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Autostrade dei parchi: più che un pedaggio, un conto da oreficeria di gran pregio

oreficeriaPuntuali come ogni anno, con il 1° gennaio 2017 sono entrati in vigore gli adeguamenti delle tariffe di pedaggio autostradale. 

L'incremento medio 2017 sull'intera rete autostradale (calcolato sulla base dei veicoli-km che si prevede saranno percorsi nell’anno appena iniziato) risulta quindi pari allo 0,77%

Tra gli aumenti più consistenti, tuttavia, ancora una volta risulta esservi quello richiesto agli utenti dalla Autostrade dei Parchi S.p.A., la concessionaria delle due autostrade tra Lazio ed Abruzzo: l’A24, Roma - L’Aquila – Teramo e l’A25, Torano-Pescara.

Come è  noto tali aumenti dovrebbero essere commisurati agli investimenti effettivamente attivati dalle concessionarie autostradali, ma la situazione, in realtà, è assi complessa in quanto le concessioni sono state rilasciate e/o rinnovate in tempi assai diversi e con metodi e contenuti assai diversi tra loro, per cui è sempre difficile stabilire se vi sia una effettiva coerenza tra l’importo degli investimenti programmati, quello degli investimenti effettivamente realizzati e l’importo che si pensa di recuperare con gli aumenti dei pedaggi.

E tuttavia che ci sia qualcosa difficile da comprendere lo evidenzia il fatto che tra le variazioni connesse alla spesa per gli investimenti, la percentuale maggiore è riferibile alla società concessionaria SATAP S.p.A. – Tronco A4 in relazione ai lavori della terza corsia nella tratta Torino Milano e tuttavia sulla A22 del Brennero, dove pure i pedaggi raccolti servono a finanziare la realizzazione del nuovo traforo intermodale tra Italia ed Austria, spicca lo 0% di aumento.

Va poi aggiunto che non ha giovato l'indecisione con cui si è proceduto, da parte di Governo e Parlamento, nella discussione sulla riforma delle concessioni e, cosa ancor più delicata, dell’accorpamento tra diverse concessionarie.

Resta quindi il dato nudo e crudo dell’aumento che ogni anno è richiesto ai clienti delle varie tratte e, in particolare, a quelli che sono i “clienti forzati” delle autostrade italiane, ovvero i trasportatori.

Per essi, tra l’altro, l’ombrello che in questi anni ha assicurato una certa protezione – il rimborso parziale dei pedaggi pagati in  funzione della scelta di privilegiare i percorsi autostradali rispetto alla viabilità normale, sia ai fini di una maggiore sicurezza della circolazione che di un minore inquinamento atmosferico che la marcia in autostrada consente ai motori a combustione interna – diventa ogni anno più stretto, posto che, a fronte di tariffe autostradali ogni anno più elevate, le somme stanziate per i rimborsi sono sempre le medesime in cifra assoluta e, quindi, sempre calanti in percentuale.

Quanto alle autostrade laziali/abruzzesi il dato risulta davvero difficile da digerire.

Si tratta, per l'ennesima volta, di un aumento assai più consistente della media delle autostrade italiane e che fa schizzare al 187% gli aumenti subiti dalle autostrade abruzzesi negli ultimi 16 anni.

Solo nel corso degli ultimi 7 anni, gli aumenti dei pedaggi hanno raggiunto la cifra record del 42% a fronte di un’inflazione calante o addirittura inesistente, come è stato negli ultimi due anni.

Particolarmente penalizzati sono poi i trasportatori che, da Avezzano o da Celano, devono per forza di cose utilizzare le Autostrade dei parchi per i loro spostamenti sia verso Roma ed il Tirreno che verso l'Adriatico.

Il disappunto per le decisioni assunte dalla Concessionaria ed avallate dal Governo.e la protesta contro una misura che appare particolarmente iniqua è stato, in questi giorni, espresso dal Presidente Provinciale Di Berardino, come pure dagli esponenti dei dei tre consorzi della Marsica – C.T.A., Coop. Fucino e CO.TRA.M. 2000 – aderenti a T.I. ASSOTIR, che rappresentano praticamente la totalità dei trasportatori marsicani.

A fronte di una perdurante e pesantissima crisi delle commesse di trasporto determinata dalla chiusura di molte delle industrie del Fucino e di una continua riduzione dei noli anche per il dumping determinato dalla sempre più massiccia concorrenza, non soltanto straniera, i trasportatori marsicani hanno manifestato la sempre più viva preoccupazione per gli effetti che crisi ed aumenti possono avere sulla tenuta stessa di un  tessuto imprenditoriale che, ancor oggi, rappresenta un serbatoio prezioso di lavoro e di reddito per molte famiglie della conca fucense.

Ad essi T.I. ASSOTIR nazionale ha assicurato che, in tutte le più opportune sedi ministeriali si farà portatrice di questa protesta e, soprattutto, di queste giuste preoccupazioni, con l’obiettivo di giungere rapidamente ad ottenere un diverso, più trasparente e meno iniquo meccanismo di tassazione dei percorsi autostradali in generale e di quelli dell’Autostrada dei Parchi, in particolare.

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