Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Se non si modificano le impostazioni del browser o chiudi questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.

D’accordo per l’uovo; a patto che la gallina non scappi

Roma, 9 gennaio 2018

 

La Manovra finanziaria approvata a fine anno dal Parlamento, nonostante l’assenza di alcuni documenti che dovrebbero uscire nei prossimi giorni, offre alcune indicazioni importanti per l’anno appena iniziato ed anche per i successivi.

Si tratta, come sempre, dell’atto politicamente più rilevante, perché viene tracciato il solco su cui il Paese sarà incanalato nell’anno appena iniziato ed anche per i due successivi.

Senza entrare nel merito di considerazioni spettanti alle sedi politiche, certamente non può essere sottaciuta una forte preoccupazione per l’innalzamento delle misure di salvaguardia (IVA, Accise, etc) inserite nella Manovra, che saliranno, dagli attuali 12 miliardi di euro, a 23 nel 2020 e addirittura a 28,6 nel 2021. Perché, se è vero che finora i vari Governi hanno sempre trovato il modo per “sterilizzarne” l’effetto, è anche vero che, trattandosi della decisione di aumento del prelievo fiscale, ove detto incremento non dovesse essere raggiunto, attraverso maggiori economie di spesa e/o tramite maggiori entrate dovute ad un aumento sostanzioso del PIL complessivamente prodotto (al momento, ritenuto dalla maggior parte degli osservatori economici poco probabile) scatterebbe automaticamente, per via della suddetta norma di salvaguardia, a partire dal 2020, l’aumento, di IVA ed accise, per un importo che è quasi il doppio di quello che questo Governo ha ricevuto in eredità dai precedenti.

In altre parole, per attuare le misure decise per il 2019, attraverso il finanziamento in deficit delle stesse, lo Stato ha aumentato la propria garanzia. E questa garanzia è costituita dal futuro aumento di IVA e accise per gli importi sopra indicati.

L’approccio del Governo sembra ricordare, in questo caso, il detto “meglio un uovo oggi che una gallina domani”.

Ovviamente, noi speriamo che ci sia, oltre all’uovo oggi, anche la gallina domani.

I PRINCIPALI INTERVENTI PER L’AUTOTRASPORTO

  • Per quel che riguarda più specificamente il nostro settore, va riconosciuto e apprezzato quanto deciso dal Governo in tema di accise (non sono state toccate) e pedaggi autostradali (le cui tariffe sono state in gran parte sterilizzate fino a giugno 2019).

Con ciò il Governo ha dato prova di aver compreso la situazione di grande emergenza in cui il settore si trova. Non c’è dubbio che si tratta di due partite decisive per i bilanci delle nostre aziende.

La questione delle accise, in particolare, presenta inoltre la specificazione importante che all’Autotrasporto spetta l’utilizzo del “Gasolio Commerciale”, per i Veicoli euro 3, 4, 5 e 6, così come definito da un apposito decreto del 2016. Per questo tipo di gasolio l’aliquota effettivamente applicata è di € 0,40/litro (contro € 0,62/litro dell’aliquota piena).

Non sfuggirà che il concetto di “Gasolio Commerciale” è qualcosa di molto vicino a quanto storicamente la categoria ha da sempre rivendicato: il “Gasolio Professionale” per l’autotrasporto. Semmai, la cosa strana è che questa novità, per molti versi, straordinaria, pur essendo stata introdotta nel 2016, sia rimasta sconosciuta ai più, per così lungo tempo.

Su un altro versante, le Misure Strutturali destinate al settore sono state confermate (€ 240 milioni), con qualche riduzione. Diciamo che, su questo versante, si è proceduto, da parte del Governo, nel segno della continuità con il passato.

Dobbiamo, invece, rimarcare, con altrettanta franchezza, che sugli aspetti più direttamente legati alla necessità di dare un impulso forte all’innovazione nell’autotrasporto, le aspettative sono state deluse. Mi riferisco, in modo particolare, alla mancata approvazione del Fondo per l’incentivazione del rinnovo del parco veicoli (50 milioni di euro) ma, più in generale, alla necessità che, come Paese, abbiamo di recuperare il ritardo tecnologico per un’efficace azione di contrasto all’inquinamento atmosferico, come l’Europa e il nostro stesso Stato giustamente ci impongono.

Al riguardo, anche lo stop al “super ammortamento” fiscale deciso dalla Manovra finanziaria 2019 è un segnale negativo, che va esattamente nel senso opposto a quello dichiarato dal Governo: incentivare l’innovazione (nel nostro caso, il rinnovo del parco veicoli e la dotazione di infrastrutture).

La mia impressione è che, in questa manovra finanziaria, sia mancata la visione strategica dell’evoluzione del nostro settore. Siamo, ancora, da questo punto di vista, nonostante gli appelli al cambiamento, in un ambito di normale amministrazione, che sa molto poco di nuovo e molto di routine.

Ovviamente, ci aspettiamo che, attraverso il confronto con il Governo (che, sulla base degli impegni da quest’ultimo presi, si aprirà dalle prossime settimane) si possa arrivare a definire una vera e propria strategia per l’autotrasporto, per costruire un quadro di regole chiare e trasparenti, tale da consentire alle imprese sane di sviluppare il loro percorso operativo.

Claudio Donati

Ultima modifica il Giovedì, 10 Gennaio 2019 10:09

Contatti


Sede Nazionale

Via Santa Caterina Albanese, 14 - 00173 Roma 
Telefono. +39 067221815 • Fax +39 0672960490 
C.F. 97057920585 • P.IVA 09422431008
Termini e condizioni d'utilizzo

Tutte le sedi 

Redazione e contenuti portale web: M. Sarrecchia

Call-Center

Puoi chiamarci tutti i giorni dalle 9,00 alle 13,00
e dalle 14,00 alle 18,00
al seguente numero

06 7221815

Siamo su Facebook

© 2018 ASSOTIR. All Rights Reserved. Designed By Papesolution