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L'autotrasporto, tra agromafia, spese non documentate e portale della regolarità

IMG 0475 little 180x233 131x170Quest’ultimo scorcio di calura estiva ha proposto tre argomenti che, nella loro evidente diversità, ed anche nella loro assolutamente diversa importanza e gravità, meritano comunque un’annotazione, in quanto riguardano tutti e tre molto da vicino il mondo dell’autotrasporto:

        1. la questione delle deduzioni per le spese non documentabili;
        2. l’avvio della fase sperimentale del portale degli autotrasportatori;
        3. le recenti iniziative della Magistratura sulle infiltrazioni malavitose nell’agroalimentare, in cui risultano coinvolte anche imprese di autotrasporto.

Potremmo dire che il primo tema riguarda il presente (e la sopravvivenza) di molti piccoli trasportatori, la seconda riguarda il futuro (cioè la direzione verso cui si vuole orientare l’autotrasporto italiano), la terza ha a che fare con il paradosso tra l’interesse reiterato della malavita verso il nostro settore e l'equivalente  disinteresse da parte della politica verso lo stesso.

Sulla vicenda riguardante le  spese non documentate, stiamo solo aspettando che il Governo traduca in fatti l’impegno preso la settimana scorsa con le Associazioni dell’autotrasporto, grazie a cui i titolari di ditte individuali ed i soci di società di persone, personalmente alla guida dei propri camion, potranno recuperare gran parte delle deduzioni che lo stesso Governo aveva loro tolto, in maniera assolutamente unilaterale e, direi, proditoria, appena qualche settimana fa, per giunta dopo aver più volte contraddetto se stesso.

Dovrebbe essere una questione “ ad horas”. Siamo fiduciosi, ma anche attenti ai colpi di sole ferragostano.

Sull’argomento va solo aggiunto che la soluzione ad un gravissimo torto fatto agli operatori più piccoli si è avuta grazie ad una ritrovata ( almeno in quel momento) capacità delle Associazioni dell’autotrasporto di esprimere concretamente un messaggio unitario, che ha consentito di spostare parte delle risorse del settore, destinate ad  altre finalità ( investimenti e pedaggi), verso i mono veicolari. E’ stato un buon segnale per tutti, di cui far tesoro anche per il futuro.

Qualche sgomitata di troppo per attribuirsi meriti non sminuisce il valore dell’operazione. Semmai, attiene più allo stile, non sempre impeccabile, di qualche dirigente sindacale e, a ben vedere, è indice più che altro di una certa fragilità.

Il 28 luglio, a seguito della decisione del Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori, è diventata operativa la fase sperimentale del portale degli autotrasportatori, tramite cui potrà essere accertata la regolarità delle imprese di autotrasporto iscritte. L’argomento è stato trattato con congruo approfondimento, già da qualche giorno, in altra parte nel nostro sito.

Si tratta veramente di una grande novità che avrà un impatto notevole sul mercato dell’autotrasporto, in tempi brevi. Entro il 30 ottobre, infatti, i trasportatori potranno verificare la loro specifica situazione, consultando il portale, regolarizzando eventuali incongruenze. Dal 1° ottobre, infine, il portale sarà accessibile ai committenti,  i quali, in base alla legge, utilizzeranno per i servizi di autotrasporto soltanto le imprese risultanti regolari, salvo esporsi ai rischi stabiliti dalla legge medesima, nel caso di utilizzo di vettori sprovvisti di detto attestato di regolarità.

Per il momento l’accertamento della  regolarità riguarda la posizione di ogni singola impresa in relazione all’Albo, al REN, alla Camera di Commercio e all’INPS. Ma le implementazioni successive interesseranno anche il numero dei veicoli e dei dipendenti di ogni impresa, fino ad avere un quadro effettivo di chi sta in regola e chi no. Insomma, nelle intenzioni, si tratta di un’enorme operazione di pulizia e di trasparenza nel settore, che darà risultati positivi sia per i committenti che per i vettori.

Gli sviluppi di questo itinerario dovranno essere seguiti con determinazione, ma anche con la prudenza necessaria, per evitare che una idea buona si trasformi in un’azione di segno opposto, cosa non rara da vedere.

Noi, in ogni caso, consideriamo positivamente l’iniziativa e la sosteniamo con piena convinzione, e lavoreremo per il suo successo, perché può costituire effettivamente l’elemento di novità di un Albo che, sia pure in un contesto normativo assai indebolito sotto il profilo della propria autonomia, deve e vuole affermarsi come “strumento utile” alla categoria.

L’operazione è di dimensioni notevoli: interessa oltre 160 mila imprese di trasporto e sono da mettere nel conto possibili errori. Ma la delicatezza della stessa impone a tutti i soggetti coinvolti, in primis alla Pubblica Amministrazione, di ridurre al massimo il rischio, poiché la materia è delicatissima e l’errore può provocare all’impresa di trasporto danni enormi.

Quanto, infine, alle recenti indagini dei magistrati sulle infiltrazioni mafiose nell’agro-alimentare, la circostanza che emergano coinvolgimenti di imprese di autotrasporto, prevalentemente del sud, non è una novità. Semmai, è la conferma di un dato ormai storico, che ci dice che uno dei fenomeni distorsivi del mercato dell’autotrasporto – accanto alla concorrenza sleale degli stranieri e degli italiani stessi - è rappresentato proprio dall’ingerenza malavitosa che, di fatto, droga il mercato, dando vita ad uno parallelo, con regole e prezzi assolutamente fuori della portata delle imprese regolari.

Da questo punto di vista l’economia criminale è uno dei principali nemici dell’impresa sana.

Piuttosto, è da chiedersi come mai, mentre le mafie sono così presenti  nel settore, altrettanto assente da esso è la politica.

Se si analizza la questione da questo punto di vista, risulta del tutto evidente come quella che comunemente consideriamo  “sottovalutazione politica”  in realtà presenta, forse anche senza volerlo, elementi di “copertura oggettiva” dell’economia criminale da parte della politica.

A noi ad esempio, è capitato, qualche tempo fa, di denunciare in una sede istituzionale regionale - quella del Lazio -  il diffondersi di fenomeni anomali  nell’economia del sud pontino, con specifico riferimento anche all’autotrasporto.

Non abbiamo avuto notizia di un qualche effetto tangibile o di qualche ibniziativa da parte della classe politica del Lazio.

Sappiamo tutti che l’intervento della magistratura è, per sua natura, “a valle” di un fenomeno criminale. Il terreno “a monte” del stesso fenomeno, cioè la fase della prevenzione, è di competenza della politica e della cultura.

Per questo, fa piacere, ma solo fino a un certo punto, che gli unici segnali di contrasto alle mafie siano affidati  esclusivamente  alla magistratura, attraverso le sue indagini mentre tanto la politica che i rappresentanti delle principali forze sociali continuano in una politica che rischia, come lo stgruzzo, di vedere i loro massimi esponenti con la testa nella sabbia per non vedere quello che a tutti è son troppo chiaro.

Un cordiale saluto a tutti e un augurio di buone vacanze

Claudio Donati

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