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Emergenza Infrastrutture, Assotir chiede la costituzione di un tavolo nazionale

La situazione infrastrutturale italiana appare ormai giunta allo stremo con cantieri disseminati a macchia di leopardo in quasi tutta la penisola e che producono ingenti danni per le imprese del trasporto merci su strada, sia in termini di maggiori costi da sostenere, sia in termini di velocità commerciale fortemente compromessa.

Il problema di una viabilità che non riesce a facilitare l’attività delle imprese di trasporto merci ma che, al contrario, la ostacola riguarda in maniera del tutto cronica importanti punti nevralgici dello stivale.

“Se guardiamo alla A7 Milano- Genova scopriremo, ad esempio, che a causa dei continui cantieri in essere, il rimanere imbottigliati nelle lunghe file che quotidianamente si generano è più una certezza che una possibilità”, ha commentato il Responsabile delle Infrastrutture e della Viabilità di Assotir, Alessandro Manzi.

“Lo stesso dicasi per la A4 Milano-Brescia – ha proseguito Manzi – dove i cantieri non mancano ma lo scorrimento parziale del traffico viene garantito dal fatto che sovente alla prima occasione utile i camion preferiscono uscire sulla BREBEMI pagando un conto salatissimo in termini di pedaggio (è uno dei tratti autostradali più cari d’Italia) piuttosto che non arrivare a consegnare le merci in tempo”.

Non solo, guardando alla Liguria la situazione si fa ancora più tragica: per percorrere la A26 Genova Voltri – Gravellona Toce direzione Torino, se prima dell’avvio dei cantieri ci si impiegava circa 3 ore e mezzo, oggi a causa di restringimenti, chiusure, etc, si passa alle quasi 6 ore, per non parlare del versante ovest, ovvero la A10 Autostrada dei fiori, con la sua sequela di interruzioni che fanno sì che raggiungere Ventimiglia diventi un vero e proprio miraggio.

Scendendo in Toscana poi il quadro non va di certo migliorando: in A1 Milano – Napoli, nel tratto Firenze-Scandicci, i lavori di ristrutturazione e ammodernamento della carreggiata durano ormai da anni così come per la strada di Grande Comunicazione Firenze-Pisa-Livorno dove, a causa di due frane e continui lavori di messa in sicurezza nel tratto tra Ginestra Fiorentina e Lastra a Signa, pensare di rispettare i tempi certi di consegna della merce è pura utopia.  

Inoltre, non si può non segnalare la vergognosa situazione in cui verte la A14 Bologna-Taranto dove da più di due anni, a causa di ben 13 viadotti sequestrati dalla magistratura prima, e dalla messa in sicurezza delle gallerie poi, nel tratto Porto Sant’Elpidio - Pescara Nord, lunghe code di camion sono all’ordine del giorno.

Infine, quasi un discorso a parte andrebbe fatto per le martoriate autostrade della Sicilia in particolare per la A18 Messina- Catania, la A20 Messina-Palermo e la Tangenziale di Messina che collega quest’ultime due direttrici. L’Autostrada Messina-Catania è ormai ridotta ad un colabrodo in entrambe le direzioni di marcia fino allo svincolo per Taormina, la Messina-Palermo, invece, ha ben 8 cavalcavia sequestrati dalla magistratura da ormai più di due anni a causa di piloni pericolanti mai messi in sicurezza e per di più, dei lavori necessari per prevenire eventuali smottamenti che coinvolgerebbero inevitabilmente i viadotti della A20 non se ne vede l’ombra. L’unica eccezione a questo marasma sembra essere, da due anni a questa parte, la A19 Catania-Palermo sulla quale vengono regolarmente svolti lavori di manutenzione tanto ordinari quanto straordinari da Anas, ente gestore della strada. Troppo poco però – secondo Manzi - per una situazione divenuta ormai del tutto ingestibile.   

Proprio in virtù di una situazione giunta al collasso ASSOTIR ha inviato al Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Prof. Enrico Giovannini, la richiesta della costituzione di un tavolo nazionale riguardante l’Emergenza - Infrastrutture in cui coinvolgendo il Governo, gli operatori, gli enti gestori e le regioni competenti si possano studiare insieme possibili soluzioni e dare una effettiva risposta alle esigenze delle imprese di trasporto merci. La questione infrastrutturale, infatti, al di là dei livelli territoriali – ha concluso Manzi - necessita di un inquadramento a livello nazionale per la definizione di interventi coerenti con una strategia complessiva di gestione delle emergenze.

In allegato è possibile scaricare la lettera inviata da ASSOTIR al Ministro Prof. Enrico Giovannini

Ultima modifica il Giovedì, 15 Luglio 2021 12:06

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