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Cosa ci aspettiamo dall’incontro del 27 maggio

Roma, 22 maggio 2020

È arrivata la convocazione, da parte della Ministra De Micheli, delle Associazioni dell’Autotrasporto, per discutere, secondo quanto scritto nella convocazione, del Decreto 34/2020, detto Decreto “Rilancio”. In realtà, per quello che riguarda specificamente il nostro settore, dovremo discutere più di quello che nel Decreto “Rilancio” non c’è, anziché di quello che c’è. Perché delle richieste avanzate da UNATRAS lo scorso 4 maggio, mi pare che ben poco abbia trovato accoglimento.

Il fatto che il Governo abbia stanziato 20 milioni per l’abbattimento del costo del pedaggio autostradale per l’anno prossimo, al di là delle intenzioni, che saranno le più meritevoli, non aiuta a migliorare il clima: in mancanza del resto, che poi è la vera sostanza, sembra proprio la pacca sulle spalle che avevamo chiesto di non voler ricevere. Insomma, direi che proprio non ci siamo. Un po’ di soldi per evitare di mettere mano alle regole: questo è il succo che riusciamo a cogliere alla vigilia di questo incontro.

Nel frattempo, nella vita reale, quello che da sempre abbiamo denunciato, sta acquistando maggiore virulenza: dagli episodi di vero e proprio schiavismo (vedi da ultimo, quello riguardante una grande impresa di autotrasporto e logistica, scoperto qualche giorno fa dalla guardia di Finanza a Lodi) alle truffe quotidiane sul crono-tachigrafo, ai committenti che chiedono sconti ai trasportatori in nome del coronavirus, ai fiumi di gasolio di contrabbando. Persino le organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti, in Liguria, sono scese in campo per denunciare il ribasso delle tariffe e l’allungamento dei tempi di pagamento, messi in atto dai committenti ai danni delle imprese di autotrasporto, quale causa del peggioramento delle condizioni di lavoro degli autisti.

Tutto spinge, e non da ora, ma adesso con enorme maggiore violenza, in un’unica direzione: abbassare il prezzo del trasporto, al di sotto di ogni decenza, creando autostrade per l’illegalità (la malavita che, proprio grazie alla crisi, vede prosperare i propri affari), alla faccia di chi combatte onestamente, con tutte le proprie forze, per non sprofondare.

Alla base della nostra richiesta dei costi minimi per la sicurezza e di un meccanismo che dia ai Trasportatori la certezza dei tempi di pagamento del loro lavoro c’è questa emergenza. Che, chi ci governa, non può non vedere.

Ora, l’augurio è che il Governo, per tramite della Ministra De Micheli, se ne renda finalmente conto, e ci sia davvero un cambio di passo. Noi lavoreremo certamente perché questo accada. In ogni caso, nell’incontro di mercoledì prossimo, più che le opinioni personali, conteranno i fatti. Senza di questi, il confronto istituzionale potrebbe diventare, più che difficile, inutile.

Claudio Donati

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