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Sulla G.U. del 30/01/2019 - e sul nostro sito - si può leggere il Decreto Ministeriale ddel 24 dicembre 2018, con cui il Ministro Toninelli ha definito l'entità - e le modalità di erogazione - dei ristori ai trasportatori che, a causa del crollo del Viadotto Polcevera, hanno dovuto, per espletare i servizi loro richiesti, sottoporsi a lunghe deviazioni, sia in termini chilometrici che in termini di tempi di percorrenza, con i conseguenti maggiori costi, tanto in termini di gasoli oche di personale, oltre che a dover scontare una difficoltà di ordine logistico tale da ridurre notevolmente la produttività dei loro camion.

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 24 dicembre 2018

Attuazione degli interventi di  cui  all'articolo  5,  comma  3,  del decreto-legge  28   settembre   2018,   n.   109,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130,  in  conseguenza dell'evento  del  crollo  di  un  tratto  del   viadotto   Polcevera. (19A00624)

(GU n.25 del 30-1-2019)

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE

E DEI TRASPORTI

Vista la legge  6  giugno  1974,  n.  298,  recante:  «Istituzione dell'albo nazionale degli autotrasportatori  di  cose  per  conto  di terzi, disciplina degli autotrasporti di cose  e  istituzione  di  un sistema di tariffe a forcella per i trasporti di merci su strada»;

Visto il decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109,  convertito,  con modificazioni,  dalla  legge  16  novembre  2018,  n.  130,  recante: «Disposizioni urgenti per la città di  Genova,  la  sicurezza  della rete nazionale delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  gli  eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze»;

Visto, in particolare, l'art. 5, comma 3, del decreto-legge n.  109 del 2018, che autorizza la spesa di 20 milioni  di  euro  per  l'anno 2018, al fine di «... consentire  il  ristoro  delle  maggiori  spese affrontate  dagli  autotrasportatori   in   conseguenza   dell'evento consistenti  nella  forzata  percorrenza  di  tratti  autostradali  e stradali aggiuntivi rispetto ai normali percorsi e nelle  difficoltà logistiche dipendenti dall'ingresso e dall'uscita delle aree urbane e portuali ...»;

Considerato che il medesimo art. 5, comma 3, secondo  periodo,  del menzionato decreto-legge n. 109 del 2018, stabilisce che «Con decreto del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  sentito  il Commissario delegato, da adottarsi entro sessanta giorni  dalla  data di entrata in vigore del presente decreto, sono definiti le tipologie di spesa ammesse a ristoro, nonché i  criteri  e  le  modalità  per l'erogazione a favore degli autotrasportatori delle risorse di cui al periodo precedente, nei limiti delle disponibilità»;

Considerato che dalla stima delle sole missioni che coinvolgono  il nodo portuale é possibile individuare un  numero  di  circa  500.000 unità e che dunque é ragionevole ipotizzare un  numero  complessivo almeno di un milione di viaggi per i quali ammettere il ristoro,  per la frazione dell'anno 2018 cui é riferita la misura in  parola,  con la conseguente individuazione di un rimborso teorico pari a 20 euro a viaggio, oggettivamente inferiore ai maggiori oneri sopportati  dagli autotrasportatori;

Valutato pertanto opportuno, al fine di semplificare  le  procedure di  rimborso,  di  individuare  quale   parametro   per   la   misura dell'indennizzo quello derivante  dalla  suddivisione  delle  risorse complessivamente stanziate per il numero  totale  delle  missioni  di viaggio per le quali le imprese di trasporto potranno  richiedere  il ristoro dei maggiori oneri;

Vista l'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile 20 agosto  2018,  n.  539,  recante:  «Primi  interventi  urgenti  di protezione  civile  in  conseguenza  dell'emergenza  determinatasi  a seguito  del   crollo   di   un   tratto   del   viadotto   Polcevera dell'autostrada A10, nel Comune di Genova, noto come  ponte  Morandi, avvenuto nella  mattinata  del  14  agosto  2018»,  pubblicata  nella Gazzetta Ufficiale 22 agosto 2018, n. 194,  con  la  quale  é  stato nominato  il  Commissario  delegato  per   fronteggiare   l'emergenza derivante dall'evento in argomento;

Sentite le associazioni di categoria dell'autotrasporto;

Vista la  nota  n.  21015  del  17  dicembre  2018  indirizzata  al Commissario delegato;

Vista la nota n. 350480 del  20  dicembre  2018  con  la  quale  il Commissario delegato ha espresso la condivisione sul provvedimento in parola;

Decreta:

Art. 1

Ambito di applicazione e finalità dell'intervento

1. Al fine di consentire il ristoro delle maggiori spese affrontate dagli  autotrasportatori,  derivanti  dalla  forzata  percorrenza  di tratti autostradali e stradali aggiuntivi in conseguenza  dell'evento del crollo di un tratto del viadotto Polcevera, il  presente  decreto definisce le tipologie di spesa ammesse a ristoro, nonché i  criteri e le modalità per l'erogazione  a  favore  degli  autotrasportatori, delle risorse autorizzate dall'art. 5, comma 3, del decreto-legge  28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130.

Art. 2

Risorse disponibili

1. Le risorse finanziarie disponibili per il ristoro delle maggiori spese di cui all'art. 1, ammontano ad euro 20 milioni.

2 . Al relativo  onere  si  provvede  ai  sensi  dell'art.  45  del decreto-legge  28   settembre   2018,   n.   109,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130.

Art. 3

Soggetti beneficiari

1. Possono beneficiare del ristoro, di cui al presente decreto,  le imprese iscritte all'albo dell'autotrasporto che esercitano  la  loro attività per conto di terzi, ai sensi dell'art. 40,  della  legge  6 giugno 1974, n. 298.

Art. 4

Spese ammissibili e modalità

di presentazione delle domande

1. Le tipologie di spese ammesse a ristoro riguardano:

a) le missioni di viaggio con origine e/o destinazione il Comune ed il Porto di  Genova  che  dimostrino  l'attraversamento  del  nodo urbano e per le quali il ristoro deriva dagli svantaggi derivanti dai percorsi aggiuntivi stradali e autostradali, ovvero dalle difficoltà logistiche dipendenti  dall'  attraversamento  delle  aree  urbane  e portuali di Genova;

b) le missioni di viaggio compiute nel territorio nazionale  che abbiano comportato per  effetto  del  crollo  del  ponte  Morandi  la forzata percorrenza di tratti autostradali e/o stradali aggiuntivi.

2.  Le domande di ristoro sono presentate per ogni singola mission edi viaggio dalle imprese di cui al precedente art. 3 all'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale.

3. Alle domande é allegata la seguente documentazione:

a) la documentazione  di  viaggio,  attestante  l'origine  della missione e la destinazione;

b) la documentazione relativa all'effettivo  espletamento  della missione stessa;

c) autocertificazione ai sensi del decreto del Presidente  della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti la veridicità della documentazione presenta;

d) per il ristoro delle spese di  cui  al  precedente  comma  1, lettera  b)  l'indicazione  del  tratto  stradale  e/o   autostradale aggiuntivo percorso in relazione alla  missione  di  viaggio  svolta, nonché idoneo attestato di transito autostradale.

3. Sono in ogni caso oggetto di ristoro esclusivamente le mission idi viaggio che abbiano  effettivamente  comportato  il  trasporto  di merce, ivi comprese le attività di riposizionamento dei container.

4. Nell'ipotesi di missioni di viaggi aventi destinazione il Comune di Genova che abbiano comportato un numero di consegne  superiori  a cinque,  alla  missione  di  viaggio  per  le  finalità  di  cui  al successivo  art.  6,  comma  2,   é   attribuito   un   coefficiente moltiplicativo pari a 1,5.

5. In ogni caso giornalmente non può essere riconosciuto, ai fini del ristoro dei maggiori  oneri  sostenuti,  un  numero  superiore  a cinque missioni di viaggio per  ciascun  automezzo,  ivi  incluse  le maggiorazioni derivanti dall'applicazione del precedente comma 5.

Art. 5

Soggetto attuatore

1. L'Autorità di sistema  portuale  del  Mar  Ligure  occidentale assume il ruolo di soggetto  attuatore  del  Commissario  delegato  e svolge    le     istruttorie     finalizzate     alla     definizione dell'ammissibilità delle domande,  per  il  ristoro  delle  maggiori spese affrontate dagli autotrasportatori.  

2. L'Autorità di sistema portuale  del  Mar  Ligure  occidentale, sentita la struttura del Commissario delegato, pubblica  sul  proprio sito internet uno specifico avviso contenente l'indicazione dei tempi e delle modalità di presentazione delle  domande  e  trasmette  alla struttura del Commissario delegato l'elenco  delle  domande  ritenute ammissibili.

Art. 6

Modalità di erogazione delle risorse

1. I fondi, di cui all'art.  5,  comma  3,  del  decreto-legge  28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, per l'importo pari ad euro  20  milioni,  sono trasferiti  dal  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei   trasporti direttamente sulla contabilità speciale del Commissario delegato  di cui all'ordinanza del Capo del Dipartimento della  Protezione  civile 20 agosto 2018, n. 539.

2. Il Commissario delegato, di  cui  all'ordinanza  del  Capo  del Dipartimento della protezione civile 20 agosto 2018, n. 539, provvede all'erogazione delle risorse a ciascuna impresa  ammessa  a  ristoro, all'esito dell'istruttoria svolta dall'Autorità di sistema  portuale del Mar Ligure occidentale, nella misura unitaria pari  all'ammontare dello stanziamento suddiviso per il numero di missioni.

Roma, 24 dicembre 2018

Il Ministro: Toninelli

Registrato alla Corte dei conti il 15 gennaio 2019

Ufficio di controllo sugli atti del Ministero delle infrastrutture  e dei  trasporti  e  del  Ministero  dell'ambiente,  della  tutela  del territorio e del mare, n. 1-119

 

L’INPS ha emanato lo scorso 29/01/2019, la Nota 402 della Direzione Centrale Pensioni, con cui, in base a quanto previsto dal D.L. n. 4 del 28 gennaio 2019, viene comunicate la riapertura delle domande di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale.

INPS

Direzione Centrale Pensioni

Direzione Centrale Organizzazione e Sistemi Informativi

Roma, 29-01-2019

Messaggio n. 402

OGGETTO: Decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4. Riapertura delle domande di riconoscimento   delle condizioni per l’accesso all’APE sociale di cui all’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge n. 232/2016 e ss.mm.ii.

Sulla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 23 del 28 gennaio 2019 è stato pubblicato il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, nel quale, all’articolo 18, in materia di APE sociale, è previsto che “all’articolo 1, comma 179, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le parole «31 dicembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2019». Conseguentemente, l’autorizzazione di spesa di cui al comma 186 del medesimo articolo 1 della citata legge n. 232 del 2016 è incrementata di 16,2 milioni di euro per l’anno 2019, 131,8 milioni di euro per l’anno 2020, 142,8 milioni di euro per l’anno 2021, 104,1 milioni di euro per l’anno 2022, 51,0 milioni di euro per l’anno 2023 e 2 milioni di euro per l’anno 2024 e l’articolo 1, comma 167, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 è soppresso. Le disposizioni di cui al secondo e terzo periodo del comma 165, dell’articolo 1 della legge n. 205 del 2017 si applicano anche con riferimento ai soggetti che verranno a trovarsi nelle condizioni indicate nel corso dell’anno 2019.”

In virtù della suddetta modifica, il periodo di sperimentazione dell’APE sociale è posticipato fino al 31/12/2019.

Al fine di dare attuazione alle previsioni di cui al citato articolo 18 del decreto-legge n. 4/2019, in attesa della pubblicazione della circolare illustrativa delle nuove disposizioni, con il presente messaggio si comunica la riapertura delle domande di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale.

Pertanto, dal 29 gennaio 2019, possono presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio dell’APE sociale i soggetti che, nel corso dell’anno 2019, maturano tutti i requisiti e le condizioni previste dall’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge n. 232/2016 e ss.mm.ii.

Possono altresì presentare domanda tutti coloro che hanno perfezionato i requisiti negli anni precedenti, stante il permanere degli stessi, e che non hanno provveduto ad avanzare la relativa domanda.

Si ricorda infine che, per non perdere ratei di trattamento, i soggetti che al momento della domanda di verifica delle condizioni di accesso al beneficio in argomento siano già in possesso di tutti i requisiti e le condizioni previste devono presentare contestualmente anche la domanda di APE sociale.

Il Direttore Generale

Gabriella Di Michele

UNOSTRA, l'Associazione francese delle imprese di autotrasporto nostra partner nell'UETR,  ricorda che la circolazione dei veicoli o dei complessi veicolari con massa superiore alle 7.,5 ton., che trasportano merci, è proibito dalle 22:00 del sabato o dei giorni festivi, fino alle 22:00 della domenica.

I prefetti, con proprie ordinanze, possono integrare queste limitazioni al traffico.

UNOSTRA ci fornisce inoltre il calendario provvisorio 2019 degli ulteriori divieti di circolazione per veicoli e combinazioni di veicoli utilizzati per il trasporto su strada di merci di oltre 7,5 tonnellate di peso lordo.

  • In inverno, il traffico sarà vietato dalle 07:00 alle 18:00 - e dalle 22:00 alle 24:00 sulla rete Auvergne Rhône-Alpes - nei sabati 9, 16 e 23 febbraio e nei sabati 2 e 9 marzo 2019, 
  • Durante l'estate, il traffico sarà vietato nei sabati, 27 luglio e  3, 10, 17 e 24 agosto, dalle 07:00 alle 19:00 sull'intera rete extraurbana.

La Direzione Centrale Polstrada del Ministero dell’Interno, con la nota prot. 300/A/366/19/108/71 del 15/01/2019 rispondendo ad un quesito specifico, ha fornito chiarimenti sull’organizzazione dei periodi di attività lavorativa, tra due periodi di riposo settimanale, secondo le disposizioni contenute nell’articolo 8 del Regolamento (CE) n. 561/06.

Esaminate, come i lettori potranno constatare leggendo la nota ministeriale sul nostro sito, alcune delle definizioni contenute nel Regolamento 561/06, la nota precisa che, a certe condizioni, i periodi di attività lavorativa tra due periodi di riposo settimanale, possono essere anche superiori a sei.

Constata, infatti, il Ministero che il riposo giornaliero deve iniziare obbligatoriamente dopo aver guidato per nove ore (ovvero dieci, due volte alla settimana) anche se frammentate. Inoltre, il conducente può decidere di iniziare il riposo giornaliero anche prima delle nove ore.

In questa ultima ipotesi, perciò, le attività di guida possono arrivare ad essere superiori a sei nell’arco della settimana, pur se ciò avverrà a prezzo di effettuare un numero di ore di guida settimanali inferiori rispetto a quelle massime consentite

MINISTERO DELL’INTERNO

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

 DIREZIONE CENTRALE PER LA POLIZIA STRADALE, FERROVIARIA, DELLE COMUNICAZIONI

E PER I REPARTI SPECIALI DELLA OLIZIA Dl STATO

 SERVIZIO POLIZIA STRADALE

 Prot. 300/A/366/19/108/71

OGGETTO: regolamento (CE) n. 56112006 - Art. 8 (riposi settimanali) - Aspetti operativi del riposi settimanali e della settimana lavorativa del conducente.

 Si fa riferimento alla richiesta inviata con lettera del 12 dicembre 2018, con la quale è stato chiesto un parere sull'organizzazione del periodi di attività lavorativa secondo le disposizioni contenute nell'art. 8 del Reg. (CE) n. 561/2006. Nel merito si fornisce il seguente contributo.

Il Reg. (CE) 561/2006, detta la disciplina in materia sociale nel settore dei trasporti su strada, In particolare, l'art. 4, comma 1 lett. i), definisce la "settimana" come "il periodo di tempo compreso tra le ore 00.00 di lunedì e le ore 24,00 della domenica". Secondo tale indicazione, ogni qual volta ci si riferisce all'attività lavorativa nell'arco della settimana, occorre farla rientrare in questo lasso temporale.

Nell'esempio di attività lavorativa descritto, la guida inizierebbe alle ore 18.00 di domenica, per poi proseguire nei giorni successivi sino al sabato. In questi termini, le ore di guida svolte nella giornata di domenica, devono essere necessariamente ricomprese nella settimana precedente e, dunque, i periodi di attività lavorativa ammonterebbero comunque a sei.

Sotto un profilo più generale va ricordato che, quando si parla di attività, intesa come il periodo di tempo in cui il 1avoratore è impegnato alla guida, si deve fare riferimento all'art. 4, comma 1 lett. k) del Regolamento in parola. che definisce il periodo di guida giornaliero come “il periodo complessivo di guida tra il termine di un periodo di riposo giornaliero e l’inizio del periodo di riposo giornaliero seguente o tra un periodo dì riposo giornaliero e un periodo di riposo settimanale "; e alla successiva lett. q} dello stesso articolo che definisce il periodo di guida come " il periodo complessivo di guida che intercorre fra il momento in cui il conducente comincia a guidare dopo un periodo di riposo o un'interruzione fino al periodo di riposo o interruzione successivi. Il periodo di guida può essere ininterrotto o frammentato".

Il combinato disposto delle citate disposizioni orientano  a  ritenere che il riposo giornaliero debba iniziare obbligatoriamente,  dopo aver guidato  per nove ore (ovvero dieci, due volte a settimana), anche se frammentate. Il lavoratore può decidere di iniziare ll riposo giornaliero anche prima delle nove ore; solo in questa ipotesi, si arriverebbe a svolgere un numero di attività di guida superiore a sei nell'arco della  settimana.  Tuttavia, in questo modo le ore di guida settimanali sarebbero minori rispetto a quelle consentite.

 

Il Direttore del Servizio

Busacca

Le Associazioni Italiane degli Autotrasportatori ANITA, Assotir, Confartigianato Trasporti, FAI, FIAP, UNITAI, SNA CasaArtigiani sono scese in campo per supportare i propri associati in un'azione risarcitoria collettiva per il recupero del sovrapprezzo imposto dal Cartello dei produttori di autocarri, già sanzionati il 19 luglio 2016 dalla Commissione Europea.

Le società di autotrasporto e le imprese che hanno acquistato (o avuto in leasing) i propri autocarri (sia conto terzi che conto proprio) da almeno 6 tonnellate dai costruttori coinvolti (Volvo/Renault, Man, Daimler/Mercedes, Iveco, DAF, e Scania) nel periodo che va da Gennaio 1997 a Gennaio 2011, hanno potenzialmente diritto al risarcimento e al recupero del sovrapprezzo pagato.

L’azione non comporta nessuna spesa legale per gli associati delle Associazioni italiane, e verrà fatta in nome e per conto degli stessi da una Fondazione appositamente costituita da Omni Bridgeway, il piu’ longevo litigation fund internazionale, che sosterrà tutte le spese legali e gestirà direttamente l’azione, sollevando gli autotrasportatori aderenti dai rispettivi oneri.

Le imprese italiane si uniranno a un’azione europea già instaurata da oltre un anno davanti al Tribunale di Amsterdam da Omni Bridgeway, assistita dallo studio legale Loyens & Loeff, uno dei primari studi legali internazionali per azioni di risarcimento del danno da cartello.

La Fondazione sarà supportata da un team di economisti di CEG, società di consulenza internazionale, che valuterà il danno incorso. Lo studio legale Osborne & Clarke Italia assisterà le Associazioni italiane e Omni Bridgeway negli aspetti di diritto italiano.

Per facilitare l’adesione a tale azione è stata creata una piattaforma on-line su misura per le associazioni italiane ove gli autotrasportatori e le imprese potranno facilmente caricare i propri dati e documenti a supporto del proprio diritto risarcitorio. 

A partire da lunedì 21.01.2019 le aziende e le strutture interessate potranno contattare le Associazioni di appartenenza per ricevere le informazioni utili per l’adesione all'iniziativa.

                                                     

                                                                                                           Roma, 16/1/2019

Le Associazioni Italiane degli Autotrasportatori ANITA, Assotir, Confartigianato Trasporti, FAI, FIAP, UNITAI, SNA CasaArtigiani sono scese in campo per supportare i propri associati in un'azione risarcitoria collettiva per il recupero del sovrapprezzo imposto dal Cartello dei produttori di autocarri, già sanzionati il 19 luglio 2016 dalla Commissione Europea.

Le società di autotrasporto e le imprese che hanno acquistato (o avuto in leasing) i propri autocarri (sia conto terzi che conto proprio) da almeno 6 tonnellate dai costruttori coinvolti (Volvo/Renault, Man, Daimler/Mercedes, Iveco, DAF, e Scania) nel periodo che va da Gennaio 1997 a Gennaio 2011, hanno potenzialmente diritto al risarcimento e al recupero del sovrapprezzo pagato.

L’azione non comporta nessuna spesa legale per gli associati delle Associazioni italiane, e verrà fatta in nome e per conto degli stessi da una Fondazione appositamente costituita da Omni Bridgeway, il piu’ longevo litigation fund internazionale, che sosterrà tutte le spese legali e gestirà direttamente l’azione, sollevando gli autotrasportatori aderenti dai rispettivi oneri.

Le imprese italiane si uniranno a un’azione europea già instaurata da oltre un anno davanti al Tribunale di Amsterdam da Omni Bridgeway, assistita dallo studio legale Loyens & Loeff, uno dei primari studi legali internazionali per azioni di risarcimento del danno da cartello.

La Fondazione sarà supportata da un team di economisti di CEG, società di consulenza internazionale, che valuterà il danno incorso. Lo studio legale Osborne & Clarke Italia assisterà le Associazioni italiane e Omni Bridgeway negli aspetti di diritto italiano.

Per facilitare l’adesione a tale azione è stata creata una piattaforma on-line su misura per le associazioni italiane ove gli autotrasportatori e le imprese potranno facilmente caricare i propri dati e documenti a supporto del proprio diritto risarcitorio. 

A partire da lunedì 21.01.2019 le aziende e le strutture interessate potranno contattare le Associazioni di appartenenza per ricevere le informazioni utili per l’adesione all'iniziativa.

Roma, 16/1/2019

 

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE,

GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE

Direzione generale per la motorizzazione

Prot. n. 32436

Roma, 14 dicembre 2018

OGGETTO: Veicoli con carrello elevatore per carico e scarico merci alloggiato nello sbalzo posteriore.

Si fa riferimento ai veicoli, destinati al trasporto di cose, attrezzati con carrello elevatore posizionato sullo sbalzo posteriore, utile a rendere più efficiente la movimentazione delle merci trasportate dai medesimi veicoli.

A tal riguardo, il Centro Prova Autoveicoli di Verona ha segnalato la richiesta da parte di costruttori di veicoli di poter installare il carrello elevatore nello sbalzo posteriore di tipo telescopico integrato con idoneo dispositivo omologato ai sensi del Regolamento UN/ECE 58/02 (dispositivo di protezione antincastro posteriore - RUPD).

Il suddetto Regolamento, al riguardo, prevede la possibilità che il dispositivo possa assumere configurazioni differenti.

Nel merito, si concorda con il Centro Prova di Verona nel ritenere tale soluzione ammissibile a condizione che a seguito dell'installazione, sia se trattasi di autoveicoli sia di veicoli rimorchiati, siano verificate tutte le prescrizioni tecniche per la sicurezza della circolazione stradale previste dall'omologazione comunitaria e dalle prescrizioni nazionali.

La richiesta di tale allestimento, sia in sede di omologazione che di "approvazione in unico esemplare", deve essere corredata da disegni e relazione tecnica riguardante in particolare la verifica strutturale dei punti idonei per il fissaggio della struttura porta carrello al veicolo e le prescrizioni sugli ancoraggi di sicurezza (sistemi di ritenuta del tipo catena o cavo di acciaio, tiranti, barre, blocchi meccanici, nonché punti di ancoraggio previsti dalle norme EN) da utilizzare durante la circolazione su strada.

Al riguardo si richiamano le linee guida europee per la fissazione del carico per il trasporto su strada "linee guida europee 2014 - EU publications".

La relazione presentata dall'allestitore, qualora intervengano modifiche di cui all'art. 236 del Regolamento del Codice della Strada, dovrà essere formulata sulla base del nulla osta rilasciato dal costruttore del veicolo che può precisare condizioni e prescrizioni per l'installazione.

Si richiamano specificamente le verifiche di competenza dei Centri Prove Autoveicoli: installazione del RUPD, masse e dimensioni del veicolo (ripartizione del carico nel rispetto delle masse limite totale e per asse e dell'eventuale percentuale minima sugli assi nelle varie condizioni di carico con e senza carrello, a vuoto o a pieno carico, manovrabilità, la lunghezza massima compreso il carrello non superiore ai valori di carrozzabilità e comunque nel rispetto dei limiti di sagoma), installazione dei dispositivi di illuminazione e della targa posteriore di immatricolazione.

Per gli autoveicoli atti al traino la circolazione con il rimorchio sarà consentita nella sola configurazione priva del carrello elevatore.

Il carrello elevatore dovrà essere posizionato su specifici supporti e potrà utilizzare quelli del dispositivo di protezione posteriore solo se opportunamente dimensionati per entrambe le funzioni.

Il Centro Prova Autoveicoli verificherà anche l'eventuale ammissibilità del dispositivo posteriore RUPD in posizione "chiusa" (con circolazione senza carrello) nella posizione più prossima allo sbalzo posteriore, nel rispetto delle prescrizioni d'installazione dell'entità tecnica per il veicolo, ai sensi del citato Regolamento UN/ECE 58/02.

Nel caso di nazionalizzazione di un veicolo con carrello elevatore il riconoscimento dell'idoneità alla circolazione ricade nella competenza del Centro Prove Autoveicoli.

Nei documenti di circolazione, il valore dello sbalzo posteriore da indicare è quello relativo alla posizione di massimo allungamento del dispositivo posteriore, con annotazione nelle righe descrittive del valore dello sbalzo nella posizione "chiusa" del dispositivo medesimo.

Inoltre, sulla carta di circolazione dei veicoli riconosciuti idonei, sarà riportata la seguente dicitura:

"CIRC. DEL VEIC. CON/SENZA CARRELLO POST". (asteriscata: *CARRELLOPOST)

Con la presente, le disposizioni in precedenza emanate, ed in particolare la circolare prot. n. 2118 del 9 gennaio 2008, in contrasto con il contenuto della presente si intendono abrogate.

IL DIRETTORE GENERALE

dott. ing. Sergio Dondolini

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