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L’ANPAL (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro) ha emanato il decreto n. 44 del 6 febbraio 2020, che istituisce un nuovo incentivo, denominato “IncentivO Lavoro” (IO Lavoro), affidandone la gestione all’Inps in qualità di organismo intermedio.

La misura si rivolge ai datori di lavoro privati che, nel periodo compreso tra il 1° Gennaio e il 31 Dicembre 2020, assumeranno soggetti disoccupati in possesso delle seguenti caratteristiche:

  1.  lavoratori di età̀ compresa tra i 16 anni e 24 anni;
  2.  lavoratori con almeno 25 anni di età̀, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ai sensi del decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 17 ottobre 2017.

Tali lavoratori, negli ultimi sei mesi, non devono aver avuto un rapporto di lavoro con il medesimo datore di lavoro che oggi li assume.

L’assunzione deve avvenire con contratto a tempo indeterminato (anche a scopo di somministrazione) o di apprendistato professionalizzante, ed opera anche in caso di part time.

Nell’ambito di applicazione rientra anche il socio lavoratore di cooperativa, se assunto con contratto di lavoro subordinato.

L'incentivo è escluso in caso di assunzioni con contratto di lavoro domestico, intermittente o per prestazioni occasionali

Le Regioni interessate (in cui deve trovarsi la sede di lavoro interessata all’assunzione), sono state suddivise in:

  • Regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia);
  • Regioni “più sviluppate” (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Toscana, Umbria, Marche e Lazio);
  • Regioni “in transizione” (Abruzzo, Molise, Sardegna).

 Non rileva, invece, la residenza della persona da assumere.

L’importo dell’incentivo risulta pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro (esclusi i premi INAIL) per un periodo di 12 mesi a partire dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.060 euro su base annua per lavoratore assunto, riparametrato e applicato su base mensile; in caso di lavoro a tempo parziale il massimale viene proporzionalmente ridotto.

La fruizione del beneficio (che, a pena di decadenza, deve avvenire entro il 28 febbraio 2022), può avvenire:

  • nel quadro degli aiuti cd. “de minimis” (quindi, per quanto riguarda l’autotrasporto, osservando il tetto complessivo massimo di 100.000 € nel triennio),
  • superando i limiti del “de minimis”, ma nel rispetto delle condizioni dettate dall’art. 7 del Provvedimento, cioè qualora l’assunzione comporti un incremento occupazionale netto, ai sensi dell’art. 32, paragrafo 3, del Regolamento (UE) 651/2014 del 17 giugno 2014.
  • Il requisito dell’incremento occupazionale netto non è richiesto per i casi in cui il posto o i posti occupati sono resi vacanti in seguito a dimissioni volontarie, invalidità, pensionamento per raggiunti limiti d’età, riduzione volontaria dell’orario di lavoro o licenziamento per giusta causa e non in seguito a licenziamenti per riduzione del personale, ai sensi dell’art. 32, paragrafo 3, del Regolamento (UE) 651/2014.

L’incentivo è cumulabile con l’incentivo previsto dall’art. 8 del Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019, convertito con modificazione dalla legge n. 26/2019, che premia il datore di lavoro che assume un lavoratore che sta percependo il Reddito di cittadinanza

L’incentivo è inoltre cumulabile con l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile, previsto dall’art. 1 bis del Decreto Legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla Legge 9 agosto 2018, n.96, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 8.060 euro su base annua.

L’incentivo è inoltre cumulabile, nei limiti massimi di intensità di aiuto previsti dai regolamenti europei in materia di aiuti di stato, con altri incentivi di natura economica introdotti e attuati dalle Regioni del Mezzogiorno in favore dei datori di lavoro che abbiano sede nel territorio di tali Regioni.

Ai fini dell’ammissione, i datori di lavoro interessati devono inoltrare un’istanza preliminare all’INPS tramite l’apposito modulo telematico, indicando i dati relativi all’assunzione effettuata o che intendono effettuare, con le modalità che l’Inps definirà con un’apposita circolare.

Al termine dell’istruttoria, l’Inps comunicherà l’avvenuta prenotazione dell’incentivo al datore di lavoro il quale, a sua volta, avrà 10 giorni di tempo per effettuare l’assunzione (nel caso non l’avesse già fatto prima) e confermare la prenotazione effettuata in suo favore.

A seguito dell’autorizzazione, l’erogazione del beneficio avviene mediante conguaglio sulle denunce contributive.

 

Incentivo IOlavoro

Febbraio 13, 2020

anlpa.ANPAL.Registro_Decreti.R.0000044.06-02-2020

 

ANPAL

Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro

 IL DIRETTORE GENERALE

VISTO il Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 che reca le disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e definisce disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e abroga il Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio;

VISTO il Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 relativo al Fondo sociale europeo e abrogante il Regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio;

VISTO il Regolamento (UE - EURATOM) n. 1311/2013 del Consiglio del 2 dicembre 2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020;

VISTO il Regolamento (UE) n. 1046/2018 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 luglio 2018 che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/13, (UE) n. 1301/13, (UE) n. 1303/13, (UE) n. 1304/13, (UE) n. 1309/13, (UE) n.1316/13, (UE) n. 223/14, (UE) n. 283/14 e la decisione n. 541/14/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/12;

VISTO il Regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio del 22 marzo 1999 recante modalità di  applicazione dell’art. 93 del Trattato  CE e successive modifiche ed integrazioni;

VISTO il Regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione del 21 aprile 2004 recante disposizioni di esecuzione  del regolamento  (CE)  n. 659/1999  del Consiglio recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE;

VISTO il Regolamento (UE) n. 1589 del Consiglio del 13 luglio 2015 recante modalità di applicazione dell'articolo 108 del suddetto trattato;

VISTO l'Accordo di Partenariato con cui è definita la strategia di impiego dei fondi europei per il periodo 2014-2020, adottato con decisione della Commissione Europea C(2014) n. 8021 del 29 ottobre 2014 e modificato con decisione C(2018) n. 598 dell’8 febbraio 2018;

VISTO il Programma Operativo Nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (PON SPAO) approvato con decisione della Commissione Europea (2014) n. 10100 del 17 dicembre 2014 a titolarità del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e successivamente oggetto di riprogrammazioni approvate con Decisione della Commissione Europea C(2017) n. 8927 del 18 dicembre 2017, Decisione della Commissione Europea C(2018) n. 9099 del 19 dicembre 2018 e Decisione C(2019) n. 4309 del 6 giugno 2019;

VISTA la nota prot. n. 17284 del 20 dicembre 2019 con la quale si è conclusa la procedura di consultazione scritta del Comitato di Sorveglianza finalizzata all’approvazione della modifica al PON SPAO, attualmente in fase di Decisione di approvazione da parte della Commissione Europea;

CONSIDERATO che il PON SPAO prevede, nell’ambito dell’Asse prioritario 1 “Occupazione”, le priorità di investimento 8i  “L’accesso all’occupazione per le persone in cerca di lavoro e inattive, compresi i disoccupati di lunga durata e le persone che si trovano ai margini del mercato del lavoro, anche attraverso iniziative locali per l’occupazione e il sostegno alla mobilità professionale” e 8ii  “L’integrazione sostenibile nel mercato del lavoro dei giovani (FSE), in particolare quelli che non svolgono attività lavorative, non seguono studi né formazioni, inclusi i giovani a rischio di esclusione sociale e i giovani delle comunità emarginate, anche attraverso l’attuazione della garanzia per i giovani”;

VISTO il Regolamento (UE) n. 1407 del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”;

VISTO il Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea;

VISTA la Legge 183/1987 con la quale è stato istituito il Fondo di Rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie;

VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica n. 568/1988 e s.m.i. che regolamenta l’organizzazione e le procedure amministrative del citato Fondo di Rotazione e successive modifiche ed integrazioni;

VISTO il Decreto Legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito con modificazioni nella Legge 236 del 17 luglio 1993 recante “Interventi urgenti a sostegno dell’occupazione”, che all’art. 9, comma 5, istituisce il Fondo di Rotazione per la Formazione Professionale e per l’accesso al Fondo Sociale;

VISTO l’articolo 1, comma 242, della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, che ai commi 240, 241, 242 e 245 dell’art.1 disciplina i criteri di cofinanziamento dei Programmi europei per il periodo 2014-2020 e il relativo monitoraggio, nonché i criteri di finanziamento e gli interventi complementari rispetto ai Programmi cofinanziati dai fondi strutturali;

VISTO in particolare, il comma 242 dell’articolo 1 della sopracitata Legge 147/2013, come modificato dall’articolo 1, comma 668, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190, che ha previsto il finanziamento dei Programmi di Azione e Coesione a valere sulle disponibilità del Fondo di Rotazione di cui all’articolo 5 della Legge n. 183/1987;

VISTA la Delibera CIPE n. 10 del 28 gennaio 2015 concernente “Definizione dei criteri di cofinanziamento pubblico nazionale dei programmi europei per il periodo di programmazione 2014/2020 e relativo monitoraggio. Programmazione degli interventi complementari di cui all’articolo 1, comma 242, della legge n. 147/2013 previsti nell’Accordo di partenariato 2014/2020”;

VISTA la Delibera CIPE n. 25 del 10 agosto 2016 concernente “Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 - aree tematiche nazionali e obiettivi strategici - ripartizione ai sensi dell’articolo 1, comma 703, lettere b) e c) della legge n. 190/2014”;

VISTA la Delibera CIPE n. 22 del 28 febbraio 2018 con la quale è stato approvato il Programma Operativo Complementare “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione" 2014 – 2020 (POC SPAO) finanziato dal Fondo di Rotazione per l’attuazione delle Politiche Comunitarie, ex art. 5 della Legge 16 aprile 1987 n. 183 e s.m.i.;

VISTO il Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150 recante “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della Legge 10 dicembre 2014, n. 183” ed in particolare gli artt. 4-9 relativi alla costituzione e alla disciplina dell’Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro, e s.m.i.;

VISTO in particolare, l’articolo 9 del Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150 e l’art. 9, comma 2, del DPCM del 13 aprile 2016, che stabiliscono il subentro dell’ANPAL, nella titolarità della gestione dei Programmi Operativi, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale per le politiche attive, i servizi per il lavoro e la formazione;

VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica del 18 novembre 2019, registrato alla Corte dei Conti il 6 dicembre 2019 con protocollo n. 1-3331, con il quale l’Avv. Paola NICASTRO è stata nominata Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro;

VISTO l’art. 4, comma 3, del Decreto Legislativo n. 150/2015, secondo cui l’ANPAL è sottoposta al controllo della Corte dei Conti ai sensi dell’articolo 3, comma 4, della Legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modificazioni;

VISTO il Decreto Direttoriale n. 365 del 15 novembre 2016 che disciplina i rapporti giuridici tra l’ANPAL, in qualità di Autorità di Gestione (AdG) del PON SPAO, e l’INPS, in qualità di Organismo Intermedio;

VISTO il Decreto Legislativo 24 settembre 2016, n. 185 recante “Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 15 giugno 2015, n. 81 e 14 settembre 2015, nn. 148, 149, 150 e 151, a norma dell’articolo 1, comma 13, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”;

VISTO il Decreto del Ministro del Lavoro del 17 ottobre 2017 recante la definizione di “lavoratori svantaggiati” in applicazione dei principi stabiliti dal Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giungo 2014;

VISTO l’articolo 1 bis del Decreto Legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito in Legge 9 agosto 2018, n. 96 il quale prevede che, ai datori di lavoro privato che negli anni 2019  e 2020  assumono  lavoratori che non  hanno  compiuto  il trentacinquesimo anno di età, venga riconosciuto l'esonero dal versamento del 50 per cento dei complessivi contributi previdenziali, per un periodo massimo di trentasei mesi;

VISTO l’articolo 1, comma 247 della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 il quale prevede nel limite complessivo di 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, nell'ambito degli obiettivi specifici previsti dalla relativa programmazione e nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, misure per favorire nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna l'assunzione con contratto a tempo indeterminato di soggetti che non abbiano compiuto trentacinque anni di età, ovvero di soggetti di almeno trentacinque anni di età privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

VISTA la nota prot. MLPS n. 0001200 del 5 febbraio 2020 con la quale il Ministero del Lavoro ha espresso parere, senza rilievi, ex art. 3, comma 2, lettera c) D. n. 150/2015 sulla riprogrammazione del Programma  Operativo Nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (PON SPAO);

CONSIDERATO che l’elevato tasso di disoccupazione che caratterizza le Regioni del Mezzogiorno rende necessario introdurre un incentivo che favorisca le assunzioni di persone, con particolare riferimento ai giovani con difficoltà di accesso all’occupazione;

CONSIDERATA la necessità di istituire anche per l’anno 2020, nell'ambito degli obiettivi specifici previsti dalla relativa programmazione e nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, misure  volte a favorire le assunzioni a tempo indeterminato nelle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, come previsto dall’articolo 1 comma 247 della Legge 30 dicembre 2018, n. 145;

CONSIDERATA una disponibilità di risorse aggiuntive per l’attuazione di misure dirette alle persone per le Regioni “più sviluppate” connessa alla più recente modifica al PON SPAO, in merito alla quale con nota ANPAL prot. n. 17284 del 20 dicembre 2019 si è conclusa la procedura di consultazione scritta del Comitato di Sorveglianza;

DECRETA

Articolo 1

Principi  generali

  1. È istituito l’“Incentivo Lavoro” (IO Lavoro), la cui gestione della misura è affidata all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), in qualità di Organismo Intermedio.
  2. Con cadenza mensile l’INPS comunica all’ANPAL i dati relativi agli importi prenotati ed erogati per l’incentivo in parola e il saldo disponibile.

 Articolo 2

Destinatari  dell’incentivo

1. Ai datori di lavoro privati che assumano, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, persone con le caratteristiche di cui al successivo comma 2, spetta un incentivo il cui importo è definito ai sensi dell’articolo 5 del presente decreto.

2. L’incentivo è riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumano persone disoccupate ai sensi dell’articolo 19 del D. lgs. n. 150/2015, dell’art. 4, comma 15-quater del Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019 (convertito con modificazione della  legge  n.  26/2019),  in  possesso  delle  seguenti caratteristiche:

  • a) lavoratori di età compresa tra i 16 anni e 24 anni;
  • b) lavoratori con 25 anni di età e oltre, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ai sensi del Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 17 ottobre

3. Fatto salvo quanto previsto dal successivo articolo 4, comma 3, i soggetti di cui al comma 2 non devono aver avuto un rapporto di lavoro negli ultimi sei mesi con il medesimo datore di lavoro.

 Articolo 3

Ambito territoriale di ammissibilità

1. L’incentivo spetta laddove la sede di lavoro, per la quale viene effettuata l’assunzione, sia ubicata nelle Regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), nelle Regioni “più sviluppate” (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Toscana, Umbria, Marche e Lazio) o nelle Regioni “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna), indipendentemente dalla residenza del lavoratore e nei limiti stabiliti all’articolo 12 del presente Decreto Direttoriale.

Articolo 4

Tipologie contrattuali incentivate

1. L’incentivo è riconosciuto esclusivamente per le seguenti tipologie contrattuali:

a) contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione;

b) contratto di apprendistato

2. L’incentivo è riconosciuto anche in caso di lavoro a tempo parziale.

3. L’incentivo è riconosciuto anche in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a tempo determinato; per tale fattispecie non è richiesto il requisito di disoccupazione di cui all’art. 2 comma 2 del presente decreto.

4. Rientra nell’ambito di applicazione dell’incentivo anche il socio lavoratore di cooperativa, se assunto con contratto di lavoro subordinato.

5. L’incentivo è escluso in caso di assunzioni con contratto di lavoro domestico, occasionale o intermittente.

Articolo 5

Importo  dell’incentivo

1. L’incentivo è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione di premi e contributi dovuti all’INAIL, per un periodo di 12 mesi a partire dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.060 euro su base annua, per lavoratore assunto, riparametrato e applicato su base mensile.

2. In caso di lavoro a tempo parziale il massimale è proporzionalmente ridotto.

3. L’incentivo deve essere fruito, a pena di decadenza, entro il termine del 28 febbraio 2022.

Articolo 6

Compatibilità con la normativa europea in materia di aiuti di stato

1. L’incentivo di cui al presente decreto è fruito alternativamente, nel rispetto delle seguenti regole:

a) nel rispetto delle previsioni di cui al Regolamento (UE) 1407 del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”;

b) oltre i limiti previsti, alle condizioni previste dall’articolo 7 del suddetto Regolamento (UE) 1407/2013..

2. Nei casi di cui al comma 1, lettera a) del presente articolo, in caso di accertato superamento dei limiti stabiliti dalla normativa europea in materia di aiuti di stato in regime “de minimis”, l’INPS provvede alla revoca dell’incentivo, con applicazione delle sanzioni civili di legge.

Articolo 7

Fruizione dell’incentivo art. 32, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014

1.Gli incentivi di cui al presente decreto in alternativa al regime “de minimis” di cui al Regolamento (UE) n. 1407 del 18 dicembre 2013, possono essere fruiti alle condizioni previste dai commi seguenti, conformemente alla disciplina del Regolamento (UE) n. 651 del 17 giugno 2014.

2. L’incentivo può essere fruito qualora l’assunzione comporti un incremento occupazionale netto, ai sensi dell’art. 32, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014, ovvero ricorrano le condizioni di cui al comma 4.

3. Ai fini di cui al comma 2, ed ai sensi dell’art. 2, paragrafo 32, del Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014, l’incremento occupazionale netto è da intendersi quale aumento netto del numero di dipendenti di un datore di lavoro rispetto alla media dei dodici mesi precedenti l’assunzione, da mantenersi per tutto il periodo di assunzione agevolata, secondo quanto previsto dall’articolo 31, comma 1, lettera f) del decreto legislativo 150/2015.

4. Il requisito dell’incremento occupazionale netto non è richiesto per i casi in cui il posto o i posti occupati sono resi vacanti in seguito a dimissioni volontarie, invalidità, pensionamento per raggiunti limiti d’età, riduzione volontaria dell’orario di lavoro o licenziamento per giusta causa e non in seguito a licenziamenti per riduzione del personale, ai sensi dell’art. 32, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 651/2014.

5. L’incentivo di cui al presente decreto è riconosciuto nei limiti dell’intensità massima di aiuto previsti dall’articolo 32 del Regolamento UE n. 651/2014.

6. Per i lavoratori con 25 anni di età e oltre, l’incentivo può essere fruito solo quando, in aggiunta al requisito di cui al comma 2, ricorra la seguente condizione:

a) il lavoratore sia privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ai sensi del Decreto del Ministero del Lavoro del 17 ottobre 2017 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 49 del 28 febbraio 2018);

7. Il controllo del rispetto della normativa sugli aiuti di Stato è rimesso all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ed all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), sulla base delle rispettive competenze.

 Articolo 8

Cumulabilità con altri incentivi

1. L’incentivo è cumulabile con l’incentivo previsto dall’art. 8 del Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019, convertito con modificazione dalla legge n. 26/2019.

2. L’incentivo è inoltre cumulabile con l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile, previsto dall’art. 1 bis del Decreto Legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla Legge 9 agosto 2018, n.96, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 8.060 euro su base annua.

3. L’incentivo è inoltre cumulabile, nei limiti massimi di intensità di aiuto previsti dai regolamenti europei in materia di aiuti di stato, con altri incentivi di natura economica introdotti e attuati dalle Regioni del Mezzogiorno in favore dei datori di lavoro che abbiano sede nel territorio di tali Regioni.

Articolo 9

Procedimento di ammissione all’incentivo

1. Al fine di fruire del beneficio di cui al presente decreto, i datori di lavoro interessati devono inoltrare un’istanza preliminare di ammissione all’INPS esclusivamente attraverso l’apposito modulo telematico, indicando i dati relativi all’assunzione effettuata o che intendono effettuare, con le modalità definite dall’INPS ed illustrate in apposita circolare che sarà emanata dall’Istituto a seguito della pubblicazione del presente decreto.

2. L’INPS effettua le seguenti operazioni:

a) determina l’importo dell’incentivo spettante in relazione alla durata e alla retribuzione del contratto sottoscritto;

b) verifica, mediante apposito modulo telematico, i requisiti di ammissione all’incentivo;

c) accerta la disponibilità residua delle risorse;

d) comunica, in caso di esito positivo delle precedenti verifiche, l’avvenuta prenotazione dell’importo dell’incentivo in favore del datore di lavoro.

3. A pena di decadenza, entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione di prenotazione da parte dell’INPS, il datore di lavoro deve, ove non abbia già provveduto, effettuare l’assunzione e confermare la prenotazione effettuata in suo favore.

4. A seguito dell’autorizzazione, l’erogazione del beneficio avviene mediante conguaglio sulle denunce contributive.

Articolo 10

Autorizzazione dell’incentivo e limiti di spesa

1. L’INPS autorizza il beneficio di cui al presente decreto nei limiti delle risorse disponibili previste dai successivi articoli 11 e 12, sulla base di una stima previsionale del costo legato ad ogni assunzione agevolata.

2. Il beneficio è autorizzato secondo l’ordine cronologico di presentazione dell’istanza preliminare.

3. Per le assunzioni effettuate prima che sia reso disponibile il modulo telematico dell’istanza preliminare, l’INPS autorizza il beneficio secondo l’ordine cronologico di decorrenza dell’assunzione.

Articolo 11

Dotazione finanziaria

1. La gestione della misura da parte dell’INPS avviene nel limite complessivo di spesa pari a euro 329.400.000,00 (trecentoventinovemilioniquattrocentomila,00) che graveranno sul Programma operativo nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (PON SPAO) e sul Programma Operativo Complementare “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione" 2014 – 2020 (POC SPAO).

Articolo 12

Risorse Impegnate

1. Per l’attuazione dell’incentivo denominato “IO Lavoro” è impegnato, in favore dell’INPS, l’importo di euro 329.400.000,00 (trecentoventinovemilioniquattrocentomila,00), a valere sulle risorse del Programma Operativo Nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l'Occupazione” (PON SPAO) - CCI 2014IT05SFOP002, Asse Prioritario di Intervento “Occupazione”, priorità di intervento 8.i e del Programma Operativo Complementare “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione" 2014 – 2020 (POC SPAO) Asse Prioritario di Intervento “Occupazione”, priorità di intervento 8.i.

2. La gestione della misura da parte dell’INPS avverrà nei limiti delle risorse stanziate secondo le modalità di seguito indicate:

  • 234.000.000,00 euro a valere sull’Asse 1, priorità di investimento 8.i, categoria di regioni “meno sviluppate” del Programma operativo nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (SPAO);
  • 12.400.000,00 euro a valere sull’Asse 1, priorità di investimento 8.i, categoria di regioni “più sviluppate” del Programma operativo nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (SPAO);
  • 83.000.000,00 euro a valere sull’Asse 1, priorità di investimento 8.i, del Programma Operativo Complementare “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione" 2014 – 2020 (POC SPAO) categoria di regioni “meno sviluppate” e “in transizione”.

Articolo 13

Disposizioni finali

1. La disciplina dei rapporti tra l’ANPAL e l’INPS, nonché dei reciproci obblighi, è definita con il Decreto Direttoriale n. 365 del 15 novembre 2016.

2. Le procedure operative di attuazione della misura saranno illustrate in apposita circolare emanata dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS).

3. Il presente decreto sarà pubblicato nella sezione dedicata prevista nel sito internet dell’ANPAL www.anpal.gov.it.

 

ROMA, addì

 

Avv. Paola Nicastro

(documento firmato digitalmente

ai sensi del D.Lgs. 82/2005)

 

Proprio sul finire dell’anno scorso, l’INAIL ha emanato il Bando ISI 2019, con una dotazione di 251 milioni di euro, tramite un Avviso che è stato pubblicato sulla G.U. del 27 dicembre 2019

Il Bando ISI, articolato per assi di finanziamento e per realtà territoriali ( Regioni e Province autonome), prevede finanziamenti alle imprese per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro), i cui contenuti sono disponibili anche nell’apposita sezione del sito internet dell’Istituto ( https://www.inail.it/cs/internet/attivita/prevenzione-e-sicurezza/agevolazioni-e-finanziamenti/incentivi-alle-imprese/bando-isi-2019.html ).

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 Febbraio è stato pubblicato il decreto-legge n. 3 del 5 febbraio 2020 che, in attesa della revisione degli strumenti di sostegno del reddito, prevede misure per la riduzione del cuneo fiscale sui redditi dei lavoratori dipendenti.
Il provvedimento, che nelle intenzioni del Governo è solo l’anticipo di una più generale riforma fiscale che consenta un effettivo recupero di potere d’acquisto per i redditi medio-bassi, prevede interventi che scatteranno dal 1° luglio 2020, e riguarderanno:

1.             i redditi fino a € 28.000,00 :

Ai lavoratori dipendenti che rientrano in tali fasce di reddito dal secondo semestre di quest’anno viene riconosciuta una somma pari a 600 € e, in seguito, a partire dal 2021, di € 1.200,00, che non concorre alla formazione del reddito. Contestualmente, sempre dal 1° luglio p.v. cessano di essere erogati gli 80 euro del cosiddetto Bonus Renzi;

2.             i redditi da lavoro dipendente superiori a € 28.000,00 e fino a € 40.000,00,

Ai lavoratori dipendenti che rientrano in tali fasce di reddito solo per il secondo semestre di quest’anno (periodo Luglio – Dicembre 2020) viene introdotta un’ulteriore detrazione dell’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro, di importo pari a:

  1. quando l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 € ma non a 35.000

una detrazione di € 480,00, aumentata del prodotto tra 120 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra € 35.000,00, diminuito del reddito complessivo, e € 7.000,00.

Schematizzando in formula: € 480,00+(120* ([€ 35.000,00–reddito complessivo] /7.000)).

Quindi, a seconda del reddito compreso in questa fascia, la detrazione, nel periodo Luglio/Dicembre 2020, va da un massimo di € 100,00 mensili, per poi decrescere fino ad € 80,00.

  1. se il reddito complessivo supera gli € 35.000,00, ma non gli € 40.000,00

una detrazione di € 480,00 che spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di € 40.000,00, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di € 5.000,00.

La formula, in questo caso, risulta la seguente: € 480*((€ 40.000,00 – reddito complessivo) /5.000).

Per cui, tenuto conto sempre del reddito conseguito, l’importo della detrazione va da un massimo di € 80,00 mensili fino ad azzerarsi per un reddito annuo di € 40.000.

Qualora, in sede di conguaglio, si accerti che il lavoratore non aveva diritto ai già menzionati benefici, i sostituti di imposta procederanno al recupero dell’importo in 4 rate di pari ammontare, se superiore ai € 60.

DECRETO-LEGGE5 febbraio 2020, n. 3

Misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente. (20G00013)

(GU n.29 del 5-2-2020)

Vigente al: 6-2-2020

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Visto l 'articolo 1, comma 7, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 , che ha istituito, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, il «Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti»;

Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di dare attuazione a interventi finalizzati alla riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti;

Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 23 gennaio 2020;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali;

Emana

il seguente decreto-legge: 

Art. 1

Trattamento integrativo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati

 

  1. Nelle more di una revisione degli strumenti di sostegno al reddito, qualora l'imposta lorda determinata sui redditi di cui agli articoli 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al  decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 , sia di importo superiore a quello della detrazione spettante ai sensi dell'articolo 13, comma 1, del citato testo unico, è riconosciuta una somma a titolo di trattamento integrativo, che non concorre alla formazione del reddito, di importo pari a 600 euro per l'anno 2020 e a  1.200 euro a decorrere dall'anno 2021, se il reddito complessivo non è superiore a 28.000 euro.
  2. Il trattamento integrativo di cui al comma 1 è rapportato al periodo di lavoro e spetta per le prestazioni rese dal 1° luglio 2020.
  3. I sostituti d'imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.  600, riconoscono il trattamento integrativo ripartendolo fra le retribuzioni erogate a decorrere dal 1° luglio 2020 e verificano in sede di conguaglio la spettanza dello stesso. Qualora in tale sede il trattamento integrativo di cui al comma 1 si riveli non spettante, i medesimi sostituti d'imposta provvedono al recupero del relativo importo, tenendo conto dell'eventuale diritto all'ulteriore detrazione di cui all'articolo 2. Nel caso in cui il predetto importo superi 60 euro, il recupero dello stesso è effettuato in quattro rate di pari ammontare a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio.
  4. I sostituti d'imposta compensano il credito erogato ai sensi de comma 1 mediante l'istituto di cui all' articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 .

 

Art. 2

 

Ulteriore detrazione fiscale per redditi di lavoro dipendente e assimilati

 

  1. In vista di una revisione strutturale del sistema delle detrazioni fiscali, ai titolari dei redditi di cui agli articoli 49, con esclusione di quelli indicati nel  comma 2, lettera a), e  50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 , spetta una ulteriore detrazione dall'imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro, di importo pari a:
    • 480 euro, aumentata del prodotto tra 120 euro e l'importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l'ammontare del reddito complessivo e' superiore a 28.000 euro ma non a 35.000 euro;
    • 480 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 5.000 euro.
  2. In vista di una revisione strutturale del sistema delle detrazioni fiscali, l'ulteriore detrazione di cui al comma 1 spetta per le prestazioni rese dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020.
  3. I sostituti d'imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.  600, riconoscono l'ulteriore detrazione ripartendola fra le retribuzioni erogate a decorrere dal 1° luglio 2020 e verificano in sede di conguaglio la spettanza della stessa. Qualora in tale sede l'ulteriore detrazione di cui al comma 1 si riveli non spettante, i medesimi sostituti d'imposta provvedono al recupero del relativo importo. Nel caso in cui il predetto importo superi 60 euro, il recupero dell'ulteriore detrazione non spettante è effettuato in quattro rate di pari ammontare a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio.

 

Art. 3

 

Disposizioni di coordinamento e finanziarie

 

  1. Il comma 1-bis dell'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 , è abrogato dal 1° luglio 2020.
  2. Ai fini della determinazione del reddito complessivo di cui agli articoli 1 e 2 del presente decreto-legge, rileva anche la quota esente dei redditi agevolati ai sensi dell' articolo 44, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 , e dell'articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147. Il medesimo reddito complessivo è assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze di cui  all'articolo 10, comma 3-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 .
  3. È istituito il Fondo per esigenze indifferibili connesse ad interventi non aventi effetti sull'indebitamento netto delle PA, con una dotazione di 589 milioni di euro per l'anno 2020.

 

Art. 4

 

Norma di copertura

 

  1. Agli oneri derivanti dagli articoli 1, 2 e 3, comma 3, valutati in 7.458,03 milioni di euro per l'anno 2020, 13.532 milioni di euro per l'anno 2021 e 13.256 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2022, che aumentano, ai fini della compensazione degli effetti in termini di indebitamento netto e di fabbisogno a 8.242,8 milioni di euro per l'anno 2020, si provvede:
    1. quanto a 3.000 milioni di euro per l'anno 2020, 3.850  milioni di euro per l'anno 2021 e 3.574 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2022, mediante corrispondente riduzione del fondo di cui  all'articolo 1, comma 7, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 ;
    2. quanto a 4.191,66 milioni di euro per l'anno 2020 e 9.682 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2021 e, in termini di fabbisogno e indebitamento netto, di 4.976 milioni di euro per l'anno 2020, mediante corrispondente utilizzo delle risorse, iscritte sui pertinenti capitoli del bilancio di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, derivanti dall'attuazione dell'articolo 3, comma 1;
    3. quanto a 267 milioni di euro per l'anno 2020, mediante utilizzo delle risorse di cui all'articolo 2, comma 55, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, come modificato dall'articolo 1, comma 167, della legge 27 dicembre 2013, n. 147.
  2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

 

Art. 5

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. 

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addi' 5 febbraio 2020

 

MATTARELLA

 

Conte, Presidente del Consiglio dei ministri

 

Gualtieri, Ministro dell'economia e delle finanze

 

Catalfo, Ministro del lavoro e delle politiche sociali

 

Visto, il Guardasigilli: Bonafede

MINISTERO DELL'INTERNO

DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI

Prot. n. 2584-2010

Roma, 2 dicembre 2019

OGGETTO: Limitazione alla circolazione festiva fuori dai centri abitati dei veicoli aventi massa complessiva superiore alle 7,5 tonnellate. Precisazioni sul "viaggio a vuoto".

Si rappresenta che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che legge per conoscenza, ha espresso l'avviso che gli effetti delle autorizzazioni alla circolazione in deroga al divieto in oggetto - i cui presupposti sostanziali sono contenuti nell'art. 9 e quelli procedimentali agli artt. 10 ed 11 del Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 4 dicembre 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 299 del 27 dicembre 2018 - non siano limitati alla circolazione dei veicoli caricati con i materiali da trasportare, ma si estendano anche all'eventuale viaggio a vuoto effettuato per raggiungere la destinazione di carico della merce.

Secondo il MIT l'assunto trova giustificazione nell'applicazione, per analogia, degli articoli 7 ed 8 del decreto - che individuano, rispettivamente, le categorie di veicoli e di merci alle quali il divieto non si applica - atteso che in questi viene espressamente prevista l'esenzione anche per i veicoli che circolano scarichi.

Tale facoltà deve pertanto ritenersi aggiuntiva rispetto a quella di cui all' art. 11, comma 3, lett. e) del decreto e, come tale, di stretta interpretazione ed insuscettibile, a sua volta, di interpretazioni estensive. Conseguentemente, l'eventuale viaggio a vuoto deve essere anch'esso indicato nella richiesta di autorizzazione; quest'ultima dovrà altresì contenere un'adeguata motivazione della necessità che il veicolo debba circolare scarico nei giorni in cui sussiste il divieto, affinché venga valutata la coerenza della richiesta in relazione alla distanza ed al percorso del viaggio per il quale si richiede la deroga.

Di tanto si dà comunicazione a codesti Uffici al fine di tenerne conto, per i profili di interesse, nelle attività di competenza.

IL VICE CAPO DIPARTIMENTO VICARIO

Tirone

 

Dal 14 al 20 ottobre 2019, si è svolta, in Europa  la settimana di controllo TISPOL "Autocarri e autobus", incentrata sui controlli sul trasporto merci e sul trasporto passeggeri. 

Ogni anno sono 29 i paesi europei che partecipano a queste operazioni. 

Secondo l'ultimo feedback di 21 paesi, sono stati controllati 227.004 camion e 113.777 autobus. Sono state rilevate oltre 60.000 violazioni (camion: 49.926, autobus: 11.034).

Risultati del controllo del camion:

  • In 1.912 occasioni è stato imposto il divieto di proseguimento del viaggio fino al ripristino delle condizioni di sicurezza dei veicoli (1.871 camion e 41 autobus). Ciò rappresenta un piccolo miglioramento rispetto a un'operazione analoga nel luglio di quest'anno, quando sono stati vietati 2.092 camion e autobus.
  • La percentuale di reclami era del 22% per il trasporto merci e del 10% per gli autobus.
  • Gli agenti di polizia europei hanno un livello molto elevato di formazione sui controlli del traffico pesante, che si riflette nell'alto tasso di contestazioni effettuate.
  • La maggior parte delle violazioni è stata riscontrata, per gli  autobus, nelle aree delle infrazioni tecniche e della normativa sui documenti relativi ai veicoli  e nelle aree relative alla velocità, alla legislazione sui tempi di guida e di riposo e alle impostazioni del tachigrafo.
  • 8310 conducenti (camion 7.623, autobus 697) hanno violato le norme sociali valide in Europa, il che significa che hanno guidato il loro veicolo più a lungo di quanto consentito dalla legge senza rispettare le interruzioni obbligatorie.
  • In 6.049 occasioni i tachigrafi non sono stati gestiti correttamente.
  • Sono state rilevate in 664 casi, manipolazioni di tachigrafi digitali  (con un grande picco a luglio, mese in cui il totale è stato di  370). Interferire con le impostazioni del tachigrafo o persino manipolarle assume forme sempre più grandi.  La ragione di questo tipo di frode potrebbe essere la pressione concorrenziale in continua crescita  in questo settore. I vantaggi finanziari per i trasportatori infedeli possono essere notevoli, ma i rischi per la sicurezza stradale sono certamente maggiori.
  • Sfortunatamente, sono stati trovati 220 conducenti che conducevano i loro veicoli sotto l'influenza dell'alcool, così come 47 conducenti sotto l'influenza di droghe.
  • In 10.738 casi (6.541 camion, 2.594 autobus) sono stati riscontrati gravi difetti tecnici e il fissaggio del carico era insufficiente in 1.603 camion.
  • Sebbene le infrazioni nel settore delle merci pericolose possano apparire a prima vista piccole, in percentuale in meno del 3%, vi sono state 711 infrazioni (211 in più rispetto allo stesso periodo del 2018).

Risultati del controllo bus:

  • Negli autobus controllati la maggior parte delle violazioni riguardava documenti mancanti (31,3%), uso della cintura di sicurezza (8,3%), velocità eccessiva (13,9%) e difetti tecnici (23,5%).
  • 697 autisti di autobus hanno anche superato i tempi di guida legalmente consentiti.

Il risultato della settimana di controllo mostra che le ispezioni nell'area del traffico di merci pesanti e del trasporto passeggeri siano ancora un approccio importante per migliorare la sicurezza del traffico.

Oltre alla punizione per le violazioni commesse, i conducenti vengono infatti informati, illustrando loro la pericolosità di tali violazioni, come l'insufficiente fissazione del carico, la mancanza di cintura di sicurezza o l'affaticamento dovuti al superamento dei tempi di guida.

Anche il pericolo determinato da un costante aumento della distrazione al volante, dovuto principalmente all'uso di telefoni cellulari o altri dispositivi elettronici, dovrebbe essere contrastato durante questi controlli

Le prossime operazioni TISPOL avranno luogo il 3 dicembre 2019 (Operazione ENABLE) e dal 9 dicembre al 15 dicembre 2019 con focus su Alcol e Droga

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