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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE,

GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE

Direzione generale per la motorizzazione

Prot. n. 2999

Roma, 8 maggio 2020

OGGETTO: Artt. 92, comma 4 e 103, commi 1 e 2, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (Proroga e sospensione di termini in considerazione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19), convertito in legge con Legge 24 aprile 2020, n. 27, e art. 37, decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 (Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro di proroga di termini amministrativi e processuali) - Elenco delle attività indifferibili da rendersi a cura degli Uffici periferici del Dipartimento Trasporti.

 Si ripropone il testo della circolare prot. n. 2807 del 30 aprile 2020, da intendersi totalmente sostituita dalla presente, nella quale sono evidenziati in grassetto gli aggiornamenti apportati alle attività indifferibili cui è possibile dar corso a partire dal corrente mese di maggio 2020

Nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 110 del 29 aprile 2020 è stato pubblicato la legge 24 aprile 2020, n. 27 di conversione, con modificazioni, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, i cui artt. 92, comma 4, e 103, commi 1 e 2, come modificati dall'art. 37 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 (pubblicato sull'edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale n. 94 dell'8 aprile 2020) recano disposizioni i cui effetti incidono sulla operatività degli UMC, così come di seguito si illustra.

Art. 103, comma 1 - Sospensione dei termini procedimentali

A norma del comma 1 dell'art. 103, sono sospesi fino al 15 maggio i termini di tutti i procedimenti amministrativi, ad istanza di parte o d'ufficio, pendenti a decorrere dal 23 febbraio 2020.

Pertanto, nella durata complessiva del procedimento, non si tiene conto del periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e la data del 15 maggio 2020.

Fermo restando che, per espressa previsione contenuta nella norma, le pubbliche amministrazioni "adottano ogni misura organizzativa idonea ad assicurare comunque la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti, con priorità per quelli da considerare urgenti, anche sulla base di motivate istanze degli interessati", per tutte le attività diverse da quelle indifferibili da rendere in presenza, o comunque non espletabili in via ordinaria nelle modalità del lavoro agile di cui all'art. 87 del medesimo decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, così come convertito nella richiamata legge n. 27/2020, è possibile concludere i procedimenti pendenti anche dopo il 15 maggio 2020, in ragione della particolare situazione organizzativa di ciascun UMC connessa all'emergenza sanitaria in atto.

Art. 103, comma 2 - Proroga di validità di autorizzazioni alla circolazione

Il comma 2 dell'art. 103, della richiamata legge 24 aprile 2020, n. 27 di conversione del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, prevede che:

"Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, [...], in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza."

Nell'ambito di applicazione della norma rientrano dunque anche tutte le autorizzazioni, comunque denominate, che consentono la circolazione provvisoria di veicoli sul territorio nazionale.

In particolare, la proroga di validità deve ritenersi applicabile:

  • agli estratti della carta di circolazione rilasciati dagli UMC ai sensi dell'art. 92, comma 1, C.d.S., in deroga al termine massimo di validità di 60 giorni;
  • alla ricevuta rilasciata dalle imprese di consulenza ai sensi dell'articolo 7, comma 1, della legge 8 agosto 1991, n. 264, come previsto dall'art 92, comma 2, C.d.S.,in deroga al termine massimo di validità di 30 giorni;
  • ai fogli di via, rilasciati ai sensi dell'art. 99 C.d.S.,fermo restando che si tratta di autorizzazioni provvisorie non già alla circolazione "ordinaria" bensì esclusivamente finalizzata a condurre i veicoli ai transiti di confine;
  • alle carte di circolazione, e le relative targhe EE, rilasciate ai sensi dell'art. 134, comma 1, C.d.S.;
  • alle autorizzazioni alla circolazione di prova, di cui al DPR 24 novembre 2001, n. 474, per le quali non sia già pendente il procedimento di rinnovo.

Inoltre, la genericità del tenore letterale della disposizione richiama nel suo ambito anche le certificazioni rilasciate all'esito di un procedimento tecnico di valutazione e accertamento.

Per l'effetto, la proroga si applica anche alla validità della autorizzazione alla circolazione relativa ai veicoli dotati di alimentazione a metano (CNG), alle prove periodiche, nell'intervallo di 3 o 6 anni, sulle cisterne, nonché alle verifiche periodiche dei veicoli in regime ATP.

Art. 92, comma 4 - Differimento termini operazioni tecniche

Per i veicoli soggetti a revisione (art. 80 C.d.S.) o a visita e prova (artt. 75 78 C.d.S.) entro il 31 luglio 2020, il comma 4 dell'art. 92 ne autorizza la circolazione su strada fino al 31 ottobre 2020.

Per quanto attiene alla revisione, la disposizione ha carattere generale e non ammette eccezioni; pertanto, trova applicazione con riguardo a qualunque categoria di veicolo soggetto all'obbligo di revisione.

Si specifica, in proposito, che nessuna incombenza è richiesta in capo agli interessati in quanto la proroga è operante "ope legis".

La proroga è operante anche nel caso in cui il veicolo sia stato sottoposto a revisione con esito "ripetere" e a condizione che siano state sanate le irregolarità rilevate in sede di revisione.

Medesimo regime di proroga è esteso alle operazioni inerenti alle scadenze del c.d. "Barrato Rosa" per i veicoli che trasportano merci in regime ADR.

Ancora, la sostituzione dei serbatori GPL, aventi scadenza successiva al 31 gennaio 2020, come noto soggetti ad aggiornamento a norma dell'art. 78 del C.d.S., segue il periodo di proroga introdotto dall'art. 92, comma 4, del decreto legge in argomento.

******************

Sulla base delle disposizioni sopra richiamate, si ritiene altresì necessario aggiornare l'elenco delle attività indifferibili da rendersi a partire dalla data del 4 maggio 2020 o successiva, ove espressamente indicata, limitatamente alle operazioni tecniche ed amministrative di competenza degli Uffici periferici della Motorizzazione.

È lasciata, comunque, ai Direttori degli Uffici la possibilità di operare limitate rimodulazioni delle tempistiche di avvio indicate nella presente in ragione di specifiche esigenze connesse a fattori di natura locale.

Pertanto, a parziale modifica di quanto riportato nella circolare prot. n. 2394 del 16 aprile 2020, le attività indifferibili da rendersi sono le seguenti:

  1. Visita e prova ed immatricolazione di veicoli, da rendersi, anche in regime di L. 870/86, nell'ambito del territorio provinciale (dal 25 maggio 2020);
  2. Rilascio del certificato di approvazione a seguito di visita e prova (dal 25 maggio 2020);
  3. Rilascio del certificato di approvazione ADR "barrato rosa"(dal 25 maggio 2020)
  4. Immatricolazione, re-immatricolazione e trasferimento della proprietà per tutti i veicoli;
  5. Duplicato della carta di circolazione per smarrimento, sottrazione o distruzione (c.c. non duplicabile dall'U.C.O.) (dal 25 maggio 2020);
  6. Visite periodiche ATP;
  7. Revisione veicoli destinati alla circolazione in ambito UE o extra UE,da rendersi anche in regime di L.870/86, nell'ambito del territorio provinciale (dal 25 maggio 2020);
  8. Prove periodiche sulle cisterne per i trasporti di merci pericolose;
  9. Autorizzazione all'esercizio della professione di autotrasportatore (iscrizione al REN);
  10. Trasporto di merci nell'ambito dell'UE/SEE/Svizzera: rilascio delle copie conformi delle licenze comunitarie per il trasporto di merci;
  11. Trasporto di merci in ambito extra -UE: compilazione dei certificati che dichiarano l'avvenuta revisione periodica del veicolo pesante (veicolo a motore/veicolo rimorchiato) - Modello CEMT, Annex 6 ove si annota la proroga della scadenza delle revisioni in Italia;
  12. Rilascio delle copie conformi delle licenze comunitarie per trasporto di passeggeri;
  13. Autorizzazioni per i servizi di linea -rilascio della documentazione da tenere a bordo;
  14. Rilascio duplicato patente di guida per riclassificazione o riduzione periodo di validità, deterioramento, distruzione, smarrimento, furto (patente non duplicabile dall'UCO) (dall'11 maggio 2020);
  15. Rilascio patente di guida a seguito di conversione di patente militare (dall'11 maggio 2020);
  16. Rilascio patente di guida a seguito di conversione di patente estera (dall'11 maggio 2020);
  17. Rilascio patente di guida internazionale (dall'11 maggio 2020).

Si evidenzia, inoltre, che anche le operazioni di competenza dei CPA ed indicate nella circolare della Direzione Generale per la Motorizzazione con circolare prot. n. 12077 del 30 aprile 2020, sono da intendersi attività indifferibili.

Per quanto attiene l'obbligo di sottoporre i veicoli a revisione entro il 31 luglio 2020, ferma restando la proroga fino al 31 ottobre 2020, a richiesta degli interessati gli UMC possono quindi espletare le attività di controllo tecnico avendo cura, nella programmazione delle attività di prenotazione in ragione delle specifiche situazioni locali, nel dare precedenza a quelle da effettuare con riguardo:

-     ai veicoli da radiare per definitiva esportazione all'estero, secondo le nuove disposizioni contenute nell'art. 103 c.d.s.;

-     ai veicoli comunque destinati alla circolazione all'estero (sia in Paesi UE sia in Stati extra UE);

-     ai veicoli da sottoporre a revisione singola, ai sensi dell'art. 80, commi 5 e 7, c.d.s.;

-     ai veicoli il cui precedente controllo tecnico abbia avuto esito "ripetere".

Si ritiene infine utile far espresso riferimento, in particolare, alle attività tecniche di visita e prova a norma dell'art. 75 /78 del C.d.S., di competenza degli Uffici Motorizzazione Civile, ed alla ineludibile necessità di adottare, almeno in una prima fase, la massima cautela nella ripresa delle attività, in particolare in ambito legge n. 870/86. 

In merito, si ritiene opportuno dettare le linee guida generali che seguono.

Le verifiche e prove presso le sedi dei centri privati richiedenti la prestazione o da essi predisposte in territorio provinciale, devono essere limitate, per quanto possibile e sulla base delle valutazioni e dei riscontri appannaggio di ogni direttore, alle strutture (piste, aree di prova) poste nella provincia sede dell'UMC, soltanto qualora il richiedente avrà garantito di aver adottato le misure di prevenzione sanitaria previste nelle direttive emanate dalla Protezione Civile e recepite negli accordi fra il Governo e le parti sociali, ivi compreso l'utilizzo dei DPI messi a disposizione a cura del richiedente.

Tutte le iniziative sopra evidenziate si intendono a carattere provvisorio e riferite alla specifica fase evolutiva dell'emergenza sanitaria in atto.

La presente è anche trasmessa quale informativa alle OO.SS.

IL CAPO DIPARTIMENTO

dott.ssa Speranzina De Matteo

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INPS

Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali

Direzione Centrale Bilanci, Contabilità e Servizi Fiscali

Direzione Centrale Antifrode Anticorruzione e Trasparenza

Direzione Centrale Organizzazione e Comunicazione

Direzione Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione

 

 

Roma, 07-05-2020

 

Messaggio n. 1904

OGGETTO:          Pagamento diretto di prestazioni di integrazione salariale. Gestione degli IBAN non corretti o non validati

A partire dal 10 aprile 2020 l’Istituto, prima di procedere al pagamento delle prestazioni di natura pensionistica e non pensionistica, effettua in via telematica il controllo finalizzato ad accertare la correttezza del codice IBAN dello strumento di riscossione, nonché l’intestazione o la cointestazione dello strumento medesimo al codice fiscale del beneficiario della prestazione (cfr. la circolare n. 48 del 29 marzo 2020).

Nella fase di liquidazione delle prestazioni di integrazione salariale a pagamento diretto (Cigo/Aso/Cigd/Cisoa), si registrano casi in cui non c’è corrispondenza tra il codice fiscale del beneficiario della prestazione e il codice fiscale del titolare dello  strumento di riscossione (conto corrente, carta ricaricabile) cui si riferisce l’IBAN indicato dal datore di lavoro nella domanda di liquidazione delle prestazioni (flussi SR41/SR43). Si registrano anche casi di coordinate bancarie che risultano errate, in particolar modo per la presenza di codici ABI/CAB allo stato non censiti ovvero non più in uso.

I suddetti errori determinano ritardi nel pagamento della prestazione, in quanto comportano la necessità  di  richiedere  all’azienda  o  all’intermediario  della  stessa  di  correggere  l’errore riscontrato, che sovente deve realizzarsi attraverso il raccordo con il lavoratore, per la rettifica dei dati originariamente forniti. Ciò comporta, in definitiva, la necessità di variare la domanda già presentata per la liquidazione delle prestazioni.

Nella situazione emergenziale in atto, in considerazione della necessità di rendere disponibili al lavoratore le somme dell’integrazione salariale nel più breve tempo possibile, in presenza degli errori suddetti il pagamento verrà effettuato attraverso l’utilizzo del bonifico domiciliato. Pertanto, l’operatore dell’Istituto, nei casi di IBAN non corretti o non validati dal circuito bancario o di Poste Italiane (codice fiscale associato all’IBAN diverso da quello del beneficiario della prestazione), procede alla variazione della modalità di riscossione, annullando il codice IBAN non corretto sul modello SR41/SR43, e valorizzando l’erogazione della prestazione mediante pagamento con bonifico domiciliato presso Poste Italiane.

Una volta disposto dall’Istituto il bonifico, il lavoratore interessato riceve prima gli SMS di notifica del pagamento e poi la comunicazione di liquidazione inviata da POSTEL al suo indirizzo di residenza/domicilio (comunicato dal datore di lavoro nel mod. SR41/SR43), con la quale può recarsi a riscuotere l’integrazione salariale spettante presso qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale con il proprio documento di identità in corso di validità e un documento attestante il codice fiscale (ad esempio, tessera sanitaria).

Qualora il lavoratore interessato non riceva a breve la comunicazione da POSTEL, può accedere al “Riepilogo pagamenti“ del servizio “Fascicolo previdenziale del cittadino”, per verificare e stampare il pagamento disposto, con l’importo, seguendo il percorso di seguito indicato:

  • www.inps.it > “Home”;
  • cercare “Fascicolo previdenziale del cittadino”;
  • aprire, tra i risultati restituiti dalla ricerca, il servizio “Fascicolo previdenziale del cittadino” e inserire nella maschera di autenticazione il proprio codice fiscale e le proprie credenziali (PIN dispositivo o SPID o CIE o CNS);
  • nel Menu del servizio a sinistra selezionare: “Prestazioni” > “Pagamenti”;
  • nella sezione “Pagamenti” verificare nel “Riepilogo dei pagamenti” l’importo dell’ultimo pagamento da riscuotere;
  • stampare il riepilogo pagamenti con l’apposita funzione del menu a sinistra del “Fascicolo previdenziale del cittadino” (che genera prima il file in formato .pdf), per esibirlo all’ufficio postale.

Per i pagamenti relativi alle successive mensilità dell’integrazione salariale, il lavoratore potrà comunque avvalersi dell’accredito su conto corrente o su carta ricaricabile dotata di IBAN, purché gli strumenti di riscossione risultino a lui intestati/cointestati, comunicando il nuovo codice IBAN al suo  datore di  lavoro, che avrà cura di  inserirlo nei relativi  SR41/SR43 da trasmettere all’Istituto.

Si ribadisce che le presenti istruzioni sono finalizzate a favorire la tempestiva erogazione dell’integrazione salariale in presenza di codici IBAN, indicati nelle domande di liquidazione della prestazione, che risultano non corretti o non validati dagli Istituti di credito e da Poste Italiane.

Il Direttore Generale

Gabriella Di Michele

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INPS

Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali

Direzione Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione

Direzione Centrale Bilanci, Contabilità e Servizi Fiscali

 

Roma, 07/05/2020

Circolare n. 58

Ai Dirigenti centrali e territoriali

Ai Responsabili delle Agenzie

Ai Coordinatori generali, centrali e territoriali delle Aree dei professionisti

Al Coordinatore generale, ai coordinatori centrali e ai responsabili territoriali dell'Area medico legale

E, per conoscenza,

 

Al Presidente

Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di

Indirizzo di Vigilanza

Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei Sindaci

Al Magistrato della Corte dei Conti delegato all'esercizio del controllo

Ai Presidenti dei Comitati amministratori di fondi, gestioni e casse

Al Presidente della Commissione centrale per l'accertamento e la riscossione dei contributi agricoli unificati

Ai Presidenti dei Comitati regionali

 

OGGETTO: Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, relativo alle misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Decreto interministeriale del 24 Marzo 2020. Circolare del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali n. 8 dell’8 aprile 2020. Trattamento di cassa integrazione in deroga per unità produttive site in 5 o più Regioni o Province autonome

 SOMMARIO:    

Con la presente circolare si illustra la gestione delle misure a sostegno del reddito previste dal decreto-legge n. 18/2020, relativamente ai trattamenti di cassa integrazione in deroga per unità produttive site in 5 o più Regioni o Province autonome in ipotesi di sospensione o  riduzione  dell'attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza  epidemiologica  da COVID- 19.

INDICE:

Premessa e quadro normativo

  1. Cassa integrazione in deroga per aziende plurilocalizzate
  2. Risorse finanziarie
  3. Istruzioni operative e modalità di pagamento
  4. Istruzioni contabili

Premessa e quadro normativo

 Con il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono state introdotte misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il provvedimento, recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, è entrato in vigore il 17 marzo 2020.

In particolare, il Capo I del Titolo II del menzionato decreto all’articolo 22 prevede misure speciali a sostegno delle imprese e dei lavoratori in tema di cassa integrazione in deroga, estese a tutto il territorio nazionale.

Il successivo decreto interministeriale del 24 marzo 2020, relativo all’assegnazione delle risorse per il finanziamento dei trattamenti di cassa integrazione in deroga, all’articolo 2 ha previsto che, nel caso di crisi in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 che coinvolga unità produttive del medesimo datore di lavoro, site in 5 o più Regioni o Province autonome, c.d. Plurilocalizzate, il trattamento di cassa integrazione in deroga è riconosciuto con decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, per conto delle Regioni o Province autonome interessate, secondo le modalità di cui all’articolo 22, comma 1, del decreto-legge n. 18/2020.

Con la circolare n. 8 del 4 aprile 2020 il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha fornito, in materia, ulteriori precisazioni ed istruzioni operative chiarendo, tra l’altro, che rientrano nel concetto di unità produttive anche i punti vendita di una stessa azienda.

In sede di conversione del decreto-legge n. 18/2020 sono stati inseriti, nell’articolo 22, specifici riferimenti al tema della tutela della CIG in deroga per le aziende plurilocalizzate; in particolare, viene previsto che “per i datori di lavoro con unità produttive site in più regioni o province autonome il trattamento di cui al presente articolo può essere riconosciuto dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali secondo le modalità di cui al comma 1 e di cui al quarto e al quinto periodo del presente comma. Nei decreti di riparto di cui al comma 3 è stabilito il numero di regioni o province autonome in cui sono localizzate le unità produttive del medesimo datore di lavoro, al di sopra del quale il trattamento è riconosciuto dal predetto Ministero.

Tanto rappresentato, con la presente circolare si forniscono le seguenti istruzioni relativamente alla materia in trattazione.

A)     Cassa integrazione in deroga per aziende plurilocalizzate

 Facendo seguito alla circolare n. 47 del 3 aprile 2020, che si richiama integralmente, si ricorda che, nel caso di datori di lavoro richiedenti la prestazione di cassa integrazione in deroga con unità produttive o punti vendita site in 5 o più Regioni o Province autonome, l’azienda invia la richiesta d’intervento al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali (sulla base della domanda disponibile sul sito del Ministero stesso).

Le domande devono essere corredate dall’accordo sindacale, come previsto espressamente al comma 1 dell’articolo 22 del decreto-legge n. 18/2020, e dall’elenco nominativo dei lavoratori interessati dalle sospensioni o riduzioni di orario dal quale emerga la quantificazione totale delle ore di sospensione(con suddivisione a seconda della tipologia di orario prescelto, ad esempio full-time, part-time) con il relativo importo, i dati relativi all’azienda (denominazione, natura giuridica, indirizzo della sede legale, codice fiscale, numero matricola INPS, i dati anagrafici del rappresentante legale), i dati relativi alle unità aziendali che fruiscono del trattamento, la causale di intervento per l’accesso al trattamento e il nominativo del referente della domanda con l’indicazione di un recapito telefonico e di un indirizzo e-mail.

Il Ministero effettua l’istruttoria e, nel caso in cui accerti la sussistenza dei presupposti, quantifica l’onere previsto e lo trasmette all’INPS. Il provvedimento di concessione è emanato con il richiamato decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, nel rispetto del limite di spesa programmato che, per l’anno 2020, è al momento pari a 120 milioni di euro. Al fine di consentire un corretto monitoraggio della spesa, il provvedimento di autorizzazione dovrà indicare il numero dei beneficiari coinvolti, il periodo dell’intervento e le ore complessivamente autorizzate. Si ricorda che il periodo di intervento è riferito alle unità produttive coinvolte nell’autorizzazione.

Riguardo ai limiti di spesa programmati, si considera, per l’anno 2020, come importo medio orario della prestazione di integrazione salariale in deroga per aziende plurilocalizzate il valore di 8,90 euro, comprensivo di contribuzione figurativa e ANF.

A seguito dell’avvenuta emanazione del decreto ministeriale, l’azienda invia la domanda di integrazione salariale “modello IG_15_deroga” (cod. “SR100”) all’INPS sulla piattaforma “CIGWEB” con  il sistema del “ticket” indicando, tra gli altri dati, il numero del decreto di concessione ministeriale. Le domande dovranno essere trasmesse  in  relazione alle singole unità produttive censite dall’INPS, anche qualora il decreto abbia autorizzato unità operative. L’Istituto effettuata l’istruttoria, emette l’autorizzazione inviandola all’azienda a mezzo PEC. Successivamente alla ricezione del provvedimento di autorizzazione, i datori di lavoro dovranno inoltrare all’Istituto la documentazione per la liquidazione dei pagamenti, avvalendosi del modello “SR41” semplificato, al fine di consentire alle Strutture territoriali di erogare le prestazioni in argomento.

Si precisa che, anche nel caso di CIG in deroga per aziende plurilocalizzate, non si applicano le disposizioni relative al requisito dell’anzianità di effettivo lavoro, previsto dall’articolo 1, comma 2, primo periodo, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, né è dovuto il contributo addizionale, di cui all’articolo 5 del medesimo decreto legislativo. Non opera altresì la riduzione in percentuale della misura della prestazione, di cui all’articolo 2, comma 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92, in caso di proroghe dei trattamenti di cassa integrazione in deroga.

Al trattamento in parola si applica, infine, la disposizione di cui all’articolo 44, comma 6-ter, del D.lgs n. 148/2015.

B)      Risorse finanziarie

 Con decreto interministeriale del 24 marzo 2020 è stato disposto che le concessioni in parola sono riconosciute dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali nel limite di 120 milioni di euro per l’anno 2020.

C)      Istruzioni operative e modalità di pagamento

 Una volta adottato il decreto di concessione, il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali provvederà a trasmetterlo all’Istituto e lo stesso sarà inserito, a cura della Direzione centrale Ammortizzatori sociali, nella piattaforma “Sistema Unico” per la successiva emissione dell’autorizzazione da parte delle Strutture territoriali competenti; l’autorizzazione dovrà essere prontamente notificata all’azienda tramite PEC.

Si rende noto che i decreti ministeriali di concessione del trattamento di integrazione salariale in deroga saranno censiti dall’Istituto sulla piattaforma “Sistema Unico” con il codice intervento “667” e con il nuovo codice evento “672”.

Si fa altresì presente che, ai sensi del comma 6 dell’articolo 22 del decreto-legge n. 18/2020, il trattamento di CIG in deroga può essere concesso con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS, applicando la disciplina di cui all’articolo 44, comma 6-ter, del D.lgs n. 148/2015.

Ne consegue che il datore di lavoro è obbligato ad inviare all’Istituto tutti i dati necessari per il pagamento dell’integrazione salariale (modello “SR 41” semplificato), entro sei mesi dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata della concessione o alla data del provvedimento di autorizzazione al pagamento da parte dell’INPS, se successivo. Trascorso inutilmente tale termine il pagamento della prestazione e degli oneri ad essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.

Si richiama l’attenzione sulla necessità, da parte degli operatori delle Strutture territoriali, di procedere con sollecitudine all’emissione del provvedimento di autorizzazione al pagamento ed alla contestuale notifica dello stesso, via PEC, al datore di lavoro.

Solo successivamente alla ricezione del provvedimento di autorizzazione, i datori di lavoro dovranno inoltrare all’Istituto la documentazione per la liquidazione dei pagamenti, avvalendosi del citato modello “SR41”, al fine di consentire alle Strutture territoriali di erogare le prestazioni in argomento con le modalità in uso per le prestazioni di CIG in deroga. Non si potrà dare luogo a pagamenti in assenza del numero di autorizzazione.

D)     Istruzioni contabili

Per le istruzioni contabili si rimanda al messaggio n. 1775 del 27 aprile 2020, con il quale sono state pubblicate le istruzioni contabili relative ai pagamenti delle prestazioni di cui al decreto- legge n. 18/2020 comprese quelle relative alle aziende plurilocalizzate.

Il Direttore Generale

Gabriella Di Michele

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MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 4 maggio 2020

Modifica degli allegati 1, 2 e  3  del  decreto  del  Presidente  del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020. (20A02526)

(GU n.115 del 6-5-2020)

IL MINISTRO

DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge  23 febbraio  2020,  n.  6, recante misure  urgenti   in   materia   di contenimento e gestione dell'emergenza  epidemiologica  da  COVID-19, applicabili  sull'intero  territorio  nazionale»,  pubblicato   nella Gazzetta Ufficiale  n.  64 dell'11 marzo  2020,  che  individua  le attività  del  commercio  al  dettaglio  non  sospese   nonché   le prescrizioni in materia di attività dei servizi di ristorazione;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge  23 febbraio  2020,  n.  6, recante  misure  urgenti   in   materia   di contenimento e gestione dell'emergenza  epidemiologica  da  COVID-19, applicabili  sull'intero  territorio  nazionale»,  pubblicato   nella Gazzetta Ufficiale  n.  76 del  22  marzo  2020,  che  individua  le attività produttive e del commercio al dettaglio non sospese;

Visto il decreto del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  1° aprile 2020, recante «Disposizioni  attuative  del  decreto-legge  25 marzo  2020,  n.  19, recante misure   urgenti   per   fronteggiare l'emergenza  epidemiologica  da  COVID-19,  applicabili   sull'intero territorio nazionale», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88  del 2 aprile 2020;

Visto il decreto del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  10 aprile  2020,   recante   «Ulteriori   disposizioni   attuative   del decreto-legge 25 marzo  2020,  n.  19, recante misure urgenti  per fronteggiare  l'emergenza  epidemiologica  da  COVID-19,  applicabili sull'intero  territorio   nazionale»,   pubblicato   nella   Gazzetta Ufficiale n. 97 dell'11 aprile 2020;

 Visto il decreto del Presidente del  Consiglio  dei  ministri  26 aprile  2020,   recante   «Ulteriori   disposizioni   attuative   del decreto-legge 23 febbraio 2020,  n.  6, recante misure urgenti  in materia di contenimento e gestione dell'emergenza  epidemiologica  da COVID-19, applicabili sull'intero territorio  nazionale»,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 108 del 27 aprile 2020;

Visto, in particolare, l'art. 1, comma 1, lettera jj)  del  decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile  2020,  ai  sensi del quale «gli allegati 1 e 2 possono essere modificati  con  decreto del  Ministro  dello  sviluppo   economico,   sentito   il   Ministro dell'economia e delle finanze» nonché l'art. 2, comma 1 del medesimo decreto, ai sensi del quale «l'elenco dei codici di cui  all'allegato 3 può essere modificato con  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo economico, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze»;

Vista la «Classificazione delle attività economiche AT.ECO.  2007», adottata dall'Istituto nazionale di statistica - ISTAT e consultabile all'indirizzo https://www.istat.it/it/archivio/17888;

Considerata la necessità di modificare gli allegati 1, 2 e 3 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile  2020  al fine di anticipare la  ripresa  di  alcune  attività  commerciali  e produttive;

Sentito il Ministro dell'economia e delle finanze;

Decreta:

Art. 1

Modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020

  1. L'elenco di cui all'allegato 1 del decreto del Presidente  del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020 é modificato con l'inserimento delle seguenti voci: «Commercio al dettaglio di natanti e  accessori» e «Commercio al dettaglio di biciclette e accessori».
  2. L'elenco di cui all'allegato 2 del decreto del Presidente  del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020 é modificato con l'inserimento della  seguente  voce:  «Servizi  di  tolettatura  degli  animali  da compagnia».
  3. L'elenco dei codici ATECO di cui all'allegato 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020  é  modificato con l'inserimento dei seguenti codici:

77.12

Noleggio di autocarri e di altri veicoli pesanti

77.3  

Noleggio di altre macchine, attrezzature e beni materiali

90.03.02

Attività di conservazione e restauro di opere d'arte

Art. 2

Disposizioni finali

Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla  data di pubblicazione.

 Roma, 4 maggio 2020

                                              Il Ministro: Patuanelli

Registrato alla Corte dei conti il 5 maggio 2020

Ufficio  di  controllo  sugli  atti  del  Ministero  dello   sviluppo

economico e del Ministero delle politiche agricole, reg. n. 342

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Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

M_INF.UFFGAB.REG_DECRETI.R.0000196.07-05-2020

VISTO l’articolo 6, comma 1, del nuovo codice della strada, approvato con decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni;

VISTE le relative disposizioni attuative contenute nell’articolo 7 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e successive modificazioni, che disciplina le limitazioni alla circolazione sulle strade fuori dai centri abitati in particolari giorni e per particolari veicoli;

VISTO  il decreto ministeriale del 12 dicembre 2019, n. 578,  che disciplina i divieti di circolazione dei veicoli adibiti per il trasporto di cose, di massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 t, sulle strade extraurbane, nei giorni festivi e in altri giorni dell’anno 2020;

VISTO il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19”, convertito, con modificazioni nella legge 5 marzo 2020, n. 13;

VISTO il decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”;

VISTI i divieti, le sospensioni e le limitazioni introdotti, a tutela della salute pubblica, dai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 e 25 febbraio 2020, 1, 4, 8, 9, 11 e 22 marzo, 1 e 10 aprile 2020, quali misure per il contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID- 19;

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 26 aprile 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale”;

VISTI i decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 13 marzo 2020, n. 115, 26 marzo 2020, n. 129, 7 aprile 2020, n. 147, e 15 aprile 2020, n. 164, recanti la sospensione del calendario dei divieti di circolazione di cui all’articolo 2 del decreto ministeriale 12 dicembre 2019, n. 578, per i giorni 15, 22 e 29 marzo, 5, 10 11, 12, 13 14, 19, 25 e 26 aprile, 1 e 3 maggio 2020 nonché, limitatamente ai veicoli che effettuano servizi di trasporto internazionale di merci, sino a successivo provvedimento;

CONSIDERATO che il permanere della situazione epidemiologica da COVID-19 accentua lo stato di crisi venutosi a creare nel Paese, che sta interessando anche l’autotrasporto delle merci, con gravi ripercussioni per gli approvvigionamenti di prodotti e materie prime per l'industria e l'agricoltura, nonché per ulteriori beni di prima necessità;

CONSIDERATO che i divieti di circolazione dei veicoli adibiti per il trasporto di cose, di massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 t, sulle strade extraurbane, nei giorni festivi e in altri giorni dell’anno 2020 indicati nel calendario di cui all’articolo 2 del decreto ministeriale del 12 dicembre 2019, n. 578, costituiscono un ulteriore elemento di criticità nell’attuale situazione del sistema dei trasporti, non giustificato in termini di sicurezza stradale in relazione alla riduzione dei flussi di traffico dovuti all’emergenza nazionale;

CONSIDERATA l’esigenza di prorogare ulteriormente la sospensione temporanea del calendario dei divieti di cui all’articolo 2 del decreto ministeriale del 12 dicembre 2019, n. 578, per i giorni 10 e 17 maggio 2020, ferma restando la sospensione sino a successivo provvedimento limitatamente ai trasporti internazionali di merci;

SENTITO il Ministero dell’interno che ha espresso parere favorevole alla proroga della sospensione temporanea dell’applicazione del decreto del 12 dicembre 2019, n. 578;

VISTA la proposta del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale;

DECRETA

Articolo unico 

  1. Il calendario dei divieti di circolazione dei veicoli adibiti al trasporto di cose, di massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 t, sulle strade extraurbane, nei giorni festivi e in altri giorni dell’anno 2020, di cui all’articolo 2 del decreto ministeriale 12 dicembre 2019, 578, è sospeso per i giorni 10 e 17 maggio 2020, ferma restando la sospensione del predetto calendario, sino a successivo provvedimento, prevista dall’articolo unico del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 13 marzo 2020, n. 115, per i veicoli che effettuano servizi di trasporto internazionale di merci.
  2. Le Prefetture - Uffici Territoriali di Governo attuano, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, del Codice della strada, le direttive contenute nel presente decreto e provvedono a darne immediata conoscenza alle amministrazioni regionali, provinciali e comunali, nonché ad ogni altro ente od associazione

IL MINISTRO

Paola De Micheli

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