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Articoli filtrati per data: Febbraio 2019

È stato pubblicato sul supplemento alla Gazzetta Ufficiale n.45 del 22 febbraio 2018 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 dicembre 2018 che contiene il modello e le istruzioni per la presentazione del MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale 2018).

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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

24 dicembre 2018

(S.O.G.U. n. 8 del 22.2.2019)

 

Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l'anno 2019.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

 

Visto l'art. 1, comma 1 della legge 25 gennaio 1994, n. 70, ove si prevede che il modello unico di dichiarazione è adottato con decreto del Presidente della Repubblica;

Visto l'art. 6, comma 1, della citata legge n. 70/1994, secondo cui, in attesa dell'adozione del decreto del Presidente della Repubblica di cui all'art. 1, comma 1, citato, il modello unico di dichiarazione è adottato, ai sensi dell'art. 1, comma 2, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri;

Visto il comma 3 del medesimo art. 1 della legge n. 70/1994, secondo il quale il Presidente del Consiglio dei ministri dispone con proprio decreto, gli aggiornamenti del modello unico di dichiarazione;

Rilevato che il modello unico di dichiarazione, ai sensi del citato art. 6, comma 1, della citata legge n. 70 del 1994, ha, a riferimento, gli "obblighi di dichiarazione, di comunicazione, di denuncia o di notificazione previsti dalle leggi, dai decreti e dalle relative norme di attuazione di cui alla tabella A allegata alla presente legge";

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante "Testo unico delle disposizioni in materia di documentazione amministrativa";

Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n.82, recante "Codice dell'amministrazione digitale", che contiene, tra l'altro, la disciplina relativa ai documenti informatici e alla loro formazione, gestione, conservazione e trasmissione, nonché alle firme elettroniche;

Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n.195, recante "Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale";

Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, recante "Norme in materia ambientale" e, in particolare, il Titolo I, Capo I della Parte IV ove sono conferiti gli obblighi per la tracciabilità dei rifiuti, nonché il Titolo II della medesima Parte IV, relativa agli imballaggi e rifiuti di imballaggio;

Visto l'art. 220 del citato decreto legislativo n. 152/2006, che prevede l'obbligo di comunicazione da parte del Consorzio nazionale imballaggi - CONAI, con le modalità previste dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70, dei dati relativi al quantitativo degli imballaggi per ciascun materiale e per tipo di imballaggio immesso sul mercato, nonché, per ciascun materiale, la quantità degli imballaggi riutilizzati e dei rifiuti di imballaggio riciclati e recuperati provenienti dal mercato nazionale;

Visto il decreto legislativo 24 giugno 2003, n.209, di "Attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso";

Visto il decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188, di "Attuazione della direttiva 2006/66/CE concernente pile, accumulatori e relativi rifiuti, che abroga la direttiva 91/157/CEE";

Visto il decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49, che reca "Attuazione della direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee)";

Visto il regolamento (UE) 333/2011 recante i criteri che determinano quando alcuni tipi di rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti, ai sensi della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio;

Visto il regolamento (UE) 1179/2012 recante i criteri che determinano quando i rottami di vetro cessano di essere considerati rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio;

Visto il regolamento (UE) 715/2013 recante i criteri che determinano quando i rottami di rame cessano di essere considerati rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio;

Vista la decisione 738/2000/CE concernente un questionario per le relazioni degli Stati membri sull'attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti;

Vista la decisione 753/2001/CE relativa al questionario che gli Stati membri devono utilizzare per le loro relazioni sull'attuazione della direttiva 2000/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai veicoli fuori uso;

Vista la decisione 270/2005/CE, come modificata con decisione UE del 19 giugno 2018, n.896, che stabilisce le tabelle relative al sistema di basi dati ai sensi della direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio;

Vista la decisione 293/2005/CE che istituisce le modalità di controllo dell'osservanza degli obiettivi di reimpiego/recupero e di reimpiego/riciclaggio fissati nella direttiva 2000/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai veicoli fuori uso;

Vista la decisione 369/2005/CE che stabilisce le modalità per sorvegliare il rispetto degli obblighi incombenti agli Stati membri e definisce i formati per la presentazione dei dati relativi ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, ai sensi della direttiva 2012/19/UE;

Vista la decisione 851/2009/CE che istituisce un questionario ai fini dell'attività di rendicontazione degli Stati membri in merito all'attuazione della direttiva 2006/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori;

Vista la decisione 753/2011/CE che istituisce regole e modalità di calcolo per verificare il rispetto degli obiettivi di cui all'art.11, paragrafo 2, della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio;

Vista la legge 28 dicembre 2015, n. 221, recante "Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali", che ha introdotto specifiche disposizioni in materia di gestione di rifiuti speciali per talune attività economiche;

Visto l'art. 9-bis del decreto-legge 20 giugno 2017, n.91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, recante "Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno", che introduce disposizioni di attuazione della direttiva (UE) 2015/720 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, che modifica la direttiva 94/62/CE concernente la riduzione dell'utilizzo di borse di plastica in materiale leggero;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 dicembre 2017 recante "Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l'anno 2018";

Considerata la necessità di adottare, per l'anno 2019, un nuovo modello di dichiarazione ambientale (MUD), in sostituzione di quello vigente, come richiesto dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, così da poter acquisire i dati relativi ai rifiuti da tutte le categorie di operatori, in attuazione della più recente normativa europea;

Sentiti il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, l'ISPRA - Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale, il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero della salute, il Ministero dell'interno, nonché Unioncamere - Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura;

 

Decreta:

Art. 1

1. Il modello unico di dichiarazione ambientale allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 28 dicembre 2017 è integralmente sostituito dal modello e dalle istruzioni allegati al presente decreto.

2. Il modello di cui al presente decreto sarà utilizzato per le dichiarazioni da presentare entro il 30 aprile di ogni anno con riferimento all'anno precedente, come disposto dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70.

3. L'accesso alle informazioni contenute nel modello unico di dichiarazione ambientale è disciplinato dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195.

 

Roma, 24 dicembre 2018

 

Il Presidente

del Consiglio dei ministri

CONTE

 

 

Allegati: omissis

Pubblicato in LEGGI E NORME
Martedì, 26 Febbraio 2019 16:37

Riflessioni sull'analisi dell'Autotrasporto

Il giorno 23 Febbraio scorso si è tenuto il convegno promosso dall'Albo degli Autotrasportatori al Transpotec di Verona.

La cosa che mi ha più colpita dell'evento è stata la relazione del dottor Massimo Marciani sull'andamento delle imprese dell'autotrasporto dal 2008 al 2016.

Dal suo studio emergono delle cose veramente interessanti:

  1. L' autotrasporto detiene quasi il 7% del PIL nazionale;
  2. Il 95% delle aziende del settore è rappresentato dalla piccola/media impresa;
  3. Dal 2008 al 2016 molteplici sono state le aziende costrette a chiudere;
  4. Quello dell'autotrasporto è il settore più a rischio nel rating

A questi dati si aggiunge quello riportato dal dottor Franco Fenoglio, Presidente della sezione veicoli industriali di Unrae, il quale lamenta la caduta di acquisti di mezzi pesanti da parte del  settore.

Tutti questi elementi non hanno fatto altro che avvalorare la tesi per la quale Assotir si batte ormai da anni: i piccoli imprenditori non riescono ad avere la forza contrattuale di sopravvivere sul mercato per poter creare utili e investimenti nelle proprie aziende.

A questo punto sarebbe bene porsi delle domande e, molto onestamente, dare a queste delle risposte che siano risolutive per le nostre imprese.

Sembrava prevedere il futuro il nostro Segretario Generale, il Dottor Claudio Donati, quando scrisse quell'articolo subito dopo che fu varata la legge dell'abolizione delle tariffe a forcella nel lontano 2005: "Liberalizzazione Selvaggia", lo intitolò.

E se è certo che oggi, in questo mondo governato dalla liberalizzazione e dalla globalizzazione (che non condivido), parlare di tariffe a forcella sembra uno sproloquio, è altrettanto certo che fu proprio quello il principio della decadenza di questo settore.

Abbiamo provato negli anni a riempire questo vuoto con la legge dei "costi minimi della sicurezza", la cui sentenza della Corte di Giustizia europea fu strumentalizzata da coloro che traevano vantaggio dall'abolizione della stessa, che di fatto portò poi alla soppressione dei costi minimi, rimandando il settore allo sbaraglio.

Il problema non è solo come farsi pagare, il problema è anche "quando" poiché benché esista una legge che regola ciò, essa puntualmente non viene rispettata dalla committenza.

Un altro elemento forte su cui riflettere riguarda l’attività di alcuni "trasportatori" che con un solo mezzo riescono a fare milioni di fatturato, andando così a sfruttare chi questo mestiere lo svolge davvero.

Unatras ha chiesto al Sottosegretario Edoardo Rixi di reinserire quelli che sono i costi di riferimento: essendoci già una legge, reinserirli dovrebbe risultare facile.

Siamo però perfettamente coscienti che questo possa essere solo un palliativo affinché si ritrovi una forma concreta e strutturata per dare risposte certe ad un mercato "malato" il quale, per tutti gli elementi sopracitati, non può assolutamente rispondere alle esigenze di cui necessita l'autotrasporto.

Ricordiamo, inoltre, che dietro ad ogni impresa ci sono uomini, donne, famiglie che cercano di difendere il proprio lavoro per conservare la propria dignità.

Quindi, forza e determinazione per noi che rappresentiamo questa Associazione di categoria e abbiamo la responsabilità politica e morale di difendere e tutelare i nostri associati.

Andiamo avanti!

Anna Vita Manigrasso

 

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L'Area B nel Comune di Milano è stata resa operativa a partire dal 25 febbraio 2019. Si tratta di una zona a traffico limitato - la seconda più grande al mondo - che comprende al suo interno quasi tutti i confini comunali (circa il 72% dell’intero territorio cittadino) e in cui abitano oltre il 96% dei residenti nella città capoluogo della Lombardia.

L'obiettivo, al termine dei diversi e progressivi step previsti per la misura - il primo, partito in questi giorni; il secondo che, raggiunto il primo obiettivo, partirà il primo ottobre 2019 con  lo stop ai diesel Euro 4, già vietati dal 2017 in ‘Area C’ e gli altri divieti progressivi fino al 2030, quando in città saranno vietati tutti i diesel dovrebbero consentire, secondo il Comune di Milano, di ridurre, tra il 2019 e il 2026, le emissioni atmosferiche da traffico complessivamente di circa 25 tonnellate di PM10 allo scarico e di 900-1.500 tonnellate di ossidi di azoto.. I varchi sono 187, ovvero tutte le strade di ingresso in città: di questi, 15 sono già dotati di telecamere collegate a un sistema informatico sviluppato in collaborazione con la direzione generale per la sicurezza stradale e la direzione generale per la motorizzazione.  

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Comunichiamo che GEIE TMB (Gruppo Europeo di Interesse Economico per la gestione del Monte Bianco) ha reso noto il calendario, scaricabile in allegato, della circolazione a senso unico alternato del mese di marzo 2019 per consentire i lavori di manutenzione all’interno del traforo del Monte Bianco.

Lo scorso sabato 23 febbraio 2019, presso Cologna Veneta (VR), si è tenuta l’assemblea costitutiva della nuova sede interprovinciale di Assotir di Verona e Vicenza.

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Unatras l'aveva chiesto con urgenza per affrontare le questioni che la Legge di Bilancio aveva lasciato in sospeso.

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Sitaf (Società Italiana per il Traforo del Frejus) ha pubblicato il  calendario del senso unico alternato previsto per il mese di marzo 2019 per consentire i lavori per il miglioramento della sicurezza all'interno del Traforo del Frejus.

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Con un comunicato stampa, la società Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova S.p.A. ha reso noto che, per lavori di manutenzione straordinaria al ponte sul fiume Mincio,  dal 23 febbraio al 16 aprile 2019 sarà interdetta l’entrata da Peschiera del Garda in direzione Milano ai mezzi pesanti con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate.

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Con un comunicato stampa, Viabilità Italia ha reso noto che a causa di nuove attività di monitoraggio e verifiche tecniche su alcuni viadotti dell’A24, tra L’Aquila Est e Colledara/San Gabriele nella carreggiata in direzione di Teramo dal 18 al 22 febbraio 2019 è disposto il divieto di transito ai mezzi pesanti con massa a pieno carico superiore a 3,5 t.

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