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L’autunno sarà caldo, non solo a causa del clima

Non so se sia il modo migliore per salutarci per le ferie, anzi, sicuramente non lo è. Ma due fatti, tra gli altri, forieri di fosche nubi all’orizzonte, hanno allertato la nostra attenzione.

Uno riguarda l’ennesima minaccia ventilata da fonti governative di trovare soldi, per far quadrare i conti della Finanziaria 2020, attingendo alle accise sul gasolio. L’altro fatto, geograficamente più circoscritto ma non per ciò meno preoccupante, riguarda l’accordo del 25 luglio u.s. tra Austria e Germania sul Brennero, concluso senza neppure sentire l’Italia.

Su questa seconda questione, c’è solo da domandarsi dove era il nostro Governo, mentre Austria e Germania (quest’ultima nostra alleata sull’argomento, fino all’altra sera) si mettevano d’accordo su come gestire l’emergenza del traffico pesante nel territorio austriaco da ottobre in poi, scaricandola sostanzialmente sull’Italia. Oltre lo schiaffo preso in faccia, ci piacerebbe conoscere, come il nostro Governo intende difendere, in questa situazione, gli interessi degli Italiani (non solo dei trasportatori, ma dell’intero sistema che vive dell’interscambio economico Italia-Germania). Ovviamente, abbiamo la pretesa di vedere qualcosa di più efficace delle solite proteste ufficiali.

Quanto alla questione delle accise sul gasolio, stando alle dichiarazioni apparse sulla stampa, si prospetta un ulteriore aggravio a carico dei consumatori-inquinatori e, per quel che ci riguarda, dei Trasportatori, normalmente dipinti come la quintessenza dell’inquinamento.

Staremo a vedere se si tratta del solito allarmismo gettato sul tavolo da gioco, come si fa nel poker, o se si tratta di un qualcosa destinato a prende sostanza, a partire dalle settimane prossime.

Quel che si può dire è:

  • che una simile iniziativa sarebbe l’esatto contrario di quello che i leader di questo Governo avevano promesso in campana elettorale, appena un anno fa: ridurre il gravame delle accise sul prezzo dei carburanti.
  • che il tema della lotta all’inquinamento, quando addita come principale responsabile il diesel, è smaccatamente infondato da un punto di vista tecnico, e quindi puzza di demagogia.
  • infine (è proprio il caso di dirlo), che, se si vuole buttare benzina sul fuoco, lo si faccia pure.

Noi non staremo a guardare, e non pensiamo affatto a fare da pompieri alle reazioni della categoria, ma sosterremo con assoluta determinazione tutte le azioni democraticamente consentite per manifestare la nostra protesta verso una scelta, che sarebbe, prima che dannosa, assurda ed ingiusta e, pertanto, inaccettabile.

Perciò, se qualcuno vuole mettere alla prova la pazienza dell’Autotrasporto, si accomodi pure. Troverà pane per i suoi denti.

Nello stesso tempo, sempre mantenendo alta la guardia, occorre stare attenti a non farsi trasportare da queste notizie (e forse anche altre che seguiranno) sulla strada della “distrazione di massa”, evitando che, per seguire queste, venga di nuovo accantonata la nostra vera priorità: la riforma delle regole da dare all’Autotrasporto, a partire dai costi minimi, ai tempi di pagamento e al contrasto al dilagare dell’intermediazione, vero cappio al collo del settore. Un tema che oggi siamo finalmente riusciti a portare all’attenzione e nell’agenda del Governo. Non è stato facile, come tutti sappiamo; per questo non possiamo e non dobbiamo permettere a nessuno di farcelo scippare, magari “per distrazione”.

In questo senso, restiamo ancorati agli impegni che il Ministro Toninelli ha preso con le Associazioni nella riunione di fine luglio (i cui contenuti sono riassunti nell’ultimo comunicato UNATRAS -vedi anche sul ns sito), di cui sollecitiamo la verifica.

Claudio Donati

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