Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Se non si modificano le impostazioni del browser o chiudi questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.

Subscribe via RSS or Email:

 

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO DIRIGENZIALE

18 maggio 2018, prot. n. 211

(documento tratto dal sito Internet del MIT - non ancora pubblicato nella GU)

 

 

Istruzioni operative per decreto ministeriale 214/2017 relativo ai controlli tecnici dei veicoli e dei loro rimorchi circolanti sulle strade pubbliche

 

Il Capo Dipartimento

 

Visto il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 recante: "Nuovo codice della strada", e successive modificazioni;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, recante: "Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada";

Visto il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 17 gennaio 2003, concernente la chiamata a revisione dei rimorchi immatricolati entro il 31 dicembre 1997;

Vista la direttiva 2014/45/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 aprile 2014, relativa ai controlli tecnici periodici dei veicoli a motore e dei loro rimorchi;

Visto il decreto ministeriale che ha trasposto nell'ordinamento interno le disposizioni della suddetta direttiva;

Considerato che alcune disposizioni del D.M. n. 214 del 19 maggio 2017 entreranno in vigore dal 20 maggio 2018;

Sentite le Direzioni Generali Territoriali;

Vista la proposta del Direttore Generale per la Motorizzazione;

Ritenuto di dover impartire istruzioni alle Direzioni Generali Territoriali, ai centri di controllo e all'utenza;

 

DECRETA

Art. 1

Controlli tecnici relativi ai rimorchi delle categorie O1 e O2

L'art. 5 del D.M. n. 214 del 19/05/2017, di seguito D.M., ha introdotto per i rimorchi di massa complessiva fino a 3,5 t una frequenza di controlli di quattro anni dopo la data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni, ai fini del miglioramento della sicurezza della circolazione stradale.

Dato il considerevole numero di rimorchi da revisionare, al fine di limitare i disagi per l'utenza e non aggravare le criticità dei centri di controllo pubblici, unici a poter eseguire dette operazioni presso gli UMC o presso le sedi idonee secondo la normativa in materia di espletamento di sedute al domicilio ai sensi della legge 1 dicembre 1986 n. 870, si dispone in sede di prima applicazione il calendario di revisioni di cui all'allegato 1 per il graduale assorbimento della domanda e la messa a regime.

Le modalità operative della revisione, in attesa della conclusione dei lavori del gruppo tecnico, sono quelle previste nella nota prot. n. 330/segr del 25 febbraio 2003 a firma del Capo Dipartimento.

Gli ispettori dovranno provvedere all'esecuzione del controllo del rimorchio nelle condizioni in cui viene presentato, sia carico o scarico.

Resta la piena responsabilità dell'utente sulla sicurezza durante lo svolgimento della prova e in particolare sulla sicurezza dell'eventuale carico.

 

Art. 2

Attestato di superamento del controllo

L'attestato di superamento del controllo riporterà anche la data entro la quale dovrà essere effettuato il successivo controllo (all. 2).

Dal 21 maggio 2018 partirà la fase sperimentale che si concluderà entro il 1° giugno 2018.

 

Art. 3

Controlli tecnici relativi ai trattori a ruote delle categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5

Per i trattori delle categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5, con velocità massima di progetto superiore a 40 km/h, di cui all'art. 5, comma 1, lett. c) del D.M. 214/2017, le modalità del controllo tecnico saranno stabilite, per uniformità ai sensi degli articoli 111 e 114 del Nuovo codice della strada concernenti la revisione periodica delle macchine agricole ed operatrici, con il decreto attuativo in corso di definizione di cui all'art. 5 del decreto interministeriale 20 maggio 2015.

Il calendario di chiamata a revisione sarà diramato quando verrà emanato il decreto attuativo di cui al paragrafo precedente.

 

Art. 4

Certificato di revisione

 

L'art. 8 del D.M. prevede che a seguito della effettuazione della revisione venga prodotto un certificato di revisione.

Al fine di integrare detto certificato all'interno del processo securizzato che governa l'emissione del tagliando di revisione firmato digitalmente dal tecnico responsabile, quest'Amministrazione ha avviato i necessari approfondimenti per l'implementazione delle procedure informatiche che, a decorrere dal 31 marzo 2019, consentiranno la produzione e stampa del certificato di revisione contenente gli elementi di cui all'allegato II del D.M.

In prima applicazione, fino a nuove disposizioni, restano in vigore le procedure in essere.

 

Art. 5

Valutazione delle carenze

 

L'art. 7 e l'allegato I del D.M aggiornano l'elenco esistente e la classificazione delle possibili carenze e introducono il livello di gravità.

Sono in corso gli aggiornamenti informatici che permetteranno all'ispettore di selezionare a terminale le voci e la valutazione delle carenze.

Successivamente si forniranno istruzioni di dettaglio per uniformare il comportamento degli ispettori.

Nel transitorio si continuerà ad usare la metodologia corrente.

 

Art. 6

Precisazioni riguardo all'art. 16

 

Le procedure, gli impianti e le attrezzature attualmente in uso per le revisioni continuano ad essere utilizzate fino all'emanazione di nuove disposizioni da adottarsi non oltre il 20 maggio 2023.

Art. 7

Ispettori

 

I responsabili tecnici già autorizzati o abilitati alla data del 20 maggio 2018 continuano ad operare come previsto dall'art. 13 comma 2 del D.M.

A partire dal 20 maggio 2018 gli ispettori dei centri di controllo privati dovranno soddisfare i requisiti minimi di cui all'art. 13 del D.M.

In attuazione del sopracitato articolo è in corso di definizione il previsto provvedimento del Ministero, da adottarsi nel rispetto delle competenze tra enti amministrativi e tenuto conto delle disposizioni da impartire ai sensi dell'art. 14 del D.M.

I candidati che hanno partecipato ai corsi secondo le modalità previgenti e che si concluderanno entro il 20 maggio 2018, dovranno effettuare l'esame entro il 31 agosto 2018.

 

Roma, 18 maggio 2018

IL CAPO DIPARTIMENTO

dott. ing. Alberto Chiovelli

 

 

 

 

 

 

Subscribe via RSS or Email:

 

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE,

GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE

Direzione generale per il trasporto stradale e per l'intermodalità

Divisione 4

CIRCOLARE N. 1/2018/TSI

 

Prot. n. 8990/08.05.10

Roma, 16 maggio 2018

 

OGGETTO: Regolamento (CE) n. 1072/2009. Modalità di rilascio di copie certificate conformi della licenza comunitaria per il trasporto di merci su strada.

Con circolari n.1/2011 del 25 novembre 2011, n. 3/2012 del 28 maggio 2012 e n.6/2017 del 6 giugno 2017 sono state impartite disposizioni in materia di rilascio di copie certificate conformi di licenza comunitaria per il trasporto di merci su strada.

Alcune Associazioni di categoria dell'autotrasporto di merci hanno segnalato diversità di comportamento degli Uffici competenti, riguardo la richiesta di esibizione, da parte dei soggetti interessati, dell'originale della licenza comunitaria, in occasione della domanda per l'ottenimento delle copie certificate conformi della licenza stessa.

Si ricorda che, nel modulo di domanda con cui vengono richieste le copie certificate conformi, l'impresa dichiara, sotto la propria responsabilità, di essere titolare di licenza comunitaria, indicandone il numero e la data di scadenza della validità.

L'Ufficio demandato al rilascio delle copie certificate conformi, che vengono emesse tramite procedura informatica, verifica quanto dichiarato dall'impresa, accedendo al Registro Elettronico nazionale delle imprese di trasporto su strada (REN), tramite il Portale dell'automobilista, dove sono registrati i dati relativi alle licenze comunitarie rilasciate, e non dovrà, quindi, richiedere alle imprese l'esibizione dell'originale della licenza comunitaria all'atto del rilascio delle predette copie.

 

IL DIRETTORE GENERALE

dott. Antonio Parente

Subscribe via RSS or Email:

 

Ministero dell’Interno

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

UFFICIO PER L'AMMINISTRAZIONE GENERALE

 

OGGETTO: Commercio di cose antiche e/o usate. Obbligo di tenuta del registro delle operazioni giornaliere di cui all'art.128 del TULPS.

 

 

Si fa riferimento alla questione se, a seguito dell' abrogazione dell'art. 126 del TULPS - che condizionava l'esercizio del commercio di cose antiche o usate ad una dichiarazione preventiva all'autorità di pubblica sicurezza - ad opera dell’art. 6, comma l , del d.lgs. 222/2016 (c.d. SCIA-2), debba considerarsi  implicitamente abrogato anche il successivo art. 128 nella parte in cui, rinviando

al citato art. 126, prescrive in capo agli operatori di tale settore l’ obbligo di tenuta di un registro delle

operazioni poste in essere giornalmente.

In considerazione della rilevanza della problematica prospettata, con particolare riguardo a settori ove l’esigenza di tracciabilità delle transazioni è particolarmente avvertita - quali, ad esempio, quello della circolazione dei beni sottoposti a tutela da parte del d.lgs. n. 42, del 22 gennaio 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) e quello del commercio delle parti di ricambio dei veicoli fuori uso

- questo Ufficio ha ritenuto opportuno ricorrere all'autorevole supporto consultivo del Consiglio di Stato, che ha reso in proposito l'allegato parere n. 15, del 2 marzo 2018.

Con il citato atto di interpretazione il Supremo Consesso della giustizia amministrativa si è espresso nel senso che l'intervento demolitorio sull'art. 126  del  TULPS  debba  considerarsi circoscritto unicamente a tale articolo, senza riverbero alcuno sul successivo art. 128.

Pertanto coloro i quali esercitano il commercio di cose antiche o usate, pur essendo legittimati ad avviare le relative attività senza dover sottostare a controlli nella fase di accesso al settore, saranno comunque tenuti ad annotare le relative transazioni sul registro previsto dal citato art.  128 del TULPS.

Tale soluzione interpretativa riposa su diversi ordini di motivazione.

In primo luogo, il documento di analisi tecnico - amministrativa allegato a) testo del D.lgs 222/2016, mette in evidenza come alle disposizioni del decreto medesimo non debbano riconoscersi effetti abrogativi taciti.

E', d 'altra parte, pacifica la vigenza di specifiche disposizioni che richiamano espressamente il registro di cui all 'art. 128, come il citato d. lgs. n. 42, del 22 gennaio 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) ed il relativo decreto di attuazione, il d.m. 15 maggio 2009, n. 95, recante "Indirizzi, criteri e modalità per l 'annotazione nel registro di cui ali 'art. 128 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza delle operazioni commerciali aventi ad oggetto le cose rientranti nelle categorie indicate alla lettera A del! 'allegato A del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modifiche ''.

Un secondo argomento che si esprime nel senso della permanenza del registro di cui si tratta si fonda sulla diversità della ratio sottostante agli artt. 5 del d.lgs. 222/2016 e 128 del TULPS. Se la prima disposizione persegue l'obiettivo di pervenire ad una semplificazione delle modalità di avvio delle attività commerciali aventi ad oggetto cose antiche o usate, all'art. 128 è invece sottesa  la diversa finalità di favorire la tracciabilità delle transazioni di tali beni, al fine di prevenire condotte illecite nell' ambito del relativo mercato.

Ulteriore elemento a sostegno dell'indirizzo in parola risiede, infine, nella notazione per cui, anche espungendo dal tenore letterale dell'art. 128 il rinvio all'abrogato art. 126, la portata precettiva della prima disposizione rimarrebbe sostanzialmente inalterata. L'art. 128, invero, si riferisce ad una serie di soggetti (fabbricanti, commercianti ed esercenti) individuati senza nessuna incertezza e senza che sia necessario far riferimento alla disposizione abrogata.

Alla luce di queste autorevoli argomentazioni, si conferma la piena vigenza dell'art. 128 del TULPS e quindi dell'obbligo di tenuta del registro anche per le categorie di operatori economici indicati da tale disposizione.

Nella considerazione che l'abrogazione dell'art. 126 del TULPS possa aver dato luogo a situazioni di incertezza, appare, peraltro, opportuno avviare una mirata campagna di informazione, al fine di dare i1più ampio risalto al chiarimento assicurato dal Consiglio di Stato.

In questo senso si raccomanda che la presente circolare sia pubblicata nei siti istituzionali sia delle Questure che delle Prefetture, non soltanto nella sezione "Amministrazione Trasparente", ma anche con modalità tali da richiamare più immediatamente l'attenzione degli utenti.

Inoltre, si rappresenta l'opportunità che i Sigg. Prefetti trasmettano, nelle forme considerate più opportune, la presente circolare ai Comuni delle rispettive Province, affinché  nell'esercizio anche delle funzioni di polizia del commercio, possano adottare opportune iniziative di comunicazione in favore degli esercenti le attività economiche suscettibili di essere assoggettate agli obblighi di cui al ripetuto art. 128 del TULPS.

Un'analoga iniziativa andrà intrapresa anche in direzione delle locali Camere di Commercio, cui potrà essere richiesto di sensibilizzare le pe1tinenti associazioni di categoria nei confronti della presente circolare.

Nel confidare nella consueta fattiva collaborazione per la piena attuazione degli indirizzi qui formulati, sì resta in attesa di ricevere un cortese cenno di assicurazione.

Subscribe via RSS or Email:

 

Ministero dell’Ambiente

e della Tutela del Territorio e del Mare

 

Albo Nazionale Gestori Ambientali

Il Comitato Nazionale

 

ALLE SEZIONI REGIONALI E PROVINCIALI

 

LORO SEDI

 

OGGETTO: Pubblicazione dei Responsabili tecnici

 

Si comunica che il Comitato nazionale ha deliberato di procedere alla pubblicazione dei nominativi dei Responsabili tecnici delle imprese iscritte con decorrenza 24 aprile 2018.

Per quanto sopra, si invitano codeste Sezioni a porre in essere tutte le iniziative volte a un rapido aggiornamento dei dati relativi e a trasmetterli al Comitato nazionale.

 

IL SEGRETARIO                                                                               IL PRESIDENTE

Ing. Pierluigi Altomare                                                                    dott. Eugenio Onori

 

Subscribe via RSS or Email:

 

Ministero dell’Ambiente

e della Tutela del Territorio e del Mare

 

Albo Nazionale Gestori Ambientali

Il Comitato Nazionale

 

 

ALLE SEZIONI REGIONALI E PROVINCIALI 

ALLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA 

LORO SEDI

 

 

OGGETTO: ricorsi pervenuti via pec e firma digitale

Di fronte alla pratica sempre più frequente della ricezione dei documenti per posta elettronica certificata, il Comitato nazionale ritiene opportuno fornire chiarimenti in particolare sulla legittimità della provenienza delle proposte di ricorso.

Al riguardo il Comitato nazionale ha stabilito di accettare le istanze provenienti da pec dell'impresa ricorrente, come dichiarata al Registro Imprese, anche se sprovviste di firma digitale del legale rappresentante. Sarà invece dichiarato irricevibile il ricorso proveniente da pec diversa da quella dell'impresa, salvo giusta delega del legale rappresentante e firma digitale del mittente.

 

IL SEGRETARIO                                                                                                 IL PRESIDENTE

ing. Pierluigi Altomare                                                                                      dott. Eugenio Onori                         

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Subscribe via RSS or Email:

 

Ministero dell’Ambiente

e della Tutela del Territorio e del Mare

 

Albo Nazionale Gestori Ambientali

Il Comitato Nazionale

 

ALLE SEZIONI REGIONALI E PROVINCIALI 

ALLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA 

LORO SEDI

OGGETTO: verifica  DURC

 

E' emersa l'opportunità di chiarire i tempi che le Sezioni regionali e provinciali sono tenute a rispettare durante l'istruttoria delle istanze di iscrizione in tema di verifica della regolarità contributiva delle imprese. Il Comitato nazionale si è già pronunciato con Circolare n. 31 del 8/ 01/2018 sul caso delle risposte con dicitura Inps "verifica in corso".

Nel caso, di dicitura "irregolare", la Sezione dovrà effettuare ulteriore interrogazione all'INPS nei 3 giorni precedenti la data della seduta della Sezione che decide sulla relativa domanda di iscrizione.

 

IL SEGRETARIO                                             IL  PRESIDENTE

 

  Ing. Pierluigi Altomare                                  Dott. Eugenio Onori

Subscribe via RSS or Email:

 

 

                     Ministero dell’Ambiente

                 e della tutela del territorio e del Mare

Albo Nazionale Gestori Ambientali
Comitato Centrale

 

ALLE SEZIONI REGIONALI E PROVINCIALI 

ALLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA

LORO SEDI

 

Oggetto : Notifica  provvedimenti  di  sospensione  e di  cancellazione  per  mancato  versamento  dei diritti  d'iscrizione .

Sono state segnalate da parte delle Sezioni regionali difficoltà nel notificare a un elevato numero di imprese i provvedimenti di sospensione e di cancellazione irrogati, rispettivamente , ai sensi degli articoli 24, comma 7, e 20, comma 1, lettera f), del D.M. 120/2014, risultando le imprese stesse sprovviste degli indirizzi di posta elettronica certificata (PEC) validi e funzionanti o risultando irreperibili anche a seguito di invio della notifica mediante il servizio postale.

Per quanto sopra, non risulta possibile, in mancanza di regolare notifica dei suddetti provvedimenti di sospensione o di cancellazione espungere le imprese in questione dall'elenco degli iscritti pubblicato sul sito web dell'Albo, con la conseguente disparità di trattamento nei confronti delle imprese che operano nel rispetto della norma.

Al fine di risolvere detto problema il Comitato nazionale ha stabilito quanto segue.

Le Sezioni regionali, espletata inutilmente per i suddetti motivi la procedura di notifica a mezzo PEC, provvedono alla pubblicazione sul sito web dell'Albo dell'elenco delle imprese sospese o cancellate ai sensi degli articoli 24, comma 7, e 20, comma 1, lettera f), del D.M. 120/2014, riportando, per ciascuna impresa, il numero d'iscrizione all'Albo, la denominazione, la  ragione sociale, il codice fiscale e gli estremi del provvedimento di sospensione o di cancellazione. In tali casi, la pubblicazione tiene luogo della notifica ai sensi dell'art. 21 bis della Legge 241/90 il quale dispone che "Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, l'amministrazione provvede mediante forme di pubblicità idonee di volta in volta stabilite dall'amministrazione medesima ".

Le Sezioni regionali osservano la seguente tempistica :

Decorso il termine del 30 aprile previsto dall'articolo 24, comma 4 del D.M. 120/2014, provvedono a deliberare le sospensioni per mancato versamento del diritto d'iscrizione entro la data del  20  maggio con decorrenza 15 giugno e notificano a mezzo PEC all'interessato il relativo provvedimento.

Nei casi di mancata notifica a causa dell'indirizzo PEC inesistente, non valido o non funzionante, provvedono mediante la pubblicazione sul sito web dell'Albo il 1° giugno.

La medesima procedura è espletata per la cancellazione delle imprese decorsi i termini di cui all'art. 20, comma 1, lett. f) del D.M. 120/2014.

Le Sezioni regionali che alla data della presente direttiva hanno già infruttuosamente espletato la procedura di notifica a mezzo PEC provvedono senza indugio alla pubblicazione dell'elenco delle imprese sospese o cancellate.

IL SEGRETARIO                                                                 IL PRESIDENTE

Ing. Pierluigi Altomare                                                          dott. Eugenio Onori                                     

Subscribe via RSS or Email:

 

REGOLAMENTO (UE) 2018/644 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del 18 aprile 2018

relativo ai servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi 

(Testo rilevante ai fini del SEE)

 

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 114,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali, visto il parere del Comitato economico e sociale europeo [1],

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria [2],

considerando quanto segue:

(1) Le tariffe applicabili ai pacchi e altri invii postali transfrontalieri per i mittenti di piccoli volumi, in particolare piccole e medie imprese (PMQ) e privati, sono ancora relativamente. Ciò ha un impatto negativo diretto sugli utenti alla ricerca di servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi, specialmente nel contesto del commercio elettronico.

(2) L'articolo 14 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) sottolinea il posto che occupano i servizi di interesse economico generale, tra cui i servizi postali, nell'ambito dei valori condivisi dell'Unione, nonché il loro ruolo nel promuovere la coesione sociale e Vi si afferma che si deve provvedere affinché tali servizi funzionino in base a principi e condizioni che consentano loro di assolvere ai loro compiti.

(3) Il protocollo 26 sui servizi di interesse generale allegato al trattato sull'Unione europea (TUE) e al TFUE sottolinea inoltre che i valori condivisi dell'Unione in relazione ai servizi di interesse economico generale ai sensi dell'articolo 14 TFUE comprendono le differenze in termini di esigenze e preferenze degli utenti, che potrebbero derivare da situazioni geografiche, sociali e culturali differenti, nonché un alto livello di qualità, sicurezza e accessibilità, parità di trattamento e la promozione di un accesso universale e dei diritti degli utenti.

(4) L'articolo 169, paragrafo 1, e l'articolo 169, paragrafo 2, lettera a), TFUE stabiliscono che l'Unione deve contribuire ad assicurare un livello elevato di protezione dei consumatori mediante misure adottate a norma dell'articolo 114

(5) Vi sono notevoli differenze tra gli Stati membri per quanto concerne le competenze delle autorità nazionali di regolamentazione con riguardo al controllo del mercato e alla sorveglianza regolamentare dei fornitori di servizi di consegna dei Ad esempio, alcune autorità possono esigere che i fornitori trasmettano informazioni pertinenti sui prezzi. L'esistenza di tali differenze è stata confermata da un parere congiunto dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche e del gruppo dei regolatori europei per i servizi postali, il quale ha concluso che le autorità nazionali di regolamentazione devono disporre degli opportuni poteri di regolamentazione per intervenire e che tali poteri non sembrano esistere in tutti gli Stati membri. Tali differenze comportano oneri amministrativi e costi di conformità aggiuntivi per i fornitori di servizi di consegna dei pacchi che operano attraverso le frontiere. Tali differenze costituiscono pertanto un ostacolo alla fornitura transfrontaliera di tali servizi, incidendo direttamente sul funzionamento del mercato interno.

(6) In ragione della natura internazionale del settore della corrispondenza postale e dei pacchi, è importante sviluppare ulteriori norme tecniche europee e internazionali a vantaggio degli utenti e dell'ambiente, anche per offrire maggiori opportunità commerciali alle Inoltre, gli utenti segnalano spesso problemi relativi alla qualità del servizio quando inviano, ricevono o restituiscono pacchi transfrontalieri. Allo stesso modo, pertanto, c'è la necessità di migliorare le norme di qualità dei servizi e l'interoperabilità delle consegne transfrontaliere dei pacchi e accordare a entrambe maggiore priorità a norma della direttiva 97/67/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [1], tramite il comitato europeo di normazione (CEN) e in altro modo. Sono inoltre necessari ulteriori progressi per rendere più efficienti i servizi, i quali dovrebbero tenere conto in particolare degli interessi degli utenti.

[1]  GU C 34 del 2.2.2017, pag. 106.

(')  Posizione del Parlamento europeo del 13 marzo 2018 (non ancora pubblicata  nella Gazzetta ufficiale)  e decisione del Consiglio del 12 aprile  2018.

(7) La normazione dei servizi postali e il miglioramento della qualità del servizio a sostegno della direttiva 97/67/CE sono una priorità strategica dell'Unione che dovrebbe essere ulteriormente La normazione tecnica è indispensabile per promuovere l'interoperabilità tra le reti nazionali e per l'esistenza di un servizio universale efficiente. Nell'agosto 2016 la Commissione ha presentato una quarta richiesta di normazione al CEN, con lo scopo di definire un programma di lavoro e fornire una relazione finale nell'agosto 2020. Tale programma di lavoro dovrebbe tenere conto, in particolare, degli interessi degli utenti e delle considerazioni legate all'ambiente, nonché dell'efficienza, e dovrebbe contribuire a promuovere la creazione di un mercato unico digitale per l'Unione.

(8) il mercato dei servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi è variegato, complesso e competitivo, con vari fornitori che offrono servizi e prezzi diversi in funzione del peso, delle dimensioni e del formato dei pacchi, ma anche della loro destinazione, delle eventuali opzioni che offrono un valore aggiunto, quali i sistemi per la tracciatura, e del numero di pacchi In diversi Stati membri i fornitori del servizio universale non detengono una quota di maggioranza del mercato dei servizi di consegna dei pacchi. Tale diversità fa sì che i servizi di consegna dei pacchi da parte dei diversi fornitori siano difficilmente confrontabili, sia in termini di qualità che di prezzo, per i consumatori e gli utenti, poiché questi spesso non sono consapevoli dell'esistenza di diverse opzioni di consegna dei pacchi per servizi simili nell'ambito del commercio elettronico transfrontaliero. Sarebbe in particolare opportuno agevolare l'accesso a tali informazioni per le PMI e i privati. Inoltre, i piccoli e medi esercizi commerciali hanno individuato tali difficoltà di consegna come un ostacolo alle vendite transfrontaliere.

(9) Al fine di migliorare i servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi, specialmente per i privati e le micro e le piccole imprese, anche quelle nelle zone remote o scarsamente popolate, nonché per le persone con disabilità o a mobilità ridotta, è necessario migliorare l'accesso e la trasparenza degli elenchi pubblici delle tariffe per una serie limitata di servizi di consegna transfrontaliera dei Rendendo i prezzi transfrontalieri più trasparenti e facilmente comparabili in tutta l'Unione si dovrebbe incoraggiare la riduzione di differenze eccessive tra le tariffe, incluse, se del caso, le differenze tariffarie ingiustificate tra tariffe interne e transfrontaliere.

(10) Le consegne dei pacchi unitari fanno parte del servizio universale in ogni Stato membro, oltre a essere i servizi più frequentemente utilizzati dai privati e dalle piccole imprese. Ai fini dell'ulteriore sviluppo del commercio elettronico, è necessario migliorare la trasparenza e l'accessibilità economica delle tariffe unitarie.

(11) Numerose società che vendono, vendevano o hanno provato a vendere online ritengono che i costi di consegna elevati, unitamente alle costose procedure di reclamo e alle garanzie rappresentino un Sono necessari ulteriori interventi per garantire in particolare che le PMI e i privati di zone remote beneficino appieno di servizi ininterrotti di consegna transfrontaliera dei pacchi accessibili e a prezzi ragionevoli.

(12) il termine "fornitori del servizio universale" si riferisce a operatori postali che offrono un serviz10 postale universale o sue parti in uno specifico Stato membro. I fornitori del servizio universale che operano in più di uno Stato membro dovrebbero essere classificati come fornitori del servizio universale solo nello Stato o negli Stati membri in cui forniscono un servizio postale universale.

(13) I servizi postali sono attualmente regolati dalla direttiva 97/67/CE. Tale direttiva stabilisce norme comuni che disciplinano la fornitura dei servizi postali e il servizio postale universale nell'Unione. Essa si concentra principalmente, ma non esclusivamente, sui servizi universali nazionali e non si occupa della sorveglianza regolamentare dei fornitori di servizi di consegna dei il rispetto dei requisiti minimi di servizio universale stabiliti dalla direttiva è garantito dalle autorità nazionali di regolamentazione nominate dallo Stato membro. Il presente regolamento integra pertanto le norme stabilite nella direttiva 97/67/CE relativamente ai servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi. il presente regolamento fa salvi i diritti e le garanzie indicati nella direttiva 97/ 67/CE, compresa, in particolare, la prestazione continuativa di un servizio postale universale agli utenti.

 

[] Direttiva 97/67/CE del Parlamento  europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 1997, concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e il miglioramento della qualità del servizio (GU L 15 del 21.1.1998, pag. 14).

(') Decisione di esecuzione della Commissione del 1° agosto 2016 su una richiesta di normazione al Comitato europeo di normazione per quanto riguarda i servizi postali e il miglioramento della qualità del servizio a sostegno della direttiva 97/ 67/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 1997.

 

(14) Il presente regolamento non modifica la definizione di invio postale" di cui all'articolo 2, punto 6, della direttiva 97/67/CE, né le definizioni di diritto nazionale basate su di essa.

(15) Si stima che attualmente 1'80 % di tutti i pacchi indirizzati generati dal commercio elettronico abbia un peso inferiore ai 2 kg e sia spesso trattato nel circuito postale dedicato alla Non vi sono informazioni sul peso dei pacchi consegnati con altre modalità. È importante che tali invii più leggeri siano soggetti al presente regolamento.

(16) Ai fini dell'applicazione del presente regolamento, è pertanto necessario fornire una definizione chiara di pacco, di servizi di consegna dei pacchi e di fornitore dei servizi di consegna dei pacchi e specificare quali invii postali siano compresi in tali Si presume che gli invii postali di spessore superiore a 20 mm contengano beni diversi dalla corrispondenza, siano essi trattati o meno dai fornitori del servizio universale. Gli invii postali contenenti soltanto corrispondenza non dovrebbero rientrare nell'ambito dei servizi di consegna dei pacchi. Il presente regolamento dovrebbe pertanto disciplinare, in linea con la prassi consolidata, i pacchi contenenti beni, con o senza valore commerciale, di peso inferiore o pari a 31,5 kg, in quanto gli invii più pesanti non possono essere movimentati da un solo individuo medio senza ausili meccanici e tale attività rientra nel trasporto di merci e nel settore logistico.

(17) I fornitori di servizi di consegna dei pacchi che utilizzano modelli di impresa alternativi, per esempio quelli che si avvalgono dell'economia collaborativa e delle piattaforme per il commercio elettronico, dovrebbero essere soggetti al presente regolamento laddove forniscano almeno una delle fasi del servizio di consegna La raccolta, lo smistamento e la distribuzione, compresi i servizi di ritiro, dovrebbero essere considerati servizi di consegna dei pacchi, anche quando sono assicurati da fornitori di servizi espressi e di servizi di corriere, nonché da consolidatori, in linea con la prassi attuale. Il solo trasporto che non sia effettuato in combinazione con una di queste fasi non dovrebbe rientrare nell'ambito dei servizi di consegna dei pacchi, anche nel caso in cui sia effettuato da subappaltatori nel contesto di modelli di impresa alternativi o meno, perché in questo caso si dovrebbe ritenere che tale attività rientri nel settore dei trasporti, a meno che l'impresa interessata o una delle sue controllate o imprese collegate non rientri nell'ambito di applicazione del presente regolamento.

(18) Il presente regolamento non si dovrebbe applicare alle imprese stabilite in un solo Stato membro e che si avvalgono di reti di consegna interne nazionali solo per evadere gli ordini di beni che esse stesse hanno venduto conformemente a un contratto di vendita ai sensi dell'articolo 2, punto 5, della direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio [1]. Le imprese che si avvalgono anche di reti di consegna interne nazionali per la consegna di beni venduti da terzi dovrebbero essere soggette al presente

(19) Le informazioni minime riservate che dovrebbero essere trasmesse alle autorità nazionali di regolamentazione e le procedure seguite da tali autorità per garantire il rispetto, da parte degli operatori nazionali, del loro carattere commerciale dovrebbero essere definite ed è opportuno stabilire un modo sicuro per la loro

(20) È necessario che le autorità nazionali di regolamentazione dispongano di conoscenze e informazioni a fini statistici circa i fornitori di servizi di consegna dei pacchi attivi sul mercato sulla base di procedure di autorizzazione adeguate o di altri requisiti Data l'elevata intensità di manodopera del settore e al fine di limitare l'onere amministrativo per i piccoli fornitori di servizi di consegna dei pacchi attivi unicamente su un mercato nazionale o regionale, è opportuno applicare una soglia inferiore a 50 persone basata sul numero di persone che lavorano per il fornitore di servizi nell'anno civile precedente e che sono coinvolte nella fornitura di servizi di consegna dei pacchi nello Stato membro in etti è stabilito il fornitore, a meno che tale fornitore non sia stabilito in più di uno Stato membro. Tale soglia  è in linea con la raccomandazione 2003/361/CE della Commissione [2], riflette la natura del settore ad alta intensità di manodopera e rispecchia gran parte del mercato dei servizi di consegna dei pacchi, specialmente nei paesi con bassi volumi di traffico di pacchi. Tale soglia dovrebbe includere, in particolare, le persone coinvolte nella fornitura di servizi di consegna dei pacchi, quali i lavoratori a tempo pieno, a tempo parziale e temporanei nonché gli autonomi che lavorano per il fornitore di tali servizi. La suddivisione basata sul numero di persone impiegate dovrebbe essere conforme alla normativa nazionale degli Stati membri interessati. In alcuni casi, pur tenendo conto delle particolari caratteristiche dello Stato  membro  interessato,  l'autorità  nazionale  di  regolamentazione  dovrebbe  poter  abbassare  la  soglia a 25 persone, o chiedere al fornitore di servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi di includere nella soglia i lavoratori a tempo pieno, a tempo  parziale e temporanei, nonché gli autonomi che lavorano per i suoi subfornitori, ai fini di una maggiore trasparenza delle tariffe transfrontaliere e del mercato nel suo complesso.

 

) Direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, sui diritti dei consumatori, recante modifica della direttiva 93/13/CEE del Consiglio e della direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 85/577/CEE del Consiglio e la direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 304 del 22.11.2011, pag. 64).

( ) Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).

 

(21) Qualsiasi trasmissione all'autorità nazionale di regolamentazione di informazioni sul numero di persone impiegate dal fornitore di servizi di consegna dei pacchi dovrebbe avvenire in conformità delle prassi di notifica delle imprese concernenti informazioni statistiche. Ciò è importante al fine di garantire la comparabilità dei dati, mantenendo nel contempo al minimo l'onere amministrativo per i fornitori. 

(22) Il luogo di stabilimento del fornitore deve essere determinato in linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. Se uno stesso fornitore ha più luoghi di stabilimento, è importante determinare da quale luogo di stabilimento è fornito il servizio in questione.

(23) Quando si trasmettono le informazioni all'autorità nazionale di regolamentazione, le caratteristiche dei servizi di consegna dei pacchi dovrebbero includere le fasi del servizio postale (raccolta, smistamento, trasporto e distribuzione) svolte da tale fornitore, se il servizio rientra o meno nell'ambito di applicazione dell'obbligo di servizio universale, l'ambito territoriale del servizio (regionale, nazionale, transfrontaliero), e se è offerto un valore aggiunto.

(24) L'elenco degli invii postali soggetti alle misure sulla trasparenza dei prezzi dovrebbe essere limitato al fine di facilitare la comparabilità e minimizzare gli oneri amministrativi per i fornitori di servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi e le autorità nazionali di Dovrebbero essere inclusi i servizi ordinari e raccomandati, dal momento che costituiscono la base dell'obbligo di servizio universale e, data l'importanza della funzionalità del servizio di tracciatura per il commercio elettronico, dovrebbero altresì essere inclusi i prezzi del servizio di tracciatura e dei pacchi raccomandati, indipendentemente dal fatto che rientrino o meno nell'obbligo di servizio universale, al fine di garantire la comparabilità in tutta l'Unione. È opportuno concentrare l'attenzione sui pesi più ridotti, che costituiscono la maggioranza degli invii postali consegnati dai fornitori di servizi di consegna dei pacchi, nonché sui prezzi degli invii postali di spessore superiore a 20 mm, che sono trattati come corrispondenza. È opportuno includere soltanto le tariffe unitarie, dal momento che rappresentano il prezzo pagato dai mittenti più piccoli. Gli invii postali interessati dovrebbero essere indicati chiaramente in un allegato del presente regolamento. Il presente regolamento non obbliga i fornitori di servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi a offrire tutti gli invii postali elencati in tale allegato. Al fine di garantire l'accuratezza delle informazioni relative alle tariffe, queste ultime dovrebbero essere fornite dagli stessi fornitori di servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi. Tali tariffe dovrebbero essere pubblicate dalla Commissione su una pagina web dedicata, che abbia carattere neutrale e non commerciale.

(25) Le autorità nazionali di regolamentazione, al momento di effettuare una valutazione obiettiva delle tariffe transfrontaliere che ritengono necessario valutare, dovrebbero basarsi su elementi come le tariffe interne e altre tariffe rilevanti dei servizi di consegna dei pacchi comparabili nello Stato membro di origine e nello Stato membro di destinazione; l'eventuale applicazione di una tariffa uniforme a due o più Stati membri; i volumi di spedizioni bilaterali, i costi di trasporto o di movimentazione specifici; altri pertinenti costi e standard di qualità del servizio; e, ove possibile senza oneri sproporzionati, il probabile impatto delle tariffe transfrontaliere applicabili sui singoli utenti e le piccole e medie imprese, inclusi quelli situati in zone remote o scarsamente popolate, nonché sui singoli utenti con disabilità o a mobilità Tali elementi comuni possono essere integrati da altri elementi di particolare rilevanza per spiegare le tariffe in questione, come il fatto che le tariffe siano soggette a una specifica regolamentazione dei prezzi a norma della legislazione nazionale o se abusi di posizione dominante sul mercato siano stati stabiliti conformemente al diritto pertinente applicabile. Inoltre, al fine di ridurre l'onere amministrativo per le autorità nazionali di regolamentazione e i fornitori di servizi di consegna di pacchi cui si applica l'obbligo di servizio universale, e conformemente al principio di proporzionalità, le autorità nazionali di regolamentazione possono, nell'identificare quali tariffe transfrontaliere debbano essere valutate, basare la propria identificazione su un meccanismo obiettivo di filtro preliminare alla valutazione.

(26) Tariffe uniformi per le consegne transfrontaliere in due o più Stati membri potrebbero essere importanti per la tutela della coesione regionale e In tale contesto è opportuno considerare la necessità di promuovere il commercio elettronico e offrire alle zone remote o scarsamente popolate nuove opportunità di partecipazione al commercio elettronico e stimolare l'economia in queste regioni.

(27) Differenze significative tra le tariffe interne e transfrontaliere dei servizi di consegna dei pacchi dovrebbero essere giustificate sulla base di criteri obiettivi, quali costi di trasporto o di movimentazione specifici o altri costi L'autorità nazionale di regolamentazione potrebbe richiedere elementi di prova ai fini della valutazione. Tali elementi di prova, insieme alle eventuali giustificazioni delle tariffe sottoposte a valutazione, dovrebbero essere forniti all'autorità nazionale di regolamentazione su richiesta.

(28) Al fine di garantire la trasparenza in tutta l'Unione, una versione non riservata della valutazione di ogni autorità nazionale di regolamentazione dovrebbe essere pubblicata dalla Commissione.

(29)Per limitare gli oneri amministrativi, i fornitori dei servizi di consegna dei pacchi, le autorità nazionali di regola­ mentazione e la Commissione dovrebbero trasferire i dati in forma elettronica, in particolare consentendo l'uso delle firme elettroniche, come previsto dal regolamento (UE) 910/2014 del Parlamento europeo e  del Consiglio [1].

(30) Dato che i mercati dei servizi di consegna dei pacchi sono in rapida evoluzione, la Commissione dovrebbe riesaminare l'efficienza e l'efficacia del presente regolamento, tenuto conto degli sviluppi nel settore del commercio elettronico, e dovrebbe presentare una relazione periodica al Parlamento europeo e al Tale relazione dovrebbe essere corredata, se del caso, di una proposta legislativa di riesame al Parlamento europeo e al Consiglio. Detta relazione dovrebbe essere prodotta con la partecipazione di tutte le parti interessate, incluso il comitato di dialogo sociale per il settore postale.

(31) La Commissione dovrebbe tenere conto dell'apporto prezioso del gruppo dei regolatori europei per  i servizi postali, composto dai rappresentanti delle autorità nazionali di regolmentazione

(32) Al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione del presente regolamento, dovrebbero essere attribuite alla Commissione competenze di esecuzione per la definizione di un modulo per la trasmissione di tali informazioni da parte dei fornitori di servizi di  consegna dei pacchi alle autorità nazionali di È altresì opportuno che tali competenze siano esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio [2].

(33) il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi sanciti segnatamente dalla Carta  dei diritti fondamentali dell'Unione europea, e dovrebbe essere applicato conformemente a tali diritti e dovrebbe essere applicato conformemente a tali diritti e principi.

(34) il regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio (3) e la direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio (4) si applicano al trattamento dei dati personali nell'ambito del presente regolamento.

(35) Gli Stati membri dovrebbero stabilire le sanzioni applicabili in caso di violazione del presente regolamento e dovrebbero assicurarne l'esecuzione. Tali sanzioni dovrebbero essere effettive, proporzionate e dissuasive.

(36) Poiché gli obiettivi del presente regolamento , vale a dire la definizione dei principi di regolamentazione e delle norme necessari per migliorare la sorveglianza regolamentare, l'aumento della trasparenza delle tariffe e la definizione di alcuni principi in materia di servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi che incoraggino la concorrenza, con l'obiettivo ultimo di promuovere migliori servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi per gli utenti, aumentando nel contempo la fiducia dei consumatori nel commercio elettronico transfrontaliero, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo della loro  portata  e dei loro effetti, possono essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato sull'Unione il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello  stesso articolo,

 

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE  REGOLAMENTO:

 

CAPITOLO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1

Oggetto e obiettivi

 

Il presente regolamento stabilisce disposizioni specifiche per promuovere migliori servizi di consegna transfrontaliera  dei pacchi, in aggiunta a quelle stabilite dalla direttiva 97/67/CE, per quanto riguarda:

a) la sorveglianza regolamentare dei servizi di consegna dei pacchi;

[1] Regolamento (UE) 910/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno e che abroga la direttiva 1999/93/CE (GU L 257 del 28.8.2014, pag. 73).

['] Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da pane degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).

['] Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).

['] Direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 89).

b) la trasparenza delle tariffe e la valutazione delle tariffe applicabili a determinati servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi, allo scopo di individuare quelle irragionevolmente elevate;

c) le informazioni che i professionisti sono tenuti a mettere a disposizione dei consumatori in merito ai servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi.

 

Articolo 2

Definizioni

Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni di cui all'articolo 2 della direttiva  97/67/CE e di cui all'articolo 2, punti 1, 2 e 5, della direttiva 2011/83/UE. Inoltre, si applicano le seguenti definizioni:

1) pacco»: un invio postale contenente beni con o senza valore commerciale, diverso da un invio di corrispondenza, di peso massimo di 31, 5 kg;

2) servizi di consegna dei pacchi»: i servizi che includono la raccolta, lo smistamento, il trasporto e la distribuzione dei pacchi;

3) fornitore di servizi di consegna dei pacchi: un'impresa che fornisce uno o più servizi di consegna dei pacchi, a eccezione delle imprese che sono stabilite in un solo Stato membro, che forniscono soltanto servizi nazionali di consegna dei pacchi nel quadro di un contratto di vendita e che, nel quadro del contratto, consegnano personalmente  i beni previsti all'utente;

4) subappaltatore: un'impresa che provvede alla raccolta, allo smistamento, al trasporto o alla distribuzione dei pacchi per il fornitore dei servizi di consegna dei pacchi.

  

Articolo 3

Livello di armonizzazione

I requisiti stabiliti dal presente regolamento sono requisiti minimi e non impediscono ad alcuno Stato membro di mantenere o introdurre misure supplementari necessarie e proporzionate , al fine di conseguire migliori servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi, a condizione che tali misure siano compatibili con il diritto dell'Unione .

 

CAPITOLO II

SORVEGLIANZA REGOLAMENTARE

 

Articolo 4

Comunicazione di informazioni

 

1. Tutti i fornitori di servizi di consegna dei pacchi trasmettono all'autorità nazionale di regolamentazione dello Stato membro in cui sono stabiliti le seguenti informazioni, a meno che tale autorità nazionale di regolamentazione non le abbia già richieste e ricevute:

  1. la loro denominazione, status e forma giuridica, numero di registrazione in un registro commerciale o in un altro registro analogo, numero di identificazione IVA, indirizzo del loro luogo di stabilimento e i recapiti di una persona di contatto;
  2. le caratteristiche e, ove possibile, una descrizione dettagliata dei servizi di consegna dei pacchi offerti;
  3. i loro termini e le condizioni generali dei servizi di consegna dei pacchi, compresi i dettagli delle procedure per i reclami degli utenti e di eventuali limitazioni potenziali di responsabilità.

2. I fornitori di servizi di consegna dei pacchi informano l'autorità nazionale di regolamentazione di eventuali modifiche delle informazioni di cui al paragrafo 1 entro 30 giorni.

3. Entro il 30 giugno di ogni anno civile tutti i fornitori di servizi di consegna dei pacchi trasmettono all'autorità nazionale di regolamentazione dello Stato membro in cui sono stabiliti le seguenti informazioni, a meno che l'autorità nazionale di regolamentazione non le abbia già richieste e ricevute:

  1. il fatturato annuo dei servizi di consegna dei pacchi per l'anno civile precedente nello Stato membro in cui sono stabiliti, suddiviso per servizi di consegna di pacchi nazionali e transfrontalieri in entrata e in uscita;
  2. il numero di persone impiegate dal fornitore di servizi di consegna dei pacchi nell'anno civile precedente coinvolte nella fornitura di servizi di consegna dei pacchi nello Stato membro in cui sono stabiliti, con una suddivisione basata sul numero di persone occupate e, in particolare, di lavoratori a tempo pieno, a tempo parziale, temporanei e autonomi;
  3. il numero di pacchi trattati nel corso dell'anno civile precedente nello Stato membro in cui sono stabiliti, suddivisi per pacchi nazionali e transfrontalieri in entrata e in uscita;
  4. il nome dei loro subappaltatori, insieme a qualsiasi informazione detenuta da essi sulle caratteristiche dei servizi di consegna dei pacchi forniti da tali subappaltatori;
  5. ove disponibili, eventuali listini prezzi accessibili al pubblico applicabili al 1° gennaio di ogni anno civile ai servizi di consegna dei pacchi forniti da tali subappaltatori;

4. Entro il 23 settembre 2018, la Commissione adotta un atto di esecuzione, che definisce un modulo per la trasmissione delle informazioni di cui ai paragrafi 1 e Tale atto di esecuzione è adottato secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 12.

5. Le autorità nazionali di regolamentazione possono imporre ulteriori obblighi di informazione oltre a quelli di cui ai paragrafi 1 e 3, a condizione che siano necessari e proporzionati

6. I paragrafi da 1 a 5 non si applicano ai fornitori di servizi di consegna dei pacchi che, nell'anno civile precedente, hanno impiegato in media meno di 50 persone coinvolte nella fornitura di servizi di consegna dei pacchi nello Stato membro in cui sono stabiliti, a meno che non siano stabiliti in più di uno Stato membro. Le autorità nazionali di regolamentazione possono includere nella soglia di 50 persone quelle impiegate dai subappaltatori dei fornitori di servizi di consegna dei pacchi.

7. Fatto salvo il paragrafo 6, le autorità nazionali di regolamentazione possono richiedere a un fornitore di servizi di consegna dei pacchi che, nell'anno civile precedente, abbia impiegato un numero medio di persone compreso tra 25 e 49 di trasmettere le informazioni di cui agli articoli da 1 a 5, qualora le caratteristiche specifiche dello Stato membro in questione lo richiedano e a condizione che ciò sia necessario e proporzionato al fine di assicurare la conformità al presente regolamento.

 

Articolo 5

Trasparenza delle tariffe transfrontaliere

 

1. Tutti i fornitori di servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi che non siano esclusi dall'articolo 4, paragrafi 6 e 7, trasmettono all'autorità nazionale di regolamentazione dello Stato membro in cui sono stabiliti l'elenco pubblico delle tariffe applicabili alla data del 1° gennaio di ogni anno civile per la consegna degli invii postali unitari diversi dalla corrispondenza che rientrano nelle categorie di cui all'allegato. Dette informazioni sono trasmesse entro il 31 gennaio di ogni anno civile.

2. Le autorità nazionali di regolamentazione trasmettono alla Commissione tempestivamente , e comunque entro il 28 febbraio di ogni anno civile, gli elenchi pubblici delle tariffe ottenuti conformemente al paragrafo La Commissione li pubblica su un sito web dedicato entro il 31 marzo di ogni anno civile e garantisce il carattere neutrale e non commerciale di tale sito web dedicato.

 

Articolo 6

Valutazione delle tariffe per le consegne transfrontaliere di pacchi unitari 

1. Sulla base dell'elenco pubblico delle tariffe ottenuto a norma dell'articolo 5, l'autorità nazionale di regolamentazione individua le tariffe transfrontaliere del fornitore di servizi di consegna dei pacchi originari del proprio Stato membro per ciascuno degli invii postali unitari figuranti nell'allegato e ai quali si applica un obbligo di servizio universale che l'autorità nazionale di regolamentazione ritiene oggettivamente necessario valutare.

2. L'autorità nazionale di regolamentazione valuta oggettivamente, conformemente ai principi di cui all'articolo 12 della direttiva 97/67/CE, le tariffe transfrontaliere individuate a norma del paragrafo 1, al fine di individuare le tariffe transfrontaliere che ritiene irragionevolmente elevate. Ai fini di tale valutazione, l'autorità nazionale di regolamentazione prende in particolare in considerazione i seguenti elementi:

  1. le tariffe interne e qualsiasi altra tariffa pertinente dei servizi comparabili di consegna dei pacchi nello Stato membro d'origine e nello Stato membro di destinazione;
  2. l'eventuale applicazione di una tariffa uniforme a due o più Stati membri;
  3. i volumi di spedizioni bilaterali, i costi di trasporto o di movimentazione specifici, gli altri costi pertinenti e le norme di qualità del servizio;
  4. il probabile impatto delle tariffe transfrontaliere applicabili sui singoli utenti e sulle piccole e medie imprese, in particolare quelli situati in zone remote o scarsamente popolate, nonché sui singoli utenti con disabilità o a mobilità ridotta, ove possibile senza l'imposizione di oneri sproporzionati.

3.Oltre agli elementi di cui al paragrafo 2, l'autorità nazionale di regolamentazione, ove lo ritenga necessario, può altresì tener conto in particolare dei seguenti elementi:

  1. il fatto che le tariffe siano soggette a una specifica regolamentazione dei prezzi a norma della legislazione nazionale;
  2. gli abusi di posizione dominante sul mercato stabiliti conformemente al diritto applicabile pertinente.

4. La Commissione definisce orientamenti sulla metodologia da utilizzare in relazione agli elementi elencati ai paragrafi 2 e 3.

5. Ai fini della valutazione di cui al paragrafo 2, l'autorità nazionale di regolamentazione richiede, laddove lo ritenga necessario, eventuali ulteriori elementi di prova relativi a tali tariffe che siano necessari per la valutazione.

6. Gli elementi di prova di cui al paragrafo 5 sono forniti all'autorità nazionale di regolamentazione entro un mese dal ricevimento della richiesta, unitamente alle eventuali giustificazioni delle tariffe sottoposte a

7. L'autorità nazionale di regolamentazione trasmette la propria valutazione alla Commissione entro il 30 giugno dell'anno civile in L'autorità nazionale di regolamentazione, inoltre, fornisce alla Commissione una versione non riservata della valutazione. ·

8. La Commissione pubblica la versione non riservata della valutazione fornita dalle autorità nazionali di regolamentazione senza indugio e in ogni caso entro un mese dal ricevimento .

 

 

Articolo 7 

Informazioni ai consumatori

Per i contratti che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 2011/83/UE, tutti i professionisti che concludono contratti di vendita con i consumatori che prevedano l'invio transfrontaliero di pacchi provvedono, ove possibile e applicabile, a mettere a disposizione, in fase precontrattuale, informazioni sulle opzioni di consegna transfrontaliera relative allo specifico contratto di vendita e sugli oneri pagabili dai consumatori per la consegna transfrontaliera dei pacchi, nonché, se del caso, sulle loro politiche di gestione dei reclami.

 

CAPITOLO III

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 8

Sanzioni

 

1. Gli Stati membri stabiliscono le norme sulle sanzioni applicabili in caso di violazione del presente regolamento e adottano tutte le misure necessarie per assicurarne l'applicazione. Le sanzioni previste sono effettive, proporzionate e dissuasive.

2. Gli Stati membri, entro il 23 novembre 2019, notificano le disposizioni delle loro leggi che adottano a norma del paragrafo 1 alla Commissione e la informano tempestivamente di eventuali successive modifiche.

 

Articolo 9

Riservatezza

Le informazioni commerciali riservate fornite alle autorità nazionali di regolamentazione o alla Commissione a norma del presente regolamento sono soggette a rigorosi obblighi di riservatezza in conformità delle disposizioni applicabili del diritto dell'Unione e nazionale.

 

Articolo 10

Applicazione

Salvo laddove il presente regolamento disponga specificamente in maniera diversa, il presente regolamento non pregiudica il diritto dell'Unione e nazionale né le adeguate procedure di autorizzazione applicabili ai fornitori di servizi di consegna dei pacchi, alle norme sociali e occupazionali e agli obblighi di comunicazione nei confronti delle autorità nazionali di regolamentazione.

Articolo 11

Riesame 

Entro il 23 maggio 2020, e successivamente ogni tre anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo una relazione di valutazione sull'applicazione e sull'attuazione del presente regolamento corredata, se necessario, di una proposta legislativa di riesame. Tutte le parti interessate dovrebbero essere coinvolte e informate prima dell'elaborazione di tale relazione.

 

La Commissione valuta almeno quanto segue:

 

  1. il contributo del presente regolamento al miglioramento dei servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi, anche per quanto concerne  l'accessibilità   economica  per  le  PMI  e  i  privati,  specialmente  quelli  situati  in  zone  remote o scarsamente popolate, nonché il miglioramento della trasparenza delle tariffe transfrontaliere;
  2. l'impatto del presente regolamento sui livelli delle consegne transfrontaliere dei pacchi e sul commercio elettronico, inclusi i dati sulle spese di consegna;
  3. la misura in cui le autorità nazionali di regolamentazione abbiano riscontrato difficoltà nell'applicazione del presente regolamento, inclusa un'analisi quantitativa delle conseguenze amministrative;
  4. i progressi fatti riguardanti altre iniziative finalizzate al completamento del mercato unico dei servizi di consegna dei pacchi e, in particolare, i progressi nell'ambito della protezione dei consumatori e lo sviluppo delle norme.

 

Articolo 12

Procedura di comitato

 

1. La Commissione è assistita dal comitato della direttiva postale istituito dall'articolo 21 della direttiva 97/ 67/CE. Esso è un comitato ai sensi del regolamento (UE) 182/2011.

2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del regolamento (UE) 182/2011.

 

 

Articolo 13

Entrata in vigore

 

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

 

Il presente regolamento si applica a decorrere dal 22 maggio 2018, a eccezione dell'articolo 8, che si applica a decorrere dal 23 novembre  2019.

 

 

Il presente  regolamento  è obbligatorio  in  tutti  i suoi elementi  e direttamente  applicabile  in ciascuno degli Stati membri.

 

 

Fatto a Strasburgo, il 18 aprile 2018

 

Per il Parlamento europeo                                     Per il Consiglio 

il Presidente                                                        La Presidente

A.TAJANI                                                            L. PAVLOVA

 

Subscribe via RSS or Email:

 

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 

DECRETO DIRIGENZIALE

18 aprile 2018

(G.U. n. 101 del 3.5.2018)

 

Modifiche al decreto 10 novembre 2015, concernente le disposizioni in materia di Registro elettronico nazionale delle imprese che esercitano la professione di trasportatore su strada.

 

IL CAPO DEL DIPARTIMENTO

PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE,

GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE

 

Visto il regolamento (CE) n.1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009 che stabilisce norme comuni sulle condizioni da rispettare per esercitare l'attività di trasportatore su strada e abroga la direttiva 96/26 del Consiglio;

Visto il decreto del Capo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del 25 novembre 2011 recante disposizioni tecniche di prima applicazione del regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009, che stabilisce norme comuni sulle condizioni da rispettare per esercitare l'attività di trasportatore su strada e abroga la direttiva 96/26/CE del Consiglio;

Visto il decreto del Capo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del 10 gennaio 2012, recante "Disposizioni di attuazione dell'art. 11, comma 1 e comma 2, punto 1 del decreto del Capo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del 25 novembre 2011 in materia di Registro elettronico nazionale delle imprese che esercitano la professione di trasportatore su strada";

Considerato che l'art. 11 del decreto del Capo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del 25 novembre 2011 ha istituito il Registro elettronico nazionale delle imprese che sono autorizzate all'esercizio della professione di trasportatore di merci o persone su strada (REN);

Considerato che l'art. 4, comma 4 del suddetto decreto del 10 gennaio 2012 dispone che i dati contenuti nella sezione "Imprese e Gestori" di cui all'art. 2, comma 1 del decreto stesso sono accessibili, a fini di consultazione, al pubblico, secondo modalità definite con decreto del Capo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici e nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di protezione dei dati personali;

Considerato che con il decreto del Capo Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale prot. n. 191 del 10 novembre 2015 sono state definite le modalità di consultazione dati contenuti nella sezione "Imprese e Gestori" di cui all'art. 2, comma 1 del decreto del Capo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del 10 gennaio 2012;

Considerato che tra i dati di cui all'art. 16, paragrafo 1, lettere da a) a d) del regolamento (CE) 1071/2009 da rendere accessibili al pubblico rientrano anche quelli relativi alle copie certificate conformi della licenza comunitaria;

Considerato che tutte le copie certificate conformi delle licenze comunitarie in corso di validità, sia per il trasporto di merci che di persone, sono state rilasciate mediante procedura informatica, atta ad archiviare nel REN non solo il numero di serie della licenza comunitaria ma anche il numero di serie delle relative copie certificate conformi rilasciate;

Considerata la necessità di rendere accessibili al pubblico, a fini di consultazione, anche i dati relativi alle copie certificate conformi della licenza comunitaria, conformemente a quanto stabilito dal suddetto regolamento CE n. 1071/2009;

Ritenuto altresì opportuno semplificare le modalità di consultazione pubblica dei dati contenuti nella sezione "Imprese e Gestori" del REN prevista dall'art. 2, comma 2 del predetto decreto n. 191 del 2015 per una loro più immediata fruizione;

Ritenuto, pertanto, di dover procedere alla modifica, dell'art. 1, comma 1, lettera d) e dell'art. 2, comma 2 del decreto n. 191 del 10 novembre 2015;

 

Decreta:

 

Articolo unico

1. La lettera d) del comma 1, dell'art. 1 del decreto del Capo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale prot. n. 191 del 10 novembre 2015è così sostituita: "tipo di autorizzazione (idoneità trasporto nazionale o internazionale), numero dei veicoli oggetto dell'autorizzazione, numero di serie della licenza comunitaria, numero di serie delle copie certificate conformi della licenza comunitaria, data di scadenza della licenza comunitaria e delle copie certificate conformi".

 

2. Il comma 2 dell'art. 2 del decreto del Capo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale prot. n. 191 del 10 novembre 2015è abrogato.

 

 

Il presente decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e si applica dal giorno successivo.

 

Roma, 18 aprile 2018

 

Il Capo del Dipartimento: CHIOVELLI

 

 

Subscribe via RSS or Email:

 

DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGA ZIONE, GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE

Direzione generale per la sicu rezza stradale

Divisione II

Via G. Carnei, 36-00 157 Roma

 

 

OGGETTO: quesito sulla corretta applicazione delle deroghe ai sensi dell'art. 3 del Calendario dei divieti di circolazione dei mezzi pesanti - DM n.571 del 19/ 12/2017 - V.S. nota del 22 febbraio 2018.

 

Con riferimento alla nota in oggetto, si precisa quanto segue.

L'art. 3, comma 2, lettera b), del DM 5711200 1 cita " per i veicoli che compiono percorso per il rientro alle sedi dell' impresa intestataria degli stessi, principale o secondarie, da documentare con l 'esibizione di un aggiornato certificato di iscrizione alla Camera di commercio, industria ed artigianato, purché tali veicoli non si trovino ad una distanza superiore a 50 km dalle medesime sedi a decorrere dall' orario di inizio del divieto e non percorrano tratti autostradali. "

La ratio di tale dispositivo è quella di garantire all'autista che si trova in circolazione ed ad una distanza inferiore ai 50 km dalla sede dell'impresa di trasporto per cui lavora, di proseguire il viaggio con il proprio veicolo per raggiungere la medesima sede nonostante l 'inizio del divieto di circolazione.

Tale assunto trova la sua giustificazione sia per evitare che l'autista rimanga fermo su strada per tutta la durata del divieto senza far ritorno in sede nonostante la distanza da percorrere sia minima, nel rispetto dei principi dell' organizzazione del lavoro, e sia per evitare che un mezzo pesante rimanga inutilmente in circolazione su strada in coerenza agli obiettivi di sicurezza stradale.

La disposizione in esame, tra l 'altro, ai fini dell'applicazione della deroga de qua, non indica come condizione essenziale che il veicolo debba essere privo del carico, in quanto il medesimo potrebbe essere carico e far ritorno in sede per un eventuale "rottura" del medesimo carico ovvero per essere predisposto ad nuovo trasporto il giorno seguente.

A parere di questo Ufficio, quindi, per l'utilizzo della deroga è necessario solamente che l'autista del veicolo, nel caso si trovasse nelle condizioni di cui all' art. 3, comma 2, lettera b) ed in caso di controllo da parte di un organo accertatore, dimostri con le modalità e documentazioni appropriate di trovarsi  in un percorso di rientro alla sede dell'impresa.

 

11 Funzionario: Dott. Fabio Dimita

Il Dirigente Tecnico

Ing. Silverio Antoniazzi

Cerca

Contatti


Sede Nazionale

Via Santa Caterina Albanese, 14 - 00173 Roma 
Telefono. +39 067221815 • Fax +39 0672960490 
C.F. 97057920585 • P.IVA 09422431008


Tutte le sedi 

Redazione e contenuti portale web: M. Sarrecchia

Call-Center

Puoi chiamarci tutti i giorni dalle 9,00 alle 13,00
e dalle 14,00 alle 18,00
al seguente numero

06 7221815

Siamo su Facebook



INFORMATIVA PRIVACY

Termini e condizioni d'utilizzo

© 2018 ASSOTIR. All Rights Reserved. Designed By Papesolution