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Note a margine dell’incontro con il Ministro Toninelli

L’incontro dello scorso 23 luglio delle Associazioni dell’Autotrasporto con il Ministro Toninelli può essere considerato positivo, ovviamente senza nasconderci le difficoltà del quadro politico governativo, contraddistinto da grande incertezza (il comunicato UNATRAS, pubblicato sul ns sito, ne indica i contenuti).

Il Ministro ha confermato, oltre ai decreti per la spendibilità delle risorse già assegnate al settore, di voler riprendere la strada della definizione delle regole che disciplinano l’Autotrasporto, a partire dalla prossima (settembre?) pubblicazione dei valori minimi di riferimento, secondo i criteri originari.

E’, altresì, apprezzabile l’impegno a verificare quale soluzione concreta dare alla questione dei tempi di pagamento. Anche questo, tema per noi centrale e tutt’altro che nuovo.

Toninelli ha inoltre riconfermato la volontà del Governo di procedere sulla linea del nuovo metodo di calcolo dei pedaggi autostradali (che prevede il coinvolgimento, tramite un proprio parere, dell’ART), che dovrebbe comportare, a detta dello stesso Ministro, nell’ipotesi agli utenti più sfavorevole, incrementi delle tariffe molto contenuti e, comunque, solo da gennaio 2020.

Tuttavia, senza voler sottovalutare l’importanza dei vari temi affrontati, a me sembra che il fatto veramente nuovo dell’incontro sia costituito dalla fermezza con cui UNATRAS ha richiesto un impegno al Governo per affrontare la questione dei costi minimi “obbligatori”, a cui il pronunciamento della Corte Costituzionale dello scorso anno ha riconosciuto la piena legittimità, sia rispetto alla normativa nazionale che europea, riportando così la questione stessa in un ambito di decisione esclusivamente politica.

Il fatto che il Ministro abbia proposto che tale tema venga affrontato nei Tavoli di lavoro è corretto, fatta salva l’osservazione che esattamente un anno fa eravamo allo stesso punto e, sotto questo aspetto, un anno è passato invano, per responsabilità, certamente del Governo, ma anche per qualche timidezza di troppo a livello associativo.

Non è forse inutile ricordare che la centralità della questione dei costi minimi deriva non solo e non tanto dal fatto che questa iniziativa venga promossa da un soggetto quale è UNATRAS, che rappresenta, attraverso le 7 Associazioni aderenti, la grandissima maggioranza dei trasportatori italiani, quanto piuttosto dalla sua valenza di strumento che consideriamo imprescindibile per riportare – nella situazione economica attuale -, oltre che sicurezza, anche legalità e trasparenza nel settore. In altre parole, per consentire alle imprese “sane” di poter svolgere la loro attività imprenditoriale, che è basata certamente sulla competizione, ma ”dentro le regole”.

Avremo modo di entrare nel merito a tempo debito, ma quel che appare evidente è che una valutazione diversa dalla nostra su questo strumento viene data essenzialmente da chi il trasporto lo compra, insomma dal cliente del trasportatore, non solo quando si tratta di un imprenditorie industriale, ma anche quando questi assume la veste di “primo vettore” che utilizza sub-vettori. Diciamo meglio: è legittimo che chi deve ricorrere ad un servizio voglia spendere il meno possibile ma, l’interesse generale richiede che ci sia un limite, come da più parti e su diversi campi (dal contrasto al massimo ribasso negli appalti, all’equo compenso per i professionisti, al salario minimo per i lavoratori, etc) si viene fortunatamente affermando, da un po’ di tempo in qua, da economisti e politici.

Adesso, dunque, aspettiamo con fiducia la pubblicazione dei valori di riferimento, che rappresenterebbe il primo atto concreto in questa direzione, e la convocazione dei Tavoli sulle regole.

Incrociando nel frattempo le dita affinché ulteriori perturbazioni, peraltro tutte interne, non si abbattano su questo Governo, sulla cui salute, al momento, è difficile avere certezze granitiche.

Claudio Donati

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