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Facciamo seguito alla nostra precedente news del 14/02 u.s. , per comunicare che l’ANPAL ha emesso un nuovo decreto, il n. 52 dell’11 Febbraio per disciplinare l’incentivo IO Lavoro, con il quale ha corretto due imprecisioni contenute nel precedente decreto n. 44 del 6 Febbraio u.s.

 
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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stabilito, con proprio comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2020, che per il primo semestre 2020, il saggio d’interesse base da applicare a favore del creditore nei casi di ritardato pagamento, è fissato nella misura dello 0,% (equivalente al quello del principale strumento di rifinanziamento della Banca centrale europea).

Di conseguenza l’interesse moratorio da applicare in caso di ritardato pagamento delle fatture di trasporti, ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 231/2002 per fatture pagate oltre il 60° giorno dall’emissione (in forza del comma 13 dell’articolo 83bis della legge 133/2008) è del 8,00% (cioè quello fissato dal Ministero dell’Economia e Finanze maggiorato di otto punti). 

Si riporta, di seguito, il comunicato del Ministero dell’Economia e delle Finanze. 

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - COMUNICATO 

Saggio degli interessi da applicare a favore del creditore  nei  casi di ritardo nei pagamenti nelle transazioni commerciali. (G.U. n. 36 del 13.2.2020) 

Ai sensi dell'art. 5  del  decreto  legislativo  n. 231/2002, come modificato dalla lettera e) del comma 1 dell’art. 1 del decreto legislativo 192/2012, si comunica che per il periodo 1° gennaio  – 30 giugno 2020  il tasso di riferimento  e'  pari  allo 0 per cento.
  

 

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Venerdì 6 marzo 2020, a Napoli, nell’ambito della manifestazione “The Green Symposium” organizzata presso i padiglioni della Stazione Marittima, si terrà un Seminario sulla: 

"Tracciabilità dei rifiuti: un percorso condiviso”

Il Seminario sarà tenuto dall’Albo Gestori Ambientali e avrà come relatori, oltre al Presidente dell’Albo, dr. Eugenio Onori, al Segretario ing. Pierluigi Altomare ed il dr. Francesco Mancini, esperto della Segreteria dell'Albo, anche la Dirigente della Direzione Generale Rifiuti, dr.ssa Ilde Gaudiello.

Nella riunione saranno illustrate le linee guida del prossimo decreto interministeriale di attuazione del registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (già previsto dalla disposizione che ha abolito il SISTRI dal 1° gennaio 2019  - art. 6, DL 135/2018, convertito in legge  12/2019), la compilazione telematica del registro di carico e scarico e del formulario d’identificazione dei rifiuti durante il trasporto, nonché il primo funzionamento del “Sistema nazionale integrato di tracciabilità digitale dei rifiuti”.

La partecipazione al Seminario è gratuita, ma va confermata con la registrazione al sito della manifestazione al seguente link: https://www.greensymposium.it/ in quanto i posti sono limitati.

Nell’allegare il programma di tutta la manifestazione, si invitano tutte le imprese interessate del settore trasporti rifiuti ha partecipare al Seminario, poiché le modifiche alla disciplina della tracciabilità dei rifiuti sono in fase di imminente entrata in vigore.

 
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Il mese scorso, il Regno Unito è diventato il ventiquattresimo paese a ratificare il protocollo e-CMR, la versione digitale della Convenzione delle Nazioni Unite per il trasporto di merci su strada.

Offrendo costi ridotti, processi amministrativi più rapidi e maggiore trasparenza, l'e-CMR è la soluzione ideale per facilitare i movimenti di camion tra il Regno Unito e l'UE dopo la Brexit.

La decisione del Regno Unito di ratificare il protocollo e-CMR è il risultato degli sforzi congiunti dei membri britannici della Freight Transport Association e della Road Haulage Association e degli europei.

 Questa decisione arriva in un momento cruciale e sarà moltoimportante per superare le potenziali barriere commerciali derivanti dalla Brexit.

L'implementazione dell'e-CMR consentirà all'autotrasporto di continuare a fare ciò che fa meglio: servire le imprese e le comunità.

Il protocollo e-CMR consente agli operatori di trasporto e ai conducenti di utilizzare una versione elettronica della lettera di vettura CMR su carta. Gli utenti beneficiano di costi amministrativi notevolmente ridotti, enormi risparmi di tempo e maggiore visibilità della catena di approvvigionamento, con informazioni in tempo reale disponibili per tutti i partner commerciali.

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L’Agenzia delle Entrate, con la risposta ad Interpello n. 24 del 5 febbraio 2020 che alleghiamo - ha ricordato che, in presenza di Sentenza di condanna del datore di lavoro al pagamento di emolumenti arretrati in favore del lavoratore ricorrente, il soggetto erogante/sostituto d'imposta ha l'obbligo di assoggettare a tassazione separata gli arretrati da corrispondere per effetto della medesima Sentenza.
Ciò anche nel caso in cui la Sentenza non disponga nulla in merito
 

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Il modello di Certificazione Unica 2020 - CU/2020, ordinario e sintetico (completo di istruzioni), unitamente al software di compilazione è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, al link https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/certificazione-unica-2020/infogen-certificazione-unica-2020.

La Certificazione unica va rilasciata al lavoratore utilizzando il modello "sintetico" entro il 31 marzo, mentre la trasmissione all'Agenzia delle Entrate tramite il modello "ordinario" deve essere effettuata entro il 9 marzo (il 7 marzo, infatti, cade il Sabato), in via telematica.

 Le certificazioni uniche dei compensi degli autonomi, non interessati dal modello 730 precompilato, potrà effettuarsi entro il 31 ottobre (che slitta al 2 novembre, cadendo di Sabato).

 

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L’ANPAL (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro) ha emanato il decreto n. 44 del 6 febbraio 2020, che istituisce un nuovo incentivo, denominato “IncentivO Lavoro” (IO Lavoro), affidandone la gestione all’Inps in qualità di organismo intermedio.

La misura si rivolge ai datori di lavoro privati che, nel periodo compreso tra il 1° Gennaio e il 31 Dicembre 2020, assumeranno soggetti disoccupati in possesso delle seguenti caratteristiche:

  1.  lavoratori di età̀ compresa tra i 16 anni e 24 anni;
  2.  lavoratori con almeno 25 anni di età̀, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ai sensi del decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 17 ottobre 2017.

Tali lavoratori, negli ultimi sei mesi, non devono aver avuto un rapporto di lavoro con il medesimo datore di lavoro che oggi li assume.

L’assunzione deve avvenire con contratto a tempo indeterminato (anche a scopo di somministrazione) o di apprendistato professionalizzante, ed opera anche in caso di part time.

Nell’ambito di applicazione rientra anche il socio lavoratore di cooperativa, se assunto con contratto di lavoro subordinato.

L'incentivo è escluso in caso di assunzioni con contratto di lavoro domestico, intermittente o per prestazioni occasionali

Le Regioni interessate (in cui deve trovarsi la sede di lavoro interessata all’assunzione), sono state suddivise in:

  • Regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia);
  • Regioni “più sviluppate” (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Toscana, Umbria, Marche e Lazio);
  • Regioni “in transizione” (Abruzzo, Molise, Sardegna).

 Non rileva, invece, la residenza della persona da assumere.

L’importo dell’incentivo risulta pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro (esclusi i premi INAIL) per un periodo di 12 mesi a partire dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.060 euro su base annua per lavoratore assunto, riparametrato e applicato su base mensile; in caso di lavoro a tempo parziale il massimale viene proporzionalmente ridotto.

La fruizione del beneficio (che, a pena di decadenza, deve avvenire entro il 28 febbraio 2022), può avvenire:

  • nel quadro degli aiuti cd. “de minimis” (quindi, per quanto riguarda l’autotrasporto, osservando il tetto complessivo massimo di 100.000 € nel triennio),
  • superando i limiti del “de minimis”, ma nel rispetto delle condizioni dettate dall’art. 7 del Provvedimento, cioè qualora l’assunzione comporti un incremento occupazionale netto, ai sensi dell’art. 32, paragrafo 3, del Regolamento (UE) 651/2014 del 17 giugno 2014.
  • Il requisito dell’incremento occupazionale netto non è richiesto per i casi in cui il posto o i posti occupati sono resi vacanti in seguito a dimissioni volontarie, invalidità, pensionamento per raggiunti limiti d’età, riduzione volontaria dell’orario di lavoro o licenziamento per giusta causa e non in seguito a licenziamenti per riduzione del personale, ai sensi dell’art. 32, paragrafo 3, del Regolamento (UE) 651/2014.

L’incentivo è cumulabile con l’incentivo previsto dall’art. 8 del Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019, convertito con modificazione dalla legge n. 26/2019, che premia il datore di lavoro che assume un lavoratore che sta percependo il Reddito di cittadinanza

L’incentivo è inoltre cumulabile con l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile, previsto dall’art. 1 bis del Decreto Legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla Legge 9 agosto 2018, n.96, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 8.060 euro su base annua.

L’incentivo è inoltre cumulabile, nei limiti massimi di intensità di aiuto previsti dai regolamenti europei in materia di aiuti di stato, con altri incentivi di natura economica introdotti e attuati dalle Regioni del Mezzogiorno in favore dei datori di lavoro che abbiano sede nel territorio di tali Regioni.

Ai fini dell’ammissione, i datori di lavoro interessati devono inoltrare un’istanza preliminare all’INPS tramite l’apposito modulo telematico, indicando i dati relativi all’assunzione effettuata o che intendono effettuare, con le modalità che l’Inps definirà con un’apposita circolare.

Al termine dell’istruttoria, l’Inps comunicherà l’avvenuta prenotazione dell’incentivo al datore di lavoro il quale, a sua volta, avrà 10 giorni di tempo per effettuare l’assunzione (nel caso non l’avesse già fatto prima) e confermare la prenotazione effettuata in suo favore.

A seguito dell’autorizzazione, l’erogazione del beneficio avviene mediante conguaglio sulle denunce contributive.

 
 
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anlpa.ANPAL.Registro_Decreti.R.0000044.06-02-2020

 

ANPAL

Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro

 IL DIRETTORE GENERALE

VISTO il Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 che reca le disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e definisce disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e abroga il Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio;

VISTO il Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 relativo al Fondo sociale europeo e abrogante il Regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio;

VISTO il Regolamento (UE - EURATOM) n. 1311/2013 del Consiglio del 2 dicembre 2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020;

VISTO il Regolamento (UE) n. 1046/2018 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 luglio 2018 che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/13, (UE) n. 1301/13, (UE) n. 1303/13, (UE) n. 1304/13, (UE) n. 1309/13, (UE) n.1316/13, (UE) n. 223/14, (UE) n. 283/14 e la decisione n. 541/14/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/12;

VISTO il Regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio del 22 marzo 1999 recante modalità di  applicazione dell’art. 93 del Trattato  CE e successive modifiche ed integrazioni;

VISTO il Regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione del 21 aprile 2004 recante disposizioni di esecuzione  del regolamento  (CE)  n. 659/1999  del Consiglio recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE;

VISTO il Regolamento (UE) n. 1589 del Consiglio del 13 luglio 2015 recante modalità di applicazione dell'articolo 108 del suddetto trattato;

VISTO l'Accordo di Partenariato con cui è definita la strategia di impiego dei fondi europei per il periodo 2014-2020, adottato con decisione della Commissione Europea C(2014) n. 8021 del 29 ottobre 2014 e modificato con decisione C(2018) n. 598 dell’8 febbraio 2018;

VISTO il Programma Operativo Nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (PON SPAO) approvato con decisione della Commissione Europea (2014) n. 10100 del 17 dicembre 2014 a titolarità del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e successivamente oggetto di riprogrammazioni approvate con Decisione della Commissione Europea C(2017) n. 8927 del 18 dicembre 2017, Decisione della Commissione Europea C(2018) n. 9099 del 19 dicembre 2018 e Decisione C(2019) n. 4309 del 6 giugno 2019;

VISTA la nota prot. n. 17284 del 20 dicembre 2019 con la quale si è conclusa la procedura di consultazione scritta del Comitato di Sorveglianza finalizzata all’approvazione della modifica al PON SPAO, attualmente in fase di Decisione di approvazione da parte della Commissione Europea;

CONSIDERATO che il PON SPAO prevede, nell’ambito dell’Asse prioritario 1 “Occupazione”, le priorità di investimento 8i  “L’accesso all’occupazione per le persone in cerca di lavoro e inattive, compresi i disoccupati di lunga durata e le persone che si trovano ai margini del mercato del lavoro, anche attraverso iniziative locali per l’occupazione e il sostegno alla mobilità professionale” e 8ii  “L’integrazione sostenibile nel mercato del lavoro dei giovani (FSE), in particolare quelli che non svolgono attività lavorative, non seguono studi né formazioni, inclusi i giovani a rischio di esclusione sociale e i giovani delle comunità emarginate, anche attraverso l’attuazione della garanzia per i giovani”;

VISTO il Regolamento (UE) n. 1407 del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”;

VISTO il Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea;

VISTA la Legge 183/1987 con la quale è stato istituito il Fondo di Rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie;

VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica n. 568/1988 e s.m.i. che regolamenta l’organizzazione e le procedure amministrative del citato Fondo di Rotazione e successive modifiche ed integrazioni;

VISTO il Decreto Legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito con modificazioni nella Legge 236 del 17 luglio 1993 recante “Interventi urgenti a sostegno dell’occupazione”, che all’art. 9, comma 5, istituisce il Fondo di Rotazione per la Formazione Professionale e per l’accesso al Fondo Sociale;

VISTO l’articolo 1, comma 242, della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, che ai commi 240, 241, 242 e 245 dell’art.1 disciplina i criteri di cofinanziamento dei Programmi europei per il periodo 2014-2020 e il relativo monitoraggio, nonché i criteri di finanziamento e gli interventi complementari rispetto ai Programmi cofinanziati dai fondi strutturali;

VISTO in particolare, il comma 242 dell’articolo 1 della sopracitata Legge 147/2013, come modificato dall’articolo 1, comma 668, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190, che ha previsto il finanziamento dei Programmi di Azione e Coesione a valere sulle disponibilità del Fondo di Rotazione di cui all’articolo 5 della Legge n. 183/1987;

VISTA la Delibera CIPE n. 10 del 28 gennaio 2015 concernente “Definizione dei criteri di cofinanziamento pubblico nazionale dei programmi europei per il periodo di programmazione 2014/2020 e relativo monitoraggio. Programmazione degli interventi complementari di cui all’articolo 1, comma 242, della legge n. 147/2013 previsti nell’Accordo di partenariato 2014/2020”;

VISTA la Delibera CIPE n. 25 del 10 agosto 2016 concernente “Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 - aree tematiche nazionali e obiettivi strategici - ripartizione ai sensi dell’articolo 1, comma 703, lettere b) e c) della legge n. 190/2014”;

VISTA la Delibera CIPE n. 22 del 28 febbraio 2018 con la quale è stato approvato il Programma Operativo Complementare “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione" 2014 – 2020 (POC SPAO) finanziato dal Fondo di Rotazione per l’attuazione delle Politiche Comunitarie, ex art. 5 della Legge 16 aprile 1987 n. 183 e s.m.i.;

VISTO il Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150 recante “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della Legge 10 dicembre 2014, n. 183” ed in particolare gli artt. 4-9 relativi alla costituzione e alla disciplina dell’Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro, e s.m.i.;

VISTO in particolare, l’articolo 9 del Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150 e l’art. 9, comma 2, del DPCM del 13 aprile 2016, che stabiliscono il subentro dell’ANPAL, nella titolarità della gestione dei Programmi Operativi, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale per le politiche attive, i servizi per il lavoro e la formazione;

VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica del 18 novembre 2019, registrato alla Corte dei Conti il 6 dicembre 2019 con protocollo n. 1-3331, con il quale l’Avv. Paola NICASTRO è stata nominata Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro;

VISTO l’art. 4, comma 3, del Decreto Legislativo n. 150/2015, secondo cui l’ANPAL è sottoposta al controllo della Corte dei Conti ai sensi dell’articolo 3, comma 4, della Legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modificazioni;

VISTO il Decreto Direttoriale n. 365 del 15 novembre 2016 che disciplina i rapporti giuridici tra l’ANPAL, in qualità di Autorità di Gestione (AdG) del PON SPAO, e l’INPS, in qualità di Organismo Intermedio;

VISTO il Decreto Legislativo 24 settembre 2016, n. 185 recante “Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 15 giugno 2015, n. 81 e 14 settembre 2015, nn. 148, 149, 150 e 151, a norma dell’articolo 1, comma 13, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”;

VISTO il Decreto del Ministro del Lavoro del 17 ottobre 2017 recante la definizione di “lavoratori svantaggiati” in applicazione dei principi stabiliti dal Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giungo 2014;

VISTO l’articolo 1 bis del Decreto Legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito in Legge 9 agosto 2018, n. 96 il quale prevede che, ai datori di lavoro privato che negli anni 2019  e 2020  assumono  lavoratori che non  hanno  compiuto  il trentacinquesimo anno di età, venga riconosciuto l'esonero dal versamento del 50 per cento dei complessivi contributi previdenziali, per un periodo massimo di trentasei mesi;

VISTO l’articolo 1, comma 247 della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 il quale prevede nel limite complessivo di 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, nell'ambito degli obiettivi specifici previsti dalla relativa programmazione e nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, misure per favorire nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna l'assunzione con contratto a tempo indeterminato di soggetti che non abbiano compiuto trentacinque anni di età, ovvero di soggetti di almeno trentacinque anni di età privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

VISTA la nota prot. MLPS n. 0001200 del 5 febbraio 2020 con la quale il Ministero del Lavoro ha espresso parere, senza rilievi, ex art. 3, comma 2, lettera c) D. n. 150/2015 sulla riprogrammazione del Programma  Operativo Nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (PON SPAO);

CONSIDERATO che l’elevato tasso di disoccupazione che caratterizza le Regioni del Mezzogiorno rende necessario introdurre un incentivo che favorisca le assunzioni di persone, con particolare riferimento ai giovani con difficoltà di accesso all’occupazione;

CONSIDERATA la necessità di istituire anche per l’anno 2020, nell'ambito degli obiettivi specifici previsti dalla relativa programmazione e nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, misure  volte a favorire le assunzioni a tempo indeterminato nelle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, come previsto dall’articolo 1 comma 247 della Legge 30 dicembre 2018, n. 145;

CONSIDERATA una disponibilità di risorse aggiuntive per l’attuazione di misure dirette alle persone per le Regioni “più sviluppate” connessa alla più recente modifica al PON SPAO, in merito alla quale con nota ANPAL prot. n. 17284 del 20 dicembre 2019 si è conclusa la procedura di consultazione scritta del Comitato di Sorveglianza;

DECRETA

Articolo 1

Principi  generali

  1. È istituito l’“Incentivo Lavoro” (IO Lavoro), la cui gestione della misura è affidata all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), in qualità di Organismo Intermedio.
  2. Con cadenza mensile l’INPS comunica all’ANPAL i dati relativi agli importi prenotati ed erogati per l’incentivo in parola e il saldo disponibile.

 Articolo 2

Destinatari  dell’incentivo

1. Ai datori di lavoro privati che assumano, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, persone con le caratteristiche di cui al successivo comma 2, spetta un incentivo il cui importo è definito ai sensi dell’articolo 5 del presente decreto.

2. L’incentivo è riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumano persone disoccupate ai sensi dell’articolo 19 del D. lgs. n. 150/2015, dell’art. 4, comma 15-quater del Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019 (convertito con modificazione della  legge  n.  26/2019),  in  possesso  delle  seguenti caratteristiche:

  • a) lavoratori di età compresa tra i 16 anni e 24 anni;
  • b) lavoratori con 25 anni di età e oltre, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ai sensi del Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 17 ottobre

3. Fatto salvo quanto previsto dal successivo articolo 4, comma 3, i soggetti di cui al comma 2 non devono aver avuto un rapporto di lavoro negli ultimi sei mesi con il medesimo datore di lavoro.

 Articolo 3

Ambito territoriale di ammissibilità

1. L’incentivo spetta laddove la sede di lavoro, per la quale viene effettuata l’assunzione, sia ubicata nelle Regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), nelle Regioni “più sviluppate” (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Toscana, Umbria, Marche e Lazio) o nelle Regioni “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna), indipendentemente dalla residenza del lavoratore e nei limiti stabiliti all’articolo 12 del presente Decreto Direttoriale.

Articolo 4

Tipologie contrattuali incentivate

1. L’incentivo è riconosciuto esclusivamente per le seguenti tipologie contrattuali:

a) contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione;

b) contratto di apprendistato

2. L’incentivo è riconosciuto anche in caso di lavoro a tempo parziale.

3. L’incentivo è riconosciuto anche in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a tempo determinato; per tale fattispecie non è richiesto il requisito di disoccupazione di cui all’art. 2 comma 2 del presente decreto.

4. Rientra nell’ambito di applicazione dell’incentivo anche il socio lavoratore di cooperativa, se assunto con contratto di lavoro subordinato.

5. L’incentivo è escluso in caso di assunzioni con contratto di lavoro domestico, occasionale o intermittente.

Articolo 5

Importo  dell’incentivo

1. L’incentivo è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione di premi e contributi dovuti all’INAIL, per un periodo di 12 mesi a partire dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.060 euro su base annua, per lavoratore assunto, riparametrato e applicato su base mensile.

2. In caso di lavoro a tempo parziale il massimale è proporzionalmente ridotto.

3. L’incentivo deve essere fruito, a pena di decadenza, entro il termine del 28 febbraio 2022.

Articolo 6

Compatibilità con la normativa europea in materia di aiuti di stato

1. L’incentivo di cui al presente decreto è fruito alternativamente, nel rispetto delle seguenti regole:

a) nel rispetto delle previsioni di cui al Regolamento (UE) 1407 del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”;

b) oltre i limiti previsti, alle condizioni previste dall’articolo 7 del suddetto Regolamento (UE) 1407/2013..

2. Nei casi di cui al comma 1, lettera a) del presente articolo, in caso di accertato superamento dei limiti stabiliti dalla normativa europea in materia di aiuti di stato in regime “de minimis”, l’INPS provvede alla revoca dell’incentivo, con applicazione delle sanzioni civili di legge.

Articolo 7

Fruizione dell’incentivo art. 32, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014

1.Gli incentivi di cui al presente decreto in alternativa al regime “de minimis” di cui al Regolamento (UE) n. 1407 del 18 dicembre 2013, possono essere fruiti alle condizioni previste dai commi seguenti, conformemente alla disciplina del Regolamento (UE) n. 651 del 17 giugno 2014.

2. L’incentivo può essere fruito qualora l’assunzione comporti un incremento occupazionale netto, ai sensi dell’art. 32, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014, ovvero ricorrano le condizioni di cui al comma 4.

3. Ai fini di cui al comma 2, ed ai sensi dell’art. 2, paragrafo 32, del Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014, l’incremento occupazionale netto è da intendersi quale aumento netto del numero di dipendenti di un datore di lavoro rispetto alla media dei dodici mesi precedenti l’assunzione, da mantenersi per tutto il periodo di assunzione agevolata, secondo quanto previsto dall’articolo 31, comma 1, lettera f) del decreto legislativo 150/2015.

4. Il requisito dell’incremento occupazionale netto non è richiesto per i casi in cui il posto o i posti occupati sono resi vacanti in seguito a dimissioni volontarie, invalidità, pensionamento per raggiunti limiti d’età, riduzione volontaria dell’orario di lavoro o licenziamento per giusta causa e non in seguito a licenziamenti per riduzione del personale, ai sensi dell’art. 32, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 651/2014.

5. L’incentivo di cui al presente decreto è riconosciuto nei limiti dell’intensità massima di aiuto previsti dall’articolo 32 del Regolamento UE n. 651/2014.

6. Per i lavoratori con 25 anni di età e oltre, l’incentivo può essere fruito solo quando, in aggiunta al requisito di cui al comma 2, ricorra la seguente condizione:

a) il lavoratore sia privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ai sensi del Decreto del Ministero del Lavoro del 17 ottobre 2017 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 49 del 28 febbraio 2018);

7. Il controllo del rispetto della normativa sugli aiuti di Stato è rimesso all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ed all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), sulla base delle rispettive competenze.

 Articolo 8

Cumulabilità con altri incentivi

1. L’incentivo è cumulabile con l’incentivo previsto dall’art. 8 del Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019, convertito con modificazione dalla legge n. 26/2019.

2. L’incentivo è inoltre cumulabile con l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile, previsto dall’art. 1 bis del Decreto Legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla Legge 9 agosto 2018, n.96, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 8.060 euro su base annua.

3. L’incentivo è inoltre cumulabile, nei limiti massimi di intensità di aiuto previsti dai regolamenti europei in materia di aiuti di stato, con altri incentivi di natura economica introdotti e attuati dalle Regioni del Mezzogiorno in favore dei datori di lavoro che abbiano sede nel territorio di tali Regioni.

Articolo 9

Procedimento di ammissione all’incentivo

1. Al fine di fruire del beneficio di cui al presente decreto, i datori di lavoro interessati devono inoltrare un’istanza preliminare di ammissione all’INPS esclusivamente attraverso l’apposito modulo telematico, indicando i dati relativi all’assunzione effettuata o che intendono effettuare, con le modalità definite dall’INPS ed illustrate in apposita circolare che sarà emanata dall’Istituto a seguito della pubblicazione del presente decreto.

2. L’INPS effettua le seguenti operazioni:

a) determina l’importo dell’incentivo spettante in relazione alla durata e alla retribuzione del contratto sottoscritto;

b) verifica, mediante apposito modulo telematico, i requisiti di ammissione all’incentivo;

c) accerta la disponibilità residua delle risorse;

d) comunica, in caso di esito positivo delle precedenti verifiche, l’avvenuta prenotazione dell’importo dell’incentivo in favore del datore di lavoro.

3. A pena di decadenza, entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione di prenotazione da parte dell’INPS, il datore di lavoro deve, ove non abbia già provveduto, effettuare l’assunzione e confermare la prenotazione effettuata in suo favore.

4. A seguito dell’autorizzazione, l’erogazione del beneficio avviene mediante conguaglio sulle denunce contributive.

Articolo 10

Autorizzazione dell’incentivo e limiti di spesa

1. L’INPS autorizza il beneficio di cui al presente decreto nei limiti delle risorse disponibili previste dai successivi articoli 11 e 12, sulla base di una stima previsionale del costo legato ad ogni assunzione agevolata.

2. Il beneficio è autorizzato secondo l’ordine cronologico di presentazione dell’istanza preliminare.

3. Per le assunzioni effettuate prima che sia reso disponibile il modulo telematico dell’istanza preliminare, l’INPS autorizza il beneficio secondo l’ordine cronologico di decorrenza dell’assunzione.

Articolo 11

Dotazione finanziaria

1. La gestione della misura da parte dell’INPS avviene nel limite complessivo di spesa pari a euro 329.400.000,00 (trecentoventinovemilioniquattrocentomila,00) che graveranno sul Programma operativo nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (PON SPAO) e sul Programma Operativo Complementare “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione" 2014 – 2020 (POC SPAO).

Articolo 12

Risorse Impegnate

1. Per l’attuazione dell’incentivo denominato “IO Lavoro” è impegnato, in favore dell’INPS, l’importo di euro 329.400.000,00 (trecentoventinovemilioniquattrocentomila,00), a valere sulle risorse del Programma Operativo Nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l'Occupazione” (PON SPAO) - CCI 2014IT05SFOP002, Asse Prioritario di Intervento “Occupazione”, priorità di intervento 8.i e del Programma Operativo Complementare “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione" 2014 – 2020 (POC SPAO) Asse Prioritario di Intervento “Occupazione”, priorità di intervento 8.i.

2. La gestione della misura da parte dell’INPS avverrà nei limiti delle risorse stanziate secondo le modalità di seguito indicate:

  • 234.000.000,00 euro a valere sull’Asse 1, priorità di investimento 8.i, categoria di regioni “meno sviluppate” del Programma operativo nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (SPAO);
  • 12.400.000,00 euro a valere sull’Asse 1, priorità di investimento 8.i, categoria di regioni “più sviluppate” del Programma operativo nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (SPAO);
  • 83.000.000,00 euro a valere sull’Asse 1, priorità di investimento 8.i, del Programma Operativo Complementare “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione" 2014 – 2020 (POC SPAO) categoria di regioni “meno sviluppate” e “in transizione”.

Articolo 13

Disposizioni finali

1. La disciplina dei rapporti tra l’ANPAL e l’INPS, nonché dei reciproci obblighi, è definita con il Decreto Direttoriale n. 365 del 15 novembre 2016.

2. Le procedure operative di attuazione della misura saranno illustrate in apposita circolare emanata dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS).

3. Il presente decreto sarà pubblicato nella sezione dedicata prevista nel sito internet dell’ANPAL www.anpal.gov.it.

 

ROMA, addì

 

Avv. Paola Nicastro

(documento firmato digitalmente

ai sensi del D.Lgs. 82/2005)

 

 
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Proprio sul finire dell’anno scorso, l’INAIL ha emanato il Bando ISI 2019, con una dotazione di 251 milioni di euro, tramite un Avviso che è stato pubblicato sulla G.U. del 27 dicembre 2019

Il Bando ISI, articolato per assi di finanziamento e per realtà territoriali ( Regioni e Province autonome), prevede finanziamenti alle imprese per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro), i cui contenuti sono disponibili anche nell’apposita sezione del sito internet dell’Istituto ( https://www.inail.it/cs/internet/attivita/prevenzione-e-sicurezza/agevolazioni-e-finanziamenti/incentivi-alle-imprese/bando-isi-2019.html ).

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Sulla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 Febbraio è stato pubblicato il decreto-legge n. 3 del 5 febbraio 2020 che, in attesa della revisione degli strumenti di sostegno del reddito, prevede misure per la riduzione del cuneo fiscale sui redditi dei lavoratori dipendenti.
Il provvedimento, che nelle intenzioni del Governo è solo l’anticipo di una più generale riforma fiscale che consenta un effettivo recupero di potere d’acquisto per i redditi medio-bassi, prevede interventi che scatteranno dal 1° luglio 2020, e riguarderanno:

1.             i redditi fino a € 28.000,00 :

Ai lavoratori dipendenti che rientrano in tali fasce di reddito dal secondo semestre di quest’anno viene riconosciuta una somma pari a 600 € e, in seguito, a partire dal 2021, di € 1.200,00, che non concorre alla formazione del reddito. Contestualmente, sempre dal 1° luglio p.v. cessano di essere erogati gli 80 euro del cosiddetto Bonus Renzi;

2.             i redditi da lavoro dipendente superiori a € 28.000,00 e fino a € 40.000,00,

Ai lavoratori dipendenti che rientrano in tali fasce di reddito solo per il secondo semestre di quest’anno (periodo Luglio – Dicembre 2020) viene introdotta un’ulteriore detrazione dell’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro, di importo pari a:

  1. quando l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 € ma non a 35.000

una detrazione di € 480,00, aumentata del prodotto tra 120 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra € 35.000,00, diminuito del reddito complessivo, e € 7.000,00.

Schematizzando in formula: € 480,00+(120* ([€ 35.000,00–reddito complessivo] /7.000)).

Quindi, a seconda del reddito compreso in questa fascia, la detrazione, nel periodo Luglio/Dicembre 2020, va da un massimo di € 100,00 mensili, per poi decrescere fino ad € 80,00.

  1. se il reddito complessivo supera gli € 35.000,00, ma non gli € 40.000,00

una detrazione di € 480,00 che spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di € 40.000,00, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di € 5.000,00.

La formula, in questo caso, risulta la seguente: € 480*((€ 40.000,00 – reddito complessivo) /5.000).

Per cui, tenuto conto sempre del reddito conseguito, l’importo della detrazione va da un massimo di € 80,00 mensili fino ad azzerarsi per un reddito annuo di € 40.000.

Qualora, in sede di conguaglio, si accerti che il lavoratore non aveva diritto ai già menzionati benefici, i sostituti di imposta procederanno al recupero dell’importo in 4 rate di pari ammontare, se superiore ai € 60.

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