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Il Comitato Nazionale dell'Albo Gestori ambientali, ha proceduto, nelle scorse settimane, a una verifica sulla necessità di integrazioni e/o modifiche alle proprie deliberazioni degli scorsi anni, in ordine alle modalità ed ai contenuti delle prove di verifica dei Responsabili tecnici, di cui agli artt.12 e 13 del decreto n.120/2014.

MINISTERO DELL’AMBIENTE,

DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

 ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI

 Prot. n. 04/ALBO/ CN

DELIBERAZIONE DEL 25 GIUGNO 2019

Criteri e modalità di svolgimento delle verifiche per i responsabili tecnici di cui all'articolo 13 del decreto del Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, 3 giugno 2014, n. 120

 

IL COMITATO NAZIONALE DELL'ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI

 

Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e, in particolare, l'articolo 212;

Visto il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti  3 giugno  2014,  n. 120, recante il Regolamento per la definizione delle attribuzioni e delle modalità di organizzazione dell'Albo nazionale dei gestori ambientali, dei requisiti tecnici e finanziari delle imprese e  dei responsabili tecnici, dei termini e delle modalità di iscrizione e dei relativi diritti annuali;

Visti, gli articoli 12 e 13 del decreto 3 giugno 2014, n. 120, riguardanti i compiti, le responsabilità, i requisiti e la formazione del responsabile tecnico;

Visto, in particolare, l'articolo 13 del decreto 3 giugno 2014, n. 120, il quale prevede che la formazione del responsabile tecnico sia attestata mediante una verifica iniziale della preparazione del soggetto e, con cadenza quinquennale, mediante verifiche volte a garantire il necessario aggiornamento e  che  il Comitato nazionale definisca le materie, i contenuti, i criteri e le modalità di svolgimento delle verifiche; Vista la deliberazione n.6 del 30 maggio 2017, modificata e integrata con deliberazione  n.3 del  25 giugno 2019, relativa ai requisiti del responsabile tecnico, alle materie e ai contenuti delle verifiche;

Vista la  deliberazione  n.7 del 30 maggio  2017, modificata  e integrata  con  deliberazione  n.10 del 28 novembre 2017, recante criteri e modalità di svolgimento delle verifiche per i responsabili tecnici;

Ravvisata la necessità, alla luce dell'esperienza maturata  e delle modifiche apportate alla deliberazione n.6 del 30 maggio 2017, di ridefinire i criteri e le modalità di svolgimento delle suddette verifiche

 

DELIBERA

Articolo 1

(Sedi e date delle verifiche)

  1. Le sedi e le date delle verifiche per i responsabili tecnici di cui agli articoli 12 e 13 del decreto 3 giugno 2014, n. 120, sono pubblicate entro il 30 novembre dell'anno precedente a quello di svolgimento sul sito dell'Albo nazionale gestori ambientali: http:// www.albonazionalegestoriambientali.it .

 

Articolo 2

(Domanda di iscrizione alle verifiche, modalità d'invio e ammissibilità)

  1. La domanda di iscrizione alla verifica, a pena di improcedibilità della domanda stessa, deve essere inviata esclusivamente per via telematica non prima del termine di sessanta giorni e non oltre il termine di quaranta giorni antecedenti la data di svolgimento della verifica, con le modalità indicate al comma 3.
  2. Per essere ammesso alle verifiche è necessario:
    • essere cittadino italiano o cittadino di Stati membri della UE o cittadino di un altro Stato, a condizione che quest'ultimo riconosca analogo diritto ai cittadini italiani, ai sensi dell'articolo 1O, comma 2, lettera a), del decreto 3 giugno 2014, 120;
    • essere in possesso di diploma di scuola secondaria di secondo grado. Sono dispensati  da  tale obbligo i responsabili tecnici di cui al articolo 3, comma 1, della deliberazione n. 6 del 30 maggio 2017;
    • aver provveduto al versamento del contributo di euro novanta alla Camera di commercio sede della Sezione regionale competente all'organizzazione della verifica.
  3. Il candidato si  iscrive  mediante  collegamento  al  sito   dell'Albo   nazionale   gestori   ambientali http://www.albonazionalegestoriambientali.it  e compila l'apposito modello  indicando,  tra  l'altro,  la data, la sede dell'esame e il modulo per il quale intende sostenere la E' fatto obbligo al candidato, in caso di modifiche, di aggiornare i dati comunicati in sede di domanda iscrizione.
  4. Il candidato riceve via mail conferma dell'iscrizione con l'indicazione della data, della sede e dei moduli specialistici oggetto della verifica.
  5. Il candidato può iscriversi per un massimo di 3 moduli nella stessa sessione di verifica prescelta, alle seguenti condizioni:
    1. la verifica iniziale è costituita dal modulo obbligatorio per tutte le categorie e da almeno  un modulo specialistico;
    2. il candidato, che ha già ottenuto l'idoneità mediante superamento della verifica di cui alla lettera a), può iscriversi per gli ulteriori moduli di specializzazione senza dover nuovamente sostenere la parte relativa al modulo obbligatorio per tutte le categorie.

 Articolo 3

(Commissione di esame)

  1. La commissione di esame è composta dalla Sezione regionale sede della verifica, integrata da un componente designato dal Comitato nazionale.
  2. Le funzioni di Presidente sono svolte dal Presidente della Sezione regionale o, in mancanza, dal Vice Presidente. In caso di assenza di entrambi le funzioni di Presidente sono assunte dal componente designato dal Comitato nazionale.
  3. Le funzioni di segretario sono svolte dal segretario della Sezione regionale e o da altro addetto all'ufficio di segreteria dallo stesso designato.

 

Articolo 4

(Svolgimento verifiche e attribuzione punteggi)

  1. La verifica si svolge mediante prova scritta con 40 quiz a risposta multipla per ciascun modulo oggetto della Per ogni risposta sono assegnati i seguenti punteggi:
    • risposta esatta: + 1,00
    • risposta errata: - 0,50
    • risposta omessa: 0,00
  2. Per lo svolgimento della verifica i candidati hanno a disposizione sessanta minuti per ogni modulo oggetto della prova.

Le modalità di svolgimento delia verifica sono riportate nell'allegato A.

 

Articolo 5

(Diario delle verifiche)

  1. Il luogo, la data e l'ora nella quale si svolgono le verifiche sono inviati all'indirizzo e-mail indicato dal candidato almeno venti giorni antecedenti la data della
  2. L'Albo nazionale gestori ambientali non assume alcuna responsabilità in caso di mancata ricezione delle comunicazioni da parte del candidato.

 

Articolo 6

(Candidati idonei)

  1. Sono dichiarati idonei i candidati che conseguono i seguenti punteggi:
  2. per la verifica iniziale un punteggio almeno pari a:
    • 32 punti nel modulo obbligatorio per tutte le categorie.
    • 34 punti nel modulo
  3. per la verifica di aggiornamento un punteggio almeno pari a:
    • 28 punti nel modulo obbligatorio per tutte le categorie.
    • 30 punti nel modulo specialistico.
  4. I nominativi dei  canditati  risultati  idonei  sono  pubblicati   sul  sito  dell'Albo  nazionale   gestori ambientali ed è loro rilasciato apposito attestato.

 

Articolo 7

(Disposizioni transitorie)

  1. I soggetti che hanno conseguito l'idoneità iniziale di cui all'articolo 6, comma 1, lett. a), prima dell'entrata in vigore della presente deliberazione possono iscriversi alle verifiche per gli ulteriori moduli specialistici mancanti, senza dover nuovamente sostenere la parte relativa al modulo obbligatorio per tutte le categorie.

 

Articolo 8

(Entrata in vigore ed abrogazjoni)

  1. La presente deliberazione entra in vigore il 19 luglio 2019 .
  2. la deliberazione   7 del  30  maggio  2017  e la  deliberazione  n.  10  del  28  novembre  2017  sono abrogate.

 

Il Segretario Il Presidente
Ing. Pier Luigi Altomare Dott. Eugenio Onori

                             

 

ALLEGATO "A"

(Articolo 4)

 

MODALITA' DI SVOLGIMENTO DELLE VERIFICHE

  

  1. Adempimenti preliminari della commissione esaminatrice

La commissione esaminatrice predispone preventivamente ilmateriale di esame per ciascun iscritto alla verifica.

Al fine di garantire la necessaria  segretezza, i quiz oggetto delle verifiche sono contenuti in buste sigillate e firmate esteriormente sui lembi di chiusura dai componenti della commissione.

In ogni caso devono essere predisposte ulteriori cinque buste per garantire la casualità nell'assegnazione dei quiz.

 

2.                                Modalità di svolgimento delle verifiche

Il candidato che è stato ammesso alla verifica si presenta nel luogo  e all'ora  comunicati,  munito  di valido documento di identità, e appone la propria firma sul foglio presenze. A pena di esclusione dalla verifica, il candidato, successivamente all'accesso in sala, non potrà uscire se non  al  termine  della verifica stessa.

 

Al candidato viene consegnata:

  1. una busta piccola;
  2. la scheda anagrafica;
  3. una busta grande aperta e vuota;
  4. una busta sigillata e firmata contenente i quiz, una per ogni modulo oggetto della prova di verifica;
  5. un foglio risposte, uno specifico per ogni modulo oggetto della prova di verifica sul quale riportare le risposte;
  6. un set di identici codici a barre adesivi da applicare sulla scheda anagrafica, sul/i foglio/i risposte e sul/i frontespizio/i del/i  quiz:
    • 3 codici per l'iscrizione a un solo modulo;
    • 5 codici per l'iscrizione a due moduli;
    • 7 codici per l'iscrizione a tre moduli.

 

A  pena  di esclusione  dalla  verifica,  il candidato  non  deve  aprire la/e busta / e  sigillata  e  siglata contenente i quiz della prova fino all'inizio della verifica stessa.

 

Prima dell'inizio della verifica, ilcandidato:

  • firma la scheda anagrafica;
  • applica un primo codice a barre sulla scheda anagrafica, da inserire nella busta piccola senza sigillarla (durante la prova ilpersonale di sorveglianza potrà controllare l'identità del candidato);
  • applica un ulteriore  codice a barre  su  ciascun  foglio risposte  sul quale saranno riportate  le risposte della prova.

 

Una volta completate le procedure di riconoscimento, e verificato l'accesso dei candidati in sala, il

Presidente della commissione esaminatrice comunica l'inizio della verifica.

Il candidato, solo in quel momento, apre ciascuna busta sigillata contenente i quiz e consegnata in precedenza, controlla che i quiz corrispondano al modulo scelto, controlla che il fascicolo sia composto di 40 quiz per ciascun modulo oggetto della prova di verific numrati da 1 a 40 e, successivamente appone ogni rimanente codice a barre sull’apposito spazio del frontespizio di ciascun questionario.

La verifica dura sessanta minuti per ogni modulo, durante i quali è fatto divieto di alzarsi dal proprio posto, se non per consegnare l'elaborato.

In particolare:

 

  • Durante la verifica non è permesso ai candidati di comunicare tra loro verbalmente o per iscritto, ovvero di mettersi in relazione con altri, salvo che con i membri della commissione esamina trice;
  • Le risposte devono essere riportate esclusivamente su ciascun foglio risposte consegnato, utilizzando penna nera o blu e contrassegnando la casella con la scelta, di norma, mediante una X;
  • Non è possibile apporre correzioni alle risposte date; in presenza di eventuali correzioni la risposta viene considerata omessa;
  • I candidati non possono portare con sé carta da scrivere, appunti, manoscritti, libri o pubblicazioni di qualunque È fatto divieto di utilizzare qualsiasi strumento tecnologico, quali cellulari, smartphone, smartwatch, tablet, etc. i quali devono essere spenti. Laddove siano contravvenute dette disposizioni, il candidato è espulso dalla sala e dichiarata nulla la verifica;
  • Il candidato che contravviene alle suddette disposizioni, o che comunque abbia copiato in tutto o in parte lo svolgimento del quiz, verrà espulso dalla sala e dichiarata nulla la sua

 

La commissione esaminatrice cura l'osservanza delle presenti disposizioni e adotta provvedimenti conseguenti.

 

Al termine della verifica, a pena di nullità della stessa, il candidato inserisce nella busta grande:

  1. la busta piccola sigillata contenente la scheda anagrafica;
  2. la busta che conteneva i quiz;
  3. il testo dei quiz;
  4. il frontespizio di ogni questionario;
  5. i relativi fogli risposte utilizzati .

 

La busta grande una volta sigillata è consegnata alla commissione esaminatrice.

 

I componenti della commissione esaminatrice provvedono ad apporre  trasversalmente  sulla  busta,  in modo che vi resti compreso il lembo della chiusura e la  restante  parte  della  busta  stessa, la propria firma e l'indicazione della data della consegna.

 

Successivamente alla conclusione della prova, la commissione procede alla correzione dei quiz.

 

 

 

 

MINISTERO DELL’AMBIENTE

E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI

Prot. n. 03IALBO I CN

Deliberazione del 25 giugno 2019

 Modifiche e integrazioni alla deliberazione n. 6 del 30 maggio 2017, recante requisiti del responsabile tecnico di cui agli articoli 12 e 13 del decreto del Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico  e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, 3 giugno 2014, n. 120.

 

IL COMITATO NAZIONALE DELL'ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI

Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e, in particolare, l'articolo 212;

Visto il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 3 giugno 2014, n. 120, recante il Regolamento per la definizione delle attribuzioni e delle modalità di organizzazione dell'Albo nazionale dei gestori ambientali, dei requisiti tecnici e finanziari delle imprese e dei responsabili tecnici, dei termini e delle modalità di iscrizione e dei relativi diritti annuali;

Visti gli articoli 12 e 13 del decreto 3 giugno 2014, n. 120, riguardanti i compiti, le responsabilità, i requisiti e la formazione del responsabile tecnico;

Vista la propria deliberazione n.6 del 30 maggio 2017, relativa ai requisiti del responsabile tecnico, alle materie e ai contenuti delle verifiche;

Ravvisata la necessità, alla luce dell'esperienza acquisita nello svolgimento delle verifiche effettuate dalla data di entrata in vigore della deliberazione n.6 del 30 maggio 2017, di ridefinire le modalità di accertamento dei requisiti del responsabile tecnico;

DELIBERA

Articolo 1

(Modifiche all'articolo 2 della deliberazione n. 6 del 30 maggio 2017)

All'articolo 2 della deliberazione n. 6 del 30 maggio 2017 sono apportate le seguenti modifiche:

  1. Al comma 2 è aggiunto il seguente: "2-bis. Il soggetto in possesso dell'idoneità di cui al comma 2, può sostenere le verifiche relative ai soli ulteriori moduli di specializzazione la cui validità è pari a 5 anni dal loro E' consentita la possibilità di partecipare nella stessa sessione di verifica a un massimo di tre moduli;
  2. Il comma 3 è soppresso;
  3. Al comma 4 dopo le parole "di cui al comma 2" sono aggiunte le seguenti: "e 2-bis";
  4. Al comma 4 è aggiunto il seguente "4-bis: Nel caso in cui, allo scadere del quinquennio, il soggetto non abbia superato la verifica di aggiornamento relativa al modulo obbligatorio per tutte le categorie, perde il requisito dell'idoneità anche nei casi in cui sia ancora in corso di validità quinquennale l'idoneità relativa a uno o più moduli di specializzazione".

Articolo 2

(Entrata in vigore)

La presente deliberazione entra in vigore il 19 luglio 2019.

 

Il Segretario

Il Presidente

Ing. Pier Luigi Altomare

Dott. Eugenio Onori

 

 

 

MINISTERO DELL’AMBIENTE

E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI

Deliberazione 30 maggio 2017

Prot. n. 06/ALBO/CN

 

Requisiti del responsabile tecnico di cui agli articoli 12 e 13 del decreto del Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, 3 giugno 2014, n. 120.

 

Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e, in particolare, l'articolo 212;

Visto il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 3 giugno 2014, n. 120, recante il regolamento per la definizione delle attribuzioni e delle modalità di organizzazione dell'Albo nazionale gestori ambientali, dei requisiti tecnici e finanziari delle imprese e dei responsabili tecnici, dei termini e delle modalità di iscrizione e dei relativi diritti annuali;

Visto, in particolare, l'articolo 12, comma 5, del predetto decreto 3 giugno 2014, n.  120, il quale affida al Comitato nazionale il compito di regolamentare l'esatta determinazione e il concorso dei requisiti del responsabile tecnico, individuati sulla base di idonei titoli di studio, dell'esperienza maturata in settori di attività per i quali è richiesta l'iscrizione e della formazione di cui all'articolo 13 dello stesso decreto;

Visto l'articolo   13 del decreto 3 giugno 2014, n.  120, il quale prevede che la   formazione del responsabile tecnico sia attestata mediante una verifica iniziale della preparazione del soggetto e, con cadenza quinquennale, mediante  verifiche  volte  a  garantire  il  necessario  aggiornamento  e  che  il Comitato  nazionale  definisca  le  materie, i  contenuti,  i  criteri  e le  modalità  di  svolgimento  di  dette verifiche;

Visto l'articolo 13, comma 3, del decreto 3 giugno 2014, n. 120, il quale dispone che è dispensato dalle verifiche il legale rappresentante dell'impresa che ricopra anche l'incarico di responsabile tecnico e che abbia maturato esperienza nel settore di attività oggetto dell'iscrizione secondo criteri stabiliti con deliberazione del Comitato nazionale;

Visto, inoltre, l'articolo 13, comma 4, del decreto 3 giugno 2014, n. 120, il quale dispone che il responsabile tecnico delle imprese e degli enti iscritti alla data di entrata in vigore della disciplina di cui al comma 2 dello stesso articolo possa continuare a svolgere la propria attività in regime transitorio la cui durata, comunque non superiore al quinquennio, è stabilita con deliberazione del Comitato nazionale, salvo l'obbligo, per detti soggetti, dell'aggiornamento quinquennale;

Considerata l'esigenza che la qualificazione professionale richiesta al responsabile tecnico, in relazione alle diverse attività soggette ad iscrizione, sia determinata secondo criteri che, da un lato, non ostacolino l'accesso all'attività nelle classi più basse e, dall'altro, valorizzino l'esperienza maturata nei settori di attività più  complessi, rispettando, ovviamente, l'obiettivo e il vincolo di assicurare un elevato livello di tutela dell'ambiente nonché la sussistenza della effettiva professionalità richiesta per svolgere la funzione di responsabile tecnico;

Ravvisata, pertanto, la necessità di definire le materie, i contenuti, i criteri e le modalità di svolgimento

delle verifiche, nonché di precisare la natura dell'esperienza professionale che il responsabile tecnico deve possedere per l'iscrizione nei diversi settori di attività, con particolare riferimento alle mansioni svolte ed alle responsabilità assunte;

DELIBERA

Articolo 1

(J'\eq11isiti del responsabile /emico)

  1. I requisiti del responsabile tecnico sono individuati, per ciascuna categoria e classe d'iscrizione, nell'allegato "A''.
  2. Ai fini dell'iscrizione prevista per i diversi settori di attività, l'esperienza richiesta al responsabile tecnico consiste nell'esperienza acquisita in almeno uno o più dci seguenti casi:
    • come legale rappresentante di impresa operante nel settore di attività per la quale si chiede l'iscrizione;
    • come responsabile tecnico o direttore tecnico operan te nel settore di attività per la quale si chiede l'iscrizione;
    • come dirigente o funzionario direttivo tecnico con responsabilità inerenti il settore di attività per le quali si chiede l'iscrizione;
    • come dipendente nell'affiancamento al responsabile tecni In tal caso, l'impresa interessata, con nota a fuma congiunta del legale rappresentante, dcl dipendente e del responsabile tecnico, comunica preventivamente alla Sezione regionale competente, utilizzando il modello allegato sotto la lettera "B", l'inizio e la durata del periodo di affiancamento.

Articolo 2

(Verifiche d 'idoneità del responsabile tecnico)

  1. Le materie oggetto delle verifiche di idoneità sono riportate nell'allegato "C''. I quiz oggetto delle verifiche sono approvati dal Comitato nazionale, sono pubblicati sul sito dell'Albo nazionale gestori ambientali http://www.albonazionalegestoriambientali.it e sono periodicamente
  2. L'idoneità conseguita mediante verifica iniziale ha validità pari a cinque anni a decorrere dalla data del superamento della verifica
  3. In caso di mancato superamento della verifica, la stessa, per il medesimo modulo, può essere sostenuta decorsi almeno sessanta giorni dalla comunicazione dell'esito negati
  4. La verifica di aggiornamento dell'idoneità può essere sostenuta a decorrere da un anno prima della scadenza del quinquennio di validità; la validità della verifica di aggiornamento decorre dalla data di scadenza di cui al comma 2.
  5. È dispensato dalle verifiche il legale rappresentante dell'impresa che abbia ricoperto e ricopra contemporaneamente anche il ruolo di responsabile tecnico e che, al momento della domanda, abbia maturato esperienza nel settore di attività oggetto dell'iscrizione per almeno venti Sono consentite interruzioni intermedie, non intervenute nell'ultimo anno di attività, uguali o inferiori al venti per cento di detto periodo.

Articolo 3

(Disposizioni transitorie)

  1. Il responsabile tecnico delle imprese e degli enti iscritti alla data di entrata in vigore della presente deliberazione può continuare a svolgere la propria attività in regime transitorio per cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente deliberazione anche per altre imprese iscritte o che si iscrivono nella stessa categoria, stessa classe o classi
  2. Il responsabile tecnico di cui al comma 1 può sostenere la verifica di aggiornamento dal 2 gennaio 2021.
  3. Con successive deliberazioni sono stabilite le sedi, le date e le modalità di svolgimento delle
  4. Le domande relative alla nomina di responsabili tecnici presentate alla data di entrata in vigore della presente deliberazione sono istruite e deliberate ai sensi delle previgenti disposizi

Articolo 4

(Entrata in vigore ed abrogazioni)

  1. La presente deliberazione entra in vigore il 16 ottobre 2017, data di piena operatività della disciplina dettata dagli articoli 12 e 13 del decreto 3 giugno 2014, n .120.
  2. Dalla data di entrata in vigore della presente deliberazione sono abrogate: la deliberazione n. 3 dcl 16 luglio 1999, l'allegato "F" alla deliberazione n. 5 dcl 12 dicembre 2001, l'allegato "C" alla deliberazione n. 1 del 30 marzo 2004, l'articolo 2, commi 1 e 4, della deliberazione 1 dell'11 maggio 2005, la deliberazione n. 3 del 20 settembre 2005 e l'articolo 2 della deliberazione n. 2 del 15 dicembre 201O.

 

Il Segretario

Il Presidente

Anna SILVESTRI

Dott. Eugenio ONORI

 

ALLEGATO "A"

REQUISITI MINIMI RESPONSABILE TECNICO CATEGORIE 1, 4 e 5

 

CLASSE F

CLASSE E

CLASSE D

CLASSE C

CLASSE B              

CLASSE A

Rifiuti urbani e Rifiuti speciali non pericolosi

V

V

V + 2aa

V + 3 aa

V + 4 aa

V + 5 aa

Rifiuti Speciali pericolosi

V

V + 2aa

V + 3 aa

V + 4 aa

V + 5 aa

V+6a

LEGENDA

V = Verifica di cui all'art. 13, comma 1, del DM 120/2014.

aa  = Anni  di  esperienza  maturata  nello specifico  settore del  trasporto  rifiuti  urbani, rifiuti  speciali  non pericolosi o pericolosi.                                                                     

 

REQUISITI MINIMI RESPONSABILE TECNICO CATEGORIA 8

CLASSE F

CLASSE E

CLASSE D

CLASSE C

CLASSE B

CLASSE A

V

V + 1 aa

V + 3aa

V + L + 2 aa

V + 5 aa

V + L + 4aa

V + 7 aa

V + L + 6 aa

V + 8 aa

V + L +7aa

LEGENDA

V = Verifica di cui all'art. 13, comma 1, del DM 120/2014.

L = Laurea o laurea magistrale o diploma di laurea ai sensi del vecchio ordinamento.

aa = Anni di esperienza maturata nello specifico settore dell'intermediazione  e commercio o in attiviinerenti la gestione dei rifiuti.

 

REQUISITI MINIMI RESPONSABILE TECNICO CATEGORIA 9

CLASSE E

CLASSE D

CLASSE C

CLASSE B

CLASSE A

V

V + 4 aa

V + L + 2 aa

V + 5aa

V + L + 3 aa

V + 7 aa

V + L + 5 aa

V + 8 aa

V + L + 6 aa

LEGENDA

V = Verifica di cui all'art. 13, comma 1, del DM 120/2014.

L = Laurea o laurea magistrale, o diploma di laurea ai sensi dcl vecchio ordinamento, in ingegneria o in chimica o biologia o geologia o altra laurea riconosciuta idonea sulla base del corrispondente ordinamento professionale..

aa = Anni di esperienza maturata comprovati con idonee attestazioni di esecuzione di interventi di bonifica, rilasciate dal committente o dalla stazione appaltante, per un importo complessivo pari   ad almeno il 40% del limite inferiore della classe richiesta per l'iscrizione

 REQUISITI MINIMI RESPONSABILE TECNICO CATEGORIA 10

 

CLASSE E

CLASSE D

CLASSE C

CLASSE B

CLASSE A

10 a

V

V+ 3 aa

V+ L + 1 aa

V + 4 aa

V + L + 2aa

V + 6 aa

V + L + 4aa

V + 7 aa

V + L + Saa

10 b

V

V + 4 aa

V + L + 2 aa

V + 5 aa

V + L + 3aa

V + 7 aa

V + L + Saa

V + 8 aa

V + L + 6aa

LEGENDA

V = Verifica di cui all'art. 13, comma 1, dcl DM 120/20H.

L = Laurea o laurea magistrale, o diploma di laurea ai sensi del vecchio ordinamento, in ingegneria o architettura o chimica o geologia o biologia o altra laurea riconosciuta idonea sulla base del corrispondente ordinamento professionale.

aa = Anni di esperienza maturata nello specifico settore di attività.

Note:

  1. L'esperienza maturata nell'attività  di  bonifica  dei  materiali  di  cui  alla  categoria  10A  è  valida  per l'iscrizione nella classe e) relativa alle attività di bonifica dei materiali di cui alla categoria 10B;

Sul Supplemento Ordinario n. 26 alla Gazzetta Ufficiale n. 151 del 29/06/2019 è stata pubblicato il decreto-legge n. 34 del 30/04/2019, coordinato con la Legge di conversione n.58 del 28/06/2019.

La conversione in Legge ha confermato le misure di maggiore interesse anche per le nostre imprese, tra le quali ricordiamo:

  • · All’art.1, la proroga del super ammortamento al 130% anche per gli acquisti dei veicoli pesanti eseguiti dal 1 aprile 2019 e fino al 31 dicembre 2019, con possibilità di estensione fino al 30 Giugno 2020 purché, entro il 31 dicembre, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari al 20% del costo di acquisizione. La Legge di conversione ha previsto che la maggiorazione del costo non si applica sulla parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 2,5 milioni di euro.
  • · La deducibilità IMU sugli immobili strumentali (es capannoni industriali) - art.3, che diventerà totale a partire dal 2023. Per le annualità precedenti, sono state confermate le percentuali previste nel testo iniziale del decreto crescita: 50% nel 2019, 60% negli anni 2020 e 2021, 70% nel 2022.
  • · Modifiche alla nuova Sabatini (art.20)

In aggiunta alle novità stabilite nel testo iniziale del decreto crescita (aumento a 4 mln € dell’importo massimo del finanziamento; erogazione del contributo sulla base delle dichiarazioni prodotte dalle imprese sulla realizzazione dell’investimento; assegnazione beneficio in unica soluzione, per finanziamenti di importo fino a 100.000 €), la Legge di conversione ha stabilito che il finanziamento può essere concesso, oltre che dalle banche e intermediari finanziari autorizzati, anche da “altri intermediari finanziari iscritti all'albo previsto dall'articolo 106, comma 1, del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1°settembre 1993, n. 385, che statutariamente operano nei confronti delle piccole e medie imprese”.

Pubblichiamo, allegandone, a causa dell'estrema lunghezza, la semplice copia in versione .PDF del D.L. n. 34 - il cosiddetto DECRETO CRESCITA - come modificato ed integrato dalla Legge di conversione 28-06-19 n. 58.

Il testo coordinato del D.L. è stato pubblicato sul S.O.G.U. n. 26 alla G.U. n. 151 del 29 giugno 2019

Con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 7 Maggio 2019 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.152 del 1 Luglio u.s), sono state adottate le disposizioni attuative dell’intervento diretto ad agevolare l’acquisizione di consulenze manageriali finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle PMI e delle reti d’impresa (in attuazione dell’articolo 1, commi 228, 230 e 231 della legge n.145/2018 - legge di bilancio 2019).

La misura “Voucher per consulenza in innovazione” è l’intervento che, in coerenza con il Piano nazionale “Impresa 4.0”, sostiene i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle PMI e delle reti di impresa di tutto il territorio nazionale attraverso l’introduzione in azienda di figure manageriali, in grado di implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, nonché di ammodernare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

La dotazione finanziaria stanziata per l’attuazione dell’intervento è pari a 75 milioni di euro ripartita per ciascuna delle annualità 2019, 2020, e 2021.

Il Ministro dello Sviluppo Economico

VISTA la legge 30 dicembre 2018 n. 145, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 e, in particolare, l’articolo 1, comma 228, che, al fine di sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale e i processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi delle micro, piccole e medie imprese, come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, ha disposto l’introduzione, per i due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2018, di un contributo, nella forma di voucher, per l’acquisto di consulenze specialistiche relative a tali processi;

VISTI il secondo e terzo periodo del citato comma 228, che diversificano in base alla dimensione dell’impresa l’importo del contributo attribuibile in ciascun periodo d’imposta, fissandolo, rispettivamente, in misura pari al 50 per cento dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 40.000 euro nei confronti delle micro e piccole imprese e in misura pari al 30 per cento dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 25.000 euro nei confronti delle medie imprese;

VISTO il quarto periodo dello stesso comma 228 che stabilisce che in caso di adesione a un contratto di rete avente nel programma comune lo sviluppo di processi innovativi in materia di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 e di organizzazione, pianificazione e gestione delle attività, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali, il contributo per l’acquisto delle consulenze specialistiche è riconosciuto alla rete in misura pari al 50 per cento dei costi sostenuti ed entro il limite massimo complessivo di 80.000 euro;

VISTO inoltre il quinto periodo del comma 228, che subordina l’attribuzione del contributo alla condizione che le consulenze specialistiche relative ai processi d’innovazione siano rese da società e manager qualificati iscritti in un elenco istituito con decreto del Ministro dello sviluppo economico da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della citata legge n. 145 del 2018;

VISTO il comma 230 dello stesso articolo 1, che prevede che la concessione del contributo deve avvenire in conformità al regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis», pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L. 352 del 24 dicembre 2013;

VISTO il comma 231 che ha istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, per le finalità di cui al comma 228, un fondo con una dotazione complessiva pari a 75 milioni di euro ripartita equamente per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021;

VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123 e successive modificazioni e integrazioni, recante “Disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese, a norma dell’articolo 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59”;

VISTO il comma 2 dell’articolo 2 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro dello sviluppo economico 20 febbraio 2014, n. 57, il quale prevede che le pubbliche amministrazioni, in sede di concessione di finanziamenti, tengano conto del rating di legalità delle imprese secondo quanto previsto all’articolo 3 del medesimo decreto;

VISTO il sesto periodo del citato comma 228, il quale prevede che con il suddetto decreto del Ministro dello sviluppo economico, oltre all’istituzione dell’elenco dei soggetti qualificati per le consulenze in materia di processi d’innovazione, siano stabiliti anche i criteri, le modalità e gli adempimenti formali per l’erogazione del voucher e per l’eventuale riserva di una quota delle risorse da destinare prioritariamente alle micro e piccole imprese e alle reti d’impresa;

VISTO l’articolo 19, comma 5, del decreto-legge l° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. l02 e dell’articolo 3 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, che prevedono la possibilità per le amministrazioni dello Stato di avvalersi, per la gestione di interventi pubblici, di società a capitale interamente pubblico su cui le predette amministrazioni esercitano un controllo analogo a quello esercitato su propri servizi e che svolgono la propria attività quasi esclusivamente nei confronti dell’amministrazione dello Stato;

VISTO l’articolo 33, comma 12, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, come modificato

dall’articolo 11, comma 16-quater, lettera b), del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, che qualifica l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti S.p.A. società in house dello Stato;

RITENUTA la necessità di demandare ad un ente strumentale dell’Amministrazione Centrale l’adozione delle procedure informatiche per la presentazione delle domande di ammissione al contributo, per la valutazione e gestione delle stesse, per la comunicazione del loro esito e per la successiva erogazione del voucher;

DECRETA:

Articolo 1 (Oggetto) 

  1. Il presente decreto reca le disposizioni applicative del contributo a fondo perduto introdotto dall’articolo 1, commi 228, 230 e 231 della legge 30 dicembre 2018 n. 145, in forma di voucher, a beneficio delle micro, piccole e medie imprese, come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, recepita dal decreto del Ministro delle attività produttive 18 aprile 2005, per l’acquisto di consulenze specialistiche in materia di processi di trasformazione tecnologica e digitale, attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0, e di processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Articolo 2 (Soggetti beneficiari) 

  1. Possono beneficiare del contributo a fondo perduto di cui al presente decreto le imprese che, sia alla data di presentazione della domanda sia alla data di comunicazione dell’ammissione al contributo, sono in possesso dei seguenti requisiti:
    1. qualificarsi come micro, piccola o media impresa ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE del 6 maggio 2003, come recepita con decreto ministeriale 18 aprile 2005, indipendentemente dalla forma giuridica, dal regime contabile adottato, nonché dalle modalità di determinazione del reddito ai fini fiscali;
    2. non rientrare tra le imprese attive nei settori esclusi dall’articolo 1 del Regolamento UE 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013;
    3. avere sede legale e/o unità locale attiva sul territorio nazionale e risultare iscritte al Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente;
    4. non essere destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, 231 e risultare in regola con il versamento dei contributi previdenziali;
    5. non essere sottoposte a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente ai sensi della normativa vigente;
    6. non aver ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero, a seguito di una precedente decisione della Commissione Europea che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato
  2. Possono beneficiare del contributo anche le imprese in possesso dei requisiti di cui al comma 1, aderenti a un contratto di rete ai sensi dell’articolo 3, commi 4-ter e seguenti, del decreto-legge 10 febbraio 2009, 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, a condizione che tale contratto configuri una collaborazione effettiva e stabile e preveda nel programma comune lo sviluppo di processi innovativi in materia di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 e/o lo sviluppo di processi innovativi in materia di organizzazione, pianificazione e gestione delle attività, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali. In particolare, il contratto di rete deve prevedere:
    1. l’adesione esclusivamente di micro, piccole e medie imprese in possesso dei requisiti indicati al comma 1 e un numero di imprese aderenti non inferiore a tre;
    2. obiettivi strategici di innovazione e di innalzamento della capacità competitiva delle imprese aderenti coerenti con le finalità del progetto innovativo oggetto della domanda di contributo;
    3. una composizione soggettiva, articolazione di competenze e suddivisione di diritti e obblighi tra le imprese aderenti idonea alla realizzazione del progetto proposto;
    4. una durata conforme agli obiettivi e alle attività del processo innovativo da sviluppare;
    5. nel caso di “rete-contratto”, la nomina dell’Organo comune, che agisce in veste di mandatario dei partecipanti, attraverso il conferimento da parte dei medesimi, con le forme dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata, di un mandato collettivo con rappresentanza per tutti i rapporti con il Ministero dello sviluppo economico, inclusi gli adempimenti procedurali di cui al presente decreto;
    6. una clausola con la quale le imprese aderenti alla rete, nel caso di recesso ovvero esclusione di uno dei soggetti partecipanti, ovvero di risoluzione contrattuale, si impegnano alla completa realizzazione del progetto, alla ripartizione dei costi del contratto di servizio di consulenza tra le rimanenti imprese aderenti alla rete, nonché a consentire l’ingresso e l’adesione di altre imprese alla rete in sostituzione di quelle che sono state estromesse dalla rete a causa di recesso, esclusione o risoluzione del contratto. 

Articolo 3 (Spese ammissibili) 

  1. Si considerano ammissibili al contributo le spese sostenute a titolo di compenso per le prestazioni di consulenza specialistica rese da un manager dell’innovazione qualificato, indipendente e inserito temporaneamente, con un contratto di consulenza di durata non inferiore a nove mesi, nella struttura organizzativa dell’impresa o della rete, al fine di indirizzare e supportare i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale attraverso l’applicazione di una o più delle seguenti tecnologie abilitanti: a) big data e analisi dei dati; b) cloud, fog e quantum computing; c) cyber security; d) integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale; e) simulazione e sistemi cyber- fisici; f) prototipazione rapida; g) sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA); h) robotica avanzata e collaborativa; i) interfaccia uomo-macchina; l) manifattura additiva e stampa tridimensionale; m) internet delle cose e delle macchine; n) integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali; o) programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati; p) programmi di open
  2. Sono inoltre ammissibili al contributo le spese sostenute a titolo di compenso per le prestazioni di consulenza specialistica rese da un manager dell’innovazione qualificato, indipendente e inserito temporaneamente, con un contratto di consulenza di durata non inferiore a nove mesi, nella struttura organizzativa dell’impresa o della rete, al fine di indirizzarne e supportarne i processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali, attraverso:
    1. l’applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nelle strategie di gestione aziendale, nell’organizzazione del luogo di lavoro, a condizione che comportino un significativo processo di innovazione organizzativa dell’impresa;
    2. l’avvio di percorsi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non regolamentati, alla partecipazione al Programma Elite, all’apertura del capitale di rischio a investitori indipendenti specializzati nel private equity o nel venture capital, all’utilizzo dei nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale quali, a titolo esemplificativo, l’equity crowdfunding, l’invoice financing, l’emissione di
  3. Sono in ogni caso escluse dalle spese ammissibili quelle per servizi di consulenza specialistica relative alle ordinarie attività amministrative aziendali o commerciali, quali, a titolo esemplificativo, i servizi di consulenza in materia fiscale, contabile, legale, o di mera promozione commerciale o
  4. Il contenuto e le finalità delle prestazioni consulenziali rilevanti agli effetti dell’ammissione al contributo, nonché le modalità organizzative adottate per il loro concreto svolgimento nel corso del rapporto, devono risultare dal contratto di consulenza specialistica sottoscritto tra l’impresa o la rete di imprese e la società di consulenza o il manager dell’innovazione.
  5. Per manager dell’innovazione qualificato e indipendente si intende un manager iscritto nell’elenco di cui al successivo articolo 5 oppure indicato, a parità di requisiti personali e professionali, da una società di consulenza iscritta nello stesso elenco e che risulti indipendente rispetto all’impresa o alla rete nella cui struttura viene temporaneamente
  6. Possono essere considerate ammissibili solo le spese relative a prestazioni dedotte in contratti di consulenza specialistica sottoscritti successivamente alla data di presentazione della domanda di ammissione al contributo

Articolo 4 (Determinazione e misura del contributo) 

  1. Nei confronti delle imprese che, sia alla data di presentazione della domanda sia alla data di comunicazione dell’ammissione al contributo, rientrano nella definizione di micro e piccole imprese ai sensi della Raccomandazione 2003/361/CE del 6 maggio 2003, come recepita con decreto ministeriale 18 aprile 2005, il contributo è riconosciuto in misura pari al 50 per cento delle spese ammissibili indicate nel precedente articolo 3 e nel limite massimo di 000 euro. Nei confronti delle imprese che alle stesse date rientrano nella definizione di medie imprese ai sensi della predetta Raccomandazione, il contributo è attribuito in misura pari al 30 per cento delle spese ammissibili e nel limite massimo di

25.000 euro. Nel caso in cui la domanda di ammissione al contributo sia presentata da una rete di imprese, il contributo è in ogni caso fissato in misura pari al 50 per cento delle spese ammissibili e nel limite massimo complessivo di 80.000 euro.

  1. Nel periodo di funzionamento della misura, ciascuna impresa e ciascuna rete può presentare una sola domanda di ammissione al La presentazione della domanda di ammissione al contributo da parte di una rete di imprese preclude alle imprese aderenti al contratto di rete di presentare domanda autonoma. In caso di mancato accoglimento della domanda presentata per il 2019, la stessa impresa o la stessa rete può presentare domanda per il 2020.
  2. In considerazione del meccanismo applicativo del voucher, nonché delle modalità e delle tempistiche di erogazione del voucher, le risorse assegnate all’anno 2019 possono anche essere utilizzate per l’erogazione dei voucher negli anni 2020 e
  3. Ai fini del rispetto del massimale previsto dall’articolo 3 del Regolamento UE 1407/2013, in sede di presentazione della domanda di ammissione al voucher, deve essere data indicazione dell’importo complessivo degli aiuti “de minimis” accordati nel periodo d’imposta di riferimento e nei due periodi d’imposta precedenti all’impresa proponente ovvero, nel caso si renda applicabile la nozione di “impresa unica” di cui all’articolo 2, paragrafo 2 del predetto Regolamento, all’insieme delle imprese che ne fanno parte. Nel caso in cui la domanda di ammissione al contributo sia presentata da una “rete-soggetto”, tali indicazioni devono essere fornite, con riferimento a tutte le imprese aderenti  al contratto, dalla stessa rete proponente; nell’ipotesi di “rete-contratto”, le indicazioni devono essere fornite dall’Organo comune proponente la domanda, unitamente ai criteri di ripartizione del contributo richiesto tra le singole imprese aderenti alla stessa “rete- contratto”.

Articolo 5

(Elenco dei manager qualificati e delle società di consulenza) 

  1. Con decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese, da emanarsi entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto sul sito istituzionale del Ministero dello sviluppo economico, sono dettagliati modalità e termini per la presentazione delle domande di iscrizione all’elenco dei manager qualificati e delle società di consulenza abilitati allo svolgimento degli incarichi manageriali oggetto del presente
  2. Possono presentare domanda di iscrizione all’elenco di cui al comma 1 le persone fisiche che, al momento della presentazione della domanda, soddisfano uno dei seguenti requisiti:
    1. essere accreditate negli albi o elenchi dei manager dell’innovazione istituiti presso Unioncamere, presso le associazioni di rappresentanza dei manager o presso le organizzazioni partecipate pariteticamente da queste ultime e da associazioni di rappresentanza datoriali;
    2. essere accreditate negli elenchi dei manager dell’innovazione istituti presso le regioni ai fini dell’erogazione di contributi regionali o comunitari con finalità analoghe a quelle previste dal presente
  3. Possono, inoltre, presentare domanda di iscrizione all’elenco di cui al comma 1 le persone fisiche che, al momento della presentazione della domanda, siano in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
    1. dottorato di ricerca in settori relativi ad una delle seguenti aree: 01-Scienze matematiche e informatiche; 02-Scienze fisiche; 03-Scienze Chimiche; 05- Scienze Biologiche; 09-Ingegneria industriale e dell’informazione; 13-Scienze economiche e statistiche;
    2. master universitario di secondo livello in settori relativi ad una delle aree di cui alla precedente lettera a), nonché lo svolgimento documentabile di incarichi, per almeno 1 anno, presso imprese negli ambiti di cui all’articolo 3;
    3. laurea magistrale in settori relativi ad una delle aree di cui alla precedente lettera a), nonché lo svolgimento documentabile, per almeno 3 anni, di incarichi presso imprese negli ambiti di cui all’articolo 3;
    4. svolgimento documentabile, per almeno 7 anni, di incarichi presso imprese negli ambiti di cui all’articolo
  4. Possono presentare domanda di iscrizione all’elenco di cui al comma 1 le società operanti nei settori della consulenza che, al momento della presentazione della domanda, siano in possesso dei seguenti requisiti:
    1. avere sede legale e/o unità locale attiva sul territorio nazionale e risultare iscritte al Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente;
    2. essere costituite nella forma di società di capitali;
    3. non essere sottoposte a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente;
    4. non avere subito condanne con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale per i reati indicati nell’articolo 80 del decreto legislativo 18 aprile 2016, 50;
    5. aver eseguito progetti di consulenza o formazione in una o più delle aree indicate dall’articolo 3 ed essere costituite da almeno 24 mesi; oppure, essere accreditate negli albi o elenchi dei consulenti in innovazione istituiti presso le associazioni di rappresentanza dei manager o presso le organizzazioni partecipate pariteticamente da queste ultime e da associazioni di rappresentanza datoriali, ovvero presso le regioni o le province autonome ai fini dell’erogazione di contributi regionali o comunitari aventi finalità analoghe a quelle previste dal presente
  5. Possono inoltre presentare domanda di iscrizione all’elenco di cui al comma 1:
    1. i centri di trasferimento tecnologico in ambito Industria 0, ai sensi del decreto direttoriale del Ministero dello sviluppo economico 22 dicembre 2017, e successive modificazioni e integrazioni, ovvero i centri di competenza ad alta specializzazione ai sensi del decreto direttoriale del Ministero dello sviluppo economico 29 gennaio 2018;
    2. gli incubatori certificati di start-up innovative, iscritti alla sezione speciale del Registro delle Imprese, ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico del 22 dicembre 2016 recante la revisione del decreto 22 febbraio 2013 relativo ai requisiti per l’identificazione degli incubatori certificati di start up innovative, ai sensi dell’articolo 25 del decreto legge 18 ottobre 2012, 179”.
  6. In sede di presentazione della domanda di iscrizione, i soggetti di cui ai commi 4 e 5 sono tenuti ad indicare, entro la misura massima di dieci nominativi, i manager, in possesso dei requisiti di cui ai commi 2 o 3, destinati allo svolgimento degli incarichi rilevanti agli effetti del presente
  7. Ogni manager iscritto all’elenco di cui al presente articolo oppure indicato dai soggetti di cui ai commi 4 e 5 potrà stipulare, nell’arco dello stesso anno solare, un solo contratto di consulenza rilevante agli effetti del presente decreto.

Articolo 6

(Presentazione delle domande e procedura di concessione ed erogazione del voucher) 

  1. Con decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese, da emanarsi entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto sul sito istituzionale del Ministero dello sviluppo economico, è approvato il modello di domanda di ammissione al contributo e sono stabiliti i termini per la Con lo stesso provvedimento, inoltre, sono stabiliti i criteri di valutazione delle domande e per l’assegnazione prioritaria delle risorse disponibili.
  2. Nella domanda di ammissione al contributo, l’impresa dovrà indicare il manager dell’innovazione di cui intende avvalersi, tra i soggetti individuati ai sensi dell’articolo
  3. Per la formazione dell’elenco dei manager qualificati e delle società di consulenza di cui all’articolo 5, per la presentazione delle domande di ammissione al contributo, per la valutazione e gestione delle stesse, per la comunicazione del loro esito e per la successiva erogazione del voucher, il Ministero dello sviluppo economico si avvale di un apposito sistema informatico, la cui realizzazione e gestione è affidata, sulla base di apposita convenzione, all’Agenzia  nazionale  per  l’attrazione  degli  investimenti  e  lo  sviluppo d’impresa p.A. - Invitalia, società in house dello stesso Ministero, ai sensi del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, nonché dell’articolo 19, comma 5, del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 e dell’articolo 3 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123. I relativi costi, in misura non superiore allo 0,8 per cento annuo, sono a carico delle risorse di cui all’articolo 1, comma 231 della legge 30 dicembre 2018 n. 145.
  1. Nel caso in cui siano destinate ulteriori risorse finanziarie alla concessione dell’agevolazione di cui al presente decreto, il Ministero dello sviluppo economico, con provvedimento a firma del Direttore generale per gli incentivi alle imprese, provvede alla riapertura dei termini per la presentazione delle domande di agevolazioni

Articolo 7

(Cumulo) 

  1. Il contributo di cui al presente decreto non è cumulabile con altre misure di aiuto in esenzione da notifica aventi ad oggetto le stesse spese ammissibili.

Articolo 8

(Ulteriori adempimenti a carico dei soggetti beneficiari) 

  1. I soggetti beneficiari del contributo sono comunque tenuti a:
    1. consentire e favorire, in ogni fase del procedimento, lo svolgimento di tutti i controlli, ispezioni e monitoraggi disposti dal Ministero o dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa p.A. - Invitalia, anche mediante sopralluoghi, al fine di verificare l’effettivo svolgimento delle attività oggetto di concessione del voucher;
    2. corrispondere a tutte le richieste di informazioni, dati e rapporti tecnici periodici disposte dal Ministero o dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa p.A. - Invitalia allo scopo di effettuare il monitoraggio e la valutazione degli effetti dei benefici concessi;
    3. garantire che sia mantenuto un sistema di contabilità separata o un’adeguata codificazione contabile atta a tenere separate tutte le transazioni relative ai pagamenti alla società di consulenza o al manager dell’innovazione
    4. tenere a disposizione, in occasione delle verifiche disposte dagli organismi di controllo competenti, per un periodo non inferiore a 5 anni dalla data di erogazione del voucher, tutta la documentazione contabile, tecnica e amministrativa inerente alla concessione del contributo;
    5. conservare i predetti documenti giustificativi sotto forma di originali o, in casi debitamente giustificati, sotto forma di copie autenticate, o su supporti per i dati comunemente accettati, comprese le versioni elettroniche di documenti originali o i documenti esistenti esclusivamente in versione elettronica;
    6. soddisfare gli standard di sicurezza accettati per i sistemi informatici utilizzati, laddove i documenti siano disponibili esclusivamente in formato elettronico, garantendo che i documenti conservati rispettino i requisiti di legge e siano affidabili ai fini dell’attività di

Articolo 9

(Revoche) 

  1. Il contributo concesso o erogato è revocato, in misura totale o parziale, qualora:
    1. sia accertato il mancato possesso di uno o più requisiti di ammissibilità di cui al presente decreto, ovvero il venir meno delle condizioni per la fruizione e il mantenimento dell’agevolazione concessa;
    2. risulti irregolare la documentazione prodotta per fatti comunque imputabili all’impresa beneficiaria e non sanabili;
    3. risultino false le dichiarazioni rese e sottoscritte dall’impresa beneficiaria;
    4. intervenga il fallimento dell’impresa beneficiaria ovvero l’apertura nei confronti della medesima di procedura concorsuale;
    5. sia riscontrato il mancato rispetto del divieto di cumulo delle agevolazioni di cui all’articolo 7;
    6. l’attività economica dell’impresa beneficiaria, o una sua parte, venga delocalizzata in Stati non appartenenti all’Unione europea, ad eccezione degli Stati aderenti allo Spazio economico europeo, entro cinque anni dalla data di conclusione della

Il  presente  decreto  sarà  trasmesso  ai  competenti  organi  di  controllo  e  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 7 maggio 2019

IL MINISTRO

Firmato Di Maio


 Con la conversione in Legge del decreto cd crescita (Legge 58/2019, di conversione del Decreto Legge 34/2019, pubblicato sul S.O n. 26/L alla G.U 29.6.2019, n. 151), è operativo il rinvio al 30 Settembre p.v dei versamenti risultanti dai modelli Redditi/Irap/Iva in scadenza nell’intervallo tra il 30 Giugno e il 30 Settembre p.v, per chi esercita attività economiche soggette ai nuovi ISA (Indici sintetici di affidabilità fiscale che, anche per l’autotrasporto, hanno sostituito gli studi di settore a partire dal periodo d’imposta 2018).

L’Agenzia delle Entrate ha emanato la Risoluzione n. 64/E del 28 Giugno, con la quale ha chiarito che il rinvio (previsto all’art. 12 quinquies, commi 3 e 4 del decreto crescita) opera per le imprese dei settori in cui sono stati approvati gli ISA anche se, in concreto, detti indici non vengano applicati ricorrendo una causa di esclusione (e fermo restando, in ogni caso, l’importo limite dei ricavi ottenuti nel periodo d’imposta 2018, che non deve superare €.5.164.569).

Di conseguenza, beneficiano della proroga al 30 Settembre anche coloro che applicano regimi forfettari agevolati o di vantaggio (per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità), o dichiarano altre cause di esclusione dagli ISA.

Inoltre, usufruiscono del rinvio anche:

  • i soggetti che partecipano a società, associazioni o a imprese interessate agli ISA (collaboratori dell’impresa familiare, soci di società di persone, ecc);
  • i versamenti con scadenza collegata a quella prevista per le imposte sui redditi (tra cui il diritto alla camera di commercio 2019).

AGENZIA DELLE ENTRATE

Divisione Contribuenti

Roma, 26 giugno 2019

RISOLUZIONE N. 64

OGGETTO: Indici sintetici di affidabilità fiscale – Proroga dei versamenti.

Sono pervenute richieste di chiarimenti in merito all’ambito soggettivo di applicazione della disposizione di cui ai commi 3 e 4 all’articolo 12-quinquies del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (cd. “Decreto Crescita”), convertito in legge n. 58 del 28 giugno 2019.

In particolare, detto articolo prevede che

3. Per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale di cui all'articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell'economia e delle finanze, i termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelle in materia di imposta regionale sulle attività produttive, di cui all'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, nonché dell'imposta sul valore aggiunto, che scadono dal 30 giugno al 30 settembre 2019, sono prorogati al 30 settembre 2019.

“4. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, aventi i requisiti indicati nel medesimo comma 3”.

Al riguardo si osserva che il comma 1 dell’articolo 9-bis del decreto-legge 50 del 2017 prevede che “Al fine di favorire l'emersione spontanea delle basi imponibili e di stimolare l'assolvimento degli obblighi tributari da parte dei contribuenti e il rafforzamento della collaborazione tra questi e l’Amministrazione finanziaria, anche con l'utilizzo di forme di comunicazione preventiva rispetto alle scadenze fiscali, sono istituiti indici sintetici di affidabilità fiscale per gli esercenti attività di impresa, arti o professioni”.

Il successivo comma 2 dispone che “Gli indici sono approvati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze entro il 31 dicembre del periodo d'imposta per il quale sono applicati”.

Con i decreti del Ministro dell’economia e delle finanze del 23 marzo 2018 e del 28 dicembre 2018 sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) relativi a specifiche attività economiche nel settore del commercio, delle manifatture, dei servizi, dell’agricoltura e delle attività professionali. Tali indici si applicano a partire dal periodo di imposta 2018 e sono soggetti a revisione almeno ogni due anni dalla loro prima applicazione o dall'ultima revisione.

Con le disposizioni normative richiamate sono state quindi individuate le attività economiche per le quali, se esercitate in forma di impresa o di lavoro autonomo, risultano approvati gli ISA in argomento.

Tanto premesso, l’articolo 12-quinquies in commento, nel disporre la proroga al 30 settembre 2019 dei termini dei versamenti per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA, si riferisce a tutti i contribuenti che, contestualmente:

  • esercitano, in forma di impresa o di lavoro autonomo, tali attività prescindendo dal fatto che gli stessi applichino o meno gli ISA;
  • dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun ISA, dal relativo decreto ministeriale di approvazione.

Ricorrendo tali condizioni, risultano interessati dalla proroga anche i contribuenti che, per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2018:

  • applicano il regime forfetario agevolato, previsto dall’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
  • applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111;
  • determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfetari;
  • dichiarano altre cause di esclusione dagli ISA.

***

Le Direzioni regionali vigileranno affinché i principi enunciati e le istruzioni fornite con la presente risoluzione vengano puntualmente osservati dalle Direzioni provinciali e dagli Uffici dipendenti.

IL CAPO DIVISIONE

(firmato digitalmente)

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