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Cassia senese: aperto - dopo quasi 2 anni di deviazioni forzate! - il bypass sul Paglia.

bypass sul PagliaIn un famoso e saggio apologo napoletano si dice che il verme, il "pappice", rivolgendosi alla noce, affermasse: "damme tiempe ca te spertuso"..... dammi tempo che riuscirò a traforare la tua dura corazza.

La notizia che oggi arriva dalla Valle del Paglia senese richiama alla nostra memoria proprio il famoso "pappice": dopo quasi 24 mesi di lungaggini burocratiche, incapacità amministrative e  ritardi senza nessuna giustificazione, oggi, finalmente, è stato "inaugurato" il bypass che consente di superare "l'imponente fiume Paglia" ricomponendo la continuità di una via storica, la Cassia, che collega, dai tempi dell'antica Roma.il Lazio e la Toscana.

e proprio con i tempi di un "pappice" le Istituzioni senesi si sono misurate con il crollo, sostanzialmente incuranti della rabba di quanti dal ponte e dalla strada che lo attraversa, ricavavano il sostentamento per sé e per la propria famiglia, oltre che pèer dipendenti e fornitori

Il crollo del ponte, l'ennesimo in una zona la cui franosità è conclamata e in cui basta un po' di pioggia per determinare la rovina di manufatti all'apparenza solidissimi, ha costretto per mesi e mesi, in estate e nel gelo invernale,  i trasportatori-  e con loro tutti gli automobilisti - che da Acquapendente, Orvieto e Viterbo avessero voluto recarsi in Val d'Orcia, a Montalcino o a Siena (e viceversa) ad armarsi di pazienza per affrontare la complessa inerpicata per i tornanti e le mille curve che dal fondovalle portano al famoso nido di Ghino di Tacco, alla sommità di Radicofani, per poi ridiscendere, altrettanto avventurosamente, verso la Cassia e la pianura.

il collasso improvviso di un ponte - queste settimane ce lo hanno ricordato - non è un fatto così strano in questo nostro disgraziato Paese: crollano da un giorno all'altro ben più rilevanti cavalcavia, su autostrade e strade di grande comunicazione. Talvolta, purtroppo  ci resta sotto anche qualche disgraziato ed ignaro automobilista colpevole, unicamente, di trovarsi nel luogo sbagliato al momento sbagliato.

Nel caso del Ponte del Paglia, per fortuna, non ci sono stati morti, ma si è ferita, in modo profondo e duraturo, l'intera economia di una zona del paese, peraltro già di per sé isolata,  e in cui le poche iniziative industriali ed i lavoratori ad esse collegati, hanno rischiato di fare anch'essi la fine ingloriosa del manufatto.

I trasportatori di T.I. ASSOTIR, guidati dal Presidente senese Alfonso CASSANI, hanno fatto di tutto per imporre alle autorità competenti di compiere il proprio dovere ed hanno saputo costruire un fronte che ha messo insieme dagli abitanti ai sindaci dell'Amiata e della Val d'Orcia, dai trasportatori agli industriali, dagli allevatori agli agricoltori ed agli operatori turistici, che non ha smesso per un giorno di incalzare la Regione e la Provincia per ottenere la soluzione del problema.

CASSANI, peraltro, con la tipica ironia toscana, ricorda di essersi ben allenato al compito: negli ultimi anni ha infatti dovuto mobilitare per ben due volte i cittadini e gli imprenditori dell'Amiata senese che, per il crollo di un altro ponte, poco più a valle di quello oggi in parte riaperto, hanno visto paesi turistici di grande importanza quali Piancastagnaio ed Abbadia San Salvatore, pressochè totalmente isolati e i loro abitanti costretti a deviazioni di decine di chilometri per superare un torrente di poche decine di metri di larghezza.

Ora, afferma CASSANI, il peggior errore sarebbe quello di brindare allo scampato pericolo senza comprendere che laddove le Amministrazioni Provinciali e Regionale non si decideranno a fare un sistematico lavoro preventivo ed ad avviare una manutenzione permanente dei manufatti, il problema rischiarà di riproporsi appena tra qualche mese, quando il Paglia, ingrossato dalle pioggie che scendono dal Monte Amiata, si accanirà con qualche altro ponte e ponticello, con il rischio di ribloccare la Cassia e costringere i cittadini all'ennesia via crucis.

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