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Dopo un prima circolare, la n.15908 del 20 maggio scorso, la Divisione 3 della Direzione Generale della Motorizzazione del MIT, con la nota n.18682 del 10 giugno 2019, è tornata ad occuparsi dell’inquadramento dei veicoli classificati originariamente nella categoria “O” come macchine operatrici trainate, corrispondenti ai rimorchi secondo la classificazione riportata dall’art.47, comma 2, lett. d del Cds.

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE,

GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE

Direzione generale per la motorizzazione

Divisione 3

 

 

Prot. n. 15908

Roma, 20 maggio 2019

 

OGGETTO: Inquadramento di veicoli provenienti dalla categoria O in macchine operatrici trainate.

 

La scrivente Direzione è stata interessata a definire le prescrizioni per l'inquadramento dei veicoli, in origine provenienti dalla categoria O (rimorchi industriali), in macchine operatrici trainate, ivi compreso il limite di anzianità ammesso per riconoscere tale trasformazione.

 

Premessa

Le macchine operatrici, semoventi e trainate, in quanto tali, così come disciplinate specificatamente dall'articolo 58 del Codice della strada, essendo destinate all'esecuzione di un lavoro, ovvero al semplice spostamento di cose connesse con il ciclo operativo della macchina stessa o del cantiere, sono utilizzate saltuariamente per la circolazione su strada.

La funzione di una macchina operatrice non è infatti quella di effettuare trasporto di persone o cose non connesse al ciclo operativo della macchina o del cantiere, ma di compiere esclusivamente o principalmente lavori ovvero di essere strumento per la realizzazione delle opere indicate nello stesso articolo 58.

 

Inquadramento dei veicoli in macchine operatrici trainate

Le disposizioni che disciplinano da un punto di vista tecnico la materia delle trasformazioni dei veicoli delle categorie N ovvero O in macchine operatrici sono rivolte a garantire la sicurezza della circolazione stradale nel rispetto della destinazione e i limiti alla circolazione su strada delle stesse macchine stabilite dal più volte citato articolo 58 del Codice della Strada.

 

Nel merito si ritiene utile elencare le prescrizioni tecniche da richiedere m fase di riconoscimento della trasformazione.

All'atto della richiesta, il veicolo rimorchiato di categoria O deve rispondere alle condizioni di sicurezza per la circolazione previste per la categoria di origine ed in particolare la revisione di cui all'art. 80 C.d.S. deve essere in corso di validità.

All'atto della trasformazione i veicoli devono rispondere alla normativa in vigore per le macchine operatrici trainate. Non sono ammesse richieste di aumento della massa complessiva e/o per asse, potendosi solo consentire in tal senso solo diminuzioni.

 

Per quanto riguarda il limite temporale ammesso per il nuovo inquadramento:

a) senza limitazione temporale ove non ricorrano modifiche strutturali;

b) entro 10 anni dalla prima immatricolazione nel caso di modifiche strutturali (variazioni di interasse e/o del numero di assi, altre modifiche alle strutture portanti connesse con la funzionalità della macchina).

Per la trasformazione finalizzata alla nuova classificazione del veicolo è necessario il nulla o sta del costruttore per la fattispecie b) del paragrafo precedente.

Per i rimorchi muniti di carta di circolazione estera è necessaria la preventiva immatricolazione in Italia quali rimorchi prima di avanzare la richiesta di trasformazione. Analoga procedura deve essere seguita nel caso di rimorchi dismessi dagli Enti di cui all'art. 138 del Codice della Strada.

Non è in ogni caso ammesso l'inquadramento per i veicoli radiati dalla circolazione o comunque privi di valido documento di circolazione. Si precisa che la richiesta di cambio di classificazione deve essere presentata presso un Centro Prova Autoveicoli, da parte di ditta allestitrice/trasformatrice che deve provvedere altresì alla costituzione del fascicolo tecnico e alla redazione della dichiarazione di rispondenza alla "direttiva macchine", e ad apporre sul veicolo la specifica marcatura prevista da tale normativa.

 Il Centro Prova Autoveicoli, espletate le verifiche e prove di competenza, redigerà il certificato di approvazione dettando le eventuali prescrizioni di sicurezza per la circolazione stradale, nonché le prescrizioni per l'abbinamento, tenendo presente per tale aspetto il DM 6/6/2012 e la connessa circolare esplicativa prot. 2880/DIV3/B del 31.01.2013.

Sui documenti di circolazione dovrà essere riportata una dicitura del tipo: "La macchina (o carrello/veicolo) può circolare su strada esclusivamente a vuoto o per la movimentazione di cose connesse con il ciclo operativo della macchina o del cantiere. È vietato effettuare il trasporto di cose".

Nei documenti di circolazione della macchina operatrice trainata, al fine di consentire l'abbinamento anche con autoveicoli, dovrà esplicitamente essere rammentato che la velocità non può superare i 40 km/h.

Si rileva, infine, che non sono inquadrabili come macchine operatrici trainate i semirimorchi in quanto l'attuale normativa sui dispositivi di traino delle macchine operatrici, cioè il D.M. 6.6.2012, prevede all'art. 2 che i dispositivi di traino per le macchine operatrici siano rispettivamente "ganci" per le traenti e "occhioni" per le trainate. Non sono previsti pertanto ralle e perni di semirimorchi.

Analoga limitazione sui dispositivi di accoppiamento sussiste nel settore agricolo, sia a livello nazionale (art. 284 e 285 del Regolamento del C.d.S.) sia nei regolamenti delegati della "Mother Regulation" 167/2013 ed in particolare:

- nell'Allegato XXXIV del RUE/2015/208 ove sono elencati i dispositivi meccanici di accoppiamento delle macchine agricole (non sono previste ralle e perni di accoppiamento per ralla);

- nel RUE/2015/68, art. 2 definizioni voce 25) "veicolo rimorchiato con timone rigido": un veicolo rimorchiato delle categorie R o S con un asse o un gruppo di assi muniti di un timone che trasmette un carico statico significativo al trattore in ragione della sua costruzione e che non rientra nella definizione di veicolo rimorchiato ad asse centrale. Il dispositivo di traino da usare per un complesso di veicoli non deve essere costituito da un perno di accoppiamento e da una ralla ..... omissis".

 Si precisa, infine, che di conseguenza i trattori per semirimorchio equipaggiati con ralla non sono inquadrabili in macchine operatrici semoventi.

 

IL DIRETTORE DELLA DIVISIONE

dott. ing. Fausto Fedele

 

COPIA INFORMALE

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE, GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE

Direzione generale per la motorizzazione Divisione 3

Prot. n. 18682

Roma, 10 giugno 2019

 

OGGETTO: Inquadramento di veicoli provenienti dalla categoria O in macchine operatrici trainate - Circolare prot. 15908 del 20.05.2019 - Precisazioni. Mezzi di movimentazione destinati ad operare nelle aree portuali - D.M. 10/09/1988, n.418 - Passo massimo.

Con la circolare richiamata in oggetto sono state fornite disposizioni in merito alle modalità di trasformazione dei veicoli appartenenti alla categoria O in macchine operatrici trainate.

Al contempo è stata richiamata l'impossibilità di classificare come macchine operatrici trainate i semirimorchi e, parimenti, l'impossibilità di inquadrare quali macchine operatrici semoventi (catg. "carrelli trattori") i trattori stradali con ralla.

Ciò in ragione del fatto che ralle e perni di articolazione dei semirimorchi non rientrano tra gli organi di traino previsti per le macchine operatrici.

 

1) Precisazioni

Giova tuttavia precisare che per eventuali necessità funzionali, legate a talune tipologie di macchine trainate, caratterizzate da attrezzature per particolari utilizzi, potrebbe insorgere la necessità di derogare dalle suddette prescrizioni relativamente agli organi di traino. In tal caso sarà necessario richiedere l'approvazione di questa Divisione che, come già avvenuto in passato, valuterà attentamente i singoli casi in relazione alle necessità evidenziate.

Si ritiene, inoltre, di dover chiarire che la citata circolare prot. 15908 non riguarda i "mezzi di movimentazione destinati ad operare nelle aree portuali" di cui all'art. 213 del Regolamento di esecuzione del codice della strada, le cui prescrizioni tecniche per l'immissione in circolazione sono disciplinate dal D.M. 10/09/1988, n. 418 .

Si coglie l'occasione per richiamare alcune caratteristiche del suddetto D.M. alla luce anche delle innovazioni tecnologiche intervenute ad oggi, in relazioni alle necessità d'uso.

 

2) Passo dei mezzi di movimentazione destinati ad operare nelle aree portuali

I mezzi di movimentazione destinati ad operare nelle aree portuali, pur se inquadrati quali macchine operatrici "carrelli" ai sensi dell'art. 58, comma 2 lettera c) del Codice della Strada, sono mezzi aventi particolari caratteristiche. La ralla (normalmente di tipo sollevabile) e/o il gancio di traino anteriore/posteriore sono essenzialmente le attrezzature caratterizzanti tali mezzi semoventi destinati a movimentare i semirimorchi o i containers carrellati o i carrelli portacontainers.

Tali mezzi operano nelle aree portuali e necessariamente anche all'interno delle navi, nel cui ambito operativo è richiesto, dagli operatori di settore, un passo ridotto per via degli esigui spazi di manovra disponibili. La circolazione su area pubblica è ammessa previa autorizzazione dell'Ente proprietario della strada con l'indicazione, da parte dell'Ufficio motorizzazione civile competente, del percorso individuato necessario a collegare eventuali aree portuali interrotte da aree pubbliche.

A tal riguardo, si rileva che la prescrizione prevista al punto 2.1.4 dell'allegato tecnico al D.M. 10 settembre 1988 n. 418 risulta oramai incompatibile con lo sviluppo tecnologico dei citati veicoli.

Per i motivi di seguito riportati, viene richiesto dai costruttori di tali veicoli l'aumento del passo per garantire un volume interno al telaio sufficiente ad alloggiare i sistemi dedicati agli impianti di scarico necessari per rispondere alle più recenti normative sulle emissioni ed in particolare - per i veicoli diesel - per la presenza del filtro antiparticolato (DPF) e del serbatoio del liquido ADBlue - nonché per i veicoli dotati di alimentazione con gas naturale liquefatto (LNG) - per alloggiare i relativi componenti/serbatoi.

È stato evidenziato, infatti, che non essendo possibile utilizzare la parte centrale del veicolo, occupata dall'attrezzatura di sollevamento, così come le parti laterali destinate al serbatoio carburante, olio idraulico e dalla componentistica dell'impianto pneumatico, è necessario un ulteriore minimo spazio per contenere i sopra indicati dispositivi.

Valutate le motivazioni addotte e la congruità della richiesta, si ritiene ammissibile consentire, per i veicoli muniti delle suddette tecnologie, un passo massimo di 3.500 mm, in luogo dei 3.200 mm indicati dal D.M., senza necessità di presentare specifica richiesta di deroga.

Si conferma, in ogni caso, la rispondenza alla prescrizione del raggio minimo di volta non superiore a 7 metri.

 

IL DIRETTORE DELLA DIVISIONE

dott. ing. Fausto Fedele

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con nota n.5398 dello scorso 10 giugno, ha fornito precisazioni rispetto al tema del distacco transnazionale di lavoratori quando questo venga eseguito da un’impresa stabilita in altro Paese dell’Unione Europea, presso una propria unità produttiva stabilita in Italia.

L’Inps, tramite la circolare n.86 dello scorso 11 giugno, ha reso note le nuove modalità da seguire per presentare le richieste di rilascio del modello A1 che, come ormai noto, rappresenta il documento che certifica la legislazione di sicurezza sociale applicabile al lavoratore quando questi svolga attività lavorativa in uno dei Paesi dell’Unione Europea, dello Spazio Economico Europeo (Liechtenstein, Islanda e Norvegia) o in Svizzera, diverso da quello di provenienza.

INPS

Istituto Nazionale Previdenza Sociale

 

Direzione Centrale Entrate e Recupero Crediti

Direzione Centrale Organizzazione e Sistemi Informativi

 

Roma, 11/06/2019

Circolare n. 86

OGGETTO: Regolamentazione comunitaria. Nuove modalità di presentazione delle richieste del certificato di legislazione applicabile (documento portatile A1). Utilizzo del canale telematico

SOMMARIO: Al fine di agevolare i datori di  lavoro  nella  presentazione  delle  richieste di rilascio del documento portatile A1, l’Istituto ha realizzato una nuova  procedura finalizzata ad informatizzare l’iter procedurale previsto per l’emissione di tale certificazione. Con la presente circolare si illustrano  le nuove modalità di presentazione, tramite il canale telematico, delle domande  di rilascio del certificato di legislazione applicabile (documento portatile A1).

INDICE

  1. Premessa
  2. Destinatari
  3. Modalità di presentazione on-line delle domande di rilascio del certificato di legislazione applicabile (documento portatile A1) Presentazione della domanda, tramite il servizio web,  da parte del datore di lavoro  o degli intermediari previdenziali
  4. Emissione della certificazione A1
  5. Tipologie di richieste escluse dalla presentazione attraverso il canale telematico

1. Premessa

Il documento portatile A1 viene rilasciato per certificare la legislazione di sicurezza sociale applicabile al lavoratore, titolare del modello, nei casi in cui lo stesso svolga un’attività lavorativa in uno o più Stati che applicano la regolamentazione comunitaria.

La normativa comunitaria si applica:

agli Stati membri dell’Unione europea: Italia, Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia (comprese le isole Aland), Francia e Dipartimenti d’oltremare (isole di Reunion, Mayotte, Guyana francese, isole ricomprese nell’arcipelago delle Piccole Antille:  Martinica,  Guadalupa e l’isola di Saint Martin), Germania, Regno Unito (Gran Bretagna e Irlanda del Nord compresa Gibilterra), Grecia, Irlanda, Spagna, Lussemburgo, Olanda, Portogallo (comprese le isole Azzorre e di Madera), Spagna (comprese le isole Canarie, Ceuta e Melilla), Svezia, Repubblica Ceca, Repubblica di Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovenia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Croazia;

agli Stati SEE (Islanda, Liechtenstein e Norvegia), in applicazione dell’Accordo SEE; alla Svizzera, in applicazione dell’Accordo CH-UE.

Per la gestione del rilascio del documento portatile A1 sono stati predisposti specifici modelli di richiesta del predetto certificato, la cui pubblicazione sul sito dell’Istituto è stata resa nota con il messaggio n. 218 del 20/01/2016.

In particolare, sono state fornite le indicazioni sulle modalità di presentazione delle richieste che, a seconda della tipologia di lavoratore, possono essere inoltrate attraverso la funzione bidirezionale del Cassetto previdenziale, PEC, raccomandata A/R o presentate direttamente allo sportello.

Allo scopo di agevolare l’utenza (datori di lavoro e lavoratori) nella presentazione delle predette richieste, l’Istituto ha realizzato una nuova procedura finalizzata ad informatizzare l’iter procedurale previsto per l’emissione della certificazione in oggetto.

Con la presente circolare si illustrano le nuove modalità di presentazione, tramite il canale telematico, delle richieste di rilascio del documento portatile A1.

 

2. Destinatari

La trasmissione telematica riguarda la presentazione delle richieste di rilascio del documento portatile A1 da parte dei datori di lavoro o degli intermediari previdenziali di cui all’articolo 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12, per le seguenti tipologie di richiesta:

Lavoratore marittimo (art. 11, par. 4, Reg. (CE) n. 883/2004);

Lavoratore subordinato distaccato (art. 12, par. 1, Reg. (CE) n. 883/2004);

Accordo in deroga per distacco lavoratore dipendente (art. 16 Reg. (CE) n. 883/2004).

Per le richieste di rilascio del documento portatile A1, espressamente elencate al punto 5 della presente circolare, per le quali è prevista la presentazione da parte del lavoratore interessato,  la trasmissione della domanda, in attesa del completamento del processo di telematizzazione, dovrà avvenire con le modalità attualmente in uso.

 

3. Modalità di presentazione on-line delle domande di rilascio del certificato di legislazione applicabile (documento portatile A1)

A decorrere dal 1 settembre 2019 le domande di rilascio del documento portatile A1, per le quali è prevista la presentazione da parte dei datori di lavoro o degli intermediari previdenziali, devono essere presentate all’INPS esclusivamente in via telematica.

L’invio telematico deve avvenire tramite il seguente percorso:

dal sito internet www.inps.it selezionare “Tutti i servizi”, digitare nel campo Testo libero “Servizi per le aziende e consulenti” e accedere al “Portale delle Agevolazioni (ex-  DiResCo)” > “Distacchi” (Procedura per la richiesta della certificazione A1 in applicazione della normativa UE).

Si precisa che, al fine di garantire la più ampia informazione e divulgazione delle novità afferenti la presentazione di tali domande mediante modalità telematica, fino al 31 agosto 2019 è previsto un periodo transitorio durante il quale sarà possibile inviare le domande sia con le consuete modalità sia utilizzando il canale telematico.

Si forniscono di seguito le informazioni di dettaglio inerenti la modalità di presentazione delle domande.

 

3.1 Presentazione della domanda, tramite il servizio web, da parte del datore di lavoro o degli intermediari previdenziali

Per la presentazione della domanda, come precisato sopra, il datore di lavoro o l’intermediario previdenziale deve accedere al servizio attraverso il “Portale delle Agevolazioni (ex-DiResCo)”. Una volta effettuata l’autenticazione, il sistema propone l’elenco dei moduli di tutte le Dichiarazioni di Responsabilità. Selezionando il modulo “Distacchi” verrà richiesto l’inserimento della matricola INPS del datore di lavoro. All’inserimento della matricola il sistema, verificata la corrispondenza della stessa con i dati presenti negli archivi informatici dell’Istituto, propone la home page del modulo “Distacchi”.

Nella home page del modulo telematico “Distacchi” l’utente potrà visualizzare l’elenco dei lavoratori per i quali sono state effettuate richieste della certificazione A1.

Selezionando l’opzione “Inserimento domanda” sarà possibile procedere all’inserimento di una nuova richiesta, scegliendo tra le tipologie proposte.

Nel manuale utente presente nel servizio web sono riportate in dettaglio le funzionalità dell’applicativo.

 

4. Emissione della certificazione A1

Per tutte le domande approvate che si trovano nello stato "Accolta" verrà prodotta la certificazione A1 da rilasciare al lavoratore. L'applicazione, per ogni domanda accolta con numero di protocollo in uscita valorizzato, permette di scaricare in formato PDF la certificazione A1 che sarà memorizzata nell’applicazione.

Il richiedente, oltre a poter visualizzare l’esito nel cruscotto web a lui dedicato, sarà avvisato dell’avvenuta definizione della domanda via e-mail e/o via sms rispettivamente all’indirizzo e al numero di telefono mobile indicati nella domanda (se presenti).  La certificazione A1 emessa con il nuovo applicativo sarà firmata mediante firma autografa sostituita a mezzo stampa, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39.

Una copia del documento portatile A1 verrà trasmessa al richiedente via PEC o via e-mail. Qualora su richiesta dell’Istituzione estera si renda necessario acquisire il documento portatile A1 in formato originale, la certificazione sarà disponibile per il ritiro presso la Struttura territoriale INPS di competenza.

 

5. Tipologie di richieste escluse dalla presentazione attraverso il canale telematico

Per le tipologie di richieste per le quali è prevista la presentazione da parte del lavoratore interessato, la trasmissione della domanda, in attesa del completamento del processo di telematizzazione, dovrà avvenire con le modalità attualmente in uso.

Nello specifico sono per il momento escluse dall’invio telematico le richieste che riguardano le seguenti situazioni.

Lavoratore autonomo distaccato (art. 12, par. 2, Reg. (CE) n. 883/2004);

Lavoratore autonomo che esercita un’attività in più Stati (art. 13, par. 2, Reg. (CE) n. 883/2004);

Lavoratore autonomo e subordinato che esercita un’attività in più Stati (art.  13, par. 3, Reg. (CE) n. 883/2004);

Dipendente pubblico (art. 11, par. 3, lett. b), Reg. (CE) n. 883/2004);

Dipendente pubblico che svolge attività di lavoro subordinato e/o autonomo in più Stati  (art. 13, par. 4, Reg. (CE) n. 883/2004);

Lavoratore subordinato che esercita un’attività in più Stati (art. 13, par. 1, Reg. (CE) n. 883/2004);

Personale di volo e di cabina (art. 11, par. 5, Reg. (CE) n. 883/2004); Eccezione (art. 16 Reg. (CE) n. 883/2004):

  1. Accordo in deroga generico;
  2. Accordo in deroga distacco lavoratore autonomo;

Lavoratore subordinato/autonomo che è assoggettato alla legislazione dello Stato in cui lavora (art. 11, par. 3, lett. a), Reg. (CE) n. 883/2004).

Con riferimento all’ultima fattispecie sopra elencata, si precisa che la stessa è stata recentemente introdotta dalla Commissione Amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, che ha ritenuto opportuno modificare il documento portatile A1 al fine di consentire il rilascio delle certificazioni anche per tali situazioni.

In questi casi, presupposto per l’emissione della certificazione A1 è la sussistenza di una situazione transfrontaliera nella quale la persona, al di fuori della fattispecie di distacco o di esercizio di attività di lavoro in più Stati, si trova ad avere per motivi di lavoro e di residenza un collegamento con più di uno Stato dell’Unione europea.

In particolare, la fattispecie ricorre nell’ipotesi in cui un lavoratore frontaliero svolga un'attività di lavoro dipendente o autonomo in uno Stato (ad esempio, Italia) e risieda in un altro Stato comunitario (ad esempio, Austria).

In tale situazione il lavoratore per essere esonerato da eventuali obblighi di sicurezza sociale nello Stato di residenza (ad esempio, nello Stato di residenza tutti i residenti sono tenuti per legge ad essere assicurati per la malattia) potrà richiedere, ai sensi dell’articolo 11 paragrafo 3, lett. a), del Regolamento (CE) n. 883/2004, il rilascio del modello A1 all’Istituzione dello Stato in cui esercita l’attività lavorativa.

In questo caso il documento portatile A1 certificherà che tale lavoratore è soggetto esclusivamente alla legislazione dello Stato in cui esercita la sua attività lavorativa.

Per quanto concerne l’Istituto, la certificazione dovrà, pertanto, essere rilasciata solo nel caso in cui il lavoratore sia assicurato in Italia in base al principio di territorialità e risieda in un altro Stato che applica la normativa comunitaria.

La richiesta del documento portatile A1 potrà essere presentata alla Struttura territoriale INPS  del luogo di svolgimento dell’attività lavorativa se si tratta di lavoratore subordinato o a quella presso cui è iscritto il lavoratore nel caso di esercizio di attività lavorativa autonoma.

Il modulo di domanda, in corso di definizione, sarà prossimamente disponibile on line sul sito dell’Istituto.

 

Il Direttore Generale Gabriella Di Michele

Si svolgerà il prossimo sabato 22 giugno alle ore 17,00, presso la Sala Convegni “S. Longobardi”, in via Provinciale Sarno Nocera, 48, a San Valentino Torio (SA), l’Assemblea organizzata da Assotir Salerno, in collaborazione con l’Associazione Autotrasportatori dell’Agro, dal titolo “Tra attesa della ZES e ristrutturazione della logistica, l’autotrasporto dell’Agro ripensa il suo futuro”.

A seguito dell'Assemblea dell'Albo Nazionale Gestori Ambientali dello scorso 7 giugno, tenutasi presso il Salone delle Grida della Camera di Commercio di Napoli, pubblichiamo il link del resoconto dei lavori a cura di Ricicla.Tv.

Come avevamo anticipato con una precedente news, Assotir e le altre Associazioni dell’Autotrasporto hanno inviato una richiesta di incontro urgente ad Assologistica, Fedespedi, Federagenti, Confitarma e Assarmatori per avviare una interlocuzione costruttiva al fine di risolvere le numerose criticità a cui devono far fronte, ormai da tempo, le imprese di trasporto che operano nel settore dei container.

Facendo seguito a quanto in precedenza comunicato rispetto alle novità riguardanti il tachigrafo intelligente, informiamo che già dalla scorsa settimana sono pervenute le prime carte tachigrafiche officina a 22 centri autorizzati per la taratura dei nuovi apparecchi.

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