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Le nostre priorità per il 2020

Roma, 4 febbraio 2020

Ci siamo lasciati qualche settimana fa, come forse qualcuno ricorderà, con due grossi problemi sul tavolo, usciti fuori all’ultimo momento (pessimo regalo di fine anno): il blocco della A14, a causa della chiusura, dal 19 dicembre scorso, del viadotto Cerrano, all’altezza di Pescara, e l’aumento dei noli dei traghetti, a partire dall’inizio del 2020. Due emergenze diverse ma, non troppo, per le difficoltà di soluzione che presentavano.

Sulla vicenda dell’A14, abbiamo registrato, positivamente, la decisione di dissequestro del viadotto Cerrano da parte del GIP di Avellino (30 gennaio u.s.), che fa uscire, oltre al nostro settore, un intero territorio (Marche e Abruzzo) dall’incubo della paralisi. Positiva, in questa circostanza l’attivazione del Ministero delle Infrastrutture Trasporti. Ma voglio approfittare per ringraziare anche i Prefetti delle realtà interessate, con cui abbiamo avuto in questi mesi un’interlocuzione continua e che molto si sono adoperati per gestire una situazione a forte rischio di esplosione.

Tuttavia, è chiaro che è stata semplicemente messa una toppa per evitare ulteriori lacerazioni di un sistema viario degradato in gran parte del Paese (Liguria e Sicilia, solo per fare qualche esempio), per colpevole responsabilità di intere generazioni di governanti.

Quindi, per noi, l’emergenza infrastrutturale rimane tale, e restiamo in attesa che la Ministra ci convochi, per spiegare che cosa intende fare il Governo, in concreto.

Venendo poi alla vicenda dell’aumento dei prezzi dei traghetti deciso dagli Armatori, il Governo si è attivato, chiamando Autotrasportatori e Armatori intorno ad un tavolo, da cui si è usciti con la decisione di un incremento dello stanziamento pubblico sul così detto “Marebonus” (12 milioni di euro), e l’impegno degli stessi Armatori a rigirare per intero (e non per il 70/80% come avvenuto finora) il contributo a favore degli Autotrasportatori.

È un passo in avanti, ma che tuttavia non ci soddisfa, perché resta del tutto oscuro sia il motivo dell’aumento (chi, tra gli armatori, ha investito, quanto e dove), sia il sistema di tariffazione e di sconti praticato dagli stessi Armatori ai propri clienti, di cui un solo punto è chiaro, e cioè che a pagare saranno, ancora una volta, i più piccoli e i meno protetti.

Abbiamo chiesto più trasparenza nelle tariffe. La Politica ci ha detto di comprendere le nostre ragioni, aggiungendo, al contempo, che purtroppo questo è un terreno di confronto tra privati, in cui lo Stato non può entrare. Un modo come un altro per non urtare i poteri forti.

Tuttavia, essendo convinti che stiamo chiedendo qualcosa di semplicemente legittimo, noi porteremo avanti le nostre idee, in tutte le sedi utili.

L’incontro con gli Armatori è stato particolarmente utile per mettere in evidenza la necessità, non più rinviabile, di un sistema di costi minimi che definisca la linea di demarcazione tra legalità e illegalità. Su questo, abbiamo colto da parte della Ministra De Micheli (e anche del Vice Ministro Cancelleri) una sincera attenzione, di cui aspettiamo un primo riscontro, attraverso la ripubblicazione, da parte del Ministero, dei valori minimi di riferimento.

Ecco, abbiamo iniziato il nuovo anno in questo modo. Cercando di stare vicini ai nostri trasportatori e ai loro problemi, impegnati a ricercare soluzioni di fronte a situazioni, di giorno in giorno, più acute.

Pensiamo che il 2020 possa (e debba) essere l’anno della riforma dell’Autotrasporto italiano. L’anno delle Regole per permettere a chi vuole fare impresa in questo settore di farlo. Sarà tutt’altro che facile, ma noi siamo al lavoro perché il sogno si realizzi.

A chi pensa che siano chiacchiere, l’invito è a riflettete sull’episodio, appena richiamato, dell’aumento dei traghetti. È facile notare come, mentre sia stato relativamente facile (si fa per dire) ottenere dallo Stato soldi a compensazione degli aumenti dei traghetti, è risultato impossibile ottenere che la Politica intervenisse per modificare quelle regole di tariffazione dei noli, attraverso cui il mercato dell’autotrasporto viene quotidianamente distorto, a danno dei più deboli.

Quando si parla di regole, significa proprio mettere le mani in cose di questo genere. Significa andare a toccare interessi che non vogliono essere toccati. Dobbiamo essere attrezzati. Ci vogliono forza e cervello, capacità di analisi e di proposta, capacità di rinnovamento. Risorse che nel nostro settore, nonostante le apparenze, non mancano.

Ma il salto di qualità sta nel fatto di non doverle più considerare merce rara, bensì patrimonio diffuso in larga parte della categoria. Anche questo è terreno di lavoro, forse il più difficile, su cui stiamo lavorando e su cui chiediamo il massimo della partecipazione da parte di ogni Trasportatore. Anzi, approfitto anche di questa occasione per confermare che ogni contributo è ben accetto.

Claudio Donati

Ultima modifica il Martedì, 04 Febbraio 2020 17:14

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