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NOI e UNATRAS, OCCORRE UN CAMBIO DI PASSO

IMG 0475 littleÈ proprio per il grande affidamento che abbiamo riposto sul valore prioritario dell’unità del settore - di cui ad oggi UNATRAS risulta essere, pur con tutti i suoi limiti, l’espressione più avanzata - che proponiamo questa brevi e sincere considerazioni, auspicando un cambio di passo.

Si va profilando, salvo clamorose smentite, una prima chiusura della vertenza con il Governo che, seppur caratterizzata da un buon livello di accoglimento degli impegni sottoscritti lo scorso novembre, lascia parecchio amaro in bocca in chi, come noi, quell’accordo aveva sottoscritto, in un’ottica di positiva collaborazione istituzionale.

Ma ancora di più, i trasportatori - grandi e piccoli – non cessano di spiegarci come questa vicenda, rivelatasi per niente semplice, è tutt’altro che risolutiva dei problemi con cui quotidianamente essi sono costretti a confrontarsi.

Non possiamo in alcun modo esimerci dall’interrogarci sul perché di questa corale insistenza.

La mia opinione è che - senza che ciò voglia in alcun modo dire che ci sia chi possa dimenticarsi delle rilevantissime risorse che, dal settore, lo stesso Stato riceve - il cuore delle richieste finora portate avanti dall’insieme delle Associazioni dell’Autotrasporto, di cui UNATRAS è parte rilevantissima, hanno riguardato essenzialmente la quantità delle risorse che, a vario titolo, lo Stato destina al settore e i criteri per la loro allocazione.

Dobbiamo essere onesti: si tratta di temi che, per quanto importanti, non risultano oggi centrali per la vita delle imprese, con l’eccezione notevole della questione “accise”.

Dove si concentra, allora, l’interesse dei trasportatori?

In sintesi, direi che un’impresa ha il problema di “farsi pagare giustamente e nei tempi giusti” il servizio che presta al proprio cliente.

AL LAVORO PER NON CONSENTIRE CHE LA MODERNITA’ RELEGHI L’AUTORASPORTO AL RUOLO DEL “SOMARO” DELL’ECONOMIA

Donati Claudio

25 luglio 2016.

 

La parentesi estiva segna normalmente,un po’ per tutte le attività, il momento del bilancio della prima metà dell’anno.

Se si deve stare ad alcuni dati (acquisto nuovi veicoli, traffico autostradale, attività di logistica), sembra un semestre positivo, di ripresa economica.
Se si guarda al PIL, le cose vanno meno bene. Se, poi, si guarda alle nostre imprese, l’aria è ancora peggiore.

Per questo abbiamo salutato con grande favore la decisione assunta lo scorso 22 giugno da UNATRAS, di proporre al Governo un tavolo non per discutere di risorse, ma di regole, lavorando per definire soluzioni a quattro questioni particolarmente spinose: costi di esercizio dell’autotrasporto, dumping sociale, tempi di pagamento e funzionamento del portale della regolarità

 

“CAPITANI CORAGGIOSI, UTILE METAFORA ANCHE PER IL MONDO ASSOCIATIVO". Editoriale di Claudio DONATI, Segretario generale di T.I. ASSOTIR

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La vera sfida davanti a noi è sempre di più quella dell’unità dell’Autotrasporto Italiano, quale condizione indispensabile per poter sperare che esso assuma, in un mare in tempesta, come quello che stiamo attraversando, un peso, sia nel nostro Pese che in Europa.

Abbiamo il dovere di condurre su questo itinerario le nostre imprese e le nostre associazioni, nella consapevolezza che non c’è alternativa, in questa economia globalizzata, all’obiettivo del “fare squadra”.  E se ciò vale, sul terreno economico, per le imprese; tanto più la ricetta è indicata per le loro associazioni.

L’orientamento, espresso all’unanimità dall’Esecutivo di Unatras mercoledì scorso, di aprire una fase di mobilitazione dell’Autotrasporto italiano a fronte dei ritardi e della sottovalutazione del Governo verso la nostra categoria, è, in questo senso, prima di tutto un segnale.

SI VUOLE CHE SIANO I POLLI A MISURARE IL RATING DELL’ACQUA BOLLENTE?

Pagine da 16 01 30 Struttura di Missione Poitiche rilancio trasporto su ferro delle merciPubblichiamo alcune prime considerazioni del Segretario Generale di T.I. ASSOTIR, Claudio DONATI, sul  Documento “Politiche per il rilancio del trasporto ferroviario delle merci”, presentato dal Coordinatore della Nuova Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e del Trasporti, Prof. Ennio Cascetta, nell'incontro svoltosi nel "Parlamentino" del Ministero lo scorso 2 febbraio.

All'incontro, cui era presente il Ministro Delrio, hanno partecipato numerose rappresentanze di Associazioni imprenditoriali, Sindacati dei lavoratori e grandi gruppi aziendali del trasporto ferroviario e marittimo, interessati allo sviluppo infrastrutturale e logistico del Paese.

Pur non volendo assolutamente – e se ne capisce bene il perché…. -   sminuire il peso dell’autotrasporto, i protagonisti del confronto sul tema dello sviluppo del trasporto ferroviario delle merci in Italia, a mio avviso, sono prima di tutto altri e molti, tra essi, di natura istituzionale.

Ad essi occorre chiedere, peraltro, non solo meditate opinioni; ma, anche e soprattutto, azioni conseguenti.

Abbiamo certamente apprezzato l’attenzione riservata da parte del Ministro Delrio al nostro comparto, anche se non siamo riusciti a sfuggire alla sensazione che, ancora una volta  (e come al solito), l’autotrasporto sia in queste discussioni, considerato essenzialmente come un elemento accessorio di qualcosa di più importante.

Resta il fatto che la precisazione sulla necessità di azioni conseguenti appare doverosa, in quanto da essa derivano alcune delle considerazioni che seguono.

La Spagna autorizza i maxitrucks. Ma è davvero un progresso per i trasportatori? L'opinione del Presidente di Transfrigoroute Italia, Pino Bulla.

lhvLa recente decisione del Governo spagnolo di autorizzare – sia pure subordinatamente all’ottenimento di specifiche autorizzazioni – la circolazione sulle strade spagnole di complessi veicolari in configurazione cosiddetta “Euro-modulare”, ovvero con lunghezza massima di 25,50 metri e massa complessiva fino a 60 ton. , di cui ha dato notizia il nostro sito riassumendo il messaggio inviatoci dalla FENADISMER, l’Associazione dei trasportatori spagnoli presente, insieme a T.I. ASSOTIR, nell’UETR, merita, da parte di chi, come me, riveste un ruolo di responsabilità sia all'interno di Assotir che di Transfrigoroute Italia, qualche riflessione.

E ancor più tali riflessioni sono, da parte mia, doverose, in quanto espressione di un autotrasporto - quello siciliano - che rischia di subire, da questa decisione, un altro duro colpo.

Intanto perché la Spagna è il primo Paese mediterraneo ad introdurre nel proprio Codice della Strada questo tipo di veicoli,  non più considerati come “trasporti eccezionali”, ma  come “normali” complessi veicolari. Fino ad ora, infatti, la loro circolazione – assolutamente sperimentale – era stata limitata (ove non si considerino le eccezioni che da sempre hanno caratterizzato il trasporto delle merci – soprattutto legname - nei Paesi della Penisola scandinava) ad alcune infrastrutture viarie che attraversano il  grande bassopiano nord europeo, tra Francia settentrionale, Benelux, penisola danese e Germania.

L’autotrasporto, il 2016, l'unità e la sfida del cambiamento

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Con l’approvazione definitiva della legge di stabilità per il 2016 sono state varate anche le misure per l’Autotrasporto, in linea con l’accordo Governo-Associazioni  dello scorso novembre.

Confermiamo il giudizio nell’insieme positivo, soprattutto perché le misure contenute nella legge di stabilità fanno intravedere un’idea di azione politica, diretta a favorire nel settore l’innovazione e la capacità competitiva, seriamente compromessa, finora, da iniziative che, nel corso degli anni, si sono rivelate di scarso valore strutturale.

Occorre invece (soprattutto al Paese, prima ancora che agli imprenditori del settore) ripensare l’autotrasporto italiano come l'anello imprenditoriale centrale di un sistema logistico nazionale che tuttora mostra segni evidentissimi di inefficienza, risultando, anziché un fattore di traino della capacità produttiva dell’Italia, una sorta di zavorra che contribuisce ad allontanare il nostro Paese dal novero dei protagonisti economici internazionali.

NAVIGANDO INTORNO AL CAPO DI FINE ANNO……

IMG 0475 littleCi apprestiamo a doppiare il Capo di fine anno e sono ancora  numerose le boe, grandi e piccole, che ci indicano la rotta che l’autotrasporto italiano si trova a dover percorrere prima di poter approdare in qualche porto sicuro.

Di questa rotta e degli ostacoli superati e da superare, proviamo qui a fare un breve riepilogo.

LEGGE DI STABILITA’ 2016

 Le misure contenute nella legge di stabilità 2016, sono ormai nelle mani del Parlamento, con l’augurio che l’intesa siglata a novembre con il Governo (per la cui lettura invio all’apposito spazio all’interno del nostro sito) venga mantenuta. Su questa partita, in ogni caso - entro il 31 dicembre la legge deve essere approvata - vedremo presto il contenuto finale.

IL PORTALE PER L A REGOLARITA’

Abbiamo ribadito, come UNATRAS, che la priorità, per il settore, è costituita dalle “regole” e dal loro rispetto.

Da questo punto di vista, l’entrata in funzione del Portale della Regolarità delle Imprese di Autotrasporto, già spostata al 23 novembre 2015, avrebbe dovuto costituire la priorità assoluta.

Possiamo dire, soltanto ora con assoluta certezza, che l’impegno – di cui erano chiare le difficoltà tecniche, oltre che politiche - è stato mantenuto, in quanto dal 16 dicembre il Portale è attivo ed accessibile a qualsiasi cittadino per poter verificare la regolarità o meno del vettore a cui si intende affidare un trasporto.

Si tratta di un segnale indubbiamente importante, che ci fa sperare che la strada delle regole, del loro rispetto e delle sanzioni in caso di violazione, sia stata imboccata.

ASSOTIR entra in UETR per far avanzare, anche a livello europeo, l’unione tra le Associazioni e far pesare di più l’autotrasporto di fronte alle Istituzioni UE

 

Anna EuropaAlla Assemblea Generale dell’UETR dello scorso 4 dicembre, Assotir è stata accolta, quale terzo membro italiano, nell’Unione che rappresenta le principali Associazioni delle P.M.I. dell’autotrasporto di 13 Paesi dell’Unione europea ed è accreditata presso l’UE quale rappresentante di questa decisiva componente del mondo autotrasportistico europeo.

Inoltre, l’UETR è collegata all’UEAPME - Union Européenne de l’Artisanat et des Petites et Moyennes Entreprises - l’Associazione Europea degli artigiani e delle PMI, riconosciuta come Partner nel dialogo sociale con le Istituzioni europee

Sin dalla costituzione di Assotir sentivamo forte l’esigenza di portare l’azione di rappresentanza e tutela delle imprese a noi associate a livello europeo. Ormai, infatti, la maggior parte delle regole sul trasporto stradale vengono negoziate e stabilite a Bruxelles e solo successivamente introdotte nella legislazione nazionale italiana.

Autotrasporto e Governo: buona la prima. Ma senza regole, le risorse sono un’aspirina.

DONATI e DELRIOL'appuntamento con la legge di stabilità per il 2106 caratterizza, come sempre, il confronto con il Governo in questi ultimi mesi dell’anno.

L’approvazione della legge andrà a cadere, grosso modo, tra Natale e Capodanno e le misure in essa contenute avranno un effetto importante sull’attività del Paese e, dunque, anche sulle imprese italiane, ivi comprese quelle dell’autotrasporto.

Il fatto nuovo di quest’anno è che sembra delinearsi – sempre, beninteso, che vengano mantenuti gli impegni presi, tramite i suoi rappresentanti, dal Ministro Del Rio, lo scorso 5 novembre - almeno in forma embrionale, un’idea di politica economica destinata al nostro settore, individuando alcune obiettivi prioritari.

L'insegnamento dei "Capitani coraggiosi" dell'autotrasporto 2.0

capitani coraggiosi per webIl primo obbligo che avverto, parlando della giornata di sabato scorso, quella dei “Capitani Coraggiosi”, è quello di esprimere un sincero ringraziamento a tutti i partecipanti, quelli di qua e quelli di là del tavolo della presidenza.

Il ringraziamento va ovviamente ai graditi ospiti, che hanno tenuto le diverse relazioni e che hanno fornito testimonianza delle loro esperienze e delle proprie aspettative, tutti di grande livello e tutti risultati di grande interesse per la platea.

Tuttavia, la vera sorpresa - ed il ringraziamento sincero che ne scaturisce - è quella data dai tanti trasportatori presenti in sala.

Vorrei ricordare che, alla base dell’incontro, c’era una “scommessa”: chiamare un gruppo di imprenditori a discutere non su quello che il Governo, la Politica o le Associazioni possono fare l’Autotrasporto; ma su quanto i trasportatori possono fare, direttamente e contando innanzi tutto sulle proprie risorse, per salvare e far progredire le proprie imprese.

Come ben sappiamo, parlare di questo significa violare una specie di tabù; entrare in questioni che attengono alla più intima vita delle imprese e affrontare, quindi, tematiche storicamente ostiche per i trasportatori. Di conseguenza (e di convenienza….) largamente evitate dalle loro Associazioni.

Anche per questo la presenza di circa una sessantina di Imprenditori, provenienti praticamente da tutt’Italia (dalla Lombardia alla Sicilia); quasi tutti attorno ai 40- 50 anni (e quindi giovani, per il settore), ma che oltre all’età hanno dimostrato di essere “giovani” soprattutto, di testa (come qualcuno degli ospiti ha rilevato); imprenditori lontanissimi dallo stereotipo del trasportatore “brutto e cattivo”, tanto caro alla pigrizia intellettuale di molti soloni; anche per questo, si diceva, il successo dell’iniziativa non poteva, in partenza, essere affatto dato per scontato.

Abbiamo invece scoperto, contro ogni pessimismo, che esiste una realtà – importante -  di giovani imprenditori alla ricerca di uno spazio ed un ruolo per le proprie imprese.

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