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Con una lettera datata 26 marzo 2019 e indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, On. Danilo Toninelli, e al Viceministro, On. Edoardo Rixi, le Associazioni aderenti a Conftrasporto, tra cui Assotir, hanno ribadito la necessità che venga emanato il decreto per la ripartizione delle risorse destinate all’autotrasporto, per il triennio 2019-2021, e l’urgenza di reperire ulteriori fondi a favore del settore.

In allegato è possibile scaricare il testo della missiva

Il numero di reati legati all'alcol e alla droga, tra i conducenti di camion e pullman, è raddoppiato dal 2018 ad oggi, in base ai risultati dell'ultima operazione di enforcement di TISPOL (Rete Europea di Polizia Stradale).

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed il Ministero dell'Interno - Dipartimento della pubblica sicurezza hanno sottoscritto un accordo di collaborazione istituzionale, al fine di realizzazione delle attività in comune e volte ad effettuare specifici controlli sui comportamenti di guida più a rischio e per l'analisi dei dati derivanti da tali controlli.

La Regione Toscana ha approvato due bandi rivolti alle sole imprese locali, comprese quelle di autotrasporto, che hanno subito danni economici a causa della chiusura del viadotto del Puleto sulla E45 e mediante i quali fare domanda per ricevere un rimborso straordinario.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato sul proprio sito web l’aggiornamento del costo del gasolio per autotrazione al netto di Iva e/o dello sconto del maggior onere delle accise, relativo al mese di marzo 2019, basato sui dati di costo al consumo del gasolio nel mese di febbraio scorso.  

Il Mediocredito Centrale, mandataria del RTI gestore del Fondo di garanzia perle PMI, informa, tramite la Circolare n. 2 ( allegata a questa news) che dal 15 marzo 2019 entreranno in vigore le nuove Disposizioni Operative  ( anch’esse  allegate a questa news) che danno attuazione alla riforma del Fondo di garanzia  ai sensi del decreto interministeriale del 6 marzo 2017.

Tra le novità della riforma, segnaliamo la ridefinizione delle modalità d’intervento, che vengono articolate in:

  • Garanzia diretta;
  • Riassicurazione e controgaranzia;
  • Applicazione all’intera operatività del Fondo del modello di valutazione basato sulla probabilità di inadempimento delle imprese beneficiarie;
  • Riorganizzazione delle misure di copertura e di importo massimo garantito;
  • L’introduzione delle operazioni "a rischio tripartito".

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), con la Circolare n. 5 del 28 febbraio 2019, ha definito le Linee Guida per l’attività di vigilanza su quel particolare sistema di intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori che con l’art. 603 bis del codice penale è stato definito e disciplinato e che è più noto come “caporalato”.

La nuova legge sul “caporalato” ha, lo ricordiamo, stabilito pesantissime sanzioni per queste illecite attività: il reato in questione è infatti punito con la reclusione da 1 a 6 anni e con la multa da 500,00 a 1.000,00 euro per ciascun lavoratore reclutato; le pene sono aumentate in caso di violenza o minaccia (reclusione da 5 a 8 anni e multa da 1.000,00 a 2.000,00 euro sempre per ciascun lavoratore reclutato).

Specifico terreno di elezione di tale reato rimane senza dubbio l’agricoltura e, in particolare, le attività legate alle campagne agricole ed ortofrutticole stagionali, quali la raccolta delle arance e/o dei pomodori, ecc.

Tuttavia, è sempre più frequente imbattersi in situazioni di “caporalato” anche nell’ambito di attività di servizi.

Qui il caporalato è meno “artigianale” e, al posto del classico “caporale” si trovano, sempre più spesso imprese che realizzano forme di intermediazione illecita, utilizzando abbattimenti illeciti dei costi del lavoro a danno dei lavoratori o degli Istituti previdenziali.

Il che, oltre a determinare condizioni di sfruttamento abnorme della manodopera, costituisce anche la condizione di base per sostenere e far crescere quei fenomeni di dumping sociale che, purtroppo,  non sono solo caratteristici di strutture pseudoimprenditoriali con base in alcuni Paesi della “nuova Europa” (favorite da legislazioni sociali a dir poco rudimentali), ma tendono sempre più a svilupparsi anche nel nostro Paese, approfittando di carenze storiche nell’attività di vigilanza e contrasto da parte degli Ispettorati territoriali del lavoro ed anche nella scarsissima attenzione, da parte di alcune committenze, a questi aspetti sociali, mentre risultano attentissime a riconrrere il minor costo possibile dei servizi che richiedono ai loro fornitori.

Ora l’INL vuole passare al contrattacco e, con la circolare n. 5 ricorda che:

  • con l’accusa di intermediazione illecita si debba persegue chiunque recluti manodopera da destinare a terzi in condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno,
  • con l’accusa di sfruttamento lavorativo si debba invece perseguire chiunque utilizzi lavoratori in condizioni di sfruttamento e approfittando anche in questo caso del loro stato di bisogno.

A tal fine l’Ispettorato ha prodotto una sorta di vademecum, allegato alla Circolare, composto da una serie di indicatori che gli Ispettori sul territorio dovranno utilizzare per determinare quando si sia in presenza dei comportamenti riconducibili alle due fattispecie di reato.

L’approfittamento dello stato di bisogno, per l’Ispettorato Nazionale, si configura quando il caporale o l’utilizzatore strumentalizza a proprio favore la situazione di debolezza sociale dei lavoratori.

Lo sfruttamento lavorativo si configura, invece, nel caso di corresponsione, frequente e reiterata, di retribuzioni palesemente difformi dai contratti collettivi (nazionali o territoriali) stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative o comunque sproporzionate rispetto al lavoro prestato.

Ma anche in caso di reiterata violazione delle norme su ferie, riposi e sicurezza e, soprattutto orari di lavoro, che, per tornare al nostro settore, sono stati disciplinati con il D. Lgs. 234/2007, anche per i lavoratori mobili, cosa di cui non ci stanchiamo di sottolineare l’importanza affinché i titolari di imprese di autotrasporto prestino ad essa particolare attenzione, comprendendo che si tratta di questione collegata, ma distinta da quella del rispetto dei tempi di guida di cui al Reg. 561/2006

La circolare dell’INL, infine, ha sottolineato come l’attività investigativa debba essere pianificata con la Procura della Repubblica ed i Carabinieri del Comando per la Tutela del Lavoro e può comportare la possibilità di ricorso alle intercettazioni e la confisca delle cose che servirono o furono destinate alla commissione del delitto e dei proventi da esso derivanti.

È stato pubblicato, sul sito ufficiale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale – Porto di Genova, il primo avviso (scaricabile in allegato) riguardante il ristoro per le maggiori sospese sostenute riguardanti le missioni effettuate dalle imprese di trasporto di merci per conto di terzi nel periodo compreso tra il 15 agosto ed il 31 dicembre 2018, a seguito del crollo del Ponte Morandi.

Tanto tuonò che, finalmente, piovve.

Dopo essersi cimentato, nei mesi scorsi, in alcune limitate operazioni di pulizia delle incrostazioni che il quarantennio trascorso dalla sua istituzione ha determinato e che hanno portato ad un database di oltre 100.000 imprese, ora il Comitato Centrale decide, finalmente, di mirare al bersaglio grosso.

La apposita Commissione Regolarità del Comitato, infatti, ha dato il via alla prima sostanziosa tranche della pulizia: 4 Avvisi di avvio del procedimento di cancellazione che, ove tutto fili liscio, consentiranno di eliminare dall’elenco degli iscritti (perché in moltissimi casi solo di questo si tratta) oltre 22.000 posizioni.

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