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Autotrasporto e Governo: buona la prima. Ma senza regole, le risorse sono un’aspirina.

DONATI e DELRIOL'appuntamento con la legge di stabilità per il 2106 caratterizza, come sempre, il confronto con il Governo in questi ultimi mesi dell’anno.

L’approvazione della legge andrà a cadere, grosso modo, tra Natale e Capodanno e le misure in essa contenute avranno un effetto importante sull’attività del Paese e, dunque, anche sulle imprese italiane, ivi comprese quelle dell’autotrasporto.

Il fatto nuovo di quest’anno è che sembra delinearsi – sempre, beninteso, che vengano mantenuti gli impegni presi, tramite i suoi rappresentanti, dal Ministro Del Rio, lo scorso 5 novembre - almeno in forma embrionale, un’idea di politica economica destinata al nostro settore, individuando alcune obiettivi prioritari.

Tra essi è degna di nota la ricerca di un rafforzamento della capacità competitiva del sistema del trasporto e della logistica nazionali, attraverso misure per l’innovazione e per il contenimento dell’impatto ambientale, favorendo, a tal fine, gli investimenti che vanno in quelle direzioni.

In questa chiave vanno letti:

  • i provvedimenti diretti ad escludere dalle agevolazioni sulle accise gli autoveicoli euro 1 e euro 2;
  • gli incentivi per l’acquisto di autoveicoli euro 6 e di quelli alimentati a gas;
  • l’istituzione di un fondo per agevolare gli interessi per investimenti;
  • il rifinanziamento del fondo di garanzia per l’autotrasporto;
  • le nuove misure a sostegno del “mare bonus”  e del “ferro bonus”.

UNATRAS (e noi con essa) ha valutato positivamente l’insieme dei suddetti provvedimenti, pretendendo però che, insieme ad essi, venga affrontata anche l’annosa questione delle  “regole” e, soprattutto, quella, ancor più annosa, del loro effettivo rispetto.

Tradotta in parole povere, la questione delle "regole", al momento, si sostanzia nei seguenti argomenti che richiedono soluzioni efficaci ed urgenti:

  • la lotta alla concorrenza sleale che le imprese italiane in regola subiscono. Sia sul fronte estero (attraverso le varie forme di dumping sociale quali, ad esempio, l’utilizzo distorto del distacco trasnazionale); sia su quello interno, ad opera di trasportatori che, in vari modi, operano violando la legalità.
  • L’essenziale questione del rispetto dei tempi di pagamento per le prestazioni di trasporto, che deve trovare una soluzione chiara e praticabile.

Il fatto che tale questione non sia caduta nel dimenticatoio, se può essere considerato un primo positivo risultato, certamente non ci basta.

Tale questione non può, almeno per quanto ci riguarda, restare un auspicio ritualmente ripetuto ad ogni occasione, ma deve diventare rapidamente un provvedimento capace di dare effetti concreti e verificabili, perché il rispetto dei tempi di pagamento è, a pieno titolo, un aspetto essenziale dei rapporti tra soggetti economici che vogliano operare, in modo civile e trasparente, all’interno delle regole proprie  di un Paese civile.

  • L’altro aspetto fondamentale, ai fini della regolarità, è rappresentato dal nuovo portale per la regolarità delle imprese di autotrasporto, gestito dall’Albo, che sarà operativo da lunedì  23 novembre p.v..

Noi ci attendiamo che esso non rappresenti solo un fuoco di paglia ma diventi il primo tassello di un’operazione di pulizia e di trasparenza del mercato.

Tutti questi elementi, se realizzati, potranno innestare un cambio di rotta effettivo rispetto al passato.

Non possiamo escludere inciampi e resistenze su questo cammino. Anzi, se non vi fossero, dovrebbe essere per noi tutti motivo di preoccupazione: basti riflettere sul fatto che se tutto ciò finora non è avvenuto, dovrà pur esservi un motivo che non risiede certo nei voleri contrari di qualche nume dispettoso, ma negli interessi corposi che una siffatta operazione andrebbe ad intaccare.

Quello che deve essere chiaro è che non potremmo accettare di veder vanificato il tentativo di iniziare a cambiare davvero le cose.

Lavoreremo affinchè per lo meno UNATRAS sia unita in una battaglia – per portare trasparenza e dignità all’interno del settore - che incontrerà molti e potenti ostacoli esterni.

Da ultimo, vorrei aggiungere un breve cenno agli sviluppi seguenti al nostro seminario “Capitani Coraggiosi”, di qualche giorno fa.

Accanto al riscontro di consensi da parte di autorevoli osservatori esterni, molto significativi sono gli effetti che si stanno palesando tra i nostri trasportatori ed in particolare tra i partecipanti al seminario.

Ci viene manifestata una sostenuta richiesta di proseguire sulla strada intrapresa, che è quella di favorire una riflessione complessiva sul tema del “cosa posso fare, io come imprenditore, per la mia impresa, senza stare ad aspettare che qualcun altro venga a risolvermi i problemi”.

C’è grande bisogno di conoscenza; di migliore comprensione di come si muovano il mondo e l’economia e, in questo quadro, quali possibili sbocchi si prospettino per l’autotrasporto e, specialmente, per le piccole e medie imprese del settore.

Ci viene posta l’esigenza, in alcune realtà territoriali ed anche in alcuni settori merceologici, di realizzare, concretamente, processi per aiutare a riposizionare le imprese su un determinato mercato.

Noi dobbiamo, come Associazione, essere a fianco di questi trasportatori; aiutarli nel loro percorso di crescita e nelle loro volontà di misurarsi con le nuove e tempestose dinamiche economiche, perché il futuro, anche per questa professione, passa proprio attraverso la capacità di intercettare il cambiamento. Possibilmente, un minuto prima degli altri.

Si tratta di piccoli ma importantissimi segnali di movimento, in controtendenza rispetto alla rassegnazione purtroppo largamente prevalente all’interno della categoria.

Non deve sorprendere il fatto che si parta da “piccoli numeri”: come l’esperienza e la storia ci insegnano, il nuovo nasce sempre da “numeri piccoli”, la cui strada viene, poi, seguita da altri, via via più numerosi.

Fino a che quella strada, nel tempo, da “nuova” diventa semplicemente … ”la strada normale”.

Claudio Donati
Segretario Generale
di T. I. ASSOTIR

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