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    Venerdì, 10 Novembre 2017 11:57

Passaggio d'anno, tempo di bilanci. Le nostre priorità per il 2015.

Donati Claudioll consiglio di T.I.Assotir si riunirà' il prossimo 24 gennaio. Sarà quella l’occasione per un giudizio complessivo su quanto è successo in questo anno appena trascorso, da molti definito, a ragione, “horribilis”, se solo si consideri che, con i quattro del 2014, sono ben tredici i trimestri consecutivi di recessione che pesano sulle nostre spalle e sugli equilibri, già fragili per loro conto, delle nostre imprese.
Soprattutto, sarà l’occasione per capire se, e quando, ci sarà la tanto attesa ripresa economica, da cui dipende in misura decisiva anche il rilancio dell’attività di trasporto delle merci. In questa sede, credo che possa essere utile accennare a quello che ci aspetta per i prossimi mesi – partendo da una valutazione sulla vertenza con il Governo, annunciatasi già ad ottobre durissima e che, obiettivamente, tale si è rivelata, a causa della fragilità e della debolezza del nostro sistema imprenditoriale; ma, ancor di più, a causa dell’inadeguatezza complessiva della sua rappresentanza.

Il Consiglio Direttivo Nazionale di T.I. ASSOTIR valuterà, il 24 gennaio, l’insieme delle misure contenute nella Legge di Stabilità per 2015.

Anna MANIGRASSO: la Corte di Giustizia ha fatto il suo; ora tocca al Ministero fare quanto deve per assicurare che i trasporti stradali viaggino davvero a costi compatibili con la legalità e la sicurezza

CuriaLa tenacia di un trasportatore nel pretendere di veder riconosciuti i propri diritti; la prudente scelta di un Tribunale, quello di Cagliari, di investire su una questione tanto complessa il massimo organo di giurisdizione europeo ed infine la sagacia giuridica della Corte di Giustizia, hanno finalmente fatto chiarezza su un punto era già nelle nostre convinzioni e oggi trova nell’ ordinanza con cui ha deciso, lo scorso 21 giugno, la questione sottopostagli, una verifica incontrovertibile.

DOPO IL REFERENDUM: UNA PROPOSTA PER L’AUTOTRASPORTO.

editoriale di Claudio DONATI 

Claudio Donati Segretario generale

 

 

Gli effetti sul quadro politico ed istituzionale del referendum del 4 ottobre scorso sono freschi ed evidenti, per quanto non ancora completamente declinati.

Al di là della positiva constatazione sulla grande partecipazione popolare, che ci fa comprendere di quali risorse dispone il nostro Paese, credo che sia nostro compito provare a decifrare quale scenario si apre, non tanto per il Paese - questione sulla quale ben altre più autorevoli penne sono chiamate a misurarsi - quanto, specificamente, per il nostro settore.

CLAUDIO DONATI: occhio a non farci infinocchiare e barra diritta verso i nostri reali obiettivi

donati per webAbbiamo visto agitare, con qualche ragione, da parte di più di una Associazione, il pericolo di un incremento delle accise sul gasolio, che sarebbe letale per l’autotrasporto.

Pur condividendo il concetto (che tale aggravio sarebbe insostenibile per le imprese), a noi sembra che non ci si debba preoccupare più di tanto, anche per le rassicurazioni date al riguardo dal Ministro dell’Economia.

A preoccuparsi davvero dovrebbe essere, semmai, il Governo, visto che la portata del problema sarebbe tale da imporre risposte straordinariamente dure.

Un’ipotesi del genere, infatti, se attuata, porterebbe al fermo immediato e generalizzato dell’Autotrasporto in Italia.

Una giornata di lotta e di unità per sostenere le ragioni dell'autotrasporto italiano

IMG 20170318 WA0031E' stata una bella giornata!

In 20 province italiane, da Roma a Trieste, da Napoli a Venezia, l'autotrasporto italiano è sceso in piazzza per sottolineare che i più interessati allo sviluppo di una concorrenza leale, basata sulla qualità e sulla tutela ambientale; alla difesa della sicurezza del trasporto ed alla legalità ed alla trasparenza della conmpetizione commercialel sono innanzi tutto i piccoli e medi imprenditori dell'autotrasporto italiani.

Ma anche per ricordare, con la forza della mobilitazione unitaria promossa dall'UNATRAS, che nessuno di loro è così ingenuo da non sapere che, per giocare queste partite - dalla legalità alla sicurezza, alla trasparenza, al rispetto dell'ambiente -  occorre essere in molti e tutti - dal Governo all'Europa ed alle committenze  - con la voglia di giocare dalla stessa parte.

Il 18 Marzo 2017: come trasformare un giorno importante in una giornata "storica" per l'autotrasporto italiano.

17 03 18 SAXA RUBRA

Il 18 marzo potrà essere ricordato come una giornata, se non storica, certamente importante per l’autotrasporto italiano. Il Paese si è dovuto accorgere che questo mondo è in fermento, che c’è una insoddisfazione profonda tra i trasportatori, che il loro silenzio e il loro senso di responsabilità non devono essere confusi con la debolezza.

In buona sostanza, l’autotrasporto italiano ha rialzato la testa.

Ma il 18 marzo ha detto anche che questo settore, stremato dalla crisi e vessato dalle angherie di tutti i giorni, è capace di dare vita a iniziative, graduandone l’efficacia a secondo delle necessità.

Saper utilizzare gli strumenti a propria disposizione (nel nostro caso, gli strumenti della protesta e della lotta) scegliendo tra quelli più adatti a raggiungere l’obiettivo, è sinonimo di intelligenza.

L’autotrasporto italiano, sotto l’egida di Unatras e con l’impegno delle associazioni che la compongono, è stato capace di dare una bella prova di intelligenza collettiva.

AGGIORNAMENTI DOPO IL TIR DAY DI MARZO

Donati ClaudioSarà soprattutto, nei fatti che ci accompagneranno nelle prossime settimane che si potrà misurare il peso diquello che abbiamo voluto chiamare il "Tir Day", cioè della giornata di mobilitazione del 18 marzo scorso.

Da quella iniziativa e dal suo successo nasce la decisione di UNATRAS di effettuare, a seguito delle mancate risposte del Governo alla categoria, il fermo nazionale dell’autotrasporto.

UNATRAS ha contemporaneamente stabilito di aprire una fase di confronto con tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, per un loro coinvolgimento pieno attorno alla nostra vertenza.

Ci accingiamo a questa fase, con l’auspicio che risulti utile, soprattutto alle Istituzioni, per comprendere il senso innovativo delle nostre proposte e, nello stesso tempo, i rischi collegati ad un ulteriore inasprimento della vertenza.

Di certo, chi pensa che, da un lato, le associazioni dell’autotrasporto non faranno sul serio, rischia stavolta di prendere una cantonata.

Dall’altro lato, chi pensasse di sfruttare la rabbia che si è generata nel settore in questi anni, magari strumentalizzandola a fini politici, dovrebbe prendere in considerazione il fatto che il 18 marzo scorso i trasportatori hanno dato una prova, non solo di forza, ma anche di intelligenza, dando vita ad una giornata di protesta apprezzata per la sua efficacia e la sua compostezza e rispetto di tutte le regole.

Non rinunceremo a questo patrimonio, regalandolo al primo avventuriero che passa.

Una prima risposta è avvenuta con la convocazione, da parte del Sottosegretario ai Trasporti Sen. Simona Vicari, delle Associazioni del settore per il 27 prossimo.

Un atto apprezzabile, che ci auguriamo porti risposte concrete alle questioni poste da UNATRAS.

E’ un augurio, al momento, senza alcuna certezza, dato che almeno alcune delle materie oggetto del confronto vanno ben oltre la competenza del singolo Ministero dei trasporti e infrastrutture.

Insomma, ci accingiamo a questo appuntamento, con molta prudenza e qualche dubbio sull’esito. Sempre con la speranza di essere smentiti.

Costi minimi di esercizio, tempi di pagamento e lotta alla concorrenza sleale (italiana ed estera), rimangono i temi nodali delle nostre richieste e, probabilmente, i tre pilastri su cui impostare la riforma dell’autotrasporto italiano.

Si tratta di richieste di regole e non, lo ripetiamo, di soldi.

Una piattaforma a costo zero per il Governo, che però deve fare una scelta: qualsiasi posizione tesa al rinvio delle decisioni non potrà infatti che essere valutata per quello che è.

C’è poi un altro tema, ultimo nel tempo, ma non certo per importanza, su cui l’”Ufficio Complicazioni Affari Semplici”, sempre straordinariamente attivo presso la pubblica amministrazione, ha voluto dare il proprio indelebile contributo, introducendo dal 4 maggio prossimo un nuovo sistema di effettuazione delle revisioni sui veicoli sopra le 3,5 ton presso  gli uffici della MCTC.

Un nuovo sistema che si caratterizza per essere assai più costoso e che richiede un tempo, per le operazioni di revisione, assai più lungo.

Il tutto per ottenere, alla fine, non maggiore sicurezza, ma semplicemente uno scarico di responsabilità dall’amministrazione al trasportatore.

Il Governo deve dirci se questo è il modo con cui lo Stato intende aiutare le imprese ad essere più efficienti.

Il contenuto dell’apposita circolare ministeriale è inaccettabile (anche sotto il profilo giuridico) e certamente la questione sarà portata al tavolo del Sottosegretario.

Il mio ricordo di Graziano

Si corre il rischio della retorica quando una persona cara scompare.

E voglio evitare a ogni costo un simile errore, ricordando, innanzitutto, l’ingranaggio meraviglioso a cui ha dato vita il binomio Anna Manigrasso-Graziano Contri; un binomio, anzi una coppia, capace di sviluppare una forza potentissima, oltre che nella loro amatissima famiglia, nella loro attività imprenditoriale e, con nostra fortuna, in Assotir.

L'iniziativa unitaria dell'autotrasporto, il "Pacchetto U.E." e qualche, inevitabile, miseria nostrana

UN PRIMO BILANCIO DEL CONFRONTO CON IL GOVERNO

Il Senato ha approvato nei giorni scorsi il decreto contenente la così detta manovrina, al cui interno vi sono alcune importanti misure per l’autotrasporto.

Molte di queste (il dettaglio è riportato sul nostro sito)sono risposte positive alle richieste presentate a suo tempo da UNATRAS.

Ci sono poi alcune cose, non presenti nel decreto, che pure, nel frattempo, sono state ottenute, quali la sospensione definitiva della circolare sulle revisioni dei veicoli industriali e l’impegno del Governo a mantenere fino al 2019 le  risorse strutturali per l’autotrasporto, sia pure con qualche ritocco al ribasso.

Ma altre risposte mancano, qualcuna per motivi tecnici (materie incompatibili con l'oggetto del decreto legge), altre per motivi non riconducibili alla mancanza di “volontà politica” del Governo.

UNATRAS ha convocato l’Esecutivo che si esprimerà sull’insieme dei risultati ottenuti.

Quel che è certo è che due dei punti, che noi consideriamo qualificanti, non hanno trovato una risposta positiva.

Si tratta, manco  a dirlo, della questione relativa alle sanzioni a carico del committente nel caso del mancato rispetto della norma sui tempi di pagamento dei trasportatori e la questione della messa in trasparenza dei cosi detti “valori di riferimento” per i costi  di esercizio dell’autotrasporto, tuttora pubblicati dal Ministero mensilmente, risultando, con la medesima scadenza, del tutto inutili.

Questa vicenda , a mio avviso, ha messo in luce uno spaccato all’interno del mondo dell’autotrasporto e delle sue rappresentanze, a dir poco, problematico.

Voglio dire che, ben oltre il mal di pancia per non veder accolte nostre proposte (che sarebbe davvero ben poca cosa), questa storia mostra tutta le contraddizioni e, quindi, la debolezza dell’autotrasporto italiano, destinato, se continua così, a vincere ben poche battaglie, sia sul terreno politico che su quello economico.

Venendo al merito, se la nuova proposta  sui tempi di pagamento non è presente nel decreto appena approvato dal Senato, dobbiamo dirlo per onestà, non è, almeno stavolta, per responsabilità del Governo. Ma semplicemente perché, con una riflessione non esattamente tempestiva (essendo stata la proposta approvata a suo tempo unanimemente dall'Esecutivo dell'UNATRAS) qualcuno ha poi scoperto  che le penalizzazioni previste dalla nuova norma a carico del committente, sarebbero state applicate anche al trasportatore, nel momento in cui, come primo vettore, fosse diventato committente del secondo vettore e non avesse corrisposto a quest'ultimo il pagamento nei tempi dovuti.

Se è legittimo ogni punto di vista, poiché corrisponde alla difesa di un interesse (in questo caso del primo vettore), dobbiamo assumere come conseguenza che l’autotrasporto è diviso anche su questo punto, essendo, in alcuni (numerosissimi) casi vittima delle angherie del proprio cliente, che in qualche caso (o spesso), è, a sua volta, un trasportatore.

Lo stop alla proposta è avvenuto all’insegna del  motto “meglio non muovere niente”, con l’effetto che questo treno, politicamente, almeno per il momento, è stato perso, e vedo difficile – anche se mi auguro il contrario - che ne passi un altro prima delle prossime elezioni politiche.

L’altra questione (valori indicativi di riferimento) ha ugualmente visto divise le Associazioni. Da un lato, UNATRAS favorevole, dall’altro, altre Associazioni, contrarie.

Anche qui, dal momento che UNATRAS ha deciso il fermo nazionale, sarebbe stata auspicabile una qualche maggior determinazione, che non c’è stata. Il tutto si è risolto in un assist - del tipo “quieta non movere” - servito al Governo dall’altra parte del tavolo.

Mi auguro che il prossimo incontro in UNATRAS possa consentire di riprendere con l’energia necessaria almeno quest’ultimo tema, che è fortemente sentito dai nostri operatori, e  su cui, complessivamente, le istituzioni (compresa l’AGCOM) hanno espresso posizioni possibiliste.

Sarebbe grave, forse imperdonabile, se proprio le Associazioni dell’autotrasporto dovessero risultar essere il vero ostacolo.

LE PROPOSTE UE  PER L’AUTOTRASPORTO

Sulle recenti proposte emanate dalla Commissione UE sul trasporto, in attesa di un giudizio più approfondito che svolgeremo nei prossimi giorni, dobbiamo sin da subito esprimere una netta contrarietà ad alcuni aspetti del "pacchetto".

In particolare, il  “combinato-disposto” delle nuove norme sul cabotaggio, sul riposo anticipato, sul noleggio , ecc., se dovessero restare così come proposto, provocherebbe un’ulteriore penalizzazione per le imprese italiane.

Siamo di fronte ad una impostazione inaccettabile, tutta orientata verso un liberismo sfrenato, che ha fatto già i suoi danni, senza bisogno di ulteriori aggiunte.

Su questo terreno, insieme ai nostri due partner italiani (Confartigianato Trasporti e CNA-Fita), incalzeremo la UETR per una posizione di maggiore tutela delle imprese italiane ed europee che non hanno sede nell’Est Europa, in linea con quanto espresso in materia dal Governo italiano.

Insisto, tuttavia, sulla necessità di mettere al centro dei nostri ragionamenti, insieme al dumping provocato dagli stranieri, l’enorme fenomeno della concorrenza sleale sul mercato nazionale tra le stesse imprese italiane perché, se la concorrenza sleale dei vettori stranieri (e dagli italiani vestiti da stranieri) è molto preoccupante; quella che si svolge tutti i giorni sulle nostre strade, tra imprese italiane, ha trasformato in regola l’anomalia.

Irregolarità, abusivismo, illegalità sono una vera e propria zavorra, che danneggia gli imprenditori onesti. In fondo,  si tratta di due forme diverse di dumping sociale, l’una sul mercato internazionale, l’altra su quello interno,  che devono avere la medesima attenzione da parte  nostra.

E’ evidente che è più facile gridare “contro “ gli stranieri (già un po’ meno “contro” gli italiani estero-vestiti), anziché prendere di petto quello che ti ruba il lavoro ogni giorno con prezzi stracciati, che “non si sa come fa a farli”. Ma è esattamente qui che vanno messe le mani. Se, ovviamente, continuiamo a ritenere sia nostro dovere difendere, nel mercato, le imprese sane.

UNA NUOVA REALTA’ ASSOCIATIVA DELL’AUTOTRASPORTO (CON UN PADRONE?)

Infine, un breve cenno alla nascita di una nuova realtà “associativa “ nel mondo dell’autotrasporto.

Abbiamo assistito nei mesi scorsi ad una feroce guerra commerciale tra colossi del nostro mare, rivelatasi un buon affare per i trasportatori, che hanno potuto beneficiare, una volta tanto, degli effetti della concorrenza tra i loro fornitori, in termini di riduzione delle tariffe da questi praticati.

Per la verità, l’ideale sarebbe che nessuno dei contendenti  vincesse, perché il rischio che il vincitore si rifaccia a spese dei trasportatori stessi, una volta rimasto solo, è forte.

Tuttavia, questo è un tema che non dovrebbe entrarci per niente con la nascita di una nuova associazione. E, invece, come tutti sanno, c’entra e come!

Proprio per il rispetto che la libertà di associazione merita, sarebbe ipocrita considerare normale un fenomeno che appare contraddistinto da interessi economici enormi -  estranei al mondo dell’autotrasporto - da cui  sembrano sprigionarsi altrettanto irrefrenabili aneliti associativi da parte dei trasportatori.

Non ho motivo per dubitare che siano volontà effettivamente libere quelle espresse da alcune (specialmente, da alcune grandi)  imprese di logistica e autotrasporto, che in questi mesi hanno dichiarato di voler aderire al progetto in questione.

Ma se uno prende una tessera per avere lo sconto al supermarket, quella tessera non costituisce una sua adesione alle scelte del supermercato, bensì è un mezzo commerciale, attraverso cui, chi vende, prova a legare "fidelizzandolo" il cliente.

Non è vietato dalla legge ed è commercialmente accettabile, ma assomiglia più alle famose “tessere per il pane”, che alla libera adesione ad un’associazione sindacale.

Sembra un fenomeno nuovo che sa molto di antico. Non so se l’autotrasporto, per quanto malridotto, abbia bisogno di ” tessere per il pane”. Francamente lo escludo.

In ogni caso, andrebbe evitato che la promozione commerciale la paghi lo Stato.  

Noi, per la parte che ci compete, non mancheremo di tenere gli occhi aperti.

UNO SGUARDO AI PROBLEMI CHE ABBIAMO DI FRONTE

IL FRONTE POLITICO – ISTITUZIONALE

UNATRAS, come ultimo atto prima della parentesi agostana, ha inviato una lettera al Ministro Delrio, per ricordare i punti della vertenza che non hanno ancora trovato risposta. Per brevità tralascio di farne l’elenco (essendo disponibili sul nostro sito), non senza indicare i due cavalli di battaglia a noi particolarmente cari: tempi di pagamento e costi di esercizio dell’autotrasporto.

E’ molto importante, al riguardo, che UNATRAS, dopo una discussione interna, abbia confermato di portare avanti questi due temi su cui, è bene ricordarlo, da parte del Governo era stata espressa la disponibilità ad accoglierli, a patto che fossero d’accordo le Associazioni dell’autotrasporto.

Vorrei aggiungere che, dal nostro punto di vista, si tratta di due obiettivi ottenibili entro la fine dell’anno.

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