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Tempi di pagamento: ritardi non comprensibili nel dare corso agli impegni presi dal Governo

Un accordo, in politica come nella vita, presuppone sempre un rapporto di fiducia tra le parti. Senza fiducia, non ci sarebbero accordi e, forse, neppure relazioni degne di essere definite umane.

Per questo, a venti giorni dalla sottoscrizione dell’Accordo di UNATRAS con la Ministra De Micheli (a causa del quale è stato sospeso il fermo già proclamato per dicembre), restiamo in fiduciosa attesa di vedere l’esito dei provvedimenti contenuti nella manovra finanziaria (decreto fiscale e legge di bilancio 2020), che dovrebbero risultare in linea con gli impegni presi, nonostante i bollettini di guerra quotidiani.

Senza voler passare per ingenui, vogliamo dare per scontato che quello che si è sottoscritto venga mantenuto. Ne va della credibilità del Governo in primis, ma non solo.

Tuttavia, c’è già un punto dell’Accordo (esattamente il punto numero 5), quello relativo ai tempi di pagamento, che non è stato rispettato, almeno nella tempistica, perché l’Accordo recita testualmente che il Tavolo istituzionale previsto per approfondire la materia, allargato al Dipartimento del MEF, avrebbe dovuto riunirsi “a partire dalla prossima settimana” - quella tra il 25 novembre e il primo dicembre scorsi -. Cosa che non è avvenuta.

Non è un bel segnale. E non è neppure una cosa su cui sorvolare. Con una battuta, prima del problema del ritardo nei pagamenti delle fatture dei trasportatori, potremmo avere a che fare con un altro tipo di ritardo: quello della Politica a convocare il Tavolo.

Questa circostanza è motivo di allerta, ma anche di disappunto. Ogni imprenditore conosce bene le conseguenze del mancato rispetto di una scadenza, sia essa per una consegna di merce o per la rata del leasing. E, francamente, non si capisce per quale motivo la Politica dovrebbe essere esentata dall’obbligo di rispettare le scadenze che, oltre tutto, si è data da sola.

Dunque, ci aspettiamo di essere convocati nei prossimi giorni per affrontare e definire, in modo effettivamente utile per i Trasportatori, la scandalosa questione dei tempi di pagamento delle fatture di trasporto (in media, oltre 100 giorni di ritardo, contro i 30/60 previsti dalla legge), che trasforma dei fornitori di servizio in vere e proprie banche dei rispettivi clienti.

È una questione spinosa, lo sappiamo, mai affrontata seriamente in passato, su cui questa volta, stando alle carte sottoscritte, c’è la volontà politica del Governo di metterci le mani.

Continuiamo, dunque, ad aspettare la convocazione da parte della Ministra De Micheli. Ma non all’infinito. Perché allungare Il brodo è un modo diverso per “non” fare.

Claudio Donati

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