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Accise: fallito il primo attacco, prepararsi al nuovo arrembaggio

Il continuo affastellarsi delle varie notizie stampa di queste ore mi costringe a tornare sul Governo o, meglio, su quello che vuole fare o non fare per l’Autotrasporto.

Tra le cose non fatte (e che, invece, avrebbe dovuto essere fatta) c’è la mancata convocazione di UNATRAS da parte del Ministro competente, on. De Micheli, nonostante le sollecitazioni e nonostante sia passato un mese dal suo insediamento. Insomma, a tutto c’è un limite.

Questo ritardo, tra l’altro, rischia di essere qualcosa di più della solita sottovalutazione abitualmente sfoggiata dalla Politica nei confronti del nostro mondo.

Infatti, se appena pochi giorni fa è stato sconfitto il disegno governativo di colpire l’Autotrasporto, in quanto “soggetto inquinatore”, attraverso la soppressione progressiva degli sconti sulle accise per autotrazione, posto in essere con un semplice decreto-legge (che, se non bloccato, sarebbe divenuto immediatamente esecutivo), non sono affatto cessati i rischi di altre manovre che, con la scusa dell’ambiente, convergono sullo stesso obiettivo. Ci sono almeno due versanti operativi principali:

  • La riproposizione del taglio indiscriminato degli sgravi sulle accise per i trasportatori;
  • La proposta di portare le accise sul gasolio allo stesso livello di quelle sulla benzina, con conseguente aumento immediato del costo del primo, sia per gli automobilisti che per i trasportatori.

È possibile che qualcuno, ritenendo che i Trasportatori portino l’anello al naso, pensi a qualche “furbata”. Non è vietato, ma è altrettanto facile profezia che quel qualcuno troverà pane per i suoi denti.

Non voglio qui riprendere i numerosi argomenti che imporrebbero un approccio più serio al tema ambientale, al posto della propaganda ambientalista.

Quello che mi preme far presente, in questo momento, è che non possiamo accettare che questo andazzo si concretizzi nei prossimi giorni (o settimane) in misure punitive per il nostro mondo.

Dobbiamo, almeno a livello di UNATRAS, assumere immediatamente (nei prossimi giorni) una posizione intransigente, per chiedere al Governo un cambio di rotta immediato e profondo.

Non siamo contrari al confronto, anzi lo caldeggiamo, ma il dialogo lo si deve volere da entrambe le parti: Governo e Trasportatori. Finora, l’impressione è che da parte del Governo, più che discutere, si voglia mettere il settore di fronte al fatto compiuto. E, allora, bisogna rispondere subito, smontando le velleità dei provocatori.

Claudio Donati

 

Ultima modifica il Giovedì, 03 Ottobre 2019 17:24

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