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Accordo container, Loffarelli: Un buon lavoro frutto di un clima unitario

By di Patrizio Loffarelli Giugno 09, 2021 1409

Dopo una trattativa durata praticamente due anni, finalmente, nei giorni scorsi, si è giunti alla firma di un verbale di accordo per il trasporto di contenitori (su cui abbiamo dato spazio dalle pagine del nostro sito).

Per la committenza hanno sottoscritto l’accordo   ASSARMATORI, ASSOLOGISTICA, CONFITARMA e FEDERAGENTI. Per l’autotrasporto, ANITA, ASSOTIR, CNA/FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, CONFCOOPERATIVE, FAI, FEDIT, FIAP, LEGACOOP, TRASPORTOUNITO e UNITAI.

È dunque tempo di tirare le somme di un’iniziativa sindacale che, pur non avendo avuto la possibilità di giungere ad una concreta definizione di tutti i punti che alle imprese del settore stanno particolarmente a cuore, rappresenta comunque un fatto politicamente e sindacalmente importante e  cui è bene comprendere tutte le implicazioni.

L'autotrasporto, come ricordavamo, era partito da un documento ben definito, articolato, e molto più ampio rispetto ai punti del verbale che poi è stato sottoscritto. Purtroppo, duole dirlo, il tavolo, partito con le migliori aspettative, è stato sin dall’inizio ridimensionato dal rifiuto a farsi coinvolgere di alcuni importanti attori, ad iniziare dagli spedizionieri. A ciò vanno aggiunte le difficoltà derivanti dalla oggettiva complessità degli argomenti trattati, che hanno generato differenti vedute sia nei due schieramenti, che nelle stesse dinamiche interne a ciascun schieramento.

Detto ciò, tuttavia, va anche sottolineato che l’importanza dell’accordo, che alcuni dei commentatori non mi sembra sottolineino abbastanza è che per la prima volta si sia riusciti a riconvocare e portare a conclusione un tavolo di discussione tre le controparti economiche ormai assente da troppo tempo (circa 16 anni), ed averlo fatto riportando l'autotrasporto nel posto che gli spetta, quello di interlocutore determinante nella filiera logistica nazionale del settore.

Siamo, per giunta, riusciti a farlo ricercando sempre - e trovandola altrettanto spesso – l’unità di intenti, senza alcun accenno di spaccatura, tra Associazioni di rappresentanza di imprese diverse tra loro per storia, interessi, tradizioni e collocazione. Aspetto che, oltre a valorizzare il lavoro fatto, dovrebbe far riflettere altre rappresentanze di categoria, e fare scuola per i futuri percorsi della rappresentanza.

Passando poi alla parte pratica - che sostanzialmente è quella che più interessa le imprese che rappresentiamo e certamente è, e deve essere sempre, la stella polare delle nostre azioni - c'è stato un importantissimo lavoro relativo al rinnovo del distanziere. Si tratta, come ben sa chi opera nel settore, di uno strumento indispensabile per una corretta formulazione delle tariffe di autotrasporto.

Abbiamo così superato, grazie al lavoro di una commissione composta da entrambe le parti che ha lavorato ed ha fatto sintesi, un software obsoleto e ormai non più attuale per approdare ad uno strumento condiviso che eviterà, in futuro, discussioni continue su una delle principali variabili che determinano il costo della vezione.

Importante è anche la nuova regolamentazione che, stabilisce come la dimensione sia certamente fattore importante (20 o 40 piedi), ma che sia decisiva anche la massa dei containers da trasportare e che se un container da 20 piedi pesa (tara compresa) più di 12.000 KG lo si debba considerare allineato ai più grandi 40' per ciò che riguarda la sua  tariffa di trasporto.

Altro elemento che ha impegnato a fondo la discussione e su cui i trasportatori hanno ottenuto un risultato notevole è il diritto del vettore a vedersi scaricata la propria responsabilità in ordine allo stato del container vuoto al momento in cui esso viene ritirato presso i Terminal/depositi.

Si tratta non soltanto del superamento di una ingiustizia palese che ad oggi, ricadeva in maniera ingiusta sulle imprese di autotrasporto, ma soprattutto la ripulsa di un atto di forza da parte di un sistema che riversava sulla parte più debole della filiera i costi di una gestione poco attenta e l’esigenza di sacrificare, alla velocizzazione delle operazioni, la stessa sicurezza.

Infine, non va sottovalutata la clausola di salvaguardia sul gasolio, altro elemento importantissimo, che consente un’automatica variazione del peso che tale voce ha sulla tariffa in funzione della variazione del costo del carburante.

Tutto bene, dunque?

Certamente no. E l’elemento che più pesa è l’essersi dovuti acconciare a rinviare una definizione generale del valore delle soste in assenza di regole e tempi definiti per il calcolo delle stesse nei bacini portuali.

Le parti sono concordi nell’affermare che le AdSP devono, per proprio compito Istituzionale - regolamentare le attività portuali, vigilando sulle capacità Tecnico Organizzative dei loro concessionari, ex Art. 18. Sapendo che da quanto accade nei terminal e nelle aree portuali discende, in buona sostanza, la fluidità dell’intera catena logistica del container.

Qui c’è stata una inaccettabile sordità, tanto del Ministero che delle ADSP - che, lo ricordiamo a tutti gli interessati, rappresentano lo Stato, quello con la S maiuscola.

Occorre quindi, che inizino a scendere più frequentemente dai propri palazzi, che più spesso se ne vedano i dirigenti “andare in trincea” per vedere quello che succede e per correggere quanto ancora – e non è poco – c’è da correggere.

È questa la prossima, decisiva, tappa per il settore. Occorrerà continuare a premere – ed ASSOTIR sarà, come sempre, in prima fila - perché ciò rapidamente possa avvenire, anche al fine di riprendere e concludere, come auspicato da tutti i sottoscrittori del Verbale di accordo - il lavoro del Tavolo dei Containers.

 

Patrizio Loffarelli

Responsabile trasporti portuali di ASSOTIR

Ultima modifica il Mercoledì, 09 Giugno 2021 09:49

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