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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 13 dicembre 2017

Decreto attuativo «Marebonus». (17A08475)

(GU n.293 del 16-12-2017)

 

IL DIRETTORE GENERALE

per il trasporto stradale e per l'intermodalità

 

Visto  l'art.  108  del  Trattato  sul  funzionamento   dell'Unione europea;

Vista la legge 28 dicembre 2015, n. 208 e, in particolare l'art. 1, comma 647 che autorizza il Ministero  delle  infrastrutture e dei trasporti a concedere contributi per l'attuazione di progetti per migliorare la catena intermodale e decongestionare la rete viaria, riguardanti l'istituzione, l'avvio e la realizzazione di nuovi servizi marittimi per il trasporto combinato delle merci o il miglioramento dei servizi su rotte esistenti, in arrivo e in partenza da porti situati in Italia, che collegano porti situati in Italia o negli Stati membri dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo;

Visto l'art. 1, comma 649 della predetta legge, che prevede che il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, adotti un regolamento ai sensi dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.400 per l'individuazione, la commisurazione degli aiuti, le modalità e le procedure per l'attuazione degli interventi di cui ai commi 647 e 648, regolamento da sottoporre a notifica preventiva alla Commissione europea, ai sensi dell'art.108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

Vista la decisione della Commissione europea C(2016) 8459 del 19 dicembre 2016 con la quale è stato autorizzato il regime denominato «Marebonus», numero di caso SA.44628 (2016/N);

Visto il regolamento di cui al decreto interministeriale 13 settembre 2017, n. 176 emanato in attuazione del  succitato  art.1, comma  649, della legge n.208/2015 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 289 del 12 dicembre 2017 (nel seguito «Regolamento»);

Visto in particolare l'art. 11, comma 2 del predetto regolamento a norma del quale «l'apertura dei termini per la presentazione delle domande per l'accesso ai contributi, unitamente al modello per  la presentazione delle domande viene disposta dal Ministero con provvedimento del direttore generale per il trasporto stradale e per l'intermodalita'»;

Visto l'art. 19, comma 5, del decreto-legge 1° luglio 2009, n.78, recante «provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali» convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009 n. 102 il quale prevede che le amministrazioni dello Stato cui sono attributi per legge fondi o interventi pubblici, possono affidarne direttamente la gestione,  nel rispetto dei principi comunitari e nazionali conferenti, a società a capitale interamente pubblico, sulle quali le predette amministrazioni esercitano un controllo analogo a quello esercitato su propri servizi e che svolgono la propria attività quasi esclusivamente nei confronti dell'amministrazione dello Stato;

Visto il decreto legislativo 14 marzo 2013, n.33, recante: «Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità; trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni»;

 

Decreta:

Art. 1

Modalita' di presentazione delle domande

 

1. Le domande di accesso ai contributi per l'avvio e la realizzazione di nuovi servizi marittimi per il trasporto combinato delle merci o il miglioramento dei servizi su rotte esistenti,  in arrivo e in partenza da porti situati in Italia o negli Stati membri dell'Unione europea o dello Spazio  economico europeo di cui al Regolamento devono pervenire al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale  - Direzione  generale per il trasporto stradale e l'intermodalità, via Caraci, 36  - 00157 Roma, specificando con apposita dicitura nell'oggetto «contributo decreto marebonus» entro il termine perentorio di quarantacinque giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale.

2. Le istanze devono pervenire tramite raccomandata con avviso di ricevimento o mediante consegna a mano presso la Direzione generale per il trasporto stradale e per l'intermodalità. Ai fini della verifica del rispetto del suddetto termine fanno fede, nel primo caso il timbro dell'ufficio postale di spedizione mentre nel secondo caso la ricevuta rilasciata  dalla  segreteria  della  suddetta Direzione generale. In alternativa le domande possono essere trasmesse via PEC entro il medesimo termine di cui al precedente comma 1 al seguente indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. In tale ultimo caso farà fede la data del rapporto di consegna rilasciato dal sistema di posta elettronica certificata.

3. A pena di inammissibilità devono essere utilizzati i modelli allegati al presente provvedimento i quali saranno anche disponibili in formato elettronico sui siti web istituzionali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Soggetto gestore di cui all'art. 4 del regolamento. La domanda, nella forma di cui all'allegato 1 (domanda di ammissione ai contributi) dovrà essere corredata degli allegati n.2 (progetto per la realizzazione di nuovi servizi marittimi o di miglioramento di servizi  esistenti, completa di manifestazione di interesse di almeno tre imprese di autotrasporto clienti del servizio marittimo, dalla copia di eventuali slot agreement per la ripartizione della capacità della stiva della nave e dalla copia di eventuali convenzioni per le rotte di cui all'art. 7, comma 6 del regolamento) e  n.3 (Impegno al ribaltamento del contributo in favore delle aziende di autotrasporto).

4. La domanda proposta conserva validità anche nel caso di rimodulazione delle risorse e relativa estensione della misura per l'annualità 2019 giusta quanto previsto dall'art. 10, comma 1, secondo capoverso del regolamento.

5.Tutta la documentazione che le imprese richiedenti devono presentare ai sensi e per i fini del presente decreto deve essere redatta in lingua italiana ovvero corredata di traduzione giurata in lingua italiana.

Art. 2 

Entrata in vigore e apertura dei termini per la  presentazione  delle

domande

 

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà altresì disponibile nel sito internet del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e in quello del soggetto gestore Rete autostrade mediterranee S.p.a.

Roma, 13 dicembre 2017

 

 Il direttore generale: Parente

 

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 

DECRETO INTERMINISTERIALE

13 settembre 2017, n. 176

(G.U. n. 289 del 12.12.2017)

 

 Regolamento recante individuazione dei beneficiari, commisurazione degli aiuti, modalità e procedure per l'attuazione degli interventi di cui al comma 647 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 - "Marebonus”.

 

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

di concerto con

IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

 

Visto l'articolo 108 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea;

Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, recante: "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi";

Visto il decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, recante: "Attuazione della direttiva 2005/60/CE, concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo nonché della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione";

Visto l'articolo 19, comma 5, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, recante "provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini", il quale prevede che le amministrazioni dello Stato, cui sono attributi per legge fondi o interventi pubblici, possono affidarne direttamente la gestione, nel rispetto dei principi comunitari e nazionali conferenti, a società a capitale interamente pubblico, sulle quali le predette amministrazioni esercitano un controllo analogo a quello esercitato su propri servizi e che svolgono la propria attività quasi esclusivamente nei confronti dell'amministrazione dello Stato;

Visto il decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante: "Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136";

Visto il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, recante: "Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni";

Visto l'articolo 31, commi 3 e 8-bis del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98;

Vista la legge 28 dicembre 2015, n. 208  e, in particolare, l'articolo 1, comma 647, che autorizza il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a concedere contributi per l'avvio e la realizzazione di nuovi servizi marittimi per il trasporto combinato delle merci o il miglioramento dei servizi su rotte esistenti, in arrivo e in partenza da porti situati in Italia o negli stati membri dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo;

Visto l'articolo 1, comma 649, della citata legge n. 208 del 2015, che prevede che il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, adotti un regolamento per l'individuazione, la commisurazione degli aiuti, le modalità e le procedure per l'attuazione degli interventi di cui ai commi 647 e 648, previa notifica preventiva alla Commissione europea, ai sensi dell'articolo 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

Visto il codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante: "Codice dei contratti pubblici" e successive modificazioni e, in particolare, l'articolo 80;

Visto l'articolo 15, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, che ha previsto, tra l'altro, una riduzione delle risorse statali stanziate per gli incentivi al trasporto ferroviario;

Visto l'articolo 13, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, recante: "Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo" che ha previsto che, ai fini del raggiungimento degli obiettivi programmatici indicati nel documento di economia e finanza per l'anno 2017, le risorse finanziarie stanziate a favore della misura denominata "marebonus" sono decurtate, per l'anno 2017, per un importo pari ad euro 1.814.749;

Vista la Comunicazione della Commissione europea 2004/C n. 43: "Orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato ai trasporti marittimi" e, in particolare, il punto 10 riguardante gli aiuti diretti al trasporto marittimo a corto raggio;

Vista la decisione C(2016)8459 del 19 dicembre 2016, con la quale la Commissione europea ha autorizzato l'aiuto di stato SA.44628 - Italia – “Marebonus" - regime per incentivare le autostrade del mare, a seguito di regolare notifica elettronica effettuata in data 22 settembre 2016;

Udito il parere del Consiglio di Stato n. 2227 del 26 ottobre 2016, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 28 settembre 2016;

Acquisito il preventivo concerto del Ministero dell'economia e delle finanze con nota prot. 1404 del 9 marzo 2017;

Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, effettuata con nota n. 6407 del 30 maggio 2017;

 

Adotta

il seguente regolamento: 

Art. 1

Definizioni

 

1. Ai fini del presente regolamento, sono adottate le seguenti definizioni:

  1. Ministero: il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
  2. soggetto gestore: la Società Rete Autostrade Mediterranee S.p.a., soggetto incaricato delle attività di istruttoria, gestione operativa e monitoraggio dell'intervento;
  3. impresa armatrice: il proprietario dell'unità o nave od ogni altro organismo o persona, quali l'imprenditore o il noleggiatore dell'unità o nave che hanno rilevato dal proprietario la responsabilità per l'esercizio della nave e, di conseguenza, hanno accettato di assumersi i relativi obblighi e responsabilità e che assume l'esercizio di unità nautiche iscritte nei registri delle navi e dei galleggianti tenuti dagli Ispettorati di porto o enti equivalenti;
  4. slot agreement: accordo tra imprese armatrici per la ripartizione delle capacità della stiva di una nave;
  5. servizi marittimi Ro-Ro: i servizi offerti da navi munite di attrezzature particolari che le rendono atte al trasporto di rotabili ferroviari o veicoli stradali con imbarco degli stessi sulle proprie ruote e con imbarco di un numero di passeggeri non superiore a dodici;
  6. servizi marittimi Ro-Pax: i servizi offerti da navi munite di attrezzature particolari che le rendono atte al trasporto di rotabili ferroviari o veicoli stradali con imbarco degli stessi sulle proprie ruote e con imbarco di un numero di passeggeri superiore a dodici;
  7. tecnologie ITS: sistemi che integrano le telecomunicazioni, l'elettronica e le tecnologie dell'informazione con l'ingegneria dei trasporti al fine di pianificare, progettare, rendere operativi, sottoporre a manutenzione e gestire i sistemi di trasporto.

Art. 2

Ambito di applicazione e finalità dell'intervento

1. Il presente regolamento stabilisce, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 1, comma 649, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, le modalità di ripartizione e di erogazione della somma destinata all'attuazione di progetti per migliorare la catena intermodale e decongestionare la rete viaria, riguardanti l'istituzione, l'avvio e la realizzazione di nuovi servizi marittimi per il trasporto combinato delle merci o il miglioramento dei servizi su rotte esistenti, in arrivo e in partenza da porti situati in Italia, che collegano porti situati in Italia o negli Stati membri dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo.

2. Gli interventi di cui al presente regolamento sono finalizzati ad incentivare tali servizi e a controbilanciare i costi aggiuntivi necessari all'avvio e/o al miglioramento dei servizi marittimi, contribuendo a compensare la differenza per diversi costi esterni e costi infrastrutturali specifici derivanti dall'uso del trasporto marittimo in sostituzione del trasporto su strada, quali, a titolo esemplificativo, i costi relativi alla congestione, all'inquinamento, agli incidenti.

 

Art. 3

Risorse finanziarie

1. Il presente regolamento disciplina le modalità di assegnazione dei contributi di cui all'articolo 1, comma 647, della legge 28 dicembre 2015, n. 208e del relativo rifinanziamento ai sensi dell'articolo 47-bis, comma 5, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, nei limiti delle risorse disponibili.

2. Ai sensi dell'articolo 1, comma 645, della legge n. 208 del 2015, le risorse di cui al citato articolo 1, comma 647 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, possono subire riduzioni in caso di minori risparmi rispetto alle stime di cui al secondo periodo del citato articolo 1, comma 645.

 

Art. 4

Soggetto gestore

1. Gli adempimenti tecnici e amministrativi riguardanti la gestione operativa, l'istruttoria delle domande, nonché l'esecuzione dei monitoraggi e dei controlli di cui al presente regolamento, sono svolti dal soggetto gestore, ai sensi dell'articolo 19, comma 5, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, con le modalità e nei termini di cui ad apposito accordo di servizio che verrà stipulato tra il Ministero ed il soggetto gestore, individuato nella società RAM spa.

2. Le funzioni e le attività che il soggetto gestore dovrà svolgere, così come regolamentate dal predetto Accordo di servizio, sono quelle di seguito elencate:

  1. collaborare con il Ministero per la predisposizione delle procedure di accesso ai suddetti incentivi;
  2. fornire assistenza tecnica al Ministero e ai beneficiari;
  3. realizzare la gestione operativa dei provvedimenti in oggetto, ivi comprese tutte le attività di informatizzazione e archiviazione dei dati, istruttoria, verifica, analisi e comunicazione operativa con i beneficiari, seguendo le indicazioni fornite dalla Direzione generale per il trasporto stradale e per l'intermodalità del Ministero;
  4. fornire assistenza tecnica al Ministero nella fase di chiusura delle attività relative a tali incentivi;
  5. monitorare l'andamento dei provvedimenti e svolgere le relative attività di controllo, sulla base delle specifiche fornite dalla Direzione generale competente.

3. Gli oneri derivanti dall'accordo di servizio previsto dal comma 1 sono a carico delle risorse di cui all'articolo 3, nel limite massimo dell'1,5 per cento delle risorse destinate all'intervento di cui al presente regolamento e, comunque, sono definiti in base ad uno specifico preventivo che tenga conto, per il personale impiegato, delle giornate/uomo impegnate e delle relative tariffe applicabili, debitamente suddivise nelle componenti di costo diretto, costo gestionale e costo aziendale, per i costi direttamente imputabili all'esecuzione delle attività, della spesa da sostenere, per le componenti di costo indiretto, della percentuale riconoscibile e, per gli eventuali costi per viaggi e trasferte, delle spese preventivabili. Gli oneri effettivamente risultanti sono riconosciuti previa presentazione ed approvazione di apposita rendicontazione redatta secondo le specifiche contenute nell'accordo di servizio medesimo in conformità al sopracitato preventivo.

4. Il Ministero, in quanto amministrazione titolare dell'interesse primario, esercita le funzioni di iniziativa, di vigilanza, di controllo e decisorie in ordine alle attività espletate da RAM spa, di cui all'articolo 12. A tal riguardo la predetta Società assicura la massima collaborazione, tempestività, diligenza e serietà nell'adempimento delle richieste, degli ordini e delle sollecitazioni del Ministero sulle attività tecniche e istruttorie relative alle procedure di cui è responsabile.

 

Art. 5

Soggetti beneficiari

1. Possono beneficiare dei contributi di cui al presente regolamento le imprese di cui all'articolo 1, comma 1, lettera c), operanti in Italia, costituite anche in forma consorziata, cooperativa o attraverso slot agreement, aventi sede legale in uno degli Stati membri dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo.

2. Ai fini dell'accesso ai contributi di cui al presente regolamento, le imprese di cui al comma 1 devono:

  1. essere regolarmente costituite ed essere iscritte nel registro delle imprese o enti equivalenti;
  2. operare nel settore di "Trasporto marittimo e costiero di merci" (codice ATECO 2007 50.20.00);
  3. essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non trovarsi, per quanto applicabile, in una delle situazioni previste dall'articolo 80 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;
  4. non essere sottoposte a procedure concorsuali quali il fallimento, o l'amministrazione straordinaria o liquidazione coatta amministrativa o a liquidazione, scioglimento della società, o concordato preventivo senza continuità aziendale o di piano di ristrutturazione dei debiti;
  5. possedere una situazione di regolarità contributiva;
  6. in caso di servizi marittimi di cui all'articolo 6, comma 5, lettera a), dimostrare di avere capacità di stiva pari ad almeno 100.000 metri lineari all'anno per l'intera durata del progetto o, in caso di servizi marittimi di cui all'articolo 6, comma 5, lettera b), di aver svolto servizi marittimi impiegando una capacità di stiva pari ad almeno 100.000 metri lineari all'anno negli ultimi due anni solari al momento dell'invio della domanda;
  7. operare nel rispetto delle disposizioni in materia di contrattazione collettiva nazionale e territoriale del lavoro e degli obblighi contributivi;
  8. essere in regola con la disciplina antiriciclaggio e antiterrorismo di cui al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231;
  9. non trovarsi nelle condizioni che non consentono la concessione delle agevolazioni ai sensi della normativa antimafia di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159;
  10. aver restituito le agevolazioni pubbliche godute per le quali è stata già disposta la restituzione;
  11. non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea.

3. Il possesso dei requisiti di cui ai commi 1 e 2, unitamente a quanto prescritto per l'accesso al contributo in fase di presentazione dell'istanza, deve essere dimostrato alla data di presentazione della domanda di ammissione al contributo.

4. L'assenza dei requisiti di cui al comma 2, lettere da b) ad e) e da g) a m) costituisce causa di revoca determinando decadenza dal contributo ed eventuale recupero dello stesso secondo quanto disposto dall'articolo 17.

5. Le imprese richiedenti il contributo si obbligano, altresì, ad attenersi alle prescrizioni, comunitarie e nazionali, in particolare in materia di ambiente, aiuti di Stato, concorrenza tra imprese e sicurezza.

 

Art. 6

Oggetto e destinazione dell'incentivo

1. La destinazione dell'incentivo avviene nei confronti delle imprese armatrici che presentino progetti triennali per la realizzazione di nuovi servizi marittimi Ro-Ro e Ro-Pax a mezzo di navi iscritte nei registri e battenti bandiera di uno degli Stati membri dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, per il trasporto multimodale delle merci o il miglioramento dei medesimi servizi su rotte esistenti, in arrivo e in partenza da porti situati in Italia, che collegano porti situati in Italia o negli Stati membri dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, al fine di sostenere il miglioramento della catena intermodale e il decongestionamento della rete viaria.

2. I servizi marittimi incentivabili devono essere regolari e frequenti, devono risultare economicamente sostenibili durante l'intero periodo dell'incentivazione e devono proseguire e mantenere i miglioramenti qualitativi e quantitativi dei servizi esercitati almeno per i trentasei mesi successivi al termine del periodo dell'incentivazione, salvo i casi di comprovata forza maggiore.

3. I servizi marittimi incentivabili devono essere funzionali al trasporto multimodale di complessi veicolari, autocarri, rimorchi, semirimorchi e casse mobili lungo rotte marittime a corto raggio, sia via mare che mediante navigazione fluviale. Per il trasporto delle bisarche verranno incentivate sia le unità di carico che il loro equivalente in carico sfuso.

4. È ammissibile a contributo per ciascuna impresa armatrice un solo progetto di durata triennale per ciascuna rotta e quest'ultimo non può essere rinnovato, prorogato o ripetuto.

 

5. Sono ammissibili i progetti finalizzati a:

  1. istituzione, avvio e realizzazione di un nuovo servizio marittimo di linea. Per nuovi servizi di linea si intendono quelli avviati a partire dalla data di pubblicazione del presente decreto. Tali servizi inoltre non dovranno alterare gli equilibri concorrenziali con le modalità di trasporto ambientalmente sostenibili, marittima, fluviale e ferroviaria;
  2. miglioramento dei servizi su rotte esistenti. Il miglioramento del servizio è valutato rispetto alla situazione in essere alla data di pubblicazione del presente decreto e deve riguardare almeno quattro specifiche iniziative di miglioramento comprese fra almeno due delle seguenti otto categorie di miglioramento:
  • miglioramento dell'impatto ambientale della linea;
  • riduzione sostenibile dei tempi della catena intermodale complessiva; la riduzione dei tempi può essere effettuata sia attraverso la riduzione dei tempi di navigazione che dei tempi di imbarco e sbarco;
  • miglioramento dei servizi a terra per imbarco e sbarco dei mezzi;
  • maggiore frequenza del servizio di linea;
  • miglioramento dei servizi a bordo durante la navigazione, compresi i servizi di accoglienza per il personale di guida;
  • implementazione delle tecnologie ITS;
  • potenziamento dei livelli di sicurezza (safety e security);
  • incremento della capacità di stiva offerta.

6. I progetti di cui al comma 5, lettere a) e b), sono accompagnati da una lettera di manifestazione di interesse di almeno tre imprese di autotrasporto di merci clienti della linea indicata nel progetto e devono garantire, pena l'ineleggibilità al contributo per l'anno successivo e la perdita del beneficio, il mantenimento per tutto il periodo di fruizione dell'incentivo di almeno il 70 per cento della capacità di stiva, espressa in metri lineari, destinata dal servizio al carico delle merci di cui al comma 3.

7. Non sono ammissibili progetti inerenti linee stagionali o periodiche.

 

Art. 7

Modalità di riconoscimento del contributo

1. Al beneficiario è riconosciuto un contributo massimo erogabile pari a 10 centesimi di euro per ciascuna unità di trasporto imbarcata moltiplicato per i chilometri via strada evitati sulla rete stradale nazionale.

2. Per ciascuna delle rotte marittime ammissibili al contributo è individuato il tratto chilometrico incentivabile secondo quanto previsto dall'articolo 8.

3. Costituiscono unità di trasporto le casse mobili e i seguenti veicoli o complessi veicolari con massa complessiva del singolo veicolo superiore alle 3,5 tonnellate: autocarri, rimorchi, semirimorchi, autoarticolati e veicoli, anche di massa inferiore purché costituenti merce, espressi in equivalente bisarca.

4. Il diritto al contributo deve essere periodicamente comprovato al Ministero con la produzione di idonea documentazione relativa allo stato di avanzamento del progetto.

5. Al fine del potenziamento della catena intermodale e della sostenibilità finanziaria dei progetti da attuare, le imprese beneficiarie dei contributi sono tenute a destinare annualmente a favore delle imprese clienti parte dei contributi ricevuti secondo quanto disciplinato all'articolo 9.

6. Le linee di servizio marittimo che operano in convenzione con pubbliche amministrazioni saranno tenute al riversamento integrale dell'incentivo a favore della propria clientela.

7. Le imprese beneficiare devono, altresì, impegnarsi a mantenere le tariffe di listino praticate durante il periodo di incentivazione, al netto della componente bunker, costanti in rapporto all'andamento del tasso di inflazione.

Art. 8

Rotte marittime ammissibili al contributo

1. Ai sensi dell'articolo 7 comma 2, sono considerate rotte ammissibili gli itinerari marittimi per ciascuno dei quali viene altresì indicato il corrispondente tratto chilometrico stradale incentivabile, di cui all'allegato A, che costituisce parte integrante del presente decreto.

2. In caso di progetti che prevedano l'istituzione di nuovi servizi su nuove rotte, il numero dei chilometri sottratti alla rete stradale utili al calcolo del contributo è quantificato prendendo come riferimento il percorso stradale sul territorio nazionale evitato tra il porto di origine ed il porto di destinazione. Il numero dei chilometri per il suddetto calcolo è pubblicato con successivo decreto del direttore generale per il trasporto stradale e l'intermodalità.

 

Art. 9

Termini e modalità del ribaltamento del contributo

1. I beneficiari sono tenuti al riversamento del contributo ricevuto annualmente in misura non inferiore al 70 per cento in favore delle imprese clienti che abbiano effettuato almeno centocinquanta imbarchi di unità di trasporto ammesse al contributo. Nei casi di cui all'articolo 7 comma 6, i beneficiari saranno tenuti al riversamento integrale del contributo ricevuto.

2. Per le imprese clienti che abbiano effettuato un numero di imbarchi minimo pari a 4000 la percentuale di cui al comma 1 è elevata all'80 per cento.

3. Le imprese armatrici, ai fini del ribaltamento della quota di contributo spettante alle imprese di autotrasporto clienti, sono tenute a verificare la regolarità di quest'ultime presso il portale dell'Albo degli Autotrasportatori. La quota di contributo non è ribaltata alle imprese che non risultino in regola a seguito delle verifiche. Il calcolo della quota spettante ai singoli clienti, ai sensi dell'articolo 9, commi 1 e 2, è effettuato dopo la verifica di cui al presente comma.

4. In caso di consorzi il ribaltamento è effettuato in favore del consorzio stesso.

5. Il ribaltamento del contributo è praticato dal beneficiario sotto forma di rimborso diretto o di sconto per successivi servizi prestati, a favore dei propri clienti entro e non oltre sessanta giorni dal ricevimento del contributo medesimo. Entro i successivi trenta giorni l'impresa armatrice trasmette al Ministero la documentazione atta a comprovare tale ribaltamento per ciascun cliente.

 

Art. 10

Modalità di determinazione e quantificazione dei contributi

1. Il contributo attribuibile ai sensi dell'articolo 7, comma 1, è quantificato fino alla concorrenza massima prevista per gli impegni di spesa per ciascun anno e sarà erogato annualmente compatibilmente con la disponibilità di cassa. Per l'anno 2019 il contributo potrà essere riconosciuto solo previa rimodulazione delle risorse allo scopo destinate, come rifinanziate dall'articolo 47-bis, comma 5, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, ai sensi dell'articolo 23, comma 3, lettera a), della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

2. Qualora, in funzione dei servizi ammissibili a contributo, le risorse effettivamente disponibili non siano sufficienti, si procederà alla riduzione di dette risorse in proporzione all'ammontare spettante a ciascun beneficiario.

3. Il diritto al contributo è comprovato annualmente con l'acquisizione di idonea documentazione relativa allo stato di avanzamento del progetto.

4. Il contributo di cui al comma 1 è attribuito a condizione che, a consuntivo dell'anno di riferimento, siano rispettati i requisiti previsti dal presente regolamento.

5. L'ammissione al contributo di cui al comma 1 viene notificata dal Ministero all'esito della comunicazione delle risultanze dell'istruttoria effettuata dal soggetto gestore.

6. In nessun caso il livello del contributo potrà superare il 30 per cento dei costi di esercizio del trasporto marittimo e il 50 per cento del differenziale del costo delle esternalità tra strada e mare.

7. Il Ministero, avvalendosi del soggetto gestore, verifica annualmente il conseguimento degli obiettivi fissati nei progetti ammessi al contributo, nonché la veridicità dei dati rendicontati dai beneficiari.

8. Il Ministero verifica, altresì, che le tariffe di listino dei servizi marittimi interessati rimangano costanti in rapporto all'andamento del tasso di inflazione ai sensi dell'articolo 7, comma 7.

 

Art. 11

Procedura di accesso

1. I contributi di cui al presente regolamento sono concessi sulla base di una istruttoria per valutare il rispetto dei requisiti ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.

2. L'apertura dei termini per la presentazione delle domande di accesso ai contributi, unitamente al modello per la presentazione delle domande, viene disposta dal Ministero con provvedimento del direttore generale per il trasporto stradale e per l'intermodalità, da adottare entro quindici giorni dalla pubblicazione del presente regolamento, pubblicato nel sito internet del soggetto gestore e in quello del medesimo Ministero, ferma restando la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

3. Per accedere ai contributi le imprese devono presentare istanza al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale - Direzione generale per il trasporto stradale e l'intermodalità, via Caraci 36 - 00157 Roma, specificando con apposita dicitura sulla busta "contributo decreto marebonus".

4. Le istanze devono pervenire al Ministero, all'indirizzo di cui al comma 3, entro e non oltre quarantacinque giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del provvedimento dirigenziale di cui al comma 2, tramite raccomandata con avviso di ricevimento, ovvero tramite posta elettronica certificata o mediante consegna a mano presso la citata Direzione generale. In tale ultima ipotesi l'ufficio di segreteria della Direzione generale rilascia ricevuta comprovante l'avvenuta consegna. Per il rispetto del termine perentorio fanno fede la data di spedizione della raccomandata o la data di consegna della posta elettronica certificata o la data di consegna a mano.

5. Con il provvedimento di cui al comma 2 sono fornite le ulteriori istruzioni necessarie ai fini dell'attuazione dell'intervento.

 

Art. 12

Attività istruttoria

1. I progetti imprenditoriali proposti sono sottoposti ad una istruttoria di ammissibilità, al fine di valutare la sussistenza di tutte le condizioni previste dal presente regolamento. Le istruttorie di ammissibilità sono svolte dal soggetto gestore e sottoposte all'esame di una apposita commissione per la validazione dell'istruttoria delle domande presentate istituita presso il Ministero e nominata con apposito decreto dirigenziale composta dal Presidente, individuato tra i dirigenti di II fascia in servizio presso il Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale, e tre componenti, di cui uno con funzioni di segreteria, individuate tra il personale in servizio presso il medesimo Dipartimento senza oneri aggiuntivi a carico dell'Amministrazione.

2. Il Ministero comunica, entro sessanta giorni decorrenti dal termine di scadenza per la presentazione dell'istanza e sulla base dei soli dati in essa contenuti, l'ammissibilità dei progetti ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.

3. Al fine di valutare i requisiti minimi di ammissibilità dei singoli progetti di cui all'articolo 6, comma 5, lettera a), sono verificati, sulla base della documentazione prodotta in fase di istanza, gli effetti dei nuovi servizi proposti, il loro effettivo avvio, la sostenibilità economica ed ambientale. È, altresì, verificato che gli standard qualitativi e quantitativi proposti siano in linea con i servizi esistenti e che tali servizi non alterino gli equilibri concorrenziali con le altre modalità di trasporto ambientalmente sostenibili già esistenti, marittima, fluviale e ferroviaria.

4. Al fine di valutare i requisiti minimi di ammissibilità dei singoli progetti di cui all'articolo 6, comma 5, lettera b), per il miglioramento dell'impatto ambientale della linea, sono considerati i seguenti criteri:

  1. l'uso di carburanti meno inquinanti;
  2. l'uso di dispositivi di abbattimento delle emissioni;
  3. trattamenti con prodotti speciali della carena.

5. Nei casi di cui al comma 4, lettere a) e b), i potenziali beneficiari dimostrano quali specifiche metodologie o tecnologie sono state adottate al fine di migliorare l'impatto ambientale della linea. Il beneficiario deve, altresì, fornire prova dell'effettivo miglioramento trasmettendo idonea documentazione che attesti i livelli di performance ambientale rispetto al periodo precedente conseguenti al miglioramento proposto.

6. Per il miglioramento dei servizi a terra per imbarco e sbarco dei mezzi è necessario per i beneficiari fornire prova dell'effettivo miglioramento trasmettendo idonea documentazione che attesti l'effettivo miglioramento in termini di servizi offerti a terra per l'imbarco e/o lo sbarco delle merci.

7. Per il miglioramento dei servizi a bordo durante la navigazione, compresi i servizi di accoglienza per il personale di guida, per l'implementazione delle tecnologie ITS nonché per il potenziamento dei livelli di sicurezza (safety e security) è necessario per i beneficiari fornire prova dell'effettivo miglioramento previsto trasmettendo idonea documentazione che attesti il miglioramento in termini di servizi previsti nel progetto e soggetti a miglioramento. La verifica di tali servizi deve essere svolta tramite un confronto rispetto ai livelli precedenti al periodo di incentivazione e dimostrabile attraverso investimenti o specifiche attività o servizi quantificabili dal punto di vista economico.

8. La riduzione sostenibile dei tempi della catena intermodale complessiva può essere effettuata sia attraverso la riduzione dei tempi di navigazione che dei tempi di imbarco e sbarco. In tali casi, è necessario per i potenziali beneficiari fornire prova, in termini percentuali, della riduzione dei tempi della catena intermodale complessiva conseguita attraverso investimenti o specifiche attività o servizi quantificabili dal punto di vista economico. La soglia minima di riduzione percentuale deve essere almeno pari al 4 per cento.

9. Per la maggiore frequenza del servizio di linea, nonché per l'incremento della capacità di stiva offerta, è necessario per i potenziali beneficiari fornire prova, in termini percentuali, dell'aumento della frequenza del servizio di linea conseguita attraverso investimenti o specifiche attività o servizi quantificabili dal punto di vista economico. La soglia minima di aumento della frequenza su base annuale deve essere almeno pari al 5 per cento.

10. Ogni progetto deve contenere almeno quattro iniziative specifiche ricadenti in almeno due delle categorie di miglioramento di cui all'articolo 6, comma 5, lettera b). Il beneficiario deve fornire prova dell'effettivo miglioramento conseguito, attraverso investimenti o specifiche attività o servizi quantificabili dal punto di vista economico, trasmettendo idonea documentazione che attesti i singoli livelli di miglioramento conseguiti.

11. Il beneficiario deve proporre la situazione antecedente al progetto e, per lo scenario di progetto, tutti gli elementi quantitativi e qualitativi che qualificano la proposta progettuale, con particolare riferimento alle tecnologie, all'utilizzo delle dotazioni impiantistiche e informatiche, alle modalità gestionali, nonché a tutti gli ulteriori elementi utili per la comprensione della portata del miglioramento e per la sua stima economica in rapporto all'entità dell'incentivo potenzialmente erogabile.

12. Ai fini dell'ammissibilità dei progetti di cui ai commi 3 e 4, non sono ritenuti validi gli adeguamenti, in particolare sulle emissioni inquinanti, agli obblighi normativi vigenti di carattere nazionale, comunitario o internazionale.

13. Qualora in esito ad una prima fase istruttoria, vengano ravvisate carenze comunque sanabili, vengono richieste le opportune integrazioni agli interessati, fissando un termine perentorio non superiore a quindici giorni. Qualora entro tale termine l'interessato non abbia fornito un riscontro, ovvero detto riscontro non sia ritenuto soddisfacente, l'istruttoria viene conclusa sulla base della sola documentazione valida disponibile.

14. L'Amministrazione ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 241 del 1990 comunica le singole risultanze istruttorie agli interessati tramite posta elettronica certificata dando comunicazione del provvedimento finale e le relative motivazioni.

 

Art. 13

Rendicontazione e monitoraggio

1. Ai fini della rendicontazione, annualmente, entro e non oltre trenta giorni dal termine di ciascun periodo di incentivazione, l'impresa beneficiaria presenta al Ministero, con le modalità di cui all'articolo 11, commi 3 e 4:

  1. la relazione descrittiva sullo stato di avanzamento del progetto sottoscritta dal legale rappresentante dell'impresa;
  2. il riepilogo degli imbarchi effettuati dalle imprese clienti, articolato per singolo viaggio e contenente gli elementi utili ai fini del calcolo della liquidazione del contributo, corredato della dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante di ciascuna impresa cliente, attestante la veridicità dei dati ivi riportati ed il mantenimento delle condizioni tariffarie applicate per i servizi di trasporto effettuati durante il periodo di incentivazione;
  3. copia dei contratti e/o polizze di carico con le imprese che abbiano effettuato almeno centocinquanta imbarchi annui.

2. Il contributo è quantificato a consuntivo dell'annualità di riferimento ove siano rispettati i requisiti di cui all'articolo 5 e sulla base degli imbarchi effettuati moltiplicati per i chilometri sottratti alla rete stradale nazionale corrispondenti alle rotte incentivate di cui all'allegato A.

3. L'Amministrazione, ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 241 del 1990comunica ai singoli interessati l'ammontare del contributo tramite posta elettronica certificata e attiva successivamente i pagamenti, secondo le disponibilità di cassa.

4. Ai fini del monitoraggio, nel corso dei trentasei mesi successivi a decorrere dal termine del periodo di incentivazione, il Ministero verifica il mantenimento degli impegni assunti in fase di presentazione del progetto anche al fine di comprovare quanto previsto dall'articolo 6, comma 2.

5. Il Ministero, anche per il tramite del soggetto gestore incaricato delle attività di istruttoria, gestione e monitoraggio dell'intervento di cui al regolamento, rende disponibili in formato elettronico i modelli utili per la raccolta dei dati per il monitoraggio sul sito del medesimo Ministero.

 

Art. 14

Termini e modalità di erogazione delle agevolazioni

1. Fermo restando quanto previsto all'articolo 10, comma 1, secondo periodo, l'erogazione dei contributi previsti dal presente regolamento è effettuata dall'amministrazione sulla base di un rendicontazione annuale per ciascun anno di durata del progetto sino a concorrenza del 100 per cento del contributo spettante per singola annualità.

2. L'erogazione del contributo resta inoltre subordinata:

  1. alla verifica da parte del Ministero della regolarità contributiva mediante richiesta del DURC agli enti competenti;
  2. alla verifica presso gli istituti previdenziali; la richiesta determina verifiche di accertamento, in capo alle imprese beneficiarie, da parte dell'INPS e dell'INAIL. In caso di irregolarità contributiva del beneficiario, si procede alla trattenuta dell'importo corrispondente all'inadempienza evidenziata dal DURC disponendo la compensazione dei debiti erariali fino alla loro concorrenza, in applicazione del combinato disposto dell'articolo 31, commi 3 e 8-bis del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 ;
  3. al rilascio dell'informazione antimafia liberatoria nel caso in cui il contributo sia superiore o uguale a 150.000 euro fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo n. 159 del 2011.

3. L'erogazione del contributo è subordinata alla dichiarazione del beneficiario di non rientrare fra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti che sono individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea, ai sensi dell'articolo 46 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, nonché alla disponibilità delle risorse così come rimodulate ai sensi dell'articolo 10 del presente regolamento.

Art. 15

Cumulo dell'incentivo

1. I contributi di cui al presente decreto sono concessi per il periodo 2017-2018 e potranno essere concessi per l'anno 2019 previa verifica della sussistenza della copertura finanziaria.

2. I contributi di cui al presente decreto non sono cumulabili con compensazioni derivanti da obblighi di servizio pubblico o con altri aiuti erogati a livello locale, regionale, nazionale o dall'Unione europea, destinati a coprire le stesse spese ammissibili.

Art. 16

Monitoraggio, ispezioni e controlli

1. In ogni fase del procedimento il soggetto gestore e il Ministero effettuano controlli e ispezioni, anche a campione, sulla documentazione e sul rispetto dei contratti presentati, al fine di verificare le condizioni per la fruizione e il mantenimento del contributo, nonché l'attuazione degli interventi finanziati.

2. I beneficiari trasmettono al soggetto gestore la documentazione utile al monitoraggio dell'intervento, con le forme e modalità definite con il provvedimento dirigenziale di cui all'articolo 11, comma 2 e con le modalità di cui ai successivi commi del medesimo articolo 11.

3. Il Ministero provvede a trasmettere al Ministero dell'economia e delle finanze, su base annuale, apposita relazione circa l'attuazione delle misure adottate con il presente regolamento.

 

Art. 17

Recupero dei contributi

1. Nei casi di decadenza di cui all'articolo 5, comma 4, il beneficiario è tenuto a restituire il contributo complessivamente percepito.

2. Negli altri casi di mancato rispetto delle condizioni previste dal presente decreto e degli impegni assunti per la concessione del contributo, si procede alla sospensione delle eventuali erogazioni in corso nonché al recupero dei contributi complessivamente percepiti al netto della quota obbligatoria del ribaltamento effettuato ai sensi dell'articolo 9.

3. Le somme recuperate sono versate all'entrata del bilancio dello Stato secondo le indicazioni fornite dal Ministero.

 

Art. 18

Entrata in vigore e clausola d'invarianza

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

2. Agli adempimenti di cui al presente decreto, il Ministero provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali previste a legislazione vigente.

 

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.

 

Roma, 13 settembre 2017

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti: DELRIO

Il Ministro dell'economia e delle finanze: PADOAN

 

Visto, il Guardasigilli: ORLANDO

Registrato alla Corte dei conti l'11 dicembre 2017 Ufficio controllo atti Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare, registro n. 1, foglio n. 4587

 

MINISTERO DELL'INTERNO

DECRETO 22 novembre 2017

Approvazione della regola tecnica di prevenzione   incendi   per

l'installazione e l'esercizio di contenitori-distributori, ad uso

privato, per l'erogazione di carburante liquido di categoria C.

(17A08114)

(GU n.285 del 6-12-2017)

 

IL MINISTRO DELL'INTERNO

di concerto con

IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

e

IL MINISTRO

DELLO SVILUPPO ECONOMICO

 

Vista la legge 1°marzo  1968, n. 186, recante «Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici»;

Visto il decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32 e successive modificazioni, recante   «Razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti, a norma dell'art. 4, comma  4,  lettera

c), della legge 15 marzo 1997, n. 59»;

Visto  il  decreto  legislativo 8 marzo 2006, n. 139, recante «Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'art. 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229» e successive modificazioni;

Visto il decreto legislativo 9  aprile 2008, n. 81, recante «Attuazione dell'art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro» e successive modificazioni;

Visto il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 luglio 2008, n.764/2008, che   stabilisce procedure relative all'applicazione di determinate regole tecniche nazionali a prodotti legalmente commercializzati in un altro Stato membro e che abroga la decisione n. 3052/95/CE;

Visto il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2011, n.305, che fissa  condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE del Consiglio;

Visto il decreto-legge 21  giugno  2013, n.69,  convertito, con modificazioni,  dalla  legge  9   agosto   2013, n.98, recante «Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia»;

Visto il decreto legislativo 19 maggio 2016, n.85 che attua la direttiva 2014/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, concernente l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative agli apparecchi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente  esplosiva, che sostituisce la direttiva 94/9/CE;

Visto il decreto del Presidente  della  Repubblica del 1° agosto 2011, n. 151, recante «Regolamento  recante  semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell'art. 49, comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.78, convertito, con modificazioni,  dalla legge 30 luglio 2010, n. 122»;

Visto il decreto del Ministro dell'interno del 31 luglio 1934 e successive modificazioni, recante  «Approvazione delle norme di sicurezza per la lavorazione, l'immagazzinamento, l'impiego o la vendita di oli minerali, e per il trasporto degli oli stessi» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 settembre 1934, n.228;

Visto il decreto del Ministro dell'interno del 30 novembre 1983 e successive modificazioni, recante «Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione  incendi» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 novembre 1983, n.339;

Visto il decreto del Ministro dell'interno del 19 marzo 1990, recante «Norme per il rifornimento di  carburanti, a mezzo di contenitori-distributori mobili, per macchine in uso presso aziende agricole, cave e cantieri» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 marzo 1990, n. 76;

Visto il decreto del Ministro dell'interno del 12  settembre  2003, recante «Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per l'installazione e l'esercizio di depositi di gasolio per autotrazione ad uso privato, di capacità geometrica non superiore a 9 m³, in contenitori-distributori rimovibili per il rifornimento di  automezzi destinati all'attività di autotrasporto» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 settembre 2003, n. 221;

Visto il decreto del Ministro dell'interno del 27 gennaio 2006, recante  «Requisiti degli apparecchi,  sistemi di protezione e dispositivi utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva, ai sensi della direttiva 94/9/CE, presenti nelle attività soggette ai controlli antincendio» pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale dell'8 febbraio 2006, n.32;

Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 22 gennaio 2008, n.37,recante  «Regolamento  concernente l'attuazione dell'art. 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della  legge  n.248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione  degli  impianti all'interno degli edifici» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12  marzo  2008, n.61;

Visto il decreto del Ministro dell'interno del 7 agosto 2012, recante «Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell'art. 2, comma 7, del decreto del Presidente della  Repubblica  1°  agosto  2011, n. 151 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29 agosto 2012, n. 201;

Rilevata la necessità di aggiornare la disciplina antincendio relativa ai contenitori-distributori fuori   terra di liquido combustibile di categoria C ad uso privato, di capacità geometrica non superiore a 9 m³;

Sentito il Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi di cui all'art. 21 del decreto legislativo 8 marzo  2006, n.139;

 Espletata la procedura di informazione ai sensi della direttiva (UE) n. 2015/1535;

Decreta: 

Art. 1

Campo di applicazione

1. Il presente decreto disciplina, ai fini della prevenzione incendi, l'installazione e l'esercizio di contenitori-distributori, ad uso privato, per l'erogazione di carburanti liquidi di categoria C, così come definiti nella regola tecnica di cui all'art. 3.

2. Le disposizioni del presente decreto non si applicano agli impianti fissi di distribuzione carburanti per autotrazione, per i quali continuano ad applicarsi le specifiche disposizioni di prevenzione incendi.

Art. 2

Obiettivi

 

1. I contenitori-distributori disciplinati dal presente decreto sono installati e gestiti in modo da garantire il conseguimento dei seguenti obiettivi:

  1. minimizzare le cause di fuoriuscita accidentale di carburante ed il rischio di incendio;
  2. limitare, in caso di evento incidentale, danni alle persone;
  3. limitare, in caso di evento incidentale, danni ad  edifici  e locali contigui all'impianto;
  4. limitare, in caso di evento incidentale, danni all'ambiente;
  5. consentire ai soccorritori di operare in condizioni di sicurezza.

 

Art. 3

Disposizioni tecniche

 

1. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui all'art. 2, è approvata la regola tecnica di cui all'allegato 1, che costituisce parte integrante del presente decreto.

 

Art. 4

Applicazione delle disposizioni tecniche

 

1. Le disposizioni  del  presente decreto si applicano ai contenitori-distributori di nuova installazione e a quelli esistenti, ad eccezione dei casi riportati al comma 2.

2. Sono esentati dall'obbligo di adeguamento alla regola tecnica di cui all'art. 3 i contenitori-distributori esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto nei casi in cui:

  1. siano in possesso di atti abilitativi  riguardanti anche la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio, rilasciati dalle competenti autorità,  così  come previsto dall'art.38 del decreto-legge 21 giugno 2013, n.69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98;
  2. siano in possesso del certificato di prevenzione incendi in corso di validità o sia stata presentata la segnalazione certificata di inizio attività di cui all'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n.151;
  3. siano stati pianificati, o siano in corso, lavori di installazione di contenitori-distributori sulla base di un progetto approvato dal competente Comando provinciale dei vigili del fuoco ai sensi  degli  articoli 3 e 7 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151.

3. I contenitori-distributori devono essere provvisti di approvazione di tipo ai sensi del decreto del Ministro dell'interno del 31 luglio 1934, titolo I°, punto XVII ed i relativi componenti devono essere provvisti di marcatura CE ai sensi delle direttive applicabili.

4. L'installatore è tenuto a verificare che il contenitore-distributore sia idoneo per il tipo di uso e per la tipologia di  installazione prevista e che il responsabile dell'attività sia informato degli specifici obblighi finalizzati a garantire il corretto uso, in sicurezza, dello stesso.

Art. 5

Impiego di prodotti per uso antincendio

 

1. I prodotti per uso antincendio, impiegati nel campo di applicazione del presente decreto, devono essere:

  1. identificati univocamente sotto la responsabilità del produttore, secondo le procedure applicabili;
  2. qualificati in relazione alle prestazioni richieste e all'uso previsto;
  3. accettati dal responsabile  dell'attività, ovvero dal responsabile dell'esecuzione dei lavori  mediante acquisizione e verifica della documentazione di identificazione e qualificazione.

2. L'impiego dei prodotti per uso antincendio è consentito se gli stessi sono utilizzati conformemente  all'uso  previsto,  se sono rispondenti alle prestazioni richieste dal presente decreto e se:

  1. sono conformi alle disposizioni comunitarie applicabili;
  2. sono conformi, qualora non ricadenti nel campo di applicazione di disposizioni comunitarie, alle  apposite  disposizioni  nazionali applicabili, già sottoposte con esito  positivo  alla  procedura  di informazione di cui alla direttiva 98/34/CE e  successive  modifiche, che prevedono apposita omologazione per  la  commercializzazione sul territorio italiano e a tal fine il mutuo riconoscimento;
  3. qualora  non  contemplati  nelle  lettere a) e b), sono legittimamente commercializzati  in  uno  degli Stati della Unione europea o in Turchia in virtu' di specifici accordi internazionali stipulati con l'Unione europea ovvero legalmente fabbricati in uno degli Stati firmatari dell'Associazione  europea  di libero scambio (EFTA), parte contraente dell'accordo sullo Spazio economico europeo (SEE), per  l'impiego nelle stesse condizioni che permettono di garantire un livello di protezione,  ai fini della   sicurezza dall'incendio, equivalente a quello previsto nelle norme tecniche allegate al presente decreto.

3. L'equivalenza del livello di protezione, garantito dai prodotti per uso antincendio di cui al comma 2, è valutata, ove necessario, dal Ministero dell'interno applicando le procedure previste dal regolamento (CE) n. 764/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 luglio 2008. 

Art. 6

Disposizioni finali

1. Sono abrogate le seguenti disposizioni di prevenzione incendi:

  1. decreto del Ministro dell'interno del 19 marzo 1990 recante «Norme per   il   rifornimento   di   carburanti,   a   mezzo    di contenitori-distributori mobili, per macchine in uso  presso  aziende agricole, cave e cantieri»;
  2. decreto del  Ministro  dell'interno  del  12  settembre  2003 recante «Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per l'installazione e l'esercizio di depositi di gasolio per autotrazione ad uso privato, di capacità geometrica non superiore a 9 m3, in contenitori-distributori rimovibili per il rifornimento di automezzi destinati all'attività di autotrasporto»;
  3. art. 5, comma 4 del decreto del Ministro dell'interno del 27 gennaio 2006 recante «Requisiti degli  apparecchi, sistemi di protezione e dispositivi  utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva, ai sensi della direttiva n.94/9/CE,  presenti  nelle attività soggette ai controlli antincendio»;

Il presente decreto entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della

Repubblica italiana.

Roma, 22 novembre 2017

 

                      Il Ministro dell'interno

                               Minniti

              Il Ministro dell'economia e delle finanze

                               Padoan

                Il Ministro per lo sviluppo economico

                               Calenda

Ministero dello Sviluppo Economico

DIREZIONE GENERALE PER GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE

IL DIRETTORE GENERALE

Visto il decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, che, all’articolo 6, comma 1, prevede, a beneficio di micro, piccole e medie imprese, l’adozione di interventi di finanziamento a fondo perduto per l’acquisto di software, hardware o servizi finalizzati alla digitalizzazione dei processi aziendali e all’ammodernamento tecnologico, tramite la concessione, conformemente al regolamento (CE) n. 1998/2006 sugli aiuti d’importanza minore (“de minimis”), di Voucher di importo non superiore a 10.000 euro;

Visto, altresì, il comma 2 del citato articolo 6 del decreto-legge n. 145 del 2013, che dispone che, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la coesione territoriale, con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie e con il Ministro dello sviluppo economico, è stabilito l’ammontare dell’intervento nella misura massima complessiva di 100 milioni di euro, a valere sul Programma operativo nazionale della prossima programmazione 2014-2020 di responsabilità del Ministero dello sviluppo economico, previa verifica della coerenza con le relative linee di intervento, nonché sulla collegata pianificazione degli interventi a finanziamento nazionale, e che la somma così individuata dal CIPE è ripartita tra le regioni in misura proporzionale al numero delle imprese registrate presso le camere di commercio operanti nelle singole regioni;

Visto il regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”, che ha sostituito, a decorrere dal 1° gennaio 2014 il predetto regolamento (CE) n. 1998/2006;

Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 23 settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 269 del 19 novembre 2014, adottato ai sensi del comma 3 del citato articolo 6 del decreto-legge n. 145 del 2013 e recante le modalità di concessione ed erogazione delle agevolazioni e lo schema standard di bando;

Visto l’articolo 8, comma 3, del citato decreto interministeriale 23 settembre 2014, il quale prevede che con successivo provvedimento a firma del Direttore generale per gli incentivi alle imprese sono definiti, sulla base dello schema standard di bando di cui all’allegato 1 al medesimo decreto interministeriale, i contenuti del modello di domanda, le modalità e i termini, iniziale e finale, di presentazione delle istanze, le modalità di concessione dei Voucher e gli schemi specifici per la presentazione delle richieste di erogazione e la gestione delle stesse; è indicato il riparto su base regionale delle risorse finanziarie previsto dal comma 2 del citato articolo 6 del decreto-legge n. 145 del 2013; sono indicate le regioni nel cui territorio devono essere ubicate le unità produttive delle imprese beneficiarie; sono elencati gli oneri informativi previsti ai fini della fruizione dell’agevolazione di cui al decreto stesso;

Visto il Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR, adottato con decisione della Commissione europea C(2015) 4444 final, del 23 giugno 2015 e modificato con decisione della Commissione europea C(2015) 8450 final, del 24 novembre 2015; Visto, in particolare, l’Asse III – Competitività PMI, Azione 3.5.2 – “Supporto a soluzioni ICT nei processi produttivi delle PMI, coerentemente con la strategia di smart specialization, con particolare riferimento a: commercio elettronico, cloud computing, manifattura digitale e sicurezza informatica”;

Considerato che il Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, in applicazione della normativa comunitaria riguardante la programmazione 2014-2020 dei fondi di sviluppo e di investimento europei, ha definito, in materia di ricerca e innovazione, una Strategia nazionale di specializzazione intelligente, intesa come strategia di innovazione nazionale che individua specifiche aree tematiche prioritarie di intervento che riflettono un elevato potenziale imprenditoriale in termini di posizionamento competitivo, in grado di rispondere alle opportunità emergenti e ai futuri sviluppi del mercato;

Considerato che l’intervento agevolativo di cui al citato decreto interministeriale 23 settembre 2014 risulta coerente con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente, essendo riconducibile all’ambito applicativo dell’area tematica Agenda digitale, smart communities, sistemi di mobilità intelligente, con particolare riferimento alla traiettoria tecnologica denominata “Tecnologie per la diffusione della connessione a banda ultra larga e della web economy”;

Visti i criteri di selezione delle operazioni del Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR, approvati dal Comitato di sorveglianza;

Vista la nota n. 98301 del 17 dicembre 2015 con la quale il Ministero dello sviluppo economico - Direzione generale per gli incentivi alle imprese ha attestato al Ministero dell’economia e delle finanze la coerenza del contributo in forma di Voucher di cui all’articolo 6, commi 1, 2 e 3, del decreto-legge n. 145 del 2013 con le linee di intervento del Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR, quantificando altresì in euro 32.543.679,00 l’importo delle risorse del medesimo Programma destinabili all’intervento agevolativo;

Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, il Ministro dello sviluppo economico e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, 7 luglio 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 245 del 19 ottobre 2016, adottato ai sensi del citato articolo, 6, comma 2, del decreto-legge n. 145 del 2013 e recante “Determinazione dell’ammontare delle risorse per il “Voucher” a favore delle micro, piccole e medie imprese per la digitalizzazione dei processi aziendali e l’ammodernamento tecnologico”;

Visto, in particolare, l’articolo 1, commi 1 e 2, del predetto decreto interministeriale 7 luglio 2016, che definisce in euro 32.543.679,00 la quota a carico del Programma operativo nazionale 3 “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR destinata a favorire la digitalizzazione dei processi aziendali e l’ammodernamento tecnologico delle micro, piccole e medie imprese nelle regioni «meno sviluppate» e «in transizione» (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna);

Visto, altresì, l’articolo 1, comma 3, del medesimo decreto interministeriale 7 luglio 2016, che prevede che l’individuazione delle risorse necessarie per la realizzazione delle misure di digitalizzazione nelle restanti regioni, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, fino alla concorrenza dell’importo indicato nell’articolo 6, comma 2, del decreto-legge n. 145 del 2013, sono oggetto di apposita delibera CIPE che ne definisce il valore complessivo e le modalità di ripartizione;

Vista la delibera CIPE 10 luglio 2017, n. 47/2017, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 239 del 12 ottobre 2017, con la quale, per il finanziamento della misura denominata “Voucher per la digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese” nella macroarea territoriale del Centro-Nord, è assegnata la somma di euro 67.456.321,00 a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020 e la medesima assegnazione, nonché quella di cui al citato decreto interministeriale 7 luglio 2016 di euro 32.543.679,00 destinata alle imprese localizzate nelle regioni del Mezzogiorno, per un totale di 100 milioni di euro, sono ripartite in misura proporzionale al numero delle imprese registrate presso le camere di commercio operanti nelle singole regioni come da tabella allegata alla stessa delibera;

Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123 e successive modificazioni e integrazioni, recante “Disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese, a norma dell’articolo 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59”;

Visto l’articolo 52, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234 e successive modifiche e integrazioni, che prevede che, al fine di garantire il rispetto dei divieti di cumulo e degli obblighi di trasparenza e di pubblicità previsti dalla normativa europea e nazionale in materia di aiuti di Stato, i soggetti pubblici o privati che concedono ovvero gestiscono i predetti aiuti trasmettono le relative informazioni alla banca dati, istituita presso il Ministero dello sviluppo economico ai sensi dell’articolo 14, comma 2, della legge 5 marzo 2001, n. 57, che assume la denominazione di “Registro nazionale degli aiuti di Stato”;

Visto il regolamento 31 maggio 2017, n. 115, recante la disciplina per il funzionamento del Registro nazionale degli aiuti di Stato, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 175 del 28 luglio 2017;

Visto, in particolare, l’articolo 9, comma 1, del predetto regolamento, che prevede che, al fine di identificare ciascun aiuto individuale nell’ambito del Registro nazionale degli aiuti di Stato, il soggetto concedente è tenuto alla registrazione dell’aiuto individuale prima della concessione dello stesso attraverso la procedura informatica disponibile sul sito web del Registro medesimo;

Visto l’articolo 2, comma 2, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro dello sviluppo economico 20 febbraio 2014, n. 57, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 81 del 7 aprile 2014, che prevede che le pubbliche amministrazioni, in sede di concessione di finanziamenti, tengono conto del rating di legalità delle imprese, di cui all’articolo 5- 4 ter del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, secondo quanto previsto all’articolo 3 del medesimo decreto;

Visto il decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese 6 marzo 2017, recante gli indirizzi operativi per gli interventi cofinanziati dal Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR, pubblicato nel sito web del Programma (www.ponic.gov.it);

Tenuto conto che, a seguito della pubblicazione in data 12 ottobre 2017 della citata delibera CIPE n. 47/2017, risultano perfezionati gli atti per l’individuazione della copertura finanziaria dell’intervento disciplinato dal citato decreto interministeriale 23 settembre 2014 e che, pertanto, ai sensi dell’articolo 12 del medesimo decreto, è possibile adottare il provvedimento a firma del Direttore generale per gli incentivi alle imprese previsto dall’articolo 8, comma 3, sopra menzionato;

DECRETA:

Art. 1.

(Definizioni)

1.Ai fini del presente decreto sono adottate le seguenti definizioni:

  1. “Ministero”: il Ministero dello sviluppo economico;
  2. “Regolamento de minimis”: regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013, recante la disciplina per l’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L 352 del 24 dicembre 2013;
  3. “Voucher”: il contributo di cui all’articolo 6, comma 1, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, concesso ai sensi del Regolamento de minimis;
  4. “decreto 23 settembre 2014”: il decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 23 settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 269 del 19 novembre 2014, con il quale sono definite le modalità di attuazione della misura relativa al Voucher;
  5. “PON Imprese e competitività”: il Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR, approvato dalla Commissione europea con decisione C(2015)4444 final del 23 giugno 2015 e modificato con decisione della Commissione europea C(2015) 8450 final, del 24 novembre 2015;
  6. “Regioni meno sviluppate”: le regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia;
  7. “Regioni in transizione”: le regioni Abruzzo, Molise e Sardegna;
  8. “altre Regioni del territorio nazionale”: le regioni e le province autonome del territorio nazionale che non rientrano nella definizione di Regioni meno sviluppate e di Regioni in transizione (Lazio, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Liguria, Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto);
  9. “rating di legalità”: il rating di legalità delle imprese di cui all’articolo 5-ter del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 e successive modifiche e integrazioni, attribuito dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato;
  10. “Carta nazionale dei servizi”: la Carta nazionale dei servizi di cui all’articolo 1, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’amministrazione digitale);
  11. “procedura informatica”: la procedura informatica accessibile nell’apposita sezione “Voucher digitalizzazione” del sito web del Ministero (www.mise.gov.it).

Art. 2.

(Dotazione finanziaria e ripartizione regionale)

1. Le risorse finanziarie disponibili per la concessione del Voucher per il sostegno di progetti di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico sono pari a euro 100.000.000,00 (centomilioni/00) e sono ripartite come segue:

a. euro 32.543.679,00 (trentaduemilionicinquecentoquarantatremilaseicentosettantanove/00) a valere sulle risorse del PON Imprese e competitività, Asse III – Competitività PMI, Azione 3.5.2 – “Supporto a soluzioni ICT nei processi produttivi delle PMI, coerentemente con la strategia di smart specialization, con particolare riferimento a: commercio elettronico, cloud computing, manifattura digitale e sicurezza informatica”, di cui:

1) euro 5.867.283,77 (cinquemilioniottocentosessantasettemiladuecentottantatre/77) per progetti realizzati in unità produttive ubicate nelle Regioni in transizione;

2) euro 26.676.395,23 (ventiseimilioniseicentosettantaseimilatrecentonovantacinque/23) per progetti realizzati in unità produttive ubicate nelle Regioni meno sviluppate;

b.  euro 67.456.321,00 (sessantasettemilioniquattrocentocinquantaseimilatrecentoventuno), a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020, per progetti realizzati in unità produttive ubicate nelle altre Regioni del territorio nazionale.

Le risorse finanziarie di cui al comma 1 sono suddivise su base regionale, ai sensi della delibera CIPE 10 luglio 2017, n. 47/2017, come indicato nell’allegato n. 1 al presente decreto.

Nell’ambito della dotazione finanziaria di cui al comma 1 e con riferimento alle risorse finanziarie assegnate a ciascuna regione, è istituita, come stabilito all’articolo 3, comma 3, del decreto 23 settembre 2014, una riserva del 5 per cento, destinata alla concessione del Voucher a beneficio delle micro, piccole e medie imprese che hanno conseguito il rating di legalità.

Art. 3.

 (Modalità e termini di presentazione della domanda)

1. Le domande di accesso alle agevolazioni possono essere presentate dalle imprese proponenti in possesso dei requisiti previsti all’articolo 5 del decreto 23 settembre 2014 esclusivamente tramite la procedura informatica, accessibile nell’apposita sezione “Voucher digitalizzazione” del sito web del Ministero (www.mise.gov.it), a partire dal 30 gennaio 2018 e fino al 9 febbraio 2018, secondo le modalità indicate al comma 7.

2. Ciascuna impresa proponente può presentare un’unica domanda di accesso alle agevolazioni per un importo del Voucher pari al 50 per cento del totale delle spese ammissibili di cui all’articolo 7 del decreto 23 settembre 2014 e, in ogni caso, non superiore a euro 10.000,00 (diecimila/00). La suddivisione su base regionale delle richieste pervenute è effettuata in relazione all’ubicazione dell’unità produttiva nell’ambito della quale viene realizzato il progetto di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico, indicata dall’impresa proponente nel modulo di domanda. Tale unità produttiva deve essere, alla data di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni, già attiva presso il competente Registro delle imprese come risultante dal certificato camerale dell’impresa.

3. L’accesso alla procedura informatica:

  1. prevede l’identificazione e l’autenticazione tramite la Carta nazionale dei servizi;
  2. è riservato al rappresentante legale dell’impresa proponente, come risultante dal certificato camerale della medesima, o ai soggetti di cui al comma 4.

4. Il rappresentante legale dell’impresa proponente, previo accesso alla procedura informatica tramite la Carta nazionale dei servizi, può conferire ad altro soggetto delegato il potere di rappresentanza per la presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni.

5. La domanda e i relativi allegati devono essere firmati digitalmente, in conformità con quanto disposto dall’articolo 8, comma 2, lettera b), del decreto 23 settembre 2014, dal soggetto che compila e presenta la domanda, pena l’improcedibilità della stessa.

6. Ai fini del completamento della compilazione della domanda di accesso alle agevolazioni, all’impresa proponente è richiesto il possesso di una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e la sua registrazione nel Registro delle imprese, come previsto dalle norme vigenti in materia. La registrazione della PEC nel Registro delle imprese è condizione obbligatoria per la presentazione della domanda e il suo accertamento è effettuato in modalità telematica dalla procedura informatica.

7. L’iter di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni è articolato nelle seguenti fasi:

a) compilazione della domanda, a partire dalle ore 10.00 del 15 gennaio 2018:

  1. accesso alla procedura informatica secondo quanto previsto al comma 3;
  2. immissione delle informazioni richieste per la compilazione della domanda, secondo quanto previsto nell’allegato n. 2, e caricamento dei relativi allegati;
  3. generazione del modulo di domanda sotto forma di “pdf” immodificabile, contenente le informazioni e i dati forniti dall’impresa proponente, e apposizione della firma digitale;
  4. caricamento della domanda firmata digitalmente e conseguente rilascio del “codice di predisposizione domanda” necessario per l’invio della stessa;

b) invio della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018:

1) accesso alla procedura informatica secondo quanto previsto al comma 3;

2) immissione del “codice di predisposizione domanda” di cui alla lettera a), numero 4), costituente formale invio della domanda, da effettuare entro il termine finale di cui alla lettera b);  

3) rilascio da parte della piattaforma informatica dell’attestazione di avvenuta presentazione della domanda, recante il giorno, l’ora, il minuto e il secondo di acquisizione della medesima.

8. A pena di inammissibilità, l’impresa proponente è tenuta a inviare la domanda completa di ogni sua parte e dei relativi allegati, secondo quanto previsto dal presente provvedimento e indicato dalla procedura informatica.

9. In fase di compilazione della domanda, la procedura informatica espone, in via preliminare, alcuni dati richiesti all’impresa proponente, acquisiti in modalità telematica dal Registro delle imprese. Ai fini della corretta compilazione della domanda, l’impresa proponente è tenuta a:

  1. provvedere all’eventuale aggiornamento dei propri dati presso il Registro delle imprese;
  2. verificare i dati acquisiti in modalità telematica dal Registro delle imprese;
  3. fornire le eventuali precisazioni richieste dalla procedura informatica.

10. Nel caso in cui l’impresa proponente non risulti in possesso, sulla base delle informazioni desumibili dal Registro delle imprese e risultanti dal relativo certificato camerale, dei requisiti di cui all’articolo 5 del decreto 23 settembre 2014, la procedura informatica non consentirà il completamento dell’iter di presentazione della domanda. Nel caso in cui le informazioni presenti nel Registro delle imprese non siano aggiornate, l’impresa proponente è tenuta ad effettuare le necessarie rettifiche, come previsto al comma 9.

11. Non possono presentare domanda di agevolazioni le imprese che risultino attive nei settori esclusi dall’articolo 1 del Regolamento de minimis. Sono escluse, in particolare, le imprese operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura o nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, fermo restando che se tali imprese svolgono anche altre attività che rientrano nel campo di applicazione del Regolamento de minimis, per tali attività le imprese possono beneficiare delle agevolazioni a condizione che le stesse dispongano di un adeguato sistema di separazione delle attività o distinzione dei costi, in ottemperanza a quanto previsto all’articolo 1, paragrafo 2, dello stesso Regolamento de minimis. Le agevolazioni concesse alle imprese operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli non possono in ogni caso prevedere che l’importo dell’aiuto sia fissato in base al prezzo o al quantitativo di tali prodotti acquistati da produttori primari o immessi sul mercato dalle imprese interessate o che l’aiuto sia subordinato al fatto di venire parzialmente o interamente trasferito a produttori primari.

12. Le agevolazioni di cui al presente decreto non possono in ogni caso essere concesse per interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti nazionali rispetto ai prodotti di importazione ovvero per il sostegno ad attività connesse all’esportazione verso paesi terzi o Stati membri, ossia per programmi d’impresa direttamente collegati ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione all’estero o ad altre spese correnti connesse con l’attività d’esportazione.

Art. 4.

(Provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher)

1. Il Ministero, entro 30 giorni dalla data di chiusura dello sportello di cui all’articolo 3, comma 8 1, provvede ad adottare, ai sensi dell’articolo 8, comma 8, del decreto 23 settembre 2014, un provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher, su base regionale, contenente l’indicazione delle imprese e dell’importo dell’agevolazione prenotata.

2. L’importo del Voucher prenotato per ciascuna impresa è determinato, nei limiti dei massimali stabiliti dal Regolamento de minimis, per un ammontare non superiore a euro 10.000,00 (diecimila/00) sulla base delle richieste presentate dalle singole imprese e della eventuale procedura di riparto delle risorse finanziarie di cui ai commi 4 e 5, definita secondo quanto previsto dall’articolo 8, commi 5 e 6, del decreto 23 settembre 2014.

3. Per la verifica del rispetto dei massimali stabiliti dal Regolamento de minimis rilevano anche le eventuali ulteriori agevolazioni già ottenute a titolo di “de minimis” nell’esercizio finanziario in corso alla data di presentazione dell’istanza e nei due esercizi finanziari precedenti. A tal fine sono considerati gli aiuti “de minimis” riferiti all’impresa istante, tenuto conto delle relazioni che intercorrono tra questa e altre imprese che qualificano la cosiddetta “impresa unica” di cui all’articolo 2, comma 2, del Regolamento de minimis.

4. Ai fini della determinazione del Voucher, il Ministero procede a verificare, per ciascuna regione, se l’importo complessivo dei Voucher richiesto dalle imprese istanti è superiore all’ammontare della dotazione finanziaria definita per la specifica regione sulla base di quanto indicato nell’allegato n. 1, tenuto conto anche della riserva destinata alle imprese che hanno conseguito il rating di legalità secondo quanto indicato al comma 5. Le eventuali risorse finanziarie che, in relazione alle singole regioni, risultano in eccedenza rispetto all’importo complessivo richiesto dalle imprese istanti sono ripartite tra le altre regioni appartenenti alla stessa macro area geografica (Regioni meno sviluppate, Regioni in transizione e altre Regioni del territorio nazionale) in proporzione ai rispettivi fabbisogni finanziari non coperti. Nel caso in cui l’importo complessivo dei Voucher concedibili alle imprese istanti per la singola regione è superiore all’ammontare della dotazione finanziaria regionale, definita tenendo conto anche delle predette eventuali eccedenze in altre regioni, il Ministero procede al riparto tra le imprese istanti delle risorse disponibili in proporzione al fabbisogno derivante dalla concessione del Voucher da assegnare a ciascuna impresa.

5. Le risorse finanziarie attribuite, per ciascuna regione, alla riserva di cui all’articolo 2, comma 3, che risultano in eccedenza rispetto al fabbisogno derivante dalle richieste presentate dalle imprese che hanno conseguito il rating di legalità, sono utilizzate dal Ministero per l’assegnazione del Voucher alle altre imprese istanti nella medesima regione.

Art. 5.

(Attività e spese ammissibili)

1. Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni le spese connesse all’intervento di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico dell’impresa devono:

  1. essere avviate successivamente alla prenotazione del Voucher effettuata con il provvedimento di cui all’articolo 4, comma 1. Per data di avvio si intende la data del primo titolo di spesa ammissibile;
  2. essere ultimate non oltre sei mesi dalla data di pubblicazione nel sito web del Ministero (www.mise.gov.it) del provvedimento di cui all’articolo 4, comma 1. Per data di ultimazione si intende la data dell’ultimo titolo di spesa ammissibile, ancorché pagato successivamente e comunque entro i termini previsti dall’articolo 6, comma 1;
  3. essere relative a beni nuovi di fabbrica acquistati da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente e alle normali condizioni di mercato; d) nel caso di spese per servizi di consulenza specialistica o di formazione qualificata, essere relative a prestazioni svolte nel periodo di svolgimento del progetto; e) nel caso siano riferite agli ambiti di attività di cui all’articolo 2, comma 2, lettere d) ed e), del decreto 23 settembre 2014, essere strettamente correlate ai servizi e alle soluzioni informatiche riferiti agli ambiti di intervento di cui al predetto comma 2, lettere a), b) e c); f) nel caso siano riferite agli ambiti di attività di cui all’articolo 2, comma 2, lettera f), del decreto 23 settembre 2014, essere strettamente correlate ai servizi e alle soluzioni informatiche riferiti agli ambiti di intervento di cui al predetto comma 2, lettere a), b), c), d) ed e).

2. Eventuali variazioni dell’impresa beneficiaria conseguenti a operazioni societarie o a cessioni a qualsiasi titolo dell’attività intervenute successivamente alla data di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni di cui all’articolo 3 devono essere tempestivamente comunicate al Ministero affinché proceda alle opportune verifiche, valutazioni e adempimenti. La comunicazione deve essere accompagnata da un’argomentata relazione illustrativa.

Art. 6.

(Assegnazione definitiva ed erogazione del Voucher)

1. Ai fini dell’assegnazione definitiva e della conseguente erogazione del Voucher, l’impresa iscritta nel provvedimento cumulativo di prenotazione di cui all’articolo 4, comma 1, è tenuta a presentare, esclusivamente tramite la procedura informatica, entro 30 giorni dalla data di ultimazione, la richiesta di erogazione in conformità allo schema di cui all’allegato n. 3 e la seguente documentazione relativa alla rendicontazione delle spese sostenute:

  1. documentazione di spesa: i titoli di spesa devono riportare la dicitura: «Spesa di euro ... dichiarata per l’erogazione del Voucher di cui al D.M. 23 settembre 2014». Per i progetti di spesa agevolati con le risorse di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), la predetta dicitura deve essere integrata con la seguente «Programma operativo nazionale Imprese e competitività 2014-2020»;
  2. estratti del conto corrente dal quale risultino i pagamenti connessi alla realizzazione del progetto agevolato;
  3. liberatorie sottoscritte dai fornitori dei beni e dei servizi acquisiti, predisposte sulla base dello schema di cui all’allegato n. 4, con l’indicazione per i servizi di consulenza e per quelli di formazione degli ambiti di attività di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto 23 settembre 2014 a cui sono riferiti;
  4. resoconto sulla realizzazione del progetto comprensivo del quadro riassuntivo dei costi sostenuti, redatto secondo lo schema di cui all’allegato n. 5; 10
  5. coordinate bancarie del conto corrente sul quale è richiesto il versamento dell’importo del Voucher.

 

2. Entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta di erogazione di cui al comma 1 e fatti salvi i maggiori termini dovuti alla necessità di acquisire chiarimenti e integrazioni documentali, il Ministero provvede a:

  1. verificare la regolarità e la completezza della documentazione presentata, nonché l’ammissibilità alle agevolazioni delle spese rendicontate, accertando, attraverso l’analisi dei titoli di spesa, la riconducibilità dei beni e dei servizi oggetto dell’intervento alle attività e spese ammissibili di cui all’articolo 7 del decreto 23 settembre 2014 nei limiti, per ciascun ambito di attività, degli importi dichiarati dell’impresa nella domanda di accesso alle agevolazioni di cui all’articolo 3;
  2. accertare l’avvenuto pagamento a saldo delle spese rendicontate;
  3. verificare la vigenza e la regolarità contributiva dell’impresa beneficiaria, tramite l’acquisizione d’ufficio, ai sensi dell’articolo 44-bis del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, del documento unico di regolarità contributiva (DURC).

3. Il Ministero, a seguito dello svolgimento delle attività di valutazione di cui al comma 2, determina con proprio provvedimento l’importo del Voucher da erogare in relazione ai titoli di spesa ritenuti ammissibili. Per i progetti realizzati in unità produttive ubicate nelle altre Regioni del territorio nazionale l’erogazione del Voucher è effettuata tenuto conto dell’articolazione temporale dell’assegnazione delle risorse a carico del Fondo per lo sviluppo e la coesione prevista dalla delibera CIPE 10 luglio 2017, n. 47/2017.

4. Nel caso di insussistenza delle condizioni previste per l’assegnazione del Voucher, accertata in qualsiasi fase del procedimento, il Ministero provvede a comunicare i motivi ostativi all’accoglimento della richiesta di erogazione ai sensi dell’articolo 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche e integrazioni. Il Ministero può effettuare accertamenti d’ufficio anche attraverso la consultazione diretta e telematica degli archivi e dei pubblici registri utili alla verifica degli stati, delle qualità e dei fatti riguardanti le dichiarazioni sostitutive presentate dalle imprese beneficiarie in fase di presentazione della domanda.

Art. 7.

(Ulteriori adempimenti a carico delle imprese beneficiarie)

1. L’impresa beneficiaria, oltre al rispetto degli adempimenti già previsti dal presente decreto, è tenuta a:

  1. effettuare i pagamenti dei titoli di spesa attraverso modalità che consentano la loro piena tracciabilità e la loro riconducibilità ai titoli di spesa a cui si riferiscono. A tal fine i soggetti beneficiari sono tenuti, attraverso il conto corrente bancario utilizzato per la realizzazione dell’intervento, a effettuare distinti pagamenti per ciascuno dei titoli di spesa esclusivamente per mezzo di SEPA Credit Transfer con indicazione della causale: “Bene acquistato ai sensi del Decreto MISE 23 settembre 2014”;
  2. tenere a disposizione tutti i documenti giustificativi, relativi alle spese rendicontate, nei 10 anni successivi al completamento del progetto. Il Ministero può stabilire, per le imprese ammesse alle 11 agevolazioni con l’utilizzo delle risorse di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), un termine maggiore per la conservazione della predetta documentazione, tenuto conto di quanto stabilito dall’articolo 140 del regolamento (UE) n. 1303/2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L 347 del 20 dicembre 2013, dandone comunicazione all’impresa beneficiaria. In ogni caso, i documenti giustificativi di spesa devono essere conservati sotto forma di originali o, in casi debitamente giustificati, sotto forma di copie autenticate, o su supporti per i dati comunemente accettati, comprese le versioni elettroniche di documenti originali o i documenti esistenti esclusivamente in versione elettronica che rispondano a standard di sicurezza accettati;
  3. consentire e favorire, in ogni fase del procedimento, anche mediante sopralluoghi, lo svolgimento di tutti i controlli, ispezioni e monitoraggi disposti dal Ministero, dalla Commissione europea e da altri organismi nazionali o dell’Unione europea competenti in materia, al fine di verificare lo stato di avanzamento dei programmi e le condizioni di mantenimento delle agevolazioni;
  4. corrispondere a tutte le richieste di informazioni, dati e rapporti tecnici periodici disposte dal Ministero allo scopo di effettuare il monitoraggio dei programmi agevolati;
  5. garantire che sia mantenuto un sistema di contabilità separata o una codificazione contabile adeguata per tutte le operazioni relative all’intervento, ferme restando le norme contabili nazionali;
  6. nel caso in cui il Voucher sia stato richiesto sulla base della riserva di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto 23 settembre 2014 e all’articolo 2, comma 3, del presente decreto, comunicare al Ministero l’eventuale revoca o sospensione del rating di legalità intervenuta successivamente alla data di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni di cui all’articolo 3;
  7. limitatamente alle iniziative ammesse alle agevolazioni con l’utilizzo delle risorse di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), assicurare il rispetto di quanto stabilito all’articolo 71 del citato regolamento (UE) n. 1303/2013 in tema di stabilità delle operazioni, tenuto conto di quanto disposto in merito dal decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese 6 marzo 2017;
  8. limitatamente alle iniziative ammesse alle agevolazioni con l’utilizzo delle risorse di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), rispettare gli obblighi di informazione e comunicazione previsti dall’Allegato XII al citato regolamento (UE) n. 1303/2013. 2. Le imprese ammesse alle agevolazioni con l’utilizzo delle risorse di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), sono tenute al rispetto degli indirizzi operativi stabiliti per i soggetti beneficiari degli interventi cofinanziati a valere sul PON Imprese e competitività con il decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese 6 marzo 2017.

Art. 8.

(Controlli e revoche)

1. In ogni fase del procedimento il Ministero può effettuare controlli e ispezioni, anche a campione, sulle iniziative agevolate, al fine di verificare il rispetto delle condizioni per la fruizione e il mantenimento dell’agevolazione concessa, la veridicità delle dichiarazioni e informazioni fornite dall’impresa beneficiaria, nonché la sussistenza e la regolarità della documentazione dalla stessa prodotta.

2. In attuazione di quanto stabilito dall’articolo 11 del decreto 23 settembre 2014 e dalla normativa applicabile all’intervento, il Ministero procede alla revoca del Voucher nel caso in cui l’impresa beneficiaria:

  1. non rispetti i termini e le modalità per la realizzazione dell’intervento e la presentazione della richiesta di erogazione di cui agli articoli 5 e 6;
  2. non comunichi tempestivamente al Ministero, nel caso in cui il Voucher sia stato richiesto sulla base della riserva di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto 23 settembre 2014 e all’articolo 2, comma 3, del presente decreto, l’eventuale revoca o sospensione del rating di legalità intervenuta successivamente alla data di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni di cui all’articolo 3;
  3. abbia ricevuto altri contributi pubblici per le spese oggetto della concessione del Voucher;
  4. risulti inadempiente nei confronti degli obblighi previsti dall’articolo 7, con particolare riferimento, per le imprese beneficiarie agevolate a valere sulle risorse di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), agli adempimenti previsti dal decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese 6 marzo 2017;
  5. non mantenga nei 3 anni successivi alla data di erogazione del Voucher le componenti hardware e software agevolate nell’unità produttiva interessata dal progetto agevolato;
  6. in tutti gli altri casi previsti dalla normativa di riferimento indicati nel provvedimento di assegnazione definitiva del Voucher.
  7. In caso di revoca delle agevolazioni, in misura totale o parziale, l’impresa beneficiaria è tenuta a restituire il beneficio già erogato, maggiorato degli interessi di legge e, ove ne ricorrano i presupposti, delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123.

Art. 9.

(Oneri informativi)

1. Ai sensi dell’articolo 7 della legge 11 novembre 2011, n. 180, nell’allegato n. 6 è riportato l’elenco degli oneri informativi per le imprese previsti dal decreto 23 settembre 2014 e dal presente provvedimento. Il presente decreto è pubblicato nel sito web del Ministero (www.mise.gov.it) e della sua adozione è data comunicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 24 ottobre 2017                                                                                                            IL DIRETTORE GENERALE

                                                                                                                                          Carlo  Sappino

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DELIBERA 18 ottobre 2017

Misura delle quote dovute dalle imprese di autotrasporto, per  l'anno 2018

(Delibera n. 7/2017). (17A07324)

(GU n.254 del 30-10-2017)

 

IL PRESIDENTE DEL COMITATO CENTRALE

per l'Albo nazionale delle persone fisiche

e giuridiche che esercitano l'autotrasporto

di cose per conto di terzi

 

Vista la legge 6 giugno 1974, n. 298 recante «Istituzione dell'albo nazionale  degli  autotrasportatori  di  cose  per  conto  di  terzi, disciplina degli autotrasporti di cose e istituzione di un sistema di tariffe a forcella per i trasporti di merci su strada»;

Visto il decreto legislativo 21 novembre  2005,  n.  284 recante «Riordino della Consulta generale per l'autotrasporto e del  Comitato centrale  per  l'albo  nazionale  degli  autotrasportatori»  ed,   in

particolare, l'art. 9, comma 2 lett. d) in base al quale il Comitato centrale  provvede  a  determinare  la  misura  delle  quote   dovute annualmente dalle imprese di autotrasporto;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 luglio 2009, n. 123 recante «Regolamento di riorganizzazione  e  funzionamento  della Consulta generale per  l'autotrasporto  e  per  la  logistica  e  del Comitato centrale per l'albo nazionale degli autotrasportatori»;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010,  n. 134 recante «Regolamento contabile del Comitato centrale  per  l'albo nazionale degli autotrasportatori»;

Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  11 febbraio 2014, n.  72 recante «Regolamento  di  organizzazione  del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti» ed,  in  particolare,

l'art. 6, comma 10;

Visto il decreto ministeriale 9 aprile 2014, n. 140 con il quale é stato costituito, per la durata di un triennio, il Comitato centrale per l'albo nazionale degli autotrasportatori;

Vista la legge del 27 febbraio 2017, n.  19 di conversione del decreto legge 30 dicembre 2016, n. 244 recante «Proroga e definizione di termini», con la quale all'art. 9-duodecies é stato prorogato  di

un anno il termine di durata in carica dei componenti  del  Comitato centrale per l'albo nazionale degli autotrasportatori;

Visto il decreto del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  7 novembre 2014, registrato alla Corte dei conti il 9 dicembre 2014, al reg. 1, foglio 4487, con il quale é stato  conferito  alla  dott.ssa Maria  Teresa  Di   Matteo   l'incarico   dirigenziale   di   livello dirigenziale generale di direzione del Comitato centrale  per  l'albo nazionale degli autotrasportatori;

Considerato, pertanto, che:

occorre stabilire la misura delle quote dovute dalle  imprese  di autotrasporto al fine di provvedere per l'anno 2018 alle spese per il funzionamento del Comitato centrale e per l'integrale adempimento  di tutte le competenze  e  funzioni  attribuite  anche  dalle  leggi  di stabilità 2014 e 2015;

la  misura  delle  suddette  quote  deve  essere  determinata  in relazione al numero, al tipo ed alla portata dei veicoli posseduti;

il numero dei veicoli destinati al trasporto di cose per conto di terzi, comprensivo  di   trattori   e   rimorchi,   attualmente   in circolazione sul territorio nazionale, risulta pari a 584.266;

Ritenuto:

di dover confermare, per l'anno 2018, l'importo delle quote nella misura stabilita per l'anno 2017;

di dover proseguire, anche per l'anno 2018, ad utilizzare, per la riscossione delle  quote,  il  sistema   telematico  attivabile  nella apposita     funzione     informatica,     presente     sul      sito www.alboautotrasporto.it, che consente il  pagamento  online  tramite carta  di  credito  Visa,  Mastercard,  carta  prepagata  PostePay  o PostePay  Impresa  ovvero  conto  corrente  BancoPosta  online,   per l'importo visualizzabile sul sito stesso, da accreditarsi  sul  conto n. 34171009, intestato al Comitato centrale e seguendo le  istruzioni reperibili nel predetto sito;

Vista la conforme deliberazione assunta nella seduta del 16 ottobre 2017;

Delibera:

Art. 1

  1. Entro il 31  dicembre  2017,  le  imprese  iscritte  all'Albo nazionale degli autotrasportatori, alla data del  31  dicembre  2017, debbono corrispondere,  per  l'annualità  2018,  la  quota  prevista dall'art. 9, comma 2 lett. d) del  decreto  legislativo  21  novembre 2005, n. 284 nella misura determinata ai sensi del successivo art. 2.
  2. Il versamento della quota deve  essere  effettuato  unicamente attraverso  il  sistema  di  pagamento  telematico  operativo   nella apposita funzione  presente  sul  sito  www.alboautotrasporto.it  del Ministero delle infrastrutture  e  dei  trasporti  tramite  carta  di credito  Visa,  Mastercard,  carta  prepagata  PostePay  o   PostePay Impresa,  conto  corrente   BancoPosta   on   line,   per   l'importo visualizzabile sul sito stesso  e  seguendo  le  istruzioni  in  esso reperibili.
  3. Qualora il versamento non venga effettuato entro il termine di cui al primo  comma,  l'iscrizione  all'Albo  sarà  sospesa  con  la procedura prevista dall'art. 19, punto 3, della legge 6 giugno  1974, n. 298.

 

Art. 2

 La quota da versare per l'anno 2018 é stabilita nelle seguenti misure:

1.1 Quota fissa di iscrizione dovuta da tutte le imprese comunque iscritte all'Albo: € 30,00.

1.2 Ulteriore quota (in aggiunta a quella  di  cui  al  precedente punto 1.1) dovuta  da  ogni  impresa  in  relazione  alla  dimensione numerica del proprio parco veicolare,  qualunque  sia  la  massa  dei veicoli con cui esercitano l'attività di autotrasporto:

A
Imprese iscritte all'Albo con un numero di veicoli da 2 a 5
 5,16
B  
Imprese iscritte all'Albo con un numero di veicoli da 6 a 10         
10,33
C  
Imprese iscritte all'Albo con un numero di veicoli da 11 a 50        
25,82
D
Imprese iscritte all'Albo con un numero di veicoli da 51 a 100       
103,29
E
Imprese iscritte all'Albo con un numero di veicoli da 101 a 200      
258,23
F
Imprese iscritte all'Albo con un numero di veicoli superiore a 200     
516,46

 

1.3 Ulteriore quota (in aggiunta a quelle  di  cui  ai  precedenti punti 1.1 e 1.2)  dovuta  dall'Impresa  per  ogni  veicolo  di  massa complessiva superiore  a  6.000  chilogrammi  di  cui  la  stessa  è titolare:

A  
Per ogni veicolo, dotato di capacità di carico, con con massa complessiva da 6.001 a 11.500 chilogrammi, nonche' per ogni trattore con peso rimorchiabile da 6.001 a 11.500 chilogrammi
 
5,16
B
Per ogni veicolo, dotato di capacità di carico, con  massa  complessiva da 11.501 a 26.000 chilogrammi, nonché per ogni trattore con peso rimorchiabile da 11.501 a 26.000 chilogrammi
7,75
C  
Per ogni veicolo, dotato di capacità di carico, con massa complessiva oltre i 26.000 chilogrammi, nonché per ogni trattore con peso rimorchiabile oltre 26.000 chilogrammi               
10,33

 

Art. 3

 

  1. La prova dell'avvenuto pagamento della quota relativa all'anno 2018 deve  essere  conservata  dalle  imprese,  anche  al  fine   di consentire i controlli esperibili da parte del Comitato centrale  e/o delle competenti strutture periferiche.

 

La presente delibera é pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  della Repubblica italiana ed entra in vigore il giorno 31 ottobre 2017.

 

Roma, 18 ottobre 2017

 

Il presidente: Di Matteo

 

 

Prot. n. 09/ALBO/CN                     

9 OTTOBRE 2017

 

Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare

ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI

 

Deliberazione del 9 ottobre 2017.

Cessione temporanea di veicoli tra imprese comunitarie che esercitano la professione di trasportatore su strada iscritte all'Albo nazionale gestori ambientali per l'esercizio dei trasporti transfrontalieri dei rifiuti.

Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e, in particolare, l'articolo 194, comma 3, come modificato dall'articolo 17 del decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205, il quale ha disposto l'obbligo d'iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali, in proseguo denominato Albo, per le imprese che effettuano il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti sul territorio italiano;

Visto il decreto 3 giugno 2014, n. 120, del Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti recante il regolamento per la definizione delle attribuzioni e delle modalità di organizzazione dell'Albo nazionale gestori ambientali e, in particolare, l'articolo  8, comma 1, lettera f), che ha istituito la categoria 6, relativa alle imprese che effettuano il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti, nonché gli articoli 9, 10, 11 e 15, comma 4;

Visto, altresì, l'articolo 8, comma 3, dcl predetto decreto 3 giugno 2014, n. 120, il quale dispone che, fatte salve le norme che disciplinano il trasporto internazionale di merci, le iscrizioni nelle categorie 1, 4 e 5 consentono l'esercizio delle attività di cui alla categoria  6 se lo svolgimento di quest'ultima attività non comporta variazioni della categoria, della classe e della tipologia dei rifiuti per le quali l'impresa è iscritta; Visto il Regolamento (CE) n. 1071/2009, del Palamento  europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009 e, in particolare, l'articolo 5, lettera b), il quale prevede che l'impresa di autotrasporto debba disporre di uno o più veicoli posseduti a titolo di proprietà o altro titolo, tra i quali, ad esempio, il contratto di vendita a rate, il contratto di noleggio o il contratto di leasing non escludendo, dunque, altre forme di disponibilità; Vista la propria deliberazione n. 3 del 13 luglio 2016, recante criteri, requisiti e modalità per l'iscrizione all'Albo nella categoria 6 delle imprese che effettuano il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti sul territorio italiano;

Vista, altresì, la propria deliberazione n. 4 del 13 luglio 2016, recante la modulistica relativa alle variazioni dell'iscrizione all'Albo nella categoria 6;

Considerato che, ai sensi dcl citato Regolamento (CE)  n.1071/2009, tra le forme di disponibilità dei veicoli possono ritenersi ricomprese, nell'ambito del trasporto internazionale dei rifiuti, la cessione temporanea di veicoli tra imprese;

Considerata, altresì, la necessità di garantire la tracciabilità dei veicoli, con l'immediata identificazione dell'impresa che temporanea mente li utilizza;

Ritenuto, pertanto, di dover stabilire le condizioni e le procedure in grado di consentire variazioni temporanee della dotazione di veicoli e di conciliare le necessità operative delle imprese con l'esigenza di crifica pun rualc del titolo di disponibilità di ciascun veicolo in capo all'impresa utilizzatrice.

 

DELIBERA

Articolo 1

(Condizioni)

 

1) Nell'ambito dei trasporti transfrontalieri di rifiuti l'utilizzo temporaneo dei veicoli è consentito secondo la procedura prevista dalla presente deliberazione se sussistono tutte le seguenti condizioni:

  1. entrambe le imprese,  cedente  ed  utilizzatrice  del  veicolo,  sono  stabilite  in  uno  Stato  membro dell'Unione Europea, sono iscritte all'Albo nella categoria 6 o hanno richiesto l'aggiornamento della propria iscrizione ai sensi dell'articolo 5, comma 1, della deliberazione 3 dcl 13 luglio 2016, e successive modifiche e integrazioni, ovvero siano iscritte all'Albo nelle categorie 1, 4 o 5 e svolgono, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, del DM 120/2014, l'esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti nel rispetto delle norme che disciplinano il trasporto internazionale di merci e, in particolare, delle previsioni di cui al Regolamento (CE) n. 1072/2009 e degli accordi internazionali vigenti;
  2. il veicolo temporanea mente ceduto non è oggetto di ulteriori procedimenti d'iscrizione o di variazione dell'iscrizione non conclusi riguardanti l'impresa cedente;
  3. l'impresa cedente non è sospesa dall'Albo al momento della presenta zione della domanda di variazione di cui al successivo articolo 2, comma 1.
  4. Il veicolo temporanea mente ceduto può trasportare i rifiuti identificati con i codici dell'EER autorizzati contemporaneamente in entrambe le iscrizioni dell'impresa cedente e dell'impresa utiliz
  5. L'impresa iscritta nelle categorie 1, 4 o 5 che svolge l'esercizio delle attività di cui alla categoria 6, può utilizzare il veicolo ceduto ai sensi della presente deliberazione esclusivamente nell'ambito dci trasporti transfrontalieri di rifiuti. A tal fine nel provvedimento d'iscrizione è riportata l'indicazione della targa del veicolo con accanto la seguente annotazione: "veicolo utilizzabile esclusivamente per i trasporti effettuati nell'ambito delle spedizioni dei rifiuti all'interno della Comunità di cui al regolamento (CE) 1013/2006 dcl 14 giugno 2006".
  6. Nei casi in cui la cessione di veicoli comporti per l'impresa cedente la perdita dei requisiti minimi di idoneità tecnica relativi alla dotazione dci veicoli, la Sezione regionale o provinciale competente provvede all'apertura dcl procedimento disciplinare di cancellazione dall'Albo a carico della stessa ai sensi dell'articolo 21, comma 1, del Decreto 3 giugno 2014, n. 120.

 

Articolo 2

(Procedura di variazione)

  1. L'impresa utilizzatrice presenta, in modalità telematica, alla Sezione regionale o provinciale competente domanda di variazione dell'iscrizione per l'esclusivo incremento della dotazione dei veicoli nel rispetto delle condizioni di cui all'articolo 1 allegando la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà e il contratto riportati, rispettivamente, negli allegati "A" e "C".
  2. La Sezione regionale o provinciale rilascia ricevuta di accettazione della domanda di variazione e della dichiarazione dell'atto di notorietà di cui al comma 1 utilizzando il modello allegato sotto la lettera "B".
  3. I veicoli oggetto della variazione sono inseriti nell'iscrizione dell'in1presa utilizzatrice con decorrenza dalla data di accettazione di cui al comma 2 per tutta la durata dcl contratto di cessione dei veicoli stessi e contestualmente sono esclusi dalla disponibilità dell'impresa
  4. La Sezione regionale o provinciale emette il provvedimento di variazione dell'iscrizione dell'impresa
  5.  Copia della ricevuta di accettazione dell'atto di notorietà di cui allegato "B" e copia del contratto di cui all'allegato "C" sono tenuti a bordo dei veicoli dell'impresa utilizzatrice.
  6. Alla scadenza del contratto di cessione temporanea il veicolo rientra automaticamente nella disponibilità dell'impresa cedente ed è escluso dall'iscrizione dell'impresa utiliz

 

Articolo 3

(modifiche e integrazioni alle deliberazioni 13luglio 2016, n. 3 e n. 4)

  1. Nel modello di domanda di iscrizione di cui all'allegato A alla deliberazione 13 luglio 2016, n. 3, dopo la lettera g) è aggiunta la seguente "g-bis) i veicoli di cui sopra sono nella piena ed esclusiva disponibilità dell'impresa ai sensi del Regolamento (CE) n. 1071/ 2009 del Parlamento europeo e dcl Consiglio del 21 ottobre 2009".
  2. Nella Sezione A dcl modello di domanda di iscrizione di cui al comma precedente, dopo le parole "qualora il veicolo non sia di proprietà dell'impresa" sono aggiunte le seguenti "non comunitaria che chiede l'iscrizione all'Albo".
  3. Nel modello di domanda di variazione dell'iscrizione di cui all'allegato .A alla deliberazione 13 luglio 2016, 4, alla nota 1 dopo le parole "comodato senza conducente" sono aggiunte le seguenti "o altra forma di disponibilità ai sensi del Regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009".

 

IL SEGRETARIO                                                                                                                               IL PRESIDENTE

 

Ing. Pierluigi Altomare                                                                                                                Dott. Eugenio Onori

 

INL - ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO

Prot. 255/2017/RIS del 17ottobre 2017

Oggetto: art. 1, comma 1175, L. n. 296/2006 – attività di vigilanza – recupero “benefici normativi e contributivi” – indicazioni operative.

Con riferimento alla circolare n. 3 del 18 luglio 2017 inerente l’oggetto si ritiene opportuno fornire alcune indicazioni operative, condivise con l’INPS e con l’INAIL, in risposta a specifiche richieste pervenute dagli Uffici territoriali.

Com’è noto, la circolare è intervenuta sulla portata applicativa dell’art. 1, comma 1175, della L. n. 296/2006

È stato chiarito che i benefici normativi e contributivi sono subordinati al possesso del DURC, la cui assenza, all’esito dell’invito a regolarizzare emesso dagli Istituti ai sensi dell’art. 4 del D.M. 30 gennaio 2015, determina la perdita definitiva dei benefici normativi e contributivi goduti e oggetto di verifica ai sensi del citato art. 1, comma 1175. Il permanere della situazione di irregolarità impedisce quindi la fruizione dei medesimi benefici per l’intera compagine aziendale fino all’intervenuta attestazione di regolarità con il DURC on line.

Il meccanismo dell’invito a regolarizzare, attesa la portata generale del citato art. 4, che prescinde dalle modalità di accertamento delle omissioni contributive, opera evidentemente anche nell’ipotesi in cui le stesse omissioni siano accertate in sede ispettiva in relazione ad uno o più lavoratori.

In altri termini, una volta accertata in sede ispettiva una omissione contributiva, la stessa, costituendo una delle cause di irregolarità al pari delle eventuali altre irregolarità già accertate nei confronti del datore di lavoro[1] , impedisce il rilascio del DURC on line ove, a seguito della notifica dell’invito a regolarizzare ai sensi dell’art. 4 del D.M. 30 gennaio 2015 a cura dell’Istituto titolare del credito accertato, per la medesima omissione, unitamente alle altre cause che hanno determinato l’irregolarità, non risulti intervenuto, prima della definizione dell’esito della verifica di regolarità, il pagamento delle somme richieste ovvero la sistemazione delle omissioni contestate.

A tal fine, quindi, il personale ispettivo provvederà a comunicare agli Istituti gli esiti degli accertamenti effettuati dando atto nel verbale degli effetti sopra descritti.

Per altro verso, va tuttavia evidenziato che le violazioni rilevate in sede ispettiva – anche quando abbiano effetti sull’imponibile previdenziale – rappresentano un mancato rispetto degli “altri obblighi di legge” (art. 1, comma 1175, L. n. 296/2006). Pertanto, fermo restando quanto sopra e come chiarito con la circolare n. 3/2017, tali violazioni comportano il recupero dei benefici fruiti limitatamente al lavoratore cui le stesse violazioni si riferiscono e per tutto il periodo in cui si siano protratte, pur a fronte di successive regolarizzazioni. Il versamento della contribuzione addebitata per il lavoratore a seguito dell’ispezione inciderà positivamente solo sul successivo rilascio del DURC.

Resta fermo, come chiarito con la citata circolare, che le violazioni degli “altri obblighi di legge” non rilevano solo qualora la regolarizzazione delle stesse avvenga “prima dell’avvio di qualsiasi accertamento ispettivo”.

Va in ultimo ribadito che il procedimento di regolarizzazione di cui al citato art. 4 non può trovare applicazione nel caso di accertamento delle specifiche violazioni di cui all’allegato A del D.M. 30 gennaio 2015 che, come noto, costituiscono cause ostative al rilascio del Documento per il periodo di tempo indicato nel medesimo allegato, laddove siano accertate con provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi. Al riguardo si richiama l’attenzione degli Ispettorati territoriali sulla necessità di comunicare agli Istituti l’adozione di ordinanze ingiunzione – evidentemente non impugnate – ovvero di sentenze definitive riferibili agli illeciti indicati nel citato allegato A del D.M. 30 gennaio 2015, affinché possano procedere alla sospensione del DURC per i periodi indicati.

IL CAPO DELL’ISPETTORATO

Paolo Pennesi

 

[1] Es. omessa presentazione della denuncia Uniemens o delle denunce retributive per l’autoliquidazione annuale dei premi assicurativi, omesso versamento alle scadenze legali dei contributi mensili e/o periodici e/o dei premi assicurativi scaduti entro la fine del secondo mese antecedente a quello in cui la richiesta di Durc è effettuata, compensazioni illecite, ecc.

 

 

INL ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO

 

Vigilanza straordinaria nel settore della logistica: operazione “Warehouse”

Questa Direzione centrale, nell’ambito della propria funzione di programmazione e coordinamento delle attività ispettive mirate alla prevenzione e alla promozione dell’osservanza delle norme di legislazione sociale e del lavoro, ritiene opportuno incentivare azioni di vigilanza straordinaria volte al contrasto delle irregolarità lavoristiche nel settore della logistica, con l’obiettivo principale di verificare la regolarità dei rapporti di lavoro del personale impiegato nell’attività di movimentazione e stoccaggio delle merci, con particolare attenzione al contrasto dell’indebito utilizzo dell’istituto cooperativistico.

Si intende pertanto promuovere, dal 9 ottobre al 31 dicembre 2017. specifiche iniziative di vigilanza che, sulla base di accordi operanti nell’ambito di ciascun territorio, possano coinvolgere l’Arma dei Carabinieri e che si svolgeranno anche in applicazione dei protocolli nazionali tuttora vigenti.

Tenuto conto del settore interessato dalla vigilanza, gli uffici verificheranno l’opportunità di programmare l’attività ispettiva in relazione agli incrementi di attività legati alla eventuale stagionalità delle attività industriali e della conseguente movimentazione delle merci, pianificando una media di 4 accessi mensili e, ove opportuno, coinvolgendo anche le unità ispettive appartenenti ad Uffici territoriali limitrofi del medesimo ambito interregionale.

In considerazione del fatto che le aziende di logistica sono organizzate spesso in forma di società cooperativa, concepita per una funzione sociale ed il perseguimento dello scopo mutualistico, e che la stessa può essere utilizzata come mero schema formale a fini elusivi, s’invitano codesti Uffici ad evidenziare tutti quegli aspetti utili a comprovare l’abuso di tale forma giuridica e dei suoi scopi ed a segnalare le potenziali cooperative spurie al Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la Vigilanza sugli Enti, il Sistema Cooperativo e le Gestioni Commissariali, Divisione V – Vigilanza sul sistema cooperativo. Attività ispettiva e di revisione. Viale Boston, 25 – 00144 Roma, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

La corretta statistica dei risultati della campagna di vigilanza richiede la sua “referenziazione” (c.d. “taggatura”), in sede di programmazione sul gestionale SGIL, mediante la consueta procedura che consente la classificazione ed il monitoraggio dei relativi risultati, mediante l’estrazione dei dati tramite ASIL.

All’atto della programmazione sul gestionale SGIL dell’attività degli ispettori, il responsabile è tenuto a selezionare la campagna di vigilanza straordinaria identificata con la seguente tipologia di programmazione:

“Operazione Warehouse”

Al gruppo Info – Vigilanza che legge per opportuna conoscenza, è rimessa la creazione dell’apposta voce di programmazione sul sistema gestionale nella sezione “Vigilanze Straordinarie” di SGIL, per il periodo della campagna straordinaria dal 9 ottobre 2017 al 31 dicembre 2017, termine della stessa.

È importante specificare che saranno imputate alla presente campagna ispettiva solo le pratiche relative ad accessi programmati ed effettuati unicamente nel periodo compreso tra le due date sopra citate, superato il quale l’applicativo informatico non consentirà più tale imputazione (salvo quanto precisato più avanti in relazione al recupero a posteriori dei dati).

E’ altresì opportuno procedere alla consuntivazione dell’attività ispettiva nel termine più breve possibile dalla chiusura del suddetto periodo di riferimento, in quanto la procedura di classificazione consentirà al sistema ASIL di rendere automaticamente, in sede di consuntivazione, i risultati complessivi dell’attività di vigilanza straordinaria in esame.

A tale scopo, è essenziale che gli ispettori inseriscano, all’atto della creazione dell’anagrafica della pratica, tutti gli elementi caratterizzanti i soggetti ispezionati, quali l’anagrafica degli stessi e i dati relativi alla prima attività ispettiva. Per quanto attiene, invece, ai risultati in termini di violazioni contestate, si ricorda che sarà necessario procedere alla conferma degli atti di contestazione degli illeciti ovvero della comunicazione di definizione degli accertamenti.

Questa Direzione, decorsa la data di chiusura della campagna straordinaria in oggetto, procederà alla verifica delle statistiche relative ai risultati della vigilanza effettuata, segnalando agli Uffici interessati eventuali casi, rilevabili da ASIL, di incongruità nei dati ovvero di pratiche aperte e non ancora definite, per sollecitarne la chiusura.

Tutte le pratiche create sull’applicativo SGIL con tale modalità saranno computate ai fini statistici come relative alla presente campagna. Si raccomanda, pertanto, la massima attenzione e tempestività in fase di programmazione e la completezza nell’inserimento dei dati relativi al primo accesso, per consentire alla Scrivente di rendicontare in tempo reale l’attività svolta dagli Uffici territoriali evitando, ove possibile, ulteriori adempimenti a carico degli stessi.

Possibilità di recupero a posteriori dei dati relativi alla campagna straordinaria

Come già indicato nei manuali SGIL (capitolo «Programmazione e consuntivazione delle campagne di vigilanza straordinaria»), il sistema permette anche di associare ad una specifica campagna straordinaria le pratiche originariamente non imputate, in programmazione, alla vigilanza in questione. Si ricorda che l’associazione potrà essere effettuata fino a quando non sarà elaborato all’interno della pratica un qualsiasi atto o provvedimento, indipendentemente dal fatto che lo stesso sia confermato o meno, e comunque non oltre il termine assegnato alla campagna straordinaria.

Per rendere nuovamente disponibile la funzione di associazione sarà perciò necessario annullare il provvedimento prima del decorso del detto termine. Infatti, l’associazione ex post sarà possibile solo se la pratica si riferisce al periodo di validità della campagna straordinaria così come determinato da questa Direzione Centrale.

Anche se la campagna termina alla fine del mese di dicembre 2017, a scopo precauzionale si è ritenuto di consentire fino al 10 gennaio 2018 il recupero delle pratiche relative ad accessi ispettivi già effettuati nel periodo stabilito per la campagna (9 ottobre – 31 dicembre 2017). Scaduto tale termine, non sarà più possibile associare alla campagna straordinaria le pratiche non correttamente imputate o create successivamente.

Per tutti gli ulteriori dettagli tecnici relativi alle modalità di programmazione e consuntivazione si rimanda ai manuali SGIL, capitolo “Programmazione e consuntivazione delle campagne di vigilanza straordinaria”.

Questa Direzione centrale si riserva di fornire successive indicazioni di dettaglio, fornendo eventuali ulteriori chiarimenti operativi ove ciò si rendesse necessario.

IL DIRIGENTE

Dott. Antonio ALLEGRINI

Firmato digitalmente da ALLEGRINI ANTONIO

C- IT

O - ISPETIORATO NAZIONALE DEL LAVOR0/97900660586

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE,

GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE

Direzione generale per la motorizzazione

Divisione 5

 

Prot. n. 21066/8.3

Roma, 9 ottobre 2017

 

OGGETTO: Qualificazioni CQC scadute da oltre due anni.

Il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 20 settembre 2013 prevede, all'articolo 13, comma 11, che il rinnovo della qualificazione CQC scaduta da oltre due anni è subordinata alla frequenza di un corso di formazione periodica e allo svolgimento, con esito positivo, delle prove d'esame all'art. 11, comma 1, del medesimo decreto.

Tanto premesso, si comunica agli uffici in indirizzo che, poiché l'articolo 13, comma 11, rimanda esclusivamente all'articolo 11, comma 1 (e non anche ai commi successivi) del citato D.M. 20 settembre 2013 , l'esame necessario per rinnovare una qualificazione CQC scaduta da oltre due anni ricomprende sia la prova relativa parte "comune" che alla parte "specialistica". Di conseguenza, a titolo di esempio, un conducente titolare sia della qualificazione CQC per il trasporto di persone scaduta da oltre due anni, che della qualificazione CQC per il trasporto di cose in corso di validità, dovrà, in ogni caso, sostenere la prova d'esame sia relativa alla parte comune che alla parte specialistica.

Si ricorda, inoltre, che l'articolo 13, comma 2, del citato decreto, stabilisce che il titolare di qualificazione CQC valida sia per il trasporto di persone che per il trasporto di cose, che frequenta un corso di formazione periodica, per rinnovare l'abilitazione ad una delle predette tipologie di trasporto, è esentato dall'obbligo di frequenza del corso di formazione periodica per l'altra tipologia. Resta comunque fermo l'obbligo di sottoporsi alle prove d'esame, nel caso in cui una delle due tipologie di abilitazione (o anche entrambe) sia scaduta da oltre due anni.

 

f.to IL DIRETTORE GENERALE

dott. ing. Sergio Dondolini

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 10 ottobre 2017 

Riapertura  dei  termini  per  la  presentazione  delle  istanze  per

l'ammissione all'incentivo «Ferrobonus». (17A06971)

(GU n.238 del 11-10-2017)

 

IL DIRETTORE GENERALE

per il trasporto stradale e per l'intermodalità

 

Visto il regolamento interministeriale (MIT-MEF) 14 luglio 2017, n. 125 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie generale n. 190  del 16  agosto  2017) recante l'individuazione dei beneficiari, la commisurazione  degli  aiuti,  le modalità  e  le procedure per l'attuazione degli interventi di cui all'art. 1, commi 648 e 649 (Ferrobonus), della legge 28 dicembre 2015 n. 208;

Visto in particolare l'art. 9, comma 2 a norma del quale l'apertura dei termini per la presentazione delle domande di accesso ai contributi viene definita dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con provvedimento del direttore generale per il trasporto stradale e per l'intermodalità da adottarsi entro  quindici giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del decreto interministeriale n. 125/2017;

Visto altresì l'art. 9 comma 4 del medesimo decreto interministeriale n.  125/2017 a norma del quale le  istanze di ammissione ai benefici devono pervenire al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti entro e  non oltre quarantacinque giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del decreto dirigenziale di cui al precedente punto;

Considerato che il suddetto regolamento interministeriale (MIT-MEF) è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale n. 190 del 16 agosto 2017 e pertanto è entrato in vigore al termine del periodo della vacatio legis;

Considerato inoltre che il decreto del direttore generale del Trasporto stradale e dell'intermodalità n. 89 del 17 agosto 2017 è stato pubblicato nel sito WEB dell'Amministrazione in data 17  agosto 2017;

Considerato, pertanto, che i termini per la presentazione delle istanze decorrevano dal 17 agosto 2017  (data di pubblicazione del decreto attuativo nel sito web del  Ministero) fino a tutto il 2 ottobre 2017, cioè quarantacinque giorni dopo l'adozione del decreto dirigenziale;

Vista la richiesta formulata dall'Associazione di categoria A.N.I.T.A. di riapertura dei termini per la  presentazione delle istanze con nota del 9 ottobre 2017;

Ritenuto che sia la mancata pubblicazione del decreto dirigenziale n.89 nella Gazzetta Ufficiale e sia soprattutto l'impossibilità di determinare univocamente la data della sua effettiva pubblicazione nel sito  internet dell'Amministrazione costituiscano circostanze suscettibili di ingenerare confusione nei soggetti  interessati alla misura quanto all'individuazione dell'effettivo termine finale entro il quale era possibile trasmettere le istanze di ammissione al beneficio;

Ritenuto pertanto opportuno, alla luce delle considerazioni che precedono, di dover riaprire i termini assegnando un ulteriore lasso temporale per la presentazione delle domande che renda complessivamente commensurabile il tempo a disposizione che sarebbe stato disponibile nell'ipotesi dell'adozione del decreto dirigenziale di  attuazione alla  scadenza del termine ultimo di 15 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del decreto interministeriale con quello derivante dalla somma dei tempi dati dalla scadenza fissata al 2 ottobre e di quelli derivanti dalla stessa riapertura dei termini;

 

                              Dispone:

 1. I termini per la presentazione delle istanze di ammissione ai benefici finanziari di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze del 14 luglio 2017, n.125 (Ferrobonus), sono riaperti per un periodo di undici giorni con decorrenza dalla data di adozione del presente atto e pertanto fino a tutto il giorno 20 ottobre 2017. Rimangono invariate le modalità di trasmissione delle istanze.

 

2. La riapertura dei termini di cui al comma precedente non determina lo scorrimento degli altri termini previsti dal regolamento interministeriale (MIT-MEF) 14 luglio 2017, n. 125.

Il presente provvedimento è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nel sito internet  dell'Amministrazione nella sezione Trasporti - trasporto merci - contributi ed incentivi per l'intermodalità.

 

 Roma, 10 ottobre 2017

 

                                       Il direttore generale: Parente

 

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