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Legge Forense

AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI

 

Roma, 12 luglio 2017

Alla Direzione regionale delle dogane per la Lombardia

Protocollo:           RU 80585

Rif.:         26083/RU dcl 4.7.2017

Allegati:

 

OGGETTO: Agevolazione fiscale trasporto merci. Titolarità di distributore gasolio per uso privato. Assenza autorizzazione comunale.

Con riferimento alla nota distinta a margine appare utile, in primo luogo, evidenziare che la disciplina del beneficio in esame è confluita nell'art.24-ter del D.lgs. n.504/95, che ne richiama gli elementi strutturali e le forme di riconoscimento.

Per le modalità di concreta presentazione della dichiarazione trimestrale di rimborso, resa ai sensi del D.P.R. n.445/2000, valgono le disposizioni di cui al D.P.R. n.277/2000 che, tra i dati richiesti, prevede l'indicazione da parte dell'esercente dell'eventuale titolarità di distributore privato dì carburanti ad accisa assolta. Mediante la compilazione del Quadro B della dichiarazione, il richiedente l'agevolazione specifica se il distributore è collegato a serbatoi di capacità superiore a 10 metri cubi, soglia che fa sorgere l'obbligo di denuncia all'Ufficio delle dogane di cui all'art. 25 del citato D.lgs. n.504/95, o di capacità pari o inferiore a 10 metri cubi, non soggetto al predetto adempimento.

Secondo quanto rappresentato, sotto un profilo meramente tributario, sembra evincersi l'avvenuta constatazione che i soggetti verificati avrebbero provveduto a dichiarare, sia l'ubicazione degli impianti, in specie collegati a serbatoi aventi capacità di stoccaggio inferiore a 10 metri cubi, che il numero delle fatture, nonché il totale dei litri di gasolio fatturati.

Taluni dei suddetti distributori sarebbero sprovvisti dell'autorizzazione comunale prescritta dalla Legge Regionale Lombardia n.6/20 10 che, all'art.91, fissa il regime amministrativo degli impianti di distribuzione ad uso privato.

Dall'esame del precetto normativo regionale, l'adozione dell'autorizzazione risulta subordinata esclusivamente alle verifiche di conformità dell'impianto alle disposizioni degli strumenti urbanistici, alle prescrizioni in materia di sanità, tutela dell'ambiente e prevenzioni degli incendi, nonché a quelle di natura fiscale.

Essa tiene conto, evidentemente, delle peculiarità che caratterizzano la concezione di "impianto di distribuzione ad uso privato., dal momento che lo stesso è ubicato all'interno di stabilimenti o cantieri, di proprietà o in uso esclusivo, peraltro destinato al rifornimento di automezzi propri, con divieto di cessione di carburante a terzi.

Alla luce di quanto sin qui analizzato, trattandosi, nel caso di specie, di impianti non soggetti a denuncia ai sensi dell'art.25 del D.lgs. 504/95 e non essendosi riscontrate violazioni di obblighi tributari sul corretto impiego del prodotto, non sembrano venir meno i presupposti tributari per il riconoscimento del credito spettante. Diverso è il necessario adeguamento alle prescrizioni derivanti dalla normativa regionale alle quali l'operatore deve adempiere.

Questa Direzione sta comunque effettuando un monitoraggio, su scala nazionale, per verificare omogeneità interpretative e comportamentali in ordine a fattispecie della stessa tipologia di quella delineata in epigrafe. All'esito, anche in considerazione degli sviluppi che assumerà la vicenda qui esaminata, e tenuto conto delle peculiarità incidenti su casi analoghi, sarà valutata l’opportunità di ulteriori approfondimenti.

Il Direttore Centrale

Prof. Avv. Arturo Tiberi

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