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Obbligo di RCA e rinnovo di patente: la Corte di Giustizia Europea emette due sentenze in merito

Lo scorso 29 aprile la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso due sentenze in materia di RCA dei veicoli non regolarmente ritirati dalla circolazione e in merito alla facoltà degli Stati membri di non riconoscere una patente rinnovata da un altro Stato membro dopo aver vietato al titolare la guida nel proprio territorio nazionale.

Analizziamo più nel dettaglio i due provvedimenti:

Sentenza RCA dei veicoli non regolarmente ritirati dalla circolazione

Nella sentenza pronunciata nella causa C-383/19, la quinta sezione della Corte di Giustizia ha affermato il principio secondo il quale La conclusione di un contratto di assicurazione della responsabilità civile per la circolazione di un autoveicolo è obbligatoria quando il veicolo di cui trattasi è immatricolato in uno Stato membro e non è stato regolarmente ritirato dalla circolazione

Più nello specifico la Corte ha evidenziato che la conclusione di un contratto di assicurazione della responsabilità civile relativa alla circolazione di un autoveicolo è, in linea di principio, obbligatoria per un veicolo immatricolato in uno Stato membro, che si trova su un terreno privato e che è destinato alla demolizione a causa della scelta del suo proprietario, anche quando tale veicolo non è, in un dato momento, idoneo a circolare a causa delle sue condizioni tecniche”

Perciò, secondo la Corte di Giustizia Europea, l’unico modo per far cessare l’obbligo di assicurare il mezzo è quello di ritirarlo dalla circolazione in conformità con quanto disposto dalla normativa dei singoli stati membri (in Italia attraverso la radiazione).

Infatti, sebbene l’immatricolazione di un veicolo attesti, in linea di principio, la sua idoneità a circolare, e, quindi, ad essere utilizzato come mezzo di trasporto, un veicolo immatricolato può essere, in modo oggettivo, definitivamente inidoneo a circolare a causa delle sue cattive condizioni tecniche. La constatazione di tale inidoneità a circolare e quella della perdita della sua qualità di «veicolo» devono, tuttavia, essere effettuate in modo obiettivo.

 

Patente di guida – facoltà degli Stati membri di non riconoscere una patente rinnovata da un altro Stato membro dopo aver vietato al titolare la guida nel proprio territorio nazionale

Nella sentenza pronunciata nella causa C47/20, la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che Uno Stato membro può rifiutare di riconoscere una patente di guida semplicemente rinnovata in altro Stato membro, dopo aver vietato al titolare di guidare nel proprio territorio.” Lo stesso Stato, “non può, invece, apporre sulla patente alcuna menzione recante il divieto di guidare nel proprio territorio, poiché questa modifica rientra nella competenza esclusiva dello Stato membro di residenza normale del titolare”.

La pronuncia della Corte arriva a seguito di una vicenda che ha visto protagonista un cittadino tedesco, residente in Spagna e titolare di patente spagnola che, dopo essere stato oggetto di un provvedimento delle autorità tedesche con il quale gli si vietava la guida in Germania e di ottenere una nuova patente per un periodo di 14 mesi per essere stato sorpreso alla guida in stato di ebbrezza, a distanza di qualche anno presentava – sempre in Germania – richiesta di conversione della medesima patente spagnola che, nel frattempo, era stata rinnovata da quest’ultimo Stato. La Germania respingeva questa richiesta, sostenendo che questo soggetto non aveva conseguito nel frattempo una nuova patente, ma si era limitato a rinnovarla senza svolgere una perizia medico psicologica diretta ad eliminare i dubbi circa la sua idoneità alla guida (come richiesto, invece, dalle norme tedesche a seguito dell’accertamento della guida in stato di ebbrezza).

Diversamente, se avesse ottenuto una nuova patente in Spagna allora, in base al principio del reciproco riconoscimento delle patenti nella U.E, non ci sarebbero stato problemi nemmeno in Germania.

Inoltre, con la sentenza in oggetto la Corte ha affermato che “il mero rinnovo di una patente di guida delle categorie A e B (come nel caso di specie) non può essere assimilato al rilascio di una nuova patente di guida, in quanto la direttiva non obbliga gli Stati membri a procedere, al momento del rinnovo, ad una verifica del rispetto delle norme minime concernenti l’idoneità fisica e mentale alla guida. Di conseguenza, lo Stato membro nel cui territorio il titolare di una patente di guida delle categorie A e B che sia stata unicamente oggetto di rinnovo intende circolare, dopo essere stato privato, a seguito di un’infrazione stradale commessa su detto territorio, del diritto di guidare un veicolo su quest’ultimo, può rifiutarsi di riconoscere la validità di tale patente qualora non siano soddisfatte le condizioni previste dal diritto nazionale per il recupero del diritto di guidare in tale territorio”.

Infine, in un’altra Sentenza emessa sempre il 29 Aprile nella causa C-56/20, la Corte, ha affermato chele iscrizioni che compaiono sulla patente di guida rientrano nella competenza esclusiva dello Stato membro di residenza normale del titolare. Pertanto, un altro Stato membro non può apporre sulla patente, il cui modello è armonizzato in formato tessera plastificata, una menzione recante il divieto di guidare nel suo territorio”.

 

Ultima modifica il Martedì, 04 Maggio 2021 11:28

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