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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE,

GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE

Direzione generale per la motorizzazione

Divisione 6

 

 

Prot. n. RU/20851

Roma, 5 settembre 2018

 

OGGETTO: Ricorsi giurisdizionali avverso i provvedimenti di sospensione e revoca della patente per carenza dei requisiti psico-fisici.

Si fa riferimento ai contenziosi instaurati innanzi al giudice amministrativo in materia di sospensione e revoca della patente per carenza dei requisiti psicofisici sulla base dei giudizi espressi dalle Commissioni mediche locali.

Al riguardo si espongono di seguito indirizzi giurisprudenziali concernenti alcune tra le più frequenti doglianze fatte valere dai ricorrenti nei vari gravami ai quali, codesti Uffici potranno fare riferimento nel predisporre le dette relazioni.

 

1. DIFETTO DI LEGITTIMAZIONE PASSIVA DEL MINISTERO IN CASO DI IMPUGNAZIONE DEL SOLO GIUDIZIO DELLA COMMISSIONE MEDICA.

In alcuni contenziosi pervenuti alla cognizione di questa Direzione Generale, i ricorrenti muovono le loro doglianze esclusivamente avverso la valutazione medica resa dalla Commissione medica locale, evocando tuttavia in giudizio il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla base del ritenuto rapporto funzionale tra Ministero ed Organo sanitario.

In merito, questo Dicastero reputa non condivisibile questo orientamento ed ha sostenuto in sede di predisposizione delle memorie difensive il proprio difetto di legittimazione passiva.

Com'è noto le Commissioni mediche locali patenti di guida hanno il compito di valutare l'idoneità alla guida di soggetti disabili o affetti da patologie potenzialmente pericolose per la guida, ai sensi dell'art. 119, comma 4, del codice della strada (d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285).

L'organizzazione delle dette Commissioni mediche locali è disciplinata dall'art. 330 del reg. di esecuzione del codice della strada.

Lo scopo principale dell'attività delle Commissioni non consiste nel rilascio dell'autorizzazione amministrativa alla guida, ma nella tutela preventiva della salute di soggetti che, trovandosi in particolari condizioni fisiche, potrebbero compromettere la propria salute e l'incolumità della collettività attraverso la guida di autoveicoli. Sono gli organi autorizzati ex lege ad accertare l'idoneità psico-fisica per il conseguimento o il rinnovo della patente ma la loro attività non è direttamente riferibile al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. I giudizi di idoneità o inidoneità alla guida sono conseguenti ad una serie di atti medici decisi in assoluta autonomia dai membri delle commissioni medico locali.

Le commissioni mediche locali sono quindi organismi autonomi rispetto al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti dal punto di vista decisorio, organizzativo e funzionale.

Né il Ministero potrebbe in alcun modo disattendere, modificare, annullare i giudizi delle dette Commissioni che, quindi, non sono incardinate nella struttura organizzativa dello stesso.

A tal proposito, si richiama una recente sentenza del Tar Lazio, sez. III, n. 4472/2017, che in una controversia riguardante una valutazione medica espressa da una Commissione medica locale, ha disposto l'estromissione dal giudizio di questo Dicastero, del Ministero dell'Interno e della Ministero della Salute per difetto di legittimazione passiva, in quanto l'atto impugnato non è stato adottato da alcuna delle suddette amministrazioni. Secondo il giudice amministrativo oggetto del ricorso è, infatti, la determinazione della Commissione medica locale; a tale organo è attribuito il compito di valutare l'idoneità alla guida di soggetti disabili o affetti da patologie potenzialmente pericolose per la guida, ai sensi dell'art. 119, comma 4, del codice della strada e lo stesso organo è disciplinato dall'art. 330 del reg. di esecuzione del codice della strada. La Commissione, prosegue il Tar, "non si occupa del rilascio dell'autorizzazione alla guida, ma dell'accertamento dell'idoneità psico-fisica per il conseguimento o il rinnovo della patente, che non è direttamente riferibile al Ministero dell'Interno, alle Prefetture Uffici Territoriali del Governo, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministero della Salute". (v. anche T.R.G.A. di Bolzano, sentenza n. 156/2018 del 9/5/2018).

Sotto altro profilo, inoltre, questa Direzione Generale rileva che gli utenti che effettuano le visite mediche presso le suddette commissioni versano direttamente gli importi delle visite su capitoli delle ASL presso cui le stesse sono incardinate. Ciò a riprova di una autonomia anche di carattere economico-finanziario delle Commissioni.

Peraltro, l'art. 11 del decreto legge n. 5 del 2012 ha modificato il suddetto comma 4 dell'art. 119 del codice della strada, prevedendo che "l'accertamento dei requisiti psichici e fisici è effettuato da commissioni mediche locali, costituite dai competenti organi regionali ovvero dalle Province autonome di Trento e di Bolzano che provvedono altresì alla nomina dei rispettivi presidenti ...". In tal modo il legislatore ha chiarito che tali organi non possono reputarsi organicamente inquadrati nell'apparato ministeriale, ma rappresentano meri organi tecnici consultivi esterni. In attuazione alla detta normativa il DPR n. 68 del 2013 ha modificato l'art. 330 del DPR 495 del 1992 e ha stabilito che "le commissioni mediche locali sono costituite con provvedimento del presidente della Regione o delle Province autonome di Trento e di Bolzano, presso i servizi dell'Azienda sanitaria locale, che svolgono funzioni in materia medico-legale". Inoltre, "il presidente della commissione medica locale è nominato, con provvedimento del presidente della Regione o delle Province autonome di Trento e di Bolzano, nella persona responsabile dei servizi di cui al comma 1" (art. 330, comma 3, del DPR 495/1992). Infine, "entro il mese di febbraio di ogni anno il presidente della commissione medica locale, invia al Ministero della salute e alla regione competente una dettagliata relazione sul funzionamento dell'organo presieduto, relativa all'anno precedente, indicando il numero e il tipo di visite mediche effettuate nelle diverse sedute e quant'altro ritenuto necessario" (art. 330, comma 15, del DPR 495/1992).

 

2. DISCREZIONALITÀ TECNICA DEL GIUDIZIO DELLE COMMISSIONI MEDICHE LOCALI.

Nella quasi totalità dei ricorsi i ricorrenti deducono quale principale motivo la ritenuta erroneità del giudizio espresso dalla Commissione medica locale e/o Rete ferroviaria italiana.

Al riguardo si indicano i più rilevanti elementi di difesa da utilizzare nelle relazioni per l'Avvocatura dello Stato.

Occorre premettere che le valutazioni tecniche della Commissione medica locale per la verifica dei requisiti psichici e fisici per l'abilitazione alla guida, per consolidata giurisprudenza, sono espressione di discrezionalità tecnica, che assume a base le cognizioni della scienza medica e specialistica. Il giudizio della Commissione medica si fonda su nozioni scientifiche e su dati di esperienza di carattere tecnico-discrezionale che, in quanto tali, non possono essere sindacati nel merito.

Nella maggior parte dei casi i ricorrenti si limitano a contrapporre la propria opinione al giudizio delle Commissioni mediche.

Va in proposito precisato che, il sindacato di legittimità è ammesso soltanto per le ipotesi di irragionevolezza, incongruità, inattendibilità sulla base delle cognizioni della scienza medica e specialistica o di vizi logici degli atti impugnati (Cons. Stato, sez. I, del 19.12.2012, n. 5288; Cons. Stato, sez. I, 9.1.2013, n. 1948; Tar Puglia, Lecce, sez. I, 7.7.2010, n. 1667; in tal senso anche Tar Lazio, sez. III, n. 4472/2017). In senso analogo, è stato evidenziato che il giudizio di idoneità fisica alla titolarità della patente di guida limitato nel tempo, espresso dalla competente Commissione medica, ha natura tecnico-sanitaria e, in quanto tale, è sindacabile in sede giurisdizionale soltanto nei limiti dell'irragionevolezza, illogicità e travisamento dei fatti. (Tar Puglia, Lecce, 22.5.2013, n. 1181; Tar Lazio, sez. III, n. 4472/2017). Entro tali limiti la verifica che il giudice amministrativo deve compiere, così evitando di svolgere un non previsto sindacato di merito, attiene alla coerenza della scelta o misura adottata dalla Pubblica amministrazione con le premesse argomentative da essa stessa poste, evitando di giustapporre un distinto percorso argomentativo a quello già esplicitato dall'amministrazione pubblica medesima (Cons. Stato, Sez. I, 17/11/2017, n. 02379; sez. IV, 29 marzo, n. 1432).

La giurisprudenza si è anche soffermata sui limiti interni che consentono al giudice di sindacare l'apprezzamento discrezionale espresso nella valutazione medica; in particolare, ha affermato che il sintomo di manifesta irragionevolezza censurabile dal giudice amministrativo può derivare solo dall'eventuale accertamento dell'insussistenza di una determinata patologia. La presenza della patologia attiene a profili riguardanti l'accertamento tecnico (sempre sindacabile), mentre le conseguenze sul piano giuridico concernono aspetti della discrezionalità che non sono censurabili, se non sconfessando la sussistenza della patologia stessa (travisamento dei fatti) ovvero quando la decisione finale assunta dall'amministrazione sia manifestamente irragionevole rispetto alle premesse di fatto (Tar Lombardia, sez. III, n. 104/2006; in tale senso anche Cons. Stato, sez. I, 19.12.2012, n. 5288; Tar Puglia, Lecce, sez. I, 7.7.2010, n. 1667).

Da quanto sopra deriva, come logico corollario, l'insindacabilità dei giudizi medici da parte dell'Amministrazione dei trasporti. Si osserva, nello specifico, che questa Amministrazione non può non uniformarsi ai giudizi medici espressi da un organo autorizzato ex lege ad esprimersi in materia di requisiti psicofisici alla guida: pertanto, a fronte di giudizi di non idoneità alla guida emessi da detti organi, l'Amministrazione non ha alcun potere discrezionale ed è obbligata ad emettere il conseguente provvedimento di sospensione e/o revoca della patente (Cons. Stato, sez. I, 6.2.2013, n. 11636).

 

3. DOCUMENTAZIONE MEDICA PRODOTTA DAL RICORRENTE

In altre controversie l'interessato deduce la illogicità del giudizio medico espresso dal competente Organo sanitario, stante la idoneità alla guida attestata da specialisti presso i quali l'utente si è rivolto personalmente per ulteriori accertamenti. A tale proposito, stante la competenza esclusiva riconosciuta in materia dalla legge in capo alle Commissioni mediche e alle Unità sanitarie di Rete Ferroviaria Italiana, si osserva che tali Organi non sono vincolati alle valutazioni mediche espresse da altre strutture sanitarie. Al riguardo, in una fattispecie, la giurisprudenza ha precisato che non può attribuirsi valore decisivo al parere medico-legale prodotto dal ricorrente, tenuto conto dell'affidabilità dell'organo tecnico dell'Amministrazione che ha compiuto la valutazione medica e la inesistenza di elementi idonei ad inficiarne l'esito (Cons. Stato, sez. I, 26.1.2012, n. 3043).

Ciò premesso, considerato che i motivi di ricorso proposti dai ricorrenti sono molteplici, si fa riserva di fornire ulteriori indicazioni sulla base della prevalente giurisprudenza.

 

IL DIRETTORE GENERALE

dott. ing. Sergio Dondolini

 

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Prot. 195385/2018

 

Agenzia delle Entrate

Definizione dei criteri e delle modalità per la sospensione dell’esecuzione delle deleghe di pagamento, di cui agli articoli 17 e seguenti del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (modello F24), contenenti compensazioni che presentano profili di rischio, ai sensi dell’articolo  37,  comma  49-ter,  del  decreto-legge  4  luglio  2006,  n.  223,  introdotto dall’articolo 1, comma 990, della legge 27 dicembre 2017, n. 205

 

 

IL DIRETTORE DELL’AGENZIA

 

in base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento,

dispone

 

 

1. Criteri selettivi

  • Le deleghe di pagamento (modelli F24) che presentano profili di rischio sono selezionate per l’applicazione della procedura di sospensione di cui all’articolo 37, comma 49-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, 223, utilizzando criteri riferiti:
    1. alla tipologia dei debiti pagati;
    2. alla tipologia dei crediti compensati;
    3. alla coerenza dei dati indicati nel modello F24;
    4. ai dati presenti nell’Anagrafe Tributaria o resi disponibili da altri enti pubblici, afferenti ai soggetti indicati nel modello F24;
    5. ad analoghe compensazioni effettuate in precedenza dai soggetti indicati nel modello F24;
    6. al pagamento di debiti iscritti a ruolo, di cui all’articolo 31, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, 78.
  • Allo scopo di controllare tempestivamente l’utilizzo dei crediti in compensazione per i pagamenti di cui al punto 1, lettera f), a decorrere dalla data di avvio delle disposizioni del presente provvedimento, i modelli F24 contenenti il pagamento di debiti iscritti a ruolo di cui all’articolo 31, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, sono presentati esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto della delega di pagamento.

 

2. Procedura di sospensione

  • Per i modelli F24 presentati attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, con apposita ricevuta, viene comunicato al soggetto che ha inviato il modello F24 se la delega di pagamento è stata sospesa ai sensi di quanto previsto dall’articolo 37, comma 49-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006,
  1. Nella medesima ricevuta viene indicata anche la data di fine del periodo di sospensione, che non può essere maggiore di trenta giorni rispetto alla data di invio del modello F24. La sospensione riguarda l’intero contenuto della delega di pagamento.
  • Durante il periodo di sospensione, non viene effettuato l’addebito sul conto indicato nel file telematico dell’eventuale saldo positivo del modello F24 e può essere richiesto l’annullamento della delega di pagamento secondo le ordinarie procedure telematiche messe a disposizione dall’Agenzia delle
  • Se in esito alle verifiche effettuate, l’Agenzia delle entrate rileva che il credito non è stato correttamente utilizzato, comunica lo scarto del modello F24 al soggetto che ha inviato il file telematico, tramite apposita ricevuta, indicandone anche la relativa Tutti i pagamenti e le compensazioni contenuti nel modello F24 scartato si considerano non eseguiti.
  • Fermi restando i successivi ordinari controlli sui crediti compensati, se in esito alle verifiche effettuate dall’Agenzia delle entrate, il credito risulta correttamente utilizzato, la delega di pagamento si considera effettuata nella data indicata nel file telematico inviato e:
    1. in caso di modello F24 a saldo zero, con apposita ricevuta, l’Agenzia delle entrate comunica al soggetto che ha trasmesso il file telematico l’avvenuto perfezionamento della delega di pagamento;
    2. se il modello F24 presenta saldo positivo, l’Agenzia delle entrate invia la richiesta di addebito sul conto indicato nel file telematico, informando il soggetto che ha trasmesso il file.
  • In assenza di comunicazione di scarto del modello F24 di cui al punto 3 entro il periodo di sospensione di cui al punto 2.1, l’operazione si considera effettuata nella data indicata nel file telematico inviato.
  • Durante il periodo di sospensione e prima che siano intervenuti lo scarto o lo sblocco della delega di pagamento, di cui rispettivamente ai punti 3 e 2.4, il contribuente può inviare all’Agenzia delle entrate gli elementi informativi ritenuti necessari per la finalizzazione della delega sospesa. Tali elementi sono utilizzati dall’Agenzia delle entrate ai fini del controllo dell’utilizzo del credito compensato.

 

 

3. Disposizioni finali

  • Restano ferme le vigenti disposizioni concernenti l’obbligo di presentazione dei modelli F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, nei casi previsti dall’articolo 37, comma 49-bis, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 e dall’articolo 11, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66.
  • I criteri selettivi di cui al punto 1 e la procedura di cui al punto 2 sono applicati, ove compatibili, anche ai residui casi in cui è consentita la presentazione di deleghe di pagamento contenenti compensazioni attraverso i servizi telematici messi a disposizione da banche, Poste e altri prestatori di servizi di pagamento.
  • Restano ferme, altresì, le specifiche disposizioni vigenti che prevedono il controllo preventivo, in fase di elaborazione dei modelli F24, dell’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta.
  • Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 3, comma 2, della legge 27 luglio 2000 212, le disposizioni del presente provvedimento hanno effetto a decorrere dal 29 ottobre 2018.

 

 

MOTIVAZIONI

 

Il  comma  49-ter  dell’articolo  37  del  decreto-legge  4  luglio  2006,  n.  223,  introdotto

dall’articolo 1, comma 990, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, allo scopo di contrastare il fenomeno delle indebite compensazioni di crediti d’imposta, prevede che l'Agenzia delle entrate può sospendere, fino a trenta giorni, l'esecuzione delle deleghe di pagamento di cui agli articoli 17 e seguenti del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (modello F24), contenenti compensazioni che presentano profili di rischio.

Se all'esito del controllo automatizzato il credito risulta correttamente utilizzato, ovvero decorsi trenta giorni dalla data di presentazione della delega di pagamento, la delega è eseguita e le compensazioni e i versamenti in essa contenuti sono considerati effettuati alla data indicata nel file inviato; diversamente la delega di pagamento non è eseguita e i versamenti e le compensazioni si considerano non effettuati.

In proposito, è previsto che, con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, siano stabiliti i criteri e le modalità di attuazione del citato comma 49-ter dell’articolo 37 del

d.l. n. 223 del 2006.

Pertanto, con il presente provvedimento sono individuati i criteri di rischio per selezionare, in via automatizzata, i modelli F24 da sottoporre alla verifica delle strutture territorialmente competenti dell’Agenzia delle entrate e viene definita la procedura per sospenderne l’esecuzione, ai fini del controllo dell'utilizzo del credito.

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

 

Attribuzioni del Direttore dell’Agenzia delle Entrate:

  • Decreto legislativo 30 luglio 1999, 300, recante la riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (art. 57; art. 62; art. 66; art. 67, comma 1; art. 68, comma 1; art. 71, comma 3, lett. a);
  • Statuto dell’Agenzia delle entrate (art. 5, comma 1, 6, comma 1);
  • Regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle entrate (art. 2, comma 1);
  • Decreto del Ministro delle Finanze 28 dicembre

 

Disciplina normativa di riferimento:

 

  • articoli 17 e seguenti del decreto legislativo 9 luglio 1997, 241, recanti disposizioni in materia di versamenti unitari di imposte e contributi, mediante delega, con eventuale compensazione dei crediti;
  • decreto del Direttore Generale del Dipartimento delle entrate del Ministero delle Finanze del 31 luglio 1998, recante, tra l’altro, al capo IV, le modalità tecniche per l’effettuazione dei pagamenti di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, 241, tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate;
  • articolo 31, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, 78, che prevede, tra l’altro, la possibilità di pagare, anche parzialmente, le somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, mediante la compensazione dei crediti relativi alle stesse imposte, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze;
  • decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 10 febbraio 2011, recante le modalità di compensazione delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali mediante i crediti relativi alle stesse imposte ai sensi dell’articolo 31, comma 1, secondo periodo, del decreto-legge 31 maggio 2010, 78;
  • articolo 37, comma 49-bis, del decreto-legge 4 luglio 2006, 223, che prevede, per i soggetti titolari di partita IVA, l’obbligo di presentare il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dell’Agenzia delle entrate, in caso di utilizzo in compensazione dei crediti IVA, ovvero dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito, all'IRAP e dei crediti d'imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi;
  • articolo 11, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2014, 66, recante disposizioni concernenti le modalità di presentazione del modello F24, in caso di utilizzo di crediti in compensazione;
  • articolo 10, comma 1, lettera a), 7 e 7-bis, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, che prevedono, per i contribuenti che intendono utilizzare in compensazione il credito annuale o infrannuale dell'imposta sul valore aggiunto per importi annui superiori a 5.000 euro (n. 7) oppure superiori a 50.000 euro (n. 7-bis, per le start-up innovative), l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione o istanza da cui emerge il credito;
  • articolo 1, comma 574, della legge 27 dicembre 2013, 147, che prevede, in caso di utilizzo in compensazione tramite modello F24 dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito e all’IRAP, per importi superiori a 5.000 euro annui, l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità sulle singole dichiarazioni dalle quali emergono tali crediti;
  • articolo 37,  comma  49-ter,  del  decreto-legge  4  luglio  2006, 223,  inserito dall’articolo 1, comma 990, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, recante disposizioni in tema di sospensione dell’esecuzione delle deleghe di pagamento, di cui agli articoli 17 e seguenti del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (modello F24), contenenti compensazioni che presentano profili di rischio, al fine del controllo dell'utilizzo del credito;
  • legge 27 luglio 2000 212 (disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente) e in particolare l’articolo 3, comma 2, recante disposizioni in merito alla decorrenza delle disposizioni tributarie che prevedono adempimenti a carico dei contribuenti.

La pubblicazione del presente provvedimento sul sito Internet dell’Agenzia delle entrate tiene luogo della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ai sensi dell’articolo 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

Roma, 28 agosto 2018

 

IL DIRETTORE DELL’AGENZIA

Ernesto Maria Ruffini

firmato digitalmente

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ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI

IL COMITATO CENTRALE

 

Oggetto: Tempistiche  notifica provvedimenti  di cancellazione per  mancato  versamento  dei diritti d'iscrizione

Al fine di rendere uniforme il comportamento delle Sezioni regionali e provinciali sull'intero territorio nazionale , considerato quanto stabilito con circolare del 4 maggio 2018, n. 144 in ordine alla notifica dei provvedimenti di cancellazione mediante pubblicazione sul sito web dell'Albo, il Comitato nazionale ha ritenuto utile stabilire una tempistica comune per avviare le procedure di cancellazione ex art. 20, comma 1, lettera f) per tutte le imprese che risultano sprovviste di indirizzi PEC validi e funzionanti o che risultano irreperibili anche a seguito di invio della notifica mediante il servizio postale.

Le Sezioni regionali osservano la seguente tempistica:

Nel caso in cui le imprese permangono per più di 12 mesi nelle condizioni di cui all'articolo 24, comma 7, del D.M. 120/2014, le Sezioni regionali e provinciali dell'Albo provvedono  entro la data del 20 ottobre a deliberare la cancellazione ai sensi dell'art. 20, comma 1, lettera f)  del  D.M. 120/2014 , con decorrenza 15 novembre e notificano a mezzo PEC all'interessato il relativo provvedimento.

Nei casi di mancata notifica a causa dell'indirizzo PEC inesistente, non valido o non funzionante, provvedono mediante la pubblicazione sul sito web dell'Albo il 2° novembre .

 

                            IL SEGRETARIO                                                                         IL PRESIDENTE

                            Ing. Pierluigi Altomare                                                                 dott. Eugenio Onori

                                                

 

 

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TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 12 luglio 2018, n. 87

Testo del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 (in Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 161 del 13 luglio 2018),  coordinato  con  la legge di conversione 9 agosto 2018, n. 96,  recante:  «Disposizioni  urgenti  per  la dignità dei lavoratori e delle imprese.». (18A05455)

(GU n.186 del 11-8-2018)

Vigente al: 11-8-2018

Capo I 

Misure per il contrasto al precariato

Avvertenza:

Il testo coordinato qui pubblicato é stato redatto dal Ministero della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione  delle  leggi,  sull'emanazione  dei decreti  del  Presidente  della  Repubblica  e  sulle   pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, nonché dell'art. 10,  comma  3,  del  medesimo  testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia  delle  disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate  dalla  legge di conversione, che di  quelle  richiamate  nel  decreto,  trascritte nelle note. Restano invariati il  valore  e  l'efficacia  degli  atti legislativi qui riportati.

Le modifiche apportate dalla legge di conversione  sono  stampate con caratteri corsivi.

Tali modifiche sono riportate in video tra i segni (( ... ))

A norma dell'art.15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n.  400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della  Presidenza del Consiglio dei ministri), le modifiche apportate  dalla  legge  di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della  sua pubblicazione.

Art. 1

Modifiche alla disciplina del contratto di lavoro  a tempo determinato

  1. Al decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, sono apportate le seguenti modificazioni:

(( 0a) all'art. 2, comma 2, dopo la lettera d-bis) é aggiunta la seguente:

«d-ter) alle collaborazioni degli  operatori  che  prestano  le attività di cui alla legge 21 marzo 2001, n. 74»; ))

  1. a) all'art. 19:

1)            il comma 1 é sostituito dal seguente:

«1. Al contratto di  lavoro  subordinato  può  essere  apposto  un termine di durata non superiore a  dodici  mesi.  Il  contratto  può avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i  ventiquattro mesi, solo in presenza di almeno una delle seguenti condizioni:

  1. a) esigenze temporanee e  oggettive,  estranee  all'ordinaria attività, ovvero (( esigenze di sostituzione di altri lavoratori; ))
  2. b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria.»;

(( 1-bis) dopo il comma 1 é inserito il seguente:

«1-bis. In  caso  di  stipulazione  di  un  contratto  di  durata superiore a dodici mesi in assenza delle condizioni di cui  al  comma 1, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di superamento del termine di dodici mesi»; ))

2) al comma 2, primo e terzo periodo, la parola «trentasei»  è sostituita dalla seguente: «ventiquattro»;

3) il comma 4 é sostituito dal seguente:

«4. Con l'eccezione dei rapporti di lavoro di durata non  superiore a dodici giorni, l'apposizione del termine al contratto é  priva  di effetto se non risulta da atto scritto,  una  copia  del  quale  deve essere consegnata dal datore di lavoro  al  lavoratore  entro  cinque giorni  lavorativi  dall'inizio  della  prestazione.  L'atto  scritto contiene, in caso di rinnovo, la specificazione delle esigenze di cui al comma 1 in base alle quali é stipulato; in caso di proroga  dello stesso rapporto tale indicazione é necessaria solo quando il termine complessivo eccede i dodici mesi.»;

  1. b) all'art. 21:

1) prima del comma 1, é inserito il seguente:

«01. Il  contratto  può  essere  rinnovato  solo  a  fronte  delle condizioni di cui all'art. 19, comma  1.  Il  contratto  può  essere prorogato liberamente nei primi dodici mesi e, successivamente,  solo in presenza delle condizioni di cui all'art. 19, comma 1. (( In  caso di violazione di quanto disposto dal primo e dal secondo periodo,  il contratto si trasforma in  contratto  a  tempo  indeterminato.  ))  I contratti per attività stagionali, di cui al comma 2 (( del presente articolo )), possono essere rinnovati o prorogati  anche  in  assenza delle condizioni di cui all'art. 19, comma 1.»;

2) al comma 1, la parola  «trentasei»,  ovunque  ricorra,  è sostituita dalla seguente:  «ventiquattro»,  la  parola  «cinque»  è sostituita  dalla  seguente:  «quattro»  e  la  parola   «sesta»   è sostituita dalla seguente: «quinta»;

  1. c) all'art. 28, comma 1, le parole  «centoventi  giorni»  sono sostituite dalle seguenti: «centottanta giorni».
  2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano ai contratti  di lavoro a tempo determinato stipulati  successivamente  alla  data  di entrata in vigore del presente decreto, nonché  ai  rinnovi  e  alle proroghe (( contrattuali successivi al 31 ottobre 2018. ))
  3. Le disposizioni di cui al presente art., nonché quelle di  cui agli articoli 2 e 3, non si applicano ai  contratti  stipulati  dalle pubbliche amministrazioni,  ai  quali  continuano  ad  applicarsi  le disposizioni vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

(( Art. 1 bis

Esonero contributivo per favorire l'occupazione giovanile

  1. Al fine di promuovere l'occupazione giovanile stabile, ai datori di lavoro privato che negli anni 2019 e 2020 assumono lavoratori che non hanno compiuto il trentacinquesimo anno di età, cui si applicano le disposizioni in materia di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti di cui  al  decreto  legislativo  4 marzo 2015, n.  23,  é  riconosciuto,  per  un  periodo  massimo  di trentasei mesi,  l'esonero  dal  versamento  del  50  per  cento  dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore  di  lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti  all'Istituto  nazionale per l'assicurazione contro  gli  infortuni  sul  lavoro,  nel  limite massimo di 3.000 euro su base annua,  riparametrato  e  applicato  su base mensile.
  2. L'esonero di cui al comma 1 spetta con riferimento ai soggetti che alla  data  della  prima  assunzione  per  la  quale  si  applica l'incentivo non hanno compiuto il trentacinquesimo anno di età e non sono stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro.  Non  ostano  al  riconoscimento  dell'esonero  gli eventuali periodi di apprendistato svolti presso un altro  datore  di lavoro e non proseguiti in rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
  3. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge  di conversione del presente decreto,  sono  stabilite  le  modalità  di fruizione dell'esonero di cui al comma 1.
  4. Agli oneri derivanti dai commi 1 e 2, valutati in 31,83 milioni di euro per l'anno 2019, in 111,52 milioni di euro per l'anno  2020, in 162,62 milioni di euro per l'anno 2021, in 134,02 milioni di  euro per l'anno 2022, in 54,32 milioni di euro per l'anno 2023 e  in  3,23 milioni di euro per l'anno 2024, e a quelli derivanti  dal  comma  5, pari a 6,97 milioni di euro per l'anno 2019, a 0,48 milioni  di  euro per l'anno 2020, a 2,88 milioni di euro  per  l'anno  2021,  a  16,38 milioni di euro per l'anno 2022, a 6,08 milioni di  euro  per  l'anno 2023, a 44,37 milioni di euro per l'anno 2024 e  a  46,8  milioni  di euro annui a decorrere dall'anno 2025, si provvede:
  5. a) quanto a 27,8 milioni di euro per l'anno 2020, a 48,5 milioni di euro per l'anno 2021, a 33,4 milioni di euro per l'anno  2022,  a 13,6 milioni di euro per l'anno 2023 e a  0,8  milioni  di  euro  per l'anno 2024, mediante le maggiori entrate di cui ai commi 1 e 2;
  6. b) quanto a 38,8 milioni di euro per l'anno 2019, a 84,2 milioni di euro per l'anno 2020, a 117 milioni di euro  per  ciascuno  degli anni 2021 e 2022 e a 46,8 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023, mediante quota parte delle maggiori entrate di cui all'art.  9, comma 6.
  7. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica,  di cui all'art. 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n.  307, é incrementato di 6,97 milioni di euro  per  l'anno  2019,  di  0,48  milioni di euro per l'anno 2020, di 2,88 milioni di euro  per  l'anno 2021, di 16,38 milioni di euro per l'anno 2022, di  6,08  milioni  di euro per l'anno 2023, di 44,37 milioni di euro per l'anno 2024  e  di 46,8 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025. 6. Al fine  di  garantire  la  neutralità  sui  saldi  di  finanza pubblica, l'Istituto nazionale della previdenza sociale  provvede  al monitoraggio trimestrale degli oneri di cui ai commi 1 e 2 e comunica le relative risultanze al Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze  entro  il  mese successivo al trimestre di riferimento, anche ai  fini  dell'adozione delle eventuali iniziative da intraprendere  ai  sensi  dell'art.  17 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. ))

Art. 2

Modifiche alla disciplina della somministrazione di lavoro

(( 01. All'art. 29, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n.  81,  dopo  le  parole:  «nei  casi  individuati  dai contratti collettivi,» sono inserite  le  seguenti:  «nonché  quelli instaurati per la fornitura di  lavoro  portuale  temporaneo  di  cui all'art. 17 della legge 28 gennaio 1994, n. 84,».

  1. All'art. 31 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, il comma 2 é sostituito dal seguente:

«2. Salva diversa previsione dei contratti  collettivi  applicati dall'utilizzatore e fermo restando il limite disposto  dall'art.  23, il numero dei lavoratori assunti con contratto  a  tempo  determinato ovvero con contratto di somministrazione a tempo determinato non può eccedere complessivamente il 30 per cento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza  presso  l'utilizzatore  al  1°  gennaio dell'anno di stipulazione dei predetti contratti, con  arrotondamento del decimale all'unità superiore qualora esso sia eguale o superiore a 0,5. Nel caso di inizio  dell'attività  nel  corso  dell'anno,  il limite percentuale si computa  sul  numero  dei  lavoratori  a  tempo indeterminato in forza al momento della stipulazione del contratto di somministrazione  di  lavoro.  É  in  ogni  caso  esente  da  limiti quantitativi la somministrazione a tempo determinato di lavoratori di cui all'art. 8, comma 2, della legge  23  luglio  1991,  n.  223,  di soggetti disoccupati che godono da almeno sei mesi di trattamenti  di disoccupazione  non  agricola  o  di  ammortizzatori  sociali  e   di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati ai sensi dei numeri 4) e 99) dell'art. 2 del regolamento (UE) n. 651/2014  della  Commissione, del 17 giugno 2014, come individuati con  decreto  del  Ministro  del lavoro e delle politiche sociali». ))

  1. All'art. 34, comma 2, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, il primo periodo  é  sostituito  dal  seguente:  «In  caso  di assunzione  a  tempo  determinato   il   rapporto   di   lavoro   tra somministratore e lavoratore é soggetto alla disciplina  di  cui  al capo III, con esclusione delle disposizioni di cui agli articoli  21, (( comma 2 )), 23 e 24.».

(( 1-bis. Dopo l'art. 38 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, é inserito il seguente:

«Art. 38-bis (Somministrazione fraudolenta). - 1. Ferme restando le sanzioni di cui all'art. 18  del  decreto  legislativo  10  settembre 2003, n. 276, quando la somministrazione di lavoro é posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di  legge  o di contratto collettivo applicate al lavoratore, il somministratore e  l'utilizzatore sono puniti con la pena dell'ammenda di  20  euro  per ciascun   lavoratore   coinvolto   e   per    ciascun    giorno    di somministrazione».

1-ter. Le condizioni di cui  all'art.  19,  comma  1,  del  decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, come sostituito dall'art. 1, comma 1, lettera a), del presente decreto, nel caso di ricorso al contratto di  somministrazione   di   lavoro,   si   applicano   esclusivamente all'utilizzatore. ))

                           

(( Art. 2 bis

Disposizioni per favorire il lavoratore nell'ambito delle prestazioni occasionali

  1. All'art. 54-bis  del  decreto-legge  24  aprile  2017,  n.  50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21  giugno  2017,  n.  96, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. a) al comma 8,  alinea,  dopo  le  parole:  «rese  dai  seguenti soggetti» sono aggiunte le seguenti: «, purché i prestatori  stessi, all'atto della propria registrazione nella piattaforma informatica di cui al comma 9, autocertifichino la relativa condizione»;
  3. b) dopo il comma 8 é inserito il seguente:

«8-bis. Per prestazioni da rendere a favore di imprese del  settore agricolo,  il  prestatore  é  tenuto   ad   autocertificare,   nella piattaforma informatica di cui  al  comma  9,  di  non  essere  stato iscritto nell'anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli»;

  1. c) al comma 14, lettera a), sono aggiunte, in fine, le  seguenti parole: «, ad eccezione delle aziende alberghiere e  delle  strutture ricettive che operano nel  settore  del  turismo,  per  le  attività lavorative rese dai soggetti di cui al comma  8,  e  che  hanno  alle proprie dipendenze fino a otto lavoratori»;
  2. d) al comma 15:

1) al primo periodo, dopo  le  parole:  «di  cui  al  comma  6, lettera b), versa» sono inserite le seguenti:  «,  anche  tramite  un intermediario di cui  alla  legge  11  gennaio  1979,  n.  12,  ferma restando la responsabilità dell'utilizzatore»;

2) al secondo periodo  sono  aggiunte,  in  fine,  le  seguenti parole: «a favore dell'INPS»;

  1. e) al comma 17:

1)    la lettera d) é sostituita dalla seguente:

«d) la data e l'ora di inizio e di termine della  prestazione ovvero, se imprenditore agricolo,  azienda  alberghiera  o  struttura ricettiva che opera nel settore del turismo o ente locale, la data di inizio e il monte orario complessivo presunto con  riferimento  a  un arco temporale non superiore a dieci giorni»;

2) alla lettera e) sono aggiunte, in fine, le seguenti  parole: «, fermo  restando  che  per  il  settore  agricolo  le  quattro  ore continuative di prestazione sono riferite all'arco temporale  di  cui alla lettera d) del presente comma»;

  1. f) al comma 19, dopo il secondo periodo sono aggiunti i seguenti: «A richiesta del prestatore espressa  all'atto  della  registrazione nella piattaforma INPS, invece che con le modalità indicate al primo periodo,  il  pagamento  del  compenso  al  prestatore  può   essere effettuato, decorsi quindici giorni dal momento in cui la prestazione lavorativa  inserita  nella  procedura  informatica  é  consolidata, tramite qualsiasi sportello postale  a  fronte  della  generazione  e presentazione  di  univoco  mandato  ovvero  di   autorizzazione   di pagamento  emesso  dalla  piattaforma  informatica  INPS  e  stampato dall'utilizzatore, che identifica le parti, il luogo, la durata della prestazione e l'importo del corrispettivo. Gli  oneri  del  pagamento del compenso riferiti a tale modalità sono a carico del prestatore»;
  2. g) al comma 20, secondo periodo,  sono  aggiunte,  in  fine,  le seguenti parole: «, salvo che la violazione del  comma  14  da  parte dell'imprenditore agricolo non derivi dalle informazioni incomplete o non  veritiere  contenute   nelle   autocertificazioni   rese   nella piattaforma informatica INPS dai prestatori di cui al comma 8». ))

Art. 3

Indennità di licenziamento ingiustificato e incremento contribuzione contratto a tempo determinato

(( 1. All'art. 3, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, le parole «non inferiore a quattro e non superiore a ventiquattro mensilità» sono sostituite dalle seguenti: «non inferiore  a  sei  e non superiore a trentasei mensilità».

1-bis. All'art. 6, comma 1, del decreto legislativo 4  marzo  2015, n. 23, le parole: «non inferiore a due e  non  superiore  a  diciotto mensilità» sono sostituite dalle seguenti: «non inferiore  a  tre  e non superiore a ventisette mensilità». Alle minori entrate derivanti dal presente comma, valutate in 0,27 milioni di euro per l'anno 2018, in 1,11 milioni di euro per l'anno 2019, in 1,16 milioni di euro  per l'anno 2020 e in 1,15 milioni di euro a decorrere dall'anno 2021,  si provvede mediante corrispondente  riduzione  del  Fondo  sociale  per occupazione e formazione, di cui all'art. 18, comma  1,  lettera  a), del  decreto-legge  29  novembre  2008,  n.  185,   convertito,   con modificazioni, dalla  legge  28  gennaio  2009,  n.  2.  Il  Ministro dell'economia e delle finanze é autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

  1. All'art. 2, comma 28, della legge 28 giugno 2012, n.  92,  sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Il contributo addizionale  è aumentato di 0,5 punti percentuali in occasione  di  ciascun  rinnovo del   contratto   a   tempo   determinato,   anche   in   regime   di somministrazione. Le  disposizioni  del  precedente  periodo  non  si applicano ai contratti di lavoro domestico». ))

                          

(( Art. 3 bis

Destinazione di  quote  delle  facoltà  assunzionali  delle  regioni all'operatività dei centri per l'impiego

  1. Per il triennio  2019-2021,  le  regioni  destinano,  anche  in relazione a quanto disposto dall'art. 28 del decreto  legislativo  14 settembre  2015,  n.  150,   una   quota   delle   proprie   facoltà assunzionali,  definita  in  sede  di  Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e di Bolzano, al rafforzamento degli organici dei centri per  l'impiego di cui all'art. 18 del medesimo decreto legislativo n. 150 del  2015, al fine  di  garantirne  la  piena  operatività,  secondo  modalità definite con accordo da concludere in sede di  Conferenza  permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di Trento e di Bolzano entro il 31 marzo di ciascun anno. ))

                           

(( Art. 3 ter

Relazione alle Camere

  1. Il Ministro del  lavoro  e  delle  politiche  sociali  presenta annualmente alle Camere una relazione sugli effetti  occupazionali  e finanziari derivanti dall'applicazione delle disposizioni di  cui  al presente capo. ))

(( Capo I-bis

Misure finalizzate alla continuità didattica ))

Art. 4

Disposizioni in materia di diplomati magistrali e  per  la  copertura  dei  posti  di  docente  vacanti   e   disponibili   nella   scuola  dell'infanzia e nella scuola primaria

  1. Al fine di assicurare l'ordinato  avvio  dell'anno  scolastico 2018/2019 e di salvaguardare la continuità didattica  nell'interesse degli alunni,  all'esecuzione  delle  decisioni  giurisdizionali  che comportano  la  decadenza  dei  contratti,  a  tempo  determinato   o indeterminato, stipulati, presso le istituzioni scolastiche  statali, con i docenti in possesso del titolo di diploma magistrale conseguito entro  l'anno  scolastico  2001-2002,  si  applica,  anche  a  fronte dell'elevato numero dei  destinatari  delle  predette  decisioni,  il termine di cui all'art. 14, comma 1, del  decreto-legge  31  dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28  febbraio 1997, n. 30; conseguentemente, le predette  decisioni  sono  eseguite entro centoventi giorni decorrenti dalla data  di  comunicazione  del provvedimento   giurisdizionale   al    Ministero    dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

((  1-bis.  Al  fine  di  salvaguardare  la  continuità  didattica nell'interesse degli alunni per tutta la durata dell'anno  scolastico 2018/2019, il  Ministro  dell'istruzione,  dell'università  e  della ricerca provvede, nell'ambito  e  nei  limiti  dei  posti  vacanti  e disponibili, a dare esecuzione alle decisioni giurisdizionali di  cui al comma 1:

  1. a) trasformando i contratti di  lavoro  a  tempo  indeterminato stipulati con i docenti di cui al comma 1 in contratti  di  lavoro  ate mpo determinato con termine finale fissato al 30 giugno 2019;
  2. b) stipulando con i docenti di cui al comma 1, in  luogo  della supplenza annuale in  precedenza  conferita,  un  contratto  a  tempo determinato con termine finale non posteriore al 30 giugno 2019.

1-ter. Ai sensi dell'art. 399 del testo unico  di  cui  al  decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, il 50  per  cento  dei  posti  di docente vacanti e disponibili, sia comuni,  ivi  compresi  quelli  di potenziamento, che di  sostegno,  nella  scuola  dell'infanzia  e  in quella primaria é coperto annualmente,  sino  al  loro  esaurimento, attingendo alle graduatorie di cui all'art. 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296. In caso  di  esaurimento  delle predette graduatorie per ciascuna provincia, i posti rimasti  vacanti si aggiungono a quelli disponibili per le  procedure  concorsuali  di cui al comma 1-quater del presente articolo.

1-quater. Il restante 50 per cento dei posti di docente  vacanti  e disponibili, sia comuni, ivi compresi quelli di potenziamento, che di sostegno, la cui messa a concorso sia autorizzata ai sensi  dell'art. 39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449,  nella  scuola dell'infanzia e in quella primaria é coperto annualmente mediante lo scorrimento delle graduatorie  di  merito  delle  seguenti  procedure concorsuali, attribuendo priorità a quella di cui alla lettera a):  

  1. a) concorsi banditi nell'anno 2016 ai sensi dell'art. 1,  comma 114, della legge 13 luglio 2015, n. 107, limitatamente a  coloro  che hanno raggiunto il punteggio  minimo  previsto  dal  bando,  sino  al termine di validità delle graduatorie medesime,  fermo  restando  il diritto all'immissione in ruolo per i vincitori del concorso;
  2. b) concorso straordinario, bandito in ciascuna regione, al quale, al netto dei posti di cui alla lettera a), é destinato il  50  per cento dei posti di cui all'alinea sino  a  integrale  scorrimento  di ciascuna graduatoria regionale;  ciascuna  graduatoria  regionale  è soppressa al suo esaurimento;
  3. c) concorsi ordinari per titoli ed esami, banditi, con  cadenza biennale, ai sensi dell'art. 400 del testo unico di  cui  al  decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e dell'art. 1, commi 109, lettera b), e 110, della  legge  13  luglio  2015,    107,  ai  quali  sono destinati, al netto dei posti di cui alla lettera a), il 50 per cento dei posti vacanti e disponibili di cui all'alinea e comunque i  posti rimasti vacanti a seguito dello svolgimento delle  procedure  di  cui alle lettere a) e b).

1-quinquies. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca é autorizzato a bandire il concorso straordinario di cui  al comma 1-quater,  lettera  b),  in  deroga  alle  ordinarie  procedure autorizzatorie, che rimangono ferme per le successive  immissioni  in ruolo,  in  ciascuna  regione   e   distintamente   per   la   scuola dell'infanzia e per quella primaria, per la copertura dei  posti  sia comuni, ivi compresi quelli di potenziamento,  che  di  sostegno.  Il concorso é riservato ai docenti in possesso, alla data prevista  dal bando per la presentazione della domanda, di uno dei seguenti titoli:

  1. a) titolo di abilitazione all'insegnamento conseguito presso  i corsi di laurea in scienze della formazione  primaria  o  di  analogo titolo conseguito all'estero e riconosciuto in Italia ai sensi  della normativa vigente, purché i docenti in possesso dei predetti  titoli abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni  scolastici,  almeno due annualità di servizio  specifico,  anche  non  continuative,  su posto  comune  o  di  sostegno,  presso  le  istituzioni  scolastiche statali, valutabili come tali ai sensi dell'art. 11, comma 14,  della legge 3 maggio 1999, n. 124;
  2. b) diploma magistrale con valore di abilitazione o analogo titolo conseguito all'estero e  riconosciuto  in  Italia  ai  sensi  della normativa vigente,  conseguiti,  comunque,  entro  l'anno  scolastico 2001/2002, purché i docenti in possesso dei predetti titoli  abbiano svolto, nel corso degli  ultimi  otto  anni  scolastici,  almeno  due annualità di servizio specifico, anche non  continuative,  su  posto comune o di sostegno,  presso  le  istituzioni  scolastiche  statali, valutabili come tali ai sensi dell'art. 11, comma 14, della  legge  3 maggio 1999, n. 124.

1-sexies. Alla procedura concorsuale relativa ai posti di  sostegno possono partecipare esclusivamente i docenti in possesso di  uno  dei titoli di cui alle lettere a) e b)  del  comma  1-quinquies,  nonché dello specifico titolo di specializzazione sul sostegno conseguito ai sensi della normativa vigente o di analogo titolo di specializzazione conseguito  all'estero  e  riconosciuto  in  Italia  ai  sensi  della normativa vigente.

1-septies. Ciascun docente può partecipare al concorso di  cui  al comma 1-quinquies in un'unica regione per tutte le tipologie di posto per le quali sia abilitato o specializzato.

1-octies. Le graduatorie di merito regionali relative  al  concorso di cui al comma 1-quinquies sono predisposte attribuendo 70 punti  ai titoli  posseduti  e  30   punti   alla   prova   orale   di   natura didattico-metodologica.  Tra  i  titoli   valutabili   rientrano   il superamento di tutte le prove di precedenti  concorsi  per  il  ruolo docente  e  il  possesso  di  titoli  di  abilitazione   di   livello universitario   e   di   ulteriori   titoli   universitari   ed    è particolarmente valorizzato il servizio svolto presso le  istituzioni scolastiche del  sistema  nazionale  di  istruzione,  al  quale  sono riservati sino a 50 dei 70  punti  complessivamente  attribuibili  ai

titoli.

1-novies. Il contenuto del bando,  i  termini  e  le  modalità  di presentazione delle domande, i titoli  valutabili,  le  modalità  di svolgimento della prova orale, i criteri di valutazione dei titoli  e della prova, nonché la composizione delle commissioni di valutazione e l'idonea misura del contributo  di  cui  al  secondo  periodo  sono disciplinati    con    decreto    del    Ministro    dell'istruzione, dell'università e della ricerca, da adottare entro  sessanta  giorni dalla data di entrata  in  vigore  della  legge  di  conversione  del presente decreto. L'entità del contributo é determinata  in  misura tale da consentire, unitamente alle risorse a tal fine iscritte nello stato di previsione del Ministero, la copertura integrale degli oneri per lo svolgimento delle procedure concorsuali.

1-decies. L'immissione in ruolo a seguito dello scorrimento di  una delle graduatorie di cui al  comma  1-quater  comporta  la  decadenza dalle altre graduatorie  di  cui  al  medesimo  comma  nonché  dalle graduatorie di istituto e dalle graduatorie  ad  esaurimento  di  cui all'art. 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre  2006,  n. 296.

1-undecies. Per la partecipazione alle procedure concorsuali di cui al comma 1-quater, lettere b) e c),  continua  ad  applicarsi  quanto disposto all'art. 1, commi 111 e 112, della legge 13 luglio 2015,  n. 107. ))

(( Art. 4 bis

Modifica  in   materia   di   contratti   a   termine   nel   settore dell'insegnamento scolastico

  1. Il comma 131 dell'art. 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, è abrogato. ))

Capo II

Misure per il contrasto alla delocalizzazione e la salvaguardia dei livelli occupazionali

Art. 5

Limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti

  1. Fatti salvi i vincoli derivanti dai trattati internazionali, le imprese italiane ed estere, operanti nel  territorio  nazionale,  che abbiano beneficiato di un aiuto di Stato che prevede  l'effettuazione di investimenti produttivi ai fini dell'attribuzione  del  beneficio, decadono  dal  beneficio  medesimo  qualora   l'attività   economica interessata dallo stesso o una sua parte venga delocalizzata in Stati non  appartenenti  all'Unione  europea,  ad  eccezione  degli   Stati aderenti allo Spazio economico europeo, entro cinque anni dalla  data di conclusione  dell'iniziativa  agevolata.  In  caso  di  decadenza,  l'amministrazione titolare della misura di aiuto, anche se  priva  di articolazioni periferiche, accerta e irroga, secondo quanto  previsto dalla legge 24 novembre 1981, n.  689,  una  sanzione  amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma in misura da due  a quattro volte l'importo dell'aiuto fruito.
  2. Fuori dai casi previsti dal comma 1 e  fatti  salvi  i  vincoli derivanti dalla normativa europea, le  imprese  italiane  ed  estere, operanti nel territorio nazionale,  che  abbiano  beneficiato  di  un aiuto di Stato che prevede l'effettuazione di investimenti produttivi specificamente localizzati ai fini dell'attribuzione di un beneficio, decadono  dal  beneficio  medesimo  qualora   l'attività   economica interessata dallo stesso o una sua parte venga delocalizzata dal sito incentivato in favore  di  unità  produttiva  situata  al  di  fuori dell'ambito territoriale del  predetto  sito,  in  ambito  nazionale, dell'Unione europea e degli  Stati  aderenti  allo  Spazio  economico europeo, entro cinque anni dalla data di conclusione  dell'iniziativa o del completamento dell'investimento agevolato.
  3. I tempi e le modalità per il controllo del rispetto del vincolo di cui ai commi 1 e 2, nonché  per  la  restituzione  dei  benefici fruiti in caso di accertamento  della  decadenza,  sono  definiti  da ciascuna   amministrazione   con   propri   provvedimenti   volti   a disciplinare i bandi e i contratti relativi alle misure di  aiuto  di propria competenza. L'importo del beneficio da restituire per effetto della decadenza é, comunque, (( maggiorato di un interesse calcolato secondo )) il tasso ufficiale di riferimento  vigente  alla  data  di erogazione o fruizione (( dell'aiuto, aumentato ))  di  cinque  punti percentuali.  
  4. Per i benefici già concessi o per i quali sono stati pubblicati i bandi, nonché  per  gli  investimenti  agevolati  già  avviati, anteriormente alla data di entrata in vigore  del  presente  decreto, resta ferma l'applicazione  della  disciplina  vigente  anteriormente alla medesima data, inclusa, nei casi ivi  previsti,  quella  di  cui all'art. 1, comma 60, della legge 27 dicembre 2013, n. 147.
  5. Si applica l'art. 9, comma 5, del decreto legislativo 31  marzo 1998, n. 123. Per gli aiuti  di  Stato  concessi  da  Amministrazioni centrali dello Stato, gli importi restituiti ai  sensi  del  presente articolo affluiscono all'entrata del bilancio dello Stato per  essere riassegnati, nel medesimo importo, all'amministrazione titolare della misura e vanno a incrementare le disponibilità della misura stessa.

((     5-bis. Le somme disponibili derivanti dalle  sanzioni  applicate ai sensi del presente articolo dalle amministrazioni  centrali  dello Stato sono versate ad apposito  capitolo  dell'entrata  del  bilancio dello Stato per essere riassegnate al Fondo di cui all'art. 43, comma 3,  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e sono destinate al finanziamento di contratti di sviluppo ai  fini  della  riconversione del  sito  produttivo  in  disuso  a  causa  della   delocalizzazione dell'attività    economica,    eventualmente    anche     sostenendo l'acquisizione da parte degli ex dipendenti. ))

  1. Ai fini del presente decreto, per delocalizzazione si intende il trasferimento (( dell'attività economica specificamente incentivata )) o di una sua parte dal sito produttivo incentivato ad altro  sito, da parte della medesima impresa beneficiaria dell'aiuto  o  di  altra impresa  ((  che  sia  con  essa  in  rapporto  ))  di  controllo   o collegamento ai sensi dell'art. 2359 del codice civile.

Art. 6

Tutela dell'occupazione nelle imprese beneficiarie di aiuti

  1. Qualora una impresa italiana o estera, operante nel  territorio nazionale, che beneficia di misure di aiuto di Stato che prevedono la valutazione dell'impatto occupazionale, fuori dei casi  riconducibili a giustificato motivo oggettivo, riduca (( in misura superiore al  50 per  cento  ))  i  livelli  occupazionali  degli  addetti  all'unità produttiva o all'attività interessata dal beneficio nei cinque  anni successivi alla data di completamento dell'investimento,  decade  dal beneficio; (( qualora la riduzione di tali livelli sia  superiore  al 10 per cento, il beneficio é ridotto in  misura  proporzionale  alla riduzione del livello occupazionale. ))
  2. Per le restituzioni dei benefici si applicano le disposizioni di cui all'art. 5, commi 3 e 5.
  3. Le disposizioni del presente articolo si applicano ai  benefici concessi o (( per i quali sono stati pubblicati i bandi  )),  nonché agli investimenti agevolati avviati,  successivamente  alla  data  di entrata in vigore del presente decreto.

Art. 7

Recupero del beneficio dell'iper ammortamento in caso di  cessione  o delocalizzazione dei beni

  1. L'iper ammortamento di cui all'art. 1, comma 9, della legge  11 dicembre 2016, n. 232, spetta a condizione  che  i  beni  agevolabili siano  destinati  a  strutture  produttive  situate  nel   territorio nazionale.
  2. Se nel corso del periodo di fruizione della  maggiorazione  del costo i beni agevolati vengono ceduti a titolo oneroso o destinati  a strutture produttive situate all'estero, anche se  appartenenti  alla stessa impresa, si procede al recupero dell'iper ammortamento di  cui al comma 1. Il recupero avviene attraverso una variazione in  aumento del reddito imponibile del periodo d'imposta in cui  si  verifica  la cessione a titolo oneroso  o  la  delocalizzazione  ((  dei  beni  )) agevolati per un importo  pari  alle  maggiorazioni  delle  quote  di ammortamento  complessivamente   dedotte   nei   precedenti   periodi d'imposta, senza applicazione di sanzioni e interessi.
  3. Le  disposizioni  del  presente  articolo  si  applicano   agli investimenti effettuati  successivamente  alla  data  di  entrata  in vigore del presente decreto.
  4. Le disposizioni del comma 2 non si  applicano  agli  interventi sostitutivi effettuati ai sensi dell'art. 1, commi  35  e  36,  della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le cui previsioni si applicano  anche in caso di delocalizzazione dei beni agevolati.  ((  Le  disposizioni del comma 2 non  si  applicano  altresì  nei  casi  di  cui  i  beni agevolati siano per loro stessa natura destinati all'utilizzo in più sedi produttive e, pertanto, possano  essere  oggetto  di  temporaneo utilizzo anche fuori del territorio dello Stato. ))

Art. 8

Applicazione del credito d'imposta ricerca e  sviluppo  ai  costi  di acquisto da fonti esterne dei beni immateriali

  1. Agli effetti della disciplina del  credito  d'imposta  per  gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, di cui  all'art.  3, comma 1, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito,  con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, non si considerano ammissibili i costi sostenuti per l'acquisto, anche in licenza d'uso, dei beni immateriali di cui al comma 6, lettera d), del predetto art. 3, derivanti da operazioni intercorse  con  imprese  appartenenti  al  medesimo gruppo. Si considerano appartenenti al  medesimo  gruppo  le imprese controllate da un medesimo soggetto, controllanti o collegate ai sensi dell'art. 2359 del codice civile inclusi i soggetti  diversi dalle società di capitali; per le persone  fisiche  si  tiene  conto anche di partecipazioni, titoli o  diritti  posseduti  dai  familiari dell'imprenditore, individuati ai sensi dell'art.  5,  comma  5,  del Testo unico  delle  imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986, n. 917.
  2. In deroga all'art. 3 della legge 27 luglio  2000,  n.  212,  la disposizione del comma 1 si applica a decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente  decreto,  anche in relazione al calcolo dei costi ammissibili imputabili  ai  periodi d'imposta rilevanti per la determinazione della media  di  raffronto. Per gli acquisti derivanti da operazioni infragruppo intervenute  nel corso dei periodi d'imposta precedenti a quello in corso alla data di entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  resta  comunque   ferma l'esclusione dai costi ammissibili della parte del costo di  acquisto corrispondente ai costi  già  attributi  in  precedenza  all'impresa italiana in ragione della partecipazione ai  progetti  di  ricerca  e sviluppo relativi ai beni oggetto di acquisto.
  3. Resta comunque ferma la condizione secondo  cui,  agli  effetti della  disciplina  del  credito  d'imposta,  i  costi  sostenuti  per l'acquisto, anche in licenza d'uso, dei  suddetti  beni  immateriali, assumono  rilevanza  solo  se  i  suddetti  beni   siano   utilizzati direttamente ed esclusivamente  nello  svolgimento  di  attività  di ricerca e sviluppo considerate ammissibili al beneficio.

Capo III

Misure per il contrasto del disturbo da gioco d'azzardo

Art. 9

Divieto di pubblicità giochi e scommesse

  1. Ai fini del rafforzamento della tutela del consumatore e per un più efficace contrasto (( del disturbo da gioco d'azzardo )) , fermo restando quanto previsto dall'art. 7, commi 4 e 5, del  decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, (( e in  conformità  ai  divieti  contenuti nell'art. 1, commi da 937 a 940 )), della legge 28 dicembre 2015,  n. 208, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto é vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta,  relativa a giochi o scommesse con  vincite  di  denaro  ((  nonché  al  gioco  d'azzardo )), comunque effettuata e su qualunque  mezzo,  incluse  le manifestazioni sportive,  culturali  o  artistiche,  le  trasmissioni televisive o radiofoniche,  la  stampa  quotidiana  e  periodica,  le pubblicazioni in genere, le affissioni e  ((  i  canali  informatici, digitali e telematici, compresi i social media.  ))  Dal  1°  gennaio 2019 il divieto di cui  al  presente  comma  si  applica  anche  alle sponsorizzazioni di  eventi,  attività,  manifestazioni,  programmi, prodotti o servizi e a tutte  le  altre  forme  di  comunicazione  di contenuto promozionale, comprese le citazioni visive e acustiche e la sovraimpressione del nome, marchio, simboli, attività o prodotti  la cui pubblicità, ai sensi del presente  articolo,  é  vietata.  Sono esclusi dal divieto di cui al presente comma le lotterie nazionali  a estrazione differita di cui all'art. 21, comma 6,  del  decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla  legge  3 agosto 2009, n.  102,  le  manifestazioni  di  sorte  locali  di  cui all'art. 13 del decreto del Presidente della  Repubblica  26  ottobre 2001, n. 430, e i loghi sul gioco sicuro e responsabile  dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli.

(( 1-bis. Nelle leggi e negli altri atti  normativi  nonché  negli atti e nelle comunicazioni comunque effettuate su qualunque mezzo,  i disturbi correlati a giochi o scommesse con vincite  di  denaro  sono definiti «disturbi da gioco d'azzardo (DGA)».

1-ter. All'art. 7, comma  4-bis,  del  decreto-legge  13  settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge  8  novembre 2012, n. 189, é aggiunto, in fine,  il  seguente  periodo:  «Per  le lotterie istantanee indette dal 1° gennaio 2019 o ristampate da  tale data, i premi eguali o inferiori al  costo  della  giocata  non  sono compresi nelle indicazioni sulla probabilità di vincita». ))

  1. Fatto  salvo  quanto  previsto  dall'art.  7,  comma   6,   del decreto-legge  13   settembre   2012,   n.   158,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012,  n.  189,  l'inosservanza delle  disposizioni  di  cui  al  comma  1,  comporta  a  carico  del committente, del proprietario del mezzo o del sito di diffusione o di destinazione e  dell'organizzatore  della  manifestazione,  evento  o attività,  ai  sensi  della  legge  24  novembre   1981,   n.   689, l'applicazione  di  una  sanzione  amministrativa  pecuniaria  ((  di importo pari al 20 per cento )) del valore della  sponsorizzazione  o della pubblicità e in ogni caso non inferiore, per ogni  violazione, a euro 50.000.
  2. L'Autorità competente  alla  contestazione  e  all'irrogazione delle sanzioni di cui al presente  articolo  é  l'Autorità  per  le garanzie nelle comunicazioni, che vi provvede ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689.
  3. I proventi delle sanzioni amministrative per le  violazioni  di cui al comma 1, compresi quelli  derivanti  da  pagamento  in  misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge 24 novembre 1981,  n.  689, sono versati ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio statale e riassegnati allo stato di previsione della spesa del Ministero  della  salute per essere destinati  al  fondo  per  il  contrasto  al  gioco d'azzardo patologico di cui all'art. 1, comma  946,  della  legge  28 dicembre 2015, n. 208.
  4. Ai contratti di pubblicità in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore del presente decreto resta applicabile,  fino  alla loro scadenza e comunque per non oltre un anno dalla data di  entrata in vigore del presente decreto, la  normativa  vigente  anteriormente alla medesima data di entrata in vigore.
  5. La misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi  di  cui all'art. 110, comma 6, lettera a) e lettera b), del  testo  unico  di cui  al  regio  decreto  18  giugno  1931,  n.   773,   é   fissata, rispettivamente,  nel  19,25  per  cento  e  nel   6,25   per   cento dell'ammontare delle somme giocate a decorrere dal 1° settembre 2018, (( nel 19,6 per cento e nel 6,65 per cento a decorrere dal 1°  maggio 2019, nel 19,68 per cento e nel 6,68 per cento  a  decorrere  dal  1 gennaio 2020, nel 19,75 per cento e nel 6,75 per  cento  a  decorrere dal 1° gennaio 2021 e nel 19,6 per  cento  e  nel  6,6  per  cento  a decorrere dal 1° gennaio 2023.

6-bis. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore  della  legge di conversione del presente decreto, il Governo propone  una  riforma  complessiva in materia di  giochi  pubblici  in  modo  da  assicurare l'eliminazione dei rischi connessi al disturbo da gioco  d'azzardo  e contrastare il gioco illegale e  le  frodi  a  danno  dell'erario,  e comunque tale da garantire almeno l'invarianza  delle  corrispondenti  entrate, ivi comprese le maggiori entrate derivanti dal comma 6. ))

  1. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 147 milioni di euro per l'anno 2019 e a 198 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020, si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate  di  cui  al comma 6.

(( Art. 9 bis

Formule di avvertimento

  1. I tagliandi delle lotterie istantanee devono contenere messaggi in lingua italiana, stampati su entrambi i lati in  modo  da  coprire almeno il 20  per  cento  della  corrispondente  superficie,  recanti avvertenze relative ai rischi connessi al gioco d'azzardo.
  2. Con decreto del Ministro della salute, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentito  l'Osservatorio  per  il  contrasto  della diffusione del gioco d'azzardo e il fenomeno della dipendenza  grave, di cui all'art. 1, comma 133, quarto periodo, della legge 23 dicembre 2014,  n.  190,  sono  stabiliti  il  contenuto  del   testo   e   le caratteristiche grafiche delle  avvertenze  di  cui  al  comma  1.  I tagliandi devono in ogni caso riportare, su entrambi  i  lati  e  con dimensioni adeguate e,  comunque,  tali  da  assicurarne  l'immediata visibilità, la dicitura: «Questo gioco nuoce alla salute».
  3. I tagliandi delle lotterie istantanee prodotti fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione  del  presente  decreto possono essere posti in vendita anche successivamente  a  tale  data, per un periodo massimo di dodici mesi.
  4. Formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica dei giochi con vincite in denaro devono essere applicate anche  sugli apparecchi  da  intrattenimento  previsti  dall'art.  110,  comma  6, lettere a) e b); del testo unico delle leggi di  pubblica  sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, nonché nelle aree  e nei locali dove questi vengono installati.
  5. Resta fermo quanto previsto, in materia di avvertenze sui rischi derivanti dal disturbo da gioco d'azzardo, dall'art. 7, comma 5, del decreto-legge  13   settembre   2012,   n.   158,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189. ))

(( Art. 9 ter

Monitoraggio dell'offerta di gioco

  1. Il Ministero dell'economia e delle  finanze,  d'intesa  con  il Ministero della  salute,  svolge  il  monitoraggio  dell'offerta  dei giochi, anche attraverso una banca di dati sull'andamento del  volume di gioco e sulla  sua  distribuzione  nel  territorio  nazionale.  Il monitoraggio considera  in  particolare  le  aree  più  soggette  al rischio di concentrazione di giocatori affetti da disturbo  da  gioco d'azzardo. Il Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro  della  salute,  presenta  annualmente  alle  Camere  una relazione sui risultati del monitoraggio. ))

                         

(( Art. 9 quater

Misure a tutela dei minori

  1. L'accesso agli apparecchi di intrattenimento, di  cui  all'art. 110, comma 6, lettere a)  e  b),  del  testo  unico  delle  leggi  di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931,  n.  773, é  consentito  esclusivamente  mediante  l'utilizzo  della   tessera sanitaria al fine di  impedire  l'accesso  ai  giochi  da  parte  dei minori. Dal 1° gennaio 2020 gli apparecchi di cui al  presente  comma privi di meccanismi idonei a impedire ai minori di età l'accesso  al gioco devono essere  rimossi  dagli  esercizi.  La  violazione  della prescrizione di cui al secondo periodo  é  punita  con  la  sanzione amministrativa di euro 10.000 per ciascun apparecchio. ))

                      

(( Art. 9 quinquies

Logo No Slot

  1. É istituito il logo identificativo «No Slot».
  2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da  adottare entro sei mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di conversione del presente decreto, su proposta  dell'Osservatorio  per il contrasto della diffusione del gioco d'azzardo e il fenomeno della dipendenza grave, di cui all'art. 1, comma 133, quarto periodo, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono definite le  condizioni  per  il rilascio e la regolamentazione dell'uso del logo  identificativo  «No Slot».
  3. I comuni possono rilasciare il logo identificativo «No Slot» ai titolari di pubblici esercizi o di circoli privati che eliminano o si impegnano a non installare gli apparecchi da intrattenimento  di  cui all'art. 110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico  delle  leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto  18  giugno  1931,  n. 773.
  4. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. ))

Capo IV 

Misure in materia di semplificazione fiscale

Art. 10

Disposizioni in materia di redditometro

  1. All'art. 38 del decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29 settembre 1973, n. 600, al quinto comma, dopo  la  parola  «biennale» sono  inserite  le  seguenti:  «,  sentiti  l'Istituto  nazionale  di statistica (ISTAT) e le associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori per gli aspetti riguardanti la metodica di  ricostruzione induttiva del reddito complessivo in base alla capacità di  spesa  e alla propensione al risparmio dei contribuenti».
  2. É abrogato il  decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle finanze 16 settembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre  2015.  ((  Le  disposizioni  del  predetto  decreto cessano di avere efficacia per  gli  anni  di  imposta  successivi  a quello in corso al 31 dicembre 2015. ))
  3. Il presente articolo non si applica agli inviti per fornire dati e notizie rilevanti ai  fini  dell'accertamento  e  agli  altri  atti previsti dall'art. 38, settimo  comma,  del  decreto  del  Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, per gli anni di imposta fino al  31 dicembre 2015. In ogni caso non si applica agli atti già  notificati e non si fa luogo al rimborso delle somme già pagate.

Art. 11

Disposizioni in materia di invio dei  dati  delle  fatture  emesse  e  ricevute

  1. Con riferimento ((  all'obbligo  di  comunicazione  ))  di  cui all'art. 21, comma 1,  del  decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,  i dati relativi al terzo trimestre del 2018  possono  essere  trasmessi entro il 28 febbraio 2019.
  2. All'art. 1-ter, comma  2,  lettera  a),  del  decreto-legge  16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  4 dicembre 2017, n. 172,  dopo  le  parole  «cadenza  semestrale»  sono aggiunte le seguenti: «, entro il 30 settembre per il primo  semestre ed  entro  il  28  febbraio  dell'anno  successivo  per  il   secondo semestre,».

(( 2-bis. All'art. 1 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, in materia di  fatturazione  elettronica  e  trasmissione  telematica delle fatture o dei relativi dati, dopo il comma 3-bis é inserito il seguente:

«3-ter. I soggetti obbligati  alla  comunicazione  dei  dati  delle fatture emesse e ricevute ai sensi del comma 3 del presente  articolo sono esonerati dall'obbligo di annotazione in apposito  registro,  di cui agli articoli 23 e 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633».

2-ter. Il comma 8-bis dell'art. 36  del  decreto-legge  18  ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17  dicembre 2012, n. 221, é abrogato.

2-quater. All'art. 21, comma 1, del decreto-legge 31  maggio  2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,  n.  122, il terzo periodo é sostituito dal seguente: «A decorrere dal 1° gennaio 2018 sono esonerati dalla comunicazione i soggetti passivi di  cui all'art. 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633».

2-quinquies. All'onere derivante dal comma  2-quater,  valutato  in 3,5  milioni  di  euro  per  l'anno  2018,   si   provvede   mediante corrispondente riduzione del  Fondo  per  interventi  strutturali  di  politica economica, di cui all'art. 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge  27 dicembre 2004, n. 307. Il Ministro dell'economia e delle  finanze  è autorizzato  ad  apportare,  con  propri   decreti,   le   occorrenti variazioni di bilancio. ))

(( Art. 11 bis

Proroga  del  termine  di  entrata  in  vigore  degli   obblighi   di  fatturazione elettronica per le cessioni di carburante

  1. All'art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. a) al comma 917, lettera a), dopo le parole: «per motori»  sono aggiunte le seguenti: «, ad eccezione delle  cessioni  di  carburante per autotrazione presso gli impianti stradali di  distribuzione,  per le quali il comma 920 si applica dal 1° gennaio 2019»;
  3. b) il comma 927 é sostituito dal seguente:

«927. Le disposizioni di  cui  ai  commi  920,  921  e  926  si applicano dal 1° gennaio 2019. Le disposizioni di cui ai commi da 922 a 925 si applicano dal 1° luglio 2018».

  1. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica,  di cui all'art. 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n.  307, é incrementato di 12,6 milioni di euro per l'anno 2020.
  2. All'onere derivante dall'attuazione dei commi 1 e 2 del presente articolo, pari a 56,9 milioni di euro per l'anno 2018, a 29 milioni di euro per l'anno 2019 e a 12,6 milioni di euro per l'anno 2020,  si provvede:
  3. a) quanto a  3  milioni  di  euro  per  l'anno  2018,  mediante corrispondente utilizzo del fondo di parte  corrente  iscritto  nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico  ai  sensi dell'art. 49, comma 2, lettere a) e b), del decreto-legge  24  aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  23  giugno 2014, n. 89;
  4. b) quanto a  3  milioni  di  euro  per  l'anno  2018,  mediante corrispondente utilizzo del fondo di parte  corrente  iscritto  nello stato di previsione del Ministero per lo sviluppo economico ai  sensi dell'art. 34-ter, comma 5, della legge 31 dicembre 2009, n. 196;
  5. c) quanto a 30,9 milioni di euro per l'anno 2018 e a 29 milioni di euro per l'anno  2019,  mediante  corrispondente  riduzione  dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto,  ai  fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire»  dello  stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per  l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando  l'accantonamento  relativo al Ministero dello sviluppo economico  per  1  milione  di  euro  per l'anno 2018 e 2 milioni di euro per l'anno  2019  e  l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze per 29,9  milioni di euro per l'anno 2018 e 27 milioni di euro per l'anno 2019;
  6. d) quanto a 20  milioni  di  euro  per  l'anno  2018,  mediante corrispondente riduzione del Fondo di  cui  all'art.  1,  comma  199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
  7. e) quanto a 12,6 milioni di euro per l'anno 2020,  mediante  le maggiori entrate di cui al comma 1 del presente articolo.
  8. Il Ministro dell'economia e delle finanze  é  autorizzato  ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di  bilancio.))

Art. 12

Split payment

  1. All'art. 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica  26 ottobre 1972, n. 633,  dopo  il  comma  1-quinquies  é  aggiunto  il seguente: «1-sexies. Le disposizioni del  presente  articolo  non  si applicano alle prestazioni di servizi rese  ai  soggetti  di  cui  ai commi 1, 1-bis e 1-quinquies, i  cui  compensi  sono  assoggettati  a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito ovvero a ritenuta a titolo di acconto di cui all'art. 25  del  decreto  del  Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.».
  2. Le disposizioni del comma 1 si applicano alle operazioni per le quali é emessa fattura  successivamente  alla  data  di  entrata  in vigore del presente decreto.
  3. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 35 milioni di euro per l'anno 2018, a 70 milioni di euro per  l'anno  2019,  a  35 milioni di euro per l'anno 2020, si provvede:
  4. a) quanto a 41 milioni di euro per l'anno 2019 e a 1 milione  di euro  per  l'anno  2020,  mediante  corrispondente  riduzione   delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale  di  parte  corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020,  nell'ambito  del programma «Fondi di riserva e  speciali»  della  missione  «Fondi  da ripartire» dello stato di previsione del  Ministero  dell'economia  e delle finanze per l'anno 2018, allo  scopo  parzialmente  utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'interno per 4 milioni  di euro  per  l'anno  2019,  l'accantonamento  relativo   al   Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per 1  milione di euro per  l'anno  2019,  l'accantonamento  relativo  al  Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per  5  milioni  di euro  per  l'anno  2019,  l'accantonamento  relativo   al   Ministero dell'economia e delle finanze per 24 milioni di euro per l'anno 2019, l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e  delle  politiche sociali per 2 milioni  di  euro  per  l'anno  2019,  l'accantonamento relativo al  Ministero  degli  affari  esteri  e  della  cooperazione internazionale  per  5  milioni   di   euro   per   l'anno   2019   e l'accantonamento relativo al Ministero dello sviluppo economico per 1 milione di euro per l'anno 2020;
  5. b) quanto a  15  milioni  di  euro  per  l'anno  2019,  mediante corrispondente utilizzo del fondo di parte  corrente  iscritto  nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico  ai  sensi dell'art. 49, comma 2, lettere a) e b), del decreto-legge  24  aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  23  giugno 2014, n. 89;
  6. c) quanto  a  8  milioni  di  euro  per  l'anno  2019,  mediante corrispondente riduzione del  fondo  per  interventi  strutturali  di politica economica di cui all'art. 10, comma 5, del decreto-legge  29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge  27 dicembre 2004, n. 307;
  7. d) quanto a 35 milioni di euro per l'anno 2018, a 6  milioni  di euro per l'anno 2019 e a 34 milioni di euro per l'anno 2020, mediante quota parte delle maggiori entrate di cui all'art. 9, comma 6.

(( Art. 12 bis

Compensazione delle cartelle  esattoriali  in  favore  di  imprese  e professionisti titolari di crediti  nei  confronti  della  pubblica  amministrazione

  1. Le  disposizioni  di  cui  all'art.  12,   comma   7-bis,   del decreto-legge   23   dicembre   2013,   n.   145,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, si applicano,  con le modalità previste dal decreto del Ministro dell'economia e  delle finanze 24 settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre 2014,  anche  per  l'anno  2018,  con  riferimento  ai carichi affidati agli agenti della riscossione entro il  31  dicembre 2017. ))

Capo V 
Disposizioni finali e di coordinamento

Art. 13

Società sportive dilettantistiche

  1. All'art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, i commi  353, 354, 355, 358, 359 e 360, sono abrogati. In deroga all'art. 3,  comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, l'abrogazione del comma 355 ha effetto a decorrere dal periodo  d'imposta  in  corso  alla  data  di entrata in vigore del presente decreto.
  2. All'art. 2, comma 2, lettera d), del  decreto  legislativo  15 giugno 2015, n. 81, le parole  «,  nonché  delle  società  sportive dilettantistiche lucrative» sono soppresse.
  3. Alla tabella A, parte III, allegata al decreto del  Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, il  numero  123-quater)  è soppresso.
  4. All'art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, sono apportate le seguenti modificazioni:
  5. a) al comma 24, le parole «in via preferenziale alle associazioni sportive dilettantistiche e alle società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro», sono sostituite dalle seguenti:  «a  tutte  le società e associazioni sportive»;
  6. b) al comma 25, dopo la parola  «società»  sono  soppresse  le seguenti: «sportive dilettantistiche senza scopo di lucro»;
  7. c) al comma 26, le parole «in via preferenziale a disposizione di società sportive dilettantistiche   senza   scopo   di   lucro   e associazioni  sportive  dilettantistiche»   sono   sostituite   dalle seguenti:  «a  disposizione  di  società  e  associazioni   sportive dilettantistiche».
  8. Nello stato  di   previsione   della   spesa   del   Ministero dell'economia e delle finanze é istituito, ai fini del trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri,  un fondo da destinare a interventi in  favore  delle  società  sportive dilettantistiche, con una dotazione di 3,4 milioni di euro  nell'anno 2018, di 11,5 milioni di euro nell'anno 2019, di 9,8 milioni di  euro nell'anno 2020, di 10,2 milioni  di  euro  nell'anno  2021,  di  10,3 milioni di euro nell'anno 2022, di 5,6 milioni  di  euro  per  l'anno2023 e di 5,2 milioni di euro annui a decorrere  dall'anno  2024.  Le suddette risorse sono assegnate all'Ufficio per lo  sport  presso  la Presidenza del Consiglio dei ministri. Ai relativi oneri si  provvede mediante le maggiori  entrate  e  le  minori  spese  derivanti  dalle disposizioni di cui ai commi 1 e 3.

Art. 14

Copertura finanziaria

  1. Il fondo di cui all'art. 10,  comma  5,  del  decreto-legge  29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge  27 dicembre 2004, n. 307, é incrementato di 4,5 milioni (( di  euro  )) per l'anno 2018, 28,1 milioni  di  euro  per  l'anno  2020,  di  68,9 milioni di euro per l'anno 2021, di 69,2 milioni di euro  per  l'anno 2022, di 69,5 milioni di euro per l'anno 2023,  di  69,9  milioni  di euro per l'anno 2024, di 70,3 milioni di euro  per  l'anno  2025,  di 70,7 milioni di euro per l'anno 2026,  di  71  milioni  di  euro  per l'anno 2027 e 71,3 milioni di euro (( annui )) a decorrere  dall'anno 2028.
  2. Agli oneri derivanti dagli articoli 1  e  3,  ((  comma  2  )), valutati in 17,2 milioni di euro per l'anno 2018, in 136,2 milioni di euro per l'anno 2019, in 67,10 milioni di euro per  l'anno  2020,  in 67,80 milioni di euro per l'anno 2021, in 68,5 milioni  di  euro  per l'anno 2022, in 69,2 milioni di euro per l'anno 2023, in 69,8 milioni di euro per l'anno 2024, in 70,5 milioni di euro per l'anno 2025,  in 71,2 milioni di euro per l'anno 2026,  in  72  milioni  di  euro  per l'anno 2027 (( e in 72,7 milioni di euro annui a decorrere  dall'anno 2028, e dal comma 1 del presente articolo, pari a 4,5 milioni di euro per l'anno 2018, a 28,1 milioni di  euro  per  l'anno  2020,  a  68,9 milioni di euro per l'anno 2021, a 69,2 milioni di  euro  per  l'anno 2022, a 69,5 milioni di euro per l'anno 2023, a 69,9 milioni di  euro per l'anno 2024, a 70,3 milioni di  euro  per  l'anno  2025,  a  70,7 milioni di euro per l'anno 2026, a 71 milioni di euro per l'anno 2027 e a 71,3 milioni di euro annui ))  a  decorrere  dall'anno  2028,  si provvede:
  3. a) quanto a 5,9 milioni di euro (( per l'anno )) 2018  e  a  7,4 milioni di euro per l'anno 2019,  mediante  corrispondente  riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui  all'art.  1,  comma  107,  della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
  4. b) quanto a 10,8 milioni (( di euro )) per l'anno 2019, mediante corrispondente riduzione del  Fondo  per  interventi  strutturali  di politica economica, di cui all'art. 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge  27 dicembre 2004, n. 307;
  5. c) quanto a 4,5 milioni (( di euro )) per l'anno  2018,  a  42,5 milioni di euro per l'anno 2019, a 2 milioni di euro per l'anno  2020 e a 36 milioni di euro  ((  annui  ))  a  decorrere  dall'anno  2021, mediante quota parte delle maggiori entrate di cui all'art. 9,  comma 6;
  6. d) quanto a 11,3 milioni di euro per l'anno 2018, a 75,5 milioni di euro per l'anno 2019, (( a 104,1 )) milioni  di  euro  per  l'anno 2020, a 120 milioni di euro per l'anno 2021, a 121,2 milioni di  euro per l'anno 2022, a 122,4 milioni di euro per  l'anno  2023,  a  123,6 milioni di euro per l'anno 2024, a 124,9 milioni di euro  per  l'anno 2025, a 126,2 milioni di euro per l'anno 2026,  a  127,5  milioni  di euro per l'anno 2027 e  ((  a  128,7  milioni  di  euro  annui  ))  a decorrere dall'anno 2028, mediante le maggiori entrate  e  le  minori spese di cui agli (( articoli 1 e 3, comma 2. ))
  7. Al fine di  garantire  la  neutralità  sui  saldi  di  finanza pubblica,  ((  l'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale   )) provvede al monitoraggio trimestrale delle maggiori  spese  e  minori entrate di cui agli (( articoli 1, 2 e 3, comma 2 )), e  comunica  le relative risultanze al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze entro il mese successivo al trimestre  di  riferimento,  anche  ai  fini  dell'adozione  delle eventuali iniziative da intraprendere ai sensi  dell'art.  17,  della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
  8. Il Ministro dell'economia e delle finanze  é  autorizzato  ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio per l'attuazione del presente decreto.

                              

Art. 15

Entrata in vigore

  1. Il presente decreto entra in vigore  il  giorno  successivo  a quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

 

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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 8 maggio 2018

Modalità operative per l'erogazione dei contributi per l'avvio di progetti di formazione professionale nel settore dell'autotrasporto.

(18A05265)

(GU n.184 del 9-8-2018)

 

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

 

Visto il regolamento adottato con decreto del Presidente della Repubblica 29 maggio 2009, n. 83, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica  italiana, n.157 del 9 luglio 2009,  recante modalità di ripartizione e di  erogazione  delle  risorse  destinate agli incentivi  per  la  formazione  professionale di cui  all'art.83-bis, comma 28 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133;

Visto in particolare l'art. 2, comma 2, del citato regolamento  in base al quale, con decreto del Ministro delle  infrastrutture e dei trasporti sono stabiliti termini e modalità per accedere agli incentivi sopra richiamati, nonché i modelli delle istanze e le indicazioni che le stesse dovranno contenere;

Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 6 novembre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 271 del 21 novembre 2009, recante modalità operative per l'erogazione  dei contributi a favore delle iniziative per la formazione professionale, di cui all'art.4, comma 1, del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 83 del 2009;

Visto il trattato istitutivo dell'Unione europea ed in particolare l'art. 87;

Vista la raccomandazione della Commissione europea del 6 maggio 2003, relativa alla definizione della microimpresa, piccola e media impresa;

Visto il regolamento UE n. 651/2014 della Commissione europea,  del 17 giugno 2014 e successive modifiche e integrazioni che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato;

Considerato che tale regolamento prevede, all'art. 31 della Sezione 5, l'esenzione per aiuti relativi a progetti   di formazione professionale;

Vista la legge 27 dicembre 2017, n. 205 che destina al settore dell'autotrasporto per l'annualità 2018 risorse finanziarie pari  ad euro 236.181.685;

Visto il decreto interministeriale (MIT-MEF) 27 marzo 2018, n.153 che, sulla base dell'art. l, comma 150 della legge 23 dicembre 2014, n.190, ripartisce le risorse complessivamente destinate al  settore dell'autotrasporto per l'annualità 2018 tra le diverse ipotesi d'intervento;

Visto in particolare l'art.1, comma 1, lettera c) del summenzionato decreto interministeriale che  destina  euro  9.600.000 all'incentivazione di interventi a favore della formazione professionale nel settore dell'autotrasporto;

Visto l'art. 19, comma 5, del decreto-legge 1° luglio 2009, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102,  il quale prevede che le amministrazioni dello Stato cui sono  attribuiti per legge fondi o interventi pubblici, possono affidarne direttamente la  gestione, nel rispetto dei principi comunitari e  nazionali conferenti, a società a capitale interamente pubblico, sulle quali le predette amministrazioni esercitano un controllo analogo a  quello esercitato su propri servizi e  che  svolgono  la  propria  attività quasi esclusivamente nei confronti dell'amministrazione dello  Stato.

La stessa norma dispone che gli oneri relativi alla gestione dei predetti fondi ed interventi pubblici siano a carico delle risorse finanziarie dei fondi stessi;

 

Ritenuto necessario definire le modalità operative per l'erogazione dei contributi per l'avvio di progetti di formazione professionale nel settore dell'autotrasporto e sentite le Associazioni di categoria dell'autotrasporto;

Decreta:

Art. 1

Finalità, beneficiari e intensità del contributo

 

1. Ai sensi dell'art. 1, comma  1,  lettera  c),  del  decreto  del  Ministro infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze 27 marzo 2018  n.153  le  risorse  da destinare   all'agevolazione per nuove azioni di formazione professionale nel settore dell'autotrasporto     ammontano complessivamente ad euro 9.600.000.

2. I soggetti destinatari della presente  misura  incentivante  e, quindi, delle azioni di formazione professionale, sono le imprese  di autotrasporto di merci per conto di  terzi,  i  cui  titolari,  soci, amministratori, nonché dipendenti o addetti inquadrati nel Contratto collettivo nazionale logistica, trasporto e  spedizioni,  partecipino ad iniziative  di  formazione  o  aggiornamento  professionale  volte all'acquisizione di competenze adeguate alla gestione d'impresa, alle nuove   tecnologie,   allo   sviluppo   della    competitività    ed all'innalzamento del livello di sicurezza stradale e di sicurezza sul lavoro. Da  tali  iniziative  sono  esclusi  i  corsi  di  formazione finalizzati  all'accesso  alla  professione  di  autotrasportatore  e all'acquisizione o al rinnovo di titoli  richiesti  obbligatoriamente per l'esercizio di una determinata attività  di  autotrasporto.  Non sono concessi aiuti, ai sensi dell'art.31, comma 2 del predetto regolamento (CE) n. 651/2014 e successive modifiche  e  integrazioni, alla  formazione  organizzata  dalle  imprese  per  conformarsi  alla normativa nazionale obbligatoria in materia di formazione.

3. Le iniziative di cui al comma 2 sono realizzate attraverso piani formativi aziendali, oppure  interaziendali,   territoriali o strutturati per filiere; in tali casi, al momento della presentazione della domanda, é necessario specificare la volontà di tutte le imprese coinvolte di partecipare al medesimo piano formativo, nonché esplicitare  l'articolazione  interaziendale,  territoriale o per filiera del progetto da realizzare, con riferimento alle attività di cui all'art. 1, comma 2, del citato decreto ministeriale  6  novembre 2009, nel rispetto dei requisiti previsti  all'art.2  del  presente decreto. Indipendentemente  dal  piano  formativo  proposto,  possono essere  oggetto  di  finanziamento  esclusivamente  le  attività  di formazione  dirette  ai  destinatari  che  possiedano i requisiti richiesti al precedente comma 2.

4. Ai fini del finanziamento, l'attività  formativa  deve  essere avviata a partire dal 4 dicembre 2018 e deve avere termine entro il 3 giugno  2019.  Potranno  essere  ammessi  costi  di  preparazione  ed elaborazione del piano formativo anche se antecedenti  a  tale  data, purché  successivi  alla  data  di  pubblicazione   nella   Gazzetta Ufficiale del presente decreto.

5. Ai fini dell'erogazione, l'intensità massima del contributo, le relative maggiorazioni ed i costi ammissibili sono calcolati in base a quanto previsto dall'art.31 del citato regolamento (CE) n. 651/2014 e successive modifiche e integrazioni.

 

Art. 2

Soggetto gestore

 

1. Gli adempimenti tecnici e amministrativi riguardanti la gestione operativa, l'istruttoria delle  domande,  nonché  l'esecuzione  dei monitoraggi e dei controlli affidati dal Ministero di cui al presente regolamento  sono svolti dal soggetto gestore RAM Logistica Infrastrutture e Trasporti Spa, ai sensi dell'art. 19, comma  5,  del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, con le modalità e nei termini previsti da apposito Atto Attuativo, da stipularsi tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed il soggetto gestore ai  sensi dell'Accordo di servizio firmato tra le suddette Parti  il  31  marzo 2017.

2. Le funzioni  e  le  attività  che  il  soggetto  gestore  deve svolgere, così come regolamentate dal predetto Atto Attuativo, sono quelle di seguito elencate:

  1. collaborare con  il  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei trasporti per  la  predisposizione delle procedure di accesso ai suddetti incentivi;
  2. fornire assistenza tecnica al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed ai beneficiari;
  3. realizzare la gestione operativa del provvedimento in oggetto, ivi comprese tutte le attività  di  informatizzazione/archiviazione dei dati, istruttoria, verifica, analisi  e  comunicazione  operativa con i beneficiari, seguendo le indicazioni  fornite  dalla  Direzione generale per il trasporto stradale e per l'intermodalità;
  4. fornire assistenza tecnica al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nella fase di chiusura delle attività relative a tali incentivi;
  5. monitorare  l'andamento  dei  provvedimenti  e  svolgere   le relative attività di controllo, sulla base delle specifiche  fornite dalla Direzione generale competente.

3. Gli oneri derivanti dall'accordo di servizio previsto dal comma 1 sono a carico delle risorse di cui all'art. 1 nei limiti del 2%, e sono definiti in base ad uno specifico preventivo che tenga  conto, per il personale impiegato, delle  giornate/uomo  impegnate  e  delle relative tariffe applicabili, per i costi direttamente  imputabili all'esecuzione delle attività, della spesa da  sostenere,  per  le componenti di costo indiretto, della percentuale riconoscibile e, per gli  eventuali costi per viaggi e trasferte, delle spese preventivabili. Gli oneri effettivamente risultanti sono riconosciuti previa presentazione  ed  approvazione  di  apposita  rendicontazione redatta secondo le  specifiche  contenute  nell'Accordo  di  servizio medesimo in conformità al sopracitato preventivo.

4. Il Ministero, in quanto amministrazione titolare dell'interesse primario, esercita  le  funzioni  di  iniziativa,  di  vigilanza, di controllo e decisorie in ordine alle attività espletate dal soggetto gestore. A tal riguardo il  predetto  soggetto  assicura  la  massima collaborazione, tempestività, diligenza e serietà  nell'adempimento delle richieste, degli ordini e delle  sollecitazioni  del  Ministero delle infrastrutture e  dei  trasporti  sulle  attività  tecniche  e istruttorie relative alle procedure di cui é responsabile.

 

Art. 3

Termine di proposizione delle domande e requisiti

 

1. Possono proporre domanda di accesso ai contributi:

  1. le imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi aventi sede principale o secondaria in  Italia,  regolarmente  iscritte  al Registro elettronico nazionale  istituito  dal  regolamento  (CE)  1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre  2009 e le imprese di  autotrasporto  di  merci  per  conto  di  terzi  che esercitano  la  professione  esclusivamente  con  veicoli  di   massa complessiva fino a 1,5  tonnellate,  regolarmente  iscritte  all'Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi;
  2. le strutture societarie regolarmente iscritte  nella  sezione speciale del predetto Albo ai sensi del comma  5-bis dell'art.  1  del decreto-legge 6 febbraio 1987, n. 16, convertito, con  modificazioni, dalla legge 30 marzo 1987, n. 132, risultanti dall'aggregazione delle imprese di cui al precedente punto a), costituite a norma del libro V titolo VI, capo I, o del libro V, titolo X, capo  II,  sezioni  II  e II-bis,  del   codice   civile,   limitatamente   alle   imprese   di autotrasporto dì merci per  conto  di  terzi  regolarmente  iscritte nella citata sezione speciale dell'Albo.

2. Ogni impresa richiedente, anche se associata ad un consorzio o a una cooperativa, può presentare una  sola  domanda  di  accesso  al contributo. In caso di presentazione di più domande sarà  presa  in considerazione solo la domanda presentata per prima.

3. Le domande per accedere ai contributi devono essere presentate, a partire dal 25 settembre 2018 ed entro il termine perentorio del 29 ottobre 2018, in via telematica, sottoscritte con firma digitale  dal rappresentante legale dell'impresa, del consorzio o della cooperativa richiedente, seguendo le specifiche modalità che saranno pubblicate, a partire dall'11  settembre  2018,  sul  sito  del  Ministero  delle infrastrutture e dei trasporti, nella sezione Autotrasporto  merci  - Documentazione - Autotrasporto contributi ed incentivi.

4. Il contributo massimo erogabile per  l'attività  formativa  é fissato secondo le seguenti soglie:

  • euro 15.000 per le microimprese  (che  occupano  meno  di  10 persone);
  • euro 50.000 per le piccole imprese  (che  occupano  meno  di  50 persone);
  • euro 130.000 per le medie imprese  (che  occupano  meno  di  250 persone);
  • euro 200.000 per le grandi imprese (che occupano un numero pari o superiore a 250 unità).

I raggruppamenti di imprese potranno ottenere  un  contributo  pari alla somma dei contributi massimi riconoscibili alle imprese, associate al raggruppamento, che partecipano al piano  formativo  con un tetto massimo di euro 800.000.

Per la determinazione del contributo si terrà altresì conto dei seguenti massimali:

  1. ore di formazione: 24 per ciascun partecipante con  qualifica di autista e 40 per gli altri dipendenti;
  2. compenso della docenza in aula: centoventi euro per ogni ora;
  3. compenso dei tutor: trenta euro per ogni ora;
  4. servizi di consulenza a qualsiasi titolo prestati: 20 per cento del totale dei costi ammissibili.

Fermi restando i suddetti massimali, le spese complessive  inerenti l'attività didattica di cui a: personale docente,  tutor,  spese  di trasferta,  materiali  e  forniture  con   attinenza   al   progetto, ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota  parte da riferire al loro uso esclusivo per il  progetto  di  formazione  e costo dei servizi di consulenza, dovranno essere pari o superiori  al 50 per cento di tutti i  costi  ammissibili.  Relativamente  ad  ogni progetto formativo, la formazione a distanza non potrà  superare  il 20 per cento del totale delle ore di formazione. Qualora nel progetto formativo sia presente  attività  di  formazione  a  distanza  sarà obbligatorio fornire, all'atto  della  presentazione  della  domanda, idonee informazioni al fine  di  consentire  eventuali  controlli  in itinere sullo svolgimento di tali corsi.

5. Al momento della compilazione  della  domanda  dovranno  essere obbligatoriamente indicati, a pena di inammissibilità, oltre ai dati identificativi  del  richiedente  ed   alle   informazioni   previste dall'art. 5, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica  29 maggio 2009, n. 83, i seguenti elementi:

a) il soggetto attuatore delle azioni  formative,  conformemente all'art. 3, comma  2,  del  predetto  decreto  del  Presidente  della Repubblica n. 83 del 2009,  che  non  potrà  in  alcun  caso  essere modificato  successivamente  alla  presentazione  della  domanda;  in particolare, laddove il soggetto attuatore dovesse  presentarsi  come «articolazione territoriale», l'impresa richiedente  dovrà  produrre lettera di accreditamento, ai sensi dell'art. 3, comma 2 del  decreto del  Presidente  della  Repubblica    83/2009  rilasciata  in  data successiva alla pubblicazione del presente decreto;

b) il programma del corso (le materie di insegnamento, la data di inizio e di fine del progetto formativo, il numero complessivo delle ore di  insegnamento,  il  numero  e  la  tipologia  dei  destinatari dell'iniziativa e l'eventuale presenza di corsi FAD);

c) dichiarazione, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre  2000,    445,  con  la  quale  il  soggetto attuatore designato dall'impresa attesti la presa visione  del  corso formativo presentato e si  impegni  a  realizzarlo  nel  rispetto  di quanto previsto dal presente decreto;

d) il preventivo della spesa suddiviso nelle seguenti voci:

  1. costi della docenza in aula;
  2. costi dei tutor;
  3. altri costi per l'erogazione della formazione;
  4. spese  di  viaggio  e  alloggio  relative  a  formatori   e partecipanti alla formazione;
  5. materiali e forniture con attinenza diretta al progetto;
  6. ammortamento degli  strumenti  e  delle  attrezzature  nella misura in cui sono  utilizzati  esclusivamente  per  il  progetto  di formazione;
  7. costi dei  servizi  di  consulenza  relativi  all'iniziativa formativa programmata;
  8. costi  di  personale  dei  partecipanti  al   progetto   di formazione;
  9. spese  generali  indirette,  secondo  le  modalità  dettate dall'art. 31 del regolamento generale in materia di  esenzione  dagli aiuti di Stato adottato dalla commissione europea in data  17  giugno 2014 e successive modifiche e integrazioni, imputate  con  un  metodo equo e corretto debitamente giustificato;

e) il calendario del corso (materia trattata, giorno, ora e sede di svolgimento del corso medesimo). Qualsiasi modifica di uno o  più dei  predetti  elementi  del  calendario  del  corso  dovrà   essere effettuata direttamente online almeno tre giorni prima rispetto  alla prima data che si intende modificare, fatti salvi casi di  comprovata forza maggiore. Per tali casi,  la  modifica  potrà  infatti  essere effettuata online in un termine  di  tempo  anche  inferiore  ai  tre giorni,  ma  la  variazione  dovrà  essere  documentata  e  motivata oggettivamente  a  pena  di  esclusione  della   giornata   formativa modificata. L'ammissibilità della documentazione inviata a  comprova della causa di forza maggiore sarà oggetto di apposita  verifica  in fase di valutazione della rendicontazione dei costi sostenuti.  

6. Ciascun soggetto richiedente sarà  tenuto,  obbligatoriamente, alla  compilazione  di  un  registro  di  presenze  elettronico, da eseguirsi  entro  e  non  oltre  le  ore  24,00  della  giornata   di svolgimento  della  lezione, accedendo all'apposita  piattaforma informatica, secondo le modalità comunicate con la  relativa  «Guida Gestione Incentivi per la Formazione in ambito  Autotrasporto 2018», che verrà  pubblicata  sul  sito  www.ramspa.it →  nella sezione Incentivi → Formazione professionale.

 

Art. 4

Attività istruttoria ed erogazione dei contributi 

1. Qualora in esito all'istruttoria di ammissibilità, emergano vizi che possano determinare l'inammissibilità  della  domanda,  ai sensi del presente decreto e  della  normativa  vigente,  l'attività  formativa non potrà essere avviata fino al completamento della  fase procedimentale prevista dall'art. 10-bis della legge 7  agosto  1990, n. 241. Qualora  l'attività  formativa  venga  avviata  prima  della chiusura della suddetta fase procedimentale,  le  giornate  formative svolte anticipatamente non saranno ritenute ammissibili ai  fini  del contributo. Resta fermo che, anche in caso di ammissibilità, non  é riconosciuto in favore dell'impresa l'importo del preventivo di spesa formulato, che verrà considerato quale massimale, ma,  ai  fini  del riconoscimento del contributo, si procederà alla verifica dei  costi rendicontati e del mantenimento in  capo  all'impresa  dei  requisiti previsti.

2. L'erogazione del contributo per le iniziative formative avverrà al termine della realizzazione del progetto  formativo,  che  dovrà essere completato entro il termine  perentorio  del  3  giugno  2019. Entro e non  oltre  quarantacinque  giorni  dal  termine  di  ciascun progetto formativo, dovrà essere inviata  via  telematica  specifica rendicontazione dei costi sostenuti secondo il preventivo  presentato all'atto della domanda, risultanti da fatture in  originale  o  copia conforme, ovvero da fatture proforma, indicate  in  apposito  elenco; tali fatture dovranno essere accompagnate  da  idonea  documentazione contabile attestante la prova certa del loro pagamento, ovvero da una garanzia fideiussoria  «a  prima  richiesta»  che  l'impresa  istante stipula a favore dello Stato, per il periodo di un anno,  rinnovabile automaticamente fino al perfezionamento del relativo svincolo di  cui al successivo art. 5, comma 4, a garanzia del pagamento  delle  spese rendicontate -  e  non  ancora  pagate  -  a  fronte  dell'iniziativa formativa effettuata,  IVA  inclusa.  Le  modalità  di  invio  della rendicontazione e dei  documenti,  inclusa  tra  questi,  la  polizza fideiussoria a favore del beneficiario, in formato originale, saranno pubblicate  sul  sito  del  Ministero  delle  infrastrutture  e   dei trasporti  nella  sezione  Autotrasporto  merci  -  Documentazione  - Autotrasporto contributi ed incentivi. A tale  documentazione  dovrà essere  allegata  alla  relazione  di  fine   attività   debitamente sottoscritta dall'impresa, dal consorzio o dalla  cooperativa,  dalla quale si evinca la corrispondenza con piano  formativo  presentato  e con  i   costi   preventivati   ovvero   i   motivi   della   mancata corrispondenza.  La  documentazione  contabile  dovrà,  a  pena   di inammissibilità,  essere   certificata   da   un   revisore   legale indipendente e iscritto nell'apposito Registro dei revisori legali di cui  al  decreto  legislativo  n.  39/2012  e  successive  modifiche, integrazioni e norme  attuative:  il  relativo  costo  potrà  essere rendicontato tra i costi per i servizi di consulenza di cui  all'art. 3, comma 5, lettera d), punto 7 ma non concorrerà a  determinare  le soglie previste dall'art. 3, comma 4 del presente decreto.

All'atto della rendicontazione dovranno, inoltre, essere  allegati, i seguenti documenti:

  1. elenco dei partecipanti con, in caso di dipendenti ed addetti, indicazione del contratto di  lavoro  applicato  e  della  qualifica professionale oltre all'indicazione delle date di frequentazione  dei corsi. Nel caso delle strutture societarie di cui all'art.  3,  comma 1, lettera  b),  andrà  allegato  l'elenco  completo  delle  aziende partecipanti al progetto formativo, con relativo codice partita IVA e numero di iscrizione al Registro elettronico nazionale delle  imprese che esercitano la professione di autotrasportatore su strada  (ovvero all'Albo degli autotrasportatori di cose per conto di  terzi  per  le imprese  che   esercitano   la   professione   di   autotrasportatore esclusivamente con veicoli di massa complessiva a pieno carico fino a 1,5 tonnellate), e, per  ciascuna  di  esse,  il  numero  di  singoli partecipanti e,  in  caso  di  dipendenti  ed  addetti,  il  relativo contratto di lavoro applicato e della qualifica  professionale  oltre all'indicazione delle date di frequentazione dei corsi;
  2. dettaglio dei costi per singole voci;
  3. documentazione comprovante l'eventuale presenza di lavoratori svantaggiati o disabili;
  4. documentazione  comprovante  l'eventuale  caratteristica   di piccola o media impresa;
  5. registri di presenza  firmati  dai  partecipanti  e  vidimati dall'ente attuatore contenenti, a  pena  di  non  riconoscimento  dei costi rendicontati per la relativa  lezione,  nome,  cognome,  codice fiscale,   codice   INPS   e    qualifica    (autista,    funzionario amministrativo, socio, amministratore, etc.) di ogni discente che  ha preso parte alla lezione;
  6. tracciati della formazione svolta in modalità e-learning;
  7. dichiarazione del docente/tutor o responsabile del corso  (in caso di  FAD),  resa  ai  sensi  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante la veridicità  delle informazioni riportate nei registri di  presenza  e/o  nei  tracciati della   formazione   svolta   in   modalità   e-learning   di    cui rispettivamente ai punti e) ed f);
  8. dichiarazione dell'ente di  formazione,  resa  ai  sensi  del decreto del Presidente della Repubblica 28  dicembre 2000, n.445, attestante il possesso di competenze da parte  dei  docenti  rispetto alle materie oggetto del corso;
  9. dichiarazione, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000,  445,  con  la  quale  l'impresa  di autotrasporto conferma che i dipendenti o i titolari dell'impresa  di autotrasporto hanno regolarmente partecipato al progetto formativo;
  10. coordinate bancarie dell'impresa.

3. Qualora in sede di istruttoria della rendicontazione, l'importo complessivo dei costi preventivati o anche uno solo dei parametri  di cui all'art. 3, comma 4 del presente decreto venga superato, il piano dei costi  verrà  riparametrato  d'ufficio  sulla  base  dei  limiti massimi prefissati. Qualora, invece, dovesse risultare la mancanza di uno o più documenti  giustificativi  delle  attività  o  dei  costi sostenuti, i soggetti che hanno presentato la rendicontazione saranno invitati, per una sola volta, ad integrare la documentazione entro il termine perentorio di quindici giorni. Decorso tale termine di tempo, l'istruttoria verrà conclusa sulla base della  sola  documentazione valida disponibile.

4. La Commissione istituita ai sensi dell'art.5,  comma 2,  del citato decreto del  Presidente  della  Repubblica  n.83  del  2009, procede, entro il 29 novembre 2018, alla verifica  dei  requisiti  di ammissibilità e comunica ai richiedenti, tramite  posta  elettronica certificata, l'eventuale esclusione. Contestualmente la Commissione e il soggetto gestore RAM procederanno alla pubblicazione sul sito  del Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  nella   sezione Autotrasporto merci → Documentazione  → Autotrasporto  Contributi  ed Incentivi  e  sul  sito  www.ramspa.it  → nella sezione Incentivi → Formazione professionale dell'elenco delle  domande  presentate  ai sensi  del  presente   decreto,   completo   dell'indicazione   delle rispettive somme di spesa preventivate, con l'indicazione dell'avanzamento delle fasi  procedimentali;  tale  elenco   verrà aggiornato periodicamente secondo  l'evoluzione  delle  singole  fasi procedimentali previste dall'art. 10-bis della legge 7  agosto  1990, n.  241.  Scaduto  il  termine  per la  presentazione  di  tutte   le rendicontazioni, la Commissione, valutati  gli  esiti  dell'attività istruttoria sulle rendicontazioni presentate, redige  l'elenco  delle imprese ammesse al contributo medesimo e lo comunica  alla  Direzione generale per il trasporto stradale  e  per  l'intermodalità,  per  i conseguenti adempimenti.

5. L'importo erogato alle imprese beneficiarie dei contributi per la formazione avverrà, in ogni caso, nei limiti delle risorse richiamate all'art. 1, comma 1. Nel caso in cui, al termine delle attività istruttorie, l'entità delle risorse finanziarie non  fosse sufficiente a soddisfare interamente le istanze giudicate ammissibili per la formazione, al fine di garantire il predetto limite di  spesa, il  contributo da erogarsi alle imprese richiedenti sarà proporzionalmente ridotto.

 

Art. 5

Verifiche, controlli e revoca  dai contributi

1. Il Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti  -  Direzione generale per il  trasporto  stradale  e  per  l'intermodalità  -  si riserva la facoltà di verificare il corretto svolgimento  dei  corsi di formazione, sia durante la  loro  effettuazione  che  al  termine, anche attraverso  l'eventuale  verifica  delle  registrazioni  delle apparecchiature tachigrafiche del personale viaggiante in formazione, nonché di controllare l'esatto adempimento  degli  impegni  connessi con i costi sostenuti per l'iniziativa.

2. La Commissione istituita ai sensi  dell'art.5,  comma 2,  del predetto decreto del Presidente  della Repubblica  n.  83  del  2009 provvede ad escludere la domanda dell'impresa in caso di:

  1. accertamento di irregolarità o  violazioni  della  vigente normativa o di quanto previsto dal presente decreto;
  2. mancata effettuazione del corso nella data e/o  nella  sede indicata nel  calendario,  come  eventualmente  modificato  ai  sensi dell'art. 3, comma 5, lettera e);
  3. mancata effettuazione dell'eventuale corso di formazione  a distanza secondo le modalità indicate in sede di domanda;
  4. dichiarazione di  presenza  o  frequenza  ai   corsi   non corrispondente al vero ovvero mancata partecipazione  degli  iscritti ai medesimi corsi.

3. Nel caso in cui il numero degli accertamenti di anche una  sola delle  irregolarità  previste  dal   precedente   comma   risultasse superiore a 4,  l'Amministrazione  provvede  ad  escludere  l'impresa dalla facoltà di accedere al contributo per le successive edizioni.

4. Nel caso in cui il contributo  fosse  già  erogato,  l'impresa sarà tenuta  alla  restituzione  degli  importi  corrisposti  e  dei relativi  interessi,  ferma  restando   la   denuncia   all'Autorità giudiziaria per i reati eventualmente configurabili.

5. In caso di presentazione della  garanzia  fideiussoria  di  cui all'art. 4, comma 2, l'impresa é tenuta a trasmettere alla Direzione generale per il trasporto stradale e per  l'intermodalità,  entro  e non oltre trenta giorni  decorrenti  dalla  data  di  erogazione  del contributo spettante,  ai  fini  dello  svincolo  della  polizza,  le fatture quietanzate corredate di copia del  bonifico  dei  versamenti effettuati. In caso di mancato adempimento secondo i termini  citati, la  medesima  Direzione  generale  procede  con  l'escussione   della garanzia, fatti salvi i  diritti  di  regresso  del  fideiussore  nei confronti del debitore.

Il presente decreto, vistato e registrato dai competenti Organi  di controllo ai sensi di legge, entra in  vigore  il  giorno  successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica italiana.

Roma, 8 maggio 2018

 

Il Ministro: Delrio

Registrato alla Corte dei conti il 9 luglio 2018

Ufficio controllo atti Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del mare, reg. n. 1, foglio n. 2414

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ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO

Direzione centrale vigilanza,
affari legali e contenzioso

16 luglio 2018

Nota n.6201 

Oggetto: tracciabilità e divieto di erogazione per contanti della retribuzione – anticipi di cassa per spese

In riferimento al quesito di cui all’oggetto, atteso il tenore letterale della norma prevista dal comma 910 dell’art.1 della Legge di Bilancio 2018, si rappresenta quanto segue.

La citata disposizione stabilisce che, a far data dal 1° luglio 2018, i datori di lavoro o committenti corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi: 

  1. bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  2. strumenti di pagamento elettronico;
  3. pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  4. emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

Ciò premesso, si condivide l’assunto in base al quale tali mezzi di pagamento riguardano esclusivamente gli elementi della retribuzione; pertanto il loro utilizzo non è obbligatorio per la corresponsione di somme erogate a diverso titolo, quali anticipi di cassa effettuati per spese che i lavoratori devono sostenere nell’interesse dell’azienda e nell’esecuzione della prestazione (es rimborso spese viaggio, vitto, alloggio).

 

IL DIRETTORE CENTRALE

(Dott. Danilo PAPA)

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MINISTERO DELL'INTERNO

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

Direzione Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria,

delle Comunicazioni e per i reparti Speciali della Polizia di Stato

Servizio Polizia Stradale

 

Prot. n. 300/A/5797/18/108/13/1

Roma, 25 luglio 2018

 

OGGETTO: Legge 21 giugno 2017, n. 96. Nuove disposizioni in materia di distacco dei lavoratori e di impiego di conducenti in operazioni di cabotaggio. Attività di controllo e accertamento degli illeciti da parte di organi di polizia stradale. - PRECISAZIONI ED INTEGRAZIONI

 

Si fa seguito alla circolare n.300/A/5507/18/108/13/1 del 10 luglio 2018, con la quale erano state fornite le prime indicazioni operative sull'applicazione della normativa sul distacco transnazionale dei lavoratori. In questa prima fase di applicazione, sono state poste all'attenzione di questa Direzione diverse questioni che rendono necessario fornire i seguenti chiarimenti.

1.Chiarimento ai paragrafi 3 e 6 della circolare del 10 luglio 2018

Le informazioni aggiuntive in lingua italiana di cui all'art. 10, comma 1-bis lettera b) del D.lgs. 136/2016[[1]] da inserire nella comunicazione preventiva, devono intendersi riferite esclusivamente alle ipotesi dicabotaggio, e non genericamente a tutto il settore del trasporto su strada.

A seguito dell'entrata in vigore del D.lgs. n. 136/2016, e prima dell'introduzione del comma 1 bis) sopra citato, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, aveva predisposto gli standard e le regole di trasmissione per effettuare la comunicazione preventiva di distacco, attraverso l'apposito format digitale, che al termine della compilazione, rende disponibile un documento conforme ai modelli già allegati nella precedente circolare (all. 3 e 3 bis), che i conducenti devono esibire in copia in occasione dei controlli da parte degli organi di polizia stradale.

Tuttavia, con l'entrata in vigore del comma 1 bis) dell'art. 10 del D.lgs. 17 luglio 2016, n. 136, introdotto dal Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, è stato previsto che la comunicazione, solo per l'ipotesi di cabotaggio, sia integrata con ulteriori elementi quali, l'indicazione in lingua italiana della paga oraria lorda in euro del conducente e le modalità di rimborso delle spese di viaggio, di vitto e di alloggio da questo sostenute.

Sul tema, l'Ispettorato Nazionale del Lavoro, con circolare n. 6262 del 17 luglio 2018, allegata in copia alla presente (all.1), ha segnalato che la piattaforma informatica di cui sopra, non è aggiornata con le novità introdotte e, pertanto, non consente l'inserimento delle indicazioni relative alla paga oraria, alle spese di viaggio, vitto e alloggio del lavoratore distaccato.

Tanto si segnala ai fini dell'applicazione delle sanzioni previste dall'art. 12, comma 1-bis, del D.lgs. 136/2016, per i casi di esibizione di documentazione non conforme.

 

2.Chiarimento ai paragrafi 4 e 5 della circolare del 10 luglio 2018

L'obbligo di tenere a bordo del veicolo la comunicazione preventiva di distacco riguarda sia imprese italiane che utilizzano lavoratori distaccati sia imprese straniere che operano in regime di cabotaggio.

Per effetto delle precisazioni sopraindicate, il paragrafo 4 della circolare del 10 luglio 2018 è sostituito integralmente dal seguente:

 

"4. Conservazione ed esibizione della comunicazione preventiva di distacco

Secondo le disposizioni dell'art. 10, comma 1-ter, del D.lgs. n. 136/2016, in occasione di attività di autotrasporto effettuate da imprese italiane che impegnino conducenti distaccati o, da imprese straniere che impegnino conducenti in attività di cabotaggio, una copia della comunicazione preventiva di distacco comunicata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali deve essere tenuta a bordo del veicolo ed essere esibita agli organi di polizia stradale, in caso di controllo su strada; un'altra copia della medesima comunicazione deve essere conservata dal referente designato in Italia dall'impresa estera distaccante[[2]]".

 

3.Chiarimento al paragrafo 7 della circolare del 10 luglio 2018 

Alla luce delle indicazioni procedurali fornite dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro, con circolare n. 6262 del 17 luglio 2018, occorre chiarire che la segnalazione agli Uffici periferici di quell'organismo deve essere limitata ai casi in cui sia possibile, per gli uffici stessi, dare seguito agli accertamenti di specifica competenza e che, quindi, nel caso di violazioni che riguardano l'omessa comunicazione degli elementi aggiuntivi previsti dall'art. 10, comma 1 bis, lett. b), la segnalazione non deve essere effettuata. Per effetto di queste precisazioni, il paragrafo 7 della circolare del 10 luglio 2018 è sostituito integralmente dal seguente:

 

"7. Sanzioni per mancata effettuazione della comunicazione

 L'art. 12, comma 1 del D.lgs. n. 136/2016 punisce, con sanzione amministrativa pecuniaria[[3]], la violazione degli obblighi di comunicazione di cui all'articolo 10, comma 1, dello stesso decreto. La sanzione si applica per ogni lavoratore interessato ed è posta a carico del datore di lavoro che, nei tempi e modi sopraindicati, non ha provveduto a comunicare al Ministero del Lavoro il distacco di lavoratori o l'effettuazione di operazioni di cabotaggio. L'accertamento e la contestazione della violazione è di competenza dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro territorialmente competente.

Essendo tale illecito strettamente collegato a quello accertato su strada, relativo alla mancata esibizione della comunicazione, con cui in ogni caso concorre avendo diversa oggettività giuridica, l'accertamento della violazione di cui all'art. 10, comma 1-ter [[4]], del D.lgs. 136/2016, deve essere sempre oggetto di segnalazione da parte dell'Ufficio di Polizia, al competente Ispettorato Territoriale del Lavoro per gli adempimenti successivi.

Invece, l'accertamento dell'illecito previsto dall'art. 10, comma 1-bis lett. b) [[5]], non integra l'illecito di cui all'art. 12, comma 1, atteso che lo stesso si riferisce espressamente alla violazione degli obblighi di cui al comma 1 dell'art. 10. Pertanto, in questo caso specifico, la segnalazione all'Ispettorato Territoriale del Lavoro non andrà fatta".

 

4.Chiarimento al paragrafo 8 della circolare del 10 luglio 2018 

Le disposizioni dell'art. 207 CDS con il fermo amministrativo del veicolo in caso di mancato pagamento della sanzione nelle mani dell'agente accertatore o di mancato versamento della cauzione, trovano applicazione quando con un veicolo immatricolato in altro Stato, è commessa la violazione di cui all'art. 10, comma 1-bis [[6]]1-ter [[7]], e 1-quater [[8]], del D.lgs. 136/2016.

 

* * *

 

Per immediata consultazione, si trasmette una copia della circolare n. 300/A/5507/18/108/13/1 del 10 luglio 2018 (all.2), opportunamente integrata con le precisazioni sopraindicate.

 

Le Prefetture - Uffici Territoriali del Governo sono pregate di voler estendere il contenuto della presente ai Corpi o servizi di Polizia Municipale e Provinciale.

 

IL DIRETTORE CENTRALE

Sgalla

[1] Paga oraria lorda in euro del conducente distaccato e le modalità di rimborso delle spese di viaggio, di vitto e di alloggio da questo sostenute

[2] Secondo l'art. 10, comma 3 del D. Lgs. 136/2016, durante il periodo del distacco e fino a due anni dalla sua cessazione, l'impresa distaccante ha l'obbligo di designare un referente elettivamente domiciliato in Italia, incaricato di inviare e ricevere atti e documenti. In difetto, la sede dell'impresa distaccante si considera il luogo dove ha sede legale o risiede il destinatario della prestazione di servizi. Per Io stesso periodo, l'impresa che distacca lavoratori in Italia deve conservare, predisponendone copia in lingua italiana, il contratto di lavoro o altro documento contenente le informazioni di cui agli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152, i prospetti paga, i prospetti che indicano l'inizio, la fine e la durata dell'orario di lavoro giornaliero, la documentazione comprovante il pagamento delle retribuzioni o i documenti equivalenti, la comunicazione pubblica di instaurazione del rapporto di lavoro o documentazione equivalente e il certificato relativo alla legislazione di sicurezza sociale applicabile.

[3] La violazione è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 150 a 500 euro.

[4] Mancata esibizione di copia della comunicazione preventiva da tenere a bordo del veicolo.

[5] Esibizione di copia della comunicazione in lingua italiana non integrata con le ulteriori informazioni relative alla paga oraria, alle spese di viaggio, vitto e alloggio del lavoratore.

[6] Esibizione di copia della comunicazione in lingua italiana non integrata con le ulteriori informazioni relative alla paga oraria, alle spese di viaggio, vitto e alloggio del lavoratore

[7] Mancata esibizione di copia della comunicazione preventiva da tenere a bordo del veicolo.

[8] Mancata esibizione dei seguenti documenti in lingua italiana:

  • contratto di lavoro o altro documento contenente le informazioni di cui agli articoli 1 e 2 del D.Lgs. 26 maggio 1997, n. 152;
  • prospetti di paga del conducente.

 

 

Allegato 1 alla circolare 25.7.2018 prot. n. 300/A/5797/18/108/13/1

 

circ. 17 luglio 2018 prot. n. 6262 (INL - Ispettorato nazionale del lavoro)

Applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria di cui all'art. 12, comma 1 bis, del D.Lgs. n. 136 del 2016 - circolazione in assenza della documentazione prevista dall'art. 10, commi 1-ter e 1-quater

 

Allegato 2 alla circolare 25.7.2018 prot. n. 300/A/5797/18/108/13/1

 

circ. 10.7.2018 prot. n. 300/A/5507/18/108/13/1 (Ministero dell'interno)

Legge 21 giugno 2017, n. 96. Nuove disposizioni in materia di distacco dei lavoratori e di impiego di conducenti in operazioni di cabotaggio. Attività di controllo ed accertamento degli illeciti da parte degli organi di polizia stradale

 

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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO DIRIGENZIALE

18 luglio 2018

(G.U. n. 174 del 28.7.2018)

 

Approvazione della graduatoria di merito, relativa all'assegnazione di diciotto autorizzazioni multilaterali per il trasporto di merci su strada residuanti, nell'ambito dei Paesi aderenti alla International Transport Forum (ITF/C.E.M.T.).

 

IL DIRIGENTE DELLA DIVISIONE 3

AUTOTRASPORTO INTERNAZIONALE DI MERCI

Vista la legge 6 giugno 1974, n. 298 e successive modificazioni e integrazioni, recante l'"Istituzione dell'Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto terzi e la disciplina degli autotrasporti di cose";

Visto il decreto legislativo 22 dicembre 2000, n. 395, e successive modificazioni, per l'attuazione della direttiva del Consiglio dell'Unione europea n. 98/76/CE del 1° ottobre 1998, modificativa della direttiva n. 96/26/CE del 29 aprile 1996, riguardante l'accesso alla professione di trasportatore su strada di merci e di viaggiatori, nonché il riconoscimento reciproco di diplomi, certificati e altri titoli, allo scopo di favorire l'esercizio della libertà di stabilimento di detti trasportatori nel settore dei trasporti nazionali e internazionali;

Visto il regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009, che stabilisce norme comuni sulle condizioni da rispettare per esercitare l'attività di trasportatore su strada e abroga la direttiva 96/26/CE del Consiglio;

Visto il decreto 25 novembre 2011 del Capo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti concernente "Disposizioni tecniche di prima applicazione del Regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009, circa norme comuni sulle condizioni da rispettare per esercitare l'attività di trasportatore su strada che abroga la direttiva 96/26/CE del Consiglio", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28 novembre 2011, n. 277;

Visto il decreto-legge 9 febbraio 2012 n. 5, convertito con modificazioni dalla legge 4 aprile 2012 n. 35 ed in particolare l'art. 11, commi 6 e seguenti;

Visto il decreto del Capo Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del 10 gennaio 2012 in materia di Registro elettronico nazionale delle imprese che esercitano la professione di trasportatore su strada, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 11 del 14 gennaio 2012;

Visto il decreto ministeriale 2 agosto 2005, n. 198, recante "Disposizioni concernenti i criteri di rilascio delle autorizzazioni internazionali al trasporto di merci su strada", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 222 del 23 settembre 2005;

Visto il decreto dirigenziale 12 luglio 2006, recante "Disposizioni applicative del decreto ministeriale 2 agosto 2005, n. 198 per il rilascio delle autorizzazioni internazionali al trasporto di merci su strada", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 166 del 19 luglio 2006;

Visto il decreto dirigenziale 28 luglio 2009, recante "Disposizioni applicative del decreto ministeriale 2 agosto 2005 n. 198 per il rilascio delle autorizzazioni internazionali al trasporto di merci su strada - Aggiornamento al decreto dirigenziale 12 luglio 2006", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 193 del 21 agosto 2009;

Visto il decreto dirigenziale del 9 luglio 2013 recante "Disposizioni di applicazione del decreto 2 agosto 2005 n. 198, in materia di autorizzazioni internazionali al trasporto di merci su strada" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 168 del 19 luglio 2013;

Visto il decreto dirigenziale dell'11 settembre 2015 recante "Modifiche al decreto dirigenziale del 9 luglio 2013 recante "Disposizioni di applicazione del decreto 2 agosto 2005 n. 198 in materia di autorizzazioni internazionali al trasporto di merci su strada", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 223 del 25 settembre 2015;

Considerata l'opportunità di favorire l'accesso alla titolarità delle autorizzazioni CEMT al maggior numero di imprese nel quadro del processo di valutazione dell'interesse degli operatori per le autorizzazioni multilaterali;

Tenuto conto che alcune imprese, assegnatarie di autorizzazioni multilaterali CEMT per mezzo del processo di graduatoria, sono risultate successivamente parzialmente rinunciatarie;

Sostanziatasi conseguentemente la disponibilità di n. 18 autorizzazioni multilaterali CEMT limitate nell'accesso ai territori nei paesi Austria, Fed. Russa e Grecia;

Tenuto conto del decreto dirigenziale 11 giugno 2018 n. 73 riguardante la assegnazione di n. 18 autorizzazioni multilaterali CEMT limitate nell'accesso ai territori nei paesi Austria, Fed. Russa e Grecia;

Esaminate le n. 8 domande pervenute nei tempi da parte di altrettante imprese ed elaborata la graduatoria di merito con i criteri di dettaglio previsti dalla norma di assegnazione per graduatoria CEMT

 

Decreta:

Art. 1

Alle otto imprese indicate nella graduatoria di cui all'elenco n. 1 sono assegnate le diciotto autorizzazioni multilaterali CEMT limitate nell'accesso ai territori nei paesi Austria, Fed. Russa e Grecia resesi disponibili a seguito parziale rinuncia in fase di assegnazione per graduatoria CEMT 2018.

 

Art. 2

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 

Roma, 18 luglio 2018

Il Dirigente: COSTA

 

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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

 

DECRETO DIRIGENZIALE

5 luglio 2018

(G.U. n. 163 del 16.7.2018)

 

 

Disposizioni di attuazione delle misure incentivanti di cui al decreto 20 aprile 2018.

 

IL DIRETTORE GENERALE

per il trasporto stradale e per l'intermodalità

 

Vista la legge 27 dicembre 2017, n. 205 che destina al settore dell'autotrasporto per l'annualità 2018 risorse finanziarie pari ad euro 236.181.685;

Visto il decreto interministeriale (MIT-MEF) 27 marzo 2018, n. 153 (registrato dalla Corte dei conti in data 19 aprile 2018) che, sulla base dell'art. 1, comma 150 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, ripartisce le risorse complessivamente destinate al settore dell'autotrasporto per l'annualità 2018 fra le diverse ipotesi d'intervento ed in particolare l'art. 1 comma 1 lettera d) che destina 33.600.000 a favore degli investimenti;

Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 20 aprile 2018, n. 221 recante modalità di ripartizione ed erogazione delle risorse finanziarie destinate a favore degli investimenti delle imprese di autotrasporto (registrato dalla Corte dei conti in data 28 maggio 2018);

Visto in particolare l'art. 3, comma 2 del suddetto decreto ministeriale che rinvia ad un successivo decreto dirigenziale la disciplina delle modalità di dimostrazione, da parte degli aspiranti ai benefici, della sussistenza dei requisiti tecnici di ammissibilità dei beni acquisiti, nonché delle modalità di presentazione delle domande di ammissione ai benefici medesimi e le modalità di svolgimento dell'attività istruttoria;

Considerato che l'art. 2 comma 1 del medesimo decreto ministeriale prevede quale condizione di ammissibilità del contributo che gli investimenti siano avviati in data successiva all'entrata in vigore del decreto ministeriale n. 221/2018 e che siano ultimati entro il 15 aprile 2019;

Visto il decreto n. 39753 con cui il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ha disposto le relative variazioni di bilancio per l'annualità 2018 a favore del capitolo n. 7309/1 per euro 33.600.000;

Visto il regolamento UNECE 83 in materia di disposizioni uniformi relative all'omologazione dei veicoli con riferimento alle emissioni inquinanti sulla base del carburante utilizzato;

Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 1° dicembre 2015, n. 219 recante sistema di riqualificazione elettrica destinato ad equipaggiare autovetture M e N1 (c.d. "retrofit");

Visto l'art. 10, comma 2 e 3, del regolamento (CE) n. 595/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2009, relativo all'omologazione dei veicoli a motore e dei motori riguardo alle emissioni dei veicoli pesanti (euro VI) che prevede la possibilità della concessione di incentivi finanziari per la demolizione di veicoli non conformi al regolamento stesso;

Considerato che gli incentivi finanziari di cui al presente decreto costituiscono fattispecie di aiuti di Stato ai sensi e per gli effetti degli articoli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

Visto il regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione europea del 17 giugno 2014 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato e, in particolare, l'art. 2, paragrafo 1, punto 29 e l'art. 17 che consentono aiuti agli investimenti a favore delle piccole e medie imprese, nonché gli articoli 36 e 37 che consentono aiuti agli investimenti per innalzare il livello della tutela ambientale o l'adeguamento anticipato a future norme dell'Unione europea;

Visto l'art. 8 del summenzionato regolamento (UE) n. 651/2014 in materia di cumulo degli incentivi costituenti aiuti di Stato;

Visto, inoltre, l'allegato 1 al regolamento (UE) n. 651/2014 recante la definizione di PMI e la specificazione dei criteri per la loro individuazione sotto il profilo finanziario e dei lavoratori addetti (ULA);

Considerato che, ai fini della individuazione dei costi ammissibili per la quantificazione dei relativi contributi, ai sensi del regolamento generale di esenzione (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014, occorre fare riferimento, in via generale, al sovra costo necessario per acquisire la tecnologia più evoluta da un punto di vista scientifico ed ambientale;

Vista la legge 29 luglio 2015, n.115 recante "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea" (Legge europea 2014) in materia di istituzione del Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (R.N.A.);

Vista la legge n.241/1990 e successive modifiche ed integrazioni, recante "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi" e successive modificazioni e integrazioni;

Visto l'art. 19, comma 5, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 201, che prevede che le amministrazioni dello Stato, cui sono attribuiti per legge fondi o interventi pubblici, possono affidarne direttamente la gestione, nel rispetto dei principi comunitari e nazionali conferenti, a società a capitale interamente pubblico, sulle quali le predette amministrazioni esercitano un controllo analogo a quello esercitato su propri servizi e che svolgono la propria attività quasi esclusivamente nei confronti dell'amministrazione dello Stato;

 

Decreta:

 

Art. 1

Finalità

 

1. Il presente decreto disciplina le modalità operative ed attuative della misura d'incentivazione prevista dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 221/2018, giusta quanto dispone l'art. 3 dello stesso decreto in ordine alla gestione dell'attività istruttoria, alle modalità di presentazione delle domande di ammissione ai benefici, nonché alle modalità di dimostrazione dei requisiti tecnici dei beni acquisiti.

 

Art. 2

Termini, modalità di compilazione e di presentazione delle domande

 

1. Ai fini dell'ammissione agli incentivi di cui all'art. 1, comma 4, lettere a), b), c), d) del decreto ministeriale n. 221/2018, possono proporre domanda esclusivamente in via telematica, utilizzando l'applicazione del portale dell'automobilista, le imprese di autotrasporto di cose per conto di terzi, nonché le strutture societarie, risultanti dall'aggregazione di dette imprese, costituite a norma del libro V, titolo VI, capo I, o del libro V, titolo X, capo II, sezioni II e II-bis del codice civile, ed iscritte al Registro elettronico nazionale istituito dal regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009. Le domande devono comunque contenere, a pena di inammissibilità, i seguenti elementi:

a) ragione sociale dell'impresa o del raggruppamento di imprese;

b) sede dell'impresa o del raggruppamento di imprese;

c) legale rappresentante dell'impresa o del raggruppamento di imprese;

d) codice fiscale;

e) partita IVA;

f) indirizzo di posta elettronica certificata;

g) indirizzo del legale rappresentante dell'impresa o del raggruppamento di imprese;

h) firma del legale rappresentante dell'impresa o del raggruppamento di imprese;

i) numero di iscrizione al Registro elettronico nazionale, o numero di iscrizione all'Albo degli autotrasportatori di cose per conto di terzi per le imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi che esercitano la professione esclusivamente con veicoli di massa complessiva fino a 1, 5 tonnellate;

j) iscrizione alla Camera di commercio, industria ed artigianato.

2. Ogni impresa, anche se associata ad un consorzio o a una cooperativa, può presentare una sola domanda di contributo. A tal fine rileva il numero di partita IVA delle imprese richiedenti e di iscrizione al R.E.N. ovvero all'Albo degli autotrasportatori; all'uopo le imprese, singolarmente o attraverso le loro aggregazioni, dovranno indicare chiaramente, a pena di esclusione, il proprio numero di partita IVA e di iscrizione proprio o di ciascuna impresa aggregata richiedente i contributi.

3. Fermo rimanendo che la data a partire dalla quale gli investimenti possono essere avviati deve essere posteriore alla data di pubblicazione del decreto ministeriale n. 221/2018 nella Gazzetta Ufficiale, le domande per accedere ai contributi devono essere presentate a partire dalla data che sarà resa nota sul sito web del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nella sezione dedicata all'autotrasporto nella pagina: "http: //www.mit.gov.it/documentazione/autotrasporto-merci-contributi-ed-incentivi-per-lanno-2018-formazione-e-investimenti" ed entro il termine perentorio del 15 aprile 2019 esclusivamente in via telematica, sottoscritte con firma digitale dal rappresentante legale dell'impresa, o da un procuratore speciale del consorzio o della cooperativa richiedente, seguendo le specifiche modalità che saranno pubblicate nella medesima pagina del sito web del Ministero.

4.Contestualmente alla domanda elettronica di cui al comma 3, l'interessato dichiara ai sensi dell'art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, di non rientrare tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente non rimborsato, ovvero depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea, nonché dichiarazione redatta nelle forme ed ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000 attestante che l'impresa non è sottoposta a procedure concorsuali o alla procedura di liquidazione volontaria, e che non si trova nelle condizioni per essere qualificate come imprese in difficoltà secondo quanto disposto dal regolamento (UE) n. 651/2014

5. Gli aspiranti beneficiari, dovranno comprovare contestualmente alla domanda di ammissione ai benefici, nei modi e nei termini di cui al successivo art. 3, la conformità delle caratteristiche tecniche dei beni acquisiti con quanto previsto dal decreto ministeriale n. 221/2018 e dal presente decreto nonché allegare obbligatoriamente, a pena di esclusione, tutta la documentazione richiesta. In nessun caso sono ammissibili a contributo gli investimenti avviati in data anteriore al giorno di pubblicazione del decreto ministeriale n. 221/2018. Scaduto il termine per la presentazione telematica della domanda il sistema non consentirà in nessun caso ulteriori trasmissioni di documentazione.

6. Le domande trasmesse in forma differente rispetto alla modalità telematica di cui al precedente comma non verranno prese in considerazione.

 

Art. 3

Prova del perfezionamento dell'investimento

 

1. Ai fini della prova dell'avvenuto perfezionamento dell'investimento, i soggetti richiedenti il beneficio hanno l'onere di trasmettere, oltre alla documentazione tecnica di cui al successivo art. 4, il contratto di acquisizione avente data non anteriore alla data di pubblicazione del decreto ministeriale n. 221/2018 nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nonché prova dell'integrale pagamento del prezzo attraverso la produzione della relativa fattura debitamente quietanzata, da cui risulti, per le acquisizioni relative a semirimorchi, anche il prezzo pagato per i dispositivi innovativi di cui all'allegato 1 del decreto ministeriale n. 221/2018.

2. Ove gli atti comprovanti l'acquisizione dei beni per i quali si chiede il beneficio siano redatti in lingua straniera, dovranno, a pena di esclusione, essere tradotti in lingua italiana secondo la disposizione dell'art. 33 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445 (in materia di documentazione amministrativa).

3. In ragione della sua peculiare natura ove l'acquisizione dei beni si perfezioni mediante contratto di leasing finanziario, l'aspirante al beneficio ha l'onere di comprovare il pagamento dei canoni in scadenza alla data ultima per l'invio della domanda. La prova del pagamento dei suddetti canoni può essere fornita alternativamente con la fattura rilasciata all'utilizzatore dalla società di leasing, debitamente quietanzata, ovvero con copia della ricevuta dei bonifici bancari effettuati dall'utilizzatore a favore della suddetta società. La mancanza anche di uno solo di tali documenti comporterà l'esclusione dell'impresa dal beneficio.

4. In caso di acquisizione di veicoli, la concessione dei contributi è subordinata alla dimostrazione che la data di prima immatricolazione dei veicoli sia avvenuta in Italia fra la data di pubblicazione del decreto ministeriale n. 221/2018 ed il termine del 15 aprile 2019. In nessun caso saranno prese in considerazione le acquisizioni di veicoli effettuate all'estero, né di veicoli immatricolati all'estero, anche se successivamente reimmatricolati in Italia a chilometri zero.

 

Art. 4

Acquisizione dei veicoli a trazione alternativa a metano CNG e gas

naturale liquefatto LNG, nonché a trazione elettrica - art. 1,

comma 4, lettera a) del decreto ministeriale 20 aprile 2018, n. 221 

 

1. Ai fini della prova della sussistenza dei requisiti tecnici dei veicoli nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto di merci di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3, 5 tonnellate e fino a 7 tonnellate a trazione alternativa a metano CNG, gas naturale liquefatto LNG e elettrica (Full Electric), di automezzi industriali pesanti nuovi di fabbrica a trazione alternativa a metano CNG e gas naturale liquefatto LNG di massa complessiva a pieno carico superiore a 7 tonnellate nonché per l'acquisizione di dispositivi idonei ad operare la riconversione di autoveicoli per il trasporto merci a motorizzazione termica in veicoli a trazione elettrica, gli aspiranti al beneficio hanno l'onere di produrre:

a) documentazione dalla quale risulti il numero di targa (ovvero di copia della ricevuta attestante la presentazione dell'istanza di immatricolazione debitamente protocollata dall'ufficio motorizzazione civile competente) ai fini della dimostrazione, fra l'altro, che l'immatricolazione sia avvenuta, in Italia, ed in data successiva all'entrata in vigore del presente decreto;

b) attestazione tecnica del costruttore rilasciata su carta intestata, attestante la sussistenza delle caratteristiche tecniche previste dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 221/2018;

c) nel caso dell'acquisizione di dispositivi idonei ad operare la riconversione di autoveicoli per il trasporto merci a motorizzazione termica in veicoli a trazione elettrica ex art. 2, comma 2, lettera c) del decreto ministeriale n. 221/2018, prova documentale dell'acquisizione del sistema di riqualificazione elettrica nonché della relativa omologazione giusta quanto previsto dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 1° dicembre 2015, n. 219.

2. Relativamente ai veicoli a motorizzazione ibrida (elettrica e termica) l'aspirante al beneficio dovrà produrre, oltre alla prova dell'avvenuta immatricolazione, l'attestazione tecnica del costruttore attestante la sussistenza delle caratteristiche tecniche previste dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 221/2018nonché l'attestazione che certifichi che il veicolo è munito, per la propulsione, di almeno due diversi convertitori di energia e di due diversi sistemi di immagazzinamento dell'energia a bordo del veicolo.

 

Art. 5

Radiazione per rottamazione di veicoli pesanti di massa complessiva a

pieno carico pari o superiore a 11, 5 tonnellate, con contestuale

acquisizione di veicoli nuovi di fabbrica - art. 1, comma 4,

lettera b) del decreto ministeriale 20 aprile 2018, n. 221 

 

1. Quanto alla radiazione per rottamazione di veicoli pesanti di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, con contestuale acquisizione di veicoli nuovi di fabbrica conformi alla normativa euro VI di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, gli aspiranti ai benefici hanno l'onere di produrre la documentazione attestante la sussistenza dei seguenti requisiti tecnici e condizioni:

a) prova dell'avvenuta rottamazione con l'indicazione del numero di targa dei veicoli rottamati e con dichiarazione dell'impresa di demolizione dell'avvenuta rottamazione ovvero di presa in carico dei suddetti veicoli con l'impegno di procedere alla loro demolizione;

b) prova dell'avvenuta immatricolazione dei veicoli euro VI tramite l'indicazione del numero di targa, ovvero della richiesta di immatricolazione debitamente protocollata dal competente Ufficio motorizzazione civile. Da tale documentazione dovrà risultare che il veicolo è stato immatricolato per la prima volta in Italia.

2. Ai fini dell'ammissione al contributo, la rottamazione e l'acquisizione dei veicoli pesanti euro VI devono, indipendentemente da ogni ordine di priorità, avvenire nel periodo compreso fra la data di pubblicazione del decreto ministeriale n. 221/2018 nella Gazzetta Ufficiale e il termine del 15 aprile 2019.

 

Art. 6

Acquisizione anche mediante locazione finanziaria, di rimorchi e

semirimorchi, nuovi di fabbrica, per il trasporto combinato - art. 1,

comma 4, lettera c) del decreto ministeriale 20 aprile 2018, n. 221 

 

1. Quanto all'acquisizione anche mediante locazione finanziaria, di rimorchi e semirimorchi, nuovi di fabbrica, per il trasporto combinato ferroviario rispondenti alla normativa UIC 596-5 e per il trasporto combinato marittimo dotati di ganci nave rispondenti alla normativa IMO, dotati di dispositivi innovativi volti a conseguire maggiori standard di sicurezza e di efficienza energetica di cui all'allegato 1 del decreto ministeriale n. 221/2018, gli aspiranti ai benefici hanno l'onere di fornire, a pena di inammissibilità, la prova documentale come di seguito specificato:

a) indicazione del numero di targa (ovvero trasmissione di copia della ricevuta attestante la presentazione dell'istanza di immatricolazione debitamente protocollata dall'ufficio motorizzazione civile competente), ai fini della dimostrazione che l'immatricolazione sia avvenuta in data successiva all'entrata in vigore del presente decreto;

b) attestazione rilasciata esclusivamente dal costruttore circa la sussistenza delle caratteristiche tecniche dei semirimorchi ed in particolare, a seconda dei casi, della rispondenza del veicolo alla normativa UIC 596-5 quanto ai veicoli idonei al trasporto combinato ferroviario, ovvero dotati di ganci nave rispondenti alla normativa IMO per il trasporto combinato marittimo;

c) documentazione comprovante l'installazione di almeno uno dei dispositivi di cui all'allegato 1 al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 221/2018e la relativa spesa sostenuta;

 

2. Per le acquisizioni effettuate da piccole e medie imprese, oltre alla documentazione di cui ai punti precedenti anche:

a) dichiarazione redatta nelle forme ed ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000 sottoscritta dal legale rappresentante dell'impresa o da un suo procuratore speciale, attestante che gli investimenti sono stati effettuati nell'ambito di un programma di investimenti destinato a creare un nuovo stabilimento, ampliare uno stabilimento esistente, diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi o trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;

b) dichiarazione sostitutiva redatta ai sensi e per gli effetti del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 sottoscritta dal legale rappresentante dell'impresa o da un suo procuratore speciale attestante il numero delle unità di lavoro addette (ULA) ed il volume del fatturato conseguito nell'ultimo esercizio fiscale.

 

Art. 7

Rimorchi, semirimorchi e equipaggiamenti per autoveicoli specifici

superiori a 7 tonnellate allestiti per trasporti in regime ATP e

sostituzione delle unità frigorifere/calorifere - art. 1, comma 4,

lettera c) del decreto ministeriale 20 aprile 2018, n. 221 

 

1. Circa l'acquisizione di rimorchi, semirimorchi o equipaggiamenti per autoveicoli specifici superiori alle 7 tonnellate allestiti per il trasporto da effettuarsi conformemente agli accordi sui trasporti nazionali e internazionali delle derrate deteriorabili (ATP) mono o multi temperatura, ovvero la sostituzione delle unità frigorifere/calorifere non rispondenti ai requisiti di cui al punto precedente, con unità alimentate da motore conforme alla fase V del regolamento UE n. 2016/1628:

a) In caso di acquisizione di rimorchi o semirimorchi certificazione del costruttore circa la sussistenza dei requisiti tecnici previsti dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 221/2018 per le unità frigorifere/calorifere;

b) documentazione dalla quale risulti il numero di targa (ovvero di copia della ricevuta attestante la presentazione dell'istanza di immatricolazione debitamente protocollata dall'ufficio motorizzazione civile competente) ai fini della dimostrazione che l'immatricolazione sia avvenuta, in Italia, ed in data successiva all'entrata in vigore del decreto ministeriale n. 221/2018;

c) In caso di sostituzione, nei rimorchi, semirimorchi o autoveicoli specifici superiori alle 7 tonnellate allestiti per il trasporto da effettuarsi conformemente agli accordi sui trasporti nazionali e internazionali delle derrate deteriorabili (ATP) mono o multi temperatura, delle unità frigorifere/calorifere installate, attestazione del costruttore che le nuove unità frigorifere sono alimentate da motore conforme alla fase V del regolamento UE n. 2016/1628 o da unità criogeniche autonome non collegate al motore del veicolo trainante oppure da unità elettriche funzionanti con alternatore collegato al motore del veicolo trainante.

 

Art. 8

Acquisizione di casse mobili e rimorchi o semirimorchi portacasse -

art. 1, comma 4, lettera d) del decreto ministeriale 20 aprile 2018, n. 221 

 

1. Quanto all'acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di gruppi di 8 casse mobili ed 1 rimorchio o semirimorchio portacasse, gli aspiranti ai benefici hanno l'onere di produrre, a pena di inammissibilità, la seguente documentazione:

a) contratto, ovvero ordinativo d'acquisto di data posteriore all'entrata in vigore del decreto ministeriale n. 221/2018, da cui, fra l'altro, risulti il rispetto delle proporzioni di 8 casse mobili ed un semirimorchio per ogni gruppo;

b) documentazione da cui risulti che la consegna dei beni è avvenuta in data successiva all'entrata in vigore del presente decreto;

c) attestazione rilasciata esclusivamente dal costruttore circa la sussistenza dei requisiti tecnici delle U.T.I. e la rispondenza alla normativa internazionale in materia;

d) relativamente ai veicoli documentazione dalla quale risulti il numero di targa (ovvero di copia della ricevuta attestante la presentazione dell'istanza di immatricolazione debitamente protocollata dall'ufficio motorizzazione civile competente) ai fini della dimostrazione che l'immatricolazione sia avvenuta, in Italia, ed in data successiva all'entrata in vigore del decreto ministeriale n. 221/2018.

 

Art. 9

Delle maggiorazioni

 

1. Relativamente alle maggiorazioni pari al 10% del contributo di cui all'art. 2, comma 7 del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 221/2018 gli aspiranti al beneficio, ove ne abbiano fatto espressa richiesta nella domanda, dovranno trasmettere in allegato alla medesima, dichiarazione sostitutiva redatta ai sensi e per gli effetti del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 sottoscritta dal legale rappresentante dell'impresa o da un suo procuratore speciale attestante il numero delle unità di lavoro addette (ULA) ed il volume del fatturato conseguito nell'ultimo esercizio fiscale.

2. Ai fini della verifica della sussistenza dei requisiti che consentano l'attribuzione della qualità di PMI in capo all'impresa richiedente il contributo, rileva l'allegato 1 al regolamento (UE) n. 651/2014, articoli 1, 2, 3, 4, 5.

3. Ai fini del riconoscimento della maggiorazione per le acquisizioni effettuate da imprese aderenti ad una rete di imprese gli interessati dovranno trasmettere, all'atto della presentazione della domanda di ammissione ai benefici, copia del contratto di rete redatto nelle forme di cui all'art. 3, comma 4-ter del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con legge 9 aprile 2009, n. 33.

4. Laddove la qualità di piccola o media impresa costituisce requisito per ricevere il contributo, nessuna ulteriore maggiorazione per il possesso del medesimo requisito può essere riconosciuto.

 

Art. 10

Attività istruttoria

 

1. L'Amministrazione per l'espletamento dell'attività istruttoria si avvale, mediante apposita convenzione, della società R.A.M. Logistica, Infrastrutture, Trasporti S.p.A. che provvede, ferma rimanendo la funzione di indirizzo e di direzione in capo all'Amministrazione, all'esame delle domande presentate nei termini e della documentazione prodotta a comprova degli investimenti effettuati. La Commissione di cui al successivo comma 2, qualora sussistano i requisiti previsti dal presente decreto, inserisce le domande accolte in appositi elenchi, dandone comunicazione all'impresa tramite notifica del relativo provvedimento di ammissione, ovvero in caso contrario notifica all'impresa l'esclusione con provvedimento motivato.

2. Con decreto dirigenziale è nominata una Commissione per la validazione dell'istruttoria delle domande presentate, composta da Presidente, individuato tra i dirigenti di II fascia in servizio presso il Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale, e due componenti, individuati tra il personale di area III, in servizio presso il medesimo Dipartimento, nonché da un funzionario con le funzioni di segreteria.

3. Qualora in esito ad una prima fase istruttoria, si ravvisino lacune comunque sanabili, vengono richieste le opportune integrazioni agli interessati, fissando un termine perentorio non superiore a quindici giorni. Qualora entro detto termine l'impresa medesima non abbia fornito un riscontro, ovvero detto riscontro non sia ritenuto soddisfacente, l'istruttoria verrà conclusa sulla sola base della documentazione valida disponibile. In ogni caso nessuna richiesta di integrazione istruttoria è dovuta per la mancanza della documentazione che doveva essere trasmessa dagli interessati a pena di esclusione dal beneficio.

4. Nel caso l'attività istruttoria riveli la mancanza dei requisiti previsti a pena di esclusione dal decreto ministeriale n. 221/2018, l'Amministrazione esclude senz'altro l'impresa dal beneficio con provvedimento motivato.

 

Art. 11

Cumulabilità degli aiuti di Stato

 

1. Ai sensi dell'art. 8, commi 3, 4 e 5 del regolamento generale di esenzione (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014, in caso di identità di costi ammissibili e dei beni oggetto degli incentivi, gli aiuti erogati ai sensi del summenzionato regolamento non possono essere cumulati con altri aiuti di Stato.

2. Gli aiuti di Stato esentati ai sensi del regolamento d'esenzione di cui sopra non possono essere cumulati con aiuti erogati ai sensi del regolamento (UE) n. 1407 della commissione del 18 dicembre 2013 ("de minimis")relativamente agli stessi costi ammissibili se tale cumulo porta a un'intensità di aiuto superiore ai livelli stabiliti ai sensi del regolamento generale di esenzione (UE) n. 651/2014.

3. Per la verifica del rispetto delle norme sul cumulo fra aiuti di Stato, l'Amministrazione potrà avvalersi del registro nazionale sugli aiuti di Stato (R.N.A.) curato dal Ministero dello sviluppo economico.

 

Art. 12

Verifiche e controlli

 

1. È in ogni caso fatta salva la facoltà dell'Amministrazione di procedere con tutti gli accertamenti in data successiva all'erogazione del contributo e di procedere, in via di autotutela, con l'annullamento della concessione del contributo, e disporre in ordine all'obbligo di restituzione ove, in esito alle verifiche effettuate, emergano gravi irregolarità in relazione alle dichiarazioni sostitutive rese dall'acquirente ovvero nel caso di violazione dell'art. 1, comma 9 del decreto ministeriale n. 221/2018.

2. Al fine di garantire l'effettività di quanto previsto dall'art. 1, comma 9 del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 221/2018, l'Amministrazione, avvalendosi del C.E.D. del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale, provvede all'inserimento di appositi ostativi informatici per impedire il cambio di intestazione dei veicoli in violazione del vincolo di inalienabilità.

 Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 

Roma, 5 luglio 2018

 

Il direttore generale: PARENTE

 

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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

 

DECRETO MINISTERIALE

20 aprile 2018, prot. n. 221

(G.U. n. 163 del 16.7.2018)

 

Modalità di erogazione delle risorse per investimenti a favore delle imprese di autotrasporto per l'annualità 2018.

 

 

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

 

Visto l'art. 10, comma 2 e 3, del regolamento (CE) n. 595/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2009, relativo all'omologazione dei veicoli a motore e dei motori riguardo alle emissioni dei veicoli pesanti (euro VI) che prevede la possibilità della concessione di incentivi finanziari per la demolizione di veicoli non conformi al regolamento stesso;

Visto il regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione europea del 17 giugno 2014 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato e, in particolare, l'art. 2, paragrafo 1, punto 29 e l'art. 17 che consentono aiuti agli investimenti a favore delle piccole e medie imprese, nonché gli articoli 36 e 37 che consentono aiuti agli investimenti per innalzare il livello della tutela ambientale o l'adeguamento anticipato a future norme dell'Unione europea;

Vista la legge 27 dicembre 2017, n. 205 che destina al settore dell'autotrasporto per l'annualità 2018 risorse finanziarie pari ad euro 236.181.685;

Visto, altresì, il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 28 dicembre 2017, recante "Ripartizione in capitoli delle Unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e per il triennio 2018-2020" (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre 2017) ed in particolare la tabella 10 ivi allegata ove figurano iscritte nel capitolo 1337, denominato "Fondo per gli interventi in favore del settore dell'autotrasporto" - dello stato di previsione della spesa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, risorse, in termini di competenza e cassa, pari ad euro 236.181.685 per l'anno 2018;

Visto il decreto interministeriale (MIT-MEF) 27 marzo 2018, n. 153 che, sulla base dell'art. 1, comma 150 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, ripartisce le risorse complessivamente destinate al settore dell'autotrasporto per l'annualità 2018 fra le diverse ipotesi d'intervento ed in particolare l'art. 1 comma 1 lettera d) che destina 33.600.000 a favore degli investimenti;

Visto il verbale della riunione del 28 marzo 2018 che dà conto delle richieste delle principali associazioni di categoria dell'autotrasporto con riferimento alla ripartizione della somma pari ad euro 33.600.000 fra le varie tipologie di investimento;

Considerato che gli incentivi finanziari di cui al presente decreto costituiscono fattispecie di aiuti di Stato ai sensi e per gli effetti degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea;

Visto l'art. 34, comma 6, della legge 25 febbraio 2008, n. 34, recante "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee" che prevede l'onere, per gli aspiranti ai benefici finanziari, di dichiarare di non rientrare tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato, o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;

Visto l'art. 19, comma 5, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 201, che prevede che le amministrazioni dello Stato, cui sono attribuiti per legge fondi o interventi pubblici, possono affidarne direttamente la gestione, nel rispetto dei principi comunitari e nazionali conferenti, a società a capitale interamente pubblico, sulle quali le predette amministrazioni esercitano un controllo analogo a quello esercitato su propri servizi e che svolgono la propria attività quasi esclusivamente nei confronti dell'amministrazione dello Stato;

Ritenuto necessario continuare a dare impulso al rinnovamento ed alla ristrutturazione del settore dell'autotrasporto, con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi logistici ed al riequilibrio modale avuto riguardo anche alla tutela dell'ambiente;

Visto il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 1° dicembre 2015, n. 219, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 gennaio 2016, n. 7, recante sistema di riqualificazione elettrica destinato ad equipaggiare autovetture M e N1, recante la disciplina delle procedure per l'approvazione dell'installazione di sistemi di riqualificazione elettrica su veicoli già immatricolati con motore termico;

Ritenuto necessario prevedere anche per l'anno 2018 incentivi per l'acquisizione di veicoli industriali a motorizzazione alternativa a gas naturale, biometano ed elettrica onde assicurare un minor livello di emissioni inquinanti nei territori più sensibili, nonché per le più lunghe percorrenze, al fine di massimizzare gli effetti benefici sull'ambiente;

Ritenuto di dover ricomprendere anche i dispositivi idonei ad operare la riconversione in veicoli elettrici di autoveicoli per il trasporto merci a trazione tradizionale;

Considerata la necessità di prevedere anche per l'annualità 2018 incentivi per il rinnovo del parco veicolare mediante l'acquisizione di trattori stradali rispondenti alla normativa anti-inquinamento euro VI unitamente alla radiazione, tramite rottamazione dei veicoli più obsoleti, ottimizzando così gli effetti favorevoli sull'ambiente e sulla sicurezza della circolazione stradale;

Ritenuto opportuno, altresì, incentivare l'acquisizione di rimorchi e semirimorchi per trasporto intermodale, nonché l'acquisizione di beni strumentali destinati al trasporto intermodale quali casse mobili e rimorchi portacasse, anche al fine di ottimizzare la catena logistica;

Considerato che l'incentivazione per l'acquisto di rimorchi e semirimorchi intermodali, dotati di dispositivi innovativi non ancora obbligatori, atti a conseguire maggiori standard di sicurezza e di efficienza energetica, nonché di casse mobili in connessione con l'acquisto di rimorchi portacasse, può essere diretta a tutte le imprese nel limite del 40 per cento dei costi di investimento necessari per innalzare il livello di tutela ambientale o per andare oltre le norme dell'Unione europea;

Preso atto che, ai fini della individuazione dei costi ammissibili per la quantificazione dei relativi contributi, ai sensi del regolamento generale di esenzione (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014, occorre fare riferimento, in via generale, al sovra costo necessario per acquisire la tecnologia più evoluta da un punto di vista scientifico ed ambientale;

 

DECRETA:

 

Art. 1

Finalità e ambito di applicazione

 

1. Le disposizioni del presente decreto disciplinano le modalità di erogazione delle risorse finanziarie relative all'anno 2018 nel limite di spesa pari a euro 33.600.000 e la loro ripartizione fra le varie tipologie d'investimento fatto salvo quanto dovuto alla società Rete Autostrade Mediterranee S.p.a. quale soggetto gestore dell'attività istruttoria.

2. Le risorse di cui al comma 1 sono destinate ad incentivi a beneficio delle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi attive sul territorio italiano, regolarmente iscritte al Registro elettronico nazionale (R.E.N.) e all'Albo degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, per il rinnovo e l'adeguamento tecnologico del parco veicolare, per l'acquisizione di beni strumentali per il trasporto intermodale.

3. Le misure di incentivazione sono erogate nel rispetto dei principi generali e delle disposizioni settoriali del regolamento generale di esenzione (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato, nonché, ove del caso, nel rispetto delle condizioni previste dall'art. 10, commi 2 e 3, del regolamento (CE) n. 595/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2009.

4. Ad ogni tipologia dei seguenti investimenti sono destinati gli importi di seguito specificati, corrispondenti ad una quota parte delle risorse globalmente disponibili, pari a euro 33.600.000:

  1. 9,6 milioni di euro per acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli, nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto di merci di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate a trazione alternativa a metano CNG, gas naturale liquefatto LNG, ibrida (diesel/elettrico) e elettrica (Full Electric) nonché per l'acquisizione di dispositivi idonei ad operare la riconversione di autoveicoli per il trasporto merci a motorizzazione termica in veicoli a trazione elettrica, ai sensi dell'art. 36 del regolamento (CE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014;
  2. 9 milioni di euro per radiazione per rottamazione di veicoli pesanti di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, con contestuale acquisizione di veicoli nuovi di fabbrica conformi alla normativa euro VI di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, ai sensi di quanto previsto dall'art. 10, commi 2 e 3, del regolamento (CE) n. 595/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2009;
  3. 14 milioni di euro per acquisizione anche mediante locazione finanziaria, di rimorchi e semirimorchi, nuovi di fabbrica, per il trasporto combinato ferroviario rispondenti alla normativa UIC 596-5 e per il trasporto combinato marittimo dotati di ganci nave rispondenti alla normativa IMO, dotati di dispositivi innovativi volti a conseguire maggiori standard di sicurezza e di efficienza energetica nonché per l'acquisizione di rimorchi e semirimorchi o equipaggiamenti per autoveicoli specifici superiori a 7 tonnellate allestiti per trasporti in regime ATP, rispondenti a criteri avanzati di risparmio energetico e rispetto ambientale, ai sensi di quanto previsto dagli articoli 17 e 36 del regolamento (CE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014;
  4. 1 milione di euro per l'acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di casse mobili e rimorchi o semirimorchi porta casse così da facilitare l'utilizzazione di differenti modalità di trasporto in combinazione fra loro senza alcuna rottura di carico, ai sensi di quanto previsto dall'art. 36 del regolamento (CE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014.

 

5. I contributi, di cui al comma 4, sono erogabili fino a concorrenza delle risorse disponibili per ogni raggruppamento di tipologie di investimenti. La ripartizione degli stanziamenti nell'ambito delle predette aree di intervento può essere rimodulata con decreto del Direttore della Direzione generale per il trasporto stradale e per l'intermodalità qualora, per effetto delle istanze presentate, si rendano disponibili risorse a favore di aree in cui le stesse non risultino sufficienti.

6.Ove, a causa dell'esaurimento delle risorse disponibili per ciascuna area anche dopo l'eventuale rimodulazione di cui al comma 5, il numero delle imprese ammesse al beneficio non consenta l'erogazione degli importi a ciascuna spettanti, con decreto del Direttore della Direzione generale per il trasporto stradale e per l'intermodalità si procede alla riduzione proporzionale dei contributi fra le stesse imprese collocate negli elenchi degli ammessi a beneficio nelle aree rispetto alle quali le risorse si sono rivelate insufficienti.

7.Al fine di garantire il rispetto delle soglie di notifica di cui all'art. 4 del citato regolamento (UE) n. 651/2014, nonché di garantire che la platea dei beneficiari presenti sufficienti margini di rappresentatività del settore, l'importo massimo ammissibile per gli investimenti di cui al comma 4 per singola impresa non può superare euro 750.000,00. Qualora l'importo superi tale limite viene ridotto fino al raggiungimento della soglia ammessa. Tale soglia non è derogabile anche in caso di accertata disponibilità delle risorse finanziarie rispetto alle richieste pervenute e dichiarate ammissibili.

8.Al fine di evitare il superamento delle intensità massime di aiuto previste dal regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014, è esclusa la cumulabilità, per le medesime tipologie di investimenti e per i medesimi costi ammissibili, dei contributi previsti dal presente decreto con altre agevolazioni pubbliche, incluse quelle concesse a titolo deminimis ai sensi del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013.

9.I beni di cui al comma 4 non possono essere alienati e devono rimanere nella disponibilità del beneficiario del contributo fino a tutto il 31 dicembre 2021, pena la revoca del contributo erogato. Non si procede comunque all'erogazione del contributo nel caso di trasferimento della disponibilità dei beni oggetto degli incentivi nel periodo intercorrente fra la data di presentazione della domanda e la data di pagamento del beneficio.

 

Art. 2

Importi dei contributi, costi ammissibili e intensità di aiuto

 

1. Gli investimenti di cui al presente decreto sono finanziabili esclusivamente se avviati in data successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto ed ultimati entro il 15 aprile 2019.

2. In relazione agli investimenti di cui all'art. 1, comma 4, lettera a), del presente decreto, sono finanziabili le acquisizioni, anche mediante locazione finanziaria:

  1. di automezzi industriali pesanti nuovi di fabbrica a trazione alternativa a metano CNG, ibrida (diesel/elettrico) e elettrica (full electric) di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate e fino a 7 tonnellate, veicoli a trazione elettrica superiori a 7 tonnellate. Il contributo è determinato in euro 4.000 per ogni veicolo CNG e a motorizzazione ibrida e in euro 10.000 per ogni veicolo elettrico di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate fino a 7 tonnellate ed in euro 20.000 per ogni veicolo elettrico superiore a 7 tonnellate, considerando la notevole differenza di costo con i veicoli ad alimentazione diesel;
  2. di automezzi industriali pesanti nuovi di fabbrica a trazione alternativa ibrida (diesel/elettrico), a metano CNG e gas naturale liquefatto LNG di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 7 tonnellate. Il contributo è determinato in euro 8.000 per ogni veicolo a trazione alternativa ibrida (diesel/elettrico) e a metano CNG di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 7 tonnellate fino a 16 tonnellate, ed in euro 20.000 per ogni veicolo a trazione alternativa a gas naturale liquefatto LNG ovvero a motorizzazione ibrida (diesel/elettrico) di massa pari o superiore a 16 tonnellate, considerando la notevole differenza di costo con i veicoli ad alimentazione diesel;
  3. per l'acquisizione di dispositivi idonei ad operare la riconversione di autoveicoli di massa complessiva pari a 3,5 tonnellate per il trasporto merci come veicoli elettrici il contributo è determinato in misura pari al 40 per cento dei costi ammissibili, comprensivi del dispositivo e dell'allestimento con un tetto massimo pari a 1.000 euro.

 

3. In relazione agli investimenti di cui all'art. 1, comma 4, lettera b), del presente decreto, è finanziabile la radiazione per rottamazione di automezzi di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, con contestuale acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di automezzi industriali pesanti nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto merci di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, conformi alla normativa anti inquinamento euro VI. Il contributo è determinato avuto riguardo al sovra costo necessario per la acquisizione di un veicolo che soddisfi i limiti di emissione euro VI in sostituzione del veicolo radiato: euro 5.000 per ogni veicolo euro VI di massa complessiva a pieno carico da 11,5 tonnellate a 16 tonnellate, euro 10.000 per ogni veicolo euro VIdi massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 16 tonnellate.

4.In relazione agli investimenti di cui all'art. 1, comma 4, lettera c) del presente decreto, sono finanziabili:

  1. le acquisizioni, anche mediante locazione finanziaria, di rimorchi e semirimorchi, nuovi di fabbrica, per il trasporto combinato ferroviario rispondenti alla normativa UIC596-5 e per il trasporto combinato marittimo dotati di ganci nave rispondenti alla normativa IMO, dotati di almeno un dispositivo innovativo di cui all'allegato 1 al presente decreto;
  2. rimorchi, semirimorchi o equipaggiamenti per autoveicoli specifici superiori alle 7 tonnellate allestiti per il trasporto da effettuarsi conformemente agli accordi sui trasporti nazionali e internazionali delle derrate deteriorabili (ATP) mono o multi temperatura purché le unità frigorifere/calorifere siano alimentate da motore conforme alla fase V(STAGE V)del regolamento UE n. 2016/1628 o da unità criogeniche autonome non collegate al motore del veicolo trainante oppure da unità elettriche funzionanti con alternatore collegato al motore del veicolo trainante. Tutte le unità precedentemente indicate dovranno essere dotate di gas refrigeranti con un GWP inferiore a 2.500;
  3. sostituzione, nei rimorchi, semirimorchi o autoveicoli specifici superiori alle 7 tonnellate allestiti per il trasporto da effettuarsi conformemente agli accordi sui trasporti nazionali e internazionali delle derrate deteriorabili (ATP) mono o multi temperatura, delle unità frigorifere/calorifere installate, ove nonrispondenti agli standard ambientali di cui alla lettera precedente, con unità frigorifere/calorifere alimentate da motore conforme alla fase V (STAGE V) del regolamento UE n. 2016/1628 o da unità criogeniche autonome non collegate al motore del veicolo trainante oppure da unità elettriche funzionanti con alternatore collegato al motore del veicolo trainante. Tali unità dovranno essere funzionanti esclusivamente con gas refrigeranti con un GWP inferiore a 2.500.

 

5. Nei casi di cui al comma 4, lettere a), b) e c) il contributo viene determinato come di seguito indicato:

  1. per le acquisizioni effettuate da piccole e medie imprese nel limite del 10 per cento del costo di acquisizione in caso di medie imprese e del 20 per cento di tale costo per le piccole imprese, con un tetto massimo di euro 5.000 per semirimorchio o autoveicolo specifico superiore a 7 tonnellate allestito per trasporti in regime ATP, ovvero per ogni unità refrigerante/calorifera a superiore standard ambientale, secondo quando indicato al comma 4, lettera c), installata su tali veicoli. Le acquisizioni sono ammissibili qualora sostenute nell'ambito di un programma di investimenti destinato a creare un nuovo stabilimento, ampliare uno stabilimento esistente, diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi o trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;
  2. per le acquisizioni effettuate da imprese che nonrientrano tra le piccole e medie imprese in euro 1.500, tenuto conto che è possibile incentivare il 40 per cento della differenza di costo tra i veicoli intermodali dotati di almeno un dispositivo innovativo e veicoli equivalenti stradali e dei maggiori costi dei veicoli equipaggiati con dispositivi per trasporto ATP rispondenti a criteri avanzati di risparmio energetico e rispetto ambientale, ovvero dei maggiori costi delle unità refrigeranti/calorifere a superiore standard ambientale, secondo quando indicato al comma 4, lettera c), installate su tali veicoli.

6. In relazione agli investimenti di cui all'art. 1, comma 4, lettera d), del presente decreto, sono finanziabili le acquisizioni, effettuate anche mediante locazione finanziaria, di gruppi di 8 casse mobili e 1 rimorchio o semirimorchio porta casse. Il contributo viene determinato, tenuto conto dei costi aggiuntivi rispetto all'acquisto di veicoli equivalenti stradali, in euro 8.500 per l'acquisto di ciascun insieme di 8 casse e 1 rimorchio o semirimorchio.

7. I contributi di cui al presente decreto sono maggiorati del 10 per cento in caso di acquisizioni effettuate da parte di piccole e medie imprese, ovegli interessati ne facciano espressa richiesta, nei seguenti casi:

  1. per le acquisizioni di cui ai commi 2, 3 e 6. A tal fine gli interessati trasmettono, all'atto della presentazione della domanda di ammissione ai benefici, dichiarazione sostitutiva redatta ai sensi e per gli effetti del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante il numero delle unità di lavoro dipendenti (ULA) e il volume del fatturato conseguito nell'ultimo esercizio fiscale;
  2. per le acquisizioni di cui al presente articolo, se effettuate da imprese aderenti ad una rete di imprese. A tal fine gli interessati trasmettono, all'atto della presentazione della domanda di ammissione ai benefici, oltre alla dichiarazione di cui al punto a), copia del contratto di rete redatto nelle forme di cui all'art. 3, comma 4-ter, del decreto-legge 10 febbraio 2009, 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33;
  3. Le maggiorazioni di cui al presente comma sono cumulabili e si applicano entrambe sull'importo netto del contributo.

 

Art. 3

Modalità di dimostrazione dei requisiti richiesti

1. In relazione alla acquisizione dei beni di cui all'art. 2 gli aspiranti ai benefici hanno l'onere di fornire, a pena di inammissibilità, la prova documentale che i beni acquisiti possiedono le caratteristiche tecniche richieste dal presente decreto.

2. Con decreto del Direttore della Direzione generale per il trasporto stradale e per l'intermodalità, da adottarsi entro quindici giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definite le modalità di dimostrazione dei suddetti requisiti. Con il medesimo decreto sono definite le modalità di presentazione delle domande, secondo quanto previsto all'art. 4.

 

Art. 4

Destinatari della misura di aiuto

1. Possono proporre domanda le imprese di autotrasporto di cose per conto di terzi, nonché le strutture societarie, risultanti dall'aggregazione di dette imprese, costituite a norma del libro V, titolo VI, capo I, o del libro V, titolo X, capo II, sezioni II e II-bis del codice civile, iscritte al Registro elettronico nazionale istituito dal regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009 ovvero, relativamente alle imprese che esercitano con veicoli di massa complessiva fino a 1,5 tonnellate iscritte all'Albo nazionale delle imprese che esercitano l'attività di autotrasporto.

2. Le modalità di presentazione delle domande e i conseguenti adempimenti gestionali relativi all'istruttoria delle richieste pervenute sono stabilite con il decreto di cui all'art. 3, comma 2.

 

Art. 5

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

 

IL MINISTERO

 

 

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