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Pedaggi autostradali 2019: il Governo dica cosa intende fare

Roma, 14 dicembre 2018

Stiamo seguendo molto da vicino, specialmente dopo l’aumento scandaloso di inizio anno (+12,89%, contro una media nazionale del 2,5%), la vicenda delle tariffe autostradali della A24 e A25, rispetto a cui occorre dare atto al Coordinamento dei Sindaci dei circa 100 Comuni di Lazio e Abbruzzo attraversati dalle due arterie, dell’impegno profuso, dando vita ad una forte mobilitazione, a cui, come Associazione, abbiamo concretamente assicurato il sostegno, attraverso la nostra presenza in tutte le iniziative (ultimamente concentratesi a Roma, tra Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti e, ieri, presso il Senato).

Continueremo a farlo se, come sembra, sarà necessario, anche la settimana prossima, che risulterà, probabilmente, decisiva.

Sappiamo benissimo, infatti, che questa partita (e l’intera vicenda dei pedaggi autostradali per il 2019) si gioca prima del 31 dicembre e, dunque, ogni sforzo, per essere utile, deve essere fatto adesso.

Chi in questi giorni non si muove, non ha scusanti per piangersi addosso domani, sia che si tratti di politici o di associazioni, perché è evidente che nessuno può dire di non sapere come stanno le cose.

La nostra attenzione sul tema non è solo per tutelare l’interesse specifico delle migliaia di trasportatori che usano questa arteria, l’unica a collegare il Tirreno con l’Adriatico.

In realtà, la questione dei pedaggi riveste un’importanza primaria perché costituisce una posta di bilancio per le nostre aziende essenziale, rappresentando, in molti casi, circa il 10% del totale dei costi di un’impresa di autotrasporto.

Ebbene, siamo di fronte ad uno scenario confuso, che non fa presagire niente di buono. E, devo dire, desta stupore, abbassati i riflettori della cronaca, una certa lontananza dal tema sia della politica che del mondo associativo.

Per essere più chiari, dopo la tragedia di Genova, che ha portato alla luce gli enormi utili realizzati dai concessionari autostradali, ci aspettavamo – e ci aspettiamo ancora - come minimo, che l’anno prossimo non ci siano aumenti. Non a caso è stata recentemente assegnata, da questo Governo, all’ART (Autorità di Regolazione dei Trasporti) la competenza di valutare la congruità dei livelli tariffari delle autostrade italiane. Anzi, sarebbe logico aspettarsi qualche riduzione, come compensazione dei maggiori oneri ingiustamente sostenuti in passato dagli utenti. In ogni caso, quel che appare inaccettabile è un nuovo aumento.

Ora, a pochi giorni dal provvedimento che stabilisce le tariffe per l’anno successivo, non si ha alcuna informazione da parte del Governo su cosa succederà dal primo gennaio prossimo. E, questo, non è un bel segnale! Fa venire in mente i film del passato, finiti tutti con “la sorpresa di Capodanno”, consistente nel puntuale aumento dei pedaggi autostradali.

La questione della A24 e A25 è, da questo punto di vista, emblematica.

Il gestore, la Società Strada dei Parchi S.p.a., dopo aver riportato per tre mesi (da ottobre a dicembre) la tariffa al livello del 2017, cioè riducendola di quasi il 13%, adesso fa capire che, in assenza di un intervento del Governo, applicherà da 1° gennaio 2019 un aumento che potrebbe sfiorare il 15-20%.

Il Ministro Toninelli, con una logica difficile da seguire, dice che chi protesta fa il gioco del Concessionario, ma intanto non vuole incontrare i Sindaci e, soprattutto, non dà risposte. Insomma, siamo nel bel mezzo di una sceneggiata, tra Concessionario e Ministro, di cui è evidente che chi rischia di farne le spese è l’utente e, in primis, i trasportatori.

Noi vorremmo dire al Ministro Toninelli che vogliamo sostenerlo nell’impegno, da lui stesso preso, di rendere trasparenti le tariffe autostradali. Siamo semplicemente ansiosi di conoscere, numeri alla mano, in che cosa si sostanzia il suo impegno, a partire dal primo gennaio prossimo.

Stiamo parlando di un problema che, per quel che ci riguarda, non può restare fuori dalla vertenza che UNATRAS ha aperto con il Governo. La piega che la vicenda sta prendendo chiama tutti ad un intervento forte sulla Politica; un intervento che deve essere fatto in questi giorni, e non dopo le feste di fine anno, possibilmente da tutti, prima che i buoi scappino dalla stalla. Con questo auspicio, noi, comunque, continuiamo a stare sul pezzo.

Claudio Donati

Ultima modifica il Sabato, 15 Dicembre 2018 08:13

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