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L’Albo Nazionale Gestori Ambientali con la propria Circolare n. 5 del 9 maggio 2019, ha fornito chiarimenti in merito alla documentazione necessaria per le imprese svizzere ai fini dell’iscrizione alla categoria 6 (trasporto transfrontaliero di rifiuti) dell’Albo Gestori.

In base all’Accordo sui trasporti stradali tra la UE e la Confederazione svizzera del 2002, infatti, la licenza comunitaria è equiparata alla licenza svizzera rilasciata ai vettori stradali della Confederazione per il trasporto internazionale di merce da/verso Paesi UE, che è liberalizzato.

Anche i requisiti necessari per l’ottenimento di tale licenza sono gli stessi previsti dalle norme unionali e di conseguenza i vettori svizzeri sono equiparati, in quanto a documentazione da presentare per l’iscrizione in categoria 6, ai vettori comunitari.

Resta inteso invece che ai fini della dimostrazione della regolarità contributiva, previdenziale ed assistenziale a favore dei lavoratori, la verifica deve essere effettuata esclusivamente sui primi due pilastri del sistema previdenziale della Confederazione in quanto obbligatori (e corrispondenti al nostro INPS ed INAIL) e non sul c.d. “terzo pilastro” che attiene alla previdenza individuale facoltativa

ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI

IL COMITATO NAZIONALE

 

 

m amte.RIN.ALBO.Registro Circolari Albo.REGISTRAZIONE. PROT.0000005.09-05-2019

 

Alle Sezioni Regionali e Provinciali

Alle Associazioni di Categoria

Loro Sedi

OGGETTO: Applicazione disposizioni delibera n. 3 del 13 luglio 2016 (documentazione  richiesta per l'iscrizione all'Albo nella categoria 6).

Con riferimento alle disposizioni emanate con la delibera n. 3 del 13 luglio 2016 ed alla luce dei chiarimenti dati con circolare n. 149 del 2 febbraio 2017 il Comitato nazionale, a seguito del confronto con le rappresentanze diplomatiche della Confederazione Svizzera, ha ritenuto opportuno diramare i seguenti chiarimenti.

Ai fini della dimostrazione del requisito di cui all'articolo 15, comma 4, lettera c), del D.M. 3 giugno 2014 n. 120, in base all'accordo sul trasporto di merci e di passeggeri su strada e per ferrovia del 21 giugno 1999, sussiste una sostanziale equipollenza tra la licenza comunitaria e l'autorizzazione rilasciata dalla Confederazione Svizzera per quanto riguarda i trasporti bilaterali su strada in transito sui territori della Comunità Europea e della Svizzera.

L'articolo 9 del richiamato accordo, infatti, stabilisce che i trasporti internazionali di merci su strada eseguiti per conto terzi sono effettuati dietro rilascio di un'autorizzazione analoga a quella istituita per i trasportatori comunitari dal regolamento CEE 881/92 (ora regolamento CE 1072/2009) e la concessione di tale autorizzazione da parte delle autorità Svizzere è in ogni caso subordinata a procedure di rilascio, uso e rinnovo equivalenti a quelle previste dal regolamento CE 1072/2009 per i trasportatori comunitari.

Il successivo articolo 10 chiarisce poi che i trasporti internazionali di merci su strada in transito attraverso il territorio delle parti contraenti sono liberalizzati quando eseguiti dietro il rilascio delle licenze di cui all’articolo 9.

Alla luce di quanto ricostruito il Comitato nazionale ritiene che:

  • l'autorizzazione rilasciata dall'autorità Svizzera in conformità all'articolo 9 del richiamato accordo possa considerarsi titolo idoneo ai fini della dimostrazione del requisito di cui all'articolo 15, comma 4, lettera c), del M. 120/2014.
  • il requisito relativo alla capacità finanziaria di cui all'articolo 11, comma 2, del M. 120/2014, sia da considerarsi comprovato previa presentazione di copia della predetta autorizzazione, analogamente a quanto previsto dall'art. 3, comma 2, della delibera n. 3 del 13 luglio 2016 per i soggetti in possesso di licenza comunitaria.
  • nel caso di trasporti transfrontalieri non  trovi applicazione quanto contenuto nella 987 del 26 ottobre 2016 circa la limitazione per le imprese svizzere di poter svolgere un unico servizio di durata non superiore ai 90 giorni di lavoro effettivo per anno civile.

Da ultimo, con riferimento al requisito di cui all'art. 10, comma 2, lettera e), relativo alla regolarità contributiva previdenziale  ed assistenziale a favore dei lavoratori, si segnala che la verifica dello stesso è da effettuarsi esclusivamente sui primi due pilastri del sistema di previdenza della Confederazione Svizzera in quanto obbligatori (assicurazione federale vecchiaia , superstiti e invalidità; previdenza professionale) e non sul c.d. "terzo pilastro" (previdenza individuale) che risulta essere istituto come complementare e facoltativo.

Il Segretario IL PRESIDENTE        
Ing. Pierluigi Altomare dott Eugenio Onori

 

 

 

Il Consiglio dei Consulenti del Lavoro, con una propria richiesta di  interpello aveva chiesto al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di pronunciarsi sul fatto se l’impresa potesse procedere  all’installazione  degli  impianti  audiovisivi  in caso di  silenzio dell’organo amministrativo sull'istanza di autorizzazione da essa presentata, sulla base delle disposizioni che prevedono che il silenzio dell’amministrazione competente equivalga ad accoglimento della domanda.

Il Ministero, nella risposta che alleghiamo, ha chiarito che in questo caso non è configurabile l’istituto del silenzio-assenso: la norma infatti prevede l’emanazione di un provvedimento espresso di accoglimento ovvero di rigetto dell'istanza.

Nuova puntata nella pluriennale querelle tra Autorità di Regolazione dei Trasporti ed Associazioni dell'Autotrasporto.

La prima che, anno dopo anno, continua a pretendere un contributo, sia pure solo dalle imprese più grandi. Le seconde che contestano alla radice tale pretesa e ricordano che i trasportatori pagano già all'Albo Nazionale dell'Autotrasporto la quota annuale prevista dalla legge per questa categoria di imprese.

In attesa che il Consiglio di Stato si pronunci definitivamente per le precedenti annualità, stavolta la notizia riguarda il  contributo preteso dall'ART per il 2019.

Il 7 maggio si è svolta la Camera di Consiglio del Tar del Piemonte per la trattazione collegiale delle istanze cautelari presentate contro la Delibera dell'Autorità 141/2018 e la determina 21/2019, ossia i provvedimenti che stabiliscono i soggetti che devono pagare il contributo annuale.

Il Tar ha fissato la discussione sul merito della questione  per il  prossimo 16 ottobre 2019 e, in questo quadro, l'Autorità si è impegnata a non avviare la procedura di riscossione coattiva del contributo fino alla conclusione del giudizio.

anlpa.ANPAL.Registro_Decreti.R.0000178.19-04-2019

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IL DIRETTORE GENERALE

VISTO il Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 che reca le disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e definisce disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e abroga il Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio;

VISTO il Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 relativo al Fondo sociale europeo e abrogante il Regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio;

VISTO il Regolamento (UE - EURATOM) n. 1311/2013 del Consiglio del 2 dicembre 2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020;

VISTO il Regolamento (UE) n. 1046/2018 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 luglio 2018 che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/13, (UE) n. 1301/13, (UE) n. 1303/13, (UE) n. 1304/13, (UE) n. 1309/13, (UE), 1316/13, (UE) n. 223/14, (UE) n. 283/14 e la decisione n. 541/14/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/12;

VISTO il Regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio del 22 marzo 1999 recante modalità di applicazione dell’art. 93 del Trattato CE e successive modifiche ed integrazioni;

VISTO il Regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione del 21 aprile 2004 recante disposizioni di esecuzione del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE;

VISTO il Regolamento (UE) n. 1407 del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”;

VISTO il Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea;

VISTO il Regolamento (UE) n. 1589 del Consiglio del 13 luglio 2015 recante modalità di applicazione dell’articolo 108 del suddetto trattato;

VISTO l’Accordo di Partenariato con cui è definita la strategia di impiego dei fondi europei per il periodo 2014-2020, adottato con decisione della Commissione Europea C(2014) n. 8021 del 29 ottobre 2014 e modificato con decisione C(2018) n. 598 dell’8 febbraio 2018;

VISTO il Programma Operativo Nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (PON SPAO) approvato con decisione della Commissione Europea (2014) n. 10100 del 17 dicembre 2014 a titolarità del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e successivamente oggetto di riprogrammazioni approvate con decisione della Commissione Europea C(2017) n. 8927 del 18 dicembre 2017 e decisione della Commissione Europea C(2018) n. 9099 del 19 dicembre 2018;

CONSIDERATO che il PON SPAO prevede, nell’ambito dell’Asse prioritario 1 “Occupazione”, le priorità di investimento 8i: “L’accesso all’occupazione per le persone in cerca di lavoro e inattive, compresi i disoccupati di lunga durata e le persone che si trovano ai margini del mercato del lavoro, anche attraverso iniziative locali per l’occupazione e il sostegno alla mobilità professionale” e 8ii: “L’integrazione sostenibile nel mercato del lavoro dei giovani (FSE), in particolare quelli che non svolgono attività lavorative, non seguono studi né formazioni, inclusi i giovani a rischio di esclusione sociale e i giovani delle comunità emarginate, anche attraverso l’attuazione della garanzia per i giovani”;

VISTA la Legge 183/1987 con la quale è stato istituito il Fondo di Rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie;

VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica n. 568/1988 e s.m.i. che regolamenta l’organizzazione e le procedure amministrative del citato Fondo di Rotazione e successive modifiche ed integrazioni;

VISTO il Decreto Legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito con modificazioni nella Legge 236 del 17 luglio 1993 recante “Interventi urgenti a sostegno dell’occupazione”, che all’art. 9, comma 5, istituisce il Fondo di Rotazione per la Formazione Professionale e per l’accesso al Fondo Sociale;

VISTO l’articolo 1, comma 242, della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, che ai commi 240, 241, 242 e 245 dell’art.1 disciplina i criteri di cofinanziamento dei Programmi europei per il periodo 2014-2020 e il relativo monitoraggio, nonché i criteri di finanziamento e gli interventi complementari rispetto ai Programmi cofinanziati dai fondi strutturali;

VISTO in particolare, il comma 242 dell’articolo 1 della sopracitata Legge 147/2013, come modificato dall’articolo 1, comma 668, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190, che ha previsto il finanziamento dei Programmi di Azione e Coesione a valere sulle disponibilità del Fondo di Rotazione di cui all’articolo 5 della Legge n. 183/1987;

VISTA la Delibera CIPE n. 10 del 28 gennaio 2015 concernente “Definizione dei criteri di cofinanziamento pubblico nazionale dei programmi europei per il periodo di programmazione 2014/2020 e relativo monitoraggio. Programmazione degli interventi complementari di cui all’articolo 1, comma 242, della legge n. 147/2013 previsti nell’Accordo di partenariato 2014/2020”;

VISTA la Delibera CIPE n. 25 del 10 agosto 2016 concernente “Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 - aree tematiche nazionali e obiettivi strategici - ripartizione ai sensi dell’articolo 1, comma 703, lettere b) e c) della legge n. 190/2014”;

VISTA la Delibera CIPE n. 22 del 28 febbraio 2018 con la quale è stato approvato il Programma Operativo Complementare “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione" 2014 – 2020 (POC SPAO) finanziato dal Fondo di Rotazione per l’attuazione delle Politiche Comunitarie, ex art. 5 della Legge 16 aprile 1987 n. 183 e s.m.i.;

VISTO il Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150 recante “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della Legge 10 dicembre 2014, n. 183” ed in particolare gli artt. 4-9 relativi alla costituzione e alla disciplina dell’Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro, e s.m.i.;

VISTO in particolare, l’articolo 9 del Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150 e l’art. 9, comma 2, del DPCM del 13 aprile 2016, che stabiliscono il subentro dell’ANPAL, nella titolarità della gestione dei Programmi Operativi, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale per le politiche attive, i servizi per il lavoro e la formazione;

VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica del 18 maggio 2016, registrato alla Corte dei Conti il 15 giugno 2016 con protocollo n. 2571, con il quale il Dott. Salvatore PIRRONE, nato a Catania il 1 ottobre 1969, è stato nominato Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro;

VISTO l’art. 4, comma 3, del Decreto Legislativo n. 150/2015, secondo cui l’ANPAL è sottoposta al controllo della Corte dei Conti ai sensi dell’articolo 3, comma 4, della Legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modificazioni;

VISTO il Decreto Direttoriale n. 365 del 15 novembre 2016 che disciplina i rapporti giuridici tra l’ANPAL, in qualità di Autorità di Gestione (AdG) del PON SPAO, e l’INPS, in qualità di Organismo Intermedio;

VISTO il Decreto Legislativo 24 settembre 2016, n. 185 recante “Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 15 giugno 2015, n. 81 e 14 settembre 2015, nn.

148, 149, 150 e 151, a norma dell’articolo 1, comma 13, della legge 10 dicembre 2014, n.183”;

VISTO il Decreto del Ministro del Lavoro del 17 ottobre 2017 recante la definizione di “lavoratori svantaggiati” in applicazione dei principi stabiliti dal Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giungo 2014;

VISTO l’articolo 1 comma 247 della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 il quale prevede nel limite complessivo di 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, nell’ambito degli obiettivi specifici previsti dalla relativa programmazione e nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, misure per favorire nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna l’assunzione con contratto a tempo indeterminato di soggetti che non abbiano compiuto trentacinque anni di età, ovvero di soggetti di almeno trentacinque anni di età privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

VISTO l’articolo 1 bis del Decreto Legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito in Legge 9 agosto 2018, n. 96 il quale prevede che, ai datori di lavoro privato che negli anni 2019 e 2020 assumono lavoratori che non hanno compiuto il trentacinquesimo anno di età, venga riconosciuto l’esonero dal versamento del 50 per cento dei complessivi contributi previdenziali, per un periodo massimo di trentasei mesi;

CONSIDERATO che l’elevato tasso di disoccupazione che caratterizza le Regioni del Mezzogiorno rende necessario introdurre un incentivo che favorisca le assunzioni di persone, con particolare riferimento ai giovani con difficoltà di accesso all’occupazione;

DECRETA

Articolo 1 - Principi generali

  1. È istituito l’Incentivo Occupazione Sviluppo Sud, la cui gestione della misura è affidata all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), in qualità di Organismo
  2. Con cadenza mensile l’INPS comunica all’ANPAL i dati relativi agli importi prenotati ed erogati per l’incentivo in parola e il saldo

Articolo 2 - Destinatari dell’incentivo

  1. Ai datori di lavoro privati che assumano, nel periodo compreso tra il 1° maggio 2019 al 31 dicembre 2019, persone con le caratteristiche di cui al successivo comma 2, spetta un incentivo il cui importo è definito ai sensi dell’articolo 5 del presente
  2. L’incentivo è riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumano persone disoccupate ai sensi dell’articolo 19 del lgs. n. 150/2015, e dell’art. 4, comma 15-quater del Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019 (convertito con modificazioni dalla legge n. 26/2019), in possesso delle seguenti caratteristiche:
    1. lavoratori di età compresa tra i 16 anni e 34 anni di età;
    2. lavoratori con 35 anni di età e oltre, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ai sensi del Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 17 ottobre
  3. Fatto salvo quanto previsto dal successivo articolo 4, comma 3, i soggetti di cui al comma 2 non devono aver avuto un rapporto di lavoro negli ultimi sei mesi con il medesimo datore di

Articolo 3 - Ambito territoriale di ammissibilità

  1. L’incentivo spetta esclusivamente laddove la sede di lavoro, per la quale viene effettuata l’assunzione, sia ubicata nelle Regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o nelle Regioni “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna), indipendentemente dalla residenza del lavoratore
  1. In caso di spostamento della sede di lavoro al di fuori dalle Regioni di cui al comma 1, l’incentivo non spetta a partire dal mese di paga successivo a quello di trasferimento.

Articolo 4 - Tipologie contrattuali incentivate

  1. L’incentivo è riconosciuto esclusivamente per le seguenti tipologie contrattuali:
    1. contratto di   lavoro   a   tempo   indeterminato,    anche   a   scopo di somministrazione;
    2. contratto di apprendistato
  2. L’incentivo è riconosciuto anche in caso di lavoro a tempo
  3. L’incentivo è riconosciuto anche in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a tempo determinato; per tale fattispecie non è richiesto il requisito di disoccupazione di cui all’ 2 comma 2 del presente decreto.
  4. Rientra nell’ambito di applicazione dell’incentivo anche il socio lavoratore di cooperativa, se assunto con contratto di lavoro
  5. L’incentivo è escluso in caso di assunzioni con contratto di lavoro domestico, occasionale o

Articolo 5 - Importo dell’incentivo

  1. L’incentivo è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione di premi e contributi dovuti all’INAIL, per un periodo di 12 mesi a partire dalla data di assunzione, nel limite massimo di 060 euro su base annua, per lavoratore assunto, riparametrato e applicato su base mensile.
  2. In caso di lavoro a tempo parziale il massimale è proporzionalmente
  3. L’incentivo deve essere fruito, a pena di decadenza, entro il termine del 28 febbraio

Articolo 6 - Compatibilità con la normativa europea in materia di aiuti di stato

  1. L’incentivo di cui al presente decreto è fruito alternativamente, nel rispetto delle seguenti regole:
    1. nel rispetto delle previsioni di cui al Regolamento (UE) 1407 del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”;
    2. oltre i limiti previsti dal suddetto Regolamento (UE) 1407/2013, alle condizioni previste dall’articolo 7.
  2. Nei casi di cui al comma 1, lettera a) del presente articolo, in caso di accertato superamento dei limiti stabiliti dalla normativa europea in materia di aiuti di stato in regime “de minimis”, l’INPS provvede alla revoca dell’incentivo, con applicazione delle sanzioni civili di

Articolo 7 - Fruizione dell’incentivo oltre i limiti del regime “de minimis”

  1. Gli incentivi di cui al presente decreto in alternativa al regime “de minimis” di cui al Regolamento (UE) 1407 del 18 dicembre 2013, possono essere fruiti alle condizioni previste dai commi seguenti, conformemente alla disciplina del Regolamento (UE) n. 651 del 17 giugno 2014.
  2. L’incentivo può essere fruito qualora l’assunzione comporti un incremento occupazionale netto, ai sensi dell’ 32, paragrafo 3, del Regolamento (UE)
  3. 651/2014 del 17 giugno 2014, ovvero ricorrano le condizioni di cui al comma 4.
  4. Ai fini di cui al comma 2, ed ai sensi dell’ 2, paragrafo 32, del Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014, l’incremento occupazionale netto è da intendersi quale aumento netto del numero di dipendenti di un datore di lavoro rispetto alla media dei dodici mesi precedenti l’assunzione, da mantenersi per tutto il periodo di assunzione agevolata, secondo quanto previsto dall’articolo 31, comma 1, lettera f) del decreto legislativo 150/2015.
  5. Il requisito dell’incremento occupazionale netto non è richiesto per i casi in cui il posto o i posti occupati sono resi vacanti in seguito a dimissioni volontarie, invalidità, pensionamento per raggiunti limiti d’età, riduzione volontaria dell’orario di lavoro o licenziamento per giusta causa e non in seguito a licenziamenti per riduzione del personale, ai sensi dell’art. 32, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 651/2014.
  6. L’incentivo di cui al presente decreto è riconosciuto nei limiti dell’intensità massima di aiuto previsti dall’articolo 32 del Regolamento UE 651/2014.
  7. Per i lavoratori di età compresa tra i 25 e i 34 anni di età, l’incentivo può essere fruito solo quando, in aggiunta al requisito di cui al comma 2, ricorra una delle seguenti condizioni:
    1. il lavoratore sia privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ai sensi del Decreto del Ministero del Lavoro del 17 ottobre 2017 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 49 del 28 febbraio 2018);
    2. il lavoratore non sia in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o di una qualifica o diploma di istruzione e formazione professionale;
    3. il lavoratore abbia completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non abbia ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
    4. il lavoratore sia assunto in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato, ovvero sia assunto in settori economici in cui sia riscontrato il richiamato differenziale nella misura di almeno il 25 per cento, ai sensi del Decreto Interministeriale 335 del 10 novembre 2017 di attuazione dell’articolo 2, punto 4, lett. f) del Regolamento (UE) n. 651/2014.
  8. Il controllo del rispetto della normativa sugli aiuti di Stato è rimesso all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ed all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), sulla base delle rispettive

Articolo 8 - Cumulabilità con altri incentivi

  1. L’incentivo è cumulabile con l’incentivo previsto dall’ 8 del Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019, convertito con modificazioni dalla legge n. 26/2019.
  2. L’incentivo è inoltre cumulabile con l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile, previsto dall’ 1 bis del Decreto Legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla Legge 9 agosto 2018, n.96, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 8.060 euro su base annua.
  3. L’incentivo è inoltre cumulabile, nei limiti massimi di intensità di aiuto previsti dai regolamenti europei in materia di aiuti di stato, con altri incentivi di natura economica introdotti e attuati dalle Regioni del Mezzogiorno in favore dei datori di lavoro che abbiano sede nel territorio di tali

Articolo 9 - Procedimento di ammissione all’incentivo

  1. Al fine di fruire del beneficio di cui al presente decreto, i datori di lavoro interessati devono inoltrare un’istanza preliminare di ammissione all’INPS esclusivamente attraverso l’apposito modulo telematico, indicando i dati relativi all’assunzione effettuata o che intendono effettuare, con le modalità definite dall’INPS ed illustrate in apposita circolare che sarà emanata dall’Istituto a seguito della pubblicazione del presente
  2. L’INPS effettua le seguenti operazioni:
    1. determina l’importo dell’incentivo spettante in relazione alla durata e alla retribuzione del contratto sottoscritto;
    2. verifica, mediante apposito modulo telematico, i requisiti di ammissione all’incentivo;
    3. accerta la disponibilità residua delle risorse;
    4. comunica, in caso di esito positivo delle precedenti verifiche, l’avvenuta prenotazione dell’importo dell’incentivo in favore del datore di lavoro
  3. A pena di decadenza, entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione di prenotazione da parte dell’INPS, il datore di lavoro deve, ove non abbia già provveduto, effettuare l’assunzione e confermare la prenotazione effettuata in suo
  4. A seguito dell’autorizzazione, l’erogazione del beneficio avviene mediante conguaglio sulle denunce

Articolo 10 - Autorizzazione dell’incentivo e limiti di spesa

  1. L’INPS autorizza il beneficio di cui al presente decreto nei limiti delle risorse disponibili previste dall’articolo 12, sulla base di una stima previsionale del costo legato ad ogni assunzione
  2. Il beneficio è autorizzato secondo l’ordine cronologico di presentazione dell’istanza
  3. Per le assunzioni effettuate prima che sia reso disponibile il modulo telematico dell’istanza preliminare, l’INPS autorizza il beneficio secondo l’ordine cronologico di decorrenza dell’

Articolo 11 - Dotazione finanziaria

  1. La gestione della misura da parte dell’INPS avviene nel limite complessivo di spesa pari a 120 milioni di euro che graveranno sul Programma operativo nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (SPAO) e sul Programma Operativo Complementare “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione" 2014 – 2020 (POC SPAO).

Articolo 12 - Disposizioni finali

  1. La disciplina dei rapporti tra l’ANPAL e l’INPS, nonché dei reciproci obblighi, è definita dal Decreto Direttoriale 365 del 15 novembre 2016.
  2. Le procedure operative di attuazione della misura saranno illustrate in apposita circolare emanata dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS).
  3. Il presente decreto sarà pubblicato nella sezione dedicata prevista nel sito internet dell’ANPAL www.anpal.gov.it.

 

Salvatore Pirrone 

ANPAL, l'Agenzia Nazionale Politiche Attive per il Lavoro, con l’adozione del decreto n.178, ha reso operativo, per il periodo 1 maggio- 31 dicembre 2019,  l’Incentivo Occupazione Sviluppo Sud, misura già operativa negli anni scorsi e prorogata dalla Legge di Bilancio 2019

Scopo dell'Incentivo è quello di favorire l’assunzione di persone con difficoltà di accesso all’occupazione.

Rispetto al 2018, la novità contenuta nel D.D. 178 è legata all’introduzione del reddito di cittadinanza: infatti, l’art. 8 del decreto prevede la cumulabilità con questa misura, oltre che con altri (eventuali) incentivi in materia lavorativa previsti dalle normative regionali, sempre nel rispetto delle intensità massime di aiuto previste dalle disposizioni U.E sugli aiuti di Stato.

DECRETO-LEGGE 30 aprile 2019, n. 34

 

Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi. (19G00043)

(GU n.100 del 30-4-2019)

Vigente al: 1-5-2019  

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Considerata la straordinaria necessita' ed urgenza di stabilire

misure per la crescita economica;

Considerata, inoltre, la straordinaria necessita' ed urgenza di

prevedere misure per la risoluzione di specifiche situazioni di

crisi;

Viste le deliberazioni del Consiglio dei ministri, adottate nelle

riunioni del 4 aprile e 23 aprile 2019;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, del

Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro dello sviluppo

economico;

                               Emana

                     il seguente decreto-legge:

                               Capo I

             Misure fiscali per la crescita economica

Art. 1

Maggiorazione dell'ammortamento

per i beni strumentali nuovi

  1. Ai fini delle imposte sui redditi, per i soggetti titolari di

reddito d'impresa e per gli esercenti arti e professioni che

effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi, esclusi

i veicoli e gli altri mezzi di trasporto di cui all'articolo 164,

comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto

del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dal 1°

aprile 2019 al 31 dicembre 2019, ovvero entro il 30 giugno 2020, a

condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine

risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di

acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di

acquisizione, con esclusivo riferimento alla determinazione delle

quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, il costo

di acquisizione e' maggiorato del 30 per cento. La maggiorazione del

costo non si applica sulla parte di investimenti   complessivi

eccedenti il limite di 2,5   milioni   di   euro.   Resta   ferma

l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi 93 e

97, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

Art. 2

Revisione mini-IRES

  1. A decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso

al 31 dicembre 2021, il reddito d'impresa dichiarato dalle societa' e

dagli enti di cui all'articolo 73, comma 1, del testo unico delle

imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente   della

Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, fino a concorrenza dell'importo

corrispondente agli utili di esercizio accantonati a riserve diverse

da quelle di utili non disponibili, nei limiti dell'incremento di

patrimonio netto, e' assoggettato all'aliquota di cui all'articolo 77

del predetto testo unico ridotta di 3,5 punti percentuali; per il

periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 e

per i due successivi la stessa aliquota e' ridotta, rispettivamente,

di 1,5 punti percentuali, di 2,5 punti percentuali, di 3 punti

percentuali. Alla quota di reddito assoggettata all'aliquota ridotta

di cui al periodo precedente, l'addizionale di cui all'articolo 1,

comma 65, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, si applica in misura

corrispondentemente aumentata.

  1. Ai fini del comma 1:
  2. a) si considerano riserve di utili non disponibili le riserve

formate con utili diversi da quelli realmente conseguiti ai sensi

dell'articolo 2433 del codice civile in quanto derivanti da processi

di valutazione. Rilevano gli utili realizzati a decorrere dal periodo

d'imposta in corso al 31 dicembre 2018 e accantonati a riserva, ad

esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili;

  1. b) l'incremento di patrimonio netto e' dato dalla differenza tra

il patrimonio netto risultante dal bilancio d'esercizio del periodo

d'imposta di riferimento, senza considerare il risultato del medesimo

esercizio, al netto degli utili accantonati a riserva, agevolati nei

periodi di imposta precedenti, e il patrimonio netto risultante dal

bilancio d'esercizio del periodo d'imposta in corso al 31 dicembre

2018, senza considerare il risultato del medesimo esercizio.

  1. Per ciascun periodo d'imposta, la parte degli utili accantonati

a riserva agevolabili che eccede l'ammontare del reddito complessivo

netto dichiarato e' computata in aumento degli utili accantonati a

riserva agevolabili dell'esercizio successivo.

  1. Per le societa' e per gli enti indicati nell'articolo 73, comma

1, lettere a), b) e d), del testo unico delle imposte sui redditi,

che partecipano al consolidato nazionale di cui agli articoli da 117

a 129 del medesimo testo unico, l'importo su cui spetta l'aliquota

ridotta, determinato ai sensi del comma 1 da ciascun soggetto

partecipante al consolidato, e' utilizzato dalla societa' o ente

controllante, ai fini della liquidazione dell'imposta dovuta, fino a

concorrenza del reddito   eccedente   le   perdite   computate   in

diminuzione. Le disposizioni del presente comma si applicano anche

all'importo determinato dalle societa' e dagli   enti   indicati

nell'articolo 73, comma 1, lettere a) e b), del testo unico che

esercitano l'opzione per il consolidato mondiale di cui ai successivi

articoli da 130 a 142 del medesimo testo unico.

  1. In caso di opzione per la trasparenza fiscale   di   cui

all'articolo 115 del testo unico delle imposte sui redditi, l'importo

su cui spetta l'aliquota ridotta   determinato   dalla   societa'

partecipata ai sensi del comma 1 e' attribuito a ciascun socio in

misura proporzionale alla sua quota di partecipazione agli utili. La

quota attribuita non utilizzata dal socio e' computata in aumento

dell'importo su cui spetta   l'aliquota   ridotta   dell'esercizio

successivo, determinato ai sensi del presente comma.

  1. Le disposizioni dei commi 1, 2, 3, 4, 5 sono applicabili anche

ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, al reddito

d'impresa dichiarato dagli imprenditori individuali e dalle societa'

in nome collettivo e in accomandita semplice   in   regime   di

contabilita' ordinaria.

  1. L'agevolazione di cui ai commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 e' cumulabile

con altri benefici eventualmente concessi, ad eccezione di quelli che

prevedono regimi forfetari di determinazione del reddito e di quelli

di cui all'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 29

settembre 1973, n. 601.

  1. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono

adottate le disposizioni di attuazione del presente articolo.

  1. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, i commi da

28 a 34 sono abrogati.

Art. 3

Maggiorazione deducibilita' IMU

dalle imposte sui redditi

  1. All'articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 14 marzo 2011,
  2. 23, le parole «nella misura del 40 per cento» sono sostituite

dalle seguenti: «a decorrere dal periodo d'imposta successivo a

quello in corso al 31 dicembre 2021 nella misura del 70 per cento;

per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre

2018 tale deduzione e' applicata nella misura del 50 per cento e per

il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019

e al 31 dicembre 2020 nella misura del 60 per cento».

Art. 4

Modifiche alla disciplina del Patent box

  1. A decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata

in vigore del presente decreto, i soggetti titolari di reddito di

impresa che optano per il regime agevolativo di cui all'articolo 1,

commi da 37 a 45, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, possono

scegliere, in alternativa alla procedura di cui articolo 31-ter del

decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,

ove applicabile, di determinare e dichiarare il reddito agevolabile,

indicando le informazioni necessarie alla predetta determinazione in

idonea documentazione predisposta secondo quanto previsto da un

provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate da emanare

entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente

decreto, con il quale sono, altresi', definite   le   ulteriori

disposizioni attuative del presente articolo. I   soggetti   che

esercitano l'opzione prevista dal presente comma ripartiscono la

variazione in diminuzione in tre quote annuali di pari importo da

indicare nella dichiarazione dei redditi e dell'imposta regionale

sulle attivita' produttive relativa al periodo di imposta in cui

viene esercitata tale opzione e in quelle relative ai due periodi

d'imposta successivi.

  1. In caso di rettifica del reddito escluso dal concorso alla

formazione del reddito d'impresa ai sensi del regime agevolativo di

cui al comma 1, determinato direttamente dai soggetti ivi indicati,

da cui derivi una maggiore imposta o una differenza del credito, la

sanzione di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18

dicembre 1997, n. 471 non si applica qualora, nel corso di accessi,

ispezioni, verifiche o   di   altra   attivita'   istruttoria,   il

contribuente   consegni   all'Amministrazione   finanziaria     la

documentazione indicata nel provvedimento del Direttore dell'Agenzia

delle entrate di cui al comma 1 idonea a consentire il riscontro

della corretta determinazione della quota di reddito escluso, sia con

riferimento all'ammontare dei componenti positivi di reddito, ivi

inclusi quelli impliciti derivanti dall'utilizzo diretto dei beni

indicati, sia con riferimento ai criteri e alla individuazione dei

componenti negativi riferibili ai predetti componenti positivi.

  1. Il contribuente che detiene la documentazione prevista dal

provvedimento, di cui al comma 1,   deve   darne   comunicazione

all'Amministrazione finanziaria nella dichiarazione relativa   al

periodo d'imposta per il quale si beneficia dell'agevolazione.

  1. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche

in caso di attivazione delle procedure previste dall'articolo 31-ter

del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.

600, a condizione che non sia stato concluso il relativo accordo,

previa comunicazione all'Agenzia delle entrate dell'espressa volonta'

di rinuncia alla medesima procedura. I soggetti che esercitano

l'opzione prevista dal presente comma ripartiscono la somma delle

variazioni in diminuzione, relative ai periodi di imposta   di

applicazione dell'agevolazione, in tre quote annuali di pari importo

da indicare nella dichiarazione dei redditi e dell'imposta regionale

sulle attivita' produttive relativa al periodo di imposta in cui

viene esercitata tale opzione e in quelle relative ai due periodi

d'imposta successivi.

  1. Resta ferma la facolta', per tutti i soggetti che intendano

beneficiare dell'agevolazione, di applicare le disposizioni previste

nel comma 2, mediante la presentazione di   una   dichiarazione

integrativa ai sensi dell'articolo 2, comma 8, del decreto del

Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, nella quale deve

essere data indicazione del possesso della documentazione idonea di

cui al comma 1 per ciascun periodo d'imposta oggetto di integrazione,

purche' tale dichiarazione integrativa sia presentata prima della

formale conoscenza dell'inizio di qualunque attivita' di controllo

relativa al regime previsto dai commi da 37 a 45 dell'articolo 1

della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

  1. In assenza, nei casi previsti dal presente articolo, della

comunicazione attestante il possesso della documentazione idonea di

cui al comma 1, in caso di rettifica del reddito ai sensi del comma

2, si applica la sanzione di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto

legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.

Art. 5

Rientro dei cervelli

  1. All'articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n.

147, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) il comma 1 e' sostituito dal seguente:

«1. I redditi di lavoro dipendente, i redditi assimilati a

quelli di lavoro dipendente e i redditi di lavoro autonomo prodotti

in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio

dello Stato ai sensi dell'articolo 2 del decreto del Presidente della

Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concorrono alla formazione del

reddito complessivo limitatamente al 30 per cento del loro ammontare

al ricorrere delle seguenti condizioni:

  1. a) i lavoratori non sono stati residenti in Italia nei due

periodi d'imposta precedenti il predetto trasferimento e si impegnano

a risiedere in Italia per almeno due anni;

  1. b) l'attivita' lavorativa e' prestata prevalentemente nel

territorio italiano.»;

  1. b) il comma 1-bis e' sostituito dal seguente: «1-bis. Il regime

di cui al comma 1 si applica anche ai redditi d'impresa prodotti dai

soggetti identificati dal comma 1 o dal comma 2 che avviano

un'attivita' d'impresa in Italia, a partire dal periodo d'imposta

successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.»;

  1. c) dopo il comma 3 e' inserito il seguente: «3-bis.  Le

disposizioni del presente articolo si applicano per ulteriori cinque

periodi di imposta ai lavoratori con almeno un figlio minorenne o a

carico, anche in affido preadottivo. Le disposizioni del presente

articolo si applicano per ulteriori cinque periodi di imposta anche

nel caso in cui i lavoratori diventino proprietari di almeno

un'unita' immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente

al trasferimento in Italia o nei dodici mesi   precedenti   al

trasferimento;   l'unita'   immobiliare   puo'   essere   acquistata

direttamente dal lavoratore oppure dal coniuge, dal convivente o dai

figli, anche in comproprieta'. In entrambi i casi, i redditi di cui

al comma 1, negli ulteriori cinque periodi di imposta, concorrono

alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50 per cento

del loro ammontare. Per i lavoratori che abbiano almeno tre figli

minorenni o a carico, anche in affido preadottivo, i redditi di cui

al comma 1, negli ulteriori cinque periodi di imposta, concorrono

alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 10 per cento

del loro ammontare.»;

  1. d) dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti:

«5-bis. La percentuale di cui al comma 1 e' ridotta al 10 per

cento per i soggetti che trasferiscono la residenza in una delle

seguenti regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata,

Calabria, Sardegna, Sicilia.»;

5-ter. I cittadini italiani non iscritti all'Anagrafe degli

italiani residenti all'estero (AIRE) rientrati in Italia a decorrere

dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre

2019 possono accedere ai benefici fiscali di cui al presente articolo

purche' abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una

convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi per il periodo

di cui al comma 1, lettera a). Con riferimento ai periodi d'imposta

per i quali siano stati notificati atti impositivi ancora impugnabili

ovvero oggetto di controversie pendenti in ogni stato e grado del

giudizio nonche' per i periodi d'imposta per i quali non sono decorsi

i termini di cui all'articolo 43 del decreto del Presidente della

Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, ai cittadini italiani non

iscritti all'AIRE rientrati in Italia entro il 31 dicembre 2019

spettano i benefici fiscali di cui al presente articolo nel testo

vigente al 31 dicembre 2018, purche' abbiano avuto la residenza in un

altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni

sui redditi per il periodo di cui al, comma 1, lettera a). Non si fa

luogo, in ogni caso, al rimborso delle imposte versate in adempimento

spontaneo.».

  1. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere a), b), c), e d) si

applicano ai soggetti che trasferiscono la residenza in Italia ai

sensi dell'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 22

dicembre 1986, n. 917 a partire dal periodo d'imposta successivo a

quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto.

  1. All'articolo 8-bis del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148,

convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172,

il comma 2 e' sostituito dal seguente:

«2. Le disposizioni contenute nell'articolo 44 del decreto-legge

31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30

luglio 2010, n. 122, e nell'articolo 16 del decreto legislativo 14

settembre 2015, n. 147, si applicano nel rispetto delle condizioni e

dei limiti del regolamento (UE) 1407/2013 della Commissione, del 18

dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del

Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti de minimis,

del regolamento (UE) 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre

2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato

sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti de minimis nel

settore agricolo, e del regolamento (UE) 717/2014 della Commissione,

del 27 giugno 2014, relativo all'applicazione degli articoli 107 e

108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti de

minimis nel settore della pesca e dell'acquacoltura.».

  1. All'articolo 44 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,

convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 3, le parole: «nei tre periodi d'imposta successivi»

sono sostituite dalle seguenti: «nei cinque periodi   d'imposta

successivi»;

  1. b) dopo il comma 3-bis sono inseriti i seguenti:

«3-ter. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano nel

periodo d'imposta in cui il ricercatore o docente trasferisce la

residenza ai sensi dell'articolo 2 del decreto del Presidente della

Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 nel territorio dello Stato e nei

sette periodi d'imposta successivi, sempre che permanga la residenza

fiscale in Italia, nel caso di docenti o ricercatori con un figlio

minorenne o a carico, anche in affido preadottivo e nel caso di

docenti e ricercatori che diventino proprietari di almeno un'unita'

immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al

trasferimento in Italia della residenza ai sensi dell'articolo 2 del

d.P.R. n. 917/1986 o nei dodici mesi precedenti al trasferimento;

l'unita' immobiliare puo' essere acquistata direttamente dal docente

e ricercatore oppure dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche

in comproprieta'. Per i docenti e ricercatori che abbiano almeno due

figli minorenni o a carico, anche in affido preadottivo,   le

disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano nel periodo d'imposta

in cui il ricercatore o docente diviene residente, ai   sensi

dell'articolo 2 del d.P.R. n. 917/1986, nel territorio dello Stato e

nei dieci periodi d'imposta successivi, sempre che permanga la

residenza fiscale nel territorio dello Stato. Per i docenti o

ricercatori che abbiano almeno tre figli minorenni o a carico, anche

in affido preadottivo, le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si

applicano nel periodo d'imposta in cui il ricercatore o docente

diviene residente, ai sensi dell'articolo 2 del d.P.R. n. 917/1986,

nel territorio dello Stato e nei dodici periodi d'imposta successivi,

sempre che permanga la residenza fiscale nel territorio dello

Stato.»;

3-quater. I docenti o ricercatori italiani non   iscritti

all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) rientrati in

Italia a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso

al 31 dicembre 2019 possono accedere ai benefici fiscali di cui al

presente articolo purche' abbiano avuto la residenza in un altro

Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui

redditi per il periodo di cui all'articolo 16, comma 1, lettera a),

del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147. Con riferimento ai

periodi d'imposta per i quali siano stati notificati atti impositivi

ancora impugnabili ovvero oggetto di controversie pendenti in ogni

stato e grado del giudizio nonche' per i periodi d'imposta per i

quali non sono decorsi i termini di cui all'articolo 43 del decreto

del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, ai docenti

e ricercatori italiani non iscritti all'AIRE rientrati in Italia

entro il 31 dicembre 2019 spettano i benefici fiscali di cui al

presente articolo nel testo vigente al 31 dicembre 2018, purche'

abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una

convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi per il periodo

di cui all'articolo 16, comma 1, lettera a), del decreto legislativo

14 settembre 2015, n. 147. Non si fa luogo, in ogni caso, al rimborso

delle imposte versate in adempimento spontaneo.».

  1. Le disposizioni di cui al comma 4, lettere a) e b), si applicano

ai soggetti che trasferiscono la residenza in Italia ai sensi

dell'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 22

dicembre 1986, n. 917 a partire dal periodo d'imposta successivo a

quello in corso alla data di entrata in vigore del presente

decreto.».

Art. 6

Modifiche al regime dei forfetari

  1. All'articolo 1, comma 69, terzo periodo, della legge 23 dicembre

2014, n. 190, dopo le parole: «e successive modificazioni» sono

inserite le seguenti: «, ad eccezione delle ritenute di cui agli

articoli 23 e 24 del medesimo decreto».

  1. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, le

disposizioni di cui al comma 1 hanno effetto a decorrere dal 1°

gennaio 2019. L'ammontare complessivo delle ritenute di cui al comma

1, relative alle somme gia' corrisposte precedentemente alla data di

entrata in vigore del presente decreto, e' trattenuto, a valere sulle

retribuzioni corrisposte a partire dal terzo mese successivo alla

data di entrata in vigore del presente decreto, in tre rate mensili

di uguale importo, e versato nei termini di cui all'articolo 8 del

decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.

  1. All'articolo 1, comma 21, della legge 30 dicembre 2018, n. 145,

dopo le parole «decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre

1973, n. 600» sono aggiunte le seguenti: «, ad eccezione delle

ritenute di cui all'articolo 23 e 24 del medesimo decreto».

Art. 7

Incentivi per la valorizzazione edilizia

  1. Sino al 31 dicembre 2021, per i trasferimenti di interi

fabbricati, a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione

immobiliare che, entro i successivi dieci anni, provvedano alla

demolizione e ricostruzione degli   stessi,   conformemente   alla

normativa antisismica e con il conseguimento della classe energetica

A o B, anche con variazione volumetrica rispetto al fabbricato

preesistente ove consentita dalle vigenti norme urbanistiche, nonche'

all'alienazione degli stessi, si applicano l'imposta di registro e le

imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro 200

ciascuna. Nel caso in cui non si verificano le condizioni di cui al

primo periodo, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e

catastale nella misura ordinaria, nonche' una sanzione pari al 30 per

cento delle stesse imposte. Sono altresi' dovuti gli interessi di

mora a decorrere dall'acquisto dell'immobile di cui al secondo

periodo.

Art. 8

Sisma bonus

  1. All'articolo 16, comma 1-septies, del decreto-legge 4 giugno

2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto

2013, n. 90, le parole «zone classificate a rischio sismico 1» sono

sostituite dalle seguenti: «zone classificate a rischio sismico 1, 2

e 3».

Art. 9

Trattamento fiscale di strumenti finanziari convertibili

  1. I maggiori o minori valori che derivano dall'attuazione di

specifiche previsioni contrattuali che governano gli   strumenti

finanziari, diversi da   azioni   e   titoli   similari,   con   le

caratteristiche indicate al comma 2 non concorrono alla formazione

del reddito imponibile degli emittenti ai fini dell'imposta sul

reddito delle societa' e del valore della produzione netta.

  1. Ai fini del comma 1, gli strumenti finanziari devono presentare

le seguenti caratteristiche:

  1. a) gli strumenti sono stati emessi ed il corrispettivo e' stato

integralmente versato;

  1. b) gli strumenti non sono stati sottoscritti o acquistati ne'

dalla societa' emittente ne' da societa' da essa controllate o nelle

quali essa detenga almeno il 20 per cento dei diritti di voto o del

capitale;

  1. c) l'acquisto degli strumenti non e' stato finanziato, ne'

direttamente ne' indirettamente, dalla societa' emittente;

  1. d) nell'ordine di distribuzione delle somme ricavate dalla

liquidazione dell'attivo gli strumenti hanno lo stesso rango, o un

rango superiore, rispetto alle azioni e sono subordinati alla

soddisfazione dei diritti di tutti gli altri creditori;

  1. e) gli strumenti non sono oggetto di alcuna disposizione,

contrattuale o di altra natura, che ne migliori il grado di

subordinazione rispetto agli altri creditori in caso di risoluzione,

assoggettamento a procedura concorsuale o liquidazione;

  1. f) gli strumenti sono perpetui e le disposizioni che li governano

non prevedono alcun incentivo al rimborso per l'emittente;

  1. g) gli strumenti non possono essere rimborsati o riacquistati

dall'emittente prima di cinque anni dalla data di emissione;

  1. h) se le disposizioni che governano gli strumenti includono una o

piu' opzioni di rimborso anticipato o di riacquisto, l'opzione puo'

essere esercitata unicamente dall'emittente;

  1. i) le disposizioni che governano gli strumenti non contengono

indicazioni, ne' esplicite ne' implicite, che gli strumenti saranno

rimborsati, anche anticipatamente, o riacquistati, o che l'emittente

intende rimborsarli, anche anticipatamente, o riacquistarli, ad

eccezione dei seguenti casi:

1) liquidazione della societa';

2) operazioni discrezionali di riacquisto degli strumenti;

  1. l) le disposizioni che governano gli strumenti prevedono che la

societa' emittente abbia la piena discrezionalita', in qualsiasi

momento, di annullare le distribuzioni relative agli strumenti. Le

distribuzioni annullate non sono cumulabili e l'annullamento delle

distribuzioni non costituisce un caso di insolvenza da parte della

societa' emittente;

  1. m) le disposizioni che governano gli strumenti prescrivono,

alternativamente, che al verificarsi di un determinato   evento

connesso al livello di patrimonializzazione della societa':

1) il valore nominale degli strumenti sia svalutato in via

permanente o temporanea;

2) gli strumenti siano convertiti in azioni;

3) si attivi un meccanismo che produca effetti equivalenti a

quelli di cui ai precedenti due punti.

  1. Le disposizioni del comma 1 si applicano a condizione che gli

emittenti indichino di aver emesso gli strumenti finanziari di cui al

comma 2 nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta

in cui e' avvenuta l'emissione e forniscano separata evidenza, nella

relativa dichiarazione dei redditi, dei maggiori o minori valori che

ai sensi del comma 1 non concorrono alla formazione del reddito

imponibile degli emittenti ai fini dell'imposta sul reddito delle

societa' e del valore della produzione netta al fine di consentire

l'accertamento della conformita' dell'operazione con le disposizioni

dell'articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212.

  1. Il comma 22-bis dell'articolo 2 del decreto-legge 13 agosto

2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre

2011, n. 148 e' abrogato; per gli strumenti finanziari di cui al

comma 22 del citato articolo 2, emessi nei periodi di imposta

precedenti a quello in corso alla data di entrata in vigore del

presente decreto, gli obblighi di indicazione di cui al comma 3 si

considerano assolti nella dichiarazione dei redditi relativa al

periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del

presente decreto.

Art. 10

Modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di

efficienza energetica e rischio sismico

  1. All'articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63,

convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, dopo

il comma 3, e' inserito il seguente:

«3.1. Per gli interventi di efficienza energetica di cui al

presente articolo, il soggetto avente diritto alle detrazioni puo'

optare, in luogo dell'utilizzo diretto delle stesse,   per   un

contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo

dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e a

quest'ultimo rimborsato sotto forma di   credito   d'imposta   da

utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali

di pari importo, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9

luglio 1997, n. 241, senza l'applicazione dei limiti di   cui

all'articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e all'articolo

1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.».

  1. All'articolo 16 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63,

convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, dopo

il comma 1-septies, e' inserito il seguente:

«1-octies. Per gli interventi di adozione di misure antisismiche

di cui al presente articolo, il soggetto avente diritto alle

detrazioni puo' optare, in luogo dell'utilizzo diretto delle stesse,

per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul

corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli

interventi e a quest'ultimo rimborsato sotto forma di credito

d'imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque

quote annuali di pari importo, ai sensi dell'articolo 17 del decreto

legislativo 9 luglio 1997, n. 241, senza l'applicazione dei limiti di

cui all'articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e

all'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.».

  1. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da

emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della

legge di conversione del presente decreto, sono definite le modalita'

attuative delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, comprese quelle

relative all'esercizio dell'opzione da effettuarsi d'intesa con il

fornitore.

Art. 11

Aggregazioni d'imprese

  1. Per i soggetti indicati nell'articolo 73, comma 1, lettera a),

del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che

risultano da operazioni di aggregazione   aziendale,   realizzate

attraverso fusione o scissione effettuate a decorrere dalla data di

entrata in vigore del presente decreto fino al 31 dicembre 2022, si

considera riconosciuto, ai fini fiscali, il valore di avviamento e

quello attribuito ai beni strumentali materiali e immateriali, per

effetto della imputazione su tali poste di bilancio del disavanzo da

concambio, per un ammontare complessivo non eccedente l'importo di 5

milioni di euro.

  1. Nel caso di operazioni di conferimento di azienda effettuate ai

sensi dell'articolo 176 del decreto del Presidente della Repubblica

22 dicembre 1986, n. 917, a decorrere dalla data di entrata in vigore

del presente decreto fino al 31 dicembre 2022, si considerano

riconosciuti, ai fini fiscali, i maggiori valori iscritti dal

soggetto conferitario di cui al comma 1 a titolo di avviamento o sui

beni strumentali materiali e   immateriali,   per   un   ammontare

complessivo non eccedente l'importo di 5 milioni di euro.

  1. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano qualora alle

operazioni di aggregazione aziendale partecipino   esclusivamente

imprese operative da almeno due anni. Le medesime disposizioni non si

applicano qualora le imprese che partecipano alle predette operazioni

facciano parte dello stesso gruppo societario. Sono in ogni caso

esclusi i soggetti legati tra loro da un rapporto di partecipazione

superiore al 20 per cento ovvero controllati anche indirettamente

dallo stesso soggetto ai sensi dell'articolo 2359, primo comma, n.

1), del codice civile. Il maggior valore attribuito ai beni ai sensi

dei commi precedenti e' riconosciuto ai fini delle imposte sui

redditi e dell'imposta regionale sulle attivita' produttive   a

decorrere dall'esercizio successivo a quello in cui ha avuto luogo

l'operazione di aggregazione aziendale.

  1. Le disposizioni dei commi 1, 2 e 3 si applicano qualora le

imprese interessate dalle operazioni di aggregazione aziendale si

trovino o si siano trovate ininterrottamente, nei due anni precedenti

l'operazione, nelle condizioni che consentono il riconoscimento

fiscale di cui ai commi 1 e 2.

  1. Per la liquidazione, l'accertamento, la riscossione, i rimborsi,

le sanzioni e il contenzioso si applicano le disposizioni previste

per le imposte sui redditi.

  1. La societa' risultante dall'aggregazione, che nei primi quattro

periodi d'imposta dalla effettuazione dell'operazione pone in essere

ulteriori operazioni straordinarie, di cui al titolo III, capi III e

IV, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.

917, ovvero cede i beni iscritti o rivalutati ai sensi dei commi da 1

a 5, decade dall'agevolazione, fatta salva l'attivazione della

procedura di cui all'articolo 11, comma 2, della legge 27 luglio

2000, n. 212.

  1. Nella dichiarazione dei redditi del periodo d'imposta in cui si

verifica la decadenza prevista al comma 6, la societa' e' tenuta a

liquidare e versare l'imposta sul reddito delle societa' e l'imposta

regionale sulle attivita' produttive dovute sul maggior reddito,

relativo anche ai periodi di imposta precedenti, determinato senza

tenere conto dei maggiori valori riconosciuti fiscalmente ai sensi

dei commi 1 e 2. Sulle maggiori imposte liquidate non sono dovute

sanzioni e interessi.

Art. 12

Fatturazione elettronica Repubblica di San Marino

  1. Gli adempimenti relativi ai rapporti di scambio con   la

Repubblica di San Marino, previsti dal decreto del Ministro delle

Finanze 24 dicembre 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della

Repubblica italiana n. 305 del 30 dicembre 1993, sono eseguiti in via

elettronica secondo modalita' stabilite con decreto del ministro

dell'Economia e delle Finanze in conformita' ad accordi con detto

Stato. Sono fatti salvi gli esoneri dall'obbligo generalizzato di

fatturazione elettronica previsti da specifiche disposizioni di

legge. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate

sono emanate le regole tecniche necessarie per l'attuazione del

presente articolo.

Art. 13

Vendita di beni tramite piattaforme digitali

  1. Il soggetto   passivo   che   facilita,   tramite   l'uso   di

un'interfaccia   elettronica   quale   un   mercato   virtuale,   una

piattaforma, un portale o mezzi analoghi, le vendite a distanza di

beni importati o le vendite a distanza di   beni   all'interno

dell'Unione europea e' tenuto a trasmettere entro il mese successivo

a ciascun trimestre, secondo modalita' stabilite con provvedimento

del direttore dell'Agenzia delle entrate, per ciascun fornitore i

seguenti dati:

  1. a) la denominazione, la residenza o il domicilio, l'indirizzo di

posta elettronica;

  1. b) il numero totale delle unita' vendute in Italia;
  2. c) a scelta del soggetto passivo, per le unita' vendute in Italia

l'ammontare totale dei prezzi di vendita o il prezzo medio di

vendita.

  1. Il primo invio di dati deve essere effettuato nel mese di luglio

2019.

  1. Il soggetto passivo di cui al comma 1 e' considerato debitore

d'imposta per le vendite a distanza per le quali non ha trasmesso, o

ha trasmesso in modo incompleto, i dati di cui al comma 1, presenti

sulla piattaforma, se non dimostra che l'imposta e' stata assolta dal

fornitore.

  1. Le disposizioni di cui all'articolo 11-bis, commi da 11 a 15,

del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12, acquistano

efficacia a decorrere dal 1° gennaio 2021. Il soggetto passivo che ha

facilitato tramite l'uso di un'interfaccia elettronica, quale un

mercato virtuale, una piattaforma, un portale o mezzi analoghi, le

vendite a distanza di cui di cui all'articolo 11-bis, commi da 11 a

15, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con

modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12, nel periodo

compreso tra il 13 febbraio 2019 e la data di entrata in vigore delle

disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4, invia i dati relativi a

dette operazioni nel mese di luglio 2019, secondo modalita' che

saranno determinate con il provvedimento dell'Agenzia delle entrate

di cui al comma 1.

  1. Le disposizioni dei commi 1, 2 e 3 si applicano fino al 31

dicembre 2020.

Art. 14

Enti associativi assistenziali

  1. All'articolo 148, del decreto del Presidente della Repubblica 22

dicembre 1986, n. 917, al comma 3, dopo la parola: «religiose,» e'

inserita la seguente: «assistenziali,».

Art. 15

Estensione della definizione agevolata

delle entrate regionali e degli enti locali

  1. Con riferimento alle entrate, anche tributarie, delle regioni,

delle province, delle citta' metropolitane e dei comuni, non riscosse

a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale ai sensi del testo

unico delle disposizioni di legge relative alla riscossione delle

entrate patrimoniali dello Stato, approvato con Regio decreto 14

aprile 1910, n. 639, notificati, negli anni dal 2000 al 2017, dagli

enti stessi e dai concessionari della riscossione di cui all'articolo

53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, i predetti enti

territoriali possono stabilire, entro sessanta giorni dalla data di

entrata in vigore del presente decreto, con le forme previste dalla

legislazione vigente per l'adozione dei propri atti destinati a

disciplinare le entrate stesse, l'esclusione delle sanzioni relative

alle predette entrate. Gli enti territoriali, entro trenta giorni,

danno notizia dell'adozione dell'atto di cui al primo periodo

mediante pubblicazione nel proprio sito internet istituzionale.

  1. Con il provvedimento di cui al comma 1 gli enti territoriali

stabiliscono anche:

  1. a) il numero di rate e la relativa scadenza, che non puo'

superare il 30 settembre 2021;

  1. b) le modalita' con cui il debitore manifesta la sua volonta' di

avvalersi della definizione agevolata;

  1. c) i termini per la presentazione dell'istanza in cui il debitore

indica il numero di rate con il quale intende effettuare il

pagamento, nonche' la pendenza di giudizi aventi a oggetto i debiti

cui si riferisce l'istanza stessa, assumendo l'impegno a rinunciare

agli stessi giudizi;

  1. d) il termine entro il quale l'ente   territoriale   o   il

concessionario   della   riscossione   trasmette   ai   debitori   la

comunicazione nella quale sono indicati l'ammontare complessivo delle

somme dovute per la definizione agevolata, quello delle singole rate

e la scadenza delle stesse.

  1. A seguito della presentazione dell'istanza sono sospesi i

termini di prescrizione e di decadenza per il recupero delle somme

oggetto di tale istanza.

  1. In caso di mancato, insufficiente o   tardivo   versamento

dell'unica rata ovvero di una delle rate in cui e' stato dilazionato

il pagamento delle somme, la definizione non produce effetti e

riprendono a decorrere i termini di prescrizione e di decadenza per

il recupero delle somme oggetto dell'istanza. In tale caso, i

versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell'importo

complessivamente dovuto.

  1. Si applicano i commi 16 e 17 dell'articolo 3 del decreto-legge

23 ottobre 2018, n. 119 convertito, con modificazioni, dalla legge 17

dicembre 2018, n. 136.

  1. Per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di

Trento e di Bolzano l'attuazione delle disposizioni del presente

articolo avviene in conformita' e compatibilmente con le forme e con

le condizioni di speciale autonomia previste dai rispettivi statuti.

Art. 16

Credito d'imposta per le commissioni riferite a pagamenti elettronici

da parte di distributori di carburante

  1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 924, della legge 27

dicembre 2017, n. 205 valgono con riferimento alle cessioni di

carburanti effettuate nei confronti sia di esercenti attivita'

d'impresa, arte e professioni sia di consumatori finali. Nel caso in

cui gli esercenti di impianti di distribuzione di carburante non

contabilizzino separatamente le commissioni addebitate   per   le

transazioni effettuate diverse da quelle per cessioni di carburante,

il credito d'imposta di cui al citato 1, comma 924, della legge n.

205 del 2017, spetta per la quota parte delle commissioni calcolata

in base al rapporto tra il volume d'affari annuo derivante da

cessioni di carburante e il volume d'affari annuo complessivo.

Capo II

Misure per il rilancio degli investimenti privati

Art. 17

Garanzia sviluppo media impresa

  1. Nell'ambito del Fondo di garanzia di cui all'articolo 2, comma

100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e' istituita,

nel rispetto della disciplina dell'Unione europea, una sezione

speciale destinata alla concessione, a titolo oneroso, di garanzie a

copertura di singoli finanziamenti e portafogli di finanziamenti di

importo massimo garantito   di euro   5   milioni   e   di   durata

ultradecennale e fino a 30 anni erogati alle imprese con un numero di

dipendenti non superiore a 499 da banche e intermediari finanziari e

finalizzati per almeno il 60 per cento a investimenti in beni

materiali. A tal fine, la dotazione del fondo e' incrementata di 150

milioni per l'anno 2019. Con decreto del Ministro dello sviluppo

economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,

sono disciplinate le tipologie di operazioni   ammissibili,   le

condizioni i criteri e le modalita' di accesso alla garanzia della

sezione speciale.

  1. All'articolo 39, comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.

201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.

214, dopo il primo periodo e' aggiunto il seguente periodo: «Per le

garanzie concesse nell'ambito di   portafogli   di   finanziamenti

l'importo massimo garantito dal Fondo per singola impresa e' elevato,

nel rispetto della disciplina dell'Unione europea, a 3,5 milioni di

euro.».

  1. Le risorse del Fondo di garanzia di cui all'articolo 2, comma

100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662 non utilizzate

a valere sulla la sezione speciale di cui al decreto del Ministro

delle attivita' produttive e Ministro per l'innovazione e   le

tecnologie del 15 giugno 2004, sulle risorse assegnate al Fondo con

la delibera CIPE del 21 Aprile 1999 n. 47, sulla riserva di cui al

Decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il

Ministro dell'economia e delle finanze del 15 gennaio 2014, sono

utilizzate per le finalita' generali del predetto Fondo.

  1. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede ai   sensi

dell'articolo 50.

Art. 18

Norme in materia di semplificazione per la gestione

del Fondo di garanzia per le PMI

  1. All'articolo 18, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998,
  2. 112, alla lettera r) il secondo periodo e' soppresso.
  3. Nelle regioni sul cui territorio, alla data di entrata in vigore

del presente decreto, e' gia' disposta la limitazione dell'intervento

del predetto Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui

all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996,

  1. 662, alla sola controgaranzia dei fondi di garanzia regionali e

dei consorzi di garanzia collettiva, la predetta limitazione rimane

in vigore fino al termine di sei mesi dalla data di conversione del

presente decreto o il minor termine previsto dalla delibera.

  1. Al fine di sostenere lo sviluppo di canali alternativi di

finanziamento delle imprese, la garanzia del Fondo di garanzia di cui

all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996,

  1. 662, puo' essere concessa, a valere sulle ordinarie disponibilita'

del predetto Fondo, in favore dei soggetti che finanziano, per il

tramite di piattaforme di social lending e di crowdfunding, progetti

di investimento realizzati da micro, piccole e medie imprese, come

definite dalla normativa dell'Unione europea, operanti nei settori di

attivita' ammissibili all'intervento del Fondo.

  1. Ai fini di cui al comma 3:
  2. a) per social lending si intende lo strumento attraverso il quale

una pluralita' di soggetti puo' richiedere a una pluralita' di

potenziali   finanziatori,   tramite   piattaforme   on-line,   fondi

rimborsabili per uso personale o per finanziare un progetto;

  1. b) per crowdfunding si intende lo strumento attraverso il quale

famiglie e imprese sono finanziate direttamente, tramite piattaforme

on-line, da una pluralita' di investitori.

  1. La garanzia di cui al comma 3 e' richiesta, per conto e

nell'interesse dei soggetti finanziatori di cui al medesimo comma 3,

dai gestori di piattaforme di social lending o di crowdfunding

preventivamente accreditati, a seguito di apposita   valutazione

effettuata dal Consiglio di gestione del Fondo di cui all'articolo 1,

comma 48, lettera a), della legge 27 dicembre 2013, n. 147.

  1. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto

con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabilite le

modalita' e le condizioni di accesso al Fondo per i finanziamenti di

cui ai commi 3 e 5, la misura massima della garanzia concedibile, che

deve comunque assicurare un significativo coinvolgimento del soggetto

finanziatore   nel   rischio   dell'operazione,   le   modalita'   di

retrocessione ai soggetti finanziatori delle somme derivanti dalla

eventuali escussione e liquidazione della garanzia, nonche' i criteri

per l'accreditamento dei gestori e delle piattaforme di cui al comma

5, tra i quali rientrano la trasparenza della   modalita'   di

determinazione del prezzo dei finanziamenti, l'affidabilita' del

modello di valutazione della rischiosita' dei prenditori, il rispetto

delle norme che regolano le attivita' riservate dalla legge a

particolari categorie di soggetti, ivi inclusa la raccolta del

risparmio tra il pubblico sulla base di quanto previsto dalla

normativa tecnica della Banca d'Italia.

Art. 19

Rifinanziamento del Fondo di garanzia

per la prima casa

  1. Al Fondo di garanzia per la prima casa, di cui all'articolo 1,

comma 48, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono

assegnati 100 milioni di euro nell'anno 2019.

  1. Per ogni finanziamento ammesso alla garanzia del Fondo di cui

all'articolo 1, comma 48, lettera c), della legge 27 dicembre 2013,

  1. 147, viene accantonato a copertura del rischio un importo non

inferiore all'8 per cento dell'importo garantito.

  1. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede ai   sensi

dell'articolo 50.

Art. 20

Modifiche alla misura Nuova Sabatini

  1. All'articolo 2, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69,

convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, sono

apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 3, le parole «2 milioni di euro» sono sostituite

dalle parole «4 milioni di euro»;

  1. b) al comma 4, dopo le parole «L'erogazione del predetto

contributo e' effettuata» sono inserite le seguenti: «,sulla base

delle dichiarazioni prodotte   dalle   imprese   in   merito   alla

realizzazione dell'investimento,» e, dopo il secondo periodo, e'

aggiunto il seguente: «In caso di finanziamento di importo non

superiore a 100.000,00 euro, il contributo viene erogato in un'unica

soluzione.».

Art. 21

Sostegno alla capitalizzazione

  1. I contributi di cui all'articolo 2, comma 5, del decreto-legge

21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni dalla legge 9

agosto 2013, n. 98, sono altresi' riconosciuti, alle condizioni di

cui al presente articolo, in favore delle micro, piccole e medie

imprese, costituite in forma societaria, impegnate in processi di

capitalizzazione, che   intendono   realizzare   un   programma   di

investimento.

  1. Le agevolazioni di cui all'articolo 2 del decreto-legge n. 69

del 2013 sono concesse nel caso di sostegno a   processi   di

capitalizzazione delle imprese, a fronte dell'impegno dei soci a

sottoscrivere un aumento di capitale sociale dell'impresa, da versare

in piu' quote, in corrispondenza delle scadenze del piano di

ammortamento del predetto finanziamento.

  1. Per le finalita' di cui al presente articolo, i contributi di

cui all'articolo 2, comma 5, del decreto- legge n. 69 del 2013, fermo

restando il rispetto delle intensita' massime   previste   dalla

applicabile normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato, sono

rapportati agli interessi calcolati, in via convenzionale, sul

finanziamento a un tasso annuo del:

  1. a) 5 per cento, per le micro e piccole imprese;
  2. b) 3,575 per cento, per le medie imprese.
  3. Per la concessione del contributo di cui presente articolo,

l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 200, della

legge 30 dicembre 2018, n. 145 e' integrata per euro 10 milioni per

l'anno 2019, per euro 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2020 al

2023 e per euro 10 milioni per l'anno 2024. Al fine di assicurare

l'operativita' della misura, le predette risorse sono trasferite al

Ministero dello sviluppo economico a inizio di ciascuna delle

annualita' previste.

  1. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto

con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare ai sensi

dell'articolo 17, comma 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono

stabiliti i requisiti e le condizioni di accesso al contributo di cui

al comma 3, le caratteristiche del programma di investimento, le

modalita' e i termini per l'esecuzione del piano di capitalizzazione

dell'impresa beneficiaria da parte dei soci della medesima, nonche'

le cause e le modalita' di revoca del contributo nel caso di mancato

rispetto degli impegni assunti, ivi incluso la realizzazione del

predetto piano di capitalizzazione.

  1. Agli oneri derivanti dal comma 4 si provvede ai   sensi

dell'articolo 50.

Art. 22

Tempi di pagamento tra le imprese

  1. Dopo l'articolo 7-bis del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n.

231 e' inserito il seguente:

Art. 7-ter (Evidenza nel bilancio sociale). - A   decorrere

dall'esercizio 2019, nel bilancio sociale le societa' danno evidenza

dei tempi medi di pagamento delle transazioni effettuate nell'anno,

individuando altresi' gli eventuali ritardi medi tra i termini

pattuiti e quelli effettivamente praticati. I medesimi soggetti danno

conto nel bilancio sociale anche delle politiche commerciali adottate

con riferimento alle suddette transazioni, nonche' delle eventuali

azioni poste in essere in relazione ai termini di pagamento.

Art. 23

Cartolarizzazioni

  1. Alla legge 30 aprile 1999, n. 130, sono apportate le seguenti

modificazioni:

  1. a) all'articolo 4, comma 4-ter:

1) dopo le parole «aperture di credito» sono inserite le

seguenti: «in qualunque forma»;

2) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi «Nel caso di

cessione di crediti aventi le caratteristiche di cui al successivo

articolo 7.1, comma 1, la banca cedente puo', altresi', trasferire ad

una banca o intermediario finanziario di cui all'articolo 106 del

decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, ai sensi dell'articolo

58 del medesimo decreto legislativo n. 385 del 1993, gli impegni o la

facolta' di erogazione derivanti dal relativo contratto di apertura

di credito o affidamento, separatamente dal conto cui l'apertura di

credito e' collegata e mantenendo la domiciliazione del conto

medesimo. A seguito della cessione, gli incassi registrati su tale

conto continuano a essere imputati ai debiti nascenti dai contratti

di apertura di credito o   di   affidamento,   anche   se   sorti

successivamente alla cessione, secondo le modalita' contrattualmente

previste. Gli incassi costituiscono patrimonio separato a tutti gli

effetti da quello della banca cedente domiciliataria del conto e da

quello relativo ad altre operazioni. Su ciascun patrimonio separato

non sono ammesse azioni da parte di creditori diversi dai portatori

dei titoli ovvero dalla banca o dalla societa' finanziaria di cui al

citato articolo 106 del decreto legislativo n. 385 del   1993

cessionarie degli impegni o delle facolta' di erogazione.   Si

applicano in quanto compatibili le disposizioni dell'articolo 3,

commi 2 e 2-bis.»;

  1. b) all'articolo 7, comma 1, lettera b-bis), dopo le parole

«derivanti dalla titolarita'» sono inerite le seguenti: «, in capo

alla societa' di cui all'articolo 7.2»;

  1. c) all'articolo 7.1:

1) al comma 3:

1.1) le parole «degli articoli 124, 160, 182-bis e 186-bis

del Regio decreto 16 marzo 1942, n. 267» sono sostituite dalle

seguenti «degli articoli 57, 60, 84, 85 e 240 del decreto legislativo

12 gennaio 2019, n. 14»;

1.2) e' aggiunto, in fine, il seguente   periodo:   «Il

finanziamento puo' essere concesso anche ad assuntori di passivita'

dei debitori ceduti ovvero a soggetti con i quali i medesimi debitori

hanno rapporti di controllo o di collegamento ai sensi dell'articolo

2359 del codice civile.»;

2) il comma 4 e' sostituito dal seguente:

«4. Possono essere costituite una o piu' societa' veicolo

d'appoggio, nella forma di societa' di capitali, aventi come oggetto

sociale esclusivo il compito di acquisire, gestire e valorizzare,

nell'interesse esclusivo   dell'operazione   di   cartolarizzazione,

direttamente o attraverso una o piu' ulteriori societa' veicolo

d'appoggio, autorizzate ad assumere, totalmente o parzialmente, il

debito originario, i beni immobili e mobili registrati nonche' gli

altri beni e diritti concessi o costituiti, in qualunque forma, a

garanzia dei crediti oggetto di cartolarizzazione, ivi compresi i

beni oggetto di contratti di locazione finanziaria, anche se risolti,

eventualmente insieme con i rapporti derivanti da tali contratti. Il

trasferimento dei suddetti beni e diritti puo' avvenire anche ai

sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 58 del testo unico bancario,

nonche' dei commi 4, 5 e 6 del medesimo articolo, anche se non avente

a oggetto beni o rapporti giuridici individuabili in blocco. Le

stesse modalita' si applicano ai trasferimenti ai sensi del comma 5

del presente articolo. Le somme in qualsiasi modo rivenienti dalla

detenzione, gestione o dismissione di tali beni e diritti sono dovute

dalla societa' veicolo d'appoggio alla societa' di cartolarizzazione

di cui all'articolo 3, sono assimilate, agli effetti della presente

legge, ai pagamenti effettuati dai debitori ceduti e sono destinate

in via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati nei

titoli emessi e al pagamento dei costi dell'operazione. I beni,

diritti e le somme in qualsiasi modo derivanti dai medesimi nonche'

ogni altro diritto acquisito nell'ambito dell'operazione di cui al

presente comma, o al successivo comma 5, costituiscono patrimonio

separato a tutti gli effetti da quello delle societa' stesse e da

quello relativo alle altre operazioni. Sul patrimonio separato non

sono ammesse azioni da parte di creditori diversi dalla societa' di

cartolarizzazione nell'interesse dei portatori dei titoli emessi

dalla societa' per la cartolarizzazione dei crediti.».

3) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti commi:

«4-bis. Si applicano le imposte di registro, ipotecaria e

catastale in misura fissa sugli atti e le operazioni inerenti il

trasferimento a qualsiasi titolo, anche in sede giudiziale   o

concorsuale, dei beni e diritti di cui ai commi 4 e 5, in favore

della societa' veicolo d'appoggio, inclusi eventuali accolli di

debito, e le garanzie di qualunque tipo, da chiunque e in qualsiasi

momento prestate, in favore della societa' di cartolarizzazione o

altro   finanziatore   ed   in   relazione   all'operazione   di

cartolarizzazione, a valere sui beni e diritti acquistati dalle

societa' veicolo d'appoggio ai sensi del comma 4, le relative

eventuali surroghe, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni

anche parziali, ivi comprese le relative cessioni di credito.

4-ter. Alla societa' veicolo d'appoggio cessionaria dei

contratti e rapporti di locazione finanziaria e dei beni derivanti da

tale attivita' si applicano le disposizioni in materia fiscale

applicabili alle societa' che esercitano attivita' di locazione

finanziaria. Alle cessioni di immobili oggetto di contratti di

leasing risolti o altrimenti cessati per fatto dell'utilizzatore

effettuate alla e dalla medesima societa' si applica l'articolo 35,

comma 10-ter.1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito,

con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. Per le

trascrizioni nei pubblici registri e volture catastali effettuate a

qualunque titolo in relazione ai beni e diritti acquisiti dalla

societa' veicolo d'appoggio le imposte di registro, ipotecaria e

catastale sono dovute in misura fissa.

4-quater. Per gli atti e i provvedimenti   recanti   il

successivo trasferimento, a favore di soggetti che svolgono attivita'

d'impresa, della proprieta' o di diritti reali, anche di garanzia,

sui beni immobili acquistati dalle societa' veicolo d'appoggio in

relazione all'operazione di cartolarizzazione,   le   imposte   di

registro, ipotecaria e catastale sono dovute in misura fissa, a

condizione che l'acquirente dichiari, nel relativo atto, che intende

trasferirli entro cinque anni dalla data di acquisto. Ove non si

realizzi tale condizione entro il quinquennio successivo, le imposte

di registro, ipotecaria e catastale sono dovute dall'acquirente nella

misura ordinaria e si applica una sanzione amministrativa del 30 per

cento, oltre agli interessi di mora di cui all'articolo 55, comma 3,

del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro,

approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986,

  1. 131. Dalla scadenza del quinquennio decorre il termine per il

recupero delle imposte ordinarie da parte   dell'amministrazione

finanziaria. Resta fermo quanto previsto dal comma 5.

4-quinquies. Gli atti e i provvedimenti di cui al comma

4-quater emessi a favore di soggetti che non svolgono attivita'

d'impresa sono assoggettati alle imposte di registro, ipotecaria e

catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna sempre che in capo

all'acquirente ricorrano le condizioni previste alla nota II-bis)

all'articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al testo unico

delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, approvato con

decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131. In

caso di dichiarazione mendace nell'atto di acquisto, ovvero di

rivendita nel quinquennio dalla data dell'atto, si applicano le

disposizioni indicate nella predetta nota.».

4) al comma 5:

1.1) le parole «di tali contratti, la societa' veicolo» sono

sostituite dalle seguenti: «di tali contratti, la societa' veicolo

d'appoggio»;

1.2) le parole «nel bilancio di una banca» sono sostituite

dalle seguenti: «nel bilancio di una banca o di un intermediario

finanziario di cui all'articolo 106 del decreto legislativo 1°

settembre 1993, n. 385»;

1.3) dopo le parole «si applicano integralmente alla societa'

veicolo» e' inserita la seguente: «d'appoggio».

  1. d) dopo l'articolo 7.1, e' aggiunto il seguente:

«Art. 7.2 (Cartolarizzazioni Immobiliari e di beni   mobili

registrati) - 1. Le societa' che effettuano le operazioni di cui

all'articolo 7, comma 1, lettera b-bis, non possono   svolgere

operazioni di cartolarizzazione di natura diversa da quelle indicate

dall'articolo 7, comma 1, lettera b-bis. Delle obbligazioni nei

confronti dei portatori dei titoli, nonche' di ogni altro creditore

nell'ambito di ciascuna operazione di cartolarizzazione, risponde

esclusivamente il patrimonio separato con i beni e diritti di cui al

comma 2 del presente articolo. A tali operazioni si applicano le

disposizioni di cui all'articolo 7.1, comma 8, primo periodo.

  1. Per ogni operazione sono individuati i beni ed i diritti

destinati al soddisfacimento dei diritti dei portatori dei titoli e

delle controparti dei contratti derivati con finalita' di copertura

dei rischi insiti nei crediti e nei titoli ceduti. I beni e i diritti

individuati, le somme in qualsiasi modo derivanti dai medesimi beni,

nonche' ogni altro diritto acquisito nell'ambito dell'operazione di

cartolarizzazione dalle societa' di cui al comma 1 costituiscono

patrimonio separato a tutti gli effetti da quello delle societa'

stesse e da quello relativo alle altre operazioni. Su ciascun

patrimonio separato non sono ammesse azioni da parte di qualsiasi

creditore diverso dai portatori dei titoli emessi dalle societa'

ovvero dai concedenti i finanziamenti da esse reperiti ovvero dalle

controparti dei contratti derivati con finalita' di copertura dei

rischi insiti nei crediti e nei titoli ceduti.».

  1. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede ai   sensi

dell'articolo 50.

Art. 24

Sblocca investimenti idrici nel sud

  1. Al fine di completare il processo di liquidazione dell'Ente per

lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia,

Lucania e Irpinia (EIPLI) e accelerare la costituzione della societa'

di cui all'articolo 21, comma 11, del decreto-legge 6 dicembre 2011,

  1. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,
  2. 214, al predetto comma   11   sono   apportate   le   seguenti

modificazioni:

  1. a) al primo periodo, le parole «e sottoposta alla vigilanza del

dipartimento delegato all'Autorita' politica per le politiche di

coesione e per il Mezzogiorno e del Ministero delle politiche

agricole alimentari, forestali e del turismo e del Ministero delle

infrastrutture e dei trasporti» sono sostituite dalle seguenti: «che

esercita i diritti del socio di concerto, per quanto di rispettiva

competenza, con il dipartimento delegato all'Autorita' politica per

le politiche di coesione e per il Mezzogiorno, il Ministero per le

politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo e   il

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti»;

  1. b) il quarto periodo e' sostituito dai seguenti: «La tutela

occupazionale e' garantita con riferimento al personale titolare di

rapporto di lavoro a tempo indeterminato con l'Ente soppresso. Le

passivita' di natura contributiva, previdenziale e assistenziale

maturate sino alla data della costituzione della societa' di cui al

primo periodo del presente comma sono   estinte   dall'Ente   in

liquidazione, che vi provvede con risorse proprie. A decorrere dalla

data del trasferimento delle funzioni di cui al primo periodo del

presente comma, i diritti su beni demaniali gia' attribuiti all'Ente

di cui al comma 10 in forza di provvedimenti concessori si intendono

attribuiti alla societa' di nuova costituzione. Al fine di accelerare

le procedure per la liquidazione dell'Ente e snellire il contenzioso

in essere, agevolando il Commissario liquidatore nella definizione

degli accordi transattivi di cui al comma 10, i crediti e i debiti

sorti in capo all'Ente, unitamente ai beni immobili diversi da quelli

aventi natura strumentale all'esercizio delle relative funzioni sono

esclusi dalle operazioni di trasferimento al patrimonio   della

societa' medesima. I rapporti giuridici attivi e passivi, anche

processuali, sorti in capo all'Ente, producono effetti esclusivamente

nei confronti dell'Ente posto in liquidazione. Il   Commissario

liquidatore presenta il bilancio finale di liquidazione dell'Ente al

Ministero per le politiche agricole, alimentari, forestali e del

turismo, che lo approva con decreto del Ministro delle politiche

agricole, alimentari, forestali e del turismo, di concerto con il

Ministro delegato all'Autorita' politica per le politiche di coesione

e per il Mezzogiorno.»;

  1. c) il penultimo periodo e' soppresso.

Art. 25

Dismissioni immobiliari enti territoriali

  1. All'articolo 1, comma 423, lettera d) della legge 30 dicembre

2018 n. 145, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) dopo la parola «proprieta'» sono aggiunte le seguenti: «degli

Enti territoriali e»;

  1. b) dopo la parola «Pubbliche amministrazioni», le parole «diverse

dagli Enti territoriali» sono soppresse.

  1. All'articolo 1, comma 425 della legge 30 dicembre 2018, n. 145,

le parole «e, in assenza del debito, o comunque per la parte

eventualmente eccedente, al Fondo per ammortamento dei titoli di

Stato» sono sostituite dalle seguenti: «e, limitatamente agli enti

non territoriali, in assenza del debito, o comunque per la parte

eventualmente eccedente, al Fondo per ammortamento dei titoli di

Stato».

Art. 26

Agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la

riconversione dei processi produttivi nell'ambito dell'economia

circolare

  1. Al fine di favorire la transizione delle attivita' economiche

verso un   modello   di   economia   circolare,   finalizzata   alla

riconversione produttiva del tessuto industriale, con decreto del

Ministero dello sviluppo economico, previa intesa in Conferenza

unificata ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto

1997, n. 281, sono stabiliti i criteri, le condizioni e le procedure

per la concessione ed erogazione delle agevolazioni finanziarie, nei

limiti delle intensita' massime di aiuto stabilite dagli articoli 4 e

25 del regolamento (UE) 651/2014 della Commissione del 17 giugno

2014, a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo finalizzati ad un

uso piu' efficiente e sostenibile delle risorse.

  1. Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al comma 1, le

imprese ed i centri di ricerca che, alla data di presentazione della

domanda di agevolazione, soddisfano le seguenti caratteristiche:

  1. a) essere iscritte nel Registro delle imprese e risultare in

regola con gli adempimenti di cui all'articolo 9 terzo comma, primo

periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995,

  1. 581;
  2. b) operare in via prevalente nel settore manifatturiero ovvero in

quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere;

  1. c) aver approvato e depositato almeno due bilanci;
  2. d) non essere sottoposto a procedura concorsuale e non trovarsi

in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria,   di

amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi

altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.

  1. I soggetti di cui al comma 2 possono presentare progetti anche

congiuntamente tra loro o con organismi di ricerca, fino ad un

massimo di tre soggetti co-proponenti. In tali casi i progetti

congiunti devono essere realizzati mediante il ricorso allo strumento

del contratto di rete   o   ad   altre   forme   contrattuali   di

collaborazione, quali, a titolo esemplificativo, il consorzio e

l'accordo di partenariato.

  1. Ai fini dell'ammissibilita' alle agevolazioni di cui al comma 1,

i progetti di ricerca e sviluppo devono:

  1. a) essere realizzati nell'ambito di una o piu' unita' locali

ubicate nel territorio nazionale;

  1. b) prevedere, anche in deroga agli importi minimi previsti per

l'utilizzo delle risorse di cui al comma 6, lettera b), spese e costi

ammissibili non inferiori a euro 500 mila e non superiori a euro 2

milioni;

  1. c) avere una durata non inferiore a dodici mesi e non superiore a

trentasei mesi;

  1. d) prevedere attivita' di ricerca e sviluppo, strettamente

connesse tra di loro in relazione all'obiettivo previsto   dal

progetto, finalizzate alla riconversione produttiva delle attivita'

economiche attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, processi o

servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi

esistenti, tramite   lo   sviluppo   delle   tecnologie   abilitanti

fondamentali Key Enabling Technologies (KETs), relative a:

1) innovazioni di prodotto e di processo in tema di utilizzo

efficiente delle risorse e di trattamento e trasformazione dei

rifiuti, compreso il riuso dei materiali in un'ottica di economia

circolare o a «rifiuto zero» e di   compatibilita'   ambientale

(innovazioni eco-compatibili);

2) progettazione e sperimentazione prototipale di modelli

tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento dei percorsi di

simbiosi industriale, attraverso, ad esempio, la definizione di un

approccio sistemico alla riduzione, riciclo e riuso degli scarti

alimentari, allo sviluppo di sistemi di ciclo integrato delle acque e

al riciclo delle materie prime;

3) sistemi, strumenti e metodologie per lo sviluppo delle

tecnologie per la fornitura, l'uso razionale e la sanificazione

dell'acqua;

4) strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il

tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo;

5) sperimentazione di nuovi modelli di packaging intelligente

(smart packaging) che prevedano anche l'utilizzo di   materiali

recuperati;

  1. Le agevolazioni di cui al comma 1 sono concesse secondo le

seguenti modalita':

  1. a) finanziamento agevolato per una percentuale nominale delle

spese e dei costi ammissibili pari al 50 per cento;

  1. b) contributo diretto alla spesa fino al 20 per cento delle

spese e dei costi ammissibili.

  1. Le risorse finanziarie disponibili per la concessione delle

agevolazioni di cui al comma 1 ammontano complessivamente a euro 140

milioni di cui:

  1. a) 40 milioni per la concessione delle agevolazioni nella forma

del contributo diretto alla spesa, a valere sulle disponibilita' per

il 2020 del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione di cui all'articolo

1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, 147, ferma restando

l'applicazione dell'articolo 1, comma 703, della legge 23 dicembre

2014, n. 190;

  1. b) 100 milioni per la concessione delle agevolazioni nella forma

del finanziamento agevolato a valere sulle risorse del Fondo rotativo

per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI) di

cui all'articolo 1, comma 354, della legge 30 dicembre 2004 n. 311,

utilizzando le risorse di cui all'articolo 30 del decreto-legge 22

giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto

2012 n. 134.

Art. 27

Societa' di investimento semplice - SIS

  1. All'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 24 febbraio

1998, n. 58, dopo la lettera i-ter) e' inserita la seguente:

«i-quater) societa' di investimento semplice (SiS): il FIA

italiano, riservato a investitori professionali, costituito in forma

di Sicaf che gestisce direttamente il proprio patrimonio e che

rispetta tutte le seguenti condizioni:

1) il patrimonio netto non eccede euro 25 milioni;

2) ha per oggetto esclusivo l'investimento   diretto   del

patrimonio raccolto in PMI non quotate su mercati regolamentati di

cui all'articolo 2 paragrafo 1, lettera f), primo alinea, del

regolamento (UE) 2017/1129 del Parlamento europeo e del Consiglio del

14 giugno 2017 che si trovano nella fase di sperimentazione, di

costituzione e di avvio dell'attivita', in deroga all'articolo

35-bis, comma 1, lettera f);

3) non ricorre alla leva finanziaria;

4) dispone di un capitale sociale almeno pari a quello previsto

dall'articolo 2327 del codice civile, in deroga all'articolo 35-bis,

comma 1, lettera c).».

  1. All'articolo 35-undecies del decreto legislativo 24 febbraio

1998, n. 58, dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti:

«1-bis. Le SiS non   applicano   le   disposizioni   attuative

dell'articolo 6, commi 1, 2 e 2-bis). Il sistema di governo e

controllo e' adeguato per assicurare la sana e prudente gestione

delle SiS e l'osservanza delle disposizioni loro applicabili. Le SiS

stipulano un'assicurazione sulla responsabilita' civile professionale

adeguata ai rischi derivanti dall'attivita' svolta. Le SiS applicano

le   disposizioni   dettate   dalla   Consob   in   materia   di

commercializzazione di OICR.

1-ter. In deroga all'articolo 35-bis, comma 1, lettera e), i

titolari di partecipazioni indicati all'articolo 15, comma   1,

rispettano i soli requisiti di onorabilita' previsti dall'articolo

  1. In deroga all'articolo 35-bis, comma 5, la denominazione sociale

della SiS contiene l'indicazione di societa' di investimento semplice

per azioni a capitale fisso.

1-quater. I soggetti che controllano una SiS, i soggetti da

questi direttamente o indirettamente controllati o controllanti,

ovvero sottoposti a comune controllo anche in virtu' di patti

parasociali o vincoli contrattuali ai sensi dell'articolo 2359 del

codice civile, nonche' i soggetti che   svolgono   funzioni   di

amministrazione, direzione e controllo presso una o piu' SiS possono

procedere alla costituzione di una o piu' SiS, nel rispetto del

limite complessivo di euro 25 milioni.».

Art. 28

Semplificazioni per la definizione dei patti territoriali

e dei contratti d'area

  1. Per la definitiva chiusura dei procedimenti relativi alle

agevolazioni concesse nell'ambito dei patti territoriali e dei

contratti d'area di cui all'articolo 2, comma 203, lettere d) e f),

della legge 23 dicembre 1996, n. 662, le imprese beneficiarie

presentano dichiarazioni sostitutive ai sensi degli articoli 46 e 47

del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,

attestanti in particolare l'ultimazione dell'intervento agevolato e

le spese sostenute per la realizzazione dello stesso. I contenuti

specifici, i termini, le modalita' e gli schemi per la presentazione

delle predette dichiarazioni sono individuati con decreto   del

Ministro dello sviluppo economico da emanare entro sessanta giorni

dalla data di entrata in vigore del presente decreto. L'erogazione

degli importi spettanti e' autorizzata sulla base delle predette

dichiarazioni nei limiti del contributo concesso e delle disposizioni

di cui all'articolo 40, comma 9-ter, del decreto-legge 6 dicembre

2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre

2011, n. 214. Sono fatti salvi i provvedimenti adottati fino alla

data di emanazione della predetta direttiva ai sensi della normativa

previgente. Per l'insieme delle imprese che non presentano le

dichiarazioni sostitutive sopra indicate, entro sessanta giorni dalla

data di pubblicazione del predetto decreto, il Ministero dello

sviluppo economico   accerta   la   decadenza   dai   benefici   con

provvedimento da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica

italiana, con salvezza degli importi gia' erogati sulla base dei

costi e delle spese sostenute.

  1. Il Ministero dello sviluppo economico, anche per il tramite del

nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della

Guardia di finanza, ai sensi dell'articolo 25, comma 1,   del

decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni,

dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, effettua controlli e ispezioni,

anche a campione, sugli interventi agevolati volti a verificare

l'attuazione degli interventi medesimi nonche' la veridicita' delle

dichiarazioni sostitutive presentate ai sensi del comma 1. Il

predetto Ministero redige entro il 31 dicembre di ciascun anno una

relazione di sintesi annuale circa gli esiti dei controlli da

pubblicare sul sito istituzionale. Agli oneri per i precitati

controlli ed ispezioni si provvede, nel limite massimo di 500 mila

euro, a valere sulle risorse residue   disponibili   dei   patti

territoriali. Eventuali irregolarita' emerse nell'ambito dei predetti

controlli comportano la revoca del contributo erogato e l'irrogazione

di una sanzione amministrativa pecuniaria ai sensi della legge 24

novembre 1981, n. 689, consistente nel pagamento di una somma in

misura da due a quattro volte l'importo dell'aiuto fruito.

  1. Fatti salvi gli impegni gia' assunti in favore delle imprese

beneficiarie ovvero relativi alle rimodulazioni gia' autorizzate,

nonche' le risorse necessarie per la copertura degli oneri per i

controlli e le ispezioni le risorse residue dei patti territoriali,

ove non costituiscano residui perenti, sono utilizzate per il

finanziamento di progetti   volti   allo   sviluppo   del   tessuto

imprenditoriale territoriale, anche mediante la sperimentazione di

servizi innovativi a supporto delle imprese. Con decreto del Ministro

dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e

delle finanze, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti

tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano,

sono stabiliti i criteri per la ripartizione e il trasferimento delle

predette risorse, nonche' la disciplina per   l'attuazione   dei

precitati progetti, anche valorizzando modelli gestionali efficienti

e pregresse esperienze positive dei soggetti che hanno dimostrato

capacita' operativa di carattere continuativo nell'ambito della

gestione dei Patti territoriali.

  1. Alla compensazione degli effetti finanziari in termini di

fabbisogno e indebitamento netto, pari a 12,75 milioni di euro per

l'anno 2019, a 29,75 milioni di euro per l'anno 2020 e a 10 milioni

di euro per ciascuno degli anni 2022 al 2025, si provvede ai sensi

dell'articolo 50.

Art. 29

Nuove imprese a tasso zero,

Smart & Start e Digital Transformation

  1. Al decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185 sono apportate le

seguenti modifiche:

  1. a) all'articolo 2, comma 1, le parole: «della durata massima di

otto anni» sono sostituite dalle seguenti: «della durata massima di

dieci anni» e, infine, e' aggiunto il seguente periodo: «Nel caso di

imprese costituite da almeno trentasei mesi e da non oltre sessanta

mesi, la percentuale di copertura delle spese ammissibili   e'

innalzata al 90 per cento del totale e le agevolazioni possono essere

concesse ai sensi dell'articolo 17 del regolamento (UE) n. 651/2014

della Commissione del 17 giugno 2014 che dichiara alcune categorie di

aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli

articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione

europea»;

  1. b) all'articolo 3, comma 1, lettera a) le parole: «dodici mesi»

sono sostituite dalle seguenti: «sessanta mesi»;

  1. c) all'articolo 4, le parole: «e fatti salvi le esclusioni e i

limiti previsti dal regolamento e dalle relative   disposizioni

modificative di cui all'articolo 2, comma 1» sono soppresse e, in

fine, e' aggiunto il seguente periodo: «L'importo massimo delle spese

ammissibili e' innalzato a 3 milioni di euro per le imprese

costituite da almeno trentasei mesi e da non oltre sessanta mesi.

Sono fatte salve le limitazioni derivanti dall'applicazione della

disciplina europea in materia di aiuti di Stato di riferimento.»;

  1. d) dopo l'articolo 4-bis e' inserito il seguente: «Art. 4-ter

(Cumulo). - 1. Le agevolazioni di cui al presente Capo possono essere

cumulate con altri aiuti di Stato anche de minimis, nei limiti

previsti dalla disciplina europea in materia di aiuti di Stato di

riferimento.».

  1. Per garantire il tempestivo adeguamento alle disposizioni di cui

al comma 1 e individuare modalita' atte a consentire la maggiore

efficacia dell'intervento, con decreto del Ministro dello sviluppo

economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,

da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del

presente decreto, e' ridefinita la disciplina di attuazione della

misura di cui al Capo 0I del decreto legislativo 21 aprile 2000, n.

185, prevedendo anche, per le imprese di piu' recente costituzione,

l'offerta di servizi di tutoraggio e la copertura dei costi iniziali

di gestione, per una percentuale comunque non superiore al 20 per

cento del totale delle spese ammissibili. Fino all'entrata in vigore

delle predette disposizioni attuative, alle iniziative agevolate ai

sensi del medesimo decreto legislativo continua ad applicarsi la

disciplina vigente alla data di entrata in vigore del presente

decreto.

  1. Al fine di garantire la piena accessibilita' agli interventi per

l'incentivazione delle attivita' imprenditoriali e il contenimento

degli oneri amministrativi e finanziari a carico delle imprese

beneficiarie, il Ministro dello sviluppo economico procede con propri

decreti, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del

presente decreto e sulla base dei criteri di cui al comma 4, alla

revisione della disciplina attuativa degli strumenti di competenza,

con particolare riferimento agli interventi per le aree di crisi

industriale agevolati ai sensi della legge 15 maggio 1989, n. 181, e

all'intervento in favore delle start-up innovative di cui al decreto

del Ministro dello sviluppo economico 24 settembre 2014, pubblicato

nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 264 del 13

novembre 2014. Ai medesimi fini il Ministero dello sviluppo economico

fornisce, ove necessario, specifiche direttive ai soggetti gestori

dei singoli interventi.

  1. La revisione di cui al   comma   3   e'   improntata   alla

semplificazione e accelerazione   delle   procedure   di   accesso,

concessione e erogazione delle agevolazioni,   anche   attraverso

l'aggiornamento delle modalita' di valutazione delle iniziative e di

rendicontazione delle spese sostenute dai beneficiari,   nonche'

all'incremento dell'efficacia degli interventi, con l'individuazione

di modalita' di intervento piu' adeguate al contesto di riferimento e

idonee a consentire l'ampia partecipazione dei soggetti interessati,

anche mediante una revisione degli impegni finanziari richiesti ai

proponenti, nonche', per gli interventi di riqualificazione delle

aree di crisi industriale, atte a favorire la partecipazione anche

finanziaria degli enti e soggetti del territorio.

  1. Al fine di favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei

processi produttivi delle imprese, di micro, piccola e   media

dimensione, con decreto del Ministero dello sviluppo economico sono

stabiliti i criteri, le condizioni e le modalita' per la concessione

di agevolazioni finanziarie nella misura massima del 50 per cento dei

costi ammissibili definite nei limiti stabiliti dal Regolamento (UE)

1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 ovvero dell'articolo

29 del Regolamento UE 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014.

  1. Le agevolazioni di cui al comma 5 sono dirette a sostenere la

realizzazione dei progetti di trasformazione tecnologia e digitale

aventi le seguenti caratteristiche:

  1. a) essere diretti all'implementazione delle tecnologie abilitanti

individuate nel piano Impresa 4.0 (advanced manufacturing solutions,

addittive manufacturing, realta' aumentata, simulation, integrazione

orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecuruty,

big data e analytics);

  1. b) presentare un importo di spesa almeno pari a 200 mila euro.
  2. Per l'accesso alle agevolazioni di cui al comma 5 le imprese

devono possedere, alla data di presentazione della domanda di

agevolazione, le seguenti caratteristiche:

  1. a) essere iscritte e risultare attive nel Registro delle imprese;
  2. b) operare in via prevalente/primaria nel settore manifatturiero

e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere;

  1. c) avere conseguito nell'esercizio cui si riferisce l'ultimo

bilancio approvato e depositato un importo dei ricavi delle vendite e

delle prestazioni pari almeno a euro 500 mila;

  1. d) aver approvato e depositato almeno due bilanci;
  2. e) non essere sottoposto a procedura concorsuale e non trovarsi

in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria,   di

amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi

altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.

  1. Per la concessione delle agevolazioni di cui ai commi da 5 a 7

e' autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni

2019 e 2020 per la concessione di contributi a fondo perduto e sono

destinati 80 milioni di euro a valere sulle disponibilita' del Fondo

per la crescita sostenibile di cui all'articolo 23 del decreto-legge

22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, con legge 7

agosto 2012, n. 134, per la concessione di finanziamenti agevolati.

  1. Agli oneri derivanti dai commi 2 e 8, pari a 10 milioni di euro

per ciascuno degli anni 2019 e 2020, e in termini di fabbisogno e

indebitamento netto pari a 10 milioni di euro per l'anno 2019, a 10,5

milioni di euro per l'anno 2020 e a 1,5 milioni di euro per ciascuno

degli anni dal 2021 al 2023, si provvede ai sensi dell'articolo 50.

Art. 30

Contributi ai comuni per interventi di efficientamento energetico e

sviluppo territoriale sostenibile

  1. Con decreto del Ministero dello sviluppo economico, da emanarsi

entro venti giorni dalla data di entrata in vigore del presente

decreto, sono assegnati, sulla base dei criteri di cui al comma 2,

contributi in favore dei Comuni, nel limite massimo di 500 milioni di

euro per l'anno 2019 a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC), di

cui all'articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147,

per la realizzazione di progetti relativi a investimenti nel campo

dell'efficientamento energetico e   dello   sviluppo   territoriale

sostenibile.

  1. Il contributo di cui al comma 1 e' attribuito a ciascun Comune

sulla base della popolazione residente alla data del 1° gennaio 2018,

secondo i dati pubblicati dall'Istituto nazionale di statistica

(ISTAT), come di seguito indicato:

  1. a) ai Comuni con popolazione inferiore o uguale a 5.000 abitanti

e' assegnato un contributo pari ad euro 50.000,00;

  1. b) ai Comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti

e' assegnato un contributo pari ad euro 70.000,00;

  1. c) ai Comuni con popolazione compresa tra 10.001 e 20.000

abitanti e' assegnato un contributo pari ad euro 90.000,00;

  1. d) ai Comuni con popolazione compresa tra 20.001 e 50.000

abitanti e' assegnato un contributo pari ad euro 130.000,00;

  1. e) ai Comuni con popolazione compresa tra 50.001 e 100.000

abitanti e' assegnato un contributo pari ad euro 170.000,00;

  1. f) ai Comuni con popolazione superiore compresa tra 100.001 e

250.000 abitanti e' assegnato un contributo pari ad euro 210.000,00;

  1. g) ai Comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti e'

assegnato un contributo pari ad euro 250.000,00.

  1. I contributi di cui al comma 1 sono destinati ad opere pubbliche

in materia di:

  1. a) efficientamento energetico, ivi compresi interventi volti

all'efficientamento   dell'illuminazione   pubblica,   al   risparmio

energetico   degli   edifici   di   proprieta'   pubblica,   nonche'

all'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti

rinnovabili;

  1. b) sviluppo territoriale sostenibile, ivi compresi interventi in

materia   di   mobilita'   sostenibile,   nonche'   interventi   per

l'adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e

patrimonio   comunale   e   per   l'abbattimento   delle   barriere

architettoniche.

  1. Il Comune beneficiario del contributo puo' finanziare una o piu'

opere pubbliche di cui al comma 3, a condizione che esse:

  1. a) non abbiano gia' ottenuto un finanziamento a valere su fondi

pubblici o privati, nazionali, regionali, provinciali o strutturali

di investimento europeo;

  1. b) siano aggiuntive rispetto a quelle gia' programmate sulla base

degli stanziamenti contenuti nel bilancio di previsione dell'anno

2019.

  1. Il Comune beneficiario del contributo di cui al comma 1 e'

tenuto ad iniziare l'esecuzione dei lavori di cui al comma 3 entro il

31 ottobre 2019.

  1. Il contributo e' corrisposto ai Comuni beneficiari dal Ministero

dell'economia e delle finanze, su richiesta del Ministero dello

sviluppo economico.

  1. L'erogazione avviene, per il 50 per cento, previa richiesta da

parte   del   Ministero   dello   sviluppo   economico   sulla   base

dell'attestazione   dell'ente   beneficiario   dell'avvenuto   inizio

dell'esecuzione dei lavori entro il termine di cui al comma 5. Il

saldo, determinato come differenza tra la spesa effettivamente

sostenuta per la realizzazione del progetto e la quota gia' erogata,

nel limite dell'importo del contributo di cui al comma 2, e'

corrisposto su autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico

anche sulla base dei dati inseriti, nel sistema di monitoraggio di

cui al comma 11 dall'ente beneficiario, in ordine al collaudo e alla

regolare esecuzione dei lavori .

  1. Per i Comuni delle regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d'Aosta

e delle Province autonome di Trento e di Bolzano i contributi sono

erogati per il tramite delle Autonomie speciali.

  1. I Comuni che non rispettano il termine di cui al comma 5

decadono automaticamente dall'assegnazione del contributo di cui al

comma 1. Le relative risorse rientrano nella disponibilita' del Fondo

per lo Sviluppo e la Coesione.

  1. Il Comune beneficiario da' pubblicita' dell'importo concesso

dal Ministero dello sviluppo economico nella sezione «Amministrazione

trasparente» di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33,

sottosezione Opere pubbliche.

  1. I Comuni beneficiari monitorano la realizzazione finanziaria,

fisica e procedurale delle opere pubbliche attraverso il sistema di

monitoraggio, di cui al all'articolo 1, comma 703, della legge 23

dicembre 2014, n. 190, classificando le opere sotto la   voce

«Contributo comuni per efficientamento   energetico   e   sviluppo

territoriale sostenibile - DL crescita».

  1. Considerata l'esigenza di semplificazione procedimentale, il

Comune beneficiario che ottemperi agli adempimenti informativi di cui

al comma 10 e' esonerato dall'obbligo di presentazione del rendiconto

dei contributi straordinari di cui all'articolo 158 del decreto

legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

  1. Oltre ai controlli istruttori finalizzati ad attivare il flusso

dei trasferimenti in favore dei Comuni, il Ministero dello sviluppo

economico, anche avvalendosi di societa' in house, effettua, in

collaborazione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,

controlli a campione sulle attivita' realizzate con i contributi di

cui al presente articolo, secondo modalita' definite con apposito

decreto ministeriale.

  1. Agli oneri relativi alle attivita' istruttorie e di controllo

derivanti dal presente articolo si provvede a valere sulle risorse di

cui al comma 1, fino all'importo massimo di euro 1.760.000,00.

TABELLA DI RIPARTO

|===================|=========|=================|===================|

| Tipologia         |   Enti |     Importo     |     Totale       |

|===================|=========|=================|===================|

| > 250.000         |   12   |     250.000     |     3.000.000     |

|-------------------|---------|-----------------|-------------------|

| 100.001-250.000   |   33   |     210.000     |     6.930.000     |

|-------------------|---------|-----------------|-------------------|

| 50.001-100.000   |   100   |     170.000     |   17.000.000     |

|-------------------|---------|-----------------|-------------------|

| 20.001-50.000     |   379   |     130.000     |   49.270.000     |

|-------------------|---------|-----------------|-------------------|

| 10.001-20.000     |   707   |     90.000     |   63.630.000     |

|-------------------|---------|-----------------|-------------------|

| 5.001-10.000     | 1.183   |     70.000     |   82.810.000     |

|-------------------|---------|-----------------|-------------------|

| 2.001-5.000       | 2.050   |                 |                   |

|-------------------|---------|     50.000     |   275.600.000     |

| < 2.000           | 3.462   |                 |                   |

|-------------------|---------|-----------------|-------------------|

| 7.926   |                 |   498.240.000    |

|---------|                 |-------------------|

Capo III

Tutela del made in Italy

Art. 31

Marchi storici

  1. Al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 sono apportate le

seguenti modificazioni:

  1. a) dopo l'articolo 11-bis e' inserito il seguente: «Art. 11-ter

(Marchio storico di interesse nazionale). - 1. I titolari   o

licenziatari esclusivi di marchi d'impresa registrati da almeno

cinquanta anni o per i quali sia possibile dimostrare   l'uso

continuativo da   almeno   cinquanta   anni,   utilizzati   per   la

commercializzazione di prodotti o servizi realizzati in un'impresa

produttiva nazionale di eccellenza   storicamente   collegata   al

territorio nazionale, possono ottenere l'iscrizione del marchio nel

registro dei marchi storici di   interesse   nazionale   di   cui

all'articolo 185-bis.

  1. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico e' istituito

il logo «Marchio storico di interesse nazionale» che le imprese

iscritte nel registro di cui all'articolo 185-bis, possono utilizzare

per le finalita' commerciali e promozionali. Con il decreto di cui al

primo periodo sono altresi' specificati i criteri per l'utilizzo del

logo «Marchio storico di interesse nazionale».»;

  1. b) dopo l'articolo 185 sono inseriti i seguenti:   «Art. 185-bis

(Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale). - 1.

E' istituito, presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi, il

registro speciale dei marchi storici come definiti dall'articolo

11-ter.

  1. L'iscrizione al registro speciale dei marchi storici   e'

effettuata su istanza del titolare o del licenziatario esclusivo del

marchio.

Art. 185-ter (Valorizzazione dei marchi storici nelle   crisi

d'impresa). - 1. Al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e

la prosecuzione dell'attivita' produttiva sul territorio nazionale,

e' istituito presso il Ministero dello sviluppo economico il Fondo

per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale. Il predetto

Fondo opera mediante interventi nel capitale di rischio delle imprese

di cui al comma 2. Tali interventi sono effettuati a condizioni di

mercato, nel rispetto di quanto previsto dalla Comunicazione della

commissione recante gli «Orientamenti sugli aiuti di Stato destinati

a promuovere gli investimenti per il finanziamento del rischio

(2014/C 19/04). Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di

concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali,

adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3 della legge 23 agosto

1988, n. 400, sono stabilite le modalita' e i criteri di gestione e

di funzionamento del Fondo di cui al primo periodo.

  1. L'impresa titolare o licenziataria di un marchio iscritto nel

registro speciale di cui all'articolo 185-bis che intenda chiudere il

sito produttivo di origine o comunque quello principale,   per

cessazione dell'attivita' svolta o per delocalizzazione della stessa

al di fuori del territorio nazionale, con conseguente licenziamento

collettivo, notifica senza ritardo al Ministero dello sviluppo

economico le informazioni relative al progetto di chiusura   o

delocalizzazione dello stabilimento e, in particolare:

  1. a) i motivi economici, finanziari o tecnici del progetto di

chiusura o delocalizzazione;

  1. b) le azioni tese a ridurre gli   impatti   occupazionali

attraverso, incentivi all'uscita, prepensionamenti, ricollocazione di

dipendenti all'interno del gruppo;

  1. c) le azioni che intende intraprendere per   trovare   un

acquirente;

  1. d) le opportunita' per i dipendenti di presentare un'offerta

pubblica di acquisto ed ogni altra possibilita' di recupero degli

asset da parte degli stessi.

  1. A seguito dell'informativa di cui al comma 2, il Ministero

dello sviluppo economico avvia il procedimento per l'individuazione

degli interventi mediante le risorse del Fondo di cui al comma 1.

  1. La violazione degli obblighi informativi di cui al comma 2

comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria nei

confronti del titolare dell'impresa   titolare   o   licenziataria

esclusiva del marchio da 5.000 euro ad 50.000 euro.».

  1. Per le finalita' di cui al presente articolo sono destinati 30

milioni di euro per l'anno 2020. Per le medesime finalita' di cui al

presente articolo, relativamente alle operazioni finalizzate al

finanziamento di progetti di valorizzazione economica dei marchi

storici di interesse nazionale, le PMI proprietarie o licenziatarie

del marchio storico possono accedere alla garanzia del Fondo di

garanzia per le piccole e medie imprese di cui all'articolo 2, comma

100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Con decreto

del Ministero dello sviluppo economico, di concerto col Ministero

dell'economia e delle finanze, sono stabiliti le modalita', le

condizioni e i limiti per la concessione della garanzia.

  1. Al fine dello svolgimento dei nuovi incrementali adempimenti, il

Ministero dello sviluppo economico e' autorizzato, nei limiti della

vigente dotazione organica, ad assumere a tempo indeterminato dieci

unita' da inquadrare nell'area III,   posizione   economica   F1,

selezionate attraverso apposito concorso pubblico, in possesso dei

specifici requisiti professionali necessari all'espletamento dei

nuovi compiti operativi. Le assunzioni sono effettuate in deroga agli

articoli 30, comma 2-bis e 35, comma 4, del decreto legislativo 30

marzo 2001, n. 165, e all'articolo 4, commi 3 e 3-quinquies, del

decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito con modificazioni,

dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125. Per l'attuazione del presente

comma e' autorizzata la spesa di 400.000 euro annui a decorrere

dall'anno 2020.

  1. Agli oneri derivanti dai commi 2 e 3 si provvede ai sensi

dell'articolo 50.

Art. 32

Contrasto all'Italian sounding e incentivi al deposito

di brevetti e marchi

  1. Ai consorzi nazionali che operano nei mercati esteri al fine di

assicurare la tutela dell'originalita' dei prodotti italiani, ivi

inclusi quelli agroalimentari, venduti all'estero, e'   concessa

un'agevolazione pari al 50 per cento delle spese sostenute per la

tutela legale dei propri prodotti colpiti dal fenomeno dell'Italian

Sounding, di cui all'articolo 144 del decreto legislativo 10 febbraio

2005, n. 30,   recante   Codice   della   proprieta'   industriale.

L'agevolazione e' concessa fino ad un importo massimo annuale per

soggetto beneficiario di euro 30.000,00 e comunque nel limite annuo

di cui al comma 3.

  1. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto

con il Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le

disposizioni di attuazione, ivi inclusa l'indicazione delle spese

ammissibili, le procedure per l'ammissione al beneficio, che avviene

secondo l'ordine cronologico di presentazione delle relative domande,

nel rispetto dei limiti di cui al comma 3, nonche' le modalita' di

verifica e controllo dell'effettivita' delle spese sostenute, le

cause di decadenza e revoca del beneficio, le   modalita'   di

restituzione delle agevolazioni fruite indebitamente.

  1. Per l'attuazione del comma 1 e' autorizzata la spesa di 1,5

milioni di euro a decorrere dall'anno 2019. Agli oneri derivanti dal

presente comma si provvede ai sensi dell'articolo 50.

  1. All'articolo 10, del Codice della proprieta' industriale, di cui

al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, sono apportate le

seguenti modifiche:

  1. a) al comma 1, dopo le parole «simboli, emblemi e stemmi che

rivestano un interesse pubblico» sono aggiunte le seguenti: «inclusi

i segni riconducibili alle forze dell'ordine e alle forze armate e i

nomi di Stati e di enti pubblici territoriali italiani».

  1. b) dopo il comma 1, e' aggiunto il seguente comma 1-bis: «Non

possono altresi' formare oggetto di registrazione parole, figure o

segni lesivi dell'immagine o della reputazione dell'Italia».

  1. All'articolo 144 del Codice della proprieta' industriale sono

apportate le seguenti modifiche:

  1. a) alla rubrica sono aggiunte infine le seguenti parole: «e

pratiche di Italian Sounding»;

  1. b) dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:

«1-bis. Agli effetti delle norme contenute nella presente

sezione sono pratiche di Italian Sounding le pratiche finalizzate

alla falsa evocazione dell'origine italiana di prodotti»

  1. All'articolo 145 del codice di proprieta' industriale, sono

apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 1 sono in fine aggiunte le seguenti parole: «e della

falsa evocazione dell'origine italiana»;

  1. b)   ovunque   ricorrano   le   parole   «Consiglio   Nazionale

Anticontraffazione» sono   sostituite   dalle   parole:   «Consiglio

nazionale per la lotta alla contraffazione e all'Italian Sounding»;

  1. c) al comma 2, dopo le parole «funzione pubblica» sono aggiunte

le seguenti: «, da un rappresentante del Ministero dell'istruzione,

dell'universita' e della ricerca,».

  1. Alle start-up innovative di cui al decreto-legge 18 ottobre

2012, n. 179 convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre

2012, n. 221 e' concesso il Voucher 3I - Investire In Innovazione -

al fine di supportare la valorizzazione del processo di innovazione

delle predette imprese, nel periodo 2019-2021.

  1. Il voucher 3I puo' essere utilizzato dalle imprese di cui al

comma 10 per l'acquisizione di servizi di consulenza relativi alla

verifica della brevettabilita' dell'invenzione e all'effettuazione

delle ricerche di anteriorita' preventive, alla stesura della domanda

di brevetto e di deposito presso l'Ufficio italiano brevetti e

marchi, all'estensione all'estero della domanda nazionale.

  1. I criteri e le modalita' di attuazione del voucher 3I sono

definiti con decreto di natura non regolamentare dal Ministero dello

sviluppo economico, in piena coerenza con le altre misure di aiuto in

favore delle imprese di cui al comma 10, attivate dal Ministero

stesso. Per lo svolgimento delle attivita' inerenti l'attuazione del

voucher 3I, il Ministero dello sviluppo economico puo' avvalersi di

un soggetto gestore e dei soggetti di cui al capo VI del decreto

legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 e successive modificazioni ed

integrazioni.

  1. Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi 7, 8 e 9 del

presente articolo, fissati in misura massima di 6,5 milioni di euro

per ciascun anno del triennio 2019-2021 si provvede ai sensi

dell'articolo 50.

  1. Al fine di stabilizzare il sostegno alle piccole e medie

imprese per la valorizzazione dei titoli di proprieta' industriale,

il Ministero dello sviluppo economico provvede annualmente, con

decreto del direttore generale per la lotta alla contraffazione -

Ufficio italiano brevetti e marchi alla definizione di un atto di

programmazione dell'apertura dei bandi relativi alle misure gia'

operanti denominate brevetti, marchi e disegni, attuate tramite

soggetti gestori in modo tale da rendere le misure rispondenti ai

fabbisogni del tessuto imprenditoriale, in particolare delle start up

e delle imprese giovanili, anche apportando le necessarie modifiche

per rendere le misure eleggibili all'interno degli interventi che

possono essere cofinanziati dall'Unione europea,   al   fine   di

incrementarne la relativa dotazione finanziaria.

  1. Al fine di assicurare la piena informazione dei consumatori in

ordine al ciclo produttivo e favorire le esportazioni di prodotti di

qualita',   il   Ministero   dello   sviluppo   economico   concede

un'agevolazione diretta a sostenere la promozione all'estero di

marchi collettivi o di certificazione volontari italiani, ai sensi

degli articoli 11 ed 11-bis del decreto legislativo 19 marzo 2005, n.

30, da parte di associazioni rappresentative di categoria fissata

nella misura massima di euro 1 milione per anno.

  1. Con decreto del Ministero dello sviluppo economico sono fissati

i criteri e le modalita' di concessione dell'agevolazione di cui al

comma 12, nonche' i requisiti minimi dei disciplinari   d'uso,

determinati d'intesa con le associazioni rappresentative   delle

categorie produttive, le disposizioni minime relative all'adesione,

alle verifiche, ai controlli e alle sanzioni per uso non conforme,

cui devono essere soggetti i licenziatari dei marchi, i criteri per

la composizione e le modalita' di funzionamento degli organismi cui i

titolari affideranno la gestione dei marchi.

  1. Il Ministero dello sviluppo economico esercita la supervisione

sull'attivita' dei titolari dei marchi collettivi e di certificazione

ammessi alle agevolazioni, vigilando sul corretto uso del marchio e

sull'espletamento dei controlli previsti dai rispettivi disciplinari,

anche ai fini della promozione coordinata e coerente di tali marchi.

Agli adempimenti previsti il Ministero dello sviluppo economico

provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili

a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della

finanza pubblica.

  1. Agli oneri derivanti dai commi 12 e 13, pari a 1 milione

di euro per ciascun anno, a decorrere dal 2019 si provvede ai sensi

dell'articolo 50.

  1. All'articolo 55 del Codice della proprieta' industriale sono

apportate le seguenti modifiche:

  1. a) il comma 1 e' sostituito dal seguente:

«1. La domanda internazionale depositata ai sensi del Trattato

di cooperazione in materia di brevetti, ratificato con legge 26

maggio 1978, n. 260, contenente la designazione o   l'elezione

dell'Italia, indipendentemente dalla designazione dell'Organizzazione

europea dei brevetti per la concessione di un brevetto europeo,

equivale ad una domanda di brevetto per invenzione industriale o per

modello di utilita' depositata in Italia alla stessa data, e ne

produce gli effetti, se entro trenta mesi dalla data di deposito, o

di priorita', ove rivendicata, viene depositata presso l'Ufficio

italiano brevetti e marchi una richiesta di apertura della procedura

nazionale di concessione del brevetto italiano ai sensi dell'articolo

160-bis, comma 1.».

  1. b) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:

«1-bis. La protezione conferita dalla domanda ai sensi del

comma 1 decorre dalla data in cui il titolare della medesima abbia

reso accessibile al pubblico, tramite l'Ufficio italiano brevetti e

marchi, una traduzione in lingua italiana della domanda ovvero

l'abbia notificata direttamente al presunto contraffattore.   La

designazione dell'Italia nella domanda internazionale e' considerata

priva di effetti sin dall'origine, salvo per quanto   disposto

dall'articolo 46, comma 3, quando la domanda stessa sia stata

ritirata o considerata ritirata o quando la designazione dell'Italia

sia stata ritirata o respinta, o quando la domanda presso l'Ufficio

italiano brevetti e marchi non sia stata depositata entro il termine

stabilito dal comma 1.

1-ter. Le modalita' di applicazione del presente articolo e

dell'articolo 160-bis sono determinate con decreto del Ministero

dello sviluppo economico.».

  1. Dopo l'articolo 160 del Codice della proprieta' industriale e'

inserito il seguente:

«Art. 160-bis (Procedura nazionale della domanda internazionale). -

  1. La richiesta di apertura della procedura nazionale di cui al comma

1 dell'articolo 55, da presentare all'Ufficio italiano brevetti e

marchi per la concessione del brevetto italiano per invenzione

industriale o modello di utilita', deve essere accompagnata da:

  1. a) una traduzione italiana completa della domanda internazionale

come pubblicata;

  1. b) i diritti di deposito previsti dalla Tabella A allegata al

decreto 2 aprile 2007 del Ministro dello sviluppo economico, di

concerto con il Ministro dell'economia e finanze.

  1. Alla richiesta di cui al comma 1 si applicano le norme del

presente codice, dei regolamenti attuativi e dei decreti   sul

pagamento dei diritti, in particolare in relazione alla ricevibilita'

e integrazione delle domande, alla data attribuita alla domanda, alla

presentazione di ulteriori documenti e traduzioni che potranno essere

richiesti al fine delle procedure di esame e del mantenimento in vita

dei titoli.

  1. Per la richiesta di brevetto italiano per invenzione industriale

basata su una domanda internazionale ai sensi del   comma   1

dell'articolo 55 la ricerca di anteriorita' effettuata nella fase

internazionale sostituisce la corrispondente ricerca prevista per la

domanda nazionale, ferme restando le altre norme sull'esame previste

dal presente codice.».

Capo IV

Ulteriori misure per la crescita

Art. 33

Assunzione di personale nelle regioni a statuto ordinario e nei

comuni in base alla sostenibilita' finanziaria

  1. A decorrere dalla data individuata dal decreto di cui al

presente comma, anche al fine di consentire l'accelerazione degli

investimenti pubblici, con particolare riferimento in materia di

mitigazione rischio idrogeologico, ambientale, manutenzione di scuole

e strade, opere infrastrutturali, edilizia sanitaria e gli altri

programmi previsti dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145, le regioni a

statuto ordinario possono procedere ad assunzioni di personale a

tempo indeterminato in coerenza con i piani triennali dei fabbisogni

di personale e fermo restando il rispetto pluriennale dell'equilibrio

di bilancio asseverato dall'organo di revisione, sino ad una spesa

complessiva per tutto il personale dipendente, al lordo degli oneri

riflessi a carico dell'amministrazione, non superiore al valore

soglia definito come percentuale, anche differenziata per fascia

demografica, delle entrate relative ai primi tre titoli delle entrate

del rendiconto dell'anno precedente a quello in cui viene prevista

l'assunzione, considerate al netto di quelle la cui destinazione e'

vincolata, ivi incluse, per le finalita' di cui al presente comma,

quelle relative al servizio sanitario nazionale ed al netto del fondo

crediti di dubbia esigibilita' stanziato in bilancio di previsione.

Con decreto del Ministro della pubblica amministrazione, di concerto

con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in

Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le

Province autonome di Trento e Bolzano, entro sessanta giorni dalla

data di entrata in vigore del presente decreto, sono individuate le

fasce demografiche, i relativi valori soglia prossimi al valore medio

per fascia demografica e le relative percentuali massime annuali di

incremento del personale in servizio per le regioni che si collocano

al di sotto del predetto valore soglia. I predetti parametri possono

essere aggiornati con le modalita' di cui al secondo periodo ogni

cinque anni. Le regioni in cui il rapporto fra la spesa di personale,

al lordo degli oneri riflessi a carico dell'amministrazione, e le

predette entrate correnti dei primi tre titoli del rendiconto risulta

superiore al valore soglia di cui al primo periodo, adottano un

percorso di graduale riduzione annuale del suddetto rapporto fino al

conseguimento nell'anno 2025 del predetto valore soglia   anche

applicando un turn over inferiore al 100 per cento. A decorrere dal

2025 le regioni che registrano un rapporto superiore al valore soglia

applicano un turn over pari al 30 per cento fino al conseguimento del

predetto valore soglia. Il limite al trattamento accessorio del

personale di cui all'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 27

maggio 2017, n. 75 e' adeguato, in aumento o in diminuzione, per

garantire l'invarianza del valore medio pro-capite, riferito all'anno

2018, del fondo per la contrattazione integrativa nonche' delle

risorse per remunerare gli incarichi di posizione organizzativa,

prendendo a riferimento come base di calcolo il personale in servizio

al 31 dicembre 2018.

  1. A decorrere dalla data individuata dal decreto di cui al

presente comma, anche per le finalita' di cui al comma 1, i comuni

possono procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato in

coerenza con i piani triennali dei fabbisogni di personale e fermo

restando il rispetto pluriennale   dell'equilibrio   di   bilancio

asseverato dall'organo di revisione, sino ad una spesa complessiva

per tutto il personale dipendente, al lordo degli oneri riflessi a

carico dell'amministrazione, non superiore al valore soglia definito

come percentuale, differenziata per fascia demografica, delle entrate

relative ai primi tre titoli delle entrate del rendiconto dell'anno

precedente a quello in cui viene prevista l'assunzione, considerate

al netto del fondo crediti dubbia esigibilita' stanziato in bilancio

di   previsione.   Con   decreto   del   Ministro   della   pubblica

amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle

finanze e il Ministro dell'interno, previa intesa in sede di

Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, entro sessanta giorni

dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono individuate

le fasce demografiche, i relativi valori soglia prossimi al valore

medio per fascia demografica e le relative percentuali massime

annuali di incremento del personale in servizio per i comuni che si

collocano al di sotto del predetto valore soglia. I predetti

parametri possono essere aggiornati con le modalita' di cui al

secondo periodo ogni cinque anni. I comuni in cui il rapporto fra la

spesa di personale, al lordo degli oneri riflessi   a   carico

dell'amministrazione, e le predette entrate correnti dei primi tre

titoli del rendiconto risulta superiore al valore soglia di cui al

primo periodo adottano un percorso di graduale riduzione annuale del

suddetto rapporto fino al conseguimento nell'anno 2025 del predetto

valore soglia anche applicando un turn over inferiore al 100 per

cento. A decorrere dal 2025 i comuni che registrano un rapporto

superiore al valore soglia applicano un turn over pari al 30 per

cento fino al conseguimento del predetto valore soglia. Il limite al

trattamento accessorio del personale di cui all'articolo 23, comma 2,

del decreto legislativo 27 maggio 2017, n. 75 e' adeguato, in aumento

o in diminuzione, per garantire l'invarianza del valore medio

pro-capite, riferito all'anno 2018, del fondo per la contrattazione

integrativa nonche' delle risorse per remunerare gli incarichi di

posizione organizzativa, prendendo a riferimento come base di calcolo

il personale in servizio al 31 dicembre 2018.

Art. 34

Piano grandi investimenti

nelle zone economiche speciali

  1. Ai fini dello sviluppo di grandi investimenti delle imprese

insediate nelle Zone economiche speciali di cui all'articolo 4 del

decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni,

dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, nonche' per l'attrazione di

ulteriori nuove iniziative imprenditoriali, il   Presidente   del

Consiglio dei ministri o, se nominata, l'Autorita' politica delegata

per la coesione, definisce le linee di intervento denominate «Piano

grandi investimenti - ZES» a cui sono destinati 50 milioni di euro

per il 2019, 150 milioni di euro per il 2020 e 100 milioni di euro

per il 2021 a valere sulle risorse del Fondo sviluppo e coesione

(FSC), di cui all'articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013,

  1. 147.
  2. Il piano puo' essere utilizzato per investimenti, in forma di

debito o di capitale di rischio, ovvero per sottoscrivere quote di

fondi di investimento o fondi di fondi o di altri veicoli previsti

dalla normativa europea che abbiano quale oggetto di investimento in

forma di debito o di capitale di rischio.

  1. Possono essere stipulate convenzioni per la gestione del Piano o

di una sua parte con soggetti individuati nel risetto   della

disciplina europea e nazionale in materia.

  1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente

decreto, con decreto il Presidente del Consiglio dei ministri o, se

nominata, dell'Autorita' politica delegata per la coesione, sentito

il Ministro dell'economia e delle finanze e sentito il Ministro per

gli affari regionali, sono disciplinate le linee di attivita' del

Piano di cui al comma 1, nonche' l'ammontare degli investimenti, le

modalita' di individuazione del soggetto gestore, gli obiettivi e le

specifiche di investimento oggetto di intervento da parte dello

stesso Piano, stabilendo il minimo ammontare dell'investimento.

Art. 35

Obblighi informativi erogazioni pubbliche

  1. All'articolo 1 della legge 4 agosto 2017, n. 124, i commi da 125

a 129 sono sostituiti dai seguenti:

«125. A partire dall'esercizio finanziario 2018, i soggetti di

cui al secondo periodo sono tenuti a pubblicare nei propri siti

internet o analoghi portali digitali, entro il 30 giugno di ogni

anno, le informazioni relative a sovvenzioni, sussidi, vantaggi,

contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere

generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria,

agli stessi effettivamente   erogati   nell'esercizio   finanziario

precedente dalle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1,

comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e dai soggetti

di cui all'articolo 2-bis del decreto legislativo 14 marzo 2013, n.

  1. Il presente comma si applica:
  2. a) ai soggetti di cui all'articolo 13 della legge 8 luglio

1986, n. 349;

  1. b) ai soggetti di cui all'articolo 137 del decreto legislativo

6 settembre 2005, n. 206;

  1. c) alle associazioni, Onlus e fondazioni;
  2. d) alle cooperative sociali che svolgono attivita' a favore

degli stranieri di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.

125-bis. I soggetti che esercitano le   attivita'   di   cui

all'articolo 2195 del codice civile pubblicano nelle note integrative

del bilancio di esercizio e dell'eventuale bilancio consolidato gli

importi e le informazioni relativi a sovvenzioni, sussidi, vantaggi,

contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere

generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria,

agli stessi effettivamente erogati dalle pubbliche amministrazioni di

cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,

  1. 165 e dai soggetti di cui all'articolo 2-bis del decreto

legislativo 14 marzo 2013, n. 33. I soggetti che redigono il bilancio

ai sensi dell'articolo 2435-bis del codice civile e quelli comunque

non tenuti alla redazione   della   nota   integrativa   assolvono

all'obbligo di cui al primo periodo mediante pubblicazione delle

medesime informazioni e importi, entro il 30 giugno di ogni anno, su

propri siti internet, secondo modalita' liberamente accessibili al

pubblico o, in mancanza di questi ultimi, sui portali digitali delle

associazioni di categoria di appartenenza.

125-ter. A partire dal 1° gennaio 2020, l'inosservanza degli

obblighi di cui ai commi 125 e 125-bis comporta una sanzione pari

all'1 per cento degli importi ricevuti con un importo minimo di 2.000

euro, nonche' la sanzione accessoria dell'adempimento agli obblighi

di pubblicazione. Decorsi 90 giorni dalla contestazione senza che il

trasgressore abbia ottemperato agli obblighi di pubblicazione, si

applica la sanzione della restituzione integrale del beneficio ai

soggetti eroganti. Le sanzioni di cui al presente comma sono irrogate

dalle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del

decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che hanno erogato il

beneficio oppure, negli altri casi, dall'amministrazione vigilante o

competente per materia. Si applica la legge 24 novembre 1981, n. 689,

in quanto compatibile.

125-quater. Qualora i soggetti eroganti sovvenzioni, sussidi,

vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, privi di natura

corrispettiva, retributiva o risarcitoria di cui ai commi 125 e

125-bis siano amministrazioni centrali dello Stato ed   abbiano

adempiuto agli obblighi di pubblicazione previsti dall'articolo 26

del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, le somme di cui al

comma 125-ter sono versate ad apposito capitolo dell'entrata del

bilancio dello Stato per essere riassegnate ai pertinenti capitoli

degli stati di previsione delle amministrazioni originariamente

competenti per materia. Nel caso in cui i soggetti eroganti di cui al

primo periodo non abbiano adempiuto agli obblighi di pubblicazione di

cui all'articolo 26 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, le

somme di cui al comma 125-ter sono versate all'entrata del bilancio

dello Stato per essere riassegnate al Fondo per la lotta alla

poverta' e all'esclusione sociale di cui all'articolo 1, comma 386,

della legge 8 dicembre 2015, n. 208.

125-quinquies. Per gli aiuti di Stato e gli aiuti de minimis

contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di Stato di cui

all'articolo 52 della legge 24 dicembre   2012,   n.   234,   la

registrazione degli aiuti nel predetto sistema, con conseguente

pubblicazione nella sezione trasparenza ivi prevista, operata dai

soggetti che concedono o gestiscono gli aiuti medesimi ai sensi della

relativa disciplina, tiene luogo degli obblighi di pubblicazione

posti a carico dei soggetti di cui ai commi 125 e 125-bis, a

condizione che venga dichiarata l'esistenza di aiuti oggetto di

obbligo di pubblicazione nell'ambito del Registro nazionale degli

aiuti di Stato nella nota integrativa del bilancio oppure, ove non

tenute alla redazione della nota integrativa, sul proprio sito

internet o, in mancanza, sul portale digitale delle associazioni di

categoria di appartenenza.

125-sexies. Le cooperative sociali di cui al comma 125, lettera

d), sono altresi' tenute a pubblicare trimestralmente nei propri siti

internet o portali digitali l'elenco dei soggetti a cui sono versate

somme per lo svolgimento di servizi finalizzati ad attivita' di

integrazione, assistenza e protezione sociale.

  1. A decorrere dal 1° gennaio 2018,   gli   obblighi   di

pubblicazione di cui all'articolo 26 del decreto legislativo 14 marzo

2013, n. 33, si applicano anche agli enti e alle societa' controllati

di diritto o di fatto, direttamente o   indirettamente,   dalle

amministrazioni dello Stato, mediante pubblicazione nei   propri

documenti contabili annuali, nella nota integrativa del bilancio. In

caso di inosservanza di tale obbligo si applica una sanzione

amministrativa pari alle somme erogate.

  1. Al fine di evitare la pubblicazione di informazioni non

rilevanti, l'obbligo di pubblicazione di cui ai commi 125, 125-bis e

126 non si applica ove l'importo monetario di sovvenzioni, sussidi,

vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, privi di natura

corrispettiva, retributiva o risarcitoria effettivamente erogati al

soggetto beneficiario sia inferiore a 10.000 euro nel   periodo

considerato.

  1. All'articolo 26, comma 2, del decreto legislativo 14 marzo

2013, n. 33, dopo il secondo periodo, e' aggiunto il seguente: «Ove i

soggetti beneficiari siano controllati di diritto o di fatto dalla

stessa persona fisica o giuridica ovvero dagli stessi gruppi di

persone fisiche o giuridiche, vengono altresi' pubblicati i dati

consolidati di gruppo.».

  1. All'attuazione delle disposizioni previste dai commi da 125

a 128 le amministrazioni, gli enti e le societa' di cui ai predetti

commi provvedono nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e

strumentali previste a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi

o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.».

  1. Il comma 2 dell'articolo 3-quater del decreto-legge 14 dicembre

2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio

2019, n. 12, e' abrogato.

Art. 36

Banche popolari e Fondo indennizzo risparmiatori

  1. All'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n.

3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33,

la parola: «2019» e' sostituita dalla seguente: «2020».

  1. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, sono

apportate le seguenti modifiche:

  1. a) al comma 494, le parole «e aventi causa» sono sostituite dalle

seguenti: «mortis causa, o il coniuge, il soggetto legato da unione

civile, il convivente more uxorio o di fatto di cui alla legge 20

maggio 2016, n. 76, i parenti entro il secondo grado, ove siano

succeduti nel possesso dei predetti strumenti finanziari in forza di

trasferimento a titolo particolare per atto tra vivi»;

  1. b) al comma 496, primo periodo, dopo le parole «costo di

acquisto,» sono inserite le seguenti: «inclusi gli oneri fiscali,»;

  1. c) al comma 497, primo periodo, dopo le parole «costo di

acquisto,» sono inserite le seguenti: «inclusi gli oneri fiscali,»;

  1. d) al comma 500, secondo periodo, dopo le parole «titoli di Stato

con scadenza equivalente» sono aggiunte le seguenti: «determinato ai

sensi dei commi 3, 4 e 5 dell'articolo 9 del decreto-legge 3 maggio

2016, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 giugno

2016, n. 119»;

  1. e) al comma 501, i periodi secondo, terzo, quarto, quinto e sesto

sono sostituiti dai seguenti:

«Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono

definite le modalita' di presentazione della domanda di indennizzo

nonche' i piani di riparto delle risorse disponibili. Con il medesimo

decreto e' istituita e disciplinata una Commissione tecnica per:

l'esame e l'ammissione delle domande all'indennizzo del FIR; la

verifica delle violazioni massive, nonche' della sussistenza del

nesso di causalita' tra le medesime e il danno   subito   dai

risparmiatori; l'erogazione dell'indennizzo da parte del FIR. Le

suddette verifiche possono avvenire anche attraverso la preventiva

tipizzazione   delle   violazioni   massive   e   la   corrispondente

identificazione degli elementi oggettivi e/o soggettivi in presenza

dei quali l'indennizzo puo' essere direttamente erogato. Il decreto

indica i tempi delle procedure di definizione   delle   istanze

presentate entro il termine di cui al penultimo periodo e, in modo

non tassativo, le fattispecie di violazioni massive. Il suddetto

procedimento non si applica ai casi di cui al comma 502-bis. La

citata Commissione e' composta da nove membri in possesso di idonei

requisiti di competenza, indipendenza, onorabilita' e probita'. Con

successivo decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono

nominati i componenti della Commissione tecnica e determinati gli

emolumenti da attribuire ai medesimi, nel limite massimo di 1,2

milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Ai

relativi oneri si provvede mediante la corrispondente riduzione della

dotazione del FIR. Qualora l'importo dei compensi da attribuire ai

componenti della Commissione tecnica risulti inferiore al predetto

limite massimo, con decreto del Ministro dell'economia e delle

finanze, l'importo eccedente confluisce nel FIR.   Il   Ministro

dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare   le

occorrenti variazioni di bilancio. La domanda   di   indennizzo,

corredata di idonea documentazione attestante i requisiti di cui al

comma 494, e' inviata entro il termine di centottanta giorni

decorrenti dalla data individuata con apposito decreto del Ministro

dell'economia e delle finanze.»;

  1. f) dopo il comma 501 e' inserito il seguente comma:

«501-bis. Le attivita' di supporto per l'espletamento delle

funzioni della Commissione tecnica di cui al comma 501 sono affidate

dal Ministero dell'economia e delle finanze, nel rispetto dei

principi comunitari e nazionali conferenti, a societa' a capitale

interamente pubblico, su cui l'amministrazione dello Stato esercita

un controllo analogo a quello esercitato su propri servizi e che

svolge la propria attivita' quasi esclusivamente nei confronti della

predetta amministrazione. Gli oneri e le spese relative alle predette

attivita' sono a carico delle risorse finanziarie del FIR non oltre

il limite massimo complessivo di 12,5 milioni di euro.»;

  1. g) il comma 502 e' sostituito dal seguente:

«502. I risparmiatori di cui al comma 502-bis sono soddisfatti

con priorita' a valere sulla dotazione del FIR.»;

  1. h) dopo il comma 502, sono aggiunti i seguenti:

«502-bis. Previo accertamento da parte della   Commissione

tecnica di cui al comma 501 esclusivamente dei requisiti soggettivi e

oggettivi previsti nel presente comma, hanno diritto all'erogazione

da parte del FIR di un indennizzo forfettario   dell'ammontare

determinato ai sensi dei precedenti commi 496 e 497 i risparmiatori

persone   fisiche,   imprenditori   individuali,   anche   agricoli,

coltivatori diretti, in possesso delle azioni e delle obbligazioni

subordinate delle banche di cui al comma 493 alla data   del

provvedimento di messa in liquidazione coatta amministrativa - ovvero

i loro successori mortis causa o il coniuge, il soggetto legato da

unione civile, il convivente more uxorio o di fatto, i parenti entro

il secondo grado in possesso dei suddetti strumenti finanziari a

seguito di trasferimento con atto tra vivi - che soddisfano una delle

seguenti condizioni: a) patrimonio mobiliare di proprieta' del

risparmiatore di valore inferiore a 100.000 euro; b) ammontare del

reddito complessivo del risparmiatore ai fini dell'imposta sul

reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro nell'anno 2018.

Il valore del patrimonio mobiliare di cui alla suddetta lettera a)

risulta dal patrimonio mobiliare posseduto al 31 dicembre 2018,

esclusi gli strumenti finanziari di cui al comma 494, calcolato

secondo i criteri e le istruzioni approvati con decreto del Ministero

del lavoro e delle politiche sociali, Direzione generale   per

l'inclusione e le politiche sociali, di concerto con il Ministero

dell'economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze del 13

aprile 2017, n. 138, recante approvazione del modello tipo di

dichiarazione sostitutiva unica (DSU), nonche'   delle   relative

istruzioni per la compilazione, ai sensi dell'articolo 10, comma 3,

del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 dicembre

2013, n. 159. Con il decreto del Ministro dell'economia e delle

finanze previsto dal precedente comma 501 sono stabilite le modalita'

di presentazione dell'istanza di erogazione del menzionato indennizzo

forfettario.

502-ter. Il limite di valore del patrimonio mobiliare di

proprieta' del risparmiatore, di cui al comma 502-bis, lettera a),

puo' essere elevato fino a 200.000 euro con decreto del Presidente

del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e

delle finanze, previo assenso della Commissione europea. Il decreto

del Ministro dell'economia e delle finanze di cui al comma 501,

secondo periodo, e' conseguentemente adeguato.».

Art. 37

Ingresso del Ministero dell'economia e delle finanze nel capitale

sociale della NewCo Nuova Alitalia

  1. Al fine del rilancio del settore del trasporto aereo e per il

rafforzamento del trasporto intermodale, il Ministero dell'economia e

delle finanze e' autorizzato a sottoscrivere, nel limite dell'importo

maturato a titolo di interessi ai sensi del comma 3, quote di

partecipazione al capitale della societa' di nuova costituzione cui

saranno trasferiti i compendi aziendali oggetto delle procedure di

cui all'articolo 50, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2017, n.

50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.

I criteri e le modalita' dell'operazione di cui al primo periodo sono

determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su

proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di natura non

regolamentare e sottoposto alla registrazione della Corte dei Conti.

A tal fine, il Ministero dell'economia e delle finanze e' autorizzato

ad avvalersi di primarie istituzioni finanziarie e legali a valere

sulle risorse di cui al comma 4, nel limite di euro 200.000,00.

  1. Alla societa' di nuova costituzione di cui al presente articolo,

partecipata dal Ministero dell'economia e delle finanze, non si

applicano le disposizioni del decreto legislativo 19 agosto 2016, n.

175.

  1. Alitalia - Societa' Aerea Italiana S.p.A. in amministrazione

straordinaria corrisponde gli interessi maturati sul finanziamento a

titolo oneroso - di cui all'articolo 50, comma 1, del decreto-legge

24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21

giugno 2017, n. 96, come integrato ai sensi dell'articolo 12 del

decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni,

dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, - dalla data di effettiva

erogazione alla data del decreto del Ministro dello   sviluppo

economico di autorizzazione alla cessione dei complessi aziendali

oggetto delle procedure e, comunque, sino a non oltre il 31 maggio

2019.

  1. Gli interessi di cui al comma 3 sono versati all'entrata del

bilancio dello Stato entro sessanta giorni dalla data del predetto

decreto del Ministro dello sviluppo economico per essere riassegnati

ad uno o piu' capitoli dello stato di previsione della spesa del

Ministero dell'economia e delle finanze per le finalita' di cui al

comma 1.

  1. All'articolo 50, comma 1, del citato decreto-legge n. 50 del

2017, le parole al terzo periodo «,ed e' restituito entro sei mesi

dall'erogazione in prededuzione, con priorita' rispetto a ogni altro

debito della procedura» sono soppresse.

  1. All'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n.

135, convertito con modificazione con legge 11 febbraio 2019, n. 12,

le parole « entro trenta giorni dall'intervenuta efficacia della

cessione dei complessi aziendali oggetto delle procedure di cui

all'articolo 50, comma 2, del decreto-legge n. 50 del 2017 e, in ogni

caso, non oltre il termine del 30 giugno 2019» sono sostituite con le

seguenti: «, nell'ambito della procedura di ripartizione dell'attivo

dell'amministrazione straordinaria a valere e nei limiti dell'attivo

disponibile di Alitalia - Societa' Aerea Italiana   S.p.A.   in

amministrazione straordinaria».

  1. Agli oneri derivanti dai commi 5 e 6, pari a 900 milioni di euro

per l'anno 2019 in termini di solo fabbisogno, si provvede ai sensi

dell'articolo 50.

  1. Tutti gli atti e le operazioni posti in essere dal Ministero

dell'economia e delle finanze per l'operazione di cui al presente

articolo sono esenti da imposizione fiscale, diretta e indiretta e da

tasse.

Art. 38

Debiti enti locali

  1. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, dopo il

comma 932 e' inserito il seguente: «932-bis. A seguito della

conclusione   delle   attivita'   straordinarie   della   gestione

commissariale di cui al comma 932:

  1. a) Roma capitale provvede alla cancellazione dei residui attivi e

passivi nei confronti della gestione commissariale;

  1. b) sono trasferiti a Roma Capitale i crediti di competenza della

stessa gestione commissariale iscritti nella massa attiva del piano

di rientro dall'indebitamento pregresso di cui all'articolo 78 del

decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,

dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, come definito in attuazione del

comma 930, iscrivendo in bilancio un adeguato fondo crediti di dubbia

esigibilita', destinato ad essere conservato fino alla riscossione o

cancellazione degli stessi crediti; la differenza e' finalizzata alla

copertura dell'eventuale disavanzo derivante dalla lettera a);

  1. c) e' trasferita a Roma capitale la titolarita' del piano di

estinzione dei debiti, ivi inclusi quelli finanziari, oggetto di

ricognizione, come approvato con il decreto del Presidente del

Consiglio dei ministri di cui al comma 930, unitamente alle risorse

di cui al comma 14 dell'articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010,

  1. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n.

122, non   destinate   annualmente   all'ammortamento   del   debito

finanziario a carico del Ministero dell'economia e delle finanze

individuati dallo stesso decreto del Presidente del Consiglio dei

ministri di cui al comma 930;

  1. d) le posizioni debitorie derivanti da obbligazioni contratte in

data anteriore al 28 aprile 2008 non inserite nella definitiva

rilevazione della massa passiva di cui al comma 930, rientrano nella

competenza di Roma Capitale.».

  1. Fino alla conclusione delle attivita' straordinarie della

Gestione commissariale di cui all'articolo 78 del decreto-legge del

25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6

agosto 2008, n. 133, al fine di sopperire a temporanee carenze di

liquidita' della Gestione stessa il comune di Roma Capitale e'

autorizzato a concedere alla stessa anticipazioni di liquidita'. Le

modalita' di concessione, la misura dell'eventuale tasso di interesse

e la restituzione delle anticipazioni di liquidita' di cui al periodo

precedente, sono disciplinate con apposita convenzione tra Roma

Capitale e la Gestione Commissariale.

Art. 39

Modifica al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4

  1. All'articolo 6, comma 8, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n.

4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26,

le parole da: «il Ministero del lavoro e delle politiche sociali»

sino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «attesa la

situazione di necessita' e di urgenza, limitatamente al triennio

2019-2021, l'Anpal, previa convenzione approvata con decreto del

Ministero del lavoro e delle politiche sociali, puo' avvalersi di

societa' in house al Ministero medesimo gia' esistenti, le quali

possono servirsi degli strumenti di acquisto e negoziazione messi a

disposizione da Consip S.p.A.».

Art. 40

Misure di sostegno al reddito per chiusura della strada SS 3-bis

Tiberina E45

  1. E' concessa, ai sensi del comma 3, un'indennita' pari al

trattamento massimo di integrazione salariale, con la relativa

contribuzione figurativa, a decorrere dal 16 gennaio 2019, per un

massimo di sei mesi, in favore dei lavoratori del settore privato,

compreso quello agricolo, impossibilitati a prestare l'attivita'

lavorativa, in tutto o in parte, a seguito della chiusura della

strada SS 3bis Tiberina E45 Orte Ravenna dal Km. 168+200 al Km

162+698, per il sequestro del viadotto   Puleto   con   relativa

interdizione totale della circolazione, dipendenti da aziende, o da

soggetti diversi dalle imprese, coinvolti dalla predetta chiusura,

che hanno subito un impatto economico negativo e per i quali non

trovano applicazione le vigenti   disposizioni   in   materia   di

ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro o che hanno

esaurito le tutele previste dalla normativa vigente.

  1. In favore dei titolari di rapporti di collaborazione coordinata

e continuativa, di agenzia e di rappresentanza commerciale, dei

lavoratori autonomi, ivi compresi i titolari di attivita' di impresa

e professionali, iscritti a qualsiasi   forma   obbligatoria   di

previdenza e assistenza, che abbiano dovuto sospendere l'attivita' a

causa dell'evento di cui al comma 1, e' riconosciuta, ai sensi del

comma 3, un'indennita' una tantum pari a 15.000 euro, nel rispetto

della normativa dell'Unione europea e nazionale in materia di aiuti

di Stato.

  1. Le indennita' di cui ai commi 1 e 2 sono concesse con decreto

delle regioni Emilia Romagna, Toscana e Umbria, nel limite di spesa

complessivo di 10 milioni di euro per l'anno 2019. La ripartizione

del limite di spesa complessivo di cui al primo periodo del presente

comma tra le regioni interessate e le modalita' ai fini del rispetto

del limite di spesa medesimo sono disciplinati con decreto del

Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il

Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta

giorni dall'entrata in vigore del presente decreto. Le regioni,

insieme al decreto di concessione, inviano la lista dei beneficiari

all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), che provvede

all'erogazione delle indennita'. Le domande sono presentate alla

regione, che le   istruisce   secondo   l'ordine   cronologico   di

presentazione delle stesse. L'INPS provvede al monitoraggio del

rispetto del limite di spesa, con le risorse umane, strumentali e

finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o

maggiori oneri a carico della finanza pubblica, fornendo i risultati

dell'attivita' di monitoraggio al Ministero del lavoro e delle

politiche sociali, al Ministero dell'economia e delle finanze e alle

regioni Emilia Romagna, Toscana e Umbria.

  1. Per l'indennita' pari al trattamento massimo di integrazione

salariale di cui al comma 1, e' prevista la modalita' di pagamento

diretto della prestazione da parte dell'INPS. Il datore di lavoro e'

obbligato ad inviare all'Istituto tutti i dati necessari per il

pagamento dell'integrazione salariale, secondo le modalita' stabilite

dall'Istituto, entro sei mesi dalla fine del periodo di paga in corso

alla scadenza del termine di durata della concessione o dalla data

del provvedimento di autorizzazione al pagamento da parte dell'INPS

se successivo. Trascorso inutilmente tale periodo, il pagamento della

prestazione e gli oneri ad essa connessi, rimangono a carico del

datore di lavoro inadempiente.

  1. All'onere derivante dal presente articolo, pari a 10 milioni di

euro per l'anno 2019, si provvede a valere sulle disponibilita' in

conto residui iscritte sul Fondo sociale   per   occupazione   e

formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a)   del

decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Alla compensazione

degli effetti finanziari in termini di fabbisogno e indebitamento

netto, pari a 6 milioni di euro per l'anno 2019, si provvede ai sensi

dell'articolo 50.

Art. 41

Misure in materia di aree di crisi industriale complessa

  1. Le disposizioni di cui all'articolo 25-ter del decreto-legge 23

ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17

dicembre 2018, n. 136, sono prorogate nel 2019, alle medesime

condizioni, per ulteriori dodici mesi e si applicano, altresi', anche

ai lavoratori che hanno cessato o cessano la mobilita' ordinaria o in

deroga entro il 31 dicembre 2019 nel limite di spesa di 16 milioni di

euro per l'anno 2019 e di 10 milioni di euro per l'anno 2020.

  1. All'onere derivante dall'applicazione del comma 1 pari a 16

milioni di euro per l'anno 2019 e a 10 milioni di euro per l'anno

2020 si provvede a valere sulle disponibilita' in conto residui

iscritte sul Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui

all'articolo 18, comma 1, lettera a) del decreto-legge 29 novembre

2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio

2009, n. 2. Alla compensazione degli effetti finanziari in termini di

fabbisogno e indebitamento netto, pari a 9,6 milioni di euro per

l'anno 2019 e 6 milioni di euro per l'anno 2020, si provvede ai sensi

dell'articolo 50.

Art. 42

Controllo degli strumenti di misura in servizio e sulla vigilanza

sugli strumenti di misura conformi alla normativa nazionale ed

europea)

  1. Il periodo transitorio previsto all'articolo 18, comma 2,

secondo periodo del decreto del Ministro delle sviluppo economico 21

aprile 2017, n. 93, e' prorogato al 30 giugno 2020, per gli organismi

abilitati ad effettuare verificazioni periodiche in conformita' alle

disposizioni abrogate dall'articolo 17 del predetto decreto, che,

alla data del 18 marzo 2019, dimostrino l'avvenuta accettazione

formale dell'offerta economica di accreditamento.

  1. Gli organismi che non hanno presentato domanda di accreditamento

entro il 18 marzo 2019 possono continuare ad operare fino al 30

giugno 2020 a decorrere dalla data della domanda, da presentarsi

entro il termine del 30 settembre 2019, dimostrando l'avvenuta

accettazione     formale     dell'offerta     economica     relativa

all'accreditamento.

  1. Le disposizioni di cui al comma 1, sono applicate fino al nuovo

esercizio delle competenze regolamentari del Ministro dello sviluppo

economico, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto

1988, n. 400, nella materia disciplinata dal citato decreto del

Ministro dello sviluppo economico n. 93 del 2017.

Art. 43

Semplificazione degli adempimenti per la gestione degli enti del

Terzo settore

  1. All'articolo 5 del decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149,

convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 3, secondo periodo, le parole «del finanziamento o

del contributo» sono sostituite dalle seguenti: «ovvero, in caso di

finanziamenti o contributi di importo unitario inferiore o uguale

a euro 500, entro il mese di marzo dell'anno solare successivo se

complessivamente superiori nell'anno a tale importo»;

  1. b) al comma 3, quarto periodo, dopo le parole «contestualmente

alla sua trasmissione» sono aggiunte le seguenti: «, anche tramite

PEC,»;

  1. c) il comma 4 e' sostituito dal seguente: «4. Ai sensi e per gli

effetti del presente articolo, sono equiparati ai partiti e movimenti

politici:

  1. a) le fondazioni, le associazioni e i comitati la composizione

dei cui organi direttivi o di gestione e' determinata in tutto o in

parte da deliberazioni di partiti o movimenti politici, o l'attivita'

dei quali si coordina con questi ultimi anche in conformita' a

previsioni contenute nei rispettivi statuti o atti costitutivi;

  1. b) le fondazioni, le associazioni e i comitati i cui organi

direttivi o di gestione sono composti per almeno un terzo da membri

di organi di partiti o movimenti politici ovvero persone che sono o

sono state, nei sei anni precedenti, membri del Parlamento nazionale

o europeo o di assemblee elettive regionali o locali di comuni con

piu' di 15.000 abitanti, ovvero che ricoprono o hanno ricoperto, nei

sei anni precedenti, incarichi di governo al livello nazionale,

regionale o locale, in comuni con piu' di 15.000 abitanti;

  1. c) le fondazioni, le associazioni e i comitati che erogano

somme a titolo di liberalita' o contribuiscono in misura pari o

superiore a euro 5.000 l'anno al finanziamento di iniziative o

servizi a titolo gratuito in favore di partiti, movimenti politici o

loro articolazioni, di membri di organi o articolazioni comunque

denominate di partiti o movimenti politici ovvero di persone titolari

di cariche istituzionali nell'ambito di organi elettivi o   di

governo.»;

  1. d) dopo il comma 4, e' aggiunto il seguente: «4-bis. Il comma

4, lettera b), non si applica agli enti del Terzo settore iscritti

nel Registro unico nazionale di cui all'articolo 45 del decreto

legislativo 3 luglio 2017, n. 117. Il comma 4, lettera b), non si

applica altresi' alle fondazioni, alle associazioni, ai comitati

appartenenti alle confessioni religiose con le quali lo Stato ha

stipulato patti, accordi o intese».

  1. Fino all'operativita' del Registro unico nazionale del Terzo

settore di cui all'articolo 45 del decreto legislativo 3 luglio 2017,

  1. 117, il requisito dell'iscrizione nel predetto registro previsto

dall'articolo 5, comma 4-bis, del decreto-legge 28 dicembre 2013, n.

149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n.

13, s'intende soddisfatto con l'iscrizione in uno dei registri

previsti dalle normative di settore, ai sensi dell'articolo 101,

comma 3, del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117.

  1. All'articolo 1 della legge 19 gennaio 2019, n. 3, sono apportate

le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 11, terzo periodo, le parole «entro il mese solare

successivo a quello di percezione, in apposito registro» sono

sostituite dalle seguenti: «entro il mese solare successivo a quello

di percezione ovvero, in caso di contributi, prestazioni o altre

forme di sostegno di importo unitario inferiore o uguale a euro 500,

entro   il   mese   di   marzo   dell'anno   solare   successivo   se

complessivamente superiori nell'anno a tale importo, in apposito

registro numerato progressivamente e firmato su ogni foglio dal

rappresentante legale o dal tesoriere,»; al quarto periodo, le parole

«e in ogni caso l'annotazione deve essere eseguita entro il mese

solare successivo a quello di percezione» sono soppresse;

  1. b) al comma 21 dopo le parole «e 12» sono aggiunte le seguenti:

«, primo periodo,»; alla fine del primo periodo sono aggiunte le

seguenti parole: «, se entro tre mesi dal ricevimento non ha

provveduto al versamento del corrispondente importo alla cassa delle

ammende in conformita' al comma 13» e, in fine, dopo il primo

periodo, e' aggiunto il seguente: «In caso di violazione del divieto

di cui al comma 12, secondo periodo, si applicano le sanzioni di cui

al primo periodo del presente comma se entro tre mesi dalla piena

conoscenza della sussistenza delle condizioni ostative di cui al

comma 12, secondo periodo, il partito o movimento politico non ha

provveduto al versamento del corrispondente importo alla cassa delle

ammende in conformita' al comma 13.»;

  1. c) al comma 28, dopo il primo periodo, e' aggiunto in fine il

seguente: «E' fatto salvo quanto disposto all'articolo 5, comma

4-bis, del decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con

modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13.»;

  1. d) dopo il comma 28 e' aggiunto il seguente: «28-bis. In deroga

al comma 28, alle fondazioni, alle associazioni e ai comitati di cui

all'articolo 5, comma 4, del decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149,

convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13, i

termini fissati al mese solare successivo dal comma 11, terzo

periodo, del presente articolo e dall'articolo 5, comma 3, del citato

decreto-legge n. 149 del 2013, si intendono fissati, salvo che per i

comitati elettorali, al secondo mese solare   successivo.   Alle

fondazioni, alle associazioni e ai comitati di cui al primo periodo

non si applica il comma 12, primo periodo; ai medesimi enti il comma

12, secondo periodo, non si applica in caso di elargizioni disposte

da persone fisiche maggiorenni straniere. Agli enti di cui al secondo

periodo, in caso di violazione degli ulteriori divieti di cui al

comma 12 del presente articolo, il comma 21 si applica solo in

relazione a contributi, prestazioni o altre forme di sostegno di

importo superiore nell'anno a euro 500.».

  1. I termini di cui all'articolo 1, comma 28-bis, primo periodo,

della legge 19 gennaio 2019, n. 3, si applicano agli adempimenti

relativi ad elargizioni, finanziamenti e contributi ricevuti a

partire dal centoventesimo giorno successivo alla data di entrata in

vigore della medesima legge.

Art. 44

Semplificazione ed efficientamento dei processi di programmazione,

vigilanza ed attuazione degli interventi finanziati dal Fondo per

lo sviluppo e la coesione

  1. Al fine di migliorare il coordinamento unitario e la qualita'

degli interventi infrastrutturali finanziati con le risorse nazionali

destinate alle politiche di coesione dei cicli di programmazione

2000/2006, 2007/2013 e 2014/2020, nonche' di accelerarne la spesa,

per ciascuna Amministrazione centrale, Regione o Citta' metropolitana

titolare di risorse a valere sul Fondo per lo sviluppo e coesione di

cui all'articolo 4, del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, in

sostituzione della pluralita' degli attuali documenti programmatori

variamente denominati e tenendo conto degli interventi ivi inclusi,

l'Agenzia   per   la   coesione   territoriale   procede   ad   una

riclassificazione di tali   strumenti   al   fine   di   sottoporre

all'approvazione del CIPE, su proposta del Ministro per il Sud,

autorita' delegata per la coesione, entro quattro mesi dall'entrata

in vigore della presente disposizione, un unico Piano operativo

denominato «Piano sviluppo e coesione», con modalita' unitarie di

gestione e monitoraggio.

  1. Al fine di rafforzare il carattere unitario delle politiche di

coesione e della relativa programmazione e di valorizzarne la

simmetria con i Programmi Operativi Europei, ciascun Piano e'

articolato per aree tematiche, in analogia agli obiettivi tematici

dell'Accordo di Partenariato, con conseguente trasferimento delle

funzioni attribuite ai rispettivi strumenti di governance, istituiti

con delibere del CIPE o comunque previsti dai   documenti   di

programmazione oggetto di riclassificazione, ad appositi Comitati di

Sorveglianza, costituiti dalle Amministrazioni titolari dei Piani

operativi, ai quali partecipano rappresentanti del Dipartimento per

le politiche di coesione, dell'Agenzia per la coesione territoriale,

del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della

politica economica e dei Ministeri competenti per area tematica,

nonche' del partenariato economico e sociale, relativamente agli

ambiti di cui alle lettere d) ed e) del comma 3.   Per   la

partecipazione ai Comitati di sorveglianza non sono dovuti gettoni di

presenza, compensi, rimborsi spese o altri emolumenti comunque

denominati.

  1. I Comitati di sorveglianza di cui al comma 2, ferme restando le

competenze specifiche normativamente attribuite alle amministrazioni

centrali e alle Agenzie nazionali:

  1. a) approvano la metodologia e i criteri usati per la selezione

delle operazioni;

  1. b) approvano le relazioni di attuazione annuali e finali;
  2. c) esaminano eventuali proposte di modifiche al Piano operativo,

con facolta' di approvazione delle stesse ai sensi del numero 2,

lettera g) della delibera CIPE 10 agosto 2016, n. 25, ovvero

esprimendo un parere ai fini della sottoposizione delle modifiche

stesse al CIPE;

  1. d) esaminano ogni aspetto che incida sui risultati comprese le

verifiche di efficacia dell'attuazione;

  1. e) esaminano i risultati delle valutazioni.
  2. I Comitati di sorveglianza dei programmi attuativi regionali FSC

2007-2013 integrano la propria composizione e disciplina secondo

quanto previsto dai commi 2 e 3.

  1. Le Amministrazioni titolari dei Piani sviluppo e coesione

monitorano gli interventi sul proprio sistema gestionale e rendono

disponibili, con periodicita' bimestrale, i dati di avanzamento

finanziario, fisico e procedurale alla Banca dati Unitaria del

Ministero dell'economia e delle   finanze -   Dipartimento   della

ragioneria generale dello Stato secondo le disposizioni normative di

cui di cui all'articolo 1, comma 703, lettera l), legge 23 dicembre

2014, n. 190. Gli interventi, pena esclusione dal finanziamento, sono

identificati con il Codice Unico di Progetto (CUP).

  1. Restano in ogni caso fermi le dotazioni finanziarie degli

strumenti di programmazione oggetto di riclassificazione,   come

determinate alla data di entrata in vigore del presente decreto, gli

interventi individuati e il relativo finanziamento, le appostazioni

programmatiche ove non declinate in specifici   interventi,   la

titolarita' dei programmi o delle assegnazioni deliberate dal CIPE, i

soggetti attuatori, ove individuati anche nei documenti attuativi.

  1. In sede di prima approvazione, il Piano sviluppo e coesione di

cui al comma 1 puo' contenere:

  1. a) gli interventi dotati di progettazione esecutiva o con

procedura di aggiudicazione avviata alla data di entrata in vigore

del presente decreto;

  1. b) gli interventi che, pur non rientrando nella casistica di cui

alla lettera a), siano valutati favorevolmente da   parte   del

Dipartimento per le politiche di coesione, dell'Agenzia per la

coesione territoriale, sentite le Amministrazioni titolari delle

risorse di cui al comma 1, in ragione dello stato di avanzamento

della progettazione, dell'effettiva rispondenza e sinergia con le

priorita' di sviluppo dei territori e con gli obiettivi strategici

del nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei, nonche' della

concomitante possibilita' di generare obbligazioni giuridicamente

vincolanti entro il 31 dicembre 2021.

  1. L'amministrazione titolare del Piano operativo oggetto della

riclassificazione, prevista al comma 1, e' responsabile   della

individuazione degli interventi, comprensivi di quelli previsti in

sostituzione degli interventi gia' finanziati alla data di entrata in

vigore del presente decreto, inclusa la vigilanza sulla attuazione

dei singoli interventi, l'approvazione di varianti, la presentazione

degli stati di avanzamento, nonche' delle richieste di erogazione

delle risorse ai beneficiari.

  1. Per gli interventi di cui al comma 7, lettera b), il CIPE, con

la medesima delibera di approvazione del Piano sviluppo e coesione,

stabilisce, a fini di accelerarne la realizzazione e la spesa, le

misure di accompagnamento alla progettazione e all'attuazione da

parte del Dipartimento per le politiche di coesione, dell'Agenzia per

la coesione territoriale e della Struttura per la progettazione di

beni ed edifici pubblici di cui all'articolo 1, comma 162, della

legge 30 dicembre 2018, n. 145.

  1. Le risorse di cui al comma 1, eventualmente non rientranti nel

Piano sviluppo e coesione, sono riprogrammate con delibera CIPE su

proposta del Ministro per il Sud al fine di contribuire:

  1. a) al finanziamento dei Piani sviluppo e coesione relativi alle

Amministrazioni di cui al comma 2 per le quali le risorse di cui al

comma 1 di cui risultino titolari al momento di entrata in vigore del

presente decreto non siano superiori alle risorse assegnate al Piano

sviluppo e coesione relativo alle medesime Amministrazioni ai sensi

del comma 7;

  1. b) al finanziamento di «Programmi di piccole opere e manutenzioni

straordinarie»   per   infrastrutture   stradali,     ferroviarie,

aeroportuali, idriche, nonche'   per   fronteggiare   il   dissesto

idrogeologico e per la messa in sicurezza di scuole, ospedali ed

altre strutture pubbliche, da attuare attraverso lo strumento del

Contratto istituzionale di sviluppo di cui all'articolo 6 del decreto

legislativo 31 maggio 2011, n. 88 da stipulare per singola area

tematica;

  1. c) al finanziamento della   progettazione   degli   interventi

infrastrutturali.

  1. Resta in ogni caso fermo il   vincolo   di   destinazione

territoriale di cui all'articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre

2013, n. 147. Restano, altresi', ferme le norme di legge relative

alle risorse di cui al comma 1, in quanto compatibili.

  1. In relazione alle nuove risorse del Fondo sviluppo e coesione

attribuite con la legge 30 dicembre 2018, n. 145 e non ancora

programmate alla data di entrata   in   vigore   della   presente

disposizione, le proposte di assegnazione di risorse da sottoporre al

CIPE per il finanziamento di interventi infrastrutturali devono

essere corredate della positiva valutazione tecnica da parte del

Dipartimento per le politiche di coesione. Salvo diversa e motivata

previsione nella delibera di assegnazione del CIPE, tali assegnazioni

decadono ove non diano luogo a obbligazioni giuridicamente vincolanti

entro tre anni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della

Repubblica italiana della medesima delibera. Le relative risorse non

possono essere riassegnate alla medesima Amministrazione.

  1. Al fine di supportare le Amministrazioni di cui al comma 2

nella progettazione e realizzazione di interventi infrastrutturali le

risorse destinate alla progettazione di cui al comma 10, lettera c)

finanziano i costi della progettazione   tecnica   dei   progetti

infrastrutturali che abbiano avuto la valutazione positiva da parte

delle strutture tecniche della Presidenza del Consiglio dei ministri,

sulla base dell'effettiva rispondenza alle priorita' di sviluppo e ai

fabbisogni del territorio, dell'eventuale necessita' di fronteggiare

situazioni emergenziali, da sostenere da parte delle Amministrazioni

titolari dei Piani operativi di cui al comma 1, anche attraverso il

ricorso alla Struttura per la progettazione di beni ed edifici

pubblici di cui all'articolo 1, comma 162, della legge 30 dicembre

2018, n. 145. I progetti per i quali sia completata positivamente la

progettazione esecutiva accedono prioritariamente ai finanziamenti

che si renderanno disponibili per la realizzazione. Alle risorse del

Fondo e sviluppo e coesione assegnate alle finalita' specifiche di

cui al presente comma non si applica il vincolo di destinazione

territoriale di cui all'articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre

2013, n. 147.

  1. Ai Piani operativi redatti a seguito della riclassificazione di

cui al comma 1 si applicano i principi di cui alla delibera CIPE n.

25/2016. Il CIPE, su proposta del Ministro per il Sud, d'intesa con

il Ministro per gli affari regionali, previa intesa con la Conferenza

Stato-Regioni, adotta una apposita delibera per assicurare la fase

transitoria della disciplina dei cicli di programmazione 2000-2006 e

2007- 2013. Nelle more dell'approvazione dei singoli Piani di

sviluppo e coesione, si applicano le regole di programmazione

vigenti.

  1. Il Ministro per il Sud presenta al CIPE:
  2. a) entro il 31 marzo 2020 una relazione sull'attuazione delle

disposizioni del presente articolo;

  1. b) entro il 31 marzo di ogni anno, a partire dall'anno 2020, una

relazione annuale sull'andamento degli interventi ricompresi nei

Piani operativi di cui al comma 1 riferita all'anno precedente.

Art. 45

Proroga del termine per la rideterminazione dei vitalizi regionali e

correzione di errori formali

  1. All'articolo 1, comma 965, primo periodo, della legge 30

dicembre 2018, n. 145, le parole «entro quattro mesi dalla data di

entrata in vigore della presente legge, ovvero entro sei mesi dalla

medesima data» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 30 maggio

2019, ovvero entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della

presente legge».

  1. All'articolo 194-quater, comma 1, del decreto legislativo 24

febbraio 1998, n. 58, come modificato dal decreto legislativo 13

febbraio 2019, n. 19, le lettere «c-ter)» e «c-quater» sono,

rispettivamente,   ridenominate   come   segue:   «c-quater)»   e

«c-quinquies)»; all'articolo 194-septies, comma 1, dello stesso

decreto legislativo n. 58 del 1998, come modificato dal decreto

legislativo 13 febbraio 2019, n. 19, le lettere «e-bis» ed «e-ter)»

sono, rispettivamente,   ridenominate   come   segue:   «e-ter»   ed

«e-quater)».

Art. 46

Modifiche all'articolo 2, comma 6

del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1

  1. All'articolo 2, comma 6, del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1,

convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 20:

  1. a) al primo periodo, dopo la parola «Piano» e' inserita la parola

«Ambientale», le parole «nei termini previsti dai commi 4 e 5 del

presente articolo» sono sostituite dalle parole «come modificato e

integrato con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29

settembre 2017» e le parole «e delle altre norme   a   tutela

dell'ambiente, della salute e dell'incolumita'   pubblica»   sono

abrogate;

  1. b) al secondo periodo, dopo la parola «Piano» e' inserita la

parola: «Ambientale», dopo le parole «periodo precedente» sono

inserite le parole: «, nel rispetto dei termini e delle modalita' ivi

stabiliti,» e le parole «, di tutela della salute e dell'incolumita'

pubblica e di sicurezza sul lavoro» sono abrogate;

  1. c) il terzo periodo e' sostituito dal seguente: «La disciplina di

cui al periodo precedente si applica con riferimento alle condotte

poste in essere fino al 6 settembre 2019».

Art. 47

Alte professionalita' esclusivamente tecniche per opere pubbliche,

gare e contratti

  1. Al fine di consentire il piu' celere ed efficace svolgimento dei

compiti dei Provveditorati interregionali alle opere pubbliche del

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e' autorizzata

l'assunzione a tempo indeterminato, a partire dal 1° dicembre 2019,

di cento unita' di personale di alta specializzazione ed elevata

professionalita', da individuare tra ingegneri, architetti e geologi

e, nella misura del 20 per cento, di personale amministrativo, da

inquadrare nel livello iniziale dell'Area III del comparto delle

funzioni centrali, con contestuale incremento   della   dotazione

organica del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Con

decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di

concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione,   da

adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del

presente decreto, sono definiti gli specifici requisiti di cui il

personale deve essere in possesso. Ai fini dell'espletamento delle

procedure concorsuali per l'individuazione del personale di cui al

presente comma, effettuate in deroga alle procedure di mobilita' di

cui all'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si

procede nelle forme del concorso unico di cui all'articolo 4, comma

3-quinquies, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito,

con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125 e all'articolo

35 del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, mediante richiesta

alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento della

funzione pubblica, che provvede al loro svolgimento secondo le

modalita' previste dal decreto di cui all'articolo 1, comma 300,

della legge 30 dicembre 2018, n. 145. Per le procedure concorsuali

bandite anteriormente all'entrata in vigore del decreto di cui al

precedente periodo, la Presidenza del Consiglio dei   ministri,

Dipartimento della funzione pubblica, provvede al loro svolgimento

con modalita' semplificate, anche in deroga alla disciplina prevista

dal decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487,

per quanto concerne in particolare:

  1. a) la nomina e la composizione della commissione d'esame,

prevedendo la costituzione di sottocommissioni anche per le prove

scritte e stabilendo che a ciascuna delle sottocommissioni non puo'

essere   assegnato   un   numero   di   candidati   inferiore   a

duecentocinquanta;

  1. b) la tipologia e le modalita' di svolgimento delle prove di

esame, prevedendo:

1) la facolta' di far precedere le prove di esame da una prova

preselettiva, qualora le domande di partecipazione al concorso siano

in numero superiore a due volte il numero dei posti banditi;

2) la possibilita' di svolgere prove preselettive consistenti

nella risoluzione di quesiti a risposta multipla, gestite con

l'ausilio di enti o istituti specializzati pubblici e privati e con

possibilita' di predisposizione dei quesiti da parte degli stessi.

Agli oneri per le assunzioni di cui al presente articolo, pari a euro

325.000 per l'anno 2019 e pari a euro 3.891.000 a decorrere dall'anno

2020, si provvede ai sensi dell'articolo 50.

Art. 48

Disposizioni in materia di energia

  1. Per gli interventi connessi al rispetto degli impegni assunti

dal Governo italiano con l'iniziativa Mission Innovation adottata

durante la Cop 21 di Parigi, finalizzati a raddoppiare la quota

pubblica degli investimenti dedicati alle attivita' di ricerca,

sviluppo e innovazione delle tecnologie energetiche pulite, nonche'

gli impegni assunti nell'ambito della Proposta di Piano Nazionale

Integrato Energia Clima, e' autorizzata la spesa di 10 milioni per

ciascuno degli anni 2019 e 2020 e di 20 milioni per l'anno 2021.

All'onere del presente comma si provvede ai sensi dell'articolo 50.

Art. 49

Credito d'imposta per la partecipazione

di PMI a fiere internazionali

  1. Al fine di migliorare il   livello   e   la   qualita'   di

internazionalizzazione delle PMI italiane, alle imprese esistenti

alla data del 1° gennaio 2019 e' riconosciuto, per il periodo

d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente

decreto, un credito d'imposta nella misura del 30 per cento delle

spese di cui al comma 2 fino ad un massimo di 60.000 euro. Il credito

d'imposta e' riconosciuto fino all'esaurimento dell'importo massimo

pari a 5 milioni per l'anno 2020.

  1. Il credito d'imposta di cui al comma 1 e' riconosciuto per le

spese di partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali

di settore che si svolgono all'estero, relativamente alle spese per

l'affitto degli spazi espositivi; per l'allestimento dei medesimi

spazi; per le attivita' pubblicitarie,   di   promozione   e   di

comunicazione, connesse alla partecipazione.

  1. Il credito d'imposta e' riconosciuto nel rispetto   delle

condizioni e dei limiti di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 della

Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli

articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea

agli aiuti de minimis, al regolamento (UE) n. 1408/2013 della

Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli

articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea

agli aiuti de minimis nel settore agricolo e al regolamento (UE) n.

717/2014 della   commissione,   del   27   giugno   2014,   relativo

all'applicazione degli articoli 107 e 108   del   Trattato   sul

funzionamento dell'Unione europea agli aiuti de minimis nel settore

della pesca e dell'acquacoltura. Il credito d'imposta e' ripartito in

tre quote annuali di pari importo ed e' utilizzabile, esclusivamente

in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9

luglio 1997, n. 241.

  1. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto

con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro

sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,

sono stabilite le disposizioni applicative del presente articolo, con

riferimento, in particolare, a:

  1. a) le tipologie di spese ammesse al beneficio, nell'ambito di

quelle di cui al comma 2;

  1. b) le procedure per l'ammissione al beneficio, che avviene

secondo l'ordine cronologico di presentazione delle relative domande,

nel rispetto dei limiti di cui al comma 1;

  1. c) l'elenco delle manifestazioni fieristiche internazionali di

settore per cui e' ammesso il credito di imposta;

  1. e) le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei

crediti d'imposta, secondo quanto stabilito dall'articolo 1, comma 6,

del decreto-legge 25   marzo   2010,   n.   40,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73.

  1. Qualora   l'Agenzia   delle   entrate   accerti,   nell'ambito

dell'ordinaria   attivita'   di   controllo,   l'eventuale   indebita

fruizione, totale o parziale, del credito d'imposta, la stessa ne da'

comunicazione al Ministero dello sviluppo economico che, ai sensi

dell'articolo 1, comma 6, del citato decreto-legge n. 40 del 2010,

provvede al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e

sanzioni secondo legge.

  1. All'onere di cui al comma 1, pari a 5 milioni di euro per l'anno

2020, si provvede ai sensi dell'articolo 50.

Art. 50

Disposizioni finanziarie

  1. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di

cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n.

282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n.

307, e' incrementato di 42 milioni di euro per l'anno 2026, di

111 euro per l'anno 2027, di 47 milioni di per l'anno 2028, di 52

milioni di euro per l'anno 2029, di 40 milioni di euro per l'anno

2030, di 39 milioni di euro per l'anno 2031 e di 37,5 milioni di euro

annui a decorrere dall'anno 2032.

  1. Agli oneri derivanti dagli articoli 1, 3, 5, 7, 8, 10, 11, 13,

17,19, 21, 23, comma 1, 28, 29, commi 2 e 8, 31, commi 2 e 3, 32,

commi 3, 10 e 15, 37, 40, comma 5, 41, comma 2, 47, 48, 49 e dal

comma 1 del presente articolo e dal secondo periodo della lettera n)

del presente comma, pari a 400,625 milioni di euro per l'anno 2019, a

518,891 milioni di euro per l'anno 2020, a 638,491 milioni di euro

per l'anno 2021, a 525,991 milioni di euro per l'anno 2022, a 663,591

milioni di euro per l'anno 2023, a 552,791 milioni di euro per l'anno

2024, a 468,891 milioni di euro per l'anno 2025, a 334,691 milioni di

euro per l'anno 2026, a 381,791 milioni di euro per l'anno 2027, a

314,091 euro per l'anno 2028, a 317,891 euro per l'anno 2029, a

307,791 euro per l'anno 2030, a 304,891 milioni di euro per l'anno

2031, a 304,691 milioni di euro per l'anno 2032 e a 303,391 milioni

di euro annui a decorrere dall'anno 2033, che aumentano, ai fini

della compensazione degli effetti in termini di fabbisogno per

1.078,975 milioni di euro e in termini di indebitamento netto per

428,975 milioni di euro per l'anno 2019 e,   ai   fini   della

compensazione degli effetti in termini di fabbisogno e indebitamento

netto, a 555,141 milioni di euro per l'anno 2020, a 639,991 milioni

di euro per l'anno 2021, a 537,491 milioni di euro per l'anno 2022, a

675,091 milioni di euro per l'anno 2023, a 562,791 milioni di euro

per l'anno 2024, a 478,891 milioni di euro per l'anno 2025, si

provvede:

  1. a) quanto a 2,2 milioni di euro per l'anno 2019, a 234,2 milioni

di euro per l'anno 2020, a 274 milioni di euro per l'anno 2021, a

184,6 milioni di euro per l'anno 2022, a 385 milioni di euro per

l'anno 2023, a 302,6 milioni di euro per l'anno 2024, a 298,1 milioni

di euro per l'anno 2025, a 297 milioni di euro per l'anno 2026, a

369,9 milioni di euro per l'anno 2027, a 301,4 milioni di euro per

l'anno 2028, a 305,1 milioni di euro per l'anno 2029, a 295,1 milioni

di euro per l'anno 2030, a 292,9 milioni di euro per l'anno 2031 e a

292,4 milioni di euro annui decorrere dall'anno 2032, che aumentano,

in termini di fabbisogno e indebitamento netto, a 236,087 milioni di

euro per l'anno 2020, a 275,887 milioni di euro per l'anno 2021, a

186,487 milioni di euro per l'anno 2022, a 386,887 milioni di euro

per l'anno 2023, mediante corrispondente utilizzo delle maggiori

entrate e delle minori spese derivanti dagli articoli 1, 2, 8, 10, 11

e 47;

  1. b) quanto a 50 milioni di euro per l'anno 2019 e 30 milioni di

euro 2020, mediante corrispondente riduzione del Fondo per lo

sviluppo e la coesione - programmazione 2014-2020 di cui alla legge

all'articolo 1, comma 6 della legge 27 dicembre 2013 n. 47;

  1. c) quanto a 34 milioni di euro per l'anno 2019, a 34,46 milioni

di euro per l'anno 2020, a 92,46 milioni di euro per l'anno 2021, a

133,96 milioni di euro per l'anno 2022, a 123,96 milioni di euro per

l'anno 2023, a 72,5 milioni di euro per l'anno 2024 e a 108 milioni

di euro per l'anno 2025, mediante corrispondente riduzione del Fondo

per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo

10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito,

con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;

  1. d) quanto a 23 milioni di euro per l'anno 2019 e a 10 milioni di

euro per l'anno 2021, mediante corrispondente riduzione del Fondo di

cui all'articolo 1, comma 748, della legge 30 dicembre 2018, n. 145;

  1. e) quanto a 6 milioni di euro per l'anno 2019, a 80 milioni di

euro per l'anno 2021 e a 150 milioni di euro per l'anno 2022, a 77

milioni di euro per l'anno 2023, a 100 milioni di euro per l'anno

2024, a 25 milioni di euro per l'anno 2025, mediante corrispondente

riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23

dicembre 2014, n. 190;

  1. f) quanto a 20 milioni euro per l'anno 2019, a 50 milioni di euro

per ciascuno degli anni 2020 e 2021, a 20 milioni euro per l'anno

2022 e a 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024,

mediante corrispondente utilizzo del Fondo di cui al comma 5

dell'articolo 34-ter della legge 31 dicembre 2009, n. 196, iscritto

nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle

finanze;

  1. g) quanto a 20 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 e

2021, mediante corrispondente utilizzo del Fondo di cui al comma 5

dell'articolo 34-ter della legge 31 dicembre 2009, n. 196, iscritto

nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico;

  1. h) quanto a 100 milioni di euro per l'anno 2019, mediante

corrispondente riduzione dell'autorizzazione di   spesa   di   cui

all'articolo 1, comma 979, della legge 28 dicembre 2015, n. 208;

  1. i) quanto a 9,324 milioni di euro per l'anno 2019, a 10,833

milioni di euro per l'anno 2020 e a 12,833 milioni di euro a

decorrere dall'anno 2021, si provvede   mediante   corrispondente

riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente

iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito del

Programma Fondi di riserva e speciali della missione «Fondi da

ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e

delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando

l'accantonamento relativo al Ministero dello sviluppo economico per 9

milioni di euro per l'anno 2019 e 9,4 milioni di euro a decorrere

dall'anno 2020 e l'accantonamento relativo al Ministero dei trasporti

per 0,324 milioni di euro per l'anno 2019, 1,433 milioni di euro per

anno 2020 e 3,433 milioni di euro a decorrere dall'anno 2021;

  1. l) quanto a 25 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020

al 2026, si provvede mediante corrispondente   riduzione   delle

proiezioni dello stanziamento del Fondo speciale di conto capitale

iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito del

Programma Fondi di riserva e speciali della missione «Fondi da

ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e

delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando

l'accantonamento relativo al Ministero dello sviluppo economico;

  1. m) quanto a 30 milioni di euro per l'anno 2019, a 35 milioni di

euro per l'anno 2020, a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni

dal 2022 al 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione del

Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a

legislazione vigente di cui   all'articolo   6,   comma   2,   del

decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,

dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189;

  1. n) quanto a 50 milioni di euro per l'anno 2019, a 80 milioni di

euro per l'anno 2020 e a 45 milioni di euro per l'anno 2021, mediante

corrisponde utilizzo delle risorse di cui all'articolo 20 della legge

11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni. Conseguentemente,

le risorse di cui all'articolo 20 della legge n. 67 de 1988, sono

incrementate di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 e

2024 e di 25 milioni di euro per l'anno 2025;

  1. o) quanto a 50 milioni di euro per l'anno 2019, mediante

corrispondente utilizzo delle risorse di cui all'articolo 70, comma

2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;

  1. p) quanto a 37 milioni di euro per l'anno 2019 e a 30 milioni di

euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, mediante corrispondente

riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma

361, della legge 30 dicembre 2004, n. 311;

  1. q) quanto a 650 milioni di euro, in termini di fabbisogno, per

l'anno 2019, mediante versamento per un corrispondente importo, da

effettuare entro il 31 dicembre 2019, delle somme gestite presso il

sistema bancario dalla Cassa servizi energetici e ambientali a favore

del conto corrente di tesoreria centrale di cui all'articolo 2, comma

2, del decreto-legge 9 giugno 2016, n. 98,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 1° agosto 2016, n. 151. La predetta

giacenza e' mantenuta in deposito alla fine di ciascun anno a

decorrere dal 2019 sul conto corrente di tesoreria di cui al primo

periodo ed e' ridotta in misura corrispondente alla quota rimborsata

del finanziamento di cui all'articolo 50, comma 1, del decreto-legge

24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21

giugno 2017, n. 96;

  1. r) quanto a 5 milioni per l'anno 2020, si provvede mediante

corrispondente utilizzo di quota parte delle entrate   previste

dall'articolo 1, comma 851, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. A

tal fine, all'articolo 1, comma 851, ultimo periodo, della legge n.

296 del 2006, le parole «di 51,2 milioni di euro per l'anno 2020»

sono sostituite dalle seguenti: «di 56,2 milioni di euro per l'anno

2020».

  1. Ai fini dell'immediata attuazione delle disposizioni recate dal

presente decreto, il Ministro dell'economia e delle finanze e'

autorizzato ad apportare con propri decreti, le occorrenti variazioni

di bilancio, anche in conto residui.

Art. 51

Entrata in vigore

  1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a

quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale   della

Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione

in legge.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito

nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

Dato a Roma, addi' 30 aprile 2019

MATTARELLA

Conte, Presidente del Consiglio dei

ministri

Tria, Ministro   dell'economia   e

delle finanze

Di Maio, Ministro dello sviluppo

economico

Visto, il Guardasigilli: Bonafede

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto-legge 95/2019 che contiene "misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi".

Il D.L. é entrato in vigore il 1° maggio 2019.

Analizziamone, riservandoci di seguire - passo, passo - il suo iter parlamentare, le principali misure:

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale  ha emanato delle linee guida per consentire agli autotrasportatori di presentare le domande di ristoro dei danni – diretti ed indiretti - subiti  dagli autotrasportatori.

Esse fanno seguito all’Avviso pubblicato sul sito istituzionale di AdSP - Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale il 5 marzo 2019 che abbiamo, a suo tempo, pubblicato sul nostro sito.

Le linee guida per la richiesta di adesione al Servizio, che pubblichiamo anch’esse in allegato, contengono:

Con il Decreto 12 febbraio 2019 pubblicato su G.U. n.81 del 05/04/2019 il MIT ha recepito la Direttiva 2018/1846/UE che ha adeguato al progresso scientifico e tecnico l’allegato I, sezione I.1 della direttiva 2008/68/CE.

Gli allegati A e B dell’ADR 2019 sul trasporto internazionale di merci pericolose su strada, già in vigore dal 1° gennaio 2019, divengono ora applicabili anche ai trasporti nazionali.

 

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