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Autostrade del Mare, cresce il volume dei traffici in Italia e Civitavecchia punta ad avere un ruolo da protagonista

AUTOSTRADEDELMARENei porti italiani sta crescendo notevolmente rispetto al recente passato il numero dei traffici riguardanti i carichi rotabili (camion e semirimorchi) i quali, in valori assoluti, stanno raggiungendo il volume dei traffici dei container, considerati da molti più utili e facili da gestire durante le fasi del trasporto.

Questi sono i dati emersi durante il convengo intitolato “Le Autostrade del Mare per connettere l’Italia - il nuovo Marebonus per una logistica sostenibile”, svoltosi a Civitavecchia lo scorso martedì 16 gennaio, presentati da Ennio Cascetta, amministratore unico di RAM Logistica, infrastrutture e trasporti (società in house del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti).

Secondo l’analisi presentata dalla RAM, che conferma la tendenza allo sviluppo del trasporto combinato strada-mare, le autostrade del mare, in Italia, hanno raggiunto le 101 tonnellate di merci trasportate per i rotabili contro i 119 milioni dei container nel 2017, con ritmi di crescita delle autostrade del mare del 21% a fronte del solo 9% degli UTI.

Questi numeri, secondo la RAM, sono il frutto, soprattutto, dell’attività delle compagnie di navigazione italiane che controllano l’80% del mercato totale che vale oltre due milioni di metri lineari di stiva ogni settimana.

Anche i numeri delle infrastrutture del Belpaese sembrano essere davvero confortanti: 303 sono gli accosti dedicati alle navi ro-ro, 18,7 milioni di mq dedicate alle aree di sosta e stoccaggio, 1375 mezzi di carico e scarico. Il tutto poi senza contare il lavoro dei porti: il primo per traffici movimentati è quello di Livorno (14,3 milioni di tonnellate stimate a fine 2017), seguito da Genova, Trieste, Catania e Salerno.

Visto il trend positivo il Governo ha stanziato, per incentivare l’utilizzo dei trasporti intermodali via mare e tramite ferrovia, per il 2018-2019, 358 milioni di euro all’interno dei quali rientrano misure di stimolo all’intermodalità stessa come il marebonus, ferrobonus, sconto pedaggi sulle tracce ferroviarie e incentivi per i terminalisti portuali che conferiscono merce su treno o utilizzano terminal ferroviari.

Ulteriori buone novità giungono da Marsiglia dove per i giorni 7 e 8 febbraio prossimi è previsto un appuntamento al quale parteciperanno tutti i Presidenti delle Autorità Di Sistema Portuale bagnati dal Mediterraneo e dove si discuterà sulla possibilità di far nascere una Rete dei Porti del Mediterraneo, di ambiente ed energia.

L’Italia con ben 24 scali aperti sul “Mare Nostrum” si appresta a svolgere un ruolo di guida della nuova rete e su questo versante si sta muovendo anche la UE.

Proprio lo scorso dicembre, infatti, Civitavecchia e Barcellona sono state destinatarie di un co-finanziamento, nell’ambito della CEF Transport Blending 2017, di oltre 21 milioni di euro. Il finanziamento contribuirà a rafforzare la proposta per la realizzazione di un corridoio mediterraneo intermodale Barcellona-Civitavecchia-Ortona-Ploce-Balcani, che l’Autorità del sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale sta portando avanti, insieme con quella del Mar Adriatico Centrale, il porto di Barcellona e altri enti pubblici

L’obiettivo è quello di migliorare la competitività del sistema portuale e logistico, agevolando al tempo stesso la crescita dei traffici di merci e persone, promuovendo l’intermodalità nel traffico merci e cercando di facilitare il collegamento con il corridoio scandinavo-mediterraneo che passa sul nodo di Roma di cui Civitavecchia ne rappresenta la parte fondamentale.

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