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Occuparsi del futuro, senza dimenticare il presente dell’autotrasporto

Avvicinandosi ormai l’approvazione definitiva del decreto “Sostegni”, nel rinnovare il ringraziamento a quei Senatori promotori dell’emendamento che ha esonerato, per il 2021, l’Autotrasporto dall’obbligo del pagamento del contributo annuale all’ART (ne diamo dettagliata notizia sul nostro sito), è bene ricordare che si tratta di una vittoria certamente importante, ma parziale. L’obiettivo vero deve essere quello di cancellare questa tassa per sempre e non per un solo anno. Si dovrà, pertanto, chiedere alla politica di agire nelle prossime settimane, prima delle scadenze di ottobre.

Nel frattempo, mentre aspettiamo la convocazione della Viceministra Sen. Teresa Bellanova, vorrei richiamare l’attenzione su quello che, nella realtà, sta succedendo alle nostre aziende, su quello che potremmo fare e, soprattutto, su quel che facciamo per difenderle, con le armi che abbiamo in mano.

Le nostre armi sono le “regole”. Armi spesso spuntate, a volte impalpabili, anche per via della debolezza di chi dovrebbe adoperarle. Tutto ciò deve spingerci a richiederne altre e migliori, ma non può essere la scusa per non muovere un dito.

Provo a spiegarmi meglio con un esempio. Un’impresa ci comunica che le stanno togliendo un lavoro di 5 milioni di euro, perché non ha aderito alla richiesta fattagli dal committente di avere uno sconto del 15%. Prendere o lasciare, perché c’è già il sostituto. Al nuovo prezzo, l’impresa dovrebbe viaggiare a 0,98 euro/km, quando il valore minimo dei costi di riferimento, pubblicati dal Ministero, è intorno all’1,30/km. Ci chiede cosa si può fare. Non molto. Che, però, non significa niente.

Possiamo, come Associazione, scrivere al committente richiamando l’incongruità della sua richiesta e, nello stesso tempo, investire della questione l’Autorità Garante per la concorrenza e gli Organi di controllo, a vario titolo investiti, per far rispettare le leggi. Non abbiamo garanzie sugli gli esiti della nostra iniziativa, tuttavia, pensiamo che non si debba far passare nessuna occasione o possibilità che la legge ci offre.

È facile prevedere che il nostro trasportatore possa perdere il lavoro che, peraltro, era già perso al momento del suo rifiuto di accedere allo sconto. È possibile, però, che, diversamente dal solito, il committente in questione abbia di che riflettere nel valutare se, alla fine dei conti, sia stato per lui conveniente l’affare, a seguito del quale risulta essere il vero responsabile di situazioni illecite, con le conseguenze del caso.

Quanto al vettore che è subentrato, effettuando il trasporto a 0,98 euro, si vedrà se sarà in grado di dimostrare, a quei prezzi stracciati, il pieno rispetto della legge. Insomma, ognuno avrà nel frattempo qualche grattacapo in più.

Il nostro associato chiede tempo per riflettere, prima di procedere. È un suo diritto ed, anche, un dovere.

Essendo la vicenda ancora in corso, non so come andrà a finire. Ma la mia personale opinione è che, se questo caso si moltiplicasse per cento, il muro di gomma, contro cui - singolarmente - ogni trasportatore quotidianamente sbatte, avrebbe i giorni contati.

Qualcuno potrebbe trovare la cosa velleitaria, tipo svuotare il mare con il secchiello. Ma, basterebbe ricordare a costui che la migliore alleata dell’arroganza di certi committenti è proprio la sua inerzia.

Tutto questo per dire che, mentre grandi temi come il PNRR (Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza) o i SAD (Sussidi Ambientalmente Dannosi) o la transizione ecologica del parco veicolare, giustamente ci impegnano perché toccano il futuro delle nostre aziende, il loro presente è una continua sofferenza, alla ricerca di un equilibrio sempre più precario tra lavoro e tariffe decenti, in cui per avere il lavoro si rinuncia a guadagnare, mettendo a rischio, talvolta, anche la sicurezza.

Stare vicini alle imprese ed ai loro problemi è un aspetto centrale della nostra stessa attività associativa, oggi più che mai fondamentale. Non possiamo permetterci di dover dire che l’operazione è perfettamente riuscita, nonostante, purtroppo, il paziente sia morto.

Claudio Donati

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