, anche al

fine del rispetto del limite di spesa di cui al comma 1.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 3 milioni di

euro per l'anno 2020 e a 7 milioni di euro per l'anno 2021, si

provvede mediante corrispondente riduzione del   Fondo   di   cui

all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come

rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del presente decreto.

                           Art. 38 quater

Disposizioni transitorie in materia di principi di redazione del

                             bilancio

  1. Nella predisposizione dei bilanci il cui esercizio é stato

chiuso entro il 23 febbraio 2020 e non ancora approvati, la

valutazione delle voci e della prospettiva della continuazione

dell'attività di cui all'articolo 2423-bis, primo comma, numero 1),

del codice civile é effettuata non tenendo conto delle incertezze e

degli effetti derivanti dai fatti successivi alla data di chiusura

del bilancio. Le informazioni relative   al   presupposto   della

continuità aziendale sono fornite nelle politiche contabili di cui

all'articolo 2427, primo comma, numero 1), del codice civile. Restano

ferme tutte le altre disposizioni relative alle informazioni da

fornire nella nota integrativa e alla relazione sulla gestione,

comprese quelle relative ai rischi e alle incertezze concernenti gli

eventi successivi, nonché alla capacità dell'azienda di continuare

a costituire un complesso economico funzionante destinato alla

produzione di reddito.

  1. Nella predisposizione del bilancio di esercizio in corso al 3

dicembre 2020, la valutazione delle voci e della prospettiva della

continuazione dell'attività di cui all'articolo 2423-bis, primo

comma, numero 1), del codice civile può comunque essere effettuata

sulla base delle risultanze dell'ultimo bilancio di esercizio chiuso

entro il 23 febbraio 2020. Le informazioni relative al presupposto

della continuità aziendale sono fornite nelle politiche contabili di

cui all'articolo 2427, primo comma, numero 1), del codice civile

anche mediante il richiamo delle risultanze del bilancio precedente.

Restano ferme tutte le altre disposizioni relative alle informazioni

da fornire nella nota integrativa e alla relazione sulla gestione,

comprese quelle relative ai rischi e alle incertezze derivanti dagli

eventi successivi, nonché alla capacità dell'azienda di continuare

a costituire un complesso economico funzionante destinato alla

produzione di reddito.

  1. L'efficacia delle disposizioni del presente articolo é limitata

ai soli fini civilistici.

                               Art. 39

Misure di rafforzamento dell'azione di recupero di aziende in crisi e

potenziamento delle strutture di supporto per le crisi di impresa e

                     per la politica industriale

  1. Al fine di potenziare e rendere più efficace l'attività di

elaborazione delle politiche industriali dei settori maggiormente

colpiti dall'emergenza COVID-19, il Ministro dello sviluppo economico

può avvalersi, ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto

legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e nel limite di spesa di euro

300.000 per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, di consulenti ed

esperti, individuati all'esito di una selezione comparativa mediante

avviso pubblico, specializzati in materia di politica industriale,

nel numero massimo di dieci unità per ciascun anno del periodo

considerato, da destinare al funzionamento del nucleo di esperti di

politica industriale di cui all'articolo 3 della legge 11 maggio

1999, n. 140.

  1. All'articolo 3 della legge 11 maggio 1999, n. 140, comma 1,

primo periodo, le parole: «, sentite le Commissioni parlamentari

competenti,» sono soppresse.

  1. All'articolo 1, comma 852, della legge 27 dicembre 2006, n.

296,dopo le parole: «é autorizzata la spesa di 300.000 euro» sono

inserite le seguenti: «destinata, nella misura non superiore al 40

per cento, allo svolgimento di attività di supporto finalizzate alla

trattazione di tematiche concernenti le procedure di amministrazione

straordinaria di cui al decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270 e

al decreto-legge 23 dicembre 2003, n.   347,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39,».

  1. Al fine di potenziare le attività di prevenzione e soluzione

delle crisi aziendali, per gli anni 2020, 2021 e 2022 il Ministro

dello sviluppo economico può avvalersi, ai sensi dell'articolo 7,

comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e nel limite

di spesa di 500.000 euro annui, di consulenti ed esperti, individuati

all'esito di una selezione comparativa mediante avviso pubblico,

specializzati in materia di politica industriale e crisi di imprese,

nel numero massimo di dieci unità per ciascun anno del periodo

considerato da destinare a supporto della   struttura   di   cui

all'articolo 1, comma 852, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

  1. Agli oneri derivanti dai commi 1 e 4, pari ad euro 800.000 per

ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, si provvede   mediante

corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di

parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020-2022,

nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della

missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero

dell'economia e delle finanze, allo scopo parzialmente utilizzando

l'accantonamento relativo al Ministero dello sviluppo economico.

5-bis. Al Fondo per la crescita sostenibile, di cui all'articolo 23

del decreto-legge 22 giugno   2012,   n.   83,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, é assegnata la

somma di 15 milioni di euro per l'anno 2020, destinata all'erogazione

di finanziamenti agevolati per la costituzione di nuove imprese,

nelle forme di società o società cooperativa, da parte   di

lavoratori di imprese in crisi o provenienti da imprese in crisi,

nonché per la promozione e lo sviluppo di società cooperative che

gestiscono aziende confiscate alla criminalità organizzata e di

cooperative sociali per la salvaguardia dei livelli di occupazione,

di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 dicembre

2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 2 del 3 gennaio 2015,

nei limiti dello stanziamento di cui al presente periodo. Per le

medesime ragioni di cui al primo periodo, gli enti   di   cui

all'articolo 112, comma 7, del testo unico delle leggi in materia

bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre

1993, n. 385, possono continuare a concedere i finanziamenti ivi

indicati, a condizioni più favorevoli di quelle esistenti sul

mercato, fino al volume complessivo di 30 milioni di euro e per

importi unitari non   superiori   a   40.000   euro   per   ciascun

finanziamento. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 15

milioni di euro per l'anno 2020, si provvede mediante corrispondente

riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23

dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5,

del presente decreto.

                               Art. 40

Misure di sostegno alle micro, piccole e medie imprese titolari del

servizio di distribuzione di carburanti nelle autostrade per il

                 periodo di emergenza da COVID-19

  1. Alle microimprese e alle piccole e medie imprese come definite

dalla Raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE del 6

maggio 2003, aventi sede in Italia, che gestiscono il servizio di

distribuzione autostradale di carburanti, che risultavano attive ed

in regola con il versamento dei contributi   previdenziali   ed

assistenziali alla data del 1° marzo 2020, in considerazione del

mantenimento del servizio durante il periodo di emergenza sanitaria

pur in presenza di calo considerevole della domanda di carburanti,

può essere riconosciuto, nel limite complessivo di 4 milioni di euro

per l'anno   2020,   un   contributo   commisurato   ai   contributi

previdenziali e assistenziali, con esclusione   dei   premi   per

l'assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei datori di

lavoro, dovuti sulle retribuzioni da lavoro dipendente corrisposte

nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020.

  1. Il contributo di cui al comma 1 non viene riconosciuto nei casi

di gestioni dirette degli impianti di distribuzione carburanti in

autostrada da parte delle società petrolifere integrate   alla

raffinazione e alle gestioni unitarie delle attività petrolifere e

di ristorazione.

  1. Il contributo é erogato dal Ministero dello sviluppo economico

su domanda dell'impresa di gestione, nel limite di spesa di cui al

comma 1, mediante riparto proporzionale delle risorse disponibili tra

le domande ammissibili. Con provvedimento del Ministero   dello

sviluppo economico sono individuati le modalità ed il termine di

presentazione delle domande nonché le procedure per la concessione

del contributo.

  1. Per i fini di cui al comma 1, la verifica dell'appartenenza dei

distributori di carburanti alla categoria delle microimprese e delle

piccole e medie imprese é effettuata calcolando i ricavi con le

modalità di cui all'articolo 18, comma 10, del Decreto   del

Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 4 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                               Art. 41

Misure urgenti a sostegno del meccanismo dei Certificati Bianchi

  1. Ai fini della verifica del conseguimento degli obblighi previsti

dall'articolo 4, comma 4, lettera c), e comma 5, lettera c), del

decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 gennaio 2017,

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 3

aprile 2017, n. 78, il termine del 15 aprile 2020   previsto

dall'articolo 103, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

come prorogato dall'articolo 37, comma 1,del decreto-legge 8 aprile

2020, n. 23, é ulteriormente prorogato al 30 novembre 2020.

Conseguentemente, per l'anno   d'obbligo   2019,   l'emissione   di

Certificati Bianchi non derivanti dalla realizzazione di progetti di

efficienza energetica di cui all'articolo 14-bis del decreto del

Ministro dello sviluppo economico 11 gennaio 2017, pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 3 aprile 2017, n. 78,

decorre dal 15 novembre 2020.

  1. Per le unità di cogenerazione entrate in esercizio dal 1°

gennaio 2019, i Certificati Bianchi previsti dal decreto del Ministro

dello sviluppo economico 5 settembre 2011, pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale della Repubblica italiana 19 settembre 2011, n. 218, sono

riconosciuti, subordinatamente all'esito delle verifiche di cui

all'articolo 7 e fermo restando quanto disposto dall'articolo 4,

comma 3, del medesimo decreto, dalla data di entrata in esercizio di

ciascuna unità, nei termini e per il periodo definiti dallo stesso

decreto.

                               Art. 42

Fondo per il trasferimento tecnologico e altre misure urgenti per la

               difesa ed il sostegno dell'innovazione

  1. Al fine di sostenere e accelerare i processi di innovazione,

crescita e ripartenza duratura del sistema produttivo nazionale,

rafforzando i legami e le sinergie con il sistema della tecnologia e

della ricerca applicata, nello stato di previsione del Ministero

dello sviluppo economico é istituito un fondo, denominato «Fondo per

il trasferimento tecnologico», con una dotazione di 500 milioni di

euro per l'anno 2020, finalizzato alla promozione, con le modalità

di cui al comma 3, di iniziative e investimenti utili   alla

valorizzazione e all'utilizzo dei risultati della ricerca presso le

imprese operanti   sul   territorio   nazionale,   con   particolare

riferimento alle start-up innovative di cui all'articolo 25 del

decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni,

dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e alle PMI innovative di cui

all'articolo 4 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito,

con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33.

  1. Le iniziative di cui al comma 1 sono volte a favorire la

collaborazione di soggetti pubblici e privati nella realizzazione di

progetti di innovazione e spin-off e   possono   prevedere   lo

svolgimento, da parte del soggetto attuatore di cui al comma 4, nei

limiti delle risorse stanziate ai sensi dell'ultimo periodo del

medesimo comma, di attività di   progettazione,   coordinamento,

promozione, stimolo alla ricerca e allo sviluppo attraverso l'offerta

di soluzioni tecnologicamente   avanzate,   processi   o   prodotti

innovativi, attività di rafforzamento delle strutture e diffusione

dei risultati della ricerca, di consulenza tecnico-scientifica e

formazione, nonché attività di supporto alla crescita   delle

start-up e PMI ad alto potenziale innovativo.

  1. Al fine di sostenere le iniziative di cui al comma 1, il

Ministero dello sviluppo economico, a valere sulle disponibilità del

fondo di cui al comma 1, é autorizzato ad intervenire attraverso la

partecipazione indiretta in capitale di rischio e di debito, anche di

natura subordinata, nel rispetto della disciplina europea in materia

di aiuti di Stato ovvero delle vigenti disposizioni in materia di

affidamento dei contratti pubblici o in materia di collaborazione tra

amministrazioni pubbliche eventualmente applicabili. Con decreto del

Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro

dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro   60   giorni

dall'entrata in vigore del presente decreto, sono individuati i

possibili interventi, i criteri, le modalità e le condizioni per la

partecipazione indiretta in capitale di rischio e di debito di cui al

presente comma.

  1. Per l'attuazione degli interventi di cui ai commi 2 e 3 il

Ministero dello sviluppo economico si avvale   dell'ENEA-Agenzia

nazionale per le nuove tecnologie, l'energia   e   lo   sviluppo

sostenibile, nell'ambito delle funzioni ad essa già attribuite in

materia di trasferimento tecnologico, previa stipula di apposita

convenzione. A tal fine, é autorizzata la spesa di 5 milioni di euro

per l'anno 2020.

  1. Per le medesime finalità di cui al presente articolo, l'ENEA é

autorizzata alla costituzione della fondazione di diritto privato, di

seguito denominata «Fondazione Enea Tech», sottoposta alla vigilanza

del Ministero dello sviluppo economico. Lo statuto della Fondazione

Enea Tech é approvato, su proposta dell'ENEA, con decreto del

Ministro dello sviluppo economico. Ai fini dell'istituzione   e

dell'operatività della Fondazione é autorizzata la spesa di 12

milioni di euro per l'anno 2020.

  1. Il patrimonio della Fondazione é costituito dalle risorse

assegnate ai sensi del comma 5 e può essere incrementato da apporti

di soggetti pubblici e privati. Le attività, oltre che dai mezzi

propri, sono costituite da contributi di enti pubblici e privati.

Alla fondazione possono, inoltre, esser concessi in comodato beni

immobili facenti parte del demanio e del patrimonio disponibile e

indisponibile dello Stato. La Fondazione promuove   investimenti

finalizzati all'integrazione e alla convergenza delle iniziative di

sostegno in materia di ricerca   e   sviluppo   e   trasferimento

tecnologico, favorendo la partecipazione anche finanziaria alle

stesse da parte di imprese, fondi istituzionali o privati e di

organismi e enti pubblici, inclusi quelli territoriali, nonché

attraverso l'utilizzo di risorse dell'Unione europea.

  1. Tutti gli atti connessi alle operazioni di costituzione della

Fondazione e di conferimento e devoluzione alla stessa sono esclusi

da ogni tributo e diritto e vengono effettuati in regime di

neutralità fiscale.

  1. Ai fini del presente articolo, non trova applicazione l'articolo

5 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175.

  1. Agli oneri di cui ai commi 1, 4 e 5 del presente articolo, pari

a 517 milioni di euro per il 2020, si provvede ai sensi dell'articolo

                             Art. 42 bis

Disposizioni concernenti   l'innovazione   tecnologica   in   ambito

                             energetico

  1. Al fine di sostenere lo sviluppo tecnologico e industriale

funzionale al raggiungimento degli obiettivi nazionali in tema di

energia e di clima:

  1. a) al comma 1 dell'articolo 32 del decreto legislativo 3 marzo

2011, n. 28, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) all'alinea, dopo le parole: «di cui all'articolo 3» sono

inserite le seguenti: «e degli obiettivi previsti dal Piano nazionale

integrato per l'energia e il clima per gli anni 2021-2030»;

2) alla lettera a), le parole: «di cui al presente Titolo» sono

sostituite dalle seguenti: «di sostegno alla produzione da fonti

rinnovabili e all'efficienza energetica»;

3) il numero i. della lettera b) é sostituito dal seguente:

«i. ai progetti di validazione in ambito industriale e   di

qualificazione di sistemi e tecnologie»;

  1. b) al comma 4 dell'articolo 38 del decreto-legge 18 ottobre 2012,
  2. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,
  3. 221, le parole: «di cui ai numeri ii e iv della lettera b)» sono

sostituite dalle seguenti: «di cui alla lettera b)».

                               Art. 43

Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione

                     dell'attività d'impresa

  1. Nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico

é istituito il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e

la prosecuzione dell'attività d'impresa, con una dotazione di 100

milioni di euro per l'anno 2020.

  1. Il Fondo é finalizzato al salvataggio e alla ristrutturazione

di imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale iscritte

nel registro di cui all'art. 185-bis del decreto legislativo 10

febbraio 2005, n. 30, e delle società di capitali, aventi un numero

di dipendenti non inferiore a 250, che si trovino in uno stato di

difficoltà economico-finanziaria come individuate sulla base dei

criteri stabiliti dal decreto di cui al comma 5.

  1. Per le finalità di cui al presente articolo, il Fondo opera,

nei limiti delle risorse di cui al comma 1, attraverso interventi nel

capitale di rischio delle imprese che versano nelle condizioni di cui

al comma 2, effettuati a condizioni di mercato, nel rispetto di

quanto previsto dalla Comunicazione della Commissione europea 2014/C

19/04, recante orientamenti sugli aiuti di Stato destinati   a

promuovere gli investimenti per il finanziamento del rischio nonché

attraverso misure di   sostegno   al   mantenimento   dei   livelli

occupazionali, in coordinamento con gli strumenti vigenti sulle

politiche attive e passive del lavoro.

  1. Le imprese che versano nella condizione di cui al comma 2,

qualora intendano avvalersi del Fondo di cui al presente articolo,

notificano al Ministero dello sviluppo economico le informazioni

relative a:

  1. a) le azioni che intendono porre in essere per ridurre gli

impatti occupazionali, ad esempio attraverso incentivi all'uscita,

prepensionamenti, riallocazione di addetti all'interno dell'impresa o

del gruppo di appartenenza dell'impresa;

  1. b) le  imprese   che   abbiano   già   manifestato   interesse

all'acquisizione della società o alla prosecuzione dell'attività

d'impresa ovvero le azioni che intendono porre in essere per trovare

un possibile acquirente, anche mediante attrazione di investitori

stranieri;

  1. c) le opportunità per i dipendenti di presentare una proposta di

acquisto ed ogni altra possibilità di recupero degli asset da parte

degli stessi.

  1. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il

Ministro del lavoro e delle politiche sociali, adottato ai sensi

dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono

stabiliti i criteri e le modalità di gestione e di funzionamento del

Fondo, nonché le procedure per l'accesso ai relativi interventi, nel

rispetto di quanto previsto dal presente articolo, dando priorità

alle domande che impattano maggiormente sui profili occupazionali e

sullo sviluppo del sistema produttivo.

  1. L'articolo 185-ter del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n.

30, é abrogato. Il primo periodo dell'articolo 31, comma 2, del

decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni,

dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, é abrogato.

  1. Agli oneri di cui al comma 1, pari a 100 milioni di euro per

l'anno 2020, si provvede: quanto a 30 milioni di euro per l'anno 2020

mediante utilizzo delle risorse rivenienti dall'abrogazione della

disposizione di cui al comma 6; quanto a 70 milioni di euro per

l'anno 2020, ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 43 bis

           Contratto di rete con causale di solidarietà

  1. All'articolo 3 del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5,

convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, dopo

il comma 4-quinquies sono aggiunti i seguenti: « 4-sexies. Per l'anno

2020, il contratto di rete può essere stipulato per favorire il

mantenimento dei livelli di occupazione delle imprese di filiere

colpite da crisi economiche in seguito a situazioni di crisi o stati

di emergenza dichiarati con provvedimento delle autorità competenti.

Rientrano tra le finalità perseguibili l'impiego di lavoratori delle

imprese partecipanti alla rete che sono a rischio di perdita del

posto di lavoro, l'inserimento di persone che hanno perso il posto di

lavoro per chiusura di attività o per crisi di impresa, nonché

l'assunzione di figure professionali necessarie a rilanciare le

attività produttive nella fase di uscita dalla crisi. Ai predetti

fini le imprese fanno ricorso agli istituti del distacco e della

codatorialità, ai sensi dell'articolo 30, comma 4-ter, del decreto

legislativo 10 settembre 2003, n. 276, per lo svolgimento di

prestazioni lavorative presso le aziende partecipanti alla rete.

4-septies. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche

sociali, sentiti gli enti competenti per gli aspetti previdenziali e

assicurativi connessi al rapporto di lavoro, da emanare entro

sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente

disposizione, sono definite le modalità operative per procedere alle

comunicazioni da parte dell'impresa referente   individuata   dal

contratto di rete di cui al comma 4-sexies necessarie a dare

attuazione alla codatorialità di cui all'articolo 30, comma 4-ter,

del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.

4-octies. Ferme restando le disposizioni di cui al presente

articolo, ai fini degli adempimenti in materia di pubblicità di cui

al comma 4-quater, in deroga a quanto previsto dal comma 4-ter, il

contratto di rete di cui al comma 4-sexies deve essere sottoscritto

dalle parti ai sensi dell'articolo 24 del codice dell'amministrazione

digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, con

l'assistenza di organizzazioni di rappresentanza dei datori di lavoro

rappresentative a livello nazionale presenti nel Consiglio nazionale

dell'economia e del lavoro ai sensi della legge 30 dicembre 1986, n.

936, che siano espressione di interessi generali di una pluralità di

categorie e di territori ».

  1. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo

non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

                               Art. 44

Incremento del fondo per l'acquisto di autoveicoli a basse emissioni

                            di Co2 g/km

  1. Il Fondo di cui all'articolo 1, comma 1041, della legge 30

dicembre 2018, n. 145, é incrementato di 100 milioni di euro per

l'anno 2020 e di 200 milioni di euro per l'anno 2021. Agli oneri

derivanti dal presente comma, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

1-bis. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 1, comma 1031,

della legge 30 dicembre 2018, n. 145, alle persone fisiche e

giuridiche che acquistano in Italia dal 1° agosto 2020 al 31 dicembre

2020, anche in locazione finanziaria, un veicolo nuovo di fabbrica

sono riconosciuti i seguenti contributi:

  1. a) per l'acquisto di un veicolo con contestuale rottamazione di

un veicolo immatricolato in data anteriore al 1° gennaio 2010 o che

nel periodo di vigenza dell'agevolazione superi i dieci anni di

anzianità dalla data di immatricolazione, il contributo statale é

parametrato al numero di grammi (g) di anidride carbonica (CO2)

emessi per chilometro (km) secondo gli importi di cui alla seguente

tabella ed é riconosciuto a condizione che sia praticato dal

venditore uno sconto pari ad almeno 2.000 euro:

    

               =======================================

               |   CO2g/km   | Contributo (euro) |

               +===============+=====================+

               |0-20           |2.000               |

               +---------------+---------------------+

               |21-60         |2.000               |

               +---------------+---------------------+

               |61-110         |1.500               |

               +---------------+---------------------+

  1. b) per l'acquisto di un veicolo in assenza di rottamazione, il

contributo statale é parametrato al numero di g di CO2 emessi per km

secondo gli importi di cui alla seguente tabella ed é riconosciuto a

condizione che sia praticato dal venditore uno sconto pari ad almeno

1.000 euro:

  

               =======================================

               |   CO2g/km   | Contributo (euro) |

               +===============+=====================+

               |0-20           |1.000               |

               +---------------+---------------------+

               |21-60         |1.000               |

               +---------------+---------------------+

               |61-110         |750                 |

               +---------------+---------------------+

1-ter. I contributi di cui al comma 1-bis sono riconosciuti ai

veicoli di categoria M1 nuovi di fabbrica che:a)abbiano emissioni di

CO2 comprese tra 0 e 60 g/km aventi un prezzo inferiore a quello

previsto dal comma 1031 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018,

  1. 145; b) abbiano emissioni di CO2 comprese tra 61 e 110 g/km, siano

omologati in una classe non inferiore ad Euro 6 di ultima generazione

e abbiano un prezzo risultante dal listino prezzi ufficiale della

casa automobilistica produttrice inferiore a 40.000 euro al netto

dell'imposta sul valore aggiunto.

1-quater. Qualora il veicolo acquistato sia in possesso dei

requisiti di cui ai commi 1-bis e 1-ter del presente articolo, i

contributi di cui al citato comma 1-bis sono cumulabili con il

contributo di cui al comma 1031 dell'articolo 1 della legge 30

dicembre 2018, n. 145.

1-quinquies. Ai fini dell'attuazione del comma 1-bis del presente

articolo si applicano le disposizioni dei commi 1032, 1033, 1034,

1035,1036, 1037 e 1038 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018,

  1. 145.

1-sexies. Le persone fisiche che tra il 1° luglio 2020 e il 31

dicembre 2020 rottamano un veicolo usato omologato nelle classi da

Euro 0 a Euro 3 con contestuale acquisto di un veicolo usato

omologato in una classe non inferiore a Euro 6 o con emissioni di CO2

inferiori o uguali a 60 g/km sono tenute al pagamento del 60 per

cento degli oneri fiscali sul trasferimento di proprietà del veicolo

acquistato.

1-septies. Le persone fisiche che consegnano per la rottamazione,

contestualmente all'acquisto di un veicolo con emissioni di CO2

comprese tra 0 e 110 g/km, un secondo veicolo di categoria M1

rientrante tra quelli previsti dal comma 1032 dell'articolo 1 della

legge 30 dicembre 2018, n. 145, hanno diritto a un ulteriore

incentivo di 750 euro, da sommare ai 1.500 euro già attribuiti al

primo veicolo o, in alternativa, da utilizzare in forma di credito di

imposta entro tre annualità per l'acquisto di monopattini elettrici,

biciclette elettriche o muscolari, abbonamenti al trasporto pubblico,

servizi di mobilità elettrica in condivisione o sostenibile.

1-octies. Il fondo di cui all'articolo 1, comma 1041, della legge

30 dicembre 2018, n. 145, é rifinanziato di 50 milioni di euro per

l'anno 2020 quale limite di spesa da destinare esclusivamente

all'attuazione dei commi da 1-bis a 1-septies del presente articolo.

Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto

con il Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro quindici

giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del

presente decreto, sono individuate le modalità per assicurare il

rispetto del limite di spesa di cui al presente comma.

1-novies. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni

dei commi da 1-bis a 1-octies del presente articolo, pari a 50

milioni di euro per l'anno 2020, si provvede mediante corrispondente

riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23

dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5,

del presente decreto.

                             Art. 44 bis

Modifica all'articolo 1, comma 1057, della legge 30 dicembre 2018, n.

145, in materia di incentivi per l'acquisto di motoveicoli elettrici

                             o ibridi

  1. Il comma 1057 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n.

145, é sostituito dal seguente: «1057.   Nel   rispetto   delle

disposizioni vigenti in materia di aiuti di Stato, a coloro che,

nell'anno 2020, acquistano, anche in locazione finanziaria,   e

immatricolano in Italia un veicolo elettrico o ibrido nuovo di

fabbrica delle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e é

riconosciuto un contributo pari al 30 per cento del prezzo di

acquisto, fino a un massimo di 3.000 euro. Il contributo di cui al

primo periodo é pari al 40 per cento del prezzo di acquisto, fino a

un massimo di 4.000 euro, nel caso sia consegnato per la rottamazione

un veicolo di categoria Euro 0, 1, 2 o 3 ovvero un veicolo che sia

stato oggetto di ritargatura obbligatoria ai sensi del decreto del

Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 2 febbraio 2011,

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 2 aprile 2011, di cui

si é proprietari o intestatari da almeno dodici mesi ovvero di cui

sia intestatario o proprietario, da almeno dodici mesi, un familiare

convivente. Il contributo di cui al presente comma può essere

riconosciuto fino a un massimo di cinquecento veicoli acquistati nel

corso dell'anno e intestati al medesimo soggetto. In caso di acquisti

effettuati da soggetti fra i quali sussiste il rapporto di controllo

di cui all'articolo 2359, primo comma, numero 1), del codice civile,

il limite di cinquecento veicoli é riferito al numero complessivo

dei veicoli da essi acquistati nel corso dell'anno».

                               Art. 45

Interventi per le misure di contrasto all'emergenza epidemiologica da

                   COVID-19 da parte dei comuni

  1. I comuni destinatari delle risorse per l'attuazione delle misure

di cui all'articolo 14 della legge 7 agosto 1997, n. 266, possono

utilizzare la quota libera da impegni delle risorse ad essi già

trasferite dal Ministero dello sviluppo economico per l'attuazione di

misure di contrasto all'emergenza epidemiologica da COVID-19.

                               Art. 46

           Misure urgenti in materia di servizi postali

  1. All'articolo 108 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 1, sono apportate le seguenti modifiche:

     1) le parole «fino al 30 giugno 2020» sono sostituite con le

seguenti parole: «fino al 31 luglio 2020»;

     2) dopo le parole «di cui all'articolo 3, comma 2 del decreto

legislativo 22 luglio 1999 n. 261,» sono inserite le seguenti parole:

«nonché per lo svolgimento dei servizi di notificazione a mezzo

posta, di cui alla legge 20 novembre 1982, n. 890 e all'articolo 201

del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,»;

     3) é aggiunto in fine il seguente periodo «Sono fatti salvi i

comportamenti tenuti dagli operatori postali per garantire   la

continuità del servizio e la tutela della salute pubblica in

occasione dello stato di emergenza.»;

  1. b) il comma 1-bis é abrogato.

                             Art. 46 bis

Credito d'imposta per la mancata   partecipazione   a   fiere   e

                     manifestazioni commerciali

  1. Le risorse relative al credito d'imposta di cui all'articolo 49

del decreto-legge 30 aprile   2019,   n.   34,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, destinate, per

l'anno 2020, dall'articolo 12-bis del decreto-legge 8 aprile 2020, n.

23, anche alle spese sostenute dalle imprese per la partecipazione a

fiere e manifestazioni commerciali all'estero che siano   state

disdette   in   ragione   dell'emergenza   legata   alla   situazione

epidemiologica in atto, sono incrementate di 30 milioni di euro per

l'anno 2020. Le somme aggiuntive di cui al primo periodo sono

destinate alle imprese diverse dalle piccole e medie imprese e agli

operatori del settore fieristico, con riferimento al ristoro dei

danni prodotti dall'annullamento o dalla mancata partecipazione a

fiere e manifestazioni commerciali in Italia, nei limiti delle

medesime risorse.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 30 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione

del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre

2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del

presente decreto.

                               Art. 47

Agenzia Nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo

                   d'impresa S.p.A. - Invitalia

  1. Al fine di assicurare il pieno ed efficace svolgimento della

missione societaria ed il conseguimento degli obiettivi di cui al

piano industriale e alla normativa vigente, Invitalia S.p.A. é

autorizzata ad iscrivere esclusivamente nelle proprie scritture

contabili patrimoniali gli eventuali decrementi conseguenti alle

operazioni immobiliari di razionalizzazione e dismissione poste in

essere, anche attraverso società di nuova costituzione o a controllo

pubblico anche indiretto. Alle operazioni di riorganizzazione e

trasferimento si applicano le disposizioni di cui all'art. 1, comma

461, ultimo periodo della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

                               Art. 48

       Misure per le esportazioni e l'internazionalizzazione

  1. All'articolo 72 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 1:

     1) all'alinea, le parole «150 milioni» sono sostituite dalle

seguenti: «400 milioni»;

     2) alla lettera d), le parole «di importanza minore (de

minimis)» sono soppresse;

  1. b) al comma 2, dopo la lettera b) é aggiunta la seguente:

«b-bis) nell'ambito degli stanziamenti di cui al comma 1, il

Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale

può stipulare con enti pubblici e   privati   convenzioni   per

l'acquisizione di servizi di consulenza specialistica in materia di

internazionalizzazione del sistema Paese»;

b-bis) al comma 4-bis, lettera b), le parole: «euro 4 milioni» sono

sostituite dalle seguenti: «euro 6 milioni».

  1. Relativamente al fondo rotativo di cui all'articolo 2, primo

comma, del decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251, convertito, con

modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394, sono disposte le

seguenti misure:

  1. a) le disponibilità del fondo sono ulteriormente incrementate di

200 milioni di euro per l'anno 2020;

  1. b) con propria delibera, il Comitato agevolazioni di   cui

all'articolo 1, comma 270, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 può,

in conformità alla normativa europea in materia di aiuti di Stato,

elevare, fino al doppio di quelli attualmente previsti, i limiti

massimi dei finanziamenti agevolati a valere sul fondo di cui

all'articolo 2, primo comma, del decreto-legge 28 maggio 1981, n.

251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n.

  1. La presente lettera si applica alle domande di finanziamento

presentate entro il 31 dicembre 2021;

  1. c) fino al 31 dicembre 2021 i finanziamenti agevolati a valere

sul fondo di cui alla lettera b), nonché i cofinanziamenti e le

garanzie concessi ai sensi dell'articolo 72, comma 1, lettera d) del

decreto-legge n. 18 del 2020, possono eccedere gli importi massimi

previsti dalla normativa europea in materia di aiuti de minimis,

fermi restando gli obblighi di notifica alla Commissione europea

stabiliti dalla predetta normativa;

  1. d) i finanziamenti agevolati a valere sul fondo   di   cui

all'articolo 2, primo comma, del decreto-legge 28 maggio 1981, n.

251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n.

394 sono esentati, a domanda del richiedente, dalla prestazione della

garanzia, in deroga alla vigente disciplina relativa al fondo. La

presente lettera si applica alle domande di finanziamento presentate

entro il 31 dicembre 2020.

  1. Agli oneri derivanti dai commi 1 e 2, pari a 452 milioni di euro

per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

3-bis. Le risorse iscritte nello stato di previsione del Ministero

dello sviluppo economico ai sensi dell'articolo 1, comma 43, della

legge 28 dicembre 1995, n. 549, sono incrementate di 5 milioni di

euro per l'anno 2020 al fine di sviluppare, in stretto collegamento

con le comunità di affari residenti all'estero, nei limiti delle

risorse disponibili, servizi di informazione, l'export management e

la promozione di contatti commerciali per le piccole e medie imprese,

anche attraverso piattaforme digitali, da parte delle camere di

commercio italiane all'estero. Agli oneri derivanti dal presente

comma, pari a 5 milioni di euro per l'anno 2020, si provvede mediante

corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200,

della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo

265, comma 5, del presente decreto.

  1. Nelle more dell'espletamento delle procedure concorsuali di cui

all'articolo 1, comma 299, della legge 27 dicembre 2019, n. 160,

l'ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione

delle imprese italiane é autorizzata ad assumere, nei limiti della

dotazione organica, un contingente massimo di 50 unità di personale

non dirigenziale con contratto di lavoro a tempo determinato della

durata massima di 12 mesi, equiparato, ai fini economici, al

personale appartenente alla terza   area   funzionale,   posizione

economica F1, in deroga ai limiti di cui all'articolo 9, comma 28,

del decreto-legge 31 maggio   2010,   n.   78,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Conseguentemente

le assunzioni di cui all'articolo 1, comma 299, della legge 27

dicembre 2019, n. 160 avvengono con decorrenza non antecedente alla

scadenza dei predetti contratti di lavoro a tempo determinato. Agli

oneri derivanti dal presente comma, pari a euro 1.665.417 per l'anno

2020 e a euro 1.189.583 per l'anno 2021, si provvede quanto a euro

713.750 per l'anno 2020 mediante corrispondente riduzione del fondo

speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale

2020-2022, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali»

della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del

Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2020, allo scopo

parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli

affari esteri e della cooperazione internazionale e quanto a euro

951.667 per l'anno 2020 e a euro 1.189.583 per l'anno 2021 a valere

sulle risorse di cui all'articolo 1, comma 299, della legge 27

dicembre 2019, n. 160.

  1. Per gli interventi necessari a completare la realizzazione del

Tecnopolo di Bologna, anche per il potenziamento della partecipazione

italiana a istituzioni   e   progetti   di   ricerca  europei   ed

internazionali, e per il connesso potenziamento del sistema di alta

formazione e ricerca meteo-climatica di Bologna, é autorizzata la

spesa di euro 10 milioni per l'anno 2020, di euro 15 milioni per

l'anno 2021 e di euro 15 milioni per l'anno 2022. Per le finalità di

cui al presente comma, fino al 31 dicembre 2022, la Regione

Emilia-Romagna, in qualità di stazione appaltante, opera con i

poteri e con le modalità di cui all'articolo 4, commi 2 e 3, del

decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni,

dalla legge 14 giugno 2019, n. 55. Agli oneri derivanti dal presente

comma, pari a 10 milioni di euro per l'anno 2020, a 15 milioni di

euro per l'anno 2021 e a 15 milioni di euro per l'anno 2022, si

provvede mediante corrispondente riduzione del fondo speciale di

conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020-2022,

nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della

missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero

dell'economia e delle finanze per   l'anno   2020,   allo   scopo

parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli

affari esteri e della cooperazione internazionale.

  1. (soppresso).
  2. (soppresso).

                             Art. 48 bis

Concessione di un credito d'imposta per contenere gli effetti

negativi sulle rimanenze finali di magazzino nel settore tessile,

                   della moda e degli accessori

  1. Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure

di prevenzione e contenimento adottate per l'emergenza epidemiologica

da COVID-19 sulle rimanenze finali di magazzino   nei   settori

contraddistinti da stagionalità e obsolescenza   dei   prodotti,

limitatamente al periodo d'imposta in corso alla data di entrata in

vigore delle disposizioni di cui al decreto del Presidente del

Consiglio dei ministri 9 marzo 2020, pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale n. 62 del 9 marzo 2020, ai soggetti esercenti attività

d'impresa operanti nell'industria tessile e della moda,   della

produzione calzaturiera e della pelletteria (settore tessile, moda e

accessori) é riconosciuto un contributo, nella forma di credito

d'imposta, nella misura del 30 per cento del valore delle rimanenze

finali di magazzino di cui all'articolo 92, comma 1, del testo unico

di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,

  1. 917, eccedente la media del medesimo valore registrato nei tre

periodi d'imposta precedenti a quello in corso alla data di entrata

in vigore del citato decreto del Presidente del Consiglio dei

ministri 9 marzo 2020. Il metodo e i criteri applicati per la

valutazione delle rimanenze finali di magazzino nel periodo d'imposta

di spettanza del beneficio devono essere omogenei rispetto a quelli

utilizzati nei tre periodi d'imposta considerati ai fini della media.

Il   credito   d'imposta   é   riconosciuto   fino   all'esaurimento

dell'importo massimo di 45 milioni di euro, che costituisce limite di

spesa.

  1. Nei riguardi dei soggetti di cui al comma 1 con bilancio

certificato, i controlli sono svolti sulla base dei bilanci. Le

imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di collegio

sindacale devono avvalersi di una certificazione della consistenza

delle rimanenze di magazzino, rilasciata da un revisore legale dei

conti o da una società di revisione legale dei conti iscritti nella

sezione A del registro di cui all'articolo 8 del decreto legislativo

27 gennaio 2010, n. 39. Il revisore legale dei conti o   il

professionista responsabile della revisione legale   dei   conti,

nell'assunzione dell'incarico, osserva i principi di indipendenza

elaborati ai sensi dell'articolo 10, comma 12, del citato decreto

legislativo n. 39 del 2010 e, in attesa della loro emanazione, quelli

previsti dal   codice   etico   dell'International   Federation   of

Accountants (IFAC).

  1. Il credito d'imposta di cui al comma 1 é utilizzabile

esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto

legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nel periodo d'imposta successivo a

quello in corso alla data di entrata in vigore della legge di

conversione del presente decreto.

  1. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto

con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabiliti i

criteri per la corretta individuazione dei settori economici in cui

operano i soggetti beneficiari del credito d'imposta di cui al comma

1 e sono definiti le modalità e i criteri di attuazione del presente

articolo, anche al fine del rispetto del limite di spesa di cui al

comma 1.

  1. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto

dei limiti e delle condizioni previsti dalla comunicazione della

Commissione europea C (2020) 1863 final, del 19 marzo 2020, recante

«Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno

dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19», e successive

modifiche. I relativi adempimenti europei sono curati dal Ministero

dello sviluppo economico.

  1. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, pari

a 45 milioni di euro per l'anno 2021, si provvede   mediante

corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200,

della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo

265,comma 5, del presente decreto.

                               Art. 49

Creazione di un polo di eccellenza per la ricerca, l'innovazione e il

trasferimento tecnologico nel settore automotive nell'area di crisi

                  industriale complessa di Torino

  1. Nell'ambito del programma green new deal e del Piano Transizione

4.0, al fine di favorire i processi di transizione ecologica nei

settori della mobilità sostenibile pubblica e privata   e   la

competitività dell'industria dell'automotive, é autorizzata la

spesa di 20 milioni di euro per l'anno 2020 per la realizzazione di

un'infrastruttura di ricerca di interesse nazionale   denominata

«Centro nazionale per la ricerca, l'innovazione e il trasferimento

tecnologico nel campo della mobilità e dell'automotive» con sede a

Torino. Il finanziamento é erogato nel rispetto delle condizioni di

cui all'articolo 26 del regolamento (UE) n. 651/2014.

  1. Il Centro favorisce la collaborazione con istituti di ricerca

nazionali ed europei, garantendo l'ampia diffusione dei risultati

delle ricerche e il trasferimento delle conoscenze, anche mediante

attività d'insegnamento e formazione. Il Centro   favorisce   e

organizza attività di ricerca collaborativa tra imprese e altri

centri di ricerca, dimostratori tecnologici anche attraverso la

realizzazione di linee pilota sperimentali per la dimostrazione di

tecniche di produzione e per la sperimentazione di nuove forme di

mobilità, ivi comprese la mobilità elettrica, la guida autonoma e

ulteriori applicazioni dell'Intelligenza Artificiale al settore della

mobilità in genere.

  1. Con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 1

della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dello

sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'economia e delle

finanze, sentito il Ministro dell'università e della ricerca, da

pubblicare entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del

presente decreto, sono individuati i termini e le modalità di

presentazione della proposta progettuale, le modalità di attuazione

dell'intervento e di realizzazione dell'infrastruttura logistica e

per l'erogazione delle risorse finanziarie e   il   monitoraggio

sull'esecuzione del progetto.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 20 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                            Art. 49 bis

Centro per l'innovazione e il trasferimento tecnologico nel campo

           delle scienze della vita con sede in Lombardia

  1. Al fine di favorire processi innovativi proposti dai soggetti

pubblici e privati del sistema della ricerca e dell'innovazione della

regione Lombardia, quali gli istituti di ricovero e cura a carattere

scientifico, le università, il Consiglio nazionale delle ricerche, i

centri di ricerca, le piccole e medie imprese e le start-up

innovative, é autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l'anno

2020 e di 2 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2021, quale

concorso dello Stato alle spese di promozione e finanziamento di

progetti di ricerca altamente innovativi realizzati in collaborazione

con le imprese dalla Fondazione Human Technopole di cui all'articolo

1, commi da 116 a123, della legge 11 dicembre 2016, n. 232,

attraverso una struttura denominata «Centro per l'innovazione e il

trasferimento tecnologico nel campo delle scienze della vita», con

sede in Lombardia.

  1. Il Centro di cui al comma 1 favorisce la collaborazione tra

soggetti privati del sistema dell'innovazione e istituti di ricerca

nazionali ed europei, garantendo l'ampia diffusione dei risultati

delle ricerche e il trasferimento delle conoscenze e sostenendo

l'attività brevettuale e la   valorizzazione   della   proprietà

intellettuale. Il Centro favorisce   le   attività   di   ricerca

collaborativa tra imprese e start-up innovative per lo sviluppo di

biotecnologie, tecnologie di intelligenza artificiale per analisi

genetiche,   proteomiche   e   metabolomiche,   tecnologie   per   la

diagnostica, la sorveglianza attiva, la protezione di individui

fragili, il miglioramento della qualità di vita e l'invecchiamento

attivo.

  1. La Fondazione Human Technopole adotta   specifiche   misure

organizzative e soluzioni gestionali dedicate, con adozione di una

contabilità separata relativa all'utilizzo delle risorse a tale

scopo attribuite.

  1. All'articolo 1, comma 121, della legge 11 dicembre 2016, n. 232,

é aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Gli apporti al fondo di

dotazione e al fondo di gestione della Fondazione a carico del

bilancio dello Stato sono accreditati su un conto infruttifero aperto

presso la Tesoreria dello Stato, intestato alla Fondazione».

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 10 milioni di

euro per l'anno 2020 e a 2 milioni di euro annui a decorrere

dall'anno 2021, si provvede:

  1. a) quanto a 10 milioni di euro per l'anno 2020 e a 2 milioni di

euro a decorrere dall'anno 2022, mediante corrispondente riduzione

del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre

2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del

presente decreto;

  1. b) quanto a 2 milioni di euro per l'anno 2021,   mediante

corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di

politica economica, di cui   all'articolo   10,   comma   5,   del

decreto-legge   29   novembre   2004,   n.   282,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

                               Art. 50

Proroga del termine di consegna dei beni strumentali nuovi ai fini

               della maggiorazione dell'ammortamento

  1. In considerazione della situazione emergenziale COVID-19, il

termine del 30 giugno 2020 previsto dall'articolo 1 del decreto-legge

del 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge

28 giugno 2019, n. 58, é prorogato al 31 dicembre 2020.

                              Art. 51

Proroga dei termini dei programmi di esecuzione delle procedure di

                   amministrazione straordinaria

  1. I termini di esecuzione dei programmi, predisposti secondo gli

indirizzi di cui all'articolo 27, comma 2, del decreto legislativo 8

luglio 1999, n. 270, già autorizzati ai sensi dell'articolo 57 del

medesimo decreto legislativo, delle società ammesse alla procedura

di amministrazione straordinaria ai sensi del decreto-legge 23

dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18

febbraio 2004, n. 39, anche qualora già prorogati ai   sensi

dell'articolo 4, commi 4-ter e 4-septies del medesimo decreto-legge

  1. 347 del 2003, aventi scadenza successiva al 23 febbraio 2020, sono

prorogati di sei mesi.

                             Art. 51 bis

Modifica al codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, di cui al

             decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14

  1. Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure

di prevenzione e contenimento connesse all'emergenza epidemiologica

da COVID-19 sulle attività d'impresa, all'articolo 379, comma 3, del

codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, di cui al decreto

legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, le parole: «bilanci relativi

all'esercizio 2019» sono sostituite dalle seguenti: «bilanci relativi

all'esercizio 2021».

                               Art. 52

Interventi urgenti per la salvaguardia della liquidità delle imprese

                           dell'aerospazio

  1. I versamenti di quote di restituzione e di diritti di regia,

relativi ai finanziamenti concessi ai sensi della legge 24 dicembre

1985, n. 808 in scadenza nel 2020, sono sospesi e sono effettuati,

senza applicazione di interessi e di sanzioni, in unica soluzione

entro il 31 dicembre 2021 o mediante rateizzazione fino ad un massimo

di dieci rate mensili di pari importo a decorrere dal 31 dicembre

  1. Agli oneri derivanti dal presente comma pari a 15 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

  1. Le quote dei finanziamenti, concessi ai sensi della legge 24

dicembre 1985, n. 808 con cadenza nell'esercizio 2020 o in esercizi

precedenti, sono erogate entro il 31 luglio 2020 alle aziende per le

quali non risultano inadempienze rispetto ai versamenti di quote di

restituzione e di diritti di regia dovuti fino alla data del 31

dicembre 2019; alle imprese che diano corso a tali adempimenti

successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto,

e comunque entro il 30 settembre 2020, nei limiti delle relative

disponibilità di bilancio le quote vengono erogate entro tre mesi

dal completamento degli adempimenti.

                             Art. 52 bis

Rinegoziazione dei finanziamenti agevolati concessi a valere sul

Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in

           ricerca e dei finanziamenti bancari associati

  1. Al fine di supportare le imprese colpite   dall'emergenza

epidemiologica da COVID-19 e per   assicurarne   la   continuità

aziendale, é consentito alle predette imprese   chiedere,   con

comunicazione scritta,   senza   autorizzazione   da   parte   delle

amministrazioni incentivanti, di poter beneficiare, in relazione ai

finanziamenti agevolati loro concessi a valere sulle risorse del

Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in

ricerca, di cui all'articolo 1, comma 354, della legge 30 dicembre

2004, n. 311, e in relazione ai finanziamenti bancari associati,

della rinegoziazione del piano di ammortamento sia del finanziamento

agevolato del Fondo rotativo, sia di quello bancario associato, sino

alla   durata   massima   complessiva   di   venticinque   anni.Tale

rinegoziazione rispetta il principio dell'equivalenza finanziaria,

assicurando l'uguaglianza tra il valore attuale dei flussi di

rimborso dei finanziamenti originari, comprensivi degli importi

eventualmente scaduti e dei relativi oneri   maturati,   e   dei

finanziamenti rinegoziati, al tasso da applicare per le operazioni di

attualizzazione e rivalutazione ai fini della   concessione   ed

erogazione delle agevolazioni in favore   delle   imprese,   come

determinato dal Ministero dello sviluppo economico, vigente alla data

della rinegoziazione.

  1. La rinegoziazione di cui al comma 1 é possibile con il consenso

della banca che svolge le attività di gestione del finanziamento,

anche in nome e per conto della società Cassa depositi e prestiti

Spa, e della banca che ha concesso il finanziamento bancario

associato a quello agevolato, in conformità con le previsioni

contrattuali in essere, senza alcuna formalità, e comprende gli

elementi accessori ai finanziamenti e le garanzie, inclusa la

garanzia di cui all'articolo 1, comma 359, della legge 30 dicembre

2004, n. 311. La comunicazione di cui al comma 1 del presente

articolo é corredata della dichiarazione di un professionista

indipendente, avvocato,   dottore   commercialista,   ragioniere   o

ragioniere commercialista, designato dall'impresa, o di una società

di revisione ovvero di un istituto di credito, attestante che la

rinegoziazione del piano di ammortamento del finanziamento agevolato

del Fondo rotativo e di quello bancario associato é funzionale ad

assicurare la continuità aziendale dell'impresa, nonché il rimborso

di entrambi i finanziamenti. Nel caso di accordi sulla base di piani

attestati di risanamento, di accordi di ristrutturazione dei debiti e

di concordati in continuità, nonché   di   strumenti   similari

disciplinati dalla normativa sulla crisi d'impresa e sull'insolvenza

a quella data applicabile, la suddetta dichiarazione é rilasciata

dal professionista indipendente in possesso dei requisiti di cui

all'articolo 67, terzo comma, lettera d), del regio decreto 16 marzo

1942, n. 267, incaricato dal debitore nell'ambito della relativa

procedura.

  1. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi

o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

                             Art. 52 ter

Disposizioni per la tutela della ceramica artistica e di qualità

  1. Al fine di mitigare gli effetti economici derivanti dalla

diffusione del contagio da COVID-19 nei settori della ceramica

artistica e tradizionale e della ceramica di qualità nonché di

promuovere la tutela e la conservazione delle   caratteristiche

tecniche e produttive delle produzioni ceramiche é disposto il

rifinanziamento della legge 9 luglio 1990, n. 188, nel limite di

spesa di 2 milioni di euro per   l'anno   2021   da   destinare

all'elaborazione e alla realizzazione di progetti finalizzati al

sostegno e alla valorizzazione dell'attività ceramica artistica e

tradizionale. Alla valutazione dei progetti di cui al presente comma

provvede il Consiglio nazionale ceramico di cui agli articoli 4 e 5

della citata legge n. 188 del 1990.

  1. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare

entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di

conversione del presente decreto, sentiti il Ministro per i beni e le

attività culturali e per il turismo e il Ministro dell'istruzione,

sono individuati i criteri, le finalità, le modalità di riparto, di

monitoraggio, di rendicontazione e di verifica delle risorse di cui

al comma 1, nonché le modalità di recupero e di eventuale

riassegnazione delle risorse non utilizzate di cui al medesimo comma

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 2 milioni di

euro per l'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione

del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre

2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del

presente decreto.

Capo II

Regime quadro della disciplina degli aiuti

                               Art. 53

Deroga al divieto di concessione di aiuti di Stato a imprese

       beneficiarie di aiuti di Stato illegali non rimborsati

  1. In deroga all'articolo 46, comma 1, della legge 24 dicembre

2012, n. 234, che vieta ai soggetti beneficiari di aiuti non

rimborsati, di cui é obbligatorio il recupero in esecuzione di una

decisione della Commissione europea, di ricevere nuovi aiuti, i

suddetti soggetti, in ragione   delle   straordinarie   condizioni

determinate dall'epidemia di COVID-19, accedono agli aiuti previsti

da atti legislativi o amministrativi adottati, a livello nazionale,

regionale o territoriale, ai   sensi   e   nella   vigenza   della

comunicazione della Commissione europea   del   19   marzo   2020,

C(2020)1863, «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a

sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19»,   e

successive modificazioni, al netto dell'importo dovuto   e   non

rimborsato, comprensivo degli interessi maturati fino alla data

dell'erogazione.

                               Art. 54

Aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o

                       agevolazioni fiscali

  1. Le Regioni, le Province autonome, anche promuovendo eventuali

azioni di coordinamento in sede di Conferenza delle Regioni e delle

Province autonome, gli altri enti territoriali, le Camere   di

commercio possono adottare misure di aiuto, a valere sulle proprie

risorse, ai sensi della sezione 3.1 della Comunicazione della

Commissione europea C (2020)1863 final - «Quadro temporaneo per le

misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale

emergenza del COVID-19» e successive modifiche e integrazioni, nei

limiti e alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione ed al

presente articolo, fino a un importo di 800.000 euro per impresa,

salvo i diversi limiti per le imprese di cui al comma 3.

  1. L'aiuto può essere concesso sotto forma di sovvenzioni dirette,

agevolazioni fiscali e di pagamento o in altre forme, quali anticipi

rimborsabili, garanzie, prestiti e partecipazioni, a condizione che

il valore nominale totale di tali misure rimanga al di sotto del

massimale di 800000 euro per impresa; tutti i valori utilizzati

devono essere al lordo di qualsiasi imposta o altro onere.

  1. Gli aiuti non possono superare l'importo di 120.000 euro per

ogni impresa attiva nel settore della pesca e dell'acquacoltura e

100.000 euro per ogni impresa attiva nel settore della produzione

primaria di prodotti agricoli. Tutti i valori utilizzati sono al

lordo di qualsiasi imposta o altro onere.

  1. Gli aiuti alle imprese attive nella produzione primaria di

prodotti agricoli non devono essere fissati sulla base del prezzo o

della quantità dei prodotti immessi sul mercato.

  1. Gli aiuti concessi ad imprese operanti nella trasformazione e

commercializzazione di prodotti agricoli devono essere subordinati

alle condizioni dettate dal punto 22, lettera e) della Comunicazione

di cui al comma 1.

  1. Gli aiuti alle imprese attive nel settore della pesca e

dell'acquacoltura non riguardano nessuna delle categorie di aiuti di

cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere da a) a k), del regolamento

(UE) n. 717/2014 della Commissione.

  1. Nel caso in cui un'impresa sia attiva in diversi settori a cui

si applicano importi massimi diversi, conformemente al comma 2 e al

comma 3, deve essere assicurato con mezzi adeguati, quali la

separazione contabile, che per ciascuna di tali attività sia

rispettato il massimale pertinente e che in totale non sia superato

l'importo massimo ammesso.

                               Art. 55

       Aiuti sotto forma di garanzie sui prestiti alle imprese

  1. Le Regioni, le Province autonome, anche promuovendo eventuali

azioni di coordinamento in sede di Conferenza delle Regioni e delle

Province autonome, gli altri enti territoriali, le Camere   di

commercio possono adottare misure di aiuto, a valere sulle proprie

risorse, ai sensi della sezione 3.2 della Comunicazione della

Commissione europea C(2020)1863 final- «Quadro temporaneo per le

misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale

emergenza del COVID-19» e successive modifiche e integrazioni, nei

limiti ed alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione ed al

presente articolo.

  1. Le garanzie riguardano sia prestiti per gli investimenti sia

prestiti per il capitale di esercizio e sono concesse a favore delle

imprese in modo diretto o attraverso banche o altri soggetti

abilitati all'esercizio del credito in Italia, nel rispetto delle

condizioni di cui alle sezioni 3.2 e 3.4 della Comunicazione di cui

al comma 1.

  1. Per ciascun prestito i premi di garanzia sono fissati a un

livello minimo, che aumenta progressivamente all'aumentare della

durata del prestito garantito, come indicato nella tabella di cui al

punto 25, lettera a), della Comunicazione di cui al comma 1.

  1. L'importo totale dei prestiti per beneficiario non deve superare

i limiti indicati al punto 25, lettera d), paragrafi i) e ii), della

Comunicazione di cui al comma 1.

  1. La durata della garanzia é limitata a un massimo di sei anni e

la garanzia pubblica rispetta i limiti e le condizioni indicati nel

punto 25, lettera f), della Comunicazione di cui al comma 1.

  1. Gli aiuti di cui al presente articolo ed ogni altro aiuto

concesso dagli stessi enti di cui al comma 1 o da qualsiasi altro

ente, ai sensi della sezione 3.2 della Comunicazione di cui al comma

1, non possono essere cumulati con nessun altro aiuto concesso ai

sensi della sezione 3.3 della Comunicazione dagli stessi enti di cui

al comma 1 o da qualsiasi altro ente sotto forma di tassi d'interesse

agevolati per i prestiti, per lo stesso prestito sottostante. I

predetti aiuti possono essere cumulati per prestiti differenti se

l'importo complessivo dei prestiti per beneficiario soggetti ad un

regime di aiuto istituito ai sensi della Comunicazione di cui al

comma 1 non supera le soglie di cui al comma 4 del presente articolo

o all'articolo 56, comma 5. Un beneficiario può avvalersi di più

aiuti concessi ai sensi della sezione 3.2 della Comunicazione di cui

al comma 1, se l'ammontare complessivo dei prestiti soggetti ad aiuto

non supera le soglie di cui al comma 4.

  1. Le garanzie di cui al presente articolo non si applicano a

prestiti preesistenti, salva l'ipotesi nella quale sussiste l'obbligo

giuridico di prorogare la scadenza dei prestiti esistenti per le PMI,

come definite ai sensi della Raccomandazione della Commissione

relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese

C(2003) 1422 del 6 maggio 2003; in tal caso non può essere

addebitata alcuna commissione di garanzia. Gli enti creditizi o altri

enti finanziari dovrebbero, nella misura più ampia possibile,

trasferire ai beneficiari finali i vantaggi della garanzia pubblica o

dei tassi di interesse agevolati sui prestiti. L'intermediario

finanziario dovrà essere in grado di dimostrare l'esistenza di un

meccanismo volto a garantire che i vantaggi siano trasferiti, nella

misura più ampia possibile, ai beneficiari finali, sotto forma di

maggiori volumi di   finanziamento,   maggiore   rischiosità   dei

portafogli, minori requisiti in materia di garanzie e premi di

garanzia o tassi d'interesse inferiori. Quando sussiste l'obbligo

giuridico di prorogare la scadenza dei prestiti esistenti per le PMI

non può essere addebitata alcuna commissione di garanzia.

  1. Le garanzie sono concesse entro il 31 dicembre 2020.

                               Art. 56

Aiuti sotto forma di tassi d'interesse agevolati per i prestiti alle

                              imprese

  1. Le Regioni, le Province autonome, anche promuovendo eventuali

azioni di coordinamento in sede di Conferenza delle Regioni e delle

Province autonome, gli altri enti territoriali, le Camere   di

commercio possono adottare misure di aiuto, a valere sulle proprie

risorse, ai sensi della sezione 3.3 della Comunicazione della

Commissione europea C(2020)1863 final- «Quadro temporaneo per le

misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale

emergenza del COVID-19» e successive modifiche e integrazioni, nei

limiti ed alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione e al

presente articolo.

  1. Gli aiuti riguardano i prestiti sia per il fabbisogno per gli

investimenti sia per il capitale di esercizio e sono concessi a

favore delle imprese in modo diretto o attraverso banche o altri

soggetti abilitati all'esercizio del credito in Italia, nel rispetto

delle condizioni di cui alle sezioni 3.3 e 3.4 della Comunicazione di

cui al comma 1.

  1. I contratti di finanziamento sono firmati entro il 31 dicembre

2020 e sono limitati ad un massimo di sei anni.

  1. I prestiti possono essere concessi a un tasso di interesse

agevolato pari almeno al tasso di base (-31 punti base annui)

applicabile il 1° gennaio 2020, più i margini per il rischio di

credito indicati nella tabella di cui alla lettera a) del punto 27

della Comunicazione di cui al comma 1. In ogni caso, tale tasso di

interesse agevolato non può essere inferiore a 10 punti base annui.

  1. L'importo totale dei prestiti per beneficiario non deve superare

i limiti indicati al punto 27, lettera d), paragrafi i) e ii), della

Comunicazione di cui al comma 1.

  1. Gli aiuti di cui al presente articolo ed ogni altro aiuto

concesso dagli stessi enti di cui al comma 1 o da qualsiasi altro

ente ai sensi della sezione 3.3 della Comunicazione di cui al comma

1, non possono essere cumulati con nessun altro aiuto concesso ai

sensi della sezione 3.2 dagli stessi enti di cui al comma 1 o da

qualsiasi altro ente sotto forma di garanzie sui prestiti, per lo

stesso prestito sottostante. I predetti aiuti possono essere cumulati

per prestiti differenti se l'importo complessivo dei prestiti per

beneficiario soggetti ad un regime di aiuto istituito ai sensi della

Comunicazione di cui al comma 1 non supera le soglie di cui al comma

5 del presente articolo o all'articolo 55, comma 4. Un beneficiario

può avvalersi in parallelo di più aiuti concessi ai sensi della

sezione 3.3 della Comunicazione di cui al comma 1, se l'ammontare

complessivo dei prestiti soggetti ad aiuto non eccede le soglie di

cui al comma 5 del presente articolo.

  1. Gli aiuti di cui al presente articolo non si applicano a

prestiti preesistenti, salva l'ipotesi nella quale sussiste l'obbligo

giuridico di prorogare la scadenza dei prestiti esistenti per le PMI,

come definite ai sensi della Raccomandazione della Commissione

relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese

C(2003) 1422 del 6 maggio 2003; in tal caso non può essere

addebitata alcuna commissione di garanzia. Gli enti creditizi o altri

enti finanziari dovrebbero, nella misura più ampia possibile,

trasferire ai beneficiari finali i vantaggi della garanzia pubblica o

dei tassi di interesse agevolati sui prestiti. L'intermediario

finanziario dovrà essere in grado di dimostrare l'esistenza di un

meccanismo volto a garantire che i vantaggi siano trasferiti, nella

misura più ampia possibile, ai beneficiari finali, sotto forma di

maggiori volumi di   finanziamento,   maggiore   rischiosità   dei

portafogli, minori requisiti in materia di garanzie e premi di

garanzia o tassi d'interesse inferiori. Quando sussiste l'obbligo

giuridico di prorogare la scadenza dei prestiti esistenti per le PMI

non può essere addebitata alcuna commissione di garanzia.

                               Art. 57

Aiuti alle imprese per la ricerca e lo sviluppo in materia di

                             COVID-19

  1. Le Regioni, le Province autonome, anche promuovendo eventuali

azioni di coordinamento in sede di Conferenza delle Regioni e delle

Province autonome, gli altri enti territoriali, le Camere   di

commercio possono adottare misure di aiuto, a valere sulle proprie

risorse, ai sensi della sezione 3.6 della Comunicazione della

Commissione europea C (2020)1863 final- «Quadro temporaneo per le

misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale

emergenza del COVID-19» e successive modifiche e integrazioni, nei

limiti ed alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione ed al

presente articolo.

  1. Gli enti di cui al comma 1 possono istituire regimi di aiuto a

favore di progetti di ricerca e sviluppo in materia di COVID-19 e

antivirali pertinenti.

  1. Gli aiuti sono concessi sotto forma di sovvenzioni dirette,

anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali, nel rispetto delle

condizioni di cui alla sezione 3.6 della Comunicazione di cui al

comma 1.

  1. I costi ammissibili sono quelli definiti al punto 35, lettere b)

e c) della sezione 3.6 della Comunicazione di cui al comma 1.

L'intensità di aiuto per ciascun beneficiario rientra nei limiti

imposti dal punto 35, lettere d) ed e) della Comunicazione di cui al

comma 1.

  1. Gli aiuti sono concessi entro il 31 dicembre 2020.
  2. Gli aiuti di cui al presente articolo, concessi ai sensi della

sezione 3.6 della Comunicazione di cui al comma 1, quelli concessi ai

sensi della sezione 3.7 e quelli concessi ai sensi della sezione 3.8

della stessa Comunicazione, non possono essere cumulati tra loro, se

l'aiuto riguarda gli stessi costi ammissibili. Gli aiuti di cui al

presente articolo possono invece essere combinati con il sostegno

proveniente da altre fonti per gli stessi costi ammissibili, a

condizione che gli aiuti combinati non superino i massimali di cui

alle lettere d) ed e) del punto 35 della Comunicazione di cui al

comma 1.

  1. Il beneficiario dell'aiuto si impegna a concedere licenze non

esclusive a condizioni di mercato non discriminatorie a terzi nello

Spazio economico europeo.

                               Art. 58

Aiuti alle imprese per gli investimenti per le infrastrutture di

                         prova e upscaling

  1. Le Regioni, le Province autonome, anche promuovendo eventuali

azioni di coordinamento in sede di Conferenza delle Regioni e delle

Province autonome, gli altri enti territoriali, le Camere   di

commercio possono adottare misure di aiuto, a valere sulle proprie

risorse, ai sensi della sezione 3.7 della Comunicazione della

Commissione europea C (2020)1863 final- «Quadro temporaneo per le

misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale

emergenza del COVID-19» e successive modifiche e integrazioni, nei

limiti ed alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione e al

presente articolo.

  1. Gli enti di cui al comma 1 possono concedere aiuti agli

investimenti nei limiti di cui alla lettera a) del punto 37 della

Comunicazione di cui al comma 1.

  1. Gli aiuti sono concessi sotto forma di sovvenzioni dirette,

anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali e, nel rispetto delle

condizioni di cui alla lettera h) del punto 37 della Comunicazione di

cui al comma 1, sotto forma di garanzia a copertura delle perdite.

  1. I costi ammissibili e l'intensità dell'aiuto sono definiti al

punto 37, lettere c), e) ed f) della Comunicazione di cui al comma 1.

  1. Il progetto d'investimento deve essere completato nei termini di

cui al punto 37, lettera d), della Comunicazione di cui al comma 1.

  1. Gli aiuti sono altresì subordinati al rispetto delle condizioni

di cui alle lettere i) e j) del punto 37 della Comunicazione di cui

al comma 1.

  1. Gli aiuti di cui al presente articolo, concessi ai sensi della

sezione 3.7 della Comunicazione di cui al comma 1, quelli concessi ai

sensi della sezione 3.6 e quelli concessi ai sensi della sezione 3.8

della stessa Comunicazione, non possono essere cumulati tra loro, se

l'aiuto riguarda gli stessi costi ammissibili. Gli aiuti di cui al

presente articolo non possono essere combinati con altri aiuti agli

investimenti per gli stessi costi ammissibili.

                               Art. 59

Aiuti alle imprese agli investimenti per la produzione di prodotti

                       connessi al COVID-19

  1. Le Regioni, le Province autonome, anche promuovendo eventuali

azioni di coordinamento in sede di Conferenza delle Regioni e delle

Province autonome, gli altri enti territoriali, le Camere   di

commercio possono adottare misure di aiuto, a valere sulle proprie

risorse, ai sensi della sezione 3.8 della Comunicazione della

Commissione europea C (2020)1863 final- «Quadro temporaneo per le

misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale

emergenza del COVID-19» e successive modifiche e integrazioni, nei

limiti ed alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione e al

presente articolo.

  1. Gli enti di cui al comma 1 possono istituire regimi di aiuti

agli investimenti nei limiti di cui alla lettera a) del punto 39

della Comunicazione di cui al comma 1.

  1. Gli aiuti sono concessi sotto forma di sovvenzioni dirette,

anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali e, nel rispetto delle

condizioni di cui alla lettera h) del punto 39 della Comunicazione di

cui al comma 1, di garanzie a copertura delle perdite.

  1. I costi ammissibili e l'intensità dell'aiuto sono definiti al

punto 39, lettere c), e) ed f) della Comunicazione di cui al comma 1.

  1. Il progetto d'investimento deve essere completato nei termini di

cui al punto 39, lettera d) della Comunicazione di cui al comma 1.

  1. Gli aiuti di cui al presente articolo, concessi ai sensi della

sezione 3.8 della Comunicazione di cui al comma 1, quelli concessi ai

sensi della sezione 3.6 e quelli concessi ai sensi della sezione 3.7

della stessa Comunicazione, non possono essere cumulati tra loro, se

l'aiuto riguarda gli stessi costi ammissibili. Gli aiuti di cui al

presente articolo non possono essere combinati con altri aiuti agli

investimenti per gli stessi costi ammissibili.

                               Art. 60

Aiuti sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari dei

dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia di

                             COVID-19

  1. Le Regioni, le Province autonome, anche promuovendo eventuali

azioni di coordinamento in sede di Conferenza delle Regioni e delle

Province autonome, gli altri enti territoriali, le Camere   di

commercio possono adottare misure di aiuto, a valere sulle proprie

risorse, ai sensi della sezione 3.10 della Comunicazione della

Commissione europea C (2020)1863 final- «Quadro temporaneo per le

misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale

emergenza del COVID-19» e successive modifiche e integrazioni nei

limiti e alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione ed al

presente articolo.

  1. Gli aiuti di cui al presente articolo sono concessi al fine di

contribuire ai costi salariali, ivi comprese le quote contributive e

assistenziali, delle imprese, compresi i lavoratori autonomi, e sono

destinati ad evitare i licenziamenti durante la pandemia di COVID-19.

  1. Gli aiuti di cui al presente articolo sono concessi sotto forma

di regimi destinati alle imprese di determinati settori o regioni o

di determinate dimensioni, particolarmente colpite dalla pandemia di

COVID-19.

  1. La sovvenzione per il pagamento dei salari viene concessa per un

periodo non superiore a dodici mesi a decorrere dalla domanda di

aiuto ovvero dalla data   di   inizio   dell'imputabilità   della

sovvenzione se anteriore, per i dipendenti che altrimenti sarebbero

stati licenziati a seguito della sospensione o della riduzione delle

attività aziendali dovuta alla pandemia di COVID-19 e a condizione

che il personale che ne beneficia continui a svolgere in modo

continuativo l'attività lavorativa durante tutto il periodo per il

quale é concesso l'aiuto. L'imputabilità della sovvenzione per il

pagamento dei salari può essere retrodatata al 1° febbraio 2020.

  1. La sovvenzione mensile per il pagamento dei salari non supera

l'80 % della retribuzione mensile lorda (compresi i contributi

previdenziali a carico del datore di   lavoro)   del   personale

beneficiario.

  1. La sovvenzione per il pagamento dei salari può essere combinata

con altre misure di sostegno all'occupazione generalmente disponibili

o selettive, purché il sostegno combinato non   comporti   una

sovracompensazione dei costi salariali   relativi   al   personale

interessato. Le sovvenzioni per il pagamento dei salari possono

essere inoltre combinate con i differimenti delle imposte e i

differimenti dei pagamenti dei contributi previdenziali.

  1. Gli aiuti di cui al presente articolo non possono in alcun caso

consistere in trattamenti di integrazione salariale di cui al decreto

legislativo 14 settembre 2015, n. 148 e degli artt. da 19 a 22 del

decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni,

dalla legge 24 aprile 2020, n. 27.

                               Art. 61

                         Disposizioni comuni

  1. Gli aiuti di cui agli articoli da 54 a 60 non possono essere

concessi alle imprese che erano già in difficoltà, ai sensi

dell'articolo 2, punto 18 del regolamento (UE) n. 651/2014 della

Commissione, dell'articolo 2, punto 14 del regolamento (UE) n.

702/2014 della Commissione e all'articolo 3, punto 5 del regolamento

(UE) n. 1388/2014 della Commissione, alla data del 31 dicembre 2019.

  1. Gli aiuti di cui agli articoli da 54 a 60 sono concessi entro il

31 dicembre 2020. Per gli aiuti concessi sotto forma di agevolazioni

fiscali, il termine di concessione dell'aiuto coincide con la data in

cui deve essere presentata da parte del beneficiario la dichiarazione

fiscale relativa all'annualità 2020.

  1. La concessione degli aiuti di cui agli articoli da 54 a 60 é

subordinata all'adozione della decisione di compatibilità di cui al

comma 4 da parte della Commissione europea, ai sensi dell'articolo

108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e al rispetto

delle condizioni e dei limiti della Comunicazione di cui al comma 1.

  1. Il Dipartimento delle politiche europee della Presidenza del

Consiglio dei Ministri provvede, entro 7 giorni dall'entrata in

vigore del presente decreto, a notificare gli articoli da 54 a 60 al

fine di ottenere la preventiva autorizzazione della Commissione

europea, ai sensi dell'articolo 107 del Trattato sul funzionamento

dell'Unione europea, per tutte le successive misure che saranno

adottate dagli enti di cui al comma 1. Il medesimo Dipartimento

provvede altresì alla registrazione esclusivamente del regime-quadro

di cui agli articoli da 54 a 60 nel registro di cui all'articolo 52

della legge 24 dicembre 2012, n. 234, come modificato dall'articolo

64, nonché nei registri aiuti di Stato SIAN-Sistema Informativo

Agricolo Nazionale   e   SIPA-Sistema   Italiano   della   Pesca   e

dell'Acquacoltura.

  1. Gli enti che adottano le misure e concedono gli aiuti, ad

eccezione degli aiuti nei settori agricoltura e pesca, provvedono

agli adempimenti degli obblighi inerenti al registro nazionale aiuti

di Stato di cui all'articolo 52 della legge 24 dicembre 2012, n. 234,

come modificato dall'articolo 64. Per gli aiuti   nei   settori

agricoltura e pesca gli enti di cui al primo periodo provvedono, in

analogia con il presente comma, attraverso rispettivamente i registri

SIAN-Sistema Informativo Agricolo Nazionale e SIPA-Sistema Italiano

della Pesca e dell'Acquacoltura. Restano fermi in capo agli enti che

adottano le misure e agli enti che concedono gli aiuti gli obblighi e

le responsabilità di monitoraggio e relazione di cui alla sezione 4

della Comunicazione di cui al comma 1.

  1. Agli aiuti concessi ai sensi degli articoli da 54 a 60 si

applica la disposizione di cui all'articolo 53.

  1. Gli aiuti di cui agli articoli da 54 a 60 non devono in ogni

caso superare le soglie massime per beneficiario ivi previste,

calcolate tenendo conto di ogni altro aiuto, da qualunque fonte

proveniente, anche ove concesso da soggetti diversi da quelli di cui

ai predetti articoli. A tal fine, i soggetti che concedono gli aiuti

ai sensi degli articoli da 54 a 60 verificano, anche mediante

autocertificazione, che il beneficiario non riceva aiuti di importo

complessivamente superiore alle soglie massime consentite. Restano

fermi gli obblighi di cui all'articolo 63.

                               Art. 62

                     Disposizioni finanziarie

  1. Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione degli

articoli da 54 a 61 a valere sulle risorse dei rispettivi bilanci.

Gli aiuti degli enti territoriali sono concessi nel   rispetto

dell'articolo 3, comma 17, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. Le

Camere di commercio non possono concedere aiuti sotto forma di

agevolazioni fiscali e per gli aiuti sotto forma di prestiti e

garanzie si applica l'articolo 125, comma 4, decreto-legge 17 marzo

2020 n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile

2020, n. 27.

                               Art. 63

         Adempimenti relativi alla registrazione degli aiuti

  1. Gli aiuti concessi ai sensi   della   Comunicazione   della

Commissione europea C (2020) 1863 final- «Quadro temporaneo per le

misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale

emergenza del COVID-19» e successive modifiche e integrazioni, sono

concessi in osservanza degli obblighi previsti dal regolamento

recante la disciplina per il funzionamento del Registro nazionale

degli aiuti di Stato, di cui all'articolo 52 della legge 24 dicembre

2012, n. 234 e al decreto del Ministro dello sviluppo economico 31

maggio 2017, n. 115, fatti salvi gli aiuti nei settori agricoltura e

pesca che sono registrati nei registri SIAN- Sistema Informativo

Agricolo Nazionale   e   SIPA-Sistema   Italiano   della   Pesca   e

dell'Acquacoltura.

  1. Ciascuna misura di agevolazione adottata ai sensi degli articoli

da 54 a 60 del presente decreto deve essere identificata, attraverso

l'indicazione del codice unico identificativo «Codice Aiuto RNA-CAR»,

acquisito dal Dipartimento delle politiche   europee   ai   sensi

dell'articolo 8 del citato decreto 31 maggio 2017, n. 115 ed

assegnato a ciascuno dei regimi-quadro autorizzati ai sensi dei

precitati articoli. La registrazione di ciascuna misura di aiuto

adottata dagli enti di cui al comma 1 dei predetti articoli e degli

aiuti concessi ai singoli beneficiari é operata dai soggetti

competenti, sotto la propria responsabilità.

                               Art. 64

Adeguamento e modifiche al registro nazionale aiuti di Stato e ai

                 registri aiuti di Stato SIAN e SIPA

  1. Entro il 30 maggio 2020, il registro di cui all'articolo 52

della legge 24 dicembre 2012, n. 234, é adeguato a cura del

Ministero dello sviluppo economico e i registri aiuti di Stato SIAN e

SIPA sono adeguati dal Ministero delle politiche agricole alimentari

e forestali, mediante   sezione   aggiuntiva,   alle   disposizioni

introdotte dalla Comunicazione della Commissione europea C(2020) 1863

final- «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno

dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19» e successive

modifiche e integrazioni.

  1. Entro il 15 giugno 2020, il Ministero dello sviluppo economico e

il Ministero delle politiche agricole alimentari   e   forestali

modificano i registri di cui al comma 1 per   consentire   la

registrazione del regime di aiuti autorizzato dalla Commissione

europea ai sensi degli articoli da 54 a 60 del presente decreto e

delle misure di aiuti adottate ai sensi degli stessi articoli,

nonché per contenere i dati necessari alla concessione degli aiuti,

prevedendo modalità semplificate per aiuti automatici, sia fiscali

che non fiscali.

  1. L'adeguamento di cui ai commi 1 e 2 é effettuato previa intesa

in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto

legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

  1. Sono mantenute tutte le funzionalità dei registri e in ogni

caso sono mantenute le funzionalità del registro nazionale degli

aiuti di Stato di cui all'articolo 52 della legge 24 dicembre 2012,

  1. 234, a supporto dello svolgimento delle verifiche di cui agli

articoli 13, 14 e 15 del regolamento di cui al decreto del Ministro

dello sviluppo economico del 31 maggio 2017, n. 115.

  1. Le amministrazioni pubbliche provvedono   agli   adempimenti

previsti dal presente articolo con le risorse umane, strumentali e

finanziarie disponibili a legislazione vigente, e comunque senza

nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

                               Art. 65

                 Esonero temporaneo contributi Anac

  1. Le stazioni appaltanti e gli operatori economici sono esonerati

dal versamento dei contributi di cui all'articolo 1, comma 65, della

legge   23   dicembre   2005,   n.   266   all'Autorità   nazionale

anticorruzione, per tutte le procedure di gara avviate dalla data di

entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2020.

L'Autorità farà fronte alla copertura delle minori entrate mediante

l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione maturato al 31 dicembre

  1. Agli oneri di cui al presente comma, valutati in 25 milioni di

euro per l'anno 2020 in termini di fabbisogno e indebitamento netto,

si provvede ai sensi dell'articolo 265.

Titolo III

MISURE IN FAVORE DEI LAVORATORI

Capo I

Modifiche al decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con
modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27

                               Art. 66

Modifiche all'articolo 16 in materia di dispositivi di protezione

                             individuale

  1. All'articolo 16, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 1 le parole «per i lavoratori» sono sostituite dalle

seguenti: «per tutti i lavoratori e i volontari, sanitari e no,»;

  1. b) al comma 1, é aggiunto infine il seguente periodo: «Le

disposizioni di cui al presente comma si applicano anche   ai

lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari.».

                             Art. 66 bis

Disposizioni in materia di semplificazione dei procedimenti per

l'importazione e la validazione di   mascherine   chirurgiche   e

               dispositivi di protezione individuale

  1. Al fine di assicurare alle imprese il necessario fabbisogno di

mascherine chirurgiche e di dispositivi di protezione individuale e

di sostenere la ripresa in sicurezza delle attività produttive, per

l'importazione e l'immissione in commercio dei predetti dispositivi

sono definiti criteri semplificati di validazione, in deroga alle

norme vigenti, che   assicurino   l'efficacia   protettiva   idonea

all'utilizzo specifico fino al termine dello stato di emergenza

epidemiologica da COVID-19.

  1. Per le mascherine chirurgiche i criteri di cui al comma 1 sono

definiti entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della

legge di conversione del presente decreto da un comitato tecnico

composto da un rappresentante dell'Istituto superiore di sanità

(ISS), che lo presiede, da un rappresentante designato dalle regioni,

da un rappresentante dell'Ente italiano di accreditamento - ACCREDIA,

da un rappresentante dell'Ente nazionale italiano di unificazione

(UNI) e da un rappresentante degli organismi notificati indicato

dalle associazioni degli organismi di valutazione della conformità

socie dell'ACCREDIA. Il supporto amministrativo al comitato é

assicurato dall'ISS. Ai componenti del comitato tecnico non spettano

compensi, gettoni di presenza, rimborsi di spese o altri emolumenti

comunque denominati.

  1. Per i dispositivi di protezione individuale i criteri di cui al

comma 1 sono definiti entro dieci giorni dalla data di entrata in

vigore della legge di conversione del presente decreto da un comitato

tecnico composto da un rappresentante dell'Istituto nazionale per

l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), che lo

presiede, da un rappresentante designato dalle regioni, da un

rappresentante dell'ACCREDIA, da un rappresentante dell'UNI e da un

rappresentante degli organismi notificati indicato dalle associazioni

degli organismi di valutazione della conformità socie dell'ACCREDIA.

Il supporto amministrativo al comitato é assicurato dall'INAIL. Ai

componenti del comitato tecnico non spettano compensi, gettoni di

presenza, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati.

  1. Entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della

legge di conversione del presente decreto, le regioni definiscono le

modalità di presentazione delle domande di validazione   delle

mascherine chirurgiche e dei dispositivi di protezione individuale ai

sensi del presente articolo e individuano le strutture competenti per

la medesima validazione, in applicazione dei criteri di cui ai commi

1, 2 e 3, avvalendosi degli organismi notificati e dei laboratori di

prova accreditati dall'ACCREDIA, nonché delle università e dei

centri di ricerca e laboratori specializzati per l'effettuazione

delle prove sui prodotti, e provvedono ai relativi controlli. Il

monitoraggio   sull'applicazione   dei   criteri   semplificati   di

validazione é assicurato dai comitati di cui ai commi 2 e 3, che

supportano l'attività delle regioni.

  1. Restano ferme le validazioni in deroga effettuate dall'ISS e

dall'INAIL in attuazione dell'articolo 15, commi 2 e 3,   del

decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni,

dalla legge 24 aprile 2020, n. 27. L'ISS e l'INAIL rimangono

competenti per la definizione delle domande pervenute ai predetti

Istituti fino al quindicesimo giorno successivo alla data di entrata

in vigore della legge di conversione del presente decreto, salvo che

il richiedente rinunci espressamente a presentare domanda alla

regione.

  1. A decorrere dalla medesima data di cui al comma 5 del presente

articolo, all'articolo 15 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 1, le parole: «, importare e immettere in commercio»

sono soppresse;

  1. b) al comma 2, le parole: «e gli importatori», ovunque ricorrono, e

le parole: «e coloro che li immettono in commercio,» sono soppresse;

  1. c) al comma 3:

1) al primo periodo, le parole: «, gli importatori» e le parole: «e

coloro che li immettono in commercio» sono soppresse;

2) al secondo periodo, le parole: «e gli importatori» sono

soppresse;

  1. d) al comma 4, le parole: «e all'importatore é fatto divieto di

immissione in commercio» sono soppresse.

  1. Per tutta la durata dello stato di emergenza epidemiologica da

COVID-19 resta fermo quanto disposto dall'articolo   5-bis   del

decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni,

dalla legge 24 aprile 2020, n. 27.

                               Art. 67

                   Incremento Fondo Terzo Settore

  1. Al fine di sostenere le attività delle organizzazioni di

volontariato, delle associazioni di promozione sociale e delle

fondazioni del Terzo settore, volte a fronteggiare le emergenze

sociali ed assistenziali determinate dall'epidemia di COVID -19, la

dotazione della seconda sezione del Fondo di cui all'articolo 72 del

decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, é incrementata di 100

milioni di euro per l'anno 2020. Ai relativi oneri si provvede ai

sensi dell'articolo 265.

                             Art. 67 bis

               Inserimento al lavoro dei care leavers

  1. La quota di riserva di cui all'articolo 18, comma 2, della legge

12 marzo 1999, n. 68, é attribuita anche in favore di coloro che, al

compimento della maggiore età, vivono fuori della famiglia di

origine sulla base di un provvedimento dell'autorità giudiziaria.

                               Art. 68

Modifiche all'articolo 19 in materia di trattamento ordinario di

             integrazione salariale e assegno ordinario

  1. All'articolo 19, del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18,

convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono

apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) il comma 1 é sostituito dal seguente: «1. I datori di lavoro

che nell'anno 2020 sospendono o riducono l'attività lavorativa per

eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica   da   COVID-19,

possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario

di integrazione salariale o di accesso all'assegno ordinario con

causale "emergenza CO VID-19", per una durata massima di nove

settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto

2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo

per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo

precedentemente concesso fino alla durata massima di nove settimane.

É altresì riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata

massima di quattro settimane di trattamento di cui al presente comma

per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020

fruibili ai sensi dell'articolo 22-ter. Esclusivamente per i datori

di lavoro dei settori   turismo,   fiere   e   congressi,   parchi

divertimento, spettacolo dal vivo e sale cinematografiche,   é

possibile usufruire delle predette quattro settimane anche per

periodi decorrenti antecedentemente al 1° settembre 2020 a condizione

che i medesimi abbiano interamente fruito il periodo precedentemente

concesso fino alla durata massima di quattordici settimane. Ai

beneficiari di assegno ordinario di cui al presente articolo e

limitatamente alla causale ivi indicata spetta, in rapporto al

periodo di paga adottato e alle medesime condizioni dei lavoratori ad

orario normale, l'assegno per il nucleo familiare di cui all'art. 2

del decreto-legge 13   marzo   1988,   n.   69,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153.»;

  1. b) al comma 2, primo periodo, sono aggiunte infine le seguenti

parole: «per l'assegno ordinario, fermo restando l'informazione, la

consultazione e l'esame congiunto che devono essere svolti anche in

via telematica entro i tre giorni successivi a quello   della

comunicazione preventiva»;

  1. c) al comma 2, secondo periodo, le parole: «in ogni caso» sono

sostituite dalle seguenti: «a pena di decadenza» e la parola:

«quarto» é soppressa;

  1. d) dopo il comma 2 é inserito il seguente:

«2-bis. Il termine di presentazione delle domande riferite a

periodi di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa che

hanno avuto inizio tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 é

fissato, a pena di decadenza, al 15 luglio 2020. Indipendentemente

dal periodo di riferimento, i datori di lavoro   che   abbiano

erroneamente presentato domanda per trattamenti diversi da quelli a

cui avrebbero avuto diritto o comunque con errori o omissioni che ne

hanno impedito l'accettazione possono presentare la domanda nelle

modalità corrette, a pena di decadenza, entro trenta giorni dalla

comunicazione dell'errore nella   precedente   istanza   da   parte

dell'amministrazione di riferimento, anche nelle more della revoca

dell'eventuale     provvedimento     di     concessione     emanato

dall'amministrazione competente. La predetta domanda, presentata

nelle modalità corrette, é considerata comunque tempestiva se

presentata entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del

decreto-legge 16 giugno 2020, n. 52»;

  1. e) dopo il comma 3 é inserito il seguente:

«3-bis. Il trattamento di cassa integrazione salariale operai

agricoli (CISOA), richiesto per eventi riconducibili all'emergenza

epidemiologica da COVID-19, é concesso in deroga ai limiti di

fruizione riferiti al singolo lavoratore e al numero di giornate

lavorative da svolgere presso la stessa azienda di cui all'articolo 8

della legge 8 agosto 1972, n. 457. I periodi di trattamento sono

concessi per una durata massima di novanta giorni, dal 23 febbraio

2020 al 31 ottobre 2020 e comunque con termine del periodo entro il

31 dicembre 2020, e non sono computati ai fini delle successive

richieste. Per assicurare la celerità delle autorizzazioni, le

integrazioni salariali a carico del trattamento di CISOA con causale

"emergenza   COVID-19"   sono   concesse   dalla   sede   dell'INPS

territorialmente   competente,   in   deroga   a   quanto   previsto

dall'articolo 14 della legge 8 agosto 1972, n. 457. La domanda di

CISOA deve essere presentata, a pena di decadenza, entro la fine del

mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di

sospensione dell'attività lavorativa. Il termine di presentazione

delle domande riferite a periodi di sospensione dell'attività

lavorativa che hanno avuto inizio tra il 23 febbraio 2020 e il 30

aprile 2020 é fissato, a pena di decadenza, al 15 luglio 2020. Per i

lavoratori dipendenti di aziende del settore agricolo, ai quali non

si applica il trattamento di CISOA, può essere presentata domanda di

concessione del trattamento di integrazione salariale in deroga, ai

sensi dell'articolo 22»;

  1. f) al comma 6, secondo periodo, le parole: «80 milioni» sono

sostituite dalle eseguenti: «1.100 milioni»;

  1. g) dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti: «6-bis. Le risorse

di cui al comma 6 sono assegnate ai rispettivi Fondi con uno o più

decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto

con il Ministro dell'economia e delle finanze e trasferite previo

monitoraggio da parte dei Fondi stessi dell'andamento del costo della

prestazione, relativamente alle istanze degli aventi diritto, nel

rispetto del limite di spesa e secondo le indicazioni fornite dal

Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il

Ministro dell'economia e delle finanze.»;

6-ter. I Fondi di cui all'articolo 26 del decreto legislativo 14

settembre 2015, n. 148 garantiscono   l'erogazione   dell'assegno

ordinario di cui al comma 1 con le medesime modalità di cui al

presente articolo. Gli oneri finanziari relativi alla predetta

prestazione sono a carico del bilancio dello Stato nel limite di 250

milioni di euro per l'anno 2020. Le risorse di cui al presente comma

sono assegnate ai rispettivi Fondi dall'INPS e trasferite previo

monitoraggio da parte dei Fondi stessi dell'andamento del costo della

prestazione, relativamente alle istanze degli aventi diritto, nel

rispetto del limite di spesa.».

  1. h) al comma 8, le parole: «23 febbraio 2020» sono sostituite

dalle seguenti: «25 marzo 2020»;

  1. i) al comma 9, primo periodo, dopo le parole «da 1 a 5» sono

inserite le seguenti: «e 7»; le parole «pari a 1.347, 2 milioni di

euro» sono sostituite dalle seguenti: «pari a 11.599,1 milioni di

euro».

1-bis. In sede di prima applicazione,   i   termini   per   la

presentazione delle domande fissati, a pena di decadenza, entro la

fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo

di sospensione o di riduzione dell'attività lavorativa, ai sensi dei

commi 2 e 3-bis dell'articolo 19 del decreto-legge 17 marzo 2020, n.

18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

come modificati dalle lettere c) ed e) del comma 1 del presente

articolo, se posteriori alla data così determinata, sono stabiliti

al trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del

decreto-legge 16 giugno 2020, n. 52.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 11.521,9

milioni di euro per l'anno 2020 si provvede ai sensi dell'articolo

                               Art. 69

Modifiche all'articolo 20 in materia di trattamento ordinario di

integrazione salariale per le aziende che si trovano già in Cassa

                     integrazione straordinaria

  1. All'articolo 20 del decreto-legge 17 marzo 2020 n.   18,

convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono

apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 1, le parole: «per un periodo non superiore a nove

settimane» sono sostituite dalle seguenti: «per una durata massima di

nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31

agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo

periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il

periodo precedentemente concesso. É altresì   riconosciuto   un

eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di

trattamento di cui al presente comma per periodi decorrenti dal 1°

settembre 2020 al 31 ottobre 2020 fruibili ai sensi dell'articolo

22-ter»;

  1. b) al comma 5, le parole: «pari a 338,2 milioni di euro» sono

sostituite dalle seguenti: «pari a 828,6 milioni di euro» .

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 490,4 milioni

di euro per l'anno 2020 si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                               Art. 70

Modifiche all'articolo 22 in materia di Cassa integrazione in deroga

  1. All'articolo 22 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono

apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 1, primo periodo, le parole «nove settimane» sono

sostituite dalle seguenti: «per una durata massima di nove settimane

per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020,

incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i

soli datori di lavoro ai quali sia stato interamente già autorizzato

un periodo di nove settimane. Le predette ulteriori cinque settimane

sono riconosciute secondo le modalità di cui all'articolo 22-ter e

tenuto conto di quanto disciplinato dall'articolo 22-quater. É

altresì riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata

massima di quattro settimane di trattamento di cui al presente comma

per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020

fruibili ai sensi dell'articolo 22-ter. Per i datori di lavoro dei

settori turismo, fiere e congressi, parchi divertimento, spettacolo

dal vivo e sale cinematografiche, é possibile usufruire delle

predette quattro settimane anche per periodi precedenti al 1°

settembre a condizione che i medesimi abbiano interamente fruito il

periodo precedentemente concesso fino alla durata   massima   di

quattordici settimane.» e, all'ultimo periodo, le parole «né per i

datori di lavoro che hanno chiuso l'attività in ottemperanza ai

provvedimenti di urgenza emanati per far fronte   all'emergenza

epidemiologica da COVID-19» sono soppresse;

  1. b) il primo periodo del comma 3 é sostituito dal seguente: «Il

trattamento di cui al presente articolo é riconosciuto nel limite

massimo di 4.936,1 milioni di euro per l'anno 2020, a decorrere dal

23 febbraio 2020 e limitatamente ai dipendenti già in forza alla

data del 25 marzo 2020.»;

  1. c) al comma 4 sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. il sesto periodo é soppresso;
  3. al settimo periodo le parole: «dal predetto Ministero» sono

sostituite dalle seguenti: «dal Ministero del lavoro e   delle

politiche sociali.».

  1. d) dopo il comma 4 é inserito il seguente comma: «4-bis. Ai

sensi dell'articolo 126, commi 7 e 8, e ai fini della relativa

attuazione, l'INPS comunica settimanalmente al Ministero del lavoro e

delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze

le risultanze, anche in via prospettica, delle autorizzazioni e delle

erogazioni in relazione alle risorse ripartite tra le singole regioni

e province autonome. Con decreto del Ministro del lavoro e delle

politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle

finanze da adottare entro il 30 giugno 2020 si provvede   ad

individuare le somme ripartite e non corrispondenti ad autorizzazioni

riconosciute e le somme non ripartite al fine di renderle disponibili

all'INPS per le finalità di cui all'articolo 22-ter, fermo restando

quanto previsto dall'articolo 126, commi 7 e 8.»

  1. e) dopo il comma 5-ter, é inserito il seguente:

     «5-quater. Le risorse finanziarie dei Fondi di solidarietà

bilaterali del Trentino e dell'Alto Adige, costituiti ai sensi

dell'articolo 40 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148,

possono essere utilizzate dalle Province autonome di Trento e di

Bolzano, a condizione che alla copertura del relativo fabbisogno

finanziario si provveda con fondi provinciali, anche per la finalità

di assicurare ai lavoratori una tutela integrativa rispetto a

prestazioni connesse a trattamenti   di   integrazione   salariale

ordinaria, straordinaria e in deroga previste dalla   normativa

vigente. I rispettivi Fondi, costituiti ai sensi dell'articolo 40 del

decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, autorizzano le

relative prestazioni.»

  1. f) il comma 6 é sostituito dal seguente:

«6. Per il trattamento di cui al comma 1 non si applicano le

disposizioni di cui all'articolo 19, comma 2, primo periodo, del

presente decreto. Il trattamento può essere concesso esclusivamente

con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte

dell'INPS. Le domande devono essere presentate, a pena di decadenza,

entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il

periodo di sospensione o di riduzione dell'attività lavorativa. In

sede di prima applicazione, il termine di cui al terzo periodo é

stabilito al trentesimo giorno successivo alla data di entrata in

vigore del decreto-legge 16 giugno 2020, n. 52, se tale ultimo

termine é posteriore a quello determinato ai sensi del terzo

periodo. Per le domande riferite a periodi di sospensione o riduzione

dell'attività lavorativa che hanno avuto inizio tra il 23 febbraio

2020 e il 30 aprile 2020, il termine é fissato, a pena di decadenza,

al 15 luglio 2020. Indipendentemente dal periodo di riferimento, i

datori di lavoro che abbiano erroneamente presentato domanda per

trattamenti diversi da quelli a cui avrebbero avuto diritto o

comunque con errori o omissioni che ne hanno impedito l'accettazione

possono presentare la domanda nelle modalità corrette, a pena di

decadenza, entro trenta giorni dalla comunicazione dell'errore nella

precedente istanza da parte dell'amministrazione di riferimento,

anche nelle more della revoca dell'eventuale provvedimento   di

concessione emanato dall'amministrazione competente; la predetta

domanda, presentata nelle modalità corrette, é considerata comunque

tempestiva se presentata entro trenta giorni dalla data di entrata in

vigore del decreto-legge 16 giugno 2020, n. 52. Il datore di lavoro

é obbligato ad inviare all'Istituto tutti i dati necessari per il

pagamento dell'integrazione salariale, secondo le modalità stabilite

dall'Istituto, entro la fine del mese successivo a quello in cui é

collocato il periodo di   integrazione   salariale,   ovvero,   se

posteriore, entro il termine di trenta giorni dall'adozione del

provvedimento di concessione. In sede di prima applicazione, il

termine di cui al settimo periodo é stabilito al trentesimo giorno

successivo alla data di entrata in vigore del decreto-legge 16 giugno

2020, n. 52, se tale ultimo termine é posteriore a   quello

determinato ai sensi del settimo periodo. Trascorso inutilmente tale

termine, il pagamento della prestazione e gli oneri ad essa connessi

rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente»;

  1. g) dopo il comma 6 é inserito il seguente:

     «6-bis. Esclusivamente per i datori di lavoro di cui all'ultimo

periodo del comma 4 il trattamento di cui al comma 1 può, altresì,

essere concesso con la modalità di cui all'articolo 7 del decreto

legislativo 14 settembre 2015, n. 148.».

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 1.642,9

milioni di euro per l'anno 2020 si provvede ai sensi dell'articolo

                             Art. 70 bis

Norme speciali in materia di trattamenti di integrazione salariale

  1. In deroga a quanto previsto dagli articoli 19, 20, 21 e 22 del

decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni,

dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, come modificato dal presente

decreto, esclusivamente per i datori di lavoro   che   abbiano

interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla

durata massima di quattordici settimane, é consentito usufruire di

ulteriori quattro settimane di erogazione dei trattamenti di cui ai

medesimi articoli anche per periodi decorrenti antecedentemente al 1°

settembre 2020. Resta ferma la durata massima di diciotto settimane,

da computare considerando cumulativamente i trattamenti riconosciuti

sia ai sensi dei citati articoli 19, 20, 21 e 22, sia ai sensi del

presente articolo mediante il riconoscimento delle ulteriori quattro

settimane massime da parte dell'INPS ai sensi degli   articoli

22-quater e 22-quinquies del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

introdotti dall'articolo 71 del presente decreto, nel limite di spesa

di 1.162,2 milioni di euro per l'anno 2020. L'INPS provvede al

monitoraggio del rispetto del limite di spesa, trasmettendo i

risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle politiche

sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze. Qualora dal

predetto monitoraggio emerga il raggiungimento, anche   in   via

prospettica, del limite di spesa, l'INPS non potrà in ogni caso

emettere altri provvedimenti di concessione dei trattamenti. Ai

maggiori oneri derivanti dal primo e dal secondo periodo del presente

comma, pari a 1.162,2 milioni di euro per l'anno 2020, si provvede

mediante corrispondente   utilizzo   dello   stanziamento   di   cui

all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

introdotto dall'articolo 71 del presente decreto.

                              Art. 71

     Ulteriori modifiche in materia di integrazione salariale

  1. Al decreto-legge 17 marzo 2020 n.   18,   convertito   con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, dopo l'articolo

22-bis sono inseriti i seguenti:

   «Art. 22-ter   (Ulteriore   finanziamento   delle   integrazioni

salariali). - 1. Al fine di garantire, qualora necessario per il

prolungarsi degli effetti sul piano occupazionale dell'emergenza

epidemiologica da COVID-19, la possibilità di una più ampia forma

di tutela delle posizioni lavorative rispetto a quella assicurata dai

rifinanziamenti delle misure di cui agli articoli da 19 a 22 é

istituito nell'ambito dello stato di previsione del Ministero del

lavoro e delle politiche sociali apposito capitolo di bilancio con

dotazione per l'anno 2020 pari a 2.673,2 milioni di euro. Le predette

risorse, che costituiscono in ogni caso limite massimo di spesa,

possono essere trasferite all'INPS e ai Fondi di cui agli articoli 26

e 27 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, per il

rifinanziamento delle specifiche misure di cui al primo periodo del

presente comma con uno o più decreti del Ministro del lavoro e delle

politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle

finanze, da adottare entro il 31 agosto 2020, nel rispetto dei saldi

di finanza pubblica, prevedendo eventualmente anche l'estensione del

periodo massimo di durata dei trattamenti di integrazione salariale

di cui all'articolo 22, comma 1, secondo periodo, nonché per un

massimo di quattro settimane fruibili per i periodi decorrenti dal 1°

settembre al 31 ottobre 2020 limitatamente ai datori di lavoro che

abbiano interamente fruito il periodo massimo   di   quattordici

settimane come disciplinato dagli articoli da 19 a 21 e, per i

trattamenti di cui all'articolo 22, dal presente comma.

  1. Qualora dall'attività di   monitoraggio   relativamente   ai

trattamenti concessi ai sensi degli articoli da 19 a 22 dovessero

emergere economie rispetto alle somme stanziate le stesse possono

essere utilizzate ai sensi del comma 1 nell'ambito dei decreti ivi

previsti.

   Art. 22-quater (Trattamento di integrazione salariale in deroga

"Emergenza   Covid-19"   concesso   dall'Istituto   Nazionale   della

Previdenza Sociale). - 1. I trattamenti di integrazione salariale in

deroga di cui all'articolo 22, per periodi successivi alle prime nove

settimane riconosciuti dalle Regioni, sono concessi dall'Inps a

domanda del datore di lavoro la cui efficacia é in ogni caso

subordinata alla verifica del rispetto dei limiti di spesa di cui al

comma 5. I datori di lavoro inviano telematicamente la domanda con la

lista dei beneficiari all'Inps indicando le ore di sospensione per

ciascun lavoratore per tutto il periodo autorizzato. L'Inps provvede

all'erogazione delle predette prestazioni, previa verifica   del

rispetto, anche in via prospettica, dei limiti di spesa di cui al

comma 5. L'Inps provvede al monitoraggio del rispetto del limite di

spesa, fornendo i risultati di tale attività al Ministero del lavoro

e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle

finanze. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che é stato

raggiunto, anche in via prospettica il limite di spesa, l'Inps non

potrà in ogni caso emettere altri provvedimenti concessori. Per i

datori di lavoro con unità produttive site in più regioni o

province autonome il trattamento di cui al presente articolo può

essere riconosciuto dal Ministero del lavoro e delle politiche

sociali. Nel decreto di cui al comma 5 é stabilito il numero di

regioni o province autonome in cui sono localizzate le unità

produttive del medesimo datore di lavoro, al di sopra del quale il

trattamento é riconosciuto dal predetto Ministero.

  1. Per le Province autonome di Trento e Bolzano rimane fermo quanto

disposto dall'articolo 22, commi 1 e 5.

  1. La domanda di concessione del trattamento di cui al comma 1 deve

essere presentata, a pena di decadenza, alla   sede   dell'INPS

territorialmente competente, entro la fine del mese successivo a

quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di

riduzione dell'attività lavorativa. In sede di prima applicazione,

il termine di cui al primo periodo é stabilito al trentesimo giorno

successivo alla data di entrata in vigore del decreto-legge 16 giugno

2020, n. 52, se tale ultimo termine é posteriore a   quello

determinato ai sensi del primo periodo. Per le domande riferite a

periodi di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa che

hanno avuto inizio tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020, il

termine é fissato, a pena di decadenza, al 15 luglio 2020.

  1. Il datore di lavoro che si avvale del pagamento diretto da parte

dell'INPS trasmette la domanda di concessione del trattamento di cui

al comma 1, entro il quindicesimo giorno dall'inizio del periodo di

sospensione o riduzione dell'attività lavorativa, unitamente ai dati

essenziali per il calcolo e l'erogazione di un'anticipazione della

prestazione ai lavoratori, con le modalità indicate dall'INPS. Per

le domande riferite a   periodi   di   sospensione   o   riduzione

dell'attività lavorativa che hanno avuto inizio tra il 23 febbraio

2020 e il 30 aprile 2020, il termine di cui al primo periodo é

fissato, a pena di decadenza, al 15 luglio 2020. L'INPS autorizza

l'accoglimento della domanda e dispone l'anticipazione del pagamento

del trattamento entro quindici giorni dal ricevimento della domanda

stessa. La misura dell'anticipazione é calcolata sul 40 per cento

delle ore autorizzate nell'intero periodo. A seguito della successiva

trasmissione completa dei dati da parte del datore di lavoro, l'INPS

provvede al pagamento del trattamento residuo o al recupero nei

confronti del datore di lavoro degli eventuali importi indebitamente

anticipati. L'INPS disciplina le modalità operative del procedimento

previsto dalla presente disposizione. Il datore di lavoro   é

obbligato ad inviare all'Istituto tutti i dati necessari per il

pagamento dell'integrazione salariale, secondo le modalità stabilite

dall'Istituto, entro la fine del mese successivo a quello in cui é

collocato il periodo di   integrazione   salariale,   ovvero,   se

posteriore, entro il termine di trenta giorni dall'adozione del

provvedimento di concessione. In sede di prima applicazione, il

termine di cui al settimo periodo é stabilito al trentesimo giorno

successivo alla data di entrata in vigore del decreto-legge 16 giugno

2020, n. 52, se tale ultimo termine é posteriore a   quello

determinato ai sensi del settimo periodo. Trascorso inutilmente tale

termine, il pagamento della prestazione e gli oneri ad essa connessi

rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.

  1. Il trattamento di cui al presente articolo é riconosciuto nel

limite massimo di cui all'articolo 22, comma 3 al netto delle risorse

già destinate dalle Regioni a valere sul medesimo limite di spesa,

limitatamente ai dipendenti già in forza alla data del 25 marzo

  1. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,

di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare

entro 15 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto sono

stabilite le modalità di attuazione del presente articolo e la

ripartizione del limite di spesa complessivo di cui all'articolo 22,

comma 3 tra i differenti soggetti istituzionali   preposti   al

riconoscimento dei trattamenti di cui al medesimo articolo 22.

  1. Con il medesimo decreto di cui al comma 5 é stabilita la quota

delle risorse riservata al Ministero del lavoro e delle politiche

sociali per i trattamenti concessi dal medesimo Ministero ai sensi

del comma 5 ultimo periodo.

   Art. 22-quinquies (Modifiche al pagamento diretto del trattamento

di cassa integrazione ordinaria e di assegno ordinario). - 1. Le

richieste di integrazione salariale a pagamento diretto previste agli

articoli da 19 a 21 presentate a decorrere dal trentesimo giorno

successivo alla data di entrata in vigore della presente disposizione

sono disciplinate dalla procedura di cui all'articolo 22-quater,

comma 3.»

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 2.673,2

milioni di euro per l'anno 2020 si provvede ai sensi dell'articolo

                               Art. 72

Modifiche agli articoli 23 e 25 in materia di specifici congedi per i

                             dipendenti

  1. All'articolo 23 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) il comma 1 é sostituito dal seguente: «1. Per l'anno 2020, a

decorrere dal 5 marzo e fino al 31 agosto, per un   periodo

continuativo o frazionato comunque non superiore a trenta giorni,

ciascun genitore lavoratore dipendente del settore privato ha diritto

a fruire, ai sensi dei commi 10 e 11 del presente articolo, per i

figli di età non superiore ai dodici anni, fatto salvo quanto

previsto al comma 5 del presente articolo, di uno specifico congedo,

per il quale é riconosciuta un'indennità pari al 50 per cento della

retribuzione, calcolata secondo quanto previsto dall'articolo 23 del

testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e

sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto

legislativo 26 marzo 2001, n. 151, ad eccezione del comma 2 del

medesimo articolo. I suddetti periodi sono coperti da contribuzione

figurativa. I periodi di congedo devono essere utilizzati, nelle

ipotesi nelle quali i congedi sono riconosciuti, in maniera alternata

da entrambi i genitori lavoratori conviventi e possono essere

usufruiti in forma giornaliera od oraria, fatti salvi i periodi di

congedo già fruiti alla data di entrata in vigore della legge di

conversione del presente decreto »;

a-bis) al comma 4, le parole: «quindici giorni» sono sostituite

dalle seguenti: «trenta giorni»;

  1. b) il comma 6 é sostituito dal seguente: « 6. In aggiunta a

quanto previsto nei commi da 1 a 5, i genitori lavoratori dipendenti

del settore privato con figli minori di anni 16, a condizione che nel

nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti

di sostegno al reddito in caso di sospensione   o   cessazione

dell'attività lavorativa o che non vi sia altro genitore non

lavoratore, hanno diritto di astenersi dal lavoro per l'intero

periodo di sospensione dei servizi educativi per l'infanzia e delle

attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza

corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione

figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione

del posto di lavoro.»

  1. c) al comma 8, le parole «un bonus» sono sostituite dalle

seguenti: «uno o più bonus» e le parole «600 euro» sono sostituite

dalle seguenti: «1200 euro» ed é aggiunto, in fine, il seguente

periodo: «Il bonus é erogato, in alternativa, direttamente al

richiedente, per la comprovata iscrizione ai centri estivi, ai

servizi integrativi per l'infanzia di cui all'articolo 2, del decreto

legislativo 13 aprile 2017, n. 65, ai servizi socio-educativi

territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai

servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. La fruizione

del bonus per servizi integrativi per l'infanzia di cui al periodo

precedente é incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido di

cui all'articolo 1, comma 355, legge 11 dicembre 2016, n. 232, come

modificato dall'articolo 1, comma 343, della legge 27 dicembre 2019,

  1. 160.»
  2. d) al comma 11, le parole: «1.261,1 milioni di euro» sono

sostituite dalle seguenti: «1.569 milioni di euro».

  1. All'articolo 25 del citato decreto-legge n. 18 del 2020,

convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2020, sono

apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 3, le parole: «1000 euro» sono sostituite dalle

seguenti: «2000 euro»;

  1. b) il comma 5 é sostituito dal seguente: «5. Il bonus di cui al

comma 3 é riconosciuto nel limite complessivo di 67,6 milioni di

euro per l'anno 2020».

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 676,7 milioni

di euro per l'anno 2020 si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                               Art. 73

Modifiche all'articolo 24 in materia di permessi retribuiti ex

             articolo 33, legge 5 febbraio 1992, n. 104

  1. All'articolo 24 del decreto-legge 17 marzo 2020, n.   18

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, al

comma 1, dopo le parole «aprile 2020» sono aggiunte le seguenti: «e

di ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei mesi di

maggio e giugno 2020.».

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo valutati in 604,7

milioni di euro per l'anno 2020 si provvede ai sensi dell'articolo

                               Art. 74

Modifiche all'articolo 26 in materia di tutela del periodo di

       sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato

  1. All'articolo 26 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 2, le parole «fino al 30 aprile 2020» sono sostituite

dalle seguenti: «fino al 31 luglio 2020»;

  1. b) al comma 5, le parole «130 milioni» sono sostituite dalle

seguenti: «380 milioni».

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 250 milioni di

euro per l'anno 2020 si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                               Art. 75

Modifiche all'articolo 31 in materia di divieto di cumulo tra

                            indennità

  1. All'articolo 31 del decreto-legge 17 marzo 2020 n.   18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

dopo il comma 1, é aggiunto il seguente:

   «1-bis. Le indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30, 38 e

44 sono cumulabili con l'assegno ordinario di invalidità di cui alla

legge 12 giugno 1984, n. 222.».

                               Art. 76

Modifiche all'articolo 40 in materia di sospensione delle misure di

                          condizionalità

  1. All'articolo 40, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, le

parole: «per due mesi» sono sostituite dalle seguenti: «per quattro

mesi».

                               Art. 77

Modifiche all'articolo 43 in materia di contributi per la sicurezza e

il potenziamento dei presidi sanitari in favore di enti del terzo

                               settore

  1. All'articolo 43 del decreto-legge 17 marzo 2020 n.   18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) nella rubrica, le parole: «contributi alle imprese» sono

sostituite dalle seguenti: «contributi alle imprese e agli enti del

terzo settore»;

  1. b) al comma 1, sono apportate le seguenti modificazioni:

     1) dopo le parole: «dei processi produttivi delle imprese» sono

aggiunte le seguenti: «nonché delle attività di interesse generale

degli enti del terzo settore di cui all'articolo 4, comma 1, del

decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117»;

     2) dopo le parole: «alle imprese» sono aggiunte le seguenti: «e

agli enti del terzo settore di cui all'articolo 4, comma 1, del

decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117».

                               Art. 78

Modifiche all'articolo 44 recante istituzione del Fondo per il

reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal

                           virus COVID-19

  1. Ai fini del riconoscimento anche per i mesi di aprile e maggio

2020 dell'indennità per il sostegno del reddito dei professionisti

iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di

cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996,

  1. 103 all'articolo 44 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18,

convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono

apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 1, le parole «300 milioni» sono sostituite dalle

seguenti: «1.150 milioni»;

  1. b) al comma 2, la parola «trenta» é sostituita dalla seguente:

«sessanta».

  1. Ai fini del riconoscimento dell'indennità di cui al comma 1, i

soggetti titolari della prestazione, alla data di presentazione della

domanda, non devono essere in alcuna delle seguenti condizioni:

  1. a) titolari di contratto di lavoro   subordinato   a   tempo

indeterminato;

  1. b) titolari di pensione.
  2. L'articolo 34 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 é

abrogato.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 650 milioni di

euro per l'anno 2020 si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                               Art. 79

Modifiche all'articolo 45 in materia di personale addetto ai lavori

           necessari al ripristino del servizio elettrico

  1. All'articolo 45, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, le

parole «30 aprile 2020» sono sostituite dalle seguenti: «15 giugno

2020».

                               Art. 80

Modifiche all'articolo 46   in   materia   di   licenziamento   per

                   giustificato motivo oggettivo

  1. All'articolo 46 del decreto-legge 17 marzo 2020 n.   18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 1, le parole: « 60 giorni » sono sostituite dalle

seguenti: «cinque mesi» ed é aggiunto infine il seguente periodo:

«Sono altresì sospese le procedure di licenziamento per giustificato

motivo oggettivo in corso di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio

1966, n. 604.»;

  1. b) dopo il comma 1, é aggiunto il seguente:

     «1-bis. Il datore di lavoro che, indipendentemente dal numero

dei dipendenti, nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 17 marzo 2020

abbia proceduto al recesso dal contratto di lavoro per giustificato

motivo oggettivo ai sensi dell'articolo 3 della legge 15 luglio 1966,

  1. 604, può, in deroga alle previsioni di cui all'articolo 18, comma

10, della legge 20 maggio 1970, n. 300, revocare in ogni tempo il

recesso purché contestualmente faccia richiesta del trattamento di

cassa integrazione salariale, di cui agli articoli da 19 a 22, a

partire dalla data in cui ha efficacia il licenziamento. In tal caso,

il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di

continuità, senza oneri né sanzioni per il datore di lavoro.».

1-bis. Fino al 17 agosto 2020 la procedura di cui all'articolo 47,

comma 2, della legge 29 dicembre 1990, n. 428, nel caso in cui non

sia stato raggiunto un accordo, non può avere una durata inferiore a

quarantacinque giorni.

                             Art. 80 bis

Interpretazione autentica del comma 3 dell'articolo 38 del decreto

                 legislativo 15 giugno 2015, n. 81

  1. Il secondo periodo del comma 3 dell'articolo 38 del decreto

legislativo 15 giugno 2015, n. 81, ai sensi del quale tutti gli atti

compiuti o ricevuti dal somministratore nella costituzione o nella

gestione del rapporto, per il periodo durante   il   quale   la

somministrazione ha avuto luogo, si intendono come compiuti o

ricevuti dal soggetto   che   ha   effettivamente   utilizzato   la

prestazione, si interpreta nel senso che tra gli atti di costituzione

e di gestione del rapporto di lavoro   non   é   compreso   il

licenziamento.

                               Art. 81

Modifiche all'articolo 103 in materia di sospensione dei termini nei

procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in

                             scadenza

  1. (soppresso)
  2. I termini di accertamento e di notifica delle sanzioni di cui

agli articoli 7 e 11 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n.

322, sono sospesi fino al 31 luglio 2020.

Capo II

Altre misure urgenti in materia di lavoro e politiche sociali

                              Art. 82

                       Reddito di emergenza

  1. Ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica in

conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, identificati

secondo le caratteristiche di cui ai commi 2 e 3, é riconosciuto un

sostegno al reddito straordinario denominato Reddito di emergenza (di

seguito «Rem»). Le domande per il Rem sono presentate entro il

termine del mese di luglio 2020 e il beneficio é erogato in due

quote, ciascuna pari all'ammontare di cui al comma 5.

  1. Il Rem é riconosciuto ai nuclei familiari in   possesso

cumulativamente, al momento della domanda, dei seguenti requisiti: a)

residenza in Italia, verificata con riferimento al componente ri

chiedente il beneficio; b) un valore del reddito familiare, nel mese

di aprile 2020, inferiore ad una soglia pari all'ammontare di cui al

comma 5; c) un valore del patrimonio mobiliare familiare con

riferimento al l'anno 2019 inferiore a una soglia di euro 10.000,

accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e

fino ad un massimo di euro 20.000. Il predetto massimale é

incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare

di un componente in condizione di disabilità grave o di non

autosufficienza come definite   ai   fini   dell'Indicatore   della

Situazione Economica Equivalente (ISEE), di cui al decreto del

Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159; d) un

valore dell'ISEE inferiore ad euro 15.000.

2-bis. Ai fini del riconoscimento del Rem ai sensi del comma 2 del

presente articolo, durante lo stato di emergenza epidemiologica da

COVID-19 e, comunque, non oltre il 30 settembre 2020, le disposizioni

dei commi 1 e 1-bis dell'articolo 5 del decreto-legge 28 marzo 2014,

  1. 47, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n.

80, non si applicano, previa autocertificazione, in presenza di

persone minori di età o meritevoli di tutela, quali soggetti malati

gravi, disabili, in difficoltà economica e senza dimora, aventi i

requisiti di cui al citato articolo 5 del decreto-legge n. 47 del

2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 80 del 2014.

  1. Il Rem non é compatibile con la presenza nel nucleo familiare

di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennità

di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del decreto-legge 17 marzo

2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile

2020, n. 27, ovvero di una delle indennità disciplinate   in

attuazione dell'articolo 44 del medesimo decreto-legge ovvero di una

delle indennità di cui agli articoli 84 e 85 del   presente

decreto-legge. Il Rem non é altresì compatibile con la presenza nel

nucleo familiare di componenti che siano al momento della domanda in

una delle seguenti condizioni:

  1. a) essere titolari di pensione diretta o indiretta ad eccezione

dell'assegno ordinario di invalidità;

  1. b) essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui

retribuzione lorda sia superiore agli importi di cui al comma 5;

  1. c) essere percettori di reddito di cittadinanza, di cui al Capo I

del decreto-legge 28 gennaio   2019,   n. 4,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, ovvero le misure

aventi finalità analoghe di cui all'articolo 13, comma 2, del

medesimo decreto-legge.

  1. Ai fini dell'accesso e della determinazione dell'ammontare del

Rem:

  1. a) il nucleo familiare é definito ai sensi dell'articolo 3 del

decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n.

159;

  1. b) il reddito familiare é inclusivo di tutte le componenti di

cui all'articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio

dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, ed é riferito al mese di

aprile 2020 secondo il principio di cassa;

  1.  c) il patrimonio mobiliare é definito ai sensi dell'articolo 5,

comma 4, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5

dicembre 2013, n. 159;

  1. Ciascuna quota del Rem é determinata in un ammontare pari a 400

euro, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di

equivalenza di cui all'articolo 2, comma 4, del decreto-legge 28

gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo

2019, n. 26, fino ad un massimo di 2, corrispondente a 800 euro,

ovvero fino ad un massimo di 2,1 nel caso in cui nel nucleo familiare

siano presenti componenti in condizioni di disabilità grave o non

autosufficienza come definite ai fini ISEE.

  1. Non hanno diritto al Rem i soggetti che si trovano in stato

detentivo, per tutta la durata della pena, nonché coloro che sono

ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture

residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione

pubblica. Nel caso in cui il nucleo familiare beneficiario abbia tra

i suoi componenti soggetti di cui al primo periodo, il parametro

della scala di equivalenza non tiene conto di tali soggetti.

  1. Il Rem é riconosciuto ed erogato dall'Istituto nazionale della

previdenza sociale (INPS) previa richiesta tramite modello di domanda

predisposto dal medesimo Istituto e presentato secondo le modalità

stabilite dallo stesso. Le richieste di Rem possono essere presentate

presso i centri di assistenza fiscale di cui all'articolo 32 del

decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, previa stipula di una

convenzione con l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS).

Le richieste del Rem possono essere altresì presentate presso gli

istituti di patronato di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152, e

valutate come al numero 8 della tabella D allegata al regolamento di

cui al decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle

politiche sociali 10 ottobre 2008, n. 193.

  1. Ai fini della verifica del possesso dei requisiti di cui al

comma 2, lettera c), l'INPS e l'Agenzia delle entrate possono

scambiare i dati relativi ai saldi e alle giacenze medie del

patrimonio mobiliare dei componenti il nucleo familiare comunicate ai

sensi dell'articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della

Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, e dell'articolo 11, comma 2,

del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nelle modalità

previste ai fini ISEE.

  1. Nel caso in cui in esito a verifiche e controlli emerga il

mancato possesso dei requisiti, il beneficio é immediatamente

revocato, ferma restando la restituzione di quanto indebitamente

percepito e le sanzioni previste a legislazione vigente.

  1. Ai fini dell'erogazione del Rem é autorizzato un limite di

spesa di 966,3 milioni di euro per l'anno 2020 da iscrivere su

apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro

e delle politiche sociali denominato « Fondo per il Reddito di

emergenza ». L'INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite

di spesa di cui al primo periodo del presente comma e comunica i

risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle politiche

sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze. Qualora dal

predetto monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche in

via prospettica, rispetto al predetto limite di spesa, non sono

adottati altri provvedimenti concessori. Per gli oneri connessi alla

stipula della convenzione di cui al comma 7 é autorizzato un limite

di spesa pari a 5 milioni di euro.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 971,3 milioni

di euro si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                               Art. 83

                       Sorveglianza sanitaria

  1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 41 del decreto

legislativo 9 aprile 2008, n. 81, per garantire lo svolgimento in

sicurezza delle attività produttive e commerciali in relazione al

rischio di contagio da virus SARS-CoV-2, fino alla data di cessazione

dello stato di emergenza per rischio sanitario sul territorio

nazionale, i datori di lavoro pubblici e privati assicurano la

sorveglianza sanitaria eccezionale dei   lavoratori   maggiormente

esposti a rischio di contagio, in ragione dell'età o   della

condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da

patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo

svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che

possono caratterizzare una maggiore rischiosità. Le amministrazioni

pubbliche provvedono alle attività previste al presente comma con le

risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione

vigente.

  1. Per i datori di lavoro che, ai sensi dell'articolo 18, comma 1,

lettera a), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, non sono

tenuti alla nomina del medico competente per l'effettuazione della

sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal medesimo decreto, ferma

restando la possibilità di   nominarne   uno   per   il   periodo

emergenziale, la sorveglianza sanitaria eccezionale di cui al comma 1

del presente articolo può essere richiesta ai servizi territoriali

dell'INAIL che vi provvedono con propri medici del lavoro, su

richiesta del datore di lavoro, avvalendosi anche del contingente di

personale di cui all'articolo 10 del decreto-legge 17 marzo 2020, n.

18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27.

Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di

concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il

Ministro della Salute, acquisito il   parere   della   Conferenza

permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province

autonome di Trento e di Bolzano, da adottarsi entro quindici giorni

dalla data di entrata in vigore del presente decreto, é definita la

relativa tariffa per l'effettuazione di tali prestazioni. Per i

medici di cui al presente comma non si applicano gli articoli 25, 39,

40 e 41 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

  1. L'inidoneità alla mansione accertata ai sensi del presente

articolo non può in ogni caso giustificare il recesso del datore di

lavoro dal contratto di lavoro.

  1. Per le finalità di cui al presente articolo atte a sostenere le

imprese nella ripresa e nella prosecuzione delle attività produttive

in condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e

delle modalità lavorative l'INAIL é autorizzato, previa convenzione

con ANPAL, all'assunzione con contratti   di   lavoro   a   tempo

determinato, della durata massima di quindici mesi, di figure

sanitarie, tecnico-specialistiche e di supporto di età non superiore

a 29 anni, nel limite di spesa pari a euro 20.895.000 per l'anno 2020

e ad euro 83.579.000 per l'anno 2021. Ai relativi oneri si provvede,

a valere sulle risorse di cui al Programma Operativo Nazionale

Iniziativa Occupazione Giovani.

                             Art. 84

Nuove indennità per i   lavoratori   danneggiati   dall'emergenza

                     epidemiologica da COVID-19

  1. Ai soggetti già   beneficiari   per   il   mese   di   marzo

dell'indennità di cui all'articolo 27 del decreto-legge 17 marzo

2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020,

  1. 27, la medesima indennità pari a 600 euro é erogata anche per il

mese di aprile 2020.

  1. Ai liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla

data di entrata in vigore del presente decreto, iscritti alla

Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8

agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre

forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una comprovata

riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del secondo bimestre

2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019, é riconosciuta

una indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro. A tal

fine il reddito é individuato secondo il principio di cassa come

differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e   le   spese

effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell'esercizio

dell'attività, comprese le eventuali quote di ammortamento. A tal

fine il soggetto deve presentare all'Inps la domanda nella quale

autocertifica il possesso dei requisiti di cui al presente comma.

L'Inps comunica all'Agenzia delle entrate i dati identificativi dei

soggetti che hanno presentato l'autocertificazione per la verifica

dei requisiti. L'Agenzia delle entrate comunica al l'Inps l'esito dei

riscontri effettuati sulla verifica dei requisiti sul reddito di cui

sopra con modalità e termini definiti con accordi di cooperazione

tra le parti.

  1. Ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata

e continuativa, iscritti alla Gestione separata di cui all'articolo

2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di

pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie,

che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in

vigore del presente decreto, é riconosciuta un'indennità per il

mese di maggio 2020 pari a 1000 euro.

  1. Ai soggetti già   beneficiari   per   il   mese   di   marzo

dell'indennità di cui all'articolo 28 del decreto-legge 17 marzo

2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020,

  1. 27, la medesima indennità pari a 600 euro é erogata anche per il

mese di aprile 2020.

  1. Ai soggetti già   beneficiari   per   il   mese   di   marzo

dell'indennità di cui all'articolo 29 del decreto-legge 17 marzo

2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020,

  1. 27, la medesima indennità pari a 600 euro é erogata anche per il

mese di aprile 2020. La medesima indennità é riconosciuta ai

lavoratori in regime di somministrazione, impiegati presso imprese

utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti

termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro

nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non

titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di

NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

  1. Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore del turismo e

degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il

rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il

17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro

dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore della

presente disposizione, é riconosciuta un'indennità per il mese di

maggio 2020 pari a 1000 euro. La medesima indennità é riconosciuta

ai lavoratori in regime di somministrazione, impiegati presso imprese

utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti

termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro

nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non

titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di

NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

  1. Ai soggetti già   beneficiari   per   il   mese   di   marzo

dell'indennità di cui all'articolo 30 del decreto-legge 17 marzo

2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020,

  1. 27, la medesima indennità é erogata anche per il mese di aprile

2020 con un importo pari a 500 euro.

  1. É riconosciuta un'indennità per i mesi di aprile e maggio,

pari a 600 euro per ciascun mese, ai lavoratori dipendenti e autonomi

che in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno

cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di

lavoro, individuati nei seguenti:

  1. a) lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a   settori

diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno

cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso

tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la

prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo

periodo;

  1. b) lavoratori intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del

decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che abbiano svolto la

prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel   periodo

compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020; per i

lavoratori intermittenti di cui alla presente lettera iscritti al

Fondo lavoratori dello spettacolo,   che   non   beneficiano   del

trattamento di integrazione salariale, l'accesso all'indennità é

comunque riconosciuto in base ai requisiti stabiliti dal comma 10;

  1. c) lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad

altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra

il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di

contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui

all'articolo 2222 del codice civile e che non abbiano un contratto in

essere alla data del 23 febbraio 2020. Gli stessi, per tali

contratti, devono essere già iscritti alla data del 23 febbraio 2020

alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8

agosto 1995, n. 335, con accredito nello stesso arco temporale di

almeno un contributo mensile;

  1. d) incaricati alle vendite a domicilio di cui all'articolo 19 del

decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con reddito annuo 2019

derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000 e titolari

di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata di cui

all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, alla

data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali

obbligatorie.

  1. I soggetti di cui al comma 8, alla data di presentazione della

domanda, non devono essere in alcuna delle seguenti condizioni:

  1. a) titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo

indeterminato, diverso dal contratto intermittente di cui agli

articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81:

  1. b) titolari di pensione.
  2. Ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello

spettacolo che hanno i requisiti di cui all'articolo 38   del

decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni,

dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, é erogata una indennità di 600

euro per ciascuno dei mesi di aprile e maggio 2020; la medesima

indennità viene erogata per le predette mensilità anche   ai

lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con

almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019, cui deriva un

reddito non superiore ai 35.000 euro. Per i lavoratori intermittenti

di cui al comma 8, lettera b), é corrisposta la sola indennità di

cui alla medesima lettera.

  1. Non hanno diritto all'indennità di cui al comma 10 i

lavoratori titolari di rapporto di lavoro dipendente o titolari di

pensione alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

  1. Le indennità di cui al presente articolo non concorrono alla

formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della

Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e sono erogate dall'INPS, previa

domanda, nel limite di spesa complessivo di 3.850,4 milioni di euro

per l'anno 2020. L'INPS provvede al monitoraggio del rispetto del

limite di spesa e comunica i risultati di tale attività al Ministero

del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e

delle finanze. Qualora dal   predetto   monitoraggio   emerga   il

verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al

predetto limite di spesa, non sono adottati altri provvedimenti

concessori.

  1. Ai lavoratori nelle condizioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4, 5,

6, 7, 8 e 10, appartenenti a nuclei familiari già percettori del

reddito di cittadinanza, di cui al Capo I del decreto-legge 28

gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo

2019, n. 26, per i quali l'ammontare del beneficio in godimento

risulti inferiore a quello dell'indennità di cui ai medesimi commi

del presente articolo, in luogo del versamento dell'indennità si

procede ad integrare il beneficio del reddito di cittadinanza fino

all'ammontare della stessa indennità dovuto in ciascuna mensilità.

Le indennità di cui ai commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 10 non sono

compatibili con il beneficio del reddito di cittadinanza in godimento

pari o superiore   a   quello   dell'indennità.   Conseguentemente

l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 12, comma 1, del

decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni

dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, é incrementata di 72 milioni di

euro per l'anno 2020.

  1. Decorsi quindici giorni dalla data di entrata in vigore del

presente decreto si decade dalla   possibilità   di   richiedere

l'indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38   del

decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni

dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, relativa al mese di marzo 2020.

  1. Alla copertura degli oneri previsti dal presente articolo, pari

a 3.922,4 milioni di euro, si provvede, quanto a 3.912,8 milioni di

euro, ai sensi dell'articolo 265 del presente decreto e, quanto a 9,6

milioni di euro, mediante corrispondente riduzione del fondo di parte

corrente di cui all'articolo 89, comma 1, del decreto-legge 17 marzo

2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile

2020, n. 27, come rifinanziato dall'articolo 183 del presente

decreto.

                               Art. 85

               Indennità per i lavoratori domestici

  1. Ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23

febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata

complessiva superiore a 10 ore settimanali é riconosciuta, per i

mesi di aprile e maggio 2020, un'indennità mensile pari a 500 euro,

per ciascun mese.

  1. L'indennità di cui al comma 1 é riconosciuta a condizione che

i lavoratori domestici non siano conviventi con il datore di lavoro.

  1. L'indennità di cui al comma 1 non é cumulabile con le

indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del decreto-legge

17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24

aprile 2020, n. 27, ovvero con una delle indennità disciplinate in

attuazione dell'articolo 44 del medesimo decreto-legge, ovvero con

l'indennità di cui all'articolo 84 del presente decreto e non

concorre alla formazione del reddito ai sensi del decreto del

Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. L'indennità

non spetta altresì ai soggetti di cui all'articolo 103. L'indennità

non spetta altresì ai percettori del reddito di emergenza di cui

all'articolo 82 ovvero ai percettori del reddito di cittadinanza, di

cui al Capo I del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito,

con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, per i quali

l'ammontare del beneficio in godimento risulti pari o superiore

all'ammontare delle indennità medesime. Ai lavoratori appartenenti a

nuclei familiari già percettori del reddito di cittadinanza, per i

quali l'ammontare del beneficio in godimento risulti inferiore a

quello delle indennità di cui al comma 1, in luogo del versamento

dell'indennità si procede ad integrare il beneficio del reddito di

cittadinanza fino all'ammontare della stessa indennità dovuto in

ciascuna mensilità. Conseguentemente, l'autorizzazione di spesa di

cui all'articolo 12, comma 1, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n.

4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26,

é incrementata di 8,3 milioni di euro per l'anno 2020.

  1. L'indennità di cui al presente articolo non spetta ai titolari

di pensione, a eccezione dell'assegno ordinario di invalidità di cui

all'articolo 1 della legge 12 giugno 1984, n. 222 e ai titolari di

rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato diverso dal

lavoro domestico.

  1. L'indennità di cui al presente articolo é erogata dall'INPS in

unica soluzione, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di

460 milioni di euro per l'anno 2020. Le domande possono essere

presentate presso gli Istituti di Patronato, di cui alla legge 30

marzo 2001, n. 152, e sono valutate come al numero 8 della tabella D,

allegata al regolamento di cui al decreto del Ministero del lavoro,

della salute e delle politiche sociali 10 ottobre 2008, n. 193,

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 10

dicembre 2008, n. 288. L'INPS provvede al monitoraggio del rispetto

del limite di spesa e comunica i risultati di tale attività al

Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero

dell'economia e delle finanze. Qualora dal predetto monitoraggio

emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica,

rispetto al predetto limite di spesa, non sono adottati altri

provvedimenti concessori.

  1. Alla copertura degli oneri previsti dal presente articolo pari a

468,3 milioni di euro si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                              Art. 86

                 Divieto di cumulo tra indennità

  1. Le indennità di cui agli articoli 84, 85, 78 e 98 non sono tra

loro cumulabili e non sono cumulabili con l'indennità di cui

all'articolo 44 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito

con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27. Le suddette

indennità sono cumulabili con l'assegno ordinario di invalidità di

cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.

                              Art. 87

Utilizzo risorse residue per trattamenti di integrazione salariale in

                               deroga

  1. L'articolo 1, comma 251, della legge 30 dicembre 2018, n. 145,

é sostituito dal seguente:

   «251. Ai lavoratori che hanno cessato la cassa integrazione

guadagni in deroga nel periodo dal 1° dicembre 2017 al 31 dicembre

2018 e non hanno diritto all'indennità di disoccupazione denominata

Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI) é

concessa, nel limite massimo di dodici mesi e in ogni caso con

termine entro il 31 dicembre 2020, in continuità con la prestazione

di Cassa integrazione guadagni in deroga, un'indennità pari al

trattamento di mobilità in deroga, comprensiva della contribuzione

figurativa. A tale indennità non si applicano le disposizioni di cui

all'articolo 2, comma 67 della legge 28 giugno 2012, n. 92.»

  1. L'articolo 1, comma 253, della legge 30 dicembre 2018, n. 145,

così come sostituito dall'art. 11-bis, comma 1 del decreto-legge 3

settembre 2019, n. 101 é sostituito dal seguente:

   «253. All'onere derivante dall'attuazione del comma 251 si fa

fronte nel limite massimo delle risorse già assegnate alle regioni e

alle Province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dell'articolo

44, comma 6-bis, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148,

ove non previamente utilizzate ai sensi del comma 3 dell'articolo

26-ter del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con

modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26 e ai   sensi

dell'articolo 22, commi 8-quater e 8-quinquies, del decreto-legge 17

marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile

2020, n. 27. Le regioni e le   province   au-tonome   concedono

l'indennità di cui al comma 251, esclusivamente previa verifica

della disponibilità finanziaria da parte dell'INPS.».

                               Art. 88

                       Fondo Nuove Competenze

  1. Al fine di consentire la graduale ripresa dell'attività dopo

l'emergenza epidemiologica, per l'anno 2020, i contratti collettivi

di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale   da

associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente

più rappresentative sul piano nazionale,   ovvero   dalle   loro

rappresentanze sindacali operative in azienda ai   sensi   della

normativa e degli   accordi   interconfederali   vigenti,   possono

realizzare specifiche intese di rimodulazione dell'orario di lavoro

per mutate esigenze organizzative e produttive dell'impresa, con le

quali parte dell'orario di lavoro viene finalizzato a percorsi

formativi. Gli oneri relativi alle ore di formazione, comprensivi dei

relativi contributi previdenziali e assistenziali, sono a carico di

un apposito Fondo denominato «Fondo Nuove Competenze», costituito

presso l'Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro (ANPAL),

nel limite di 230 milioni di euro a valere sul Programma Operativo

Nazionale SPAO.

  1. Alla realizzazione degli interventi di cui al comma 1 possono

partecipare, previa intesa in Conferenza permanente per i rapporti

tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano,

i Programmi Operativi Nazionali e Regionali di Fondo Sociale Europeo,

i   Fondi   Paritetici   Interprofessionali   costituiti   ai   sensi

dell'articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 nonché, per

le specifiche finalità, il Fondo per la formazione e il sostegno al

reddito dei lavoratori di cui all'articolo 12 del decreto legislativo

10 settembre 2003, n. 276 che, a tal fine, potranno destinare al

Fondo costituito presso l'ANPAL una quotadelle risorse disponibili

nell'ambito dei rispettivi bilanci.

  1. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di

concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare

entro sessanta giorni dalla entrata in vigore del presente decreto,

sono individuati criteri e modalità di applicazione della misura e

di utilizzo delle risorse e per il rispetto del relativo limite di

spesa.

                               Art. 89

         Norme in materia di fondi sociali e servizi sociali

  1. Ai fini della rendicontazione da parte di regioni, ambiti

territoriali e comuni al Ministero del lavoro e delle politiche

sociali dell'utilizzo delle risorse del Fondo nazionale per le

politiche sociali di cui all'articolo 59, comma 44, della legge 27

dicembre 1997, n. 449, del Fondo nazionale per le non autosufficienze

di cui all'articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n.

296, del Fondo per l'assistenza alle persone con disabilità prive di

sostegno familiare di cui all'articolo 3, comma 1, della legge 22

giugno 2016, n. 112, del Fondo nazionale   per   l'infanzia   e

l'adolescenza di cui all'articolo 1 della legge 28 agosto 1997, n.

285, la rendicontazione del 75% della quota relativa alla seconda

annualità precedente é condizione sufficiente alla erogazione della

quota annuale di spettanza, ferma restando la verifica da parte dello

stesso Ministero del lavoro e delle politiche sociali della coerenza

degli utilizzi con le norme e gli atti di programmazione. Le

eventuali somme relative alla seconda annualità precedente non

rendicontate devono comunque essere esposte entro la successiva

erogazione.

  1. Ai fini delle rendicontazioni di cui al comma 1, con riferimento

alle spese sostenute nell'anno 2020, le amministrazioni destinatarie

dei fondi possono includere, per le prestazioni sociali erogate sotto

forma di servizi effettivamente erogati, specifiche spese legate

all'emergenza COVID-19, anche finalizzate alla riorganizzazione dei

servizi, all'approvvigionamento di dispositivi di protezione   e

all'adattamento degli spazi.

2-bis. I servizi previsti all'articolo 22, comma 4, della legge 8

novembre 2000, n. 328, sono da considerarsi servizi   pubblici

essenziali, anche se svolti in regime di concessione, accreditamento

o mediante convenzione, in quanto volti a garantire il godimento di

diritti della persona costituzionalmente tutelati. Allo scopo di

assicurare l'effettivo e continuo godimento di tali diritti, le

regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito

delle loro competenze e della loro autonomia organizzativa, entro

sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di

conversione del presente decreto, definiscono le modalità per

garantire l'accesso e   la   continuità   dei   servizi   sociali,

socio-assistenziali e socio-sanitari essenziali di cui al presente

comma anche in situazione di emergenza, sulla base di progetti

personalizzati, tenendo conto delle specifiche   e   inderogabili

esigenze di tutela delle persone più esposte agli effetti di

emergenze e calamità. Le amministrazioni interessate provvedono

all'attuazione del presente comma nell'ambito delle risorse umane,

strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e,

comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

                             Art. 89 bis

Applicazione della sentenza della Corte costituzionale in materia di

                 trattamenti di invalidità civile

  1. Nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle

politiche sociali é istituito un fondo, con una dotazione iniziale

pari a 46milioni di euro per l'anno 2020, destinato a concorrere a

ottemperare alla sentenza della Corte costituzionale, pronunciata

nella camera di consiglio del 23 giugno 2020, in materia di

riconoscimento dei benefici di cui all'articolo 38 della legge 28

dicembre 2001, n. 448, in favore degli invalidi civili totali,

indipendentemente dal requisito dell'età pari o superiore a sessanta

anni previsto dal comma 4 del medesimo articolo 38.

  1. Agli oneri derivanti dal comma 1 del presente articolo, pari a

46 milioni di euro per l'anno 2020, si   provvede   ai   sensi

dell'articolo 265.

                              Art. 90

                           Lavoro agile

  1. Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da

COVID-19, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che

hanno almeno un figlio minore di anni 14, a condizione che nel nucleo

familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di

sostegno al reddito   in   caso   di   sospensione   o   cessazione

dell'attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore,

hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile

anche in assenza degli accordi individuali, fermo restando il

rispetto degli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a

23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, e a condizione che tale

modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da

COVID-19, il medesimo diritto allo svolgimento delle prestazioni di

lavoro in modalità agile é riconosciuto, sulla   base   delle

valutazioni dei medici competenti, anche ai lavoratori maggiormente

esposti a rischio di contagio da virus SARS-CoV-2, in ragione

dell'età   o   della   condizione   di   rischio   derivante   da

immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche   o   dallo

svolgimento di terapie salvavita o, comunque, da comorbilità che

possono caratterizzare una situazione di maggiore   rischiosità

accertata dal medico competente, nell'ambito della sorveglianza

sanitaria di cui all'articolo 83 del presente decreto, a condizione

che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della

prestazione lavorativa.

  1. La prestazione lavorativa in lavoro agile può essere svolta

anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del

dipendente qualora non siano forniti dal datore di lavoro.

  1. Per l'intero periodo di cui al comma 1, i datori di lavoro del

settore privato comunicano al Ministero del lavoro e delle politiche

sociali, in via telematica, i nominativi dei lavoratori e la data di

cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile, ricorrendo

alla documentazione resa disponibile nel sito internet del Ministero

del lavoro e delle politiche sociali.

  1. Fermo   restando   quanto   previsto   dall'articolo   87   del

decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni,

dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, per i datori di lavoro pubblici,

limitatamente al periodo di tempo di cui al comma 1 e comunque non

oltre il 31 dicembre 2020, la modalità di lavoro agile disciplinata

dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, può

essere applicata dai datori di lavoro privati a ogni rapporto di

lavoro subordinato, nel rispetto dei   principi   dettati   dalle

menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali

ivi previsti; gli obblighi di informativa di cui all'articolo 22

della medesima legge n. 81 del 2017, sono assolti in via telematica

anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile nel sito

internet dell'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro

(INAIL).

                               Art. 91

Attività di formazione a distanza e conservazione della validità

                 dell'anno scolastico o formativo

  1. A beneficio degli studenti ai quali non é consentita, per le

esigenze connesse all'emergenza epidemiologica da COVID 19, la

partecipazione alle attività didattiche dei sistemi regionali di

istruzione e formazione professionale (I e F.P.), dei sistemi

regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione

tecnica superiore (I.F.T.S.), tali attivitasono svolte con modalità

a distanza, individuate dai medesimi Istituti diistruzione, avuto

anche riguardo alle specifiche   esigenze   degli   studenti   con

disabilità.

  1. Qualora, a seguito delle misure di contenimento del COVID-19, i

sistemi regionali di Istruzione e Formazione Professionale (IeF.P.),

i sistemi regionali che realizzano i percorsi di Istruzione e

Formazione Tecnica Superiore (I.F.T.S.) e gli Istituti Tecnici

Superiori (I.T.S.) non possano effettuare il numero minimo di ore

previsto dalla vigente normativa per il relativo percorso formativo,

l'anno scolastico o formativo 2019/2020 conserva comunque validità.

Qualora si determini una riduzione dei livelli qualitativi   e

quantitativi di formazione delle attività svolte, sono derogate le

disposizioni di cui all'articolo 4, comma 7 del decreto   del

Presidente della Repubblica 5 febbraio 2018, n. 22. I medesimi

istituti assicurano, laddove ritenuto necessario ed in ogni caso

individuandone le relative modalità, il recupero delle attività

formative ovvero di ogni altra prova verifica, anche intermedia, che

risultino funzionali al completamento del percorso didattico.

                               Art. 92

           Disposizioni in materia di NASPI E DIS- COLL

  1. Le prestazioni previste dagli articoli 1 e 15 del decreto

legislativo 4 marzo 2015 n. 22, il cui periodo di fruizione termini

nel periodo compreso tra il 1° marzo 2020 e il 30 aprile 2020, sono

prorogate per ulteriori due mesi a decorrere dal giorno di scadenza,

a condizione che il percettore non sia beneficiario delle indennità

di cui agli articoli 27, 28,29, 30, 38 e 44 del decreto-legge 17

marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile

2020, n. 27, né di quelle di cui agli articoli 84, 85 e 98 del

presente decreto. L'importo riconosciuto per ciascuna mensilità

aggiuntiva é pari all'importo dell'ultima mensilità spettante per

la prestazione originaria.

  1. All'onere derivante dal comma 1 valutato in 613,7 milioni di

euro per l'anno 2020 si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                               Art. 93

Disposizioni in materia di proroga o rinnovo di contratti a termine e

             di proroga di contratti di apprendistato

  1. In deroga all'articolo 21 del decreto legislativo 15 giugno

2015, n. 81, per far fronte al riavvio delle attività in conseguenza

all'emergenza epidemiologica da COVID-19, é possibile rinnovare o

prorogare fino al 30 agosto 2020 i contratti di lavoro subordinato a

tempo determinato in essere alla data del 23 febbraio 2020, anche in

assenza delle condizioni di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto

legislativo 15 giugno 2015, n. 81.

1-bis. Il termine dei contratti di lavoro degli apprendisti di cui

agli articoli 43 e 45 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81,

e dei contratti di lavoro a tempo determinato, anche in regime di

somministrazione, é prorogato di una durata pari al periodo di

sospensione dell'attività lavorativa, prestata in forza dei medesimi

contratti, in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19.

                               Art. 94

                   Promozione del lavoro agricolo

  1. In relazione all'emergenza epidemiologica i percettori di

ammortizzatori sociali, limitatamente al periodo di sospensione a

zero ore della prestazione lavorativa, di NASPI e DIS-COLL nonché di

reddito di cittadinanza possono stipulare con datori di lavoro del

settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni,

rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la

riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2000 euro per l'anno

  1. Il lavoratore percettore del reddito di cittadinanza é

dispensato dalla comunicazione di cui all'articolo 3, comma 8, del

decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni

dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, con riferimento ai redditi

percepiti per effetto dei contratti di cui al primo periodo.

Conseguentemente l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 12,

comma 1, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con

modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, é incrementata di

57,6 milioni di euro per l'anno 2020.

  1. All'onere derivante dal comma 1 valutato in 58,9 milioni di euro

per l'anno 2020 si provvede ai sensi dell'articolo 265.

  1. All'articolo 18, comma 3-bis, della legge 31 gennaio 1994, n.

97, dopo le parole: «diffusione del virus COVID-19,», sono inserite

le seguenti: «e comunque non oltre il 31 luglio 2020,».

                               Art. 95

Misure di sostegno alle imprese per la riduzione del rischio di

                   contagio nei luoghi di lavoro

  1. Al fine di favorire l'attuazione delle disposizioni di cui al

Protocollo di regolamentazione delle misure per il contenimento ed il

contrasto della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di

lavoro, condiviso dal Governo e dalle Parti sociali in data 14 marzo

2020, come integrato il 24 aprile 2020, l'Istituto nazionale per

l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) promuove

interventi straordinari destinati alle imprese, anche individuali,

iscritte al Registro delle imprese o all'Albo   delle   imprese

artigiane, alle imprese agricole iscritte nella sezione speciale del

Registro delle imprese, alle imprese agrituristiche ed alle imprese

sociali di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017 n. 112, iscritte

al Registro delle imprese, che hanno introdotto nei luoghi di lavoro,

successivamente alla data di entrata in vigore del decreto-legge 17

marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24

aprile 2020, n. 27, interventi per la riduzione del rischio di

contagio attraverso l'acquisto di:

  1. a) apparecchiature e attrezzature per   l'isolamento   o   il

distanziamento dei lavoratori, compresi i   relativi   costi   di

installazione;

  1. b) dispositivi elettronici e sensoristica per il distanziamento

dei lavoratori;

  1. c) apparecchiature per l'isolamento o il distanziamento dei

lavoratori rispetto agli utenti esterni e rispetto agli addetti di

aziende terze fornitrici di beni e servizi;

  1. d) dispositivi per la sanificazione dei luoghi di lavoro; sistemi

e strumentazione per il controllo degli accessi nei luoghi di lavoro

utili a rilevare gli indicatori di un possibile stato di contagio;

  1. e) dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale.
  2. Al finanziamento delle iniziative di cui al presente articolo,

fatti salvi gli interventi di cui all'articolo 1, commi 862 e

seguenti, della legge 28 dicembre 2015 n. 208, sono destinate le

risorse già disponibili a legislazione vigente relative al bando ISI

2019 ed allo stanziamento 2020 per il finanziamento dei progetti di

cui all'articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008,

  1. 81, per un importo complessivo pari ad euro 403 milioni.
  2. I contributi per l'attuazione degli interventi di cui al

presente articolo sono concessi in conformità a quanto previsto

nella Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020-C

(2020) 1863-final «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato

a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del Covid-19», come

modificata e integrata dalla Comunicazione della Commissione del 3

aprile 2020-C (2020)2215-final.   L'importo   massimo   concedibile

mediante gli interventi di cui al presente articolo é pari ad euro

15.000 per le imprese di cui al comma 1 fino a 9 dipendenti, euro

50.000 per le imprese di cui al comma 1 da 10 a 50 dipendenti, euro

100.000 per le imprese di cui al comma 1 con più di 50 dipendenti. I

contributi sono concessi con procedura   automatica,   ai   sensi

dell'articolo 4 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123.

  1. Gli interventi di cui al presente articolo sono incompatibili

con gli altri benefici, anche di natura fiscale, aventi ad oggetto i

medesimi costi ammissibili.

  1. Conseguentemente il bando di finanziamento ISI 2019, pubblicato

nella Gazzetta Ufficiale, parte prima, serie generale n. 297 del 19

dicembre 2019, é revocato.

  1. Al fine di attuare gli interventi di cui al presente articolo,

l'INAIL provvede a trasferire ad Invitalia S.p.A. le risorse di cui

al comma 2 per l'erogazione dei contributi alle imprese, sulla base

degli indirizzi specifici formulati dall'Istituto.

6-bis. Al fine di garantire la ripresa delle attività produttive

delle imprese in condizioni di sicurezza, in via eccezionale per

l'anno 2020, l'INAIL utilizza una quota parte delle risorse derivanti

dall'attuazione dell'articolo 8, comma 15, del decreto-legge 31

maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30

luglio 2010, n. 122, pari a 200 milioni di euro. Al medesimo fine di

cui al primo periodo, l'INAIL adotta, entro il 15 settembre 2020, un

bando per il concorso al finanziamento di progetti di investimento

delle imprese ai sensi dell'articolo 11, comma 5, del decreto

legislativo 9 aprile 2008, n. 81,   con   modalità   rapide   e

semplificate, anche tenendo conto degli assi   di   investimento

individuati con il bando di finanziamento ISI 2019 revocato ai sensi

del comma 5 del presente articolo. L'INAIL provvede all'aggiornamento

del piano degli investimenti per il triennio 2020-2022 entro quindici

giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del

presente decreto, al fine della verifica di compatibilità con i

saldi strutturali di finanza pubblica, ai sensi del citato articolo

8, comma 15, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con

modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010.

                               Art. 96

Disposizioni in materia di noleggio autovetture per vigilanza sul

                               lavoro

  1. L'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) può provvedere, con

onere a carico del proprio bilancio, al noleggio di autovetture da

utilizzare per lo svolgimento dell'attività di vigilanza, anche in

deroga all'articolo 6, comma 14, del decreto legge 31 maggio 2010, n.

78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122

nonché, al fine di una tempestiva disponibilità dei mezzi, in

deroga agli obblighi di cui all'articolo   1,   comma   7,   del

decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 convertito, con modificazioni,

dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.

                               Art. 97

Semplificazioni relative alle prestazioni del Fondo di garanzia di

       cui all'articolo 2 della legge 29 maggio 1982, n. 297

  1. All'articolo 2, comma 7, della legge 29 maggio 1982, n. 297,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al primo periodo, dopo la parola: «richiesta» é soppressa la

parola: «dell'interessato» e sono aggiunte, infine, le seguenti:

«mediante accredito sul conto corrente del beneficiario»;

  1. b) al secondo periodo, dopo la parola: «Il fondo» sono inserite

le seguenti: «, previa esibizione della contabile di pagamento,» e

dopo le parole: «dei datori di lavoro» sono aggiunte le seguenti: «e

degli eventuali condebitori solidali».

                               Art. 98

           Disposizioni in materia di lavoratori sportivi

  1. Per i mesi di aprile e maggio 2020, é riconosciuta dalla

società Sport e Salute S.p.A., nel limite massimo di 200 milioni di

euro per l'anno 2020, un'indennità pari a 600 euro in favore dei

lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso   il

Comitato Olimpico Nazionale (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico

(CIP), le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive

associate, gli enti di promozione sportiva, riconosciuti dal Comitato

Olimpico Nazionale (CONI) e dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP),

le società e associazioni sportive dilettantistiche,   di   cui

all'articolo 67, comma 1, lettera m), del decreto del Presidente

della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, già attivi alla data del

23 febbraio 2020. Il predetto emolumento non concorre alla formazione

del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22

dicembre 1986, n. 917, e non é riconosciuto ai percettori di altro

reddito da lavoro e del reddito di cittadinanza di   cui   al

decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni,

dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, del reddito di emergenza e delle

prestazioni di cui agli articoli 19,20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e

44 del decreto-legge 17 marzo 2020 n.   18,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, così come

prorogate e integrate dal presente decreto.

  1. Per le finalità di cui al comma 1 le risorse trasferite a Sport

e Salute s.p.a. sono incrementate di 200 milioni di euro per l'anno

  1. Le domande degli interessati, unitamente all'autocertificazione

della preesistenza del rapporto di collaborazione e della mancata

percezione di altro reddito da lavoro, e del reddito di cittadinanza

e delle prestazioni indicate al comma 1, sono presentate alla

società Sport e Salute s.p.a. che, sulla base del registro di cui

all'articolo 7, comma 2, del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136,

convertito, con modificazioni, dalla legge 27 luglio 2004, n. 186,

acquisito dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) sulla base di

apposite intese, le istruisce secondo l'ordine cronologico   di

presentazione. Ai soggetti già beneficiari per il mese di marzo

dell'indennità di cui all'articolo 96 del decreto-legge 17 marzo

2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile

2020, n. 27, la medesima indennità pari a 600 euro é erogata, senza

necessità di ulteriore domanda, anche per i mesi di aprile e maggio

  1. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di

concerto con l'Autorità delegata in materia di sport, da adottare

entro 7 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,

sono individuate le modalità di attuazione dei commi da 1 a 3, di

presentazione delle domande, i documenti richiesti e le cause di

esclusione. Sono, inoltre, definiti i criteri di gestione delle

risorse di cui al comma 2, ivi incluse le spese di funzionamento, le

forme di monitoraggio della spesa e del relativo controllo, nonché

le modalità di distribuzione delle eventuali risorse residue ad

integrazione dell'indennità erogata per il mese di maggio 2020.

  1. Il limite di spesa previsto dall'articolo 96, comma 1, del

decreto-legge 17 marzo 2020, n 18, convertito, con modificazioni,

dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, é innalzato sino a 80 milioni di

euro. Le risorse trasferite a Sport e Salute s.p.a., ai sensi

dell'articolo 96, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

sono conseguentemente incrementate di ulteriori 30 milioni di euro.

  1. Alla copertura degli oneri derivanti dai commi da 1 a 5 pari a

230 milioni di euro per l'anno 2020 si   provvede   ai   sensi

dell'articolo 265.

  1. I lavoratori dipendenti iscritti al Fondo Pensione Sportivi

Professionisti con retribuzione annua lorda non superiore a 50.000

euro possono accedere al trattamento di integrazione salariale di cui

all'articolo 22 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito

con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, limitatamente ad

un periodo massimo di 9 settimane. Al riconoscimento dei benefici di

cui al primo periodo del presente comma si provvede nel limite

massimo di spesa di 21,1 milioni di euro per l'anno 2020. Al relativo

onere pari a 21,1 milioni di euro per l'anno 2020 si provvede ai

sensi dell'articolo 265.

                               Art. 99

                 Osservatorio del mercato del lavoro

  1. Al fine di monitorare tempestivamente gli effetti sul mercato

del lavoro dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e delle misure

di contenimento adottate, in maniera da programmare efficacemente

adeguate strategie occupazionali, incluse politiche attive per il

lavoro e per la formazione, é istituito presso il Ministero del

lavoro e delle politiche sociali l'Osservatorio nazionale per il

mercato del lavoro (di seguito denominato «Osservatorio»).

  1. L'Osservatorio realizza i seguenti obiettivi:
  2. a) studio ed elaborazione dei dati relativi all'occupazione con

particolare riferimento all'analisi per competenze, caratteristiche

settoriali, territoriali, sociali, demografiche e di genere;

  1. b) individuazione e definizione dei fabbisogni generati dalle

trasformazioni del mercato del lavoro, anche per effetto   dei

mutamenti conseguenti all'emergenza epidemiologica;

  1. c) individuazione di aree prioritarie verso cui indirizzare

azioni e interventi per il superamento degli squilibri tra domanda ed

offerta di lavoro e prevenzione e contrasto al lavoro irregolare;

  1. d) supporto all'individuazione dell'offerta formativa, tecnica e

scolastica professionale in base alle richieste dei nuovi profili

professionali emergenti;

  1. e) analisi di impatto e valutazione delle politiche occupazionali

e di sostegno al reddito attivate;

  1. L'Osservatorio promuove la costituzione di Osservatori regionali

aventi analoghe finalità, ove non già costituiti, assicurando

indirizzi comuni e funzioni di coordinamento volte a formare una Rete

nazionale degli Osservatori del mercato del lavoro, previo accordo in

sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni

e le Province Autonome di Trento e Bolzano.

  1. Per le finalità dell'Osservatorio, il Ministro del lavoro e

delle politiche sociali può avvalersi di un Comitato scientifico

appositamente istituito con decreto del Ministro del lavoro e delle

politiche sociali, presieduto dal rappresentante del Ministero del

lavoro e delle politiche sociali e composto, oltre a rappresentanti

dell'ISTAT, dell'INPS, dell'INAIL, dell'ANPAL, dell'INAPP, delle

regioni e province autonome, da esperti indipendenti. Ai componenti

dell'Osservatorio e del Comitato scientifico non spetta   alcun

compenso, indennità, gettone di presenza,   rimborso   spese   o

emolumento comunque denominato.

  1. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,

sentito il Garante per la protezione dei dati personali, sono

individuati i dati, anche individuali, e le amministrazioni titolari

del trattamento, che li mettono a disposizione del Ministero del

lavoro e delle politiche sociali al solo fine di elaborazione

statistica per le finalità di cui al comma 2.

  1. L'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo non

comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica ed é

assicurata con le risorse finanziarie, umane e strumentali previste a

legislazione vigente.

                             Art. 100

   Avvalimento Comando dei Carabinieri per la tutela del Lavoro

  1. In via eccezionale, al fine di contrastare e contenere la

diffusione del virus COVID-19 e fino alla data di cessazione dello

stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri, per far

fronte all'emergenza epidemiologica e al fine di assicurare una

tempestiva vigilanza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di

lavoro nel processo di riavvio delle attività produttive e comunque

non oltre il 31 dicembre 2020, in base a quanto stabilito dalla

Convenzione concernente gli obiettivi assegnati   all'Ispettorato

Nazionale del Lavoro (2019-2021) sottoscritta tra il Ministro del

lavoro e delle politiche sociali e il Direttore dell'Ispettorato

Nazionale del lavoro, in data 25 novembre 2019, il Ministro del

lavoro e delle politiche sociali si avvale in via diretta, oltre che

dell'Ispettorato nazionale del lavoro, anche del   Comando   dei

Carabinieri per la Tutela del Lavoro   e   delle   articolazioni

dipendenti, limitatamente al personale già in organico, ai sensi

dell'articolo 2 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177 e del

decreto del Ministro dell'interno 15 agosto 2017.

  1. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi

o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

                             Art. 101

             Spese per acquisto di beni e servizi Inps

  1. Per   consentire   lo   sviluppo   dei   servizi   finalizzati

all'erogazione delle prestazioni destinate a contenere gli effetti

negativi sul reddito dei lavoratori dell'emergenza epidemiologica

COVID-19, il valore medio dell'importo delle spese sostenute per

acquisto di beni e servizi dall'Istituto nazionale della Previdenza

Sociale, come determinato ai sensi dell'articolo 1, comma 591, della

legge 27 dicembre 2019, n. 160, può essere incrementato, per

l'esercizio 2020, nel limite massimo di 68 milioni di euro. Alla

compensazione dei conseguenti effetti finanziari, si provvede ai

sensi dell'articolo 265.

                             Art. 102

             Spese per acquisto di beni e servizi Inail

  1. Per  consentire   lo   sviluppo   dei   servizi   finalizzati

all'erogazione delle prestazioni destinate a contenere gli effetti

negativi sul reddito dei lavoratori dell'emergenza epidemiologica

COVID-19, il valore medio dell'importo delle spese sostenute per

acquisto   di   beni   e   servizi   dall'Istituto   Nazionale   per

l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, come determinato ai

sensi dell'articolo 1, comma 591, della legge 27 dicembre 2019, n.

160, può essere incrementato, per l'esercizio 2020, nel limite

massimo di 35 milioni di euro. Alla compensazione dei conseguenti

effetti finanziari, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 103

                   Emersione di rapporti di lavoro

  1. Al fine di garantire livelli adeguati di tutela della salute

individuale e collettiva in conseguenza della   contingente   ed

eccezionale emergenza sanitaria connessa alla calamità derivante

dalla diffusione del contagio da COVID-19 e favorire l'emersione di

rapporti di lavoro irregolari, i datori di lavoro italiani o

cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea, ovvero i datori di

lavoro stranieri in possesso del titolo di soggiorno previsto

dall'articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e

successive modificazioni, possono presentare   istanza,   con   le

modalità di cui ai commi 4, 5, 6 e 7, per concludere un contratto di

lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio

nazionale ovvero per dichiarare la sussistenza di un rapporto di

lavoro irregolare, tuttora in corso, con cittadini italiani o

cittadini stranieri. A tal fine, i cittadini stranieri devono essere

stati sottoposti a rilievi fotodattiloscopici prima dell'8 marzo 2020

ovvero devono aver soggiornato in Italia precedentemente   alla

suddetta data, in forza della dichiarazione di presenza, resa ai

sensi della legge 28 maggio 2007, n. 68 o di attestazioni costituite

da documentazione di data certa proveniente da organismi pubblici; in

entrambi i casi, i cittadini stranieri non devono aver lasciato il

territorio nazionale dall'8 marzo 2020.

  1. Per le medesime finalità di cui al comma 1, i cittadini

stranieri, con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, non

rinnovato o convertito in altro titolo di soggiorno,   possono

richiedere con le modalità di cui al comma 16, un permesso di

soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio nazionale, della

durata di mesi sei dalla presentazione dell'istanza. A tal fine, i

predetti cittadini stranieri devono risultare presenti sul territorio

nazionale alla data dell'8 marzo 2020, senza che se ne siano

allontanati dalla medesima data, e devono aver svolto attività di

lavoro, nei settori di cui al comma 3, antecedentemente al 31 ottobre

2019, comprovata secondo le modalità di cui al comma 16. Se nel

termine della durata del permesso di soggiorno temporaneo, il

cittadino straniero esibisce un contratto di lavoro subordinato

ovvero la documentazione retributiva e previdenziale comprovante lo

svolgimento dell'attività lavorativa in conformità alle previsioni

di legge nei settori di cui al comma 3, il permesso viene convertito

in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

  1. Le disposizioni di cui al presente articolo, si applicano ai

seguenti settori di attività:

  1. a) agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e

attività connesse;

  1. b) assistenza alla persona per il datore di lavoro o per

componenti della sua famiglia, ancorché non conviventi, affetti da

patologie o handicap che ne limitino l'autosufficienza;

  1. c) lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.
  2. Nell'istanza di cui al comma 1 sono indicate la durata del

contratto di lavoro e la retribuzione convenuta, non inferiore a

quella prevista dal contratto collettivo di lavoro di riferimento

stipulato dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente

più rappresentative sul piano nazionale. Nei casi di cui ai commi 1

e 2, se il rapporto di lavoro cessa, anche nel caso di contratto a

carattere stagionale, trovano applicazione le disposizioni di cui

all'articolo 22, comma 11, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.

286 e successive modificazioni, al fine dello svolgimento   di

ulteriore attività lavorativa.

  1. Le istanze di cui ai commi 1 e 2 sono presentate dal 1° giugno

2020 al 15 agosto 2020, con le modalità stabilite con decreto del

Ministro dell'interno di concerto con il Ministro dell'economia e

delle finanze, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ed

il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali da

adottarsi entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore del

presente decreto, presso:

  1. a) l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) per i

lavoratori italiani o per i cittadini di uno Stato membro dell'Unione

europea;

  1. b) lo sportello unico per l'immigrazione, di cui all'art. 22 del

decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modificazioni

per i lavoratori stranieri, di cui al comma 1;

  1. c) la Questura per il rilascio dei permessi di soggiorno, di cui

al comma 2.

  1. Con il medesimo decreto di cui al comma 5 sono altresì

stabiliti i limiti di reddito del datore di lavoro richiesti per

l'instaurazione del rapporto di lavoro, la documentazione idonea a

comprovare l'attività lavorativa di cui al comma 16 nonché le

modalità di dettaglio di svolgimento del procedimento. Nelle more

della definizione dei procedimenti di cui ai commi 1 e 2 la

presentazione delle istanze consente lo svolgimento dell'attività

lavorativa; nell'ipotesi di cui al comma 1 il cittadino straniero

svolge l'attività di lavoro esclusivamente alle dipendenze del

datore di lavoro che ha presentato l'istanza.

  1. Le istanze sono presentate previo pagamento, con le modalità

previste dal decreto interministeriale di cui al comma 5, di un

contributo forfettario stabilito nella misura di 500 euro per ciascun

lavoratore; per la procedura di cui al comma 2, il contributo é pari

a 130 euro, al netto dei costi di cui al comma 16 che restano

comunque a carico dell'interessato. É inoltre previsto il pagamento

di un contributo forfettario per le somme dovute dal datore di lavoro

a titolo retributivo, contributivo e fiscale, la cui determinazione e

le relative modalità di acquisizione sono stabilite con decreto del

Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il

Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro dell'interno

ed il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

  1. Costituisce causa di inammissibilità delle istanze di cui ai

commi 1 e 2, limitatamente ai casi di conversione del permesso di

soggiorno in motivi di lavoro, la condanna del datore di lavoro negli

ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, compresa

quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai

sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per:

  1. a) favoreggiamento dell'immigrazione clandestina verso l'Italia e

dell'emigrazione clandestina dall'Italia verso altri Stati o per

reati diretti al reclutamento di persone   da   destinare   alla

prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da

impiegare in attività illecite, nonché per il reato di cui

all'articolo 600 del codice penale;

  1. b) intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi

dell'articolo 603-bis del codice penale;

  1. c) reati previsti dall'articolo 22, comma 12, del testo unico di

cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive

modificazioni.

  1. Costituisce altresì causa di rigetto delle istanze di cui ai

commi 1 e 2, limitatamente ai casi di conversione del permesso di

soggiorno in motivi di lavoro, la mancata sottoscrizione, da parte

del datore di lavoro, del contratto di soggiorno presso lo sportello

unico per l'immigrazione ovvero la successiva mancata assunzione del

lavoratore straniero, salvo cause di forza maggiore non imputabili al

datore medesimo, comunque intervenute a seguito dell'espletamento di

procedure di ingresso di cittadini stranieri per motivi di lavoro

subordinato ovvero di procedure di emersione dal lavoro irregolare.

  1. Non sono ammessi alle procedure previste dai commi 1 e 2 del

presente articolo i cittadini stranieri:

  1. a) nei confronti dei quali sia stato emesso un provvedimento di

espulsione ai sensi dell'articolo 13, commi 1 e 2, lettera c), del

decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e dell'articolo 3 del

decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni,

dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e successive modificazioni.

  1. b) che risultino segnalati, anche in base ad   accordi   o

convenzioni internazionali in vigore per l'Italia, ai fini della non

ammissione nel territorio dello Stato;

  1. c) che risultino condannati, anche con sentenza non definitiva,

compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su

richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale,

per uno dei reati previsti dall'articolo 380 del codice di procedura

penale o per i delitti contro la libertà personale ovvero per i

reati   inerenti   agli   stupefacenti,     il    favoreggiamento

dell'immigrazione clandestina verso l'Italia e   dell'emigrazione

clandestina dall'Italia verso altri Stati o per reati diretti al

reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo

sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare   in

attività illecite;

  1. d) che comunque siano considerati una minaccia per l'ordine

pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali

l'Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli

alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone. Nella

valutazione della pericolosità dello straniero si tiene conto anche

di eventuali condanne, anche con sentenza non definitiva, compresa

quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai

sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei

reati previsti dall'articolo 381 del codice di procedura penale.

  1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino alla

conclusione dei procedimenti di cui ai commi 1 e 2, sono sospesi i

procedimenti penali e amministrativi nei confronti del datore di

lavoro e del lavoratore, rispettivamente:

  1. a) per l'impiego di lavoratori per i quali é stata presentata la

dichiarazione di emersione, anche se di carattere finanziario,

fiscale, previdenziale o assistenziale;

  1. b) per l'ingresso e il soggiorno illegale nel   territorio

nazionale, con esclusione degli illeciti di cui all'articolo 12 del

decreto legislativo 25 luglio   1998,   n.   286,   e   successive

modificazioni.

  1. Non sono in ogni caso sospesi i procedimenti penali nei

confronti dei datori di lavoro per le seguenti ipotesi di reato:

  1. a) favoreggiamento dell'immigrazione clandestina verso l'Italia e

dell'emigrazione clandestina dall'Italia verso altri Stati o per

reati diretti al reclutamento di persone   da   destinare   alla

prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da

impiegare in attività illecite, nonché per il reato di cui

all'articolo 600 del codice penale;

  1. b) intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi

dell'articolo 603-bis del codice penale.

  1. La sospensione di cui al comma 11 cessa nel caso in cui non

venga presentata l'istanza di cui ai commi 1 e 2, ovvero si proceda

al rigetto o all'archiviazione della medesima, anche per mancata

presentazione delle parti di cui al comma 15. Si procede comunque

all'archiviazione dei procedimenti penali e amministrativi a carico

del datore di lavoro se l'esito negativo del procedimento derivi da

cause indipendenti dalla volontà o dal comportamento del datore

medesimo.

  1. Nel caso in cui il datore di lavoro impieghi quali lavoratori

subordinati, senza preventiva comunicazione di instaurazione del

rapporto di lavoro, stranieri che hanno presentato l'istanza di

rilascio del permesso di soggiorno temporaneo di cui al comma 2, sono

raddoppiate le sanzioni previste dall'articolo 3, comma 3, del

decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni,

dalla legge 23 aprile 2002, n. 73, dall'articolo 39, comma 7, del

decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,

dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dall'articolo 82, secondo comma,

del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797 e

dall'articolo 5, primo comma, della legge 5 gennaio 1953, n. 4.

Quando i fatti di cui all'articolo 603-bis del codice penale sono

commessi ai danni di stranieri che hanno presentato l'istanza di

rilascio del permesso di soggiorno temporaneo di cui al comma 2, la

pena prevista al primo comma dello stesso articolo é aumentata da un

terzo alla metà.

  1. Lo   sportello   unico   per   l'immigrazione,   verificata

l'ammissibilità della dichiarazione di cui al comma 1 e acquisito il

parere della questura   sull'insussistenza   di   motivi   ostativi

all'accesso alle procedure ovvero al rilascio del permesso di

soggiorno, nonché il parere del competente Ispettorato territoriale

del lavoro in ordine alla capacità economica del datore di lavoro e

alla congruità delle condizioni di lavoro applicate, convoca le

parti per la stipula del contratto di soggiorno, per la comunicazione

obbligatoria di assunzione e la compilazione della richiesta del

permesso di   soggiorno   per   lavoro   subordinato.   La   mancata

presentazione delle parti senza   giustificato   motivo   comporta

l'archiviazione del procedimento.

  1. L'istanza di rilascio del permesso di soggiorno temporaneo di

cui al comma 2 é presentata dal cittadino straniero al Questore, dal

1° giugno al 15 luglio 2020, unitamente alla documentazione in

possesso, individuata dal decreto di cui al comma 6, idonea a

comprovare l'attività lavorativa svolta nei settori di cui al comma

3 e riscontrabile da parte dell'Ispettorato Nazionale del lavoro cui

l'istanza é altresì diretta. All'atto della presentazione della

richiesta, é consegnata un'attestazione che consente all'interessato

di soggiornare legittimamente nel territorio dello Stato fino ad

eventuale comunicazione dell'Autorità di pubblica sicurezza, di

svolgere lavoro subordinato, esclusivamente nei settori di attività

di cui al comma 3, nonché di presentare l'eventuale domanda di

conversione del permesso di soggiorno temporaneo in permesso di

soggiorno per motivi di lavoro. É consentito all'istante altresì di

iscriversi al registro di cui all'articolo 19 del decreto legislativo

14 settembre 2015, n. 150, esibendo agli Uffici per l'impiego

l'attestazione rilasciata dal Questore di cui al presente articolo.

Per gli adempimenti di cui al comma 2, si applica l'articolo 39,

commi 4-bis e 4-ter della legge 16 gennaio 2003, n. 3; il relativo

onere a carico dell'interessato é determinato con il decreto di cui

al comma 5, nella misura massima di 30 euro.

  1. Nelle more della definizione dei procedimenti di cui al

presente articolo, lo straniero non può essere espulso, tranne che

nei casi previsti al comma 10. Nei casi di cui al comma 1, la

sottoscrizione del contratto di soggiorno   congiuntamente   alla

comunicazione obbligatoria di assunzione di cui al comma 15 e il

rilascio del permesso di soggiorno comportano, per il datore di

lavoro e per il lavoratore, l'estinzione dei reati e degli illeciti

amministrativi relativi alle violazioni di cui al comma 11. Nel caso

di istanza di emersione riferita a lavoratori italiani o a cittadini

di uno Stato membro dell'Unione europea, la relativa presentazione ai

sensi del comma 5, lettera a) comporta l'estinzione dei reati e degli

illeciti di cui al comma 11, lettera a). Nei casi di cui al comma 2,

l'estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi relativi alle

violazioni dicui al comma 11 consegue esclusivamente al rilascio del

permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

  1. Il contratto di soggiorno stipulato sulla base di un'istanza

contenente dati non rispondenti al vero é   nullo   ai   sensi

dell'articolo 1344 del codice civile. In tal caso, il permesso di

soggiorno eventualmente rilasciato é revocato ai sensi dell'articolo

5, comma 5, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e

successive modificazioni.

  1. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali

di concerto con il Ministro   dell'interno,   con   il   Ministro

dell'economia e delle finanze e con il Ministro delle politiche

agricole, alimentari e forestali, é determinata la destinazione del

contributo forfettario, di cui all'ultimo periodo del comma 7.

  1. Al fine di   contrastare   efficacemente   i   fenomeni   di

concentrazione dei cittadini stranieri di cui ai commi 1 e 2 in

condizioni inadeguate a garantire il rispetto delle condizioni

igienico-sanitarie necessarie al fine di prevenire la diffusione del

contagio da Covid-19, le Amministrazioni dello Stato competenti e le

Regioni, anche mediante l'implementazione delle misure previste dal

Piano triennale di contrasto allo sfruttamento   lavorativo   in

agricoltura e al caporalato 2020-2022, adottano soluzioni e misure

urgenti idonee a garantire la salubrità e la sicurezza delle

condizioni alloggiative, nonché ulteriori interventi di contrasto

del lavoro irregolare e del fenomeno del caporalato. Per i predetti

scopi il Tavolo operativo istituito dall'art. 25   quater   del

decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni,

dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, può avvalersi, senza nuovi o

maggiori oneri a carico della finanza pubblica, del supporto del

Servizio nazionale di protezione civile e della Croce Rossa Italiana.

All'attuazione del presente comma le Amministrazioni   pubbliche

interessate   provvedono   nell'ambito   delle   rispettive   risorse

finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vigente.

  1. Al secondo periodo del comma 1 dell'articolo 25-quater del

decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni,

dalla legge 17   dicembre   2018,   n.   136,   dopo   le   parole:

«rappresentanti» sono inserite le seguenti: «dell'Autorità politica

delegata per la coesione territoriale, dell'Autorità   politica

delegata per le pari opportunità,».

  1. Salvo che il fatto costituisca reato più grave, chiunque

presenta false dichiarazioni o attestazioni, ovvero concorre al fatto

nell'ambito delle procedure previste dal presente articolo, é punito

ai sensi dell'articolo 76 del testo unico di cui al decreto del

Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Se il fatto é

commesso attraverso la contraffazione o l'alterazione di documenti

oppure con l'utilizzazione di uno di tali documenti, si applica la

pena della reclusione da uno a sei anni. La pena é aumentata fino ad

un terzo se il fatto é commesso da un pubblico ufficiale.

  1. Per consentire una più rapida definizione delle procedure di

cui al presente articolo, il Ministero dell'interno é autorizzato ad

utilizzare per un periodo non superiore a mesi sei, tramite una o

più agenzie di somministrazione di lavoro, prestazioni di lavoro a

contratto a termine, nel limite massimo di spesa di 30.000.000 di

euro per il 2020, da ripartire tra le sedi di servizio interessate

dalle procedure di regolarizzazione, in deroga ai limiti di cui

all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31maggio 2010, n. 78,

convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. A

tal fine il Ministero dell'interno può   utilizzare   procedure

negoziate senza previa pubblicazione di un bando di gara, ai sensi

dell'articolo 63, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 18

aprile 2016 n. 50 e successive modificazioni.

  1. In relazione agli effetti derivanti dall'attuazione   del

presente articolo, il livello di finanziamento del Servizio sanitario

nazionale a cui concorre ordinariamente lo Stato é incrementato di

170 milioni di euro per l'anno 2020 e di 340 milioni di euro a

decorrere dall'anno 2021. Con decreto del Ministro del lavoro e delle

politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle

finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo

Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, i

relativi importi sono ripartiti tra le regioni in relazione al numero

dei lavoratori extracomunitari emersi ai sensi del presente articolo.

  1. Per l'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo

é autorizzata la spesa di euro 6.399.000, per l'anno 2020, ed euro

6.399.000, per l'anno 2021, per prestazioni di lavoro straordinario

per il   personale   dell'Amministrazione   civile   del   Ministero

dell'interno; di euro 24.234.834, per l'anno 2020, per prestazioni di

lavoro straordinario per il personale della Polizia di Stato; nel

limite massimo di euro 30.000.000, per l'anno 2020, per l'utilizzo di

prestazioni di lavoro a contratto a termine; di euro 4.480.980, per

l'anno 2020, per l'utilizzo di servizi di mediazione culturale; di

euro 3.477.430, per l'anno 2020, per l'acquisto di   materiale

igienico-sanitario, dispositivi di protezione individuale e servizi

di sanificazione ed euro 200.000 per l'adeguamento della piattaforma

informatica del Ministero dell'interno-Dipartimento per le libertà

civili e l'immigrazione. Ai relativi oneri si provvede ai sensi del

comma 26.

  1. Agli oneri netti derivanti dal presente articolo, pari a

238.792.244 euro per l'anno 2020, a 346.399.000 euro per l'anno 2021

e a 340 milioni di euro a decorrere dall'anno 2022, si provvede:

  1. a) quanto a 35.000.000 di euro per l'anno 2020, mediante

corrispondente utilizzo delle risorse iscritte, per il medesimo anno,

nello stato di previsione del Ministero dell'interno, relative

all'attivazione, la locazione e la   gestione   dei   centri   di

trattenimento e di accoglienza per stranieri irregolari. Il Ministro

dell'economia e delle finanze é autorizzato ad apportare, con propri

decreti, le occorrenti variazioni di bilancio;

  1. b) quanto ad euro 93.720.000 per l'anno 2020 con le risorse

provenienti dal versamento dei contributi di cui al primo periodo del

comma 7, che sono versate ad apposito capitolo dell'entrata del

bilancio dello Stato e restano acquisite all'erario;

  1. c) quanto ad euro 110.072.744 per l'anno 2020,   ad   euro

346.399.000 per l'anno 2021 e ad euro 340.000.000 a decorrere

dall'anno 2022 ai sensi dell'articolo 265.

                          Art. 103 bis

         Disposizioni in favore dei lavoratori frontalieri

  1. Per l'anno 2020 é autorizzata la spesa di 6 milioni di euro per

l'erogazione di contributi in favore dei lavoratori frontalieri

residenti in Italia, che svolgono la propria attività nei Paesi

confinanti o limitrofi ai confini nazionali, definiti ai sensi del

regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio,

del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di

sicurezza sociale, come modificato dal regolamento (CE) n. 988/2009

del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009,

nonché dell'allegato II all'Accordo tra la Comunità europea ed i

suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione svizzera,

dall'altra, sulla libera circolazione delle persone,   fatto   a

Lussemburgo il 21 giugno 1999 e reso esecutivo dalla legge 15

novembre 2000, n. 364, ovvero che svolgono la propria attività in

altri Paesi non appartenenti all'Unione europea   confinanti   o

limitrofi ai confini nazionali con cui sono vigenti appositi accordi

bilaterali, che siano titolari di rapporti   di   collaborazione

coordinata e continuativa, ovvero dei lavoratori subordinati nonché

dei titolari di partita IVA, che abbiano cessato involontariamente il

rapporto di lavoro frontaliero a decorrere dal 23 febbraio 2020 e

siano privi dei requisiti stabiliti per beneficiare delle misure di

sostegno ai lavoratori previste dal decreto legislativo 4 marzo 2015,

  1. 22, e dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27.

  1. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,

di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare

entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di

conversione del presente decreto, sono stabiliti i criteri per il

riconoscimento del beneficio di cui al comma 1, nel rispetto del

limite di spesa ivi previsto.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 6 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione

del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre

2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del

presente decreto.

Titolo IV

DISPOSIZIONI PER LA DISABILITÀ E LA FAMIGLIA NONCHÉ MISURE PER IL
SOSTEGNO DELLE VITTIME DI DISCRIMINAZIONI FONDATE SULL'ORIENTAMENTO
SESSUALE E SULL'IDENTITÀ DI GENERE

                             Art. 104

               Assistenza e servizi per la disabilità

  1. Al fine di potenziare l'assistenza, i servizi e i progetti di

vita indipendente   per   le   persone   con   disabilità   e   non

autosufficienti e per il sostegno di coloro che se ne prendono cura,

in conseguenza della emergenza epidemiologica da Covid-19,   lo

stanziamento del Fondo per le non autosufficienze di cui all'articolo

1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, é incrementato

di ulteriori 90 milioni di euro per l'anno 2020, di cui 20 milioni

destinati alla realizzazione di progetti per la vita indipendente.

  1. Al fine di potenziare i percorsi di accompagnamento per l'uscita

dal   nucleo   familiare   di   origine     ovvero     per     la

deistituzionalizzazione,   gli   interventi   di   supporto   alla

domiciliarità e i programmi di accrescimento della consapevolezza,

di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della

vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di

autonomia possibile, per le persone con disabilità grave prive del

sostegno familiare, in conseguenza della emergenza epidemiologica da

Covid-19, lo stanziamento del Fondo per l'assistenza alle persone con

disabilità grave prive del sostegno familiare di cui all'articolo 3,

comma 1, della legge 22 giugno 2016, n. 112, é incrementato di

ulteriori 20 milioni di euro per l'anno 2020.

  1. Al fine di garantire misure di sostegno alle   strutture

semiresidenziali,   comunque   siano   denominate   dalle   normative

regionali,   a   carattere   socio-assistenziale,   socio-educativo,

polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario per

persone con   disabilità,   che   in   conseguenza   dell'emergenza

epidemiologica da COVID 19 devono affrontare gli oneri derivanti

dall'adozione di sistemi di protezione del personale e degli utenti,

nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle

finanze, é istituito un Fondo denominato «Fondo di sostegno per le

strutture semiresidenziali per persone con disabilità» volto a

garantire la concessione di un indennizzo agli enti gestori delle

medesime strutture di cui al presente comma, con una dotazione

finanziaria di 40 milioni di euro per l'anno 2020, da trasferire al

bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri. Con

uno o più decreti del Presidente del Consiglio, da adottare entro

quaranta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, sono

definiti i criteri di priorità e le modalità di attribuzione

dell'indennizzo di cui periodo precedente.

3-bis. Al fine di contribuire a rimuovere gli ostacoli che

impediscono la piena   inclusione   sociale   delle   persone   con

disabilità, in via sperimentale per l'anno 2020 e nel limite di 5

milioni di euro che costituisce tetto di spesa, il Servizio sanitario

nazionale provvede all'erogazione degli ausili, ortesi e protesi

degli arti inferiori e superiori, a tecnologia avanzata e con

caratteristiche funzionali allo svolgimento di attività sportive

amatoriali, destinati a persone con disabilità fisica. A tale fine

la dotazione del Fondo sanitario nazionale é incrementata di 5

milioni di euro per l'anno 2020. Con decreto delMinistro della

salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,

previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo

Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono

definiti i tetti di spesa per ciascuna regione che accede al Fondo

sanitario nazionale, i criteri per l'erogazione degli ausili, ortesi

e protesi di cui al primo periodo e le modalità per garantire il

rispetto dei tetti di spesa regionali e nazionale.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 155 milioni

di euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 105

Finanziamento dei centri estivi 2020 e contrasto alla povertà

                            educativa

  1. Al fine di sostenere le famiglie, per l'anno 2020, a valere sul

Fondo per le politiche della famiglia, di cui all'articolo 19, comma

1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,   convertito   con

modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, una quota di risorse

é destinata ai comuni, per finanziare iniziative,   anche   in

collaborazione con enti pubblici e privati, volte a introdurre:

  1. a) interventi per il potenziamento dei centri estivi diurni, dei

servizi socioeducativi territoriali e dei centri con   funzione

educativa e ricreativa destinati alle attività dei minori di età

compresa tra zero e sedici anni, per i mesi da giugno a settembre

2020;

  1. b) progetti volti a contrastare la povertà educativa e ad

incrementare le opportunità culturali e educative dei minori.

  1. Il Ministro con delega per le politiche familiari, stabilisce i

criteri per il riparto della quota di risorse di cui al comma 1 e

ripartisce gli stanziamenti per le finalità di cui alla lettera a)

e, nella misura del 10 per cento delle risorse, per la finalità di

cui alla lettera b), previa intesa in sede di conferenza unificata,

ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.

  1. Per le finalità di cui al comma 1, il fondo di cui al comma 1

medesimo é incrementato di 150 milioni di euro per l'anno 2020. Al

relativo onere, pari a 150 milioni di euro per l'anno 2020, si

provvede ai sensi dell'articolo 265.

                           Art. 105 bis

Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza

  1. Al fine di contenere i gravi effetti economici derivanti

dall'emergenza epidemiologica da COVID-19, in particolare per quanto

concerne le donne in condizione di maggiore vulnerabilità, nonché

di favorire, attraverso l'indipendenza economica,   percorsi   di

autonomia e di emancipazione delle donne vittime di violenza in

condizione di povertà, il Fondo di cui all'articolo 19, comma 3, del

decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,

dalla legge 4 agosto 2006, n. 2 48, é incrementato di 3 milioni di

euro per l'anno 2020. Le risorse stanziate ai sensi del primo periodo

sono ripartite secondo criteri definiti con decreto del Presidente

del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per le pari

opportunità e la famiglia, di concerto con il Ministro del lavoro e

delle politiche sociali, previa intesa in sede di   Conferenza

unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto

1997,   n. 281.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 3 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione

del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre

2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del

presente decreto.

                           Art. 105 ter

               Contributo per l'educazione musicale

  1. Per l'anno 2020, ai nuclei familiari con indicatore della

situazione economica equivalente in corso di validità, ordinario o

corrente ai sensi dell'articolo 9 del regolamento di cui al decreto

del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159,

non superiore a 30.000 euro é riconosciuto un contributo fino a 200

euro per le spese sostenute per la frequenza delle lezioni di musica

dei figli minori di anni sedici già iscritti alla data del 23

febbraio 2020 a scuole di musica iscritte nei relativi registri

regionali nonché per la frequenza di cori, bande e scuole di musica

riconosciuti da una pubblica amministrazione.

  1. Il contributo può essere richiesto per una sola volta da

ciascun nucleo familiare ed é riconosciuto a condizione che la spesa

sia sostenuta con versamento bancario o postale ovvero mediante altri

sistemi di pagamento previsti   dall'articolo   23   del   decreto

legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

  1. I contributi di cui al presente articolo sono riconosciuti nel

limite di spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2020.

  1. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e

per il turismo, di concerto con il Ministro dell'istruzione e con il

Ministro dell'economia e delle finanze, sono definiti le modalità e

i termini per l'erogazione del contributo di cui al presente

articolo, anche ai fini del rispetto del limite di spesa di cui al

comma 3.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 10 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione

del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre

2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del

presente decreto.

                           Art. 105 quater

Misure per il sostegno delle vittime di discriminazioni fondate

sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere

  1. Il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari

opportunità, di cui all'articolo 19, comma 3, del decreto-legge 4

luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4

agosto 2006, n. 248, é incrementato di 4 milioni di euro per l'anno

2020, allo scopo di finanziare politiche per la prevenzione e il

contrasto della violenza per motivi collegati   all'orientamento

sessuale e all'identità di genere e per il sostegno delle vittime. A

tal fine, é costituito uno speciale programma di assistenza volto a

garantire assistenza legale, psicologica, sanitaria e sociale alle

vittime di discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale e

sull'identità di genere nonché ai soggetti che si trovino in

condizione di vulnerabilità in relazione all'orientamento sessuale o

all'identità di genere in ragione del contesto sociale e familiare

di riferimento. Tali attività sono svolte garantendo l'anonimato dei

soggetti di cui al presente comma.

  1. Con appositi provvedimenti normativi, nel limite di spesa

costituito dalle risorse di cui al comma 1, si provvede a dare

attuazione agli interventi ivi previsti.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 4 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione

del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre

2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del

presente decreto.

Titolo V

ENTI TERRITORIALI E DEBITI COMMERCIALI DEGLI ENTI TERRITORIALI

                             Art. 106

Fondo per l'esercizio delle funzioni fondamentali degli enti locali

  1. Al fine di concorrere ad assicurare ai comuni, alle province e

alle città metropolitane le risorse necessarie per l'espletamento

delle funzioni fondamentali, per l'anno 2020, anche in relazione alla

possibile perdita di entrate connessa all'emergenza COVID-19, é

istituito presso il Ministero dell'Interno un fondo con una dotazione

di 3,5 miliardi di euro per il medesimo anno, di cui 3 miliardi di

euro in favore dei comuni e 0,5 miliardi di euro in favore di

province e città metropolitane.   Con   decreto   del   Ministero

dell'interno, di concerto con il Ministero dell'economia e delle

finanze, da adottare entro il 10 luglio 2020, previa intesa in

Conferenza stato città ed autonomie locali, sono individuati criteri

e modalità di riparto tra gli enti di ciascun comparto del fondo di

cui al presente articolo sulla base degli effetti dell'emergenza

COVID-19 sui fabbisogni di spesa e sulle minori entrate, al netto

delle minori spese, e tenendo conto delle risorse assegnate a vario

titolo dallo Stato a ristoro delle minori entrate e delle maggiori

spese, valutati dal tavolo di cui al comma   2.   Nelle   more

dell'adozione del decreto di cui al periodo precedente, entro 10

giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto- legge,

una quota pari al 30 per cento della componente del fondo spettante a

ciascun comparto é erogata a ciascuno degli enti ricadenti nel

medesimo comparto, a titolo di acconto sulle somme spettanti, in

proporzione alle entrate al 31 dicembre 2019 di cui al titolo I e

alle tipologie 1 e 2 del titolo III, come risultanti dal SIOPE. A

seguito della verifica a consuntivo della perdita di gettito e

dell'andamento delle spese, da effettuare entro il 30 giugno 2021, si

provvede   all'eventuale   conseguente   regolazione   dei   rapporti

finanziari tra Comuni e tra Province e Città metropolitane, ovvero

tra i due predetti comparti   mediante   apposita   rimodulazione

dell'importo. All'onere di cui al presente comma, pari a 3,5 miliardi

di euro per il 2020, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

  1. Al fine di monitorare gli effetti dell'emergenza COVID-19 con

riferimento alla tenuta delle entrate dei comuni, delle province e

delle città metropolitane, ivi incluse le entrate dei servizi

pubblici locali, rispetto ai fabbisogni di spesa, con decreto del

Ministro dell'economia e delle finanze, entro dieci giorni dalla data

di entrata in vigore del presente decreto legge, é istituito un

tavolo tecnico presso il Ministero dell'economia e delle finanze,

presieduto dal Ragioniere generale dello Stato o da un suo delegato,

composto da due rappresentanti del Ministero dell'economia e delle

finanze, da due rappresentanti del Ministero dell'interno, da due

rappresentanti dell'ANCI, di cui uno per le città metropolitane, da

un rappresentante dell'UPI e dal Presidente della Commissione tecnica

per i fabbisogni standard. Il tavolo esamina le conseguenze connesse

all'emergenza   Covid-19   per   l'espletamento   delle   funzioni

fondamentali, con riferimento alla possibile perdita di gettito

relativa alle entrate locali rispetto ai fabbisogni di spesa. Il

tavolo si avvale, senza nuovi o maggiori oneri, del supporto tecnico

della SOSE-Soluzioni per il Sistema Economico S.p.A.. Ai componenti

del tavolo non spettano compensi, gettoni di presenza, rimborsi spese

o altri emolumenti comunque denominati.

  1. Il Ragioniere generale dello Stato, per le finalità di cui ai

commi 1 e 2, può attivare, anche con l'ausilio dei Servizi ispettivi

di finanza pubblica, monitoraggi presso Comuni, Province e Città

metropolitane, da individuarsi anche sulla base delle indicazioni

fornite dal Tavolo tecnico, per verificare il concreto andamento

degli equilibri di bilancio, ai fini dell'applicazione del decreto di

cui al comma 1 e della quantificazione della perdita di gettito,

dell'andamento delle spese e dell'eventuale conseguente regolazione

dei rapporti finanziari tra Comuni, Province e Città metropolitane.

3-bis. In considerazione delle condizioni di incertezza sulla

quantità delle risorse disponibili per gli enti locali, all'articolo

107, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, le parole: «31

luglio» sono sostituite dalle seguenti: «30 settembre», la parola:

«contestuale» é soppressa e sono aggiunte, in fine, le seguenti

parole: «e il termine di cui al comma 2 dell'articolo 193 del decreto

legislativo n. 267 del 2000 é differito al 30 settembre 2020.

Limitatamente all'anno 2020, le date del 14 ottobre e del 28 ottobre

di cui all'articolo 13, comma 15-ter, del decreto-legge 6 dicembre

2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre

2011, n. 214, e all'articolo 1, commi 762 e 767, della legge 27

dicembre 2019, n. 160, sono differite, rispettivamente, al 31 ottobre

e al 16 novembre. Per l'esercizio 2021 il   termine   per   la

deliberazione del bilancio di previsione di cui all'articolo 151,

comma 1, del citato decreto legislativo n. 267 del 2000 é differito

al 31 gennaio 2021».

                           Art. 106 bis

         Fondo per i comuni in stato di dissesto finanziario

  1. Nello stato di previsione del Ministero dell'interno   é

istituito un fondo con una dotazione di 20 milioni di euro per l'anno

2020 in favore dei comuni in stato di dissesto finanziario alla data

del 15 giugno 2020. Le risorse del fondo di cui al primo periodo sono

destinate, per una quota del 50 per cento, alla realizzazione di

interventi di manutenzione straordinaria di beni   immobili   di

proprietà degli stessi comuni in stato di dissesto finanziario da

assegnare alla Polizia di Stato e all'Arma dei carabinieri e, per la

restante quota del 50 per cento, ai comuni in stato di dissesto

finanziario i cui organi sono stati sciolti ai sensi dell'articolo

143 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali,

di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Il fondo é

ripartito, sulla base della popolazione residente al 31 dicembre

2018, con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il

Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare previa intesa in

sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, entro trenta

giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del

presente decreto.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 20 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione

del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre

2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del

presente decreto.

                             Art. 107

Reintegro Fondo di Solidarietà Comunale a seguito dell'emergenza

                             alimentare

  1. Tenuto conto di quanto previsto dall'Ordinanza del Capo del

Dipartimento della protezione civile n. 658 del 29 marzo 2020, al

fine di ripristinare la dotazione del Fondo di solidarietà comunale

di cui all'articolo 1, comma 380, lettera b), della legge 24 dicembre

2012, n. 228, la stessa é incrementata,   per   l'anno   2020,

dell'importo di euro 400.000.000, da destinare alle   finalità

originarie del fondo di solidarietà comunale. All'onere di cui al

presente comma, pari a 400 milioni di euro per il 2020, si provvede

ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 108

Anticipazione delle risorse in favore di   province   e   città

                           metropolitane

  1. L'articolo 4, comma 6-bis, del decreto- legge 30 dicembre 2015,
  2. 210 é sostituito dal seguente: «6-bis. Dall'anno 2016, sino alla

revisione del sistema di finanziamento delle Province e delle Città

metropolitane, sono confermate le modalità di riparto del fondo

sperimentale di riequilibrio provinciale già adottate con decreto

del Ministro dell'interno 4 maggio 2012, pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale n. 145 del 23 giugno 2012. Al fine di   assicurare

l'erogazione del fondo di cui al periodo precedente, per l'anno 2020

la dotazione del capitolo 1352 dello stato di previsione della spesa

del Ministero dell'interno é rideterminata in 184.809.261 euro. Alla

ricognizione delle risorse da ripartire e da attribuire si provvede

annualmente con decreto del Ministero dell'interno, di concerto con

il Ministero dell'economia e delle finanze. Dall'anno 2016, sino alla

revisione del sistema di finanziamento delle Province e delle Città

metropolitane,   i   trasferimenti   erariali   non   oggetto   di

fiscalizzazione, corrisposti dal Ministero dell'interno in favore

delle province appartenenti alla Regione siciliana e alla regione

Sardegna, sono determinati in base alle disposizioni dell'articolo

10, comma 2, del decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16, convertito, con

modificazioni, dalla legge 2 maggio 2014, n. 68.»

  1. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a euro 58.293.889 nel

2020 si provvede mediante corrispondente utilizzo delle risorse

recuperate nel 2020 ai sensi dell'articolo 1, commi 128 e 129, della

legge 24 dicembre 2012, n. 228, che sono versate all'entrata del

bilancio dello Stato e restano acquisite all'erario.

                             Art. 109

               Servizi delle pubbliche amministrazioni

  1. Al decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito,   con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le

seguenti modificazioni:

  1. a) l'articolo 48 é sostituito dal seguente:

     «Art. 48 (Prestazioni individuali domiciliari). - 1. Durante la

sospensione dei servizi educativi e scolastici, di cui all'articolo 2

del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e di cui all'articolo

2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66 e successive

modificazioni, disposta con i provvedimenti adottati ai   sensi

dell'articolo 3 comma 1 del decreto-legge del 23 febbraio 2020 n. 6,

e durante la   sospensione   delle   attività   sociosanitarie   e

socioassistenziali nei centri diurni per anziani e per persone con

disabilità, dei centri diurni e semiresidenziali per minori, per la

salute mentale, per le dipendenze e per persone senza fissa dimora,

dei servizi sanitari differibili, laddove disposta con ordinanze

regionali o altri   provvedimenti,   considerata   l'emergenza   di

protezione civile e il conseguente stato di necessità, le pubbliche

amministrazioni forniscono, anche su proposta degli enti gestori di

specifici progetti per il fine di cui al presente   articolo,

avvalendosi del personale disponibile, già impiegato in   tali

servizi, anche dipendente da soggetti privati che operano   in

convenzione, concessione o appalto, prestazioni in forme individuali

domiciliari o a distanza o rese nel rispetto delle direttive

sanitarie negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi

senza ricreare aggregazione. Tali servizi possono essere svolti

secondo priorità   individuate   dall'amministrazione   competente,

tramite coprogettazioni con gli enti gestori, impiegando i medesimi

operatori ed i fondi ordinari destinati a tale finalità, alle stesse

condizioni assicurative sinora previste, anche in deroga a eventuali

clausole   contrattuali,   convenzionali,   concessorie,   adottando

specifici protocolli che definiscano tutte le misure necessarie per

assicurare la massima tutela della salute di operatori ed utenti,

secondo quanto stabilito al comma 2.

  1. Durante la sospensione dei servizi educativi e scolastici e dei

servizi sociosanitari e socioassistenziali di cui al comma 1, le

pubbliche amministrazioni sono autorizzate al pagamento dei gestori

privati dei suddetti servizi per il periodo della sospensione, sulla

base delle risorse disponibili e delle prestazioni rese in altra

forma. Le prestazioni convertite in altra forma, in deroga alle

previsioni del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, previo

accordo tra le parti secondo le modalità indicate al comma 1 del

presente articolo, sono retribuite ai gestori con quota parte

dell'importo dovuto per l'erogazione del servizio   secondo   le

modalità attuate precedentemente alla sospensione e subordinatamente

alla verifica dell'effettivo svolgimento dei servizi. É inoltre

corrisposta un'ulteriore quota per il mantenimento delle strutture

attualmente interdette che é ad esclusiva cura degli affidatari di

tali attività, tramite il personale a ciò preposto, fermo restando

che le stesse dovranno risultare immediatamente disponibili e in

regola con tutte le disposizioni vigenti, con particolare riferimento

a quelle emanate ai fini del contenimento del contagio da COVID-19,

all'atto della ripresa della normale attività.   Le   pubbliche

amministrazioni possono riconoscere, ai gestori, un contributo a

copertura delle spese residue incomprimibili, tenendo anche in

considerazione le entrate residue mantenute, dagli stessi gestori, a

seguito dei corrispettivi derivanti dai pagamenti delle quote di cui

al presente comma e di altri contributi a qualsiasi titolo ricevuti.

  1. A seguito dell'attivazione dei servizi di cui al comma 2, é

fatta comunque salva la possibilità per i gestori di usufruire, in

relazione alle ore non lavorate, dei trattamenti del fondo di

integrazione salariale e di cassa integrazione in deroga laddove

riconosciuti per la sospensione dei servizi educativi per l'infanzia

di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65,

degli altri servizi di cui al comma 1 e dei servizi degli educatori

per gli alunni disabili, ove attivati gli accordi di cui all'articolo

4-ter, o di servizi sociosanitari e socioassistenziali resi in

convenzione, appalto o concessione nell'ambito dei provvedimenti

assunti in attuazione del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6 e con

ordinanze regionali o altri provvedimenti   che   dispongano   la

sospensione dei centri diurni per anziani e persone con disabilità.»

  1. b) all'articolo 92, comma 4-bis, primo periodo, le parole: «e di

trasporto scolastico» sono soppresse.

                             Art. 110

                 Rinvio termini bilancio consolidato

  1. Il termine per l'approvazione del bilancio consolidato 2019 di

cui all'articolo 18, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 23

giugno 2011, n. 118 é differito al 30 novembre 2020.

1-bis. Il comma 3 dell'articolo 107 del decreto-legge 17 marzo

2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile

2020, n. 27, é sostituito dal seguente:

«3. Per l'anno 2020, il termine di cui all'articolo 31 del decreto

legislativo 23 giugno 2011, n. 118, per l'adozione dei bilanci di

esercizio dell'anno 2019 degli enti di cui alle lettere b), punto i),

e c) del comma 2 dell'articolo 19 del citato decreto legislativo n.

118 del 2011 é differito al 30 giugno 2020. Di conseguenza i termini

di cui al comma 7 dell'articolo 32 del medesimo decreto legislativo

  1. 118 del 2011 sono così modificati per l'anno 2020:
  2. a) i bilanci di esercizio dell'anno 2019 degli enti di cui alle

lettere b), punto i), e c) del comma 2 dell'articolo 19 del citato

decreto legislativo n. 118 del 2011 sono approvati dalla giunta

regionale entro il 31 luglio 2020;

  1. b) il bilancio consolidato dell'anno 2019 del Servizio sanitario

regionale é approvato dalla giunta regionale entro il 30 novembre

2020 ».

                             Art. 111

Fondo per l'esercizio delle funzioni delle Regioni e delle Province

                             autonome

  1. Al fine di concorrere ad assicurare alle Regioni e Province

autonome le risorse necessarie per l'espletamento delle funzioni in

materia di sanità, assistenza e istruzione per l'anno 2020, in

conseguenza della possibile perdita di entrate connessa all'emergenza

COVID-19, é istituito presso il Ministero dell'economia e delle

finanze un fondo con una dotazione di 1,5 miliardi di euro per il

medesimo anno. Con decreto del Ministero dell'economia e delle

finanze, da adottare entro il 31 luglio 2020, previa intesa in

Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le

Province autonome di Trento e di Bolzano, sono individuati criteri e

modalità di riparto del fondo di cui al presente articolo sulla base

della perdita di gettito al netto delle minori spese valutata dal

tavolo di cui al comma 2 in relazione alla situazione di emergenza e

tenendo conto delle risorse assegnate a vario titolo dallo Stato a

ristoro delle minori entrate e delle maggiori spese. A seguito della

verifica a consuntivo della perdita di gettito e dell'andamento delle

spese, da effettuare entro il 30 giugno   2021,   si   provvede

all'eventuale conseguente regolazione dei rapporti finanziari tra

Regioni e Province autonome.

  1. Al fine di monitorare gli effetti dell'emergenza Covid-19 con

riferimento alla tenuta delle entrate delle Regioni e delle Province

autonome rispetto ai fabbisogni di spesa, con decreto del Ministro

dell'economia e delle finanze, entro quindici giorni dalla data di

entrata in vigore del presente decreto legge, é istituito un tavolo

tecnico presso il Ministero dell'economia e delle finanze, presieduto

dal Ragioniere generale dello Stato o da un suo delegato, composto da

tre rappresentanti del Ministero dell'economia e delle finanze, da un

rappresentante del Ministro degli affari regionali, da quattro

rappresentanti della Conferenza delle regioni e province autonome, di

cui uno in rappresentanza delle Autonomie speciali e dal Presidente

della Commissione tecnica per i fabbisogni standard. Il tavolo

esamina le conseguenze   connesse   all'emergenza   COVID-19,   con

riferimento alla possibile perdita di gettito relativa alle entrate

regionali, non compensata da meccanismi automatici, destinate a

finanziare le spese essenziali connesse alle funzioni in materia di

sanità, assistenza e istruzione. Il tavolo si avvale, senza nuovi o

maggiori oneri, del supporto tecnico della SOSE-Soluzioni per il

Sistema Economico S.p.A. Ai componenti del tavolo non spettano

compensi, gettoni di presenza, rimborsi spese o altri emolumenti

comunque denominati.

  1. Il Ragioniere generale dello Stato, per le finalità di cui ai

commi 1 e 2, può attivare, anche con l'ausilio dei Servizi ispettivi

di finanza pubblica, monitoraggi presso Regioni e Province autonome,

da individuarsi anche sulla base delle indicazioni fornite dal Tavolo

tecnico, per verificare il concreto andamento degli equilibri di

bilancio, ai fini dell'applicazione del decreto di cui al comma 1 e

della quantificazione della perdita di gettito, dell'andamento delle

spese e dell'eventuale   conseguente   regolazione   dei   rapporti

finanziari tra Regioni e Province autonome.

  1. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede ai   sensi

dell'articolo 265.

                             Art. 112

Fondo comuni ricadenti nei territori delle province di Bergamo,

Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza

  1. In considerazione della particolare gravità dell'emergenza

sanitaria da COVID-19 che ha interessato i comuni delle province di

cui al comma 6 dell'articolo 18 del decreto legge 8 aprile 2020, n.

23, é istituito presso il Ministero dell'interno un fondo con una

dotazione di 200 milioni di euro per l'anno 2020, in favore dei

predetti comuni. Con decreto del Ministero dell'interno, da adottarsi

entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,

é disposto il riparto del contributo di cui al primo periodo sulla

base della popolazione residente. I comuni beneficiari   devono

destinare le risorse di cui al periodo precedente ad interventi di

sostegno di carattere economico e sociale connessi con l'emergenza

sanitaria da COVID-19. All'onere derivante dal presente articolo,

pari a 200,5 milioni di euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi

dell'articolo 265.

1-bis. In favore del comune di San Colombano al Lambro, interamente

compreso nel territorio dell'azienda   socio-sanitaria   di   Lodi

ancorché appartenente alla provincia di Milano, é riconosciuto un

contributo, pari a 500.000 euro per l'anno 2020, ad integrazione di

quanto determinato con decreto del Capo del Dipartimento per gli

affari interni e territoriali del Ministero dell'interno 27 maggio

2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 142 del 5 giugno 2020.

                            Art. 112 bis

Fondo per i comuni particolarmente   danneggiati   dall'emergenza

                       sanitaria da COVID-19

  1. In considerazione dell'emergenza sanitaria da COVID-19 che ha

interessato comuni non compresi tra quelli previsti dall'articolo

112, nello stato di previsione del Ministero dell'interno   é

istituito un fondo con una dotazione di 40 milioni di euro per l'anno

2020, finalizzato al finanziamento di interventi di sostegno di

carattere economico e sociale in favore dei comuni particolarmente

colpiti dall'emergenza sanitaria.

  1. Il fondo di cui al comma 1 é ripartito con decreto del Ministro

dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle

finanze, da adottare, previa intesa   in   sede   di   Conferenza

Stato-città ed autonomie locali, entro trenta giorni dalla data di

entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

  1. Al fine della ripartizione del fondo di cui al comma 1 tra i

comuni beneficiari, si tiene conto, sulla base della popolazione

residente, dei comuni individuati come zona rossa o compresi in una

zona rossa in cui, per effetto di specifiche disposizioni statali o

regionali applicabili per un periodo non inferiore a quindici giorni,

é stato imposto il divieto di accesso e di allontanamento a tutti

gli individui comunque ivi presenti; per i restanti comuni, si tiene

conto dell'incidenza, in rapporto alla popolazione residente, del

numero dei casi di contagio e dei decessi da COVID-19 comunicati dal

Ministero della salute e accertati fino al 30 giugno 2020.

  1. Per l'anno 2020, in considerazione dell'emergenza epidemiologica

da COVID-19, in caso di esercizio provvisorio sono autorizzate le

variazioni al bilancio adottate dagli organi esecutivi degli enti

locali riguardanti l'utilizzo delle risorse trasferite agli stessi

enti locali ai sensi di norme di legge per fronteggiare l'emergenza.

Per il medesimo anno, l'articolo 158 del testo unico delle leggi

sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18

agosto 2000, n. 267, non si applica in relazione alle risorse

trasferite agli enti locali ai sensi di norme di legge   per

fronteggiare l'emergenza.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 40 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione

del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre

2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del

presente decreto.

                             Art. 113

Rinegoziazione mutui enti locali. Semplificazione procedure   di

                             adesione

  1. In considerazione delle difficoltà determinate dall'attuale

emergenza epidemiologica da virus COVID-19, nel corso dell'anno 2020,

gli enti locali possono effettuare operazioni di rinegoziazione o

sospensione della quota capitale di mutui e di altre forme di

prestito contratti con le banche, gli intermediari finanziari e la

Cassa depositi e prestiti, anche nel corso dell'esercizio provvisorio

di cui all'articolo 163 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.

267, mediante deliberazione dell'organo esecutivo, fermo restando

l'obbligo di provvedere alle relative iscrizioni nel bilancio di

previsione.

  1. In considerazione dell'emergenza COVID-19, in caso di adesione

ad accordi promossi dall'Associazione Bancaria Italiana (Abi) e dalle

associazioni degli enti locali, che prevedono la sospensione della

quota capitale delle rate di ammortamento in scadenza nell'anno 2020

dei finanziamenti in essere, con conseguente modifica del relativo

piano di ammortamento, tale sospensione può avvenire anche in deroga

all'articolo 204, comma 2, del testo unico di cui al decreto

legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e all'articolo 41, commi 2 e

2-bis, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, fermo restando il

pagamento delle quote interessi alle scadenze   contrattualmente

previste. Le sospensioni di cui al presente comma non comportano il

rilascio di nuove garanzie, essendo le stesse   automaticamente

prorogate al fine di recepire la modifica del piano di ammortamento.

2-bis. Al fine di attuare interventi e operazioni di sostegno e

rilancio del sistema economico, produttivo e sociale in conseguenza

dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, all'articolo 19, terzo

comma, della legge 30 marzo 1981, n. 119, il terzo periodo é

sostituito dal   seguente:   «L'immobile   può   essere   destinato

all'amministrazione interessata per finalità diverse dall'edilizia

giudiziaria, anche in considerazione di particolari condizioni, quali

quelle determinate dall'emergenza epidemiologica da COVID-19, previo

parere favorevole del Ministero della giustizia, nel caso in cui i

mutui concessi siano stati estinti per essere stati gli obblighi

derivanti dal finanziamento interamente assolti nei confronti della

società Cassa depositi e prestiti Spa ovvero nel caso in cui i mutui

concessi siano in ammortamento e sia cessata la   destinazione

dell'immobile a finalità di edilizia giudiziaria».

                             Art. 114

Differimento dei termini per la stabilizzazione dei contributi a

favore dei comuni per interventi di messa in sicurezza di scuole,

strade, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l'abbattimento

delle barriere architettoniche.

  1. In considerazione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, al

fine di assicurare, limitatamente all'anno 2020, a favore dei comuni,

la stabilizzazione dei contributi per gli interventi di messa in

sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale e

per l'abbattimento delle barriere architettoniche, dalla data di

entrata in vigore del presente decreto sono differiti i termini di

seguito indicati:

  1.    a) il termine di cui all'articolo 30, comma 14-ter, terzo

periodo, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con

modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, é fissato al 15

settembre;

  1. b) il termine di cui all'articolo 30, comma 14-ter, quarto

periodo, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con

modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, é fissato al 15

ottobre;

  1. c) il termine di cui all'articolo 30, comma 14-ter, sesto

periodo, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con

modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, é fissato al 15

dicembre.

                           Art. 114 bis

           Enti in riequilibrio. Sospensione di termini

  1. Il termine di impugnazione previsto dal comma 5 dell'articolo

243-quater del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti

locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in

scadenza dall'8 marzo 2020 fino alla fine dell'emergenza da COVID-19,

decorre dal 1° gennaio 2021.

  1. La verifica sullo stato di attuazione del piano di riequilibrio

finanziario pluriennale relativa al primo semestre dell'anno 2020,

prevista dal comma 6 dell'articolo 243-quater del testo unico delle

leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui   al   decreto

legislativo 18 agosto 2000, n. 267, é effettuata nell'ambito della

verifica relativa al secondo semestre del medesimo anno, la quale

riguarda l'intero anno e tiene conto degli effetti dell'emergenza

epidemiologica da COVID-19.

                           Art. 114 ter

Misure urgenti per la distribuzione del gas naturale nei comuni

                               montani

  1. Dopo il comma 4 dell'articolo 23 del decreto legislativo 23

maggio 2000, n. 164, é inserito il seguente:

« 4-bis. Le estensioni e i potenziamenti di reti e di impianti

esistenti nei comuni già metanizzati e le nuove costruzioni di reti

e di impianti in comuni da metanizzare appartenenti alla zona

climatica F prevista dall'articolo 2 del regolamento di cui al

decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e

classificati come territori montani ai sensi della legge 3 dicembre

1971, n. 1102, nonché nei comuni che hanno presentato nei termini

previsti la domanda di contributo relativamente al completamento del

programma di metanizzazione del   Mezzogiorno   ai   sensi   della

deliberazione del Comi-tato interministeriale per la programmazione

economica n. 5/2015 del 28 gennaio 2015, nei limiti delle risorse

già assegnate, si   considerano   efficienti   e   già   valutati

positivamente ai fini dell'analisi dei costi e dei benefici per i

consumatori. Il Comitato interministeriale per la programmazione

economica aggiorna conseguentemente i tempi per   le   attività

istruttorie sulle domande di cui alle deliberazioni adottate in

materia. A tale fine l'Autorità di regolazione per energia, reti e

ambiente ammette a integrale riconoscimento tariffario i relativi

investimenti ».

                             Art. 115

Fondo di liquidità per il pagamento dei debiti commerciali degli

                         enti territoriali

  1. É istituito nello stato   di   previsione   del   Ministero

dell'economia e delle finanze un fondo, denominato «Fondo per

assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed

esigibili», con una dotazione di 12.000 milioni di euro per il 2020.

Il Fondo di cui al periodo precedente é distinto in due sezioni a

cui corrispondono due articoli del relativo capitolo del bilancio

dello Stato, denominate rispettivamente «Sezione per assicurare la

liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli

enti locali e delle regioni e province autonome per debiti diversi da

quelli finanziari e sanitari» con una dotazione di 8.000 milioni di

euro e «Sezione per assicurare la liquidità alle regioni e alle

province autonome per pagamenti dei debiti certi, liquidi   ed

esigibili degli enti del Servizio Sanitario Nazionale», con una

dotazione di 4.000 milioni di euro. Con decreto del Ministro

dell'economia e delle finanze da comunicare al Parlamento, possono

essere disposte variazioni compensative, in termini di competenza e

di cassa, tra i predetti articoli in relazione alle richieste di

utilizzo delle risorse. Nell'ambito della «Sezione per assicurare la

liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli

enti locali e delle regioni e province autonome per debiti diversi da

quelli finanziari e sanitari» le risorse sono ripartite in due quote:

una quota pari a 6.500 milioni di euro destinata agli enti locali e

una quota pari a 1.500 milioni di euro destinata alle regioni e

province autonome. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a

12.000 milioni di euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi

dell'art. 265.

  1. Ai fini dell'immediata operatività del «Fondo per assicurare la

liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili» di

cui al comma 1, il Ministero dell'economia e delle finanze stipula

con la Cassa depositi e prestiti S.p.A., entro 10 giorni dall'entrata

in vigore del presente decreto, un'apposita convenzione e trasferisce

le disponibilità delle Sezioni che costituiscono il Fondo su due

conti correnti appositamente accesi presso la Tesoreria centrale

dello Stato, intestati al Ministero dell'economia e delle finanze, su

cui la Cassa depositi e prestiti S.p.A. é autorizzata ad effettuare

operazioni di prelevamento e versamento per le finalità di cui alle

predette Sezioni. La suddetta Convenzione definisce, tra l'altro,

criteri e modalità per l'accesso da parte degli enti locali e delle

regioni e province autonome alle risorse delle Sezioni, secondo un

contratto tipo, approvato con decreto del Direttore generale del

Tesoro e pubblicato sui siti internet del Ministero dell'economia e

delle finanze e della Cassa depositi e prestiti S.p.A., nonché i

criteri e le modalità di gestione delle Sezioni da parte di Cassa

depositi e prestiti S.p.A. La convenzione é pubblicata sui siti

internet del Ministero dell'economia e delle finanze e della Cassa

depositi e prestiti S.p.A.

  1. Per le attività oggetto della convenzione di cui al comma 2 é

autorizzata la spesa complessiva di 300.000 euro per l'anno 2020 cui

si provvede ai sensi dell'articolo 265.

  1. Per il potenziamento della struttura di gestione e assistenza

tecnica della piattaforma elettronica per la gestione telematica del

rilascio delle certificazioni di cui all'articolo 7, comma 1, del

decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni,

dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, necessario   per   garantire

l'operatività di cui agli articoli 116 e 117 del presente decreto,

é autorizzata la spesa complessiva di 300.000 euro per l'anno 2020 a

cui si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 116

Pagamento dei debiti degli enti locali e delle regioni e province

                             autonome

  1. Gli enti locali di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto

legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le regioni e le province autonome

che in caso di carenza di liquidità, anche a seguito della

situazione straordinaria di emergenza sanitaria derivante dalla

diffusione dell'epidemia da COVID-19, non possono far fronte ai

pagamenti dei debiti certi liquidi ed esigibili maturati alla data

del 31 dicembre 2019, relativi a somministrazioni, forniture, appalti

e a obbligazioni per prestazioni professionali, possono chiedere, con

deliberazione della Giunta, nel periodo intercorrente tra il 15

giugno 2020 e il 7 luglio 2020 alla Cassa depositi e prestiti S.p.A.

l'anticipazione di liquidità da destinare ai predetti pagamenti,

secondo le modalità stabilite nella convenzione di cui all'articolo

115, comma 2. L'anticipazione di liquidità per il pagamento di

debiti fuori bilancio é subordinata al relativo riconoscimento.

  1. Le anticipazioni di liquidità di cui al comma 1 non comportano

la disponibilità di risorse aggiuntive per gli enti richiedenti, ma

consentono di superare temporanee carenze di liquidità e   di

effettuare pagamenti relativi a spese per le quali é già prevista

idonea copertura di bilancio e non costituiscono indebitamento ai

sensi dell'articolo 3, comma 17, della legge 24 dicembre 2003, n.

  1. Con riferimento agli enti locali, le anticipazioni sono concesse

in deroga alle disposizioni di cui agli articoli 203 e 204 del testo

unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Con

riferimento alle regioni e province autonome, le anticipazioni sono

concesse in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 62 del

decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. Successivamente al

perfezionamento del contratto di anticipazione, gli enti richiedenti

adeguano le relative iscrizioni nel bilancio di previsione nel

rispetto di quanto previsto dal paragrafo 3.20-bis del principio

applicato della contabilità finanziaria di cui all'allegato 4/2 al

decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. La quota del risultato di

amministrazione accantonata nel fondo anticipazione di liquidità é

applicata al bilancio di previsione anche da parte degli enti in

disavanzo di amministrazione.

  1. La richiesta di anticipazione di liquidità presentata ai sensi

del comma 1 é corredata di un'apposita dichiarazione sottoscritta

dal rappresentante legale dell'ente richiedente, contenente l'elenco

dei debiti da pagare con l'anticipazione, come qualificati al

medesimo comma 1, redatta utilizzando il modello generato dalla

piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle

certificazioni di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 8

aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6

giugno 2013, n. 64, e dell'attestazione di copertura finanziaria

delle spese concernenti il rimborso delle rate di ammortamento,

verificata dall'organo di controllo di regolarità amministrativa e

contabile.

  1. L'anticipazione é concessa, entro il 24 luglio 2020 a valere

sulla «Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti

certi, liquidi ed esigibili degli enti locali e delle regioni e

province autonome per debiti diversi da quelli finanziari e sanitari»

di cui all'articolo 115, comma 1, proporzionalmente alle richieste di

anticipazione pervenute e, comunque, nei   limiti   delle   somme

disponibili nella sezione medesima. Qualora le richieste presentate a

valere su una delle due quote della Sezione di cui al periodo

precedente siano state pienamente soddisfatte, le risorse residue

possono essere destinate alle eventuali richieste non soddisfatte

presentate per l'altra quota della medesima sezione.

  1. L'anticipazione é restituita, con piano di ammortamento a rate

costanti, comprensive di quota capitale e quota interessi, con durata

fino a un massimo di 30 anni o anticipatamente in conseguenza del

ripristino della normale gestione della liquidità, alle condizioni

di cui al contratto tipo di cui al precedente articolo 115, comma 2.

La rata annuale é corrisposta a partire dall'esercizio 2022 e non

oltre il 31 ottobre di ciascun anno. Dalla data dell'erogazione e

sino alla data di decorrenza dell'ammortamento saranno corrisposti,

il giorno lavorativo bancario antecedente tale data, interessi di

preammortamento. Il tasso di interesse da applicare alle suddette

anticipazioni é pari al rendimento di mercato dei Buoni Poliennali

del Tesoro a 5 anni in corso di emissione rilevato dal Ministero

dell'economia e delle finanze-Dipartimento del tesoro alla data della

pubblicazione del presente decreto e pubblicato sul sito internet del

medesimo Ministero.

  1. Con riferimento alle anticipazioni concesse agli enti locali, in

caso di mancata corresponsione di qualsiasi somma dovuta ai sensi del

contratto di anticipazione, alle scadenze ivi previste, sulla base

dei dati comunicati dalla Cassa depositi e prestiti S.p.A., l'Agenzia

delle entrate provvede a trattenere le relative somme, per i comuni

interessati, all'atto del pagamento   agli   stessi   dell'imposta

municipale propria, riscossa tramite modello F24 o altre modalità di

riscossione e, per le città metropolitane e le province, all'atto

del riversamento alle medesime dell'imposta sulle assicurazioni

contro la responsabilità civile, derivante dalla circolazione dei

veicoli a motore, esclusi i ciclomotori, di cui all'articolo 60 del

decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, riscossa tramite

modello F24. Con riferimento alle anticipazioni concesse alle regioni

e alle province autonome, in caso di mancata corresponsione di

qualsiasi somma dovuta ai sensi del contratto di anticipazione, alle

scadenze ivi previste, si può procedere al recupero a valere delle

giacenze depositate a qualsiasi titolo nei conti aperti presso la

tesoreria statale.

  1. All'esito del pagamento di tutti i debiti di cui al comma 1, gli

enti devono utilizzare eventuali somme residue per la parziale

estinzione dell'anticipazione di liquidità concessa alla prima

scadenza di pagamento della rata prevista dal relativo contratto. La

mancata estinzione dell'anticipazione entro il termine di cui al

precedente periodo é rilevante ai fini della misurazione e della

valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili

e comporta responsabilità dirigenziale e disciplinare ai sensi degli

articoli 21 e 55 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

  1. Gli enti provvedono all'estinzione dei debiti di cui al comma 1

entro il trentesimo giorno successivo alla data di erogazione. Il

mancato pagamento dei debiti entro il termine di cui al periodo

precedente é rilevante ai fini della misurazione e della valutazione

della performance individuale dei dirigenti responsabili e comporta

responsabilità dirigenziale e disciplinare ai sensi degli articoli

21 e 55 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. La Cassa

depositi e prestiti S.p.A. verifica, attraverso la piattaforma

elettronica di cui al comma 3, l'avvenuto pagamento dei debiti di cui

al medesimo comma e, in caso di mancato pagamento, può chiedere, per

il corrispondente importo, la restituzione dell'anticipazione, anche

ricorrendo alle modalità di cui al comma 6.

  1. Le anticipazioni di cui al comma 1 possono essere utilizzate dai

comuni, dalle province, dalle città metropolitane, dalle regioni e

dalle province autonome anche ai fini del rimborso, totale o

parziale, del solo importo in linea capitale delle anticipazioni

concesse dagli istituti finanziatori ai sensi dell'articolo 4, commi

da 7-bis a 7-novies, del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231,

che risultino erogate alla data del 15 giugno 2020, nel rispetto

delle pattuizioni contrattuali.

                             Art. 117

Disposizioni in materia di anticipo del finanziamento sanitario

corrente e di pagamento dei debiti degli enti sanitari.

  1. In considerazione dell'emergenza COVID-19, in deroga a quanto

previsto dall'articolo 2, comma 68, lettere b) e c), della legge 23

dicembre 2009, n. 191, e nelle more dell'adozione delle delibere del

CIPE, il Ministero dell'economia e delle finanze é autorizzato:

  1. a) a concedere alle regioni a statuto ordinario e alla Regione

siciliana anticipazioni con riferimento al livello del finanziamento

a cui concorre ordinariamente lo Stato, nella misura del 99 per cento

delle somme dovute a titolo di finanziamento ordinario della quota

indistinta per l'anno 2020, al netto delle entrate proprie e, per la

Regione siciliana, della compartecipazione regionale al finanziamento

della spesa sanitaria. Per le regioni che risultano adempienti

nell'ultimo triennio rispetto agli adempimenti   previsti   dalla

normativa vigente,   la   misura   della   citata   erogazione   del

finanziamento é fissata al livello del 99,5 per cento. Le medesime

percentuali di cui alla presente lettera sono applicate all'anno 2019

per cui si procede all'erogazione di quota parte delle quote premiali

accantonate. Sono rideterminate di conseguenza le somme di cui

all'articolo 2, comma 68, lettera c) della citata legge 23 dicembre

2009, n. 191, per gli anni 2019 e 2020;

  1. b) a trasferire alle regioni il finanziamento destinato agli

interventi di medicina penitenziaria, il finanziamento destinato al

superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, ove spettante, il

finanziamento destinato agli istituti zooprofilattici sperimentali

per l'anno 2020, nelle misure indicate nella proposta al CIPE di

riparto del Ministero della salute su cui é stata raggiunta l'Intesa

in sede di Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le

regioni e le province autonome di Trento e Bolzano il 31 marzo 2020,

rep. atti 55/CSR;

  1. c) a trasferire alle regioni, in deroga a quanto previsto

dall'articolo 1, comma 34-bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662,

e ferme restando le verifiche   del   Comitato   permanente   per

l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza sui progetti

presentati dalle regioni anche ai fini dell'eventuale recupero delle

somme in caso di verifica negativa dei medesimi progetti a valere

sulle somme a qualsiasi titolo spettanti negli esercizi successivi,

il 100 per cento del finanziamento stabilito per l'anno 2020 per gli

obiettivi del piano sanitario nazionale nelle misure indicate nella

proposta al CIPE di riparto del Ministero della salute su cui é

stata raggiunta l'Intesa in sede di Conferenza permanente per i

rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e

Bolzano il 31 marzo 2020, rep. atti 56/CSR, nonché la quota residua

del finanziamento degli obiettivi del piano sanitario nazionale per

gli anni 2018 e 2019;

  1. d) ad anticipare all'Istituto superiore di sanità, all'Istituto

nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e

per il contrasto delle malattie della povertà e al Centro nazionale

sangue il 100 per cento del finanziamento stabilito per l'anno 2020

nell'ambito degli obiettivi del piano sanitario nazionale nelle

misure indicate nella proposta al CIPE di riparto del Ministero della

salute su cui é stata raggiunta l'Intesa in sede di Conferenza

permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province

autonome di Trento e Bolzano il 31 marzo 2020, rep.atti 56/CSR e il

100 per cento del finanziamento stabilito per l'anno 2019 nell'ambito

degli obiettivi del piano sanitario nazionale, nelle more del

perfezionamento dei procedimenti previsti ai fini dell'accesso al

finanziamento e fermi restando eventuali recuperi a valere sulle

somme spettanti negli esercizi successivi in caso di   mancato

perfezionamento dei citati procedimenti;

  1. e) ad anticipare alle regioni e agli altri enti un importo fino

al 100 per cento del finanziamento relativo all'anno 2020 assegnato

con Intese raggiunte in sede di Conferenza permanente per i rapporti

fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e

nelle more della relativa delibera del CIPE.

  1. Il Ministero dell'economia e delle finanze   provvede   ai

trasferimenti di cui al comma 1 nei limiti delle disponibilità di

cassa ed é autorizzato   ad   effettuare   eventuali   necessarie

compensazioni ovvero recuperi a valere sulle risorse a qualunque

titolo spettanti alle regioni e agli altri enti anche negli esercizi

successivi.

  1. Per l'anno 2020, in deroga a quanto disposto all'articolo 3,

comma 7, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con

modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, le   regioni

garantiscono l'erogazione ai rispettivi Servizi sanitari regionali,

entro la fine dell'anno, del 100 per cento delle somme che la regione

incassa nel medesimo anno dallo Stato a titolo di finanziamento del

Servizio sanitario nazionale, e delle somme che la stessa regione, a

valere su risorse proprie dell'anno, destina al finanziamento del

proprio servizio sanitario regionale.

  1. Al fine di far fronte alle esigenze straordinarie ed urgenti

derivanti dalla diffusione del COVID-19 nonché per assicurare al

Servizio sanitario   nazionale   la   liquidità   necessaria   allo

svolgimento delle attività legate alla citata emergenza, compreso un

tempestivo pagamento dei debiti commerciali, nei confronti degli enti

del Servizio sanitario nazionale di cui all'articolo 19 del decreto

legislativo 23 giugno 2011, n. 118, non possono essere intraprese o

proseguite azioni esecutive. I pignoramenti e le prenotazioni a

debito sulle rimesse finanziarie trasferite dalle regioni agli enti

del proprio Servizio sanitario regionale effettuati prima della data

di entrata in vigore del presente provvedimento non producono effetti

dalla suddetta data e non vincolano gli enti del Servizio sanitario

regionale e i tesorieri, i quali possono disporre, per le finalità

dei predetti enti legate alla gestione dell'emergenza sanitaria e al

pagamento dei debiti, delle somme agli stessi trasferite durante il

suddetto periodo. Le disposizioni del presente comma si applicano

fino al 31 dicembre 2020.

4-bis. I crediti commerciali certi, liquidi ed esigibili, vantati

nei confronti degli enti del Servizio sanitario nazionale   in

conseguenza di accordi contrattuali stipulati ai sensi dell'articolo

8-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, ove non

certificati mediante la piattaforma elettronica di cui all'articolo 7

del decreto-legge 8   aprile   2013,   n.   35,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, possono essere

ceduti, anche ai sensi della legge 30 aprile 1999, n. 130, solo a

seguito di notificazione della cessione all'ente debitore e di

espressa accettazione da parte di esso. L'ente debitore, effettuate

le occorrenti verifiche, comunica al cedente e al cessionario

l'accettazione o il rifiuto della cessione del credito   entro

quarantacinque giorni dalla data della   notificazione,   decorsi

inutilmente i quali la cessione si intende rifiutata. In ogni caso la

cessione dei crediti, anche se certificati mediante la citata

piattaforma elettronica, deve essere notificata all'ente debitore con

l'indicazione puntuale degli estremi delle singole partite creditorie

cedute. L'ente debitore non risponde dei pagamenti effettuati al

cedente prima della notificazione dell'atto di cessione.

  1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, i cui

enti del Servizio sanitario nazionale a seguito della situazione

straordinaria di emergenza sanitaria derivante dalla diffusione

dell'epidemia da COVID-19 non riescono a far fronte ai pagamenti dei

debiti certi liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre

2019 relativi a somministrazioni, forniture, appalti e a obbligazioni

per prestazioni professionali, possono chiedere con deliberazione

della Giunta, nel periodo intercorrente tra il 15 giugno 2020 e il 7

luglio 2020, alla Cassa depositi e prestiti S.p.A. l'anticipazione di

liquidità da destinare ai predetti pagamenti, secondo le modalità

stabilite nella Convenzione di cui all'articolo 115,comma 2, a valere

sulle risorse della «Sezione per assicurare la liquidità alle

regioni e alle province autonome per pagamenti dei debiti certi,

liquidi ed esigibili degli enti del Servizio Sanitario Nazionale» di

cui all'articolo 115, comma 1.

  1. Le anticipazioni di liquidità di cui al comma 5 non comportano

la disponibilità di risorse aggiuntive per le regioni né per i

relativi enti sanitari e consentono esclusivamente di superare

temporanee carenze di liquidità e di effettuare pagamenti di spese

per le quali é già prevista idonea copertura di bilancio regionale

per costi già iscritti nei bilanci degli enti sanitari, non

costituiscono indebitamento ai sensi dell'articolo 3,comma 17, della

legge 24 dicembre 2003, n. 350, e sono concesse in deroga alle

disposizioni di cui all'articolo 62 del decreto legislativo 23 giugno

2011, n. 118. Successivamente al perfezionamento delle anticipazioni,

le regioni e le province autonome e i relativi enti sanitari

eseguono, per quanto di rispettiva competenza, le dovute scritture

contabili nel rispetto delle disposizioni di cui   al   decreto

legislativo 23 giugno 2011, n. 118. La quota del risultato di

amministrazione accantonata nel fondo anticipazione di liquidità é

applicata al bilancio di previsione anche da parte delle regioni e

delle province autonome in disavanzo di amministrazione.

  1. La richiesta di anticipazione di liquidità presentata ai sensi

del comma 5 é corredata di un'apposita dichiarazione sottoscritta

dal rappresentante legale dell'ente richiedente e dal responsabile

finanziario del medesimo ente contenente l'elenco dei debiti da

pagare con l'anticipazione,come qualificati al medesimo comma 5,

redatta utilizzando il modello generato dalla piattaforma elettronica

per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni di cui

all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35,

convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64.

  1. L'anticipazione é concessa entro   il   24   luglio   2020,

proporzionalmente alle richieste di anticipazione pervenute   e,

comunque, nei limiti delle somme disponibili e delle coperture per il

relativo rimborso predisposte dalle regioni. Eventuali risorse non

richieste possono essere destinate alle eventuali richieste regionali

non soddisfatte. Alla relativa erogazione si provvede previa verifica

positiva, da parte del Tavolo di verifica degli adempimenti regionali

in materia sanitaria di cui all'articolo 12 dell'Intesa raggiunta

presso la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato e le

regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano il 23 marzo

2005, dell'idoneità e della congruità delle misure legislative

regionali, di   copertura   del   rimborso   dell'anticipazione   di

liquidità, maggiorata   dei   relativi   interessi.   Tali   misure

legislative sono approvate dalle regioni entro il 15 luglio 2020 e

sono preliminarmente sottoposte, corredate di puntuale relazione

tecnica che ne dimostri la sostenibilità economico-finanziaria, al

citato Tavolo di verifica degli adempimenti entro il 15 giugno 2020.

  1. L'anticipazione é restituita, con piano di ammortamento a rate

costanti, comprensive di quota capitale e quota interessi, con durata

fino a un massimo di 30 anni o anticipatamente in conseguenza del

ripristino della normale gestione della liquidità, alle condizioni

di cui al contratto tipo di cui al precedente articolo 115, comma 2.

La rata annuale é corrisposta a partire dall'esercizio 2022 e non

oltre il 31 ottobre di ciascun anno. Dalla data dell'erogazione e

sino alla data di decorrenza dell'ammortamento saranno corrisposti,

il giorno lavorativo bancario antecedente tale data, interessi di

preammortamento. Il tasso di interesse da applicare alle suddette

anticipazioni é pari al rendimento di mercato dei Buoni Poliennali

del Tesoro a 5 anni in corso di emissione rilevato dal Ministero

dell'economia e delle finanze-Dipartimento del tesoro alla data della

pubblicazione del presente decreto e pubblicato sul sito internet del

medesimo Ministero.

  1. Le regioni provvedono entro dieci giorni dalla relativa

acquisizione al trasferimento dell'anticipazione di liquidità agli

enti sanitari che provvedono all'estinzione dei debiti di cui al

comma 5 entro i   successivi   sessanta   giorni   dall'erogazione

dell'anticipazione. In caso di gestione sanitaria accentrata presso

la regione questa provvede entro sessanta giorni dall'acquisizione

dell'anticipazione all'estinzione dei debiti di sua competenza. Il

mancato pagamento dei debiti entro il termine di cui al periodo

precedente é rilevante ai fini della misurazione e della valutazione

della performance individuale dei dirigenti responsabili e comporta

responsabilità dirigenziale e disciplinare ai sensi degli articoli

21 e 55 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. La Cassa

depositi e prestiti verifica, attraverso la piattaforma elettronica

di cui al comma 7, l'avvenuto pagamento dei debiti di cui al medesimo

comma e, in caso di mancato pagamento, può chiedere per il

corrispondente importo, la restituzione   dell'anticipazione.   Il

rappresentante legale dell'ente richiedente e   il   responsabile

finanziario forniscono, entro i 5 giorni successivi ai pagamenti, al

Tavolo di verifica per gli adempimenti apposita   dichiarazione

sottoscritta attestante i pagamenti avvenuti.

  1. In caso di mancata corresponsione di qualsiasi somma dovuta ai

sensi del contratto di anticipazione, alle scadenze ivi previste,

ovvero in caso di mancata restituzione di cui al comma 10, sulla base

dei dati comunicati dalla Cassa depositi e prestiti S.p.A., il

Ministero dell'economia e delle finanze provvede al relativo recupero

a valere sulle somme a qualsiasi titolo spettanti.

                             Art. 118

       Riassegnazione al fondo ammortamento titoli di Stato

  1. Gli importi oggetto della restituzione da parte degli enti

territoriali delle somme anticipate dallo Stato, ai sensi degli

articoli 116 e 117, sono annualmente versati ad appositi capitoli

dello stato di previsione dell'entrata del bilancio dello Stato,

distinti per la quota capitale e per la quota interessi. Gli importi

dei versamenti relativi alla quota capitale sono riassegnati al fondo

per l'ammortamento dei titoli di Stato. Sono ugualmente versate

all'entrata del bilancio dello Stato e riassegnate al fondo per

l'ammortamento dei titoli di Stato le eventuali somme, di cui

all'articolo 115, non richieste alla data del 31 dicembre 2020.

                           Art. 118 bis

Disposizioni in materia di assunzioni di personale negli enti in

                             dissesto

  1. Nel rispetto dei principi di risanamento della finanza pubblica

e del contenimento delle spese nonché per ragioni di celerità e di

riduzione dei tempi procedimentali, nell'ottica dell'efficacia e

dell'efficienza della pubblica amministrazione, a decorrere dalla

data di entrata in vigore della legge di conversione del presente

decreto, le regioni a statuto ordinario, le province, le città

metropolitane e i comuni strutturalmente deficitari o sottoposti alla

procedura di riequilibrio finanziario pluriennale o in dissesto,

prima di bandire concorsi per nuove assunzioni di personale a

qualsiasi titolo, possono riattivare e portare a termine eventuali

procedure concorsuali sospese, annullate o revocate per motivi di

interesse pubblico connessi alla razionalizzazione della spesa, a

seguito della acquisizione della condizione di ente strutturalmente

deficitario o della dichiarazione di   dissesto   finanziario   o

dell'adesione alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale.

La definitiva assunzione di personale é effettuata nel rispetto

delle disposizioni dell'articolo 243, comma 1, del testo unico di cui

al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di

controllo della Commissione per la stabilità finanziaria degli enti

locali presso il Ministero dell'interno, e in coerenza con i piani

triennali dei fabbisogni di personale.

                           Art. 118 ter

Riduzione di aliquote e tariffe degli enti territoriali in caso di

pagamento mediante domiciliazione bancaria.

  1. Gli enti territoriali possono, con propria deliberazione,

stabilire una riduzione fino al 20 per cento delle aliquote e delle

tariffe delle proprie entrate tributarie e patrimoniali, applicabile

a condizione che il soggetto passivo obbligato provveda ad adempiere

mediante autorizzazione permanente all'addebito diretto del pagamento

su conto corrente bancario o postale.

                           Art. 118 quater

Modifiche al comma 346 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015,

  1. 208
  2. All'articolo 1, comma 346, della legge 28 dicembre 2015, n. 208,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al quinto periodo, la parola: «2019» é sostituita dalla

seguente: «2020»;

  1. b) il sesto periodo é soppresso.
  2. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 1,5 milioni

di euro per l'anno 2020, si provvede mediante   corrispondente

riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23

dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5,

del presente decreto.

                         Art. 118 quinquies

Modifica al comma 368 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018,

  1. 145
  2. Al comma 368 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n.

145, é aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Al fine di fornire

supporto tecnico agli enti   locali   nell'individuazione,   nella

regolarizzazione, nella trasformazione e nella messa a norma delle

strutture di proprietà dei medesimi enti da   utilizzare   per

l'emergenza da COVID-19, l'Agenzia del demanio e le regioni possono

avvalersi della Fondazione di cui al presente comma. Per tali

finalità sono stanziati a favore della medesima Fondazione 300.000

euro per l'anno 2020».

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 300.000 euro

per l'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione del

Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014,

  1. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del presente

decreto.

Titolo VI

MISURE FISCALI

                             Art. 119

Incentivi per l'efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e

             colonnine di ricarica di veicoli elettrici

  1. La detrazione di cui all'articolo 14 del decreto-legge 4 giugno

2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto

2013, n. 90, si applica nella misura del 110 per cento per le spese

documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1°

luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi

diritto in cinque quote annuali di pari importo, nei seguenti casi:

  1. a) interventi di isolamento termico delle   superfici   opache

verticali, orizzontali e inclinate che interessano   l'involucro

dell'edificio con un'incidenza superiore al 25 per cento della

superficie disperdente lorda dell'edificio o dell'unità immobiliare

situata all'interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente

indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall'esterno.

La detrazione di cui alla presente lettera é calcolata su un

ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 50.000 per gli

edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all'interno

di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e

dispongano di uno o più accessi autonomi dall'esterno; a euro 40.000

moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono

l'edificio per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;

a euro 30.000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che

compongono l'edificio per gli edifici composti da più di otto unità

immobiliari. I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i

criteri ambientali minimi di   cui   al   decreto   del Ministro

dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre

2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6 novembre 2017;

  1. b) interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione

degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti

centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura

di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari

alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n.

811/2013 della Commissione, del 18 febbraio 2013, a pompa di calore,

ivi compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati

all'installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5 e

relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6, ovvero con impianti

di microcogenerazione o a collettori solari, nonché, esclusivamente

per i comuni montani non interessati dalle procedure europee di

infrazione n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28

maggio 2015 per l'inottemperanza dell'Italia agli obblighi previsti

dalla direttiva 2008/50/CE, l'allaccio a sistemi di teleriscaldamento

efficiente, definiti ai sensi dell'articolo 2, comma 2,lettera tt),

del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102. La detrazione di cui

alla presente lettera é calcolata su un ammontare complessivo delle

spese non superiore a euro 20.000 moltiplicati per il numero delle

unità immobiliari che compongono l'edificio per gli edifici composti

fino a otto unità immobiliari ovvero a euro 15.000 moltiplicati per

il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio per gli

edifici composti da più di otto unità   immobiliari   ed   é

riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla

bonifica dell'impianto sostituito;

  1. c) interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari

situate   all'interno   di   edifici   plurifamiliari   che   siano

funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi

autonomi dall'esterno per la sostituzione   degli   impianti   di

climatizzazione   invernale   esistenti   con   impianti   per   il

riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda

sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A

di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della

Commissione, del 18 febbraio 2013, a pompa di calore, ivi compresi

gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all'installazione di

impianti fotovoltaici di cui al comma 5 e relativi sistemi di

accumulo   di   cui   al   comma   6,   ovvero   con   impianti   di

microcogenerazione, a collettori solari o, esclusivamente per le aree

non metanizzate nei comuni non interessati dalle procedure europee di

infrazione n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28

maggio 2015 per l'inottemperanza dell'Italia agli obblighi previsti

dalla direttiva 2008/50/CE, con caldaie a biomassa aventi prestazioni

emissive con i valori previsti almeno per la classe 5 stelle

individuata ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro

dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 7 novembre

2017, n. 186, nonché, esclusivamente per i comuni montani non

interessati dalle procedure europee di infrazione n. 2014/2147 del 10

luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per l'inottemperanza

dell'Italia agli obblighi previsti dalla direttiva   2008/50/CE,

l'allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente, definiti ai

sensi dell'articolo 2, comma 2, lettera tt), del decreto legislativo

4 luglio 2014, n. 102. La detrazione di cui alla presente lettera é

calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a

euro 30.000 ed é riconosciuta anche per le spese relative allo

smaltimento e alla bonifica dell'impianto sostituito.

  1. L'aliquota prevista al comma 1, alinea, del presente articolo si

applica anche a tutti gli altri interventi di efficienza energetica

di cui all'articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63,

convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, nei

limiti di spesa previsti,per ciascun intervento di   efficienza

energetica, dalla legislazione vigente,a condizione   che   siano

eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui al

citato comma 1. Qualora l'edificio sia sottoposto ad almeno uno dei

vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di

cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, o gli interventi

di cui al citato comma 1 siano vietati da regolamenti edilizi,

urbanistici e ambientali, la detrazione si applica a tutti gli

interventi di cui al presente comma, anche se   non   eseguiti

congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui al medesimo

comma 1, fermi restando i requisiti di cui al comma 3.

  1. Ai fini dell'accesso alla detrazione, gli interventi di cui ai

commi 1 e 2 del presente articolo devono rispettare i requisiti

minimi previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell'articolo 14

del decreto-legge 4   giugno   2013,   n.   63,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e, nel loro

complesso, devono assicurare, anche congiuntamente agli interventi di

cui ai commi 5 e 6 del presente articolo, il miglioramento di almeno

due classi energetiche dell'edificio o delle unità immobiliari

situate all'interno di edifici plurifamiliari le   quali   siano

funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi

autonomi dall'esterno, ovvero, se ciò non sia possibile,   il

conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare

mediante l'attestato di prestazione energetica (A.P.E.), di cui

all'articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, prima

e dopo l'intervento, rilasciato da un tecnico abilitato nella forma

della dichiarazione asseverata. Nel rispetto dei suddetti requisiti

minimi, sono ammessi all'agevolazione, nei limiti stabiliti per gli

interventi di cui ai citati commi 1 e 2, anche gli interventi di

demolizione e ricostruzione di cui all'articolo 3, comma 1, lettera

d), del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in

materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6

giugno 2001, n. 380.

3-bis. Per gli interventi effettuati dai soggetti di cui al comma

9, lettera c), le disposizioni dei commi da 1 a 3 si applicano anche

alle spese, documentate e rimaste a carico del   contribuente,

sostenute dal 1°gennaio 2022 al 30 giugno 2022.

  1. Per gli interventi di cui ai commi da 1-bis a 1-septies

dell'articolo 16 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito,

con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90,l'aliquota delle

detrazioni spettanti é elevata al 110 per cento per le spese

sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Per gli interventi

di cui al primo periodo, in caso di cessione del corrispondente

credito ad un'impresa di assicurazione e di contestuale stipulazione

di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la

detrazione prevista nell'articolo 15, comma 1, lettera f-bis), del

testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del

Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, spetta nella

misura del 90 per cento. Le disposizioni del primo e del secondo

periodo non si applicano agli edifici ubicati nella zona sismica 4 di

cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274

del 20 marzo 2003, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta

Ufficiale n. 105 dell'8 maggio 2003.

4-bis.La detrazione spettante ai sensi del comma 4 del presente

articolo é riconosciuta anche per la realizzazione di sistemi di

monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici, a condizione

che sia eseguita congiuntamente a uno degli interventi di cui ai

commi da 1-bis a 1-septies dell'articolo 16 del decreto-legge 4

giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3

agosto 2013, n. 90, nel rispetto dei limiti di spesa previsti dalla

legislazione vigente per i medesimi interventi.

  1. Per l'installazione di impianti solari fotovoltaici connessi

alla rete elettrica su edifici ai sensi dell'articolo 1, comma 1,

lettere a), b), c) e d),del regolamento di cui al decreto del

Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, la detrazione di

cui all'articolo 16-bis, comma 1, del testo unico di cui al decreto

del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, spetta, per

le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, nella

misura del 110 per cento, fino ad un ammontare complessivo delle

stesse spese non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di

spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell'impianto

solare fotovoltaico, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque

quote annuali di pari importo, sempreché l'installazione degli

impianti sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi di cui

ai commi 1 o 4 del presente articolo. In caso di interventi di cui

all'articolo 3, comma 1, lettere d), e) e f), del testo unico di cui

al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, il

predetto limite di spesa é ridotto ad euro 1.600 per ogni kW di

potenza nominale.

  1. La detrazione di cui al comma 5 é riconosciuta anche per

l'installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo

integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati con   la

detrazione di cui al medesimo comma 5, alle stesse condizioni, negli

stessi limiti di importo e ammontare complessivo e comunque nel

limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di capacità di accumulo

del sistema di accumulo.

  1. La detrazione di cui ai commi 5 e 6 del presente articolo é

subordinata alla cessione in favore del Gestore   dei   servizi

energetici (GSE),con le modalità di cui all'articolo 13, comma 3,

del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, dell'energia non

autoconsumata insito ovvero non condivisa per l'autoconsumo, ai sensi

dell'articolo 42- bis del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162,

convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, e

non é cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di

agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea,

nazionale e regionale, compresi i fondi di garanzia e di rotazione di

cui all'articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011,

  1. 28, e gli incentivi per lo scambio sul posto di cui all'articolo

25-bis del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con

modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116. Con il decreto di

cui al comma 9 del citato articolo 42-bis del decreto-legge n. 162

del 2019, il Ministro dello sviluppo economico individua i limiti e

le modalità relativi all'utilizzo e alla valorizzazione dell'energia

condivisa prodotta da impianti incentivati ai sensi del presente

comma.

  1. Per l'installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli

elettrici negli edifici, la detrazione di cui all'articolo 16-ter del

decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni,

dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, é riconosciuta nella misura del

110 per cento, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote

annuali di pari importo, sempreché l'installazione sia eseguita

congiuntamente ad uno degli interventi di cui al comma 1 del presente

articolo.

  1. Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 8 si applicano agli

interventi effettuati:

  1. a) dai condomini;
  2. b) dalle persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività

di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari, salvo quanto

previsto al comma 10;

  1. c) dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati

nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti

Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai

requisiti della legislazione europea in materia di «in   house

providing» per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà

ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale

pubblica;

  1. d) dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per

interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati

in godimento ai propri soci.

d-bis) dalle organizzazioni non lucrative di utilità sociale di

cui all'articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460,

dalle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui

all'articolo 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266, e   dalle

associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e

nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di

Bolzano previsti dall'articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383;

  1. e) dalle associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte

nel registro istituito ai sensi dell'articolo 5, comma 2, lettera c),

del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, limitatamente ai

lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a

spogliatoi.

  1. I soggetti di cui al comma 9, lettera b), possono beneficiare

delle detrazioni di cui ai commi da 1 a 3 per gli interventi

realizzati sul numero massimo di due unità immobiliari, fermo

restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi

effettuati sulle parti comuni dell'edificio.

  1. Ai fini dell'opzione per la cessione o per lo sconto di cui

all'articolo 121, il contribuente richiede il visto di conformità

dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei

presupposti che danno diritto alla detrazione d'imposta per gli

interventi di cui al presente articolo. Il visto di conformità é

rilasciato ai sensi dell'articolo 35 del decreto legislativo 9 luglio

1997, n. 241, dai soggetti indicati alle lettere a) e b) del comma 3

dell'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente

della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e dai   responsabili

dell'assistenza fiscale dei centri costituiti dai soggetti di cui

all'articolo 32 del citato decreto legislativo n. 241 del 1997.

  1. I dati relativi all'opzione sono comunicati esclusivamente in

via telematica, anche avvalendosi dei soggetti che rilasciano il

visto di conformità di cui al comma 11, secondo quanto disposto con

provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, che definisce

anche le modalità attuative del presente articolo, da adottare entro

trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di

conversione del presente decreto.

  1. Ai fini della detrazione del 110 per cento di cui al presente

articolo e dell'opzione per la cessione o per lo sconto di cui

all'articolo121:

  1. a) per gli interventi di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente

articolo, i tecnici abilitati asseverano il rispetto dei requisiti

previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell'articolo 14 del

decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni,

dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e la corrispondente congruità

delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una

copia dell'asseverazione é trasmessa, esclusivamente   per   via

telematica, all'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia

e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA). Con decreto del Ministro

dello sviluppo economico, da emanare entro trenta giorni dalla data

di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,

sono stabilite le modalità   di   trasmissione   della   suddetta

asseverazione e le relative modalità attuative;

  1. b) per gli interventi di cui al comma 4, l'efficacia degli stessi

al fine della riduzione del rischio sismico é asseverata dai

professionisti incaricati della progettazione strutturale, della

direzione dei lavori delle strutture e del collaudo statico, secondo

le rispettive competenze professionali, iscritti agli ordini o ai

collegi professionali di appartenenza, in base alle disposizioni del

decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 58 del

28 febbraio 2017. I professionisti incaricati attestano altresì la

corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli

interventi agevolati.Il soggetto che rilascia il visto di conformità

di cui al comma 11 verifica la presenza delle asseverazioni e delle

attestazioni rilasciate dai professionisti incaricati.

13-bis. L'asseverazione di cui al comma 13, lettere a) e b),del

presente articolo é rilasciata al termine dei lavori o per ogni

stato di avanzamento dei lavori sulla base delle condizioni e nei

limiti di cui all'articolo 121. L'asseverazione rilasciata dal

tecnico abilitato attesta i requisiti tecnici sulla base del progetto

e dell'effettiva realizzazione.Ai fini dell'asseverazione   della

congruità delle spese si fa riferimento ai prezzari individuati dal

decreto di cui al comma 13, lettera a).Nelle more dell'adozione del

predetto decreto, la congruità delle spese é determinata facendo

riferimento ai prezzi riportati nei prezzari predisposti dalle

regioni e dalle province autonome, ai listini ufficiali o ai listini

delle locali camere di   commercio,   industria,   artigianato   e

agricoltura ovvero, in difetto, ai prezzi correnti di mercato in base

al luogo di effettuazione degli interventi.

  1. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni penali ove il

fatto costituisca reato, ai soggetti che rilasciano attestazioni e

asseverazioni infedeli si applica   la   sanzione   amministrativa

pecuniaria da euro 2.000 a euro 15.000 per ciascuna attestazione o

asseverazione infedele resa. I soggetti di cui al primo periodo

stipulano una polizza di assicurazione della responsabilità civile,

con massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni

rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle predette

attestazioni o asseverazioni e, comunque, non inferiore a 500.000

euro, al fine di garantire ai propri clienti e al bilancio dello

Stato   il   risarcimento   dei   danni   eventualmente   provocati

dall'attività prestata. La non veridicità delle attestazioni o

asseverazioni comporta la decadenza dal beneficio. Si applicano le

disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689. L'organo addetto

al controllo sull'osservanza della presente disposizione ai sensi

dell'articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689, é individuato

nel Ministero dello sviluppo economico.

  1. Rientrano tra le spese detraibili per gli interventi di cui al

presente articolo quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni

e delle asseverazioni di cui ai commi 3 e 13 e del visto di

conformità di cui al comma 11.

15-bis. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle

unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e

A/9.

  1. Al fine di semplificare l'attuazione delle norme in materia di

interventi di efficienza energetica e di coordinare le stesse con le

disposizioni dei commi da 1 a 3 del presente articolo, all'articolo

14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, sono apportate le

seguenti modificazioni, con efficacia dal 1° gennaio 2020:

  1. a) il secondo, il terzo e il quarto periodo del comma 1 sono

soppressi;

  1. b) dopo il comma 2 é inserito il seguente:

«2.1. La detrazione di cui ai commi 1 e 2 é ridotta al 50 per

cento per le spese, sostenute dal 1° gennaio 2018, relative agli

interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di

infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di

climatizzazione invernale con impianti   dotati   di   caldaie   a

condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto

prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione,

del 18 febbraio 2013. Sono esclusi dalla detrazione di cui al

presente articolo gli interventi di sostituzione di impianti di

climatizzazione invernale con impianti   dotati   di   caldaie   a

condensazione con efficienza inferiore alla classe di cui al periodo

precedente. La detrazione si applica nella misura del 65 per cento

per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione

invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione,   di

efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal citato

regolamento delegato (UE) n. 811/2013, e contestuale installazione di

sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI

oppure VIII della comunicazione 2014/C 207/02 della Commissione, o

con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di

calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica

ed espressamente concepiti dal fabbricante per   funzionare   in

abbinamento tra loro, o per le spese sostenute per l'acquisto e la

posa in opera di generatori d'aria calda a condensazione».

16-bis. L'esercizio di impianti fino a 200 kW da parte di comunità

energetiche rinnovabili costituite in forma di enti non commerciali o

da parte di condomini che aderiscono alle configurazioni di cui

all'articolo 42-bis del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162,

convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8,

non costituisce svolgimento di attività commerciale abituale. La

detrazione prevista dall'articolo 16-bis, comma 1, lettera h), del

testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22

dicembre 1986, n. 917, per gli impianti a fonte rinnovabile gestiti

da soggetti che aderiscono alle configurazioni di cui al citato

articolo 42-bis del decreto-legge n. 162 del 2019 si applica fino

alla soglia di 200 kW e per un ammontare complessivo di spesa non

superiore a euro 96.000.

16-ter. Le disposizioni del comma 5 si applicano all'installazione

degli impianti di cui al comma 16-bis. L'aliquota di cui al medesimo

comma 5 si applica alla quota di spesa corrispondente alla potenza

massima di 20 kW e per la quota di spesa corrispondente alla potenza

eccedente 20 kW spetta la detrazione stabilita dall'articolo 16-bis,

comma 1, lettera h), del testo unico di cui al decreto del Presidente

della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nel limite massimo di

spesa complessivo di euro 96.000 riferito all'intero impianto.

16-quater. Agli oneri derivanti dall'attuazione del   presente

articolo,valutati in 63,6 milioni di euro per l'anno 2020, in 1.294,3

milioni di euro per l'anno 2021, in 3.309,1 milioni di euro per

l'anno 2022, in 2.935 milioni di euro per l'anno 2023, in 2.755,6

milioni di euro per l'anno 2024, in 2.752,8 milioni di euro per

l'anno 2025, in 1.357,4 milioni di euro per l'anno 2026,in 27,6

milioni di euro per l'anno 2027, in 11,9 milioni di euro per l'anno

2031 e in 48,6 milioni di euro per l'anno 2032, si provvede ai sensi

dell'articolo 265.

                           Art. 119 bis

Modifiche all'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162,

convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8

  1. All'articolo 1, comma 8-ter, del decreto-legge 30 dicembre 2019,
  2. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020,
  3. 8, sono apportate le seguenti modificazioni:
  4. a) le parole: «al 30 giugno 2020» sono sostituite dalle seguenti:

«al 31 ottobre 2020»;

  1. b) le parole: «, per fatti non imputabili all'amministrazione» sono

soppresse.

                             Art. 120

   Credito d'imposta per l'adeguamento degli ambienti di lavoro

  1. Al fine di sostenere ed incentivare l'adozione di misure legate

alla necessità di adeguare i processi produttivi e gli ambienti di

lavoro, ai soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione

in luoghi aperti al pubblico indicati nell'allegato   2,   alle

associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli

enti del Terzo settore, é riconosciuto un credito d'imposta in

misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020, per un

massimo di 80.000 euro, in relazione agli interventi necessari per

far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento

contro la diffusione del virus COVID-19, ivi compresi quelli edilizi

necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense,   per   la

realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi   comuni,   per

l'acquisto di arredi di sicurezza, nonché in relazione   agli

investimenti in attività innovative, ivi compresi quelli necessari

ad investimenti di carattere innovativo quali lo   sviluppo   o

l'acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento

dell'attività lavorativa e per l'acquisto di apparecchiature per il

controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti.

  1. Il credito d'imposta di cui al comma 1 é cumulabile con altre

agevolazioni per le medesime spese, comunque nel limite dei costi

sostenuti ed é utilizzabile nell'anno 2021 esclusivamente   in

compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9

luglio 1997, n. 241. Non si applicano i limiti di cui all'articolo 1,

comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e di cui all'articolo

34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

  1. Con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, di

concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, possono

essere individuati le ulteriori spese ammissibili o soggetti aventi

diritto oltre quelli indicati al comma 1, nel rispetto del limite di

spesa di cui al comma 6.

  1. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, da

emanare entro 30 giorni dalla data di pubblicazione della legge di

conversione del presente decreto-legge, sono stabilite le modalità

per il monitoraggio degli utilizzi del credito d'imposta, ai fini di

quanto previsto dall'articolo 17, comma 13, della legge 31 dicembre

2009, n. 196.

  1. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto

dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della

Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final «Quadro

temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia

nell'attuale emergenza del COVID-19», e successive modifiche.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 2 miliardi di

euro, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 121

Opzione per la cessione o per lo sconto in luogo delle detrazioni

                               fiscali

  1. I soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per gli

interventi elencati al comma 2 possono optare, in luogo dell'utilizzo

diretto della detrazione spettante, alternativamente:

  1. a) per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo

dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso,

anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da

questi ultimi recuperato sotto forma di credito d'imposta, di importo

pari alla detrazione spettante, con facoltà di successiva cessione

del credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli

altri intermediari finanziari;

  1. b) per la cessione di un credito d'imposta di pari ammontare, con

facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli

istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

1-bis. L'opzione di cui al comma 1 può essere esercitata in

relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori. Ai fini del

presente comma, per gli interventi di cui all'articolo 119 gli stati

di avanzamento dei lavori non possono essere più di due per ciascun

intervento complessivo e ciascuno stato di avanzamento deve riferirsi

ad almeno il 30 per cento del medesimo intervento.

  1. In deroga all'articolo 14, commi 2-ter, 2-sexies e 3.1, e

all'articolo 16, commi 1-quinquies, terzo, quarto e quinto periodo, e

1-septies, secondo e terzo periodo, del decreto legge 4 giugno 2013,

  1. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n.

90, le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano per

le spese relative agli interventi di:

  1. a) recupero del patrimonio edilizio di cui all'articolo 16-bis,

comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi,

di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,

  1. 917;
  2. b) efficienza energetica di cui all'articolo 14 del decreto-legge

4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3

agosto 2013, n. 90 e di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 119;

  1. c) adozione di misure antisismiche di cui all'articolo 16, commi

da 1-bis a 1-septies del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63,

convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di

cui al comma 4 dell'articolo 119;

  1. d) recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti,

ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, di cui

all'articolo 1, commi 219 e 220, della legge 27 dicembre 2019, n.

160;

  1. e) installazione di impianti fotovoltaici di cui all'articolo

16-bis, comma 1, lettera h) del testo unico delle imposte sui redditi

di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,

  1. 917, ivi compresi gli interventi di cui ai commi 5 e 6

dell'articolo 119 del presente decreto;

  1. f) installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli

elettrici di cui all'articolo 16-ter del decreto-legge 4 giugno 2013,

  1. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n.

90, e di cui al comma 8 dell'articolo 119;

  1. I crediti d'imposta di cui al presente articolo sono utilizzati

in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9

luglio 1997, n. 241, sulla base delle rate residue di detrazione non

fruite. Il credito d'imposta é usufruito con la stessa ripartizione

in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.

La quota di credito d'imposta non utilizzata nell'anno non può

essere usufruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a

rimborso. Non si applicano i limiti di cui all'articolo 31, comma 1,

del decreto-legge 31 maggio   2010,   n.   78,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, all'articolo 34

della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e all'articolo 1, comma 53,

della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

  1. Ai fini del controllo, si applicano, nei confronti dei soggetti

di cui al comma 1, le attribuzioni e i poteri previsti dagli articoli

31 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 29

settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni. I fornitori e i

soggetti cessionari rispondono solo per l'eventuale utilizzo del

credito d'imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al

credito d'imposta ricevuto. L'Agenzia delle entrate nell'ambito

dell'ordinaria attività di controllo procede, in base a criteri

selettivi e tenendo anche conto della capacità operativa degli

uffici, alla verifica documentale della sussistenza dei presupposti

che danno diritto alla detrazione d'imposta di cui al comma 1 del

presente articolo nei termini di cui all'articolo 43 del decreto del

Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e all'articolo

27, commi da 16 a 20, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,

convertito, con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

  1. Qualora sia accertata la mancata sussistenza, anche parziale,

dei requisiti che danno diritto alla detrazione d'imposta, l'Agenzia

delle entrate provvede al recupero dell'importo corrispondente alla

detrazione non spettante nei confronti dei soggetti di cui al comma

  1. L'importo di cui al periodo precedente é maggiorato degli

interessi di cui all'articolo 20 del decreto del Presidente della

Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e delle sanzioni di cui

all'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.

  1. Il recupero dell'importo di cui al comma 5 é effettuato nei

confronti del soggetto beneficiario di cui al comma 1, ferma

restando, in presenza   di   concorso   nella   violazione,   oltre

all'applicazione dell'articolo 9, comma 1 del decreto legislativo 18

dicembre 1997, n. 472, anche la responsabilità in solido del

fornitore che ha applicato lo sconto e dei cessionari per il

pagamento dell'importo di cui al comma 5 e dei relativi interessi.

  1. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da

adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della

legge di conversione del presente decreto, sono definite le modalità

attuative delle disposizioni di cui al presente articolo, comprese

quelle relative all'esercizio delle opzioni, da effettuarsi in via

telematica, anche avvalendosi dei soggetti previsti dal comma 3

dell'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente

della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322.

                            Art. 122

Cessione dei crediti d'imposta riconosciuti da provvedimenti emanati

             per fronteggiare l'emergenza da COVID-19

  1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto

e fino al 31 dicembre 2021, i soggetti beneficiari dei crediti

d'imposta elencati al successivo comma 2   possono,   in   luogo

dell'utilizzo diretto, optare per la cessione, anche parziale, degli

stessi ad altri soggetti, ivi inclusi il locatore o il concedente, a

fronte di uno sconto di pari ammontare sul canone da versare, gli

istituti di credito e altri intermediari finanziari.

  1. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano

alle seguenti misure introdotte   per   fronteggiare   l'emergenza

epidemiologica da COVID-19:

  1. a) credito d'imposta per botteghe e negozi di cui all'articolo 65

del decreto-legge 17   marzo   2020,   n.   18,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27;

  1. b) credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a

uso non abitativo e affitto d'azienda di cui all'articolo 28;

  1. c) credito d'imposta per l'adeguamento degli ambienti di lavoro

di cui all'articolo 120;

  1. d) credito d'imposta per la sanificazione e l'acquisto di

dispositivi di protezione di cui all'articolo 125.

  1. I cessionari utilizzano il credito ceduto anche in compensazione

ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.

  1. Il credito d'imposta é usufruito dal cessionario con le stesse

modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente.

La quota di credito non utilizzata nell'anno non può essere

utilizzata negli anni successivi, e non può essere richiesta a

rimborso. Non si applicano i limiti di cui all'articolo 34 della

legge 23 dicembre 2000, n. 388, e all'articolo 1,comma 53, della

legge 24 dicembre 2007, n. 244.

  1. La cessione del credito non pregiudica i poteri delle competenti

Amministrazioni relativi al controllo della spettanza del credito

d'imposta e all'accertamento e all'irrogazione delle sanzioni nei

confronti dei soggetti beneficiari di cui al comma 1. I soggetti

cessionari rispondono solo per l'eventuale utilizzo del credito

d'imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito

ricevuto.

  1. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono

definite le modalità attuative delle disposizioni di cui al presente

articolo, comprese quelle relative all'esercizio dell'opzione, da

effettuarsi in via telematica.

                             Art. 123

Soppressione delle clausole di salvaguardia in materia di IVA e

                               accisa

  1. L'articolo 1, comma 718, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e

l'articolo 1, comma 2, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, sono

abrogati.

  1. Alle minori entrate derivanti dal presente articolo valutate in

19.821 milioni di euro per l'anno 2021, 26.733 milioni di euro per

l'anno 2022, 27.004 milioni di euro per l'anno 2023, 27.104 milioni

di euro per l'anno 2024, 27.204 milioni di euro annui a decorrere

dall'anno 2025, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 124

Riduzione aliquota IVA per le cessioni di beni necessari per il

contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19

  1. Alla tabella A, parte II-bis, allegata al decreto del Presidente

della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il numero 1-ter, é

aggiunto il seguente: «1-ter.1. Ventilatori polmonari per terapia

intensiva e subintensiva;   monitor   multiparametrico   anche   da

trasporto; pompe infusionali per farmaci e pompe peristaltiche per

nutrizione enterale; tubi endotracheali; caschi per ventilazione a

pressione positiva continua; maschere per la ventilazione   non

invasiva; sistemi di aspirazione;   umidificatori;   laringoscopi;

strumentazione per accesso vascolare; aspiratore elettrico; centrale

di monitoraggio per terapia intensiva; ecotomografo   portatile;

elettrocardiografo; tomografo computerizzato; mascherine chirurgiche;

mascherine Ffp2 e Ffp3; articoli di abbigliamento protettivo per

finalità sanitarie quali guanti in lattice, in vinile e in nitrile,

visiere e occhiali protettivi,tute di   protezione,   calzari   e

soprascarpe,   cuffie   copricapo,   camici   impermeabili,   camici

chirurgici; termometri; detergenti disinfettanti per mani;dispenser a

muro per disinfettanti; soluzione idroalcolica in litri; perossido al

3 per cento in litri; carrelli per emergenza; estrattori RNA;

strumentazione per diagnostica per COVID-19; tamponi per analisi

cliniche;provette sterili; attrezzature per la realizzazione di

ospedali da campo;».

  1. Per il contenimento dell'emergenza epidemiologica da Covid-19,

le cessioni di beni di cui al comma 1, effettuate entro il 31

dicembre 2020, sono esenti dall'imposta sul valore aggiunto, con

diritto alla detrazione dell'imposta ai sensi dell'articolo 19, comma

1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.

  1. Alle minori entrate derivanti dal presente articolo valutate in

257 milioni di euro per l'anno 2020 e 317,7 milioni di euro annui a

decorrere dall'anno 2021, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 125

Credito d'imposta per la sanificazione e l'acquisto di dispositivi di

                             protezione

  1. Al fine di favorire l'adozione di misure dirette a contenere e

contrastare la diffusione del Covid-19, ai soggetti   esercenti

attività d'impresa, arti e professioni, agli enti non commerciali,

compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente

riconosciuti, nonché alle strutture ricettive extra-alberghiere a

carattere non imprenditoriale a condizione che siano in possesso del

codice identificativo di cui all'articolo13-quater, comma 4, del

decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni,

dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, spetta un credito d'imposta in

misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per la

sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché

per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri

dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.

Il credito d'imposta spetta fino ad un massimo di 60.000 euro per

ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro

per l'anno 2020.

  1. Sono ammissibili al credito d'imposta di cui al comma 1 le spese

sostenute per:

  1. a) la sanificazione degli ambienti nei quali é esercitata

l'attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati

nell'ambito di tali attività;

  1.  b) l'acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali

mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione

e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza

previsti dalla normativa europea;

  1. c) l'acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  2. d) l'acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di

cui alla lettera b), quali termometri, termoscanner, tappeti e

vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai

requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea,

ivi incluse le eventuali spese di installazione;

  1. e) l'acquisto di dispositivi atti a garantire la distanza di

sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi

incluse le eventuali spese di installazione.

  1. Il credito d'imposta é utilizzabile nella dichiarazione dei

redditi relativa al periodo d'imposta di sostenimento della spesa

ovvero in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto

legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Non si applicano i limiti di cui

all'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e di

cui all'articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Il credito

d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle

imposte sui redditi e del valore della   produzione   ai   fini

dell'imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai

fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo

unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente

della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

  1. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da

adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della

legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti i criteri e

le modalità di applicazione e di fruizione del credito d'imposta, al

fine del rispetto del limite di spesa di cui al comma 1.

  1. L'articolo 64 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito

dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e l'articolo 30 del decreto-legge

8 aprile 2020, n. 23, sono abrogati.

  1. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 200 milioni di euro per

l'anno 2020 si provvede, per 150 milioni di euro   ai   sensi

dell'articolo 265 e per 50 milioni di euro mediante utilizzo delle

risorse rivenienti dall'abrogazione della disposizione di cui al

comma 5.

                             Art. 126

Proroga dei termini di ripresa della riscossione dei versamenti

                               sospesi

  1. I versamenti sospesi ai sensi dell'articolo 18, commi 1, 2, 3,

4, 5 e 6 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, sono effettuati,

senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione

entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione, fino ad un

massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento

della prima rata entro il 16 settembre 2020. Non si fa luogo al

rimborso di quanto già versato.

1-bis. Al fine di incrementare le   risorse   destinate   agli

imprenditori che hanno subito danni economici a causa dell'epidemia

di COVID-19 e vittime di richieste estorsive, il Fondo di cui

all'articolo 2,comma 6-sexies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n.

225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n.

10, é incrementato di 4 milioni di euro per l'anno 2020. Agli oneri

derivanti dal presente comma, pari a 4 milioni di euro per l'anno

2020, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui

all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come

rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del presente decreto.

  1. I soggetti i cui ricavi e compensi, percepiti nel periodo

compreso tra il 17 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, non sono

assoggettati alle ritenute d'acconto di cui agli articoli 25 e 25-bis

del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.

600, da parte del sostituto d'imposta, per effetto delle disposizioni

di cui all'articolo 19, comma 1,del decreto-legge 8 aprile 2020, n.

23, provvedono a versare l'ammontare delle medesime ritenute, in

un'unica soluzione, entro il 16   settembre   2020   o   mediante

rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari

importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre

2020, senza applicazione di sanzioni e interessi. Non si fa luogo al

rimborso di quanto già versato.

  1. All'articolo 1, comma 2, della legge 24 aprile 2020, n. 27 dopo

il secondo periodo é aggiunto il seguente: «Gli adempimenti e i

versamenti sospesi ai sensi dell'articolo 5 del decreto-legge 2 marzo

2020, n. 9 sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e

interessi, in un'unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o

mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate mensili di

pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16

settembre 2020. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato».

                             Art. 127

Proroga dei termini di ripresa della riscossione per i soggetti di

cui agli articoli 61 e 62 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27

  1. Al decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito,   con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le

seguenti modificazioni:

  1. a) all'articolo 61:

     1) il comma 4 é sostituito dal seguente: «4. I versamenti

sospesi ai sensi del comma 1 sono effettuati, senza applicazione di

sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 16 settembre

2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate

mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il

16 settembre 2020. Nei medesimi termini sono effettuati, anche

mediante il sostituto d'imposta, i versamenti delle ritenute non

operate ai sensi dell'articolo 1, comma 3, del decreto del Ministro

dell'economia e delle finanze 24 febbraio 2020, pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale n. 48 del 26 febbraio 2020. Non si fa luogo al

rimborso di quanto già versato. Gli adempimenti sospesi ai sensi del

comma 1 sono effettuati entro il 16 settembre 2020.»;

     2) il comma 5 é sostituito dal seguente: «5.Le federazioni

sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le associazioni

e le società sportive professionistiche e dilettantistiche, di cui

al comma 2, lettera b), applicano la sospensione di cui al comma 1

fino al 30 giugno 2020. Gli adempimenti e i versamenti sospesi ai

sensi del periodo precedente sono effettuati, senza applicazione di

sanzioni ed interessi, con le modalità e nei termini previsti dal

comma 4. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.»;

  1. b) all'articolo 62 il comma 5 é sostituito dal seguente: «5.I

versamenti sospesi ai sensi dei commi 2 e 3, nonché del decreto del

Ministro dell'economia e delle finanze 24 febbraio 2020, pubblicato

nella Gazzetta Ufficiale n. 48 del 26 febbraio 2020, sono effettuati,

senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un'unica soluzione

entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo

di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della

prima rata entro il 16 settembre 2020. Non si fa luogo al rimborso di

quanto già versato.»

                             Art. 128

Salvaguardia del credito di cui all'articolo 13, comma 1-bis, del

Tuir, ovvero del trattamento integrativo di cui all'articolo 1

della legge 2 aprile 2020, n. 21

  1. Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure

di prevenzione e contenimento connesse all'emergenza epidemiologica

da COVID-19, per l'anno 2020 il credito di cui all'articolo 13, comma

1-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con

decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e il

trattamento integrativo di cui all'articolo 1 del decreto legge 5

febbraio 2020, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 2

aprile 2020, n. 21, spettano anche se l'imposta lorda calcolata sui

redditi di cui all'articolo 49, con esclusione di quelli indicati nel

comma 2, lettera a), del citato testo unico, sia di importo inferiore

alla detrazione spettante ai sensi dell'articolo 13, comma 1, del

medesimo testo unico, per effetto delle misure a sostegno del lavoro

contenute negli articoli 19, 20, 21, 22, 23 e 25 del decreto-legge 17

marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24

aprile 2020, n. 27.

  1. Il credito di cui all'articolo 13, comma 1-bis, del citato testo

unico, non attribuito nei mesi in cui il lavoratore fruisce delle

misure a sostegno del lavoro di cui agli articoli da 19 a 22 del

decreto-legge n. 18 del 2020 é riconosciuto dal sostituto d'imposta

a decorrere dalla prima retribuzione utile e comunque entro i termini

di effettuazione delle operazioni di conguaglio.

                             Art. 129

Disposizioni in materia di rate di acconto per il   pagamento

       dell'accisa sul gas naturale e sull'energia elettrica

  1. Le rate di acconto mensili di cui agli articoli 26, comma 13, e

56, commi 1 e 2, del testo unico delle disposizioni legislative

concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative

sanzioni penali e amministrative di cui al decreto legislativo 26

ottobre 1995, n. 504, relative al periodo dal mese di maggio 2020 al

mese di settembre dello stesso anno, sono versate nella misura del 90

per cento di quelle calcolate ai sensi dei predetti articoli. Le rate

di acconto mensili di cui ai predetti articoli del testo unico delle

disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e

sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, relative ai

mesi di ottobre, novembre e dicembre dell'anno 2020, sono calcolate e

versate con le modalità previste dai medesimi articoli. L'eventuale

versamento a conguaglio é effettuato in un'unica soluzione entro il

31 marzo 2021 per il gas naturale ed entro il 16 marzo 2021 per

l'energia elettrica; in alternativa, il medesimo conguaglio é

effettuato in dieci rate mensili di pari importo senza interessi da

versare entro l'ultimo giorno di ciascun mese nel periodo da marzo a

dicembre 2021. Le somme eventualmente risultanti a credito sono

detratte, nei modi ordinari, dai versamenti di acconto successivi

alla presentazione della dichiarazione annuale.

  1. Il termine per il pagamento della rata di acconto di cui

all'articolo 56, commi 1 e 2 del testo unico delle accise approvato

con il decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, relativa al mese

di maggio 2020, da effettuarsi ai sensi del comma 1, é differito dal

16 maggio al 20 maggio 2020.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo valutati in 246,9

milioni di euro per l'anno 2020 e in 134,7 milioni di euro per l'anno

2022, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                           Art. 129 bis

Disposizioni in materia di imposte dirette e di accise nel comune di

                         Campione d'Italia

  1. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, sono

apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 573, le parole: «alla data del 20 ottobre 2019» sono

soppresse e la parola: «cinque» é sostituita dalla seguente:

«dieci»;

  1. b) al comma 574, le parole: «alla data del 20 ottobre 2019» sono

soppresse e la parola: «cinque» é sostituita dalla seguente:

«dieci»;

  1. c) al comma 575, la parola: «cinque» é sostituita dalla seguente:

«dieci»;

  1. d) dopo il comma 576 é inserito il seguente:

«576-bis. In deroga al comma 576, per il periodo d'imposta in corso

al 31 dicembre 2020 le agevolazioni di cui ai commi 573, 574 e 575 si

applicano nel limite dell'importo di 800.000 euro per ogni impresa.

Tale limite é di 120.000 euro per ogni impresa attiva nel settore

della pesca e dell'acquacoltura e di 100.000 euro per ogni impresa

attiva nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli »;

  1. e) il comma 577 é sostituito dal seguente:

«577. In vista del rilancio economico del comune di Campione

d'Italia, alle imprese che effettuano investimenti nel territorio del

medesimo comune facenti parte di un progetto di investimento iniziale

come definito all'articolo 2, punti 49), 50) e 51), del regolamento

(UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, é attribuito

un credito d'imposta commisurato a una quota dei costi individuati

come ammissibili ai sensi dell'articolo 14 del predetto regolamento

(UE) n. 651/2014. Il credito d'imposta é commisurato alla quota del

costo complessivo dei beni acquisiti nel limite massimo, per ciascun

progetto di investimento, di 30 milioni di euro per le grandi imprese

nella misura del 25 per cento del costo ammissibile, di 20 milioni di

euro per le medie imprese nella misura del 35 per cento del costo

ammissibile e di 6 milioni di euro per le piccole imprese nella

misura del 45 per cento del costo ammissibile »;

  1. f) dopo il comma 577 sono inseriti i seguenti:

«577-bis. Per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2020,

alle imprese che effettuano gli investimenti di cui al comma 577 il

credito d'imposta é riconosciuto, in deroga alle disposizioni del

medesimo comma 577, in misura pari ai costi sostenuti nel limite

dell'importo di 800.000 euro per ogni impresa. Tale limite é di

120.000 euro per ogni impresa attiva nel settore della pesca e

dell'acquacoltura e di 100.000 euro per ogni impresa attiva nel

settore della produzione primaria di prodotti agricoli.

577-ter. L'efficacia delle disposizioni dei commi 576-bis e 577-bis

é subordinata all'adozione della decisione di compatibilità da

parte della Commissione europea, ai sensi   dell'articolo   108,

paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea sulla

base della comunicazione C(2020) 1863 final della Commissione, del 19

marzo 2020, recante "Quadro temporaneo per le misure di aiuto di

Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19"

».

  1. Al comma 632 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.

147, le parole: «comma 1» sono sostituite delle seguenti: «commi 1 e

2» e le parole: «come modificato dal comma 631 del presente

articolo,» sono soppresse.

  1. Il gasolio usato come combustibile per riscaldamento nel

territorio del comune di Campione d'Italia é sottoposto ad accisa

con l'applicazione della corrispondente aliquota di cui all'allegato

I annesso al testo unico delle disposizioni legislative concernenti

le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali

e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.

504, nella misura ridotta di euro 201,5 per mille litri di gasolio;

per i medesimi consumi non trovano applicazione le disposizioni in

materia di riduzione del costo del gasolio di cui all'articolo 8,

comma 10, lettera c), della legge 23 dicembre 1998, n. 448,

all'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 1° ottobre 2001, n. 356,

convertito, con modificazioni,dalla legge 30 novembre 2001, n. 418, e

all'articolo 2, comma 12,della legge 22 dicembre 2008, n. 203.

  1. L'energia elettrica consumata nel territorio del comune di

Campione d'Italia é sottoposta ad accisa con le aliquote di cui

all'allegato I annesso al testo unico delle disposizioni legislative

concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative

sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26

ottobre 1995, n. 504, nelle misure ridotte di seguito indicate:

  1. a) euro 0,001 per ogni kWh di energia impiegata per qualsiasi

applicazione nelle abitazioni;

  1. b) euro 0,0005 per ogni kWh di energia impiegata per qualsiasi uso

in locali e in luoghi diversi dalle abitazioni.

  1. L'efficacia delle disposizioni dei commi 3 e 4 é subordinata

all'autorizzazione del Consiglio prevista dall'articolo 19 della

direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003; le medesime

disposizioni trovano applicazione dalla data di efficacia della

predetta autorizzazione e restano in vigore per la durata di sei

anni.

  1. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo,

paria 55.000 euro per l'anno 2020, a 105.000 euro per l'anno 2021, a

103.000 euro per l'anno 2022, a 105.000 euro per l'anno 2023, a

105.000 euro per l'anno 2024, a 6.205.000 euro per l'anno 2025, a

8.729.000 euro per l'anno 2026, a 8.069.000 euro per l'anno 2027, a

8.072.000 euro per l'anno 2028, a 8.070.000 euro per l'anno 2029 e a

1.970.000 euro per l'anno 2030 si provvede mediante corrispondente

riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23

dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5,

del presente decreto.

                             Art. 130

       Differimento di alcuni adempimenti in materia di accisa

  1. Al decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con

modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, sono apportate

le seguenti modificazioni:

  1. a) all'articolo 5, comma 2, il secondo periodo é sostituito dal

seguente: «Le disposizioni di cui al comma 1, lettera c), numeri 1) e

2), hanno efficacia a decorrere dal 1° gennaio 2021.»;

  1. b) all'articolo 7, comma 4, il secondo periodo é sostituito dal

seguente: «Le disposizioni di cui al presente articolo   hanno

efficacia a decorrere dal 1° ottobre 2020»;

  1. c) all'articolo 10, comma 1, primo periodo, le parole: «entro il

30 giugno» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 dicembre»;

  1. d) all'articolo 11, comma 1, primo periodo, le parole: «entro il

30 giugno» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 30 settembre»;

  1. e) all'articolo 12, comma 1, le parole: «entro sessanta giorni

dall'entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite dalle

parole: «entro il 31 dicembre 2020».

  1. Al testo unico delle disposizioni legislative concernenti le

imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e

amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.

504, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) all'articolo 7-bis:

     1) al comma 6, dopo le parole: «con particolare riguardo», sono

inserite le seguenti: «alla determinazione di limiti quantitativi di

prodotto e di specifiche modalità relative al trasporto o al

confezionamento del medesimo per i quali le stesse disposizioni non

trovano applicazione,»;

     2) al comma 7, dopo le parole: «20 litri», sono aggiunte le

seguenti: «salvo che al riguardo sia stabilito diversamente dal

decreto di cui al comma 6»;

  1. b) all'articolo 25, comma 4, il quinto periodo é sostituito dal

seguente «Gli esercenti depositi di cui al comma 2, lettera a),

aventi capacità superiore a 10 metri cubi e non superiore a 25 metri

cubi nonché gli esercenti impianti di cui al comma 2, lettera c),

collegati a serbatoi la cui capacità globale risulti superiore a 5

metri cubi e non superiore a 10 metri cubi, a decorrere dal 1°

gennaio 2021, sono obbligati, in luogo della denuncia, a dare

comunicazione di attività all'Ufficio dell'Agenzia delle dogane e

dei monopoli, competente per territorio; ai medesimi soggetti é

attribuito un codice identificativo. Gli stessi tengono il registro

di carico e scarico con modalità semplificate da stabilire con

determinazione del direttore dell'Agenzia delle dogane   e   dei

monopoli.»

  1. Alle minori entrate derivanti dal presente articolo, valutate in

320,31 milioni di euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi

dell'articolo 265.

                             Art. 131

     Rimessione in termini per i versamenti in materia di accisa

  1. Per i prodotti energetici immessi in consumo nel mese di marzo

dell'anno 2020, i pagamenti dell'accisa, da effettuarsi ai sensi

dell'articolo 3, comma 4, del testo unico approvato con il decreto

legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sono considerati tempestivi se

effettuati entro il giorno 25 del mese di maggio 2020; sui medesimi

pagamenti, se effettuati entro la predetta data del 25 maggio, non si

applicano le sanzioni e l'indennità di mora previste per il

ritardato pagamento.

                             Art. 132

Disposizioni in materia di pagamenti dell'accisa sui   prodotti

                             energetici

  1. In considerazione dello stato di emergenza derivante dalla

diffusione del COVID-19, i pagamenti dell'accisa sui   prodotti

energetici immessi in consumo nei mesi di aprile, maggio, giugno,

luglio e agosto dell'anno 2020, da effettuarsi ai sensi dell'articolo

3, comma 4, del testo unico   delle   disposizioni   legislative

concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative

sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26

ottobre 1995, n. 504, possono essere   eseguiti   nella   misura

dell'ottanta per cento, a titolo di acconto, degli importi dovuti ai

sensi del medesimo articolo 3, comma 4:

  1. a) entro il 25 maggio 2020, per i prodotti energetici immessi in

consumo nel mese di aprile 2020;

  1. b) alle scadenze previste dal predetto articolo 3, comma 4, del

citato testo unico, per i prodotti energetici immessi in consumo nei

mesi di maggio, giugno, luglio e agosto dell'anno 2020.

  1. Nel caso di cui al comma 1, il versamento del saldo delle somme

dovute ai sensi dell'articolo 3, comma 4, del predetto testo unico di

cui al decreto legislativo n. 504 del 1995, é effettuato entro il

termine del 16 novembre 2020, senza il pagamento di interessi.

                            Art. 133

Differimento dell'efficacia delle disposizioni in materia di imposta

sul consumo dei manufatti con singolo impiego e di imposta sul

consumo delle bevande edulcorate

  1. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, sono

apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 652, le parole: «dal primo giorno del secondo mese

successivo alla data di pubblicazione del provvedimento di cui al

comma 651» sono sostituite dalle seguenti: «dal 1° gennaio 2021»;

  1. b) al comma 676, le parole: «dal primo giorno del secondo mese

successivo alla pubblicazione del decreto di cui al comma 675» sono

sostituite dalle seguenti: «dal 1° gennaio 2021».

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo valutati in 199,1

milioni di euro per l'anno 2020, 120,4 milioni di euro per l'anno

2021 e 42,2 milioni di euro per l'anno 2023, si provvede ai sensi

dell'articolo 265.

                             Art. 134

Modifiche alla disciplina dell'imposta sul valore delle attività

finanziarie detenute all'estero per i soggetti diversi dalle persone

                               fisiche

  1. All'articolo 19, comma 20, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.

201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.

214, sono apportate le seguenti modifiche:

  1. a) al secondo periodo, dopo le parole: «dall'articolo 13, comma

2-bis,», le parole: «lettera a)», sono sostituite dalle parole:

«lettere a) e b)»;

  1. b) dopo il secondo periodo é aggiunto il seguente: «Per i

soggetti diversi dalle persone fisiche l'imposta é dovuta nella

misura massima di euro 14.000.».

                             Art. 135

Disposizioni in materia di giustizia tributaria   e   contributo

                             unificato

  1. All'articolo 62 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

dopo il comma 1, é inserito il seguente: «1-bis. Dall'8 marzo al 31

maggio 2020 é sospeso il termine per il computo delle sanzioni di

cui all'articolo 16 e il termine di cui all'articolo 248 del decreto

del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, per il

mancato o ritardato pagamento del contributo unificato.».

  1. All'articolo 16 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119,

convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136,

il comma 4 é sostituito dal seguente: «4. La partecipazione alle

udienze di cui agli articoli 33 e 34 del decreto legislativo 31

dicembre 1992, n. 546, può avvenire a distanza mediante collegamento

audiovisivo tra l'aula di udienza e il luogo del collegamento da

remoto del contribuente, del difensore, dell'ufficio impositore e dei

soggetti della riscossione, nonché dei giudici tributari e del

personale amministrativo delle Commissioni tributarie, tali   da

assicurare la contestuale, effettiva e reciproca visibilità delle

persone presenti in entrambi i luoghi e di udire quanto viene detto.

Il luogo dove avviene il collegamento da remoto é equiparato

all'aula di udienza. La partecipazione da remoto all'udienza di cui

all'articolo 34 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546,

può essere richiesta dalle parti processuali nel ricorso o nel primo

atto difensivo ovvero con apposita istanza da   depositare   in

segreteria e notificata   alle   parti   costituite   prima   della

comunicazione dell'avviso di cui all'articolo 31, comma 2, del

decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. Con uno o più

provvedimenti del Direttore Generale delle Finanze, sentito il

Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, il Garante per la

protezione dei dati personali e l'Agenzia per l'Italia Digitale, sono

individuate le regole   tecnico   operative   per   consentire   la

partecipazione all'udienza a distanza e le Commissioni tributarie

presso cui é possibile attivarla. I giudici, sulla base dei criteri

individuati dai Presidenti delle Commissioni tributarie, individuano

le controversie per le quali l'ufficio di segreteria é autorizzato a

comunicare alle parti lo svolgimento dell'udienza a distanza.».

  1. In deroga al criterio previsto dall'articolo 37, comma 13, del

decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni,

dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, la ripartizione delle somme del

contributo unificato tributario per l'anno 2020 avviene per ciascuna

Commissione tributaria sulla base del numero dei giudici e del

personale in servizio nell'anno 2020.

                             Art. 136

         Incentivi per gli investimenti nell'economia reale

  1. All'articolo 13-bis del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124,

convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157,

dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti commi:

   «2-bis. Per i piani di risparmio a lungo termine che, per almeno

i due terzi dell'anno solare di durata del piano, investano almeno il

70% del valore complessivo, direttamente o indirettamente,   in

strumenti finan-ziari, anche non negoziati in mercati regolamentati o

in sistemi multilaterali di negoziazione, emessi o stipulati con

imprese residenti nel territorio dello Stato ai sensi dell'articolo

73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del

Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o in Stati

membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo

Spazio economico europeo con stabile organizzazione nel territorio

dello Stato, diverse da quelle inserite negli indici FTSE MIB e FTSE

Mid Cap della Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati

regolamentati, in prestiti erogati alle predette imprese nonché in

crediti delle medesime imprese, il vincolo di cui all'articolo 1,

comma 103, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, é elevato al 20%.

   2-ter. Nel caso di investimenti qualificati di cui all'articolo

1, comma 104, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, i vincoli di

investimento di cui ai commi 2 e 2-bis:

  1. a) devono essere raggiunti entro la data specificata nel

regolamento   o   nei   documenti   costitutivi   dell'organismo   di

investimento collettivo del risparmio;

  1. b) cessano di essere   applicati   quando   l'organismo   di

investimento inizia a vendere le attività, in modo da rimborsare le

quote o le azioni degli investitori;

  1. c) sono temporaneamente   sospesi   quando   l'organismo   di

investimento raccoglie capitale aggiuntivo o riduce il suo capitale

esistente, purché tale sospensione non sia superiore a 12 mesi.».

  1. All'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono

apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) il comma 101, ultimo periodo, é sostituito dai seguenti: «Per

i piani di risparmio a lungo termine di cui all'articolo 13-bis,

comma 2-bis, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito,

con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, gli

investitori possono destinare somme o valori per un importo non

superiore a 150.000 euro all'anno e a 1.500.000 euro complessivi. Ai

soggetti di cui ai commi 88 e 92 non si applicano i limiti di cui al

presente comma.»;

  1. b) il comma 112 é sostituito dal seguente: «112. Ciascuna

persona fisica di cui al comma 100 può essere titolare di un solo

piano di risparmio a lungo termine costituito ai sensi del comma 101,

e di un solo piano di risparmio costituito ai sensi del comma 2-bis

dell'articolo 13-bis del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124,

convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157;

ciascun piano di risparmio a lungo termine non può avere più di un

titolare. L'intermediario o l'impresa di assicurazioni presso il

quale sono costituiti i piani, all'atto dell'incarico acquisisce dal

titolare un'autocertificazione con la quale lo stesso dichiara di non

essere titolare di un altro piano di risparmio a lungo termine

costituito ai sensi del comma 101, o di un altro piano costituito ai

sensi del predetto articolo 13-bis, comma 2-bis, del decreto-legge 26

ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19

dicembre 2019, n. 157.».

  1. L'articolo 36-bis del decreto legge 30 aprile 2019, n. 34,

convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, é

abrogato.

  1. Alle minori entrate derivanti dal presente articolo, valutate in

10,7 milioni di euro per l'anno 2020, 55,2 milioni di euro per l'anno

2021, 93,3 milioni di euro per l'anno 2022, 137,8 milioni di euro per

l'anno 2023, 188,8 milioni di euro per l'anno 2024, 240,2 milioni di

euro per l'anno 2025, 291,7 milioni di euro per l'anno 2026, 343,2

milioni di euro per l'anno 2027, 394,7 milioni di euro per l'anno

2028, 446,2 milioni di euro per l'anno 2029, 450,5 milioni di euro

annui a decorrere dall'anno 2030, si provvede ai sensi dell'articolo

                           Art. 136 bis

         Rivalutazione dei beni delle cooperative agricole

  1. Le cooperative agricole e i loro consorzi di cui all'articolo

1,comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, in

possesso delle clausole mutualistiche di cui all'articolo 2514 del

codice civile,possono rivalutare i beni indicati dal comma 696

dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, alle condizioni

stabilite dal comma 697 del medesimo articolo 1,   fino   alla

concorrenza delle perdite dei periodi precedenti computabili in

diminuzione del reddito ai sensi dell'articolo 84 del testo unico di

cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.

917, senza assolvere alle imposte sostitutive di cui ai commi 698 e

699 del citato articolo 1 della legge n. 160 del 2019, nel limite del

70 per cento del loro ammontare. Le perdite utilizzate ai sensi del

presente comma non possono essere utilizzate in diminuzione del

reddito ai sensi del citato articolo 84 del testo unico di cui al

decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986.

  1. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, pari

a 2,3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, a 2,7

milioni di euro per l'anno 2022 e a 1,2 milioni di euro per l'anno

2023,si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui

all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come

rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del presente decreto.

  1. L'efficacia delle misure di cui al presente articolo é

subordinata, ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato

sul funzionamento dell'Unione europea, all'autorizzazione   della

Commissione europea.

                             Art. 137

Proroga della rideterminazione del costo d'acquisto dei terreni e

   delle partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati

  1. Le disposizioni degli articoli 5 e 7 della legge 28 dicembre

2001, n. 448, e successive modificazioni, si applicano anche per la

rideterminazione dei valori di acquisto delle partecipazioni non

negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con

destinazione agricola posseduti alla data del 1° luglio 2020. Le

imposte sostitutive possono essere rateizzate fino a un massimo di

tre rate annuali di pari importo, a decorrere dalla data del 15

novembre 2020; sull'importo delle rate successive alla prima sono

dovuti gli interessi nella misura del 3 per cento annuo, da versarsi

contestualmente. La redazione e il giuramento della perizia devono

essere effettuati entro la predetta data del 15 novembre 2020.

  1. Sui valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate in

mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione

agricola rideterminati con le modalità e nei termini indicati dal

comma 1, le aliquote delle imposte sostitutive di cui all'articolo 5,

comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, sono pari entrambe

all'11 per cento e l'aliquota di cui all'articolo 7, comma 2, della

medesima legge é aumentata all'11 per cento.

  1. Alle minori entrate derivanti dal presente articolo valutate in

37 milioni di euro annui dal 2023 al 2028, si provvede ai sensi

dell'articolo 265.

                             Art. 138

Allineamento termini approvazione delle tariffe e delle aliquote TARI

e IMU con il termine di approvazione del bilancio di previsione

2020

  1. Sono abrogati il comma 4 dell'articolo 107 del decreto-legge 17

marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24

aprile 2020, n. 27, il comma 779 dell'articolo 1 della legge 27

dicembre 2019, n. 160, e il comma 683-bis dell'articolo 1 della legge

27 dicembre 2013, n. 147.

                              Art. 139

Rafforzamento delle   attività   di   promozione   dell'adempimento

spontaneo da parte dei contribuenti e orientamento dei servizi

offerti dalle agenzie fiscali a seguito dell'emergenza sanitaria

derivante dalla diffusione dell'epidemia da COVID-19

  1. Per favorire il rafforzamento delle attività di promozione

dell'adempimento spontaneo degli obblighi fiscali da parte dei

contribuenti anche alla luce del necessario riassetto organizzativo

dell'amministrazione   finanziaria   a   seguito   della   situazione

straordinaria di emergenza sanitaria derivante dalla diffusione

dell'epidemia di COVID-19, le convenzioni fra Ministro dell'economia

e delle finanze e agenzie fiscali di cui all'articolo 59, comma 2,

del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 stabiliscono per le

agenzie fiscali, a decorrere dal triennio 2020-2022, specifici

obiettivi volti ad ottimizzare i servizi di assistenza e consulenza

offerti ai contribuenti, favorendone ove possibile la fruizione

online, e a migliorare i tempi di erogazione dei rimborsi fiscali ai

cittadini ed alle imprese. A tal fine, a decorrere dall'attività

2020, ai fini dell'integrazione spettante alle agenzie fiscali di cui

all'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 24 settembre 2015,

  1. 157, e in deroga a quanto ivi previsto sulle modalità di

riscontro del gettito incassato, per le attività di promozione

dell'adempimento spontaneo degli obblighi fiscali e di controllo

fiscale si tiene conto del recupero di gettito per il bilancio dello

Stato connesso al raggiungimento degli obiettivi fissati nelle

convenzioni di cui all'articolo 59,comma 2, del decreto legislativo

30 luglio 1999, n. 300. Analogamente, a decorrere dalle attività

2020, per la determinazione delle quote di risorse correlabili

all'attività di controllo fiscale di cui all'articolo 12, comma 1,

del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito con modificazioni

dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, si tiene conto del recupero di

gettito per il bilancio dello Stato, anche derivante dalle attività

di promozione dell'adempimento spontaneo degli obblighi fiscali,

connesso al raggiungimento degli obiettivi fissati nelle convenzioni

di cui all'articolo 59,comma 2, del decreto legislativo 30 luglio

1999, n. 300.

  1. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 non

derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

                             Art. 140

Memorizzazione e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi

                             giornalieri

  1. All'articolo 2, comma 6-ter, del decreto legislativo 5 agosto

2015, n. 127, il terzo periodo é sostituito dal seguente: «Nel primo

semestre di vigenza dell'obbligo di cui al comma 1, decorrente dal 1°

luglio 2019 per i soggetti con volume di affari superiore a euro

400.000 e fino al 1° gennaio 2021 per gli altri soggetti, le sanzioni

previste dal comma 6 non si applicano in caso di trasmissione

telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il

mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, fermi

restando i termini di   liquidazione   dell'imposta   sul   valore

aggiunto.».

  1. All'articolo 2, comma 6-quater, secondo periodo, del decreto

legislativo 5 agosto 2015, n. 127, le parole «1° luglio 2020» sono

sostituite dalle parole «1° gennaio 2021».

                             Art. 141

                     Lotteria dei corrispettivi

  1. All'articolo 1, comma 540, della legge 11 dicembre 2016, n. 232,

all'inizio del primo periodo le parole «A decorrere dal 1° luglio

2020» sono sostituite dalle parole: «A decorrere dal 1° gennaio

2021».

                             Art. 142

Rinvio della decorrenza del servizio di elaborazione, da parte

dell'Agenzia delle entrate, delle bozze precompilate dei documenti

                                 IVA

  1. All'articolo 4 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127:
  2. a) il comma 1 é sostituito dal seguente:

     «1. A partire dalle operazioni IVA effettuate dal 1° gennaio

2021, in via sperimentale, nell'ambito di un programma di assistenza

on line basato sui dati delle operazioni acquisiti con le fatture

elettroniche e con le comunicazioni delle operazioni transfrontaliere

nonché sui dati dei corrispettivi   acquisiti   telematicamente,

l'Agenzia delle entrate mette a disposizione di tutti i soggetti

passivi dell'IVA residenti e stabiliti in Italia, in apposita area

riservata del sito internet dell'Agenzia stessa, le bozze dei

seguenti documenti:

  1. a) registri di cui agli articoli 23 e 25 del decreto del

Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;

  1. b) liquidazione periodica dell'IVA;
  2. c) dichiarazione annuale dell'IVA.»;
  3. b) il comma 1-bis é abrogato.

                             Art. 143

Rinvio della procedura automatizzata di liquidazione dell'imposta di

                 bollo sulle fatture elettroniche

  1. All'articolo 12-novies, comma 1, del decreto-legge 30 aprile

2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno

2019, n. 58, il quarto periodo é sostituito dal seguente:

«Le disposizioni di cui al presente articolo, si applicano alle

fatture inviate dal 1° gennaio 2021 attraverso il sistema di

interscambio di cui al citato articolo 1, commi 211 e 212, della

legge 24 dicembre 2007, n. 244.».

  1. Alle minori entrate derivanti dal presente articolo, valutate in

57 milioni di euro per l'anno 2020, si   provvede   ai   sensi

dell'articolo 265.

                             Art. 144

Rimessione in termini e sospensione del versamento degli importi

richiesti a seguito del controllo automatizzato e formale delle

                           dichiarazioni

  1. I versamenti delle somme dovute ai sensi degli articoli 2, 3

e3-bis del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, in scadenza

nel periodo compreso tra l'8 marzo 2020 e il giorno antecedente

l'entrata in vigore del presente decreto, sono considerati tempestivi

se effettuati entro il 16 settembre 2020.

  1. I versamenti delle somme dovute ai sensi degli articoli 2, 3 e

3-bis del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, in scadenza

nel periodo compreso tra l'entrata in vigore del presente decreto e

il 31 maggio 2020, possono essere effettuati entro il 16 settembre

2020, senza applicazione di ulteriori sanzioni e interessi.

  1. I versamenti di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo possono

essere effettuati anche in 4 rate mensili di pari importo a decorrere

da settembre 2020 con scadenza il 16 di ciascun mese. Non si procede

al rimborso di quanto già versato.

                             Art. 145

Sospensione della compensazione tra credito d'imposta e debito

                         iscritto a ruolo

  1. Nel 2020, in sede di erogazione dei rimborsi fiscali non si

applica la compensazione tra il credito d'imposta ed il debito

iscritto a ruolo prevista dall'articolo 28-ter del decreto del

Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.

  1. Alle minori entrate derivanti dal presente articolo, valutate in

termini di indebitamento netto e di fabbisogno in 40 milioni di euro

per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 146

           Indennità requisizione strutture alberghiere

  1. All'articolo 6, comma 8, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, il

terzo periodo é sostituito dai seguenti:

   «L'indennità di requisizione é liquidata in forma di acconto,

nello stesso decreto del Prefetto, applicando il coefficiente dello

0,42%, per ogni mese o frazione di mese di effettiva durata della

requisizione, al valore ottenuto moltiplicando la rendita catastale,

rivalutata del cinque per cento, per il moltiplicatore utilizzato ai

fini dell'imposta di registro, di cui al comma 5 dell'articolo 52 del

decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131,

relativo alla corrispondente categoria   catastale   dell'immobile

requisito. L'indennità di requisizione é determinata in   via

definitiva entro quaranta giorni con successivo decreto del Prefetto,

che ai fini della stima si avvale dell'Agenzia delle entrate, sulla

base del valore corrente di mercato al 31 dicembre 2019 dell'immobile

requisito o di quello di immobili di caratteristiche analoghe, in

misura corrispondente, per ogni mese o frazione di mese di effettiva

durata della requisizione, allo 0,42% di detto valore. In tale

decreto é liquidata la differenza tra gli importi definitivi e

quelli in acconto dell'indennità di requisizione.».

                             Art. 147

Incremento del limite annuo dei crediti compensabili tramite modello

                                 F24

  1. Per l'anno 2020, il limite previsto dall'articolo 34, comma 1,

primo periodo, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 é elevato a 1

milione di euro.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo valutati in 557,5

milioni di euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo

                             Art. 148

Modifiche alla disciplina degli indici sintetici di affidabilità

                           fiscale (ISA)

  1. Per i periodi di imposta in corso al 31 dicembre 2020 e 2021, al

fine di tenere conto degli effetti di natura straordinaria della

crisi economica e dei mercati conseguente all'emergenza sanitaria

causata dalla diffusione del COVID-19, nonché di prevedere ulteriori

ipotesi di esclusione dell'applicabilità degli indici sintetici di

affidabilità fiscale di cui all'articolo 9-bis del decreto-legge 24

aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21

giugno 2017, n. 96, tenuto conto di quanto previsto dal medesimo

articolo 9-bis, comma 7, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,

evitando l'introduzione di nuovi oneri dichiarativi attraverso la

massima valorizzazione delle informazioni già nella disponibilità

dell'Amministrazione finanziaria:

  1. a) la società di cui all'articolo 10, comma 12, della legge 8

maggio 1998 n. 146, per l'applicazione degli indici sintetici di

affidabilità fiscale di cui all'articolo 9-bis del decreto-legge del

24 aprile 2017, n. 50,convertito, con modificazioni, dalla legge 21

giugno 2017, n. 96, definisce specifiche metodologie basate su

analisi     ed     elaborazioni     utilizzando,anche     attraverso

l'interconnessione e la pseudonimizzazione, direttamente le banche

dati già disponibili per l'Amministrazione finanziaria, l'Istituto

nazionale della previdenza sociale, l'Ispettorato nazionale del

lavoro e l'Istituto nazionale di statistica nonché i dati e gli

elementi acquisibili presso istituti ed enti specializzati nella

ricerca e nell'analisi economica;

  1. b) in deroga a quanto previsto all'articolo 9-bis, comma 4,

secondo periodo, del decreto-legge del 24 aprile 2017, n. 50,

convertito,con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96,

valutate le specifiche proposte da parte delle organizzazioni di

categoria e degli ordini professionali presenti nella Commissione di

esperti di cui al predetto articolo 9-bis, comma 8, del decreto-legge

24 aprile 2017, n. 50, potranno essere individuati ulteriori dati e

informazioni necessari per una migliore valutazione dello stato di

crisi individuale;

  1. c) i termini di cui all'articolo   9-bis,   comma   2,   del

decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni,

dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, per l'approvazione degli indici e

per la loro eventuale integrazione sono differiti rispettivamente al

31 marzo e al 30 aprile dell'anno successivo   a   quello   di

applicazione.

  1. Considerate le difficoltà correlate al primo periodo d'imposta

di applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale e gli

effetti sull'economia e sui mercati   conseguenti   all'emergenza

sanitaria, nella definizione delle strategie di controllo di cui al

comma 14 dell'articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,

convertito, con modificazioni,dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, per

il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2018, l'Agenzia delle

entrate e il Corpo della Guardia di finanza tengono conto anche del

livello di affidabilità fiscale derivante dall'applicazione degli

indici per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2019.

Analogamente, per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020,

si tiene conto anche del livello di affidabilità fiscale più

elevato derivante dall'applicazione degli indici per i periodi

d'imposta in corso al 31 dicembre 2018 e al 31 dicembre 2019.

                             Art. 149

Sospensione dei versamenti delle somme dovute a seguito di atti di

accertamento con adesione, conciliazione, rettifica e liquidazione

e di recupero dei crediti d'imposta

  1. Sono prorogati al 16 settembre 2020 i termini di versamento

delle somme dovute a seguito di:

  1. a) atti di accertamento con adesione ai sensi dell'articolo 7 del

decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218;

  1. b) accordo conciliativo ai sensi dell'articolo 48 e dell'articolo

48-bis del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546;

  1. c) accordo di mediazione ai sensi dell'articolo 17-bis del

decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546;

  1. d) atti di liquidazione a seguito di attribuzione della rendita

ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 14 marzo 1988, n. 70,

convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 154,

dell'articolo 52 del decreto del Presidente della Repubblica 26

aprile 1986, n. 131 e dell'articolo 34, commi 6 e 6-bis del decreto

legislativo 31 ottobre 1990, n. 346;

  1. e) atti di liquidazione per omessa registrazione di contratti di

locazione e di contratti diversi ai sensi   dell'articolo   10,

dell'articolo 15 e dell'articolo 54 del decreto del Presidente della

Repubblica 26 aprile1986, n. 131;

  1. f) atti di recupero ai sensi dell'articolo 1, comma 421 della

legge 30 dicembre 2004, n. 311;

  1. g) avvisi di liquidazione emessi in presenza di omesso, carente o

tardivo versamento dell'imposta di registro di cui al decreto del

Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, dei tributi di

cui all'articolo 33, comma 1-bis, del Testo unico delle disposizioni

concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni approvato con

decreto legislativo 31 ottobre 1990 n. 346, dell'imposta sulle

donazioni di cui al citato Testo unico, dell'imposta sostitutiva sui

finanziamenti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29

settembre 1973, n. 601, dell'imposta sulle assicurazioni di cui alla

legge 29 ottobre 1961, n. 1216.

  1. La proroga di cui al comma 1 si applica con riferimento agli

atti ivi indicati, i cui termini di versamento scadono nel periodo

compreso tra il 9 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.

  1. É prorogato al 16 settembre 2020 il termine finale per la

notifica del ricorso di primo grado innanzi alle   Commissioni

tributarie relativo agli atti di cui al comma 1 e agli atti

definibili ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 19

giugno 1997, n. 218, i cui termini di versamento scadono nel periodo

compreso tra il 9 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 di cui al comma 2.

  1. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche

alle somme rateali, in scadenza nel periodo compreso tra il 9 marzo e

il 31 maggio 2020, dovute in base agli atti rateizzabili ai sensi

delle disposizioni vigenti, individuati ai commi 1, 2, e a quelli in

relazione ai quali opera la disposizione di cui al comma 3, nonché

dovute ai fini delle definizioni agevolate previste dagli articoli 1,

2, 6 e 7 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con

modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136.

  1. I versamenti prorogati dalle disposizioni di cui al presente

articolo sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi,

in un'unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o, a decorrere dal

medesimo giorno del mese di settembre 2020, mediante rateazione fino

a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con scadenza il 16 di

ciascun mese.

  1. Non si procede al rimborso delle somme di cui al presente

articolo versate nel periodo di proroga.

                             Art. 150

Modalità di ripetizione dell'indebito su prestazioni previdenziali e

retribuzioni assoggettate a ritenute alla fonte a titolo di acconto

  1. All'articolo 10 del testo unico delle imposte sui redditi, di

cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.

917, dopo il comma 2 é inserito il seguente: «2-bis. Le somme di cui

alla lettera d-bis) del comma 1, se assoggettate a ritenuta, sono

restituite al netto della ritenuta subita e non costituiscono oneri

deducibili.».

  1. Ai sostituti d'imposta di cui all'articolo 23, comma 1 e

all'articolo 29, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica

29 settembre 1973, n. 600, ai quali siano restituite, ai sensi del

comma 2-bis dell'articolo 10 del testo unico delle imposte sui

redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22

dicembre 1986, n. 917, le somme al netto delle ritenute operate e

versate, spetta un credito d'imposta pari al 30 per cento delle somme

ricevute, utilizzabile senza limite di importo in compensazione ai

sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

  1. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano alle somme

restituite dal 1° gennaio 2020. Sono fatti salvi i rapporti già

definiti alla data di entrata in vigore del presente decreto.

                             Art. 151

Differimento del periodo di sospensione della notifica degli atti e

per   l'esecuzione   dei   provvedimenti   di   sospensione   della

licenza/autorizzazione         amministrativa         all'esercizio

dell'attività/iscrizione ad albi e ordini professionali

  1. É prorogato fino al 31 gennaio 2021, il termine finale della

sospensione disposta dall'articolo 67, comma 1, del decreto-legge 17

marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24

aprile 2020, n. 27, per la notifica degli atti e per l'esecuzione dei

provvedimenti di sospensione della licenza o dell'autorizzazione

amministrativa all'esercizio dell'attività, ovvero dell'esercizio

dell'attività medesima o dell'iscrizione   ad   albi   e   ordini

professionali, emanati dalle direzioni regionali dell'Agenzia delle

entrate ai sensi dell'articolo 12, comma 2-bis,   del   decreto

legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 ed eseguiti ai sensi del comma

2-ter dello stesso articolo 12.

  1. La proroga della sospensione di cui al comma 1 non si applica

nei confronti di coloro che hanno commesso anche una sola delle

quattro violazioni previste dall'articolo 12, comma 2 e comma

2-sexies, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, o una

delle tre previste dal comma 2-quinquies del medesimo articolo,

successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

                             Art. 152

Sospensioni dei pignoramenti dell'Agente della   riscossione   su

                         stipendi e pensioni

  1. Nel periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore del

presente decreto e il 31 agosto 2020 sono sospesi gli obblighi di

accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati

prima di tale ultima data dall'agente della riscossione e dai

soggetti di cui all'articolo 52, comma 5, lettera b), del decreto

legislativo 15 dicembre 1997, n.446, aventi ad oggetto le somme

dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al

rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di

licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che

tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza. Le somme che

avrebbero dovuto essere accantonate nel medesimo periodo non sono

sottoposte a vincolo di indisponibilità e il terzo pignorato le

rende fruibili al debitore esecutato, anche se anteriormente alla

data di entrata in vigore del presente decreto sia intervenuta

ordinanza di assegnazione del giudice dell'esecuzione. Restano fermi

gli accantonamenti effettuati prima della data di entrata in vigore

del presente decreto e restano definitivamente acquisite e non sono

rimborsate le somme accreditate, anteriormente alla stessa data,

all'agente della riscossione e ai soggetti di cui all'articolo 52,

comma 5, lettera b), del decreto legislativo n.446 del 1997.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo valutati in 9,7

milioni di euro per l'anno 2020 che aumentano, ai fini della

compensazione degli effetti in termini di indebitamento netto e di

fabbisogno, a 27,4 milioni di euro,   si   provvede   ai   sensi

dell'articolo 265.

                             Art. 153

   Sospensione delle verifiche ex art. 48-bis DPR n. 602 del 1973

  1. Nel periodo di sospensione di cui all'articolo 68, commi 1 e

2-bis, del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18, convertito, con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.27 non si applicano le

disposizioni dell'articolo 48-bis del decreto del Presidente della

Repubblica 29 settembre 1973, n.602. Le verifiche eventualmente già

effettuate, anche in data antecedente a tale periodo, ai sensi del

comma 1 dello stesso articolo 48-bis del decreto del Presidente della

Repubblica n. 602 del 1973, per le quali l'agente della riscossione

non ha notificato l'ordine di versamento previsto dall'articolo

72-bis, del medesimo decreto restano prive di qualunque effetto e le

amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto

legislativo 30 marzo 2001, n.165, nonché le società a prevalente

partecipazione pubblica, procedono al pagamento a   favore   del

beneficiario.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo valutati in 29,1

milioni di euro per l'anno 2020 che aumentano, ai fini della

compensazione degli effetti in termini di indebitamento netto e di

fabbisogno, a 88,4 milioni di euro,   si   provvede   ai   sensi

dell'articolo 265.

                             Art. 154

Proroga del periodo di sospensione delle attività dell'agente della

                             riscossione

  1. All'articolo 68 del decreto legge 17 marzo 2020,   n.18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.27, sono

apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 1, le parole «31 maggio» sono sostituite dalle

seguenti: «31 agosto»;

  1. b) dopo il comma 2-bis, é inserito il seguente: «2-ter.

Relativamente ai piani di dilazione in essere alla data dell'8 marzo

2020 e ai provvedimenti di accoglimento emessi con riferimento alle

richieste presentate fino al 31 agosto 2020, gli effetti di cui

all'articolo 19, comma 3, lettere a), b) e c), del decreto del

Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.602, si determinano

in caso di mancato pagamento, nel periodo di rateazione, di dieci

rate, anche non consecutive.»;

  1. c) il comma 3 é sostituito dal seguente: «3. Il mancato ovvero

insufficiente ovvero tardivo versamento, alle relative scadenze,

delle rate, da corrispondere nell'anno 2020, delle definizioni di cui

agli articoli 3 e 5 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n.119,

convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n.136,

all'articolo 16-bis del decreto-legge 30   aprile   2019,   n.34,

convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n.58, e

all'articolo 1, commi 190 e 193, della legge 30 dicembre 2018, n.145,

non determina l'inefficacia delle stesse definizioni se il debitore

effettua l'integrale versamento delle predette rate entro il termine

del 10 dicembre 2020, al quale non si applicano le disposizioni di

cui all'articolo 3, comma 14-bis, del medesimo decreto-legge n.119

del 2018.»;

  1. d) dopo il comma 3, é   inserito   il   seguente:   «3-bis.

Relativamente ai debiti per i quali, alla data del 31 dicembre 2019,

si é determinata l'inefficacia delle definizioni di cui al comma 3

del presente articolo, in deroga all'articolo 3, comma 13, lettera

a), del decreto-legge n.119 del 2018, possono essere accordate nuove

dilazioni ai sensi dell'articolo 19 del decreto del Presidente della

Repubblica n.602 del 1973.».

                             Art. 155

Integrazione   del   contributo   a   favore   di   Agenzia   delle

           entrate-Riscossione per il triennio 2020-2022

  1. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n.145, i commi 326,

327 e 328 sono sostituiti dai seguenti:

   «326. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 17 del decreto

legislativo 13 aprile 1999, n. 112, e tenuto conto dell'esigenza di

garantire, nel triennio 2020-2022, l'equilibrio gestionale   del

servizio nazionale di riscossione, l'Agenzia delle entrate, in

qualità di titolare, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del

decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni,

dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, della   funzione   della

riscossione, svolta dall'ente pubblico economico Agenzia   delle

entrate-Riscossione, eroga allo stesso ente, a titolo di contributo e

in base all'andamento dei proventi risultanti dal relativo bilancio

annuale, una quota non superiore a 300 milioni di euro per l'anno

2020, a valere sui fondi accantonati in bilancio a favore del

predetto ente, incrementati degli eventuali avanzi di gestione

dell'esercizio 2019, in deroga all'articolo 1, comma 358, della legge

24 dicembre 2007, n. 244, e sulle risorse assegnate per l'esercizio

2020 alla medesima Agenzia delle entrate. Tale erogazione   é

effettuata entro il secondo mese successivo all'approvazione del

bilancio annuale dell'Agenzia delle entrate-Riscossione.

  1. Qualora la quota da erogare per l'anno 2020 all'ente Agenzia

delle entrate-Riscossione a titolo di contributo risulti inferiore

all'importo di 300 milioni di euro, si determina, per un ammontare

pari alla differenza, la quota erogabile allo stesso ente per l'anno

2021, in conformità al comma 326.

  1. La parte eventualmente non fruita del contributo per l'anno

2021, determinato ai sensi del comma 327, costituisce la quota

erogabile all'ente Agenzia delle entrate-Riscossione per l'anno 2022,

in conformità al comma 326.».

                             Art. 156

Accelerazione delle procedure di riparto del cinque per mille per

                  l'esercizio finanziario 2019

  1. Al fine di anticipare al 2020 le procedure per l'erogazione del

contributo del cinque per mille relativo all'esercizio finanziario

2019, nella ripartizione delle risorse allo stesso destinate sulla

base delle scelte dei contribuenti non si tiene conto   delle

dichiarazioni dei redditi presentate ai sensi dell'articolo 2, commi

7, 8 e del regolamento di cui al decreto del Presidente della

Repubblica 22 luglio 1998, n. 322; gli elenchi degli enti ammessi e

di quelli esclusi dal   beneficio   sono   pubblicati   sul   sito

istituzionale dell'Agenzia delle entrate entro il 31 luglio 2020 e il

contributo é erogato dalle amministrazioni competenti entro il 31

ottobre 2020.

                             Art. 157

Proroga dei termini al fine di favorire la graduale ripresa delle

                   attività economiche e sociali

  1. In deroga a quanto previsto all'articolo 3 della legge 27 luglio

2000, n. 212, gli atti di accertamento, di contestazione, di

irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di

liquidazione e di rettifica e liquidazione, per i quali i termini di

decadenza, calcolati senza tener conto del periodo di sospensione di

cui all'articolo 67, comma 1,del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,

scadono tra l'8 marzo 2020 ed il 31 dicembre 2020, sono emessi entro

il 31 dicembre 2020 e sono notificati nel periodo compreso tra il 1°

gennaio e il 31 dicembre 2021, salvo casi di indifferibilità e

urgenza, o al fine del perfezionamento degli adempimenti fiscali che

richiedono il contestuale versamento di tributi.

  1. Dal termine iniziale del periodo di sospensione di cui al comma

1, non si procede altresì agli   invii   dei   seguenti   atti,

comunicazioni e inviti, elaborati   o   emessi,   anche   se   non

sottoscritti, entro il 31 dicembre 2020:

  1. a) comunicazioni di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del decreto

del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600;

  1. b) comunicazioni di cui all'articolo 54-bis del decreto del

Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.633;

  1. c) inviti all'adempimento di cui all'articolo   21-bis   del

decreto-legge 31 maggio 2010, n.78, convertito, con modificazioni,

dalla legge 30 luglio 2010 n.122;

  1. d) atti di accertamento dell'addizionale erariale della tassa

automobilistica, di cui all'articolo 23, comma 21, del decreto-legge

6 luglio 2011 n.98, convertito, con modificazioni dalla legge 15

luglio 2011, n.111;

  1. e) atti di accertamento delle tasse automobilistiche di cui al

Testo Unico 5 febbraio 1953 n. 39 ed all'articolo 5 del decreto-legge

30 dicembre 1982 n. 953, convertito, con modificazioni dalla legge 28

febbraio 1983, n. 53, limitatamente alle Regioni Friuli Venezia

Giulia e Sardegna ai sensi dell'articolo 17, comma 10, della legge 27

dicembre 1997 n. 449;

  1. f) atti di accertamento per omesso o tardivo versamento della

tassa sulle concessioni governative per l'utilizzo di telefoni

cellulari di cui alla Tariffa articolo 21 del decreto del Presidente

della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641.

2-bis. Gli atti, le comunicazioni e gli inviti di cui al comma 2

sono notificati, inviati o messi a disposizione nel periodo compreso

tra il 1° gennaio e il 31 dicembre   2021,   salvo   casi   di

indifferibilità e urgenza, o al fine del perfezionamento degli

adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di

tributi. Restano ferme le disposizioni previste dall'articolo 1,

comma 640 della legge 23 dicembre 2014, n.190.

  1. I termini di decadenza per la notificazione delle cartelle di

pagamento previsti dall'articolo 25, comma 1, lettere a) e b), del

decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.602,

sono prorogati di un anno relativamente:

  1.  a) alle dichiarazioni presentate nell'anno 2018, per le somme che

risultano dovute a seguito dell'attività di liquidazione prevista

dagli articoli 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29

settembre 1973, n. 600, e 54-bis del decreto del Presidente della

Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;

  1. b) alle dichiarazioni dei   sostituti   d'imposta   presentate

nell'anno 2017, per le somme che risultano dovute ai sensi degli

articoli 19 e 20 del decreto del Presidente della Repubblica 22

dicembre 1986, n. 917;

  1. c) alle dichiarazioni presentate negli anni 2017 e 2018, per le

somme che risultano dovute a seguito dell'attività di controllo

formale prevista dall'articolo 36-ter del decreto del Presidente

della Repubblica 29 settembre 1973, n.600.

  1. Con riferimento agli atti indicati ai commi 1 e 2 notificati nel

2021 non sono dovuti, se previsti, gli interessi per ritardato

pagamento di cui all'articolo   6   del   decreto   del   Ministro

dell'economia e delle finanze del 21 maggio 2009, pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale 15 giugno 2009, n. 136, e gli interessi per

ritardata iscrizione a ruolo di cui all'articolo 20 del decreto del

Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, per il periodo

compreso tra il 1° gennaio 2021 e la data di notifica dell'atto

stesso. Con riferimento alle comunicazioni di cui al comma 2 non sono

dovuti gli interessi per ritardato pagamento di cui all'articolo 6

del citato decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 21

maggio 2009 dal mese di elaborazione, e gli interessi per ritardata

iscrizione a ruolo di cui all'articolo 20 del decreto del Presidente

della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, per il periodo compreso

tra il 1° gennaio 2021 e la data di consegna della comunicazione.

  1. Al fine del differimento dei termini di cui al presente

articolo, l'elaborazione o   l'emissione   degli   atti   o   delle

comunicazioni é provata anche dalla data di elaborazione risultante

dai sistemi informativi dell'Agenzia delle entrate, compresi i

sistemi di gestione documentale dell'Agenzia medesima.

  1. Con uno o più provvedimenti del direttore dell'Agenzia delle

entrate sono individuate le modalità di applicazione del presente

articolo.

  1. Alle minori entrate derivanti dal presente articolo, valutate in

205 milioni di euro per l'anno 2020, si provvede   ai   sensi

dell'articolo 265.

7-bis. Le disposizioni contenute nel presente articolo non si

applicano alle entrate degli enti territoriali.

7-ter. All'articolo 104, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020,

n.18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020,n.

27, le parole: «31 agosto 2020» sono sostituite dalle seguenti: «31

dicembre 2020».

                             Art. 158

Cumulabilità della sospensione dei termini processuali e della

sospensione nell'ambito del procedimento di accertamento con adesione

  1. Ai sensi del comma 2 dell'articolo 1 della legge 27 luglio 2000,
  2. 212, la sospensione dei termini processuali prevista dall'articolo

83, comma 2 del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18, convertito, con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, si intende

cumulabile in ogni caso con la sospensione   del   termine   di

impugnazione prevista dalla procedura di accertamento con adesione.

                             Art. 159

Ampliamento della platea dei contribuenti che si avvalgono del

                             modello 730

  1. Con riferimento al periodo d'imposta 2019, al fine di superare

le difficoltà che si possono verificare nell'effettuazione delle

operazioni di   conguaglio   da   assistenza   fiscale   anche   per

l'insufficienza dell'ammontare complessivo delle ritenute operate dal

sostituto d'imposta, i soggetti titolari dei redditi di lavoro

dipendente e assimilati indicati all'articolo 34, comma 4, del

decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, possono adempiere agli

obblighi di dichiarazione dei redditi con le modalità indicate

all'articolo 51-bis del decreto-legge 21 giugno 2013, n.   69,

convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98,

anche in presenza di un sostituto d'imposta tenuto a effettuare il

conguaglio.

                             Art. 160

Iscrizione al catasto edilizio urbano dei fabbricati rurali ubicati

             nei comuni colpiti dal sisma 2016 e 2017

  1. In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, comma 3, della

legge 27 luglio 2000, n. 212, per i fabbricati ubicati nei comuni di

cui agli allegati 1, 2 e 2-bis al decreto-legge 17 ottobre 2016, n.

189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n.

229, il termine per la contestazione delle sanzioni previste, per il

caso di inottemperanza da parte del soggetto obbligato, dal comma

14-quater dell'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,

convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214,

é prorogato al 31 dicembre 2021.

                             Art. 161

             Proroga del pagamento dei diritti doganali

  1. I termini per i pagamenti dei diritti doganali, in scadenza tra

la data del 1° maggio 2020 ed il 31 luglio 2020, effettuati secondo

le modalità previste dagli articoli 78 e 79 del decreto del

Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, sono prorogati di

sessanta giorni, senza applicazione di sanzioni ed interessi.

  1. La disposizione di cui al comma 1, laddove il pagamento comporti

gravi difficoltà di carattere economico o sociale, si applica, su

istanza di parte, al titolare del conto di debito che rientri tra i

soggetti individuati dall'articolo 61, comma 2, lettera o) del

decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni,

nella legge 24 aprile 2020, n. 27, nonché tra i soggetti indicati

dall'articolo 18, commi 1 e 3, del decreto-legge 8 aprile 2020, n.

  1. Le modalità di applicazione delle disposizioni di cui ai commi

1 e 2 sono stabilite con determinazione del Direttore dell'Agenzia

delle dogane e dei monopoli.

                             Art. 162

                 Rateizzazione del debito di accisa

  1. All'art. 3, comma 4 bis, del testo unico delle disposizioni

legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e

relative sanzioni penali e amministrative approvato con decreto

legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sono apportate le seguenti

modifiche:

  1. a) al primo periodo, dopo le parole «che si trovi in» sono

aggiunte le seguenti: «documentate e riscontrabili»;

  1. b) al terzo periodo, le parole «in numero non inferiore a sei e

non superiore a ventiquattro» sono sostituite dalle seguenti: «in un

numero modulato in funzione del completo versamento del debito di

imposta entro la data prevista per il pagamento dell'accisa sui

prodotti immessi in consumo nel mese di novembre del medesimo anno»;

  1. c) l'ultimo periodo é soppresso.

                             Art. 163

                   Proroga in materia di tabacchi

  1. Ferma restando la necessità di procedere alle rendicontazioni

nei termini previsti, i soggetti obbligati al pagamento dell'accisa

per i tabacchi lavorati di cui agli articoli 39-bis, 39-ter e

39-terdecies e dell'imposta di consumo sui prodotti di cui agli

articoli 62-quater e 62-quinquies del decreto legislativo 26 ottobre

1995, n. 504, sono autorizzati a versare entro il 31 ottobre 2020,

con debenza degli interessi legali calcolati giorno per giorno, gli

importi dovuti per i periodi contabili dei mesi di aprile e maggio

                           Art. 163 bis

Modifiche all'articolo 31 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23,

convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40

  1. Al comma 1 dell'articolo 31 del decreto-legge 8 aprile 2020,

n.23, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n.

40, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) le parole: «Per l'anno 2020» sono sostituite dalle seguenti:

«Per gli anni 2020, 2021 e 2022»;

  1. b) dopo le parole: «dogane interne» é inserita la seguente:

«anche»;

  1. c) l'ultimo periodo é sostituito dal seguente: «Alla compensazione

degli effetti finanziari in termini di fabbisogno e indebitamento

netto, pari a 4,12 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021

e 2022, si provvede, per l'anno 2020, mediante utilizzo delle risorse

rivenienti dall'abrogazione della disposizione di cui al comma 2 del

presente articolo e, per ciascuno degli anni 2021 e 2022, mediante

corrispondente riduzione del Fondo per la compensazione degli effetti

finanziari non   previsti   a   legislazione   vigente   conseguenti

all'attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all'articolo 6,

comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n.154, convertito, con

modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n.189».

                             Art. 164

             Valorizzazione del patrimonio immobiliare

  1. All'articolo 33, comma 4, ultimo periodo, del decreto-legge 6

luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15

luglio 2011, n.111 sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) le parole «degli enti territoriali nonché da parte degli enti

pubblici, anche economici, strumentali delle regioni» sono sostituite

dalle seguenti: «di regioni, provincie, comuni anche in forma

consorziata o associata ai sensi del decreto legislativo 18 agosto

2000, n.267, e di altri enti pubblici ovvero di società interamente

partecipate dai predetti enti»;

  1. b) le parole «ciascuna regione» sono sostituite dalle seguenti:

«ciascuno di detti soggetti»

  1. All'articolo 306 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n.66,

dopo il comma 5, é aggiunto il seguente:

   «5-bis. Nel rispetto delle finalità del programma pluriennale di

cui all'articolo 297 ed allo scopo di rendere più celeri le

procedure di alienazione degli alloggi di cui al comma 3, il

Ministero della difesa, in caso di gare deserte, può procedere alla

dismissione unitaria di più immobili liberi inseriti in un unico

fabbricato ovvero comprensorio abitativo, mediante la procedura ad

evidenza pubblica di cui all'articolo 307, comma 10. Il valore dei

beni da porre a base d'asta é stabilito con decreto del Ministero

della difesa - Direzione dei lavori e del demanio del Segretariato

generale della difesa sulla base del valore dei singoli alloggi

costituenti il lotto in vendita. Le dismissioni di cui al presente

comma sono effettuate senza il riconoscimento del diritto   di

preferenza per il personale militare e civile del Ministero della

difesa di cui al comma 3.».

2-bis. All'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n.351,

convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n.410,

il comma 17-bis é sostituito dal seguente:

«17-bis. Il divieto di cui al terzo periodo del comma 17 non si

applica agli enti pubblici territoriali che intendono acquistare,

sulla base dei valori correnti di mercato, unità immobiliari

residenziali, escluse quelle di pregio ai sensi del comma 13, poste

in vendita ai sensi del presente articolo che risultano libere,

ovvero che intendono acquistare, con le diminuzioni di prezzo

previste dal primo e, in caso di acquisto di un intero immobile, dal

secondo periodo del comma 8, unità immobiliari a uso residenziale

poste in vendita ai sensi del presente articolo locate ai medesimi

enti pubblici territoriali al fine di fronteggiare l'emergenza

abitativa o per le quali non sia stato esercitato il diritto di

opzione da parte dei conduttori che si trovano nelle condizioni di

disagio economico di cui al comma 4, ai fini dell'assegnazione delle

unità immobiliari ai predetti soggetti».

  1. All'articolo 3-ter, comma 13, del decreto legge 25 settembre

2001, n.351, convertito con modificazioni, dalla legge 23 novembre

2001, n.410, dopo il primo periodo é inserito il seguente:

   «In considerazione della specificità degli immobili militari, le

concessioni e le locazioni di cui al presente comma sono assegnate

dal Ministero della difesa con procedure ad evidenza pubblica, per un

periodo di tempo commisurato al raggiungimento   dell'equilibrio

economico-finanziario dell'iniziativa e comunque non eccedente i

cinquanta anni, e per le stesse può essere riconosciuta, nei

suddetti limiti temporali, la costituzione di un   diritto   di

superficie ai sensi degli articoli 952 e seguenti del codice civile."

Conseguentemente, al quinto periodo dell'articolo 3-ter, comma 13,

del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351,   convertito   con

modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, sono aggiunte,

in fine, le seguenti parole «ovvero alla scadenza del termine di

durata del diritto di superficie».

Titolo VII

DISPOSIZIONI PER LA TUTELA DEL RISPARMIO NEL SETTORE CREDITIZIO

Capo I

Garanzia dello Stato su passività di nuova emissione

                             Art. 165

       Garanzia dello Stato su passività di nuova emissione

  1. Al fine di evitare o porre rimedio a una grave perturbazione

dell'economia e preservare la stabilità finanziaria, ai sensi

dell'articolo 18 del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180 e

dell'articolo 18, paragrafo 4, lettera d), del regolamento (UE)

n.806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 luglio 2014,

il Ministero dell'economia e delle finanze é autorizzato, nei sei

mesi successivi all'entrata in vigore del presente decreto, a

concedere la garanzia dello Stato su passività delle banche italiane

in conformità a quanto previsto dal presente capo I, nel rispetto

della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, fino a un

valore nominale di 19 miliardi di euro.

  1. Per banche italiane si intendono le banche aventi sede legale in

Italia.

  1. La garanzia può essere concessa solo dopo la positiva decisione

della Commissione europea sul regime di concessione della garanzia o,

nel caso previsto dall'articolo 166, comma 2, sulla   notifica

individuale.

  1. Il Ministro dell'economia e delle finanze può   altresì

rilasciare, entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente

decreto, fermi restando i limiti di cui comma 1, la garanzia statale

per integrare il valore di realizzo del collaterale stanziato da

banche italiane a garanzia di finanziamenti erogati dalla Banca

d'Italia per fronteggiare gravi crisi di liquidità (erogazione di

liquidità di emergenza-ELA), in conformità agli schemi previsti

dalla Banca centrale europea.

  1. Il Ministro dell'economia e delle finanze può con proprio

decreto estendere il periodo di cui al comma 1 e al comma 4, fino a

un massimo di ulteriori sei mesi previa approvazione da parte della

Commissione europea.

  1. Nel presente capo I per Autorità competente si intende la Banca

d'Italia o la Banca centrale europea secondo le modalità e nei casi

previsti dal Regolamento (UE) del Consiglio n.1024/2013 del 15

ottobre 2013.

  1. É istituito nello stato   di   previsione   del   Ministero

dell'economia e delle finanze, un fondo a copertura della garanzia

concessa ai sensi del presente capo con una dotazione di 30 milioni

di euro per l'anno 2020. Per la gestione del fondo é autorizzata

l'apertura di apposito conto corrente di tesoreria centrale.

  1. I corrispettivi delle garanzie concesse sono versati all'entrata

del bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo di cui al

comma 7. Le risorse del Fondo non più necessarie alle finalità di

cui al comma 1, quantificate con decreto del Ministro dell'economia e

delle finanze, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato.

                             Art. 166

                             Condizioni

1 La concessione della garanzia di cui all'articolo 165, comma 1,

é effettuata sulla base della valutazione caso per caso da parte

dell'Autorità competente del rispetto dei requisiti di fondi propri

di cui all'articolo 92 del Regolamento (UE) n.575/2013 del Parlamento

europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, su base individuale e

consolidata, alla data dell'ultima   segnalazione   di   vigilanza

disponibile. Se nei 6 mesi precedenti la data di entrata in vigore

del presente decreto sono state svolte prove di stress a livello

dell'Unione europea o del Meccanismo di vigilanza unico o sono stati

condotti dalla Banca Centrale Europea o dall'Autorità bancaria

europea verifiche della qualità degli attivi o analoghi esercizi, la

valutazione dell'Autorità competente riguarda altresì l'inesistenza

di carenze di capitale evidenziate da dette prove, verifiche o

esercizi; in tal caso, per carenza di   capitale   si   intende

l'inadeguatezza attuale o prospettica dei fondi propri rispetto alla

somma dei requisiti di fondi propri di cui all'articolo 92 del

Regolamento (UE) n.575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio,

del 26 giugno 2013, su base individuale e consolidata, e degli

eventuali requisiti specifici di carattere inderogabile stabiliti

dall'Autorità competente.

  1. La garanzia di cui all'articolo 165 può essere concessa anche a

favore di una banca che non rispetta i requisiti di cui al comma 1 ma

avente comunque patrimonio netto positivo, se la banca ha urgente

bisogno di sostegno della liquidità, a seguito della positiva

decisione   della   Commissione   europea   sulla   compatibilità

dell'intervento con il quadro normativo dell'Unione europea in

materia di aiuti di Stato applicabile alle misure di sostegno alla

liquidità nel contesto della crisi finanziaria.

  1. Le banche che ricorrono agli interventi previsti dal presente

articolo devono svolgere la propria attività in modo da non abusare

del sostegno ricevuto né conseguire indebiti vantaggi per il tramite

dello stesso, in particolare nelle comunicazioni commerciali rivolte

al pubblico.

                             Art. 167

Rinvio al decreto legge 23 dicembre 2016, n. 237, convertito, con

modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2017, n. 15.

  1. Per quanto non previsto dal presente capo si applica il capo I

del decreto-legge 23 dicembre   2016,   n.237,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2017, n.15, a eccezione degli

articoli 3, comma 2, e 4, comma 3.

Capo II

Regime di sostegno pubblico per l'ordinato svolgimento delle
procedure di liquidazione coatta amministrativa di banche di ridotte
dimensioni

                             Art. 168

                      Ambito di applicazione

  1. Il presente Capo si applica alle banche, diverse dalle banche di

credito cooperativo, con attività totali di valore pari o inferiore

a 5 miliardi di euro, sottoposte a liquidazione coatta amministrativa

ai sensi dell'articolo 80 del decreto legislativo 1° settembre 1993,

n.385 (di seguito, il «Testo unico bancario») dopo l'entrata in

vigore del presente decreto.

                             Art. 169

                         Sostegno pubblico

  1. Al fine di assicurare l'ordinato svolgimento delle procedure di

liquidazione coatta amministrativa delle banche indicate all'articolo

168, il Ministro dell'economia e delle finanze é autorizzato a

concedere il sostegno pubblico alle operazioni di trasferimento a una

banca acquirente (di seguito, «l'Acquirente») di   attività   e

passività, di azienda, rami d'azienda nonché di beni e rapporti

giuridici individuabili in blocco (di seguito, «il Compendio Ceduto»)

della banca in liquidazione coatta amministrativa, nelle seguenti

forme, anche in combinazione fra di loro:

  1. a) trasformazione in crediti di imposta delle attività per

imposte anticipate della banca posta   in   liquidazione   coatta

amministrativa, anche laddove non   iscritte   nel   bilancio   di

quest'ultima;

  1. b) trasformazione in crediti di imposta delle attività per

imposte anticipate dell'Acquirente, anche laddove non iscritte nel

bilancio di quest'ultima;

  1. c) concessione all'Acquirente di garanzie su componenti del

Compendio Ceduto; la garanzia dello Stato é gratuita, a prima

richiesta, incondizionata, irrevocabile ed esplicita; essa copre

capitale, interessi e oneri accessori fino all'importo massimo

garantito e prevede il concorso del beneficiario nelle perdite;

  1. d) erogazione all'Acquirente di contributi nella misura in cui le

forme di sostegno pubblico di cui alle lettere precedenti non siano

sufficienti.

  1. Possono essere oggetto della trasformazione in crediti di

imposta di cui alle lettere a) e b) del comma precedente le attività

per imposte anticipate riferite ai seguenti componenti:

  1.  a) perdite fiscali non ancora computate in diminuzione del

reddito imponibile ai sensi dell'articolo 84 del testo unico delle

imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente   della

Repubblica 22 dicembre 1986, n.917;

  1. b) importo del rendimento nozionale eccedente   il   reddito

complessivo netto di cui all'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 6

dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22

dicembre 2011, n.214, non ancora dedotto né trasformato in credito

d'imposta;

  1. c) componenti reddituali di cui all'articolo 1, commi 1067 e

1068, della legge 30 dicembre 2018, n.145.

  1. La trasformazione in credito d'imposta di cui alle lettere a) e
  2. b) del comma 1 può essere disposta per un ammontare complessivo

massimo non superiore all'ammontare massimo di cui al comma 4. Il

credito d'imposta derivante dalla trasformazione non é produttivo di

interessi. Può essere utilizzato, senza limiti di importo, in

compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9

luglio 1997, n.241, ovvero può essere ceduto secondo quanto previsto

dall'articolo 43-bis o dall'articolo 43-ter   del   decreto   del

Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.602, ovvero può

essere chiesto a rimborso. Il credito d'imposta va indicato nella

dichiarazione dei redditi e non concorre alla formazione del reddito

di impresa né della base imponibile dell'imposta regionale sulle

attività produttive.

  1. Gli oneri a carico dello Stato per la concessione del sostegno

pubblico di cui al presente capo non eccedono l'ammontare complessivo

di 100 milioni di euro eventualmente incrementati secondo   le

modalità di cui al comma 6. In caso di concessione di garanzie, il

corrispondente ammontare del sostegno pubblico é pari al fair value

delle garanzie stesse.

  1. Il sostegno pubblico può essere concesso a seguito della

positiva decisione della Commissione europea sulla compatibilità del

regime di cui al presente capo con il quadro normativo dell'Unione

europea in materia di aiuti di Stato nei dodici mesi successivi a

tale decisione ovvero a seguito dell'autorizzazione rilasciata dalla

Commissione europea a seguito della notifica individuale del singolo

sostegno, qualora questa sia necessaria. Con decreto del Ministro

dell'economia e delle finanze tale periodo può essere esteso fino a

un massimo di ulteriori dodici mesi previa approvazione da parte

della Commissione europea.

  1. Per far fronte agli oneri derivanti dal presente capo é

istituito nello stato di previsione del ministero dell'economia e

delle finanze un Fondo di importo pari a 100 milioni di euro per

l'anno 2020. Il predetto fondo può altresì essere alimentato con

gli eventuali minori oneri derivanti dall'attuazione degli articoli

55, 56 e 57 del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18, convertito con

modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n.27, da accertarsi con uno

o più decreti del Ministro dell'economia e delle finanze con i quali

sono apportate le occorrenti variazioni di bilancio, anche in conto

residui. Qualora i suddetti minori oneri siano conseguiti su risorse

gestite presso la Tesoreria dello Stato, é autorizzato il versamento

all'entrata del bilancio dello Stato del relativo importo per la

successiva riassegnazione al Fondo di cui al presente comma.

                             Art. 170

                       Cessione del compendio

  1. Qualora le offerte vincolanti per l'acquisto del Compendio

Ceduto prevedano quale condizione la concessione di misure di

sostegno pubblico, la Banca d'Italia le trasmette al Ministero

dell'economia e delle finanze. Sono trasmesse le sole offerte per le

quali la Banca d'Italia attesta che:

  1. a) l'offerente ha una situazione patrimoniale, finanziaria e

organizzativa idonea, anche in relazione alla dimensione dei suoi

attivi rapportati a quelli del Compendio Ceduto, a   sostenere

l'acquisizione del Compendio Ceduto e a integrare quest'ultimo nei

propri processi e nella propria organizzazione aziendale entro un

anno dall'acquisizione;

  1. b) tra l'offerente e la banca posta in liquidazione coatta

amministrativa non sussistono rapporti di controllo   ai   sensi

dell'articolo 23 del Testo unico bancario;

  1. c) l'offerente é autorizzato a svolgere l'attività bancaria e

le altre attività svolte dalla banca in liquidazione   coatta

amministrativa in relazione al Compendio Ceduto;

  1. d) il Compendio Ceduto non comprende le passività indicate

all'articolo 52, comma 1, lettera a), punti i), ii), iii) e iv), del

decreto legislativo 16 novembre 2015, n.180;

  1. e)   non   vi   sono   condizioni   ostative   al   rilascio

dell'autorizzazione ai sensi dell'articolo 90, comma 2, del Testo

unico bancario.

  1. La Banca d'Italia attesta che:
  2. a) la cessione non é attuabile senza ricorso al sostegno

pubblico, evidenziando le motivazioni per le quali il supporto

pubblico é necessario per l'ordinato svolgimento della liquidazione,

anche alla luce delle valutazioni espresse dal sistema di garanzia

dei depositi in merito alla possibilità di effettuare interventi ai

sensi dell'articolo 96-bis del Testo unico bancario; qualora siano

state presentate offerte che non prevedono il sostegno pubblico la

Banca d'Italia motiva le ragioni dell'esclusione delle stesse;

  1. b) le offerte sono state individuate, anche sulla base di

trattative a livello individuale, nell'ambito di una procedura

aperta, concorrenziale, non discriminatoria di selezione dell'offerta

di acquisto più conveniente, in conformità al quadro normativo

dell'Unione europea sugli aiuti di Stato;

  1. c) le offerte trasmesse sono idonee a garantire la liquidazione

ordinata della banca e il mantenimento della redditività a lungo

termine del soggetto risultante dalla cessione, indicando   per

ciascuna di esse le ragioni sottese alla propria valutazione.

  1. Le offerte di acquisto del Compendio Ceduto contengono gli

impegni previsti ai fini del rispetto della disciplina europea sugli

aiuti di Stato, inclusa la comunicazione della Commissione Europea

2013/C-216/01, con particolare riguardo a quelli ivi stabiliti dal

paragrafo 6.4, al divieto di utilizzo dei segni distintivi della

banca in liquidazione coatta amministrativa e agli ulteriori impegni

eventualmente indicati dalla Commissione europea, nella decisione o

nell'autorizzazione di cui all'articolo 169, comma 5, al fine di

limitare le distorsioni della parità concorrenziale e assicurare la

redditività dell'Acquirente dopo l'acquisizione.

                             Art. 171

                     Concessione del sostegno

  1. Il Ministro dell'economia e delle finanze con proprio decreto,

tenuto conto delle attestazioni fornite dalla Banca d'Italia ai sensi

dell'articolo 170, verificata la conformità a quanto previsto dal

presente capo e con la decisione della Commissione europea prevista

all'articolo 169, comma 5, selezionata in caso di trasmissione di

più offerte quella che, tenuto conto dell'obiettivo   di   cui

all'articolo 169, comma 1, comporta il minimo sostegno pubblico, può

disporre le misure di sostegno.

  1. Il decreto é sottoposto al controllo preventivo di legittimità

e alla registrazione della Corte dei Conti. L'Acquirente può

avvalersi delle misure di sostegno, come disposte con il decreto

previsto dal comma 1, solo successivamente alla cessione   del

compendio.

  1. Le misure di sostegno concesse ai sensi dell'articolo 169, comma

1, attribuiscono un credito a favore del Ministero dell'economia e

delle finanze nei confronti della liquidazione coatta amministrativa;

il credito é pagato dopo i crediti prededucibili   ai   sensi

dell'articolo 111, comma 1, numero 1), e dell'articolo 111-bis della

legge fallimentare e prima di ogni altro credito. Con riferimento

alle misure di cui all'articolo 169, comma 1, lettere a) e b), il

credito del Ministero dell'economia e delle finanze é commisurato al

valore attuale netto attribuito all'Acquirente per effetto della

trasformazione in crediti di imposta delle attività per imposte

anticipate.

  1. Se la concentrazione che deriva dall'acquisizione del Compendio

Ceduto all'Acquirente non é disciplinata dal Regolamento (CE)

n.139/2004 del Consiglio del 20 gennaio 2004, essa si intende

autorizzata in deroga alle procedure previste dalla legge 10 ottobre

1990, n.287, per   rilevanti   interessi   generali   dell'economia

nazionale.

                             Art. 172

                         Altre disposizioni

  1. Le cessioni di cui all'articolo 169 si considerano cessioni di

rami di azienda ai fini del decreto del Presidente della Repubblica

del 26 ottobre 1972, n. 633. Agli atti aventi a oggetto le cessioni

di cui al periodo precedente, le imposte di registro, ipotecaria e

catastale si applicano, ove dovute, nella misura fissa di 200 euro

ciascuna.

  1. Nelle cessioni di cui all'articolo 169, al soggetto cessionario

e al soggetto cedente si applicano le disposizioni   previste,

rispettivamente, per l'ente-ponte e per   l'ente   sottoposto   a

risoluzione dall'articolo 15 del decreto-legge 14 febbraio 2016,

n.18, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 2016, n.49.

  1. I componenti positivi derivanti dagli interventi a sostegno

della cessione di cui all'articolo 169 non concorrono, in quanto

esclusi, alla formazione del reddito complessivo ai fini delle

imposte sul reddito e alla determinazione del valore della produzione

netta del cessionario. Le spese sostenute dal cessionario nell'ambito

delle misure di ristrutturazione aziendale sovvenzionate con i

contributi di cui all'articolo 169, comma 1, lettera d), sono

comunque deducibili dal reddito complessivo ai fini delle imposte sul

reddito e dal valore della produzione netta ai fini dell'imposta

regionale sulle attività produttive.

  1. Il cessionario non é obbligato solidalmente con il cedente ai

sensi dell'articolo 33 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n.231.

  1. Sono escluse dalla cessione le controversie relative   ad

attività e passività escluse dalla stessa e le relative passività.

                             Art. 173

                 Relazioni alla Commissione europea

  1. Il Ministro dell'economia e delle finanze, sulla base degli

elementi forniti dalla Banca d'Italia, presenta alla Commissione

Europea una relazione annuale sul funzionamento del regime di aiuti

di Stato previsto dal presente capo ai sensi del paragrafo 6.5 della

comunicazione della Commissione Europea 2013/C-216/01.

                             Art. 174

                     Disposizioni di attuazione

  1. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze può   emanare

disposizioni di attuazione del presente capo con uno o più decreti.

                             Art. 175

                     Disposizioni finanziarie

  1. Agli oneri derivanti dal presente Titolo si provvede ai sensi

dell'articolo 265.

                          Art. 175 bis

Disposizioni in materia di tutela del risparmio e Fondo indennizzo

                           risparmiatori

  1. Al comma 501-bis dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018,

n.145, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «La Commissione

tecnica di cui al comma 501, attraverso la società di cui al primo

periodo, può effettuare, anche successivamente alle erogazioni, i

riscontri necessari per verificare la sussistenza del requisito

relativo al patrimonio mobiliare di proprietà del risparmiatore, di

cui al comma 502-bis, dichiarato nella domanda di indennizzo,

avvalendosi a tale fine delle informazioni risultanti dalle banche di

dati detenute dall'Agenzia delle entrate, comprese quelle della

sezione dell'anagrafe tributaria di cui all'articolo 7, commi sesto e

undicesimo, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre

1973, n.605, alimentata ai sensi dell'articolo 11, comma 2, del

decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni,

dalla legge 22 dicembre 2011, n.214. Per la   verifica   della

sussistenza del requisito relativo al patrimonio mobiliare   di

proprietà del risparmiatore, con provvedimento   del   Ministero

dell'economia e delle finanze, su proposta della Commissione tecnica

e sentiti l'Agenzia delle entrate e il Garante per la protezione dei

dati personali, sono individuate le tipologie di   informazioni

riscontrabili, le modalità di effettuazione dei controlli e le

misure di sicurezza adeguate ai rischi di accesso non autorizzato o

di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della

raccolta. L'attività posta in essere dall'Agenzia delle entrate é

svolta nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali

disponibili a legislazione vigente».

  1. Al comma 505 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018,

n.145, dopo le parole: «nonché i loro» é inserita la seguente:

«coniugi,».

Titolo VIII

MISURE DI SETTORE

Capo I

Misure per il turismo e la cultura

                             Art. 176

                         Tax credit vacanze

  1. Per il periodo d'imposta 2020 é riconosciuto un credito in

favore dei nuclei familiari con ISEE in corso di validità, ordinario

o corrente ai sensi dell'articolo 9 del decreto del Presidente del

Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013 n.159, non superiore a 40.000

euro, utilizzabile, dal 1° luglio al 31 dicembre 2020, per il

pagamento di servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese

turistico ricettive, nonché dagli agriturismo e dai bed & breakfast

in possesso dei titoli prescritti dalla normativa nazionale e

regionale per l'esercizio dell'attività turistico ricettiva.

  1. Il credito di cui al comma 1, utilizzabile da un solo componente

per nucleo familiare, é attribuito nella misura massima di 500 euro

per ogni nucleo familiare. La misura del credito é di 300 euro per i

nuclei familiari composti da due persone e di 150 euro per quelli

composti da una sola persona.

  1. Il credito di cui al comma 1 é riconosciuto alle seguenti

condizioni, prescritte a pena di decadenza:

  1. a) le spese debbono essere sostenute in un'unica soluzione in

relazione ai servizi resi da una singola impresa turistico ricettiva,

da un singolo agriturismo o da un singolo bed & breakfast;

  1. b) il totale del corrispettivo deve essere documentato da fattura

elettronica o documento commerciale ai sensi dell'articolo 2 del

decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, nel quale é indicato il

codice fiscale del soggetto che intende fruire del credito;

  1. c) il pagamento del servizio deve essere corrisposto senza

l'ausilio, l'intervento o   l'intermediazione   di   soggetti   che

gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di

viaggio e tour operator.

  1. Il credito di cui al comma 1 é fruibile esclusivamente nella

misura dell'80 per cento, d'intesa con il fornitore presso il quale i

servizi sono fruiti, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto e

per il 20 per cento in forma di detrazione di imposta in sede di

dichiarazione dei redditi da parte dell'avente diritto.

  1. Lo sconto di cui al comma 4 é rimborsato al fornitore dei

servizi sotto forma di credito d'imposta da utilizzare esclusivamente

in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9

luglio 1997, n. 241, con facoltà di successive cessioni a terzi,

anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, nonché a

istituti di credito o intermediari finanziari. Il credito d'imposta

non ulteriormente ceduto é usufruito dal cessionario con le stesse

modalità previste per il soggetto cedente. Non si applicano i limiti

di cui all'articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n.388 e di cui

all'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

Qualora sia accertata la mancata sussistenza, anche parziale, dei

requisiti che danno diritto al credito d'imposta, il fornitore dei

servizi e i cessionari rispondono solo per l'eventuale utilizzo del

credito d'imposta in misura eccedente lo sconto applicato ai sensi

del comma 4 e l'Agenzia delle entrate provvede   al   recupero

dell'importo corrispondente, maggiorato di interessi e sanzioni.

  1. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, da

adottare sentito l'Istituto nazionale della previdenza sociale e

previo parere dell'Autorità garante per la protezione dei dati

personali, sono definite le modalità applicative dei commi da 1 a 5,

da eseguire anche avvalendosi di PagoPA S.p.A.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, valutati in 1.677,2

milioni di euro per l'anno 2020 e in 733,8 milioni di euro per l'anno

2021, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 177

Esenzioni dall'imposta municipale propria-IMU   per   il   settore

                             turistico

  1. In considerazione degli effetti connessi all'emergenza sanitaria

da COVID 19, per l'anno 2020, non é dovuta la prima   rata

dell'imposta municipale propria (IMU) di cui all'articolo 1, commi da

738 a 783 della legge 27 dicembre 2019, n.160, relativa a:

  1. a) immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e

fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali;

  1. b) immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e immobili

degli agriturismo, dei villaggi turistici, degli ostelli della

gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane,

degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti

per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a

condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle

attività ivi esercitate;

   b-bis) immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da

parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture

espositive nell'ambito di eventi fieristici o manifestazioni.

  1. Per il ristoro ai comuni a fronte delle minori entrate derivanti

dal comma 1, é istituito, nello stato di previsione del Ministero

dell'interno, un fondo con una dotazione di 76,55 milioni di euro per

l'anno 2020. Alla ripartizione del Fondo si provvede con decreto del

Ministro dell'interno di concerto con il Ministro dell'economia e

delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed

autonomie locali, da adottare entro trenta giorni dalla data di

entrata in vigore del presente decreto.

  1. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto

dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della

Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final «Quadro

temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia

nell'attuale emergenza del COVID-19», e successive modifiche.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 211,45

milioni di euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo

                            Art. 178

                           Fondo turismo

  1. Al fine di sostenere il settore turistico mediante operazioni di

mercato, é istituito nello stato di previsione del Ministero per i

beni e le attività culturali e per il turismo un fondo con una

dotazione di 50 milioni di euro per l'anno 2020. Il fondo é

finalizzato alla sottoscrizione di quote o azioni di organismi di

investimento collettivo del risparmio e fondi di investimento,

gestiti da società di gestione del risparmio, in funzione di

acquisto, ristrutturazione e valorizzazione di immobili destinati ad

attività turistico-ricettive. Con decreto del Ministro per i beni e

le attività culturali e per il turismo, adottato di concerto con il

Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabilite modalità e

condizioni di funzionamento del fondo, comprese le modalità di

selezione del gestore del fondo, anche mediante il coinvolgimento

dell'Istituto nazionale di promozione di cui all'articolo 1, comma

826, della legge 28 dicembre 2015, n.208, e di altri soggetti

privati. All'onere derivante dal presente comma, pari a 50 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

  1. Il corrispettivo al soggetto gestore é riconosciuto, a valere

sulla dotazione del fondo di cui al comma 1, nel limite massimo di

200.000euro per l'anno 2020.

  1. Il Fondo di cui al comma 1 può essere incrementato di 100

milioni di euro per l'anno 2021 mediante corrispondente riduzione

delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione-programmazione

2014-2020 di cui all'articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre

2013, n.147, previa delibera del CIPE volta a rimodulare e ridurre di

pari importo, per il medesimo anno, le somme già assegnate con le

delibere CIPE n.3/2016, n.100/2017 e 10/2018 al Piano operativo

«Cultura e turismo» di competenza del Ministero per i beni e le

attività culturali e per il turismo. Il Ministro dell'economia e

delle finanze é autorizzato ad apportare con propri decreti le

occorrenti variazioni di bilancio.

                             Art. 179

                   Promozione turistica in Italia

  1. Allo scopo di favorire la ripresa dei flussi turistici in ambito

nazionale, nello stato di previsione del Ministero per i beni e le

attività culturali e per il turismo é istituito il «Fondo per la

promozione del turismo in Italia», con una dotazione di 20 milioni di

euro per l'anno 2020. Con decreto del Ministro per i beni e le

attività culturali e per il turismo, da adottare entro trenta giorni

dalla data di entrata in vigore del presente   decreto,   sono

individuati, anche avvalendosi dell'Enit-Agenzia   nazionale   del

turismo, i soggetti destinatari delle risorse e le iniziative da

finanziare e sono definite le modalità di assegnazione anche al fine

del rispetto del limite di spesa di cui al presente comma. Anche in

ragione dell'esigenza di assicurare l'attuazione tempestiva   ed

efficace di quanto stabilito dal presente comma, all'articolo 16 del

decreto-legge 31 maggio 2014, n.83, convertito, con modificazioni,

dalla legge 29 luglio 2014, n.106, sono apportate le seguenti

modificazioni:

  1. a) al comma 5, il primo e il secondo periodo sono soppressi e

sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Il Consiglio di

amministrazione é composto dal Presidente, da un membro nominato dal

Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, con

funzioni di amministratore delegato, sentite le organizzazioni di

categoria maggiormente rappresentative, e da un membro nominato dal

Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo su

designazione della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato

le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano. Il collegio

dei revisori dei conti é composto da tre membri effettivi, uno dei

quali designato dal Ministro dell'economia e delle finanze, e da due

supplenti, nominati con decreto del Ministro per i beni e le

attività culturali e per il turismo, che altresì designa il

Presidente.»;

  1. b) al comma 6, il terzo periodo é soppresso.
  2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente

decreto si provvede all'attuazione delle disposizioni   di   cui

all'articolo 16, comma 5, primo e secondo periodo, del decreto-legge

n.83 del 2014,convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio

2014, n.106, come modificato dal comma 1. Nei trenta   giorni

successivi, l'Enit-Agenzia nazionale del turismo adegua il proprio

statuto alle disposizioni di cui all'articolo 16, comma 5, del

decreto-legge n.83 del 2014, come modificato dal comma 1.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 20 milioni di

euro per l'anno 2020 si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 180

Ristoro ai Comuni per la riduzione di gettito dell'imposta di

             soggiorno e altre disposizioni in materia

  1. É istituito, nello stato di   previsione   del   Ministero

dell'interno, un Fondo, con una dotazione di 100 milioni di euro per

l'anno 2020, per il ristoro parziale dei comuni a fronte delle minori

entrate derivanti dalla mancata riscossione dell'imposta di soggiorno

o del contributo di sbarco di cui all'articolo 4 del decreto

legislativo 14 marzo 2011, n.23, nonché del contributo di soggiorno

di cui all'articolo 14, comma 16, lettera e), del decreto legge 31

maggio 2010, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30

luglio 2010, n.122, in conseguenza dell'adozione delle misure di

contenimento del COVID-19.

  1. Alla ripartizione del Fondo tra gli enti interessati si provvede

con decreto del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro

dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza

Stato-città ed autonomie locali da adottare entro 30   giorni

dall'entrata in vigore del presente decreto.

  1. All'articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n.23, dopo

il comma 1-bis, é inserito il seguente: «1-ter.Il gestore della

struttura ricettiva é responsabile del pagamento dell'imposta di

soggiorno di cui al comma 1 e del contributo di soggiorno di cui

all'articolo 14, comma 16, lettera e), del decreto legge 31 maggio

2010, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio

2010, n.122, con diritto di rivalsa sui soggetti passivi, della

presentazione   della   dichiarazione,   nonché   degli   ulteriori

adempimenti previsti dalla legge e dal regolamento comunale. La

dichiarazione   deve   essere   presentata   cumulativamente   ed

esclusivamente in via telematica entro il 30 giugno dell'anno

successivo a quello in cui si é verificato   il   presupposto

impositivo, secondo le modalità approvate con decreto del Ministro

dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città ed

autonomie locali, da emanare entro centottanta giorni dalla data di

entrata in vigore della presente disposizione. Per l'omessa o

infedele presentazione della dichiarazione da parte del responsabile

si applica la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una

somma dal 100 al 200 per cento dell'importo dovuto. Per l'omesso,

ritardato o parziale versamento dell'imposta di soggiorno e del

contributo di soggiorno si applica la sanzione amministrativa di cui

all'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.».

  1. All'articolo 4, comma 5-ter, del decreto-legge 24 aprile 2017,

n.50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n.

96, le parole da «nonché» alla fine del comma sono sostituite dalle

seguenti: «con diritto di rivalsa sui soggetti passivi, della

presentazione   della   dichiarazione,   nonché   degli   ulteriori

adempimenti previsti dalla legge e dal regolamento comunale. La

dichiarazione   deve   essere   presentata   cumulativamente   ed

esclusivamente in via telematica entro il 30 giugno dell'anno

successivo a quello in cui si é verificato   il   presupposto

impositivo, secondo le modalità approvate con decreto del Ministro

dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città ed

autonomie locali, da emanare entro centottanta giorni dalla data di

entrata in vigore della presente disposizione. Per l'omessa o

infedele presentazione della dichiarazione da parte del responsabile

si applica la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una

somma dal 100 al 200 per cento dell'importo dovuto. Per l'omesso,

ritardato o parziale versamento dell'imposta di soggiorno e del

contributo di soggiorno si applica la sanzione amministrativa di cui

all'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.».

  1. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 100 milioni di euro per

l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 181

           Sostegno delle imprese di pubblico esercizio

  1. Anche al fine di promuovere la ripresa delle   attività

turistiche, danneggiate dall'emergenza epidemiologica da COVID-19, le

imprese di pubblico esercizio di cui all'articolo 5 della legge 25

agosto 1991, n.287, titolari di concessioni o di autorizzazioni

concernenti l'utilizzazione del suolo pubblico, tenuto conto di

quanto stabilito dall'articolo 4, comma 3-quater, del decreto-legge

30 dicembre 2019, n.162, convertito con modificazioni dalla legge 28

febbraio 2020, n.8, sono esonerati dal 1° maggio fino al 31 ottobre

2020 dal pagamento della tassa per l'occupazione di spazi ed aree

pubbliche di cui al Capo II del decreto legislativo 15 novembre 1993,

  1. 507 e dal canone di cui all'articolo 63 del decreto legislativo 15

dicembre 1997, n.446.

1-bis. In considerazione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19,

i titolari di   concessioni   o   di   autorizzazioni   concernenti

l'utilizzazione del suolo pubblico per l'esercizio del commercio su

aree pubbliche, di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n.114,

sono esonerati, dal 1° marzo 2020 al 30 aprile 2020, dal pagamento

della tassa per l'occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche,

di cui all'articolo 45 del decreto legislativo 15 novembre 1993,

n.507, e del canone per l'occupazione temporanea di spazi ed aree

pubbliche, di cui all'articolo 63 del decreto legislativo 15 dicembre

1997, n.446.

1-ter. I comuni rimborsano le somme versate nel periodo indicato al

comma 1-bis.

1-quater. Per ristorare i comuni delle minori entrate derivanti dai

commi 1-bis e 1-ter, é istituito, nello stato di previsione del

Ministero dell'interno, un fondo con una dotazione di 12,5 milioni di

euro per l'anno 2020. Alla ripartizione del Fondo tra gli enti

interessati si provvede con decreto del Ministro dell'interno, di

concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa

in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, da adottare

entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di

conversione del presente decreto. Nel caso previsto dal comma 3

dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281, il

decreto é comunque adottato.

  1. A far data dallo stesso termine di cui al comma 1 e fino al 31

ottobre 2020, le domande di nuove concessioni per l'occupazione di

suolo pubblico ovvero di ampliamento delle superfici già concesse

sono presentate in via telematica all'ufficio competente dell'Ente

locale, con allegata la sola planimetria, in deroga al decreto del

Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160 e senza

applicazione dell'imposta di bollo di cui al decreto del Presidente

della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642.

  1. Ai soli fini di assicurare il rispetto delle misure di

distanziamento connesse all'emergenza da COVID-19, e comunque non

oltre il 31 ottobre 2020, la posa in opera temporanea su vie, piazze,

strade e altri spazi aperti di interesse culturale o paesaggistico,

da parte dei soggetti di cui al comma 1, di strutture amovibili,

quali dehors, elementi di arredo urbano, attrezzature, pedane,

tavolini, sedute e ombrelloni, purché funzionali all'attività di

cui all'articolo 5 della legge n. 287 del 1991, non é subordinata

alle autorizzazioni di cui agli articoli 21 e 146 del decreto

legislativo 22 gennaio 2004, n.42.

  1. Per la posa in opera delle strutture amovibili di cui al comma 3

é disapplicato il limite temporale di cui all'articolo 6 comma 1,

lettera e-bis), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno

2001, n.380.

4-bis. Le concessioni di posteggio per l'esercizio del commercio su

aree pubbliche aventi scadenza entro il 31 dicembre 2020, se non già

riassegnate ai sensi dell'intesa sancita in sede di Conferenza

unificata il 5 luglio 2012, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.79

del 4 aprile 2013, nel rispetto del comma 4-bis dell'articolo 16 del

decreto legislativo 26 marzo 2010, n.59, sono rinnovate per la durata

di dodici anni, secondo linee guida adottate dal Ministero dello

sviluppo economico e con modalità stabilite dalle regioni entro il

30 settembre   2020,   con   assegnazione   al   soggetto   titolare

dell'azienda, sia che la conduca direttamente sia che l'abbia

conferita in gestione temporanea, previa verifica della sussistenza

dei requisiti di onorabilità e professionalità prescritti, compresa

l'iscrizione ai registri camerali quale ditta attiva ove   non

sussistano gravi e comprovate cause di impedimento   temporaneo

all'esercizio dell'attività.

4-ter. Nelle more di un generale riordino della disciplina del

commercio su aree pubbliche, al fine di promuovere e garantire gli

obiettivi connessi alla tutela dell'occupazione, le regioni hanno

facoltà di disporre che i comuni possano assegnare, su richiesta

degli aventi titolo, in via prioritaria e in deroga ad ogni altro

criterio, concessioni per posteggi liberi, vacanti o di nuova

istituzione, ove necessario, agli operatori, in   possesso   dei

requisiti prescritti, che siano rimasti esclusi dai procedimenti di

selezione previsti dalla vigente normativa ovvero che, all'esito dei

procedimenti stessi, non abbiano conseguito la riassegnazione della

concessione.

  1. Per il ristoro ai comuni delle minori entrate derivanti dal

comma 1, é istituito, nello stato di previsione del Ministero

dell'interno, un fondo con una dotazione di 127,5 milioni di euro per

l'anno 2020. Alla ripartizione del Fondo tra gli enti interessati si

provvede con decreto del Ministro dell'interno di concerto con il

Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza

Stato-città ed autonomie locali da adottare entro trenta giorni

dall'entrata in vigore del presente decreto. Nel caso in cui ricorra

la condizione prevista dal comma 3 dell'articolo 3 del decreto

legislativo 28 agosto 1997, n.281 il decreto medesimo é comunque

adottato.

  1. All'onere derivante dal presente articolo, pari a 140 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'art. 265.

                             Art. 182

       Ulteriori misure di sostegno per il settore turistico

  1. Al fine di sostenere le agenzie di viaggio e i tour operator a

seguito delle misure di contenimento del COVID-19, nello stato di

previsione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il

turismo é istituito un fondo con una dotazione di 25 milioni di euro

per l'anno 2020. Con decreto del Ministro per i beni e le attività

culturali e per il turismo, da adottare entro trenta giorni dalla

data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite le

modalità di ripartizione e assegnazione   delle   risorse   agli

operatori, tenendo conto dell'impatto economico negativo conseguente

all'adozione delle misure di contenimento del COVID-19.

1-bis. Al fine di promuovere il turismo culturale, agli studenti

iscritti ai corsi per il conseguimento di laurea, di   master

universitario e di dottorato di ricerca presso le università e le

istituzioni di alta formazione sono riconosciuti, per l'anno 2020,

nel rispetto del limite di spesa di 10 milioni di euro per il

medesimo anno 2020, la concessione gratuita di viaggio sulla rete

ferroviaria italiana per la durata di un mese a scelta e l'ingresso a

titolo gratuito, per il medesimo periodo, nei musei, monumenti,

gallerie e aree archeologiche situati nel territorio nazionale e

nelle mostre didattiche che si svolgono in essi.

1-ter. Le disposizioni per l'attuazione del comma 1-bis sono

emanate con decreto del Ministro delle infrastrutture   e   dei

trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,

da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore

della legge di conversione del presente decreto. Il predetto decreto

definisce le modalità di concessione e di utilizzo dei benefici di

cui al comma 1-bis, al fine di assicurare il rispetto del limite di

spesa ivi previsto.

  1. Fermo restando quanto disposto nei riguardi dei concessionari

dall'articolo 1, commi 682 e seguenti, della legge 30 dicembre

2018,n.145, per le necessità di rilancio del settore turistico e al

fine di contenere   i   danni,   diretti   e   indiretti,   causati

dall'emergenza epidemiologica da   COVID-19,   le   amministrazioni

competenti non possono avviare o   proseguire,   a   carico   dei

concessionari che intendono proseguire la propria attività mediante

l'uso di beni del demanio marittimo, lacuale e   fluviale,   i

procedimenti amministrativi per la devoluzione delle opere non

amovibili, di cui all'articolo 49 del codice della navigazione, per

il rilascio o per l'assegnazione, con procedure di evidenza pubblica,

delle aree oggetto di concessione alla data di entrata in vigore

della legge di conversione del presente decreto. L'utilizzo dei beni

oggetto dei procedimenti amministrativi di cui al periodo precedente

da parte dei concessionari é confermato verso pagamento del canone

previsto dall'atto di concessione e impedisce il verificarsi della

devoluzione delle opere. Le disposizioni del presente comma non si

applicano quando la devoluzione, il rilascio o l'assegnazione a terzi

dell'area sono stati disposti in ragione della   revoca   della

concessione oppure della decadenza del titolo per fatto e colpa del

concessionario.

2-bis. Con riferimento alle aree ad alta densità turistica, in

considerazione della crisi delle attività economiche ivi operanti e

al fine di consentire l'accesso a misure di sostegno mirate in favore

delle imprese dei settori del commercio, della ristorazione e delle

strutture ricettive colpite dalla prolungata riduzione dei flussi di

turisti, l'Istituto nazionale di statistica definisce, entro sessanta

giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del

presente decreto, una classificazione volta all'attribuzione di un

codice ATECO specifico nell'ambito di ciascuna delle   predette

attività, mediante l'introduzione, nell'attuale   classificazione

alfanumerica delle attività economiche, di un elemento ulteriore, al

fine di evidenziarne   il   nesso   turistico   territoriale.   Per

l'individuazione di tali aree ci si avvale:

  1. a) della classificazione relativa alla territorialità   delle

attività turistico-alberghiere di cui all'allegato 3 al decreto del

Ministro delle finanze 26 febbraio 2000, pubblicato nel supplemento

ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.67 del 21 marzo 2000, concernente

l'individuazione delle aree territoriali omogenee cui applicare gli

studi di settore, e successivi aggiornamenti;

  1. b) delle rilevazioni sulla capacità di carico turistica effettuate

dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e

degli indicatori di densità turistica rilevati dall'Osservatorio

nazionale del turismo, quale il rapporto tra il numero di presenze

turistiche e la superficie del territorio, tenuto conto della

popolazione residente;

  1. c) delle eventuali indicazioni, anche correttive, dei comuni,

relative all'individuazione, nel proprio territorio, delle aree a

maggiore densità turistica ovvero prossime ai siti di interesse

artistico, culturale, religioso, storico, archeologico e ai siti

riconosciuti dall'UNESCO, ovvero individuate nell'area delle città

d'arte, purché rispondenti ai criteri di cui alle lettere a) e b).

  1. All'onere derivante dai commi 1, 1-bis e 1-ter, pari a 35

milioni di euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo

3-bis. All'articolo 88-bis del decreto-legge 17 marzo   2020,

n.18,convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.

27, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) ai commi 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9, le parole: «un anno» sono

sostituite dalle seguenti: «diciotto mesi»;

  1. b) al comma 8, quarto periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti

parole: «, nonché per i soggiorni di studio degli alunni del quarto

anno delle scuole secondarie di secondo grado nell'ambito dei

programmi internazionali di mobilità studentesca riferiti agli anni

scolastici 2019/2020 e 2020/2021»;

  1. c) i commi 11 e 12 sono sostituiti dai seguenti:

«11. Nei casi previsti dai commi da 1 a 7 e comunque per tutti i

rapporti inerenti ai contratti di cui al presente articolo instaurati

con effetto dall'11 marzo 2020 al 30 settembre 2020, in caso di

recesso esercitato entro il 31 luglio 2020, anche per le prestazioni

da rendere all'estero e per le prestazioni in favore di contraenti

provenienti dall'estero, quando le prestazioni non sono rese a causa

degli effetti derivanti dallo stato di emergenza epidemiologica da

COVID 19, la controprestazione già ricevuta può essere restituita

mediante un voucher di pari importo emesso entro quattordici giorni

dalla data di esercizio del recesso e valido per diciotto mesi

dall'emissione. 12. L'emissione dei voucher a seguito di recesso

esercitato entro il 31 luglio 2020 non richiede alcuna forma di

accettazione da parte del destinatario. Il voucher può essere emesso

e utilizzato anche per servizi resi da   un   altro   operatore

appartenente allo stesso gruppo societario. Può essere utilizzato

anche per la fruizione di servizi successiva al termine di validità,

purché le relative prenotazioni siano state effettuate entro il

termine di cui al primo periodo»;

  1. d) dopo il comma 12 sono inseriti i seguenti:

«12-bis. La durata della validità dei voucher pari a diciotto mesi

prevista dal presente articolo si applica anche ai voucher già

emessi alla data di entrata in vigore della presente disposizione. In

ogni caso, decorsi diciotto mesi dall'emissione, per i voucher non

usufruiti né impiegati nella prenotazione dei servizi di cui al

presente articolo é corrisposto, entro quattordici giorni dalla

scadenza, il rimborso del-l'importo versato. Limitatamente ai voucher

emessi, in attuazione del presente articolo, in relazione   ai

contratti di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, nelle acque

interne o terrestre, il rimborso di cui al secondo periodo può

essere richiesto decorsi dodici mesi dall'emissione ed é corrisposto

entro quattordici giorni dalla richiesta.

12-ter. Nello stato di previsione del Ministero per i beni e le

attività culturali e per il turismo é istituito un fondo, con una

dotazione di 5 milioni di euro per l'anno 2020 e di 1 milione di euro

per l'anno 2021, per l'indennizzo dei consumatori titolari di voucher

emessi ai sensi del presente articolo, non utilizzati alla scadenza

di validità e non rimborsati a causa dell'insolvenza o   del

fallimento dell'operatore turistico o del vettore. L'indennizzo é

riconosciuto nel limite della dotazione del fondo di cui al periodo

precedente. I criteri e le modalità di attuazione e la misura

dell'indennizzo di cui al presente comma   sono   definiti   con

regolamento adottato, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge

23 agosto 1988, n. 400, entro centottanta giorni dalla data di

entrata in vigore della presente disposizione, dal Ministro per i

beni e le attività culturali e per il turismo, di concerto con il

Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro delle

infrastrutture e dei trasporti.

12-quater. Agli oneri derivanti dal comma 12-ter, pari a 5 milioni

di euro per l'anno 2020 e a 1 milione di euro per l'anno 2021, si

provvede, per l'anno 2020, mediante corrispondente riduzione del

Fondo per la promozione del turismo in Italia di cui all'articolo

179, comma 1, del presente decreto e, per l'anno 2021, mediante

corrispondente utilizzo delle risorse di cui all'articolo 2, comma

98, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con

modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286».

                             Art. 183

                 Misure per il settore della cultura

  1. All'articolo 89 del decreto-legge 17 marzo   2020,   n.18,

convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020,

n.27, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 1, il secondo periodo é sostituito dal seguente «I

Fondi di cui al primo periodo hanno una dotazione complessiva di 245

milioni di euro per l'anno 2020, di cui 145 milioni di euro per la

parte corrente e 100 milioni di euro per gli interventi in conto

capitale»;

  1. b) al comma 2, le parole: «Con decreto» sono sostituite dalle

seguenti: «Con uno o più decreti»;

  1. c) dopo il comma 3, é aggiunto il seguente: «3-bis.Il Fondo di

cui al comma 1 può essere incrementato, nella misura di 50 milioni

di euro per l'anno 2021, mediante corrispondente riduzione delle

risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione-programmazione

2014-2020-di cui all'articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre

2013, n.147, previa delibera del CIPE volta a rimodulare e ridurre di

pari importo, per il medesimo anno, le somme già assegnate con le

delibere CIPE n.3/2016, n.100/2017 e 10/2018 al Piano operativo

"Cultura e turismo" di competenza del Ministero per i beni e le

attività culturali e per il turismo. Il Ministro dell'economia e

delle finanze é autorizzato ad apportare con propri decreti le

occorrenti variazioni di bilancio.».

  1. Nello stato di previsione del Ministero per i beni e le

attività culturali e per il turismo é istituito un Fondo per le

emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali, con una

dotazione di 171,5 milioni di euro per l'anno 2020, destinato al

sostegno delle librerie, dell'intera filiera dell'editoria, compresi

le imprese e i lavoratori della filiera di produzione del libro, a

partire da coloro che ricavano redditi prevalentemente dai diritti

d'autore, nonché dei musei e degli altri istituti e luoghi della

cultura di cui all'articolo 101 del decreto legislativo 22 gennaio

2004, n.42, diversi da quelli di cui al comma 3. Il Fondo é

destinato   altresì   al   ristoro   delle   perdite   derivanti

dall'annullamento, in seguito   all'emergenza   epidemiologica   da

Covid-19, di spettacoli, fiere, congressi e mostre. Con uno o più

decreti del Ministro per i beni e le attività culturali e per il

turismo, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in

vigore della legge di conversione del presente decreto,   sono

stabilite le modalità di ripartizione e assegnazione delle risorse,

tenendo conto dell'impatto economico negativo nei settori conseguente

all'adozione delle misure di contenimento del Covid-19.

  1. Al fine di assicurare il funzionamento dei musei e dei luoghi

della cultura statali di cui all'articolo 101 del decreto legislativo

22 gennaio 2004, n.42, afferenti al settore museale, tenuto conto

delle mancate entrate da vendita di biglietti d'ingresso, conseguenti

all'adozione delle misure di   contenimento   del   Covid-19,   é

autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per l'anno 2020. Le somme

di cui al presente comma sono assegnate allo stato di previsione

della spesa del Ministero per i beni e le attività culturali e per

il turismo.

  1. La quota del Fondo unico per lo spettacolo, di cui alla legge 30

aprile 1985, n.163, destinata alle fondazioni lirico-sinfoniche per

l'anno 2020 e per l'anno 2021 é ripartita sulla base della media

delle percentuali stabilite per il triennio 2017-2019, in deroga ai

criteri generali e alle percentuali di   ripartizione   previsti

dall'articolo 1 del decreto del Ministro dei beni e delle attività

culturali e del turismo 3 febbraio 2014, pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale n.116 del 21 maggio 2014. Per l'anno 2022, detti criteri

sono   adeguati   in   ragione   dell'attività   svolta   a   fronte

dell'emergenza sanitaria da Covid-19, delle esigenze di tutela

dell'occupazione e della riprogrammazione degli spettacoli.

  1. Per l'anno 2020, agli organismi finanziati a valere sul Fondo

unico per lo spettacolo per il triennio 2018-2020, diversi dalle

fondazioni lirico-sinfoniche, é erogato un anticipo del contributo

fino all'80 per cento dell'importo riconosciuto per l'anno 2019. Con

uno o più decreti del Ministro per i beni e le attività culturali e

per il turismo, adottati ai sensi dell'articolo 9, comma 1, del

decreto-legge 8 agosto 2013, n.91,convertito, con modificazioni,

dalla legge 7 ottobre 2013, n.112, sono stabilite le modalità per

l'erogazione della restante quota, tenendo conto dell'attività

svolta a fronte dell'emergenza sanitaria da Covid-19, della tutela

dell'occupazione e della riprogrammazione degli spettacoli, nonché,

in deroga alla durata triennale della programmazione, le modalità

per l'erogazione dei contributi per l'anno 2021, anche sulla base

delle attività effettivamente svolte e rendicontate nell'intero anno

  1. Decorso il primo periodo di applicazione pari a nove settimane

previsto dall'articolo 19 del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18,

convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020,

  1. 27, gli organismi dello spettacolo dal vivo possono utilizzare le

risorse loro erogate per l'anno 2020 a valere sul Fondo unico per lo

spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, anche per

integrare le misure di sostegno del reddito dei propri dipendenti, in

misura comunque non superiore alla parte fissa della retribuzione

continuativamente erogata prevista dalla contrattazione collettiva

nazionale, nel rispetto dell'equilibrio del bilancio e, in ogni caso,

limitatamente al periodo di ridotta attività degli enti.

  1. Il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo

può adottare, limitatamente agli stanziamenti relativi all'anno

2020, e nel limite delle risorse individuate con il decreto di cui

all'articolo 13, comma 5, della legge 14 novembre 2016, n. 220, uno o

più decreti ai sensi dell'articolo 21, comma 5, della medesima

legge, anche in deroga alle percentuali previste per i crediti di

imposta di cui alla sezione II del capo III e al limite massimo

stabilito dall'articolo 21, comma 1, della medesima legge. Nel caso

in cui dall'attuazione del primo periodo derivino nuovi o maggiori

oneri, alla relativa copertura si provvede nei limiti delle risorse

disponibili del Fondo di conto capitale di cui all'articolo 89, comma

1, secondo periodo, del decreto-legge 17 marzo 2020, n.   18,

convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020,

n.27, che a tal fine sono trasferite ai pertinenti capitoli iscritti

nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle

finanze. Alle finalità di mitigazione degli effetti subiti dal

settore cinematografico possono essere finalizzati anche i contributi

previsti dalle sezioni III, IV e V del Capo III della legge 14

novembre 2016, n.220, nonché, mediante apposito riparto del Fondo di

cui all'articolo 13 della citata legge n. 220 del 2016, la dotazione

prevista dall'articolo 28,   comma   1,   della   medesima   legge,

limitatamente all'anno 2020.

  1. Il titolo di capitale italiana della cultura conferito alla

città di Parma per l'anno 2020 é riferito anche all'anno 2021. La

procedura di selezione relativa al conferimento del titolo di

«Capitale italiana della cultura» per l'anno 2021, in corso alla data

di entrata in vigore del presente decreto, si intende riferita

all'anno 2022.

8-bis. Per l'anno 2023, il titolo di «Capitale italiana della

cultura», in via straordinaria e in deroga a quanto previsto

dall'articolo 7, comma 3-quater, del decreto-legge 31 maggio 2014, n.

83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n.106,

é conferito alle città di Bergamo e di Brescia, al fine di

promuovere il rilancio socio-economico   e   culturale   dell'area

sovraprovinciale maggiormente colpita dall'emergenza epidemiologica

da COVID-19. A tal fine, le città di Bergamo e di Brescia presentano

al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo,

entro il 31 gennaio 2022, un progetto unitario di iniziative

finalizzato a incrementare la fruizione del patrimonio culturale

materiale e immateriale.

8-ter. All'articolo 4, comma 1, secondo periodo, della legge 13

febbraio 2020, n.15, sono premesse le seguenti parole: «A eccezione

dell'anno 2020,».

  1. All'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83

convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 2014 n.106, dopo

le parole: «di distribuzione» sono aggiunte le seguenti: «, dei

complessi strumentali, delle società concertistiche e corali, dei

circhi e degli spettacoli viaggianti».

  1. Al fine di sostenere la ripresa delle attività culturali, il

Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo

realizza una piattaforma digitale per la fruizione del patrimonio

culturale e di spettacoli, anche   mediante   la   partecipazione

dell'Istituto nazionale di promozione di cui all'articolo 1, comma

826, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, che può coinvolgere altri

soggetti pubblici e privati. Con i decreti adottati ai sensi

dell'articolo 9, comma 1, del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91,

convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n.112, e

con i decreti adottati ai sensi della legge 14 novembre 2016, n. 220,

per disciplinare l'accesso ai benefici previsti dalla medesima legge,

possono essere stabiliti condizioni o incentivi per assicurare che

gli operatori beneficiari dei relativi   finanziamenti   pubblici

forniscano o producano contenuti per la piattaforma medesima. Per le

finalità di cui al presente comma é autorizzata la spesa di 10

milioni di euro per l'anno 2020.

10-bis. La dotazione del Fondo «Carta della cultura», istituito ai

sensi dell'articolo 6, comma 2, della legge 13 febbraio 2020, n. 15,

é incrementata di 15 milioni di euro per l'anno 2020.

  1. All'articolo 88, del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.27, sono

apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 1, le parole: «e a decorrere dalla data di entrata in

vigore del medesimo decreto» sono sostituite delle seguenti: «e

comunque in ragione degli effetti derivanti dall'emergenza   da

Covid-19, a decorrere dalla data di entrata in vigore del medesimo

decreto e fino al 30 settembre 2020»;

  1. b) il comma 2 é sostituito dal seguente «2. I soggetti

acquirenti presentano, entro trenta giorni dalla data di entrata in

vigore del presente decreto, o dalla diversa data della comunicazione

dell'impossibilità sopravvenuta della prestazione, apposita istanza

di rimborso al soggetto organizzatore dell'evento, anche per il

tramite dei canali di vendita da quest'ultimo utilizzati, allegando

il relativo titolo di acquisto. L'organizzatore dell'evento provvede

al rimborso o alla emissione di un voucher di importo pari al prezzo

del titolo di acquisto, da utilizzare entro 18 mesi dall'emissione.

L'emissione dei voucher previsti dal presente comma assolve i

correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di

accettazione da parte del destinatario. L'organizzatore di concerti

di musica leggera provvede, comunque, al rimborso dei titoli di

acquisto, con restituzione della   somma   versata   ai   soggetti

acquirenti, alla scadenza del periodo di validità del voucher quando

la   prestazione   dell'artista   originariamente   programmata   sia

annullata, senza rinvio ad altra data compresa nel medesimo periodo

di validità del voucher. In caso di cancellazione definitiva del

concerto, l'organizzatore provvede immediatamente al rimborso con

restituzione della somma versata»;

b-bis) dopo il comma 2 é inserito il seguente:

« 2-bis. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano, a

decorrere dalla data di adozione delle misure di contenimento di cui

all'articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, convertito,

con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13, con riferimento

ai titoli di accesso e ai biglietti di ingresso per prestazioni da

rendere nei   territori   interessati   dalle   citate   misure   di

contenimento, nonché comunque ai soggetti per i quali, a decorrere

dalla medesima data, si sono verificate le condizioni di cui

all'articolo 88-bis, comma 1, lettere a), b) e c). Il termine di

trenta giorni per la presentazione dell'istanza decorre dalla data di

entrata in vigore della presente disposizione »;

  1. c) il comma 3 é abrogato.

11-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 88, comma 2, del

decreto-legge 17 marzo 2020, n.18, convertito, con modificazioni,

dalla legge 24 aprile 2020, n.27, come modificato dal comma 11,

lettera b), del presente articolo, si applicano anche ai voucher già

emessi alla data di entrata in vigore della legge di conversione del

presente decreto.

11-ter. All'articolo 1, comma 357, della legge 27   dicembre

2019,n.160, le parole: «160 milioni» sono sostituite dalle seguenti:

«190 milioni».

11-quater. Nello stato di previsione del Ministero per i beni e le

attività culturali e per il turismo é istituito un fondo per il

sostegno alle attività dello spettacolo dal vivo, con una dotazione

di 10 milioni di euro per l'anno 2020, destinato alle imprese e agli

enti di produzione e distribuzione di spettacoli di musica, ivi

compresi gli enti organizzati in forma cooperativa o associativa,

costituiti formalmente entro il 28 febbraio 2020 e che non siano già

finanziati a valere sul Fondo unico per lo spettacolo, per le

attività di spettacolo dal vivo messe in scena a decorrere dalla

data di entrata in vigore della legge di conversione del presente

decreto fino al 31 dicembre 2020, anche al fine di sopperire ai

mancati incassi della vendita di biglietti e alle spese organizzative

aggiuntive derivanti dalla restrizione della capienza degli spazi,

nonché dall'attuazione delle prescrizioni e delle misure di tutela

della salute imposte dall'emergenza epidemiologica da COVID-19. Le

risorse di cui al presente comma sono ripartite con decreto del

Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, da

adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della

legge di conversione del presente decreto. All'onere derivante dal

presente comma, pari a 10 milioni di euro per l'anno 2020, si

provvede mediante corrispondente riduzione, per l'anno 2020, del

Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014,

n.190, come rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del presente

decreto.

  1. All'onere derivante dai commi 1, 2, 3, 9, 10, 10-bis e 11-ter,

pari a 441,5 milioni di euro per l'anno 2020, a 0,54 milioni di euro

per l'anno 2021, a 1,04 milioni di euro per l'anno 2022, a 1,54

milioni di euro per l'anno 2023 e a 1,5 milioni di euro annui a

decorrere dall'anno 2024 si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 184

                        Fondo per la cultura

  1. É istituito, nello stato di previsione del Ministero per i beni

e le attività culturali e per il turismo, un fondo con una dotazione

di 50 milioni di euro per l'anno 2020, finalizzato alla promozione di

investimenti e al supporto di altri interventi per la tutela, la

conservazione, il restauro, la fruizione, la valorizzazione e la

digitalizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale.

Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il

turismo, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,

sono stabilite modalità e condizioni di funzionamento del fondo.

  1. La dotazione del fondo può essere incrementata dall'apporto

finanziario di soggetti privati, comprese le persone giuridiche

private di cui al titolo II del libro primo del codice civile.

L'apporto finanziario dei soggetti privati di cui al primo periodo

può consistere anche in operazioni di microfinanziamento,   di

mecenatismo diffuso, di azionariato popolare e di crowdfunding idonee

a permettere un'ampia   partecipazione   della   collettività   al

finanziamento della cultura.

  1. Sulla base di apposita convenzione con il Ministero per i beni e

le attività culturali e per il turismo l'Istituto nazionale di

promozione di cui all'articolo 1, comma 826, della legge 28 dicembre

2015, n. 208 può svolgere, anche tramite società partecipate,

l'istruttoria e la gestione delle operazioni connesse alle iniziative

di cui al comma 1, nonché le relative attività di assistenza e

consulenza, con oneri a carico del fondo.

  1. Il decreto di cui al comma 1 può destinare una quota delle

risorse al finanziamento di un fondo di garanzia per la concessione

di contributi in conto interessi e di mutui per interventi di

salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale. Il fondo di

cui al presente comma é gestito e amministrato a titolo gratuito

dall'Istituto per il credito sportivo in gestione separata secondo le

modalità definite con decreto del Ministro per i beni e le attività

culturali e per il turismo, da adottare entro trenta giorni dalla

data di entrata in vigore del presente decreto.

  1. Il Fondo di cui al comma 1 può essere incrementato, nella

misura di 50 milioni di euro per l'anno 2021, mediante corrispondente

riduzione delle risorse del   Fondo   per   lo   sviluppo   e   la

coesione-programmazione 2014-2020 di cui all'articolo 1, comma 6,

della legge 27 dicembre 2013, n.147, previa delibera del CIPE volta a

rimodulare e ridurre di pari importo, per il medesimo anno, le somme

già assegnate con le delibere CIPE n.3/2016, n.100/2017 e 10/2018 al

Piano operativo «Cultura e turismo» di competenza del Ministero per i

beni e le attività culturali e per il turismo. Il Ministro

dell'economia e delle finanze é autorizzato ad apportare con propri

decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

5-bis. Per la realizzazione e il completamento del programma della

città di Padova candidata dall'Organizzazione delle Nazioni Unite

per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) all'iscrizione

nella Lista del patrimonio mondiale con il progetto «Padova Urbs

Pietà, Giotto, la cappella degli Scrovegni ed i cicli pittorici del

Trecento» é autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l'anno

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 52 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 185

           Sostegno di artisti, interpreti ed esecutori

  1. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del

presente   decreto,   i   Commissari   liquidatori   dell'IMAIE   in

liquidazione, di cui all'articolo 7 del decreto-legge 30 aprile 2010,

n.64, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n.

100, depositano il bilancio finale di liquidazione, comprensivo anche

dell'ultimo piano di riparto. Nel bilancio finale di liquidazione é

indicata, come voce distinta dal residuo attivo, l'entità dei

crediti vantati da artisti, interpreti ed esecutori e sono altresì

indicati i nominativi dei creditori   dell'ente   e   i   crediti

complessivamente riferibili ad   artisti,   interpreti,   esecutori

dell'area musicale e quelli riferibili ad artisti, interpreti,

esecutori dell'area audiovisiva, come risultanti dagli stati passivi

esecutivi per i quali sia stato autorizzato il pagamento dei

creditori.

  1. Ai crediti di cui al comma 1 si applica il termine stabilito

dall'articolo 5, comma 4, della legge 5 febbraio 1992, n. 93, con

decorrenza dalla pubblicazione dei nominativi degli aventi diritto ai

sensi degli avvisi pubblicati nella Gazzetta Ufficiale in attuazione

del comma 3 del medesimo articolo, fatto salvo, per i titolari dei

crediti ammessi agli stati passivi i cui nominativi sono stati

pubblicati nella Gazzetta Ufficiale - Parte Seconda, n. 130 del 3

novembre 2016, il diritto di richiedere il pagamento entro il termine

perentorio di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del

presente decreto.

  1. Approvato il bilancio finale, le somme corrispondenti al residuo

attivo, comprese le somme relative ai diritti non esercitati nei

termini stabiliti, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato

per la successiva riassegnazione allo stato di previsione del

Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e sono

ripartite in favore degli artisti, interpreti ed esecutori, per il

tramite degli organismi di gestione collettiva e delle entità di

gestione indipendente di cui al decreto legislativo 15 marzo 2017,

n.35, che intermediano diritti connessi al diritto d'autore spettanti

agli artisti, interpreti ed esecutori, secondo le modalità definite

con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il

turismo,   tenendo   conto   dell'impatto   economico   conseguente

all'adozione delle misure di contenimento del COVID-19 e della

condizione reddituale dei destinatari.

  1. Al termine della procedura di esecuzione dell'ultimo piano di

riparto, l'eventuale ulteriore residuo attivo, comprese le ulteriori

somme relative ai diritti non esercitati nei termini stabiliti, é

versato all'entrata del bilancio dello Stato per la successiva

riassegnazione allo stato di previsione del Ministero per i beni e le

attività culturali e per il turismo e ripartito in favore dei

medesimi soggetti secondo le modalità definite con decreto del

Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo

adottato ai sensi del comma 3.

  1. É abrogato il comma 2 dell'articolo 47 del decreto legislativo

15 marzo 2017, n.35.

                           Art. 185 bis

       Patrimonio culturale immateriale tutelato dall'UNESCO

  1. Per sostenere gli investimenti volti alla riqualificazione e

alla   valorizzazione   del   patrimonio   culturale   immateriale

dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza

e la cultura (UNESCO), come definito dalla Convenzione per la

salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, adottata a Parigi

il 17 ottobre 2003, resa esecutiva dalla legge 27 settembre 2007, n.

167, in ragione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e delle

misure restrittive adottate in relazione ad essa, é autorizzata la

spesa di 1 milione di euro per l'anno 2020. Al relativo onere si

provvede mediante corrispondente riduzione del   Fondo   di   cui

all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come

rifinanziato dall'articolo 265, comma 5, del presente decreto.

Capo II

Misure per l'editoria

                             Art. 186

         Credito d'imposta per gli investimenti pubblicitari

  1. All'articolo 57-bis del decreto-legge 24 aprile 2017 n.50,

convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017 n.96, come

modificato dall'articolo 98 del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18,

convertito, con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n.27, il

comma 1-ter é sostituito dal seguente:

«1-ter. Limitatamente all'anno 2020, il credito d'imposta di cui al

comma 1 é concesso, ai medesimi soggetti ivi contemplati, nella

misura unica del 50 per cento del valore degli   investimenti

effettuati, e in ogni caso nei limiti dei regolamenti dell'Unione

europea richiamati al comma 1, entro il limite massimo di 60 milioni

di euro, che costituisce tetto di spesa. Il beneficio é concesso nel

limite di 40 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari

effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, e nel

limite di 20 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari

effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali   e

nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato. Alla

copertura del relativo onere finanziario si provvede   mediante

corrispondente riduzione delle risorse del Fondo per il pluralismo e

l'innovazione dell'informazione, di cui all'articolo 1 della legge 26

ottobre 2016, n. 198. La predetta riduzione del Fondo é da imputare

per 40 milioni di euro alla quota spettante alla Presidenza del

Consiglio dei ministri e per 20 milioni di euro alla quota spettante

al Ministero dello sviluppo economico. Ai fini della concessione del

credito d'imposta si applicano, per i profili non derogati dalla

presente disposizione, le norme recate dal regolamento di cui al

decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 maggio 2018, n.

  1. Per l'anno 2020, la comunicazione telematica di cui all'articolo

5, comma 1, del predetto decreto é presentata nel periodo compreso

tra il 1° ed il 30 settembre del medesimo anno, con le modalità

stabilite nello stesso articolo 5. Le comunicazioni telematiche

trasmesse nel periodo compreso tra il 1° ed il 31 marzo 2020 restano

comunque valide. Per le finalità di cui al presente comma, il Fondo

per il pluralismo e l'innovazione   dell'informazione,   di   cui

all'articolo 1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198, é incrementato

nella misura di 32,5 milioni di euro per l'anno 2020.».

  1. Alla copertura degli oneri derivanti dal comma 1, pari a 32,5

milioni di euro per l'anno 2020 si provvede ai sensi dell'articolo

                             Art. 187

       Regime di forfettizzazione delle rese dei giornali

  1. Limitatamente all'anno 2020, per il commercio di giornali

quotidiani e di periodici e dei relativi supporti integrativi,

l'imposta sul valore aggiunto di cui all'articolo 74, comma 1,

lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre

1972, n.633, può applicarsi, in deroga alla suddetta disposizione,

in relazione al numero delle copie consegnate o spedite, diminuito a

titolo di forfetizzazione della resa del 95 per cento per i giornali

quotidiani e periodici, esclusi quelli pornografici e quelli ceduti

unitamente a beni diversi dai supporti integrativi.

  1. Agli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 13 milioni di euro

per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 188

     Credito d'imposta per l'acquisto della carta dei giornali

  1. Per l'anno 2020, alle imprese editrici di quotidiani e di

periodici iscritte al registro degli operatori di comunicazione é

riconosciuto un credito d'imposta pari all'8 per cento della spesa

sostenuta nell'anno 2019 per l'acquisto della carta utilizzata per la

stampa delle testate edite, entro il limite di 24 milioni di euro per

l'anno 2020, che costituisce tetto di spesa. Per il riconoscimento

del credito d'imposta si applicano   le   disposizioni   di   cui

all'articolo 4, commi 182, 183, 184, 185 e 186 della legge 24

dicembre 2003, n.350, e al decreto del Presidente del Consiglio dei

ministri 21 dicembre 2004, n. 318. Il credito d'imposta di cui al

presente comma non é cumulabile con il contributo diretto alle

imprese editrici di quotidiani e periodici, di cui all'articolo 2,

commi 1 e 2, della legge 26 ottobre 2016, n.198, e al decreto

legislativo 15 maggio 2017, n.70. Si applicano, ove compatibili, le

disposizioni di cui all'articolo 1, comma 6, del decreto-legge 25

marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22

maggio 2010, n.73. Alla copertura del relativo onere finanziario si

provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse del Fondo

per il pluralismo e l'innovazione   dell'informazione,   di   cui

all'articolo 1 della legge 26 ottobre 2016, n.198. Per le predette

finalità il suddetto Fondo é incrementato di 24 milioni di euro per

l'anno 2020. Le risorse destinate al riconoscimento del credito

d'imposta medesimo sono iscritte nel pertinente capitolo dello stato

di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze e sono

trasferite nella contabilità speciale   n.1778   «Agenzia   delle

entrate-fondi di bilancio» per le necessarie regolazioni contabili.

  1. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 24 milioni di euro per

l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 189

                     Bonus una tantum edicole

  1. A titolo di sostegno economico per gli oneri straordinari

sostenuti per lo svolgimento dell'attività durante l'emergenza

sanitaria connessa alla diffusione del COVID-19, alle persone fisiche

esercenti punti vendita esclusivi per la rivendita di giornali e

riviste, non titolari di redditi da lavoro dipendente o pensione, é

riconosciuto un contributo una tantum fino a 500 euro, entro il

limite di 7 milioni di euro per l'anno 2020, che costituisce tetto di

spesa.

  1. Il contributo é concesso a ciascun soggetto di cui al comma 1,

nel rispetto del limite di spesa ivi indicato, previa istanza diretta

al Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del

Consiglio dei ministri. Nel caso di insufficienza delle risorse

disponibili rispetto alle richieste ammesse, si   procede   alla

ripartizione delle stesse tra i beneficiari in misura proporzionale

al contributo astrattamente spettante ai sensi del comma 1.

  1. Il contributo di cui al presente articolo non concorre alla

formazione del reddito ai sensi del testo unico delle imposte sui

redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre

1986, n.917.

  1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da

adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della

legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti   le

modalità, i contenuti, la documentazione richiesta e i termini per

la presentazione della domanda di cui al comma 2.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 7 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede mediante utilizzo delle risorse del

Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, di cui

all'articolo 1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198, nell'ambito della

quota spettante alla Presidenza del Consiglio dei ministri che é

corrispondentemente incrementato di 7 milioni di euro per l'anno

  1. All'incremento del predetto fondo si provvede ai   sensi

dell'articolo 265.

                             Art. 190

             Credito d'imposta per i servizi digitali

  1. Per l'anno 2020, alle imprese editrici di quotidiani e di

periodici iscritte al registro degli operatori di comunicazione, che

occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato, é riconosciuto

un credito d'imposta pari al 30 per cento della spesa effettiva

sostenuta nell'anno 2019 per l'acquisizione dei servizi di server,

hosting e manutenzione evolutiva per le testate edite in formato

digitale, e   per   information   technology   di   gestione   della

connettività. Il credito d'imposta é riconosciuto entro il limite

di 8 milioni di euro per l'anno 2020, che costituisce tetto di spesa.

Il beneficio di cui al presente articolo é concesso ai sensi e nei

limiti del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18

dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del

Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti   «de

minimis».

  1. L'agevolazione é concessa a ciascuna impresa di cui al comma 1,

nel rispetto del limite di spesa e dei limiti del citato regolamento

(UE) n. 1407/2013 ivi indicati,   previa   istanza   diretta   al

Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del

Consiglio dei ministri. Nel caso di insufficienza delle risorse

disponibili rispetto alle richieste ammesse, si   procede   alla

ripartizione delle stesse tra i beneficiari in misura proporzionale

al credito di imposta astrattamente spettante calcolato ai sensi del

comma 1.

  1. Le spese si considerano sostenute secondo quanto previsto

dall'articolo 109 del decreto del Presidente della Repubblica 22

dicembre 1986, n. 917, recante il testo unico delle imposte sui

redditi. L'effettuazione di tali spese deve risultare da apposita

attestazione rilasciata dai soggetti di cui all'articolo 35, commi 1,

lettera a), e 3, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,

legittimati a rilasciare il visto di conformità dei dati esposti

nelle dichiarazioni fiscali, ovvero dai soggetti che esercitano la

revisione legale dei conti ai sensi dell'articolo 2409-bis del codice

civile.

  1. Il credito d'imposta é alternativo e non cumulabile, in

relazione alle stesse voci di spesa, con ogni altra agevolazione

prevista da normativa statale, regionale o europea salvo   che

successive disposizioni di pari fonte normativa non   prevedano

espressamente la cumulabilità delle agevolazioni stesse. Il credito

d'imposta di cui al presente comma non é cumulabile con il

contributo diretto alle imprese editrici di quotidiani e periodici,

di cui all'articolo 2, commi 1 e 2, della legge 26 ottobre 2016, n.

198, e al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70.

  1. Il credito d'imposta é   utilizzabile   esclusivamente   in

compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9

luglio 1997, n. 241. Ai fini dell'utilizzo del credito di imposta, il

modello F24 deve essere presentato a pena di scarto esclusivamente

tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle entrate. Il medesimo

modello F24 é altresì scartato qualora l'ammontare del credito

d'imposta utilizzato in compensazione risulti eccedente l'importo

spettante.

  1. Il credito d'imposta é revocato nel caso che venga accertata

l'insussistenza di uno dei requisiti previsti ovvero nel caso in cui

la documentazione presentata contenga elementi non veritieri o

risultino false le dichiarazioni rese. La revoca parziale del credito

d'imposta é disposta solo nel caso in cui dagli accertamenti

effettuati siano rilevati elementi che condizionano esclusivamente la

misura del beneficio concesso. Ai fini del recupero di quanto

indebitamente fruito, si applica l'articolo 1, comma   6,   del

decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni,

dalla legge 22 maggio 2010, n. 73.

  1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da

emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della

legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti   le

modalità, i contenuti, la documentazione richiesta ed i termini per

la presentazione della domanda di cui al comma 2.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 8 milioni di

euro per l'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione

del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, di cui

all'articolo 1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198. Per le predette

finalità il suddetto Fondo é incrementato di 8 milioni di euro per

l'anno 2020. Le risorse destinate al riconoscimento del credito

d'imposta medesimo sono iscritte nel pertinente capitolo dello stato

di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze e sono

trasferite nella contabilità speciale n. 1778 «Agenzia   delle

entrate-fondi di bilancio» per le necessarie regolazioni contabili.

  1. Alla copertura degli oneri derivanti dal comma 8 si provvede ai

sensi dell'articolo 265.

                             Art. 191

Procedura straordinaria semplificata per l'accesso ai contributi

                       diretti per l'editoria

  1. Al fine di garantire il pagamento entro i termini di legge del

rateo del contributo all'editoria in favore delle imprese indicate

all'articolo 2, comma 1, lettere a), b), c) e d) del decreto

legislativo 15 maggio 2017, n.70, limitatamente al contributo dovuto

per l'annualità 2019, non si applica quanto previsto dall'articolo

11, comma 3, secondo periodo, del medesimo decreto legislativo. Resta

ferma la verifica di regolarità previdenziale e fiscale in sede di

saldo, ai sensi dell'articolo 11, comma 6, del medesimo decreto

legislativo.

                             Art. 192

Proroga di un termine relativo alla procedura di riequilibrio

dell'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani

  1. All'articolo 16-quinquies, comma 2, secondo periodo,   del

decreto-legge 30 aprile 2019, n.34, convertito, con modificazioni,

dalla legge 28 giugno 2019, n.58, le parole: «30 giugno 2020» sono

sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2020».

                             Art. 193

Contribuzione figurativa per giornalisti ammessi a cassa integrazione

                             in deroga

  1. Ferma restando   l'erogazione   dei   trattamenti   di   cassa

integrazione in deroga a carico dell'INPS, secondo la procedura di

cui all'articolo 22, comma 4, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,

convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n.27, anche

ai giornalisti dipendenti iscritti   alla   gestione   sostitutiva

dell'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti   italiani

(INPGI), la relativa contribuzione figurativa spettante ai sensi del

comma 1 dello stesso articolo 22 é accreditata presso l'INPGI. A tal

fine, l'INPS trasmette mensilmente all'INPGI l'elenco dei beneficiari

dei suddetti trattamenti e, entro il mese successivo, l'INPGI

presenta all'INPS la rendicontazione necessaria al fine di ottenere

le somme relative alla contribuzione figurativa.

                             Art. 194

   Proroga degli affidamenti dei servizi di informazione primaria

  1. All'articolo 11, comma 2-ter, del decreto-legge 30 dicembre

2019,n.162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio

2020, n.8, le parole: «31 dicembre 2020» sono sostituite dalle

seguenti: «31 dicembre 2021».

  1. All'attuazione della   presente   disposizione   si   provvede

nell'ambito delle   risorse   umane,   strumentali   e   finanziarie

disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per

il bilancio dello Stato.

                             Art. 195

         Fondo per emergenze relative alle emittenti locali

  1. Al fine di consentire alle emittenti radiotelevisive locali di

continuare a svolgere il servizio di interesse generale informativo

sui territori attraverso la quotidiana produzione e trasmissione di

approfondita informazione locale a beneficio dei cittadini, é

stanziato nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo

economico l'importo di 50 milioni di euro per l'anno 2020, che

costituisce tetto di spesa, per l'erogazione di un contributo

straordinario per i servizi informativi connessi alla diffusione del

contagio   da   COVID-19.   Le   emittenti   radiotelevisive   locali

beneficiarie si impegnano a trasmettere i messaggi di comunicazione

istituzionale relativi all'emergenza sanitaria all'interno dei propri

spazi informativi. Il contributo é erogato secondo i criteri

previsti con decreti del Ministro   dello   sviluppo   economico,

contenenti le modalità di verifica dell'effettivo adempimento degli

oneri informativi, in base alle graduatorie per l'anno 2019 approvate

ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 2017,

n.146.

  1. Al relativo onere, pari a 50 milioni di euro per l'anno 2020 si

provvede ai sensi dell'articolo 265.

                           Art. 195 bis

       Disposizioni in materia di tutela del diritto d'autore

  1. Ai fini dell'attuazione di quanto previsto dall'articolo 8 della

direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22

maggio 2001, e dagli articoli 3 e 9 della direttiva 2004/48/CE del

Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, l'Autorità

per le garanzie nelle comunicazioni, su istanza dei titolari dei

diritti, può ordinare ai fornitori di servizi della società

dell'informazione che utilizzano, a tale fine, anche indirettamente,

risorse nazionali di numerazione di porre fine alle violazioni del

diritto d'autore e dei diritti connessi.

  1. Al comma 31 dell'articolo 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249,

dopo il secondo periodo é inserito il seguente: «Se l'inottemperanza

riguarda ordini impartiti dall'Autorità nell'esercizio delle sue

funzioni di tutela del diritto d'autore e dei diritti connessi, si

applica a ciascun soggetto interessato una sanzione amministrativa

pecuniaria da euro diecimila fino al 2 per cento del fatturato

realizzato nell'ultimo esercizio chiuso anteriormente alla notifica

della contestazione».

                           Art. 195 ter

     Modifiche all'articolo 5 della legge 5 agosto 1981, n. 416

  1. All'articolo 5 della legge 5 agosto 1981, n.416, dopo il quarto

comma sono aggiunti i seguenti:

«Le disposizioni del presente articolo si applicano anche nel caso

di sentenza dichiarativa di fallimento   dell'editore,   la   cui

pubblicazione nel registro delle imprese ha valore di comunicazione

ai sensi e per gli effetti del primo comma.

In caso di fallimento dell'editore, al fine di garantire la

continuità delle pubblicazioni e dell'attività dell'impresa per la

sua migliore liquidazione concorsuale, il giudice delegato può

autorizzare, previo parere del curatore e del comitato dei creditori

e previa acquisizione di una perizia sull'ammontare del canone

offerto, la stipulazione con la cooperativa o il consorzio di cui al

secondo comma di un contratto di affitto di azienda o di ramo di

azienda per un periodo non superiore a sei mesi. In tale caso si

applicano le disposizioni dell'articolo 212, commi 1, 3, 4, 5 e 6,

del codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, di cui al decreto

legislativo 12 gennaio 2019, n. 14».

Capo III

Misure per le infrastrutture e i trasporti

                             Art. 196

           Interventi a favore delle imprese ferroviarie

  1. Al fine di sostenere il settore ferroviario per i danni

derivanti dalla contrazione del traffico ferroviario   a   causa

dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 é autorizzata la spesa di

115 milioni di euro per l'anno 2020 a favore di Rete Ferroviaria

Italiana S.p.A. a compensazione dei minori introiti relativi alla

riscossione del canone per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria

nel periodo tra il 10 marzo 2020 e il 30 giugno2020.

  1. Nel periodo di cui al comma 1 Rete Ferroviaria Italiana S.p.A

dispone una riduzione del canone per l'utilizzo dell'infrastruttura

ferroviaria per i servizi ferroviari passeggeri e   merci   non

sottoposti ad obbligo di servizio pubblico pari alla quota eccedente

la copertura del costo direttamente legato alla prestazione del

servizio ferroviario di cui all'articolo 17, comma 4, del decreto

legislativo 15 luglio 2015, n. 112.

  1. Per le stesse finalità di cui al comma 1 e allo scopo di

promuovere la ripresa del traffico ferroviario é autorizzata la

spesa di 155 milioni di euro per l'anno 2020 a favore di Rete

Ferroviaria Italiana S.p.A. Lo stanziamento di cui al periodo

precedente é dedotto da Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. dai costi

netti totali afferenti ai servizi del pacchetto minimo di accesso al

fine di disporre, dal 1° luglio 2020 e sino al 31 dicembre 2020,

entro il limite massimo del citato stanziamento, una riduzione del

canone per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria:

  1. a) pari al 60 per cento della quota eccedente la copertura del

costo direttamente legato alla prestazione del servizio ferroviario

di cui all'articolo 17, comma 4, del decreto legislativo 15 luglio

2015, n. 112 per i servizi ferroviari passeggeri non sottoposti ad

obbligo di servizio pubblico;

  1. b) pari al 40 per cento della quota eccedente la copertura del

costo direttamente legato alla prestazione del servizio ferroviario

di cui all'articolo 17, comma 4, del decreto legislativo 15 luglio

2015, n. 112 per i servizi ferroviari merci.

  1. Il canone per l'utilizzo dell'infrastruttura su cui applicare la

riduzione di cui al comma 3 é determinato sulla base delle vigenti

misure di regolazione definite dall'Autorità di regolazione dei

trasporti di cui all'articolo 37 del decreto-legge 6 dicembre 2011,

n.201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011 n.

  1. Il residuo dello stanziamento di cui al comma 3, conseguente

anche a riduzioni dei volumi di traffico rispetto a quelli previsti

dal piano regolatorio 2016-2021 e riferiti al periodo compreso tra il

1 luglio 2020 e il 31 dicembre 2020, é destinato a compensare il

gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale   delle   minori

entrate   derivanti   dal   gettito   del   canone   per   l'utilizzo

dell'infrastruttura ferroviaria per l'anno 2020. Entro il 30 aprile

2021 Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. trasmette al Ministero delle

infrastrutture e dei trasporti e all'Autorità di regolazione dei

trasporti una rendicontazione sull'attuazione del presente articolo.

  1. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a complessivi

270 milioni di euro per l'anno 2020, si provvede   ai   sensi

dell'articolo 265.

                             Art. 197

                       Ferrobonus e Marebonus

  1. Per le finalità di cui all'articolo 1, comma 647, della legge

28 dicembre 2015, n.208, fermo restando quanto previsto dall'articolo

1, comma 110, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, é autorizzata la

spesa di 30 milioni di euro per l'anno 2020.

  1. Per le finalità di cui all'articolo 1, comma 648, della legge

28 dicembre 2015, n.   208,   fermo   restando   quanto   previsto

dall'articolo 1, comma 111, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, é

autorizzata la spesa di ulteriori 20 milioni di euro per l'anno 2020.

  1. Agli oneri derivanti dai commi 1 e 2, pari a 50 milioni di euro

per l'anno 2020, si provvede ai sensi dell'articolo 265.

                             Art. 198

Istituzione di un fondo per la compensazione dei danni subiti dal

                           settore aereo

  1. In considerazione dei danni   subiti   dall'intero   settore

dell'aviazione a causa dell'insorgenza dell'epidemia da COVID 19, é

istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei traspor