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Articoli filtrati per data: Novembre 2018

A seguito della richiesta di incontro inviata da Unatras al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, On. Danilo Toninelli, e al Viceministro, On. Edoardo Rixi, dello scorso 15 novembre, l’Esecutivo ha convocato tutte le Associazioni dell’Autotrasporto merci per il prossimo 6 dicembre 2018, alle ore 15, presso la sede del Ministero stesso.

In allegato alla news riportiamo la lettera con la quale il Governo ha convocato le Associazioni per la riunione sopracitata.

Pubblicato in Sotto il riflettore

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n.299 del 26.11.2018, è stata pubblicata la direttiva della Commissione n.2018/1846 del 23 novembre 2018 che modifica gli allegati della direttiva 2008/68/CE relativa al trasporto interno di merci pericolosi, al fine di tenere conto del progresso scientifico e tecnico.

Gli Stati membri dovranno adeguarsi alle disposizioni della direttiva in questione entro il 30 giugno 2019 mentre lo stesso provvedimento entrerà in vigore dal 16 dicembre prossimo, ovvero il ventesimo giorno successivo dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Pubblicato in News

DIRETTIVA (UE) DELLA COMMISSIONE

2018/1846 del 23 novembre 2018

(G.U.U.E. n. L 299 del 26.11.2018)

che modifica gli allegati della direttiva 2008/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al trasporto interno di merci pericolose al fine di tenere conto del progresso scientifico e tecnico.

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 2008/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 settembre 2008, relativa al trasporto interno di merci pericolose[i], in particolare l'articolo 8, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

[1] L'allegato I, sezione I.1, l'allegato II, sezione II.1, e l'allegato III, sezione III.1, della direttiva 2008/68/CE fanno riferimento a disposizioni stabilite negli accordi internazionali sul trasporto interno di merci pericolose effettuato su strada, per ferrovia e per vie navigabili interne, quale definito all'articolo 2 di tale direttiva.

[2] Le disposizioni di detti accordi internazionali vengono aggiornate ogni due anni. Le ultime versioni modificate di tali accordi si applicano quindi a decorrere dal 1° gennaio 2019, con un periodo transitorio fino al 30 giugno 2019.

[3] È pertanto opportuno modificare di conseguenza l'allegato I, sezione I.1, l'allegato II, sezione II.1 e l'allegato III, sezione III.1, della direttiva 2008/68/CE.

[4] Le misure previste dalla presente direttiva sono conformi al parere del comitato per il trasporto di merci pericolose, 

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

Modifiche della direttiva 2008/68/CE

La direttiva 2008/68/CE è così modificata:

  1. nell'allegato I, la sezione I.1 è sostituita dalla seguente:

"I.1 ADR

 Allegati A e B dell'ADR, applicabili a decorrere dal 1° gennaio 2019, fermo restando che il termine "parte contraente" è sostituito da "Stato membro", se del caso.";

  1. nell'allegato II, la sezione II.1 è sostituita dalla seguente:

"II.1 RID

 Allegato del RID, figurante nell'appendice C della COTIF e applicabile a decorrere dal 1° gennaio 2019, fermo restando che il termine "Stato contraente del RID" è sostituito da "Stato membro", se del caso.";

  1. nell'allegato III, la sezione III.1 è sostituita dalla seguente:

"III.1 ADN

I regolamenti allegati all'ADN, applicabili a decorrere dal 1° gennaio 2019, nonché l'articolo 3, lettere f) e h), e l'articolo 8, paragrafi 1 e 3, dell'ADN, fermo restando che il termine "parte contraente" è sostituito da "Stato membro", se del caso.".

Articolo 2

Recepimento

  1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 30 giugno 2019. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono stabilite dagli Stati membri.

  1. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni fondamentali di diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 3

Entrata in vigore

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 4

Destinatari

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 23 novembre 2018

Per la Commissione,

a nome del presidente

Violeta BULC

Membro della Commissione

 

[i] GU L 260 del 30.9.2008, pag. 13.

Pubblicato in LEGGI E NORME

Si è svolto nella mattinata di martedì 27 novembre 2018, presso gli uffici della Città Metropolitana di Milano, l’incontro tra la Vicesindaca, Arianna Censi, e la delegazione lombarda di Assotir guidata dal Presidente della sede milanese Pietro Castelli e dal Responsabile Assotir Milano, Giancarlo Sangalli; presente anche il Segretario Generale, Claudio Donati.

Pubblicato in Vita associativa

L’INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale), con la nota del 23 novembre 2018, ha ribadito quanto già esposto nel decreto legge 55/2018 (convertito poi con modificazioni dalle legge 89/2018), ovvero che nei territori delle Regioni Lazio, Marche e Abruzzo, colpiti dai terremoti del 24 agosto, 26 – 30 ottobre 2016 e 18 gennaio 2017, i versamenti dei contributi sospesi dall’art.48, comma 13 del decreto legge 189/2016, vanno effettuati entro il 31 gennaio 2019 senza applicazione di sanzioni e interessi, anche attraverso la rateizzazione.

Pubblicato in News

INPS

Istituto Nazionale Previdenza Sociale

 

Direzione Centrale Entrate e Recupero Crediti

Direzione Centrale Amministrazione Finanziaria e Servizi Fiscali

Direzione Centrale Organizzazione e Sistemi Informativi

Roma, 23-11-2018

Messaggio n. 4378

OGGETTO: Eventi sismici verificatisi nei territori delle Regioni Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo in data 24 agosto 2016, 26 e 30 ottobre 2016 e 18 gennaio 2017. Modalità di versamento dei contributi sospesi. Istruzioni contabili

1. Premessa

Il decreto-legge n. 55/2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 89/2018, (pubblicata sulla G.U. n. 170 del 24 luglio 2018) ha disposto che gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, sospesi ai sensi dell’ articolo 48, comma 13, del decreto-legge n. 189/2016 e successive modificazioni e integrazioni, sono effettuati entro il 31 gennaio 2019, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 60 rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di gennaio 2019.

Pertanto, per effetto dell'entrata in vigore della predetta legge, con riferimento ai territori colpiti dagli eventi sismici verificatisi nelle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo in data 24 agosto 2016, 26 ottobre e 30 ottobre 2016 e 18 gennaio 2017, è stata prorogata la ripresa degli adempimenti e dei versamenti sospesi, precedentemente fissata, anche in forma rateale, alla data del 31 maggio 2018 (cfr. il messaggio n. 3088/2018).

Nello specifico, il termine per la ripresa dei versamenti contributivi in unica soluzione è stato prorogato alla data del 31 gennaio 2019, senza applicazione di sanzioni e interessi.

In alternativa, la ripresa dei versamenti potrà avvenire mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 60 rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di gennaio 2019, previa comunicazione di rateizzazione dei debiti contributivi in fase amministrativa, da presentare entro il 31 gennaio 2019, per la quale saranno fornite, con apposito messaggio, le necessarie indicazioni operative.

Si ricorda che i contributi previdenziali e assistenziali, oggetto della sospensione di cui al citato articolo 48, comma 13, e ss.mm.ii., sono quelli con scadenza legale di adempimento e di versamento nell'arco temporale decorrente dalla data dell'evento sismico al 30 settembre 2017, vale a dire, per le aziende DM, sino al periodo di paga di agosto 2017.

Nella sospensione in trattazione sono ricompresi altresì i versamenti relativi ai piani di rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa, ordinariamente concessi dall'Istituto ai sensi dell’articolo 2, comma 11, del D.L. n. 338/1989, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 389/1989 e ss.mm.ii,, già in corso alla data dell'evento sismico. Ne consegue che, per effetto della riattivazione dei piani di ammortamento, i soggetti contribuenti interessati saranno tenuti a versare in unica soluzione, entro la suddetta data del 31 gennaio 2019, l'importo delle rate sospese nel periodo compreso tra la data dell'evento sismico e il 30 settembre 2017.

I contribuenti che hanno ripreso gli adempimenti e i versamenti sospesi in forma rateale a decorrere dal 31 maggio 2018 ed hanno proseguito nel versamento delle rate dovranno interrompere i versamenti a decorrere dal 01/12/2018. Il residuo debito potrà essere versato in unica soluzione entro il 31 gennaio 2019 oppure essere oggetto di una nuova rateazione con la presentazione di una nuova domanda entro la citata data, secondo le modalità che verranno successivamente rese note.

2. Modalità di versamento dei contributi sospesi

Si illustrano di seguito le istruzioni operative, riferite alle diverse gestioni previdenziali, per il versamento in unica soluzione della contribuzione sospesa, rimandando ad un successivo messaggio, come sopra accennato, le indicazioni per il versamento della contribuzione sospesa mediante rateazione a decorrere dal mese di gennaio 2019.

Si rammenta che, per espressa previsione di legge, non si fa luogo al rimborso dei contributi previdenziali già versati.

  • Aziende con dipendenti

Il pagamento deve essere effettuato tramite modello F24, compilando la "Sezione Inps" con le modalità indicate nell'esempio che segue, utilizzando il codice contributo DSOS ed esponendo la matricola dell'azienda seguita dallo stesso codice utilizzato per la rilevazione del credito (N964).

 

Codice

Sede

Causale

contributo

Matricola INPS/Codice INPS/Filiale Azienda

Periodo

dal

Periodo

al

Importi a debito versati

XXXX

DSOS

PPNNNNNCCN964

 

Qualora le aziende beneficiarie della sospensione contributiva non abbiano assolto gli adempimenti relativi alla trasmissione della denuncia Uniemens, si ribadisce, come anticipato in premessa, che gli stessi dovranno essere assolti entro il 31 gennaio 2019.

Ai fini della compilazione del flusso Uniemens, per i periodi di paga dalla data dell'evento sismico ad agosto 2017, le aziende interessate inseriranno nell'elemento

<DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito> il nuovo valore "N964" e le relative <SommeACredito> (che rappresentano l'importo dei contributi sospesi).

Il risultato dei <DatiQuadratura> - <TotaleADebito> e <TotaleACredito> potrà dare luogo ad un credito INPS da versare con le consuete modalità, tramite modello F24, ovvero un credito azienda o un saldo a zero.

Per quanto non espressamente indicato nel presente messaggio, si rinvia alle indicazioni fornite dall'Istituto con la circolare n. 204/2016 (cfr. il paragrafo 3.1).

  • Artigiani e commercianti

Per effetto della sospensione fino al 30 settembre 2017 del versamento della contribuzione dovuta dagli artigiani e commercianti, le rate sospese sono le seguenti:

Ili rata sul minimale per Tanno 2016 (16 novembre 2016);

° secondo acconto della contribuzione eccedente il minimale per l'anno 2016 (30 novembre 2016); o IV rata sul minimale per l'anno 2016 (16 febbraio 2017); o I rata sul minimale per l'anno 2017 (16 maggio 2017);

  • saldo della contribuzione eccedente il minimale per l'anno 2016 -1 acconto della contribuzione eccedente il minimale per l'anno 2017 (20/7/2017);
  • II rata sul minimale per l'anno 2017 (20 agosto 2017).

Qualora il contribuente intenda versare anche l'eventuale contribuzione eccedente il minimale, dovuta a titolo di acconto per l'anno 2017 e di saldo per l'anno 2016, dovrà produrre una dichiarazione attestante il reddito degli anni 2015 e 2016 da utilizzare quale base imponibile per la determinazione della contribuzione dovuta.

Tali informazioni dovranno essere prodotte con il modello di rateazione anche per i soggetti che intendono versare in unica soluzione.

  • Liberi professionisti e committenti tenuti al versamento dei contributi alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge n. 335/1995

Per i liberi professionisti iscritti alla Gestione separata, il versamento relativo al saldo 2016 e primo acconto 2017 deve essere effettuato entro il 31 gennaio 2019, compilando la "Sezione INPS" del modello F24 nel seguente modo:

 

Codice

Sede

Causale

contributo

Matricola INPS/Codice INPS/Filiale Azienda

Periodo

dal

Periodo

al

Importi a debito versati

PXX/P10

mm/aaaa

mm/aaaa

 

I committenti tenuti al versamento nella Gestione separata devono versare la contribuzione dovuta, riferita ai compensi effettivamente pagati nel periodo di sospensione, entro il 31 gennaio 2019, compilando la "Sezione INPS" del modello F24 nel seguente modo:

 

Codice Sede

Causale contributo

Matricola INPS/Codice INPS/Filiale Azienda

Periodo dal

Periodo al

Importi a debito versati

CXX/C10

mm/aaaa

mm/aaaa

 

2.4 Aziende agricole assuntrici di manodopera

Il pagamento deve essere effettuato mediante modello F24; i dati necessari alla compilazione della delega di pagamento (Sede INPS, Causale, Codeline e Periodo) sono indicati nella lettera, già inviata in sede di tariffazione, contenente gli estremi per il versamento dei contributi.

Il prospetto dei contributi dovuti, oggetto della sospensione, sarà inoltre inserito nel cassetto aziende agricole all'interno della sezione "news individuale".

Si rammenta che i contributi già tariffati relativi al 1° e 2° trimestre 2016, e comunque tutti i trimestri oggetto di sospensione e già trasmessi, dovranno essere versati entro il 31 gennaio 2019.

Per quanto riguarda le denunce trimestrali di manodopera (DMAG) del 3° e 4° trimestre 2016 e del 1° e 2° trimestre 2017, i cui adempimenti sono stati sospesi con le decorrenze e le modalità previste nei decreti citati in premessa (cfr. la circolare n. 204/2016, paragrafo 3.4), le aziende che abbiano sospeso la presentazione delle denunce dovranno provvedere all'invio dei DMAG di ciascun trimestre entro e non oltre il 31 gennaio 2019.

Tali dichiarazioni di manodopera saranno oggetto di calcolo contributivo e di valorizzazione ad ogni altro fine in concomitanza della lavorazione delle denunce del 4° trimestre 2018. Pertanto la contribuzione dovuta avrà come scadenza di pagamento il giorno 16 giugno 2019.

  • Lavoratori agricoli autonomi e concedenti a piccola colonia e compartecipazione familiare

Il pagamento deve essere effettuato mediante modello F24; i dati necessari alla compilazione della delega di pagamento (Sede INPS, Causale, Codeline e Periodo) sono quelli indicati nella lettera, già inviata in sede di tariffazione, contenente gli estremi per il pagamento dei contributi.

Il prospetto dei contributi dovuti, oggetto della sospensione, sarà inoltre inserito nel cassetto previdenziale autonomi agricoli all'interno della sezione "news individuale".

I contributi oggetto di sospensione dovranno essere versati entro il 31 gennaio 2019.

  • Datori di lavoro domestico
  • contributi per lavoro domestico riferiti ai singoli periodi dovranno essere versati entro la scadenza del 31 gennaio 2019 con le seguenti consuete modalità:
  • utilizzando i bollettini MAV ricevuti oppure generati attraverso il sito Internet inps.it al seguente percorso: "Tutti i servizi" > "Portale dei Pagamenti" > "Lavoratori Domestici";
  • rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito "Reti Amiche" (uffici postali, tabaccherie che espongono il logo "Servizi Inps", sportelli bancari Unicredit);
  • online, sul sito Internet inps.it, al seguente percorso: "Tutti i servizi" > "Portale dei Pagamenti" > "Lavoratori Domestici", tramite la modalità di pagamento immediato/online pagoPA utilizzando la carta di credito o debito o prepagata oppure addebito in conto.
  • Aziende con natura giuridica privata con dipendenti iscritti alla Gestione pubblica

Le aziende con natura giuridica privata, che hanno dipendenti iscritti alla Gestione pubblica, alle quali è stato riconosciuto il beneficio della sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali, dovranno indicare il contributo dovuto nell'elemento <AltriImportiDovuti_Z2> della ListaPosPA, valorizzando la Tipologia del Dovuto con il Codice 33 (Restituzione contributi sospesi per eventi calamitosi).

Il pagamento deve essere effettuato tramite il modello F24, “Sezione altri enti previdenziali e assistenziali” utilizzando” nel campo “causale contributo” gli appositi codici previsti per questa fattispecie (codice PX33).

3 Istruzioni contabili

Con riferimento alla contabilizzazione dei contributi sospesi per gli eventi sismici verificatisi a decorrere dal 24 agosto 2016, la cui ripresa dei versamenti dovrà avvenire secondo le nuove disposizioni legislative e con le modalità descritte nei paragrafi precedenti, si fa rinvio alle istruzioni contabili fornite con la circolare n. 204/2016, con il messaggio n. 3124 del 27/07/2017 e con il messaggio n. 39828 del 07/12/2004.

Il Direttore Generale

Gabriella Di Michele

Pubblicato in LEGGI E NORME

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 28 settembre 2018, n. 109 

Testo del decreto-legge  28  settembre  2018,  n.  109  (in  Gazzetta

Ufficiale  -  Serie  generale  -  n.  226  del  28  settembre  2018),

coordinato con la legge di conversione 16 novembre 2018, n.  130  (in

questo  stesso  Supplemento  ordinario  -  alla  pag.  1),   recante:

«Disposizioni urgenti per la città  di  Genova,  la  sicurezza  della

rete nazionale delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  gli  eventi

sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze.». (18A07450)

(GU n.269 del 19-11-2018 - Suppl. Ordinario n. 55)

 

Vigente al: 19-11-2018 

 

Capo I
Interventi urgenti per il sostegno e la ripresa economica del territorio del Comune di Genova

 

Avvertenza:

Il testo coordinato qui pubblicato è stato redatto dal Ministero della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione  delle  leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, nonché dell'art.10,  comma 3, del medesimo testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge di conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui riportati. Le modifiche apportate dalla legge di conversione  sono stampate con caratteri corsivi. Tali modifiche sono riportate in video tra i segni (( ... )). A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri), le modifiche apportate dalla legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

     Art. 1

           Commissario straordinario per la ricostruzione

1. In conseguenza del crollo di un tratto del viadotto Polcevera dell'autostrada A10, nel Comune di Genova, noto come ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018, di seguito «evento», al fine di garantire, in via d'urgenza, le attività per la demolizione, la rimozione, lo smaltimento e il conferimento in discarica dei materiali di risulta, nonché per la progettazione, l'affidamento e la ricostruzione dell'infrastruttura e il ripristino del connesso sistema viario, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottarsi entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e sentito il Presidente della Regione Liguria, è nominato un Commissario straordinario per la ricostruzione, di seguito nel presente capo: «Commissario straordinario». La durata dell'incarico del Commissario straordinario è di dodici mesi e può essere prorogata o rinnovata per non oltre un triennio dalla prima nomina.

2. Al Commissario straordinario è attribuito un compenso, determinato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, in misura non superiore a quella indicata all'art. 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Per l'esercizio dei compiti assegnati, il Commissario straordinario si avvale di una struttura di supporto posta alle sue dirette dipendenze, costituita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e composta da un contingente massimo di personale pari a venti unità, di cui una unità di livello dirigenziale generale, fino ad un massimo di cinque unità di livello dirigenziale non generale e la restante quota di unità di personale non dirigenziale, dipendenti di pubbliche amministrazioni centrali e degli enti territoriali, previa intesa con questi ultimi, in possesso delle competenze e dei requisiti di professionalità richiesti dal Commissario straordinario per l'espletamento delle proprie funzioni, con esclusione del personale docente educativo e amministrativo tecnico ausiliario delle istituzioni scolastiche. Detto personale è posto, ai sensi dell'art. 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, in posizione di comando, distacco o fuori ruolo o altro analogo istituto previsto dai rispettivi ordinamenti, conservando lo stato giuridico e il trattamento economico fondamentale dell'amministrazione di appartenenza, che resta a carico della medesima. Al personale non dirigenziale della struttura è riconosciuto il trattamento economico accessorio, vi compresa l'indennità di amministrazione, del personale non dirigenziale del comparto della Presidenza del Consiglio dei ministri. Al dirigente di livello dirigenziale generale sono riconosciute la retribuzione di posizione in misura equivalente a quella massima attribuita ai coordinatori di uffici interni ai Dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché un'indennità sostitutiva della retribuzione di risultato, determinata con provvedimento del Commissario straordinario, di importo non superiore al 50 per cento della retribuzione di posizione. Ai dirigenti di livello dirigenziale non generale della struttura sono riconosciute la retribuzione di posizione in misura equivalente ai valori economici massimi attribuiti ai dirigenti di livello non generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché un'indennità sostitutiva della retribuzione di risultato, determinata con provvedimento del Commissario straordinario, di importo non superiore al 50 per cento della retribuzione di posizione. Gli oneri relativi al trattamento economico accessorio sono a carico esclusivo della contabilità speciale intestata al Commissario straordinario. Nell'ambito del menzionato contingente di personale non dirigenziale possono essere anche nominati fino ad un massimo di cinque esperti o consulenti, scelti anche tra soggetti estranei alla pubblica amministrazione e anche in deroga a quanto previsto dall'art. 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e dall'art. 5, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, il cui compenso è definito con provvedimento del Commissario straordinario. La struttura cessa alla scadenza dell'incarico del Commissario straordinario. Agli oneri di cui al presente comma e di cui al comma 4 provvede il Commissario nel limite delle risorse disponibili nella contabilità speciale di cui al comma 8. A tal fine è autorizzata la spesa di 1,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, e ai relativi oneri si provvede ai sensi dell'art. 45.

3. Per le attività urgenti di progettazione degli interventi, per le procedure di affidamento dei lavori, per le attività di direzione dei lavori e di collaudo, nonché per ogni altra attività di carattere tecnico amministrativo connessa alla progettazione, all'affidamento e all'esecuzione di lavori, servizi e forniture, il Commissario straordinario può avvalersi, anche in qualità di soggetti attuatori, previa intesa con gli enti territoriali interessati, delle strutture e degli uffici della Regione Liguria, degli uffici tecnici e amministrativi del Comune di Genova, dei Provveditorati interregionali alle opere pubbliche, di ANAS s.p.a., delle Autorità di distretto, nonché, mediante convenzione, dei concessionari di servizi pubblici e delle società a partecipazione pubblica o a controllo pubblico.

4. Il Commissario straordinario può nominare, con proprio provvedimento, in aggiunta al contingente di venti unità, fino a due sub-commissari, il cui compenso è determinato in misura non superiore a quella indicata all'art. 15, comma 3, del decreto-legge n. 98 del 2011. L'incarico di sub-commissario ha durata massima di 12 mesi e può essere rinnovato.

5. Per la demolizione, la rimozione, lo smaltimento e il conferimento in discarica dei materiali di risulta, nonché per la progettazione, l'affidamento e la ricostruzione dell'infrastruttura e il ripristino del connesso sistema viario, il Commissario straordinario opera in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nonché dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea. Con decreto del Ministro dell'interno, da adottare entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono individuate speciali misure amministrative di semplificazione per il rilascio della documentazione antimafia, anche in deroga alle relative norme. Per le occupazioni di urgenza e per le espropriazioni delle aree occorrenti per l'esecuzione degli interventi di cui al primo periodo, il Commissario straordinario, adottato il relativo decreto, provvede alla redazione dello stato di consistenza e del verbale di immissione in possesso dei suoli anche con la sola presenza di due rappresentanti della Regione o degli enti territoriali interessati, prescindendo da ogni altro adempimento. Anche nelle more dell'adozione del decreto di cui al terzo periodo, il Commissario straordinario dispone l'immediata immissione nel possesso delle aree, da lui stesso individuate e perimetrate, necessarie per l'esecuzione dei lavori, autorizzando ove necessario anche l'accesso per accertamenti preventivi a favore delle imprese chiamate a svolgere le attività di cui al presente comma, con salvezza dei diritti dei terzi da far valere in separata sede e comunque senza che ciò possa ritardare l'immediato rilascio di dette aree da parte dei terzi.

6. Il concessionario del tratto autostradale alla data dell'evento, tenuto, in quanto responsabile del mantenimento in assoluta sicurezza e funzionalità dell'infrastruttura concessa ovvero in quanto responsabile dell'evento, a far fronte alle spese di ricostruzione dell'infrastruttura e di ripristino del connesso sistema viario, entro trenta giorni dalla richiesta del Commissario straordinario, versa sulla contabilità speciale di cui al comma 8 le somme necessarie al predetto ripristino ed alle altre attività connesse di cui al comma 5, nell'importo provvisoriamente determinato dal Commissario medesimo salvo conguagli, impregiudicato ogni accertamento sulla responsabilità dell'evento e sul titolo in base al quale sia tenuto a sostenere i costi di ripristino della viabilità. Nella determinazione di detto importo, il Commissario straordinario comprende tutti gli oneri che risultano necessari al predetto ripristino, ivi inclusi quelli di cui all'art. 1-bis. In caso di omesso versamento nel termine, il Commissario straordinario può individuare, omessa ogni formalità non essenziale alla valutazione delle manifestazioni di disponibilità comunque pervenute, un soggetto pubblico o privato che anticipi le somme necessarie alla integrale realizzazione delle opere, a fronte della cessione pro solvendo della pertinente quota dei crediti dello Stato nei confronti del concessionario alla data dell'evento, potendo remunerare tale anticipazione ad un tasso annuo non superiore al tasso di rendimento dei buoni del tesoro decennali maggiorato di 1,5 punti percentuali. Per assicurare il celere avvio delle attività del Commissario, in caso di mancato o ritardato versamento da parte del Concessionario, a garanzia dell'immediata attivazione del meccanismo di anticipazione è autorizzata la spesa di 30 milioni di euro annui dall'anno 2018 all'anno 2029. Agli oneri di cui al presente comma, si provvede: quanto a 30 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2018 al 2029 mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'art. 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205; ai fini della compensazione in termini di fabbisogno e indebitamento netto, quanto a 40 milioni di euro per l'anno 2018 e 120 milioni di euro per l'anno 2019, mediante corrispondente riduzione del medesimo Fondo di cui all'art. 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 e quanto a 20 milioni di euro per l'anno 2018, 40 milioni di euro per l'anno 2019, 20 milioni di euro per l'anno 2020, mediante corrispondente utilizzo del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all'art. 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189. All'atto del versamento da parte del Concessionario delle somme necessarie per gli interventi di cui al primo periodo del presente comma, il Fondo di cui all'art. 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, è corrispondentemente reintegrato, anche mediante versamento all'entrata del bilancio dello Stato da parte del Commissario. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

7. Il Commissario straordinario affida, ai sensi dell'art. 32 della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, la realizzazione delle attività concernenti il ripristino del sistema viario, nonché quelle connesse, ad uno o più operatori economici diversi dal concessionario del tratto autostradale alla data dell'evento e da società o da soggetti da quest'ultimo controllati o, comunque, ad esso collegati, anche al fine di evitare un ulteriore indebito vantaggio competitivo nel sistema delle concessioni autostradali e, comunque, giacche' non può escludersi che detto concessionario sia responsabile, in relazione all'evento, di grave inadempimento del rapporto concessorio. L'aggiudicatario costituisce, ai fini della realizzazione delle predette attività, una struttura giuridica con patrimonio e contabilità separati.

8. Per la realizzazione degli interventi urgenti di cui al presente articolo, è autorizzata l'apertura di apposita contabilità speciale intestata al Commissario straordinario, sulla quale confluiscono le risorse pubbliche all'uopo destinate nonché quelle tempestivamente messe a disposizione dal soggetto concessionario al momento dell'evento.

8-bis. Il Commissario straordinario, nell'esercizio delle funzioni attribuite dal presente decreto, può avvalersi e può stipulare convenzioni con le strutture operative e i soggetti concorrenti di cui all'art. 4, comma 2, del codice della protezione civile, di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1.

8-ter. Agli atti del Commissario straordinario si applicano, ove compatibili, le disposizioni di cui all'art. 36 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229.

Art. 1 bis

Misure per la tutela del diritto all'abitazione

1.Al fine di accelerare le operazioni di ricostruzione dell'infrastruttura crollata a seguito dell'evento, che costituisce opera di pubblica utilità, il Commissario straordinario, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, può stipulare con i proprietari e con gli usufruttuari delle unità immobiliari oggetto delle ordinanze di sgombero del sindaco della città di Genova, con gli effetti di cui all'art. 45, comma 3, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, l'atto di cessione del bene o del diritto reale. Scaduto tale termine, provvede alle conseguenti espropriazioni. A tal fine emana il decreto di esproprio sulla base delle risultanze della documentazione catastale e procede all'immediata redazione del verbale di immissione in possesso ai sensi dell'art. 24 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 327 del 2001.Il Commissario straordinario non subentra nei rapporti passivi gravanti sui proprietari a favore di istituti finanziari, ne' acquisisce alcun gravame sull'unità immobiliare ceduta.

2. Ai pieni proprietari che hanno stipulato gli atti di cessione sono corrisposte, nel termine di trenta giorni dalla trascrizione degli stessi, l'indennità quantificata in complessivi euro 2.025,50 per metro quadrato, che tiene conto del valore venale dell'immobile, delle spese per l'acquisto degli arredi e di ogni altra spesa accessoria per la ricollocazione  abitativa, nonché, per ciascuna unità immobiliare, l'indennità di cui alla legge della regione Liguria 3 dicembre 2007, n. 39, che disciplina i Programmi regionali di intervento strategico (PRIS), pari a euro 45.000, e l'indennità per l'improvviso sgombero, pari a euro 36.000.

3. Agli usufruttuari è corrisposta, nel termine di cui al comma 2, la quota delle indennità di cui al medesimo comma 2 calcolata utilizzando i coefficienti di cui al decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 20 dicembre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 28 dicembre 2017, con corrispondente diminuzione della quota liquidata al nudo proprietario.

4. Le indennità sono diminuite del 10 per cento in favore dei soggetti espropriati che non hanno stipulato gli atti di cessione volontaria e sono corrisposte entro trenta giorni dalla redazione del verbale di immissione.

5.Il concessionario del tratto autostradale alla data dell'evento provvede a corrispondere ai proprietari e agli usufruttuari le indennità di cui ai commi 2, 3 e 4 nei termini ivi previsti. In caso di omesso versamento nel termine, il Commissario straordinario provvede in via sostitutiva e in danno del concessionario medesimo.

6.All'esito delle operazioni di ricostruzione, l'eventuale retrocessione totale o parziale dei fondi espropriati è pronunciata a titolo gratuito a favore del comune di Genova e su richiesta dello stesso.

 

Art. 1 ter

Interventi di messa in sicurezza e gestione delle tratte autostradali

1. Per l'esecuzione delle attività di cui all'art. 1, il Commissario straordinario individua i tronchi autostradali funzionalmente connessi al viadotto del Polcevera dell'autostrada A10 sul cui esercizio interferisce la realizzazione degli interventi di ricostruzione dell'infrastruttura conseguente all'evento. A tal fine le relative tratte delle autostrade A7 e A10 sono immediatamente consegnate dal concessionario al Commissario straordinario.

2. Le concessionarie autostradali provvedono, con carattere di priorità rispetto ad ogni altro intervento programmato, ad intraprendere le occorrenti attività di verifica e messa in sicurezza di tutte le infrastrutture viarie oggetto di atti convenzionali, con particolare riguardo ai ponti, viadotti e cavalcavia.

3. Fermo restando l'obbligo, per le concessionarie, di adottare ogni occorrente iniziativa a tutela della pubblica incolumità e della sicurezza delle infrastrutture, ivi comprese misure di limitazione o sospensione del traffico veicolare, le attività di cui al comma 2, da concludere entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono condotte dalle concessionarie sotto la vigilanza dell'Agenzia di cui all'art. 12 e rimangono ad esclusivo carico delle concessionarie stesse senza possibilità di imputazione alle tariffe autostradali e senza alcuna corrispondente revisione del piano economico finanziario.

 

Art. 2

Disposizioni concernenti il personale degli enti territoriali

 

1. Per far fronte alle necessità conseguenti all'evento, la Regione Liguria, gli enti del settore regionale allargato, con esclusione degli enti del Servizio sanitario nazionale, la Città metropolitana di Genova, il Comune di Genova e le società controllate dalle predette amministrazioni territoriali nonché la camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Genova, previa autorizzazione del Commissario delegato per l'emergenza nominato con ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 539 del 20 agosto 2018, possono assumere, complessivamente per gli anni 2018 e 2019 con contratti di lavoro a tempo determinato, ulteriori unità di personale con funzioni di protezione civile, polizia locale e di supporto all'emergenza, fino a 300 unità, in deroga ai vincoli di contenimento della spesa di personale previsti dalla normativa vigente ed in particolare dall'art. 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e dall'art. 1, commi 557 e 562, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

2. Per le finalità di cui al comma 1, gli enti ivi indicati possono provvedere con risorse proprie disponibili, d'intesa con il Commissario delegato. Il Commissario medesimo provvede altresì con propri provvedimenti al riparto, tra gli enti di cui al comma 1, delle unità di personale e delle risorse nel limite complessivo di spesa di euro 3.500.000 per l'anno 2018 e di euro 10.000.000 per l'anno 2019. Agli oneri derivanti dal presente comma  il Commissario delegato provvede a valere sulle risorse disponibili sulla contabilità speciale per l'emergenza.

3. Le assunzioni sono effettuate con facoltà di attingere dalle graduatorie vigenti, anche di altre amministrazioni, formate anche per assunzioni a tempo indeterminato, per profili professionali compatibili con le esigenze. Qualora nelle graduatorie suddette non risulti individuabile personale del profilo professionale richiesto, i soggetti di cui al comma 1 possono procedere all'assunzione previa selezione pubblica, anche per soli titoli, sulla base di criteri di pubblicità, trasparenza e imparzialità, anche semplificati.

3-bis. Per le finalità di cui al comma 1, l'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale è autorizzata ad assumere, per gli anni 2018 e 2019, con contratti di lavoro a tempo determinato, venti unità di personale con funzioni di supporto operativo e logistico all'emergenza, con imputazione dei relativi oneri a valere sulle risorse del bilancio dell'Autorità medesima. Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all'art. 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, è ridotto di euro 500.000 per l'anno 2018 e di euro 500.000 per l'anno 2019.

4. La contabilità speciale di cui all'ordinanza n. 539 del 20 agosto 2018, intestata al Commissario delegato per l'emergenza dell'evento determinatosi il 14 agosto 2018, è integrata di 9 milioni di euro per l'anno 2018 e 11 milioni di euro per l'anno 2019. Al relativo onere si provvede mediante utilizzo del Fondo per le emergenze nazionali di cui all'art. 44 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1. Le predette risorse sono trasferite direttamente alla contabilità speciale intestata al Commissario delegato.

4-bis. Eventuali economie derivanti dall'utilizzo delle risorse di cui al presente articolo possono essere utilizzate, ad integrazione del piano degli interventi del Commissario delegato, per le finalità di cui all'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 539 del 20 agosto 2018, comprese le attività di recupero dei beni dagli immobili oggetto di ordinanze di sgombero adottate a seguito dell'evento.

 

Art. 3

Misure in materia fiscale 

1.I redditi dei fabbricati, oggetto di ordinanze sindacali di sgombero adottate a seguito dell'evento, a decorrere dall'anno d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e dell'imposta sul reddito delle società fino al 31 dicembre 2020. I fabbricati di cui al primo periodo sono, altresì, esenti dall'applicazione dell'imposta municipale propria, di cui all'art. 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e dal tributo per i servizi indivisibili di cui all'art. 1, comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, a decorrere dalla prima rata in scadenza successiva all'evento e fino al 31 dicembre 2020. Con decreto del Ministro dell'interno e del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 31 dicembre 2018, sono stabiliti i criteri e le modalità per il rimborso al Comune di Genova del minor gettito connesso all'esenzione di cui al precedente periodo.

2. Per i soggetti privati, proprietario titolari di diritti di godimento o residenti o domiciliati o che hanno sede o unità locali in immobili che abbiano subito danni direttamente conseguenti all'evento, verificati con perizia asseverata, i contributi, gli indennizzi e i risarcimenti connessi al crollo, di qualsiasi natura e indipendentemente dalle modalità di fruizione e contabilizzazione, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive per le persone fisiche e giuridiche. Per i soggetti che svolgono attività economica, le agevolazioni di cui al presente comma sono concesse ai sensi e nei limiti del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis», del regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione, del 18  dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis» nel settore agricolo e del regolamento (UE) n. 717/2014 della Commissione, del 27  giugno 2014, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis» nel settore della pesca e dell'acquacoltura.

3. Le persone fisiche proprietarie o titolari di diritti di godimento sugli immobili di cui ai commi 1 e 2 ovvero negli stessi residenti o domiciliate e le persone fisiche o giuridiche che hanno sede legale o operativa negli stessi immobili, sono esentate dal pagamento dell'imposta di bollo e dell'imposta di registro per le istanze, i contratti e i documenti presentati alla pubblica amministrazione fino al 31 dicembre 2020 in conseguenza dell'evento.

4. Fatto salvo l'adempimento degli obblighi dichiarativi di legge, non sono soggetti, a far data dal 14 agosto  2018, all'imposta  di successione, ne' alle imposte e tasse  ipotecarie  e  catastali,  ne' all'imposta di bollo, gli immobili demoliti o dichiarati inagibili  a seguito dell'evento.

5. I termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti di cui agli articoli 29 e 30 del  decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.  122,  nonché  per  le attività  esecutive da parte  degli  agenti  della  riscossione  e  i termini di prescrizione e decadenza relativi all'attività degli enti creditori, ivi  compresi  quelli  degli  enti  locali,  destinate  ai soggetti residenti o che hanno sede o unità locali negli immobili di cui ai commi 1 e 2, sono sospesi  dal  14  agosto  2018  fino  al  31 dicembre 2019.

5-bis. Le autorità di regolazione di cui all'art. 48, comma 2, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15  dicembre  2016,  n.  229,  con  propri  provvedimenti adottati entro trenta giorni dalla data di entrata  in  vigore della legge  di  conversione  del  presente  decreto,   possono   prevedere esenzioni dal pagamento delle forniture di  energia  elettrica,  gas, acqua e telefonia, comprensive sia degli oneri  generali  di  sistema che  degli  eventuali  consumi,  per  il  periodo  intercorrente  tra l'ordinanza di inagibilità o l'ordinanza sindacale di sgombero e  la revoca  delle  medesime,  individuando  anche  le  modalità  per  la copertura delle esenzioni  stesse  attraverso  specifiche  componenti tariffarie, facendo ricorso,  ove  opportuno,  a  strumenti  di  tipo perequativo.

6. Agli oneri di cui al presente articolo si  provvede  ai  sensi dell'art. 45.

 

Art. 4

Sostegno a favore delle imprese danneggiate  in conseguenza dell'evento

1.Alle imprese e ai liberi professionisti aventi sede  operativa all'interno della zona delimitata con le ordinanze  del  sindaco  del comune di Genova n. 282 del 14 agosto 2018,  n.  307  del  26  agosto 2018, n. 310 del 30 agosto 2018 e n. 314 del 7 settembre 2018  e  con provvedimento ricognitivo del Commissario straordinario, da  adottare entro il 31 dicembre 2018, che nel periodo dal 14  agosto  2018  alla data di entrata in  vigore  del  presente  decreto  hanno  subito  un decremento   del   fatturato   rispetto   al   valore   mediano   del corrispondente periodo del triennio  2015-2017,  è  riconosciuta,  a domanda, una somma fino al 100 per cento del predetto decremento, nel limite massimo di euro  200.000.  Il  decremento  di  fatturato  può  essere dimostrato mediante dichiarazione  dell'interessato  ai  sensi dell'art. 46 del testo unico di cui al decreto del  Presidente  della Repubblica 28  dicembre  2000,  n.  445,  accompagnata  dall'estratto autentico delle pertinenti scritture contabili attinenti  ai  periodi di riferimento.

2. I criteri e le modalità per  l'erogazione  delle  somme,  nel limite complessivo di euro 10 milioni per l'anno 2018, sono stabiliti dal Commissario delegato di cui all'art. 1  dell'ordinanza  del  Capo del Dipartimento della protezione civile n. 539 del 20  agosto  2018, che provvede a valere sulle risorse  disponibili  sulla  contabilità speciale per l'emergenza, che è all'uopo integrata, per la somma  di euro 5 milioni, con le risorse del Fondo sociale  per  occupazione e formazione,  di  cui  all'art.  18,  comma   1,  lettera  a),  del decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

 

Art. 4 bis

Sostegno a favore degli operatori economici danneggiati in conseguenza dell'evento 

1. Al fine  di  accelerare   le   operazioni   di   ricostruzione dell'infrastruttura crollata a seguito dell'evento e per ristorare  i danni subiti dagli immobili  che  ospitano  le  imprese  aventi  sede operativa nella zona  delimitata  con  l'ordinanza  del  sindaco  del comune di Genova n. 314  del  7  settembre  2018  e  destinatarie  di ordinanze sindacali di sgombero, il Commissario straordinario,  entro trenta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di conversione del presente decreto, può stipulare  con  i  proprietari delle predette unità immobiliari, con gli effetti  di  cui  all'art. 45, comma 3, del testo unico di cui al decreto del  Presidente  della Repubblica  8  giugno  2001,  n.  327,  l'atto  di   cessione   della proprietà.  Scaduto  tale  termine,  il  Commissario  provvede  alle conseguenti espropriazioni. A tal fine emana il decreto di  esproprio sulla base delle risultanze della documentazione catastale e  procede all'immediata redazione del verbale  di  immissione  in  possesso  ai sensi dell'art. 24 del citato testo  unico  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica n.  327  del  2001.  Il  Commissario  non subentra nei rapporti passivi gravanti sui proprietari  a  favore  di istituti  finanziari,  ne'  acquisisce  alcun   gravame  sull'unita' immobiliare ceduta.

2. Ai proprietari che hanno stipulato gli  atti  di  cessione  è corrisposta, nel termine di trenta giorni  dalla  trascrizione  degli stessi, l'indennità quantificata in complessivi euro 1.300 per metro quadrato per le aree coperte e in euro 325 per le aree scoperte,  che tiene conto del valore venale dell'immobile.

3. Le indennità sono diminuite del 10 per cento  in  favore  dei soggetti espropriati che non hanno stipulato  gli  atti  di  cessione volontaria e sono corrisposte entro trenta giorni dalla redazione del verbale di immissione.

4. Il concessionario del tratto autostradale alla data dell'evento provvede a corrispondere  ai  proprietari  e  agli  usufruttuari  le indennità  di cui ai commi 2, 3 e 6 nei termini ivi previsti. In caso di  omesso  versamento  nel  termine,  il  Commissario  straordinario provvede in via sostitutiva e in danno del concessionario medesimo.

5. All'esito delle  operazioni  di   ricostruzione,   l'eventuale retrocessione totale o parziale dei fondi espropriati è  pronunciata a titolo gratuito a favore del comune di Genova e su richiesta  dello stesso.

6. Per assicurare  la  ripresa  delle  attività  economiche   in condizioni di sicurezza per i lavoratori,  alle  imprese  di  cui  al comma 1 è corrisposta un'indennità per ristorare la  perdita  delle attrezzature, dei macchinari e  dei  materiali  aziendali  ovvero  la spesa per il loro  recupero  e  trasferimento  all'interno  dell'area metropolitana  di  Genova   o,   per   motivate   ragioni   tecniche, organizzative   o   produttive,   nelle   province   limitrofe.    Il concessionario,  ovvero   il   Commissario   straordinario   in   via sostitutiva,  provvede  al  pagamento  dell'indennità  entro  trenta giorni dal deposito di una perizia giurata che attesti l'entità e la congruità della spesa, anche tenuto  conto  dei  valori  residui  di ammortamento.

7. Le indennità di cui al presente articolo sono riconosciute al netto dell'indennizzo assicurativo  o  del risarcimento  erogato  da altri soggetti pubblici o privati, nonché delle  altre  agevolazioni pubbliche eventualmente percepite dall'interessato  per  le  medesime finalità del presente articolo.

8. Il Commissario  straordinario  provvede  all'attuazione  degli interventi di cui al  presente  articolo  nei  limiti  delle  risorse disponibili di cui al comma 9.

9. La contabilità speciale  di  cui  all'art.  1,  comma  8,  è incrementata di 35 milioni di euro per l'anno 2018. Ai relativi oneri si provvede:

  1. quanto a 25 milioni di euro per il pagamento  dell'indennità di cui al comma 6, mediante il trasferimento da  parte  dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni  sul  lavoro  alla predetta contabilità speciale di  quota  parte  delle  risorse  già programmate  nel  bilancio  2018  dello  stesso   Istituto   per   il finanziamento di progetti di cui all'art. 11, comma  5,  del  decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (bando ISI 2018);
  2. quanto a 10 milioni di euro per l'avvio del pagamento  delle indennità  di  cui  ai  commi  2  e  3,  nelle  more  della  puntuale quantificazione  del  fabbisogno,  a  valere  sulle  risorse  di  cui all'art. 45.

10. Il Ministro dell'economia e delle finanze è  autorizzato  ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

 

Art. 4 ter 

 Sostegno al reddito dei lavoratori

 

1. E' concessa, ai sensi  del  comma  3,  un'indennità   pari  al trattamento  massimo  di  integrazione  salariale,  con  la  relativa contribuzione figurativa, a decorrere dal  14  agosto  2018,  per  un massimo di dodici mesi, in favore dei lavoratori del settore privato, compreso quello agricolo, impossibilitati o  penalizzati  a  prestare l'attività  lavorativa, in tutto o in parte, a seguito del crollo del ponte Morandi, dipendenti da aziende, o  da  soggetti  diversi  dalle imprese,  operanti   nelle   aree   del   territorio   della   città metropolitana di Genova individuate con provvedimento del Commissario delegato, sentiti la regione Liguria e il comune di Genova, che hanno subito un impatto economico  negativo  e  per  i  quali  non  trovano applicazione le vigenti disposizioni  in  materia  di  ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro o  che  hanno  esaurito  le tutele previste dalla normativa vigente.

2. In favore dei titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di agenzia  e  di  rappresentanza  commerciale,  dei lavoratori autonomi, ivi compresi i titolari di attività di  impresa e  professionali,  iscritti  a  qualsiasi   forma   obbligatoria   di previdenza e assistenza, che abbiano dovuto sospendere l'attività  a causa dell'evento di cui al comma 1, è riconosciuta,  ai  sensi  del comma 3, un'indennità una tantum pari a 15.000  euro,  nel  rispetto della normativa dell'Unione europea e nazionale in materia  di  aiuti di Stato.

3. Le indennità di cui ai commi 1 e 2 sono concesse  con  decreto della regione Liguria, nel limite di spesa complessivo di 11  milioni di euro per l'anno 2018 e di 19 milioni di euro per l'anno  2019.  La regione, insieme al  decreto  di  concessione,  invia  la  lista  dei beneficiari all'Istituto nazionale della previdenza  sociale  (INPS), che  provvede  all'erogazione  delle  indennità.  Le  domande   sono presentate  alla  regione,  che   le   istruisce   secondo   l'ordine cronologico  di  presentazione  delle  stesse.  L'INPS  provvede   al monitoraggio del rispetto del limite di spesa, con le risorse  umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e  senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza  pubblica,  fornendo  i risultati dell'attività di monitoraggio al Ministero  del  lavoro  e delle politiche sociali, al Ministero dell'economia e delle finanze e alla regione Liguria.

4. L'onere derivante dal presente articolo, pari a 11 milioni  di euro per l'anno 2018 e a 19 milioni di euro per l'anno 2019, è posto a carico del Fondo sociale  per  occupazione  e  formazione,  di  cui all'art. 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28  gennaio  2009, n. 2.

 

Art. 5

Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale, di autotrasporto e viabilità 

1. Al fine di garantire, in via d'urgenza, idonee misure a sostegno del trasporto pubblico locale, favorendo strutturalmente la mobilità cittadina e regionale, sono stanziate a favore della Regione Liguria risorse straordinarie nella misura di 500.000 euro per l'anno 2018 e 23.000.000 di euro per il 2019  da  destinare  al  finanziamento  dei servizi  di  trasporto  aggiuntivi  per  fronteggiare  le  criticità  trasportistiche conseguenti  all'evento,  per  l'efficientamento  dei servizi di  trasporto  pubblico  regionale  e  locale  già  attivati nonché   per  garantire  l'integrazione  tariffaria  tra  le  diverse modalità  di trasporto nel territorio della città  metropolitana  di Genova. Al riparto delle risorse tra le suddette  finalità  provvede la Regione con proprio provvedimento. Ai relativi oneri  si  provvede quanto a euro 500.000 per l'anno 2018 ai sensi dell'art. 45 e  quanto a   euro   23   milioni   per   l'anno   2019   mediante    riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'art.  1,  comma  1230,  della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

2. Al fine di assicurare  servizi  di  trasporto  aggiuntivi  per fronteggiare le criticità  trasportistiche  conseguenti  all'evento, sono attribuite alla  Regione  Liguria  risorse  straordinarie  nella misura di euro 20.000.000 per l'anno 2019 per il  rinnovo  del  parco mezzi utilizzati nella città metropolitana di Genova, con  priorità  per i mezzi a propulsione elettrica, ibrida e a idrogeno. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di  cui all'art. 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

3. Al fine di consentire il ristoro delle maggiori spese affrontate dagli autotrasportatori in conseguenza dell'evento consistenti nella forzata percorrenza di tratti  autostradali  e  stradali  aggiuntivi rispetto  ai  normali  percorsi  e   nelle   difficoltà   logistiche dipendenti dall'ingresso e dall'uscita delle aree urbane e  portuali, è autorizzata la spesa di 20 milioni di euro per  l'anno  2018,  che sono trasferiti direttamente alla contabilità speciale intestata  al Commissario delegato. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Commissario delegato,  da  adottarsi  entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definiti le tipologie di spesa  ammesse  a  ristoro,  nonché  i criteri  e   le   modalità  per   l'erogazione   a   favore   degli autotrasportatori delle risorse di cui  al  periodo  precedente,  nei limiti delle disponibilità. Agli oneri derivanti dal presente  comma si provvede ai sensi dell'art. 45.

3-bis. Al fine di garantire la realizzazione, da parte  del  comune di Genova d'intesa con il Commissario delegato, di  opere  viarie  di collegamento o comunque inerenti alla mobilità, come individuate nel piano strategico della mobilità genovese, sono attribuite al  comune di Genova risorse straordinarie nella misura di 5 milioni di euro per l'anno 2018. Al relativo onere per l'anno 2018 si  provvede  mediante corrispondente riduzione del Fondo di  cui  all'art.  1,  comma  200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

3-ter.  Al  fine  di  garantire  idonee  misure  a  sostegno  della mobilità sostenibile,  anche  attraverso  l'individuazione  di  aree utilizzabili quali parcheggi di interscambio, può  essere  concessa, per la durata di trenta anni, a favore del comune di  Genova,  l'area demaniale marittima compresa tra il rio Branega e il rio San Michele, conosciuta come «fascia di rispetto  di  Pra'».  Dall'attuazione  del presente comma non devono derivare nuovi  o  maggiori  oneri  per  la finanza pubblica.

4. Per la Regione Liguria, il termine del 30 settembre 2017, di cui all'art. 27, comma 2, lettera d), del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017,  n. 96, è differito al 31 dicembre 2019.

5 Per le  infrastrutture  viarie  individuate  dal   Commissario delegato  quali  itinerari  di  viabilità  alternativa   a   seguito dell'evento, lo  stesso  Commissario  può  autorizzare  le  stazioni appaltanti ad operare varianti, in corso  di  esecuzione,  funzionali all'accelerazione   degli   interventi   necessari   al   superamento dell'emergenza, in deroga  all'art.  106  del  codice  dei  contratti pubblici, di cui al  decreto  legislativo  18  aprile  2016,  n.  50, all'art. 132 del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163,  e   alle   corrispondenti   disposizioni   previgenti   ove applicabili, nei limiti delle  risorse  disponibili  e  nel  rispetto della normativa europea.

 

Art. 6

Ottimizzazione dei flussi veicolari logistici nel porto di Genova

 

1. A decorrere dalla data  di  entrata  in  vigore  del  presente decreto,  il  Ministero  delle   infrastrutture   e   dei   trasporti sovraintende alla progettazione e alla realizzazione,  con  carattere di  urgenza,  di  infrastrutture  ad  alta  automazione,  di  sistemi informatici  e  delle  relative  opere   accessorie   per   garantire l'ottimizzazione dei flussi veicolari  logistici  in  ingresso  e  in uscita dal porto di Genova, ivi compresa la realizzazione  del  varco di ingresso di Ponente. Per l'esecuzione delle suddette attivita'  il Ministero delle infrastrutture e  dei  trasporti  esercita  i  poteri necessari, anche di natura espropriativa per pubblica  utilità,  per l'immediata realizzazione del sistema informatico  e  delle  relative infrastrutture accessorie. Sono fatte salve le competenze  attribuite all'Agenzia  delle  dogane  e  dei  monopoli.  Per  l'attuazione  del presente comma è autorizzata la spesa  di  8  milioni  di  euro  per l'anno 2018, 15 milioni di euro per l'anno 2019 e 7 milioni  di  euro per il 2020 cui si provvede  mediante  corrispondente  riduzione  del Fondo di cui all'art. 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

2. Per far fronte alle esigenze di carattere operativo e logistico in ambito portuale derivanti dall'evento, alla Direzione marittima Capitaneria di porto di Genova è assegnata la somma di euro 375.000 per l'anno 2018 e euro 875.000 per l'anno 2019 per provvedere, in via d'urgenza, all'impiego del personale proveniente dagli altri  comandi periferici del Corpo delle capitanerie di porto secondo il  principio di  prossimità,  all'acquisto  dei  mezzi  ritenuti  necessari   per ottimizzare i flussi di traffico portuale e all'efficientamento delle strutture logistiche presenti in ambito portuale. Ai relativi  oneri, pari ad euro 375.000 per l'anno 2018 e ad  euro  875.000  per  l'anno 2019,  provvede  il  Commissario  delegato  a  valere  sulle  risorse disponibili sulla contabilità speciale per l'emergenza.

 

Art. 6 bis

 Assunzioni di personale presso l'Agenzia delle dogane e dei monopoli

1. Al fine di preservare la capacità ricettiva del bacino portuale e aeroportuale di Genova e di ottimizzare i relativi flussi veicolari e logistici, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli è autorizzata ad assumere con contratti di lavoro a tempo  indeterminato,  nel  corso dell'anno 2019, 40 unità di  personale  da  inquadrare  nella  prima fascia retributiva della terza area  e  20  unità  di  personale  da inquadrare nella terza fascia  retributiva  della  seconda  area,  da adibire ad attività di controllo, anche per consentire, ove occorra, l'estensione dell'orario di apertura degli uffici doganali  ai  sensi del comma 4.

2. Le assunzioni di cui al comma 1 sono effettuate attingendo dalle graduatorie vigenti dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli  e  di altre amministrazioni, per profili professionali compatibili  con  le esigenze dell'Agenzia medesima. Qualora  nelle  suddette  graduatorie non risulti individuabile personale compatibile  con  tali  esigenze, l'Agenzia può procedere all'assunzione  previa  selezione  pubblica, per  titoli  ed  esami,  sulla  base  di  criteri   di   pubblicità, trasparenza e imparzialità, anche semplificati, anche  in  deroga  a quanto previsto dagli articoli 30 e 34-bis del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165,  e  dall'art.  4,   comma   3-quinquies,   del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con  modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125.

3. Le assunzioni di cui al comma 1 sono  effettuate  dall'Agenzia delle dogane e  dei  monopoli  a  valere  sulle  ordinarie  capacità assunzionali connesse  alle  cessazioni  registrate  nell'anno  2018. L'Agenzia, entro trenta giorni dall'assunzione del personale  di  cui al comma 1, trasmette alla Presidenza del Consiglio  dei  ministri  Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero  dell'economia  e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato  i dati concernenti il personale assunto e la spesa annua lorda a regime effettivamente da sostenere.

4. Per lo svolgimento dei controlli e delle  formalità  inerenti alle merci che circolano nel bacino portuale e aeroportuale genovese, è consentita, su richiesta dell'Autorità di  sistema  portuale  del Mar Ligure occidentale, previa approvazione del competente  direttore regionale delle  dogane  e  dei  monopoli,  l'estensione  dell'orario ordinario di apertura  degli  uffici  doganali  in  deroga  a  quanto previsto dall'art. 1, comma 1, del  decreto  legislativo  8  novembre 1990, n. 374.  Dalle  disposizioni  del  presente  comma  non  devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

 

Art. 7

Zona logistica semplificata - Porto e Retroporto di Genova e relativo sistema di navettamento

 

1. Ai fini del superamento dell'emergenza conseguente all'evento e per favorire  la  ripresa  delle   attività   economiche   colpite, direttamente o indirettamente, dall'evento, è  istituita,  ai  sensi dell'art. 1, comma 62, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, la «Zona Logistica Semplificata - Porto e Retroporto di Genova» comprendente i territori portuali e retroportuali  del  Comune  di  Genova,  fino  a includere i retroporti di Rivalta Scrivia, Arquata Scrivia, Novi  San Bovo, Alessandria, Piacenza,  Castellazzo  Bormida,  Ovada  Belforte, Dinazzano, Milano Smistamento, Melzo e Vado Ligure.

1-bis. Il Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti  provvede all'eventuale integrazione dei siti retroportuali indicati  al  comma 1.

2. Alle imprese che operano nella Zona Logistica  Semplificata  -Porto e Retroporto di Genova si applicano le  procedure  semplificate di cui all'art. 5, comma 1, lettera a), del decreto-legge  20  giugno 2017, n. 91, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  3  agosto 2017, n. 123.

2-bis. Al fine di sostenere  il  trasferimento  di  una  quota  del trasporto di merci su strada ad altre modalità  di  trasporto,  alle imprese che hanno sede nell'ambito dello  Spazio  economico  europeo, costituite in forma di società di capitali, ivi comprese le società cooperative, e agli utenti di servizi di  trasporto  ferroviario  che commissionino o abbiano commissionato, a far data dal 15 agosto 2018, servizi di trasporto combinato o trasbordato con  treni  completi  in arrivo e in partenza dal nodo  logistico  e  portuale  di  Genova  è concesso, per l'anno 2018, il contributo previsto dall'art. 1,  commi 648 e 649, della legge 28 dicembre 2015, n.  208,  fino  alla  misura doppia rispetto all'importo  stabilito  dal  regolamento  di  cui  al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti  14  luglio 2017, n. 125. Ai relativi oneri, nel limite di 5 milioni di euro  per l'anno  2018,   si   provvede   mediante   corrispondente   riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'art.  1,  comma  1230,  della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

2-ter.  Al  fine  di  garantire   l'operatività   portuale   anche attraverso l'organizzazione di  servizi  ferroviari  di  navettamento ovvero di treni completi, alternativi  al  trasporto  interamente  su strada, da e verso i retroporti di cui al comma 1, è  previsto,  per la durata di tredici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,  a  compensazione  dei  maggiori oneri connessi alla nuova organizzazione del trasporto, un contributo nel limite massimo di euro 4 per  treno/chilometro  in  favore  delle imprese utenti di servizi ferroviari e degli operatori del  trasporto combinato, come definiti, rispettivamente, dalle lettere g) e h)  del comma 1 dell'art. 1 del regolamento di cui al  decreto  del  Ministro delle infrastrutture e dei trasporti  14  luglio  2017,  n.  125.  Il contributo  non  è  cumulabile  con  altri  contributi  di  sostegno all'intermodalità ferroviaria previsti da altre  norme  vigenti.  Le modalità  per l'attribuzione del contributo sono definite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare  entro trenta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di conversione del presente decreto.

2-quater. Al fine di compensare i maggiori oneri delle attività di manovra derivanti, a parità di infrastrutture ferroviarie  portuali, dall'incremento  del  numero  dei  treni  completi  con   origine   e destinazione nel bacino di Genova Sampierdarena, è riconosciuto  al concessionario del servizio, per la durata di tredici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, un contributo nel limite  massimo  di  200  euro  per  ogni  tradotta giornaliera  movimentata  oltre  le  10  unità.  Le   modalità   di rendicontazione e di attribuzione del contributo  sono  definite  con decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della legge di conversione del presente decreto.

2-quinquies. Agli oneri derivanti dal  comma  2-ter,  pari  a  euro 800.000 per l'anno 2018 e a euro 2.400.000 per l'anno  2019,  e  agli oneri derivanti dal comma 2-quater, pari a euro  200.000  per  l'anno 2018 e a euro 600.000 per l'anno 2019, si  provvede  a  valere  sulle risorse del bilancio  dell'Autorità  di  sistema  portuale  del  Mar Ligure occidentale. Il  Fondo  per  la  compensazione  degli  effetti finanziari  non   previsti   a   legislazione   vigente   conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali,  di  cui  all'art.  6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n.  154,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, è ridotto  di  1 milione di euro per l'anno 2018 e di 3 milioni  di  euro  per  l'anno 2019.

2-sexies. I contributi di cui al presente  articolo  sono  concessi nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato.

 

Art. 8

Istituzione della zona franca urbana per il sostegno alle imprese colpite dall'evento

 

1. Nel territorio della Città metropolitana di Genova è istituita una zona franca urbana il cui ambito territoriale è  definito  con provvedimento del Commissario delegato, sentiti la Regione Liguria  e il Comune di Genova, secondo quanto previsto all'art. 1,  comma  340, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

2. Le imprese che hanno la sede principale o una  sede  operativa all'interno della zona franca di cui al comma 1, e che hanno subito a causa dell'evento una riduzione del fatturato almeno pari al  25  per cento nel periodo dal 14 agosto 2018 al 30 settembre  2018,  rispetto al valore mediano del corrispondente periodo del triennio  2015-2017, possono  richiedere,  ai  fini  della  prosecuzione   delle   proprie attività  nel  Comune  di  Genova,  le  seguenti  agevolazioni,   in alternativa ai benefici di cui agli articoli 3 e 4:

  1. esenzione dalle imposte sui redditi  del  reddito  derivante dall'attività d'impresa svolta nella zona franca di cui al  comma  1 fino a concorrenza, per ciascun periodo di imposta,  dell'importo  di euro  000  riferito  al  reddito  derivante   dallo   svolgimento dell'attività svolta dall'impresa nella zona franca;
  2. esenzione dall'imposta regionale sulle attività  produttive del  valore  della  produzione  netta  derivante  dallo   svolgimento dell'attività  svolta dall'impresa nella zona franca di cui al  comma 1, nel limite  di  euro  000  per  ciascun  periodo  di  imposta, riferito al valore della produzione netta;
  3. esenzione dalle imposte municipali proprie per gli  immobili siti nella zona franca di cui al comma 1, posseduti e utilizzati  dai soggetti di cui al presente articolo per  l'esercizio  dell'attività economica;
  4. esonero dal  versamento  dei  contributi   previdenziali   e assistenziali,  con  esclusione   dei   premi   per   l'assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei  datori  di  lavoro,  sulle retribuzioni da lavoro dipendente. L'esonero  di  cui  alla  presente lettera spetta,  alle  medesime  condizioni,  anche  ai  titolari  di reddito di lavoro autonomo che svolgono l'attività all'interno della zona franca.

3.Le esenzioni di cui al comma 2 sono concesse per il periodo di imposta in corso alla data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di conversione del presente decreto.

4. Le esenzioni di cui al comma 2 spettano, altresì, alle imprese che avviano la propria attività all'interno della zona franca entro il 31 dicembre 2018.

5. Agli oneri di cui ai commi 2 e 4, fino  a  un  massimo  di  10 milioni di euro per l'anno 2018, si provvede ai sensi dell'art. 45.

6. Le agevolazioni di cui al presente articolo sono  concesse  ai sensi  e  nei  limiti  del  regolamento  (UE)  n.   1407/2013   della Commissione, del 18 dicembre 2013,  relativo  all'applicazione  degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis», del  regolamento  (UE)  n.  1408/2013  della Commissione, del 18 dicembre 2013,  relativo  all'applicazione  degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis» nel settore agricolo e del  regolamento  (UE) n.  717/2014  della  Commissione,  del  27  giugno   2014,   relativo all'applicazione  degli  articoli  107  e  108   del   Trattato   sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis» nel settore della pesca e dell'acquacoltura.

7. Per l'attuazione degli interventi di cui al presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui al decreto del Ministro dello sviluppo  economico  10  aprile  2013,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  161  dell'11  luglio  2013,  recante  le condizioni, i limiti, le modalità e i termini di decorrenza e durata delle agevolazioni concesse ai sensi dell'art. 37  del  decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni,  dalla  legge 17 dicembre 2012, n. 221.

 

Art. 9

Incremento  del  gettito   IVA   nei   porti   compresi   nell'ambito dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale.

 

1. Al fine di contenere gli  effetti  negativi  che  l'evento  ha prodotto sulle attività dell'Autorità di sistema portuale  del  Mar Ligure  occidentale  in  termini  di   riduzione   delle   operazioni commerciali e dei servizi portuali, la quota di riparto del Fondo per il finanziamento degli interventi di adeguamento  dei  porti  di  cui all'art. 18-bis, comma  1,  della  legge  28  gennaio  1994,  n.  84, riconosciuta ai porti ricadenti nell'ambito della predetta  Autorità di sistema portuale, viene stabilita, per gli anni 2018 e 2019  nella misura del 3  per  cento  dell'imposta sul  valore  aggiunto  dovuta sull'importazione delle merci introdotte nel territorio nazionale per il tramite di ciascun porto nel limite di 30 milioni di euro annui.

1-bis. Per le medesime finalità di cui al comma  1,  all'Autorità  di sistema portuale  del  Mar  Ligure  occidentale  è  assegnato  un contributo aggiuntivo di 4,2 milioni di euro per l'anno 2018.

1-ter. All'onere  derivante  dall'attuazione  del  comma  1-bis  si provvede mediante corrispondente versamento all'entrata del  bilancio dello Stato, entro il 20 dicembre 2018, delle  somme  destinate  agli interventi di cui agli articoli 1,  2,  3,  4  e  5  della  legge  23 dicembre 1997, n. 454, non  utilizzate  al  termine  del  periodo  di operatività delle misure agevolative e giacenti sui  conti  correnti bancari n. 211390 e n. 211389 accesi presso la  Banca  nazionale  del lavoro Spa.

 

Art. 9 bis 

Semplificazione  delle  procedure  di  intervento  dell'Autorità  di sistema portuale del Mar Ligure occidentale.

 

1. Il Commissario straordinario adotta, entro il 15 gennaio 2019, con propri  provvedimenti,  su  proposta  dell'Autorità  di  sistema portuale del Mar Ligure occidentale, un  programma  straordinario  di investimenti urgenti per la ripresa e lo sviluppo del porto  e  delle relative infrastrutture  di  accessibilità  e  per  il  collegamento intermodale  dell'aeroporto  Cristoforo  Colombo  con  la  città  di Genova, da realizzare  a  cura  della  stessa  Autorità  di  sistema portuale  entro  trentasei  mesi   dalla   data   di   adozione   del provvedimento commissariale, con l'applicazione delle deroghe di  cui all'art. 1, nei limiti delle  risorse  finalizzate  allo  scopo,  ivi comprese le risorse previste nel bilancio della citata  Autorità  di sistema portuale e da altri soggetti.

 

Art. 9 ter

 Disposizioni in materia di lavoro portuale temporaneo

 

1. In relazione al rilievo esclusivamente locale della  fornitura del  lavoro  portuale  temporaneo  e  al  fine  di  salvaguardare  la continuità  delle operazioni portuali  presso  il  porto  di  Genova, compromessa  dall'evento,  l'autorizzazione  attualmente  in   corso, rilasciata ai sensi dell'art. 17 della legge 28 gennaio 1994, n.  84, è prorogata per cinque anni.

2. Per gli anni 2018, 2019 e 2020, l'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale è autorizzata a corrispondere al soggetto fornitore di lavoro un contributo, nel limite massimo di 2 milioni di euro annui, per eventuali minori giornate di lavoro rispetto all'anno 2017 riconducibili alle mutate condizioni economiche  del  porto  di Genova conseguenti  all'evento.  Tale  contributo  è  erogato  dalla stessa  Autorità  di  sistema  portuale  a  fronte   di   avviamenti integrativi e straordinari da attivare  in  sostituzione  di  mancati avviamenti nei terminal, da valorizzare  secondo  il  criterio  della tariffa  media  per  avviamento  applicata  dalla   Compagnia   unica lavoratori merci  varie  del  porto  di  Genova  nel  primo  semestre dell'anno 2018.

3. Le eventuali  minori  giornate  di  lavoro  indennizzate  dal contributo di cui al comma 2 non sono computate o elette dal soggetto operante ai sensi dell'art. 17 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, ai fini dell'indennità  di mancato avviamento (IMA).

 

Art. 10

Norme in materia di giustizia amministrativa e di difesa erariale

 

1. Tutte le  controversie  relative  agli   atti   adottati   dal Commissario straordinario di cui all'art. 1, nonché  ai  conseguenti rapporti giuridici anteriori al momento di stipula dei contratti  che derivano da detti atti, sono devolute  alla  giurisdizione  esclusiva del giudice amministrativo e alla competenza funzionale  inderogabile del tribunale amministrativo regionale della Liguria.

2. Ai giudizi di cui al comma 1 si applica l'art. 125 del  codice del processo amministrativo.

3.Il  Commissario  straordinario   si   avvale   del   patrocinio dell'avvocatura dello Stato ai sensi dell'art. 1 del testo  unico  di cui al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611.

 

Art. 11

 Surrogazione legale dello Stato nei diritti dei beneficiari di provvidenze

 

1. Nei limiti delle risorse erogate dallo  Stato  ai  beneficiari delle provvidenze previste ai sensi del presente capo,  lo  Stato  è surrogato nei  diritti  dei  beneficiari  stessi  nei  confronti  dei soggetti responsabili dell'evento, ai sensi  dell'art.  1203,  numero 5), del codice  civile.  Restano  fermi  gli  ulteriori  diritti  dei predetti  beneficiari  nei  confronti   degli   stessi   responsabili dell'evento.

 

Capo II 

Sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti

 

Art. 12

Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali

 

1. E' istituita, a  decorrere  dal  1°  gennaio  2019,  l'Agenzia nazionale per la sicurezza  delle  ferrovie  e  delle  infrastrutture stradali e autostradali (ANSFISA), di seguito Agenzia,  con  sede  in Roma presso il Ministero delle infrastrutture e  dei  trasporti,  con Possibilità   di  articolazioni  territoriali,  di   cui   una,   con competenze riferite in particolare ai  settori  delle  infrastrutture stradali e autostradali,  avente  sede  a  Genova.  L'Agenzia  ha  il compito di garantire la sicurezza del sistema ferroviario nazionale e delle  infrastrutture  stradali  e  autostradali.  Per   quanto   non disciplinato dal presente articolo si applicano gli articoli  8  e  9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.

2. A decorrere dalla data di cui al  comma  19,  quarto  periodo, l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle  ferrovie  (ANSF)  di  cui all'art. 4 del  decreto  legislativo  10  agosto  2007,  n.  162,  è soppressa  e  l'esercizio  delle  relative  funzioni  è   attribuito all'Agenzia, che succede a titolo  universale  in  tutti  i  rapporti attivi e passivi al predetto ente e ne acquisisce le  risorse  umane, strumentali  e  finanziarie.  L'Agenzia  è  dotata  di  personalità  giuridica e ha autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa,   contabile   e   finanziaria.   Il   Ministro   delle infrastrutture e dei trasporti ha poteri di  indirizzo  e  vigilanza, che esercita secondo le modalità previste nel presente decreto.

3. Con riferimento al settore  ferroviario,  l'Agenzia  svolge  i compiti e le funzioni per essa previsti dal  decreto  legislativo  10 agosto 2007, n. 162 ed ha competenza per l'intero sistema ferroviario nazionale, secondo quanto previsto agli articoli  2  e  3,  comma  1, lettera a), del citato decreto  legislativo,  e  fatto  salvo  quanto previsto all'art. 2, comma 3, del medesimo decreto legislativo n. 162 del 2007. Per  le  infrastrutture  transfrontaliere  specializzate  i compiti di Autorità preposta alla sicurezza di cui al Capo IV  della direttiva 2004/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,  del  29 aprile  2004,  sono  affidati,  a  seguito  di  apposite  convenzioni internazionali,   all'Agenzia,   all'Autorità   per   la   sicurezza ferroviaria del Paese limitrofo o ad apposito organismo  binazionale. L'Agenzia svolge anche i compiti di regolamentazione tecnica  di  cui all'art. 6 del decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162.

4. Con riferimento alla sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali, oltre all'esercizio delle  funzioni  già   disciplinate dal decreto legislativo 15 marzo 2011,  n.  35  e  fermi  restando  i compiti e le responsabilita' dei soggetti gestori,  l'Agenzia,  anche avvalendosi degli altri soggetti pubblici che operano in  materia  di sicurezza delle infrastrutture:

  1. esercita l'attivita' ispettiva finalizzata alla verifica della corretta organizzazione dei processi di manutenzione da parte  dei gestori, nonche' l'attivita' ispettiva e di verifica a campione sulle infrastrutture, obbligando i gestori a mettere in atto le  necessarie misure di controllo del rischio in quanto responsabili  dell'utilizzo sicuro delle infrastrutture;
  2. promuove l'adozione da parte dei gestori delle reti stradali ed autostradali  di  Sistemi  di  Gestione  della  Sicurezza  per  le attivita' di verifica e manutenzione delle infrastrutture certificati da organismi di parte terza riconosciuti dall'Agenzia;
  3. sovraintende alle ispezioni di sicurezza previste dall'art. 6 del decreto legislativo 15 marzo 2011,   35  sulle  infrastrutture stradali e autostradali, anche compiendo verifiche sulle attivita' di controllo  gia'  svolte  dai   gestori,   eventualmente   effettuando ulteriori verifiche in sito;
  4. propone al Ministro delle  infrastrutture  e  dei  trasporti l'adozione del piano nazionale per l'adeguamento e lo sviluppo  delle infrastrutture  stradali  e  autostradali  nazionali  ai   fini   del miglioramento  degli  standard  di  sicurezza,  da  sviluppare  anche attraverso il monitoraggio  sullo  stato  di  conservazione  e  sulle necessita' di manutenzione delle infrastrutture stesse. Il  Piano  e' aggiornato ogni due anni e di esso si tiene conto nella redazione  ed approvazione degli strumenti di pianificazione  e  di  programmazione previsti dalla legislazione vigente;
  5. svolge attivita' di studio,  ricerca  e  sperimentazione  in materia di sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali.

4-bis. Fermi restando i compiti del Corpo nazionale dei vigili  del fuoco disciplinati dall'art. 19 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, e dal regolamento di cui  al  decreto  del  Presidente  della Repubblica 1o agosto 2011, n. 151,  sono  trasferiti  all'Agenzia  le funzioni ispettive e i poteri di cui agli articoli 11, commi 1 e 2, e 12 del decreto legislativo  5  ottobre  2006,  n.  264,  al  fine  di garantire  la  sicurezza  delle   gallerie   situate   sulle   strade appartenenti alla rete stradale transeuropea. Le funzioni ispettive e i poteri di cui al periodo precedente  sono  esercitati  dall'Agenzia anche per garantire la sicurezza delle gallerie situate sulle  strade non appartenenti alla rete stradale  transeuropea.  Con  decreto  del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di  concerto  con  il Ministero dell'interno e  con  il  Ministero  dell'economia  e  delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di  entrata  in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono definiti i requisiti minimi di sicurezza delle gallerie situate  sulle  strade non appartenenti alla rete stradale transeuropea,  gli  obblighi  dei soggetti gestori e le relative sanzioni in caso di inosservanza delle disposizioni impartite dall'Agenzia, nonche' i  profili  tariffari  a carico dei gestori stessi, determinati sulla base del costo effettivo del servizio.

4-ter. All'art. 4, comma 5, del decreto legislativo 5 ottobre 2006, n. 264, le parole: «ed effettua le ispezioni,  le  valutazioni  e  le verifiche funzionali di cui all'art. 11» sono soppresse.

4-quater. Sono trasferite all'Agenzia le funzioni  ispettive  e  di vigilanza sui sistemi di trasporto rapido di massa  esercitate  dagli uffici speciali trasporti a  impianti  fissi  (USTIF)  del  Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ai sensi dell'art. 9, commi 5  e 6, del decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti  4 agosto 2014,  pubblicato  nel  supplemento  ordinario  alla  Gazzetta Ufficiale n. 297 del 23 dicembre 2014.  A  tal  fine  l'Agenzia,  con proprio   decreto,   disciplina   i   requisiti   per   il   rilascio dell'autorizzazione di sicurezza relativa  al  sistema  di  trasporto costituito  dall'infrastruttura  e  dal  materiale  rotabile,  con  i contenuti di cui agli articoli 14 e 15  del  decreto  legislativo  10 agosto 2007, n. 162, in quanto applicabili. Con decreto del  Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti,  da  adottare  entro  novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono disciplinate le modalita' per l'autorizzazione all'apertura dell'esercizio dei sistemi di trasporto rapido di  massa di nuova  realizzazione,  tenendo  conto  delle  funzioni  attribuite all'Agenzia ai sensi del presente comma.

4-quinquies. All'art. 15 della legge 1° agosto 2002, n.  166,  dopo il comma 6 e' aggiunto il seguente: «6-bis.  A  decorrere  dal  1°  giugno  2019,  il  Ministro   delle infrastrutture e dei trasporti riferisce annualmente alle  competenti Commissioni parlamentari sull'attuazione, da parte dei  concessionari autostradali, degli interventi di verifica e di  messa  in  sicurezza delle infrastrutture viarie oggetto di atti convenzionali».

5. Ferme restando le sanzioni gia' previste dalla legge, da  atti amministrativi e da clausole convenzionali, l'inosservanza  da  parte dei gestori delle prescrizioni adottate dall'Agenzia,  nell'esercizio delle attivita' di cui al comma 4, lettere a) e c), e' punita con  le sanzioni amministrative pecuniarie, anche  progressive,  accertate  e irrogate dall'Agenzia secondo le  disposizioni  di  cui  al  Capo  I, Sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689.  Per  gli  enti territoriali la misura della sanzione e' compresa tra  euro  5.000  e euro 200.000 ed e'  determinata  anche  in  funzione  del  numero  di abitanti. Nei confronti dei soggetti  aventi  natura  imprenditoriale l'Agenzia  dispone  l'applicazione  di  una  sanzione  amministrativa pecuniaria  fino  al  dieci  per  cento  del   fatturato   realizzato nell'ultimo esercizio chiuso anteriormente alla  contestazione  della violazione. In caso di reiterazione delle violazioni, l'Agenzia  puo' applicare un'ulteriore sanzione  di  importo  fino  al  doppio  della sanzione gia' applicata entro  gli  stessi  limiti  previsti  per  la prima.  Qualora  il   comportamento   sanzionabile   possa   arrecare pregiudizio alla sicurezza dell'infrastruttura o  della  circolazione stradale o autostradale, l'Agenzia puo' imporre al gestore l'adozione di misure cautelative, limitative o interdittive, della  circolazione dei  veicoli  sino  alla  cessazione  delle  condizioni   che   hanno comportato  l'applicazione  della  misura  stessa  e,  in   caso   di inottemperanza, puo' irrogare una sanzione, rispettivamente  per  gli enti territoriali e i soggetti  aventi  natura  imprenditoriale,  non superiore a euro 100.000 ovvero al tre per cento del fatturato  sopra indicato.

6. Sono organi dell'Agenzia:

  1. il direttore dell'agenzia, scelto in base a criteri di  alta professionalita',  di  capacita'   manageriale   e   di   qualificata esperienza nell'esercizio di funzioni attinenti al settore  operativo dell'agenzia;
  2. b) il comitato direttivo, composto  da  quattro  membri  e  dal direttore dell'agenzia, che lo presiede;
  3. c) il collegio dei revisori dei conti.
  4. Il direttore e' nominato  con  decreto  del  Presidente  della Repubblica, previa  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,  su proposta del Ministro delle infrastrutture  e  dei  trasporti,  ferma restando  l'applicazione  dell'art.  19,   comma   8,   del   decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. L'incarico ha la durata massima di tre anni, e' rinnovabile per una sola volta ed e'  incompatibile  con altri rapporti di lavoro subordinato e con qualsiasi altra  attivita' professionale privata anche occasionale.  Il  comitato  direttivo  e' nominato per la durata di tre anni con  decreto  del  Presidente  del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Meta' dei componenti sono scelti tra i dipendenti di

7. pubbliche amministrazioni ovvero tra soggetti ad esse esterni  dotati di specifica competenza professionale attinente ai settori nei  quali opera l'agenzia. I restanti componenti sono scelti  tra  i  dirigenti dell'agenzia e non percepiscono  alcun  compenso  aggiuntivo  per  lo svolgimento dell'incarico nel comitato  direttivo.  Il  collegio  dei revisori  dei  conti  e'  composto  dal  presidente,  da  due  membri effettivi e due supplenti iscritti al registro dei  revisori  legali, nominati  con  decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e   dei trasporti. I revisori durano in carica  tre  anni  e  possono  essere confermati una  sola  volta.  Il  collegio  dei  revisori  dei  conti esercita le funzioni di cui  all'art.  2403  del  codice  civile,  in quanto applicabile. I componenti del comitato direttivo  non  possono svolgere  attivita'  professionale,  ne'  essere   amministratori   o dipendenti  di  societa'  o  imprese,  nei  settori   di   intervento dell'Agenzia. I compensi dei componenti degli organi collegiali  sono stabiliti  con  decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei trasporti, di concerto con il Ministro  dell'economia  delle  finanze secondo i criteri e parametri previsti  per  gli  enti  ed  organismi pubblici e sono posti a carico del bilancio dell'Agenzia.

8. Lo statuto dell'Agenzia e' deliberato dal comitato direttivo ed e' approvato con le  modalita'  di  cui  al  comma  10.  Lo  Statuto disciplina le competenze degli organi  di  direzione  dell'Agenzia  e reca principi generali in ordine alla sua organizzazione  ed  al  suo funzionamento.

9. Il regolamento di amministrazione dell'Agenzia e' deliberato, su proposta del direttore, dal comitato direttivo ed e' sottoposto  al Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti  che  lo  approva,  di concerto  con  i  Ministri  per   la   pubblica   amministrazione   e dell'economia e delle finanze, ai sensi del comma 10. In  particolare esso:

  1. disciplina l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia, attraverso la previsione di due distinte articolazioni competenti  ad esercitare rispettivamente  le  funzioni  gia'  svolte  dall'ANSF  in materia di sicurezza ferroviaria e le nuove competenze in materia  di sicurezza delle infrastrutture  stradali  e  autostradali,  cui  sono preposte due posizioni di ufficio di livello dirigenziale generale;
  2. fissa le dotazioni organiche complessive  del  personale  di ruolo dipendente dall'Agenzia nel limite massimo di  434  unita',  di cui 35 di livello dirigenziale non generale e  2  uffici  di  livello dirigenziale generale;
  3. determina le procedure per  l'accesso  alla  dirigenza,  nel rispetto del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

10. Le deliberazioni del comitato direttivo relative allo statuto e ai regolamenti che disciplinano il funzionamento dell'Agenzia  sono approvate dal Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  di concerto  con  i  Ministri  per   la   pubblica   amministrazione   e dell'economia e delle finanze. L'approvazione puo' essere negata  per ragioni di legittimita' o di merito. Per l'approvazione dei bilanci e dei piani pluriennali di investimento si  applicano  le  disposizioni del regolamento di cui al decreto del Presidente della  Repubblica  9 novembre 1998, n. 439. Gli altri atti di  gestione  dell'Agenzia  non sono sottoposti a controllo ministeriale preventivo.

11. I dipendenti dell'ANSF a tempo indeterminato sono  inquadrati nel  ruolo  dell'Agenzia  e  mantengono  il   trattamento   economico fondamentale  e  accessorio,  limitatamente   alle   voci   fisse   e continuative,  corrisposto  al  momento   dell'inquadramento   e   in applicazione di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro di cui al  comma  16.  Per  i  restanti  contratti  di  lavoro l'Agenzia subentra nella titolarita'  dei  rispettivi  rapporti,  ivi comprese le collaborazioni in corso che  restano  in  vigore  sino  a naturale scadenza.

12. In ragione dell'esercizio delle funzioni di cui al comma 4, in aggiunta all'intera dotazione organica del personale  dell'ANSF,  e' assegnato all'Agenzia un contingente  di  personale  di  122  unita', destinato all'esercizio delle funzioni in materia di sicurezza  delle infrastrutture stradali e autostradali e di 8 posizioni di uffici  di livello dirigenziale non generale.

13. Nell'organico dell'Agenzia sono  presenti  due  posizioni  di uffici di livello dirigenziale generale.

14.In fase di  prima  attuazione  e  per  garantire  l'immediata operativita' dell'ANSFISA, per lo svolgimento delle nuove  competenze in materia di sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali, sino all'approvazione del regolamento di amministrazione  di  cui  al comma 9, l'Agenzia provvede al reclutamento del personale di ruolo di cui al comma 12, nella misura massima di 61 unita', mediante apposita selezione  nell'ambito  del   personale   dipendente   da   pubbliche amministrazioni, con esclusione del personale  docente  educativo  ed amministrativo tecnico ausiliario delle istituzioni  scolastiche,  in possesso delle competenze e  dei  requisiti  di  professionalita'  ed esperienza richiesti per l'espletamento  delle  singole  funzioni,  e tale da garantire la massima neutralita' e  imparzialita'.  Per  tale fase il personale selezionato dall'Agenzia e' comandato dal Ministero delle  infrastrutture  e  dei  trasporti   e   da   altre   pubbliche amministrazioni,  con  oneri  a  carico  delle   amministrazioni   di provenienza, per poi essere immesso nel  ruolo  dell'Agenzia  con  la qualifica assunta in sede di selezione e con  il  riconoscimento  del trattamento economico equivalente a quello ricoperto  nel  precedente rapporto di  lavoro  e,  se  piu'  favorevole,  il  mantenimento  del trattamento economico di provenienza, limitatamente alle voci fisse e continuative,  mediante  assegno  ad  personam  riassorbibile  e  non rivalutabile con i successivi  miglioramenti  economici  a  qualsiasi titolo  conseguiti.  L'inquadramento  nei  ruoli   dell'Agenzia   del personale proveniente dalle  pubbliche  amministrazioni  comporta  la riduzione,  in  misura  corrispondente,  della   dotazione   organica dell'amministrazione di  provenienza  con  contestuale  trasferimento delle relative risorse finanziarie.

15. L'Agenzia e' autorizzata all'assunzione a tempo indeterminato di 141 unita' di personale e 15 dirigenti nel corso dell'anno 2019  e di 70 unita' di personale e 10 dirigenti nel corso dell'anno 2020  da inquadrare nelle aree iniziali stabilite nel regolamento  di  cui  al comma 9.

16. Al personale e alla dirigenza dell'Agenzia  si  applicano  le disposizioni del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.  165  e  il contratto collettivo nazionale di lavoro del personale  del  comparto funzioni centrali, secondo le tabelle retributive dell'ENAC.

17. Al fine di assicurare il corretto svolgimento delle attivita' di cui al presente articolo, all'Agenzia  e'  garantito  l'accesso  a tutti i dati riguardanti le opere pubbliche della banca dati  di  cui all'art. 13, nonche' ai dati ricavati  dal  sistema  di  monitoraggio dinamico  per  la   sicurezza   delle   infrastrutture   stradali   e autostradali di cui all'art. 14.

18. Agli oneri del presente articolo, pari a complessivi 14.100.000 euro per l'anno 2019, e 22.300.000 euro a decorrere dall'anno 2020 si provvede ai sensi dell'art. 45.

19. In sede di prima applicazione, entro 90 giorni dalla data  di cui al comma 1, lo Statuto e i regolamenti di cui ai commi 8 e 9 sono adottati  con  decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e   dei trasporti di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica  amministrazione.  Fino  all'adozione dei nuovi regolamenti continuano ad  applicarsi  i  regolamenti  gia' emanati per l'ANSF. Gli organi dell'ANSF  rimangono  in  carica  fino alla  nomina  degli  organi  dell'Agenzia.  Nelle  more  della  piena operativita' dell'Agenzia, la cui data e' determinata con decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti,  le  funzioni  e  le competenze attribuite alla stessa ai sensi del presente articolo, ove gia' esistenti, continuano ad essere svolte dalle  amministrazioni  e dagli enti pubblici competenti nei diversi settori interessati.

20. La denominazione «Agenzia nazionale per  la  sicurezza  delle ferrovie»  e'  sostituita,  ovunque  ricorre,   dalla   denominazione «Agenzia  nazionale  per  la  sicurezza  delle   ferrovie   e   delle infrastrutture stradali e autostradali» (ANSFISA).

21. L'Agenzia si avvale del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato ai sensi dell'art. 1 del testo unico di  cui  al  regio  decreto  30 ottobre 1933, n. 1611.

22.Tutti gli atti connessi con l'istituzione  dell'Agenzia  sono esenti da imposte e tasse.

23 L'art. 4 del decreto legislativo 10 agosto 2007,  n.  162  e' abrogato.

 

Art. 13

Istituzione dell'archivio informatico nazionale delle opere pubbliche - AINOP

1. E' istituito presso il Ministero delle  infrastrutture  e  dei trasporti l'archivio informatico nazionale delle opere pubbliche,  di seguito - AINOP, formato dalle seguenti sezioni:

  1. ponti, viadotti e cavalcavia stradali;
  2. ponti, viadotti e cavalcavia ferroviari;
  3. strade - archivio nazionale delle strade, di seguito ANS;
  4. ferrovie nazionali e regionali - metropolitane;
  5. aeroporti;
  6. dighe e acquedotti;
  7. gallerie ferroviarie e gallerie stradali;
  8. porti e infrastrutture portuali;
  9. edilizia pubblica.
  10. Le sezioni di cui al comma 1 sono suddivise in sottosezioni, ove sono indicati, per ogni opera pubblica:
  11. i dati tecnici, progettuali e di posizione con analisi storica del contesto e delle evoluzioni territoriali;
  12. i dati amministrativi  riferiti  ai  costi  sostenuti  e  da sostenere;
  13. i dati sulla gestione dell'opera anche sotto il profilo della sicurezza;
  14. lo stato e il grado di efficienza dell'opera e le attivita' di manutenzione ordinaria e straordinaria, compresi i dati relativi al controllo strumentale dei sistemi di ritenuta stradale in  acciaio  o in cemento;
  15. la collocazione  dell'opera  rispetto  alla  classificazione europea;
  16. i finanziamenti;
  17. lo stato dei lavori;
  18. la documentazione fotografica aggiornata;
  19. il monitoraggio costante dello stato  dell'opera  anche  con applicativi dedicati, sensori in situ e rilevazione satellitare;
  20. il sistema  informativo  geografico  per  la  consultazione, l'analisi e la modellistica dei dati relativi all'opera e al contesto territoriale.

2. Sulla base del principio di unicita' dell'invio  di  cui  agli articoli 3 e 29 del codice dei contratti pubblici, di cui al  decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, i dati e le informazioni di cui al presente   articolo   gia'   rilevati   dalla   banca   dati    delle amministrazioni pubbliche  (BDAP)  di  cui  all'art.  2  del  decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229 e all'art.  13  della  legge  31 dicembre 2009, n. 196, o da altre banche dati pubbliche sono  forniti all'AINOP dalla citata BDAP. Il decreto di cui al comma 5  regola  le modalita' di scambio delle informazioni tra i due sistemi.

3. Le Regioni, le Province autonome di Trento e di  Bolzano,  gli enti  locali,   l'ANAS,   Rete   Ferroviaria   Italiana   S.p.A.,   i concessionari  autostradali,  i  concessionari  di   derivazioni,   i Provveditorati interregionali alle opere pubbliche, l'ente  nazionale per l'aviazione civile, le autorita' di sistema portuale e logistico, l'Agenzia del demanio e i soggetti che a qualsiasi titolo  gestiscono o detengono dati riferiti ad un'opera pubblica  o  all'esecuzione  di lavori pubblici, alimentano l'AINOP con i dati  in  proprio  possesso per la redazione di un documento identificativo,  contenente  i  dati tecnici,  amministrativi  e  contabili,  relativi  a  ciascuna  opera pubblica presente sul  territorio  nazionale.  Sulla  base  dei  dati forniti, l'AINOP genera un codice identificativo della singola  opera pubblica (IOP), che contraddistingue e identifica in maniera  univoca l'opera  medesima  riportandone  le  caratteristiche   essenziali   e distintive quali la tipologia, la localizzazione, l'anno di messa  in esercizio e l'inserimento dell'opera nell'infrastruttura. A  ciascuna opera pubblica, identificata tramite il  Codice  IOP,  sono  riferiti tutti  gli  interventi  di   investimento   pubblico,   realizzativi, manutentivi, conclusi o in  fase  di  programmazione,  progettazione, esecuzione, che insistono in tutto  o  in  parte  sull'opera  stessa, tramite l'indicazione dei rispettivi Codici Unici di Progetto  (CUP), di cui all'art. 11 della  legge  16  gennaio  2003,  n.  3.  L'AINOP, attraverso la relazione istituita fra  Codice  IOP  e  CUP,  assicura l'interoperabilita' con  la  BDAP,  istituita  presso  la  Ragioneria Generale dello Stato - Ministero dell'economia e delle finanze.

4. A decorrere dal 15 dicembre 2018, i soggetti di cui al comma 4 rendono disponibili i servizi informatici di  rispettiva  titolarita' per la condivisione dei dati e delle informazioni  nel  rispetto  del decreto legislativo 7 marzo 2005, n.  82,  mediante  la  cooperazione applicativa tra amministrazioni pubbliche, con le modalita'  definite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'art. 8 del  decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ai sensi dell'art. 3 del medesimo

5. decreto legislativo n. 281 del  1997,  da  adottarsi  entro  sessanta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto. L'inserimento e' completato entro e non oltre il 30 aprile 2019 ed e' aggiornato in tempo reale con i servizi di cooperazione applicativa e di condivisione dei dati.

6. Gli enti e le amministrazioni che a qualsiasi titolo esercitano attivita' di vigilanza sull'opera effettuano il  monitoraggio  dello stato di attuazione degli interventi,  identificati  con  i  relativi CUP, insistenti sulle opere pubbliche,  identificate  con  il  Codice IOP,  e  delle  relative  risorse   economico-finanziarie   assegnate utilizzando  le  informazioni  presenti  nella  BDAP,   che   vengono segnalate dai  soggetti  titolari  degli  interventi,  ai  sensi  del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229.

7. L'AINOP, gestito dal  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei trasporti, e implementato anche sulla base delle indicazioni e  degli indirizzi forniti dalla Presidenza del Consiglio  dei  ministri,  dal Ministero dell'economia e delle finanze - Ragioneria  Generale  dello Stato e dall'ANSFISA, per la  generazione  dei  codici  IOP,  per  il relativo    corredo     informativo,     per     l'integrazione     e l'interoperabilita' con le informazioni contenute nella BDAP, tramite il CUP, e per l'integrazione  nella  Piattaforma  digitale  nazionale dati di cui all'art. 50-ter del decreto legislativo 7 marzo 2005,  n. 82, e' messo a disposizione ed e' consultabile anche in formato  open data, con le modalita' definite con il decreto ministeriale  indicato al comma 5,  prevedendo  la  possibilita'  di  raccogliere,  mediante apposita  sezione,   segnalazioni   da   sottoporre   agli   enti   e amministrazioni  che  a  qualsiasi  titolo  esercitano  attivita'  di vigilanza sull'opera.

7-bis. Per le finalita' di cui al comma 7 del presente articolo, al comma 2 dell'art. 50-ter del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7  marzo  2005,  n.  82,  le  parole:  «31 dicembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «15 settembre 2019».

8. L'AINOP e' sviluppato tenendo in considerazione la  necessita' urgente di garantire un costante monitoraggio dello stato e del grado di efficienza delle opere pubbliche, in  particolare  per  i  profili riguardanti la sicurezza, anche tramite  le  informazioni  rivenienti dal  Sistema  di  monitoraggio  dinamico  per  la   sicurezza   delle infrastrutture  stradali  e  autostradali  di  cui  all'art.  14.  Le informazioni contenute nell'AINOP  consentono  di  pervenire  ad  una valutazione complessiva sul livello di  sicurezza  delle  opere,  per agevolare  il  processo  di  programmazione  e  finanziamento   degli interventi di riqualificazione o di manutenzione delle opere stesse e la determinazione del grado di priorita' dei medesimi.

9. Al fine  di  assistere   i   lavori   di   istruttoria   della programmazione   e   del   finanziamento    degli    interventi    di riqualificazione  o  di  manutenzione  delle  opere  pubbliche,  alla struttura   servente   del   Comitato   interministeriale   per    la programmazione economica (CIPE), presso la Presidenza  del  Consiglio dei ministri, e alla  Ragioneria  Generale  dello  Stato,  presso  il Ministero dell'economia  e  delle  finanze,  e'  garantito  l'accesso all'AINOP, tramite modalita' idonee a consentire i citati  lavori  di istruttoria.

10. Per l'attuazione delle disposizioni del presente articolo  e' autorizzata la spesa di euro 300.000 per l'anno 2018, euro  1.000.000 per l'anno 2019 e euro 200.000 a decorrere dall'anno 2020, alla quale si provvede ai sensi dell'art. 45.

                              

Art. 14 

Sistema   di   monitoraggio   dinamico   per   la   sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali in condizioni di  criticità e piano straordinario di monitoraggio dei beni culturali immobili.

1. A decorrere dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente decreto,  il  Ministero  delle   infrastrutture   e   dei   trasporti sovraintende alla realizzazione e gestione, in via  sperimentale,  di un sistema di monitoraggio dinamico da applicare alle  infrastrutture stradali e autostradali, quali ponti, viadotti, rilevati,  cavalcavia e opere similari,  individuate  dal  Ministero  stesso  con  apposito decreto,  che  presentano  condizioni  di  criticita'   connesse   al passaggio di mezzi pesanti. A tal fine, i soggetti  che  a  qualsiasi titolo  gestiscono  le   infrastrutture   stradali   e   autostradali individuate dal Ministero  forniscono  al  Ministero  stesso  i  dati occorrenti per  l'inizializzazione  e  lo  sviluppo  del  sistema  di monitoraggio  dinamico,  dotandosi  degli  occorrenti  apparati   per operare  il  controllo  strumentale  costante  delle  condizioni   di sicurezza delle infrastrutture stesse anche utilizzando  il  Building Information  Modeling  -  BIM.  Il  citato Sistema  di  monitoraggio dinamico  per  la   sicurezza   delle   infrastrutture   stradali   e autostradali in condizioni di criticita' reca l'identificazione delle opere soggette a monitoraggio tramite il Codice IOP, di cui  all'art. 13.

2. Al termine del periodo di sperimentazione di cui al comma 1, di durata pari a dodici mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del presente decreto, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in  sede  di  Conferenza  unificata  di  cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  ai  sensi dell'art. 3 del medesimo decreto legislativo n. 281  del  1997,  sono definiti i termini e le modalita' con cui i soggetti che a  qualsiasi titolo gestiscono infrastrutture stradali e  autostradali  forniscono al Ministero stesso i dati occorrenti per l'operativita' a regime del sistema di monitoraggio dinamico,  attraverso  l'utilizzazione  degli occorrenti apparati  per  il  controllo  strumentale  costante  delle condizioni di sicurezza delle infrastrutture stesse.

3. Ai fini  dell'implementazione  del  sistema  di   monitoraggio dinamico  per  la   sicurezza   delle   infrastrutture   stradali   e autostradali che presentano condizioni di  criticita',  il  Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sovraintende all'utilizzo  delle piu'  avanzate  ed   efficaci   tecnologie,   anche   spaziali,   per l'acquisizione e l'elaborazione dei dati di interesse.

3-bis. Per le finalita' di cui al presente articolo, nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo  economico  e'  istituito  un fondo con una dotazione di 2 milioni di  euro  per  l'anno  2019,  da destinare al finanziamento di  progetti  finalizzati  alla  sicurezza delle infrastrutture stradali da realizzare nell'area territoriale di Genova attraverso sperimentazioni basate sulla tecnologia 5G da parte di operatori titolari dei necessari diritti d'uso delle frequenze, in sinergia con le amministrazioni centrali  e  locali  interessate.  Le modalita' di attuazione del presente comma sono stabilite con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto  con  il  Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti,  da  emanare  entro  sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Agli oneri derivanti dall'attuazione  del  presente comma, pari a 2 milioni di euro per l'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'art. 1, comma 1039, lettera d), della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

4. Nell'ambito delle  attivita'  di  conservazione  di  cui  agli articoli 29 e seguenti del codice dei beni culturali e del  paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.  42,  il  Ministero per i beni e le attivita' culturali  adotta  un  piano  straordinario nazionale  di  monitoraggio  e  conservazione  dei   beni   culturali immobili, che definisce i criteri per l'individuazione  dei  beni  da sottoporre a monitoraggio e ai conseguenti  interventi  conservativi, nonche' i necessari ordini di priorita' dei  controlli,  anche  sulla base  di  specifici  indici  di  pericolosita'  territoriale   e   di vulnerabilita' individuale degli immobili, e i sistemi  di  controllo strumentale da utilizzare nonche'  le  modalita'  di  implementazione delle  misure  di  sicurezza,  conservazione  e  tutela.  Agli  oneri derivanti dalle attivita' di cui  al  presente  comma,  pari  a  euro 10.000.000 per ciascuno degli anni 2019 e 2020, si provvede  mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'art. 1, comma 9,  della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

5. Agli oneri derivanti dalle attivita' di cui ai commi 1, 2 e 3, pari a 5 milioni di euro per l'anno 2018,  10  milioni  di  euro  per l'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione del  Fondo di cui all'art. 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

 

Art. 15

Assunzione di personale presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

1. Al fine di assicurare l'efficace ed efficiente esercizio delle attivita'  previste  dal  presente  decreto,  garantendo,   altresi', l'implementazione dei servizi resi dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con particolare  riferimento  alla  sicurezza  della circolazione  stradale  e  delle  infrastrutture,  ivi  compresa   la vigilanza  ed  il  controllo  delle  grandi  dighe,  e'   autorizzata l'assunzione a tempo indeterminato, nel corso dell'anno 2019,  presso il predetto Ministero, di 110 unita' di personale, con prevalenza  di personale di profilo tecnico per una percentuale almeno  pari  al  70 per cento, da inquadrare nel livello iniziale della III area, e di 90 unita' di personale da inquadrare nella  seconda  fascia  retributiva della II area.

2. Le assunzioni di cui al comma 1 sono  effettuate,  nell'ambito dell'attuale dotazione organica,  in  aggiunta  alle  percentuali  di assunzione previste dall'art. 1, comma 227, della legge  28  dicembre 2015, n. 208, per l'anno 2019.  La  dotazione  organica  relativa  al personale  delle  aree  del  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei trasporti e' conseguentemente rimodulata, garantendo  la  neutralita' finanziaria, con decreto del Presidente del Consiglio  dei  ministri, anche tenendo conto di quanto disposto nell'art. 1, commi 566 e  571, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

3. In attuazione dei commi 1 e 2, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e' autorizzato ad avviare appositi concorsi pubblici, tenuto conto di  quanto  previsto  dall'art.  4,   comma   3,   del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con  modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125,  in  deroga  a  quanto  previsto dall'art. 30 del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e dall'art. 4, comma 3-quinquies, del citato decreto-legge n.  101  del 2013. Resta ferma la facolta' di avvalersi della  previsione  di  cui all'art. 3, comma 61, terzo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350.

4. Agli oneri di cui al comma 1 pari a  euro  7.257.000  annui  a decorrere dall'anno 2019 si provvede:

  1. quanto a 6.660.000 euro annui a  decorrere  dall'anno  2019, mediante corrispondente utilizzo di quota parte delle entrate di  cui all'art. 11, comma 1, del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n.  2, da  riassegnare  allo  stato  di  previsione  del   Ministero   delle infrastrutture e dei  trasporti  ai  sensi  dell'art.  11,  comma  1, secondo periodo, del decreto legislativo n. 2 del 2013,  che  restano acquisite, per detto importo, definitivamente all'erario;
  2. quanto a 000 euro  annui  a  decorrere  dall'anno  2019, mediante corrispondente utilizzo di quota parte della contribuzione a carico degli utenti dei servizi, ai  sensi  dell'art.  12,  comma  1, lettere b) e c), del regolamento di cui  al  decreto  del  Presidente della Repubblica 24 marzo 2003, n.  136,  che  resta  acquisita,  per detto importo, al bilancio dello Stato.

 

Art. 15 bis

Assunzione di personale presso il Ministero della giustizia

1. Per far fronte alla necessita' di coprire le gravi  scoperture organiche degli  uffici  giudiziari  del  distretto  della  corte  di appello  di  Genova  nonche'  per  garantire  il  regolare  andamento dell'attivita'   giudiziaria   in   ragione    dell'incremento    dei procedimenti civili e penali presso i medesimi uffici,  il  Ministero della giustizia e' autorizzato  ad  assumere  in  via  straordinaria, nell'ambito dell'attuale dotazione organica, nel  biennio  2018-2019, con contratto di lavoro a tempo indeterminato un contingente  massimo di  50  unita'  di  personale  amministrativo  non  dirigenziale   da inquadrare nei ruoli dell'amministrazione giudiziaria.  Il  personale di cui al periodo precedente e' assunto, in deroga a quanto  previsto dagli articoli 30 e 35, comma 4, del  decreto  legislativo  30  marzo 2001, n. 165, e ferme restando le previsioni di cui all'art. 4, commi 3,  3-bis  e  3-ter,  del  decreto-legge  31  agosto  2013,  n.  101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013,  n.  125, mediante   lo   scorrimento   di    graduatorie    delle    pubbliche amministrazioni in corso di validita' alla data di entrata in  vigore della legge di  conversione  del  presente  decreto  ovvero  mediante selezioni pubbliche svolte su base  nazionale,  anche  con  modalita' semplificate definite  con  decreto  del  Ministro  per  la  pubblica amministrazione, di concerto con  il  Ministro  della  giustizia,  da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della legge di conversione del  presente  decreto,  anche  in  deroga  alla disciplina prevista dal regolamento di cui al decreto del  Presidente della Repubblica 9 maggio 1994,  n.  487,  per  quanto  concerne,  in particolare, la tipologia e le modalita' di svolgimento  delle  prove di esame e la nomina delle commissioni e delle  sottocommissioni.  Il personale di cui e' autorizzata l'assunzione ai  sensi  del  presente comma e' destinato  in  via  esclusiva  agli  uffici  giudiziari  del distretto della corte di appello di Genova  e,  tra  questi,  in  via prioritaria agli uffici giudiziari della citta' di Genova,  presso  i quali deve prestare servizio per un periodo non  inferiore  a  cinque anni  ai  sensi  dell'art.  35,  comma  5-bis,  del  citato   decreto legislativo n. 165 del 2001.

2. Per l'attuazione delle disposizioni del comma 1 e' autorizzata la spesa di euro 1.968.980 per l'anno 2019 e di euro 2.002.776  annui a decorrere dall'anno 2020, cui si provvede  mediante  corrispondente riduzione del fondo di cui all'art. 1,  comma  475,  della  legge  27 dicembre 2017, n. 205.

 

Art. 16

Competenze dell'Autorita' di regolazione dei trasporti e disposizioni in materia di tariffe e di sicurezza autostradale.

1. Al decreto-legge 6 dicembre  2011,  n.  201,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,  sono  apportate le seguenti modificazioni:

a) all'art. 37, comma 2, lettera  g),  dopo  le  parole  «nuove concessioni», sono inserite le seguenti: «nonche' per quelle  di  cui all'art. 43, comma 1 e, per gli aspetti di competenza, comma 2»;

a-bis) all'art. 37, comma 6, alinea, le parole:  «Alle  attivita' di cui al comma  3  del  presente  articolo»  sono  sostituite  dalle seguenti: «All'esercizio delle competenze di cui al comma  2  e  alle attivita' di cui  al  comma  3,  nonche'  all'esercizio  delle  altre competenze e alle altre attivita' attribuite dalla legge,»;

a-ter) all'art. 37, comma 6, lettera  b),  il  primo  periodo  e' sostituito  dai  seguenti:  «mediante  un  contributo  versato  dagli operatori economici operanti nel settore del trasporto e per i  quali l'Autorita' abbia concretamente avviato,  nel  mercato  in  cui  essi operano, l'esercizio delle competenze o il compimento delle attivita' previste dalla legge, in misura non superiore  all'1  per  mille  del fatturato derivante dall'esercizio delle attivita'  svolte  percepito nell'ultimo esercizio, con la previsione di soglie di  esenzione  che tengano  conto  della  dimensione  del  fatturato.  Il  computo   del fatturato  e'  effettuato  in  modo  da   evitare   duplicazioni   di contribuzione»;

b) all'art. 43, comma 1, le parole «sono sottoposti al parere del CIPE che, sentito il NARS,» sono sostituite dalle  seguenti:  «sono trasmessi, sentita l'Autorita' di regolazione  dei  trasporti  per  i profili di competenza di cui all'art. 37, comma  2,  lettera  g),  in merito all'individuazione dei sistemi tariffari, dal Ministero  delle infrastrutture e dei trasporti al CIPE che, sentito il NARS,»

c) all'art. 43, dopo il comma 2, e' inserito il seguente: «2-bis. Nei casi di cui ai commi 1 e 2 il concedente, sentita l'Autorita' di regolazione dei trasporti, verifica l'applicazione  dei  criteri  di determinazione delle tariffe,  anche  con  riferimento  all'effettivo stato di attuazione degli investimenti gia' inclusi in tariffa.».

1-bis. All'Autorita' di regolazione dei  trasporti  sono  assegnate ulteriori trenta unita' di personale di ruolo.  L'Autorita'  provvede al reclutamento del personale di  cui  al  presente  comma  ai  sensi dell'art. 22, comma 4, del  decreto-legge  24  giugno  2014,  n.  90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto  2014,  n.  114, anche   mediante   scorrimento    delle    graduatorie    concorsuali dell'Autorita' ancora in  corso  di  validita',  nel  rispetto  delle previsioni  di  legge  e  in  relazione  ai  profili   di   interesse individuati  dall'Autorita'  nell'ambito  della   propria   autonomia organizzativa, acquisendo le occorrenti risorse  ai  sensi  dell'art. 37, comma 6, lettera b), del decreto-legge 6 dicembre 2011,  n.  201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214, come modificato  dalla  lettera  a-ter)  del  comma  1  del  presente articolo.

2. Ai fini della prosecuzione degli interventi  di  ripristino  e messa in sicurezza sulla  tratta  autostradale  A24  e  A25,  di  cui all'art. 16-bis, comma 1, del decreto-legge 20 giugno  2017,  n.  91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3  agosto  2017,  n.  123, all'art. 1, comma 725, della legge 27 dicembre  2017,  n.  205,  sono apportate le seguenti modificazioni

  1. al primo periodo, dopo le  parole  «per  l'anno  2018»  sono inserite le seguenti: «e di 142 milioni di euro per l'anno 2019» e le parole «l'anno 2021 e di 8 milioni di  euro  per  l'anno  2022»  sono sostituite dalle seguenti: «ciascuno degli  anni  2021,  2022,  2023,2024 e 2025»;
  2. al secondo periodo, dopo le parole «per  l'anno  2018»  sono inserite le seguenti: «e a 142 milioni di euro  per  l'anno  2019»  e dopo le parole: «legge 27 dicembre 2013, n.  147»  sono  aggiunte  le seguenti: «,  nell'ambito  delle  risorse  non  impegnate  del  Fondo medesimo»;
  3. le parole «58 milioni  di  euro»,  ovunque  ricorrano,  sono sostituite dalle seguenti: «108 milioni di euro»;
  4. il terzo periodo e' sostituito dal  seguente:  «Il  medesimo Fondo per lo sviluppo e la  coesione, programmazione  2014-2020,  e' incrementato di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni  dal  2021 al 2025.».

 

Art. 16 bis

Modifica all'art. 1 del decreto-legge  12  settembre  2014,  n.  133, convertito, con modificazioni, dalla legge  11  novembre  2014,  n. 164.

 

1. Il comma 9 dell'art. 1 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014,  n.164, e' sostituito dal seguente:  «9. Le disposizioni di cui ai commi  da  1  a  8-bis  del  presente articolo si applicano anche alla realizzazione dell'asse  ferroviario AV/AC   Palermo-Catania-Messina,   nonche'   agli    interventi    di manutenzione straordinaria  del  ponte  ferroviario  e  stradale  San Michele sull'Adda di Paderno d'Adda».

 

Capo III 

Interventi nei territori dei comuni di Casamicciola terme, Forio, Lacco Ameno dell'Isola di Ischia interessati dagli eventi sismici verificatisi il giorno 21 agosto 2017

 

Art. 17

Ambito di applicazione e Commissario straordinario

1. Le disposizioni del presente Capo sono volte a disciplinare gli interventi per la riparazione, la ricostruzione,  l'assistenza  alla popolazione e la  ripresa  economica  nei  territori  dei  Comuni  di Casamicciola  Terme,  Forio,  Lacco  Ameno   dell'Isola   di   Ischia interessati dagli eventi sismici verificatisi  il  giorno  21  agosto 2017.

2. Per lo svolgimento delle funzioni di cui al comma 1, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e' nominato un Commissario straordinario il cui compenso e' determinato con lo stesso  decreto, in misura non superiore ai limiti di cui all'art. 15,  comma  3,  del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, con oneri a carico delle  risorse disponibili sulla contabilita' speciale di cui all'art.  19.  Con  il medesimo decreto e' fissata la durata dell'incarico  del  Commissario straordinario, fino ad un massimo di  12  mesi  con  possibilita'  di rinnovo. La gestione straordinaria, finalizzata all'attuazione  delle misure oggetto del presente  decreto  cessa  entro  la  data  del  31 dicembre 2021. Alla data di adozione del decreto di cui  al  presente comma cessano gli effetti del decreto del Presidente della Repubblica del 9  agosto  2018,  di  cui  al  comunicato  della  Presidenza  del Consiglio dei ministri pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 208 del 7 settembre 2018.

3. Il Commissario straordinario assicura una ricostruzione unitaria e omogenea nei  territori  colpiti  dal  sisma,  anche   attraverso specifici  piani  di  delocalizzazione   e   trasformazione   urbana, finalizzati alla riduzione delle  situazioni  di  rischio  sismico  e idrogeologico e alla tutela paesaggistica, e  a  tal  fine  programma l'uso delle risorse finanziarie e adotta le direttive necessarie  per la progettazione ed  esecuzione  degli  interventi,  nonche'  per  la determinazione dei contributi spettanti ai beneficiari sulla base  di indicatori del danno, della vulnerabilita' e di costi parametrici.

 

Art. 18

 Funzioni del Commissario straordinario

 

1. Il Commissario straordinario:

a) opera in raccordo con il Dipartimento della protezione civile ed il Commissario delegato di cui all'art. 1 dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 476 del 29  agosto  2017, al fine di coordinare le attivita' disciplinate dal presente Capo con gli interventi relativi al superamento dello stato di emergenza;

b) vigila sugli interventi di ricostruzione e riparazione degli immobili privati di cui all'art. 20, nonche' coordina la  concessione ed erogazione dei relativi contributi;

c) opera la ricognizione dei danni unitamente ai  fabbisogni  e determina, di concerto  con  la  Regione  Campania,  secondo  criteri omogenei, il quadro complessivo degli stessi e  stima  il  fabbisogno finanziario per farvi fronte, definendo  altresi'  la  programmazione delle risorse nei limiti di quelle assegnate;

d) coordina gli interventi di ricostruzione  e  riparazione  di opere pubbliche di cui all'art. 26;

e) interviene a sostegno  delle  imprese  che  hanno  sede  nei territori  interessati   e   assicura   il   recupero   del   tessuto socio-economico nelle aree colpite dagli eventi sismici;

f) tiene e gestisce la contabilita' speciale a lui appositamente intestata;

f-bis) coordina e realizza gli interventi  di  demolizione  delle costruzioni interessate da interventi edilizi;

f-ter) coordina e realizza la mappatura della situazione edilizia e urbanistica, per avere un  quadro  completo  del  rischio  statico, sismico e idrogeologico;

g) espleta ogni altra attivita' prevista dal presente Capo  nei territori colpiti;

h) provvede, d'intesa con  il  Dipartimento  della  protezione civile, alla redazione di un piano finalizzato a dotare i  Comuni  di cui all'art. 17 degli studi di microzonazione sismica di III livello, come definita  negli  «Indirizzi  e  criteri  per  la  microzonazione sismica» approvati il 13 novembre 2008 dalla Conferenza delle Regioni e  delle  Province  autonome,  disciplinando  con  proprio  atto   la concessione di contributi ai Comuni interessati, con oneri  a  carico delle risorse disponibili sulla contabilita' speciale di cui all'art. 19, entro  il  limite  complessivo  di  euro  000,  definendo  le relative modalita' e procedure di attuazione;

i) provvede, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, alla concessione dei contributi di cui all'art. 2,  comma  6-sexies  del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148 convertito,  con  modificazioni dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172;

i-bis)  provvede  alle  attivita'  relative  all'assistenza  alla popolazione a seguito della  cessazione  dello  stato  di  emergenza, anche avvalendosi delle  eventuali  risorse  residue  presenti  sulla contabilita'  speciale  intestata  al  Commissario  delegato  di  cui all'art. 16, comma 2, dell'ordinanza del Capo del Dipartimento  della protezione civile n. 476 del 29 agosto  2017,  che  vengono  all'uopo trasferite sulla contabilita' speciale di cui all'art. 19.

2. Per l'esercizio delle funzioni di cui al comma 1, il Commissario straordinario provvede anche a mezzo di atti di carattere generale e di indirizzo.

3. Per l'espletamento  delle  funzioni  di  cui  al  comma  1  il Commissario straordinario opera in raccordo con il  Presidente  della Regione  Campania  al  fine  di  assicurare  la  piena  efficacia  ed operativita' degli interventi.

4. Per le finalita' di cui al comma 1, il Commissario straordinario si avvale dell'Unita' tecnica-amministrativa istituita dall'art. 15 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3920  del 28 gennaio 2011, che provvede nell'ambito delle risorse  finanziarie, umane e strumentali disponibili, ferme restando le competenze ad essa attribuite.

5. Per le attivita' di cui al comma 1 il Commissario straordinario si avvale, altresi', dell'Agenzia nazionale per  l'attrazione  degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A., mediante la  conclusione di apposita convenzione con oneri  a  carico  delle  risorse  di  cui all'art. 19.

 

Art. 19

Contabilita' speciale

1. Al Commissario straordinario e' intestata apposita contabilita' speciale aperta presso la tesoreria dello Stato, su cui confluiscono le risorse assegnate al fondo di cui all'art.  2,  comma  6-ter,  del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, nonche' le  risorse  provenienti dal fondo di cui all'art. 1, comma 765, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

2.Sulla contabilita' speciale confluiscono  inoltre  le  risorse finanziarie  a  qualsiasi  titolo  destinate  o  da  destinare   alla ricostruzione nei territori di cui all'art.  17  e  per  l'assistenza alla popolazione.

3.La contabilita' di cui al comma 1 e' incrementata di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2019-2021. Ai  relativi oneri si provvede ai sensi dell'art. 45.

 

Art. 20

Ricostruzione privata

 

1. Ai fini del  riconoscimento  dei  contributi  nell'ambito  dei territori di  cui  all'art.  17,  con  gli  atti  adottati  ai  sensi dell'art. 18,  comma  2,  il  Commissario  straordinario  provvede  a individuare i contenuti del processo di  ricostruzione  e  ripristino del  patrimonio  danneggiato  stabilendo  le  priorita'  sulla   base dell'entita' del danno subito a seguito della ricognizione effettuata ai sensi dell'art. 18, comma 1, lettera c).

2. Con provvedimenti adottati ai sensi dell'art. 18, comma 2,  in coerenza con i criteri stabiliti nel presente Capo,  sulla  base  dei danni effettivamente verificatisi, i  contributi,  fino  al  100  per cento delle spese  occorrenti,  sono  erogati  per  far  fronte  alle seguenti tipologie di intervento  e  danno  conseguenti  agli  eventi sismici, nei Comuni di cui all'art. 17:

  1. riparazione, ripristino, ricostruzione,  delocalizzazione  e trasformazione urbana degli immobili di edilizia abitativa e  ad  uso produttivo e per servizi pubblici e privati, e delle  infrastrutture, dotazioni  territoriali  e   attrezzature   pubbliche   distrutti   o danneggiati, in relazione al danno effettivamente subito;
  2. gravi danni a scorte e beni mobili strumentali alle attivita' produttive, industriali,   agricole,   zootecniche,    commerciali, artigianali, turistiche, professionali, ivi comprese quelle  relative agli  enti   non   commerciali,   ai   soggetti   pubblici   e   alle organizzazioni,  fondazioni  o  associazioni   con   esclusivo   fine solidaristico o sindacale, e di servizi, inclusi i  servizi  sociali, socio-sanitari  e   sanitari,   previa  presentazione   di   perizia asseverata;
  3. danni alle strutture private adibite ad  attivita'  sociali, socio-sanitarie e socio-educative, sanitarie, ricreative, sportive  e religiose;
  4. danni agli edifici privati di interesse storico-artistico;
  5. oneri sostenuti dai soggetti che abitano in locali sgomberati dalle competenti  autorita',  per l'autonoma   sistemazione,   per traslochi, depositi e per l'allestimento di alloggi temporanei.

3.Le disposizioni di cui al presente articolo si  applicano  nei limiti e nel rispetto delle condizioni previste dal regolamento  (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17  giugno  2014,  in  particolare dall'art. 50.

4. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo  si provvede nel limite  delle  risorse  disponibili  sulla  contabilita' speciale di cui all'art. 19.

 

Art. 21

Criteri e modalita' generali per la concessione dei contributi per la ricostruzione privata

1. Per gli interventi di ricostruzione o di recupero degli immobili privati, situati nei territori  dei  comuni  di  cui  all'art.  17, distrutti o danneggiati dalla crisi sismica, da attuarsi nel rispetto dei limiti, dei parametri e delle soglie stabiliti con atti  adottati ai sensi dell'art. 18, comma 2, possono essere  previsti  nel  limite delle risorse disponibili sulla contabilita' speciale di cui all'art. 19:

  1. per gli immobili distrutti, un contributo fino  al  100  per cento  del  costo  delle  strutture,  degli  elementi  architettonici esterni, comprese le finiture interne ed esterne e  gli  impianti,  e delle parti comuni  dell'intero  edificio  per  la  ricostruzione  da realizzare nell'ambito dello stesso insediamento, nel rispetto  delle vigenti norme tecniche che  prevedono  l'adeguamento  sismico  e  nel limite delle superfici preesistenti,  aumentabili  esclusivamente  ai fini dell'adeguamento igienico-sanitario, antincendio ed  energetico, nonche' dell'eliminazione delle barriere architettoniche;
  2. per gli   immobili   con   livelli   di   danneggiamento   e vulnerabilita' inferiori  alla  soglia  appositamente  stabilita,  un contributo fino al 100 per cento  del  costo  della  riparazione  con rafforzamento locale o del ripristino con miglioramento sismico delle strutture  e  degli  elementi  architettonici  esterni,  comprese  le rifiniture interne ed  esterne,  e  delle  parti  comuni  dell'intero edificio;
  3. per gli immobili  gravemente  danneggiati,  con  livelli  di danneggiamento e vulnerabilita' superiori alla  soglia  appositamente stabilita, un contributo fino  al  100  per  cento  del  costo  degli interventi sulle strutture, con miglioramento sismico o demolizione e ricostruzione, compresi l'adeguamento igienico-sanitario,  energetico ed    antincendio,    nonche'    l'eliminazione    delle     barriere architettoniche, e per il ripristino  degli  elementi  architettonici esterni, comprese le rifiniture interne ed  esterne,  e  delle  parti comuni dell'intero edificio.

2. I contributi di cui al comma  1  possono  essere  concessi,  a domanda del soggetto interessato, a favore:

  1. dei proprietari ovvero degli usufruttuari o dei titolari  di diritti reali di godimento che si sostituiscano ai proprietari  delle unita' immobiliari danneggiate o distrutte dal sisma  e  classificate con esito B, C o E ai sensi del decreto del Presidente del  Consiglio dei ministri del 5 maggio 2011, pubblicato nel supplemento  ordinario n. 123 alla Gazzetta Ufficiale n. 113 del 17 maggio  2011,  che  alla data del 21 agosto 2017 con riferimento ai Comuni di cui all'art. 17, risultavano adibite ad abitazione principale ai sensi  dell'art.  13, comma 2, terzo, quarto e quinto periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22  dicembre 2011, n. 214;
  2. dei proprietari ovvero degli usufruttuari o dei titolari  di diritti reali di godimento che si sostituiscano ai proprietari  delle unita' immobiliari danneggiate o distrutte dal sisma  e  classificate con esito B, C o E ai sensi del decreto del Presidente del  Consiglio dei ministri del 5 maggio 2011, che, alla data del 21 agosto 2017 con riferimento ai Comuni di cui all'art.  17,  risultavano  concesse  in locazione sulla base di un contratto regolarmente registrato ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica  26 aprile 1986, n. 131, ovvero concesse in comodato o assegnate  a  soci di  cooperative  a  proprieta'  indivisa,  e  adibite   a   residenza anagrafica del conduttore, del comodatario o dell'assegnatario;
  3. dei proprietari ovvero degli usufruttuari o dei titolari  di diritti reali di godimento o dei familiari che  si  sostituiscano  ai proprietari delle unita'  immobiliari  danneggiate  o  distrutte  dal sisma e classificate con esito B, C o E  ai  sensi  del  decreto  del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 maggio 2011,  diverse  di quelle di cui alle lettere a) e b);
  4. dei proprietari, ovvero degli usufruttuari o dei titolari di diritti reali di godimento che si sostituiscano ai proprietari, e per essi al soggetto mandatario dagli stessi incaricato, delle  strutture e delle parti comuni degli edifici danneggiati o distrutti dal  sisma e classificati con  esito  B,  C  o  E,  ai  sensi  del  decreto  del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 maggio 2011,  nei  quali, alla data del 21  agosto  2017  con  riferimento  ai  Comuni  di  cui all'art. 17, era presente un'unita' immobiliare di cui  alle  lettere a), b) e c);
  5. dei titolari di attivita' produttive, ovvero di chi per legge o per contratto o sulla base di altro titolo giuridico  valido  alla data della domanda sia tenuto a sostenere le spese per la riparazione o ricostruzione delle  unita'  immobiliari,  degli  impianti  e  beni mobili strumentali all'attivita' danneggiati dal sisma,  e  che  alla data del 21 agosto 2017 con riferimento ai Comuni di cui all'art. 17, risultavano adibite all'esercizio dell'attivita' produttiva o ad essa strumentali.

2-bis. Nessun contributo puo'  essere  concesso  per  gli  immobili danneggiati oggetto di ordine di demolizione o  ripristino  impartito dal giudice penale.

3. Per i soggetti di cui alle lettere a), b), c), d)  ed  e)  del comma 2, la percentuale riconoscibile e' pari al 100  per  cento  del contributo   determinato   secondo   le   modalita'   stabilite   con provvedimenti adottati ai sensi dell'art. 18, comma 2.

4. Il contributo concesso e' al netto dell'indennizzo assicurativo o di altri contributi pubblici  percepiti  dall'interessato  per  le medesime finalita' di quelli di cui al presente Capo.

5. Rientrano tra le spese ammissibili a  finanziamento  le  spese relative alle prestazioni tecniche e amministrative,  nei  limiti  di quanto determinato all'art. 30, comma 3.

6. Le spese sostenute per tributi o  canoni  di  qualsiasi  tipo, dovuti  per  l'occupazione  di  suolo  pubblico   determinata   dagli interventi di  ricostruzione,  sono  inserite  nel  quadro  economico relativo alla richiesta di contributo.

7. Le domande  di  concessione  dei  contributi   contengono   la dichiarazione, ai sensi degli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.  445, in ordine al possesso dei requisiti necessari per la concessione  dei contributi di cui al comma 1 e all'eventuale spettanza  di  ulteriori contributi pubblici o di indennizzi assicurativi per la copertura dei medesimi danni.

8. Il proprietario che aliena  il  suo  diritto  sull'immobile  a privati diversi dal coniuge, dai parenti  o  affini  fino  al  quarto grado e dalla persona legata da rapporto giuridicamente rilevante  ai sensi dell'art. 1 della legge 20 maggio 2016, n. 76, dopo la data del 21 agosto  2017,  e  prima  del  completamento  degli  interventi  di riparazione, ripristino o  ricostruzione  che  hanno  beneficiato  di contributi,  ovvero  entro  due  anni  dal  completamento  di   detti interventi,  e' dichiarato decaduto dalle provvidenze ed e' tenuto  al rimborso delle somme percepite, maggiorate degli interessi legali, da versare all'entrata del bilancio dello  Stato,  secondo  modalita'  e termini stabiliti con provvedimenti adottati ai sensi  dell'art.  18, comma 2.

9. La concessione  del  contributo  e'  trascritta  nei  registri immobiliari, su richiesta del Commissario straordinario, in esenzione da qualsiasi tributo o diritto, sulla base del titolo di concessione, senza alcun'altra formalita'.

10 Le disposizioni del comma 8 non si applicano:

  1. in caso di vendita effettuata nei confronti del  promissario acquirente, diverso dal coniuge, dai parenti o affini fino al  quarto grado e dalla persona legata da rapporto giuridicamente rilevante  ai sensi dell'art. 1 della legge 20 maggio 2016, n. 76, in  possesso  di un titolo giuridico avente data certa anteriore agli  eventi  sismici del 21 agosto 2017 con riferimento agli immobili situati  nei  Comuni di cui all'art. 17;
  2. laddove il  trasferimento  della  proprieta'  si   verifichi all'esito di una procedura di esecuzione forzata  ovvero  nell'ambito delle procedure concorsuali disciplinate dal regio decreto  16  marzo 1942, n. 267, dal decreto legislativo 8 luglio 1999, n.  270,  ovvero dal Capo II della legge 27 gennaio 2012, n. 3.

11. In deroga agli articoli 1120, 1121 e 1136, quinto comma,  del codice civile, gli  interventi  di  recupero  relativi  ad  un  unico immobile composto da piu' unita' immobiliari possono essere  disposti dalla maggioranza dei condomini che comunque  rappresenti  almeno  la meta' del valore  dell'edificio.  In  deroga  all'art.  1136,  quarto comma, del codice civile, gli interventi ivi previsti  devono  essere approvati con un numero di voti che rappresenti la maggioranza  degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell'edificio.

12. Ferma restando  l'esigenza  di   assicurare   il   controllo, l'economicita'  e  la   trasparenza   nell'utilizzo   delle   risorse pubbliche,  i  contratti  stipulati  dai   privati   beneficiari   di contributi per l'esecuzione di lavori e per l'acquisizione di beni  e servizi connessi agli interventi di cui  al  presente  articolo,  non sono ricompresi tra quelli previsti dall'art. 1, comma 2, del  codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

13. La selezione dell'impresa esecutrice da parte del beneficiario dei contributi e' compiuta mediante procedura concorrenziale  intesa all'affidamento dei lavori  alla  migliore  offerta.  Alla  selezione possono partecipare solo le  imprese  che  risultano  iscritte  nella Anagrafe di cui all'art. 29, in numero non inferiore a tre. Gli esiti della  procedura  concorrenziale,   completi   della   documentazione stabilita con atti adottati ai sensi  dell'art.  18,  comma  2,  sono prodotti dall'interessato  in  ogni  caso  prima  dell'emissione  del provvedimento di concessione del contributo.

 

Art. 22

Interventi di riparazione e ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti

 

1. I contributi per  la  riparazione  o  la  ricostruzione  degli immobili   danneggiati   o   distrutti   dall'evento   sismico   sono finalizzati, sulla base dei danni effettivamente  verificatisi  nelle zone di  classificazione  sismica  1,  2  e  3  quando  ricorrono  le condizioni per la concessione del beneficio, a:

  1. riparare, ripristinare, demolire, ricostruire o delocalizzare ed assoggettare a trasformazione urbana, gli  immobili  di  edilizia privata ad uso  abitativo  e  non  abitativo,  ad  uso  produttivo  e commerciale, ad uso agricolo e per  i  servizi  pubblici  e  privati, compresi  quelli  destinati  al  culto,   danneggiati   o   distrutti dall'evento sismico. Limitatamente agli interventi di  riparazione  e ripristino, per tali immobili, l'intervento  di  miglioramento  o  di adeguamento sismico deve conseguire il massimo livello  di  sicurezza compatibile   in   termini   tecnico-economici   con   la   tipologia dell'immobile, asseverata da un tecnico abilitato, nel rispetto delle disposizioni  concernenti  la   resistenza   alle   azioni   sismiche eventualmente  emanate  dal  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei trasporti;
  2. riparare, ripristinare, demolire o ricostruire gli  immobili «di  interesse  strategico»,  di  cui  al  decreto   del   Capo   del Dipartimento della protezione  civile  21  ottobre  2003,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 252 del 29 ottobre 2003 e quelli  ad  uso scolastico danneggiati o  distrutti  dall'evento    Per  tali immobili, l'intervento deve conseguire l'adeguamento sismico ai sensi delle vigenti norme tecniche per le costruzioni;
  3. riparare o ripristinare gli immobili soggetti alla tutela del codice dei  beni  culturali  e  del  paesaggio  di  cui  al  decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, danneggiati dall'evento  Per  tali  immobili,  l'intervento  di  miglioramento  sismico   deve conseguire  il  massimo  livello  di  sicurezza  compatibile  con  le concomitanti  esigenze  di  tutela  e  conservazione   dell'identita' culturale del bene stesso.

 

Art. 23

Interventi di immediata esecuzione

1. Al fine di favorire il rientro nelle unita' immobiliari  e  il ritorno alle normali condizioni  di  vita  e  di  lavoro  nei  Comuni interessati dagli eventi sismici di cui all'art. 17, per gli  edifici con danni lievi non classificati agibili secondo la  procedura  AeDES di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5  maggio 2011, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 113 del 17 maggio 2011, e al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2014, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  243 del 18 ottobre  2014,  che  necessitano  soltanto  di  interventi  di immediata  riparazione  di  carattere  non  strutturale,  i  soggetti interessati possono, previa  presentazione  di  apposito  progetto  e asseverazione da parte di un professionista abilitato  che  documenti il nesso di causalita' tra gli eventi sismici di cui all'art. 17 e lo stato della struttura, e attesti la valutazione economica del  danno, effettuare l'immediato ripristino della agibilita'  degli  edifici  e delle strutture.

2. I progetti di cui al comma 1 possono riguardare singole unita' immobiliari.  In  tal  caso,  il  professionista   incaricato   della progettazione assevera la rispondenza  dell'intervento  all'obiettivo di cui allo stesso comma 1.

3. Con provvedimenti adottati ai sensi dell'art. 18, comma 2, sono adottate misure  operative  per  l'attuazione  degli  interventi  di immediata esecuzione di cui al comma 1.

4. I soggetti interessati, con  comunicazione  di  inizio  lavori asseverata ai sensi dell'art. 6-bis del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6  giugno  2001,  n.  380,  anche  in deroga all'art. 146 del codice dei beni culturali e del paesaggio  di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, informano i Comuni di cui all'art. 17 dell'avvio dei lavori  edilizi  di  riparazione  o ripristino, da eseguire  comunque  nel  rispetto  delle  disposizioni stabilite con i provvedimenti di cui all'art. 18,  comma  2,  nonche' dei  contenuti   generali   della   pianificazione   territoriale   e urbanistica, ivi inclusa quella paesaggistica, con l'indicazione  del progettista abilitato responsabile della progettazione, del direttore dei lavori e dell'impresa  esecutrice,  purche'  le  costruzioni  non siano state interessate da interventi edilizi totalmente abusivi  per i quali sono stati emessi i relativi ordini di demolizione, allegando o autocertificando quanto necessario ad assicurare il rispetto  delle vigenti disposizioni di settore con particolare riferimento a  quelle in materia edilizia, di sicurezza e sismica. I soggetti  interessati, entro  il  termine  di  sessanta  giorni  dall'inizio   dei   lavori, provvedono a presentare la documentazione  che  non  sia  stata  gia' allegata alla comunicazione di avvio  dei  lavori  di  riparazione  o ripristino  e  che  sia   comunque   necessaria   per   il   rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, del titolo abilitativo edilizio  e dell'autorizzazione sismica. Il mancato rispetto del termine e  delle modalita' di cui al presente comma determina l'inammissibilita' della domanda di  contributo,  nonche'  la  decadenza  dal  contributo  per l'autonoma  sistemazione   eventualmente   percepito   dal   soggetto interessato.

5. I lavori di cui al presente  articolo  sono  obbligatoriamente affidati a imprese:

  1. che risultino  aver   presentato   domanda   di   iscrizione nell'Anagrafe di cui all'art. 29, e fermo  restando  quanto  previsto dallo stesso, abbiano altresi' prodotto l'autocertificazione  di  cui all'art. 89 del codice di cui  al  decreto  legislativo  6  settembre 2011, n. 159;
  2. che non abbiano commesso violazioni agli obblighi contributivi e previdenziali come attestato dal documento unico  di  regolarita' contributiva (DURC) rilasciato a norma dell'art. 8  del  decreto  del Ministro del lavoro  e  delle  politiche  sociali  30  gennaio  2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1° giugno 2015;
  3. per lavori di importo superiore a euro 258.000, che siano in possesso della qualificazione ai sensi dell'art. 84 del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

6. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano nei casi di cui  all'art.  25  fino  alla  definizione  delle  relative procedure.

 

Art. 24

Procedura per la concessione e l'erogazione dei contributi

1. Fuori dai casi disciplinati dall'art. 23, comma 4, l'istanza di concessione dei contributi e' presentata dai soggetti legittimati di cui all'art. 21, comma 2, ai Comuni di  cui  all'art.  17  unitamente alla richiesta del titolo abilitativo necessario  in  relazione  alla tipologia   dell'intervento    progettato.    Alla    domanda    sono obbligatoriamente allegati, oltre alla documentazione necessaria  per il rilascio del titolo edilizio:

a) relazione tecnica  asseverata  a  firma  di   professionista abilitato e in possesso dei requisiti di cui all'art. 30,  attestante la riconducibilita' causale diretta dei danni esistenti  agli  eventi sismici di cui all'art. 17, a cui si allega l'eventuale scheda AeDES, se disponibile, o l'ordinanza di sgombero;

b) progetto degli interventi proposti, con l'indicazione  delle attivita' di  demolizione,  ricostruzione  e  riparazione  necessarie nonche' degli interventi di miglioramento sismico previsti,  riferiti all'immobile  nel  suo  complesso,  corredati  da   computo   metrico estimativo da cui risulti l'entita' del contributo richiesto;

b-bis)  indicazione  dell'impresa  affidataria  dei  lavori,  con allegata documentazione relativa alla sua  selezione  e  attestazione del rispetto della normativa vigente in materia di antimafia.

2. All'esito dell'istruttoria relativa agli interventi richiesti a norma della vigente  legislazione,  il  Comune rilascia  il  titolo edilizio.

3. I Comuni di cui  all'art.  17,  verificata  la  spettanza  del contributo e il relativo importo, dopo aver acquisito e verificato la documentazione relativa  all'individuazione  dell'impresa  esecutrice dei lavori di cui all'art. 21, comma 13, trasmettono  al  Commissario straordinario la proposta di  concessione  del  contributo  medesimo, comprensivo delle spese tecniche.

4. Il Commissario  straordinario  o  suo  delegato  definisce  il procedimento con decreto di concessione del contributo  nella  misura accertata e ritenuta congrua. I contributi  sono  erogati,  a  valere sulle risorse di cui all'art. 19, sulla base di stati di  avanzamento lavori  relativi  all'esecuzione  dei  lavori,  alle  prestazioni  di servizi e alle acquisizioni di beni  necessari  all'esecuzione  degli interventi ammessi a contributo.

5. La struttura  commissariale  procede  con   cadenza   mensile, avvalendosi del Provveditorato alle opere pubbliche  della  Campania, Molise, Puglia e Basilicata a verifiche a campione  sugli interventi per i  quali  sia  stato  adottato  il  decreto  di  concessione  dei contributi a  norma  del  presente  articolo,  previo  sorteggio  dei beneficiari in misura pari ad almeno il 10 per cento  dei  contributi complessivamente concessi. Qualora dalle  predette  verifiche  emerga che i  contributi  sono  stati  concessi  in  carenza  dei  necessari presupposti, ovvero che gli interventi eseguiti non  corrispondono  a quelli per i quali e' stato concesso il  contributo,  il  Commissario straordinario dispone l'annullamento o la revoca, anche parziale, del decreto di concessione dei contributi  e  provvede  a  richiedere  la restituzione delle eventuali somme indebitamente percepite.

6. Con atti adottati ai sensi dell'art. 18, comma 2, sono definiti modalita' e termini per la presentazione delle domande di concessione dei contributi e per l'istruttoria delle  relative  pratiche,  anche prevedendo  la  dematerializzazione  con  l'utilizzo  di  piattaforme informatiche.

7. All'attuazione del  presente   articolo   le   Amministrazioni interessate provvedono nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

 

Art. 25

Definizione delle procedure di condono  

1. Al fine di dare attuazione alle disposizioni di cui al presente capo, i Comuni di cui all'art. 17, comma 1, definiscono le istanze di condono relative agli immobili distrutti o danneggiati dal sisma del 21 agosto 2017, presentate ai sensi della legge 28 febbraio 1985,  n. 47, della legge 23 dicembre 1994, n.  724,  e  del  decreto-legge  30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, pendenti alla data di entrata  in  vigore  del presente decreto. Per la definizione delle istanze di cui al presente articolo, trovano esclusiva applicazione le disposizioni  di  cui  ai Capi IV e V della legge 28 febbraio 1985, n. 47.

1-bis. Per le istanze presentate  ai  sensi  del  decreto-legge  30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, le procedure di cui al comma 1  sono  definite previo  rilascio  del  parere  favorevole  da  parte   dell'autorita' preposta alla tutela del vincolo paesaggistico. Per tutte le  istanze di cui al comma 1 trova comunque applicazione l'art. 32, commi  17  e 27, lettera a), del medesimo decreto-legge n. 269 del 2003.

2. I comuni di cui all'art. 17, comma 1, provvedono, anche mediante l'indizione di apposite conferenze di  servizi,  ad  assicurare  la conclusione dei procedimenti volti all'esame delle  predette  istanze di condono, entro sei mesi dalla data  di  entrata  in  vigore  della legge di conversione del presente decreto. Entro lo  stesso  termine, le autorita' competenti provvedono al  rilascio  del  parere  di  cui all'art. 32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,  convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.

3. Il procedimento per la concessione dei contributi  di  cui  al presente capo e' sospeso  nelle  more  dell'esame  delle  istanze  di condono e la loro erogazione e' subordinata all'accoglimento di dette istanze. Il contributo comunque non spetta per la parte  relativa  ad eventuali aumenti di volume oggetto del condono.

 

Art. 26

 Ricostruzione pubblica

 

1. Con provvedimenti adottati ai sensi dell'art. 18, comma 2,  e' disciplinato il finanziamento, nei limiti delle  risorse  disponibili sulla contabilita' speciale di cui all'art. 19, per la demolizione  e ricostruzione, la riparazione e il ripristino degli edifici pubblici, delle  chiese  e  degli  edifici  di  culto  di  proprieta'  di  enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, per gli  interventi  volti  ad assicurare  la  funzionalita'   dei   servizi   pubblici,   e   delle infrastrutture, nonche' per gli interventi sui  beni  del  patrimonio artistico e culturale, compresi quelli sottoposti a tutela  ai  sensi del codice dei beni culturali e  del  paesaggio  di  cui  al  decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, che devono prevedere anche  opere di  miglioramento  sismico  finalizzate  ad  accrescere  in   maniera sostanziale la capacita' di resistenza delle strutture, nei Comuni di cui all'art. 17, attraverso  la  concessione  di  contributi  per  la realizzazione  degli   interventi   individuati   a   seguito   della ricognizione dei  fabbisogni  effettuata  dal  Commissario  ai  sensi dell'art. 18, comma 1, lettera c).

2. Al fine di dare attuazione alla programmazione degli interventi di cui al comma 1, con atti adottati ai sensi dell'art. 18, comma 2, si provvede a:

  1. predisporre e approvare un piano delle opere pubbliche, delle chiese e degli edifici di culto di proprieta' di enti  ecclesiastici civilmente riconosciuti, che quantifica il  danno  e  ne  prevede  il finanziamento in base alle risorse disponibili;
  2. predisporre ed  approvare,  per   gli   edifici   scolastici dichiarati inagibili, piani finalizzati ad assicurare il  ripristino, per il regolare svolgimento fin dall'anno scolastico 2018-2019, delle condizioni necessarie per la ripresa ovvero per lo svolgimento  della normale attivita' scolastica, educativa o  didattica,  in  ogni  caso senza incremento della spesa di personale, anche  mediante  contratti di locazione di immobili privati, nei Comuni di cui all'art. 17,  nel limite di spesa di euro 250.000 su base annua mediante utilizzo delle risorse disponibili di cui all'art.    I  piani  sono  predisposti sentito  il  Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'  e   della ricerca;
  3.  predisporre e approvare un piano  dei  beni  culturali,  che quantifica il danno e  ne  prevede  il  finanziamento  in  base  alle risorse disponibili;
  4. predisporre ed approvare un piano di interventi sui dissesti idrogeologici, con priorita' per dissesti che costituiscono  pericolo per centri abitati ed infrastrutture

3.In sede di approvazione dei piani di cui al comma 2 ovvero con apposito atto adottato ai sensi dell'art. 18, comma 2, il Commissario straordinario  puo'  individuare,  con  specifica  motivazione,   gli interventi, inseriti in  detti  piani,  che  rivestono  un'importanza essenziale ai fini della ricostruzione nei  territori  colpiti  dagli eventi sismici verificatisi  a  far  data  dal  21  agosto  2017.  La realizzazione degli interventi di cui al primo  periodo,  costituisce presupposto per l'applicazione della procedura di  cui  all'art.  63, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016,  n. 50. Conseguentemente, per gli appalti pubblici di lavori, di  servizi e di forniture da aggiudicarsi da parte del Commissario straordinario si applicano le disposizioni di cui all'art. 63, commi  1  e  6,  del decreto legislativo n. 50 del 2016.  Nel  rispetto  dei  principi  di trasparenza,   concorrenza   e   rotazione,   l'invito,    contenente l'indicazione dei criteri di aggiudicazione dell'appalto, e' rivolto, sulla base  del  progetto  definitivo,  ad  almeno  cinque  operatori economici iscritti nell'Anagrafe di cui all'art. 29. In  mancanza  di un numero sufficiente di operatori economici iscritti nella  predetta Anagrafe, l'invito previsto al quarto periodo deve essere rivolto  ad almeno cinque operatori iscritti in uno degli  elenchi  tenuti  dalle prefetture-uffici territoriali del  Governo  ai  sensi  dell'art.  1, commi 52 e seguenti, della legge 6  novembre  2012,  n.  190,  e  che abbiano presentato domanda di iscrizione nell'Anagrafe  antimafia  di cui al citato art. 29. Si applicano le disposizioni di  cui  all'art. 29. I lavori vengono affidati  sulla  base  della  valutazione  delle offerte effettuata da  una  commissione  giudicatrice  costituita  ai sensi dell'art. 77 del decreto legislativo n. 50 del 2016.

4. La Regione Campania nonche' gli  Enti  locali  della  medesima Regione, ove a  tali  fini  da  essa  individuati,  previa  specifica intesa, procedono, nei limiti  delle  risorse  disponibili  e  previa approvazione da parte del Commissario  straordinario,  ai  soli  fini dell'assunzione della spesa a carico delle risorse  di  cui  all'art. 19, all'espletamento  delle  procedure  di  gara  relativamente  agli immobili di loro proprieta'.

5. Il Commissario straordinario provvede, con oneri a carico delle risorse di cui all'art. 19, e nei limiti delle risorse  disponibili, alla  diretta  attuazione  degli  interventi  relativi  agli  edifici pubblici di  proprieta'  statale,  ripristinabili  con  miglioramento sismico.

6. Sulla base   delle   priorita'   stabilite   dal   Commissario straordinario e in coerenza con il piano delle opere pubbliche  e  il piano dei beni culturali di cui al  comma  2,  lettere  a)  e  c),  i soggetti attuatori di cui all'art.  27,  comma  1,  oppure  i  Comuni interessati provvedono a predisporre  ed  inviare  i  progetti  degli interventi al Commissario straordinario.

7. Ferme restando  le  previsioni  dell'art.   24   del   decreto legislativo n. 50 del 2016, per la predisposizione dei progetti e per l'elaborazione  degli  atti  di   pianificazione   e   programmazione urbanistica, in conformita' agli indirizzi definiti  dal  Commissario straordinario, i soggetti di cui al comma  6  del  presente  articolo possono procedere all'affidamento di incarichi ad uno  o  piu'  degli operatori  economici  indicati  all'art.  46   del   citato   decreto legislativo n. 50 del 2016. L'affidamento degli incarichi di  cui  al primo   periodo   e'   consentito   esclusivamente   in    caso    di indisponibilita'  di   personale   in   possesso   della   necessaria professionalita' e, per importi inferiori a quelli di cui all'art. 35 del decreto legislativo n. 50 del 2016, e' attuato mediante procedure negoziate con almeno cinque soggetti di cui all'art.  46  del  citato decreto legislativo n. 50 del 2016.

8. Il Commissario  straordinario,  previo  esame   dei   progetti presentati dai soggetti di cui al comma 6 e verifica della congruita' economica degli stessi, approva definitivamente i progetti  esecutivi e adotta il decreto di concessione del contributo.

9. I contributi di cui al presente articolo, nonche' le spese per l'assistenza alla popolazione sono erogati in via diretta.

10. Il monitoraggio dei finanziamenti di cui al presente articolo avviene sulla base di quanto  disposto  dal  decreto  legislativo  29 dicembre 2011, n. 229.

11. Il Commissario   straordinario   definisce,   con    propri provvedimenti adottati d'intesa  con  il  Ministero  dell'economia  e delle finanze, i criteri e le modalita' attuative del comma 9.

 

Art. 27

 Soggetti attuatori degli interventi relativi alle opere pubbliche e ai beni culturali

1. Per la riparazione, il ripristino, il miglioramento sismico o la ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni  culturali,  di  cui all'art. 26, comma 1, i soggetti attuatori degli interventi sono:

  1. la Regione Campania;
  2. il Ministero per i beni e le attivita' culturali;
  3. il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
  4. l'Agenzia del demanio;
  5. i Comuni;
  6. il Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'   e   della ricerca;
  7. i soggetti gestori o proprietari delle infrastrutture viarie;
  8. la Diocesi, limitatamente agli interventi sugli immobili  di proprieta' di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti e di importo inferiore alla soglia di rilevanza europea di  cui  all'art.  35  del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

 

Art. 28  

Contributi ai privati e alle attivita' produttive per i beni mobili danneggiati

1. In caso di distruzione o danneggiamento grave di  beni  mobili presenti nelle unita' immobiliari distrutte  o  danneggiate  a  causa degli eventi sismici,  e  di  beni  mobili  registrati,  puo'  essere assegnato un contributo secondo modalita' e criteri da  definire  con provvedimenti adottati ai sensi dell'art. 18,  comma  2,  nei  limiti delle risorse disponibili sulla contabilita' speciale di cui all'art. 19, anche in relazione al limite massimo del contributo per  ciascuna famiglia  anagrafica  residente  o  attivita'  produttiva  con   sede operativa  nei  Comuni  di  cui   all'art.   17,   come   risultante, rispettivamente, dallo stato di famiglia alla data del 21 agosto 2017 e dal certificato di iscrizione alla camera di commercio,  industria, artigianato e agricoltura  o  all'albo  professionale  alla  medesima data. In ogni caso, per i beni  mobili  non  registrati  puo'  essere concesso solo un contributo forfettario.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano nei limiti e  nel rispetto delle condizioni previste dal regolamento (UE)  n.  651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014 e,  in  particolare,  dall'art.

 

Art. 29

Legalita' e trasparenza

1. Ai fini dello svolgimento, in forma integrata e coordinata, di tutte le attivita' finalizzate alla prevenzione e al contrasto  delle infiltrazioni  della  criminalita'  organizzata  nell'affidamento   e nell'esecuzione dei  contratti  pubblici  e  di  quelli  privati  che fruiscono  di  contribuzione  pubblica,  aventi  ad  oggetto  lavori, servizi e forniture, connessi agli interventi  per  la  ricostruzione nei Comuni di cui all'art. 17, si applicano le  disposizioni  di  cui all'art. 30 del decreto-legge 17 ottobre 2016,  n.  189,  convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  15  dicembre  2016,  n.  229;   il Commissario straordinario si avvale della Struttura di cui al  citato art. 30 e dell'Anagrafe ivi prevista.

2. All'attuazione del  presente   articolo   le   Amministrazioni interessate provvedono nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

2-bis. Agli atti di competenza  del  Commissario  straordinario  si applicano le disposizioni di cui all'art.  36  del  decreto-legge  17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla  legge  15 dicembre 2016, n. 229.

 

Art. 30

Qualificazione  degli  operatori  economici  per  l'affidamento   dei servizi di architettura e di ingegneria.

1. Gli incarichi di progettazione e direzione dei lavori  per  la ricostruzione o riparazione e ripristino degli  immobili  danneggiati dagli eventi sismici possono essere affidati dai privati ai  soggetti di cui all'art. 46 del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016,  n.  50,  che  siano  in  possesso  di  adeguati   livelli   di affidabilita' e professionalita' e non abbiano commesso violazioni in materia contributiva e previdenziale ostative al rilascio del DURC.

2. In ogni caso, il direttore dei lavori non deve avere in  corso ne' avere avuto negli ultimi tre anni rapporti non  episodici,  quali quelli di legale rappresentante, titolare, socio, direttore  tecnico, con  le  imprese  invitate   a   partecipare   alla   selezione   per l'affidamento dei lavori di riparazione  o  ricostruzione,  anche  in subappalto, ne' rapporti di  coniugio,  di  parentela,  di  affinita' ovvero rapporti giuridicamente rilevanti ai sensi e per  gli  effetti dell'art. 1 della legge 20 maggio 2016, n. 76, con il titolare o  con chi  riveste  cariche  societarie  nelle  stesse.  A  tale  fine,  il direttore  dei  lavori   produce   apposita   autocertificazione   al committente, trasmettendone altresi' copia agli uffici  speciali  per la  ricostruzione.  La  struttura   commissariale   puo'   effettuare controlli, anche a campione, in ordine  alla  veridicita'  di  quanto dichiarato.

3. Il contributo massimo, a carico del Commissario straordinario, che  vi  provvede  nei  limiti  delle   risorse   disponibili   sulla contabilita' speciale di cui all'art.  19,  per  tutte  le  attivita' tecniche poste in essere per la ricostruzione privata,  e'  stabilito nella misura, al netto dell'IVA e dei versamenti  previdenziali,  del 10 per cento, incrementabile fino al 12,5 per cento per i  lavori  di importo inferiore a 500.000 euro. Per i lavori di importo superiore 2 milioni di euro il contributo massimo e' pari al 7,5 per cento. Con provvedimenti  adottati  ai  sensi  dell'art.  18,  comma   2,   sono individuati i criteri e le modalita'  di  erogazione  del  contributo previsto dal primo e dal secondo periodo, assicurando una graduazione del contributo che tenga  conto  della  tipologia  della  prestazione tecnica richiesta agli operatori economici e dell'importo dei lavori; con i medesimi provvedimenti puo' essere riconosciuto  un  contributo aggiuntivo, per le sole indagini o prestazioni specialistiche,  nella misura massima del 2 per cento, al netto dell'IVA  e  dei  versamenti previdenziali.

4. Per le opere pubbliche, compresi i beni culturali di competenza delle Diocesi e del Ministero per i beni e le  attivita'  culturali, con provvedimenti adottati ai sensi dell'art. 18, comma 2, e' fissata una soglia massima  di  assunzione  degli  incarichi,  tenendo  conto dell'organizzazione dimostrata dai soggetti di cui al comma  1  nella qualificazione.

5. Per gli interventi di ricostruzione privata diversi da  quelli previsti  dall'art.  22,  con  i  provvedimenti  adottati  ai   sensi dell'art. 18, comma  2,  sono  stabiliti  i  criteri  finalizzati  ad evitare concentrazioni di incarichi che non  trovano  giustificazione in ragioni di organizzazione tecnico-professionale.

6. L'affidamento degli incarichi di  progettazione,  per  importi inferiori a quelli di cui all'art. 35 del codice di  cui  al  decreto legislativo n. 50 del 2016, avviene, mediante procedure negoziate con almeno cinque soggetti di cui all'art. 46 del medesimo  codice.  Agli oneri derivanti dall'affidamento degli incarichi di  progettazione  e di quelli previsti dall'art. 23, comma  11,  del  codice  di  cui  al decreto legislativo n. 50 del 2016, si provvede con le risorse di cui all'art. 19, del presente decreto.

 

Art. 31 

Struttura del Commissario straordinario

 

  1. Il Commissario  straordinario,   nell'ambito   delle   proprie competenze e funzioni,  opera  con  piena  autonomia  amministrativa, finanziaria  e  contabile  in  relazione  alle  risorse  assegnate  e disciplina l'articolazione interna della struttura di cui al comma 2, anche in aree e unita' organizzative, con propri  atti  in  relazione alle specificita' funzionali e di competenza.
  2. Nei limiti delle risorse disponibili sulla contabilita' speciale di cui all'art. 19, il Commissario straordinario si avvale, oltre che dell'Unita' tecnica di cui all'art. 18, comma 4, di  una  struttura posta alle sue dirette dipendenze, le cui  sedi  sono  individuate  a Roma e quelle operative a Napoli e  nell'Isola  di  Ischia.  Essa  e' composta da un  contingente  nel  limite  massimo  di  12  unita'  di personale non dirigenziale e 1 unita' di  personale  dirigenziale  di livello non generale, scelte tra il personale  delle  amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con  esclusione  del  personale  docente  educativo  ed amministrativo tecnico ausiliario delle istituzioni  scolastiche.  Si puo' avvalere altresi' di un numero massimo di  3  esperti,  nominati con  proprio  provvedimento,  anche  in  deroga  a  quanto   previsto dall'art. 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
  3. Il personale di cui al comma 2 e' posto, ai sensi dell'art. 17, comma 14, della legge 15  maggio  1997,  n.  127,  in  posizione  di comando, distacco o fuori ruolo o altro analogo istituto previsto dai rispettivi  ordinamenti,  conservando  lo  stato   giuridico   e   il trattamento   economico    fondamentale    dell'amministrazione    di appartenenza.  Al  personale  non  dirigenziale  della  struttura  e' riconosciuto  il  trattamento  economico  accessorio,  ivi   compresa l'indennita' di amministrazione, del personale non  dirigenziale  del comparto della Presidenza del Consiglio dei  ministri.  Al  dirigente della struttura e'  riconosciuta  la  retribuzione  di  posizione  in misura  equivalente  ai  valori  economici  massimi   attribuiti   ai dirigenti di livello non generale della Presidenza del Consiglio  dei ministri, nonche' un'indennita'  sostitutiva  della  retribuzione  di risultato,   determinata   con    provvedimento    del    Commissario straordinario, di  importo  non  superiore  al  50  per  cento  della retribuzione di posizione. Resta a carico  delle  amministrazioni  di provenienza  il  trattamento  fondamentale  mentre  sono   a   carico esclusivo della contabilita' speciale intestata  al  Commissario  gli oneri relativi al trattamento economico non fondamentale.
  4. Al compenso spettante agli esperti di cui al comma  2  nonche' alle spese per il  funzionamento  della  struttura  commissariale  si provvede  con  le  risorse  della  contabilita'   speciale   prevista dall'art. 19.
  5. Al Commissario  straordinario,  agli   esperti,   nonche'   ai componenti della struttura commissariale, sono riconosciute le  spese di viaggio, vitto e alloggio connesse agli spostamenti tra le sedi di Roma e quelle operative di Napoli e dell'Isola di Ischia, con oneri a carico delle  risorse  di  cui  alla  contabilita'  speciale  di  cui all'art. 19.
  6. Il Commissario straordinario puo'  avvalersi  di  un  comitato tecnico scientifico composto da esperti di comprovata  esperienza  in materia di urbanistica, ingegneria sismica, tutela  e  valorizzazione dei beni culturali e  di  ogni  altra  professionalita'  che  dovesse rendersi necessaria. La costituzione e il funzionamento del  comitato sono  regolati  con  provvedimenti  del  Commissario   straordinario, adottati ai sensi dell'art. 18, comma 2.  Per  la  partecipazione  al comitato tecnico scientifico  non  e'  dovuta  la  corresponsione  di gettoni di presenza, compensi o altri emolumenti comunque denominati. Agli oneri derivanti da eventuali rimborsi spese per missioni  si  fa fronte nell'ambito delle risorse di cui alla contabilita' speciale di cui all'art. 19.
  7. Con uno o piu' provvedimenti  del  Commissario  straordinario, adottati ai sensi dell'art. 18, comma 2,  nei  limiti  delle  risorse disponibili:
  8. a) al personale non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, in  servizio  presso  la  struttura  direttamente   impegnato   nelle attivita'  di  cui  all'art.  17,   puo'   essere   riconosciuta   la corresponsione di compensi per prestazioni  di  lavoro  straordinario nel limite massimo di 30 ore mensili effettivamente svolte,  oltre  a quelle gia' previste  dai  rispettivi  ordinamenti,  e  comunque  nel rispetto della disciplina in materia di orario di lavoro  di  cui  al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66;
  9. b) al personale  dirigenziale  della   struttura   direttamente impegnato nelle attivita' di cui all'art. 17, puo' essere  attribuito un  incremento  del  20  per  cento  della  retribuzione  mensile  di posizione prevista dall'ordinamento di appartenenza,  commisurato  ai giorni di effettivo impiego.
  10. All'attuazione del presente articolo si provvede,  nei  limiti massimi di spesa di euro 350.000 per l'anno 2018  e  1.400.000  annui per gli anni 2019 e 2020,  a  valere  sulle  risorse  presenti  sulla contabilita' speciale di cui all'art. 19.

 

Art. 32

Proroghe e sospensioni dei termini

 

1. All'art. 2, comma 5-ter, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre  2017,  n. 172, al primo periodo dopo le parole «dell'imposta sul reddito  delle societa'» sono aggiunte le seguenti: «nonche'  ai  fini  del  calcolo dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)»  e  le parole  «fino  all'anno  di  imposta  2018»  sono  sostituite   dalle seguenti: «fino all'anno di imposta  2019»,  al  secondo  periodo  le parole  «fino  all'anno  di  imposta  2018»  sono  sostituite   dalle seguenti: «fino all'anno di imposta 2020».

1-bis. Le autorita' di regolazione di cui all'art. 48, comma 2, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15  dicembre  2016,  n.  229,  con  propri  provvedimenti adottati entro trenta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della legge  di  conversione  del  presente  decreto,   possono   prevedere esenzioni dal pagamento delle forniture di  energia  elettrica,  gas, acqua e telefonia, comprensive sia degli oneri  generali  di  sistema che  degli  eventuali  consumi,  per  il  periodo  intercorrente  tra l'ordinanza di inagibilita' o l'ordinanza sindacale di sgombero e  la revoca  delle  medesime,  individuando  anche  le  modalita'  per  la copertura delle esenzioni  stesse  attraverso  specifiche  componenti tariffarie, facendo ricorso,  ove  opportuno,  a  strumenti  di  tipo perequativo.

2. Con decreto del Ministero dell'interno,  di  concerto  con  il Ministero dell'economia e delle finanze,  da  adottare  entro  il  31 marzo 2019, sentita la Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali, sono stabiliti i criteri e le modalita' per  il  rimborso  ai  comuni interessati del minor gettito, nel limite massimo complessivo di 1,43 milioni di euro  per  ciascuno  degli  anni  2019  e  2020,  connesso all'esenzione di cui al comma 1.

3. Al fine  di  assicurare  ai  Comuni  di  cui  all'art.  17  la continuita'  nello  smaltimento  dei  rifiuti   solidi   urbani, il Commissario straordinario e'  autorizzato  a  concedere,  con  propri provvedimenti, a valere sulle risorse della contabilita' speciale  di cui all'art. 19, un'apposita compensazione fino ad un massimo di  1,5 milioni di euro con riferimento all'anno 2018, da erogare nel 2019, e fino ad un massimo di 4,5  milioni  di  euro  annui  per  il  biennio 2019-2020, per sopperire ai maggiori costi affrontati o  alle  minori entrate registrate a titolo di TARI-tributo di cui all'art. 1,  comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, o di TARI-corrispettivo di cui allo stesso art. 1, commi 667 e 668.

4. All'art. 1, comma 733, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le parole «2018 e 2019 dei mutui» sono sostituite dalle seguenti:  «dal 2018 al 2020 dei mutui» e dopo le parole «mutui stessi» sono inserite le seguenti: «; i  comuni  provvedono  alla  reimputazione  contabile degli impegni riguardanti le rate di ammortamento sospese».

5. All'art. 1, comma 734, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le parole «fino al 31 dicembre 2018» ovunque ricorrano sono  sostituite dalle seguenti: «fino al 31 dicembre 2020».

6. All'art. 1, comma 752, della legge 27 dicembre 2017,  n.  205, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. al primo periodo, le parole «della durata  non  superiore  a quella della vigenza  dello  stato  di  emergenza  e  comunque»  sono soppresse;
  2. al primo periodo, dopo le parole «4 e 6 unita'» sono inserite le seguenti: «per l'anno 2018, e rispettivamente 8 e 12  unita'  per gli anni 2019 e 2020, e il Comune di Forio nel limite di 4 unita' per gli anni 2019 e 2020»;
  3. al secondo periodo, le parole «353.600» sono sostituite dalle seguenti: «500.000 per l'anno 2018 e 1,2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020,».

7. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo  si provvede  a  valere  sulle  risorse  disponibili  della  contabilita' speciale di cui all'art. 19.

7-bis. All'art. 5, comma 1, del decreto-legge 10 dicembre 2013,  n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio  2014,  n. 6, le parole: «31 dicembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2019».

 

Art. 33 

 Sospensione del pagamento del canone RAI

1. Nei territori dei comuni di cui all'art. 17, il pagamento  del canone  di  abbonamento  alle  radioaudizioni   di   cui   al   regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n.  246,  convertito  dalla  legge  4 giugno 1938, n.  880,  e'  sospeso  fino  al  31  dicembre  2020.  Il versamento delle somme oggetto di sospensione,  ai  sensi  del  primo periodo, avviene, senza applicazione  di  sanzioni  e  interessi,  in unica rata o mediante rateizzazione fino a un massimo di ventiquattro rate mensili di pari  importo,  a  decorrere  dal  1°  gennaio  2021. L'insufficiente, tardivo o omesso pagamento di una o piu' rate ovvero dell'unica rata, comporta l'iscrizione a ruolo degli importi  scaduti e non versati nonche'  delle  relative  sanzioni  e  interessi  e  la cartella e' notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di  scadenza  dell'unica  rata  o  del periodo di rateazione. L'iscrizione a ruolo non  e'  eseguita  se  il contribuente si avvale  del  ravvedimento  di  cui  all'art.  13  del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.  Agli  oneri  derivanti dal presente comma, pari a 100 mila euro per l'anno 2018 e  900  mila euro annui nel biennio 2019-2020, si provvede ai sensi dell'art. 45.

 

Art. 34

Sospensione dei termini per il pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria.

1. Nei Comuni di cui all'art. 17, sono sospesi i termini relativi agli adempimenti e  ai  versamenti  dei  contributi  previdenziali  e assistenziali  e  dei  premi  per  l'assicurazione  obbligatoria   in scadenza nel periodo dalla data di entrata  in  vigore  del  presente decreto fino al 31 dicembre 2020. Non si fa  luogo  al  rimborso  dei contributi  previdenziali   e   assistenziali   e   dei   premi   per l'assicurazione  obbligatoria  gia'  versati.  Gli  adempimenti  e  i pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali  e  dei  premi per l'assicurazione  obbligatoria,  sospesi  ai  sensi  del  presente articolo,  sono  effettuati  entro  il   31   gennaio   2021,   senza applicazione di sanzioni e interessi,  anche  mediante  rateizzazione fino a un massimo  di  sessanta  rate  mensili  di  pari  importo,  a decorrere dal mese di febbraio  2021;  su  richiesta  del  lavoratore dipendente subordinato o assimilato, la ritenuta puo' essere  operata anche dal sostituto d'imposta. Agli oneri derivanti dalla sospensione di cui al presente comma, valutati in 6,5  milioni  di  euro  per  il 2018, in 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019  e  2020  si provvede ai sensi dell'art. 45.

 

Art. 35

Sospensione dei termini per la notifica delle cartelle di pagamento

1. Nei Comuni di cui all'art. 17, i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la  riscossione  delle  somme  risultanti dagli atti di cui agli articoli 29 e 30 del decreto-legge  31  maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  30  luglio 2010, n. 122, nonche' le attivita' esecutive da  parte  degli  agenti della riscossione e i termini di prescrizione  e  decadenza  relativi all'attivita' degli enti creditori, ivi compresi  quelli  degli  enti locali, sono sospesi dalla data di entrata  in  vigore  del  presente decreto fino al 31 dicembre 2020 e  riprendono  a  decorrere  dal  1° gennaio  2021.  Alla  compensazione  degli  effetti  in  termini   di fabbisogno e indebitamento netto derivanti dal presente comma, pari a 300 mila euro per l'anno 2018, 2 milioni di euro per  ciascuno  degli anni 2019 e 2020, si provvede ai sensi dell'art. 45.

 

Art. 36

Interventi volti alla ripresa economica

 

1. Al fine di favorire la ripresa produttiva  delle  imprese  del settore turistico, dei servizi connessi, dei pubblici esercizi e  del commercio e artigianato, nonche' delle imprese che svolgono attivita' agrituristica, come definita dalla legge 20 febbraio 2006, n.  96,  e dalle pertinenti  norme  regionali,  insediate  da  almeno  sei  mesi antecedenti agli eventi sismici nei Comuni dell'Isola di Ischia,  nel limite complessivo massimo di 2,5 milioni di euro per l'anno  2018  e di 2,5 milioni di euro per l'anno 2019, sono concessi  alle  medesime imprese contributi, a condizione che le  stesse  abbiano  registrato, nei sei mesi  successivi  agli  eventi  sismici,  una  riduzione  del fatturato annuo in misura non inferiore al 30 per  cento  rispetto  a quello calcolato  sulla  media  del  medesimo  periodo  del  triennio precedente.

2. I criteri, le procedure, le  modalita'  di  concessione  e  di calcolo dei contributi e di riparto delle risorse di cui al  comma  1 tra  i  comuni  interessati  sono  stabiliti  con  provvedimento  del Commissario  straordinario,  entro  sessanta  giorni  dalla  data  di entrata in vigore del presente decreto.

3. I contributi di cui al presente articolo sono erogati ai sensi dell'art. 50 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione,  del 17 giugno 2014, ovvero ai sensi del  regolamento  (UE)  n.  1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013.

4. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo  si provvede a valere sulle risorse disponibili di cui  all'art.  19  nel limite massimo di 2,5 milioni di euro per l'anno 2018 e  2,5  milioni di euro per l'anno 2019.

Capo IV 

Misure urgenti per gli eventi sismici verificatisi in Italia negli
anni 2009, 2012, 2016 e 2017

 

Art. 37

Misure per l'accelerazione del processo di ricostruzione -  Modifiche  al  decreto-legge  17  ottobre  2016,  n.  189,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229.

1.Al decreto-legge 17 ottobre  2016,  n.  189,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229,  sono  apportate le seguenti modificazioni:

a) all'art. 1, comma 5, terzo periodo, dopo le parole: «apposita delega  motivata»  sono  aggiunte  le  seguenti:  «,  oltre   ad   un rappresentante dei comuni per  ciascuna  delle  regioni  interessate, designato dall'ANCI regionale di riferimento»; 1) al comma 1, la lettera l) e' abrogata; 1-bis) al comma 2, secondo periodo, le parole:  «previa  intesa con» sono sostituite dalla seguente: «sentiti»; 1-ter)  al  comma   4,   primo   periodo,   dopo   la   parola: «progettazione» sono inserite le seguenti: «e nella realizzazione»;  2) al comma 5, dopo la lettera e),  e'  aggiunta  la  seguente: «e-bis) assicurano, in relazione agli  eventi  sismici  che  si  sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016, il monitoraggio degli aiuti previsti dal presente decreto, al fine  di  verificare  l'assenza  di sovracompensazioni nel rispetto delle norme europee  e  nazionali  in materia di aiuti di Stato.»;

b) all'art. 5, comma 2, lettera g), dopo le parole «al fine  di garantirne la continuita';» e' aggiunto, infine, il seguente periodo: «allo  scopo  di  favorire  la  ripresa  dell'attivita'  agricola   e zootecnica e ottimizzare l'impiego delle risorse a cio' destinate, la definitiva delocalizzazione in strutture temporanee  delle  attivita' agricole e zootecniche che,  per  le  loro  caratteristiche,  possono essere utilizzate in via definitiva e' assentita,  su  richiesta  del titolare dell'impresa, dall'Ufficio regionale competente;»;

b-bis) all'art. 6, comma 8,  dopo  la  parola:  «amministrative,» sono inserite  le  seguenti:  «nonche'  le  spese  per  le  attivita' professionali svolte dagli amministratori di condominio e le spese di funzionamento dei consorzi appositamente costituiti  tra  proprietari per gestire interventi unitari,»;

b-ter)  all'art.  14,  comma  4,  le  parole:  «dal   Commissario straordinario d'intesa con i vice  commissari  nel»  sono  sostituite dalle  seguenti:  «dal  Commissario  straordinario,  sentiti  i  vice commissari nella»;

c) all'art. 15, comma 1, dopo la lettera  e),  e'  aggiunta  la seguente: «e-bis) le Universita', limitatamente agli interventi sugli immobili  di  proprieta'  e  di  importo  inferiore  alla  soglia  di rilevanza comunitaria di cui all'art. 35 del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.»;

c-bis) all'art. 15, comma 3-bis:

  1. al  primo  periodo,  le  parole:  «gli   interventi»   sono sostituite dalle seguenti: «i lavori»,  la  parola:  «intervento»  e' sostituita dalla seguente: «lavoro»  e  le  parole:  «ai  fini  della selezione dell'impresa esecutrice,» sono soppresse;
  2. le  parole:  «500.000  euro»,   ovunque   ricorrono,   sono sostituite dalle seguenti: «600.000 euro»;  c-ter) all'art. 16, comma 3, lettera b), le  parole:  «approva  i progetti esecutivi» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «approva,  ai sensi dell'art. 27 del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, i progetti»;

c-quater) all'art. 34:

  1. al comma 5 e' aggiunto, in fine, il seguente  periodo:  «Con provvedimenti adottati ai sensi dell'art. 2,  comma  2,  puo'  essere altresi' riconosciuto un contributo ulteriore, nella  misura  massima del 2 per cento, per le attivita' professionali di  competenza  degli amministratori di condominio e  per  il  funzionamento  dei  consorzi appositamente  istituiti  dai  proprietari  per  gestire   interventi unitari»;
  2. dopo il comma 7 e' aggiunto il seguente: «7-bis.  Ai  tecnici  e   professionisti   incaricati   delle prestazioni tecniche relative agli interventi di edilizia privata  di ricostruzione dei territori colpiti dagli eventi sismici verificatisi a decorrere dal 24 agosto 2016, sia per danni  lievi  che  per  danni gravi, spetta, alla  presentazione  dei  relativi  progetti,  secondo quanto previsto dal presente decreto,  un'anticipazione  del  50  per cento del compenso relativo alle  attivita'  professionali  poste  in essere dagli studi tecnici o dal singolo professionista, e del 50 per cento del compenso relativo alla redazione della relazione  geologica e alle indagini specialistiche resesi necessarie per la presentazione del progetto di riparazione con rafforzamento locale o ripristino con miglioramento  sismico  o  demolizione  e  ricostruzione.   L'importo residuo,  fino  al  raggiungimento  del  100  per  cento  dell'intera parcella del professionista o studio tecnico professionale,  comprese la relazione geologica e le indagini specialistiche,  e'  corrisposto ai professionisti in concomitanza con gli stati  di  avanzamento  dei lavori. Con ordinanza commissariale sono  definite  le  modalita'  di pagamento delle prestazioni di cui al precedente periodo».

1-bis. All'art. 17-bis, comma 1, del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7  aprile  2017,  n. 45, dopo le parole: «e ai comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis al decreto-legge n. 189 del 2016» sono inserite le seguenti: «,  nonche' ai comuni situati entro 30 chilometri di distanza da quelli di cui ai predetti allegati 1, 2 e 2-bis,».

 

Art. 38

Rimodulazione delle funzioni commissariali

1. Con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  e' nominato un Commissario straordinario che subentra nelle funzioni del Commissario  straordinario  del   Governo   per   la   ricostruzione, l'assistenza alla popolazione e la ripresa  economica  dei  territori delle regioni Abruzzo,  Lazio,  Marche  e  Umbria  interessati  dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24  agosto  2016  nominato con decreto del Presidente della Repubblica del 9 settembre  2016  di cui al comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 228  del  29 settembre 2016.

2. Al Commissario si applicano le disposizioni del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, come modificato dal presente decreto,  e  ogni altra  disposizione  vigente  concernente  gli  interventi   per   la riparazione, la ricostruzione, l'assistenza  alla  popolazione  e  la ripresa economica dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio,  Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016.

3. Con il  decreto  di  nomina  e'  stabilito  il  compenso   del Commissario, determinato nei limiti di cui all'art. 15, comma 3,  del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, cui si provvede  con  le  risorse disponibili sulla contabilita' speciale del Commissario straordinario di cui all'art. 4, comma 3, del decreto-legge n. 189 del 2016.

Art. 39

Impignorabilita' delle risorse assegnate per la ricostruzione in aree interessate da eventi sismici

1.Fermo restando quanto stabilito dall'art. 545  del  codice  di procedura civile, non  sono  soggette  a  procedure  di  sequestro  o pignoramento e, in ogni caso,  a  esecuzione  forzata  in  virtu'  di qualsivoglia azione esecutiva o cautelare,  le  risorse  assegnate  a carico della finanza pubblica a soggetti pubblici e privati,  purche' depositate su singoli conti correnti bancari a tal  fine  attivati  e intestati alla gestione del Commissario delegato o straordinario  del Governo per la relativa ricostruzione, e destinate  a  interventi  di ricostruzione  e  riqualificazione   infrastrutturale,   industriale, edilizia  e  sul  patrimonio  storico  e  artistico   nei   territori interessati dagli eventi sismici:

  1. della regione   Abruzzo   dell'aprile   2009,   individuati nell'articolo unico del decreto del Commissario  delegato  16  aprile 2009, n. 3;
  2. delle provincie di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, del 20 e 29 maggio  2012,  di  cui  all'art.  1  del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122;
  3. delle regioni dell'Italia centrale, di cui all'allegato 1 al decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229.

2. I beneficiari delle somme di cui al comma 1 vi accedono, previa autorizzazione del Commissario delegato o straordinario, il quale ne verifica la destinazione a lavori e servizi riferiti  alle  finalita' indicate nel  medesimo  comma.  Ai  beneficiari  non  si  applica  la disposizione di cui all'art. 48-bis del decreto del Presidente  della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.

3. Atti di sequestro o di pignoramento e, in ogni caso, qualsiasi azione   esecutiva   o   cautelare   volta   all'esecuzione   forzata eventualmente intrapresa, sono inefficaci e comunque non  determinano obblighi di accantonamento, ne' sospendono l'accreditamento di  somme a  favore  delle   Amministrazioni   interessate   o   dei   soggetti beneficiari.

4. Gli effetti delle disposizioni dei precedenti commi cessano:

  1. il 31 dicembre 2019, con riferimento agli eventi sismici  di cui alla lettera a) del comma 1;
  2. il 31 dicembre 2020, con riferimento agli eventi sismici  di cui alle lettere b) e c) del comma 1.

5.Gli importi che residuano alla scadenza dei termini di cui  al comma 4 sono versati direttamente ai beneficiari  secondo  le  regole della gestione del Commissario delegato o straordinario.

6. Le disposizioni di cui al presente articolo non  si  applicano agli atti notificati fino al giorno antecedente alla data di  entrata in vigore del presente decreto.

 

Art. 39 bis

Modifiche all'art. 67-ter del decreto-legge 22 giugno  2012,  n.  83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.

1. All'art. 67-ter, comma 5, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. il terzo   periodo   e'   sostituito   dal   seguente:   «In considerazione delle assunzioni a tempo indeterminato effettuate,  la dotazione organica  dei  comuni  interessati  e'  incrementata  nella misura corrispondente  al  personale  in  servizio  al  30  settembre 2018.»;
  2. il quarto periodo e' soppresso.

 

Art. 39 ter

Modifiche all'art. 1-sexies del decreto-legge 29 maggio 2018, n.  55, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2018,  n.  89, recante ulteriori misure urgenti a  favore  delle  popolazioni  dei territori  delle  Regioni  Abruzzo,  Lazio,   Marche   ed   Umbria,  interessati dagli eventi sismici verificatisi a  far  data  dal  24 agosto 2016.

1. All'art. 1-sexies del decreto-legge 29  maggio  2018,  n.  55, convertito, con modificazioni, dalla legge 24  luglio  2018,  n.  89, sono apportate le seguenti modificazioni:

a. il comma 1 e' sostituito dal seguente:

«1. In caso di interventi edilizi  sugli  edifici  privati  nei comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis al decreto-legge 17  ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15  dicembre 2016, n. 229, realizzati prima degli eventi  sismici  del  24  agosto 2016 in assenza di titoli edilizi nelle ipotesi di cui  all'art.  22, comma 1, del testo unico di  cui  al  decreto  del  Presidente  della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, o in difformita' da essi,  e  nelle ipotesi di cui al comma 1-bis del presente articolo, il  proprietario dell'immobile, pur  se  diverso  dal  responsabile  dell'abuso,  puo' presentare,  anche  contestualmente  alla  domanda   di   contributo, richiesta di permesso o segnalazione certificata di inizio  attivita' in sanatoria, in deroga alle previsioni degli articoli 36,  comma  1, 37, comma 4, e 93 del citato  testo  unico  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, avendo riguardo a quanto rappresentato   nel   progetto   di   riparazione   o   ricostruzione dell'immobile danneggiato e alla disciplina vigente al momento  della presentazione  del  progetto.  E'  fatto  salvo,  in  ogni  caso,  il pagamento della sanzione di cui ai predetti articoli 36 e  37,  comma 4, il cui importo non puo' essere superiore a 5.164 euro e  inferiore a 516 euro, in misura determinata dal responsabile  del  procedimento comunale in relazione all'aumento di valore  dell'immobile,  valutato per  differenza  tra  il  valore  dello  stato  realizzato  e  quello precedente all'abuso, calcolato in base alla procedura  prevista  dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle  finanze  19  aprile 1994, n. 701. L'inizio dei lavori e' comunque subordinato al rilascio dell'autorizzazione statica o sismica, ove richiesta.»;

b) dopo il comma 1 e' inserito il seguente: «1-bis. Il comma 1 del presente articolo  trova  applicazione anche nei casi previsti dalle norme regionali attuative  dell'intesa, ai sensi dell'art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra lo Stato, le regioni e gli enti locali, sull'atto concernente  misure per il rilancio dell'economia attraverso l'attivita' edilizia, di cui al provvedimento della Conferenza unificata 1° aprile 2009, n. 21/CU, ovvero dalle norme regionali vigenti in materia di urbanistica  e  di edilizia. In tale caso il contributo non spetta per la parte relativa all'incremento di volume. Il presente articolo non trova applicazione nel caso in cui le costruzioni siano state interessate da  interventi edilizi totalmente abusivi per i quali sono stati emessi  i  relativi ordini di demolizione.»

c) al comma 3, secondo periodo, dopo la parola: «unitamente» sono inserite le seguenti: «al permesso di costruire o»;

d) al comma 6, quarto periodo, dopo le parole: «e'  rilasciata» sono inserite le seguenti: «dal competente ufficio regionale o».

 

Capo V  Ulteriori interventi emergenziali

Art. 40

Cabina di regia Strategia Italia

 

1. Entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con decreto del Presidente del Consiglio dei  ministri,  e' istituita, su proposta del Segretario del CIPE, una Cabina di  regia,  presieduta  dal  Presidente  del  Consiglio  dei   ministri   o   dal Sottosegretario di Stato delegato, senza nuovi o maggiori  oneri  per la finanza pubblica, composta  dal  Ministro  dell'economia  e  delle finanze, dal Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  dal Ministro per il Sud e dal Ministro per  gli  affari  regionali  e  le autonomie e integrata dai Ministri interessati alle materie  trattate nonche'  dal  Presidente  della  Conferenza  delle  regioni  e  delle province autonome, dal Presidente dell'Unione delle province d'Italia e dal Presidente dell'Associazione nazionale dei comuni italiani, con i seguenti compiti:

  1. verificare lo stato di attuazione, anche per il tramite delle risultanze del monitoraggio delle opere pubbliche, ivi  comprese  le risultanze del monitoraggio dinamico di cui all'art. 14, commi 1, 2 e 3, di piani e programmi di investimento infrastrutturale  e  adottare le iniziative idonee a superare eventuali ostacoli e ritardi;
  2. verificare lo stato di attuazione degli interventi connessi a fattori di rischio per il territorio, quali dissesto  idrogeologico, vulnerabilita'  sismica  degli  edifici   pubblici,   situazioni   di particolare degrado ambientale necessitanti attivita' di  bonifica  e prospettare possibili rimedi.

2. La Presidenza del Consiglio dei ministri, per il  tramite  del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della  politica economica, assicura l'attivita' di supporto  tecnico,  istruttorio  e organizzativo alla Cabina di regia di cui al comma 1.

 

Art. 40 bis

Interventi straordinari per il viadotto Sente

1. Al solo fine di  permettere  la  riapertura  al  traffico  del viadotto Sente e' autorizzata la spesa  di  2  milioni  di  euro  per l'anno 2018. Al relativo onere per l'anno 2018 si  provvede  mediante corrispondente riduzione del Fondo di  cui  all'art.  1,  comma  200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

 

Art. 41

Disposizioni urgenti sulla gestione dei fanghi di depurazione

1. Al fine di superare situazioni di criticita' nella gestione dei fanghi di depurazione, nelle more di una  revisione  organica  della normativa di settore, continuano a valere, ai fini  dell'utilizzo  in agricoltura dei fanghi di cui all'art. 2, comma 1,  lettera  a),  del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99, i limiti dell'Allegato IB del predetto decreto, fatta eccezione per gli idrocarburi  (C10-C40), per   gli   idrocarburi   policiclici   aromatici   (IPA),   per   le policlorodibenzodiossine e i policlorodibenzofurani (PCDD/PCDF),  per i policlorobifenili (PCB), per Toluene, Selenio, Berillio,  Arsenico, Cromo totale e Cromo VI, per  i  quali  i  limiti  sono  i  seguenti: idrocarburi (C10-C40) ≤1.000 (mg/kg tal quale), sommatoria degli  IPA elencati nella tabella 1 dell'allegato 5  al  titolo  V  della  parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ≤6 (mg/kg  SS), PCDD/PCDF + PCB DL ≤25 (ng  WHO-TEQ/kg  SS),  PCB  ≤0,8  (mg/kg  SS), Toluene ≤100 (mg/kg SS), Selenio ≤10 (mg/kg SS), Berillio  ≤2  (mg/kg SS), Arsenico <20 (mg/kg SS), Cromo totale <200 (mg/kg SS) e Cromo VI <2 (mg/kg SS). Per cio' che concerne i parametri PCDD/PCDF +  PCB  DL viene richiesto il controllo analitico almeno una volta all'anno.  Ai fini  della  presente  disposizione,  per  il  parametro  idrocarburi C10-C40, il limite di  1000  mg/kg  tal  quale  si  intende  comunque rispettato se la ricerca  dei  marker  di  cancerogenicita'  fornisce valori inferiori a quelli definiti ai sensi della nota  L,  contenuta nell'allegato VI del regolamento (CE)  n.  1272/2008  del  Parlamento europeo e del Consiglio,  del  16  dicembre  2008,  richiamata  nella decisione 955/2014/UE della Commissione del 16  dicembre  2008,  come specificato nel parere dell'Istituto superiore di sanita'  protocollo n.  36565  del  5  luglio  2006,   e   successive   modificazioni   e integrazioni.

 

Art. 42

Progettazione degli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici

1. Le economie disponibili di  cui  all'art.  48,  comma  2,  del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n.  89,  e  alla  delibera  del  Comitato interministeriale per la programmazione economica 30 giugno 2014,  n. 22, nonche' quelle di cui all'art.  1,  comma  177,  della  legge  13 luglio 2015, n. 107, relative a interventi gia' aggiudicati o  per  i quali sia intervenuta la revoca del finanziamento, sono accertate con decreto  del  Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della ricerca entro sessanta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  del presente decreto.

2. Le risorse finanziarie di cui al comma 1 sono attribuite entro il 31 dicembre  2018  agli  enti  locali  proprietari  degli  edifici adibiti ad uso scolastico, per essere  destinate  alla  progettazione degli interventi di messa in sicurezza dei predetti edifici.

3. Le modalita'  e  i  criteri  di  attribuzione  delle   risorse finanziarie di cui al comma 1 sono definiti con decreto del  Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca.

3-bis. Al fine di garantire il completo utilizzo delle risorse gia' destinate al piano straordinario di messa in sicurezza degli  edifici scolastici,  le  risorse  disponibili,  con  esclusione  delle  somme perente, di cui all'art. 1, comma 170, della legge 13 luglio 2015, n. 107,  sono  accertate  con  decreto  del  Ministro   dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di concerto con il  Ministro  delle infrastrutture e dei trasporti, da  adottare  entro  il  31  dicembre 2018, per essere destinate a  interventi  legati  ad  altre  motivate

esigenze, al fine di consentire il diritto allo studio,  il  regolare svolgimento dell'attivita' didattica e la sicurezza delle strutture.

 

Art. 42 bis

Scuole innovative e poli per l'infanzia

1. All'art. 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, dopo il comma 85 e' inserito il seguente:  «85-bis. Per gli interventi gia' individuati alla data  di  entrata in vigore della presente disposizione sulla base del decreto  di  cui al terzo periodo  del  comma  85,  l'intesa  in  sede  di  Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi  dell'art.  3  del  decreto legislativo  28  agosto  1997,  n.   281,   puo'   essere   raggiunta successivamente   all'adozione   dello   stesso   decreto,    purche' anteriormente  all'avvio  delle  procedure   di   affidamento   degli interventi stessi.».

2. Al fine di promuovere la progettazione delle scuole innovative di cui all'art. 1, comma 153, della legge 13 luglio 2015, n. 107,  e' autorizzata la spesa di euro 9 milioni per ciascuno degli anni  2018, 2019 e 2020. Al relativo onere si  provvede  mediante  corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'art. 1, comma  158, della legge n. 107 del 2015, destinata al  pagamento  dei  canoni  di locazione da corrispondere all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) per  la  realizzazione  delle scuole innovative.

3. Al fine di promuovere la  progettazione  dei  nuovi  poli  per l'infanzia di cui all'art. 3 del decreto legislativo 13 aprile  2017, n. 65, e' autorizzata la spesa di euro 4,5 milioni per ciascuno degli anni  2019  e  2020.  Al  relativo   onere   si   provvede   mediante corrispondente riduzione delle risorse di cui all'art.  3,  comma  5, del decreto legislativo n. 65 del 2017, destinate  al  pagamento  dei canoni di locazione da corrispondere all'INAIL per  la  realizzazione dei nuovi poli per l'infanzia.

4. Le risorse finanziarie di cui ai commi 2 e 3  sono  anticipate agli  enti  locali  per  stati  di   avanzamento   dei   livelli   di progettazione e successivamente scomputate dall'INAIL all'atto  della quantificazione   dell'importo   dovuto   agli   enti   locali    per l'acquisizione delle aree oggetto di intervento. L'anticipazione  non puo' superare il valore dell'area stimato dall'INAIL.

5. All'art. 3, comma 7, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, le parole: «da uno a tre» sono sostituite dalla seguente: «gli».

 

Art. 43

Misure urgenti in favore dei soggetti beneficiari di mutui agevolati

 

1. I soggetti  beneficiari  dei  mutui  agevolati   di   cui   al decreto-legge   30   dicembre   1985,   n.   786,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1986, n. 44, al  decreto-legge 31 gennaio 1995, n. 26, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 marzo 1995,  n.  95,  al  decreto-legge  1°  ottobre  1996,  n.  510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n.  608, e al decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, possono  beneficiare della sospensione di dodici mesi del pagamento della  quota  capitale delle rate con scadenza non successiva al 30  giugno  2018  e  di  un allungamento della durata dei piani di ammortamento, il  cui  termine non puo' essere successivo al 31 dicembre 2026. I  suddetti  benefici si applicano anche nel  caso  in  cui  sia  stata  gia'  adottata  da INVITALIA  S.p.A.  la  risoluzione  del  contratto  di  finanziamento agevolato in ragione della morosita' nella restituzione  delle  rate, purche' il relativo credito non risulti gia' iscritto a ruolo  ovvero non siano incardinati  contenziosi  per  il  recupero  dello  stesso. INVITALIA S.p.A., su richiesta dei soggetti beneficiari da presentare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, procede, nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti  di Stato, alla ricognizione del debito, comprensivo di sorte capitale ed interessi, da rimborsare al tasso di  interesse  legale  e  con  rate semestrali  posticipate.  Sono  fatte  salve  le   transazioni   gia' perfezionate alla data di entrata in  vigore  del  presente  decreto. Agli oneri in termini di fabbisogno, derivanti  dal  presente  comma, pari a 30 milioni di euro per l'anno 2018 e 10 milioni  di  euro  per l'anno 2019 si provvede ai sensi dell'art. 45.

2. Nell'ambito delle soluzioni negoziali giudizialmente assistite delle crisi d'impresa ovvero nell'ambito delle  attivita'  giudiziali pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto  per  il recupero dei crediti in ragione della  morosita'  sulla  restituzione delle  rate,  INVITALIA  S.p.A.,  previa   acquisizione   di   parere favorevole dell'Avvocatura dello Stato, e' autorizzata ad  aderire  a proposte transattive per importi non inferiori al 25  per  cento  del debito, comprensivo di sorte  capitale,  interessi  ed  interessi  di mora, avanzate dai suddetti soggetti beneficiari o da altro  soggetto interessato alla continuita' aziendale.

 

Art. 43 bis

Esonero dal pagamento delle quote di accantonamento  del  trattamento di fine rapporto e del contributo, previsto dall'art. 2, comma  31, della legge 28 giugno 2012, n. 92, per  le  societa'  sottoposte  a procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria.

1. Per gli anni 2020 e 2021, le societa' sottoposte  a  procedura fallimentare o in amministrazione  straordinaria,  le  quali  abbiano usufruito del trattamento  di  integrazione  salariale  straordinaria negli anni 2019 e 2020, ai sensi dell'art. 44, previa  autorizzazione dell'INPS  a  seguito  di  apposita  richiesta,  sono  esonerate  dal pagamento delle quote  di  accantonamento  del  trattamento  di  fine rapporto, relative alla retribuzione persa a seguito della  riduzione oraria o sospensione dal  lavoro,  e  dal  pagamento  del  contributo previsto dall'art. 2, comma 31, della legge 28 giugno  2012,  n.  92. Tali benefici sono riconosciuti nel limite di spesa complessivo di 16 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021.

2. All'onere derivante dal comma 1, pari a 16 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021,  si  provvede  a  carico  del  Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'art.  18,  comma  1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n.  185,  convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.  2.  Ai  fini  del monitoraggio della spesa,  l'INPS  verifica  con  cadenza  mensile  i flussi di spesa e,  qualora  dal  monitoraggio  medesimo,  effettuato anche in via prospettica, emerga che, a seguito delle domande accolte per la fruizione dei benefici di cui al comma 1, e' stato raggiunto o sara'  raggiunto  il  limite  di  spesa,   l'INPS   non   prende   in considerazione ulteriori domande e pone in essere ogni adempimento di propria competenza per ripristinare in capo alle predette aziende gli oneri relativi ai benefici di cui al comma 1,  dandone  comunicazione al Ministero del lavoro e delle  politiche  sociali  e  al  Ministero dell'economia e delle finanze.

Art. 44

Trattamento straordinario di integrazione salariale per le imprese in crisi

1. In deroga agli articoli 4 e  22  del  decreto  legislativo  14 settembre 2015, n. 148, a decorrere dalla data di entrata  in  vigore del presente decreto  e  per  gli  anni  2019  e  2020,  puo'  essere autorizzato sino ad un massimo di  dodici  mesi  complessivi,  previo accordo stipulato in sede governativa presso il Ministero del  lavoro e delle politiche sociali, anche  in  presenza  del  Ministero  dello sviluppo  economico  e  della  Regione  interessata,  il  trattamento straordinario di integrazione salariale per crisi  aziendale  qualora l'azienda abbia cessato o cessi l'attivita' produttiva  e  sussistano concrete  prospettive  di  cessione  dell'attivita'  con  conseguente riassorbimento occupazionale, secondo le disposizioni del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 25 marzo  2016,  n. 95075, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 120 del 24 maggio 2016, oppure   laddove   sia    possibile    realizzare    interventi    di reindustrializzazione del sito  produttivo,  nonche'  in  alternativa attraverso specifici percorsi di politica attiva del lavoro posti  in essere dalla Regione interessata, nel limite delle risorse  stanziate ai sensi dell'art. 21, comma 4, del decreto legislativo 14  settembre 2015, n. 148, e non utilizzate, anche in via prospettica. In sede  di accordo governativo e' verificata la sostenibilita'  finanziaria  del trattamento straordinario di integrazione salariale e nell'accordo e' indicato il relativo onere  finanziario.  Al  fine  del  monitoraggio della spesa, gli accordi  governativi  sono  trasmessi  al  Ministero dell'economia e delle finanze e all'INPS per il monitoraggio  mensile dei  flussi  di  spesa  relativi  all'erogazione  delle  prestazioni. Qualora dal monitoraggio  emerga  che  e'  stato  raggiunto  o  sara' raggiunto il limite di spesa,  non  possono  essere  stipulati  altri accordi.

 

Art. 44 bis

Misure urgenti per assicurare la continuita' operativa del Dipartimento della protezione civile

 

1. Al secondo  periodo  del  comma   2-bis   dell'art.   19   del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, le parole:  «per  una  sola  volta» sono sostituite dalle seguenti: «per un massimo di due volte».

 

Art. 44 ter

Attivita' di valutazione dell'impatto e di censimento dei danni

 

1. All'art. 13 del codice della  protezione  civile,  di  cui  al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, dopo il comma 2 e' inserito il seguente:

«2-bis. Il Dipartimento della protezione  civile  della  Presidenza del Consiglio dei ministri, le regioni  e  le  province  autonome  di Trento e di Bolzano, i comuni e i commissari delegati di cui all'art. 25, comma 7, nell'ambito delle  risorse  disponibili  a  legislazione vigente e senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza pubblica,  possono  porre  in  essere  attivita'  connesse   con   la valutazione dell'impatto e il censimento dei danni alle  strutture  e alle infrastrutture pubbliche e private, in  occasione  degli  eventi emergenziali di protezione civile di cui all'art. 7,  anche  mediante accordi o convenzioni con i Consigli nazionali di cui al comma 2  del presente articolo, anche ove costituiti nelle forme associative o  di collaborazione o di cooperazione di cui al medesimo comma 2,  che  vi provvedono avvalendosi dei  professionisti  iscritti  agli  ordini  e collegi professionali ad essi afferenti.».

 

Art. 45

Norma di copertura

1. Agli oneri derivanti dagli articoli 1, comma 2, 3, 5, 8, 12, 13,19, 33, 34, 35 e 43, comma 1, pari a 49.205.000 euro per l'anno 2018, a 63.305.300 euro per l'anno 2019, a 70.610.000 euro per l'anno 2020, a 42.600.000 euro per l'anno 2021  e  a  22.500.000  euro  annui  a decorrere dall'anno 2022, che aumentano a 79.605.000 euro per  l'anno 2018 e a 69.804.217 euro per l'anno 2019, ai fini della compensazione degli effetti in termini di  fabbisogno  e  indebitamento  netto,  si provvede:

a) quanto a 950.000 euro per l'anno 2021 e a 1.048.000 euro per l'anno 2022, mediante corrispondente utilizzo delle maggiori  entrate e delle minori spese derivanti dagli  articoli  3,  33  del  presente decreto;

b) quanto a 30.400.000 euro per l'anno 2018 e a 498.917  euro per l'anno 2019, mediante corrispondente utilizzo del  Fondo  per  la compensazione degli effetti finanziari non  previsti  a  legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all'art. 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre  2008,  n.  154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189;

c) quanto a 200.000 euro per l'anno 2018, a 20.800.000 euro per l'anno 2019 e a 20.000.000 euro annui  per  gli  anni  2020  e  2021, mediante  corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  del   fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del  bilancio  triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di  riserva  e  speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello  stato  di  previsione  del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018,  allo  scopo parzialmente  utilizzando  l'accantonamento  relativo   al   medesimo Ministero;

d) quanto a 32.505.300 euro per l'anno 2019 e  a  000  euro dall'anno 2020, mediante corrispondente  riduzione  delle  proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto,  ai fini del bilancio  triennale  2018-2020,  nell'ambito  del  programma «Fondi di riserva e speciali» della  missione  «Fondi  da  ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle  finanze  per  32.505.300 euro per l'anno 2019 e l'accantonamento relativo al  Ministero  delle infrastrutture e dei trasporti per 800.000 euro dall'anno 2020;

e) quanto a 49.005.000 euro per l'anno 2018, mediante  utilizzo delle somme versate all'entrata del bilancio  dello  Stato  ai  sensi dell'art. 148, comma 1, della legge 23 dicembre 2000,    388,  che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, non  sono  state riassegnate  ai  pertinenti  programmi  e  che  sono  acquisite,  nel predetto limite di 49.005.000 euro, definitivamente al bilancio dello Stato;

f) quanto a 10.000.000 euro per l'anno 2019, a 810.000  euro per l'anno 2020, a 20.850.000 euro per l'anno 2021, a 20.652.000 euro per l'anno 2022 e a 21.700.000  annui  a  decorrere  dall'anno  2023, mediante  corrispondente   riduzione   del   Fondo   per   interventi strutturali di politica economica, di cui all'autorizzazione di spesa di cui all'art. 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre  2004,  n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004,  n. 307.

2. Il Fondo per la compensazione  degli  effetti  finanziari  non previsti a legislazione vigente  conseguenti  all'attualizzazione  di contributi pluriennali, di cui all'art. 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge  4 dicembre 2008, n. 189, e' incrementato di 50 milioni  di  euro  annui dall'anno 2021 al 2023 e di 30 milioni di euro per  l'anno  2024,  in conseguenza degli  effetti  determinati  dalle  disposizioni  di  cui all'art. 1, comma 6, del presente decreto.

3. Il Ministro dell'economia e delle finanze  e'  autorizzato  ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

 

Art. 46

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore  il  giorno  successivo  a quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.

 

Pubblicato in LEGGI E NORME

Con comunicato stampa, Viabilità Italia ha reso noto che dalle ore 01.00 di domenica 25 novembre 2018 fino alle ore 07.00 sarà interdetto il traffico di tutti i veicoli sulla A1 nel tratto compreso tra Firenze Sud (Km 301+000) ed Incisa-Reggello (Km 320+000) in entrambe i sensi di marcia.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per tramite della RAM (società in house del Ministero stesso) sta inviando le PEC alle imprese che hanno richiesto i contributivi per gli investimenti 2016, indicanti l’ammissione al beneficio e l’importo da erogare.

Segnaliamo che per quanto riguarda i veicoli acquistati nuovi a trazione alternativa Euro 6 e i porta casse mobili con 8 casse, l’importo erogato sarà esattamente pari a quello previsto dal decreto di attuazione del 7 settembre 2016; viceversa, nei casi riguardanti gli acquisti di rimorchi e semirimorchi l’importo erogato sarà ridotto del 45% a causa della incapienza dei fondi disponibili.

Pubblicato in News in evidenza

L’INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro), con circolare n.9294 del 9 novembre 2018, ha definitivamente chiarito che la maxi sanzione collegata all’utilizzo dei lavoratori in “nero” si cumula con quella prevista dall’art.1, comma 913 della Legge 205/2017, nel caso in cui la retribuzione di questi lavoratori venga corrisposta in contanti, violando così il divieto previsto dalla legge sopracitata che punisce il datore di lavoro al pagamento di una somma che va dai 1.000 ai 5.000 euro per ciascuna mensilità corrisposta.

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