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Privacy: dal 19 settembre scorso è entrato in vigore il DLgs riguardante la protezione dei dati personali

privacyCome previsto a seguito della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n.205 del 4 settembre 2018, dal 19 settembre u.s. è entrato in vigore il Dlgs n.101 del 10 agosto 2018 che modifica alcuni temi previsti dal precedente Codice della privacy italiano e adegua le norme, in esso contenute, al nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali delle persone fisiche (Regolamento 679/2016).

Il Dlgs n.101 del 10 agosto scorso ha individuato nel Garante per la protezione dei dati personali l’Autorità di Controllo che deve vigilare sul rispetto della normativa europea e del Codice della Privacy italiano, ma c’è di più: il decreto affronta tra le molte tematiche inerenti alla privacy anche quella delle sanzioni.

Al fine di esplicitare e semplificare quest’ultimo aspetto ricordiamo che:

  • il decreto indica tutte le fattispecie che fanno scattare il pagamento di importi molto onerosi previsti dalla normativa europea (che ricordiamo possono arrivare fino a 20 milioni di euro o, nel caso di imprese, pari al 4% del fatturato), affidando al Garante per la privacy il compito di irrogarle;
  • il provvedimento in questione introduce una forma di oblazione consistente nella possibilità di risolvere la controversia adeguandosi alle prescrizioni del Garante e pagando un importo pari alla metà della sanzione irrogata;
  • nel decreto sono stati mantenuti, ed in alcuni casi introdotti, una serie di illeciti penali legati alla violazione della privacy. Tra i più significativi ricordiamo che sono stati confermati e ritenuti come illegittimi l’impiego di impianti audiovisivi per il controllo a distanza dei lavoratori e il divieto di attuare indagini sulle opinioni politiche degli stessi. I trasgressori possono essere puniti con l’arresto da 15 giorni ad 1 anno;
  • il provvedimento prevede, inoltre, per i procedimenti sanzionatori, ancora non definiti con l’adozione di una ordinanza-ingiunzione, alla data del 25 maggio 2019, il pagamento in misura ridotta di una somma pari ai due quinti del minimo edittale, da effettuarsi entro il 18 dicembre 2018. Decorso questo termine l’atto diventa a tutti gli effetti un titolo esecutivo con obbligo di corrispondere gli importi indicati entro il 16 febbraio 2019.

 

Altro aspetto rilevante è dettato dal fatto che il Decreto in oggetto è intervenuto sulle autorizzazioni già adottate dal Garante.

Sostanzialmente, con un ulteriore provvedimento da sottoporre a consultazione pubblica entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto in esame, il Garante per la privacy dovrà individuare le prescrizioni relative ad autorizzazioni concesse per determinati trattamenti che risultano compatibili con le nuove disposizioni, provvedendo, qualora ne ricorra il caso, ad aggiornarle (come per esempio le autorizzazioni concesse per assolvere agli obblighi ed esercitare i diritti specifici del titolare del trattamento o dell’interessato in materia di lavoro, sicurezza sociale e protezione sociale).

 Le autorizzazioni ritenute incompatibili diventeranno inefficaci dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del provvedimento del Garante per la privacy, così come, sono da considerarsi inefficaci le autorizzazioni emesse su altre tematiche adottate prima del 19 settembre.

Infine, fino al prossimo 19 maggio 2019 (ovvero per i primi 8 mesi), il Garante per la privacy, ai fini dell’applicazione del regime sanzionatorio, terrà conto del fatto di trovarsi nella fase di prima applicazione dello stesso.

 

Ultima modifica il Venerdì, 21 Settembre 2018 14:15

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