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Se alla neve si aggiunge la burocrazia

donati congresso                   

 Roma, 02 marzo 2018

Si sta concludendo, tra l’altro, con previsioni (non solo metereologiche) incerte, una settimana che molti trasportatori ricorderanno a lungo per i danni subiti ma, soprattutto, per gli innumerevoli casi in cui si sono trovati di fronte al divieto di viaggiare, senza capire perché, non essendovi alcun indizio di presunte avversità atmosferiche.

Nel silenzio totale della stampa, stiamo assistendo ad un vero e proprio fermo nazionale del trasporto delle merci, avvenuto a macchia di leopardo, con sfasamenti temporali e territoriali, che hanno reso quasi impossibile il servizio.

Tutto ciò non ci fa sottovalutare la portata degli eventi metereologici ed i relativi rischi per la sicurezza, di cui, occorre ricordarlo, i trasportatori hanno, per formazione professionale, piena consapevolezza.

L’argomento è sfuggito (sarebbe stato sorprendente il contrario) all’attenzione della Politica, come se, in una campagna elettorale così strampalata, il fatto che le merci non viaggiassero per una settimana fosse un fatto irrilevante (al riguardo suggerisco di andare a vedere i dati ISTAT, quando usciranno, sull’andamento economico di questi 10 giorni, tra febbraio e marzo. Azzardo la facile previsione di una forte frenata dell’economia nazionale - di alcune centinaia di milioni di euro - imputabile proprio a questa settimana di blocco dei trasporti, sia delle persone che delle merci).

E’ chiaro che nessuno pensa che si potesse azzerare il danno che, comunque, ci sarebbe stato, a causa delle avversità atmosferiche né, tanto meno, che si dovesse barattare il minor danno alle imprese con minore sicurezza.

Ma, certamente, appare chiaro, che in alcune situazioni, specie a livello locale, si sarebbe potuto fare molto meglio, senza rischi per la sicurezza.

Quello che a noi sembra discutibile è, in particolare, il modo di approcciare il tema, sul quale, ad esempio, nelle decisioni delle prefetture sul blocco del traffico, i trasportatori sono esclusi da ogni coinvolgimento e, dunque, le loro ragioni valgono zero. Per questo siamo molto d’accordo con la richiesta che UNATRAS ha avanzato al Ministri degli Interni, on. Minniti, che va proprio in questa direzione.

Pensiamo che, infatti, soprattutto nelle situazioni di emergenza, ci sia bisogno di rapporti istituzionali più aperti, perché i trasportatori, a cui non piace dover fare la parte delle vittime, sono maturi per assumersi le responsabilità che a cui vengono chiamati ma, attraverso un coinvolgimento reale.

Di certo, questa impostazione è incompatibile con eventuali atteggiamenti formali e burocratici dell’Amministrazione, ma sarebbe di grande utilità all’intero Paese, di cui l’Amministrazione è al servizio.

Claudio Donati

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