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Ultime (non buone) dal 2019

Il testo del decreto “Milleproroghe” dovrebbe portare alla decisione di non procedere all’aumento dei pedaggi autostradali per l’anno prossimo, almeno fino a giugno.

È una buona notizia, sicuramente apprezzata dagli Autotrasportatori. Se confermata, interromperebbe, tra l’altro, la consuetudine di questo indigesto regalo di fine anno, che abbiamo vissuto sempre come un balzello ingiustificato.

A maggior ragione, la decisione degli Armatori di aumentare il prezzo dei traghetti dal primo gennaio 2020 (qualcuno è già partito dal 16 dicembre u.s.) con punte che superano del 25% le vecchie tariffe, oltre a essere uno schiaffo in faccia ai clienti, appare in totale rotta di collisione con le misure pubbliche dirette ad incentivare lo spostamento del trasporto delle merci dalla strada al mare.

Non stiamo parlando, con tutto il rispetto, del negozietto della porta accanto, ma di (pochissimi) grandi operatori di dimensioni nazionali e spesso internazionali, ai quali lo Stato italiano, attraverso il così detto “Marebonus” ha elargito, solo lo scorso anno, oltre 40 milioni di incentivo, proprio per favorire lo spostamento del trasporto delle merci dalla strada al mare. Gli stessi che, adesso, attraverso questo aumento inaudito delle tariffe dei traghetti, hanno imposto ai Trasportatori il loro dictat (bere o affogare), spingendoli, dove possibile (certamente non in Sardegna), a rimettere i loro camion in autostrada.

Infine, ultima (non per importanza) notizia: il blocco della A14 in Abruzzo (Viadotto Cerrano), in provincia di Pescara, su decisione della Magistratura di Avellino, per gravi motivi di sicurezza. Come sempre, di fronte a ragioni di sicurezza, alziamo tutti le mani. Resta però il fatto che l’unica arteria autostradale sul versante adriatico viene così bloccata, con danni enormi economici per una vasta area del Paese. Non mi pare che, al momento, ci siano state risposte da parte della Ministra De Micheli alle innumerevoli richieste di incontro per affrontare la questione.

Siamo, in tutta evidenza, di fronte a situazioni di emergenza nazionale. E, non solo per gli Autotrasportatori.

Per tale ragione colpisce il silenzio che le accompagna. Un silenzio che dà agli operatori la sensazione di essere completamente abbandonati. Legittimamente, ci si chiede a che cosa serve la Politica se non è presente, di fronte a problemi come questi.

insomma, il silenzio del Governo - in questo in singolare sintonia anche con le forze politiche di opposizione - oltre che intollerabile, risulta disarmante.

Ci vuole poco per capire che questa è la via migliore per alimentare sentimenti di reazione e di rabbia, che potrebbero sfociare in qualcosa di non controllabile, se non c’è una sede di discussione autorevole.

Non si dica poi che la colpa è di chi protesta.

Claudio Donati

Ultima modifica il Lunedì, 23 Dicembre 2019 17:40

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