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Tempi di pagamento e costi minimi: stretta finale

Roma, 19 giugno 2020

Il nervosismo che c’è in giro, specie negli ambiti associativi, è il segnale più evidente che siamo vicini alla stretta finale. Aspettiamo – entro la fine di questo mese – la risposta del Governo sulle due regole, a nostro avviso, indispensabili per provare a rimettere in piedi l’Autotrasporto italiano: la certezza sui tempi di pagamento dei trasporti effettuati e la pubblicazione dei valori minimi di riferimento (meglio noti come i costi della sicurezza) dell’autotrasporto.

Il fatto che qualche organizzazione della logistica abbia sentito il bisogno di comunicare ai massimi livelli istituzionali la propria contrarietà ai costi minimi per l’autotrasporto, è la prova provata dell’importanza di quello che, invece, UNATRAS ha chiesto al Governo come priorità assoluta.

È ovvio che “chi trasporta la merce con i camion degli altri” non vuol sentir parlare di regole, né per i tempi di pagamento, né per i costi minimi. In fondo per loro, meglio di così non potrebbe andare: stanno pagando i Trasportatori quanto e quando vogliono. Una vera pacchia! È facile prevedere che l’iniziativa citata non resti isolata.

La questione, anziché sorprenderci, rafforza la nostra convinzione di essere sulla strada giusta.

Chiediamo cose che servono non solo ai Trasportatori ma, forse ancor di più, al sistema economico italiano, in cui manca spesso pulizia e trasparenza; concetti, come si vede, che non vanno confinati nella sola accezione ambientalistica. Ai nostri amici, logistici o intermediari che siano, chiediamo di guardare un po’ oltre il proprio naso. Tradotto: basta efficienza sfruttando, attraverso il loro potere di mercato, gli Autotrasportatori, “quelli che i camion ce li hanno”.

C’è bisogno, per tutti, di innovazione, di capacità di reinventarsi per il nuovo scenario, di migliorare la nostra capacità competitiva. Tutti temi su cui siamo aperti a ogni confronto. Ma non sentiamo alcun bisogno di allargare la palude dello sfruttamento e dell’illegalità, verso cui questi signori stanno spingendo il settore, in nome di una idea dell’efficienza da cravattari. E, forse non è male ricordare che quello che pomposamente viene definito come settore logistico italiano (80 miliardi di euro) è costituito per più della metà (oltre 40 miliardi di fatturato) da aziende di autotrasporto.

Il livello della sfida (e dello scontro) con le nostre controparti imprenditoriali è, dunque, molto alto, e potrebbe anche salire di più. Ma questo non sorprende, né deve preoccupare; dovremmo preoccuparci, semmai, del contrario: se cioè queste nostre richieste non provocassero reazioni ostili. Vorrebbe dire che non toccano interessi e rendite, che invece ci sono e, come si vede, si agitano.

Il vero nodo che le Associazioni dell’Autotrasporto e, segnatamente, UNATRAS, hanno adesso di fronte è l’obiettivo da cogliere; che, secondo noi, è quello di portare a casa, su entrambe le questioni, risultati effettivamente utili alle nostre imprese nell’affrontare una crisi profonda ma, soprattutto, di difficile decifrazione.

Sia la norma sui tempi di pagamento che i costi minimi devono, pertanto, essere tali da risultare davvero - e non solo sulla carta - strumenti da loro utilizzabili.

Quindi, pur riconoscendo a questo Governo e alla Ministra De Micheli il merito di aver assunto questo impegno, diversamente dai vari Esecutivi alternatisi negli ultimi anni, che se ne sono tenuti alla larga, adesso quello che conta è ciò che verrà (e come verrà) scritto.

Troppe sono le delusioni che la storia anche recente ci consegna, per poter accettare alcunché a scatola chiusa. Vogliamo prima leggere e poi, in assoluta autonomia, valutare, con l’augurio, ovviamente, di poter esprimere un giudizio positivo.

Al momento, tuttavia, non abbiamo alcun elemento per poterci esprimere in tal senso. Tireremo la somma alla fine del percorso condiviso con il Governo, dopo aver valutato i contenuti da questo proposti: entro pochi giorni.

Claudio Donati

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