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TRE URGENZE PER IL GOVERNO: PORTALE PER LA REGOLARITA’, FONDO DI GARANZIA E DISFUNZIONI DELLA MCTC.

donati per webTre argomenti si sono imposti, in quesi giorni, alla nostra attenzione e vorremmo sottoporli alla discussione dei nostri lettori e delle rappresentanze istituzionali ed associative dell'autotrasporto.

 

Il Comitato Centrale per l’Albo degli Autotrasportatori ha deliberato lo scorso 29 settembre di prorogare fino al 15 novembre prossimo la fase di sperimentazione dell’accesso, da parte delle Imprese di Autotrasporto, al Portale dell’automobilista per la verifica della propria “regolarità”.

C’è un mese e mezzo in più a disposizione dei trasportatori per verificare la propria situazione ed eventualmente interpellare l’Amministrazione per cercare di risolvere i problemi evidenziatisi con l’accesso.

Non credo siano pensabili, dopo questa, ulteriori proroghe, che certamente sarebbero esiziali per la credibilità dell’intera operazione. Ritengo però che quella decisa fosse necessaria.

Per due ordini di motivi: in primis, per lo scarsissimo numero di imprese registratesi finora al portale (circa 2600, cioè appena il 2% dei trasportatori, secondo le cifre che risultano all’Albo). Non meno rilevante, anzi ancora più importante, la constatazione che, per parecchie decine di migliaia di imprese, dall’INPS non viene data, al momento, un’informazione sufficiente a poterne definire, con certezza, la regolarità contributiva.

La discussione in seno al Comitato Centrale è stata molto accesa, perché non possiamo dimenticare che esistono, in un quadro complessivo di volontà positive, anche posizioni che auspicano il fallimento dell’intera operazione: innanzitutto, perché il bagarinaggio è, per definizione, a favore del committente e, quindi, non è affatto male, per certuni, che imprese “irregolari” possano continuare tranquillamente aD operare; infine,  perché, nelle aspettative di qualcuno, il vero obiettivo continua ad essere la chiusura dell’Albo.

In realtà, la proroga deliberata si basa proprio sulla consapevolezza, largamente diffusa tra i rappresentanti delle Associazioni, di evitare che una iniziativa positiva venga realizzata con modalità sbagliate, trasformandosi da strumento per fare pulizia nel settore, in un’iniziativa inefficace e, agli occhi delle imprese, in un inutile appesantimento burocratico.

La decisione presa rende, a mio avviso, più solida di prima la direzione di marcia.

 

 

La sezione speciale per l’autotrasporto del Fondo Nazionale di Garanzia ha esaurito i fondi ed ha, conseguentemente, sospeso la sua attività.

La questione presenta aspetti sorprendenti, tra cui la circostanza di una notizia conosciuta dagli interessati solo a fatti avvenuti. Al contrario, sarebbe stato utile avere l’informazione al momento opportuno, prima che si determinasse il blocco dell’attività del Fondo.

A spanne, risulta che il Fondo ha garantito con la sua dotazione, nei 5-6 anni di vita, circa 800 milioni di euro per vari e tipologie di interventi creditizi a favore di 12 mila imprese di autotrasporto. Una cifra di tutto rilievo, che sarebbe sbagliato derubricare tra le varie ed eventuali della nostra agenda sindacale.

Sull’intera questione del fondo di garanzia pesa l’estromissione dell’autotrasporto dall’apposito comitato, soprattutto per le sue ricadute in termini di mancanza d’informazione.

Ad esempio: sarebbe utile conoscere, oltre al volume del credito erogato alle imprese a valere sul Fondo, anche a quali imprese tale intervento sia andato; per quali tipologie di intervento; quale risulti il livello delle eventuali sofferenze, o perfino delle perdite, registrate dal fondo, etc.

Tutto ciò potrebbe costituire un valido aiuto per avere un quadro di conoscenze più meditato circa la coerenza tra le concrete necessità delle aziende e l’efficacia dei vari interventi pubblici (investimenti, formazione – sia del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che dell’Albo -, etc.) per l’autotrasporto, evitando di procedere per interventi al buio, o dettati soltanto dall’emergenza.

 

 

Continuano, infine, caos e disfunzioni negli uffici territoriali della Motorizzazione civile.

A cinque mesi dal passaggio delle competenze in materia di Albo dei trasportatori dalle Province alla MCTC, regna ancora, in molte località, il caos più totale.

Solo a titolo esemplificativo, aggiungo che da realtà metropolitane o comunque di grande importanza per l’economia del Paese ci vengono segnalate situazioni allucinanti, di pratiche di iscrizione all’Albo ancora inevase (ben oltre i 120 giorni che la legge stabilisce); di una sostanziale paralisi delle attività dell’Albo dallo scorso mese di maggio; e via di questo passo.

Non possiamo accettare che il Governo, che pure non perde occasione per affermare il suo impegno per liberare le attività economiche dalla burocrazia, rimanga latitante o si limiti a rispondere alle interrogazioni parlamentari dicendo “non possumus” o farci credere che, con 14 funzionari in più (!), la situazione possa davvero avviarsi a soluzione.

Vorremmo chiedere al ministro Delrio se, secondo lui, operazioni di questo genere aiutano la ripresa o se, invece, non siano funzionali a minare, ancor di più di quanto già purtroppo non sia, la fiducia dei cittadini nello Stato.

*****

Di questi tre argomenti, che hanno in comune una loro specifica urgenza (senza dimenticarci di tutto il resto), sarebbe utile che UNATRAS trovasse un’occasione ravvicinata per discutere approfonditamente e decidere di rappresentarli, richiedendo adeguate risposte, al livello istituzionale opportuno.

Claudio Donati

Segretario Generale
di TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR

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