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Lavoro in nero, l’INL chiarisce che se pagato in contati si cumulano le sanzioni

L’INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro), con circolare n.9294 del 9 novembre 2018, ha definitivamente chiarito che la maxi sanzione collegata all’utilizzo dei lavoratori in “nero” si cumula con quella prevista dall’art.1, comma 913 della Legge 205/2017, nel caso in cui la retribuzione di questi lavoratori venga corrisposta in contanti, violando così il divieto previsto dalla legge sopracitata che punisce il datore di lavoro al pagamento di una somma che va dai 1.000 ai 5.000 euro per ciascuna mensilità corrisposta.

Tutte e due le sanzioni sono applicabili dagli organi ispettivi una volta che gli stessi abbiano accertato l’esistenza dei presupposti delle norme violate (utilizzo dei lavoratori in nero ed il loro pagamento in contanti).

L’ispettorato ha anche posto l’accento sulla periodicità con la quale viene retribuito il lavoratore in “nero” che può essere diversa da quella mensile. Con ciò potrebbero configurarsi casi di tanti illeciti quante sono le giornate di lavoro nero prestato; Resta ferma, inoltre, l’adozione della diffida accertativa quando, una volta verificata la corresponsione della retribuzione, anche se tramite contanti, quest’ultima risulti inferiore all’importo dovuto in base al CCNL applicato dal datore di lavoro.

Ultima modifica il Venerdì, 23 Novembre 2018 13:00

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